Lotta all'ultimo sangue contro la zanzara tigre

La zanzara tigre Aedes albopictus, originaria dell'Asia, è tra le cento specie invasive più pericolose dal punto di vista epidemiologico. È vettore di numerosi arbovirus di importanza clinica per l'uomo, (chikungunya, dengue, West Nile, febbre gialla ed altri 22 virus) e per gli animali (filariosi). Il cambiamento climatico, demografico, l'aumento di scambi commerciali, l'urbanizzazione e gli spostamenti umani, hanno facilitato la diffusione di questa zanzara in aree temperate, determinando emergenti condizioni di rischio per potenziali epidemie qualora il patogeno fosse incidentalmente introdotto. Questo rischio è aggravato dall'inadeguatezza delle misure di controllo e dalla insorgenza di fenomeni di resistenza agli insetticidi.

Nell'agosto 2007 un'epidemia di 200 casi (alcuni mortali) di chikungunya (malattia febbrile con antralgie che lasciano postumi invalidanti) è stata notificata nella provincia di Ravenna. Tale epidemia è stata causata dal virus CHIKV introdotto in tale area da una persona infetta proveniente dall'India (zona endemica per tale virus), e diffuso velocemente in seguito alla presenza nell'area di una popolazione ad alta densità del vettore, Ae. albopictus. La presenza massiva di Ae. albopictus in Nord Italia ed in particolare nella pianura Padana e nell'area Pavese, il suo alto potenziale di disseminazione virale, il crescente rischio di casi importati di virus come chikungunya e Dengue o altri arbovirus, costituisce un serio motivo di preoccupazione sanitaria ed ambientale (Istituto Superiore di Sanità e World Health Organization). Secondo l'European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), l'Italia e l'Europa meridionale è a "soglia di rischio epidemiologico". In mancanza di vaccini e di farmaci efficaci, la prevenzione di epidemie si basa quasi esclusivamente sul controllo delle popolazioni di Aedes albopictus attraverso l'uso di insetticidi chimici. Sfortunatamente, l'efficacia di sostanze chimiche è attenuata dalla comparsa di resistenza nelle popolazioni del vettore.

La nostra missione è di utilizzare metodologie innovative su basi biotecnologiche per il monitoraggio e per la lotta alla zanzara tigre. Strategie di monitoraggio e di controllo pił efficienti ridurranno il rischio di epidemie e l'effetto fastidioso delle punture con possibili insorgenze di allergie.

In particolare, ci stiamo occupando di:

1. messa a punto di metodi che interferiscano con la capacitą della zanzara di riconoscere odori dell'ospite, odori per l'accoppiamento e per il riconoscimento di siti di oviposizione. Avendo già caratterizzato il sistema chemiosensoriale di questa zanzara è possibile identificare, con il supporto di compagnie Biotech, nuove molecole che agiscano da potenti attrattivi o da repellenti, o che interferiscano con la capacità della zanzara di percepire un particolare odore. Tali molecole sono di grande importanza per attivitą sia di monitoraggio che per il controllo di questa zanzara mediante trappole.

2. identificazione di nuovi bioinsetticidi:
a) utilizzando batteri del suolo che producano tossine in grado di uccidere le larve.
b) esplorando una strategia RNAi in batteri e alghe che sono la principale fonte di nutrizione per le larve di zanzara. Tale strategia può silenziare geni essenziali per la sviluppo dell'insetto, e quindi eradicare le popolazioni di zanzara.

3. uso di marcatori del DNA (SNPs) - già disponibili nel nostro laboratorio - per identificare l'origine di nuovi focolai di Ae. albopictus; di conseguenza verranno sviluppate mappe di rischio di eventuali epidemie.