DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA4 luglio 1776
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Originale
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Fallita ogni ipotesi di mediazione costituzionale del conflitto, il secondo Congresso di Filadelfia giunge alla rottura definitiva e il 15.V.1776 invita le tredici Colonie a darsi proprie costituzioni. Lo stesso giorno la Convention della Virginia chiede a sua volta al Congresso una solenne ed unitaria proclamazione delle Colonie come Stati liberi e indipendenti. Vengono nominate (7 e 11 giugno) due commissioni, una per la stesura di tale documento e una per il piano di Confederazione: ma, anche per timore di una nuova autorità centrale, fu approvata per prima la Dichiarazione. L’elenco delle accuse al Re vi ricorda ancora il Bill of Rights, ma specie nel preambolo vi prevale un universalismo spiccatamente illuminista.
Dichiarazione unanime dei tredici Stati uniti d’America
Quando,
nel corso degli eventi umani, diviene necessario per un popolo rescindere i
legami politici che lo legavano ad un altro, ed assumere tra le Potenze della
Terra la posizione separata ed eguale alla quale le Leggi della Natura e del
Dio della Natura gli danno titolo, un giusto rispetto delle opinioni
dell’Umanità richiede che essi manifestino le cause che li costringono alla
separazione.
Noi
teniamo per certo che queste verità siano di per se stesse evidenti: che tutti
gli uomini sono creati eguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di certi
Diritti inalienabili, che tra questi vi siano la Vita, la Libertà ed il
Perseguimento della Felicità. Che per assicurare questi diritti sono istituiti
tra gli Uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso
dei governati. Che quando un qualsiasi Sistema di Governo diventa distruttivo
di questi fini, è Diritto del Popolo di alterarlo o di abolirlo e di istituire
un nuovo Governo, ponendone il fondamento su questi princìpi ed organizzandone
i poteri in una forma tale che gli sembri la più adeguata per garantire la
propria sicurezza e la propria Felicità. La prudenza, tuttavia, richiederebbe
che i Governi da lungo tempo stabiliti non siano cambiati per cause lievi e
transitorie; e coerentemente ogni esperienza ha mostrato che l’umanità e più
disposta a sopportare, quando i suoi mali sono sopportabili, che non a
difendersi abolendo le forme alle quali sono abituati. Ma quando una lunga
serie di abusi e usurpazioni, che preseguono invariabilmente il medesimo
obiettivo, manifesta il disegno di ridurli sotto un assoluto Dispotismo, è loro
diritto, è loro dovere rovesciare un simile Governo e provvedere nuove Garanzie
per la loro futura sicurezza. Tale è stata la paziente sopportazione di queste
Colonie; e tale è ora la necessità che le forza ad alterare i loro precedenti
Sistemi di Governo. La storia dell’attuale Re di Gran Bretagna è una storia di
ripetute ingiurie ed usurpazioni, tutte aventi l’obiettivo diretto di stabilire
un’assoluta Tirannia su questi Stati. Per provarlo, lasciamo che i Fatti siano
sottoposti ad un imparziale giudizio.
– Egli ha rifiutato il suo assenso alle leggi
più opportune e necessarie per il bene pubblico.
–
Ha proibito ai suoi Governatori di approvare Leggi di immediata e urgente
importanza, a meno che non fossero sospese nella loro operatività fino
all’ottenimento del suo Assenso; e una volta sospese in tal modo, ha poi
trascurato di occuparsene. […]
–
Ha sciolto ripetutamente le Camere Rappresentative perché si opponevano con
grande fermezza alle sue invasioni sui diritti del popolo.
–
Ha rifiutato per lungo tempo, dopo tali scioglimenti, di disporre che altre [Camere] fossero elette; per cui i poteri
legislativi, insuscettibili di essere annichiliti, son tornati al popolo per il
loro esercizio; mentre lo Stato restava esposto a tutti i pericoli di invasione
esterna e di convulsioni interne. […]
–
Ha ostacolato l’amministrazione della Giustizia, rifiutando il suo Assenso a
leggi che istituivano poteri giudiziari.
–
Ha creato giudici che dipendevano solo dalla sua volontà per il mantenimento
dei loro uffici e l’ammontare e il pagamento dei loro stipendi. […]
– Ha
tenuto presso di noi, in tempo di pace, eserciti stanziali senza il consenso
dei nostri legislatori.
