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APINN N.56 -- Gennaio 2010 – Dicembre 2010

·  si è concluso, nel maggio 2010, il TREDICESIMO anno di APINN ... - qui ci sono i 55 FILE PRECEDENTI


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PRIMATE NEWS DAL PRIMATE INFO NETWORK (PIN - con possibilità di RSS) - Monkeys in the news
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webcam dello zoo di Praga sul piccolo di Gorilla nato il 30/5/07

 

  • 20/12/10: ACCESSO LIBERO ALL'International Journal of Primatology FINO ALLO SCOCCARE DELLA MEZZANOTTE DELL'ULTIMO DELL'ANNO
  • 17/12/10: Interessante sito web sui primati, curato dal Smitsonian National Zoo: Great Apes and Other Primates.
  • 30/11/10: [dal DPZ] During a two-day conference in Basel, around 80 life sciences researchers from Switzerland, Germany, Sweden, France and Great Britain addressed the problems of animal research. The outcome of this meeting was the Basel Declaration, in which the conference scientists commit to a responsible approach to the handling of animals in animal research, acknowledge the 3R principles (Replace, Reduce, Refine) and also apply these principles at all times.At the same time, scientists in society and all interested groups expect the animal-based research that is necessary for medical progress, including research involving non-human primates, to be permitted today and in the future. The first signatories to the declaration call on their colleagues around the world to sign the Basel Declaration and to act accordingly. More info here. Se ne parla su Nature del 6/12/10 ("Basel Declaration defends animal research") dove si riferisce dei problemi che sono sorti in Germania e Svizzera, dove alcuni neuroscienziati che lavoravano sul sistema nervoso dei primati non sono riusciti a dimostrare l'utilità della loro ricerca di base e che le leggi controllavano ma non impedivano la sperimentazione sui primati nel caso non vi fossero alternative adeguate. Il problema è serio e dovrà essere affrontato in tempi brevi in tuttti i paesi europei. A settembre è stata aprovata la legge che pone limiti seri alla sperimentazione animele e in particolare a quella sui primati. Ora è il momento, ci sono due anni di tempo, di preoccuparsi dei contenuti delle leggi nazionali, che possono in parte allontanarsi dalle indicazioni europee. La dichiarazione di Basilea, non ancora tradotta in italiano, è una bese per aprire il dialogo con i politici e le popolazioni dei paesi europei, per evitare iniziative come quelle prese a Brema e a Zurigo, che hanno spinto i ricercatori sui primati nei paesi di lingua tedesca a mobilitarsi per far capire come sia pericoloso che un tribunale distingua fra ricerca di base e ricerca applicata. Questo è vero in particolare nel caso di ricerche di neuroscienze, che certamente non possono svolgersi su culture cellulari, nè tantomeno con simulazioni al calcolatore, possano utilizzare solo i primati come modello sperimentale. Volendo escludere l'uomo dal ruolo di modello sperimentale, è inevitabile che la ricerca su uno dei principali problemi attuali dovrà svolgersi su modelli animali adeguati al problema. Sempre che si riesca a convincere qualche integralista religioso che le neuroscienze non intendono "distruggere le basi della nostra civiltà". Anzi.     
