Premessa |
13 |
|
|
1. Due assunzioni sulla
natura dei piani urbanistici |
15 |
|
|
1.1. Prima assunzione:
il momento precipuo del piano è rappresentato dalla sua dimensione normativa |
15 |
|
|
1.1.1. Centralità del
momento normativo |
15 |
1.1.2. Un aspetto spesso
marginalizzato e poco esplorato |
17 |
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|
1.2. Seconda assunzione:
il piano verte essenzialmente su comportamenti |
18 |
|
|
1.2.1. Pianificazione
territoriale e regolazione dei comportamenti |
18 |
1.2.1.1. Specificità del
piano |
18 |
1.2.1.2. Piano e progetto |
20 |
1.2.1.3. Configurazioni
normative successive |
21 |
1.2.1.4. Due prospettive
sulla pratica di piano |
21 |
1.2.1.5. Una precisazione
sulla natura giuridica del piano regolatore |
23 |
1.2.2. Una chiave
dingresso al problema |
24 |
1.2.2.1. Costruzione di una
tipologia analitica delle espressioni di piano |
24 |
1.2.2.2. Sei possibili
obiezioni allapproccio delineato |
25 |
1.2.2.2.1. Prima obiezione:
eccesso di attenzione alla dimensione giuridica |
26 |
1.2.2.2.2. Seconda
obiezione: eccesso di attenzione ai prodotti decisionali |
26 |
1.2.2.2.3. Terza obiezione:
eccesso di attenzione ai piani |
27 |
1.2.2.2.4. Quarta
obiezione: eccesso di fiducia nelle tipologie |
28 |
1.2.2.2.5. Quinta
obiezione: eccesso di fiducia in un approccio analitico |
28 |
1.2.2.2.6. Sesta obiezione:
eccesso di fiducia negli strumenti normativi |
29 |
|
|
Note
|
29 |
2. Quattro articolazioni
entro il linguaggio di piano |
33 |
|
|
2.1. Prima
articolazione: asserzioni vs. prescrizioni (la demarcazione di base nel linguaggio
di piano) |
33 |
|
|
2.1.1. Focalizzazione
dellattenzione sulle parti scritte di piano |
33 |
2.1.2. Asserzioni e
prescrizioni nei documenti di piano: una distinzione non radicale |
34 |
2.1.2.1. Osservazioni
preliminari sulle scelte terminologiche |
34 |
2.1.2.2. Tre criteri di
demarcazione |
35 |
2.1.2.2.1. Primo criterio:
funzione comunicativa |
35 |
2.1.2.2.2. Secondo
criterio: assenso sincero |
37 |
2.1.2.2.3. Terzo criterio:
valore di verità |
37 |
2.1.2.3. Dimensione
sintattica, semantica e pragmatica della demarcazione tra asserzioni e prescrizioni |
38 |
2.1.3. Impossibilità di
dedurre prescrizioni di piano da sole asserzioni |
39 |
2.1.3.1. Una legge logica
determinante per il discorso urbanistico |
39 |
2.1.3.2. Una barriera
unicamente allinferenza deduttiva |
40 |
2.1.4. Forme della
ragione urbanistica |
42 |
2.1.4.1. Logica ontica e
logica deontica |
42 |
2.1.4.2. Ragione teoretica
e ragione pratica |
43 |
2.1.5. Tre possibili
critiche alla demarcazione tra asserzioni e prescrizioni |
44 |
2.1.5.1. Prima critica: non
esistono demarcazioni ontologiche |
45 |
2.1.5.2. Seconda critica:
non esistono demarcazioni chiare nel linguaggio ordinario |
45 |
2.1.5.3. Terza critica: non
è possibile unindagine di fatti libera da valori |
46 |
2.1.5.3.1. La versione
tradizionale della critica |
46 |
2.1.5.3.2. Una
riformulazione recente della critica |
49 |
2.1.5.3.3. Un problema
sopravvalutato: la avalutatività |
50 |
2.1.6. Autonomia e
