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Cosa facciamo

 

ECOLOGIA DELLE ACQUE INTERNE

Da oltre un decennio il laboratorio di acque interne studia gli ecosistemi acquatici continentali con particolare attenzione agli aspetti legati all’astacofauna e all’ittiofauna. Le ricerche si focalizzano sulla conservazione del taxon autoctono Austropotamobius, analizzando la distribuzione della specie nei bacini idrografici dell’Italia continentale, studiando i caratteri bioecologici in rapporto all’habitat, nonché gli aspetti etologici legati alla sua riproduzione e ibridazione. Alle ricerche sulle biocenosi acquatiche in rapporto alla qualità ambientale si affianca lo studio delle strategie di conservazione delle specie autoctone e le problematiche legate alla diffusione delle specie alloctone, agli sbarramenti artificiali e alla progettazione dei passaggi artificiali per pesci. Dettagli sulle ricerche.

 


 

RETTILI

Le attività di ricerca del nostro laboratorio si concentrano sullo studio e la valutazione dei processi ecologici ed evolutivi che hanno modellato la morfologia, la fisiologia, la selezione dell'habitat e il comportamento dei rettili, in particolare lucertole. I nostri interessi sono piuttosto ampi e rientrano nelle seguenti tematiche principali: evoluzione e mantenimento del polimorfismo cromatico, ematologia e immunologia ecologica, comunicazione e selezione sessuale, adattamento morfologico ed ecologia e conservazione delle specie autoctone. La maggior parte dei nostri studi sperimentali e teorici sono effettuati sulla lucertola muraiola (Podarcis muralis), ma abbiamo anche lavorato su altre lucertole italiani tra cui il ramarro (Lacerta bilineata), la lucertola campestre (Podarcis siculus) e la lucertola tirrenica (Podarcis tiliguerta). Le ricerche sulla morfologia sono state condotte combinando l'approccio moderno della morfometria geometrica con lo studio delle collezioni museali e si sono concentrate su lucertole, serpenti e tartarughe. Siamo anche interessati alla modellizzazione della distribuzione spaziale delle specie (Spatial Distribution Modeling, SDM) utilizzando dati di sola presenza per individuare i fattori che influenzano la distribuzione delle specie in via di estinzione, valutare gli effetti dei cambiamenti ambientali e climatici sulla distribuzione delle specie e prevedere la distribuzione e l'impatto delle specie alloctone. Negli ultimi anni, abbiamo rivolto la nostra attenzione alla comunicazione chimica nelle lucertole e in particolare alla composizione e funzione delle proteine presenti nelle secrezioni dei pori femorali. Tutte queste tematiche ricerca sono condotte in collaborazione con Stefano Scali (Museo Civico di Storia Naturale, Milano) e Marco A.L. Zuffi (Università di Pisa). Dettagli sulle ricerche.


 

 



 

 

 

ANFIBI

Le ricerche sugli anfibi si sono concentrate per più di 20 anni sul monitoraggio della biodiversità e conservazione delle specie autoctone attraverso progetti di ripristino e ricostruzione degli habitat e azioni di traslocazione di specie. Obiettivi primari della maggior parte dei nostri progetti sono state la rana di Lataste (Rana latastei), specie endemica delle pianure del nord Italia, e la rana agile (Rana dalmatina), per le quali abbiamo raccolto un ampio dataset sul dimensioni, sesso, abitudini alimentari e biologia riproduttiva. In quattro Parco Naturale (SIC) della Lombardia abbiamo recuperato più di venti zone umide esistenti e ha creato delle nuove piccole pozze e aree umide in cui entrambe le specie sono state reintrodotte con successo. Un secondo interesse principale delle nostre ricerche sugli anfibi è il monitoraggio della diffusione di specie non autoctone, soprattutto della rana verde dei Balcani (Pelophylax kurtmuelleri) che ha raggiunto la Lombardia nel 2005 dopo la prima introduzione nei pressi di Imperia nel 1941. In questi anni abbiamo studiato l'ecologia della rana balcanica nei nuovi habitat e valutato la probabilità di diffusione in tutta la pianura padana utilizzando modelli di distribuzione spaziale. Dettagli sulle ricerche.

 

 



 

INSETTI

In collaborazione con Sönke Hardersen (Centro Nazionale per lo Studio e la conservazione della biodiversità forestale "Bosco Fontana") abbiamo studiano le relazioni tra morfologia e pressioni evolutive negli insetti. Il nostro principale interesse è l’analisi della plasticità fenotipica nella forma delle ali negli Odonati e come essa cambia in risposta ai vincoli ambientali (es. temperatura e fotoperiodo), nonché in risposta a selezione intra- ed intersessuale. Le nostre specie modello sono Calopteryx splendens e Sympetrum pedemontanum, in cui abbiamo documentato come la forma delle ali in entrambi i sessi cambi lungo la stagione riproduttiva e come le tattiche di accoppiamento nei maschi (territoriali vs non-territoriale) si associano a diversi optima morfologici delle ali che massimizzano la fitness in dipendenza dei livelli di competizione tra maschi. Siamo anche interessati allo studio delle relazioni tra la forma delle ali e il comportamento migratorio e di dispersione in Zygoptera e Anysoptera. 

 

 

 

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