–
Ha tentato di rendere il potere militare indipendente dal e superiore al potere
civile.
–
Ha cospirato con altri per sottoporci ad un potere estraneo alle nostre
costituzioni e non riconosciuto dalle nostre leggi; dando il suo assenso ai loro
pretesi atti legislativi:
per acquartierare presso di noi larghi
corpi di truppe armate;
per proteggerli, mediante un finto
processo, dalla punizione per qualsiasi omicidio potessero commettere a danno
degli abitanti di questi Stati;
per tagliar fuori il nostro commercio
da tutte le parti del mondo;
per imporci tasse senza il nostro
consenso;
per privarci in molti casi delle
garanzie del processo con giurati;
per portarci via di là dei mari per
esser processati per pretesi reati;
per abolire il libero sistema delle
leggi inglesi in una Provincia vicina, stabilendovi un governo arbitrario ed
allargandone i limiti in modo da renderlo ad un tempo un esempio e uno strumento
per l’introduzione del medesimo governo assoluto in queste Colonie;
per superare le nostre Carte, abolendo
le nostre leggi di maggior valore ed alterando profondamente le forme dei
nostri Governi.
–
Ha abdicato al Governo in questo paese, dichiarandoci non più sotto la sua
Protezione e movendo guerra contro di noi.
–
Ha depredato i nostri mari, devastato le nostre coste, bruciato le nostre
città, e distrutto le vite dei nostri cittadini.
–
Ha nel contempo portato grandi eserciti di mercenari stranieri per completare
l’opera di morte, desolazione e tirannia, già iniziata con caratteri di
crudeltà e perfidia che difficilmente troverebbero un parallelo nelle età più
barbare, e in modo del tutto indegno del Capo di una nazione civilizzata.
–
Ha costretto i nostri cittadini fatti prigionieri sui mari a prendere le armi
contro il loro paese per diventare gli esecutori dei loro amici e fratelli o
per cadere essi nelle loro mani.
–
Ha eccitato insurrezioni interne tra noi e ha tentato di muovere gli abitanti
delle nostre frontere, gli indiani selvaggi senza pietà, la cui nota regola di
guerra è un’indiscriminata distruzione delle persone di ogni età, sesso e
condizione.
In
ogni momento di questi atti oppressivi noi abbiamo chiesto riparazione nei
termini più umili: ma le nostre ripetute richieste hanno avuto risposta solo in
ripetute ingiurie. Un Principe, il cui carattere è così segnato in ogni atto da
potersi definire un Tiranno, non è degno di essere il governante di un popolo
libero.
Né
noi abbiano mancato di attenzione per i nostri fratelli inglesi. Noi li abbiamo
messi in guardia in più occasioni dei tentativi del loro legislatore di
estendere su di noi un potere senza garanzie. Abbiamo loro ricordato le
circostanze della nostra emigrazione e del nostro insediamento qui. Ci siamo
appellati alla loro innata giustizia e magnanimità e li abbiamo scongiurati per
i nostri legami di sangue di sconfessare queste usurpazioni, che avrebbero
inevitabilmente rotto fra di noi collegamenti e corrispondenze. Ma essi sono
stati sordi alla voce della giustizia e della consanguineità. Dobbiamo pertanto
arrenderci alla necessità che impone la nostra separazione, e considerarli,
come consideriamo il resto dell’umanità, nemici in guerra, amici in pace.
Pertanto noi, Rappresentanti degli Stati Uniti d’America, riuniti in Congresso Generale, appellandoci al Supremo Giudice del mondo quanto alla rettitudine delle nostre intenzioni, nel Nome e con l’Autorità del buon popolo di queste Colonie facciamo solenne e pubblica dichiarazione Che queste Colonie Unite sono, e di diritto debbono essere, Stati Liberi e Indipendenti; che esse solo svincolate da ogni obbedienza alla Corona inglese, e che tutti i legami politici tra di esse e lo Stato di Gran Bretagna sono e debbono essere totalmente dissolti; e che quali Stati Liberi e Indipendenti esse hanno pieno potere di fare guerra, concludere paci, contrattare alleanze, stabilire commerci e fare tutti gli altri atti e cose che Stati liberi e indipendenti possono di diritto fare. E per il sostegno di questa Dichiarazione, con ferma fiducia nella Protezione della Divina Provvidenza, noi diamo in pegno l’un l’altro le nostre Vite, le nostre Fortune e il nostro Sacro Onore.
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