responsabilità delle scelte di piano |
51 |
|
|
2.2. Seconda
articolazione: tipologia delle asserzioni dei documenti di piano |
52 |
|
|
2.2.1. Rilevazioni e
ipotesi |
52 |
2.2.2. Una
puntualizzazione fondamentale: politiche e piani non sono i-potesi |
54 |
|
|
2.3. Terza
articolazione: tipologia delle prescrizioni dei documenti di piano |
56 |
|
|
2.3.1. Giudizi di valore
e norme |
56 |
2.3.1.1. Affinità e
differenze tra giudizi di valore e norme |
56 |
2.3.1.2. Giudizi di valore
morale e giudizi di valore non-morale |
58 |
2.3.1.3. Norme morali e
norme giuridiche |
60 |
2.3.2. Un primo quadro
complessivo |
62 |
2.3.3. Una digressione
generale sulle norme giuridiche positive |
63 |
2.3.3.1. Emittente,
destinatari, sanzione |
63 |
2.3.3.2. Cenni al problema
dellinterpretazione di norme giuridiche |
63 |
2.3.3.3. Tre criteri
tradizionali di demarcazione |
65 |
2.3.3.3.1. Primo criterio:
aspetto formale |
65 |
2.3.3.3.2. Secondo
criterio: effetto sui comportamenti |
66 |
2.3.3.3.3. Terzo criterio:
intensità prescrittiva |
67 |
2.3.3.4. Intorno a due
elementi particolari del discorso normativo |
70 |
2.3.3.4.1. Metanorme |
70 |
2.3.3.4.2. Principî |
71 |
2.3.4. Quattro specie di
norme di piano: indirizzi, norme di sistema, norme di condotta, raccomandazioni |
72 |
2.3.4.1. Prima specie di
norme di piano: indirizzi |
72 |
2.3.4.2. Seconda specie di
norme di piano: norme di sistema |
74 |
2.3.4.2.1. Norme di
processo |
74 |
2.3.4.2.2. Norme di
configurazione |
76 |
2.3.4.2.2.1. Norme di
definizione |
76 |
2.3.4.2.2.2. Norme di
rinvio |
77 |
2.3.4.2.2.3. Norme di
gerarchia |
78 |
2.3.4.2.2.4. Norme di
interpretazione |
79 |
2.3.4.3. Terza specie di
norme di piano: norme di condotta |
80 |
2.3.4.4. Quarta specie di
norme di piano: raccomandazioni |
80 |
2.3.5. Il piano come
strumento complesso |
81 |
|
|
2.4. Quarta
articolazione: definizione dei modi deontici nei documenti di piano |
82 |
|
|
2.4.1. Quattro operatori
deontici fondamentali |
82 |
2.4.1.1. Obbligo, divieto,
permesso, facoltà |
82 |
2.4.1.2. Il quadrato
dopposizione dei modi deontici |
84 |
2.4.1.3. Puntualizzazioni
sul concetto di permesso |
85 |
2.4.2. Otto specie di
norme di condotta di piano |
87 |
2.4.2.1. Prima specie:
norme imperative positive incondizionate |
87 |
2.4.2.2. Seconda specie:
norme imperative positive condizionate |
88 |
2.4.2.3. Terza specie:
norme imperative negative incondizionate |
88 |
2.4.2.4. Quarta specie:
norme imperative negative condizionate |
89 |
2.4.2.5. Quinta specie:
norme permissive positive incondizionate |
89 |
2.4.2.6. Sesta specie:
norme permissive positive condizionate |
90 |
2.4.2.7. Settima specie:
norme permissive negative incondizionate |
91 |
2.4.2.8. Ottava specie:
norme permissive negative condizionate |
91 |
2.4.3. Osservazioni
conclusive |
91 |
2.4.3.1. Possibilità
combinatoria, possibilità logica, attualità |
91 |
2.4.3.2. Operatori deontici
iterati |
92 |
2.4.3.3. Due limiti
tematici |
93 |
|
|
Note |
94
|
3. Due direzioni
dapplicazione: lettura critica e scrittura ef-ficace di piani urbanistici |
111 |
