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Patologia tumorale ipofisaria
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Diagnostica
PATOLOGIA TUMORALE DELL'IPOFISI: la Diagnostica
Centro di Neurochirurgia Endoscopica
Clinica Neurochirurgica - IRCCS Policlinico « S. Matteo » - P.le C. Golgi, 2 - 27100 Pavia, Italia
Tel. +39-0382.502762 ~ Fax +39-0382.422231

 

Diagnostica clinica e strumentale   Collage4

 

valutazione endocrinologica

La secrezione degli ormoni ipofisari non è costante nel tempo, ma segue alcuni ritmi che possono essere "circadiani" (cioè con secrezione che varia nelle diverse ore del giorno), "circamensili" (come avviene classicamente per gli ormoni che regolano il ciclo mestruale) o "circannuali" (con variazioni stagionali).
     Per questo motivo la valutazione della secrezione ormonale non può essere eseguita su un unico prelievo basale, ma sono necessari più prelievi eseguiti in diversi momenti nel corso della giornata ed in condizioni di riposo (per evitare interferenza dello stress sulla secrezione di alcuni ormoni).
     Inoltre alcune alterazioni ormonali non sono evidenti in condizioni basali e diventa necessario ricorrere ad alcuni test per evidenziarle.
     La diagnosi di ipo- od iperfunzione ipofisaria viene pertanto eseguita oltre che con prelievi basali, come di norma eseguiti al mattino a digiuno, anche con prelievi eseguiti nel corso della giornata (per esempio ore 12, ore 16, ore 20). Più spesso si utilizzano test di stimolo o di inibizione che consistono nella somministrazione endovena di sostanze ormonali, normalmente secrete dal nostro organismo, che regolano la secrezione delle tropine ipofisarie; alcuni di questi ormoni hanno un'azione di stimolo, altri di inibizione. In seguito alla somministrazione di tali sostanze vengono eseguiti alcuni prelievi venosi nei tempi prestabiliti (per esempio dopo 30', 60', 90' dalla somministrazione) per valutare la risposta ormonale. Generalmente per una valutazione completa della secrezione ipofisaria è necessaria l'esecuzione di più test, sia per la definizione diagnostica pre-intervento che per il follow-up post-intervento o in corso di terapia medica.

Avanti

tecniche di neuroimaging

L'indagine diagnostica può essere condotta utilizzando le due più recenti tecniche di neuroimaging: la Tomografia Computerizzata (TC) e la Risonanza Magnetico Nucleare (RMN).

Tomografia computerizzata
     L'indagine TC nello studio delle lesioni ipofisarie riveste attualmente un ruolo secondario per lo studio della regione sellare mentre mantiene un ruolo importante per lo studio delle strutture anatomiche nasosfenoidali ai fini del planning prechirurgico per via endoscopica. L'indagine viene eseguita mediante scansioni secondo il piano assiale a stato sottile ad alta definizione con ricostruzioni secondo i piani coronale e sagittale.
 
TC - Scansione assiale - Fai click per ingrandire
TC - Scansione assiale
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  TC - Ricostruzione coronale - Fai click per ingrandire
TC - Ricostruzione coronale
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  TC - Ricostruzione sagittale - Fai click per ingrandire
TC - Ricostruzione sagittale
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   L'esame TC, inoltre, rappresenta uno strumento indispensabile per lo studio ed il planning prechirurgico per l'utilizzo del sistema di neuronavigazione.
   La TC assume un ruolo limitato alla migliore documentazione di eventuali calcificazioni lesionali o modificazioni ossee indotte dalla lesione stessa.


Risonanza Magnetico Nucleare Risonanza Magnetico Nucleare in paziente con adenoma ipofisario

     Il gold standard dell'imaging diagnostico per lo studio della regione sellare è rappresentato dall'indagine RMN, meglio se effettuata con alti campi.
   L'esame viene eseguito con sequenze assiali, coronali e sagittali SE e TSE pesate in T1 e T2 a strato sottile e completato con acquisizioni T1 pesate dopo infusione di mezzo di contrasto (mdc).
   Per lo studio dei microadenomi possono essere utilizzate sequenze dinamiche ottenute con tecnica TSE e GE 2D o 3D durante e dopo somministrazione bolo di mdc alla dose di 0.5 mmol/Kg.

Gli adenomi ipofisari vengono classificati in microadenomi (dimensioni < 10 mm) e in macroadenomi (> 10 mm).


