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APINN N.57 - - Gennaio 2011 – Dicembre 2011

·  si concluderà, nel maggio 2012, il QUINDICESIMO anno di vita di APINN ... - qui ci sono i 56 FILE PRECEDENTI

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PRIMATE NEWS DAL PRIMATE INFO NETWORK (PIN - con possibilità di RSS) - Monkeys in the news
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webcam dello zoo di Praga sul piccolo di Gorilla nato il 30/5/07

 

  • 22/3/12:   Seminari del Prof. Takafumi Ishida del "Department of Biological Sciences,  Graduate School of Science, University of Tokyo, nell'ambito di un progetto di collaborazione internazionale di cui F. Dumas è responsabile scientifico. Giorno 28 marzo dalle 10 alle 12 presso il Dipartimento di Biologia ambientale e Biodiversità (sezione Biologia animale e Antropologia), via archirafi 18, Palermo. Titoli seminari: 
    • "Molecular basis for human skin color gradation"
    • "Primate society and physiology")
  • 20/3/12: Interessante un recente volume pubblicato dalla National Academies Press e scaricabile gratuitamente per uso personale: "Chimpanzees in Biomedical and Behavioral Research: Assessing the Necessity". Ovviamente la situazione europea è certamente più avanzata, essendo già attiva una legislazione più avanzata di quella USA.
    For many years, experiments using chimpanzees have been instrumental in advancing scientific knowledge and have led to new medicines to prevent life-threatening and debilitating diseases. However, recent advances in alternate research tools have rendered chimpanzees largely unnecessary as research subjects. The Institute of Medicine, in collaboration with the National Research Council, conducted an in-depth analysis of the scientific necessity for chimpanzees in NIH-funded biomedical and behavioral research. The committee concludes that while the chimpanzee has been a valuable animal model in the past, most current biomedical research use of chimpanzees is not necessary, though noted that it is impossible to predict whether research on emerging or new diseases may necessitate chimpanzees in the future.
    Qui altri testi free della NAP sugli scimpanzee e sui primati.
  • 13/3/12: Qui alcuni posti prossimamente disponibili (PhD o volontari) nel dipartimento di primatologia del  Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology
  • 20/2/12: Nel sito del PIN, nella oggi ricchissima pagina delle riviste primatologiche, hanno organizzato da poco anche un indice di tutti i numeri della rivista Gorilla Gazette, dal 1987 al 2008. Sempre assolutamente raccomandabile è la pagina delle news primatologiche
  • 7/2/12: Aggiornamento, con nuovi corsi

    CORSI DI FORMAZIONE ORGANIZZATI  DA EU-PRIM-NET

    23-26.4. 2012: Course on Primate Sociobiology, Husbandry & Nutrition  (for scientists, veterinarians and students)

    July 04. - 13. 2012, first EUPRIM-Net course for local field staff of Primate field-research stations

    September 10. - 11. 2012, EUPRIM-Net course for Animal Caretakers and Technicians

  • 26/1/12:  This is an announce (well in advance) of the upcoming EUPRIM-Net course on Primate Husbandry,  devised for Scientists, Veterinarians and Students. The course will take place at the German Primate Center in Göttingen from April 23rd - 26th 2012. Topics of this course will relate to Primate  husbandry & welfare and will focus on: Nutrition, social behavior/dynamics, reproductive strategies, breeding management (genetic and sociobiological aspects), behavioural needs and environmental enrichment. Leading experts in these fields will present the course programme, which will also include a guided tour through the Primate keeping facilities of the German Primate Center.
    A detailed programme of the course as well as a form to register will be available by mid February on our EUPRIM-Net web page under:

    http://www.euprim-net.eu/network/courses.htm, where you will also find a short overview of other upcoming EUPRIM-Net courses.
  • 19/1/12:  In Italia il Jane Goodall Institute organizza per il 7 febbraio un’iniziativa a Firenze: un concerto-evento a favore del Jane Goodall Institute, l’organizzazione umanitaria creata dalla scienziata inglese celebre per i suoi studi sugli scimpanzè e per l’impegno sull’ambiente, e del Villaggio Sanganigwa di Kigoma, Tanzania (presso il sito di Gombe, che accoglie bambini di tutte le etnie e religioni resi orfani dall’Aids. Per chi volesse dare un’occhiata al parco di Gombe, c’è l’aiuto di Google Earth!    
  • 12/1/12[da Pikaia] Dal 17 al 22 giugno 2012 si terrà a Erice, presso l'Ettore Majorana Centre, un grande convegno internazionale dal titolo "The Evolution of Morality: The Biology and Philosophy of Human Conscience", diretto da Frans de Waal, Telmo Pievani e Stefano Parmigiani, con illustri speaker tra i quali: Frans de Waal (Emory University, Atlanta); Philip Kitcher (Columbia University); Patricia Churchland (University of California San Diego); Pier Francesco Ferrari (University of Parma); Liane Young (Boston College); Richard Joyce (Victoria University); Oren Harman (Bar Ilan University); Darcia Narvaez (University of Notre Dame); Melanie Killen (University of Maryland); Jan Verplaetse(Ghent University); Christopher Boehm (University of Southern California); Telmo Pievani (University of Milan Bicocca) and Giorgio Vallortigara (University of Trento); Ara Norenzayan (University of British Columbia); Jeffrey Schloss (Westmont College); Owen Flanagan (Duke University); Stephen Pope (Boston College); Simon Blackburn (University of Cambridge). Deadline for registration: March 30th 2012. Il programma
  • 10/1/12:  Un articolo di Repubblica (“Umane, fin troppo umane, le scimmie così simili a noi”) riferisce la notizia che anche negli USA, seguendo le orme dell’Europa, sono stati sospesi i finanziamenti del National Health Institute alle ricerche biomediche che prevedono l’uso degli scimpanzé come modello sperimentale, sulla base delle informazioni e dei documenti ufficiali di cui si parla qui sotto alla data del 15/12/11.
    Pur utilizzando purtroppo riferimenti alla fantascienza (!?) che alla scienza nell’articolo si cerca di alludere, come si faceva con maggiore serietà negli articoli del NYT, alle nuove conoscenze accumulate negli ultimi 40 anni sul comportamento e la socialità degli scimpanzé in natura, informazioni che hanno portato a rivoluzionare nel 1999 la classificazione delle scimmie antropomorfe, sulla quale pochi sono oggi aggiornati. Siccome anche gli stessi libri di primatologia non troppo recenti propongono una classificazione superata, conviene aggiornarsi con un articolo del 2011 di Bernard Wood su Nature (più affidabile) o con le (leggermente diverse) ultime versioni di Wikipedia in inglese o in italiano (pagina da poco aggiornata).
    La classificazione attuale, come si può facilmente verificare, avvicina lo scimpanzé a noi ancora di più di quanto fece già Linneo nel 1700 (era comunque già la specie più vicina all’uomo) inserendola addirittura nella stessa famiglia (Hominidae) che nella stessa sottofamiglia (Homininae) che nella stessa tribù (Hominini). Chi si fosse perso, può aiutarsi con questa mappa o questa, meno dettagliata. Ambedue sono necessarie per non perdersi ma soprattutto per non sembrare ignoranti e magari anche non aggiornati.,, il mondo è compkesso e cambia continuamente, anche grazie alla ricerca scientifica, che cerca di spiegare sia il come che il perché.
  • 9/1/12: Su PLOS è stato pubblicato oggi un articolo davvero preoccupante (“Zoonotic Viruses Associated with Illegally Imported Wildlife Products”), conseguenza del primo tentativo di verificare la gravità del rischio che deriva dall’introduzione illegale e incontrollato negli USA prodotti alimentari ottenuti da animali selvatici africani. Il rischio principale deriva dal fatto che si è verificato per la prima volta che i prodotti alimentari contengono virus che sono estremamente pericolosi e spesso anche letali. Questo vale soprattutto per le carni di primati non umani (NHP), perché è ben noto come molti virus presenti nei primati abbiano una notevole facilità a passare all’uomo, grazie alle notevoli affinità che abbiamo con queste specie a noi filogeneticamente vicine; i virus possono poi acquisire anche una letalità che non è presente nelle forme che si trovano nei primati e a cui magari i primati oggi hanno imparato a convivere (come avviene con l’herpesvirus B che può essere letale per l’uomo).
    Già conosciamo la storia dell’HIV, originatosi da un virus dei primati, ed ora esiste la prova di una diffusione a livello mondiale di materiale che nasconde un pericoloso rischio biologico per la nostra specie.
    Solo l’anno scorso un altro articolo, su Conservation Letters (“The scale of illegal meat importation from Africa to Europe via Paris”)  aveva dimostrato quanto fosse rilevante l’importazione abusiva ed illegale di carni di animali selvatici africani (bushmeat) che transitava per l’aeroporto di Parigi in quantità davvero impressionanti (si stima il passaggio di 273 tonnellate all’anno!).
     
