| 2. Pianificazione
territoriale e utilità collettiva |
" |
31 |
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2.1. Lutilitarismo
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" |
31 |
2.1.1. La tradizione utilitarista: una lunga egemonia
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" |
31 |
2.1.2. Il programma di ricerca di John C. Harsanyi: per
una teoria generale del ragionamento pratico
|
" |
32 |
2.1.3. Una nuova difesa del principio etico utilitarista
|
" |
33 |
2.1.4. Presupposti e condizioni aggiuntive
|
" |
34 |
2.2. Utilitarismo e pianificazione territoriale
|
" |
35 |
2.2.1. Caratteristiche di una pianificazione
utilitarista: tratti generali
|
" |
37 |
2.2.2. Lutilitarismo nella teoria e nella pratica
della pianificazione
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" |
38 |
2.2.3. Unanalisi critica dellutilitarismo
come schema di orientamento etico per le attività di pianificazione
|
" |
45 |
Note
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" |
61 |
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| 3. Pianificazione territoriale e diritti
negativi |
pag. |
75 |
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3.1. Il libertarismo
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" |
75 |
3.1.1. La tradizione dei diritti: un vigoroso ritorno
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" |
75 |
3.1.2. I diritti negativi come fondamento della teoria
di Robert Nozick: individui distinti e sfere protette dazione
|
" |
76 |
3.1.3. Nascita di uno stato minimo e identificazione con
un territorio
|
" |
77 |
3.1.4. La teoria del titolo valido e il problema della
proprietà di beni
|
" |
79 |
3.1.5. Contro le utopie sostantive
|
" |
80 |
3.2. Libertarismo e pianificazione territoriale
|
" |
81 |
3.2.1. Un approccio libertario alla pianificazione:
tratti generali
|
" |
82 |
3.2.2. Diritti negativi e libero mercato
nella teoria e nella pratica della pianificazione
|
" |
83 |
3.2.3. Unanalisi critica del libertarismo come
schema do- rientamento etico per le attività di pianificazione
|
" |
90 |
Note
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" |
105 |
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| 4. Pianificazione territoriale ed equità
distributiva |
" |
121 |
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4.1. Il neocontrattualismo
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" |
121 |
4.1.1. La tradizione del contratto sociale e la sua
recente ripresa
|
" |
121 |
4.1.2. Presupposti dellapproccio
neocontrattualista di John Rawls: un punto di vista imparziale per affrontare situazioni
reali di conflitto
|
" |
122 |
4.1.3. La posizione originaria e la scelta dei principi
di giustizia: distinzione tra regola del maximin e principio di differenza
|
" |
123 |
4.1.4. I due principi di giustizia: caratteristiche,
dominio e applicazione
|
" |
126 |
4.2. Neocontrattualismo e pianificazione territoriale
|
" |
128 |
4.2.1. Un approccio neocontrattualista alla
pianificazione territoriale: tratti generali
|
" |
128 |
4.2.2. Il criterio dellequità nella teoria e
nella pratica della pianificazione
|
" |
134 |
4.2.3. Unanalisi critica del neocontrattualismo
come schema dorientamento etico per le attività di pianificazione
|
" |
147 |
Note
|
" |
154
|
5. Conclusioni: approcci alternativi, problemi aperti
e direzioni di ricerca promettenti
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pag. |
175 |
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|
5.1. Premessa
|
" |
175 |
5.2. Programmi alternativi: cenni
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" |
175 |
5.2.1. Pianificazione territoriale e dialogo collettivo
|
" |
175 |
5.2.1.1. Le teorie dialogiche
|
" |
175 |
5.2.1.2. Teorie dialogiche e pianificazione
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" |
177 |
5.2.2. Pianificazione territoriale e comunità
|
" |
182 |
5.2.2.1. Il Comunitarismo
|
" |
182 |
5.2.2.2. Comunitarismo e pianificazione
|
" |
183 |
5.3. Osservazioni conclusive generali
|
" |
189 |
5.3.1. Alcune valutazioni complessive
|
" |
187 |
5.3.2. Rilevanza del contrasto tra utilità collettiva e
diritti individuali per i problemi della pianificazione
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" |
190 |
5.3.3. Il neocontrattualismo come possibile via
intermedia per lo sviluppo di unetica convincente per la pianificazione territoriale
|
" |
191 |
5.3.4. Letica del discorso come prospettiva
parziale e complementare: verso un contrattualismo critico
|
" |
192 |
5.3.5. Limiti della sfida comunitaria: per unetica
della pianificazione ancora liberale
|
" |
194 |
Note
|
" |
195 |
|
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Riferimenti bibliografici
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" |
205
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