  • 26/11/10: Martedì 14 dicembre 2010 alle 9:30, presso l'Università degli Studi di Milano Bicocca, si terrà un'interessante tavola rotonda: si discute sulla possibilità di una Sintesi Evoluzionistica Estesa (Altenberg 16)
  • 24/11/10:  il 26/11 Jane Goodall sarà a Torino al Museo Regionale di storia naturale. Sarà poi anche a Roma; vedi anche il sito del J.Goodall Intitute
  • 23/11/10:: [dal DPZ] EU supports international network on primate research. For biological and biomedical research, science depends on animal experiments. The understanding of complex processes in the body such as, for example, the reaction of the immune system to certain viruses or the control of brain functions sometimes also requires experiments with monkeys, the so-called non-human primates. EUPRIM-Net, a network consisting of eight European research centers, faces up to the special challenges of research with these animals. EU will sponsor the continuation of this project, which was initiated in 2006, with seven million Euros for the next four years.   
  • 16/11/10: Il sito web dell’NCSE annuncia (“Morris Goodman dies“) la morte a 85 anni del biologo evoluzionista Morris Goodman, esperto di filogenesi molecolare. Qui una sua intervista del 2004, dove ricorda come nel 1975 in un suo lavoro su Nature sull’evoluzione dell’emoglobina (“Darwinian evolution in the genealogy of haemoglobin”) evidenziò che “we were the first to get hard evidence of Darwinian evolution". Le sue ricerche di sistematica molecolare, di cui fu senza dubbio il principale pioniere, confermarono una relazione fra le specie che si può ottenere solo con i meccanismi che Darwin ha cominciato a proporre per spiegare l’evoluzione. Fu tra i primi a proporre, già nel 1962, la somiglianza fra scimpanzé tale da richiedere una modificazione della tassonomia, che è arrivata solo nel 1999 quando ambedue le specie furono inserite nella famiglia Hominidae.
    Qui un l
    avoro del 1985 sulla filogenesi dei primati.
    Nel 1992 scrisse che "If the biblical account of creation were true, then independent features of morphology, proteins and DNA sequences would not be expected to be congruent with each other. Chaotic patterns, with different proteins and different DNA sequences failing to indicate any consistent set of species relationships, would contradict the theory of evolution. However, such patterns do not exist: the molecular phylogeny of primates and of all vertebrates is remarkably similar to the picture that emerges from morphology"
    Qui una commemorazione con vari links a pagine web su Morris Goodman e un c
    ommento sukl blog di Greg Laden.
    Qui una bibliografia di M.Goodman da G.scholar
  • 2/11/10. [Da Pikaia] Tre stagioni di scavo in Libia hanno permesso  di portare alla luce le traccie di un'incredibile e inaspettata diversità tra i primati viventi all'epoca, circa 39 milioni di anni fa: tre nuove specie non strettamente imparentate fra di loro in un periodo in cui le scimmie antropoidi cominciano appena a comparire nel record fossile africano. Il notevole successo evolutivo di questo gruppo, da cui sono discese poi le scimmie e le scimmie antropomorfe odierne, potrebbe quindi aver avuto origine da una migrazione dall'Asia all'Africa compiuto da numerose specie differenziatesi tra 50 e 40 milioni di anni fa ancora fuori dal continente nero. Riferimenti:
