STUDI ED ATTIVITA’ IN AMBIENTE DI MONTAGNA

(Marzo 2003)
 

 Tra i temi di ricerca trattati nel Dipartimento e, prima, nell’Istituto ed Orto Botanico, fin dalle origini, vi è lo studio dell’ambiente montano, visto principalmente a livello di biodiversità, sia come flora che vegetazione e, più in generale, di paesaggio naturale. L’attività si svolse e si svolge ancora attualmente sia in ambito lombardo che nelle regioni limitrofe. Tuttavia, ricerche specifiche sono state svolte anche in vari gruppi montuosi italiani, nonché europei ed extraeuropei.

Lavori svolti o in corso di realizzazione nella Regione Lombardia

 La maggior parte delle ricerche ed attività in ambiente montano si sono svolte in passato e tuttora si realizzano in ambito lombardo.
Soprattutto a partire dal periodo successivo alla seconda guerra mondiale si svilupparono studi organici in ambito montano lombardo, in particolare con l’opera del prof. Valerio Giacomini e, quindi, dei suoi allievi. Risale agli anni ’60, in particolare, l’uscita di una serie di monografie che avevano come tema lo studio delle risorse vegetali di queste zone, con finalità anche pratiche, tese alla conoscenza ed al razionale sfruttamento delle risorse pascolive, in un periodo in cui l’allevamento in alta montagna era molto diffuso e sviluppato. In quest’ambito va ricordata l’attiva collaborazione con la Fondazione per i Problemi montani dell’Arco Alpino di Milano. Tra le zone allora studiate si ricordano l’alta Valle di San Giacomo (Spluga) e lo Stelvio. Numerosi poi furono gli studi via via prodotti, a varia scala e per territori più o meno ampi (zona di Bormio, Livigno, Bernina, ecc.). Anche l’Oltrepò pavese è stato studiato dal punto di vista botanico ed ambientale, ma in anni più recenti.
Numerosi sono i lavori prodotti a carattere botanico, di cui si allega un elenco alla fine del presente testo.

Attualmente le linee di ricerca che fanno capo ai diversi laboratori e docenti operanti nel Dipartimento sono numerose e assai diversificate, potendo essere così riassunte:

- studi sulla flora, al fine di descrivere il patrimonio esistente in specie vegetali, sia con ricerche di tipo tassonomico che floristico (censimenti); tra l’altro il Dipartimento ospita l’importante e storico Erbario Lombardo (si veda alla voce Erbario del sito);
- studi sulla vegetazione, al fine di descrivere, con memorie e cartografie tematiche, la diversità in termini di comunità vegetali;
- studio ed interpretazione del dinamismo del bosco in alta montagna;
- monitoraggio e conservazione della flora e degli ambienti di maggior pregio;
- studio della diversità fungina in ambienti montani.

A questi studi a carattere generale si accompagnano ricerche più dettagliate e con finalità specialistiche, tra cui si possono ricordare:

-biomonitoraggio della qualità ambientale mediante licheni;
-biomonitoraggio della qualità ambientale su ecosistemi forestali (Val Masino, Sondrio, Progetto CONECOFOR);
-progetto sui cambiamenti climatici e sensitività alla crescita degli alberi (progetto FORMAT, della CE- IV progr. quadro);
-dendroecologia del limite superiore del bosco;
-valutazione dell’impatto sulla flora delle attività turistiche in alta montagna;
-cartografia tematica lombarda
-studio delle tipologie forestali della Lombardia;
-definizione di piani di valorizzazione ambientale e paesaggistica, mediante la realizzazione di carte tematiche e l’uso di GIS (Parco dell’Adamello, Val d’Aviolo);
-censimento floristico in provincia di Sondrio, come contributo al censimento promosso dalla Regione Lombardia;
-studio dei livelli di antropizzazione della vegetazione spontanea in varie aree;
-studio degli ambienti periglaciali alpini, a fini conoscitivi e di salvaguardia;
-valutazione dello stato della flora rara e minacciata e sua conservazione preventiva in banche del germoplasma (in collaborazione con il Centro Flora Autoctona della Regione Lombardia);
-valutazione dell’effetto dei cambiamenti climatici mediante confronti storici a livello di flora (Bernina);
-studio dei rapporti tra vegetazione e geomorfologia, in ambienti di alta montagna (Val Malenco, Pizzo Scalino; Adamello, Val d’Aviolo);
-effetti dell’incendio su zone di rimboschimento nell’Oltrepò pavese;
-conoscenza e valutazione del popolamento fungino degli ambienti periglaciali e loro uso come biomonitor per cambiamenti climatici;
-macrofunghi commestibili e velenosi.