  • 7/1/12: [da Science Daily] Il Madagascar non cessa di stupire non soolo per il numero di specie di primati che ospita, paragonabile al numero di specie di primati che si trovano in tutto il resto dell’Africa, come se un numero simile di ambienti diversi richiedesse l’esistenza di un’uguale varietà di specie con caratteristiche fenotipiche diverse. E’ di oggi infatti la notizia della scoperta da parte di un gruppo di primatologi tedeschi nella foresta di Sahafinam, di una nuova specie di lemuride di piccole dimensioni (chiamato Microcebus gerpi, in onore del GERP, il Groupe d`Étude et de Recherche sur les Primates de Madagascar). Si tratta di un lemure notturno di piccole dimensioni, 68 g, ben lontano dalle dimensioni del più piccolo esemplare di Microcebus (44 g).
    Sembra incredibile che in un’isola oggi in buona parte desertificata a causa dell’opera dell’uomo sia così frequente (altre ne sono avvenute recentemente) la scoperta di nuove specie di primati, ma bisogna considerare che spesso sono notturne, oltre che di piccole dimensioni.
  • 1/1/12:   Come iniziare l’anno nuovo?
    Credo che un invito a visitare la pagina web GORILLA.CD sia la scelta migliore.
    E’ infatti adeguata sia ai temi trattati in questa pagina, sia ad un momento di passaggio fra un passato difficile e problematico e un futuro che si spera possa essere migliore ma solo se siamo in molti a vedere i problemi e a contribuire a raggiungere questo obiettivo; e ciò senza dimenticare anche un appello personale affinché ognuno capisca la necessità di contribuire a lasciare il mondo un po’ migliore di quello che ha trovato al momento del suo arrivo.
    Nella homepage del sito GORILLA.CD troviamo infatti in evidenza proprio 4 link a 4 pagine che:

    1- mostrano la recente nascita in dicembre (“Two December Newborn Mountain Gorillas for 2011”) di due nuovi piccoli di gorilla, di cui sono mostrate le foto. Sono una speranza per un futuro più tranquillo per gli ultimi 770 circa gorilla di montagna, la sottospecie dei gorilla che sono sopravvissuti (nella zona di confine fra la RD del Congo (RDC), l’Uganda e il Rwanda) al disboscamento e alla distruzione sia degli ambienti che degli stessi gorilla, che un tempo occupavano un’area ben più ampia. Indiscutibile il ruolo dell’uomo nella progressiva scomparsa di una delle specie a noi filogeneticamente più vicine. E anche le mappe della distribuzione degli scimpanzé indicano che il ruolo dell’uomo è stato determinante nella distruzione degli ambienti di foresta che un tempo ricoprivano quest’ampia area che arriva fino al Senegal, chiarendo il concetto di frammentazione e confermando il ruolo dell’uomo.

    2- dimostrano come il bracconaggio e l’uso dei gorilla a scopo alimentare sia continuato anche negli ultimi anni, quando l’area del Parco dei Vulcani era teatro di una lotta per il controllo del territorio, ricco di minerali preziosi. Proprio nel 2007 i ranger che proteggono il parco e i gorilla hanno dovuto abbandonare il parco nelle mani dei ribelli che cercavano di sottrarre al governo centrale il controllo del territorio e delle sue ricchezze. In una pagina del sito (“The struggle to protect Congo’s Mountain Gorillas”) si ricordano i giorni del 2007 in cui venne massacrata sia un’intera famiglia di gorilla di montagna che alcuni dei rangers del parco, a cui era stato attribuito un ruolo certamente superiore alle loro forze e alla loro capacità di proteggere i gorilla, contribuendo a far svolgere loro un ruolo ben diverso da quello tradizionale di fonte di cibo …

    3- ricordano appunto le conseguenze drammatiche di quegli eventi (“The Virunga Widows’ Fund”), con le immagini dei caduti, dei funerali, delle loro mogli e delle loro famiglie, tuttora bisognose di un aiuto che può arrivare anche da lontano. Qui un video sui gorilla uccisi.