    Jean-Jacques Jaeger, K. Christopher Beard, Yaowalak Chaimanee, Mustafa Salem, Mouloud Benammi, Osama Hlal, Pauline Coster, Awad A. Bilal, Philippe Duringer, Mathieu Schuster, Xavier Valentin, Bernard Marandat, Laurent Marivaux, Eddy Métais, Omar Hammuda, Michel Brunet. Late middle Eocene epoch of Libya yields earliest known radiation of African anthropoids. Nature, 2010; 467 (7319)
  • 27/10/10. Da  Science Daily: Newly Discovered Snub-Nosed Monkey Sneezes in the Rain.  Si tratterebbe di una nuova specie, Rynopithecus strickery, ed è stata trovata in Myanmar. Non esistono immagini in quanto l'unico esemplare disponibile è un animale defunto, la cui immagine sarebbe stata utilizzata per modificare un'immagine di  un esemplare simile di un'altra specie. Il problema è che la specie sarebbe priva di naso, e con un'apertura nasale sempre in contatto con l'esterno. Qui la notizia nel sito di Fauna & Flora International, l'organizzazione che ha annunciato la scoperta della nuova specie, Download the media release
  • 20/10/10: Oggi è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale Europea (italiano e inglese)  la Direttiva EU 86/609 sulla sperimentazione animale, approvata dal Parlamento Europeo l'8/9/10.
  • 19/10/10: Il Guardian intervista il primatologo Frans de Waal: "My bright idea: humans found a nicer way to evolve"
  • 15/10/10- Nel sito del NAP è consultabile gratuitamente la versione 2010 della Guide for the Care and Use of Laboratory Animals: Eighth Edition
  • 14/10/10: il 21/10 h. 13:00 alla Facoltà di Psicologia in Aula C, B.go Carissimi, Parma,  MICHAEL A. HUFFMAN (Primate Research Institute, Kyoto University, Inuyama, Giappone) terrà un seminario su "Macaque stone handling cultures, behavioral propensities and the origin of stone tool use"
  • 6/10/10: Originale l’idea di addestrare primati (Langur/colobi) per garantire, agli sportivi che partecipano a New Dehli ai Commonwealth Games, la protezione da altri primati (Macaca) invadenti (“Monkeys Hired to Work at Commonwealth Games”), ma non tutti questi guardiani sembra siano stati adeguatamente addestrati. O c’è il sospetto che anche loro o amano l’elettronica come tutti gli umani, o non apprezzano il lavoro dei giornalisti come alcuni umani (“Phone-stealing monkey attacks BBC man”). Meno chiaro con quale lotta biologica gestiranno la presenza di grossi insetti e cobra nell’area dei giochi.
  • 1/10/10: Vanessa Woods is a Research Scientist in Evolutionary Anthropology at Duke University and studies the cognition of bonobos at at Lola ya Bonobo Sanctuary in Congo. Here speaks about Sara Guen's new novel about bonobos: Ape House.
  • 8/9/10: Oggi è stata approvata al Parlamento Europeo la Direttiva EU 86/609 sulla sperimentazione animale:. Qui alcune delle tappe che hanno portato all'approvazione definitiva, che ha approvato il testo uscito dalla prima lettura del 3/6/10. Nelle due schede informative finali vengono evidenziati alcuni punti qualificanti, fra cui la fine della sperimentazione sulle antropomorfe (del resto già sospesa da tempo anche per i costi eccessivi) e un maggiore controllo sulla sperimentazione sugli altri primati non umani, per i quali si ovrà provvedere ad eliminare la cattura dall'ambiente, orgnizzando allevamenti  per sopperire al fabbisogno. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Direttiva EU 86/609 sulla sperimentazione animaleè avvenuta il 20/10/10, per cui entro il 10 novembre 2012  ogni paese dovrà recepire questa direttiva.

