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14/11/08: Iniziativa di Greenpeace in Malesia, allo scopo di far conoscere
chi sta deforestando l’isola del Borneo (Kalimantan). Alcuni attivisti di
Greenpeace hanno ostacolato la partenza di una nave che trasportava olio di
palma verso l’Olanda. L’olio di palmna proviene dalle piantagioni di palma
da olio che hanno sostituito la foresta tropicale. Come si racconta
nell’articolo (“Olio di
palma imbroglione”), gran parte dell’olio vegetale
utilizzato nell’industria alimentare, dolciaria e cosmetica è costituita
dall’olio di palma, ormai al 21%. Greenpeace contesta lo scarso controllo
per i nuovi certificati che dovrebber5o garantire i consumatori che (si
spera) in Euriopa controlleranno i prodotti che consumano.
13/11/08: Drammatiche le
notizie che giungono oggi dal Nord Kivu, nella RD del Congo; sia per
quanto riguarda gli umani che per quanto riguarda il gruppo di 200 gorilla
di montagna (su 700, gli ultimi oggi esistenti) del Parco dei Vulcani, dopo
la cacciata dei ranger che li proteggevano.
Ormai dal settembre 2007 il parco è zona di guerra,
in gran parte sotto controllo dei ribelli e già 10 gorilla sono stati
uccisi. I ranger erano riusciti a fare il loro lavoro anche se con
difficoltà (negli ul.timji 10 anni ben 150 rangers sono stati uccisi) fino
a un mese fa. Se i gorilla non sono un obiettivo particolare, lo sono
comunque insieme agli altri mammiferi della foresta in quanto possibile
fonte di cibo (40 elefanti del parco sono stati uccisi solo quest’anno).
Triste leggere nelle mail di solidarietà allegate alla
pagina web che l’auspicio più ricorrente sia che avvenga un “miracolo”.
D’altronde l’articolo evidenzia come i ribelli stiano avanzando verso Goma,
dove già si erano rifugiate 200.000 persone in fuga.
Inutile ricordare che la zona è ricca di risorse minerarie venfute poi in
Europa, come ha ben documentato un documentario di Report del giugno scorso
(video
della puntata). I miracoli quindi dovranno avvenire in Europa … e al
più presto.
30/10/08: A fine gennaio si chiuderanno
le iscrizioni per la Leipzig
School of Human Origins organizzata in collaborazione con il Max Planck Institute for
Evolutionary Anthropology; per informazioni rivolgersi al sito web
della scuola. Davvero
impressionante un sito web (Evidence)
organizzato dall’Exploratorium di S.Francisco in collaborazione
con il Max
Planck Institute for Evolutionary Anthropology di
Lipsia grazie ad alcuni sponsor.
Il sito web si propone di spiegare cos’è la scienza e quali sono i metodi
utilizzati dagli scienziati, cercando di far capire “come si è scoperto
quel che conosciamo” (“For most
of us, science arrives in our lives packaged neatly as fact. But how did
it get that way? How do we know what we know?”). E per raggiungere questi obiettivi
il sito utilizza (ci sono parti di testo, interviste ai ricercatori e
video) i programmi di ricerca sviluppati a Lispsia sui primati e
sull’evoluzione umana, cioè proprio su temi di ricerca e su risultati
recenti a volte anche sconcertanti, che qualcuno prova ad ignorare, a
contestare o negare senza nemmeno conoscere i fatti. Il sito web accompagna
il visitatore attraverso i fatti che pemettono di capire l’importanza
fondamentale del lavoro di ricerca che ha permesso di ricostruire la storia
evolutiva della nostra specie, realizzatasi all’interno dell’ordine dei
primati. Purtroppo una buona conoscenza dell’inglese è un necessario
prerequisito. Anche questo sito richiederebbe una traduzione … e per
fortuna esiste, ma è in spagnolo.
28/10/08: Su Anthrocom
si citano alcuni recenti articoli (es: “Alarming
decline of West African chimpanzees in Côte d'Ivoire” su Current
Bology) che riferiscono del drammatico calo
degli scimpanzé nell’Africa Occidentale (il Pan troglodytes verus) e in
particolare in Costa d’Avorio: “Pericolo
di estinzione per lo scimpanzè dell'Africa Occidentale”; una riduzione
del 90% rispetto a 18 anni fa è chiaramente
una catastrofe e si
capisce bene che le prospettive sono l’estinzione di questa sottospecie di Pan.
” I pochi scimpanzè rimasti sono sparsi in nuclei separati
tra loro. L'unica popolazione di una certa consistenza si trova nel Taï
National Park. Probabilmente, la causa del declino in questo paese è
imputabile all'aumento della popolazione umana, che negli ultimi 18 anni,
infatti, è cresciuta di circa il 50%”.
17/10/08: In Italia i giornali non ne hanno parlato, ma sembra
che al vertice di Bruxelles sull’ambiente i ministri dell’Unione Europea si
siano resi conto della necessità di fermare i danni creati al mondo anche
da molte imprese europee; è il dramma della deforestazione, che aggrava
contemporaneamente sia i problemi dell’anidride carbonica che quelli della
biodiversità, massima proprio in questi ambienti. Lo racconta una notizia di agenzia
della Reuters (“EU
steps up battle to halt deforestation by 2030”): “Speaking at a news conference on Friday, EU
Environment Commissioner Stavros Dimas said he wanted to reduce gross
tropical deforestation by at least 50 percent by 2020 and halt global
forest cover loss by 2030 at the latest. "We are not going to have
effective tackling of global warming if we do not take care of this type of
activity," he said. "Without stopping deforestation, the
biodiversity loss will continue ... in 10 square kilometers' of tropical
rainforest, there are more species than in the entire EU". Niente di nuovo per ora, ma almeno ora si è preso
coscienza del problema.
[Si attende ora la reazione di chi pensa invece che le foreste tropicali
stiano benissimo ed anzi siano eccessive e stiano crescendo….]
13/10/08: Una gorilla di tre anni dello zoo di Omaha è morta al Nebraska
Medical Center, dove era stata trasportata per un trauma cranico conseguente
ad un improvviso attacco da parte di suo padre, un silverback di13 anni. Lo
racconta questo articolo: “Gorilla
attacks, kills another gorilla at Omaha zoox”. Poichè la madre Timu (il primo
gorilla nato per inseminazione artificiale) se ne disinteressava, la
giovane Baina era stata allevata prima dal personale dello zoo e poi dalla
nonna.
12/10/08:
La
situazione è sempre grave nella zona del parco dei Vulcani, ormai
abbandonato dai guardaparco che difendevano i gorilla: Rebels attack Rumangabo - Rebels retreat from Rumangabo - Thousands displaced in recent fighting
9/10/08: Per
chi avrebbe avuto piacere di assistere al salvataggio degli orsi bianchi
(che forse non erano in pericolo e se lo fossero stati non sarebbe stato
per colpa dell’uomo…) c’è l’occasione di vedere le fotografie del
salvataggio di un gorilla che era sicuramente in pericolo di vita, ferito
da una trappola [messa dall’uomo] per catturare animali selvatici protetti.
Sì, nella RD del Congo ci sono anche i gorilla
doctors, oltre a chi non ama le grandi scimmie. Qui un intervento
simile di pochi giorni fa, il 1/10/08.
Probabilmente gli ultimi …
Dove vivono questi
gorilla? Nel Parco
dei monti Virunga. Chi li protegge? I rangers del parco Virunga. E chi
protegge i rangers? Non si sa. Il governo spagnolo?
Queste sono le notizie di oggi (“Congo rebel attack threatens gorilla park rangers”): “KINSHASA, Oct 8 (Reuters) - Congolese wildlife guards prepared to evacuate from Africa's
oldest national park on Wednesday as Tutsi rebels advanced on a ranger
station protecting rare mountain gorillas, park officials said”.
8/10/08: In
questi giorni, fino al 14/10, è ancora in corso a Barcellona il World
Conservation Congress dell’IUCN, già citato
in data 6/10. In quella data era stata riferita come una buona notizia il
fatto che molte licenze di sfruttamento forestale concesse a ditte europee
erano state annullate dal governo della DR del Congo. Un’iniziativa
sicuramente anche a difesa delle grandi scimmie (gorilla e scimpanzé) che
vivono solo in queste zone.
Molto interessente anche un’altra [piccola, per ora, ma crescerà]
buona notizia, recente e che riguarda sempre quel paese, dove ai confini
con il Ruanda è in atto un conflitto
armato con forze ribelli che - come vedremo - sanno bene come
finanziarsi.
Sul sito web dei rangers
che cercano di garantire, a rischio della vita, la sopravvivenza dei
gorilla che vivono in queste zone, si illustrano (“Conflict
Coltan and Cassiterite”) fatti terribili ma poco noti altrove
e facilmente dimenticati (in Italia ne aveva comunque parlato una puntata
di Reporter).
Non è il caso di riportare qui lunghi testi in inglese, basta l’inizio,
sufficiente a far drizzare le antenne e a stimolare la lettura del resto
dell’articolo: “If you have a cell phone, DVD player or
use a computer then chances are that some part of these devices are made
of Coltan. Coltan and Cassiterite are minerals found mainly in the Congo where
it’s exploitation has been linked to the deadly conflicts and human abuses”.
La buona notizia è che “U.S. Senators Sam Brownback (R-KS) and Dick Durbin (D-IL) have
introduced the Conflict Coltan and Cassiterite Act, legislation
which would require certification of minerals imported from the Democratic
Republic of Congo”.
Come risulta evidente, un maggiore interesse per la difesa delle
specie e degli ambienti a rischio è necessario per impedire quel “rovinoso sfruttamento del pianeta” di
cui era preoccupato anche il Papa un anno fa, il 23/9/07. Che in
questo caso si possa parlare di “rovinoso sfruttamento” l’articolo
lo dimostra chiaramente, come dimostra il ruolo fondamentale di iniziative
in difesa delle specie animali e del loro ambiente se continua
l’indifferenza davanti al fatto che “every day in Congo,
1,500 people die as a direct or indirect result of the conflict over the
mining of minerals like cassiterite and coltan; to date, the conflict has
displaced more than 1.3 million Congolese and has resulted in over 5.4
million deaths”.
