NOTIZIE STORICHE

La raccolta di collezioni di piante secche in forma di erbari è certamente avvenuta già durante la direzione di A. Scopoli (1723 - 1788) e successivamente fino a G. Moretti (1782 - 1853), ma attualmente non sono individuabili raccolte autonome attribuibili a singoli botanici di questo periodo.Erbario Generale. Exiccatum integrato da una parte miniata, secondo un criterio usato anche da F. Vitman
S. Garovaglio (1805 - 1882) nel 1862 affermò che, quando aveva assunto la direzione dell'Orto Botanico, aveva messo ordine al materiale essiccato, eliminando quanto era mal conservato e rideterminando ciò che era recuperabile. Egli non parla, però, di collezioni importanti dal punto di vista scientifico, ma sembra riferirsi soprattutto alla necessità di ricostituire le basi per le dimostrazioni didattiche. Al Garovaglio dobbiamo l’acquisizione di diverso materiale (ad es. l’acquisto degli erbari Comolli e Gasparrini), nonchè la definizione del progetto di un erbario realizzato con criteri moderni  mediante acquisti o donazioni; modalità seguite anche negli anni più recenti, durante la direzione di R. Ciferri (1897 - 1964). In questo periodo fu deciso di costituire un Erbario Lombardo e un Erbario Generale, facendo affluire nelle due sezioni tutto il materiale disponibile, fra cui, per esempio, l’erbario del Comolli, relativo alla Lombardia.
Furono invece mantenute autonome le collezioni di Gasparrini, in quanto organizzate in contenitori appositi, e altre collezioni specialistiche come l’erbario delle varietà coltivate di grano (Triticum) curata dallo stesso Ciferri. Documentazioni relative alle acquisizioni e alla cessione di alcuni erbari in questo periodo si trovano nell’epistolario Giacomini.
Altre collezioni acquisite successivamente alla direzione Ciferri, come l’Erbario Rodegher del Bergamasco, l’erbario Fornaciari del Lecchese e della Valtellina e la piccola, ma particolare, raccolta Castellani - Morani, furono mantenute separate, secondo i criteri più recenti per la conservazione degli erbari personali.
Infine, altri erbari furono inseriti solo in parte nell’Erbario Lombardo o in quello Generale e, pertanto, mantengono ancora una loro parziale autonomia.
Nel complesso, il materiale erbariologico storico è costituito da collezioni individuali di botanici che hanno operato in aree geografiche limitate, da collezioni diffuse in numero limitato e relative alle flora europea, da erbari didattici di istituti di istruzione secondaria che, ritenendo esaurita la funzione di questi materiali, li affidarono all'Istituto di Botanica. A queste sono da aggiungere i materiali provenienti da ricerche recenti condotte nella seconda metà del '900 da personale dell'Istituto di Botanica e dell'attuale Dipartimento.
È interessante sottolineare che in alcuni casi le collezioni sono accompagnate da cataloghi manoscritti e da documenti relativi ai passaggi dal compilatore all'istituto pavese.
La catalogazione degli erbari è iniziata da qualche anno, ma solo per le sezioni di maggiore interesse per le ricerche attuali in vario modo finanziate, mentre le raccolte interessanti solo per l'aspetto storico sono trascurate.

- Ferraresi A., Pirola A., 2001. I fondi archivistici e librari e le collezioni museali presso il Dipartimento di Ecologia del Territorio e degli Ambienti Terrestri. Annali di storia pavese 29: 123- 131.