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14sqtransp.gif (828 byte) Stefano Moroni, Urbanistica e regolazione. La dimensione normativa della pianificazione territoriale, Milano, Franco Angeli / DST, 1999, pp. 174.

Caratteristica fondamentale della pianificazione territoriale è di avere direttamente e costitutivamente a che fare con la produzione, integrazione, revisione di particolari sistemi di norme. Scopo del presente lavoro è di approfondire, in maniera mirata e sistematica, questa specifica dimensione (prescrittiva) dell’attività urbanistica; ciò avviene tramite l’individuazione di un insieme di strumenti analitici che consentono di smontare criticamente il linguaggio normativo dei piani. Obiettivo principale di un esercizio di questo tipo è di comprendere più a fondo i documenti (normativi) di piano, in modo tale da poterne migliorare e perfezionare la redazione. In termini più generali, la speranza è di riuscire a gettare luce su natura e significato della pianificazione territoriale stessa.

Il testo è organizzato in quattro parti. Nella prima parte viene indagata la peculiarità della pianificazione territoriale come forma particolare dell’intervento pubblico. Nella seconda parte viene costruita una articolata tipologia delle espressioni dei piani urbanistici, focalizzando l’attenzione soprattutto sulla sezione normativa di questi ultimi. Nella terza parte gli strumenti approntati vengono messi all’opera in due direzioni concrete di applicazione: lettura critica e scrittura efficace di documenti di piano. Nella quarta parte vengono suggeriti possibili percorsi di sviluppo ed approfondimento dell’intero discorso.

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Indice

Premessa

13

1. Due assunzioni sulla natura dei piani urbanistici

15

1.1. Prima assunzione: il momento precipuo del piano è rappresentato dalla sua dimensione normativa

15

1.1.1. Centralità del momento normativo

15

1.1.2. Un aspetto spesso marginalizzato e poco esplorato

17

1.2. Seconda assunzione: il piano verte essenzialmente su comportamenti

18

1.2.1. Pianificazione territoriale e regolazione dei comportamenti

18

1.2.1.1. Specificità del piano

18

1.2.1.2. Piano e progetto

20

1.2.1.3. Configurazioni normative successive

21

1.2.1.4. Due prospettive sulla pratica di piano

21

1.2.1.5. Una precisazione sulla natura giuridica del piano regolatore

23

1.2.2. Una chiave d’ingresso al problema

24

1.2.2.1. Costruzione di una tipologia analitica delle espressioni di piano

24

1.2.2.2. Sei possibili obiezioni all’approccio delineato

25

1.2.2.2.1. Prima obiezione: eccesso di attenzione alla dimensione giuridica

26

1.2.2.2.2. Seconda obiezione: eccesso di attenzione ai prodotti decisionali

26

1.2.2.2.3. Terza obiezione: eccesso di attenzione ai piani

27

1.2.2.2.4. Quarta obiezione: eccesso di fiducia nelle tipologie

28

1.2.2.2.5. Quinta obiezione: eccesso di fiducia in un approccio analitico

28

1.2.2.2.6. Sesta obiezione: eccesso di fiducia negli strumenti normativi

29

Note

 

