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L'Abate Lazzaro Spallanzani
fu professore di storia naturale all'Università di Pavia dal 1769
al 1799. Originario di Scandiano, provincia di Reggio Emilia, dove nacque
il 12 gennaio 1729, fu avviato agli studi classici dal padre, noto giurista,
per intraprendere la carriera legale. Seguendo le lezioni di Fisica della
cugina Laura Bassi, docente all'Università di Bologna, si avvicinò
alle scienze quasi per diletto.
I primi lavori sugli animaletti delle infusioni gli conferirono, però, una considerevole fama e le successive esperienze di fisiologia e biologia generale lo consacrarono per sempre tra i più grandi naturalisti europei. Coniugando l'erudizione e l'eleganza nello stile, insegnò la mineralogia e la zoologia. Nel 1771 raccolse a scopo didattico un primo nucleo di reperti, destinato ad accrescersi nel corso degli anni e a diventare un grande e famoso Museo di Storia Naturale. In occasione del bicentenario della morte di Lazzaro Spallanzani, avvenuta
a Pavia 1'11 febbraio 1799, il Centro Interdipartimentale di Servizi "Musei
universitari dell'Università di Pavia propone la ricostruzione del
settecentesco museo nella mostra: "Il Museo di Spallanzani (1771-1799)
Una camera delle meraviglie tra l'Arcadia e Linneo". Sono in esposizione
gli esemplari ancora presenti tra quelli raccolti direttamente da Spallanzani
e dai suoi collaboratori, e descritti da Lorenzo Mascheroni nel famoso
'L'Invito a Lesbia Cidonia", in abbinamento a pannelli descrittivi della
loro storia.
I cataloghi originali delle collezioni ed altri documenti relativi alla vita del museo, sono parte integrante dell'esposizione. Le opere a stampa e i disegni di Spallanzani e di altri suoi contemporanei evidenziano il contesto culturale e scientifico del periodo. La vita di Spallanzani uomo, ricercatore e docente, i suoi rapporti con i collaboratori e le polemiche inquadrano la figura del "Maestro" e aiutano a focalizzare il ruolo e l'importanza dello scienziato nella biologia della fine del settecento. |