Numerose sono inoltre le applicazioni pratiche realizzate in questo ambito, come:

-contributo alla definizione di piani territoriali di aree protette (es. Piano di Gestione del Parco regionale delle Orobie Valtellinesi (SO); Riserva Naturale Regionale Sasso Malascarpa; Riserva Naturale Regionale Valle del Freddo; Riserva Naturale Giovetto di Palline).
-studi di base finalizzati all’istituzione di nuove aree protette proposte (Orarie, Bernina, Livignasco, Monte Alpe nell’Oltrepò pavese, ecc.);
-valutazioni di impatto ambientale;
-individuazione e delimitazione di habitat prioritari per la Comunità Europea (Direttiva Habitat 43/92);
-delimitazione dei SIC (Siti di Importanza Europea);
-valutazione della qualità ambientale mediante indicatori botanici;
-revisione critica della Lista Rossa delle piante della Lombardia;
-studio delle popolazioni di specie vegetali di uso pratico (fitoterapia, liquoristica, ecc.), al fine di individuare i limiti di raccolta in campo.

Va inoltre sottolineata la collaborazione attualmente in corso con numerosi enti pubblici e di ricerca, su tematiche specifiche:

-Regione Lombardia
-Comunità Europea
-Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca Scientifica e Tecnologica
-I.N.R.M. (Istituto Nazionale per la Ricerca sulla Montagna)
-Provincia di Sondrio
-Provincia di Pavia
-Parco dell’Adamello
-Parco delle Orobie Valtellinesi.

Infine, diversi docenti sono o sono stati impegnati direttamente negli enti di gestione di aree protette, in particolare del Parco Nazionale dello Stelvio (Prof. A. Pirola, Prof. F. Sartori).

Elenco dei docenti impegnati in attività di ricerca in ambito montano lombardo
 

Attività del Dipartimento in ambito montano non lombardo.

 Negli ultimi 30 anni circa, il Dipartimento e, prima, l’Istituto ed Orto Botanico dell’Università di Pavia, tramite l’attività di ricerca dei suoi docenti si è occupato ampiamente anche di studi sulla montagna in regioni diverse dalla Lombardia, anche in aree europee ed extraeuropee. Inoltre, alcuni studi hanno riguardato zone antartiche. Di seguito si riporta una breve bibliografia sull’argomento.
 Anche in questo caso, le tematiche riguardano fondamentalmente flora, vegetazione, dendroecologia, funghi.
 Da segnalare, tra le ricerche, una che si svolge in Appennino settentrionale sul biomonitoraggio dei cambiamenti climatici mediante piante superiori (progetto GLORIA, CE-V progr. Quadro; www.gloria.ac.at)

Selezione di pubblicazioni prodotte dai Docenti del dipartimento in ambito montano lombardo (o comunque comprendente la Lombardia).

-Assini S., Sartori F. e Pirola A., 1999. Carta fitosociologica. Passo del Mortirolo (BS). In: Sartori F. (a cura di). Per una cartografia tematica lombarda. Metodologie di raccolta, elaborazione e rappresentazione di dati ambientali territoriali. Fondazione Lombardia per l’Ambiente, Milano.

-Bazzano P., Crescente M.F., Gratani L., Musitelli G., Pirola A. e Rossi G., 1993. Caratterizzazione ecologica e ecofisiologica di Cistus salvifolius L. nelle Alpi Lombarde. G. Bot. Ital. 127 (3).

-Bertin L., Rossi G. e Carton A., 2003. Realizzazione di un GIS per la conservazione e valorizzazione del paesaggio d’alta montagna in un’area campione (Parco dell’Adamello, Lombardia). Raccolta degli abstract del convegno: Fitosociologia applicata: 73. Società Italiana di Fitosociologia, Venezia 12-14 Febbraio 2003.  .

-Brusoni M., 1996. Studio biosistematico del genere Sanguisorba L. (Rosaceae). Arch. Geobot. 2(2): 172-173.

