Le crociate di Ridley Scott
Michela Cantarella
 
  
"Che uomo è un uomo che non cerca di migliorare il mondo in cui vive?" ... con queste parole, che concettualizzano il credo che sarà proprio del protagonista, si apre il film.
1138. Un gruppo di crociati incontra nel suo cammino un funerale: si tratta della moglie del giovane Baliano (Orlando Bloom) il fabbro del paese, suicida in seguito alla morte del figlio. La spedizione è guidata da Goffredo d'Ibelin (Liam Neeson), un nobile francese col proposito di difendere il Santo Sepolcro, che riconosce in Baliano il figlio avuto da una relazione forzata e a cui propone di seguirlo nella sua missione.
Il giovane dapprima declina l'offerta, ma, dopo aver ucciso un prete, decide di seguire il padre in terra santa per cercare di cancellare i suoi peccati e quelli della defunta moglie.
Durante il viaggio Goffredo resta ferito dopo aver impedito a un gruppo di uomini di riportare Baliano indietro e processarlo per l'assassinio da lui commesso; prima di spirare però insegna al figlio le arti di un cavaliere e lo investe di tale carica.
Le sue parole, in realtà, racchiudono un significato più profondo: e fanno di Baliano il "Cavaliere perfetto", impavido, che deve difendere i deboli, anche a costo della propria vita.
Il giovane continua il suo viaggio, incontrando il saggio re Baldovino IV, interpretato da Edward Norton, affetto da lebbra e costretto perciò a indossare una maschera e sua sorella Sibilla (Eva Green), che non tarda a innamorarsi di lui.
Con la conoscenza di Sibilla, però, Baliano è costretto a rapportarsi anche con Guido di Châtillon (Brendan Gleeson), rozzo e arrogante marito della donna, che non nasconde il suo disprezzo per l'umile fabbro e il cui unico desiderio è innescare la tanto temuta guerra col re saraceno Saladino (Ghassem Massoud). In punto di morte Baldovino, conoscendo le mire di potere di Guido, offre a Baliano l'incarico di capo dell'esercito e l'opportunità di sposare Sibilla, ma il giovane rifiuta decisamente, anche contro il parere dell'amico Tiberias (Jeremy Irons), preferendo restare un semplice cavaliere; si trasferisce nei possedimenti paterni, distinguendosi per la sua abilità nel guidare il popolo e per i miglioramenti portati a quelle aride terre.
In seguito al rifiuto di Baliano, Sibilla sceglie come re il marito Guido; la decisione si rivelerà infausta in quanto, appena salito al trono, Guido romperà la tregua col re saraceno, scatenando la guerra.
Baliano, scampato miracolosamente a un attentato tesogli da Guido, rifiuta di assecondare il volere del nuovo re e rimane insieme a Tiberias a difendere Gerusalemme con pochi cavalieri.
L'iniziativa del re non si rivela delle più felici; si avvera infatti ciò da cui Baliano l'aveva messo in guardia: l'esercito viene sconfitto ed egli stesso è messo in ridicolo da Saladino.
Siamo alla battaglia finale: cristiani e saraceni si preparano ad affrontarsi e il giovane fabbro sfodera tutto il suo coraggio, decidendo di difendere la città pur non avendo cavalieri esperti e investendo di tale carica tutti gli uomini in armi e quelli capaci di maneggiarle, rievocando le parole paterne della sua investitura.
Lo scontro tra le due civiltà inizia: Baliano e i suoi uomini oppongono una strenua resistenza facendo leva su un buon piano di battaglia, fino al momento del faccia a faccia col re saraceno.
E' il momento decisivo: i due popoli troveranno il tanto atteso accordo? Baliano deciderà di resistere ancora o di consegnare la città? Non svelo il finale per non rovinare la sorpresa a chi volesse decidere di vedere il film (magari anche in seguito alla recensione...).
Le crociate non racconta solo la storia di una battaglia, ma anche l'itinerario di un giovane che credeva di aver perso la sua fede e cerca di ritrovarla nella terra in cui è morto Cristo; questa ricerca trova riscontro più volte nel film: infatti frasi come "Dio non mi ama" e "Ho perso la mia fede" non sono rare.
Il messaggio però è che la fede può dimorare anche negli animi più umili o in chi credeva di averla persa definitivamente e a volte manca proprio (almeno in questo film) in coloro che dovrebbero esserne i portavoce (esemplare la figura del vescovo che pensa unicamente alla propria salvezza e non esita a consigliare una conversione all'Islam pur di conoscere le intenzioni dei saraceni...).
Molto forte è anche la volontà di non vendere la propria anima alle mire di potere, anche se questo comporta rinunce e rischi... perchè in fondo "un re può muovere anche un uomo... ma l'anima appartiene solo all'uomo". Ridley Scott insegna...
Dal punto di vista tecnico il regista ci presenta una serie di virtuosismi della macchina da presa degni di nota: la velocità del montaggio (soprattutto nelle battaglie e all'inizio come metafora della lotta compiuta da Baliano per decidere se seguire il padre o abbandonarsi alla staticità della sua vita), l'eleganza e la cruenza delle inquadrature (gole squartate, cadaveri sparsi e uomini che bruciano tra le fiamme non sono certo lesinati!)... Da notare poi l'uso del digitale (nella battaglia finale), anche se non è possibile un confronto diretto con la grandiosa battaglia del Fosso di Helm de Il Signore degli anelli - Le due torri. Belle comunque, le catapulte della battaglia finale, che bucano lo schermo e inducono lo spettatore quasi a "sospendere la sua incredulità".
Buona l'interpretazione di Orlando Bloom che, dopo Il signore degli anelli e La maledizione della prima luna, mostra ancora il suo talento nella parte del coraggioso Baliano.
Concludo dicendo che non è certo un film adatto agli animi più sensibili (basti leggere i commenti qualche riga sopra!), ma, data la prestazione degli attori, la credibilità storica e la regia è veramente degno di essere visto.