28/6/08: Nei gg.
7, 8, e 9 luglio 2008, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università
di Cassino si terrà la Scuola Estiva di Alta Formazione in
Filosofia ed Etologia Umana. La scuola si propone come centro di
divulgazione dei saperi inerenti all’etologia umana, alle scienze
del comportamento, a problemi di filosofia della biologia, e promuove
progetti di ricerca, iniziative di tutela e monitoraggio della fauna,
e momenti di confronto tra studiosi di diversa provenienza
disciplinare, incentrati sulle implicazioni teoriche ed etiche della
prospettiva etologica.
Il corso estivo annuale è indirizzato
prevalentemente a giovani studiosi universitari (laureandi, dottorandi,
fruitori di corsi di post-dottorato, borsisti, assegnisti), ma aperto a
chiunque sia interessato.
Le iscrizioni al corso, gratuite, si chiuderanno il
30 giugno, ma se vi fossero studenti, dottorandi, borsisti o colleghi
interessati a seguire l'edizione 2008, possono contattare l’organizzatore, Marco
Celentano (Phone number: +39 081425200, E-mail: marcelen [at] unina.it anche
dopo quella data o, semplicemente, andare a Cassino nei giorni
dell'iniziativa. Programma (oratori:
Celentano, Buratti, Vitale, Mainardi) - Informazioni.
27/6/08: E’ stato realizzato dal National
Geographic un documentario
(Gorilla
massacre) sull’uccisione di ben 4 gorilla di montagna nel parco dei
Virunga l’anno scorso, il 22 luglio. Le immagini sono abbastanza
angoscianti. Il materiale documentario è comunque costituito
prevalentemente da fotografie.
Qui altri video su gorilla
e scimpanzè recuperabili in internet (YouTube):
Chimpanzees in Cameroun
Chimpanzee Diary: New Born Babies
Chimp hunts with a spear
Chimpanzees of Mahale Mountains
Baby chimpanzee
Chimpanzees beat humans
Kanzi with lexigram
Babies Gorilla and Human Babies Playing
Bonobos
Chimpanzees:
An Unnatural History
4 Gorilla killed in Virunga Park
Africa's
endangered mountain gorillas - 2 - 3
Saving
the Mountain Gorillas
Helping
the world by preserving biodiversity
Help
STOP the Mountain Gorilla Massacre
Pygmies
and Gorillas at War
Gorilla
trekking
Mountain
Gorilla Veterinary Project
Gorilla
Trekking in Bwindi
Rendez-Vous
With Wild Gorillas of Uganda
Rwanda
Gorilla Tracking
Ways
to Save Mountain Gorillas
Apes
that write, start fires and play
26/6/08: Un
mese fa, il 25/5/0, Report (video
della puntata) aveva raccontato della situazione nelle foreste del
parco dei Virunga in cui vivono gorilla, dove si estrae anche il coltan, un
minerale necessario per l’industria elettronica; anche il commercio di
legname tropicale o la produzione di olio di palma (in Indonesia)
sta distruggendo gli unici ambienti in cui vivono le antropomorfe; finora i
governi europei avevano fatto poco per sembrare più intelligenti e più
informati dei loro cittadini, che non possono verificare personalmente i
rischi che corrono gli ultimi gorilla di montagna, che devono sopravvivere
fra eserciti in guerra nel loro territorio.
E’ possibile che quando il governo spagnolo metterà in atto le proposte del
Parlamento, anche negli altri paesi europei si possano affrontare i
problemi che riguardano la sopravvivenza e il benessere di questi primati,
a cominciare appunto dai problemi di gestione degli scimpanzè (soprattutto
loro) che vengono sequestrati a privati che li detenevano illegalmente ma
che non vengono poi costretti a contribuire al loro mantenimento nelle
strutture che sono costrette a gestirli dopo il sequestro.
E’ chiaramente un atteggiamento che non considera che la gestione di questi
primati è estremamente complessa e costosa, proprio per le esigenze di
queste specie dotate di grande intelligenza.
26/6/08: E’ stata approvato ieri dal
Parlamento spagnolo (commissione ambiente) un documento che invita il
governo a svolgere iniziative a favore delle scimmie antropomorfe; si è arrivati
a questo punto grazie alla pressione del “Proyecto Gran
Simio” (PGS), e si chiede una legge che garantirebbe alle antropomorfe
alcuni diritti essenziali (alla vita, alla libertà, alla non sofferenza, aa
difesa dell'habitat in cui vivono). Ne parla El Pais (¡Qué
mona soy!) e alcune info si possono
trovare nel sito del PGS come ad esempio
si fa notare (a chi insiste a presentare il problema in modo assolutamente
distorto) che "Proyecto Gran Simio NO pretende que se considere
a chimpancés, gorilas, orangutanes y bonobos como HUMANOS, que NO son, si
no como HOMÍNIDOS que SI son."
24/6/08: Dal 10 al 13 settembre si terrà a
Crans-Montana (Svizzera) il secondo simposio sul dialogo della conoscenza
mondiale (World Knowledge Dialogue
Symposium).
Con il titolo "Towards a modern humanism" ("Verso un
umanesimo moderno"), saranno discussi due temi interdisciplinari
fondamentali:
- la conoscenza attraverso la rete collettiva e l'intelligenza umana
individuale: convergenze e divergenze;
- comportamento collaborativo, altruismo e conflitto: dal comportamento
animale all'economia e alla prevenzione della violenza.
Tra gli ospiti invitati illustri ricercatori come il filosofo Pierre Lèvy
(Università di Ottawa, Canada), la sociologa Karen Cook (Stanford
University, USA), il primatologo Frans de Waal (Emory University,
USA), l'astronomo Hubert Reeves (Università di Montreal, Canada),
l'ecologista Raghavendra Gadagkar (Institute of Science, Bangalore),
l'informatico Wendy Hall (Università di Southampton, UK), il teorico dei
sistemi Joel de Rosnay (Biotics International), la biologa evoluzionista
Christiane Nusslein-Volhard (Max Planck Society, Germania) e il genetista
Sir John Sulston (Università di Manchester, UK).
16/6/08: Intervista a Jane Goodall sul Los Angeles Times, dove racconta quel che farà
nei prossimi anni in difesa dei primati ma soprattutto delle foreste e
dell’ambiente
12/6/08: Lemurs
are key to health of Madagascar's rainforests, dal sito MADAGASCAR
11/6/08: E' appena uscito su PLoSONE un articolo di
diversi ricercatori italiani (Addessi, Mancini, Crescimbene,
Padoa-Schioppa, Visalberghi) sulla rappresentazione simbolica nei cebi dai
cornetti. Dagli esperimenti è emerso che i cebi riescono ad usare oggetti
diversi per rappresentare qualcos’altro, in questo caso cibi diversi. Non
solo, quando hanno dovuto scegliere fra oggetti (che rappresentavano 2 cibi
diversi, uno più preferito e l’altro meno preferito) presentati in quantità
diverse, i cebi hanno scelto il cibo meno preferito quando questo era
presentato in quantità maggiori rispetto al cibo favorito. La differenza
nella capacità di rappresentazione simbolica fra primati umani e non,
appare ora meno ampia di come alcuni studiosi ritenevano. G.S.
È possibile scaricare l’articolo completo al
seguente link:
http://www.plosone.org/article/info:doi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0002414
PER INFORMAZIONI ULTERIORI CONTATTATE: elsa.addessi@istc.cnr.it
La notizia
è già ripresa da una serie di altre riviste, ecco i link:
http://www.sciencenews.org/
http://www.sciencenews.org/view/generic/id/33064/description/Symbolic_snacks
http://www.nature.com/news/2008/080610/full/news.2008.882.html
http://www.eurekalert.org/pub_releases/2008-06/plos-tsm060908.php.
10/6/08: Sembra che molti ignorino gli effetti della nostra
specie sull’ambiente, effetti che stanno influenzando proprio uno dei temi
oggi più interessanti e non solo per i biologi, quello dell’evoluzione dei
viventi. Molte delle idee che circolano sugli effetti della nostra specie
sull’evoluzione cercano di minimizzarne l’effetto. C’è addirittura qualcuno
che aprioristicamente nega che la nostra specie possa danneggiare
l’ambiente. Purtroppo oggi bisogna davvero tenere gli occhi chiusi per non
vedere come il panorama in alcune zone del mondo si stia alterando in modo
drammatico e ad una velocità incredibile. Panorama non significa ovviamente
PAESAGGIO, ma riguarda i processi vitali che avvengono sul terreno.
E’ appena stato pubblicato dall’UNEP un
volume (“Africa: Atlas
of Our Changing Environment“) che confronta foto da satellite fatte sull’AFRICA dal
1970 al 2007; e le differenze sono impressionanti, tanto che nel
sottotitolo si legge : “Environmental
Change Re-Draws Atlas of Africa”.
C’è da comperare il volume per vedere
le foto? Certo oggi non è necessario spendere i 150$: c’è infatti un sito web che permette di vedere
gratuitamente le foto.
Che cosa si può vedere? Ci sono stati
cambiamenti dell’ambiente? Ci sono danni? Quali tipi di danni? Sono danni
riparabili? La situazione sta migliorando o peggiorando? Sono domande che
possono avere una risposta, almeno per quanto riguarda l’evoluzione negli
ultimi 15 anni. Nella presentazione del volume nel sito dell’UNEP possiamo
leggere alcune delle riflessioni proposte all’umanità::
”Loss of forest is a major concern in 35 countries, including the
Democratic Republic of the Congo, Malawi, Nigeria and Rwanda, among others.
This is closely
followed by biodiversity loss, which is occurring in 34 countries
such as Angola, Ethiopia, Gabon and Mali.
Land
degradation,
similarly, is a major worry for 32 countries in Africa including Cameroon, Eritrea
and Ghana. Other problems include desertification, in Burkina Faso, Chad,
Kenya and Niger among others, as well as water stress, rising pollution and
coping with rapid urbanization”.