    4- ci ricordano che la situazione è conseguenza di scelte errate e può solo essere risolta con scelte e politiche corrette che però richiedono anche un sostegno (Give a Holiday Gift that Lasts All Year: Supporting Mountain Gorillas) che sia adeguato a contrastare le pressioni economiche e politiche che vengono oggi dai paesi occidentali e che porterebbero in pochi anni alla scomparsa di un parco, di un ambiente di foresta tropicale e di una sottospecie di gorilla che vive solo in quest’area e con cui abbiamo percorso la maggior parte della nostra storia evolutiva.

    L’esistenza e la gestione continua di queste pagine web permette oggi un contatto rapido e diretto con questi problemi e con le popolazioni a cui il mondo attribuisce ruoli certamente sproporzionati rispetto alle loro forze e ai loro interessi. Internet è uno strumento che oggi permette anche di aprire canali diretti di sostegno e di aiuto. Sui gorilla è attivo anche questo blog: Mountain Gorilla Protection (dove sono mostrati gli spettacoli pirotecnici organizzati nel parco dei Vulcani per l’ultimo dell’anno… e si racconta del lavoro che porta a migliorare il rapporto fra le popolazioni locali e i gorilla: Gorilla poacher turned tracker…). Anche il turismo, che permette la sopravvivenza delle popolazioni locali, è diventato uno strumento di conservazione: “Wild Gorillas Groom U.S. Tourist in Uganda”; incontri ravvicinati di questo tipo sono possibili e indimenticabili. Sono possibili anche incontri più affettuosi fra vecchi amici.

