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APINN N.54 -- Gennaio 2007 - Dicembre 2008

·  si è concluso, in maggio, l'UNDICESIMO anno di APINN ... - qui ci sono i 53 FILE PRECEDENTI


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webcam dello zoo di Praga sul piccolo di Gorilla nato il 30/5/07

 


14/11/08: Iniziativa di Greenpeace in Malesia, allo scopo di far conoscere chi sta deforestando l’isola del Borneo (Kalimantan). Alcuni attivisti di Greenpeace hanno ostacolato la partenza di una nave che trasportava olio di palma verso l’Olanda. L’olio di palmna proviene dalle piantagioni di palma da olio che hanno sostituito la foresta tropicale. Come si racconta nell’articolo (“Olio di palma imbroglione”), gran parte dell’olio vegetale utilizzato nell’industria alimentare, dolciaria e cosmetica è costituita dall’olio di palma, ormai al 21%. Greenpeace contesta lo scarso controllo per i nuovi certificati che dovrebber5o garantire i consumatori che (si spera) in Euriopa controlleranno i prodotti che consumano.


13/11/08: Drammatiche le notizie che giungono oggi dal Nord Kivu, nella RD del Congo; sia per quanto riguarda gli umani che per quanto riguarda il gruppo di 200 gorilla di montagna (su 700, gli ultimi oggi esistenti) del Parco dei Vulcani, dopo la cacciata dei ranger che li proteggevano.

Ormai dal settembre 2007 il parco è zona di guerra, in gran parte sotto controllo dei ribelli e già 10 gorilla sono stati uccisi. I ranger erano riusciti a fare il loro lavoro anche se con difficoltà (negli ul.timji 10 anni ben 150 rangers sono stati uccisi) fino a un mese fa. Se i gorilla non sono un obiettivo particolare, lo sono comunque insieme agli altri mammiferi della foresta in quanto possibile fonte di cibo (40 elefanti del parco sono stati uccisi solo quest’anno).

Triste leggere nelle mail di solidarietà allegate alla pagina web che l’auspicio più ricorrente sia che avvenga un “miracolo”. D’altronde l’articolo evidenzia come i ribelli stiano avanzando verso Goma, dove già si erano rifugiate 200.000 persone in fuga.
Inutile ricordare che la zona è ricca di risorse minerarie venfute poi in Europa, come ha ben documentato un documentario di Report del giugno scorso (video della puntata). I miracoli quindi dovranno avvenire in Europa … e al più presto.


30/10/08: A fine gennaio si chiuderanno le iscrizioni per la Leipzig School of Human Origins organizzata in collaborazione con il Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology; per informazioni rivolgersi al sito web della scuola. Davvero impressionante un sito web (Evidence) organizzato dall’Exploratorium di S.Francisco in collaborazione con il Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia grazie ad alcuni sponsor.
Il sito web si propone di spiegare cos’è la scienza e quali sono i metodi utilizzati dagli scienziati, cercando di far capire “come si è scoperto quel che conosciamo” (“
For most of us, science arrives in our lives packaged neatly as fact. But how did it get that way? How do we know what we know?”). E per raggiungere questi obiettivi il sito utilizza (ci sono parti di testo, interviste ai ricercatori e video) i programmi di ricerca sviluppati a Lispsia sui primati e sull’evoluzione umana, cioè proprio su temi di ricerca e su risultati recenti a volte anche sconcertanti, che qualcuno prova ad ignorare, a contestare o negare senza nemmeno conoscere i fatti. Il sito web accompagna il visitatore attraverso i fatti che pemettono di capire l’importanza fondamentale del lavoro di ricerca che ha permesso di ricostruire la storia evolutiva della nostra specie, realizzatasi all’interno dell’ordine dei primati. Purtroppo una buona conoscenza dell’inglese è un necessario prerequisito. Anche questo sito richiederebbe una traduzione … e per fortuna esiste, ma è in spagnolo.  


28/10/08: Su Anthrocom si citano alcuni recenti articoli (es: “Alarming decline of West African chimpanzees in Côte d'Ivoire” su Current Bology) che riferiscono del drammatico calo degli scimpanzé nell’Africa Occidentale (il Pan troglodytes verus) e in particolare in Costa d’Avorio: “Pericolo di estinzione per lo scimpanzè dell'Africa Occidentale”; una riduzione del 90% rispetto a 18 anni fa è chiaramente una catastrofe e si capisce bene che le prospettive sono l’estinzione di questa sottospecie di Pan. ” I pochi scimpanzè rimasti sono sparsi in nuclei separati tra loro. L'unica popolazione di una certa consistenza si trova nel Taï National Park. Probabilmente, la causa del declino in questo paese è imputabile all'aumento della popolazione umana, che negli ultimi 18 anni, infatti, è cresciuta di circa il 50%”.


17/10/08: In Italia i giornali non ne hanno parlato, ma sembra che al vertice di Bruxelles sull’ambiente i ministri dell’Unione Europea si siano resi conto della necessità di fermare i danni creati al mondo anche da molte imprese europee; è il dramma della deforestazione, che aggrava contemporaneamente sia i problemi dell’anidride carbonica che quelli della biodiversità, massima proprio in questi ambienti. Lo racconta una notizia di agenzia della Reuters (“EU steps up battle to halt deforestation by 2030”): “Speaking at a news conference on Friday, EU Environment Commissioner Stavros Dimas said he wanted to reduce gross tropical deforestation by at least 50 percent by 2020 and halt global forest cover loss by 2030 at the latest. "We are not going to have effective tackling of global warming if we do not take care of this type of activity," he said. "Without stopping deforestation, the biodiversity loss will continue ... in 10 square kilometers' of tropical rainforest, there are more species than in the entire EU". Niente di nuovo per ora, ma almeno ora si è preso coscienza del problema.
[Si attende ora la reazione di chi pensa invece che le foreste tropicali stiano benissimo ed anzi siano eccessive e stiano crescendo….]


13/10/08: Una gorilla di tre anni dello zoo di Omaha è morta al Nebraska Medical Center, dove era stata trasportata per un trauma cranico conseguente ad un improvviso attacco da parte di suo padre, un silverback di13 anni. Lo racconta questo articolo: “Gorilla attacks, kills another gorilla at Omaha zoox”.  Poichè la madre Timu (il primo gorilla nato per inseminazione artificiale) se ne disinteressava, la giovane Baina era stata allevata prima dal personale dello zoo e poi dalla nonna.


12/10/08: La situazione è sempre grave nella zona del parco dei Vulcani, ormai abbandonato dai guardaparco che difendevano i gorilla: Rebels attack Rumangabo  - Rebels retreat from Rumangabo - Thousands displaced in recent fighting

 


9/10/08: Per chi avrebbe avuto piacere di assistere al salvataggio degli orsi bianchi (che forse non erano in pericolo e se lo fossero stati non sarebbe stato per colpa dell’uomo…) c’è l’occasione di vedere le fotografie del salvataggio di un gorilla che era sicuramente in pericolo di vita, ferito da una trappola [messa dall’uomo] per catturare animali selvatici protetti. Sì, nella RD del Congo ci sono anche i gorilla doctors, oltre a chi non ama le grandi scimmie. Qui un intervento simile di pochi giorni fa, il 1/10/08. Probabilmente gli ultimi …
Dove vivono questi gorilla? Nel Parco dei monti Virunga. Chi li protegge? I rangers del parco Virunga. E chi protegge i rangers? Non si sa. Il governo spagnolo?
Queste sono le notizie di oggi (“Congo rebel attack threatens gorilla park rangers”): “KINSHASA, Oct 8 (Reuters) - Congolese wildlife guards prepared to evacuate from Africa's oldest national park on Wednesday as Tutsi rebels advanced on a ranger station protecting rare mountain gorillas, park officials said”.


8/10/08: In questi giorni, fino al 14/10, è ancora in corso a Barcellona il World Conservation Congress dellIUCN, già citato in data 6/10. In quella data era stata riferita come una buona notizia il fatto che molte licenze di sfruttamento forestale concesse a ditte europee erano state annullate dal governo della DR del Congo. Un’iniziativa sicuramente anche a difesa delle grandi scimmie (gorilla e scimpanzé) che vivono solo in queste zone.
Molto interessente anche un’altra [piccola, per ora, ma crescerà] buona notizia, recente e che riguarda sempre quel paese, dove ai confini con il Ruanda è in atto un conflitto armato con forze ribelli che - come vedremo - sanno bene come finanziarsi.
Sul sito web dei rangers che cercano di garantire, a rischio della vita, la sopravvivenza dei gorilla che vivono in queste zone, si illustrano (“
Conflict Coltan and Cassiterite”) fatti terribili ma poco noti altrove e facilmente dimenticati (in Italia ne aveva comunque parlato una puntata di Reporter).
Non è il caso di riportare qui lunghi testi in inglese, basta l’inizio, sufficiente a far drizzare le antenne e a stimolare la lettura del resto dell’articolo: “
If you have a cell phone, DVD player or use a computer then chances are that some part of these devices are made of  Coltan. Coltan and Cassiterite are minerals found mainly in the Congo where it’s exploitation has been linked to the deadly conflicts and human abuses”.
La buona notizia è che “
U.S. Senators Sam Brownback (R-KS) and Dick Durbin (D-IL) have introduced the Conflict Coltan and Cassiterite Act, legislation which would require certification of minerals imported from the Democratic Republic of Congo”.
Come risulta evidente, un maggiore interesse per la difesa delle specie e degli ambienti a rischio è necessario per impedire quel “rovinoso sfruttamento del pianeta” di cui era preoccupato anche il Papa un anno fa, il 23/9/07. Che in questo caso si possa parlare di “rovinoso sfruttamento” l’articolo lo dimostra chiaramente, come dimostra il ruolo fondamentale di iniziative in difesa delle specie animali e del loro ambiente se continua l’indifferenza davanti al fatto che “every day in Congo, 1,500 people die as a direct or indirect result of the conflict over the mining of minerals like cassiterite and coltan; to date, the conflict has displaced more than 1.3 million Congolese and has resulted in over 5.4 million deaths”.


