Prof. Daniele Formenti           

CONTESTAZIONE DELL'EVOLUZIONISMO IN ITALIA
RASSEGNA STAMPA del 2006

Rassegne stampa precedenti (2003/2004 - 2005) e successiva (2007)

Documenti per capire il dibattito sulla teoria dell’evoluzione

NB: In questa rassegna stampa le date sono IN ORDINE CRONOLOGICO, con il 1’ gennaio all’inizio

gennaio

febbraio

marzo

aprile

maggio

giugno

luglio

agosto

settembre

ottobre    

  Novembre 

Dicembre

 

GENNAIO 2006

4/1/06-USA:

Per seguire da vicino il processo di Harrisburg (KvD):

·          Dover Area School District, che ha imposto di leggere questa premessa in classe prima dei capitoli del libro sulla teoria dell’evoluzione.

·         Sito del NCSE, molto completo: Kitzmiller et al. vs. Dover Area School District; ci sono anche file audio e trascrizioni.

·          Sito dell’ACLU

·          Sito del Panda’s Thumb

·         Sito di Wikipedia con tutto il materiale del processo molto ben organizzato (in inglese).

·         E’ finito ieri senza particolari cerimonie o rimpianti il primo e unico tentativo di parlare di ID in una scuola USA. La nuova commissione scolastica di Dover (Penn.) ha infatti approvato ieri all’unanimità la decisione di non iniziare la lezione sull’evoluzione biologica con un avvertimento imposto dagli ignoranti ammiratori dell’ID che costituivano la maggioranza della precedente commissione; proprio la loro folle iniziativa ha portato alla completa scomparsa degli antievoluzionisti nella nuova commissione…la notizia viene data dall’AP (“Pa. school board rescinds intelligent-design policy”:

On a voice vote, and with no discussion beforehand, the newly elected Dover Area School Board unanimously rescinded the policy. Two weeks earlier, a judge ruled the policy unconstitutional. “This is it,” new school board president Bernadette Reinking said yesterday, indicating the vote was final and the case was closed”.

Da questo articolo si può andare ad un articolo che presenta la breve dichiarazione (Text of Dover schools' statement) che gli insegnanti dovevano leggere prima di iniziare a parlare di evoluzione. Curiosa anche la procedura, introdotta nel gennaio 2005, che prevedeva l’obiezione di coscienza da parte degli insegnanti e perfino da parte degli studenti: “District makes 'intelligent design' statement optional”:

The Dover Area School District agreed on Jan. 7 to exempt science teachers temporarily from having to read the statement, after seven of them signed a letter objecting to the policy on grounds that it would violate Pennsylvania's professional standards and practices code for teachers. Instead, administrators will read the statement on Jan. 13, when ninth-graders at Dover High School are expected to learn about evolution in their biology classes. Students can also be excused from hearing the statement being read if their parents object, According to a letter to parents that the district posted on its Web site. It was unclear whether the letter was also mailed to individual families. The Dover district is believed to be the only one in the nation to require teachers to mention intelligent design in the classroom”.

Certamente l’ID sta avanzando nella cultura USA ma, come si legge chiaramente nell’ultima frase, è falso far credere che l’ID abbia però una qualche presenza ufficiale nella formazione scolastica negli USA. C’e’ chi lo dice in Italia, ma è solo una pia illusione. Da oggi l’ID è scomparso anche dal liceo di Dover ... ed è ben difficile che possa ritornarci… data la nuova (e molto omogenea) composizione della commissione didattica del distretto scolastico di Dover.

 

4/1/06-IT:

·         E’ in edicola Micromega 1/2006; contiene interessanti articoli sull’evoluzione: Steven Pinker e Steven Rose: Mente, cervello e libero arbitrio (presentazione di Daniele Fanelli);  Stephen Jay Gould e Richard C. Lewontin: I pennacchi di San Marco e il paradigma di Pangloss (presentazione di Telmo Pievani); Alberto Piazza: La Babele delle origini;  Steve Jones Scienza darwiniana e fantascienza biblica (presentazione di Daniele Fanelli). E “scienza o filosofia?” è la polemica alternativa del lungo dialogo fra Gianni Vattimo e Luigi Luca e Francesco Cavalli Sforza.

 

5/1/06- USA:

·         Ancora un’intervista del card.Schönborn … questa volta sul sito web Beliefnet: “Catholics and Evolution: Interview with Cardinal Christoph Schönborn”; strano che continui a diffondere riflessioni su un argomento che evidentemente non conosce e sul quale non si è degnato di informarsi nemmeno dopo il suo intervento del 7/7/05 che “spiazzò” perfino i biologi cattolici USA, di solito evoluzionisti darwiniani…; basta riportare questa frase iniziale per far capire quanto sia inutile proseguire nella lettura e per immaginare la faccia dei biologi cattolici USA: “Evolution is a scientific theory. What I call evolutionism is an ideological view that says evolution can explain everything in the whole development of the cosmos, from the Big Bang to Beethoven’s Ninth Symphony. I consider that an ideology. It’s not good for science if it becomes ideological, because it leaves it own field and enters the area of philosophy, of world views, maybe of religion”. Chi ha letto gli interventi del precedente Papa (GPII) sa bene che, anche se le conclusioni erano di solito discutibili, i ragionamenti erano di ben altro livello e spessore, e i termini e i concetti erano usati in modo corretto. GPII sapeva che, se voleva essere letto, non avrebbe potuto dire “quello che io chiamo evoluzionismo …”. Da notare inoltre che Schönborn sembra ignorare che comunque GPII sottolineava sempre che non c’era un solo evoluzionismo e quindi preferiva parlare di “evoluzionismi”. Siamo tornati ad un unico “evoluzionismo” o sono parole non troppo meditate?

Altri punti preoccupanti dell’intervista sono quelli in cui il cardinale approva l’attività dell’ente ben finanziato che diffonde l’ID (il Discovery (?) Inst., che alcuni biologi universitari cattolici USA contrastano da anni…!) o quello in cui attribuisce deprecabili meccanismi (che lui ritiene addirittura darwiniani!) all’economia occidentale; probabilmente cerca di dimenticare che le ipotesi e i meccanismi che interessavano Darwin riguardavano quasi esclusivamente le modalità di trasmissione dell’informazione genetica alle generazioni future (=sesso…).

·        Negli USA si sta aprendo un altro problema riguardante la didattica dell’evoluzione nelle scuole superiori; stavolta non in quelle statali ma in quelle private, in cui è possibile anche fornire un insegnamento confessionale sull’evoluzione: anche qui c’e’ in corso un processo, che non ha precedenti noti, dato che l’Università non accetta iscrizioni di studenti provenienti da questa scuola in cui non si insegna l’evoluzione biologica; ne parla in un articolo dell’AP (“Court considers unusual clash between creed, curriculum”:

In an unusual clash between creed and curriculum, students from an evangelical day school are suing the prestigious University of California system, charging that it's biased against conservative Christian viewpoints. The suit was prompted by UC's refusal to approve courses at Calvary Chapel Christian School in Murrieta, Calif., where textbooks, among other things, endorse the Bible's absolute authority and challenge the theory of evolution. U.S. District Judge S. James Otero in Los Angeles is expected to rule soon on the university's motion to kill the lawsuit. If the case proceeds, it will be unique. Neither UC nor the Association of Christian Schools International, Calvary's partner in the lawsuit, knows of any parallel. "This is potentially a very serious lawsuit," said University of Akron political scientist John C. Green, that has "important implications for the broader set of relations between religious groups and universities

 

6/1/06-USA

·         Nel sito cattolico conservatore USA Vivificat, apparentemente favorevole all’ID, tanto a rimanere piuttosto sconvolto dall’intervento di F.Facchini sull’Osservatore Romano del 17/1/06, si valuta (“Fideism as Evolutionism: Cardinal Schönborn on neo-Darwinism, Randomness in Nature, and Intelligent Design”) la risposta del card.Schönborn all’articolo del fisico Barr pubblicato su First Things riguardo al documento del 7/7.

 

6/1/06-IT

·         Anche a Roma parte un festival della Scienza, dal 16 al 22 gennaio. Ad aprire la kermesse scientifica, animata da dibattiti con scienziati ed esperti, ma anche da spettacoli, percorsi didattici e mostre interattive, sarà alle 10 di lunedì 16 gennaio il premio Nobel Rita Levi Montalcini insieme al sindaco capitolino Walter Veltroni e a Luigi Luca Cavalli Sforza. Il filo conduttore è la mente umana, come evidenziato dal nome: “SconfinataMente”. Qui il programma e un articolo illustrativo. Sembra molto limitato (al 22, con Piattelli Palmarini e  M.Hauser)  l’interesse per la mente delle specie a noi vicine, mentre la mattina del 21, .con Evan Thompson, Richard Baker Roshi, Pier Luigi Luisi e Telmo Pievani (moderatore) si parlerà delle modificazioni fisiologiche indotte dalla meditazione orientale.

 

7/1/06-IT:

·         [da Pikaia] MILANO: Happy Hours dedicati all’evoluzione. Cominceranno giovedì prossimo 12 gennaio 2006 e si protrarranno ogni due settimane (sempre il giovedì) fino a Giugno 2006. Giovedì il prof.Ferraguti parlerà dei numeri di Fibonacci e le leggi naturali: dalle 18,30 potremo consumare un leggero pasto a soli 5 Euro e intanto chiacchierare, discutere, scambiare opinioni in modo informale, fino alle 22,30. Tutto si svolgerà periodicamente all’ ultimo piano dell’edificio del Museo di Storia Naturale di Milano, presso il Bar del Museo. Se ne parla sul Giornale del 10/1/05.

 

8/1/06-IT:  

·         [da Pikaia]  ROMA- Conferenza Lincea di Luca Cavalli Sforza: Giovedì 12 gennaio 2006, alle ore 17.30, il Prof. Luigi Luca Cavalli-Sforza terrà, nell’ambito delle Conferenze Lincee, la “Conferenza Croce” sul tema: VEDUTE MODERNE SULL’EVOLUZIONE UMANA. Roma, Palazzo Corsini, Via della Lungara, 10. Un esauriente riassunto è pubblicato sul Sole24Ore di domenica 8 gennaio 2006 a pag. 36, dal titolo “Chi ha paura della vita?”

·         Sull’Avvenire di oggi due interventi di lettori che dovrebbero essere qualificati su tematiche culturali e anche scientifiche (ma non molto su quelle evoluzionistiche): “Il «disegno intelligente» è da considerare seriamente eCreazionismo: sia corretto il confronto scientifico”; intervengono due docenti universitari, un biologo presidente di un corso di laurea specialistico ad agraria a Firenze e un docente di immunologia a medicina (Dip. di fisiologia a Trieste). Il primo critica P.Coyne (intervista su “Le Scienze” – o Micromega?) la presunta che non crede alla serietà e alla scientificità del “progetto intelligente”, proprio quello che il mese scorso un giudice USA, grazie anche all’appassionato e documentato intervento di uno scienziato cattolico (K.Miller, docente universitario di biologia ed autore di libri di testo di biologia e di una lunga battaglia contro l’ID) ha ritenuto fosse religione e non scienza, e quindi da non ammettere a scuola. Il collega è sconcertato dal fatto che P.Coyne non abbia alcun  rispetto per l’ID. Forse non sa che P.Coyne vive per 6 mesi negli USA e quindi, non dovendosi basare solo su quanto racconta l’Avvenire, conosce più di lui (e di Schönborn) la reale situazione dell’ID negli USA e sa da quanto tempo e con che difficoltà anche interne i cattolici USA stavano contrastando l’ID. Sconcertanti alcune frasi:

·   “io vorrei sapere quale livello di dimostrabilità di laboratorio può avere l'idea di un evoluzione, prima della materia e poi degli organismi viventi, esclusivamente guidata dal caso”. Come biologo dovrebbe sapere che è zero. Spesso una frase simile si legge in testi scritti da inesperti che presentano (per criticarla senza bisogno di capirla) una caricatura della teoria dell’evoluzione, nessuno scienziato potrebbe mai aver sostenuto che l’evoluzione sia “esclusivamente guidata dal caso” (visti i risultati, se fosse vero sarebbe meglio passare il tempo al casinò…e magari azzardare anche qualche tiro alla roulette russa…).

·   “L'Intelligent Design è sicuramente una risposta ottimistica e cristiana al nichilismo arido e pseudoscientifico del materialismo ateo”. Se questo – composto da sole 5 parole ma tutte connotate negativamente! - è un giudizio dell’evoluzionismo darwiniano da parte di un biologo del XXI secolo, bisogna ammettere che è per lo meno originale …

·   “nessuno, tra i suoi sostenitori [dell’ID], si sogna di mettere in discussione l'evoluzionismo”: se avesse letto la sentenza di Harrisburg saprebbe che il giudice ha scoperto con notevole stupore che hanno cambiato idea solo dopo una sentenza della Corte Suprema USA che bandiva il creazionismo dalle scuole USA; prima ERANO tutti creazionisti, tanto è vero che il giudice nella sentenza dimostra che se si confrontano edizioni successive dello stesso libro è evidente la sostituzione della parola creazionismo con la parola “progetto intelligente” nelle numerose frasi, che per il resto rimangono identiche. Questa non è irrisione (anche se comunque ci sarebbe da ridere), né dietrologia, dato che i libri sono stampati; sono fatti dimostrati dalle indagini di un giudice scrupoloso.  Ecco per esempio cosa dice il consulente del giudice che ha esaminato le successive versioni del libro consigliato agli studenti, Barbara Forrest: “various forms of that term (creation, creator, creationist) are pervasive throughout all the early drafts and even in the 1987 draft of Pandas. Not only are “creation” and its cognates used pervasively, but they are used in the same documents where the term “intelligent design” is also used, indicating that “creation” was used” not as a placeholder for “intelligent design” (the term of choice in the published Pandas), but as a synonym for it, as, for example, in the “Introduction to Summary Chapter”. Indeed, in this document, “creation” is defined in terms of intelligent design: “Creation is the theory that certain phenomena must be explained by intelligent causes”. Materiale informativo e tutti i documenti sul processo di Harrisburg, comprese le trascrizioni delle testimonianze, si può trovare nel sito web dell’NCSE (National Center for Science Education).

