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Profilo culturale e professionale del corso di studio
La Bioingegneria, o Ingegneria biomedica, nasce dall'incontro di una pluralità di discipline (elettronica, automatica, informatica, meccanica, chimica, biologia, fisiologia, medicina, economia, ...), ma si è progressivamente evoluta fino ad acquisire una propria autonomia scientifica e culturale e si presenta oggi come un settore in pieno sviluppo. Il mercato delle apparecchiature biomediche è andato costantemente crescendo negli ultimi decenni e se ne prevede un ulteriore sviluppo, mentra ancora più impressionante è stata, negli ultimi anni, l'espansione di applicazioni biomediche utilizzano basate su tecnologie ICT.
Le competenze richieste al bioingegnere sono varie: dalla capacità di fornire un contributo metodologico nella ricerca di base o nella pratica clinica, alle conoscenze tecnologiche per lo sviluppo e l'utilizzo di tecnologie innovative, alle applicazioni gestionali in vari settori della sanità.
Il corso di Laurea è finalizzato alla formazione di professionisti capaci di operare concretamente, a livello progettuale, realizzativo e gestionale, nel settore della bioingegneria. A tale scopo il piano degli studi mira a fornire una buona preparazione nelle discipline scientifiche di base (matematica, fisica, chimica, biologia), conoscenze approfondite in diversi settori dell'ingegneria (informatica, automatica, elettronica) e conoscenze specifiche circa l'utilizzo delle metodologie dell'ingegneria e delle tecnologie avanzate in ambito biomedico. Questo mix fa del laureato in Bioingegneria un professionista che può trovare un'idonea collocazione all'interno delle strutture sanitarie e delle aziende del settore, ma anche un tecnico particolarmente versatile e preparato per lavorare in ambienti a forte contenuto tecnologico e con elevato tasso d'innovazione.
Attività formative
Percorso formativo
Il primo anno del corso di laurea è dedicato all'approfondimento delle discipline di base, quali la matematica, la fisica, l'informatica, la chimica e la fisiologia.
A partire dal secondo anno lo studente è guidato ad acquisire conoscenze di tipo ingegneristico (informatica, automatica, elettronica), nonché conoscenze specifiche della bioingegneria.
La formazione di tipo specialistico assume infine importanza preponderante nel corso del terzo anno.
La didattica è integrata da esercitazioni e da attività di laboratorio. Nel corso dell’ultimo anno lo studente può anche scegliere di svolgere un tirocinio di alcuni mesi presso aziende del settore o presso strutture sanitarie. Esso rappresenta un’utile introduzione agli aspetti pratici della professione e si è dimostrato uno strumento efficace per favorire l'eventuale accesso dei laureati nel mondo del lavoro.
Formazione caratterizzante
I contenuti caratterizzanti riguardano le seguenti aree: modelli di sistemi biologici; strumentazione biomedica, elaborazione e trattamento di dati, segnali e immagini di interesse biomedico; gestione della strumentazione nelle strutture sanitarie, problematiche di sicurezza, ingegneria clinica; informatica medica, sistemi informativi ospedalieri e sanitari; sistemi di automazione sanitaria; internet in medicina.
Dall'anno accademico 2009/10, con l'adeguamento dell'ordinamento universitario al DM 270/04, il corso di laurea viene tenuto, come interfacoltà, col concorso della facoltà di Ingegneria (facoltà di riferimento) e di quella di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. Questa organizzazione, che prevede il contributo alla didattica di docenti di entrambe le facoltà, corrisponde perfettamente alla natura intrinsecamente interdisciplinare della bioingegneria, che esige una spiccata caratterizzazione in senso interdisciplinare anche dell'attività di formazione. Emerge, anche da parte degli studenti, la richiesta di una formazione interdisciplinare, a cavallo tra i due settori, solo apparentemente disgiunti.
Sbocchi professionali
Un corso di studio fortemente interdisciplinare tra il settore dell'Ingegneria e delle Tecnologie e quello della Sanità e delle Scienze Biomediche è giustificato dalla richiesta, che emerge dal mercato del lavoro, di professionisti in grado di integrare le conoscenze tipiche dei due settori. Infatti i paesi avanzati sono di fronte a un rilevante dilemma: il contenimento della spesa sanitaria e il contemporaneo miglioramento dei servizi al cittadino. Le nuove tecnologie giocheranno un ruolo strategico nella soluzione del problema, se sarà possibile disporre di un numero adeguato di professionisti che abbiano ricevuto una formazione specifica. Inoltre, al tradizionale settore biomedico si va aggiungendo in questi ultimi tempi il settore delle biotecnologie che richiede a sua volta nuove competenze avanzate.
Gli sbocchi naturali per i laureati in Bioingegneria sono quindi le strutture sanitarie e le aziende operanti nei settori delle tecnologie biomediche, della farmaceutica e dell'informatica medica. La presenza di ingegneri clinici nelle strutture sanitarie, con mansioni di gestione della strumentazione biomedica, si va sempre più diffondendo. Non meno importante è il ruolo del bioingegnere nella gestione delle risorse dell'ICT (strumenti informatici, reti di telecomunicazione, multimedialità) a supporto dell'attività medica e sanitaria. Quanto al settore industriale, anche in questo campo l'Italia è caratterizzata da un tessuto produttivo di imprese di varie dimensioni, diffuse nel territorio nazionale, con alcune significative concentrazioni nel nord Italia. Da vari anni, esse assumono di preferenza ingegneri con formazione specifica nel settore biomedico, piuttosto che laureati in altri campi dell'ingegneria.
Studi successivi
L'offerta formativa nel settore della Bioingegneria è completata da un corso biennale di Laurea Magistrale in Bioingegneria e da un corso triennale di Dottorato di Ricerca in Bioingegneria e Bioinformatica, a numero chiuso, cui si accede per concorso dopo il conseguimento della Laurea Magistrale.
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