Dalla pagina allo schermo
 
Per tutti coloro che hanno letto il libro e vedendo il film hanno notato qualcosa di strano: ecco le differenze maggiori e le curiosità che distinguono le due opere
 
Andrea Fornasiero
 
Prologo: Nel libro semplicemente non c’è, la vicenda che si spiega qui è parzialmente raccontata ne "Lo Hobbit" e soprattutto da Elrond al consiglio.
La filastrocca: I traduttori forse avrebbero fatto bene a rileggersi il Signore degli Anelli. La filastrocca dell’anello infatti è conosciuta a memoria da quasi tutti coloro che hanno letto il libro e quando Gandalf la dice a Frodo, lo spettatore se la ripete nella mente, ma c’è una sorprendente variazione! Infatti nell’edizione italiana del libro si dice: "e nel buio incatenarli" ma nel film diventa "e nell’oscurità incatenarli". Siccome il senso è identico ci si chiede il perché di questa scelta, anche considerato che la traduzione del libro mi pare metricamente più efficace. Che forse dipenda dalla sincronia del labiale?
La Contea: E’ tagliato tutto il dettagliato ritratto della vita nella Contea che era una satira della campagna e della piccola e avara borghesia inglese. Nel film il tutto è ridotto ad un bussare alla porta di Bilbo, mentre lui dice a Gandalf di non voler far capire che è in casa. Nel libro inoltre, dopo la scomparsa di Bilbo, i molti parenti, cercheranno di accampare diritti sulla sua casa e di scoprire che ne è del fantastico tesoro che tutti immaginano Bilbo avesse accumulato nella sua avventura con il drago (raccontata ne "Lo Hobbit").
Il viaggio dalla Contea a Brea: Nel film è durante la strada, quasi per caso, che Merry e Pipino si uniscono a Frodo e Sam, ma nel libro i due avevano pianificato di unirsi al viaggio di Frodo senza nemmeno che lui lo sapesse. Soprattutto però è assente un personaggio, molto amato da Tolkien: Tom Bombadil, una specie di incarnazione dello spirito del bosco, che salva gli hobbit dall’incantesimo di un salice assassino e con la sua compagna, una sorta di ninfa fluviale, aiuta gli hobbit nel loro cammino. Manca inoltre l’episodio dove i quattro hobbit esplorano un tumulo prendendo con sé delle antiche spade magiche: le lame dei tumuli (che avranno una certa importanza negli scontri dei romanzi successivi).
A Brea: Anche qui ci sono diversi tagli, infatti Brea si limita ad essere nel film il luogo dove si incontra Aragorn, mentre nel libro la permanenza era più lunga per questioni pratiche come recuperare dei cavalli per il viaggio e perché alcuni uomini cospiravano con i cavalieri neri.
Arwen: Questa è la differenza che, con la sparizione di Tom Bombadil, da più nell’occhio. Le ragioni per la comparsa del personaggio di Arwen a questo punto della narrazione sono però molteplici. Nel romanzo infatti non si sapeva nulla di lei (se escludiamo due paragrafi in cui Frodo nota la sua grande bellezza) fino a circa metà del terzo libro, quando a battaglia terminata si ricongiungeva ad Aragorn, che mai aveva nominato una compagna. Tra l’altro la cosa appariva ancora più strana se si pensa che di Aragorn si invaghirà la coraggiosa Eowyn figlia del re di Rohan, che lui però rifiuterà. L’aver mostrato Arwen fin da ora, oltre a preparare meglio la sua ricomparsa nel terzo film, da miglior spiegazione del futuro comportamento di Aragorn. Per inserire Arwen qui è stato cancellato il campione elfico Glorfindel, ma questo era uno dei personaggi che poi scompare dalle pagine del romanzo. Anche la scelta di fare sgominare i Nazgul da un incantesimo di Arwen anziché dai poteri congiunti di Gandalf ed Elrond non mi pare poi molto grave, anche se forse rende Arwen un po’ troppo combattiva rispetto al romanzo. Tutto sommato però mi sento di approvare la scelta di Jackson su questo dibattuto punto (nonostante un personale scetticismo verso Liv Tyler quando non è diretta da Altman).
Il Consiglio: Le lunghe discussioni di questo importante evento sarebbero state assai anticinematografiche, ma forse una sequenza che mostrava la "spada che fu rotta" di nuovo forgiata non avrebbe guastato. Nel film nessuno dice che Aragorn impugna ora Narsil, cosa su cui si pone molta enfasi nel romanzo.
