Tesi di laurea di Stefano Camerini Abstract Loggetto della presente ricerca è costituito dallanalisi di diverse teorie delleguaglianza distributiva, ossia di teorie accomunate dallidea secondo cui una società giusta è caratterizzata da una distribuzione eguale di una determinata variabile sociale, ritenuta di volta in volta fondamentale. Lanalisi riguarda: (a) lefficacia degli impianti teorici nel cogliere le manifestazioni più significative della diversità umana; (b) il loro grado di coerenza con il principio di responsabilità individuale. Con il primo aspetto si considera la generale attenzione riservata alle numerose fonti di differenza nelle condizioni di vita delle persone, con particolare riferimento alla capacità individuale di convertire le risorse in vista della realizzazione dei propri scopi ( capacità soggetta a significative variazioni in relazioni a fattori sociali, culturali, economici e naturali). La coerenza con il principio di responsabilità individuale presuppone, invece, che questultimo sia assunto a fattore discriminante tra richieste di compensazione legittima ed illegittima sul piano della giustizia sociale; in altre parole, secondo questottica le diseguaglianze socialmente intollerabili sono quelle disgiunte dalle nozioni di merito e responsabilità e dunque non riconducibili ad azioni volontarie e consapevoli dellagente. I due aspetti sopra descritti sono eletti, con una netta presa di posizione, a rappresentanti delle esigenze di base dellideale delleguaglianza distributiva. Questa operazione è del tutto opinabile, tuttavia la sua ammissibilità è necessaria tanto alla comprensione quanto alla eventuale confutazione delle conclusioni della ricerca. Una simile richiesta non appare eccessiva, se si considera che lintento primario non è stato in alcun modo quello di sostenere limprescindibilità dei citati aspetti allinterno di una qualsiasi teoria delleguaglianza distributiva, ma quello di constatare che se ad essi si vuole attribuire un ruolo di primo piano, allora le teorie corrispondenti devono presentare alcune caratteristiche di base. Il testo è strutturato in due parti. La prima è dedicata allesposizione ed alla critica del pensiero di Rawls, la seconda alla presentazione ed allanalisi di alcune proposte rilevanti ad essa alternative (precisamente la teoria di Dworkin, quella di Arneson, quella di Cohen e quella di Sen). La selezione di questo specifico insieme di teorie esemplifica uno preciso scopo: quello di permettere un esame (di certo non esaustivo ma quantomeno rappresentativo) dei diversi approcci allideale delleguaglianza distributiva sulla base delle variabili focali adottate, cioè con riferimento al quid che, di volta in volta, impersona loggetto della distribuzione a livello sociale. In questo senso le teorie sono catalogabili in teorie delleguaglianza delle risorse, teorie delleguaglianza del benessere e teorie che si rivolgono a variabili più complesse e trasversali rispetto alle prime due. Il pensiero di Rawls e Dworkin rientra nella prima categoria, quello di Arneson nella seconda, quello di Cohen e Sen nella terza. La posizione di privilegio riservata alla teoria della giustizia come equità e, dunque, allopera rawlsiana, è dovuta alla pesante influenza che essa ha avuto nello sviluppo della filosofia politica degli ultimi decenni, uninfluenza tanto evidente che persino studiosi che con legualitarismo hanno poco o niente a che vedere, come Nozick, si premurano di riconoscere.
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