-Cannone N., Guglielmin M., Pirola A, 1997. Alpine vegetation in the periglacial environment and the effect of a different holocenic glacial evolution (M. Foscagno area, upper Valtellina, Italy). Proceed of workshop on Mountain permafrost in the periglacial belt of the Alps. Zürich-Bormio.

-Credaro V. e Pirola A., 1962. Primo contributo alla conoscenza della vegetazione dell’isola glaciale del sasso Rosso (Gruppo del Bernina). Arch. Bot. e Biogeogr. Ital. 7 (1-2): 1-9.

-Credaro V. e Pirola A., 1975. La vegetazione della Provincia di Sondrio. Prov. Di Sondrio e Piccolo Credito Valtellinese, Sondrio.

-Faifer D. e Pirola A., 1995. Cambiamenti nella vegetazione dell’alta Valle del Braulio (Parco Nazionale dello Stelvio, Lombardia). Arch. Geobot 1(2).

-Filipello S., Sartori F. e Vittadini M., 1980. Le associazioni del cembro nel versante meridionale dell’arco alpino. 2. La vegetazione: aspetti forestali. Atti Ist. Bot. Lab. Critt. Univ. Pavia, s. 6, 14: 1-48.

-Foggi B., Rossi G. e Signorini M.A., 1999. The Festuca violacea aggregate (Poaceae) in the Alps and Apennines (central southern Europe). Can. J. Bot. 77: 989-1013. Canada.

-Foggi B., Nardi E. e Rossi G., 2001. Nomenclatural notes on the genus Sesleria Scop. (Poaceae), Taxon 50 (4): 1101- 1106 , Berlino.

-Galli G. E Pirola A., 1987. Valutazione dello stato della copertura vegetale in rapporto all’uso sciistico. Atti del Convegno Valmalenco Natura 2: 112-152.

-Giacomini V. e Pignatti S., 1955. Flora e vegetazione dell’alta valle del Braulio, con particolare riferimento ai pascoli di altitudine. Istituto Botanico della Università. Pavia. Suppl. Atti, s. 5, vol j, Pavia.

-Giacomini V. e Pirola A., 1959. Osservazioni geobotaniche su alcuni esempi di fenomeni crionivali delle Alpi Retiche. Boll. Ist. Bot. Univ. Catania, s. 2, 1: 138-148, Catania.

-Giacomini V. e Pirola A., 1964. Rilevamento cartografico della vegetazione della conca di Bormio (Alta Valtellina). C.N.R./ Fondazione per i Problemi montani dell’Arco Alpino, Milano. Litogr. Art. Cartogr., Firenze.

-Giacomini V., Pirola A. e Wikus E., 1962. I pascolo dell’alta Valle di San Giacomo (Spluga). Flora et Vegetatio italica, Monografie sulla flora e vegetazione d’Italia diretta da V. Giacomini. Mem. 4. Gianasso Ed., Sondrio.

-Lysak M., Rostkova A., Dixon J.M., Rossi G. e Dolezel J., 2000. Limited genoma variation in Sesleria albicans. Annals of Botany, London. Annals of Botany 86: 399-403.

Nola P. e Motta R., 1997 (1996) – Una cronologia plurisecolare di larice (Larix decidua Mill.) per l’alta Valmalenco (Sondrio, Italia). Dendrochronologia. 14: 31-42

-Nola P., 1997. Indagini dendrocronologiche nelle aree di osservazione permanente delle condizioni dei boschi (livello II). Rapporto finale di ricerca - Dip. Ecologia del Territorio - Azienda Regionale delle Foreste. 73 pag

-Nola P., 1998. Anelli di accrescimento annuale del fusto. In: Monitoraggio delle foreste sotto stress ambientale (a cura di Ballarin Denti A., Cocucci S. M., Sartori F.). Fondazione Lombardia per l’Ambiente – Ricerche e risultati: 123-141;

-Nola P., 1998. Anelli di accrescimento annuale; Il danno rilevato a livello di fusto. In: Esempio di studio: il caso Valtellina. Monitoraggio delle foreste sotto stress ambientale (a cura di Ballarin Denti A., Cocucci S. M., Sartori F.). Fondazione Lombardia per l’Ambiente – Ricerche e risultati: 307-311

-Nola P., Carrer M., Motta R. e Urbinati C., 1999 – From past to future: climate reconstruction and CO2 doubling scenario in the mediterranean region (Format EU project). In Applicazioni e prospettive per la ricerca forestale italiana. II congresso della Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale, Bologna 20-22 ottobre 1999. Riassunti (Comunicazioni e Poster). N 27

-Pirola A., 1959. Contributo allo studio dei rapporti tra vegetazione e fenomeni crionivali nelle alpi Retiche. Delpinoa, n.s., 1: 31-41.

