Normalizzazione degli elementi di valutazione della vegetazione per lo studio dell'impatto ambientale
(Responsabile Prof. A. Pirola)

Breve descrizione della ricerca
La ricerca è inserita nel programma MURST cofinanziato: Normalizzazione degli elementi di valutazione della vegetazione per lo studio dell’impatto ambientale (14 unità di ricerca, coordinamento A. Pirola - Dip. Ecologia del Territorio - Pavia).
L’unità di ricerca pavese si propone di evidenziare la qualità e la quantità delle informazioni contenute negli studi vegetazionali e floristici, la loro applicazione nella definizione di ambiti ecologici omogenei e l’opportunità di utilizzare questa fonte di indicazioni per descrivere lo stato dell’ambiente e il tipo di impatto antropico cui sono correlate. In subordine si intende dimostrare che il miglioramento delle procedure di valutazione dei dati vegetazionali può migliorare la base di conoscenze necessaria per la programmazione a minori costi dei rilevamenti dei parametri delle altre componenti ecologiche (suolo, fauna, azioni antropiche criptiche).

Principali risultati della ricerca
L’inizio delle serie dinamiche che portano alla ricostituzione spontanea del bosco di Abete rosso è indicato dalla formazione di popolamenti di rovi, in particolare di Rubus idaeus (lampone). Questa nozione è stata dimostrata dalle osservazioni condotte in un’area campione della Valtellina, dove l’associazione Rubetum idaei, che costituisce un indicatore complesso, si insedia nei prati abbandonati (Arrhenatheretalia). Rubus idaeus si insedia anche nei pascoli marginali al sistema dei prati, dove però non costituisce l’associazione, ed è quindi da considerare una semplice specie indicatrice. (Pirola, Credaro, Brusoni).
Fu iniziato uno studio morfologico e biometrico di parti epigee e di apparati radicali di campioni di Solidago gigantea Aiton presi da popolazioni che occupano substrati contaminati da metalli pesanti, costituiti da morchie di idrocarburi localizzate in depositi abusivi di rifiuti tossici e nocivi in provincia di Pavia (Lombardia), e da popolazioni di ambienti ruderali esterni alla discarica. I primi risultati risultati hanno dimostrato che gli individui appartenenti alle popolazioni delle morchie, pur essendo caratterizzati da uno sviluppo minore degli apparati epigei, non manifestano sintomi patologici legati alla presenza dei metalli. (Brusoni, Alberti).
Analisi delle componenti vegetazionali dei paesaggi vegetali del Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi. Applicazione di metodi di valutazione floristica (richezza in specie, numero di specie rare), vegetazionale (grado di naturalità, stabilità). La flora del territorio del Parco fu elaborata in funzione delle distribuzioni delle specie nelle diverse fasce altitudinali, con lo scopo di stabilire i nuclei floristici caratterizzanti ogni fascia, condizione utile per la valutazione della diversità floristica di zone ristrette o comunità vegetali (Pirola). Per i territori circostanti i laghi artificiali per produzione idroelettrica, furono valutati i cambiamenti del grado di antropizzazione provocati dalla costruzione dei bacini, confrontando carte tematiche di periodi pregressi con la situazione attuale (Lago dello Spluga), o confrontando la vegetazione di bacini con laghi artificiali con altri adiacenti che ne sono privi (Valle Venina – Parco delle Orobie). (Brusoni, Credaro, Pirola).
A conclusione della ricerca, è stato tenuto un convegno nazionale a Pavia nel giugno 2000, con la partecipazione delle unità di ricerca del programma con lo scopo di presentare sintesi dei risultati finali.
 

Pubblicazioni più significative
Lavori pubblicati in Archivio Geobotanico 5(1-2) 1999.
- A. Pirola. Un contributo della Geobotanica allo studio dell’impatto ambientale. A contribution of geobotany to environmental impact study.
- R. Groppali. Ipotesi di utilizzo dei ragni costruttori di tele nello studio della qualità ambientale degli ecotoni. About a possible use of web-building Spiders in the study of ecotonal quality.
- M. Brusoni, G. Alberti. Ricerca di piante spia che evidenziano disturbi da stress attraverso  modifiche morfologiche di apparati vegetativi e riproduttivi. Research of bioindicators showing stress damages by the means of morphological alterations of vegetative and reproductive organs.
- M. Valcuvia Passadore, M. Brusoni, A. Girod. Licheni come bioindicatori di inquinamento atmosferico in un’area della Valle d’Aosta. Lichens as bioindicators of air pollution in the area of Donnas – Pont Saint Martin (Aosta Valley).
- M. Brusoni, V. Credaro e A. Pirola. Il valore di indicatore dinamico del Rubetum idaei nella serie secondaria di riforestazione. The value of dynamism indicator of Rubetum idaei in the secondary succession of re-afforestation.
- G. Rossi, M. Tomaselli e M. Gualmini. Messa a punto metodologica sul problema dell’indicizzazione del valore naturalistico delle comunità vegetali. Methodological review of the numerical evaluation of the naturalistic value of plant communities.
- F. Sartori, S. Assini, G. Santamaria. Le carte diacroniche di vegetazione come strumenti per la valutazione delle trasformazioni della copertura vegetale. Diacronic maps of vegetation as instrument for the valutation of the vegetation changes.
- G. Marchetti, F. Sartori, V. Terzo, I. Carulli. Natura e antropizzazione in Pianura Padana. Nature and human action in Po plain.