·   “È comprensibile perciò che da parte di settori laicisti e intolleranti l'ID sia visto come il fumo negli occhi”. Chi come P.Coyne frequenta gli USA come cattolico sa che ci sono scienziati cattolici che da anni combattono l’ID. Basterebbe vedere la pagina web anti-ID di K.Miller…. autore proprio del libro di testo (ovviamente evoluzionista) di biologia adottato nei licei e testimone dell’accusa al processo di Harrisburg.

·   “Mi piacerebbe sapere, da questo illustre scienziato Gesuita, che pretende di liquidare l'ID come favoletta messa in piedi da settori battisti ed evangelici americani, … se davvero conosce il complesso delle teorie alla base dell'Intelligent Design”: ci sono numerosi testi che smontano le idee (per carità! non si possono chiamare certo ipotesi, né tanto meno teorie) alla base dell’ID. si può anche citare il bel parallelismo  (nell’articolo “Disegno maligno) di una persona questa sì intelligente, Noam Chomsky, fra le teorie alla base dell’ID e un banale “non capisco

Il secondo docente universitario interviene per criticare l’ultimo numero di Micromega, e in particolare un intervista di P.Coyne (sempre lui…) e la sua critica (ma anche molti cattolici USA sono rimasti sconcertati e spiazzati) contro le impreviste dichiarazioni di Schönborn anche contro GPII. Una frase commentabile è quella che accenna alla “scorretta strumentalizzazione delle parole di Giovanni Paolo II sulla compatibilità dell'evoluzionismo con la dottrina della Chiesa”. Se si legge nella sua interezza la dichiarazione di GPII del 1996 non si può che ammirare il coraggio del papa nel dover ammettere che lo status di “teoria” è reso necessario proprio a causa del fatto che la “convergenza, non ricercata né provocata, dei risultati dei lavori condotti indipendentemente gli uni dagli altri, costituisce di per sé un argomento significativo a favore di questa teoria”; questa ammissione, forse sofferta a causa dei problemi che secondo alcuni potrebbe creare alla dottrina della chiesa, dovrebbe commuovere qualsiasi scienziato (che riconosce in questa frase alcuni principi del metodo scientifico) e soprattutto qualsiasi biologo. E’ inoltre importante ricordare che il documento di GP2 aveva un titolo profetico (o ironico?): “La verità non può contraddire la verità

Da notare poi che di “scorretta strumentalizzazione delle parole di Giovanni Paolo II” dovrebbe essere accusato e condannato il Card.Schönborn, che, dimostrando di non aver capito il problema, ha cambiato in peggio il testo di GP2 prima di criticarlo ... e così ha criticato l’evoluzione (che la chiesa ammette) con l’evoluzionismo (che la chiea prima o poi dovrà ammettere non avendo trovato in 150 anni alternative da proporre. Certo … rispetto ai 350 anni di Galileo … 150 anni sono ancora pochi ….

·         Sempre sull’Avvenire di oggi un curioso intervento “Ma il «caso» chi lo ha creato?” (come al solito critico contro l’evoluzionismo ovviamente ateo…). La frase iniziale è la seguente : “Un certo evoluzionismo ateo mostra tutto il suo contenuto dogmatico sia quando si scontra con il fondamentalismo dei creazionisti (che prendono la Bibbia come un libro di scienze) sia di fronte all'obiezione di un «disegno intelligente», che presiede all'evoluzione”.  L’aggettivo “dogmatico” è probabilmente uscito autonomamente dalla tastiera, dato che nell’articolo si parla continuamente dei dubbi che attanagliano i poveri scienziati; altro che dogmi!. Una frase strana è la seguente: L'evoluzione non è che una sequenza di casi (stranamente tutti tesi alla perfezione e mai al degrado). La forma è originale (forse sarebbe meglio sostituire “casi” con “eventi casuali”, ma è la solita frase, che troviamo in una forma standard perfino nella lettera scritta oggi da un biologo che mette in bocca  agli evoluzionisti che tutto avviene solo per caso). L’articolo si conclude proprio con la stranissima domanda indicata nel titolo: “Come si vede, anche la scienza casual, con i suoi dogmi, è a rischio. Per salvarla c'è una sola strada: giacché il caso è una delle componenti dell'universo, perché non chiedersi chi l'ha creato? La risposta metterebbe tutti d'accordo.”. Sembra di capire che, secondo il giornalista, Dio avrebbe creato il caso. [Sarebbe l’uovo di Colombo! Perché non averci pensato prima?! Se si ammettesse che il caso fosse creato (… creato? Forse sarebbe meglio dire gestito?) da Dio non verrebbe più demonizzato e la teoria darwiniana dell’evoluzione potrebbe andare in giro a testa alta e nessuno più l’importunerebbe…E’ questa la risposta che il giornalista prevede e suggerisce?]

 

9/1/06-IT:

·         MILANO: Iniziano oggi (Università di Milano, via Golgi 19 o Via Celoria 23) e si concluderanno il 12/1 alcune lezioni di Massimo Pigliucci, biologo evoluzionista di origini romane ma ormai stabilmente al Department of Ecology & Evolution. State University NY, Stony Brook; questi I titoli: Come si studia l'evoluzione dei caratteri complessi: introduzione alla genetica quantitativa; Selezione naturale: idee & sperimentazione; Geni o ambienti? Una risposta dalla biologia di popolazioni; Il concetto di spazio fenotipico in biologia evoluzionistica; Come un filosofo risolve il problema del concetto di specie. Un programma dettagliato, con ore ed aule, si trova su Pikaia.

 

10/1/06-IT:

·         Un articolo sul Riformista (“Per il Time è solo un papa di transizione”) racconta cosa scrive Time su come vedono il nuovo Papa negli USA. Si racconta anche della discussione suscitata dal card.Schönborn con il suo articolo del 7/7/05 in favore dell’ID e si racconta della discussione con un fisico (Stephen.Barr) che lo aveva contestato con un articolo in ottobre su First Things (“The Design of Evolution”; traduzione italiana qui: “Il disegno dell'evoluzione”) a cui poi Schönborn ha recentemente risposto (gennaio 2006: “The Designs of Science”). Barr risponderà nel numero di febbraio della rivista. Interessante la possibilità di trovare tutto il materiale che riguarda il card. Schönborn … nel sito web del card.Schönborn.

 

12/1/06-USA:

·         Un altro processo contro l’ID è stato messo in moto ieri sulla base della denuncia di un gruppo di genitori di un distretto scolastico californiano, appoggiati dal gruppo Americans United for Separation of Church and State. Il primo gennaio infatti un distretto scolastico ha attivato un corso chiamato

"Philosophy of Design" at Frazier Mountain High School in the town of Lebec. Americans United for Separation of Church and State filed suit Jan. 11 in federal court on behalf of 11 parents in California's El Tejon Unified School District, saying the course is not simply teaching intelligent design but teaching it from a specifically religious viewpoint. A course description, which was given to district parents in December, said the class would "take a close look at evolution as a theory and will discuss the scientific, biological, and biblical aspects that suggest why Darwin's philosophy is not rock solid…. Physical and chemical evidence will be presented suggesting the earth is thousands of years old, not billions.".

Da notare che questa volta si prova a far passare l’ID per filosofia (come biologia finora non riesce a passare...). Articoli: “California lawsuit opens new front in battle over 'intelligent design'”; “Calif. Sets Stage for First Intelligent Design Legal Battle”; “Americans United Sues California School District Over 'Intelligent Design' Class”

E’decisamente impressionante leggere la pagina web in cui l’AUSCS elenca le possibili violazioni che i cittadini sono invitati a denunciare a loro in modo da iniziare una procedura di conciliazione o di denuncia di iniziative pubbliche che violano la separazione fra chiesa e stato:: “If you are aware of a government action that you believe violates the Constitution's requirement that church and state be kept separate, please e-mail us at madison@au.org or report the violation through our online form. Le iniziative da denunciare infatti sono:

o     Government funding of religious schools or religious social service providers

o     Religious activity in the public schools

o     Religious displays on government property

o     Other violations - Some other constitutional violations include:

 “prayer breakfasts” endorsed by government officials and/or financed with government funds

formal proclamations by government officials exhorting citizens to pray

explicitly sectarian prayers at the openings of meetings of government bodies

government funding of religious hospitals that refuse to provide certain kinds of reproductive health care services for religious reasons [in Italia si sono addirittura ospedali pubblici in cui è impossibile garantire alcuni servizi con il solo personale interno…]

statutory exemptions that allow religious organizations to discriminate in employment based on criteria other than religion with respect to non-religious positions

tax exemptions for religious organizations that are not also applicable to secular non-profit organizations [in Italia è recente la legge sull’esenzione dall’ICI]

government refusals to give persons religious exemptions from government regulations in cases where the government provides non-religious exemptions from the same regulations.

Da questa pagina web si possono consultare gli elenchi di processi e degli accordi che hanno portato a far rispettare il diritto costituzionale (negli USA…) di separazione fra lo stato e la religione (o meglio le religioni) .

·         Di questo nuovo processo parla in un breve articolo anche l’Avvenire (“Usa, il disegno intelligente torna alla sbarra”), che quindi segue con interesse queste problematiche.

 

12/1/06-IT:

·         Grande successo (tanto che ad un certo momento si sono dovuti bloccare gli accessi) per la prima serata degli Happy hours evoluzionistici al bar del Museo Civico di Storia Naturale di Milano. Ecco il programma delle prossime serate (2 giovedì al mese fino a giugno). Si consiglia di arrivare prima che la sala sia piena.

·         Di evoluzione si parla anche sul Foglio. Male, come al solito. Si parla della trasmissione televisiva su Channel 4 in cui Dawkins parla delle sue idee sull’evoluzione e sulla religione: “Dawkins, il rotttweiler di Darwin, spiega in TV il virus della fede)

·         Oggi alle ore 17.30, il Prof. Luigi Luca Cavalli-Sforza ha tenuto, nell’ambito delle Conferenze Lincee, la “Conferenza Croce” sul tema: VEDUTE MODERNE SULL’EVOLUZIONE UMANA. Riassunto

Negli ultimi due anni abbiamo assistito in Italia ad attacchi alle teorie dell’evoluzione (il cosiddetto darwinismo), da parte di pedagoghi che hanno richiesto e ottenuto di modificare in base a queste loro idee i programmi delle scuole primarie e secondarie. Si tratta di una chiara congiura su un fronte abbastanza vasto che fa parte di un movimento più generale contrario alla scienza, ed al suo insegnamento prima dei quindici anni di età. Questo programma è particolarmente pericoloso in un periodo in cui il mondo ha il massimo bisogno della scienza per porre rimedio ai danni creati da sviluppi tecnologici potenzialmente dannosi, e per utilizzare nel migliore dei modi i contributi che le conoscenze sul genoma da poco raggiunte possono dare alla medicina.”

Gli autori della campagna contro l’evoluzione e la scienza mostrano una totale ignoranza o incomprensione della teoria moderna dell’evoluzione. La campagna si scaglia contro teorie superate da un secolo come il “darwinismo sociale”, un movimento filosofico e politico che giustificava in pratica qualunque egoismo, cui Darwin non ha dato origine, né ha mai aderito. Nessuno degli aderenti alla campagna è al corrente delle teorie moderne, che hanno raggiunto un notevole grado di sviluppo teorico, osservativo e sperimentale, e non rappresentano alcun pericolo sociale ed etico.
Il cosiddetto “progetto intelligente“ è ancora altra cosa: esso è derivato dalla convinzione di qualche raro “scienziato” provveduto di scarse conoscenze, convinto che la scienza non può spiegare l’evoluzione, ed è stato adottato da alcuni capitalisti che vi hanno visto un mezzo per aiutare i loro interessi politici e finanziari, anche a costo di sabotare la scienza. Esso piace anche in qualche ambiente religioso, che in verità imita quegli inquisitori che decisero quasi quattrocento anni fa di costringere Galileo ad abiurare la teoria che la Terra gira intorno al sole, dichiarata pericolosa per la religione. Oggi siamo sicuri che non lo era.

 

13/1/06-IT:

·         Si sta delineando il programma della Second World Conference on the Future of Science, organizzata dalla Fondazione di Umberto Veronesi::

It will be held in Venice in September 2006,and will focus on Evolution. In the pursuit of the objectives set by the First Venice Conference, we have chosen to explore a theme that is crucial for science itself and for society as a whole. Evolution is at the forefront of discussion in several spheres, ranging from astrophysics and genetics to theology and philosophy. Reflection about evolution is in fact reflection about ourselves, our future, and our place in the universe. The Conference will last three days and will gather together in Venice personalities of international renown from various disciplines: physicists, astrophysicists, biologists, anthropologists, geneticists, philosophers, psychologists, and theologians. However the Conference is addressed not only to researchers and experts in these fields, but also to politicians, economists, managers, journalists and all men and women of culture, who wish to explore the impact of scientific knowledge on our lives and take part in delineating a new role for science in tomorrow ’s society.