-Pirola A., 1965. Note sulla distribuzione e l’habitat di Viola comollia Massara. Atti Ist. Bot. Lab. Critt. Univ. Pavia, s. 6, v. 1: 99-103. Pavia.

-Pirola A., 1974. La vegetazione (con carta della vegetazione 1: 50000. In: Le alte Valli dell’Adda e dello Spoll, un ambiente da conservare (a cura di V. Agnelli). Regione Lombardia, Sondrio.

-Pirola A. e Di Benedetto G., 1959. Osservazioni sul dinamismo della vegetazione e del suolo nel mugeto-ericeto del Monte Reit (Alpi Retiche Bormiesi). Boll. Ist. Bot. Univ. Catania, s. 2, 2: 6-29.

-Pirola A., 1982. Aspetti peculiari della vegetazione delle Alpi Orobie. Attività silvo-pastorali ed aree protette. Atti del Convegno: 57-84. Corteno Golgi (Bs).

-Pirola A., 1987. Il bacino del torrente Bracciasco. Valmalenco. Cartografia. Carta della vegetazione 1: 10.000. C.N.R. Prog. Finalizzato "Conservazione del suolo – Dinamica Fluviale", pubbl. n. 14. Dip. Scienze della Terra, Milano.

-Pirola A. e V. Credaro, 1977. Esempi di vegetazione nivale sulle Alpi Orobie (Gruppo di Scais-Coca). Atti Acc. Sc. Ist. Bologna, s. 13, t. 4: 87-101, Bologna.

-Pirola A. e V. Credaro, 1979. Sur la sociologie de Sanguisorba dodecandra Moretti, espece endemique des Alpes Orobiennes (Sondrio – Italie). Doc. Phytosoc. N.s., 4: 841-846. Lille.

-Pirola A. e V. Credaro, 1986. Cambiamenti vegetazionali nella stazione di Astragalus sirinicus Ten. del Monte Lesima (Appennino settentrionale). Atti Ist. Bot. Lab. Critt. Univ. Pavia, s.7, 5: 41-46.

-Pirola A. e V. Credaro, 1994. Changes in the vegetation of a recent glacial moraine in the Bernina Group. Annali di Botanica, 51(1993), Roma.

-Pirola A. e V. Credano, 1994. Osservazioni sul dinamismo della vegetazione di morena recente nel Gruppo del Bernina. Fitosociologia, 27,:139-149.

-Pirola A. e V. Credano, 1994. Il ritorno del bosco. Osservazioni sulla riforestazione spontanea in atto in Lombardia. Storia Urbana, 69: 23-33. Ed. Angeli. Milano.

-Pirola A., Cannone N., Rossi G. e Zurli M., 2001. La vegetazione degli ambienti periglaciali e la sua tutela. In: (Smiraglia C. e Diolaiuti G., a cura di) Ghiacciai e aree protette: conoscenza, conservazione, valorizzazione: 64-81. Atti del Convegno Internazionale tenuto a Sondrio il 30 ottobre 1997. Comune di Sondrio (versione bilingue, italiano e inglese).

-Rivellini G. e Valcuvia P., 1996. I licheni appartenenti ai generi Cladonia e Stereocaulon in provincia di Sondrio (Lombardia, Italia settentrionale). Il Naturalista Valtellinese Atti Mus. Civ. Stor. Nat. Morbegno, 7: 3-32.

-Rossi G., 1994. Sulla presenza di Cytinus hypocistis  (L.) L. in Lombardia e nelle Alpi italiane. Atti Ist. Bot. e Lab. Critt. Univ. Pavia, s. 7, 10 (1991): 105-111.

-Rossi G., Pirola A. e Zurli M., 1998. Relazione vegetazione-suolo nel paesaggio periglaciale alpino: i cuscinetti erbosi al passo d’Eira, Livigno (Alpi Retiche). Arch. Geobot. 4 (2): 193-200.