    Proposta commissione 2008Scheda1 - Scheda2: 1' lettura (3/5/10 - GU del 27/7/10 19/69) -  2' lettura (approvata senza emendamenti l'8/9/10 e pubblicata in Gazzetta il 20/10/10) - Informazione 1, 2.

  • 2/9/10: Dal 22 al 25 settembre si terrà a Verona, ospitata dal Parco Natura Viva, la conferenza annuale dell’European Association of Zoos and Aquaria (EAZA), che rappresenta 300 strutture in 35 paesi.
    La conferenza, cui parteciperanno più di 550 delegati, cade proprio nell’anno della biodiversità, e si discuterà il ruolo di queste strutture nella gestione di animali in cattività appunto dal punto di vista di fornire contributi significativi per aumentare la biodiversità, sia per quanto riguarda gli esemplari in cattività che per la conservazione in situ degli animali, soprattutto quelli più a rischio.
    Anche per questo gli investimenti dedicati alla formazione, alla ricerca e alla didattica vedranno prossimamente un interesse concentrato soprattutto sulle scimmie antropomorfe, a cui verrà appunto dedicata la prossima campagna, coordinata da Bryan Carroll, del Bristol Zoo. Giunge al termine in questi mesi invece la campagna dedicata ai carnivori.
    L’obiettivo della campagna permetterà di sviluppare meglio anche tutte quelle iniziative per gettare maggiore informazione sulle relazioni rilevanti fra le minacce alla sopravvivenza delle antropomorfe e le abitudini anche alimentari delle popolazioni occidentali, che hanno una certa difficoltà a prendere coscienza dell’esistenza di rapporti più stretti di quanto vorrebbero ammettere.
    Nella pagina web ancora in fasce della EAZA APE CAMPAIGN, già sono presenti informazioni (“Important breakthrough on food labelling and palm oil”) sul rapporto fra la produzione di olio di palma e l’estinzione degli oranghi nel Borneo. Leggi europee che prevedono un’etichettatura che indica dove troviamo l’olio di palma non può che essere urgente e necessaria. Sarà difficile, ma politici e cittadini dovranno darsi da fare per riservare un po’ di spazio anche a queste preoccupazioni …  i membri dell’EAZA già si stanno movendo per attivare i componenti del Parlamento Europeo.
    APE Campaign
  • 25/8/10: Il sito Monkey In The News pubblica una serie di foto di una Macaca di Bali che si coccola un gatto coraggioso, che non sembra per nulla preoccupato
  • 20/8/10In un blog di Nature compaiono oggi alcune nuove informazioni sul caso di “scientific misconduct” che coinvolge lo psicologo Marc Hauser per le sue ricerche sul comportamento e le capacità cognitive dei primati sudamericani che studiava Saguinus oedipus). Mentre il Chronicle of Higher Education e il blog Neuron Culture riportano alcune nuove informazioni e prove degli errori denunciati all’università dai suoi collaboratori e studenti, il NY Times ha riportato il documento dell’Uiversità (“FAS Dean Smith Confirms Scientific Misconduct by Marc Hauser”) e ha raccolto alcune conferme dello stesso Marc Hauser (“I made some significant mistakes”) .  .  . 
  • 16/8/10Giunge anche in Italia, attraverso un articolo di Repubblica del 13/8 ("Ricerche truccate e Harvard sospende l'uomo delle scimmie") e oggi con un post nel blog Leucophea di Marco Ferrari, la preoccupante notizia che si è conclusa un'indagine di "scientific misconduct" durata ben 3 anni, svolta su tre articoli di Marc Hauser, uno psicologo molto famoso per le sue ricerche sul comportamento di una specie di primati del sudamerica, il cotton-top tamarin (Saguinus oedipus).
    L'indagine si è conclusa in maniera un po' riservata (l'università di Harvard non ha ancora pubblicato i risultati della lunga indagine e
    non si sa nemmeno se lo farà), ma certamente male per Marc Hauser, che ha ammesso errori e comportamenti scorretti; si ritroverà quindi sospeso dal lavoro per un anno ed è stato costretto a far ritirare un famoso articolo (Rule learning by cotton-top tamarins) pubblicato nel 2002 sulla rivista Cognition. Per altri due articoli non è ancora nota la sentenza della commissione di indagine.
    Le prime notizie erano comparse il 10/8 sul quotidiano di Boston (Author on leave after Harvard inquiry) ma poi la notizia si è rapidamente diffusa, anche per la notorietà di Mark Hauser, apprezzato conferenziere (molto interessanti i video di questo convegno: Darwin/Chicago 2009) ma anche autore di libri sull'evoluzione e l'origine della mente, come Moral minds e Wild Minds, dove comunque presenta soprattutto ricerche di colleghi che non destano sospetti. 