The Conference programme will explore three main areas:

The Universe from the Big Bang to the Present Day: Theories on the birth and expansion of the universe will be discussed and hypotheses on the future evolution of the solar system and the galaxies will be analysed and compared.

Biological Evolution: The origin of life and its development and differentiation in time and space will also be examined, with particular focus on the appearance of humans on Earth and the stages of human evolution.

Evolution of Ethical Thinking: This will begin with an analysis of brain activity in animals, of the origin of “magical ” thought in humans, to proceed to the birth and development of religious sensitivity. Based on a study of the concepts of good and evil in various cultures, different value systems will be discussed.

·         Qui si possono sentire le relazioni della prima conferenza: http://www.thefutureofscience.org/veniceconference2005/index.asp

 

14/1/06-USA:

·         Notizia veramente divertente Allo stesso modo dei creazionisti, che vorrebbero appiccicare su tutti i libri di biologia uno "stick" che avverte dei dubbi sull'evoluzione darwiniana e quindi sul suo non essere scienza (secondo loro), così un dipartimento di biologia USA ha messo uno "stick" (Department position on evolution and ID) sulla sua homepage, in cui avverte che all'intero della struttura si può incontrare un docente (uno solo) su cui tutti i colleghi hanno dei dubbi: si tratta del biochimico Prof.Behe, uno dei più famosi promotori dell'ID; il dipartimento suggerisce quindi, se possibile, di non contarlo nelle valutazioni della serietà scientifica del dipartimento di biologia a cui appartiene. (It is our collective position that intelligent design has no basis in science, has not been tested experimentally, and should not be regarded as scientific. )... [Siamo tutti d’accordo che l’intelligent design non ha basi scientifiche, non è stato verificato sperimentalmente e non deve quindi essere considerato scienza] 

La notizia potrebbe avere un interesse anche per l'Italia ....! Sappiamo da un articolo dell'Avvenire dell'8/1 che ci sono in Italia almeno 2 Dipartimenti e (soprattutto) corsi di laurea che richiederebbero un simile warning, anche se sui numeri e quindi sui rapporti (1:(n-1) ...  o peggiori?) non abbiamo stime ....

E’ probabile che Behe non sia molto contento che lo "stick" sia stato messo sulla sua porta e non su quella di Darwin.... anche se probabilmente sospetta che il suo nucleo di valutazione non sia troppo contento ...  del suo Impact Factor scientifico.

 

16/1/06-IT:

·         A Roma all’inaugurazione del Festival della Scienza Luca Luigi Cavalli Sforza apprezza il ruolo dei sindaci che, organizzando e finanziando in varie città i Festival della Scienza, compiono il lavoro di rilancio e sostegno della cultura scientifica che sembra interessare poco il governo. “Finora, ha aggiunto, ''in Italia si sono fatti investimenti nella scienza basati su favoritismi ingiustificati'' . Il fatto che si organizzano Festival della Scienza ''e' incoraggiante'', ha osservato il genetista riferendosi alle iniziative organizzate a Genova e Roma. ''Sono iniziative - ha rilevato - partite dai sindaci, che fanno quello che dovrebbero fare altri esponenti governativi per non fare piu' dell'Italia il fanalino di coda della scienza''. Cita come esempio il barbarico tentativo (riuscito) di eliminare l’evoluzione umana dai programmi scolastici prima dei licei. Nonostante si sia realizzata un’iniziativa imponente, si è infatti riusciti a recuperare solo Darwin … e solo nel programma di geologia di terza media. E’ auspicabile che gli insegnanti mantengano comunque l’argomento nel loro programma, aiutati in questo dagli autori dei libri di testo delle medie che, come Cavalli Sforza, si rifiutano di eliminare questo argomento dai loro libri: “Il genetista ha infine difeso la teoria dell'evoluzione naturale dagli attacchi che sta subendo negli Stati Uniti e che ha subito recentemente anche in Italia, dopo la proposta di escluderla dai programmi scolastici: ''chi dice che l'evoluzione non esiste e' ignorante o incapace di ragionamento''. Negli ultimi tre milioni di anni, ha concluso, l'evoluzione umana non e' stata solo biologica: ''quella che ha cambiato l'uomo e' stata l'evoluzione culturale''. Sono stati i nostri geni a permetterlo e proprio per questo ''sarebbe una barbarie cercare di sminuire l'importanza di Darwin''. Dello stesso avviso il Premio Nobel Rita Levi Montalcini (Accademica delle Scienze anche in Vaticano) secondo la quale "l'evoluzione non e' frutto di un disegno intelligente”.

 

16/1/06-UK:

·         Non ci spaventa un articolo MOLTO pessimista sulle prossime tappe dell’evoluzione, anche umana? Se non ci spaventa … possiamo leggere l’articolo scritto da chi un tempo ha proposto l’ipotesi di Gaia, James Lovelock? La versione inglese (“The Earth is about to catch a morbid fever that may last as long as 100,000 years”) è comparsa sull’Independent, mentre la versione italiana è stata pubblicata nel sito di Peacelink.( “La nostra unica casa”). Decisamente è insolito e preoccupante leggere che Lovelock ha un idea oggi MOLTO meno gaia della terra: “Ci troviamo all'interno di un delirio climatico, casualmente mantenuto freddo dai fumi. Prima che questo secolo finisca miliardi di noi moriranno e i pochi che sopravvivranno vivranno nell'Artico dove il clima resterà tollerabile”

 

17/1/06-IT:

·         Importantissimo articolo oggi (“Evoluzione e creazione”) di un sacerdote e antropologo universitario, F.Facchini sull’Osservatore Romano; il discorso è estremamente lungo e complesso, ed è piacevole trovare un ragionamento, pur critico sull’uso ideologico dell’evoluzionismo darwiniano, che, partendo dalla conoscenza dei fatti scoperti e dimostrati dalla scienza negli ultimi 150 anni, spiega il motivo che porta a condannare il ”Progetto Intelligente” come cattiva scienza ma anche come cattiva teologia; purtroppo l’ID sembra piacere anche a molti cattolici italiani, che però sono accomunati soprattutto dal fatto che non conoscono le scienze e la biologia come il prof.Facchini. Certo è il minimo che ci si può aspettare da uno scienziato, ma è strano come molti direttori di giornali accettino invece di pubblicare articoli critici scritti da chi riesce perfino a fare a meno della conoscenza dei fatti che critica. Nel presente articolo è decisamente apprezzabile, anche per la fonte, la critica a chi pretende di fare scienza con strumenti che vanno al di là della scienza, introducendo cause superiori per spiegare eventi che ora non conosciamo ma che in futuro potremmo conoscere (Galileo docet…).
Centrale nel suo intervento, e quindi culturalmente rilevante nel dibattito attuale, il punto in cui il prof.Facchini dimostra i suoi seri dubbi sull’intelligenza del “progetto intelligente” (troppe mutazioni dannose, vie evolutive a fondo cieco, disastri naturali… per essere davvero intelligente).
In particolare fa impressione il fatto che normalmente le opinioni del prof.Facchini compaiono sull’Avvenire; in questi giorni vediamo invece il quotidiano della CEI impegnato a pubblicare lettere di scienziati universitari (non competenti sull’evoluzione) contro alcune dichiarazioni di Padre Coyne contro l’ID. Il prof.Facchini è quindi passato a scrivere su un quotidiano ben più autorevole. Si può quindi ben ritenere che ci sia un contrasto, e che questo verrà presto risolto magari con una dichiarazione ancora più autorevole di questa contro il “disegno intelligente”.
La situazione sembra comunque in movimento; qualche mese fa erano evidenti posizioni molto diverse all’interno della  Chiesa Cattolica e sembrava che il Papa concordasse con il Card.Schönborn, favorevole all’ID ma apparentemente senza sapere bene perché.
Ora l’intervento della persona più competente sul giornale più autorevole (per i cattolici) può forse aprire la strada ad una posizione più rispettosa delle diverse verità; questo sarà il secolo della biologia; nessuno può trarre vantaggio dal fatto che la Chiesa cattolica parta con il piede sbagliato, magari trascinata dagli interventi pubblicati su un giornale come “Il Foglio”, laico, ma che stranamente in favore dell’ID ha consumato molta carta e fatto percorrere molti chilometri ai suoi giornalisti per andare scovare (e a volte il giornalista stesso si lamentava che non fosse molto facile trovarne uno) qualcuno dei pochi scienziati favorevoli all’ID (quasi mai biologi esperti e qualificati; quasi mai venivano citati alcuni dei dati oggettivi che il prof.Facchini usa nell’articolo sull’Osservatore Romano).
Partendo da queste premesse, il ragionamento continua però criticando gli scienziati darwiniani (che normalmente non escono dalle loro competenze e dal metodo scientifico) invece di proseguire, nel modo che sembrava più logico e conseguente, criticando i numerosi interventi di persone non competenti di biologia ed evoluzione che passano invece “dall’ideologia alla teoria” cercando di spiegare la realtà vivente a prescindere anche dai fatti noti (magari non a loro) sull’evoluzione dei viventi … sarebbe stato molto istruttiva a questo punto, e forse solo lui avrebbe il ruolo e le competenze per farla, una critica a chi utilizza inutilmente “cause superiori” per spiegare fatti ben noti e spiegabili. Forse non è il caso di chiedere troppo … per quest’anno …  possiamo accontentarci, apprezzando il fatto che le critiche non sono, come spesso avviene, l’unico e principale argomento di persone inesperte..

Il fatto che ci sia molta ignoranza e molta confusione alla base dell’eliminazione dell’evoluzione dai programmi scolastici deve confermarlo anche lui:

“Molte volte si ha l'impressione che la confusione regni sovrana. Anche la vicenda dei nuovi programmi di scienze nelle scuole italiane, in cui in un primo tempo l'evoluzione è stata cassata e poi riammessa, è il segno di qualche disorientamento derivante da conoscenze non adeguate del problema.”

Nella seconda parte dell’articolo, confermando quanto detto all’inizio sulla separazione di metodi e competenze, mons.Facchini e, sottolineando l’importanza di “una visione che va oltre l'orizzonte empirico” e conferma la sua opinione che “non siamo uomini per caso e neppure per necessità, e che la vicenda umana ha un senso e una direzione segnate da un disegno superiore”. 

La frase più clamorosa, destinata ad essere ripetutamente citata e che rischia pure di innervosire la gerarchia cattolica (forse non era previsto…) è la seguente:

Ma così non si fa scienza. Ci portiamo su un piano diverso da quello scientifico. Se il modello proposto da Darwin viene ritenuto non sufficiente, se ne cerchi un altro, ma non è corretto dal punto di vista metodologico portarsi fuori dal campo della scienza pretendendo di fare scienza”. Che in inglese diventa: “In doing so though, what we are engaged in can no longer be called science but is something that goes beyond it. Despite shortcomings in Darwin’s model, it is a methodological fallacy to look for another model outside the realm of science while pretending to do science

Interessante anche la seguente critica all’ID, non facile da trovare, in cui viene evidenziato che ci sono milioni di specie, animali e vegetali, che interagiscono con l’ambiente che è in continuo movimento, per cui ogni singolo cambiamento morfologico NON è affatto rilevante:

”in ogni caso non basterebbero mutazioni delle strutture biologiche, perché occorrono anche cambiamenti ambientali, con il ricorso a interventi esterni suppletivi o correttivi rispetto alle cause naturali viene introdotta negli eventi della natura una causa superiore per spiegare cose che ancora non conosciamo, ma che potremmo conoscere”.

Farà discutere, anche per il possibile riferimento alla religione cattolica, la frase in cui mette in relazione l’ID con i numerosi disastri ambientali che hanno caratterizzato l’evoluzione anche biologica:

“Se si esce dall'economia divina che agisce attraverso le cause seconde (quasi ritraendosi dalla sua opera di creatore), non si capisce perché certi eventi catastrofici della natura o linee o strutture evolutive senza significato o mutazioni genetiche dannose non siano state evitate in un progetto intelligente”

Ma è nel finale che con un’accelerata improvvisa, abbandonando il linguaggio e il rigore scientifico, mons.Facchini fa trionfare la religione e la teologia, mentre la scienza mangia la polvere, non sapendo spiegare adeguatamente l’osservazione empirica con il suo ragionare un po’ storto:

L'osservazione empirica coglie l'armonia dell'universo che si basa su leggi e proprietà della materia e rimanda necessariamente a una causa superiore, non con dimostrazioni scientifiche, ma in base a un retto ragionare. Negarlo sarebbe un'affermazione ideologica e non scientifica. La scienza in quanto tale, con i suoi metodi, non può dimostrare, ma neppure escludere che un disegno superiore si sia realizzato, quali che siano le cause, all'apparenza anche casuali o rientranti nella natura.

Quando poi si passa all’uomo, la situazione cambia drasticamente, e il linguaggio si adegua:

L'altro punto delicato è rappresentato dall'uomo che non può considerarsi un prodotto, necessario e naturale della evoluzione. L'elemento spirituale che lo caratterizza non può emergere dalle potenzialità della materia. E il salto ontologico, la discontinuità che il magistero ha sempre riaffermato per la comparsa dell'uomo. Essa suppone una volontà positiva di Dio.  