Africa is
losing more than four million hectares of forest every year, twice the world's average
deforestation rate, says the Atlas. Meanwhile, some areas across the
continent are said to be losing over 50 metric tonnes of soil per hectare
per year.
The Atlas
also shows that erosion and chemical and physical damage have degraded
about 65 per cent of the continent's farmlands. In addition, slash and
burn agriculture, coupled with the high occurrence of lightning across
Africa, is thought to be responsible for wild fires.
Over 300
million people on the continent already face water scarcity, and
areas experiencing water shortages in Sub-Saharan Africa are expected to
increase by almost a third by 2050
Africa:
Atlas of Our Changing Environment [acquisto] contains
316 satellite images taken in 104 locations in every country in Africa,
along with 151 maps and 319 ground photographs and a series of graphs
illustrating the environmental challenges faced by the continent.
Si può dire che l’uomo sta
distruggendo l’unico pianeta che abbiamo? Che è “il cancro del pianeta”?
Prima di rispondere sarebbe necessario almeno guardare queste immagini …
Certo l’Africa è un continente da decenni
ai limiti della sopravvivenza, nonostante i continui tentativi per
rianimarlo, ma c’è un aspetto preoccupante di fronte alla immagini che si
vedono: le sue foreste permettono a centinaia di specie di primati di
sopravvivere.
Vederne la continua e rapida scomparsa
non può che essere angosciante, soprattutto per i primatologi. Teniamo
anche presente che solo in alcune foreste africane vivono gorilla e
scimpanzé, le specie che condividono con la nostra un antenato comune molto
vicino, probabilmente separato solo da 6 milioni di anni di evoluzione
indipendente. Molto poco.
Materiale indispensabile per capire
dove stia andando il mondo, o almeno l’Africa, è disponibile per chi
davvero vuole anche capire meglio gli importanti processi evolutivi che
avvengono in questo continente:
[volume in
PDF] [immagini]
[Powerpoints
e posters] [interattivo
su Google Earth]
L’UNEP
ha recentemente pubblicato molti altri volumi con immagini satellitari che dimostrano
le recenti modificazioni dell’economia, della demografia, della geologia,
della fauna e della flora, come ad esempio:
·
“One Planet Many People”: “concern as to how human
activities impact the Earth has led to documentation and quantification of
environmental changes taking place on land, in the water, and in the air.” [volume in PDF]
[acquisto]
[volume in
PDF] [immagini]
[Powerpoints]
[posters]
[interattivo su GE]
·
“Africa's Lakes”: “this publication illustrates
how humans have altered their surroundings and continue to make observable
and measurable changes to Africa's lakes and their environment”. [volume in PDF] [acquisto] [immagini] [interattivo su GE] [Powerpoints] [posters]
9/6/08: Scimpanzé infettati da virus di origine umana? Se ne
parlerà presto sull’American Journal of Primatology grazie ad una
ricerca (“Researchers
Find Human Virus in Chimpanzees“) svolta nel centro di ricerca di
Mahale. Della scoperta si parla anche su Galileo,
dove però si sottolineano i possibili rischi per l’uomo
2/6/08: Ritrovata
dopo 10 giorni la primatologa tedesca scomparsa nella RD del Congo.
29/5/08: Da un laboratorio di bioingegneria USA arrivano
impressionanti video di una Macaca mulatta che si ciba usando un
braccio meccanico motorizzato connesso direttamente con l’area motoria
della sua corteccia cerebrale. Articolo su Nature: “Cortical
control of a prosthetic arm for self-feeding”. Articolo
sul New York Times. Altri video e pubblicazioni al MotorLab dell’Università di
Pittsburgh
27/5/08: Dispersa
nella foresta una studentessa che studia i bonobo nel Lui Kotal
research camp in the Salonga National Park
(Google Map); appartiene ad un gruppo di ricerca
del Max Planck Institute for Evolutionary
Anthropology e sembra sia tedesca,
20/5/08:
Sull’ultimo numero dell’autorevole rivista Behavioral and Brain Science
una discussione interessante sull’articolo
(interessante anche lui, qui in un preprint free) “Darwin's mistake: Explaining the
discontinuity between human and nonhuman minds“ di Derek C.
Penn, Keith J. Holyoak and Daniel J. Povinelli. Alla fine dei commenti, la risposta degli autori:
“Darwin's
triumph: Explaining the uniqueness of the human mind without a deus ex
machina”.
Gli articoli sono commentati nel blog di John
Wilkins, dove si cita Fodor, per cui –anche se già il titolo iniziale è
provocatorio - fra poco è probabile che leggeremo qualche titolo
antidarwiniano sul Corriere della Sera … La discussione comunque continuerà
anche sul web
e nei blog.
19/5/08: Nel sito del NPR un lungo articolo (“The
Chimp that Learned Sign Language“) sul libro appena uscito su Nim
Chimpsky, uno dei primi scimpanzé addestrato alla comunicazione con l’uomo.
C’è anche un breve video a colori.
12/5/08: Organizzata dall’Istitituto Italiano di
Antropologia, conferenza del dott. Thomas Geissmann sui gibboni in Cina; si terrà presso il Museo Civico
di Zoologia di Roma il 22 Maggio alle 18.30. Alla
fine di una ricerca
svolta da Thomas Geissman nelle foreste dello Yunnan, nel sud della Cina ai
confini con il Myanmar, giunge la notizia (“White-handed
gibbons extinct in China “) che è
scomparsa una sottospecie di primati, il Gibbone dalle mani bianche cinese
(Hylobates lar yunnanensis, Yunnan white-handed gibbon); le sue
ultime tracce risalgono al 1992. Per ulteriori informazioni sui gibboni,
che in inglese vengono chiamati Lesser Apes (in quanto simili alle
antropomorfe ma di piccole dimensioni): Gibbon
Conservation Alliance.
7/5/08: Sul NYTimes Frans
de Waal risponde ad alcune domande sul comportamento dei primati:
1/5/08: Si inaugura allo zoo di
Edinburgo una nuova struttura di presentazione al pubblico degli
scimpanzé, chiamata "Budongo trail" per richiamare un sito in
Uganda in cui vivono e si studiano gli scimpanzé. E' una delle strutture
più moderne e ampie (possiede la struttura artificiale di arrampicamento
più alta al mondo per gli scimpanzé). Articolo su l'Independent.
2/4/08: Quante volte abbiamo visto scimpanzé rappresentati
nelle pubblicità in maniera caricaturale e poco dignitosa? Quale è la percezione
che il pubblico ricava vedendo scimpanzé che giocherellano con una
cornetta? Quanto è lecito l’utilizzo di animali a scopo puramente lucrativo
e commerciale? Un recente articolo pubblicato su Science mostra quanto sia
deleteria quest’immagine di scimpanzé rappresentati come frivole creature
subumane. Tramite l’utilizzo di questionari per indagare le attitudini
delle persone nei confronti delle scimmie antropomorfe, si è visto che le
persone tendono erroneamente a credere che gli scimpanzé non siano in
pericolo di estinzione perché li vedono spesso in televisione, nei film,
nelle pubblicità. Tutto ciò mina alla base gli sforzi scientifici per la
conservazione e il benessere animale che puntano al rispetto, allo studio e
alla salvaguardia di specie a rischio di estinzione. Per questo è
necessario l’impegno da parte di tutti, soprattutto dei media (stampa, tv,
cinema, radio, internet) per diffondere un’immagine più realistica,
scientifica e dignitosa di questi nostri parenti ancora oggi così minacciati
di estinzione. G.S.
Per approfondire: SR Ross, KE Lukas, EV Lonsdorf, TS Stoinski, B Hare, R
Shumaker, J Goodall
“Inappropriate
Use and Portrayal of Chimpanzees” Science Vol 319: 1487 (14 Marzo
2008).
2/4/08: Sta per prendere il via in Italia,
presso il Parco
di Piano dell’Abatino, in provincia di Rieti, un progetto coraggioso e
ambizioso che ha come obiettivo la riabilitazione dei primati da
laboratorio. Si stima che in Italia circa 600 scimmie vengano utilizzate
come animali da laboratorio. Questi animali, dopo la sperimentazione,
possono essere ceduti per legge a strutture che li riabilitino e se ne
prendano cura. Ma in Italia fino ad ora non esisteva una struttura simile.
Si tratta ovviamente di uno sforzo enorme e non retribuito (la legge non
prevede, infatti, alcun aiuto economico per i centri che ospitano questi
animali) che i responsabili del Parco hanno deciso coraggiosamente di
intraprendere per offrire ai primati da laboratorio una vita più dignitosa.
G.S.
Per
approfondire invito a leggere l’articolo di Silvia Amodio: http://www.coopfirenze.it/info/art_3954.htm
Per
informazioni su come aiutare e come visitare il parco si può consultare il
sito http://www.parcoabatino.org/,
via Capo Farfa 50 – 02030 Poggio San Lorenzo (Rieti), tel. 0765 884472,
cell. 3492360510/1/2/3, E-mail: ass.gfpa@virgilio.it
26/12/07: Nuovi problemi per
i rangers che nella RD del Congo dovrebbero proteggere i Gorilla nel parco
dei Virunga. Oltre ai problemi dei ribelli che occupano da settembre la
zona dei gorilla, ora diventa sempre più minacciosa la minaccia che viene
da una semplice esigenza che viene dai profughi che hanno occupato senza
controllo alcune zone presso il parco e che hanno bisogno di carbone per
cuocere il cibo. Stanno infatti invadendo il parco e ne usano il legname
per procurarsi il carbone necessario per i fuochi. Rangers hanno
quindi lanciato via internet una richiesta urgente di fondi e hanno
raccolto ben 20000 dollari in 15 giorni, riuscendo a rifornire i profughi
di combustibile non proveniente dalla zona del parco.