28/6/08:  Nei gg. 7, 8, e 9 luglio 2008, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Cassino si terrà la Scuola Estiva di Alta Formazione in Filosofia ed Etologia Umana. La scuola si propone come centro di divulgazione dei saperi inerenti all’etologia umana, alle scienze del comportamento, a problemi di filosofia della biologia, e promuove progetti di ricerca, iniziative di tutela e monitoraggio della fauna, e momenti di confronto tra studiosi di diversa provenienza disciplinare, incentrati sulle implicazioni teoriche ed etiche della prospettiva etologica.

Il corso estivo annuale è indirizzato prevalentemente a giovani studiosi universitari (laureandi, dottorandi, fruitori di corsi di post-dottorato, borsisti, assegnisti), ma aperto a chiunque sia interessato.

Le iscrizioni al corso, gratuite, si chiuderanno il 30 giugno, ma se vi fossero studenti, dottorandi, borsisti o colleghi interessati a seguire l'edizione 2008, possono contattare l’organizzatore, Marco Celentano (Phone number: +39 081425200, E-mail: marcelen [at] unina.it anche dopo quella data o, semplicemente, andare a Cassino nei giorni dell'iniziativa. Programma (oratori: Celentano, Buratti, Vitale, Mainardi) - Informazioni.


27/6/08: E’ stato realizzato dal National Geographic un documentario (Gorilla massacre) sull’uccisione di ben 4 gorilla di montagna nel parco dei Virunga l’anno scorso, il 22 luglio. Le immagini sono abbastanza angoscianti. Il materiale documentario è comunque costituito prevalentemente da fotografie.  Qui altri video su gorilla  e scimpanzè recuperabili in internet (YouTube):

Chimpanzees in Cameroun

Chimpanzee Diary: New Born Babies

Chimp hunts with a spear

Chimpanzees of Mahale Mountains

Baby chimpanzee 
Chimpanzees beat humans  

Kanzi with lexigram

Babies Gorilla and Human Babies Playing

Bonobos

Chimpanzees: An Unnatural History

4 Gorilla killed in Virunga Park

Africa's endangered mountain gorillas -  2 - 3

Saving the Mountain Gorillas

Helping the world by preserving biodiversity

Help STOP the Mountain Gorilla Massacre

Pygmies and Gorillas at War

Gorilla trekking

Mountain Gorilla Veterinary Project

Gorilla Trekking in Bwindi

Rendez-Vous With Wild Gorillas of Uganda

Rwanda Gorilla Tracking

Ways to Save Mountain Gorillas

Apes that write, start fires and play


26/6/08: Un mese fa, il 25/5/0, Report (video della puntata) aveva raccontato della situazione nelle foreste del parco dei Virunga in cui vivono gorilla, dove si estrae anche il coltan, un minerale necessario per l’industria elettronica; anche il commercio di legname tropicale o la produzione di olio di palma (in Indonesia) sta distruggendo gli unici ambienti in cui vivono le antropomorfe; finora i governi europei avevano fatto poco per sembrare più intelligenti e più informati dei loro cittadini, che non possono verificare personalmente i rischi che corrono gli ultimi gorilla di montagna, che devono sopravvivere fra eserciti in guerra nel loro territorio.
E’ possibile che quando il governo spagnolo metterà in atto le proposte del Parlamento, anche negli altri paesi europei si possano affrontare i problemi che riguardano la sopravvivenza e il benessere di questi primati, a cominciare appunto dai problemi di gestione degli scimpanzè (soprattutto loro) che vengono sequestrati a privati che li detenevano illegalmente ma che non vengono poi costretti a contribuire al loro mantenimento nelle strutture che sono costrette a gestirli dopo il sequestro.
E’ chiaramente un atteggiamento che non considera che la gestione di questi primati è estremamente complessa e costosa, proprio per le esigenze di queste specie dotate di grande intelligenza.


26/6/08: E’ stata approvato ieri dal Parlamento spagnolo (commissione ambiente) un documento che invita il governo a svolgere iniziative a favore delle scimmie antropomorfe; si è arrivati a questo punto grazie alla pressione del Proyecto Gran Simio” (PGS), e si chiede una legge che garantirebbe alle antropomorfe alcuni diritti essenziali (alla vita, alla libertà, alla non sofferenza, aa difesa dell'habitat in cui vivono). Ne parla El Pais (¡Qué mona soy!) e alcune info si possono trovare nel sito del PGS come ad esempio si fa notare (a chi insiste a presentare il problema in modo assolutamente distorto) che "Proyecto Gran Simio NO pretende que se considere a chimpancés, gorilas, orangutanes y bonobos como HUMANOS, que NO son, si no como HOMÍNIDOS que SI son."


24/6/08: Dal 10 al 13 settembre si terrà a Crans-Montana (Svizzera) il secondo simposio sul dialogo della conoscenza mondiale (World Knowledge Dialogue Symposium).
Con il titolo "Towards a modern humanism" ("Verso un umanesimo moderno"), saranno discussi due temi interdisciplinari fondamentali:
- la conoscenza attraverso la rete collettiva e l'intelligenza umana individuale: convergenze e divergenze;
- comportamento collaborativo, altruismo e conflitto: dal comportamento animale all'economia e alla prevenzione della violenza.
Tra gli ospiti invitati illustri ricercatori come il filosofo Pierre Lèvy (Università di Ottawa, Canada), la sociologa Karen Cook (Stanford University, USA), il primatologo Frans de Waal (Emory University, USA), l'astronomo Hubert Reeves (Università di Montreal, Canada), l'ecologista Raghavendra Gadagkar (Institute of Science, Bangalore), l'informatico Wendy Hall (Università di Southampton, UK), il teorico dei sistemi Joel de Rosnay (Biotics International), la biologa evoluzionista Christiane Nusslein-Volhard (Max Planck Society, Germania) e il genetista Sir John Sulston (Università di Manchester, UK).


16/6/08: Intervista a Jane Goodall sul Los Angeles Times, dove racconta quel che farà nei prossimi anni in difesa dei primati ma soprattutto delle foreste e dell’ambiente


12/6/08: Lemurs are key to health of Madagascar's rainforests, dal sito MADAGASCAR


11/6/08: E' appena uscito su PLoSONE un articolo di diversi ricercatori italiani (Addessi, Mancini, Crescimbene, Padoa-Schioppa, Visalberghi) sulla rappresentazione simbolica nei cebi dai cornetti. Dagli esperimenti è emerso che i cebi riescono ad usare oggetti diversi per rappresentare qualcos’altro, in questo caso cibi diversi. Non solo, quando hanno dovuto scegliere fra oggetti (che rappresentavano 2 cibi diversi, uno più preferito e l’altro meno preferito) presentati in quantità diverse, i cebi hanno scelto il cibo meno preferito quando questo era presentato in quantità maggiori rispetto al cibo favorito. La differenza nella capacità di rappresentazione simbolica fra primati umani e non, appare ora meno ampia di come alcuni studiosi ritenevano. G.S.

È possibile scaricare l’articolo completo al seguente link:
http://www.plosone.org/article/info:doi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0002414
PER INFORMAZIONI ULTERIORI CONTATTATE:
elsa.addessi@istc.cnr.it

La notizia è già ripresa da una serie di altre riviste, ecco i link:
http://www.sciencenews.org/
http://www.sciencenews.org/view/generic/id/33064/description/Symbolic_snacks
http://www.nature.com/news/2008/080610/full/news.2008.882.html
http://www.eurekalert.org/pub_releases/2008-06/plos-tsm060908.php.


10/6/08: Sembra che molti ignorino gli effetti della nostra specie sull’ambiente, effetti che stanno influenzando proprio uno dei temi oggi più interessanti e non solo per i biologi, quello dell’evoluzione dei viventi. Molte delle idee che circolano sugli effetti della nostra specie sull’evoluzione cercano di minimizzarne l’effetto. C’è addirittura qualcuno che aprioristicamente nega che la nostra specie possa danneggiare l’ambiente. Purtroppo oggi bisogna davvero tenere gli occhi chiusi per non vedere come il panorama in alcune zone del mondo si stia alterando in modo drammatico e ad una velocità incredibile. Panorama non significa ovviamente PAESAGGIO, ma riguarda i processi vitali che avvengono sul terreno.
E’ appena stato pubblicato dall’UNEP un volume (“
Africa: Atlas of Our Changing Environment“) che confronta foto da satellite fatte sull’AFRICA dal 1970 al 2007; e le differenze sono impressionanti, tanto che nel sottotitolo si legge : “Environmental Change Re-Draws Atlas of Africa.

C’è da comperare il volume per vedere le foto? Certo oggi non è necessario spendere i 150$: c’è infatti un sito web che permette di vedere gratuitamente le foto. 

Che cosa si può vedere? Ci sono stati cambiamenti dell’ambiente? Ci sono danni? Quali tipi di danni? Sono danni riparabili? La situazione sta migliorando o peggiorando? Sono domande che possono avere una risposta, almeno per quanto riguarda l’evoluzione negli ultimi 15 anni. Nella presentazione del volume nel sito dell’UNEP possiamo leggere alcune delle riflessioni proposte all’umanità::
Loss of forest is a major concern in 35 countries, including the Democratic Republic of the Congo, Malawi, Nigeria and Rwanda, among others. This is closely followed by biodiversity loss, which is occurring in 34 countries such as Angola, Ethiopia, Gabon and Mali.

Land degradation, similarly, is a major worry for 32 countries in Africa including Cameroon, Eritrea and Ghana. Other problems include desertification, in Burkina Faso, Chad, Kenya and Niger among others, as well as water stress, rising pollution and coping with rapid urbanization”.