-Sartori F. e Terzo V., 1992. Riserva naturale regionale Valle Del Freddo. Studio interdisciplinare e piano della riserva. Parte Geobotanica. Regione Lombardia. Azienda  Regionale delle Foreste: 23-39.

Sartori F. e Terzo V., 1992. Riserva naturale Regionale Sasso Malascarpa. Studio interdisciplinare e piano della riserva. Parte Geobotanica. Regione Lombardia. Azienda Regionale delle Foreste: 24-37.

-Sartori F. e Pirola A., 1993. Validità temporale delle carte della vegetazione. Boll. A.I.C. 89.

-Sartori F. e Assini S. Geobotanica. Per una Cartografia Tematica Lombarda. Fondazione Lombardia per l’Ambiente, 217-289.

- Sartori F., Terzo V., Valcuvia M.G., Pavan Arcidiaco L. e Tinfena B., 2000. Aspetti geobotanici: 44-56. In ARF-Regione Lombardia: «Riserva naturale regionale Monte Alpe».

-Savino E., 1996. Funghi commestibili e velenosi. Provincia di Pavia - Assessorato Agricoltura e Riserve Naturali, 26 schede.

-Tosi S., Del Frate G., Caretta G., 2002. Micromiceti associati a suoli strutturati del tipo "cuscinetti erbosi" nelle Alpi Retiche. Dati preliminari. Studi Trentini  di Scienze Naturali, Acta Biologica 78 (2): 167-169

-Tosi S., Casado B., Palma L., Ostanello S. e Rossi V., 2002. Preferenze termiche di ceppi fungini isolati da suoli alpini. Confronto con i ceppi antartici. Studi Trentini  di Scienze Naturali, Acta Biologica 78(2): 171-173

- Valcuvia Passadore M., Zurli M., Rossi G., Pirola A. e Zucca F., 2000. Distribution pattern of lichens in a field of earth hummocks at Eira Pass in the Central Alps (Livigno, Italy). Abstract – IAL4, 3-8 September 2000, Barcelona: 58.
Lombardia.

Selezione di pubblicazioni prodotte dai Docenti del dipartimento in ambito montano non lombardo

-Alessandrini A., Foggi G., Rossi G. e Tomaselli M., 2003. La flora di altitudine dell’alto Appennino tosco-emiliano. Regione Emilia-Romagna.

-Bertin L., 2003. Aspetti fitogeografici e gestione delle risorse naturali nelle montagne della Nuova Zelanda, con particolare riferimento alla zona alpina. Inf. Bot. Ital. (in stampa).

-Bertin L., Carton A., Rossi G., Zucca F. e Zurli M., 2002. Studio delle relazioni tra vegetazione, forme del paesaggio fisico e topografia nell’alto Appennino settentrionale, mediante la realizzazione di un GIS (Geographic Information System). Studi Trentini di Scienze Naturali – Acta Biologica, 78 (2): 97-103. Trento.

-Brancucci G., Rossetti R. e Rossi G., 1993. Applicazioni della cartografia automatica allo studio geomorfologico e vegetazionale in aree di montagna. Boll. AIC, 89: 43-52.

-Cavalli R., Sartori F. e Zucchetti R., 1988. Giardino riserva alpino dell’Alta Val Formazza. In I.S.A.I. Memoria 1, n.s.: 31-70.

-Credaro V. e Pirola A., 1975. Note sulla vegetazione ipsofila dell’Appennino tosco-emiliano. Atti Ist. Bot. e Lab. Critt. Univ. Pavia, s. 6, 10: 35-58.

- Dowgiallo G., Rossi G. e Tomaselli M., 1998. Vegetation and soil diversity in the northern Apennines (Italy). Colloque "Vegetation et sols de montagne. Diversite, fonctionnement et evolution". Grenobles (Francia), 8-13 Luglio 1996. Ecologie, t. 29(1): 159-162. Brunoy, Francia.

- Dowgiallo G. e Rossi G., 2000. Relazioni tra vaccinieti e suoli nell’alto Appennino tosco-emiliano e valutazione del rischio di erosione. Arch. Geobot. 5 (1-2): 145-156.