15/12/07: BALI,
INDONESIA —
Qualche giorno fa, il 10 Dicembre 2007, durante la conferenza delle Nazioni
Unite sui cambiamenti climatici, il presidente indonesiano Susilo Bambang
Yudhoyono ha annunciato l’avvio di un piano di azione per la salvaguardia
degli oranghi dall’estinzione. La “Strategy
and Action Plan for National Conservation of Orangutans” rappresenta il
primo e più importante piano nazionale di protezione degli oranghi in via
di estinzione. È il risultato di 3 anni di collaborazione e di impegno da
parte del Dipartimento di Conservazione della Natura del Ministero delle
Foreste e di diverse ONG nazionali e internazionali. Agli interventi di
gestione e salvaguardia delle popolazioni esistenti di oranghi, si
accompagnano interventi di salvaguardia e protezione delle foreste. Due
piccioni con una fava: si ridurrebbero le emissioni di gas serra evitando
di tagliare foreste per piantarci palme da olio e si proteggerebbe una
delle specie più minacciate del pianeta, l’orango di Sumatra. Speriamo che
l'impegno preso si traduca in realtà. G.S.
8/12/07: UNDP
Human Development Report 2007/08 - Versione italiana - materiale allegato -
posters. Come si può capire
dai documenti, il problema dei primati e delle foreste in cui abitano ha un
ruolo centrale. Una migliore conoscenza e comprensione del ruolo dei
primati nella conservazione e nell’evoluzione non può che contribuire alla
difesa delle forest tropicali.
20/11/07: Buone notizie per i bonobo dalla RD del Congo: hanno la loro prima
zona protetta ed è una zona enorme; dal New York Times: “Congo has announced the establishment of a
rain-forest preserve intended to shield the bonobo, one of human beings' two
closest ape relations, from wildlife poachers and deforestation. The
Sankuru Nature Reserve -- at 11,803 square miles, it is larger than the
state of Massachusetts -- is being created through a partnership involving
American and Congolese conservation groups and government agencies”. Da Bonobo Initiative: “Larger than the state of Massachusetts, the new Sankuru Reserve encompasses 11,803 square
miles (30,570 km2) of tropical rainforest, making it the largest contiguous
protected area for great apes in the world.”
26/10/07: L’IUCN informa (Extinction threat
growing for mankind’s closest living relatives ) che è stato pubblicato in questi giorni il
rapporto, che illustra la situazione aggiornata dei
primati a rischio di estinzione: “Mankind’s closest living relatives – the world’s apes, monkeys, lemurs
and other primates – are under unprecedented threat from destruction of
tropical forests, illegal wildlife trade and commercial bushmeat hunting,
with 29 percent of all species in danger of going extinct, according to a
new report by the Primate Specialist
Group of IUCN’s Species
Survival Commission (SSC) and the International
Primatological Society (IPS), in collaboration with Conservation International (CI)”. Il rapporto è
Primates
in Peril: 2006-2008 e una sintesi
la si può trovare sempre nel sito dell’IUCN.
Nei
giorni scorsi, il 24 ottobre,
il presidente dell’IUCN Valli Moosa durante un seminario
alla World Bank aveva
lanciato il suo grido di allarme per la scarsa reazione del mondo di fronte
ai problemi del riscaldamento globale, la cui accelerazione ha effetti
drammatici sui clima, sugli ambienti e sulla biodiversità:
Valli Moosa’s urgent
call for action was made before a capacity crowd on the occasion of a
high-level seminar on Climate Change during the World Bank’s Series of
Seminars in Washington D.C. The seminars bring together representatives
from government, the private sector, civil society, academia and the media,
and they traditionally precede the Annual Meetings of the two Bretton
Woods’ institutions.
Four leading
development and climate change practitioners addressed the issue of how low
carbon and climate resilient growth can benefit development, and how public
and private actors can partner to channel resources toward the most
efficient carbon reduction and adaptation projects, and achieve real and
sustainable development results.
Lo scorso 12 settembre l’IUCN aveva pubblicato la Red List del 2007, in cui
purtroppo i primati hanno un peso rilevante, con un evidente aggravamento della
situazione delle antropomorfe, anche per colpa del virus Ebola, oltre che
dell’uomo:
A reassessment of our
closest relatives, the great apes, has revealed a grim picture. The Western
Gorilla (Gorilla gorilla) has moved from Endangered to Critically
Endangered, after the discovery that the main subspecies, the Western
Lowland Gorilla (Gorilla gorilla gorilla), has been decimated by
the commercial bushmeat trade and the Ebola virus. Their population has
declined by more than 60% over the last 20-25 years, with about one third
of the total population found in protected areas killed by the Ebola virus
over the last 15 years.
The Sumatran
Orangutan (Pongo abelii) remains in the Critically Endangered
category and the Bornean Orangutan (Pongo pygmaeus) in the
Endangered category. Both are threatened by habitat loss due to illegal and
legal logging and forest clearance for palm oil plantations. In Borneo, the
area planted with oil palms increased from 2,000 km2 to 27,000 km2 between
1984 and 2003, leaving just 86,000 km2 of habitat available to the species
throughout the island.
5/10/07 - I modelli economici tradizionali che riguardano la presa
di decisione partono dal presupposto che le persone facciano scelte in
maniera razionale, egoistica e massimizzando gli utili. La ricerca empirica
ha però dimostrato che le persone prendono in considerazione gli interessi
altrui e sono sensibili a norme di cooperazione e equità. A tal proposito l`«Ultimatum Game» è
un esperimento classico molto usato dagli economisti sperimentali. Funziona
così: a un soggetto, chiamiamolo A, viene messa a disposizione una somma di
denaro significativa, per esempio pari a diversi mesi di stipendio. Con
quella somma egli deve fare una proposta di suddivisione della somma con un
altro soggetto, chiamiamolo B, e questa seconda persona può accettare la
proposta o rifiutarla. Se la proposta viene rifiutata nessuno dei due
riceverà nulla, mentre se viene accettata, la divisione della somma diventa
effettiva. Se il giocatore B fosse del tutto razionale, egli dovrebbe
accettare qualsiasi proposta di divisione, dato che «poco è comunque meglio
di niente» e invece tutti gli esperimenti condotti mostrano che quando A
offre una somma più bassa del 25 per cento, i soggetti B la rifiutano, con
altissima probabilità. In altre parole B punisce A, anche a costo di
rimetterci lui stesso quando percepisce l`offerta come troppo egoistica. In un articolo
appena pubblicato su Science (Vol 318 pag. 107-109) dal titolo “Chimpanzees Are Rational Maximizers in an Ultimatum Game” di Jensen,
Call, e Tomasello, gli autori mostrano che gli scimpanzé (Pan troglodytes),
i primati viventi filogeneticamente a noi più prossimi, sono invece massimizzatori
estremamente razionali e insensibili a norme di equità in un ultimatum
game in cui c’è cibo in palio. Questi risultati confermano l’ipotesi
che le scelte che tengono in considerazione benefici e svantaggi altrui, e
l’avversione verso vantaggi non equi siano fattori che giocano un ruolo
chiave nell’organizzazione sociale umana ma non in quella degli scimpanzé.
G.S.
Qui
alcuni dei numerosi siti che citano l’articolo o che ne discutono.
12/9/07: L’IUCN pubblica la Red List del 2007, in cui
purtroppo i primati hanno un peso rilevante, con un evidente aggravamento della
situazione delle antropomorfe, anche per colpa del virus Ebola, oltre che
dell’uomo
2/9/07 – Drammatiche notizie dai monti Virunga; dopo la morte
di un ranger, ucciso l'altro ieri probabilmente dai ribelli che si
avvicinavano alla zona del parco dei Virunga appartenente alla RD del
Congo, da ieri tutta la zona è stata occupata dai ribelli; per fortuna, a
parte il furto di materiale di tutti i tipi, i ranger sono riusciti a
scappare con le loro famiglie; almeno così riferisce il
blog dei guardiaparco. Nessuno quindi protegge i gorilla del parco
dalle minacce che vengono sia dai ribelli che da qualche migliaio di
persone che stanno attraversando i confini con l'Uganda o il Ruanda proprio
in quella zona. .
2/9/07 – Un articolo sul sito Rainforest Portal (“Action
Alert: Protest Destruction of Colombian Rainforests and Livelihoods to Feed
Automobiles”) illustra nei suoi diversi aspetti un processo che sta
avanzando minacciando le foreste tropicali: come se non bastassero,
in Sudamerica e nel sudest asiatico le coltivazione della palma per ottenere
oli vegetali a buon prezzo da inserire nella formula di migliaia di
prodotti spesso non alimentari, sta ora avanzando la distruzione delle
foreste per la coltivazione di piante che servono esclusivamente per dar da
mangiare … alle automobili di chi le possiede … Questo dirottamento di
risorse alimentari che potrebbero servire per l’alimentazione umana non è
una novità, dato che è già comunque molto elevata la quota di vegetali
destinata all’alimentazione animale (che interessa soprattutto i paesi economicamente
sviluppati, nei quali è abbondante la richiesta di cibo di origine
animale). Se già questo dirottamento creava problemi bioetica, ancora più
angosciante risulta il destinare risorse che potrebbero contribuire al
miglioramento dell’alimentazione umana per garantire il funzionamento delle
automobili nei paesi in cui sono diffuse e per le persone che in questi
paesi se le possono permettere. Sembra non sia nemmeno difficile stimare il
numero di persone che ne traggono vantaggio sui 6.5 miliardi di esseri
umani: le automobili dovrebbero essere circa 800.000. Ecco un interessante
argomento di discussione per la bioetica ...
E’ evidente come questa situazione crei un problema
bioetico davvero serio ma di tipo un po’ diverso da quelli che si ama
dibattere finora, legati soprattutto a problemi individuali di vita/morte.
In questo caso si tratta di scegliere fra una vita umana e la possibilità
di movimento autonomo di uno dei fortunati 800.000 automobilisti …
Oltre a questo dilemma bioetico sconcertante ci
sono altri dilemmi bioetici a cui siamo un po’ più abituati, l’articolo
dimostra come lo sviluppo delle coltivazioni di vegetali utili per la
produzione di biofuel avvenga in situazioni di violenza tali da portare
alla confisca di terre, all’uccisione dei proprietari delle terre, e tutto
in una situazione incontrollata di illegalità a volte gestita anche con
la connivenza di organismi statali se non dello stesso esercito.