    Per chi volesse informazioni aggiornate e complete sui problemi della conservazione delle scimmie antropomorfe, è disponibile gratuitamente in internet il volume dell’UNEP:
    World Atlas of Great Apes and their conservation.
    Chi non si accontentasse e volesse un altro regalo per non continuare a chiudere gli occhi di fronte alle evidenti responsabilità dell’Homo sapiens (o almeno di una parte limitata ma sempre potente dell’umanità) in quella che si prospetta come un ulteriore problema incombente ma i cui effetti non sono ancora ben chiari (la “sesta estinzione di massa” di specie vegetali ed animali indispensabili per la sopravvivenza del pianeta) può aggiungere anche il volume, altrettanto gratuito,  CONSERVATION BIOLOGY FOR ALL, presentato in marzo nel sito di Pikaia.
  • 2012
  • 31/12/11Sul Fatto possiamo leggere “NOI, SCIMMIE MODIFICATE”, una recensione favorevole di un libro di due mesi fa (“Qualcosa di grandioso. L’infinita bellezza e complessità di tutto ciò che esiste, a cura di Armando Massarenti, Dalai, pagg. 256, • 17,50), che presenta il contributo di alcuni ricercatori sui diversi aspetti dell’universo, ora certo più chiari e comprensibili rispetto a qualche anno fa, grazie alla scienza. Certo la scienza non può riuscire a nascondere sotto nessun tappeto gli aspetti grandiosi, misteriosi, incomprensibili e quindi anche un poco angoscianti che difficilmente impediranno ai miti di fornire quel calore e quella sicurezza illusoria che ci danno già da migliaia di anni, contribuendo ad allontanare dalla nostra strada l’inquietante, e a volte esplosiva, creatività di una contingenza il cui ruolo è certo rilevante quanto ingestibile. ·         A fine novembre sono girate un po’ di preoccupazioni per i rischi conseguenti all’uso dei telefoni cellulari. Se n’è parlato anche a Report il 27/11.
    Pochi sanno che oltre ai rischi ci sono anche danni certi, anche se sembrano meno importanti; riguardano infatti alcune popolazioni dell’Africa, sia umane che di scimmie antropomorfe.
    Tutto viene spiegato in questo sito web sulla “Guerra del coltan”, un minerale utilizzato per la produzione dei telefoni cellulari. L’articolo spiega bene come le miniere da cui si estrae questo minerale indispensabile per la produzione dei telefonini siano in un’area del Congo nord-orientale in cui vivono alcuni degli ultimi esemplari di antropomorfe, in particolare i gorilla di montagna che vivono nel parco del Vulcani Virunga.
    L’articolo, presente nel sito di Rai24, ha anche un’ottima pagina di link utili per capire tutti gli aspetti di un problema che evidentemente è gestito dai paesi acquirenti del coltan, che del coltan determinano anche il prezzo.
  • 30/12/11[da BBC science News] Cosa succede se si fa il solletico a Emmie? Si diverte? Ride o si arrabbia? Emmie è un gorilla. Qui il video con la soluzione.
  • 26/12/11:    Il Committee for Biodiversity and Ecosystem Services e l’ U.S. National Committee for DIVERSITAS (NRC) hanno pubblicato presso la National academies press gli atti del simposio “Twenty-First Century Ecosystems: Managing the Living World Two Centuries After Darwin”. Come al solito è possibile, registrandosi, scaricare gratuitamente il PDF del volume, che comunque contiene solo parte degli atti del convegno, tenutosi nel 2009.
  • 25/12/11Questa immagine oggi farà forse piacere anche a chi è abituato a vedere il mondo attraverso filtri culturali che tendono a divinizzare anche caratteristiche e comportamenti che riteniamo umani ma che in realtà sono condivisi con le specie a noi filogeneticamente più vicine.
  • 15/12/11: Anche negli Stati Uniti, come in Europa, non verranno più finanziate ricerche mediche e comportamentali sugli scimpanzé. Lo ha comunicato il direttore dell National Intitute of Health, Francis Collins e lo riferisce il New York Times nell’articolo “U.S. Will Not Finance New Research on Chimps. Altri articoli del New York Times che trattano dell’argomento: 16/12: U.S. Suspends Use of Chimps in New Research e 20/12: Recognition of Chimps as Relatives May Reshape Research. SI capisce quindi che la decisione, proposta da un comitato scientifico, è conseguenza delle ricerche degli ultimi decenni, che hanno permesso anche di rivoluzionare la classificazione che riguarda le specie a noi vicine. Come non tutti sanno la classificazione delle scimmie antropomorfe è stata rivista dopo la scoperta della complessa socialità dimostrata dagli scimpanzé e dalla loro capacità di apprendere e di trasmettere le informazioni anche alle generazioni successive, tanto è vero che dal 1999 si è cominciato a parlare di cultura degli simpanzè. La commissione dell’Istituto di medicina dell’NIH ha concluso nel suo report (“Chimpanzees in Biomedical and Behavioral Research: Assessing the Necessity”) “recent advances in alternate research tools have rendered chimpanzees largely unnecessary as research subjects”; non si escludono comunque che eventi eccezionali per la salute umana potrebbero rendere necessario ricorrere ancora agli scimpanzé, un’ipotesi che si trova anche nei documenti europei, dove comunque l’uso degli scimpanzé nella ricerca è stato sospeso anche prima che venisse imposto da una legge, probabilmente grazie al fatto che la sperimentazione sull’HIV si può fare solo sull’uomo, nonostante la somiglianza dell’HIV con il SIV: l’HIV non dà problemi agli scimpanzé... Il volume si recuprea anche nel sito della NAP    
  • 12/12/11:Intl.J.Primatology: Read the most downloaded articles for free. Free anche gli altri articoli fino al 31/12
  • 5/12/12: [da Eurekalert] Un articolo su PNAS (“A nonreplicating subunit vaccine protects mice against lethal Ebola virus challenge”) annuncia la scoperta di un vaccino contro il virus Ebola, estremamente letale soprattutto per le scimmie antropomorfe e per l’uomo, testato per ora con successo solo su un modello murino.
  • 4/12/11: Sono solo 23 i gibboni di Hainan (Nomascus hainanus), che sopravvivono oggi solo nella Bawangling Nature Riserve sull’isola di Hainan (Cina) nel golfo del Tonchino. E’ una delle specie di primati più vicine all’estinzione e il loro ambiente è minacciato.
    18 famiglie di gibboni hoolok (Hylobates hoolok) sono le ultime antropomorfe che ancora sopravvivono in India. Sono state trasferite da una zona minacciata di foresta nell’area del villaggio di Dello al
    Mehao Wildlife Sanctuary nella Dibang Valley (nord est dell’India), per avere una maggiore protezione. 
    Seri rischi corrono anche gli oranghi (Pongo pygmaeus e abelii) che vivono in Kalimantan/Borneo (ne sono rimasti circa 54000) e Sumatra (7000 sono sopravvissuti); l’invadenza dell’uomo che estende le sue coltivazioni sta sottraendo continuamente aree di foresta indispensabili per la sopravvivenza di questa grande antropomorfa, l’unica che viva in Asia, e solo in queste due isole.
    Ne parla un articolo sul Guardian (“Fresh wave of killings by hunters takes Indonesian orangutan to the brink of extinction”)
  • 1/12/11: E’  interessante qualsiasi scoperta che venga fatta sugli scimpanzé di Fongoli, in Senegal, l’unica colonia che viva in ambiente di savana. Una recente scoperta, pubblicata dall’antropologa Jill Pruetz su Primates (“Plant-food and tool transfer among savanna chimpanzees at Fongoli, Senegal”), e riportata anche su Eurekalert (“Study finds savanna chimps exhibit sharing behavior like humans”), mette in evidenza come in questo gruppo di scimpanzé sia maggiore frequenza di condivisione di cibo e di strumenti di caccia, e questo soprattutto in direzione delle femmine del gruppo.