Africa is losing more than four million hectares of forest every year, twice the world's average deforestation rate, says the Atlas. Meanwhile, some areas across the continent are said to be losing over 50 metric tonnes of soil per hectare per year.

The Atlas also shows that erosion and chemical and physical damage have degraded about 65 per cent of the continent's farmlands. In addition, slash and burn agriculture, coupled with the high occurrence of lightning across Africa, is thought to be responsible for wild fires.

Over 300 million people on the continent already face water scarcity, and areas experiencing water shortages in Sub-Saharan Africa are expected to increase by almost a third by 2050

Africa: Atlas of Our Changing Environment [acquisto] contains 316 satellite images taken in 104 locations in every country in Africa, along with 151 maps and 319 ground photographs and a series of graphs illustrating the environmental challenges faced by the continent.

Si può dire che l’uomo sta distruggendo l’unico pianeta che abbiamo? Che è “il cancro del pianeta”? Prima di rispondere sarebbe necessario almeno guardare queste immagini …

Certo l’Africa è un continente da decenni ai limiti della sopravvivenza, nonostante i continui tentativi per rianimarlo, ma c’è un aspetto preoccupante di fronte alla immagini che si vedono: le sue foreste permettono a centinaia di specie di primati di sopravvivere.

Vederne la continua e rapida scomparsa non può che essere angosciante, soprattutto per i primatologi. Teniamo anche presente che solo in alcune foreste africane vivono gorilla e scimpanzé, le specie che condividono con la nostra un antenato comune molto vicino, probabilmente separato solo da 6 milioni di anni di evoluzione indipendente. Molto poco.

Materiale indispensabile per capire dove stia andando il mondo, o almeno l’Africa, è disponibile per chi davvero vuole anche capire meglio gli importanti processi evolutivi che avvengono in questo continente:

[volume in PDF] [immagini] [Powerpoints e posters] [interattivo su Google Earth]

L’UNEP ha recentemente pubblicato molti altri volumi con immagini satellitari che dimostrano le recenti modificazioni dell’economia, della demografia, della geologia, della fauna e della flora, come ad esempio:

·         One Planet Many People”: “concern as to how human activities impact the Earth has led to documentation and quantification of environmental changes taking place on land, in the water, and in the air.” [volume in PDF] [acquisto] [volume in PDF] [immagini] [Powerpoints] [posters] [interattivo su GE]

·         Africa's Lakes”: this publication illustrates how humans have altered their surroundings and continue to make observable and measurable changes to Africa's lakes and their environment”. [volume in PDF] [acquisto] [immagini] [interattivo su GE] [Powerpoints] [posters]


9/6/08: Scimpanzé infettati da virus di origine umana? Se ne parlerà presto sull’American Journal of Primatology grazie ad una ricerca (“Researchers Find Human Virus in Chimpanzees“) svolta nel centro di ricerca di Mahale. Della scoperta si parla anche su Galileo, dove però si sottolineano i possibili rischi per l’uomo


2/6/08: Ritrovata dopo 10 giorni la primatologa tedesca scomparsa nella RD del Congo.


29/5/08: Da un laboratorio di bioingegneria USA arrivano impressionanti video di una Macaca mulatta che si ciba usando un braccio meccanico motorizzato connesso direttamente con l’area motoria della sua corteccia cerebrale. Articolo su Nature: “Cortical control of a prosthetic arm for self-feeding”. Articolo sul New York Times. Altri video e pubblicazioni al MotorLab dell’Università di Pittsburgh 


27/5/08: Dispersa nella foresta una studentessa che studia i bonobo nel Lui Kotal research camp in the Salonga National Park (Google Map); appartiene ad un gruppo di ricerca del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology e sembra sia tedesca,


 

20/5/08: Sull’ultimo numero dell’autorevole rivista Behavioral and Brain Science una discussione interessante sull’articolo (interessante anche lui, qui in un preprint free) “Darwin's mistake: Explaining the discontinuity between human and nonhuman minds“ di Derek C. Penn, Keith J. Holyoak and Daniel J. Povinelli. Alla fine dei commenti, la risposta degli autori: “Darwin's triumph: Explaining the uniqueness of the human mind without a deus ex machina”.
Gli articoli sono commentati nel blog di John Wilkins, dove si cita Fodor, per cui –anche se già il titolo iniziale è provocatorio - fra poco è probabile che leggeremo qualche titolo antidarwiniano sul Corriere della Sera … La discussione comunque continuerà anche sul web e nei blog.


19/5/08: Nel sito del NPR un lungo articolo (“The Chimp that Learned Sign Language“) sul libro appena uscito su Nim Chimpsky, uno dei primi scimpanzé addestrato alla comunicazione con l’uomo. C’è anche un breve video a colori.


12/5/08: Organizzata dall’Istitituto Italiano di Antropologia, conferenza del dott. Thomas Geissmann sui gibboni in Cina; si terrà presso il Museo Civico di Zoologia di Roma il 22 Maggio alle 18.30. Alla fine di una ricerca svolta da Thomas Geissman nelle foreste dello Yunnan, nel sud della Cina ai confini con il Myanmar, giunge la notizia (“White-handed gibbons extinct in China “) che è scomparsa una sottospecie di primati, il Gibbone dalle mani bianche cinese (Hylobates lar yunnanensis, Yunnan white-handed gibbon); le sue ultime tracce risalgono al 1992. Per ulteriori informazioni sui gibboni, che in inglese vengono chiamati Lesser Apes (in quanto simili alle antropomorfe ma di piccole dimensioni): Gibbon Conservation Alliance.


7/5/08: Sul NYTimes Frans de Waal risponde ad alcune domande sul comportamento dei primati: 


1/5/08: Si inaugura allo zoo di Edinburgo una nuova struttura di presentazione al pubblico degli scimpanzé, chiamata "Budongo trail" per richiamare un sito in Uganda in cui vivono e si studiano gli scimpanzé. E' una delle strutture più moderne e ampie (possiede la struttura artificiale di arrampicamento più alta al mondo per gli scimpanzé). Articolo su l'Independent.


2/4/08: Quante volte abbiamo visto scimpanzé rappresentati nelle pubblicità in maniera caricaturale e poco dignitosa? Quale è la percezione che il pubblico ricava vedendo scimpanzé che giocherellano con una cornetta? Quanto è lecito l’utilizzo di animali a scopo puramente lucrativo e commerciale? Un recente articolo pubblicato su Science mostra quanto sia deleteria quest’immagine di scimpanzé rappresentati come frivole creature subumane. Tramite l’utilizzo di questionari per indagare le attitudini delle persone nei confronti delle scimmie antropomorfe, si è visto che le persone tendono erroneamente a credere che gli scimpanzé non siano in pericolo di estinzione perché li vedono spesso in televisione, nei film, nelle pubblicità. Tutto ciò mina alla base gli sforzi scientifici per la conservazione e il benessere animale che puntano al rispetto, allo studio e alla salvaguardia di specie a rischio di estinzione. Per questo è necessario l’impegno da parte di tutti, soprattutto dei media (stampa, tv, cinema, radio, internet) per diffondere un’immagine più realistica, scientifica e dignitosa di questi nostri parenti ancora oggi così minacciati di estinzione. G.S. 
Per approfondire: SR Ross, KE Lukas, EV Lonsdorf, TS Stoinski, B Hare, R Shumaker, J Goodall 
Inappropriate Use and Portrayal of Chimpanzees” Science Vol 319: 1487 (14 Marzo 2008).


  2/4/08: Sta per prendere il via in Italia, presso il Parco di Piano dell’Abatino, in provincia di Rieti, un progetto coraggioso e ambizioso che ha come obiettivo la riabilitazione dei primati da laboratorio. Si stima che in Italia circa 600 scimmie vengano utilizzate come animali da laboratorio. Questi animali, dopo la sperimentazione, possono essere ceduti per legge a strutture che li riabilitino e se ne prendano cura. Ma in Italia fino ad ora non esisteva una struttura simile. Si tratta ovviamente di uno sforzo enorme e non retribuito (la legge non prevede, infatti, alcun aiuto economico per i centri che ospitano questi animali) che i responsabili del Parco hanno deciso coraggiosamente di intraprendere per offrire ai primati da laboratorio una vita più dignitosa. G.S.
Per approfondire invito a leggere l’articolo di Silvia Amodio: http://www.coopfirenze.it/info/art_3954.htm 
Per informazioni su come aiutare e come visitare il parco si può consultare il sito http://www.parcoabatino.org/, via Capo Farfa 50 – 02030 Poggio San Lorenzo (Rieti), tel. 0765 884472, cell. 3492360510/1/2/3, E-mail: ass.gfpa@virgilio.it 


26/12/07: Nuovi problemi per i rangers che nella RD del Congo dovrebbero proteggere i Gorilla nel parco dei Virunga. Oltre ai problemi dei ribelli che occupano da settembre la zona dei gorilla, ora diventa sempre più minacciosa la minaccia che viene da una semplice esigenza che viene dai profughi che hanno occupato senza controllo alcune zone presso il parco e che hanno bisogno di carbone per cuocere il cibo. Stanno infatti invadendo il parco e ne usano il legname per procurarsi il carbone necessario per i fuochi.  Rangers hanno quindi lanciato via internet una richiesta urgente di fondi e hanno raccolto ben 20000 dollari in 15 giorni, riuscendo a rifornire i profughi di combustibile non proveniente dalla zona del parco.  