Nel sito indicato è possibile inviare
facilmente una mail di protesta agli organismi governativi colombiani
interessati. Finora sono state mandate già 61000 email a 142 destinatari:
Please write to the Colombian government and ask them to protect the
rights of indigenous, Afro-Colombian and peasant communities affected by
large-scale monoculture plantations, to stop further deforestation for oil
palm plantations, impose a moratorium on further palm oil expansion and on
the country’s biofuel programme, which is a major cause of monoculture
expansion, and to protect the land rights, the food sovereignty and the
environment on which local communities depend. This email alert is
supported by the Inter-Church Commission for Justice and Peace (Comisión
Intereclesial de Justicia y Paz) in Colombia, a human rights organisation
which has been actively supporting local communities in Curvaradó and
Jiguamiandó.
30/8/07 [da Pikaia]:
La rivista Nature Genetics presenta, sul
fascicolo appena pubblicato, un interessante articolo di Ralph
Haygood, Olivier Fedrigo, Brian Hanson, Ken-Daigoro Yokoyama
e Gregory A Wray dal titolo "Promoter regions
of many neural- and nutrition-related genes have experienced positive
selection during human evolution". In particolare, Haygood e colleghi hanno
analizzato la velocità con cui alcuni geni si sono evoluti nell’uomo
rispetto allo scimpanzé comune (Pan troglodytes) ed al macaco (Macaca mulatta). La ricerca di Haygood
si è, in particolare, concentrata sulla velocità con cui si sono evolute le
regioni promotrici di numerosi geni, dove per regioni promotrici si intende
quella parte di un gene che definisce dove, quando e quanto un gene sarà
attivo. Nel complesso, quindi, si può ipotizzare che numerose delle
peculiarità comportamentali, cognitive ed alimentari umane siano dovute a
variazioni nel modo in cui alcuni geni sono stati usati, piuttosto che essere
dovute a nuovi geni originatisi nel nostro genoma.
28/8/07: Sul blog dei rangers del Virunga si spiega (The
War on Charcoal) come la produzione di carbone di origine vegetale
confligga con la sopravvivenza dei gorilla di montagna (ma anche delle
guardie stesse ...)
26/8/07: Sono tutti consultabili gratuitamente gli articoli pubblicati
sull'ultimo numero della rivista Animal
Cognition, interamente dedicato all'analisi delle abilità
cognitive dei primati e concernenti, in particolare, le strategie di
foraggiamento:
A socioecological perspective on
primate cognition, past and present
Copying without rewards:
socially influenced foraging decisions among brown capuchin monkeys
Integrating information about
location and value of resources by white-faced saki monkeys ( Pithecia
pithecia )
Spider monkey ranging patterns
in Mexican subtropical forest: do travel routes reflect planning?
Route-based travel and shared
routes in sympatric spider and woolly monkeys: cognitive and evolutionary
implications
Mental maps in chacma baboons ( Papio
ursinus ): using inter-group encounters as a natural experiment
Experimental evidence for route
integration and strategic planning in wild capuchin monkeys
What wild primates know about
resources: opening up the black box
25/8/07 - Sul blog dei rangers del Virunga si mostra (Bilali
with her Newborn Son) il primo video del piccolo gorilla di montagna
nato qualche giorno fa nella Munyaga Family.(qui le prime foto: Looking
for the newborn…)
19/8/07 – Nel blog dei guardaparco dei Virunga oggi si racconta dei controlli
che stanno facendo sulla Kiribizi
family, un gruppo di 31 individui con un piccolo orfano in seguito
all’uccisione di una femmina ai primi di giugno.
18/8/07 – Nel sito web del contingente ONU presente nella RDC (MONUC) si
leggeva ieri la notizia (“Missing DR Congo
gorillas 'dead'”) che nel parco dei Virunga sono state trovate
le ossa della femmina di gorilla della Rugendo family che ancora mancava: "Just 20 minutes ago, the guards came back from their
patrol with her remains. Her infant, Ntaribi - born 26 January of last year, has not been found.
But now that the mother has been found, we are sure that the infant is dead
too.". Nessuna speranza quindi di ritrovare vivo anche il
suo piccolo, nato un anno e mezzo fa, per cui sono 6 i gorilla uccisi
nell’ultimo mese e ben 9 nell’ultimo anno, più dell’1% dei gorilla di
montagna esistenti al mondo (sono 700) e più del 2% dei gorilla dei Virunga
(sono 370). La
notizia del ritrovamento delle ossa della femmina si trova, con foto, anche
nel blog
delle guardie del parco in data 16/8, e viene ripresa anche dalla BBC. Oggi
invece nel sito web del MONUC, in francese, si
legge della visita della commissione internazionale: “La mission onusienne en RDC affirme que
son mandat "comprend l'appui aux autorités congolaises dans tous les
domaines et activités contribuant au développement et à la sécurité de la
RDC, surtout la protection des civils dont font partie les gardes du parc
des Virunga, qui payent un lourd tribut à l'insécurité". L’articolo precisa poi qual’è stato il ruolo
delle guardie del parco dei Virunga in difesa dei 370 gorilla :
« Plus d'une
centaine de gardes ont été tués pendant l'exercice de leurs fonctions”
17/8/07 – Un articolo su Cameroon Tribune (Yaoundé) (“Limbe Botanic Garden
to Host Repatriated Gorillas”) ricorda come non si sia ancora conclusa
la vicenda dei Taiping Four, e che sembra ormai certo il loro ritorno in
Camerun, il paese dal quale erano stati sottratti. Attualmente
sono affidati allo zoo di Pretoria: “In 2002, 4 gorillas were smuggled from South Western Cameroon,
through Nigeria to Taiping Zoo in Malaysia and later transferred to the
Pretoria Zoo in South Africa in contravention of regulation laid down by
CITES. The present visit to Cameroon by South African authorities on the
repatriation of the animals is the fruit of long diplomatic and
administrative negotiations between the government of Cameroon and those of
Malaysia and South Africa.”
17/8/07 – Un articolo su The New Straits Times (“Ban on export of long-tailed macaques lifted “) informa che il governo della
Malesia ha interrotto oggi dopo 23 anni il bando all’esportazione
(soprattutto verso la Cina e Taiwan, anche a scopo alimentare) della Macaca
fascicularis; sperano in questo modo di ridurre i conflitti che
l’espansione delle zone urbanizzate sta creando con questi primati molto
diffusi: “Malaysia has lifted the ban on the export of long-tailed
macaques, in an effort to reduce the population of these primates in urban
areas, Natural Resources and Environment Minister Datuk Seri Azmi Khalid
announced today.”
La notizia anche nel sito web di Earth Times
che riporta le parole del ministro per l’ambiente: “Azmi said studies have shown that there are currently 258,406
long-tailed macaques living in urban areas in west Malaysia, while 483,747
live in the wild. He said the government would continue to monitor the
capture and export of the animals, adding that they would remain on the
list of endangered animals. "We want to make sure that long-tailed
monkeys in the wild are not disturbed. We also want to ensure that monkeys
caught in urban areas are not ill-treated in the process of export,"
he said.”
16/8/07 – In una pagina
web dedicata da un’organizzazione
australiana che si occupa di conservazione degli oranghi al ruolo
determinante delle coltivazioni di palma da olio nel portare alla
progressiva rapida scomparsa delle foreste del Borneo, le uniche in cui
vive l’orango del Borneo c’è il link al video e ai testi di un programma
televisivo australiano che a luglio ha presentato ai telespettatori la
drammatica realtà delle coltivazioni che, per ora, hanno sostituito la
foresta equatoriale. Le esperienze fatte con altre foreste tropicali hanno
dimostrato che il terreno non è sufficientemente fertile per garantire le
coltivazioni per molti anni. Pur essendo disponibile (in data
11/7/07) il video,
davvero impressionanti i vasti panorami di area deforestata e le riprese
aeree dei vastissimi campi di palme da olio, è sufficiente la lettura delle
trascrizioni
del video, con le interviste che dimostra come il governo indonesiano conti
molto su queste coltivazioni per diventare già da quest’anno il primo
produttore al mondo di … bio-diesel, cioè di combustibile ottenuto da
vegetali … La Reuters
il 31/7 riportava che “Indonesia is set to
take over from Malaysia as the world's top palm oil producer this year
because of rapid expansion in the last five years”.
Vengono
presentati anche gli effetti sociali, sull’occupazione, delle popolazioni
abituate ad estrarre risorse dai terreni che un tempo consideravano loro e
dove c’erano foreste ormai scomparse.
15/8/07 – Ferragosto fra i gorilla …. anche oggi la webcam 1 dello zoo di Praga segue costantemente il
piccolo gorilla nato il 30/5 e sua madre che lo cura. Nell’archivio dei video
si vede anche l’interesse
dei maschi per il piccolo. Nel sito dei rangers del
Virunga invece oggi si racconta la storia della Rugendo family,
così duramente colpita negli ultimi mesi. Su You Tube si può
vedere un video sulla Rugendo family girato qualche giorno prima,
mentre il video di
Conservation International è qui.
14/8/07 – New scientist
presenta un recente articolo di E.Addessi pubblicato oggi dai Proceedings
of the Royal Society (“Do capuchin monkeys (Cebus apella)
use tokens as symbols?”): “In the absence of
language, the comprehension of symbols is difficult to demonstrate. Tokens
can be considered symbols since they arbitrarily stand for something else
without having any iconic relation to their referent. We assessed whether
capuchin monkeys (Cebus apella) can use tokens as symbols to represent and
combine quantities. Our paradigm involved choices between various
combinations of tokens A and B, worth one and three rewards, respectively.
Pay-off maximization required the assessment of the value of each offer by
(i) estimating token numerousness, (ii) representing what each token stands
for and (iii) making simple computations.”. E’ disponibile anche un video.