  • 30/11/11:    La notizia giunge ancora attraverso il blog MyGenomix, e questa volta si tratta di un articolo che presenta una scoperta fatta da bioinformatici cinesi che hanno confrontato sequenze geniche umane e di scimpanzé, da pochi anni disponibili. Secondo quanto riferisce il commento di Marco Cattaneo su Le Scienze, è ancora un problema di nuove e diverse informazioni genetiche, di nuovi geni che compaiono modificando informazioni genetiche preesistenti. In questo caso le novità sono comparse nel lungo passaggio evolutivo che porta in qualche milione di anni dalle antropomorfe alla nostra specie. I nuovi geni non sarebbero pochi: ben una sessantina, secondo quanto ha scoperto un gruppo di ricercatori cinesi del Kunming Institute of Zoology, che lo presenta su PLOS genetics: “De Novo Origin of Human Protein-Coding Genes”.
  • 26/11/11: [da Pikaia] Ora anche l’orango si affianca allo scimpanzé, al bonobo e ai diversi gorilla con un’impressionante massa di dati che confermano anche in questa specie, finora meno nota, la capacità e l’importanza della trasmissione di dati per via culturale. Come si vede, Michael Krützen, Erik P. Willems e Carel P.van Schaik inseriscono il termine “cultura” nel titolo di un lavoro peer-reviewed dedicato agli oranghi: Culture and Geographic Variation in Orangutan Behavior.
  • 18/11/11: Finalmente una gran quantità di informazioni sul comportamento dell'orango: Michael Krützen, Erik P. Willems, Carel P. van Schaik: Culture and Geographic Variation in Orangutan Behavior.
    Although geographic variation in an organism's traits is often seen as a consequence of selection on locally adaptive genotypes accompanied by canalized development [1], developmental plasticity may also play a role [ [2] and [3] ], especially in behavior [4]. Behavioral plasticity includes both individual learning and social learning of local innovations (“culture”). Cultural plasticity is the undisputed and dominant explanation for geographic variation in human behavior. It has recently also been suggested to hold for various primates and birds [5], but this proposition has been met with widespread skepticism [ [6] , [7] and [8] ]. Here, we analyze parallel long-term studies documenting extensive geographic variation in behavioral ecology, social organization, and putative culture of orangutans [9 populations explain only very little of the geographic variation in behavior, whereas environmental differences explain much more, highlighting the importance of developmental plasticity. Moreover, variation in putative cultural variants is explained by neither genetic nor environmental differences, corroborating the cultural interpretation. Thus, individual and cultural plasticity provide a plausible pathway toward local adaptation in long-lived organisms such as great ] (genus Pongo). We show that genetic differences among orangutaassesses and formed the evolutionary foundation upon which human culture was built.
  • 17/11/11:   Questa settimana ci sarebbe un altro buon motivo per organizzare un week-end nel Parco dei monti Virunga, il parco nella Rep.Dem.del Congo in cui vivono i gorilla di montagna. Da una settimana è in corso una spettacolare eruzione del vulcano Nyamulagira, Qui, nel blog dedicato ai gorilla del parco, alcune immagini dell’eruzioni e alcune informazioni utili per iscriversi ai trekking, dal costo di 300 $,  per avvicinarsi all’eruzione. La partenza del trekking è da Goma, sempre che la città non sia minacciata da un’eruzione dell’altro vulcano vicino, il Nyiragongo, che nel 2002 ha semisommerso Goma di lava. 
  • 16/11/11: Questa settimana c’è un altro buon motivo per organizzare un week-end nel Parco dei monti Virunga, il parco in cui vivono i gorilla di montagna. Da una settimana è in corso una spettacolare eruzione del vulcano Nyamulagira, Qui nel blog dedicato ai gorilla del parco, alcune immagini dell’eruzioni e alcune informazioni utili per iscriversi ai trekking per avvicinarsi all’eruzione, dal costo di 300 $. La partenza del trekking è da Goma, sempre che la città non sia minacciata da un’eruzione dell’altro vulcano vicino, il Nyragongo, che nel 2002 ha semidistrutto Goma.
    Chi è che dice che il mondo è immobile e non ci sono eventi casuali che influenzano la geografia dei territori e la vita delle specie che li abitano? Bambini, probabilmente.
    Se si ha qualche giorno libero si può quindi mettersi in coda per partecipare all’“Overnight Trek to Nyamulagira Volcano Eruption Site!” (con un vulcanologo italiano a far da guida) altrimenti ci si può accontentare delle foto o dei video con audio. 
  • 11/9/11: "Chimpanzee Skeletal Digital Atlas (Pan troglodytes)",  free digital academic atlas comprising most of the osteology of our closest living relative in anatomically orientated hi-res photographs. Anatomical terminology is in three languages; English, Spanish and Latin. Posting and distribution of this information to who may be interested would be appreciated. This atlas is about 240 MB in size and loads slowly
  • 10/9/11: Dal 14 al 17.11. 2011: EUPRIM-NET organizza un Course on General Primate Biology. (for scientists, veterinarians and students).
    Registration deadline is set on the 28th of October 2011
    We will conduct the course on November 14.-17. 2011 at the German Primate Center (www.dpz.eu), to provide lectures and interactive seminar sessions on a variety of different topics related to Primate biology. Therefore we have invited experts to convey the latest knowledge in the fields of
    • Primate taxonomy/diversity
    • Feeding strategies & competition
    • Functional anatomy and locomotion
    • Non-invasive endocrine assessments
    • Primate behaviour & communication
    As in the former courses we will be a small group comprising a maximum of 40 people. You will find ample time to interact during the session breaks as well as during the social events (e.g. guided city tour, convivial evenings). Following the course we provide an optional test with questions on the respective course contents to certify your successful participation
  • 9/9/11:  Sull’Espresso di questa settimana si può leggere un’intervista a Frans de Waal (“Una scimmia per amico”) in vista della "Settima Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza" che si terrà a Venezia tra il 18 e il 20 settembree a cui parteciperà. E‘ dedicata a una delle più grandi frontiere della ricerca scientifica: "La Mente: essenza dell'umanità". Per conoscere le modalità di iscrizione e scaricare il programma completo, visitare il sito  www.thefutureofscience.org. Ultimi giorni per iscriversi.
    Nell’intervista de Waal fa capire le incredibili e imprevedibili scoperte effettuate negli ultimi decenni studiando la complessità e la variabilità del comportamento dello scimpanzé e del bonobo; le scoperte più sconcertanti sono arrivate dal comportamento connesso con emozioni, empatia, solidarietà. Un tempo erano parole tabù, se riferite ad animali, oggi per i primati ma soprattutto per gli scimpanzè si parla tranquillamente di altruismo e moralità, tanto che ci stiamo dimenticando che fino a pochi decenni fa era difficile evitare di evocare il ruolo dell’istinto.