    Se ne parla anche su
    New Scientist ("Observations: Scientific misconduct estimated to drain millions each year") e nel blog di Jerry Coyne.
    Non mancano interventi piuttosto perplessi e preoccupati di alcuni che hanno lavorato per anni con lui, come l'antropologo
    Greg Laden ("What I know about Marc Hauser, the recently 'investigated' Harvard primatologist : Greg Laden's Blog").
    Un articolo sull'argomento è comparso poi anche su Nature ("Harvard probe kept under wraps : Nature News") 
    Curioso il fatto che proprio in questi giorni il settimanale Time sia uscito con un grosso articolo sulla mente degli animali, dai corvi ai primati ("
    Inside the minds of animals"). La notizia di due giorni fa dimostra come in Italia ci si preoccupi meno di controllare il funzionamento delle strutture di ricerca finanziate con soldi pubblici (anche se in minore quantità).
  • 11/8/10: Nel blog di Greg Laden si evidenzia (“New Primate Fossil Informs Us of the Ape-Monkey Split During the Oligocene”) una recente pubblicazione su un fossile di primate trovato in Arabia Saudita, il Saadanius hijazensis, appartenente alla famiglia Saadanidae e alla superfamiglia Saadanioidea; come si capisce, il reperto ha creato qualche problema di classificazione, ed ha richiesto quindi tutta una serie di categorie tassonomiche tutte sue fino al livello di superfamiglia. Articolo con video sul Guardian: “Monkey fossil links ancient primates to modern apes”. Articolo su Nature: “New Oligocene primate from Saudi Arabia and the divergence of apes and Old World monkeys
  • Numerose associazioni ambientaliste internazionali hanno diffuso un documento contro la APP (Asian Pulp and Paper) che gestisce la deforestazione in molte aree dellIndonesia (Borneo in particolare)
  • 1/7/10: Interessante articolo dell'American Journal of Primatology, in cui viene presentata l'incredibile situazione dell'adozione di un piccolo di Callithrix jacchus da parte di due femmine di Cebus libidinosus, che lo ganno curato in periodi successivi per almeno un paio di anni in cui questa Callithrix si è mostratra integrata (Cross-Genus Adoption of a Marmoset (Callithrix jacchus) by Wild Capuchin. Monkeys (Cebus libidinosus): Case Report). La scoperta è stata fatta nel gruppo di Cebus che vengono studiati per la loro abilità nel rompere le noci. Se ne parla anche in un post su Primate.net 
  • 26/5/10: Nel sito web dei Gorilla doctors (Mountain Gorilla Veterinary Project -MGVP)si può leggere una relazione (“Tragedy in Pablo Group”) sul tentativo di salvare almeno uno dei piccoli dalla tragedia avvenuta il 19/5 nel “Pablo group” che vive nel parco dei Vulcani. Le necroscopie hanno confermato che la morte dei 4 gorilla, fra cui una femmina adulta, è stata causata dal clima molto freddo e piovoso di questi giorni.
  • 24/5/10: [da Pikaia] Sono ancora aperte le iscrizioni alla "Scuola Estiva di Alta Formazione in Filosofia ed Etologia Umana. Culture Animali e dimensioni ecologiche" che si terrà dal 7 al 9 giugno all'Università di Cassino. I seminari saranno tenuti da numerosi professori provenienti da atenei italiani e internazionali
  • 19/5/10: Brutte notizie dal parco dei Vulcani: 4 gorilla del “Pablo group”, una femmina adulta e tre piccoli (uno di due settimane) sono stati trovati morti (“Four gorillas die in Volcanoes National Park
  • 27/4/10: Un paio di video diffusi recentemente da Discovery News permettono di fare ulteriori riflessioni sul modo di gestire la morte di parenti stretti fra gli scimpanzé, con evidenti tentativi di mantenere in vita per un paio di mesi almeno le relazioni affettive nonostante il processo di mummificazione (dall’articolo “Chimpanzee mothers at Bossou, Guinea carry the mummified remains of their dead infants”). Se si vuol cercare e trovare “qualcosa di più”, non c’è da stupirsi che lo si trovi anche in altre specie animali, e in questo caso già anche negli scimpanzé.