12/8/07- Il blog
dei rangers del Parco dei monti Virunga informa che stanno organizzando una
campagna di emergenza in difesa dei gorilla di montagna, grazie alle
iniziative e ai finanziamenti conseguenti all’ultimo massacro. Buone
notizie (di iniziative
internazionali) vengono anche dall’UNESCO, dall’UNEP e
da altre organizzazioni europee o USA che si occupano di gorilla o di
antropomorfe a rischio:
“A group of
experts from UNESCO and the World Conservation Union, IUCN, has been
invited into the Democratic Republic of the Congo to investigate the
slaughter of four mountain gorillas in Virunga National Park last month.
They leave Paris Saturday on a 10 day mission to the central African
country. The execution-style shootings are considered a setback for gorilla
preservation and for conservation of the World Heritage site, which was
placed on the List of World Heritage in Danger in 1994. Two suspects have
been identified as being involved in the killings. One has been arrested
and is assisting the authorities, but the other is still at large. Both
were seen early on July 23 at the scene where the gorillas were shot,
according to the International Gorilla Conservation Program, IGCP”
9/8/07-
Nella versione on line e gratuita di Skeptic (eSkeptic, a cui ci si può
abbonare) si può leggere la reazione critica (“Bonobos, Left &
Right“) di uno dei massimi esperti del comportamento
dei bonobo, Frans de Waal, all’articolo un po’ troppo ideologico di un
giornalista del New Yorker pubblicato il 20/7/07 ("Swingers.
Bonobos are celebrated as
peace-loving, matriarchal, and sexually liberated. Are they?").
8/8/07 – Sta
riprendendo vigore la campagna in difesa del primatologo olandese (ma
attualmente naturalizzato brasiliano) Marc Van Roosmalen,
condannato in Brasile a 14 anni (in primo grado) di carcere (essendo
sessantenne si tratterebbe quasi di ergastolo) per un problema di
aggiornamento dei permessi che aveva per la gestione del suo centro in cui
accoglieva primati abbandonati. Le prime notizie erano arrivate il 22/6/07
su un sito olandese (“Dutch monkey
researcher jailed in Brazil“) e su Primatology.net
il 25/6/07, poi se era parlato il 7/7/07 in un blog,
dove si era fornito l’indirizzo della pagina web del gruppo
di sostegno di Van Roosmalen, dove troviamo una petizione da
inviare in Olanda (era cittadino olandese fino al 1997) e in Brasile e dove
oggi leggiamo la buona notizia che il primatologo è in libertà provvisoria
in attesa del processo d’appello. Sembra un po’ strano che le foreste la
fauna e la flora brasiliana siano minacciate da questo primatologo, con
tutto quello che avviene nelle foreste dell’Amazzonia, un tempo ben più
rigogliose e quindi ben più piene di primati…: “Cynically enough,
Marc van Roosmalen has become a victim of Brasilian legislation aiming at preventing
criminals to take advantage of the richness of the tropical rainforest. Van Roosmalen has been defending the Amazon
ecosystem for years“. Puo’
essere utile ricordare che Time nel 2000 lo aveva perfino eletto come eroe del pianeta, ricordando
il suo contributo alla conoscenza della biodiversità brasiliana (“he and his colleagues have identified seven never
before seen species of primates, a distinct species of peccary (a wild
pig), a lost cousin of the Brazil-nut tree and an anthurium with leaves
bigger than elephant ears.”)
7/8/07
- Drammatiche notizie dal Parco dei Vulcani sui monti Virunga,
localizzato fra la Repubblica Democratica del Congo e l’Uganda, dove vivono
gli ultimi e unici 700 esemplari di Gorilla di montagna. Ben 5 di loro,
appartenenti alla conosciuta Rugendo family (una delle prime
abituate all’uomo) sono stati uccisi per semplice sadismo, probabilmente da
parte di soldati ribelli che fino alla fine dell’anno scorso bivaccavano
nel parco ma che, dopo l’uccisione di due gorilla già ai primi di gennaio,
erano stati invitati a lasciare il parco che non riuscivano o non volevano
proteggere. Molte notizie in diretta (illustrate anche da drammatiche
fotografie dei recupero dei cadaveri, nel sito del blog dei
rangers del parco (ospitato nel sito web di Wildlife Direct). Se ne parla anche (con
un crudo video in cui si intervista anche il primatologo Mittermaier) nel
sito web di Conservation
International. La notizia, giustamente (da almeno un decennio se non da
30 anni non succedeva niente di simile) merita anche un articolo di Newsweek,
addirittura con una. Per fortuna i rangers sono riusciti a recuperare in
tempo due
piccoli a cui era stata uccisa la madre ma che stranamente erano stati
abbandonati, e li hanno affidati al servizio veterinario del parco; uno dei
due è orfano
di una madre uccisa l’8 giugno in questa zona, mentre il secondo, Ndeze, è
rimasto orfano a fine luglio (qui un articolo
con foto sui suoi primi giorni). Comunque anche questi due sono gorilla che
difficilmente si riuscirà a restituire al loro ambiente naturale, per cui è
comunque una perdita che si aggiunge a quelli uccisi.
Questa strage è giunta quasi inaspettata:
in 10 anni di guerra nel Congo erano morti forse 4 milioni di uomini, ma i
gorilla erano stati finora abbastanza rispettati da tutti i contendenti,
tanto è vero che sono passati da 600 a 700 esemplari, anche se pesante è
stato il tributo di vite umane da parte dei guardaparco: ben un centinaio
sono morti per proteggere i gorilla negli ultimi anni. Qui un’intervista a Richard
Leakey su Newsweek. Ora i restanti 5 del gruppo di gorilla stanno
cercando di riorganizzarsi senza il maschio dominante. Qui alcuni video sui gorilla
di montagna.
31/7/07 - Most complete primate gene study
reported (UPI Press)
DENVER,
July 31 (UPI) – “U.S. scientists have completed what's believed the most
comprehensive assessment of gene copy number variations across human and
non-human primate species. Researchers from the University of Colorado
Health Sciences Center and Stanford University said their study provides an
overview of genes and gene families that have undergone major copy number
expansions and contractions during approximately 60 million years of
evolutionary time. To survey the differences in gene copy number among
those species, University of Colorado Professor James Sikela and colleagues
used DNA microarrays containing more than 24,000 human genes to perform
comparative genomic hybridization experiments. They compared DNA samples
from humans with those of nine other primate species: chimpanzee, gorilla,
bonobo, orangutan, gibbon, macaque, baboon, marmoset, and lemur. That
allowed them to identify specific genes and gene families that, through
evolutionary time, have undergone lineage-specific copy number gains and
losses”.
25/07/2007 - Sono nove lemuri (Lemur catta) i nuovi arrivati al Bioparco
di Roma: 5 femmine, 2 maschi e 2 piccoli. Questi lemuri sono nati in
cattività e sono stati donati al Bioparco di Roma dallo zoo di Ostrava,
nella Repubblica Ceca. Il Bioparco ha creato un'area speciale per i nuovi
arrivati, che vanno a fare compagnia a Bodge e Alfredo, i due lemuri macaco
già ospitati nella struttura romana. Per loro è stata predisposta una nuova
area di 600 metri quadrati. In adesione alla campagna internazionale di
conservazione e sensibilizzazione contro l'estinzione di questa specie
originaria del Madagascar, promossa da Eaza, associazione europea degli zoo
e acquari, il Bioparco promuoverà la raccolta fondi "1 euro per i
lemuri" durante la Notte Bianca 2007.
20/7/07: Sul New Yorker un lungo articolo sui bonobo ("Swingers.
Bonobos are celebrated as
peace-loving, matriarchal, and sexually liberated. Are they?")
scritto da un giornalista dopo un giro in Africa-
18/7/07: Anche Repubblica racconta dell'esperimento di Sockol
(su PNAS: "Chimpanzee
locomotor energetics and the origin of human bipedalism" con
materiale supplementare)
che ha confrontato il consumo energetico di scimpanzé nelle diverse modalità
di locomozione (bipedismo terricolo e quadrupedismo terricolo) con quello
dell'uomo nella locomozione bipede. Purtroppo non è possibile analizzare,
non potendo farlo con un tapis roulant, il consumo energetico degli
scimpanzé nelle modalità di locomozione utilizzate sugli alberi, per cui
manca come termine di confronto la modalità di locomozione usata dagli
scimpanzé nel loro ambiente naturale. Manca anche un confronto con i
quadrupedi terricoli, che sono le specie animali meglio adattate (ben più della
nostra specie) alla locomozione sul terreno aperto. Il confronto non sembra
quindi esaustivo e sembra nasconda un po' il fatto che la nostra specie
trae comunque altri vantaggi dalla locomozione bipede raggiunta passando
attraverso la brachiazione. Vantaggi forse maggiori rispetto allo stesso
pur importante risparmio energetico.
Che il bipedismo non possa essere di interesse per lo scimpanzé se non in
momenti particolari è dimostrato dal fatto che gli arti più sviluppati sono
quelli superiori, al contrario rispetto all'uomo, che comunque continua a
trarre vantaggio, usandola per altri scopi, dall'ampia mobilità dell'arto
superiore, conseguenza della "precedente" brachiazione. Un altro
recente lavoro su Nature ("Upright
orangutans point way to walking") sull'origine del bipedismo
sosteneva invece l'ipotesi che l'orango già utilizzi il bipedismo come
modalità di locomozione arboricola. Purtroppo la brachiazione non sembra
una modalità di locomozione per la quale sia facile misurare il consumo
energetico. Spesso si va a cercare prima sotto ad un lampione perché
solo li' ci si vede ...
