Fondata da Bruno Leoni
a cura del Dipartimento di Scienze politiche e sociali
dell'Università degli Studi di Pavia
Editrice Giuffrè (fino al 2005)
dal 2006 Editrice Rubbettino
dal 2019 Editrice PAGEPress

Abstract


Autore:
Malle Silvana

Titolo:
"The Unravelling of the Market Economy in Russia and the Challenges Ahead"

Al tasso di crescita medio annuo corrente, la Russia dovrebbe raddoppiare il prodotto nazionale nel giro di dieci anni. Riforme di struttura, intraprese sin dall’inizio della trasformazione al mercato, e riforme istituzionali condotte durante il primo mandato di Putin, insieme con sagge politiche fiscali e monetarie hanno sostenuto stabilizzazione e crescita a partire dal 1999. La crescente domanda internazionale di energia e risorse naturali e l’andamento favorevole dei prezzi di esportazione hanno rinvigorito il contributo dell’industria estrattiva alla crescita. Ne hanno beneficiato sia i conti con l’estero che la finanza pubblica.Tuttavia, permangono fattori di arretratezza e forte esposizione a shock internazionali. L’economia stenta a diversificarsi anche sotto la spinta di consumi individuali in crescita, è scarsamente competitiva, ed è penalizzata dalla mancanza di incentivi all’innovazione tecnologica nonché da un ambiente economico che manca di regole certe, trasparenza e prevedibilità. Si osserva negli ultimi anni un deterioramento della finanza pubblica, mentre rimbalza l’inflazione. Data la forte esposizione dell’economia ai prezzi internazionali dell’energia e delle materie prime, un rallentamento dell’economia mondiale potrebbe intaccare i fondamentali della crescita. La creazione di grandi imprese statali in vari settori indica un rafforzamento dei poteri dello stato che sembra preludere a strategie espansionistiche guidate da ambizioni politiche più che da incentivi di mercato. E’ incoraggiante che la lotta alla corruzione e all’eccesso di burocrazia nel mondo degli affari sia emersa tra le priorità del nuovo presidente. Tuttavia, vi sono dubbi sull’appoggio che Dmitry Medvedev sarà in grado di ottenere dal governo nell’ambito di una divisione di poteri tra presidenza ed esecutivo alquanto incerta ed esposta al rischio di rivalità e sussulti di protagonismo