Incontro con John Milius
Andrea Fornasiero
 
Al festival di Torino, in occasione di una retrospettiva a lui dedicata John Milius, il celebre e controverso (e corpulento) regista-sceneggiatore, tra gli uomini di punta del nuovo cinema americano degli anni ’70, ha partecipato ad un incontro con il pubblico.
Narrazione Il mio amore per il cinema innanzitutto da un più generale amore per la narrazione. Infatti le mie stesse sceneggiature, a differenza di quelle molto rigide che erano d’uso quando ho iniziato a lavorare, sono sempre state molto romanzesche, non limitate ai dialoghi ma ricche anche di descrizioni su ciò che si sarebbe visto. Ogni tanto mi chiedono se è per questo che spesso erano scritte al passato, ma più semplicemente erano scritte così perché raccontavano storie ambientate nel passato e mi veniva più naturale.
Sceneggiature di oggi Oggi si è adottato un metodo simile al mio, ma non c’è più gente capace di leggere. Gli studios siano in mano a dirigenti che non hanno alcun interesse non solo per l’aspetto artistico di ciò che producono, ma nemmeno per i concetti che esprime. L’unico obiettivo di questi dirigenti è continuare a fare soldi e non farsi soffiare il posto dagli altri dirigenti che come squali si affollano intorno alle poltrone più ambite. Il risultato è che nessuno vuole più prendersi dei rischi.
Movie Brats (ossia i giovani registi americani degli anni ’70) Era molto difficile iniziare a dirigere, ma in quegli anni si era come creato un vuoto ad Hollywood. Francamente la cosa che ricordo di più di quel periodo era che tutti, tranne me, erano intenti a trovare un modo per non essere mandati in Viet-Nam. Io più che altro stavo pensando a come e quando andarci. Quello comunque fu un decennio di grandi film, ma ci furono anche alcune produzioni che avrebbero potuto distruggere il cinema, come Star Wars.
Paul Schrader (di cui il regista ha prodotto Hardcore nel 1979): Assomigliava un po’ ai personaggi dei suoi film, veniva da un’educazione molto cattolica. All’inizio lo presi in qualche modo sotto la mia ala protettrice, poi lui si trasferì a New York e ci perdemmo di vista.
Addio al Re (Film scritto e diretto nel 1989): Il protagonista dice che solo un comunista può farsi re, perché solo un comunista può ritenerlo giusto. Il comunismo è straordinariamente idealistico e romantico, ma fallisce perché alla fine c’è sempre qualcuno che vuole farsi re.
Micheal Cimino: Lo conoscevo molto bene, ma non abbiamo mai lavorato insieme. Poi lui si è trasferito a N.Y. e l’ho perso di visto. Mi piacciono alcuni dei suoi film, ma non tutti. Ad esempio de Il Cacciatore amo molto la parte sulla caccia, ma trovo poco credibile quella in Viet-Nam.
Conan il barbaro (Film scritto e diretto nel 1982) Preferirei lavorare su personaggi storici, come alcuni dei vichinghi del passato, nella cui visione della vita parzialmente mi riconosco, ma agli studios piace l’idea di un ritorno di Conan, lo vedono come un potenziale successo al botteghino.
Con il progetto: Conan il Re vorrei realizzare le altre due parti di quella che al tempo del primo film di Conan avevo concepito come una trilogia.
Musica sul Set Da Leone ho imparato che suonare la musica sul set può essere utilissimo. Specialmente lo fu in Conan che per me doveva essere a tratti come un balletto.
Paesaggi I paesaggi sono qualcosa di neutro e di puro.
Terrence Malick Da giovani eravamo molto amici e ci mettevamo nei guai insieme (?), poi lui è scomparso e nessuno ne ha più saputo nulla per vent’anni. Ritornato per La Sottile Linea Rossa mi chiese dei consigli sugli aspetti più strettamente militari della sceneggiatura.
Apocalypse Now Redux: Non mi piace. Le scene aggiunte sono state girate quando Francis (Ford Coppola) era drogatissimo.
Politica Sono dalla parte di chi vuole vincere, come Bush. Reagan non è stato abbastanza forte, specialmente a Beirut. Per trovare un presidente americano che mi sia piaciuto bisogna risalire fino ad Eisenhower.
La rottura con Hollywood E’ stata per lo più con Alba Rossa (Scritto e diretto nel 1984), da lì in poi sono stato vittima di una sorta di maccartismo al contrario. Poi è iniziata la mania del politically correct, cosa che io non sono per nulla.
Nuovi registi Oggi gli studios vogliono degli illustratori, per questo buona parte dei nuovi registi vengono dai videoclip e dalla pubblicità. Non interessa che un regista abbia una visione anzi è meglio che non ne abbia perché gli studios non vogliono rischiare.
Lotta Mi piacciono le persone che devono e sanno lottare, senza rimorsi, cercando di andare sempre avanti senza indietreggiare di un centimetro. Nella vita si deve comunque lottare, poi la vittoria dipende da Dio, ma se non si tiene duro non ci si può arrivare.
Armi da fuoco Come americano credo nella armi, sono iscritto alla NRA (National Rifle Association). Credo di avere il dovere di essere responsabile, per questo ho delle armi.
La Resistenza Con Alba Rossa volevo ribaltare il mito della resistenza dei comunisti utilizzandolo contro di loro. Inoltre il film parla anche del resistere contro il potere centrale più in generale.
Tirando delle conclusioni mi pare che il regista non smentisca l’etichetta di fascista che gli è stata affibbiata, anche se lui per primo dice di non voler parlare di politica e si ritiene politicamente irresponsabile. Certo è difficile vedere di buon occhio film come Alba Rossa o Addio al Re per il loro fortissimo contenuto ideologico e spesso reazionario, sebbene vi si possa riscontrare anche una componente confusamente anarchica.
Su una cosa però Milius ha certamente ragione, ossia sull’attuale stato del cinema americano, che non rischia più, che è popolato di illustratori e privo di gente che abbia una visione. Specialmente tra i nuovi registi nominare qualcuno con una visione del cinema e della vita appare un’impresa difficile, salvo forse Paul Thomas Anderson e Steven Soderberg (che però così giovane ormai non è più). Milius aveva (e ha) le proprie idee, che si possono o meno condividere, ma nei suoi film ci ha sempre messo l’anima, e questo giustifica sicuramente la retrospettiva che gli è stata dedicata specialmente per i film più vecchi come Dillinger e Un mercoledì da leoni che sono dei veri gioielli.