14/7/07: Dalla Cina giungono valutazioni negative sull'effetto, sui primati,
di iniziative di sfruttamento turistico della loro presenza. Un articolo (For Primates, Tourism Can Be Less
Fun Than a Barrel of Monkeys) presenta i motivi per cui dopo 4 anni
l'esperimento di rendere visitabile un gruppo di macache è stato interrotto
11/07/2007: Uscito l’11 giugno 2007, il libro “Faces na Floresta” di Karen
B. Strier racconta 20 anni di ricerche e di sforzi per la conservazione
del Muriqui-do-norte (Brachyteles hypoxanthus), una delle specie più
a rischio di estinzione del Brasile e del mondo. E’ un libro ricco di
immagini, adatto anche a un pubblico di non addetti ai lavori. Il libro è
stato realizzato grazie alla Società per la Conservazione del Muriqui
(Preserve Muriqui) e non sarà venduto ma distribuito gratuitamente a
scuole, università, biblioteche, ONG. Altre istituzioni interessate possono
contattare direttamente la Società Preserve Muriqui - http://www.preservemuriqui.org.br/
11/07/2007: Dal 7 al 9 novembre 2007, presso Peniche in Portogallo si
terrà la I Conferenza Primatologica Iberica che unisce il III
Congresso della Associazione Portoghese di Primatologia (APP) e il VII
Congresso della Società Spagnola di Primatologia (APE). Probabili ospiti
del Congresso saranno T. Matsuzawa, M. Bekoff, J. Call e E. Heymann. Per
maggiori informazioni: http://www.uam.es/otros/ape/
10/7/07: Interessante video,
allegato ad un articolo (“Raising
the level: orangutans use water as a tool“) pubblicato sull’ultimo
numero di Biology Letters; mostra la geniale soluzione adottata da un orango per
ottenere una nocciolina depositata dagli umani sul fondo di uno stretto cilindro
fissato al tavolo. Il video presenta uno dei tanti esperimenti realizzati
da scienziati curiosi di verificare le capacità cognitive nei primati, in
particolare nelle specie a noi più vicine (scimpanzé, gorilla e
orango). Sarebbe interessante creare una pagina web in cui riportare
i link a video di questo tipo, utili per riflettere sui fatti che, grazie
alla curiosità che si manifesta negli scienziati (oltre che nelle
antropomorfe…), hanno portato a rivedere profondamente la valutazione del
concetto di istinto e il suo ruolo in alcune specie filogeneticamente
vicine alla nostra. L’esperimento e il video sono citati anche nel blog
di G.P.Artale.
27/6/07: [Da Pikaia:
“Non
siamo gli unici altruisti!”] Interessante articolo (“Spontaneous
altruism by chimpanzees and young children” = “Altruismo
spontaneo negli scimpanzé e nei bambini”) . Riassunto dal sito: "Debates
about altruism are often based on the assumption that it is
either unique to humans or else the human version differs from that of
other animals in important ways. Thus, only humans are supposed to
act on behalf of others, even toward genetically unrelated individuals,
without personal gain, at a cost to themselves. Studies investigating
such behaviors in nonhuman primates, especially our close relative the
chimpanzee, form an important contribution to this debate. Here we
present experimental evidence that chimpanzees act altruistically toward genetically
unrelated conspecifics. In addition, in two comparative experiments, we
found that both chimpanzees and human infants helped altruistically,
regardless of any expectation of reward, even when some effort was
required, and even when the recipient was an unfamiliar individual all
features previously thought to be unique to humans. The evolutionary roots of human altruism may thus go deeper than
previously thought, reaching as far back as the last common ancestor of
humans and chimpanzees."
26/6/07: Venerdì 29 giugno alle ore 9.30, presso l'Aula Magna del Palazzo
Centrale dell'Università di Parma (via Università, 12) si aprirà il
convegno per il 100 anniversario della nascita di Niko Tinbergen,
considerato uno dei padri fondatori dell'etologia moderna. Il convegno,
organizzato da Pier Francesco Ferrari, ricercatore presso la facoltà di
Medicina e Chirurgia e componente del direttivo dell'API, e da Paola
Palanza, Professore associato della facoltà di Medicina e Chirurgia, si
aprirà con il saluto del Rettore dell'Università di Parma Gino Ferretti.
Seguiranno numerosi e autorevoli interventi di docenti dell'Università di
Parma e di altri prestigiosi Atenei italiani ed europei. Una delle
notizie più curiose raccontate al convegno (oltre agli aneddoti di
D.Mainardi sui suoi primi anni a Parma con Schreiber e il giovane Cavalli
Sforza): anche il fratello di Niko, Jan ha avuto il premio Nobel, ma per
l’economia; sembra sia l’unico caso di 2 premi Nobel in famiglia….- Programma
del convegno
10/6/07: Nuovi strumenti contro la deforestazione. Era evidente come
l’occhio di Google Earth potesse essere non solo uno strumento di
informazione (portando su tutti i monitor la drammatica situazione di alcune
foreste tropicali saccheggiate indiscriminatamente, ma anche di controllo;
lo hanno capito anche in una tribù amazzonica,
che ha stretto un accordo
con Google. Anche su La
Repubblica.
30/5/07: E' nato un piccolo gorilla allo
zoo di Praga. E' spesso ben visibile nelle webcam che controllano
costantemente il gruppo di gorilla. Chi andrà al congresso dell'EFP in
settembre si ricordi di fare un giro allo zoo... Interessanti i numerosi video registrati,
fra cui un esperimento con lo specchio e un parto in sala operatoria
23/5/07:
Cosa succede? Anche gli zoo non sono più sicuri? A Taiwan ieri è scappato un
grosso maschio di orango (video)
e qualche giorno fa a
Rotterdam era scappato un grosso maschio di gorilla (180 kg) che aveva
ripetutamente morsicato una donna ad un braccio e a una mano. Per fortuna
sembra che non ci siano vittime e che si sia riusciti a ricondurre in
gabbia le due antropomorfe senza doverle abbattere.
18/5/07: Su Science una Special
Online Collection, dedicata a The Macaque Genome. Chi
non sognava da tempo di mettersi in camera un poster
sul genoma della Macaca mulatta, recentemente sequenziato
completamente (Science, 1\3/4/07: "
Evolutionary and Biomedical Insights from the Rhesus Macaque Genome")
? ORA si può. Oltre al poster stampabile c'è anche un interactive
poster.
Ci sono
poi anche articoli e altro materiale didattico. Scopo dell'iniziativa
infatti far capire ai giovani anche l'importana dei primati, ai quali siamo
geneticamente ben connessi..., per la medicina: a Research Article and
four Reports, as well as two News stories, detail the biomedical and
evolutionary insights gained from the macaque genome, only the third
primate genome to be completed after human and chimpanzee. Online, an interactive poster enhanced with images, discussions, and
videos explores the significance of the rhesus macaque and its draft genome
sequence to studies of primate biology and evolution. Accompanying the
online feature is an educational resource for high
school biology teachers, which
includes teacher background information, a lesson plan, and student
worksheet. [Note: All articles in the Science rhesus macaque special
section, as well as the interactive poster and teaching resource, are free
to all site visitors.]
c28/3/07: Un’analisi dettagliata dei
momenti di divergenza fra le diverse linee evolutive all’interno dei mammiferi
permette di presentare oggi un quadro più eterogeneo rispetto al passato,
evidenziando soprattutto come l’estinzione dei dinosauri sia successiva al
differenziamento dei vari cladi dei mammiferi, spesso avvenuto fra 100 e 80
milioni di anni fa, e precedente al reale momento in cui i mammiferi hanno
preso il controllo dei diversi ambienti presenti sulla terra. Se ne parla
in un articolo su Nature 446, 507-512 (29 March 2007): “The
delayed rise of present-day mammals”. L’articolo viene commentato su Repubblica(“L'albero
genealogico dei mammiferi. Una lenta evoluzione di oltre 4000 specie”)
7/4/07: LA
SCIMMIA NUDA - Storia naturale dell’Umanità è la nuova mostra
temporanea (del 7 aprile 2007al 6 gennaio 2008) del Museo Tridentino di
Storia Naturale, pensata come un viaggio lungo il cammino evolutivo
dell’uomo, alla luce delle più recenti teorie. Il percorso alterna
manufatti e strumentazioni storiche, reperti antropologici e preistorici,
video, documentazioni fotografiche, exhibit interattivi (prestati dai
più noti musei scientifici o appositamente realizzati per la mostra), e
opere e installazioni d’arte contemporanea, realizzate da grandi nomi
del panorama internazionale. Tra queste “The Human Race Machine” di Nancy
Bruston, per la prima volta in Europa. Non solo la mostra utilizza
diversi mezzi di comunicazione, ma mette così in relazione anche ambiti di
ricerca normalmente distinti, facendo incontrare cultura scientifica e
umanistica: antropologia, archeologia, paleontologia, zoologia, genetica,
filosofia ed arte. La mostra è realizzata in collaborazione con il
Museo Friulano di Storia Naturale di Udine e il Museo Regionale di Scienze
Naturali di Torino (che ospiteranno la mostra nel 2008); è curata da
Claudia Lauro, con la direzione scientifica di Michele Lanzinger. Nel
comitato scientifico: Guido Barbujani, Camperio Ciani, Aldo Fasolo, Giacomo
Giacobini, Giuseppe Leopardi, Giorgio Manzi, Telmo Pievani, Jean-Jacques
Hublin, Frans de Waal, Ian Tattersall, la collaborazione speciale di
Desmond Morris e la partecipazione di Jared Diamond.
27/3/07: Analisi dei tempi di sviluppo, studiati sui denti, di uno dei
primi reperti di Homo sapiens africano nell’articolo “Earliest
evidence of modern human life history in North African early Homo sapiens“ di Tanya M. Smith, Paul
Tafforeau, Donald J. Reid, Rainer Grün, Stephen Eggins, Mohamed Boutakiout,
and Jean-Jacques Hublin pubblicato su PNAS
Recent developmental studies demonstrate that early fossil hominins
possessed shorter growth periods than living humans, implying disparate
life histories. Analyses of incremental features in teeth provide an
accurate means of assessing the age at deat of developing dentitions,
facilitating direct comparisons with fossil and modern humans. It is
currently unknown when and where the prolonged modern human developmental
condition originated. Here, an application of x-ray synchrotron
microtomography reveals that an early Homo sapiens juvenile from Morocco
dated at 160,000 years before present displays an equivalent degree of
tooth development to modern European children at the same age. Crown
formation times in the juvenile's macrodont dentition are higher than
modern human mean values, whereas root development is accelerated relative
to modern humans but is less than living apes and some fossil hominins. The
juvenile from Jebel Irhoud is currently the oldest-known member of Homo
with a developmental pattern (degree of eruption, developmental stage, and
crown formation time) that is more similar to modern H. sapiens than to
earlier members of Homo. This study also underscores the continuing
importance of North Africa for understanding the origins of human anatomical
and behavioral modernity. Corresponding biological and cultural changes may
have appeared relatively late in the course of human evolution.