Saruman: Gli si da molto più spazio di quanto non ne abbia nel romanzo, ma senza aggiungere nulla alle idee di Tolkien, che semplicemente non cambiava scena per descrivere l’operato di Saruman ma lo faceva capire solo in seguito. Visto il carisma di Christopher Lee non si può che approvare questa scelta. Più curioso è il fatto che Saruman inizialmente dica di voler ottenere l’anello per conto di Sauron e per divenire suo alleato, mentre nel libro è da subito chiaro che Saruman voglia l’anello per sé. Inoltre, nel romanzo, quando Saruman si presenta a Gandalf per catturarlo dice di essere Saruman multicolore creatore d’anelli e non più Saruman il bianco (il che giustifica la futura mutazione di Gandalf). Altro personaggio che scompare dalle macchinazioni di Saruman è Radagast il Bruno terzo stregone dell’ordine di Gandalf e Saruman.
Gollum: Nel film accade che Gandalf racconti di Gollum e di come i nove abbiano saputo dei Baggins e della Contea. E’ curioso però che Gandalf sappia tutto questo visto che non accenna alla cattura di Gollum da parte di Aragorn, come invece avveniva nel libro dove comunque la creatura riusciva a scappare.
Sulle montagne: A parte il taglio di un incontro con un pericoloso branco di lupi, c’è qui una strana variazione rispetto al libro. La strada viene bloccata dalle tempeste di neve comandate da Saruman (nel libro sembra che vengano da Mordor). Bisogna dunque scegliere un altro percorso e Gandalf suggerisce di andare a Moria dopodiché la compagnia vota sulla sua proposta. Qui invece tutta la decisione è scaricata sulle spalle di Frodo, che per altro aveva già detto di non sapere la strada né nulla dei percorsi tra cui deve scegliere e dei pericoli che rappresentano.
Le porte di Moria: Nel film è Merry (o Pipino) a tirare i sassi nello stagno, risvegliando la piovra gigante, mentre nel libro era Boromir. Come nel romanzo Gandalf non riconosce subito la soluzione di fronte alla porta chiusa, nel film però è Frodo a trovare la soluzione dell’enigma, mentre nel libro era lo stesso Gandalf senza bisogno di aiuti.
Dentro Moria: E’ stata aggiunta la scala sul punto di franare. Questa forse è una sequenza un po’ debole, ma funziona nel ritardare e rendere più spaventosa l’apparizione del Balrog, oltre che nel dare il senso di una lotta contro il tempo.
Lothlòrien: Qui i doni degli elfi sono ridotti alla stella che viene data a Frodo, mentre non si accenna ai mantelli e alla corda elfica che tanta parte avranno nelle successive avventure di Frodo e Sam. La cosa di cui però più ho sentito la mancanza è lo stupore del nano Gimli che dopo aver parlato male di Galadriel resta sconvolto dalla sua apparizione, e da questo momento si dichiarerà disposto a qualsiasi cosa pur di difendere il suo nome.
Lo scioglimento della compagnia: In questa lunga e ultima sequenza ci sono diverse differenze con il romanzo, una delle quali macroscopica ossia il fatto che Aragorn si accorga del piano di Frodo di lasciare la compagnia, cosa che nel libro avviene a insaputa di tutti tranne di Sam, che intuisce i desideri del suo amico. Qui invece Pipino e Merry fanno da esca per farlo scappare e Aragorn viene tentato dall’anello (ma dopo Bilbo, Gandalf, Galadriel e Boromir ce n’era davvero bisogno?). Considerato che per tutto il resto dei film sono stati operati molti tagli non capisco la logica dietro l’aggiunta di questa sequenza, forse un po’ ridondante. Anche la presenza di un capo degli Uruk-Hai che si scontra con Aragorn è un’aggiunta di Jackson, ma questa è giustificata perché rende lo scontro più avvincente.
 
Concludendo mi pare che i tagli e le differenze siano numerosi solo apparentemente, nei fatti lo spirito del film segue quello dello libro, risultando forse un po’ meno scanzonato per la drastica riduzione della parte iniziale. Se la perdita di molti dettagli sottrae parte della ricchezza dell’immaginario tolkeniano si rende però più lineare, e forse anche più avvincente, la storia raccontata.