29

2. Quattro articolazioni entro il linguaggio di piano

33

2.1. Prima articolazione: asserzioni vs. prescrizioni (la demarcazione di base nel linguaggio di piano)

33

2.1.1. Focalizzazione dell’attenzione sulle parti scritte di piano

33

2.1.2. Asserzioni e prescrizioni nei documenti di piano: una distinzione non radicale

34

2.1.2.1. Osservazioni preliminari sulle scelte terminologiche

34

2.1.2.2. Tre criteri di demarcazione

35

2.1.2.2.1. Primo criterio: funzione comunicativa

35

2.1.2.2.2. Secondo criterio: assenso sincero

37

2.1.2.2.3. Terzo criterio: valore di verità

37

2.1.2.3. Dimensione sintattica, semantica e pragmatica della demarcazione tra asserzioni e prescrizioni

38

2.1.3. Impossibilità di dedurre prescrizioni di piano da sole asserzioni

39

2.1.3.1. Una legge logica determinante per il discorso urbanistico

39

2.1.3.2. Una barriera unicamente all’inferenza deduttiva

40

2.1.4. Forme della ragione urbanistica

42

2.1.4.1. Logica ontica e logica deontica

42

2.1.4.2. Ragione teoretica e ragione pratica

43

2.1.5. Tre possibili critiche alla demarcazione tra asserzioni e prescrizioni

44

2.1.5.1. Prima critica: non esistono demarcazioni ontologiche

45

2.1.5.2. Seconda critica: non esistono demarcazioni chiare nel linguaggio ordinario

45

2.1.5.3. Terza critica: non è possibile un’indagine di fatti libera da valori

46

2.1.5.3.1. La versione tradizionale della critica

46

2.1.5.3.2. Una riformulazione recente della critica

49

2.1.5.3.3. Un problema sopravvalutato: la avalutatività

50

2.1.6. Autonomia e responsabilità delle scelte di piano

51

2.2. Seconda articolazione: tipologia delle asserzioni dei documenti di piano

52

2.2.1. Rilevazioni e ipotesi

52

2.2.2. Una puntualizzazione fondamentale: politiche e piani non sono i-potesi

54

2.3. Terza articolazione: tipologia delle prescrizioni dei documenti di piano

56

2.3.1. Giudizi di valore e norme

56

2.3.1.1. Affinità e differenze tra giudizi di valore e norme

56

2.3.1.2. Giudizi di valore morale e giudizi di valore non-morale

58

2.3.1.3. Norme morali e norme giuridiche

60

2.3.2. Un primo quadro complessivo

62

2.3.3. Una digressione generale sulle norme giuridiche positive

63

2.3.3.1. Emittente, destinatari, sanzione

63

2.3.3.2. Cenni al problema dell’interpretazione di norme giuridiche

63

2.3.3.3. Tre criteri tradizionali di demarcazione

65

2.3.3.3.1. Primo criterio: aspetto formale

65

2.3.3.3.2. Secondo criterio: effetto sui comportamenti

66

2.3.3.3.3. Terzo criterio: intensità prescrittiva

67

2.3.3.4. Intorno a due elementi particolari del discorso normativo

70

2.3.3.4.1. Metanorme

70

2.3.3.4.2. Principî

71

2.3.4. Quattro specie di norme di piano: indirizzi, norme di sistema, norme di condotta, raccomandazioni

72

2.3.4.1. Prima specie di norme di piano: indirizzi

72

2.3.4.2. Seconda specie di norme di piano: norme di sistema

74

2.3.4.2.1. Norme di processo

74

2.3.4.2.2. Norme di configurazione

76

2.3.4.2.2.1. Norme di definizione

76

2.3.4.2.2.2. Norme di rinvio

77

2.3.4.2.2.3. Norme di gerarchia

78

2.3.4.2.2.4. Norme di interpretazione

79

2.3.4.3. Terza specie di norme di piano: norme di condotta

80

2.3.4.4. Quarta specie di norme di piano: raccomandazioni

80

2.3.5. Il piano come strumento complesso

81

2.4. Quarta articolazione: definizione dei modi deontici nei documenti di piano

82

2.4.1. Quattro operatori deontici fondamentali

82

2.4.1.1. Obbligo, divieto, permesso, facoltà

82

2.4.1.2. Il quadrato d’opposizione dei modi deontici

84

2.4.1.3. Puntualizzazioni sul concetto di permesso

85

2.4.2. Otto specie di norme di condotta di piano

87

2.4.2.1. Prima specie: norme imperative positive incondizionate

87

2.4.2.2. Seconda specie: norme imperative positive condizionate

88

2.4.2.3. Terza specie: norme imperative negative incondizionate

88

2.4.2.4. Quarta specie: norme imperative negative condizionate

89

2.4.2.5. Quinta specie: norme permissive positive incondizionate

89

2.4.2.6. Sesta specie: norme permissive positive condizionate

90

2.4.2.7. Settima specie: norme permissive negative incondizionate

91

2.4.2.8. Ottava specie: norme permissive negative condizionate

91

2.4.3. Osservazioni conclusive

91

2.4.3.1. Possibilità combinatoria, possibilità logica, attualità

91

2.4.3.2. Operatori deontici iterati

92

2.4.3.3. Due limiti tematici

93

Note

94

 