    Per chi non potesse andare a Venezia, non c’è da preoccuparsi; basta andare in libreria: L'età dell'empatia (2011), Primati e filosofi (2008), La scimmia che siamo (2006), Naturalmente buoni (2001). Ma se ci si accontenta, non mancano nemmeno i video.
  • 7/9/11: Scientific American oggi fornisce una notizia interessante (“Should Captive-Bred Chimpanzees Have Full Endangered Species Act Protection?”) sull’ipotesi, in corso di esame da parte dell’ U.S. Fish and Wildlife Service (FWS), di inasprimento del sistema di protezione degli scimpanzé in cattività negli USA. Sono l’unico paese (insieme al Gabon) che ancora autorizza l’uso degli scimpanzé per la sperimentazione (sarebbero ancora 1000 quelli utilizzati, secondo un articolo del Washington Post del 14/8/11 (“Chimpanzee research an endangered species as experts debate usefulness, ethics”).
    L’ipotesi (“U.S. Fish and Wildlife Service Initiates Review of the Chimpanzee’s Status”, del 31/8) è di passare anche gli scimpanzé in cattività dallo stato di “minacciati” a quello di “endangered-in pericolo”. Questa modifica, richiesta da numerose associazioni (The Humane Society of the United States, the American Association of Zoological Parks and Aquariums, the Jane Goodall Institute, the Wildlife Conservation Society, the Pan African Sanctuary Alliance, the Fund for Animals, Humane Society International, and the New England Anti-Vivisection Society) avrebbe anche l’effetto di impedire l’uso dei circa 250 scimpanzè usati negli USA per l’intrattenimento (film e spot pubblicitari soprattutto).
    Fra l’altro questo uso “ricreativo” degli scimpanzé altera fortemente nel pubblico la percezione deil livello di rischio di estinzione di questa specie, come si è potuto verificare prima del Natale scorso anche in Italia, quando le associazioni come ENPA o WWF osarono contestare l’uso di uno scimpanzé addestrato e condizionato nel film “La banda dei babbi Natale”. I commenti dei cinefili (… forse anche cinofili) erano di questo tipo, anche se ora non sono più conservati da altre pagine web. Difficile che capiscano qualcosa di evoluzione o di specie a rischio di estinzione … o che riescano ad apprezzare il lavoro di chi ha permesso di capire quali importanti somiglianze ci siano con questa specie che scopriamo ogni anno sempre più simile alla nostra.
  • 6/9/11: Una pagina web della Washington University recensisce il volume 'Origins of Altruism and Cooperation' (Springer, 2011, Series: Developments in Primatology: Progress and Prospects,), edito by Robert W. Sussman, PhD, and C. Robert Cloninger, MD. Nell’indice del libro si nota il contributo di T.Pievani, con un capitolo dal titolo: “Born to Cooperate? Altruism as Exaptation and the Evolution of Human Sociality”. Gratuitamente sono disponibili le pagine dell’introduzione alla prima parte (“Cooperation, Altruism, and Human Evolution”), scritte da Ian Tattersall
  • 6/9/11: Un post nel blog Green presenta (“Plight of the Lemur: A Movie”) uno dei video più recenti (“Trouble in Lemur land”), che racconta la vita di un gruppo di silky sifaka (Propithecus candidus) che colonizzano il Marojejy National Park in Madagascar (mappa). Il film segue il lavoro del primatologi americano Eric Patel, che studia da un decennio questi Sifaka a rischio di estinzione (ne sopravvivono 300/2000 esemplari).
    Il video mostra chiaramente la drammatica situazione delle foreste malgasce e delle stesse area che dovrebbero essere protette, in un momento di crisi economica e politica che rende molto difficile il controllo del territorio e della legalità. Davvero impressionanti le scene che mostrano il modo primitivo con cui procede la deforestazione che sta distruggendo il parco, gestito da individui (per ora, per fortuna…) male organizzati e peggio equipaggiati.
    Una pagina web del parco (News updates) ssembra però più ottimista sulla situazione attuale, che dal 2010 starebbe migliorando rispetto al 2009, quando nel parco dominava la “mafia del redwood”, che vediamo all’opera nel video, che utilizzava i sifaka in via di estinzione anche come risorsa alimentare. Qui la pagina web dei video di Eric Patel, che contiene anche Angels of the Forest: Silky Sifaka Lemurs of Madagascar
  • 6/9/11: L'attrice Angelina Jolie partecipa al film Jane’s Journey, un film che celebra la vita e il lavoro della primatologa più famosa, Jane Goodall. Jane’s Journey verrà presentato in alcuni teatri il 27 settembre -- presentato da Dr. Goodall . Trailer - Website
  • 2/8/11: Un nuovo importante reperto di antropomorfa fossile, L' Ugandapithecus mayor, di 20 milioni di anni fa, è stato scoperto da M.Pickord e B.Senut nella regione del Karamoja, nel nord-est dell'Uganda; qui articolo della BBC e di MailOnline; e qui un articolo sull'Ugandapithecus
  • 22/7/11: Diretto da Rupert Wyatt e distribuito dalla Twentieth Century Fox, esce il 23 settembre il film di fantascienza L'alba del pianeta delle scimmie. Nell'odierna San Francisco si fanno esperimenti d'ingegneria genetica per sviluppare l'intelligenza nelle scimmie. E' l'inizio di una guerra per la supremazia. Trailer. Buoni gli effetti speciali, ma comunque fantascienza, che tende a spaventare.  Difficile riconoscere  sotto  il volto  di Caesar il famoso attore  che ha già "interpretato" Gollum. Per  fortuna ci sono le interviste,
  • 20/7/11:  Chi è interessato a lavorare con i primati o a fare ricerca con primati, o a migliorare le proprie competenze sui primati non puo' che seguire costantemente il sito del PIN Primate-Jobs . Oggi per esempio si parla di un master biennale a Zurigo con Carel van Schaick, che prevede di svolgere 8 mesi di ricerca sugli oranghi. Cosa ci sarebbe di meglio ...? Da notare che sembra trattino meglio gli studenti non svizzerii...! Altre info.
  • 14/5/11: Da Kampala (Uganda) giunge la notizia della comparsa di Ebola in un gruppo di persone che si è cibata di carne di una scimmia; per ora c'è una sola vittima, una ragazza di 12 anni, ma si attendono altri casi. Per aggiornamenti controllare qui
  • 7/5/11: L’API, nell’assemblea tenutasi a Bussolengo (12 aprile 2011), ha deciso di istituire 4 premi da 300 € ciascuno come contributo per la partecipazione al Congresso EFP che si terrà ad Almada (Portogallo) dal 14 al 17 settembre. Possono inoltrare richiesta studenti, dottorandi o altri ricercatori non strutturati, in regola con le quote associative per il 2011, che presentino una comunicazione o un poster al Congresso. Scadenza del bando, riservato ai soci API: 15/5/2011
  • 4/5/11:  L’Unione Europea continua nelle sue iniziative a difesa dell’ambiente e della biodiversità. E’ previsto che in questi giorni venga firmata una convenzione con la Liberia per controllare la deforestazione; molto più importante, soprattutto per l’area coinvolta, molto più ampia, è l’accordo del 4 maggio con l’Indonesia. Terzo Paese al mondo per patrimonio boschivo, l’arcipelago deve fare i conti con l’attività incontrollata delle industrie che producono carta, teak e olio di palma. Sumatra e Borneo sono le isole indonesiane che pagano un prezzo più alto: quest’ultima dal 1950 a oggi ha visto ridursi la propria superficie ricoperta da foreste dall’82% al 49%.
