Emanuela Ceva
Ruolo: RicercatoreEmail: emanuela.ceva@unipv.it
Telefono: +39 0382 984542
CV completo: [ita] [eng]
Insegnamenti
Analisi normativa delle politiche pubbliche
Etica pubblica
Giustizia internazionale e diritti umani
Biografia
Dopo la laurea in Filosofia presso l'Università di Pavia (2000), Emanuela Ceva ha conseguito nel 2001 un Master in Political Philosophy presso la University of York (UK) e nel 2005 il Dottorato di ricerca (PhD) in Political Theory presso la University of Manchester (UK).
Curriculum accademico
Da ottobre 2011, Emanuela Ceva è ricercatrice di ruolo in Filosofia Politica presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell'Università di Pavia. Dal 2005 al 2011 e' stata ricercatrice a contratto presso l'Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia e ha svolto attività didattica e di ricerca presso le Università di Trento, Pavia e la University of Jordan (Amman). Nel 2010 è stata Departmental Guest presso il Center for Human Values della Princeton University (USA); nel 2012 è stata Visiting Professor presso l'Institut für Politikwissenschaft della Università di Darmstadt (Germania) e Jemolo Fellow presso il Nuffield College di Oxford (UK); nel 2013 è stata Visiting Professor presso l'Institute of Social and Political Sciences della Ural Federal University (Russia).
I suoi interessi di ricerca comprendono questioni di giustizia procedurale, pluralismo e rispetto per le minoranze in democrazia. E' autrice di Giustizia e conflitti di valori (Bruno Mondadori 2008) e co-curatrice di Diversity in Europe. Dilemmas of differential treatment in theory and practice (Routledge 2010), di Justice, Legitimacy and Diversity (Routledge 2012), e di Lo spazio del rispetto (Bruno Mondadori 2012). I suoi saggi sono stati pubblicati su riviste nazionali e internazionali quali Ragion pratica, Rivista di filosofia, Political Studies, Journal of Applied Philosophy, European Journal of Political Theory, European Journal of Philosophy e Politics, Philosophy & Economics. E' membro dei comitati editoriali delle riviste Res Publica, Human Affairs e Notizie di Politeia. E' stata Coordinatrice scientifica del progetto di ricerca europeo RESPECT (FP7 - http://www.respect.iusspavia.it/) e coordina il progetto di ricerca FIRB "Alimentare il rispetto" (http://alimentareilrispetto.wordpress.com/).
Pagine web personali:
http://cfs.unipv.it/compo/ceva.htm
http://unipv.academia.edu/EmanuelaCeva/About
Temi di interesse
Le principali aree di ricerca di Emanuela Ceva sono la teoria e la filosofia politica analitica. In particolare, i suoi interessi di ricerca includono questioni relative all'obbligo politico e alle forme di dissenso, le teorie della democrazia e dell'eguale rispetto e, più in generale, questioni di pluralismo e giustizia procedurale.
Al momento la sua attività di ricerca si articola lungo due linee principali:
Ricerca sulla giustizia e i conflitti di valori. I filosofi politici hanno tradizionalmente affrontato i conflitti di valori seguendo due strategie. Alcuni, sulla scia di Thomas Hobbes, si sono dedicati allo sviluppo di strategie di "contenimento" dei conflitti attraverso il compromesso tra le parti. Altri, seguendo John Rawls, si sono concentrati sull'elaborazione di principi di giustizia che conducano alla risoluzione dei conflitti per mezzo del raggiungimento di un consenso su basi morali. Questa polarizzazione del dibattito, tra strategie di contenimento e di risoluzione dei conflitti, ha portato a trascurare l'area grigia nella quale si colloca la "gestione" dei conflitti. Le teorie della gestione dei conflitti si concentrano sulle dinamiche del conflitto e mirano a trasformare l'interazione antagonistica tra le parti in senso cooperativo, pur senza aspirare a risolverne il conflitto. Tali teorie sono ben note ai teorici impegnati nello studio positivo dei conflitti ma hanno ricevuto scarsa attenzione da parte dei filosofi politici che conducono studi normativi. Lo scopo della ricerca è di evidenziare l'importanza filosofica della fase di gestione dei conflitti e di sviluppare una concezione procedurale di giustizia "interazionale" adatta a coglierne gli aspetti moralmente salienti.
Ricerca sul rispetto per le minoranze dissenzienti in democrazia. È convinzione comune nella letteratura filosofica sulla democrazia che tratto distintivo di questa forma di governo sia il suo impegno a trattare tutti i cittadini con eguale rispetto. Quali caratteristiche istituzionali una democrazia dovrebbe avere per soddisfare in pieno tale impegno? La ricerca affronta questa domanda alla luce di una sotto-questione specifica: cosa vuol dire per le istituzioni democratiche trattare con rispetto quei cittadini portatori di istanze minoritarie che si trovano, per questa ragione, in disaccordo con gli esiti di un processo decisionale governato dalla regola di maggioranza? La maggior parte delle teorie democratiche cercano la risposta a tale questione nelle caratteristiche dei processi decisionali. L'ipotesi della ricerca è che in realtà l'impegno all'eguale rispetto richiede di più alle istituzioni democratiche rispetto alla distribuzione egualitaria dei diritti di partecipazione politica, al fine di potenziare le opportunità che i cittadini hanno di dare voce alla propria coscienza e influenzare, su questa base, la formulazione delle regole che ne vincoleranno la condotta. La ricerca si concentra per questa ragione sulla giustificazione delle forme di contestazione, quali la disobbedienza civile e l'obiezione di coscienza.
Pubblicazioni recenti
“A Matter of Respect. On majority-minority relations in a liberal democracy”, Journal of Applied Philosophy (con F. Zuolo), in corso di stampa.
“Whose Self-determination? Barriers to access to Emergency Hormonal Contraception (EHC) in Italy”, The Kennedy Institute of Ethics Journal (con S. Moratti), in corso di stampa.
“Why Toleration is not the Appropriate Response to Dissenting Minorities' Claims”, European Journal of Philosophy, in corso di stampa.
“Just interactions in value conflicts: The Adversary Argumentation Principle”, Politics, Philosophy & Economics, 11(2), 2012: 149–170.
“Beyond Legitimacy. Can Proceduralism Say Anything Relevant about Justice?”, Critical Review of International Social and Political Philosophy, 15(2), 2012: 183-200.
“Self-legislation, Respect and the Reconciliation of Minority Claims”, Journal of Applied Philosophy, 28(1), 2011: 14-28.
“Seeking mutual understanding: a discourse theoretical analysis of the WTO Dispute Settlement System”, World Trade Review, 9(3), 2010: 457-485 (con A. Fracasso).
“Values, Diversity and the Justification of EU Institutions”, Political Studies, 57(4), 2009: 828-45 (con G. Calder).
“Just Procedures with Controversial Outcomes”, Res Publica, 15(3), 2009: 219-235.
“Plural Values and Heterogeneous Situations. Considerations on the scope for a political theory of justice”, European Journal of Political Theory, 6(3), 2007: 359-375.
Una lista completa delle pubblicazioni è inclusa nel CV.