La frase finale conferma definitivamente che non può esistere … un “progetto intelligente” in un mondo in cui già agisce un “disegno superiore”:

Per concludere, in una visione che va oltre l'orizzonte empirico, possiamo dire che non siamo uomini per caso e neppure per necessità, e che la vicenda umana ha un senso e una direzione segnate da un disegno superiore.

Chiaro? L’articolo si trova in copia anche nel sito dell’agenzia cattolica Zenit, nel sito del DISF e in quello dell’UNIGRE.

·         Articolo di V.Mathieu sul Giornale (“Darwin tra demagogia e dogmatismo) sulla conferenza tenuta il 12/1 ai Lincei da Cavalli Sforza all’Accademia dei Lincei. Critica l’introduzione alla conferenza, in cui Cavalli condannava l’eliminazione dell’evoluzione dal programma delle scuole medie.

mi fermo sulla polemica iniziale e conclusiva contro i detrattori del darwinismo, perché questa è d’attualità tra noi, e ancor più in America, a causa della levata di scudi dei sostenitori del «progetto intelligente», cioè del tradizionale creazionismo.
Nella riforma scolastica promossa da Letizia Moratti è previsto che la teoria dell’evoluzione non si insegni nelle elementari, e ciò è stato interpretato come un attacco oscurantistico contro la scienza. Pare ora che il ministro Buttiglione voglia far cominciare quell’insegnamento nel terzo anno delle secondarie, ma la polemica non si placa. A indicarne il tono bastano alcune frasi di Cavalli Sforza: «Abbiamo assistito in Italia ad attacchi alle teorie dell’evoluzione da parte di pedagoghi (...). Si tratta di una chiara congiura di un movimento più generale contrario alla scienza e al suo insegnamento prima dei quindici anni di età». «Gli autori della campagna mostrano una totale ignoranza o incomprensione della teoria moderna dell’evoluzione (...). Nessuno degli aderenti è al corrente delle teorie moderne». «Il cosiddetto progetto intelligente è ancora altra cosa: è derivato dalla convinzione di qualche raro “scienziato” provveduto di scarse conoscenze (...) ed è stato adottato da alcuni capitalisti che vi hanno visto un mezzo per aiutare i loro interessi economici e finanziari, anche a costo di sabotare la scienza».
Sulla formula (non sulle intenzioni) del «progetto intelligente» ho anch’io qualche riserva, ma nego che il non far svolgere fin dalle elementari l’insegnamento del darwinismo, della meccanica quantistica e della filosofia sia dovuto al proposito di sabotare la scienza. Alcuni prelati anglicani videro a torto in Darwin un pericolo per la religione, ma la loro razza è in via di estinzione. Del resto nel Settecento Atanasio Kricher, che pure era un gesuita, dichiarò inevitabile l’evoluzione anche secondo le Sacre Scritture, perché l’Arca di Noè non poteva contenere tutte le specie attuali; e non mi risulta che sia stato scomunicato. Per contro sono appunto i neodarwiniani a essere affetti da dogmatismo inquisitorio contro chi (ad esempio Giuseppe Sermonti) fa notare che evoluzione non equivale a neodarwinismo. Darwin era molto prudente e riconosceva i limiti della sua teoria, fallibile e rivedibile come qualsiasi altra. Da decenni, infatti, il neodarwinismo va soggetto a critiche e revisioni interne; ma i suoi fanatici ne fanno una religione, ne ignorano i limiti e non rispondono alle obiezioni.

A parte la strana equivalenza fra creazionismo e ID (molti si potrebbero arrabbiare anche in Italia, anche se gli evoluzionisti sarebbero d’accordo…), è tristissimo il fatto che V.Mathieu, oltre a contrastare Cavalli Sforza su problemi che non conosce bene (come aveva già mostrato in un articolo dell’anno scorso), racconti cose non vere per giustificare meglio le sue critiche.

Non è assolutamente vero che si parlasse di evoluzionismo nella scuola elementare; non è nemmeno vero che Buttiglione volesse far partire la teoria dell’evoluzione dalla terza media, dato che quasi non si parla nemmeno di evoluzione in quella classe. Per fortuna ha qualche riserva sul progetto intelligente, anche se sembra avere obiezioni intelligenti al darwinismo; nella seconda parte dell’articolo ci fa conoscere, invece delle idee di un esperto come Cavalli Sforza … le sue obiezioni. Come se non fossero già state pubblicate l’anno scorso; spiace che un uomo di cultura non accetti di imparare qualcosa nemmeno da uno dei massimi esperti italiani dei problemi dell’evoluzione biologica.

·         V.Mathieu, accademico dei Lincei, ha coordinato la seconda fase della riforma dei programmi per il liceo classico (da cui sono derivati a cascata anche gli altri programmi delle superiori). Qualcuno è intervenuto fra il maggio e il settembre del 2005, forse sulla base della relazione della commissione Darwin, a correggere (se non quelli delle elementari e delle medie) almeno i programmi di biologia del liceo classico e degli altri licei, per cui i programmi delle superiori finalmente hanno visto l’inserimento in extremis dell’evoluzione umana, che prima della riforma Moratti incredibilmente si studiava … già 5 anni prima. E’ scomparsa alle medie ma almeno ci si è accorti in extremis che non si poteva eliminarla anche alle superiori. Se fosse stato merito suo bisognerebbe fargli i complimenti…

·         Sul Messaggero articolo (dal titolo incomprensibile) sull’apertura del Festival della scienza a Roma: “Siate egoisti: salvatevi”. Si parla degli interventi della Levi Montalcini e di Cavalli Sforza alla cerimonia di apertura.

 

17/1/06-F:

·         Ampio dossier su Le Nouvel Observateur sul dibattito sull’evoluzionismo in Francia; la situazione è più tranquilla rispetto all’Italia (dove anche scienziati autorevoli vengono messi in situazioni imbarazzanti di fronte ad attacchi all’evoluzionismo che provengono un po’ da tutte le parti e con le più diverse motivazioni, e addirittura in una situazione in cui in ambito religioso si possono addirittura esprimere – apparentemente senza problemi - anche opinioni contrapposte) e quindi anche rispetto a quanto avviene negli USA, ma qualche provocazione è sorta anche in Francia. Del dossier (non disponibile on line) si parla su Pikaia e viene citato anche in un sito web francese (Science et pseudo-science) in cui sono recuperabili e leggibili alcuni commenti che permettono di avere comunque un’idea della situazione in Francia. Il 29 ottobre c’e’ stata una forte contestazione del mondo scientifico per la diffusione sulla rete ARTE di un documentario (Homo Sapiens - Une nouvelle histoire de l'homme”) in cui una paleoantropologa del CNRS (autrice nel 2000 di un libro decisamente antidarwinano: “La légende maudite du vingtième siècle - pour en finir avec le néo-darwinisme”) presentava una ipotesi di evoluzione umana non ortodossa. La protesta degli scienziati aveva ottenuto che venisse trasmessa una puntata riparatrice. Il13/1/06 è comparsa un’intervista a questa paleoantropologa/archeologa (Anne Dambricourt): “Une nouvelle théorie scientifique de l’évolution de la lignée humaine »..

·         Per mantenersi aggiornati sul creazionismo in Francia si può consultare questa pagina web. Del dossier si parla su Pikaia.

 

18/1/06-USA:

E’ stato bloccato il corso di “Filosofia del progetto intelligente” che stava per iniziare in una scuola della California ma era stato denunciato da alcuni genitori (vedi sopra in data 12/1/06); dato che non si riusciva a farlo passare come biologia, ci hanno provato come filosofia, ma è andata male anche così : No More Class on Intelligent Design
A rural school district near Fresno, Calif. has canceled an elective philosophy course on "intelligent design."
A group of parents had sued the El Tejon school system last week, accusing it of violating the constitutional separation of church and state with "Philosophy of Design," a high school course that advanced the notion that life is so complex it must have been created by some kind of higher intelligence. In a settlement, the district agreed to halt the course at Frazier Mountain High next week and said it would never again offer a "course that promotes or endorses creationism, creation science or intelligent design." "This sends a strong signal to school districts across the country that they cannot promote creationism or intelligent design as an alternative to evolution, whether they do so in a science class or a humanities class," said Ayesha N. Khan, legal director for Americans United for Separation of Church and State, which represented the parents.

 

19/1/06-IT/USA:

·         Le prime  reazioni all’articolo di F.Facchini sull’Osservatore Romano vengono dagli USA (cliccando qui escono decine di link ad articoli):

·         un articolo sul New York Times (“In 'Design' vs. Darwinism, Darwin Wins Point in Rome”); è un articolo da leggere in quanto si evidenzia l’enorme interesse in relazione proprio al dibattito sollevato grazie all’editoriale del 7/7/05 del card. Schönborn in favore dell’ID e del processo di Harrisburg. Nell’articolo vengono pubblicate le prime reazioni di molte persone coinvolte. Si raccoglie ad esempio l’opinione di K.Miller, che dice "that is my own view as well”; sembra quindi di capire che lui, come pure Ayala (“He is emphasizing that there is no need to see a contradiction between Catholic teachings and evolution") , siano abbastanza soddisfatti di come si sta chiarendo la situazione, dopo le confusioni degli ultimi interventi vaticani. Anche il terzo autore della lettera al papa sembra soddisfatto: “Lawrence M. Krauss, a professor of physics and astronomy at Case Western Reserve University, said Dr. Facchini's article was important because it made the case that people did not have to abandon religious faith in order to accept the theory of evolution.”. Gli unici decisamene sconcertati sembrano quelli del Discovery (?) Institute, che forse pensavano fosse stato sufficiente convincere il Card.Schönborn.

Il giornalista scrive poi che avrebbe voluto chiarire alcune frasi che gli sembravano poco chiare, ma sembra non siano riusciti a mettersi in contato né con F.Facchini né con l’Osservatore Romano; sono quindi incerti anche sul ruolo da dare, soprattutto negli USA a questo articolo e si limitano a indicare che "the article was not presented as an official church position. But in the subtle and purposely ambiguous world of the Vatican, the comments seemed notable, given their strength on a delicate question much debated under the new pope, Benedict XVI."”:

The official Vatican newspaper published an article this week labeling as "correct" the recent decision by a judge in Pennsylvania that intelligent design should not be taught as a scientific alternative to evolution.

"If the model proposed by Darwin is not considered sufficient, one should search for another," Fiorenzo Facchini, a professor of evolutionary biology at the University of Bologna, wrote in the Jan. 16-17 edition of the paper, L'Osservatore Romano.

"But it is not correct from a methodological point of view to stray from the field of science while pretending to do science," he wrote, calling intelligent design unscientific. "It only creates confusion between the scientific plane and those that are philosophical or religious."

The article was not presented as an official church position. But in the subtle and purposely ambiguous world of the Vatican, the comments seemed notable, given their strength on a delicate question much debated under the new pope, Benedict XVI.

E’ evidente la condanna inequivocabile dell’ID come NON scienza. E’evidente anche l’approvazione della sentenza di Harrisburg. Questi sono i due più importanti punti dell’articolo, secondo i quotidiani americani, come si vede qui sotto:

·         Nota sul Sun di Baltimora: Vatican article debunks 'design' : The Vatican newspaper has published an article saying that "intelligent design" is not science and that teaching it alongside evolutionary theory in school classrooms only creates confusion. The article in Tuesday's editions of L'Osservatore Romano was the latest in a series of interventions by Vatican officials, including the pope, on an issue that has made headlines in the United States. The writer, Fiorenzo Facchini, a professor of evolutionary biology at the University of Bologna, in Italy, laid out the scientific rationale for Darwin's theory of evolution, saying that in the scientific world, biological evolution "represents the interpretative key of the history of life on Earth."

·         La reazione del Discovery (?) Institute (“New York Times Reports on Differing Opinions on Intelligent Design ...”) è piuttosto lunga e complessa; non evidenzia troppo l’approvazione per i risultati del processo e contesta violentemente il giudizio che l’ID non sia scienza. Giostra con tutte le altre opinioni provenienti dal mondo cattolico sull’ID. Non rispetta molto l’autore dell’articolo e evidenzia i punti più delicati del documento, quelli in cui, allontanandosi dalla scienza, si rischia il contatto, contestandoli:

- Not surprisingly, The New York Times did not the cover the Pope’s approving mention of intelligent design in one of his Wednesday speeches last November, yet it seems to take seriously as Vatican policy an op-ed by a little known writer published in the L'Osservatore Romano.

- ''If the model proposed by Darwin is not considered sufficient, one should search for another,'' writes evolutionary biologist Fiorenzo Facchini”

I’m not sure if Dr. Facchini understands that this is exactly what the Center for Science & Culture is doing in researching intelligent design and related science issues. We don’t think Darwin’s model is sufficient, and some of our scientists are advocating an alternative theory. They are not “pretending to do science,” they are doing science, and we certainly don’t think they are straying from the field of science.

Molto spiritosa la battuta finale. Complimenti!

The Times also reports that Dr. Facchini said “Catholic thought did not preclude a design fashioned through an evolutionary process.”

I would hope that Dr. Facchini doesn’t think that Catholic though precludes a design fashioned through an intelligent agent.