  • 20/3/10: Greenpeace sta realizzando in questi giorni una campagna informativa sul drammatico problema della deforestazione in Indonesia e in particolare in Kalimantan (Borneo); l’obiettivo è quello di sostituire le foreste con piantagioni di palma da olio e di cereali utili per la produzione di biodiesel. La campagna sulla coltivazione estensiva della palma da olio ha come principale obiettivo la Nestlè. La deforestazione ha invece come principale obiettivo l’azzeramento di un ambiente in cui la biodiversità è ai massimi livelli, anche se non si deve dimenticare che nel Kalimantan, e solo li’, vive una delle due sottospecie di orango; l’altra vive a Sumatra, un altro ambiente tropicale minacciato dalla deforestazione.
    Da qualche tempo ha cominciato a circolare (oggi è disponibile gratuitamente) un video che illustra la realtà e le conseguenze  della deforestazione in Indonesia, dovuta alla diffusione delle coltivazioni di palma da olio; l’olio prodotto da queste coltivazioni che sostituiscono le foreste tropicali trae vantaggio dal costo limitato della sostituzione delle aree coperte dalle foreste tropicali. La storia delle ultimi fasi della deforestazione in Indonesia è vista attraverso gli occhi di un orango morente, a cui è stato sottratto in pochissimo tempo l’ambiente vitale.
    Il documentario non può che smentire una delle favole più tremende che si cerca di raccontare ai popoli occidentali poco abituati ad un’analisi razionale della realtà: “l’uomo non può essere il cancro del pianeta”.. 
    La visione del documentario “Green” (il nome dell’orango) magari non convincerà tutti sulla possibilità che sia l’uomo il responsabile del riscaldamento globale (è questo il punto su cui si attira strumentalmente l’attenzione), ma è certamente convincente sul fatto che sia l’uomo a eliminare per motivi commerciali e di arricchimento a breve termine le foreste tropicali, l’ambiente da cui lo stesso uomo ha avuto origine e la principale area della biodiversità. Se non bastassero i documenti diffusi da Greenpeace e da altre associazioni protezioniste, si può anche andare a dare un’occhiata alle piantagioni di palma da olio con Google Map.
    Oltre alla visione del video “Green” del regista Moez, i siti web delle associazioni ambientaliste forniscono la documentazione per dimostrare la strada su cui ci siamo incamminati e le conseguenze possibili. Non nascondono ovviamente i ben noti motivi per cui si è intrapresa questa strada di distruzione di un ambiente che si è creato in milioni di anni e che viene distrutto da chi non sa e non vuol sapere che
    certe teorie possono spiegare le ragioni dell'esistenza della biodiversità; e non vuole nemmeno che si sappia in quanto … l’olio di palma costa molto meno degli altri oli alimentari utilizzati finora  dalla nostra economia; addirittura non si nasconde nemmeno la possibilità di utilizzare addirittura prodotti alimentari di origine vegetale per far marciare le nostre automobili  … nonostante anche gli stessi umani abbiano ancora qualche problema a “marciare”.
    Il film e' disponibile gratuitamente sul sito http://greenfilm.free.fr e ha ricevuto I seguenti premi: Durango film festival 2009, USA - Best short documentary, Festival Albert 2009, Francia - Grand prix Meilleur scenario, International Wildlife Film Festival 2009, USA - Best sound design, best editing, best conservation and environmental issue, Festival International du Film Nature et Environnement 2009, Francia - Hérisson de Bronze.
    Fra la documentazione associata a questo film nel sito web Salva le foreste troviamo:
Come si capisce da questi titoli, ci sono MOLTI aspetti della nostra economia che saremmo pronti a negare … ma solo perché li ignoriamo; sappiamo che la nostra cultura e la nostra TV preferisce stimolare il nostro STUPORE e non la nostra CURIOSITA’ di capire come funziona il mondo, alla base della scoperta scientifica. E sono  pochi che hanno la curiosità di cercare di capire cosa c’è dietro ai temi affrontati nelle diverse pagine web ad esempio del sito Salva le foreste. E pensare che sono tutte problematiche che coinvolgono la sopravvivenza delle prossime generazioni anche della nostra specie…
Ogni europeo dovrebbe controllare anche l’uso della certificazione FSC (Forest Stewarship Council) da parte dei commercianti in legname, per essere davvero certo che l’uomo non sia e non diventi il cancro del pianeta.
Chi sa cosa sia l’FSC? Qui la sede dell’FSC-Italia.


