"I danni ai beni culturali di qualsiasi popolo costituiscono danni al patrimonio di tutta l'umanità,
poiché ogni popolo contribuisce alla cultura del mondo"

(Paragrafo 2, Preambolo alla Convenzione dell'Aia del 1954)
 

-The Hague Convention, 1954

Convenzione dell'Aia del 1954 per la protezione delle proprietà culturali in caso di conflitto armato

 

La Convenzone firmata all'Aia il 14 maggio 1954 è il fondamento di tutto il sistema di protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, previsto dal diritto internazionale.

Il testo della convenzione
(scarica qui il documento word o pdf nelle quattro lingue ufficiali)

Sono annessi alla convenzione anche il Regolamento di esecuzione e un First Protocol.

La convenzione firmata all'Aia il 14 maggio 1954 è il fondamento di tutto il sistema di protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, previsto dal diritto internazionale.

La convenzione prevede quaranta articoli.

L'art. 1 si occupa di esplicare i concetti di "cultura" e di "patrimonio culturale dell'umanità". I beni culturali includono beni mobili (oggetti artistici), così come beni immobili (monumenti, edifici e siti), espressioni artistiche (musica, danza, teatro) e beni intangibili (come tradizioni, riti, credenze religiose.)

I primi articoli illustrano genericamente le idee di rispetto, salvaguardia e tutela dei beni archeologici e la condotta da tenere in caso di occupazione (art.5) sia dal governo del paese occupato, sia da quello dell'occupante.

Durante la nona sessione della General Conference of UNESCO, il 5 dicembre 1956, fu adottata una Raccomandazione diretta a disciplinare la questione degli scavi archeologici in territori occupati. L'art. 32 dice: " In caso di conflitto armato, ogni Stato Membro che occupi il territorio di un altro stato deve evitare di condurre scavi archeologici nel territorio occupato. In caso di ritrovamenti fortuiti, in particolare durante le operazioni militari, le Forze di Occupazione devono prendere tutte le misure possibili per proteggere questi ritrovamenti, che devono essere consegnati, al termine delle ostilità, alle autorità competenti dei territori precedentemente occupati insieme a tutta la documentazione correlata"

Gli articoli 6, 16, 17 stabiliscono l'esistenza di un simbolo che permetta di distinguere i beni da proteggere e ne definiscono forma e modalità di impiego.

Gli articoli 12, 13 e 14 si occupano di regolare il trasporto dei beni mobili. Vengono illustrate le procedure da seguire, anche in casi estremamente urgenti (art.13) e viene dichiarata l'immunità dei beni (art. 14) e del personale che si occupa della sua tutela (art.15).

La convenzione non è stata ratificata da alcuni paesi, tra cui Gran Bretagna, U.S.A. e Giappone

L'elenco aggiornato dei paesi firmatari si può leggere sul sito dell'UNESCO

-Second Protocol 1999

Secondo Protocollo della Convenzione dell'Aia del 1954 per la protezione della proprietà culturale in caso di conflitto armato, 1999

-UNESCO 1970

Convenzione sui mezzi per proibire e prevenire un'illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà di beni culturali

Testo della convenzione:

Collegata alla UNESCO 1970 è la UNIDROIT 1995.

Convenzione sugli oggetti rubati ed illegalmente esportati, il cui testo è consultabile sul sito:

http://www.mcdonald.cam.ac.uk/IARC/Conventions/italian.htm (in una traduzione italiana non ufficiale)

Sullo stesso sito è disponibile, sempre in traduzione italiana, una breve analisi degli articoli più significativi della convenzione UNESCO 1970.

Gli U.S.A. hanno firmato la convenzione, ma non la Gran Bretagna.

Elenco degli stati firmatari sul sito dell'UNESCO
http://erc.unesco.org/cp/convention.asp?KO=13039&language=E .

-UNESCO 1972

Convenzione sulla protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale

Testo della convenzione:

-UNESCO Declaration concerning the International Destruction of Cultural Heritage

(Parigi 17 Ottobre 2003)

Dichiarazione riguardo la distruzione internazionale del patrimonio culturale (link)

Anche a seguito del saccheggio del museo di Baghdad, di altri danneggiamenti subiti dai beni culturali iracheni e del diffondersi di un giusto timore circa la sorte di un patrimonio archeologico e artistico di così grande importanza, a partire da Aprile 2003 si sono tenuti incontri promossi dall'UNESCO e da numerosi studiosi.

Il 17 ottobre 2003 è stata registrata una Dichiarazione, che in sostanza conferma l'importanza delle legislazione esistente nella lotta contro la distruzione del patrimonio culturale dei popoli. Si propone una maggiore cooperazione internazionale e una maggiore responsabilizzazione dei governi (si ricorda che certe nazioni occidentali non hanno siglato alcune di queste convenzioni. Per l'elenco dei governi firmatari si invita a consultare il sito internet dell'UNESCO).

Bibliografia e webgrafia:

J. TOMAN The Protection of Cultural Property in the Event of Armed Conflict , UNESCO Publications,1996

C. BARBATI, M. CAMMELLI, G. SCIULLO Il diritto dei beni culturali , Bologna, Il Mulino, 2003

M. BROCCA La protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato , 2001

http://www.aedon.mulino.it/archivio/2001/3/brocca.htm

UNESCO CRISIS IN IRAQ: http://www.unesco.org/culture/iraq

Link alla Legislazione internazionale

 
 
   
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