3. Due direzioni d’applicazione: lettura critica e scrittura ef-ficace di piani urbanistici

111

3.1. Prima direzione di applicazione: lettura critica di piani urbanistici

111

3.1.1. Tre approcci analitici possibili

111

3.1.2. Un esercizio di comparazione tra piani regolatori di diversa generazione: sintesi degli elementi emersi

112

3.1.2.1. Primo gruppo di piani (A)

112

3.1.2.2. Secondo gruppo di piani (B)

113

3.2. Seconda direzione di applicazione: scrittura efficace di piani urbanistici

115

3.2.1. Nomografia urbanistica: ridurre i margini della interpretazione spicciola

115

3.2.2. Quattro livelli di attenzione

117

3.2.2.1. Primo livello di attenzione: riconoscimento delle peculiarità del linguaggio normativo

118

3.2.2.2. Secondo livello di attenzione: formulazione chiara e pertinente degli enunciati normativi

118

3.2.2.2.1. Costruzione semplice e sintatticamente sorvegliata

119

3.2.2.2.2. Riduzione dei margini di ambiguità e vaghezza dei termini

119

3.2.2.2.3. Standardizzazione della formulazione delle norme di piano

120

3.2.2.3. Terzo livello di attenzione: strutturazione efficace dei testi normativi

122

3.2.2.4. Quarto livello di attenzione: dosaggio delle componenti normative

124

3.2.3. Un vantaggio anche per l’informatizzazione dei piani

125

3.2.4. Linguaggio artificiale o linguaggio comune?

125

Note

126

4. Due estensioni del discorso

129

4.1. Prima estensione: tipologia dei doveri normativi

129

4.1.1. Un ampliamento critico dello sguardo

129

4.1.1.1. Un obiettivo generale: mostrare che l’ambito del normativo non si riduce a quello del deontico

129

4.1.1.2. Due obiettivi specifici: indagare ulteriori fenomeni normativi di piano e riflettere sulla presunta tecnicità delle norme di piano

130

4.1.2. Quattro specie di dovere normativo

131

4.2. Seconda estensione: tipologia delle regole non-regolative

132

4.2.1. Regole regolative e regole non-regolative

132

4.2.2. Due sotto-insiemi di regole non-regolative: regole costitutive e regole tecniche

133

4.2.2.1. Primo sotto-insieme di regole non-regolative: regole costitutive

134

4.2.2.1.1. Caratteristiche delle regole costitutive

134

4.2.2.1.2. Tre specie di regole costitutive che sono condizione

134

4.2.2.1.3. Tre specie di regole costitutive che pongono una condizione

137

4.2.2.1.4. Regole costitutive e piani urbanistici

139

4.2.2.2. Secondo sotto-insieme di regole non-regolative: regole tecniche (tecnologiche)

140

4.2.2.2.1. Caratteristiche delle regole tecniche (tecnologiche)

140

4.2.2.2.2. Tre specie di regole tecniche (tecnologiche): regole che presuppongono una condizione

141

4.2.2.2.3. Regole tecnologiche, regole tecnonomiche e piani urbanistici

142

4.2.2.2.3.1. Regole tecnologiche vs. regole tecnonomiche

142

4.2.2.2.3.2. Sulle cosiddette regole ‘tecniche’ d’attuazione di un piano urbanistico

144

Note

145

Riferimenti bibliografici (ed elenco dei piani urbanistici citati)

149

Indice dei nomi

171

 

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