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Istituito da Raffaele Ciferri, che diresse l'Istituto di Botanica e l'Orto dal 1943 al 1964, il roseto è stato riprogettato nel 1986 dalla naturalista Cristiana Serra Zanetti: attualmente conta oltre 200 piante, suddivise in tre grandi aree: un folto gruppo di rose selvatiche, raccolte nelle aiuole marginali, con specie e ibridi naturali rappresentativi delle sezioni dei sottogeneri Hultemia, Eurosa ed Hesperhodos, denominate secondo le classificazioni adottate per le flore delle regioni d'origine; le rose antiche, collocate in modo da evidenziare, ove possibile, i legami con le sezioni precedenti; gli ibridi moderni, ospitati nelle aiuole centrali. All’interno di ogni aiuola sono raccolte rose affini dal punto di vista sistematico, in un campione che ben rappresenta la variabilità morfologica e fiorale. In linea generale tutte le piante permettono di osservare la grande plasticità delle forme comuni al genere e la varietà del fiore, delle spine, dei frutti e delle cortecce. Ogni rosa è distinta da un cartellino, in cui è possibile leggerne il nome, la sezione d’appartenenza, l’areale d’origine o il nome dell’ibridatore, la data di "nascita" (descrizione o costituzione dell’ibrido), e infine una sigla che rimanda al progetto del 1986.
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