Da 'La Repubblica' del 29-4-97
"Io, papà di una scimmietta"
Il tribunale "affida" l'animale al suo padrone
Pescara, il primate acquistato in Venezuela e importato in Italia
fuorilegge. Il sequestro e il ricorso di un avvocato-etologo
di GIUSEPPE CAPORALE
PESCARA - La mamma in realtà è un papà, ma
per Cocò non ha mai fatto differenza. E il giudice, il
dottor Alessandro Spinaci, presidente
del tribunale del riesame di Pescara ha deciso di conseguenza.
Quella scimmietta sudamericana, ha sentenziato, ha solo tre mesi,
è
troppo piccola e non può stare senza il suo padrone che
gli fa da genitore. Quindi, anche se il signor Eros l'ha importata
illegalmente
in Italia, non resta che affidargliela. Formalmente, la scimmietta
resta sotto sequestro, ma il papà-mamma adottiva che l'ha
acquistata lo
scorso febbraio in Venezuela può, anzi, deve tenerla con
sè. Il più contento della sentenza è proprio
Eros Rocchia, un giovanotto
pescarese di 26 anni titolare di una scuola per il recupero di
anni scolastici perduti. Del resto, da quando ha quattro giorni
di vita
Cocò dorme con lui in una stanza di un appartamento a Montesilvano,
dove Eros ha fatto anche mettere dei tronchi e dei
rami per giocare. La loro storia è stata raccontata ieri
da "Il Centro" di Pescara.
Mangia solo se imboccata da lui e lo segue dappertutto. Un rapporto
talmente stretto e intenso che non poteva essere interrotto.
Il destino di Cocò era quello di finire nel parco zoo "Il
paese dei bambini" di Falconara. Condanna inevitabile in
quanto sprovvisto
del certificato di origine, il Cites. Ma la tesi dello scienziato
dei comportamenti animali Konrad Lorenz ha convinto il tribunale.
Tra l'
uomo e la scimmietta è nato un rapporto familiare che non
può essere spezzato, specie adesso che Cocò è
così piccolo.
Così questo bellissimo maschio di cebus nero resterà
con Eros, il quale, comunque, rischia una multa salata. La legge
parla di una cifra
tra i 20 e i 200 milioni.
Proprio il legame affettivo tra Eros e la scimmietta, quel legame
che, secondo Lorenz fa sì che, a volte, gli animali orfani
identifichino in
un uomo il genitore adottivo, ha determinato la sentenza. Merito
di Augusto Bassino, avvocato, appassionato di etologia che è
riuscito
a ottenere l'affidamento. "Mi ero presentato spontaneamente
alla Forestale per denunciare l' acquisto in Venezuela di Cocò"
spiega
Eros "e non sapevo che mi mancava questo certificato. Mi
hanno sequestrato la scimmietta". E la Procura presso la
Pretura di Pescara
aveva già deciso di trasferire Cocò allo zoo di
Falconara. Così Eros si è rivolto all'avvocato.
Bassino, nell'istanza presentata al tribunale ha tirato fuori
la tesi di Konrad Lorenz. Per Cocò, ha scritto, Eros è
come la madre. Il piccolo
non può essere allontanato da lui. Il tribunale ha accolto
il ricorso e liberato la scimmia. "Sono un appassionato di
Lorenz, ho letto tutti i
suoi libri e quando sono venuto a conoscenza della storia di Eros
e Cocò mi è sembrato il caso di utilizzare le teorie
del grande etologo
austriaco".
Grazie all'etologia, alla tesi di Lorenz e alla sensibilità
del giudice pescarese, Eros Rocchia è stato riconosciuto
"mamma adottiva"
della scimmietta.
"Sono davvero diventato come la sua mamma: gli do da mangiare,
lo faccio dormire con me. Siamo sempre insieme, mi segue pure
sul
lavoro. È piccolo e ha bisogno di tante cure e affetto".
Emozioni e diritti di un animale
di LUISELLA BATTACLIA (L'Unita' 30-4-97)
La decisione del tribunale di Pescara che ha affidato una scimmietta
di tre mesi al ragazzo che l'aveva importata illegalmente dal
Venezuela appare interessante e innovativa per varie ragioni.
Innanzitutto, è assai significativa la motivazione della
sentenza: tra l'uomo e la scimmia, si legge, è nato un
rapporto familiare che non può essere spezzato.
Il che sembra implicare il riconoscimento di uno status di quasi
persona al soggetto non umano: non può essere, infatti,
un oggetto né una semplice proprietà quello con
cui s'instaura un rapporto affettivo profondo come e' l'analogia
instaurata dal tribunale tra un figlio e un genitore
In secondo luogo, viene attribuita una responsabilità che
definiremmo di cura al soggetto umano. Il tribunale riconosce
che esistono particolari doveri e vincoli morali nei confronti
degli animali di compagnia o di affezione nell'atto stesso in
cui viene ridotta la loro capacità di vita indipendente.
Ponendo, infine, la scimmietta formalmente sotto sequestro ma,
insieme, disponendone l'affidamento, il giudice mi sembra abbia
inteso, in sostanza, salvaguardare due principi, a mio avviso,
irrinunciabili: da un lato, il rispetto della legge che proibisce
l'importazione illegale degli animali esotici (il ragazzo rischia
una multa che va dai venti ai duecento milioni), dall'altro, la
tutela di un soggetto i cui interessi o, se si vuole, diritti
fondamentali, devono essere presi in seria considerazione. E'
forse questa la migliore risposta all'obiezione, tante volte avanzata,
sull'insensatezza di attribuire diritti a chi come gli animali
non e' in grado di comprenderne il significato ne di rivendicarli.
Il fatto che i non umani come molti esseri umani cosiddetti marginali
(neonati, comatosi, cerebrolesi etc.) non abbiamo tali capacita'
pare dunque irrilevante, giacche' altri, in vece loro (tutori,
rappresentanti) possono difendere efficacemente in procedimenti
legali i loro interessi.
In tal senso, sembra trovare conferma la tesi formulata dal filosofo
ed etologo Bernard Rollin, secondo cui le vie più praticabili
per porre gli animali sotto la protezione delle leggi sono il
conferimento d taluni diritti fondamentali per via legislativa
o il loro riconoscimento per via giudiziaria, attraverso un processo
che li estenda progressivamente ai non umani .
Nella novità della sentenza, aperta alle più recenti
istanze bioetiche si può leggere la scelta di questo secondo
percorso, nel segno di una più generalizzata cultura del
rispetto verso ogni essere vivente.
Si registra, ormai, anche a livello di opinione pubblica, la consapevolezza
che gli animali siano esseri coscienti, capaci, come noi, di avere
un ampia gamma di esperienze significative, di provare emozioni,
di nutrire affetti.
In tal senso, stiamo muovendoci, sia pure con lentezza, verso
un'applicazione al trattamento degli animali di quell'apparato
eticogiuridico che ormai e' acquisito per noi.