    Non dimentichiamo come questi accordi (Voluntary Partnership Agreements), riguardano soprattutto il controllo dell’importazione del legname tropicale da parte dei paesi europei, ma hanno come obiettivo il controllo dell’utilizzazione dele foreste fda parte di ditte soprattutto occidentali. Ha (o meglio avrà) quindi (almeno si spera) effetti imponenti sulla biodiversità delle foreste tropicali in questi paesi. Nel sito citato sono elencati i paesi che hanno firmato simili VPA con l’Unione Europea.
    Per l’Indonesia è auspicabile che questo accordo possa contribuire evitare la prevista scomparsa dell’orango (Pongo pygmaeus), programmata per i prossimi decenni.
    Per chi volesse dare un’occhiata, questi 2 video sono davvero istruttivi: Green e Is Going Green Worse For The Planet?     
  • 25/4/11: Science pubblica la ripetizione di un esperimento pubblicato da Marc Hauser su Science nel 2007. La mancanza dei dati originari aveva portato recentemente al ritiro di questo lavoro nell'ambito di un'indagine di scientific misconduct; i risultati precedenti vengono comunque riconfermati dalla ripetizione dell'esperimento.
    Da  notare anche la novità sul procedimento in corso: The Boston Globe reported last week (and Harvard confirms) that Hauser, who has been on leave this year, will not be allowed to teach during the 2011-12 academic year.
  • 15/4/11: Informazioni utili arrivano da Giuseppe Donati, che sta organizzando un corso ("Primate Behavioral Ecology and Conservation ") nel centro primatologico di La Suerte in Costarica, dal 20 luglio a metà agosto.
  • 14/4/11: nuove scadenze arrivano da Almada, dove stanno preparando il prossimo convegno EFP: la prima scadenza importante è stata spostata a fine aprile. Ci sono poi altri contributi che possono però essere conquistati solo da chi non teme rivali. Il bando dell'API dovrebbe essere pronto a giorni.
  • 13/4/11: Si è concluso proprio oggi il XX convegno dell'API. Potete trovare anche una foto di gruppo
  • 28/3/11: ricordo il XIX Congresso dell'Associazione Antropologica Italiana
    1961-2011: CINQUANTA ANNI DI CONGRESSI. PASSATO, PRESENTE E FUTURO DELL’ANTROPOLOGIA
    Torino, 21-24 settembre 2011 - Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo - Università degli Studi di Torino - http://e20.unito.it/aai2011/
    Sarà presente una sessione di Biologia ed Evoluzione dei Primati Non-umani. Ricordo inoltre che una prima scadenza è il 31 Marzo 2011. Dopo tale data le quote di iscrizione saranno maggiorate. Il limite per la presentazione degli abstracts è il 2 Maggio 2011. E' prevista la pubblicazione degli Atti su Journal of Biological Research, Rubbettino eds (http://www.rubbettino.it).
  • 21/3/11:  Sono aperte le iscrizioni alla scuola estiva “Tropical rainforest biodiversity: field and GIS tools for assessing, monitoring and mapping” che si terrà dal 1  al 14 Luglio 2011 in Tanzania presso l’Udzungwa Ecological Monitoring Centre, il centro di monitoraggio gestito dal Museo Tridentino di Scienze Naturali all'interno del Parco Nazionale dei Monti Udzungwa. L’area contiene foreste pluviali montane di straordinaria importanza per ricchezza biologica.
    Il corso è organizzato dal Museo Tridentino di Scienze Naturali e dall'Università degli Studi di Trento in collaborazione con l'ente Parchi Nazionali della Tanzania. La Scuola estiva è rivolta ad un massimo di 15-20 studenti internazionali, laureati o laureandi in discipline scientifiche
    affini ai temi trattati (scienze naturali, scienze ambientali, scienze forestali, zoologia, conservazione delle risorse naturali, ecc.). Al corso parteciperanno anche  alcuni ecologi di Parchi Nazionali in Tanzania.
    Le lezioni si svolgeranno in lingua inglese.
    Maggiori informazioni e il volantino del corso in formato pdf sono disponibili sul sito.
  • 17/2/11: The Wisconsin National Primate Research Center (WNPRC) announces the release of Primate Portal, a new website that provides information for biomedical researchers who work, or plan to work, with the nonhuman primate as a human disease model. When a researcher is preparing to move to nonhuman primates from a smaller animal model, he or she can find it challenging to identify appropriate funding resources, collaborators, animal colonies and testing facilities. The Primate Portal website contains detailed information about programs and facilities funded by the National Institutes of Health, including the eight National Primate Resesarch Centers, to aid researchers in finding the resources they need. Researchers interested in primate research are invited to visit the Primate Portal at http://www.primateportal.org/ and create a user account at no cost. For more information, contact Dr. Joseph Kemnitz, WNPRC, kemnitz@primate.wisc.edu, (608) 263-3588 or Ray Hamel, Jacobsen Library, WNPRC, hamel@primate.wisc.edu, (608) 263-3512.
  • 16/2/11: E' arrivata la seconda circolare del XIX congresso dell'Associazione  Antropologica Italiana (AAI) che si terrà a Torino e Asti dal 21 al 24 settembre 2011: 1961-2011: CINQUANTA ANNI DI CONGRESSI. PASSATO, PRESENTE E FUTURO DELL’ANTROPOLOGIA.
    E' presente una sessione, che si terrà ad Asti, di Biologia ed evoluzione dei Primati non umani .
  • 15/2/11: Posizione di PhD a Zurigo per tre anni per una ricerca sui conflitti fra gruppi di C.aethiops, da realizzare con lunghe ricerche sul campo, in Sudafrica. Stipendo iniziale è evidentemente più svizzero  che italiano, di circa 31000 euro.
  • 14/2/11: Le Great Apes Enrichment Project organise une exposition itinérante de portraits de grands singes dans différents zoos européens. Cette expo­sition s’inscrit dans une perspective résolument nouvelle qui envisage le zoo comme un espace multiculturel et un outil de culture scientifique.
  • La mostra, costituita da cubi con foto ingrandite di facce di antropomorfe, si chiama “PORTRAITS DE GRANDS SINGES  Regards Cousins», con foto di Chris Herzfeld.
    La mostra si terrà prossimamente al Muséum National d'Histoire Naturelle, Ménagerie du Jardin des Plantes de Paris, dal 9 aprile al 31 luglio 2011. Precedenti sedi sono state la Cité des Sciences (Paris), il ZKM/Center for Art and Media (Karlsruhe), il Muséum de Lyon,  la Grande Halle de la Villette (Paris) e vari musei d’arte contemporanea (MAC’s Grand Hornu, ULB Bruxelles).
    Prossime sedi della mostra saranno Anversa - Berlino - Londra – Roma
  • 9/2/11: Cercano anche esperti di etologia dei primati!: The Laboratory of Experimental and Comparative Ethology, University of Paris 13, is inviting applications for the position of Professor in Ethology, with tenure status and salary commensurate with qualifications and experience. This position opening follows the retirement of Professor Pierre Jaisson, the founder of the laboratory. Candidates should have a strong track record of international excellence and external grant funding. Candidates must have demonstrated ability to successfully mentor young investigators and to foster and strengthen collaborative research. Research at the Laboratory of Experimental and Comparative Ethology focuses on several aspects of social behaviour, with both proximate and ultimate approaches.  The laboratory is open to all research themes that characterize modern ethology. The successful candidate is expected to develop an original research program and to contribute to undergraduate teaching (biology and psychology curriculum). Application procedure is electronic via a national portal. Interested candidates should contact Professor Patrizia d’Ettorre as soon as possible and in any case by 7 March 2011 for further information about application procedure.