  • 18/3/10: SEMINARI DELLA PROF.SSA  JUDITH C. MASTERS, VISITING PROFESSOR PRESSO IL DIP. DI BIOLOGIA ANIMALE “G. REVERBERI” di Palermo:

GRASPING AT STRAWS? THE COLONIZATION OF MADAGASCAR BY MAMMALS; Lunedì 22 marzo ore 15.00 – Aula Conferenze – Dip.Biologia animale Via Archirafi 18, Palermo

BIOGEOGRAPHY OF PRIMATE ORIGINS AND EARLY EVOLUTION Giovedì 25  marzo ore 15.00 – Aula Conferenze – Dip.Biologia animale Via Archirafi 18, Palermo


  • 8/3/10: martedì 9 marzo dalle 16 alle 18: seminario sui Lemuri ("Ecological adaptability of ringtailed lemurs") di Lisa Gould al Polo didattico di Via Volta a PISA

  • 18/2/10: Ecco che è finalmente arrivato il documento più atteso per l’Anno della Biodiversità: è il documento dell’IUCN che presenta la fotografia della situazione dei primati a rischio di estinzione (”Primati a rischio estinzione. Ecco le 25 specie in pericolo”). E’ un documento che non aspettavano solo i primatologi, né solo gli zoologi; riguarda infatti la situazione di rischio delle specie a noi più vicino e ogni anno ci sono nuove preoccupazioni. E’ un documento che dovrebbe essere analizzato con ansia da tutti coloro che sanno che la nostra specie è inserita in un percorso evolutivo in cui nessuna specie animale potrebbe mai sopravvivere da sola. "Il motivo che ci ha spinto a stilare una classifica dei 25 primati maggiormente a rischio d'estinzione è quello di attirare l'attenzione della gente al problema e di far si che i governi si sentano stimolati a fare qualcosa per tentare di far sopravvivere queste specie così importanti per la biodiversità del nostro pianeta", ha spiegato Russell Mittermeier, responsabile del Primate Specialist Group dell'Iucn. Qui la pagina dell’IUCN (“World's most endangered primates revealed”) che presenta il documento originale: “Primates in Peril: The World’s 25 Most Endangered Primates, 2008–2010”.
    La preoccupazione aumenta quando si scopre che “Almost half (48 percent) of the world’s 634 primate species are classified as threatened with extinction on the IUCN Red List of Threatened Species™. La preoccupazione aumenta ULTERIORMENTE quando poi si scopre che “The main threats are habitat destruction, particularly from the burning and clearing of tropical forests (which results in the release of around 16 percent of the global greenhouse gases causing climate change), the hunting of primates for food, and the illegal wildlife trade”.

4/2/10: Sono incominciate le iniziative per continuare a festeggiare, nonostante la conclusione dell’anno darwiniano, il 201’ compleanno di Darwin. Elenchi dei Darwin Days si possono trovare nel sito della UAAR (Darwin Day UAAR 2010) o nel sito web di PIKAIA. Da notare il rilevante contenuto primatologico del Darwin Day di Parma, un invito a realizzare iniziative simili anche in altre sedi “amiche”.


3/2/2010: Al convento dell’Osservanza di Radicondoli (SI) questa primavera la cooperativa Ethoikos organizza corsi di statistica e naturalistici. Qui i programmi


27/1/10: Su Discovery News si preannuncia (“Monkey Rivals Human at Nut-Cracking”) un articolo di Dorothy Fragaszy e Elisabetta Visalberghi, in arrivo su Animal Behaviour sull’abilità dei cebi sudamericani. Qui il sito web che presenta (e illustra) le ricerche svolte da queste ricercatrici.


26/1/10: Su Scientific American un articolo sull’H.floresiensis tira in ballo l’evoluzione dei primati: “What the small-brained hobbit reveals about primate evolution


20/11/09: Sull’Unità on line intervista («Anche le scimmie ricorrono alla violenza, ma sanno superarla» a Filippo Aureli, etologo dei primati alla John Moores University di Liverpool e partecipante al convegno Science for Peace organizzato a Milano dalla Fondazione Veronesi


13/11/09: Seminario di Patrizia Potì (Unità di Primatologia Cognitiva e Centro Primati Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione, CNR) il 20/11/09 : “Abilità costruttive nei Primati”. Auletta L. Luciani – Edificio di Fisiologia umana/livello giardino. Città Universitaria Piazzale Aldo Moro 5 - 00185 Roma. (a quell’ora uno si aspetterebbe una mensa…) 


 

 

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  • PS: i soci API che avessero verificato nell'elenco soci di conoscere qualche indirizzo di posta elettronica non presente o non aggiornato, e' pregato di comunicarmelo, in modo da accelerare l'invio di informazioni. 
  • I soci API sono poi calorosamente invitati a inserire i propri dati nell'International Directory of Primatology. Attualmente ci sono 14 schede di soci API, 5 schede di altri primatologi italiani, e 8 strutture italiane di ricerca primatologica. 
  • Chi e' arrivato in questa pagina, probabilmente e' interesssato a: 

 

 

MOST ENDANGERED PRIMATES

 

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Last revised: 29/3/2010

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