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Cosa facciamo

Ricerche attuali e passate su anfibi



 

Fotoidentificazione in anfibi (e rettili)

La fotoidentificazione digitale dei singoli individui è una tecnica di marcatura non invasiva utile per ottenere informazioni sulle caratteristiche della life history delle specie che si basa sulle presenza di caratteristiche morfologiche peculiari (come ad esempio i pattern di ornamentazione o tratti della morfologia) che rimangono inalterate nel tempo nonostante la muta della pelle. Rispetto ad altre tecniche, la fotoidentificazione ha il vantaggio di essere relativamente economica, di richiedere una esperienza del rilevatore solo per aspetti essenziali nel gestire gli strumenti di analisi dell'immagine e di permettere di identificare un gran numero di individui. Un importante vincolo al processo di fotoidentificazione è la grande quantità di tempo richiesto per l'acquisizione delle immagini e per il confronto, tempo che è destinato ad aumentare esponenzialmente con l'aumento delle dimensioni del campione. I recenti progressi negli strumenti di analisi delle immagini e negli algoritmi di riconoscimento hanno sensibilmente accelerato il processo di confronto tra immagini. Le nostre ricerche si concentrano sulla valutazione della affidabilità di questi algoritmi informatici per l'identificazione digitale dei rettili. Analizzando le macchie ventrali di Triturus carnifex abbiamo dimostrato che l'algoritmo implementato nel programma I3S pattern (originariamente sviluppato per l'identificazione digitale in squali) è particolarmente adatto per gli anfibi caratterizzati da un complesso pattern individuale di grandi chiazze o macchie irregolari e che non sono facilmente identificati da occhio.

 


Monitoraggio delle specie invasive

La rana dei Balcani, Pelophylax kurtmuelleri, è distribuita in Grecia, Albania e parte meridionale della Macedonia. In Italia è una specie aliena naturalizzate dal 1941, quando
sette paia di rane furono introdotte nel ponente ligure. A partire dagli anni '70, la specie si è diffusa ampiamente in Liguria e Piemonte. Dal 2005, quando la rana balcanica è stata registrata per la prima volta in Lombardia, stiamo monitorando la rapida diffusione della specie lungo i corsi d'acqua nella parte sud-orientale della regione. In collaborazione con Stefano Scali, abbiamo creato modelli di distribuzione spaziale e di dispersione per studiare l'ecologia della rana Balcani in nuovi habitat e valutare la probabilità di diffusione in tutta la pianura Padana.

     


   

Conservazione delle rane rosse in Lombardia

Rimpatri e traslocazioni sono tra le azioni più frequenti utilizzate per la conservazione degli anfibi in tutto il mondo. Dal 1999 al 2001, in collaborazione con Stefano Scali, Augusto Gentilli, Daniele Pellitteri Rosa e Edoardo Razzetti abbiamo promosso un progetto finanziato dalla Regione Lombardia finalizzato alla conservazione della Rana di Lataste (Rana latastei), specie endemica delle pianure del nord Italia, in sei parchi Naturali.
Sono stati recuperati diversi stagni danneggiati o mal conservati  e nuovi stagni sono stati scavati nelle aree idonee al fine di aumentare il numero di siti riproduttivi. Girini della specie sono stati rimpatriati in questi stagni di recente formazione e in tutti gli stagni naturali preesistenti non precedentemente utilizzati dalla specie per la riproduzione. Diciotto stagni sono stati monitorati nel 2006 e la rana di Lataste è stata rinvenuta nel 33,3% dei siti. Il risultato della traslocazione è stato negativamente influenzato dal disturbo antropico e dalla presenza di predatori.

 


Comunicazione acustica nelle rane rosse

Le ricerche sulle vocalizzazioni delle rane rosse sono state effettuate durante il quadriennio 2006-2010 in collaborazione con Edoardo Razzetti. In un primo studio abbiamo registrato in continuo l'attività di canto di Rana latastei e Rana dalmatina nel corso di una intera stagione riproduttiva in uno stagno in cui le due specie si riproducono in sintopia e abbiamo raccolto un ampio dataset sia sulla struttura acustica delle loro vocalizzazioni, sia sulla attività di canto. Le differenze tra le specie che abbiamo osservato ci ha portato a ipnotizzare che le vocalizzazioni dei maschi di R. latastei siano rivolte principalmente ai maschi al fine di ottenere o confermare la presenza in un sito riproduttivo, mentre i maschi di  R. dalmatina potrebbero vocalizzare anche al fine di attirare le femmine, piuttosto che per scoraggiare maschi rivali. In un secondo progetto abbiamo registrato le vocalizzazioni della Rana italica, specie endemica in Italia centro-meridionale, con un idrofono (le vocalizzazioni di questa specie si propagano dal fondo delle pozze poco profonde e non sono udibili in aria) documentando due vocalizzazioni comuni e un tipo di canto utilizzato assai più raramente.

     
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