15/12/07: BALI, INDONESIA — Qualche giorno fa, il 10 Dicembre 2007, durante la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono ha annunciato l’avvio di un piano di azione per la salvaguardia degli oranghi dall’estinzione. La “Strategy and Action Plan for National Conservation of Orangutans” rappresenta il primo e più importante piano nazionale di protezione degli oranghi in via di estinzione. È il risultato di 3 anni di collaborazione e di impegno da parte del Dipartimento di Conservazione della Natura del Ministero delle Foreste e di diverse ONG nazionali e internazionali. Agli interventi di gestione e salvaguardia delle popolazioni esistenti di oranghi, si accompagnano interventi di salvaguardia e protezione delle foreste. Due piccioni con una fava: si ridurrebbero le emissioni di gas serra evitando di tagliare foreste per piantarci palme da olio e si proteggerebbe una delle specie più minacciate del pianeta, l’orango di Sumatra. Speriamo che l'impegno preso si traduca in realtà. G.S. 


8/12/07: UNDP Human Development Report 2007/08 - Versione italiana - materiale allegato  - posters. Come si può capire dai documenti, il problema dei primati e delle foreste in cui abitano ha un ruolo centrale. Una migliore conoscenza e comprensione del ruolo dei primati nella conservazione e nell’evoluzione non può che contribuire alla difesa delle forest tropicali. 


20/11/07: Buone notizie per i bonobo dalla RD del Congo: hanno la loro prima zona protetta ed è una zona enorme; dal New York Times: “Congo has announced the establishment of a rain-forest preserve intended to shield the bonobo, one of human beings' two closest ape relations, from wildlife poachers and deforestation. The Sankuru Nature Reserve -- at 11,803 square miles, it is larger than the state of Massachusetts -- is being created through a partnership involving American and Congolese conservation groups and government agencies”. Da Bonobo Initiative: “Larger than the state of Massachusetts, the new Sankuru Reserve encompasses 11,803 square miles (30,570 km2) of tropical rainforest, making it the largest contiguous protected area for great apes in the world.


26/10/07: L’IUCN informa (Extinction threat growing for mankind’s closest living relatives ) che è stato pubblicato in questi giorni il rapporto, che illustra la situazione aggiornata dei primati a rischio di estinzione: “Mankind’s closest living relatives – the world’s apes, monkeys, lemurs and other primates – are under unprecedented threat from destruction of tropical forests, illegal wildlife trade and commercial bushmeat hunting, with 29 percent of all species in danger of going extinct, according to a new report by the Primate Specialist Group of IUCN’s Species Survival Commission (SSC) and the International Primatological Society (IPS), in collaboration with Conservation International (CI)”. Il rapporto è Primates in Peril: 2006-2008 e una sintesi  la si può trovare sempre nel sito dell’IUCN.

Nei giorni scorsi, il 24 ottobre, il presidente dell’IUCN Valli Moosa durante un seminario alla World Bank aveva lanciato il suo grido di allarme per la scarsa reazione del mondo di fronte ai problemi del riscaldamento globale, la cui accelerazione ha effetti drammatici sui clima, sugli ambienti e sulla biodiversità:

Valli Moosa’s urgent call for action was made before a capacity crowd on the occasion of a high-level seminar on Climate Change during the World Bank’s Series of Seminars in Washington D.C. The seminars bring together representatives from government, the private sector, civil society, academia and the media, and they traditionally precede the Annual Meetings of the two Bretton Woods’ institutions.

Four leading development and climate change practitioners addressed the issue of how low carbon and climate resilient growth can benefit development, and how public and private actors can partner to channel resources toward the most efficient carbon reduction and adaptation projects, and achieve real and sustainable development results.

Lo scorso 12 settembre l’IUCN aveva pubblicato la Red List del 2007, in cui purtroppo i primati hanno un peso rilevante, con un evidente aggravamento della situazione delle antropomorfe, anche per colpa del virus Ebola, oltre che dell’uomo:

A reassessment of our closest relatives, the great apes, has revealed a grim picture. The Western Gorilla (Gorilla gorilla) has moved from Endangered to Critically Endangered, after the discovery that the main subspecies, the Western Lowland Gorilla (Gorilla gorilla gorilla), has been decimated by the commercial bushmeat trade and the Ebola virus. Their population has declined by more than 60% over the last 20-25 years, with about one third of the total population found in protected areas killed by the Ebola virus over the last 15 years.

The Sumatran Orangutan (Pongo abelii) remains in the Critically Endangered category and the Bornean Orangutan (Pongo pygmaeus) in the Endangered category. Both are threatened by habitat loss due to illegal and legal logging and forest clearance for palm oil plantations. In Borneo, the area planted with oil palms increased from 2,000 km2 to 27,000 km2 between 1984 and 2003, leaving just 86,000 km2 of habitat available to the species throughout the island.


5/10/07 - I modelli economici tradizionali che riguardano la presa di decisione partono dal presupposto che le persone facciano scelte in maniera razionale, egoistica e massimizzando gli utili. La ricerca empirica ha però dimostrato che le persone prendono in considerazione gli interessi altrui e sono sensibili a norme di cooperazione e equità. A tal proposito l`«Ultimatum Game» è un esperimento classico molto usato dagli economisti sperimentali. Funziona così: a un soggetto, chiamiamolo A, viene messa a disposizione una somma di denaro significativa, per esempio pari a diversi mesi di stipendio. Con quella somma egli deve fare una proposta di suddivisione della somma con un altro soggetto, chiamiamolo B, e questa seconda persona può accettare la proposta o rifiutarla. Se la proposta viene rifiutata nessuno dei due riceverà nulla, mentre se viene accettata, la divisione della somma diventa effettiva. Se il giocatore B fosse del tutto razionale, egli dovrebbe accettare qualsiasi proposta di divisione, dato che «poco è comunque meglio di niente» e invece tutti gli esperimenti condotti mostrano che quando A offre una somma più bassa del 25 per cento, i soggetti B la rifiutano, con altissima probabilità. In altre parole B punisce A, anche a costo di rimetterci lui stesso quando percepisce l`offerta come troppo egoistica. In un articolo appena pubblicato su Science (Vol 318 pag. 107-109) dal titolo “Chimpanzees Are Rational Maximizers in an Ultimatum Game” di Jensen, Call, e Tomasello, gli autori mostrano che gli scimpanzé (Pan troglodytes), i primati viventi filogeneticamente a noi più prossimi, sono invece massimizzatori estremamente razionali e insensibili a norme di equità in un ultimatum game in cui c’è cibo in palio. Questi risultati confermano l’ipotesi che le scelte che tengono in considerazione benefici e svantaggi altrui, e l’avversione verso vantaggi non equi siano fattori che giocano un ruolo chiave nell’organizzazione sociale umana ma non in quella degli scimpanzé. G.S.   

Qui alcuni dei numerosi siti che citano l’articolo o che ne discutono.


12/9/07: L’IUCN pubblica la Red List del 2007, in cui purtroppo i primati hanno un peso rilevante, con un evidente aggravamento della situazione delle antropomorfe, anche per colpa del virus Ebola, oltre che dell’uomo


2/9/07 – Drammatiche notizie dai monti Virunga; dopo la morte di un ranger, ucciso l'altro ieri probabilmente dai ribelli che si avvicinavano alla zona del parco dei Virunga appartenente alla RD del Congo, da ieri tutta la zona è stata occupata dai ribelli; per fortuna, a parte il furto di materiale di tutti i tipi, i ranger sono riusciti a scappare con le loro famiglie; almeno così riferisce il blog dei guardiaparco. Nessuno quindi protegge i gorilla del parco dalle minacce che vengono sia dai ribelli che da qualche migliaio di persone che stanno attraversando i confini con l'Uganda o il Ruanda proprio in quella zona. .


2/9/07 – Un articolo sul sito Rainforest Portal  (“Action Alert: Protest Destruction of Colombian Rainforests and Livelihoods to Feed Automobiles”) illustra nei suoi diversi aspetti un processo che sta avanzando minacciando le foreste tropicali:  come se non bastassero, in Sudamerica e nel sudest asiatico le coltivazione della palma per ottenere oli vegetali a buon prezzo da inserire nella formula di migliaia di prodotti spesso non alimentari, sta ora avanzando la distruzione delle foreste per la coltivazione di piante che servono esclusivamente per dar da mangiare … alle automobili di chi le possiede … Questo dirottamento di risorse alimentari che potrebbero servire per l’alimentazione umana non è una novità, dato che è già comunque molto elevata la quota di vegetali destinata all’alimentazione animale (che interessa soprattutto i paesi economicamente sviluppati, nei quali è abbondante la richiesta di cibo di origine animale). Se già questo dirottamento creava problemi bioetica, ancora più angosciante risulta il destinare risorse che potrebbero contribuire al miglioramento dell’alimentazione umana per garantire il funzionamento delle automobili nei paesi in cui sono diffuse e per le persone che in questi paesi se le possono permettere. Sembra non sia nemmeno difficile stimare il numero di persone che ne traggono vantaggio sui 6.5 miliardi di esseri umani: le automobili dovrebbero essere circa 800.000. Ecco un interessante argomento di discussione per la bioetica ...

E’ evidente come questa situazione crei un problema bioetico davvero serio ma di tipo un po’ diverso da quelli che si ama dibattere finora, legati soprattutto a problemi individuali di vita/morte. In questo caso si tratta di scegliere fra una vita umana e la possibilità di movimento autonomo di uno dei fortunati 800.000 automobilisti …

Oltre  a questo dilemma bioetico sconcertante ci sono altri dilemmi bioetici a cui siamo un po’ più abituati, l’articolo dimostra come lo sviluppo delle coltivazioni di vegetali utili per la produzione di biofuel avvenga in situazioni di violenza tali da portare alla confisca di terre, all’uccisione dei proprietari delle terre, e tutto in una situazione incontrollata di illegalità a volte gestita anche con la  connivenza di organismi statali se non dello stesso esercito.

