Università degli Studi di Pavia - Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente

LABORATORIO MICOLOGIA

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Storia

:: La Micologia ha occupato un posto privilegiato nell’ambito della ricerca scientifica dell’Istituto di Botanica dell’Università di Pavia, con contributi di grandi botanici che si succedettero nella direzione dell’Istituto.Già Agostino Bassi (1773-1856), laureato in legge all’Università di Pavia, ma studioso di scienze matematiche, mediche e naturali, aveva dato un notevole contributo agli studi micologici nell’ambito della patogenesi del mal del calcino nel baco da seta. Grazie ad una lunga serie di eleganti esperimenti dimostrò che il mal del segno, o calcinaccio del baco da seta, era causato da un fungo (1835) che il Balsamo-Crivelli (1800-1874) chiamerà Botrytis paradoxa (oggi Beauveria bassiana), e propose misure per il controllo di questa malattia, che aveva un grosso impatto sull’economia dell’Italia settentrionale. La dimostrazione sulla natura microbica delle infezioni apre la cosiddetta epoca bassiana o dei precursori della Micopatologia comparata. Il primo che coltiverà in substrati naturali solidificati con gelatina il fungo patogeno, descrivendone le spore, la presenza di queste nell’uovo dei bachi, ipotizzandone lo sviluppo successivo della malattia nel baco, fu Carlo Vittadini (1800-1865).


Laureatosi in medicina con una dissertazione sul genere Amanita, assistente presso l’Istituto, completò le sue conoscenze nel campo della Micologia, come testimoniano le due approfondite monografie sulle Tuberacee e sui Gasteromiceti e il trattato "Sui funghi mangerecci più conosciuti in Italia". Bisogna mettere in rilievo che, pur tenendo presente quanto nel corso di questi 150 anni sia mutato, l’opera scientifica del Vittadini è ancora valida; molti taxa fungini sopravvivono ancora nella posizione tassonomica da lui conferita ad essi. La Micologia pavese trova particolare sviluppo con l’istituzione, nel 1871, del "Laboratorio di Botanica Crittogamica", unico in Italia, poi denominato "Laboratorio Crittogamico Italiano" fondato e diretto da Santo Garovaglio (1805-1882). A quell'epoca non esistevano, né in Italia né nel mondo, istituzioni di questo genere. Lontana era la fondazione degli "Osservatori Fitopatologici", come quella di organismi analoghi, per cui tale laboratorio rappresentava, nelle speranze del proponente, un esempio da imitare.


Il Laboratorio, dipendente dal Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio, rimase in stretta connessione con l’Istituto Botanico dell’Università. Oltre a Garovaglio e all’allievo A. Cattaneo, merita un particolare ricordo Giovanni Briosi (1846-1919), che diede un forte impulso alle ricerche micologiche e fu autore di numerose pubblicazioni scientifiche, tra le quali la pregevole opera, in collaborazione con l’allievo F. Cavara (1857-1929), "I parassiti delle piante coltivate od utili", che venne accolta ed apprezzata anche all’estero. Degno di nota è il lavoro di Cavara "Contribuzione alla Micologia lombarda", in cui l’autore descrive 190 specie da lui raccolte e studiate. Particolare attenzione alla Micologia ed in particolare alla Micopatologia Vegetale dedicarono pure i successivi titolari della cattedra di Botanica, come Gabriele Luigi Montemartini (1869-1952), Siro Maffei e Gabriele Gino Pollacci (1872-1963). Dal 1942 la cattedra pavese viene occupata da Raffaele Ciferri (1895-1964), una figura scientifica di primissimo piano che in questa sede, in forza della sua versatilità d’ingegno e della grande capacità di lavoro, riuscì ad ampliare ed organizzare tutti i campi della Micologia e della Botanica. Predomina comunque su tutta la sua produzione la ricerca micologica con indirizzo fitopatologico, forte di una vasta esperienza acquisita su materiali esotici, in particolare americani e africani. La collaborazione con Piero Redaelli (1898-1955), allora anatomopatologo della Facoltà Medica di Pavia, portò alla fondazione del "Centro di Micologia umana e comparata" e ad una vasta produzione scientifica sui funghi patogeni dell’uomo e degli animali e, nel 1937, alla fondazione della rivista internazionale "Mycopathologia", dando origine ad una ben nota Scuola Italiana di Micologia Medica e Naturalistica.

 

Il Centro, dal 1964, anno della prematura scomparsa di Ciferri, viene affidato alla direzione di Giuseppe Caretta e dal 1983, con decreto rettorale, muta la propria denominazione in "Istituto di Micologia Medica R. Ciferri e P. Redaelli". Nell’ambito della didattica vengono inseriti gli insegnamenti di Micologia, Micologia Applicata, Patologia Vegetale ed Ecologia Microbica per i Corsi di Laurea in Scienze Biologiche e Scienze Naturali.

 

Dal primo gennaio 1997, con l’istituzione del "Dipartimento di Ecologia del Territorio e degli Ambienti Terrestri", l'Istituto diviene "Sezione di Micologia", integrando la sua attività con la Sezione di Geobotanica.  A seguito dello sviluppo di nuove conoscenze nei vari settori della Micologia e della possibilità di accedere ad attrezzature più complesse e moderne, sono state avviate ricerche in vari campi. Studi si effettuano sull’attività biodegradativa e biodeteriorativa dei funghi in ambienti confinati (musei, chiese, biblioteche) e sull’attività dei funghi isolati da fanghi di risulta, depuratori e discariche. In campo fitopatologico sono ben avviate ricerche  di isolamento e caratterizzazione, nonché di monitoraggio in campo o in serra di funghi patogeni. Altre ricerche seguite da anni sono relative alla distribuzione di funghi coprofili negli erbivori e di funghi endofiti, alla morfofisiologia di funghi antartici, ai funghi entomogeni e ai fattori di virulenza in funghi patogeni per l’uomo e gli animali. Di lunga tradizione sono gli studi aerobiologici, quelli tassonomici ed ecologici dei funghi cheratinofili, degli ifomiceti acquatici e dei funghi dell’Antartide.

 

Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente. Laboratorio Micologia. Via S. Epifanio, 14.  I - 27100 Pavia.

Fax (+39) 0382 984871