26/3/07:Su PNAS (Proc. Natl.
Acad. Sci. USA,
10.1073/pnas.0607426104) un articolo abbastanza sconcertante (“Germ-line
chimerism and paternal care in marmosets (Callithrix kuhlii) “ sullo scambio di materiale
genetico in utero in una specie di primati sudamericani in cui è normale la
nascita di gemelli: Qui una discussione sull’articolo
22/3/07: Il 10 maggio a Roma, in occasione della GIORNATA
LINCEA GOLGI si parlerà di primati ai Lincei: “SCIMMIE
UNO (S)COMODO SPECCHIO”, l’iniziativa è organizzata
da Giovanni BERLUCCHI, Lamberto MAFFEI, Alfredo MARGRETH, Elisabetta
VISALBERGHI. Si parlerà di Somiglianze e differenze genetiche nei
primati e loro implicazioni , Evoluzione dell'organizzazione
cerebrale dei primati e le implicazioni a livello comportamentale e
cognitivo, La necessità di sentirci diversi e l'inevitabile
antropomorfizzazione: alcuni casi paradigmatici; Complessità della vita
sociale e cognizione.
Di argomentisimili ma ancora più “audaci” si parla oggi in un articolo su Repubblica
(“L'etica
al tempo degli scimpanzé. Morale eredidata dai primati")che
riprende un articolo del New York Times. Tema è (e scusate se è
poco…) “anche
i primati agiscono in base ad una sorta di "moralità", da cui per
via evolutiva discenderebbe quella umana. Anche per il primatologo Frans de
Waal della Emory University le radici della moralità umana possono essere
rintracciate nei comportamenti delle scimmie. Se è difficile parlare di una vera e
propria moralità nelle azioni dei primati, per de Waal il nostro senso
etico discende direttamente da una serie di comportamenti sociali evolutisi
nel tempo negli animali come conseguenza del vivere in gruppo. Senza questi
"passaggi" precedenti, riscontrabili negli scimpanzè e nelle
scimmie, il nostro senso etico sarebbe inspiegabile, sostiene lo scienziato”. L’articolo del New York
Times ha sviluppato un dibattito che possiamo seguire in alcuni blog: Street
Prophets, Seed
(“Morality and war” ... a proposito dei 4 anni della guerra in Iraq).
19/3/07: Intervista a Frans de Waal in un articolo sul
Washington Post: "Behavior
May Suggest We're Not Only Human" sull'eredità lasciataci dai
primati che tuttora influenza il nostro comportamento.
[da Pikaia] Nel
quadro del ciclo di incontri Pensare il presente delle
scienze. Filosofi e scienziati a confronto(a cura del Gabinetto
Vieusseux, dall’Istituto
Gramsci Toscano, dalla Biblioteca Filosofica e dalla Società Italiana
per lo studio dei rapporti tra Scienza e Letteratura) il 22 marzo, ore
17 (Sala Ferri, Palazzo Strozzi, Firenze) si chiederanno Che cos’è
l’evoluzione?
15/3/07: Da ABC News: " "Bushmeat: Curse of the Monkey's Paw. The
Illicit Trade in Wild Animal Meat Could Spark a Public Health Crisis";
il commercio della carne di primati sta diventando anche un problema negli
Stati Uniti, con sequestro di carni importate illegalmente senza alcun
controllo. Elevati sono infatti i rischi di trasmissione di malattie
infettive (monkeypox, ebola, ecc).
1/3/07:
Venerdì 9 Marzo 2007, alle ore 15:00, presso il Museo Civico di Zoologia,
Via Ulisse Aldovrandi, 18, Roma l'Istituto Italiano di Antropologia e
il Museo Civico di Zoologia presentano la conferenza: "I primati fossili italiani ed il loro contesto nel
quadro del record europeo" di Lorenzo Rook (Università di
Firenze)
23/2/07: Da Pikaia:
Una comunità di scimpanzé residente in Senegal ha dimostrato di fabbricare
e utilizzare strumenti simili a lance nella caccia attiva delle prede
(Galagoni). Questo comportamento riuscirà a farci capire quali erano le
strategie di caccia rudimentali dei nostri progenitori? Gli scimpanzé (Pan
troglodytes) sono in grado di utilizzare strumenti nella caccia attiva di
piccoli mammiferi. La scoperta, pubblicata nell’ultimo numero di Current Biology, è stata
effettuata da Jill Pruetz dell’Iowa State University e Paco Bertolani della
Università di Cambridge su una
popolazione di scimpanzé residente nella zona di Fongoli, nella regione
sud-orientale del Senegal.
22/2/07: Da Pikaia:
Filippo Aureli and Colleen M. Schaffner hanno scritto un articolo su
Biology Letters dal titolo "Aggression
and conflict management at fusion in spider monkeys". Il lavoro
analizza come nella scimmia ragno (Ateles geoffroyi) la coesione del gruppo
venga mantenuta da alcune effusioni affettuose tra i diversi individui. La
scimmia ragno, infatti, costituisce comunità di circa 20-25 individui che
si dividono durante il giorno in sottogruppi per la ricerca del cibo e si
riuniscono la sera per trascorrere la notte (società di tipo fission-fusion).
E' stato segnalato un comportamento molto complesso al momento della
riunione dei diversi gruppi, basato su lunghi e intensi abbracci e
interazioni amichevoli con lo scopo di dimostrare i propri intenti non
ostili.
5/2/07: Buone notizie in diretta dall'Africa nel blog dei rangers
del parco dei Vulcani: stanno riprendendo possesso del parco e stanno
ritrovando le diverse famiglie di gorilla , abituati all'uomo e quinid facile
preda di eventuali bracconieri.
1/2/07: Si è da poco costituito, finanziato dalla
Commissione Europea, l'EUPRIM-NET,
che vede coinvolti e coordinati 8 centri primatologici europei. Ulteriori inforrmazioni
nel loro sito internet: http://www.euprim-net.eu
EUPRIM-Net
(short for European Primate Network) is a EU funded project that networks
eight European primate centres and is aimed at advancing knowledge and
competence in biological and biomedical research, animal keeping and
breeding. The project objectives focus on animal welfare, the
standardisation of procedures and methods, the enhanced availability of
non-human primates and training for those working with primatesA central
database on the project website will soon give researchers an overview of
availability of biological material (tissue, blood, serum, DNA, gamete) of
different primate species at three of the European institutions.
In
aprile si terrà, organizzato proprio da EUPRIM-NET , un primo corso di
aggiornamento per il personale che lavora o intende lavorare con i
primati: “Primate Diversity, Morphology and Natural History”
che si terrà al Deutsches Primaten Zentrum - German Primate Centre a
Göttingen, nei giorni April 16th – 19th 2007
28/1/06: Migliorano le notizie dal parco dei Vulcani. Nel sito del blog specifico sui
gorilla si seguono le iniziative intraprese per evitare l'uccisione dei
gorilla e si vede come si è arrivati (anche attraverso un comunicato
stampa dei ribelli in difesa dei gorilla) all'accordo
del 24/1 che ha fatto uscire i ribelli dal confine del parco, dove erano
entrati nel passato ottobre.
La maggiore rapidità di circolazione oggi delle informazione è dovuta anche
all'installazione di reti informatiche, come quella dei Rangers del Congo
gestita (insieme al citato blog specifico sui
gorilla) da Wildlife Direct.
Certo non siamo abituati a leggere notizie e vedere foto fresche
provenienti dal centro delle foreste africane. Ci si mantiene in questo
modo agggiornati su dove ad esempio i rangers che proteggono la fauna
selvatica sono stati attaccati dalle truppe ribelli il 16 dicembre.
Si conoscono anche le buone notizie (i successi del 15 dicembre
contro i bracconieri che hanno ucciso 15 dei 400
ippopotami recentemente scomparsi all'interno del Parco). Si vedono
anche foto
dei macabri trofei lasciati a monito lungo le strade. Interessante anche la
possibilità di interazione, che permette di far sentire a questi rangers
l'interesse del mondo sul loro pericoloso ma importante lavoro in difesa di
una specie seriamente a rischio di estinzione nonostante la sua importamza.
23/1/07: Su PNAS un articolo ("New Paleocene
skeletons and the relationship of plesiadapiforms to crown-clade primates"
by Jonathan I. Bloch,, Mary T.Silcox, Doug M. Boyer, and Eric J. Sargis) )
presenta un'analisi filogenetica dei Plesiadapiformi, un gruppo con
caratteristiche piuttosto originali ma che a causa dell'adattamento
all'ambiente arboricolo vengono tuttora localizzati all'inizio della storia
evolutiva dei Primati
19/1/07: Brutte notizie riguardo ai gorilla del Virunga National Park, sul
confine fra RDC e Uganda. E' giunta la notizia che due silverback sono
stati macellati a scopo alimentare dai ribelli Mai Mai che agiscono nella
zona.: "Mountain
Gorillas Eaten by Congolese Rebels" (foto).
Il primo è stato ucciso il 9/1, mentre il secondo (Mikunga, quello di cui
si sono le foto anche da vivo sul blog specifico sui
gorilla) è stato ucciso l'11/1.
16/1/07: Filmato di Marco Visalberghi sui primati allevati a Cayo Santiago
(su Arcoiris)
11/1/07: - Calci (Pisa) 16/18
maggio 2007: 18' Congresso API. Seconda Circolare -
deadline per i riassunti: 28 Febbraio 2007.
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