UNIVERSITÀ DI PAVIA Facoltà di Scienze Politiche
Il plagio Una guida per gli studenti
1. Che cosè il plagio Il plagio si definisce come appropriazione, totale o
parziale, di lavoro altrui, letterario, artistico e simile, che si voglia spacciare per
proprio (Dizionario lo Zingarelli,
Zanichelli 1999). Si tratta di una pratica disonesta che viola le norme etiche
fondamentali della vita universitaria. In caso di scoperta di plagio da parte di uno
studente, Il plagio può prendere diverse forme:
Il test più importante per evitare ogni sospetto di plagio
consiste nel chiedersi: sarà completamente chiaro per il lettore, e in particolare
per il docente che valuterà questo lavoro, quali parti sono le mie e quali sono
attribuibili a unaltra persona?
Per avere delle istruzioni su come citare in maniera appropriata le opere altrui, si può consultare questa pagina: http://www.unipv.it/wwwscpol/files/citazioni.htm
I docenti sono generalmente degli studiosi che hanno specializzato per anni nei campi in cui insegnano. È molto difficile, quindi, che il docente non riconosca un testo da cui uno studente ha plagiato. Inoltre, i docenti fanno uso dei motori di ricerca e di programmi costruiti appositamente per la scoperta di casi di plagio.
I seguenti esempi sono di Richard Dennis del Dipartimento di Geografia dello University College London. Proviamo ad analizzare unipotetico lavoro dal titolo Osservazioni sulla lotta di classe di un altrettanto ipotetico studente, Mario Rossi, e i suoi vari tentativi di scrittura.
Osservazioni sulla lotta di classe La storia di ogni società esistita sinora è storia di lotte di classi. Sempre più lintera società si va scindendo in due grandi campi avversi, in due grandi classi direttamente contrapposte: borghesia e proletariato. Masse di operai, convogliate in fabbrica, vengono organizzate militarmente. Essi non sono soltanto servi della classe borghese, dello Stato borghese; giorno per giorno e di ora in ora vengono asserviti anche dalla macchina, dal sorvegliante e soprattutto dal singolo borghese padrone di fabbrica. I proletari non hanno nulla da perdere tranne le loro catene. E hanno un mondo da guadagnare. Questo è plagio. Non vi è nessun
tentativo di segnalare che questi non sono i pensieri di Mario Rossi, ma delle frasi
copiate direttamente da varie parti del Manifesto
del partito comunista.
Osservazioni sulla lotta di classe Marx ed Engels notarono che la storia di
ogni società esistita fino a quel momento era storia di lotte di classi. Sempre più
lintera società si andava scindendo in due grandi campi avversi, in due grandi
classi direttamente contrapposte: borghesia e proletariato. Essi osservarono che i
proletari non avevano nulla da perdere tranne le loro catene. E che avevano un mondo da
guadagnare. Questo è ancora plagio. Benché le idee presentate vengano attribuite a Marx ed Engels, non si esplicita che le frasi usate non sono di Mario Rossi. Cambiare i verbi dal presente al passato non basta per renderle originali.
Osservazioni sulla lotta di classe Nel Manifesto del partito comunista Marx ed Engels notarono che La storia di ogni società esistita sinora è storia di lotte di classi (1998, p. 35). Essi argomentarono che la società si andava scindendo sempre più in due grandi campi avversi, in due grandi classi direttamente contrapposte: borghesia e proletariato (p. 31). Masse di operai, convogliate in fabbrica, venivano organizzate militarmente servi della classe borghese, dello Stato borghese (p. 43). La loro conclusione fu che I proletari non hanno nulla da perdere tranne le loro catene. E hanno un mondo da guadagnare (p. 73). Riferimento bibliografico: Questo non è plagio. Tuttavia, se una tesina non contiene altro che una serie di citazioni, lautore non mostra di avere capito quel che ha scritto, o di averci riflettuto. Per questo terzo sforzo, quindi, Mario Rossi prenderebbe un voto piuttosto basso.
Osservazioni sulla lotta di classe Con una delle frasi di apertura più famose
mai scritte, Marx ed Engels hanno iniziato il Manifesto
del partito comunista: La storia di ogni società esistita sinora è storia di
lotte di classi. (1998, p. 35) Hanno
cercato di esemplificare tale tesi mostrando come, dal loro punto di vista, la struttura
della società si era sviluppata in due classi interdipendenti ma antagoniste: borghesia e
proletariato. La seconda era fatta di operai che lavoravano nelle fabbriche, ridotti al
livello di schiavitù; tuttavia, man mano che venivano concentrati geograficamente nelle
grandi città della rivoluzione industriale, acquisirono lopportunità di
organizzarsi politicamente. Da qui, la conclusione che una rivoluzione comunista era non
solo desiderabile, ma possibile, portando i nostri autori allesortazione non meno
famosa: Proletari di tutti i paesi,
unitevi! (p. 73) Riferimento bibliografico: Questo non è un commento particolarmente profondo, ma almeno Mario Rossi ci ha provato!
5. Collegamenti Altri esempi illustrativi Il "Code of Honor", o come il plagio viene giustiziato negli
Stati Uniti Casi famosi di plagio (Kaavya Viswanathan, Stephen
Ambrose, Joseph Biden, George Harrison) Ahimè, tra
i colpevoli ci sono anche professori universitari |