·         Vatican gives a nod to evolution (International Herald Tribune)

·         intelligent design will confuse children (Telegraph.co.uk, United Kingdom)

·         Rome Weighs in (Gently) on Intelligent Design (TIME)

·         Vatican Paper Hits 'Intelligent Design' ABC News

·         Vatican paper article says 'intelligent design' not science USA Today

·         The Daily Dose: ID dismissed in Vatican newspaper Science & Theology News

·         Vatican Paper Hits 'Intelligent Design' Washington Post

·         Vatican slams fake science Calgary Sun

·         Vatican newspaper article hits intelligent design Boston Globe

·         Vatican Paper Hits 'Intelligent Design' San Francisco Chronicle

·         Vatican Paper Hits 'Intelligent Design' CBS News

·         Vatican newspaper backs ruling on intelligent design Los Angeles Daily News

·         Intelligent design not science, says Vatican newspaper article (By John Thavis) Catholic News Service

·         Vatican newspaper says intelligent design not science Catholic News

·         Intelligent design no science, not to be taught, Vatican newspaper says (By John Thavis) Catholic on line

·         Vatican paper raps ‘intelligent design’ MSNBC

·         Vatican newspaper gives "thumbs down" to Intelligent Design Sito web cattolico conservatore USA Vivificat (perplessi, tanto è vero che nel commento si trova un Ouch!, che credo corrisponda, nei fumetti, a un colpo ricevuto in pancia)

·         "Intelligent design" not science: Vatican paper  Wired

·         L´ Osservatore Romano, a favor de la teoría de Darwin Clarin (Buenos Aires)

·         Commenti anche nel sito web del card.Schönborn e nel suo blog. Interessante la possibilità di comperare magliette nello stesso sito web USA in cui si comperano le magliette dello ... Spaghetti Monster

·         www.biox.cn: sì, in Cina! milioni di cinesi leggono: Vatican gives nod to Darwin, not Design

·         In Italia per ora pochi sembra leggano l’Osservatore Romano, e la notizia arriva indirettamente o passa quasi sotto silenzio: ne parlano il sito web della Città della Scienza di Napoli (L'Osservatore Romano si schiera con Darwin contro l'Intelligent Design”); il sito della rivista Darwin (Darwin tra Roma e New York; dove non si accontentano della condanna degli attacchi alla scienza, dato che si continuerebbe comunque ad accettare risposte non verificabili dalle religioni)  a cui si aggiungono due citazioni indirette, sul Corriere e Repubblica che stranamente fanno riferimento indiretto all’articolo sul New York Times,

 

20/1/06-IT:

·         Cominciano ad arrivare, stranamente con un giorno di ritardo (!?) rispetto agli USA, le reazioni italiane all’importante articolo del prof. (e monsignore) F.Facchini sull’Osservatore Romano del 17/1. Primi sono arrivati il Foglio (critico, era prevedibile; sorge solo ora l’atroce dubbio di non aver avuto il sostegno del quotidiano pontificio quando si era attribuito il ruolo di defensor fidei … contrastando la diffusione delle idee evoluzioniste, giustamente oggi dominanti) e Il Riformista, che invece apprezza parecchio la posizione anti-ID di F.Facchini.

·         Il Riformista, nell’articolo dal bel titolo “L'Osservatore Intelligente” dopo un’inizio in cui già si preannuncia la grossa novità L'Osservatore romano martedì ha elogiato la sentenza del tribunale della Pennsylvania che ha proibito l'insegnamento nelle scuole della teoria detta del «disegno intelligente», che i militanti cristiani americani più conservatori avrebbero voluto contrapporre a Darwin, appellandosi a una sorta di pluralismo scientifico-religioso“ viene in particolare evidenziata la frase centrale di F.Facchini “«Il disegno intelligente non appartiene alla scienza e non c'è giustificazione per chiedere che sia insegnato nelle scuole come fosse una teoria scientifica» sullo stesso piano del darwinismo” di cui si sottolinea l’importanza: Perché abbiamo riportato queste - ci si perdoni il banale doppio senso - sacrosante parole? Perché ci sembra abbiano la loro importanza anche dal punto di vista politico”.

·         Anche un giornalista del Foglio commenta (“Il disegno intelligente crea un po’ di confusione fra i cattolici”), questo articolo che aggiunge un’altra autorevole opinione abbastanza simile a quella esposta da Padre Coyne, che però era stata diffusa da organi di stampa meno “autorevoli” oltre che più “laici”, come l’Unità, Micromega o, recentemente, Le Scienze. Anche qui vediamo evidenziata la frase: “Il disegno intelligente non appartiene alla scienza”. Il giornalista non capisce (avrà letto, come ha fatto F.Facchini, la sentenza di Harrisburg, che spiega e dimostra proprio questo concetto?) e cerca di contestare F.Facchini (di cui sbaglia il nome e di cui ignora lo status di religioso) usando sue frasi precedenti tratte però da un contesto teologico/filosofico e non scientifico (come in questo caso). Strano che non si capisca la differenza. Gli scappa anche una curiosa frase quasi in prima persona  “siamo sempre più confusi”.  Speriamo non sia infettivo …
La confusione sembrerebbe quindi soprattutto del giornalista, ed è giustificata; per mesi infatti ha spiegato perché certe strane idee degli evangelici americani (già inaccettabili per i cattolici americani!) dovessero invece essere accettate dai cattolici italiani e ha girato gli USA alla ricerca dei pochi (come ha dovuto confessare anche lui) scienziati antievoluzionisti. In realtà, come hanno mostrato i testi originali di molti interventi di cattolici anche autorevoli in questi mesi, un po’ di con fusione c’era; ora speriamo che, dando ascolto ai ragionamenti delle persone competenti, questa confusione scompaia, sia dalle teste di chi vive come angoscia personale la confusione di tutti i cattolici che dalle teste dei numerosi cattolici che in questi anni hanno diffuso, magari su organi di comunicazione di massa, opinioni contrarie a quelle esposte da un esperto di evoluzione sull’Osservatore Romano …. ; è l’occasione buona per cambiare idea senza perdere troppo la faccia; basta ammettere che si leggeranno quanto prima i numerosi testi di F.Facchini sull’evoluzione umana. Ora l’ignoranza non dovrebbe più essere ammessa e quindi tutti i cattolici sono invitati a verificare i veri motivi per cui preferiscono opinioni diverse. Speriamo che anche uno dei “vincitori” del processo di Harrisburg, lo scienziato evoluzionista cattolico Kenneth Miller veda nell’articolo di F.Facchini una prima risposta alla sua lettera inviata al papa, in cui chiedeva di non continuare a fare confusione.
Curiosa anche la presenza, appena sotto, di un articolo di G.Sermonti, a cui però sembra sia stato chiesto di scrivere di qualcosa che riguardasse poco l’evoluzione … e graffiante rimane solo il titolo (“Non di sola evoluzione vive lo scientismo”) di un testo in cui però si tratta solo di cellule e di teoria cellulare.

·         La notizia arriva anche alle associazioni che stanno combattendo l’ID negli USA; sono contenti nel sito nella NCSE (National Cener for Science Education): "Intelligent design" criticized in Vatican newspaper. E evidenziano uno dei punti centrali dell’articolo, la relazione fra scienza e filosofia:

In his L'Osservatore Romano article, Facchini wrote, "If the model proposed by Darwin is not considered sufficient, one should search for another ... But it is not correct from a methodological point of view to stray from the field of science while pretending to do science ... It only creates confusion between the scientific plane and those that are philosophical or religious." Accepting evolution is not incompatible with believing in divine creation, he explained: "God's project of creation can be carried out through secondary causes in the natural course of events, without having to think of miraculous interventions that point in this or that direction."

 

20/1/06-IT:

·         Commento, un po’ perplesso.., dell’articolo di F.Facchini (che sembra non sia ancora disponibile in inglese in versione integrale, sull’Osservatore Romano nel sito cattolico conservatore USA Vivificat: On Intelligent Design and Natural Selection: Teach all or Nothing. Forse non l’hanno letto, o negli USA circola una versione a cura del Disc.Institute, dato che iniziano cosi’

Intelligent design is the basis of our understanding of the origins of human and other physical existence with a basis and reliance on God as the author and prime mover. What seems as an opposing belief is now being espoused as the only teachable truth in the form of natural selection. In natural selection we find continuation of the most fit to survive and the continual evolution over time of those who succeed in living.

 

21/1/06-IT:

·         Il documento del prof.Facchini è stato ripreso e diffuso dal sito web dei Salesiani del Triveneto, che mettono anche a disposizione uno spazio di discussione, per ora vuoto. Commenti anche in un sito cattolico conservatore (Kattoliko pensiero) che riporta il documento, pur incredibilmente intenzionalmente censurato della parte iniziale con i tutti i dati (che sempre mancano negli articoli critici) sull’evoluzione biologica; solo questi dati permettono di far capire le conclusioni anche a chi è ignorante, magari per colpa di alcuni docenti della scuola italiana; patetico e presuntuoso uno dei commenti: “Per quanto riguarda Facchini, finché rimane nel suo ambito è un bravo professore. Quando vuole fare il filosofo o il teologo ha gravi pecche”. Sembra di capire che sia orientata in questo senso la rassegna stampa sull’evoluzionismo del sito web Totus Tuus, Per ora (l’ultimo è dell’11 gennaio) l’articolo di F.Facchini non è stato inserito, mentre ci sono quelli di G.Sermonti. Non sembra ancora reagire un sito antidarwiniano personale in cui sono presentate le opinioni dei massimi esperti dell’ID accompagnate dalle certificazioni di ortodossia che sarebbero costituite da precedenti interventi di F.Facchini. Probabilmente il sito richiederà ora una scelta di campo e quindi una ristrutturazione…

·        Articolo piuttosto arrogante in un sito web USA di “creazionisti biblici cattolici” (Christ or Chaos) apparentemente da tempo critico verso alcune posizioni del Vaticano…: Apologists for Unintelligence (er, Stupidity); basta citare alcune frasi di commento a quello che definisce “a truly stupid article:

Yes, we believe in miracles. Why, then, is it so difficult for so many "sophisticated" Catholic intellectuals to believe that it was possible for God, Who suspends the laws of nature of which He is the Author when a miracle is performed, to have created the world exactly as is recorded in The Book of Genesis? Why is it so difficult for these intellectuals to believe that God, Who is pure Intelligence, to have willed into existence each of the species that exist in the world today exactly as we see them? Why is it the case that thes intellectuals doubt that God Himself willed into existence all of the laws of nature that He suspends when a miracle is performed in His Holy Name and by His power? Why is it the case that these intellectuals are so ready to subordinate Divinely Revealed truths to the precepts of a disproved thesis, namely, Darwinism and all of its variants?
All of this is necessary to review once again because of a
truly stupid article, written by an "evolutionary biologist," Fiorenzo Facchini, who "teaches" at the University of Bologna, that appeared in L'Osservatore Romano, the official newspaper of the Vatican, on the matter of "intelligent design" versus Darwinism. Facchini wrote that a Pennsylvania court decided correctly against the teaching of "intelligent design" alongside Darwinism in "public school" classrooms. Facchini said that the teaching of intelligent design "only creates confusion between the scientific and philosophical and religious planes."

 

22/1/06-IT:

·         L’anno scorso si è tenuta presso l’istituto Stensen (gesuiti) di Firenze un serie di conferenze dal titolo “Evoluzionismo e antievoluzionismo”, organizzato in collaborazione con il CD in Scienze Biologiche di Firenze (il CD di scienze biologiche concorda su quanto detto al convegno?). Sono ora disponibili le registrazioni di tutte le conferenze a 3 euro. Nel web si trova anche la conferenza di Don Gianni Colzani: “Teologia cristiana ed evoluzionismo”, forse inserita nella stessa serie di conferenze. Alcune registrazioni e trascrizioni sono comunque disponibili anche gratuitamente.

 

22/1/06-USA:

·         Articolo sul NYTimes di Judith Shulevitz (“When Cosmologies Collide”); si racconta del dibattito dopo la sentenza di Harrisburg. Si riportano le dichiarazioni di E.Scott e di M.Ruse. Daniel Dennett vuole commentare le dichiarazioni di Ruse e scrive al NYTimes, che però non pubblica la lettera. Verrà pubblicata invece da un sito web inglese; Dennett critica la tendenza di M.Ruse a mescolare religione e scienza su un tema che invece richiede chiarezza e separazione di competenze e soprattutto di metodi.

 

23/1/06-USA:

·         Simpatico editoriale sullo Huston Chronicle (tratto da The Philadelphia Inquirer del 20/1)  dal titolo “Vatican supports science”; la frase iniziale è “What if God spoke, and said: "What's this intelligent design stuff? That ain't science!" mentre quella finale è “Give them credit. It takes courage to put words in God's mouth.”. Ambedue si riferiscono all’accusa del Discovery Institute secondo cui … F.Facchini vuole mettere le parole in bocca al Vaticano.