|
|
3.1. Prima direzione di
applicazione: lettura critica di piani urbanistici |
111 |
|
|
3.1.1. Tre approcci
analitici possibili |
111 |
3.1.2. Un esercizio di
comparazione tra piani regolatori di diversa generazione: sintesi degli elementi emersi |
112 |
3.1.2.1. Primo gruppo di
piani (A) |
112 |
3.1.2.2. Secondo gruppo di
piani (B) |
113 |
|
|
3.2. Seconda direzione
di applicazione: scrittura efficace di piani urbanistici |
115 |
|
|
3.2.1. Nomografia
urbanistica: ridurre i margini della interpretazione spicciola |
115 |
3.2.2. Quattro livelli
di attenzione |
117 |
3.2.2.1. Primo livello di
attenzione: riconoscimento delle peculiarità del linguaggio normativo |
118 |
3.2.2.2. Secondo livello di
attenzione: formulazione chiara e pertinente degli enunciati normativi |
118 |
3.2.2.2.1. Costruzione
semplice e sintatticamente sorvegliata |
119 |
3.2.2.2.2. Riduzione dei
margini di ambiguità e vaghezza dei termini |
119 |
3.2.2.2.3.
Standardizzazione della formulazione delle norme di piano |
120 |
3.2.2.3. Terzo livello di
attenzione: strutturazione efficace dei testi normativi |
122 |
3.2.2.4. Quarto livello di
attenzione: dosaggio delle componenti normative |
124 |
3.2.3. Un vantaggio
anche per linformatizzazione dei piani |
125 |
3.2.4. Linguaggio
artificiale o linguaggio comune? |
125 |
|
|
Note |
126 |
|
|
4. Due estensioni del
discorso |
129 |
|
|
4.1. Prima estensione:
tipologia dei doveri normativi |
129 |
|
|
4.1.1. Un ampliamento
critico dello sguardo |
129 |
4.1.1.1. Un obiettivo
generale: mostrare che lambito del normativo non si riduce a quello del deontico |
129 |
4.1.1.2. Due obiettivi
specifici: indagare ulteriori fenomeni normativi di piano e riflettere sulla presunta
tecnicità delle norme di piano |
130 |
4.1.2. Quattro specie di
dovere normativo |
131 |
|
|
4.2. Seconda estensione:
tipologia delle regole non-regolative |
132 |
|
|
4.2.1. Regole regolative
e regole non-regolative |
132 |
4.2.2. Due sotto-insiemi
di regole non-regolative: regole costitutive e regole tecniche |
133 |
4.2.2.1. Primo
sotto-insieme di regole non-regolative: regole costitutive |
134 |
4.2.2.1.1. Caratteristiche
delle regole costitutive |
134 |
4.2.2.1.2. Tre specie di
regole costitutive che sono condizione |
134 |
4.2.2.1.3. Tre specie di
regole costitutive che pongono una condizione |
137 |
4.2.2.1.4. Regole
costitutive e piani urbanistici |
139 |
4.2.2.2. Secondo
sotto-insieme di regole non-regolative: regole tecniche (tecnologiche) |
140 |
4.2.2.2.1. Caratteristiche
delle regole tecniche (tecnologiche) |
140 |
4.2.2.2.2. Tre specie di
regole tecniche (tecnologiche): regole che presuppongono una condizione |
141 |
4.2.2.2.3. Regole
tecnologiche, regole tecnonomiche e piani urbanistici |
142 |
4.2.2.2.3.1. Regole
tecnologiche vs. regole tecnonomiche |
142 |
4.2.2.2.3.2. Sulle
cosiddette regole tecniche dattuazione di un piano urbanistico |
144 |
|
|
Note |
145 |
|
|
Riferimenti
bibliografici (ed elenco dei piani urbanistici citati) |
149 |
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Indice dei nomi |
171 |