   I microadenomi si evidenziano solitamente nelle immagini RMN T1 pesate come aree di relativa ipointensità e non sempre sono presenti segni indiretti di effetto massa, quali spostamento controlaterale del peduncolo e della neuroipofisi. Raramente possono essere isointensi o iperintensi.
   Gli adenomi ACTH secernenti sono quelli a più difficile diagnosi perché spesso di piccole dimensioni (< 3 mm) e spesso isointensi all'adenoipofisi.
Nelle immagini T2 pesate il segnale dei microadenomi è variabile (nell'80% dei prolattinomi e adenomi ACTH secernenti è iperintenso, nei 2/3 degli adenomi GH secernenti iso-ipointenso).

Microadenoma - RMN coronale preoperatoria - Fai click per ingrandire
Microadenoma
RMN coronale preoperatoria
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  Microadenoma - RMN coronale postoperatoria - Fai click per ingrandire
Microadenoma
RMN coronale postoperatoria
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I macroadenomi hanno caratteristiche di segnale RMN simile ai microadenomi; quando l'adenoma è molto voluminoso l'ipofisi residua può non essere visualizzabile.
Lo studio RMN permette inoltre di definire con precisione l'eventuale espansione del macroadenoma in sede craniale attraverso il diaframma nella cisterna sovrasellare e la sua estensione laterale nel seno cavernoso. Altrettanta importanza ai fini chirurgici riveste la precisa definizione dell'estensione della lesione verso la fossa cranica media in sede extradurale, posteriormente in sede retroclivale ed inferiormente nel seno sfenoidale.

  Macroadenoma - RMN coronale preoperatoria - Fai click per ingrandire
Macroadenoma
RMN coronale preoperatoria
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  Macroadenoma - RMN coronale postoperatoria - Fai click per ingrandire
Macroadenoma
RMN coronale postoperatoria
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La somministrazione di mdc riveste un ruolo fondamentale nell'imaging diagnostico delle lesioni della sella ed appare fondamentale nelle diagnosi di adenomi aumentando la sensibilità RMN del 5-10%.
Utile appaiono gli studi dinamici basati sui diversi tempi di impregnazione del tessuto ghiandolare sano e del parenchima neoplastico. Nel caso di macroadenomi l'utilizzo del mdc consente una migliore valutazione dell'estensione extrasellare e soprattutto dell'infiltrazione del seno cavernoso.
L'utilizzo di mdc trova inoltre implicazione per la valutazione del residuo tumorale postchirurgico.

Avanti

valutazione dell'acuità visiva ed esame campimetrico

La manifestazioni cliniche oculari da patologia ipofisaria consistono principalmente in:

Le indagini campimetriche si avvalgono dell'utilizzo di due apparecchiature:
   A) il campo visivo computerizzato di Humphrey
   B) il perimetro di Goldmann

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Campo visivo computerizzato
di Humphrey
  Il risultato dell'esame binoculare - Fai click per ingrandire
Il risultato dell'esame computerizzato
binoculare
 

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Perimetria di Goldmann
  Il risultato dell'esame - Fai click per ingrandire
Il risultato della perimetria
di Goldmann
 

La valutazione oftalmologica prevede:

La valutazione della motilità oculare si avvale dell'ausilio di tests ortottici.

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Test ortottico
 

Controlli post-chirurgici.
          Sono eseguiti controlli periodici mensili nei primi tre mesi dopo l'intervento chirurgico. Tale intervallo si protrae a sei mesi-un anno se non subentrano complicanze.



PATOLOGIA TUMORALE DELL'IPOFISI: Diagnostica
web: www.unipv.it/webchir/neuro/endogroup/surgery/ipofisi/cne_ipo_diagnostica.htm

Coordinamento:
Web design:
Immagini chirurgiche originali:
Immagini radiologiche originali:
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Altre immagini:
Elaborazione grafica:

Testi raccolti da:
  Dr. Davide Locatelli
Dr. Roberto Knerich
Dr. Davide Locatelli
Dr.ssa Paola Scagnelli
Dr.ssa Patrizia Morbini
Dr. Roberto Knerich
Dr. Roberto Knerich

Dr. Federico Rampa

Hanno collaborato ai testi

Anatomia:
Anatomia Patologica:
Endocrinologia:
Neurochirurgia:

Neuroradiologia:
Oculistica:
 
Dr. Roberto Knerich
Dr.ssa Patrizia Morbini
Dr.ssa Elisabetta Lovati
Dr. Davide Locatelli
Dr. Federico Rampa
Dr.ssa Paola Scagnelli
Dr.ssa Carla Redaelli
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