Nel sito indicato è possibile inviare facilmente una mail di protesta agli organismi governativi colombiani interessati. Finora sono state mandate già 61000 email a 142 destinatari:

Please write to the Colombian government and ask them to protect the rights of indigenous, Afro-Colombian and peasant communities affected by large-scale monoculture plantations, to stop further deforestation for oil palm plantations, impose a moratorium on further palm oil expansion and on the country’s biofuel programme, which is a major cause of monoculture expansion, and to protect the land rights, the food sovereignty and the environment on which local communities depend. This email alert is supported by the Inter-Church Commission for Justice and Peace (Comisión Intereclesial de Justicia y Paz) in Colombia, a human rights organisation which has been actively supporting local communities in Curvaradó and Jiguamiandó.


30/8/07 [da Pikaia]: La rivista Nature Genetics presenta, sul fascicolo appena pubblicato, un interessante articolo di Ralph Haygood, Olivier Fedrigo, Brian Hanson, Ken-Daigoro Yokoyama  e Gregory A Wray dal titolo "Promoter regions of many neural- and nutrition-related genes have experienced positive selection during human evolution". In particolare, Haygood e colleghi hanno analizzato la velocità con cui alcuni geni si sono evoluti nell’uomo rispetto allo scimpanzé comune (Pan troglodytes) ed al macaco (Macaca mulatta).  La ricerca di Haygood si è, in particolare, concentrata sulla velocità con cui si sono evolute le regioni promotrici di numerosi geni, dove per regioni promotrici si intende quella parte di un gene che definisce dove, quando e quanto un gene sarà attivo. Nel complesso, quindi, si può ipotizzare che numerose delle peculiarità comportamentali, cognitive ed alimentari umane siano dovute a variazioni nel modo in cui alcuni geni sono stati usati, piuttosto che essere dovute a nuovi geni originatisi nel nostro genoma.


28/8/07: Sul blog dei rangers del Virunga si spiega (The War on Charcoal) come la produzione di carbone di origine vegetale confligga con la sopravvivenza dei gorilla di montagna (ma anche delle guardie stesse ...)


26/8/07: Sono tutti consultabili gratuitamente gli articoli pubblicati sull'ultimo numero della rivista Animal Cognition, interamente dedicato all'analisi delle abilità cognitive dei primati e concernenti, in particolare, le strategie di foraggiamento:

A socioecological perspective on primate cognition, past and present

Copying without rewards: socially influenced foraging decisions among brown capuchin monkeys

Integrating information about location and value of resources by white-faced saki monkeys ( Pithecia pithecia )

Spider monkey ranging patterns in Mexican subtropical forest: do travel routes reflect planning?

Route-based travel and shared routes in sympatric spider and woolly monkeys: cognitive and evolutionary implications

Mental maps in chacma baboons ( Papio ursinus ): using inter-group encounters as a natural experiment

Experimental evidence for route integration and strategic planning in wild capuchin monkeys

What wild primates know about resources: opening up the black box


25/8/07 -  Sul blog dei rangers del Virunga si mostra (Bilali with her Newborn Son) il primo video del piccolo gorilla di montagna nato qualche giorno fa nella Munyaga Family.(qui le prime foto: Looking for the newborn…)


19/8/07 – Nel blog dei guardaparco dei Virunga oggi si racconta dei controlli che stanno facendo sulla Kiribizi family, un gruppo di 31 individui con un piccolo orfano in seguito all’uccisione di una femmina ai primi di giugno.


18/8/07 – Nel sito web del contingente ONU presente nella RDC (MONUC) si leggeva ieri la notizia (“Missing DR Congo gorillas 'dead'”) che nel parco dei Virunga sono state trovate le ossa della femmina di gorilla della Rugendo family che ancora mancava: "Just 20 minutes ago, the guards came back from their patrol with her remains. Her infant, Ntaribi - born 26 January of last year, has not been found. But now that the mother has been found, we are sure that the infant is dead too.". Nessuna speranza quindi di ritrovare vivo anche il suo piccolo, nato un anno e mezzo fa, per cui sono 6 i gorilla uccisi nell’ultimo mese e ben 9 nell’ultimo anno, più dell’1% dei gorilla di montagna esistenti al mondo (sono 700) e più del 2% dei gorilla dei Virunga (sono 370). La notizia del ritrovamento delle ossa della femmina si trova, con foto, anche nel blog delle guardie del parco in data 16/8, e viene ripresa anche dalla BBC. Oggi invece nel sito web del MONUC, in francese, si legge della visita della commissione internazionale: “La mission onusienne en RDC affirme que son mandat "comprend l'appui aux autorités congolaises dans tous les domaines et activités contribuant au développement et à la sécurité de la RDC, surtout la protection des civils dont font partie les gardes du parc des Virunga, qui payent un lourd tribut à l'insécurité". L’articolo precisa poi qual’è stato il ruolo delle guardie del parco dei Virunga in difesa dei 370 gorilla : « Plus d'une centaine de gardes ont été tués pendant l'exercice de leurs fonctions


17/8/07 – Un articolo su Cameroon Tribune (Yaoundé) (“Limbe Botanic Garden to Host Repatriated Gorillas”) ricorda come non si sia ancora conclusa la vicenda dei Taiping Four, e che sembra ormai certo il loro ritorno in Camerun, il paese dal quale erano stati sottratti. Attualmente sono affidati allo zoo di Pretoria: “In 2002, 4 gorillas were smuggled from South Western Cameroon, through Nigeria to Taiping Zoo in Malaysia and later transferred to the Pretoria Zoo in South Africa in contravention of regulation laid down by CITES. The present visit to Cameroon by South African authorities on the repatriation of the animals is the fruit of long diplomatic and administrative negotiations between the government of Cameroon and those of Malaysia and South Africa.”


17/8/07 – Un articolo su The New Straits Times  (“Ban on export of long-tailed macaques lifted “) informa che il governo della Malesia ha interrotto oggi dopo 23 anni il bando all’esportazione (soprattutto verso la Cina e Taiwan, anche a scopo alimentare) della Macaca fascicularis; sperano in questo modo di ridurre i conflitti che l’espansione delle zone urbanizzate sta creando con questi primati molto diffusi: “Malaysia has lifted the ban on the export of long-tailed macaques, in an effort to reduce the population of these primates in urban areas, Natural Resources and Environment Minister Datuk Seri Azmi Khalid announced today.”  La notizia anche nel sito web di Earth Times che riporta le parole del ministro per l’ambiente: “Azmi said studies have shown that there are currently 258,406 long-tailed macaques living in urban areas in west Malaysia, while 483,747 live in the wild. He said the government would continue to monitor the capture and export of the animals, adding that they would remain on the list of endangered animals. "We want to make sure that long-tailed monkeys in the wild are not disturbed. We also want to ensure that monkeys caught in urban areas are not ill-treated in the process of export," he said.”


16/8/07 – In una pagina web dedicata da un’organizzazione australiana che si occupa di conservazione degli oranghi al ruolo determinante delle coltivazioni di palma da olio nel portare alla progressiva rapida scomparsa delle foreste del Borneo, le uniche in cui vive l’orango del Borneo c’è il link al video e ai testi di un programma televisivo australiano che a luglio ha presentato ai telespettatori la drammatica realtà delle coltivazioni che, per ora, hanno sostituito la foresta equatoriale. Le esperienze fatte con altre foreste tropicali hanno dimostrato che il terreno non è sufficientemente fertile per garantire le coltivazioni  per molti anni. Pur essendo disponibile (in data 11/7/07) il video, davvero impressionanti i vasti panorami di area deforestata e le riprese aeree dei vastissimi campi di palme da olio, è sufficiente la lettura delle trascrizioni del video, con le interviste che dimostra come il governo indonesiano conti molto su queste coltivazioni per diventare già da quest’anno il primo produttore al mondo di … bio-diesel, cioè di combustibile ottenuto da vegetali … La Reuters il 31/7 riportava che “Indonesia is set to take over from Malaysia as the world's top palm oil producer this year because of rapid expansion in the last five years”.   Vengono presentati anche gli effetti sociali, sull’occupazione, delle popolazioni abituate ad estrarre risorse dai terreni che un tempo consideravano loro e dove c’erano foreste ormai scomparse.


15/8/07 – Ferragosto fra i gorilla …. anche oggi la webcam 1 dello zoo di Praga segue costantemente il piccolo gorilla nato il 30/5 e sua madre che lo cura. Nell’archivio dei video si vede anche l’interesse dei maschi per il piccolo. Nel sito dei rangers del Virunga invece oggi si racconta la storia della Rugendo family, così duramente colpita negli ultimi mesi. Su You Tube si può vedere un video sulla Rugendo family girato qualche giorno prima, mentre il video di Conservation International è qui.


14/8/07 – New scientist presenta un recente articolo di E.Addessi pubblicato oggi dai Proceedings of the Royal Society (“Do capuchin monkeys (Cebus apella) use tokens as symbols?”): “In the absence of language, the comprehension of symbols is difficult to demonstrate. Tokens can be considered symbols since they arbitrarily stand for something else without having any iconic relation to their referent. We assessed whether capuchin monkeys (Cebus apella) can use tokens as symbols to represent and combine quantities. Our paradigm involved choices between various combinations of tokens A and B, worth one and three rewards, respectively. Pay-off maximization required the assessment of the value of each offer by (i) estimating token numerousness, (ii) representing what each token stands for and (iii) making simple computations.”. E’ disponibile anche un video.