    Please send curriculum vitae and list of publications to: patrizia.dettorre@leec.univ-paris13.fr . Laboratory of Experimental and Comparative Ethology, University of Paris 13,
    99 avenue J.B. Clément, F-93430 Villetaneuse, France. Phone:  + 33 1 49 40 32 59; Fax: + 33 1 49 40 39 75.
  • 6/2/11:  il giorno 11/02/2011 alle ore 15.00 a Torino: seminario del Prof. De Boer (University of Amsterdam) "The acoustic effects of air sacs in primates" . Il seminario si terrà presso l'Aula Magna del Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo, Via Accademia Albertina 13, Torino,
  • 2/2/11: Ricerca, da parte del German Primate Center di Gottinga per un PhD-student for a project on the effect of male migration on the behaviour and physiological stress response of group members in crested macaques (Macaca nigra). The study will be conducted as part of the Macaca Nigra Project (www.macaca-nigra.org) in the Tangkoko Nature Reserve, Indonesia and will be carried out in close collaboration with our Indonesian counterparts. Candidates will enrol in the graduate programme of the University of Göttingen. Field work will comprise collection of
    behavioural data, plus faecal and saliva samples for hormone analysis. Laboratory hormone and data analysis will be carried out in Goettingen.
  • 17/1/11: Presso l'Università di Vienna la Facoltà di Scienze della Vita (Biologia) ha lanciato un PhD Programme (fra l'altro si prevede "no application fees") sul tema Cognition and Communication. The goal is to train graduate students to understand cognition from a biological viewpoint, with a focus on how animals solve real-world problems, such as dealing with conspecifics in daily social life. Communication is studied as a window into social cognition, allowing us to design experiments, which test specific hypotheses developed through an innovative combination of field observations and experiments, and laboratory work on humans and other animals. L'interesse è rivolto verso humans and non-human animals. Sembra di capire che Vienna has become an increasingly important centre for behavioral and cognitive research, with a strong research focus on comparative cognitive biology.  
  • 13/1/11:  Le immagini sono ovviamente adatte a un pubblico adulto e sarebbe anche meglio che non fosse un adulto amante dei primati. Vengono dalla Guinea Bissau e ci fanno capire quanto siano importanti i primati per quelle popolazioni in quanto servono a mettere insieme il pranzo e magari anche la cena. E questo non solo nei villeggi nascosti nella foresta, ma nella stessa capitale, Bissau. Le 9 foto, terribili, fanno capire come avvenga che la natura e la biodiversità siano parole che in alcune zone del mondo hanno un significato diverso da quello che viene attribuito da popolazioni che vivono in ambienti in gran parte artificiali da cui di solito vengono espulse le immagini che permetterebbero di avere coscienza delle tragedie, umane e animali, necessarie o anche solo funzionali per il loro benessere.  Per chi avesse coraggio e stomaco, le fotro sono QUI e sono tratte dalla rivista Ecologist.   
  • 11/1/11:  Ci sono sempre molte possibilità di lavoro con i primati, anche se spesso si tratta di lavoro volontario. Verificate le ultime novità nel sito del PIN.
  • 4/1/11: In aprile si terrà a Bussolengo (VR) al Parco Natura Viva il 20' congresso dell'Associazione Primatologica Italiana. A fine gennaio scedono i termini per l'iscrizione. Si raccomanda di verificare anche se si è in regola con l'iscrizione all'API, in modo da poter approfittare di una quota di iscrizione che è sempre limitata ma comunque più conveniente.
  • 3/1/11: Nel blog Animal Mouse di C.Nadotti si riferisce di Un’azienda per salvare gli oranghi di Sumatra. Si racconta dell'iniziativa imprenditoriale organizzata da Peter Pratje della Società Zoologica di Francoforte (FZS), che gestisce nel parco Bukit Tigapuluh (mappa) un centro di riabilitazione per gli oranghi. E' una delle ultime foreste pluviali di Sumatra, un paradiso dove vivono oranghi, tigri ed elefanti. Di questo habitat unico che si estende per 3200 chilometri quadrati, soltanto un terzo è parco naturale, il resto è in pericolo, minacciato dalle aziende che chiedono (e ottengono) concessioni per avviare piantagioni per l’olio di palma e deforestare per produrre carta. Obiettivo di Peter Pratje è la realizzazione di un'iniziativa economica alternativa alla deforestazione che porterebbe alla scomparsa delle milglaiai di specie animali e vegetali che caratterizzano la foresta di Sumatra.
    Per chi non avesse ancora un'idea di quel che rimane delle foreste e degli oranghi, ci sono video come questi, che davvero non lasciano dubbi.
    Per chi preferisce  emozioni più lunghe, qui un video (Green) sulla fine di un orango in un ambiente che non riconosce più ("Her name is Green, she is alone in a world that doesn"t belong to her. This film is an emotional journey with Green's final days. It's a visual ride presenting the rainforest biodiversity and the devastating impacts of logging and land clearing for palm oil plantation.") .
    Ben diversa l'immagine (proposta con colonna sonora bucolica) nella sua homepage dalla APP (Asian Pulp and Paper), dove si commemorano le foreste e la fauna preesistenti. 
    Il link all'APP è proposto da un recente (29/12) articolo dello Spiegel, arricchito da una ventina di foto di oranghi orfani delle loro foreste.
    Non c'è comunuque da illudersi molto dell'interesse degli occidentali per la difesa delle foreste in cui vivono le ultime antropomorfe. Difficile "aggianciarli" con concetti apparentemente troppo "semplici".
    Una recentissima campagna dell'ENPA e della LAV contro l'uso (allo scopo di far divertire il pubblico) di uno scimpanzé ammaestrato nel recente film natalizio di maggior successo è stata accolta da pesanti ironie perfino in siti web (ecoblog) dall'impronta ecologista: "quelli della lav fanno piu’ ridere del film", "Non mi pare che nessun animale abbi scelto questi qui come propri rappresentanti", "male che vada sono addestrati apposta", "con queste uscita ad min@hiam che gli animalisti perdono credibilità".
    Che sia necessaria la collaborazione dell'uomo affinchè i primati abbiano un ruolo primario nella difesa delle foreste sembra purtroppo un'idea complessa, che sarà difficile diffondere.
    Certo sarebbero molto utili i sei milioni di euro che invece verranno investiti per convincere gli italiani della necessità di sviluppare l'energia nucleare..  


 

 

Info sources:

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  • PS: i soci API che avessero verificato nell'elenco soci di conoscere qualche indirizzo di posta elettronica non presente o non aggiornato, e' pregato di comunicarmelo, in modo da accelerare l'invio di informazioni. 
  • I soci API sono poi calorosamente invitati a inserire i propri dati nell'International Directory of Primatology. Attualmente ci sono 14 schede di soci API, 5 schede di altri primatologi italiani, e 8 strutture italiane di ricerca primatologica. 
  • Chi e' arrivato in questa pagina, probabilmente e' interesssato a: 

 

 

MOST ENDANGERED PRIMATES

 

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(depending also on info found or kindly sent) by Daniele Formenti.

Last revised: 29/3/2010

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