-Feci E., Urbinati C., Carrer M., Nola P., 2001, Applicazione della radiodensitometria ad indagini dendroclimatiche su abete rosso ed abete bianco in Italia: risultati preliminari., In: Alberi e foreste per il nuovo millennio. 30 Congresso nazionale SISEF, Viterbo 15-18/10/2001,

- Ferrari C., Rossi G. e Cavani C., 1989. Summer food habitats and quality of female, kid and subaduld apennine chamois, Rupicapra pyrenaica ornata Neumann. Artiodactyla, Bovidae. Zeitschrift für Säugetierkunde: 170-177. Hanburg, FRG.

- Ferrari C., Rossi G. e Piccoli F., 1994. Plant communities of the northern  Apennine Vaccinium  heaths. Fitosociologia, 26: 19-27.

- Ferrari C. e Rossi G., 1995. Relationships between plant communities and late snow melting on Mount Prado (Northern Apennines, Italy). Vegetatio 120: 49-58. Kluwer Academic Publishers, Dordrecht, Belgio.

- Foggi B. e Rossi G., 1996. A survey of the genus Festuca L. (Poaceae) in Italy. I. The species of the summit flora in the Tuscan-Emilian Apennines and Apuan Alps. Willdenowia 26: 183-215, Berlino.

- Foggi B., Rossi G. e M. A. Signorini., 1998. A survey of the genus Festuca L. (Poaceae) in Italy. VI. F. violacea subsp. italica subsp. nov., from central and southern Apennines. Flora Mediterranea 8: 31-36.

- Foggi B., Rossi G. & Signorini M.A., 1999. Ricerche su alcune festuche dell’Appennino settentrionale. Mem. Acc. Lunig. Sc. G. Cappellini. 67-68-69: 75-83 (1997-1998-1999).

- Foggi B., Rossi G. & Signorini M.A., 2000. Genere Festuca L.. In (Ferrarini E. a cura di) Prodromo della flora della regione apuana. Parte terza (Compositae-Orchidaceae). Studi e documenti di Lunigiana. XIII: 340-345. Accademia Lunigianese di Scienze Giovanni Cappellini. La Spezia.

- Gratani L., Crescente M. F. e Rossi G., 1998. Photosynthetic performance and water use efficiency of the fern Cheilanthes persica. Photosynthetica 35 (4): 507-516. Praga.

Motta R. e Nola P. 1996 - Fraying damages in the subalpin forest of Paneveggio (Trento, Italy): a dendroecological approach. Forest Ecology and Management 88: 81-86.

-Motta Renzo e Nola Paola. 1997 (1996). Dendrochrono-ecological signal in three stone pine (Pinus cembra L.) chronologies from the western italian Alps. Dendrochronologia 14:  43-57.

-Motta R. e Nola P., 1997. Gli alberi al limite altitudinale superiore delle foreste come indicatori del global change: uno studio sul pino cembro nelle Alpi occidentali. In: "La ricerca italiana per le foreste e la selvicoltura" a cura di Borghetti M.. Atti del I Congresso "La ricerca italiana per le foreste e la selvicoltura (Legnaro 4-6 giugno 1997) S.I.S.E.F. Atti 1:  31-36.

-Motta R.e Nola P., 2000, Dinamiche e trend di accrescimento in popolazioni forestali di alta quota in Val Varaita (Cn) in relazione all'attività antropica ed al global change., S.I.S.E.F. Atti, 2: 411-418

-Motta R. e Nola P., 2000. Growth trends and dynamics in subalpine forest stands in the Varaita Valley (Piedmont, Italy) and their relationships with human activities and global change. International Conference on Dendrochronology for the Third Millennium 2-7 april 2000 Mendoza Argentina., List of abstracts, 201

-Motta R., Nola P.e Piussi P. -1998-1999 - Structure and stand development in a mixed Norway spruce (Picea abies (L.) Karst.), larch (Larix decidua Mill.) and stone pine (Pinus cembra L.) stand in Paneveggio (Trento, Italy). Dendrochronologia 16-17: 57-73

-Motta R., Nola P.e Piussi P., 2000. Structure and stand development in four subalpine forest stand in the Eastern Italian Alps (Paneveggio, TN). International Conference on Dendrochronology for the Third Millennium 2-7 april 2000 Mendoza Argentina., List of abstracts, 202