12/8/07- Il blog dei rangers del Parco dei monti Virunga informa che stanno organizzando una campagna di emergenza in difesa dei gorilla di montagna, grazie alle iniziative e ai finanziamenti conseguenti all’ultimo massacro. Buone notizie (di iniziative internazionali) vengono anche dall’UNESCO, dall’UNEP e da altre organizzazioni europee o USA che si occupano di gorilla o di antropomorfe a rischio:

A group of experts from UNESCO and the World Conservation Union, IUCN, has been invited into the Democratic Republic of the Congo to investigate the slaughter of four mountain gorillas in Virunga National Park last month. They leave Paris Saturday on a 10 day mission to the central African country. The execution-style shootings are considered a setback for gorilla preservation and for conservation of the World Heritage site, which was placed on the List of World Heritage in Danger in 1994. Two suspects have been identified as being involved in the killings. One has been arrested and is assisting the authorities, but the other is still at large. Both were seen early on July 23 at the scene where the gorillas were shot, according to the International Gorilla Conservation Program, IGCP


9/8/07-  Nella versione on line e gratuita di Skeptic (eSkeptic, a cui ci si può abbonare) si può leggere la reazione critica (“Bonobos, Left & Right“) di uno dei massimi esperti del comportamento dei bonobo, Frans de Waal, all’articolo un po’ troppo ideologico di un giornalista del New Yorker pubblicato il 20/7/07 ("Swingers. Bonobos are celebrated as peace-loving, matriarchal, and sexually liberated. Are they?"). 


8/8/07 – Sta riprendendo vigore la campagna in difesa del primatologo olandese (ma attualmente naturalizzato brasiliano) Marc Van Roosmalen, condannato in Brasile a 14 anni (in primo grado) di carcere (essendo sessantenne si tratterebbe quasi di ergastolo) per un problema di aggiornamento dei permessi che aveva per la gestione del suo centro in cui accoglieva primati abbandonati. Le prime notizie erano arrivate il 22/6/07 su un sito olandese (“Dutch monkey researcher jailed in Brazil“) e su Primatology.net il 25/6/07,  poi se era parlato il 7/7/07 in un blog, dove si era fornito l’indirizzo della pagina web del gruppo di sostegno di Van Roosmalen, dove troviamo una petizione da inviare in Olanda (era cittadino olandese fino al 1997) e in Brasile e dove oggi leggiamo la buona notizia che il primatologo è in libertà provvisoria in attesa del processo d’appello. Sembra un po’ strano che le foreste la fauna e la flora brasiliana siano minacciate da questo primatologo, con tutto quello che avviene nelle foreste dell’Amazzonia, un tempo ben più rigogliose e quindi ben più piene di primati…: “Cynically enough, Marc van Roosmalen has become a victim of Brasilian legislation aiming at preventing criminals to take advantage of the richness of the tropical rainforest. Van Roosmalen has been defending the Amazon ecosystem for years“. Puo’ essere utile ricordare che Time nel 2000 lo aveva perfino eletto come eroe del pianeta, ricordando il suo contributo alla conoscenza della biodiversità brasiliana (“he and his colleagues have identified seven never before seen species of primates, a distinct species of peccary (a wild pig), a lost cousin of the Brazil-nut tree and an anthurium with leaves bigger than elephant ears.”)  


7/8/07 - Drammatiche notizie dal Parco dei Vulcani sui monti Virunga, localizzato fra la Repubblica Democratica del Congo e l’Uganda, dove vivono gli ultimi e unici 700 esemplari di Gorilla di montagna. Ben 5 di loro, appartenenti alla conosciuta Rugendo family (una delle prime abituate all’uomo) sono stati uccisi per semplice sadismo, probabilmente da parte di soldati ribelli che fino alla fine dell’anno scorso bivaccavano nel parco ma che, dopo l’uccisione di due gorilla già ai primi di gennaio, erano stati invitati a lasciare il parco che non riuscivano o non volevano proteggere. Molte notizie in diretta (illustrate anche da drammatiche fotografie dei recupero dei cadaveri, nel sito del blog dei rangers del parco (ospitato nel sito web di Wildlife Direct). Se ne parla anche (con un crudo video in cui si intervista anche il primatologo Mittermaier) nel sito web di Conservation International. La notizia, giustamente (da almeno un decennio se non da 30 anni non succedeva niente di simile) merita anche un articolo di Newsweek, addirittura con una. Per fortuna i rangers sono riusciti a recuperare in tempo due piccoli a cui era stata uccisa la madre ma che stranamente erano stati abbandonati, e li hanno affidati al servizio veterinario del parco; uno dei due è orfano di una madre uccisa l’8 giugno in questa zona, mentre il secondo, Ndeze, è rimasto orfano a fine luglio (qui un articolo con foto sui suoi primi giorni). Comunque anche questi due sono gorilla che difficilmente si riuscirà a restituire al loro ambiente naturale, per cui è comunque una perdita che si aggiunge a quelli uccisi.
Questa strage è giunta quasi inaspettata: in 10 anni di guerra nel Congo erano morti forse 4 milioni di uomini, ma i gorilla erano stati finora abbastanza rispettati da tutti i contendenti, tanto è vero che sono passati da 600 a 700 esemplari, anche se pesante è stato il tributo di vite umane da parte dei guardaparco: ben un centinaio sono morti per proteggere i gorilla negli ultimi anni. Qui un’intervista a Richard Leakey su Newsweek. Ora i restanti 5 del gruppo di gorilla stanno cercando di riorganizzarsi senza il maschio dominante. Qui alcuni video sui gorilla di montagna.


31/7/07 - Most complete primate gene study reported (UPI Press)

DENVER, July 31 (UPI) – “U.S. scientists have completed what's believed the most comprehensive assessment of gene copy number variations across human and non-human primate species. Researchers from the University of Colorado Health Sciences Center and Stanford University said their study provides an overview of genes and gene families that have undergone major copy number expansions and contractions during approximately 60 million years of evolutionary time. To survey the differences in gene copy number among those species, University of Colorado Professor James Sikela and colleagues used DNA microarrays containing more than 24,000 human genes to perform comparative genomic hybridization experiments. They compared DNA samples from humans with those of nine other primate species: chimpanzee, gorilla, bonobo, orangutan, gibbon, macaque, baboon, marmoset, and lemur. That allowed them to identify specific genes and gene families that, through evolutionary time, have undergone lineage-specific copy number gains and losses”.


25/07/2007 - Sono nove lemuri (Lemur catta) i nuovi arrivati al Bioparco di Roma: 5 femmine, 2 maschi e 2 piccoli. Questi lemuri sono nati in cattività e sono stati donati al Bioparco di Roma dallo zoo di Ostrava, nella Repubblica Ceca. Il Bioparco ha creato un'area speciale per i nuovi arrivati, che vanno a fare compagnia a Bodge e Alfredo, i due lemuri macaco già ospitati nella struttura romana. Per loro è stata predisposta una nuova area di 600 metri quadrati. In adesione alla campagna internazionale di conservazione e sensibilizzazione contro l'estinzione di questa specie originaria del Madagascar, promossa da Eaza, associazione europea degli zoo e acquari, il Bioparco promuoverà la raccolta fondi "1 euro per i lemuri" durante la Notte Bianca 2007.


20/7/07: Sul New Yorker un lungo articolo sui bonobo ("Swingers. Bonobos are celebrated as peace-loving, matriarchal, and sexually liberated. Are they?") scritto da un giornalista dopo un giro in Africa-


18/7/07: Anche Repubblica racconta dell'esperimento di Sockol (su PNAS: "Chimpanzee locomotor energetics and the origin of human bipedalism" con materiale supplementare) che ha confrontato il consumo energetico di scimpanzé nelle diverse modalità di locomozione (bipedismo terricolo e quadrupedismo terricolo) con quello dell'uomo nella locomozione bipede. Purtroppo non è possibile analizzare, non potendo farlo con un tapis roulant, il consumo energetico degli scimpanzé nelle modalità di locomozione utilizzate sugli alberi, per cui manca come termine di confronto la modalità di locomozione usata dagli scimpanzé nel loro ambiente naturale. Manca anche un confronto con i quadrupedi terricoli, che sono le specie animali meglio adattate (ben più della nostra specie) alla locomozione sul terreno aperto. Il confronto non sembra quindi esaustivo e sembra nasconda un po' il fatto che la nostra specie trae comunque altri vantaggi dalla locomozione bipede raggiunta passando attraverso la brachiazione. Vantaggi forse maggiori rispetto allo stesso pur importante risparmio energetico. 
Che il bipedismo non possa essere di interesse per lo scimpanzé se non in momenti particolari è dimostrato dal fatto che gli arti più sviluppati sono quelli superiori, al contrario rispetto all'uomo, che comunque continua a trarre vantaggio, usandola per altri scopi, dall'ampia mobilità dell'arto superiore, conseguenza della "precedente" brachiazione. Un altro recente lavoro su Nature ("Upright orangutans point way to walking") sull'origine del bipedismo sosteneva invece l'ipotesi che l'orango già utilizzi il bipedismo come modalità di locomozione arboricola. Purtroppo la brachiazione non sembra una modalità di locomozione per la quale sia facile misurare il consumo energetico. Spesso si va a cercare prima sotto ad un lampione perché solo li' ci si vede ... 