 

24/1/06-A:

·         Si scopre che proprio la sera del 17/1, il giorno dell’articolo di F.Facchini, il card.Schönborn aveva partecipato ad un programma  televisivo di filosofia in cui aveva discusso il problema dell’evoluzione ("Schönborn, Darwin: the controversy over the evolution-theory”).  E’ possibile, dal sito web della ORF, vedere la registrazione del dibattito (95MB in tedesco…) e momenti del backstage (35MB). L’unico evoluzionista presente insieme al cardinale e a due filosofi era ,TJucker. Qui un articolo dell’agenzia vaticana Zenit (in tedesco pure quello… ma c’e una improbabile traduzione automatica in inglese)

 

26/1/06-UK:

·         Sondaggio, presentato dalla BBC, sull’opinione degli inglesi riguardo all’origine della vita (Britons unconvinced on evolution); la situazione è diversa da quella USA, e il 22% sono favorevoli al creazionismo “biblico”, il 17% crede nella nuova idea di un Intelligent Design e ben il 48% crede nell’evoluzionismo darwiniano; saranno un po’ nazionalisti, ma la percentuale di evoluzionisti è maggiore a quella che abbiamo in Italia (da un sondaggio effettuato nel nord-est nel novembre 2005 risulterebbero rispettivamente percentuali del 15%, 43% e 32%). Il 39% in GB e 58% in Italia sono fiduciosi, nonostante il 99,9% (circa) delle specie comparse sulla terra sia oggi estinta, che alla guida dell’evoluzione biologica (e quindi da 3,5 miliardi di anni - circa) ci sia qualcuno che sa … quel che sta facendo e che non si distrae mai. Incrociamo le dita e facciamo gli scongiuri ….

Per fortuna, se al campione inglese viene però chiesto che cosa si debba insegnare a scuola, il 44% chiede che si insegni il creazionismo, il 41% l’ID e il 69% l’evoluzionismo.

The findings prompted surprise from the scientific community. Lord Martin Rees, President of the Royal Society, said: "It is surprising that many should still be sceptical of Darwinian evolution. Darwin proposed his theory nearly 150 years ago, and it is now supported by an immense weight of evidence.

"We are, however, fortunate compared to the US in that no major segment of UK religious or cultural life opposes the inclusion of evolution in the school science curriculum."

Preoccupano sempre i risultati di sondaggi in cui si chiede di mettere in relazione l’evoluzione biologica con l’origine della vita (“what best described their view of the origin and development of life”). E’ infatti ovvio che sono due problemi ben diversi (Darwin non aveva proprio nulla da dimostrare sull’origine della vita e anche noi oggi non abbiamo molto di più di qualche buona idea e qualche esperimento che riguarda più la fisica e la chimica che la biologia) sarebbe molto interessante capire come faccia la gente … a far comunque contento l’intervistatore, rispondendo in un modo che sembri intelligente … a domande assurde.

Interessante confrontare questo sondaggio con uno realizzato quasi due anni fa (16/2/04) negli USA dall’ABC (“Six in 10 Take Bible Stories Literally”) per capire quanto le diverse religioni presenti negli USA riescano a convincere in percentuale diversa i fedeli sul fatto che siano veri i fatti raccontatati nella Bibbia. Il valore medio del 60% variava poi sia in relazione ai diversi fatti (Creazione, Arca di Noè, passaggio del Mar Rosso) che in relazione alla religione (cattolica, protestante – evangelici o no -, atei). In particolare i cattolici USA oscillavano su valori intorno al 50% mentre i protestanti avevano complessivamente valori attorno al 75%; il dato però più interessante è che anche il 30% degli atei credeva alla lettera a quanto raccontato nella Bibbia..

E’ curioso e impressionante vedere quanta gente è convinta che nel passato siano avvenuti fatti che oggi risulterebbero a chiunque altamente improbabili; impressiona anche le diverse percentuali di opinione nelle diverse religioni, ma soprattutto la fede degli atei in questi fatti.

Sarebbe interessante a questo punto verificare le percentuali di persone che credono in fatti sicuramente avvenuti (o in datazioni ormai certe) che vengono insegnati a scuola nelle ore di scienze; sarebbe interessante verificare per esempio se 10000 anni di storia dell’universo sembrino pochi o tanti all’italiano medio.

Si potrebbe quindi capire il ruolo dell’insegnamento religioso nel diffondere e sedimentare (magari involontariamente!) nella testa della gente (atei compresi…) informazioni sbagliate che non hanno alcun ruolo nella formazione religiosa, tanto che non sono più sostenute dai documenti ufficiali della Chiesa (si veda ad esempio il documento del Card.Ratzinger del 2004 in cui si accettano i miliardi di anni di storia della vita sulla terra, dimostrati dalla scienza solo negli ultimi 70 anni; quanti sacerdoti lo conoscono? Quanti cattolici lo conoscono? Quanti lo sanno inserire e “datare” nell’evoluzione culturale umana?)  ma con potenziali gravi conseguenze … magari anche sulla gestione razionale delle risorse alimentari ed energetiche da parte della popolazione.

Che uno creda o no nell’arca di Noè o nel passaggio del Mar Rosso non ha infatti alcuna importanza per la sopravvivenza dell’umanità; più gravi possono essere gli effetti dell’idea di una breve durata della storia della vita o dell’universo. Se davvero percentuali elevate di persone credono in una durata dell’universo di 10000 anni (come è dimostrato avvenga negli USA) non c’e’ più spazio (ma soprattutto tempo) per rendere accettabile una qualsiasi spiegazione scientifica dell’evoluzione della vita…

 

27/1/06-IT:

·         Rimangono sempre in ambito “scientifico” (tranne nel caso del Foglio …) le citazioni dell’articolo di F.Facchini in Italia. Oggi compare una breve notizia (“Anche l'Osservatore romano contro il cosiddetto "progetto intelligente"), riferita come le altre all’articolo sul New York Times, firmata dall’agenzia Zadig, che probabilmente potrebbe fare di meglio…

·         Oggi ad Asti convegno sulla figura di Teilhard de Chardin. Nel parla l’Avvenire (“Padre Teilhard ad Asti”):

Il Centro culturale San Secondo ospita oggi dalle 14.30 «Evoluzionismo e fede cristiana», convegno a 50 anni dalla morte di padre Pierre Teilhard de Chardin. Dopo la presentazione di Francesco Scalfari, intervengono Silvana Procacci («Storia dei rapporti tra evoluzionismo e Chiesa»), Vittorio Croce («La Gaudium et Spes e Teilhard de Chardin»), Orlando Franceschelli («Dio e Darwin»), Fabio Mantovani («Teilhard de Chardin: il quadro generale dell'opera»), Michele Sarà («Evoluzione e cristianesimo») e Lodovico Galleni («Teilhard de Chardin: la sintesi tra scienza e fede»). L'appuntamento partecipa al ciclo di incontri dedicato allo scienziato astigiano Giuseppe Montalenti.

·         Sempre oggi ma a Siena, una giornata di studio in occasione del Darwin Day: Evoluzione e preistoria dell'uomo, organizzato dal Dottorato in "Storia, archeologia e antropologia del mondo antico (Curriculum: Preistoria e archeologia)" presso il Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti – Sezione di Preistoria Università degli Studi di Siena; All’incontro interverranno: P. Omodeo (emerito Un. Siena), G. Giacobini (Un. Torino), F. Mallegni (Un. Pisa), O. Rickards (Un. Roma), C. Peretto (Un. Ferrara), F. Martini (Un. Firenze), P. G. Solinas (Un. Siena), A. Brusa (Un. Bari), M. Lanzinger (Museo Scienze Naturali Trento), T. Di Fraia (Un. Pisa), B. Danesi (Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali), C. Dal Maso (giornalista)

 

28/1/06-A:

·         Viene pubblicata oggi la 3’ conferenza del Card.Schönborn sull’evoluzione (tenuta in tedesco il 5/12/05): "He created each thing according to its kind"

 

28/1/06-IT:

·         Darwin Day della Scuola 2006 - Nell'ambito del Protocollo d'intesa tra il MIUR - Dipartimento per lo Sviluppo dell'Istruzione e l'Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali (A.N.I.S.N.), stipulato il 22/04/2002, l'ANISN indice nel corrente anno scolastico 2005-2006 un bando di Concorso per insegnanti di Scienze, delle scuole di ogni ordine e grado sul tema dell'insegnamento dell'evoluzione biologica. Il termine di presentazione della domanda è il 3 maggio 2006.  Allegati: Lettera di Presentazione - Bando

 

29/1/06-IT:

·         Nell’inserto bolognese dell’Avvenire (Bologna7) intervista a F.Facchini (“L'antropologo Fiorenzo Facchini interviene su «L'Osservatore Romano». E il «New York Times» legge e rilancia“) riguardo all’articolo pubblicato il 17/1 sull’Osservatore Romano contro l’Intelligent Design, nuova versione USA del creazionismo, a cui da anni è stato proibito ‘ingresso nelle scuole. Già nel titolo si evidenzia l’enorme interesse ottenuto negli USA, mentre sarebbe stato meglio sottolineare l’aspetto più rilevante: in Italia l’articolo è stato ignorato. Certo l’ID non è un problema serio in Italia, ma lo potrebbe senza dubbio diventare, dato che su molti quotidiani (l’Avvenire, Il Foglio, il Giornale, ecc. ) viene incredibilmente pubblicizzato come una proposta seria o addirittura “scientifica”, mentre proprio l’articolo di Facchini, che cita la sentenza del giudice di Harrisburg, evidenzia come sia una scatola vuota, o meglio piena di vecchie idee. Facchini, da scienziato, mette seriamente in guardia contro il rischio di far credere che dietro e dentro l’ID ci sia il metodo scientifico, sostenendo e dimostrando che l‘ID non è scienza..

 

31/1/06-IT:

·         Nel sito web del Card.Schönborn si racconta di una conferenza tenuta oggi a Palm Beach, in Florida, da uno degli scienziati/sacerdoti che finora ha condannato con maggior nettezza l’antiscientificità dell’ID, P.Coyne: “Director of the Vatican Observatory criticizes Cardinal Schönborn's position”. Dalla pagina web si può andare a leggere il testo della conferenza di P.Coyne Science Does Not Need God, or Does It? A Catholic Scientist Looks at Evolution”. Ci sono anche link ad alcuni articoli che commentano il chiaro contrasto fra P.Coyne e il card.Schönborn, che gira attorno alla diversa valutazione del ruolo della scienza e sulla distinzione tra scienza e religione.  In data di ieri si trovano alcuni articoli di commento in siti web religiosi, come Ignatius Insight (“Vatican Observatory Director Jesuit Father George V. Coyne equates ID to "crude creationism" ) o Catholic onLine (“Intelligent Design belittles God, Vatican director says”) o in siti web laici come Tucson.com (“Evolution, religion focus of upcoming talk”).  Ecco alcuni pezzi della conferenza:

To my estimation, the cardinal is in error on at least five fundamental issues, among others:

(1)   the scientific theory of evolution, as all scientific theories, is completely neutral with respect to religious thinking;

(2)   the message of John Paul II, which I have just referred to and which is dismissed by the cardinal as "rather vague and unimportant," is a fundamental church teaching which significantly advances the evolution debate;

(3)   neo-Darwinian evolution is not in the words of the cardinal: "an unguided, unplanned process of random variation and natural selection";

(4)   the apparent directionality seen by science in the evolutionary process does not require a designer;

(5)   Intelligent Design is not science despite the cardinal’s statement that "neo-Darwinism and the multiverse hypothesis in cosmology [were] invented to avoid the overwhelming evidence for purpose and design found in modern science."

Approvingly quoting John Henry Newman's comment that "[T]he theory of Darwin, true or not, is not necessarily atheistic; on the contrary, it may simply be suggesting a larger idea of divine providence and skill," Coyne also explored what he sees as the implications of modern science for religious belief, writing, "One gets the impression from certain religious believers that they fondly hope for the durability of certain gaps in our scientific knowledge of evolution, so that they can fill them with God. This is the exact opposite of what human intelligence is all about."

P.Coyne è anche molto chiaro nel distruggere una convinzione molto diffusa nel mondo religioso e cattolico:

Despite what is commonly thought, it was not Charles Darwin who caused problems for the theologians with the implications that might be drawn from the theory of evolution. About one hundred years before Darwin the College de Sorbonne in Paris (a kind of French Holy Office or Inquisition) condemned the great French naturalist, Georges Buffon, for having proposed, from both the cooling rate and the sequence of geological strata, that it took billion of years to form the crust of the earth. Darwin’s great contribution to the growing scientific evidence for evolution was not so much evolution as such but rather the adaptation of living organisms to the environment, only one of the two great pillars of evolutionary theory: internal mutations in an organism and natural selection. 