-Motta R., Nola P. e Piussi P., 2001. From past to future: long-term investigations in a strict forest reserve in the Eastern Italian Alps using dendroecology and a Geographic Information system. Tree Rings and People. An International Conference on the Future of Dendrochronology. A tribute to Fritz Hans Schweingruber. Davos, Switzerland, September 22-26, 2001, Abstracts (Kaennel Dobbertin M., Braker O.U. Eds), 128

-Motta R. e Nola P., 2001. Growth trends and dynamics in subalpine forest stands in the Varaita Valley (Piedmont, Italy) and their relationships with human activities and global change. J. of Veg. Sc., 12: 219-230

-Motta R., Nola P. e Piussi P., 2002, Long-term investigations in a strict forest reserve in the eastern Italian Alps: spatio-temporal origin and development in two multi-layered subalpine stands. J. of Ecol., 90:495-507

-Nola P., 1998. Interactions between Fagus sylvatica L. and Hedera helix L.: a dendroecological approach. Dendrochronologia 15:26-38

-Nola P., Motta R. e Magnetto M, 2000. Dendrocronologia dell'Abete bianco (Abies alba Mill.) nel Piemonte meridionale (Cuneo, Alpi occidentali, Italia), Dendrochronologia, 18: 9-25

-Nola P. e  Motta R., 2000. Dendroecological analysis of Silver fir (Abies alba Mill. Along the Italian peninsula. International Conference on Dendrochronology for the Third Millennium 2-7 april 2000 Mendoza Argentina., List of abstract., 204

-Nola P. e Motta R., 2001. A dendroecological approach to study the impact of global change on subalpine forests., 960 Congresso della Società Botanica Italiana. Varese 26-28 settembre 2001, 108

-Nola P., Motta R. e Ianna R., 2001. Dendroecological analysis of Norway spruce (Picea abies (L.) Karst.) in the Aosta Valley. Tree Rings and People. An International Conference on the Future of Dendrochronology. A tribute to Fritz Hans Schweingruber. Davos, Switzerland, September 22-26, 2001, Abstracts (Kaennel Dobbertin M., Braker O.U. Eds), 156

- Pauli H., Gottfried M., Hohenwallner D., Hulber K., Retter K., Grabherr G., [...], Rossi G. e Bertin L., 2002. Global Observation Research Iniziative in Alpine Environmentals. The multi-summit approach. Field Manual, Third Draft Version. Vienna. Comunità Economica Europea (V Programma Quadro)

-Pirola A. e Corbetta F., 1971. I vaccinieti dell’alta Valle del dardagna (Appennino emiliano). Not. Fitosoc. 6: 6-14.

-Pirola A., Credaro V., Ferrari C., Speranza M. e Ubaldi D., 1980. Carta della vegetazione del crinale appenninico dal Monte Giovo al Corno alle Scale (Appennino tosco-emiliano). CNR Progr. Fin. Ambiente AQ/1/81. Roma.

- Rossi G., 1993. Carta della vegetazione del Monte Prado (Parco Regionale dell'Alto Appennino Reggiano). Scala 1: 2 000. Regione Emilia-Romagna. Arti Grafiche Ricordi, Milano.

- Rossi G., Leonardi A. e Foggi B., 1998. Contributo alla conoscenza del genere Festuca L. (Poaceae) in Italia. IX. Festuca valesiaca subsp. valesiaca, nuova per l’Appennino. Arch. Geobot. 3(1): 113-114. (1997).

- Rossi G., Dowgiallo G. e Tomaselli M., 1998. Cartographic vegetation-soil relationships in a glacial cirque in the northern Apennines (Italy). Colloque "Vegetation et sols de montagne. Diversité, fonctionnement et evolution". Grenobles (Francia), 8-13 Luglio 1996. Ecologie, t. 29(1): 193-195. Brunoy, Francia.

-Rossi G. e Foggi B., 1999. Contributo alla conoscenza del genere Festuca L. (Poaceae) in Italia. XII. Le festuche dell’Aspromonte (Calabria). In: (a cura di G. Spampinato e S. Brullo) Guida all’escursione sociale della Società Italiana di Fitosociologia, Reggio Calabria: 83-86.

-Rossi G., 2003. Lo studio del suolo nella ricerca fitosociologica sulla vegetazione di altitudine nell’Appennino. In (S. Mazzoleni ed.): Le interazioni suolo-vegetazione. Gruppo di Lavoro per l’Ecologia, Società Botanica Italiana. Liguori editore (in stampa).

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