14/7/07: Dalla Cina giungono valutazioni  negative sull'effetto, sui primati, di iniziative di sfruttamento turistico della loro presenza. Un articolo (For Primates, Tourism Can Be Less Fun Than a Barrel of Monkeys) presenta i motivi per cui dopo 4 anni l'esperimento di rendere visitabile un gruppo di macache è stato interrotto


11/07/2007: Uscito l’11 giugno 2007, il libro “Faces na Floresta” di Karen B. Strier racconta 20 anni di ricerche e di sforzi per la conservazione del Muriqui-do-norte (Brachyteles hypoxanthus), una delle specie più a rischio di estinzione del Brasile e del mondo. E’ un libro ricco di immagini, adatto anche a un pubblico di non addetti ai lavori. Il libro è stato realizzato grazie alla Società per la Conservazione del Muriqui (Preserve Muriqui) e non sarà venduto ma distribuito gratuitamente a scuole, università, biblioteche, ONG. Altre istituzioni interessate possono contattare direttamente la Società Preserve Muriqui - http://www.preservemuriqui.org.br/


11/07/2007: Dal 7 al 9 novembre 2007, presso Peniche in Portogallo si terrà la I Conferenza Primatologica Iberica che unisce il III Congresso della Associazione Portoghese di Primatologia (APP) e il VII Congresso della Società Spagnola di Primatologia (APE). Probabili ospiti del Congresso saranno T. Matsuzawa, M. Bekoff, J. Call e E. Heymann. Per maggiori informazioni: http://www.uam.es/otros/ape/


10/7/07: Interessante video,  allegato ad un articolo (“Raising the level: orangutans use water as a tool“) pubblicato sull’ultimo numero di Biology Letters; mostra la geniale soluzione adottata da un orango per ottenere una nocciolina depositata dagli umani sul fondo di uno stretto cilindro fissato al tavolo. Il video presenta uno dei tanti esperimenti realizzati da scienziati curiosi di verificare le capacità cognitive nei primati, in particolare nelle specie a noi più vicine (scimpanzé, gorilla e orango).  Sarebbe interessante creare una pagina web in cui riportare i link a video di questo tipo, utili per riflettere sui fatti che, grazie alla curiosità che si manifesta negli scienziati (oltre che nelle antropomorfe…), hanno portato a rivedere profondamente la valutazione del concetto di istinto e il suo ruolo in alcune specie filogeneticamente vicine alla nostra. L’esperimento e il video sono citati anche nel blog di G.P.Artale.


27/6/07: [Da Pikaia: “Non siamo gli unici altruisti!”] Interessante articolo (“Spontaneous altruism by chimpanzees and young children” ­= “Altruismo spontaneo negli scimpanzé e nei bambini”) . Riassunto dal sito: "Debates about altruism are often based on the assumption that it is either unique to humans or else the human version differs from that of other animals in important ways. Thus, only humans are supposed to act on behalf of others, even toward genetically unrelated individuals, without personal gain, at a cost to themselves. Studies investigating such behaviors in nonhuman primates, especially our close relative the chimpanzee, form an important contribution to this debate. Here we present experimental evidence that chimpanzees act altruistically toward genetically unrelated conspecifics. In addition, in two comparative experiments, we found that both chimpanzees and human infants helped altruistically, regardless of any expectation of reward, even when some effort was required, and even when the recipient was an unfamiliar individual all features previously thought to be unique to humans. The evolutionary roots of human altruism may thus go deeper than previously thought, reaching as far back as the last common ancestor of humans and chimpanzees."


26/6/07: Venerdì 29 giugno alle ore 9.30, presso l'Aula Magna del Palazzo Centrale dell'Università di Parma (via Università, 12) si aprirà il convegno per il 100 anniversario della nascita di Niko Tinbergen, considerato uno dei padri fondatori dell'etologia moderna. Il convegno, organizzato da Pier Francesco Ferrari, ricercatore presso la facoltà di Medicina e Chirurgia e componente del direttivo dell'API, e da Paola Palanza, Professore associato della facoltà di Medicina e Chirurgia, si aprirà con il saluto del Rettore dell'Università di Parma Gino Ferretti. Seguiranno numerosi e autorevoli interventi di docenti dell'Università di Parma e di altri prestigiosi Atenei italiani ed europei.  Una delle notizie più curiose raccontate al convegno (oltre agli aneddoti di D.Mainardi sui suoi primi anni a Parma con Schreiber e il giovane Cavalli Sforza): anche il fratello di Niko, Jan ha avuto il premio Nobel, ma per l’economia; sembra sia l’unico caso di 2 premi Nobel in famiglia….- Programma del convegno


10/6/07: Nuovi strumenti contro la deforestazione. Era evidente come l’occhio di Google Earth potesse essere non solo uno strumento di informazione (portando su tutti i monitor la drammatica situazione di alcune foreste tropicali saccheggiate indiscriminatamente, ma anche di controllo; lo hanno capito anche in una tribù amazzonica, che ha stretto un accordo con Google. Anche su La Repubblica.


30/5/07: E' nato un piccolo gorilla allo zoo di Praga. E' spesso ben visibile nelle webcam che controllano costantemente il gruppo di gorilla. Chi andrà al congresso dell'EFP in settembre si ricordi di fare un giro allo zoo... Interessanti i numerosi video registrati, fra cui un esperimento con lo specchio e un parto in sala operatoria 


23/5/07: Cosa succede? Anche gli zoo non sono più sicuri? A Taiwan ieri è scappato un grosso maschio di orango (video) e qualche giorno fa a Rotterdam era scappato un grosso maschio di gorilla (180 kg) che aveva ripetutamente morsicato una donna ad un braccio e a una mano. Per fortuna sembra che non ci siano vittime e che si sia riusciti a ricondurre in gabbia le due antropomorfe senza doverle abbattere. 


18/5/07: Su Science una Special Online Collection, dedicata a The Macaque Genome. Chi non sognava da tempo di mettersi in camera un poster sul genoma della Macaca mulatta, recentemente sequenziato completamente (Science, 1\3/4/07: " Evolutionary and Biomedical Insights from the Rhesus Macaque Genome") ? ORA si può. Oltre al poster stampabile c'è anche un interactive poster.

Ci sono poi anche articoli e altro materiale didattico. Scopo dell'iniziativa infatti far capire ai giovani anche l'importana dei primati, ai quali siamo geneticamente ben connessi..., per la medicina: a Research Article and four Reports, as well as two News stories, detail the biomedical and evolutionary insights gained from the macaque genome, only the third primate genome to be completed after human and chimpanzee. Online, an interactive poster enhanced with images, discussions, and videos explores the significance of the rhesus macaque and its draft genome sequence to studies of primate biology and evolution. Accompanying the online feature is an educational resource for high school biology teachers, which includes teacher background information, a lesson plan, and student worksheet. [Note: All articles in the Science rhesus macaque special section, as well as the interactive poster and teaching resource, are free to all site visitors.]

c28/3/07: Un’analisi dettagliata dei momenti di divergenza fra le diverse linee evolutive all’interno dei mammiferi permette di presentare oggi un quadro più eterogeneo rispetto al passato, evidenziando soprattutto come l’estinzione dei dinosauri sia successiva al differenziamento dei vari cladi dei mammiferi, spesso avvenuto fra 100 e 80 milioni di anni fa, e precedente al reale momento in cui i mammiferi hanno preso il controllo dei diversi ambienti presenti sulla terra. Se ne parla in un articolo su Nature 446, 507-512 (29 March 2007): The delayed rise of present-day mammals”. L’articolo viene commentato su Repubblica(“L'albero genealogico dei mammiferi. Una lenta evoluzione di oltre 4000 specie”)


7/4/07LA SCIMMIA NUDA - Storia naturale dell’Umanità è la nuova mostra temporanea (del 7 aprile 2007al 6 gennaio 2008) del Museo Tridentino di Storia Naturale, pensata come un viaggio lungo il cammino evolutivo dell’uomo, alla luce delle più recenti teorie. Il percorso alterna manufatti e strumentazioni storiche, reperti antropologici e preistorici, video,  documentazioni fotografiche, exhibit interattivi (prestati dai più noti musei scientifici o appositamente realizzati per la mostra), e opere e installazioni d’arte contemporanea, realizzate  da grandi nomi del panorama internazionale. Tra queste “The Human Race Machine” di Nancy Bruston, per la prima volta in Europa. Non solo la mostra utilizza diversi mezzi di comunicazione, ma mette così in relazione anche ambiti di ricerca normalmente distinti, facendo incontrare cultura scientifica e umanistica: antropologia, archeologia, paleontologia, zoologia, genetica, filosofia ed arte. La mostra è realizzata in collaborazione con il Museo Friulano di Storia Naturale di Udine e il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino (che ospiteranno la mostra nel 2008); è curata da Claudia Lauro, con la direzione scientifica di Michele Lanzinger. Nel comitato scientifico: Guido Barbujani, Camperio Ciani, Aldo Fasolo, Giacomo Giacobini, Giuseppe Leopardi, Giorgio Manzi, Telmo Pievani, Jean-Jacques Hublin, Frans de Waal, Ian Tattersall, la collaborazione speciale di Desmond Morris e la partecipazione di Jared Diamond.


27/3/07: Analisi dei tempi di sviluppo, studiati sui denti, di uno dei primi reperti di Homo sapiens africano nell’articolo “Earliest evidence of modern human life history in North African early Homo sapiens“ di Tanya M. Smith, Paul Tafforeau, Donald J. Reid, Rainer Grün, Stephen Eggins, Mohamed Boutakiout, and Jean-Jacques Hublin pubblicato su PNAS

Recent developmental studies demonstrate that early fossil hominins possessed shorter growth periods than living humans, implying disparate life histories. Analyses of incremental features in teeth provide an accurate means of assessing the age at deat of developing dentitions, facilitating direct comparisons with fossil and modern humans. It is currently unknown when and where the prolonged modern human developmental condition originated. Here, an application of x-ray synchrotron microtomography reveals that an early Homo sapiens juvenile from Morocco dated at 160,000 years before present displays an equivalent degree of tooth development to modern European children at the same age. Crown formation times in the juvenile's macrodont dentition are higher than modern human mean values, whereas root development is accelerated relative to modern humans but is less than living apes and some fossil hominins. The juvenile from Jebel Irhoud is currently the oldest-known member of Homo with a developmental pattern (degree of eruption, developmental stage, and crown formation time) that is more similar to modern H. sapiens than to earlier members of Homo. This study also underscores the continuing importance of North Africa for understanding the origins of human anatomical and behavioral modernity. Corresponding biological and cultural changes may have appeared relatively late in the course of human evolution.