Ovviamente l’attacco di P.Coyne (un articolo sull’agomento nel sito del NCSE scrive che “Coyne described Schoenborn's op-ed as a "tragic" episode in the relationship of the Catholic Church to science”). Ovviamente la critica al cardinale non è piaciuta a tutti, anche perché richiede una riflessione e un cambiamento di impostazione culturale, e ci sono alcuni articoli di critica all’intervento di P.Coyne contro il card.Schönborn: “Catholic Scientism?” e “As a theologian, he's a great astronomer

·        L’enorme interesse dell’articolo di F.Facchini in USA è dimostrabile dall’enorme numero di pagine web (circa 11000) che oggi citano tale articolo; le 20 pagine web in italiano indicano lo scarso interesse per l’argomento  in Italia: solo circa 20 pagine web.xNel sito web del Card.Schönborn si racconta di una conferenza tenuta oggi a Palm Beach, in Florida, da uno degli scienziati/sacerdoti che finora ha condannato con maggior nettezza l’antiscientificità dell’ID, P.Coyne: “Director of the Vatican Observatory criticizes Cardinal Schönborn's position”. Dalla pagina web si può andare a leggere il testo della conferenza di P.Coyne Science Does Not Need God, or Does It? A Catholic Scientist Looks at Evolution”. Ci sono anche link ad alcuni articoli che commentano il chiaro contrasto fra P.Coyne e il card.Schönborn, che gira attorno alla diversa valutazione del ruolo della scienza e sulla distinzione tra scienza e religione.  In data di ieri si trovano alcuni articoli di commento in siti web religiosi, come Ignatius Insight (“Vatican Observatory Director Jesuit Father George V. Coyne equates ID to "crude creationism" ) o Catholic ondine (“Intelligent Design belittles God, Vatican director says”) o in siti web laici come Tucson.com (“Evolution, religion focus of upcoming talk”).  Ecco alcuni pezzi della conferenza:

To my estimation, the cardinal is in error on at least five fundamental issues, among others:

(1)   the scientific theory of evolution, as all scientific theories, is completely neutral with respect to religious thinking;

(2)   the message of John Paul II, which I have just referred to and which is dismissed by the cardinal as "rather vague and unimportant," is a fundamental church teaching which significantly advances the evolution debate;

(3)   neo-Darwinian evolution is not in the words of the cardinal: "an unguided, unplanned process of random variation and natural selection";

(4)   the apparent directionality seen by science in the evolutionary process does not require a designer;

(5)   Intelligent Design is not science despite the cardinal’s statement that "neo-Darwinism and the multiverse hypothesis in cosmology [were] invented to avoid the overwhelming evidence for purpose and design found in modern science."

Approvingly quoting John Henry Newman's comment that "[T]he theory of Darwin, true or not, is not necessarily atheistic; on the contrary, it may simply be suggesting a larger idea of divine providence and skill," Coyne also explored what he sees as the implications of modern science for religious belief, writing, "One gets the impression from certain religious believers that they fondly hope for the durability of certain gaps in our scientific knowledge of evolution, so that they can fill them with God. This is the exact opposite of what human intelligence is all about."

P.Coyne è anche molto chiaro nel distruggere una convinzione molto diffusa nel mondo religioso e cattolico:

Despite what is commonly thought, it was not Charles Darwin who caused problems for the theologians with the implications that might be drawn from the theory of evolution. About one hundred years before Darwin the College de Sorbonne in Paris (a kind of French Holy Office or Inquisition) condemned the great French naturalist, Georges Buffon, for having proposed, from both the cooling rate and the sequence of geological strata, that it took billion of years to form the crust of the earth. Darwin’s great contribution to the growing scientific evidence for evolution was not so much evolution as such but rather the adaptation of living organisms to the environment, only one of the two great pillars of evolutionary theory: internal mutations in an organism and natural selection. 

Ovviamente l’attacco di P.Coyne (un articolo sull’agomento nel sito del NCSE scrive che Coyne described Schoenborn's op-ed as a "tragic" episode in the relationship of the Catholic Church to science”). Ovviamente la critica al cardinale non è piaciuta a tutti, anche perché richiede una riflessione e un cambiamento di impostazione culturale, e ci sono alcuni articoli di critica all’intervento di P.Coyne contro il card.Schönborn: “Catholic Scientism?” e “As a theologian, he's a great astronomer

L’enorme interesse dell’articolo di F.Facchini in USA è dimostrabile dall’enorme numero di pagine web (circa 11000) che oggi citano tale articolo; le 20 pagine web in italiano indicano lo scarso interesse per l’argomento  in Italia: solo circa 20 pagine web.

 

                           

FEBBRAIO           

1/2/06-USA:

·         Non è una novità di oggi ma è comunque una buona notizia dagli USA: esiste un Clergy Letter Project che è arrivato all’obbiettivo di raccogliere ben 10000 firme di religiosi cristiani (protestanti appartenenti a chiese diverse) che non accettano di dover scegliere fra scienza e religione sul problema dell’evoluzione. Leggiamo un pezzo di questo documento:

“We the undersigned, Christian clergy from many different traditions, believe that the timeless truths of the Bible and the discoveries of modern science may comfortably coexist. We believe that the theory of evolution is a foundational scientific truth, one that has stood up to rigorous scrutiny and upon which much of human knowledge and achievement rests. To reject this truth or to treat it as ‘one theory among others’ is to deliberately embrace scientific ignorance and transmit such ignorance to our children.”

Sono quindi favorevoli alla scienza e credono che le migliori spiegazioni dell’evoluzione biologica siano quelle degli evoluzionisti darwiniani. La notizia è certamente in contrasto con quanto ci raccontano alcuni quotidiani italiani sul successo dell’antidarwinismo negli USA. Vediamo se e quando questi quotidiani ne parleranno…. Per il 12/2 organizzeranno un Evolution sunday in occasione dell’anniversario della nascita di Darwin. Interessante il fatto che il sito web gestisce anche i testi di decine di prediche ed articoli scritti da questo gruppo di religiosi, testi che potranno essere utili per informare i fedeli durante questo Evolution Sunday.

 

2/2/05-IT:

·         E’ arrivata la risposta del giornale cattolico l’Avvenire (“A Darwin le specie. Ma l’uomo?”) all’intervento di F.Facchini che dal pulpito del quotidiano cattolico del Vaticano, l’Osservatore Romano, il 17/1 condannava senza appello l’idea dell’”Intelligent Design”, molto cara ai protestanti USA (ma non a tutti) e che il quotidiano della CEI aveva spesso sponsorizzato, l’ultima volta pubblicando l’8/1/05, senza commento, due lettere di scienziati favorevoli all’ID come scienza (pur senza essersi adeguatamente informati). Il tema del dibattito è certamente di alto livello, in quanto riguarda il rapporto fra scienza e fede, sull’uso alternativo dei metodi della scienza o della religione per risolvere problemi spinosi ma estremamente importanti come la storia e l’origine della vita, delle specie animali e in ultimo anche dell’uomo.

A chi viene affidata dall’Avvenire il commento all’articolo dell’Osservatore Romano? Ad un componente del comitato scientifico di una rivista di astrologia, il quale espone sue ipotesi che non sono ne’ scientifiche, né di fede sulla relazione della nostra specie con le specie di primati a noi vicine, le antropomorfe (che lui si ostina a chiamare da tempo in modo generico “scimmioni”, con il rischio di far innervosire i primatologi italiani …). Infatti contesta decisamente la frase di Facchini “Intorno a 6 milioni di anni fa viene vista la divergenza fra la direzione evolutiva che ha portato alle scimmie antropomorfe e la direzione che ha portato a un cespuglio di forme, gli Ominidi, fra cui intorno a due milioni di anni fa si individua la linea evolutiva umana”, che potrebbe essere confermata da tutti i paleontologi umani attuali.

E’ probabilmente positivo il fatto che non abbia invece qui nemmeno accennato alla sua opinione favorevole all’ID modello USA, tanto che è stato uno degli due unici testimoni non USA che ha partecipato una recente audizione per decidere se introdurre l’ID nei programmi scolastici del Kansas (qui il sito web dei dinamici – per fortuna -  “Kansas citizens for science”) ; inoltre ha appena pubblicato presso il Discovery Institute la traduzione inglese di un suo libro. Non è quindi chiaro se lui e il quotidiano continuino quindi a sostenere il progetto che la recente sentenza di Harrisburg ha dimostrato essere praticamente una truffa (il vecchio creazionismo riscaldato e mascherato, e quindi senza le pretese basi scientifiche che avrebbero dovuto fare la differenza); secondo alcuni l’“Intelligent Design isn't just bad science, it's bad religion. Non dimentichiamo che molti scienziati cattolici USA autorevoli (come Kenneth Miller) da anni combattono l’ID.

Sicuramente è invece molto positivo che sull’Avvenire si critichi finalmente un vizio degli antievoluzionisti (e di molti articoli comparsi anche sull’Avvenire, che ci aveva abituato ad interviste a fisici e a chimici, i quali sceglievano l’argomento a loro più  facile anche se non riguardava l’evoluzione biologica): “È da tempo invalso l'uso di estendere il campo della teoria dell'evoluzione dalla comparsa, tre miliardi e mezzo di anni fa, delle prime forme elementari di vita, sino ad oggi. Anzi, qualcuno anticipa la teoria all'origine del cosmo, 10-15 miliardi di anni fa. In realtà la teoria di Darwin si limitò più modestamente a L'origine delle specie, cioè a un fenomeno di portata limitata,”. Gli evoluzionisti non possono che essere contenti del fatto che si cominci a ragionare, anche se con la nostra specie si continua a voler fare delle distinzioni che gli scienziati non fanno: “Fu proprio di fronte al problema dell'origine dell'uomo che la teoria variazione-selezione entrò in crisi”. Rimangono errate (sulla base di quanto si sa oggi) le informazioni sull’origine della nostra specie: “fossili di ominidi sono fatti risalire a due-tre milioni di anni fa. L'andatura bipede degli ominidi precede di milioni di anni quella sulle nocche dei Pongidi.”. I fossili di ominidi infatti oggi arrivano fino a 5/6 milioni di anni, ed è poco logico oltre che indimostrabile che le antropomorfe attuali derivino da antenati bipedi.

Nell’articolo poi non si chiarisce che l’autore è decisamente critico contro i metodi della scienza occidentale, tanto è vero che fa parte di un comitato europeo per una nuova scienza.

 

2/2/06-USA:

·         Articolo sul documento di F.Facchini su The Christian Century: “Vatican newspaper rejects ID as science”: 

The Vatican has moved to clarify its position in the intelligent-design debate, publishing an article in its newspaper that dismisses ID on scientific grounds and embraces a recent court ruling in Pennsylvania keeping the theory out of classrooms.
After months of mixed messages from Pope Benedict XVI and his aides, the Vatican directly addressed the issue in the January 17 edition of L'Osservatore Romano by reaffirming Catholic support for the science behind Charles Darwin's theory of evolution”.

 

3/2/06-IT:

·         Strano il silenzio (o sarebbe meglio dire la censura?) in Italia sul documento di F.Facchini pubblicato dall’Osservatore Romano, il quotidiano del Vaticano: oggi se si cerca con Google nelle News italiane si trova 1 articolo che lo cita, nelle Google News USA sono invece 29 le citazioni, mentre se si cerca nel web mondiale si trovano (oggi) ben 13100 citazioni, alcune delle quali (solo 10) su pagine web scritte in Italiano: di queste 10 pagine web 4 sono in ambito religioso (agenzia Zenit, Univ.gregoriana, Salesiani del Nord Est, l’articolo è riportato anche nel sito delle DISF – Scienza e Fede), 5 in ambito di divulgazione scientifica e 1 in un forum.

Dobbiamo comunque aggiungere l’articolo dell’Avvenire, non linkato dai motori di ricerca.

Fa anche una certa impressione trovare che ben 559 pagine web (e 10 pagine nei forum) citano la frase "If the model proposed by Darwin is not considered sufficient" e 8 pagine citano insieme anche un’altra frase (“no credible scientific challenge to the idea that evolution explains”)

E’ possibile che, dopo l’articolo critico sull’Avvenire di ieri, la censura possa finire la prossima settimana, quando si svolgeranno in molte città d’Italia iniziative legate allo svolgimento dei Darwin Days. E’ ben possibile però che anche i vari oratori dei Darwin Days non abbiano ancora sentito parlare di questo documento.

·         Sul Giornale articolo informativo e positivo sul Darwin Day 2006 a Milano, fra il 9 e il 12 febbraio (Spettacoli, lezioni, laboratori e giochi per riscoprire l’evoluzione di Darwin”). Qui il  programma.

 

5/2/06-IT:

·         Su Panorama del 9/2 comparirà un intervista a Niles Eldredge di Luca Sciortino; qui la versione integrale. Interessante la frase in cui si dice contento dell’articolo di F.Facchini sull’Osservatore Romano:

Il fatto che la nostra specie sia sorta e si sia evoluta né più e né meno come le altre forme di vita contraddice quanto la Bibbia racconta sulla creazione. In effetti, la maggior parte dei cristiani non hanno visto un conflitto perché si può sempre pensare che Dio, pur avendo creato il cielo, le terra e la vita, abbia le leggi naturali come strumento per l’evoluzione. Io ho letto recentemente un articolo sull’Osservatore Romano che aveva proprio questa posizione e me ne sono rallegrato.”

 

8/2/06-IT:

·         Oggi sull’Avvenire è lo stesso F.Facchini (“Darwinisti, lasciate spazio all'anima”) che commenta l’articolo di F.Facchini sull’Osservatore Romano. Sotto – in un riquadro non firmato (“I discussi confini di una teoria affascinante“) - fanno inoltre capolino alcune fantasiose idee (come quella che siano state le scimmie antropomorfe ad aver avuto origine dall’uomo in tempi estremamente recenti, idea che Facchini può facilmente smentire, dato che nei suoi testi pubblicati dalla cattolica Jaka Book - ma anche dal cattolico Avvenire e a pochi centimetri di distanza - scrive proprio il contrario);  la scienza forse avrà dalla sua parte il caso, ma non ha la stessa fantasia che è concessa a chi preferisce non utilizzare il metodo scientifico nemmeno quando è l‘unico utile, riportando idee altrui che non sono nemmeno ipotesi, dato che non hanno né dati che le suscitano né alcuna prova che le sostenga.