26/3/07:Su PNAS (Proc. Natl. Acad. Sci. USA, 10.1073/pnas.0607426104) un articolo abbastanza sconcertante (“Germ-line chimerism and paternal care in marmosets (Callithrix kuhlii) “ sullo scambio di materiale genetico in utero in una specie di primati sudamericani in cui è normale la nascita di gemelli: Qui una discussione sull’articolo


22/3/07: Il 10 maggio a Roma, in occasione della GIORNATA LINCEA  GOLGI si parlerà di primati ai Lincei: “SCIMMIE UNO  (S)COMODO  SPECCHIO”, l’iniziativa è organizzata da Giovanni BERLUCCHI, Lamberto MAFFEI, Alfredo MARGRETH, Elisabetta VISALBERGHI. Si parlerà di Somiglianze e differenze genetiche nei primati e loro implicazioni , Evoluzione dell'organizzazione cerebrale dei primati e le implicazioni a livello comportamentale e cognitivo, La necessità di sentirci diversi e l'inevitabile antropomorfizzazione: alcuni casi paradigmatici; Complessità della vita sociale e cognizione. 
Di argomentisimili ma ancora più “audaci” si parla oggi in un articolo su Repubblica (“L'etica al tempo degli scimpanzé. Morale eredidata dai primati")che riprende un articolo del New York Times. Tema è (e scusate se è poco…) “
anche i primati agiscono in base ad una sorta di "moralità", da cui per via evolutiva discenderebbe quella umana. Anche per il primatologo Frans de Waal della Emory University le radici della moralità umana possono essere rintracciate nei comportamenti delle scimmieSe è difficile parlare di una vera e propria moralità nelle azioni dei primati, per de Waal il nostro senso etico discende direttamente da una serie di comportamenti sociali evolutisi nel tempo negli animali come conseguenza del vivere in gruppo. Senza questi "passaggi" precedenti, riscontrabili negli scimpanzè e nelle scimmie, il nostro senso etico sarebbe inspiegabile, sostiene lo scienziato”. L’articolo del New York Times ha sviluppato un dibattito che possiamo seguire in alcuni blog: Street Prophets, Seed (“Morality and war” ... a proposito dei 4 anni della guerra in Iraq).


19/3/07:  Intervista a Frans de Waal in un articolo sul Washington Post: "Behavior May Suggest We're Not Only Human" sull'eredità lasciataci dai primati che tuttora influenza il nostro comportamento.

[da Pikaia] Nel quadro del ciclo di incontri Pensare il presente delle scienze. Filosofi e scienziati a confronto(a cura del Gabinetto Vieusseux, dall’Istituto Gramsci Toscano, dalla Biblioteca Filosofica e dalla Società Italiana per lo studio dei rapporti tra Scienza e Letteratura) il 22 marzo, ore 17 (Sala Ferri, Palazzo Strozzi, Firenze) si chiederanno Che cos’è l’evoluzione?


15/3/07:  Da ABC News: " "Bushmeat: Curse of the Monkey's Paw. The Illicit Trade in Wild Animal Meat Could Spark a Public Health Crisis"; il commercio della carne di primati sta diventando anche un problema negli Stati Uniti, con sequestro di carni importate illegalmente senza alcun controllo. Elevati sono infatti i rischi di trasmissione di malattie infettive (monkeypox, ebola, ecc).


1/3/07:  Venerdì 9 Marzo 2007, alle ore 15:00, presso il Museo Civico di Zoologia, Via Ulisse Aldovrandi, 18, Roma  l'Istituto Italiano di Antropologia e il Museo Civico di Zoologia presentano la conferenza: "I primati fossili italiani ed il loro contesto nel quadro del record europeo" di Lorenzo Rook (Università di Firenze) 


23/2/07: Da Pikaia: Una comunità di scimpanzé residente in Senegal ha dimostrato di fabbricare e utilizzare strumenti simili a lance nella caccia attiva delle prede (Galagoni). Questo comportamento riuscirà a farci capire quali erano le strategie di caccia rudimentali dei nostri progenitori? Gli scimpanzé (Pan troglodytes) sono in grado di utilizzare strumenti nella caccia attiva di piccoli mammiferi. La scoperta, pubblicata nell’ultimo numero di Current Biology, è stata effettuata da Jill Pruetz dell’Iowa State University e Paco Bertolani della Università di Cambridge su una popolazione di scimpanzé residente nella zona di Fongoli, nella regione sud-orientale del Senegal. 


22/2/07: Da Pikaia: Filippo Aureli and Colleen M. Schaffner hanno scritto un articolo su Biology Letters dal titolo "Aggression and conflict management at fusion in spider monkeys". Il lavoro analizza come nella scimmia ragno (Ateles geoffroyi) la coesione del gruppo venga mantenuta da alcune effusioni affettuose tra i diversi individui. La scimmia ragno, infatti, costituisce comunità di circa 20-25 individui che si dividono durante il giorno in sottogruppi per la ricerca del cibo e si riuniscono la sera per trascorrere la notte (società di tipo fission-fusion). E' stato segnalato un comportamento molto complesso al momento della riunione dei diversi gruppi, basato su lunghi e intensi abbracci e interazioni amichevoli con lo scopo di dimostrare i propri intenti non ostili.


5/2/07: Buone notizie in diretta dall'Africa nel blog dei rangers del parco dei Vulcani: stanno riprendendo possesso del parco e stanno ritrovando le diverse famiglie di gorilla , abituati all'uomo e quinid facile preda di eventuali bracconieri.


1/2/07:  Si è da poco costituito, finanziato dalla Commissione Europea,  l'EUPRIM-NET, che vede coinvolti e coordinati 8 centri primatologici europei. Ulteriori inforrmazioni nel loro sito internet: http://www.euprim-net.eu

EUPRIM-Net (short for European Primate Network) is a EU funded project that networks eight European primate centres and is aimed at advancing knowledge and competence in biological and biomedical research, animal keeping and breeding. The project objectives focus on animal welfare, the standardisation of procedures and methods, the enhanced availability of non-human primates and training for those working with primatesA central database on the project website will soon give researchers an overview of availability of biological material (tissue, blood, serum, DNA, gamete) of different primate species at three of the European institutions.

In aprile si terrà, organizzato proprio da EUPRIM-NET , un primo corso di aggiornamento per il personale che lavora o intende lavorare con i primati:  “Primate Diversity, Morphology and Natural History”  che si terrà al Deutsches Primaten Zentrum - German Primate Centre a Göttingen, nei giorni April 16th – 19th 2007


28/1/06: Migliorano le notizie dal parco dei Vulcani. Nel sito del blog specifico sui gorilla si seguono le iniziative intraprese per evitare l'uccisione dei gorilla e si vede come si è arrivati (anche attraverso un comunicato stampa dei ribelli in difesa dei gorilla) all'accordo del 24/1 che ha fatto uscire i ribelli dal confine del parco, dove erano entrati nel passato ottobre.
La maggiore rapidità di circolazione oggi delle informazione è dovuta anche all'installazione di reti informatiche, come quella dei Rangers del Congo gestita (insieme al citato blog specifico sui gorilla) da Wildlife Direct.  Certo non siamo abituati a leggere notizie e vedere foto fresche provenienti dal centro delle foreste africane. Ci si mantiene in questo modo agggiornati su dove ad esempio i rangers che proteggono la fauna selvatica sono stati attaccati dalle truppe ribelli il 16 dicembre. Si conoscono anche le buone notizie (i successi del 15 dicembre contro i bracconieri che hanno ucciso 15 dei 400 ippopotami recentemente scomparsi all'interno del Parco). Si vedono anche foto dei macabri trofei lasciati a monito lungo le strade. Interessante anche la possibilità di interazione, che permette di far sentire a questi rangers l'interesse del mondo sul loro pericoloso ma importante lavoro in difesa di una specie seriamente a rischio di estinzione nonostante la sua importamza.


23/1/07:  Su PNAS un articolo ("New Paleocene skeletons and the relationship of plesiadapiforms to crown-clade primates" by Jonathan I. Bloch,, Mary T.Silcox, Doug M. Boyer, and Eric J. Sargis) ) presenta un'analisi filogenetica dei Plesiadapiformi, un gruppo con caratteristiche piuttosto originali ma che a causa dell'adattamento all'ambiente arboricolo vengono tuttora localizzati all'inizio della storia evolutiva dei Primati


19/1/07: Brutte notizie riguardo ai gorilla del Virunga National Park, sul confine fra RDC e Uganda. E' giunta la notizia che due silverback sono stati macellati a scopo alimentare dai ribelli Mai Mai che agiscono nella zona.: "Mountain Gorillas Eaten by Congolese Rebels" (foto). Il primo è stato ucciso il 9/1, mentre il secondo (Mikunga, quello di cui si sono le foto anche da vivo sul blog specifico sui gorilla) è stato ucciso l'11/1. 


16/1/07: Filmato di Marco Visalberghi sui primati allevati a Cayo Santiago (su Arcoiris)


11/1/07: - Calci (Pisa) 16/18 maggio 2007: 18' Congresso API. Seconda Circolare - deadline per i riassunti: 28 Febbraio 2007.


 

Info sources:

Discussion Lists: Alloprimate list  | Primate-Science list | Diseases (ProMedMail)
Frequent updating: Daily Earth alerts | Enviro news | Forest news | CI News | Anthropology in the news | WWF Forest | Conservation Intl | African Wildlife Foundation | IPPL news | News SFdPMonkeys in the newsNew Scientist
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  • PS: i soci API che avessero verificato nell'elenco soci di conoscere qualche indirizzo di posta elettronica non presente o non aggiornato, e' pregato di comunicarmelo, in modo da accelerare l'invio di informazioni. 
  • I soci API sono poi calorosamente invitati a inserire i propri dati nell'International Directory of Primatology. Attualmente ci sono 14 schede di soci API, 5 schede di altri primatologi italiani, e 8 strutture italiane di ricerca primatologica. 
  • Chi e' arrivato in questa pagina, probabilmente e' interesssato a: 

 

 

MOST ENDANGERED PRIMATES

 

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(depending also on info found or kindly sent) by Daniele Formenti.

Last revised: 4 Giugno 2008

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