“Curioso” il fatto che F.Facchini, ma soprattutto l’anonimo commentatore, mettano in dubbio alcune informazioni che si possono trovare nei testi di scienze e di biologia, la valutazione del “caso” per esempio: “L'enfasi sul caso non è una implicita ammissione della nostra ignoranza su un argomento in cui pretendiamo di sapere tutto?”: sembra quasi si stia parlando della provvidenza, o dell’ID … e invece sappiamo che il caso ha ruoli ben precisi (come ha dimostrato anche l’abate Mendel più di 100 anni fa…), anche se ovviamente non controllabili, su molti aspetti della vita e della biologia; non si può far passare solo come ignoranza nostra i miliardi di eventi che hanno portato l’influenza aviaria a sbarcare in un particolare posto dell’Italia.. meno chiara rispetto al precedente articolo sembra anche la distinzione (c’è alternativa o sinergia?) fra il piano empirico e il piano filosofico: compare qui infatti, al posto della netta separazione invocata nel precedente articolo, il dubbio se “…mantenersi correttamente nell'ordine delle cause naturali” o credere che “… l'idea di un disegno generale, sulla quale concordo, può armonizzarsi con un insieme di fattori naturali, anche con modalità che ancora non conosciamo”, per cui risulta meno chiara la precedente distinzione fra “Progetto Intelligente” (che non andava bene) e “disegno superiore” (che invece era accettabile).

Riguardo all’intervento critico della redazione c’e’ poi da notare che si ribalta la realtà, mettendo in guardia gli scienziati da un uso ideologico del Darwin Day (“rischiano di ideologizzare un confronto al quale, negli ultimi mesi, "Avvenire" ha dedicato ampio spazio”); strano che questa richiesta venga proprio da chi in una frase successiva contesta (su basi ideologiche) una frase scientificamente corretta di F.Facchini; strano che questa richiesta venga da un ambiente culturale e politico che ha certamente chiesto ed ottenuto che a scuola non si fornissero conoscenze scientifiche (non ideologiche!) che da 200 anni mettono in difficoltà assieme a migliaia di idee che il progresso delle conoscenze ha dimostrato false, i precedenti miti sull’evoluzione biologica umana; proprio il successo di queste iniziative ideologiche, appoggiate anche dal governo, rendono necessario che di evoluzione e di evoluzione umana si parli sempre di più almeno fuori dalla scuola, e non solo una volta all’anno nei Darwin Days. Siamo nel terzo millennio e non si possono mettere all’indice e bruciare solo alcune delle conoscenze e dei libri acquisiti negli ultimi 200 anni.

Proprio questo commento allegato, in cui si sostiene senza prove il contrario di quanto risulta a tutti gli scienziati che si occupano di evoluzione (cominciando proprio dall’autore dello scritto soprastante, F.Facchini) dimostra quanto sia facile ripetere lo stesso errore fatto con Galileo, quanto sia difficile cercare di ragionare con chi cambia (o crea dal nulla) nuove carte in tavola, e purtroppo, come spesso avviene in questi casi, quanto diventi scomoda se non rischiosa la posizione delle poche persone con le conoscenze più adeguate per favorire questo dialogo. Se non fosse nemmeno stato informato a priori dell’intervento riparatore, e se potessi farlo, gli consiglierei di ripetere ancora una volta sull’Avvenire (o meglio sull’Osservatore Romano, dove ha evitato l’omaggio di una contestazione immediata e ingiustificata) quanto scrive nei suoi libri (e ha già detto in interviste e articoli sull’Avvenire probabilmente non letti da molti) riguardo alla relazione fra l’uomo e gli altri primati.

Potrebbe facilmente spiegare all’autore dell’articolo impropriamente allegato come sia del tutto illogico e irrazionale che da una specie con un cervello di 1200  cc (queste erano le dimensioni del cervello negli ominidi di 500.000 anni fa) e con una cultura litica elaborata possano derivare specie con un cervello grande un terzo, 450 cc (come le attuali antropomorfe).

Se non ci sono limiti alla fantasia, è difficile pensare che non ci siano limiti alla credulità della gente. Probabilmente non solo i diavoli hanno problemi nel coordinare pentole e coperchi e prima o poi ci si accorgerà degli errori.

Nel caso di Galileo ci sono voluti 350 anni per arrivare ad un’ammissione dell’errore e per capire che Galileo non aveva certamente l’intenzione di “ideologizzare un confronto”, anzi ne avrebbe fatto a meno se solo si fosse ammesso che Copernico aveva visto giusto. [A proposito di Copernico può essere utile ricordare che nei nuovi programmi scolastici corretti non è stata accolta una segnalazione sconcertata e sarcastica della commissione Darwin, e la teoria Copernicana dal 2004 e solo per l’Italia è stata degradata a ipotesi! Qualcuno al ministero non si accontenta di 350 anni? O vuole un giudizio di appello nonostante l’ammissione di colpa della Chiesa e l’assoluzione di Galileo?]

Non è meglio evitarlo? Perché insistere a ricordare, proprio in fianco all’articolo, che la posizione dell’Avvenire recentemente (lettere di scienziati dell’8/1 e articolo del 2/2) era chiaramente favorevole all’ID modello USA, che Facchini nel suo articolo sull’OR aveva dimostrato essere non solo cattiva scienza ma anche cattiva teologia?

Perché contestare nella stessa pagina la frase “… un tempo di sei milioni di anni separa la linea che ha portato agli ominidi, da quella delle antropomorfe a partire da un antenato comune”, contrapponendo ipotesi fantasiose pubblicate il 2/2 sull’Avvenire da un collega non esperto del problema: ma che sostiene “l'infondatezza empirica della vulgata che vuole che l'uomo discenda da scimmie. Al più, argomenta il genetista, sono le scimmie antropomorfe a venire dall'evoluzione degli antichi ominidi.”?

Non si può chiedere a F.Facchini di regalare a tutti i giornalisti dell’Avvenire (e agli esperti che ci scrivono) un suo libro che, secondo il sito web della DISF (Documentazione interdisciplinare di Scienza e Fede) potrebbe essere decisamente utile in quanto è “una trattazione completa, seppure facilmente accessibile per lettori non esperti, del percorso evolutivo che ha portato all’uomo, a partire dalla separazione della linea degli Ominidi dalle altre scimmie antropomorfe. Il processo fu complesso e il raggiungimento dei caratteri fisio-morfologici tipici dell’uomo moderno (tra cui soprattutto la maggiore capacità del neurocranio) fu segnato da importanti adattamenti evolutivi; tra questi, particolare attenzione si deve dare al bipedismo, che permise di liberare le mani da una funzione prettamente locomotoria e di utilizzarle per scopi per cui maggiori capacità intellettive rappresentavano un vantaggio evolutivo.”.

Sempre F.Facchini sull’Avvenire, in un’intervista del 29/4/04, parlando del fossile di Toumai, di 7 milioni di anni fa, scriveva “Potrebbe essere un antenato comune alle linee che hanno portato alle antropomorfe e all'uomo”.  In realtà forse non serve regalare o comperare libri: ancora più chiaro è l’articolo di F.Facchini che si legge in rete sull’Avvenire del 16/12/04: “Molto vicini alla divergenza fra Antropomorfe africane e Ominidi potrebbero essere stati i reperti di Toumai e l'Orrorin del Kenya di circa 6 milioni di anni fa”. Visto che il redattore probabilmente non sa nulla del reperto di Toumai e dell’Orrorin, sarebbe interessante capire su quali basi ha deciso che le idee di Facchini (“… un tempo di sei milioni di anni separa la linea che ha portato agli ominidi, da quella delle antropomorfe a partire da un antenato comune”) sull’evoluzione da primati (già pubblicate anche sull’Avvenire) sono sbagliate e richiedevano un’immediata contestazione?

Se si può far notare un aspetto involontariamente “umoristico”, nell’articolo si legge: “Negli Stati Uniti da vario tempo si ricorre al tribunale per stabilire che cosa deve essere insegnato nelle scuole”; visti i risultati di questa procedura (un’ottima sentenza, chiara, documentata e subito leggibile in internet) è sicuramente meglio di una commissione di Nobel che non si sa ancora bene che cosa abbia davvero deciso e il cui documento, a differenza della sentenza, è stato applicato solo in minima parte (soprattutto grazie al fatto incredibile che addirittura non è stato pubblicato; quasi un anno di lavoro … e i risultati sono segreti!!).

Aspetti umoristici si possono notare anche in due punti del breve articoletto critico allegato: sarebbe meglio scrivere “deideologicizzare” nella frase contro i Darwin Days che  “rischiano di ideologizzare un confronto al quale, negli ultimi mesi, "Avvenire" ha dedicato ampio spazio”.  Pure umoristica, ma con una puntina di tragico, la frase in cui il giornalista, forte dell’articolo di G.Sermonti (che però purtroppo aveva confuso fra le antropomorfe e le altre scimmie),  critica “l'infondatezza empirica della vulgata che vuole che l'uomo discenda da scimmie”. Sembra strano ma pochi (e forse anche all’Avvenire) conoscono la seguente frase tratta da un documento firmato anche dal Card.Ratzinger nel 2004: “Poiché è stato dimostrato che tutti gli organismi viventi della Terra sono geneticamente connessi tra loro, è praticamente certo che essi discendono tutti da questo primo organismo”. Possiamo immaginare che il giornalista del quotidiano cattolico, se e quando leggerà questo documento, potrebbe avere un certo turbamento nello scoprire che anche il papa crede alla vulgata.
Si sono messi in tre, tutti religiosi e scienziati esperti, a cercare di “
fermare definitivamente le simpatie cattoliche nei riguardi dell'ID” ?!) e subito gli contestano perfino idee (settecentesche ma confermate dallo stesso papa l’anno scorso) come l’origine dell’uomo da specie precedenti! Presto aggiungeranno anche la loro firma alla lettera al papa dei 3 scienziati cattolici evoluzionisti USA?  O andranno a proseguire le loro ricerche in lontani paesi o lontani pianeti? Hanno bisogno di una mano?

·         Articolo sul Darwin Day su Tuttoscienze della Stampa: “Dio o Darwin? Il creazionismo non è più di moda”.

·         Sul Corriere articolo sul Darwin Day di Milano: “Darwin Day, la festa continua

 

9/2/06-IT: 

·         Galileo si rivolterà nella tomba: l’Avvenire insiste a non capire, dopo 350 anni, che c’è differenza fra il mondo materiale e quello delle idee, della filosofia e della religione; in un articolo (“Atei d'Italia in festa per «san Darwin»”) vede lo zampino dell’UAAR dietro alle iniziative culturali (che, forse non immaginano, sono diffuse in tutto il mondo – vedere per credere!) in corrispondenza dell’anniversario della nascita di Darwin. Forse all‘Avvenire, oltre al documento del 2004 del Card.Ratzinger, ignorano il programma completo delle iniziative, per cui non si sono magari accorti che alle iniziative parteciperà quest’anno anche un sacerdote, intervenendo a Ferrara. O forse era meglio non farlo sapere…?

·         Intervista (“Evoluzione, creazione e disegno intelligente: dov’è la verità?”), nel sito dell’Agenzia cattolica Zenit, a un teologo, il professore Armin Schwibach docente di Epistemologia, Metafisica, Filosofia della Natura, Filosofia moderna e contemporanea all’Ateneo Pontificio S. Anselmo e all’Ateneo Pontificio “Regina ApostoIorum”. 
Per cominciare bisogna notare che il giornalista, parlando della sentenza di Harrisburg, appare favorevole all’ID, anche se non si pronuncia sul fatto che sia o no scienza. L’intervistato non è sicuro neppure lui che sia scienza (probabilmente fa finta di non sapere che è stata creata e viene gestita soprattutto da un filosofo, e non sembra conoscere la sentenza di Harrisburg nè la “Wedge Strategy”); fa capire comunque che per lui anche la teoria dell’evoluzione non lo sia molto. Purtroppo sembra anche non essere certo che l’evoluzione sia una realtà, visto che introduce frasi critiche addirittura contro l’evoluzione, forse senza accorgersene, un po’ come fece Schönborn nel suo editoriale.

Anche il finale un po’ pirotecnico  dell’intervista è tutta una difesa, forse troppo “bellicosa” e acritica, alla posizione del card.Schönborn.

L’inizio dell’intervista (con la risposta provocatoria e sbagliata alla richiesta di spiegare cos’è l’ID) dimostra subito una buona predisposizione a credere e far credere che, a differenza di quanto ha scritto Facchini sull’OR, l’ID sia scienza: “Da venti anni circa l’espressione “progetto intelligente” è diventata, all’interno della scienza, sinonimo di una “alternativa” al modello evolutivo della realtà biologica”  [è importante ricordare qui che nella sentenza di Harrrisburg viene dimostrato chiaramente che i creazionisti USA sono passati all’ID solo perché una sentenza del 1987 della Corte Suprema USA aveva impedito al creazionismo l’accesso alle scuole in quanto legato ad una particolare religione; non è quindi nato come progetto scientifico ma come stratagemma per poter entrare nelle scuole; c’e poi il lungo discorso sulla “Wedge Strategy” che rende ancora più chiaro il tutto]; nonostante i vari peccati originali dell’ID (che sono bastati ad un giudice per una sentenza di condanna!), si dichiara comunque disponibile a verificare in futuro se l’ID rispetta i criteri della scientificità, per evitare di cadere “sotto la scure della ragione quanto l’evoluzionismo neodarwinista”. [Schwibach  non chiarisce se l’evoluzionismo neodarwinista è già caduto o rischia solo; dev’essere bello e tranquillizzante essere esperti di una disciplina che non rischia questa scure; ancor più tranquillizzante essere professori in un’università a cui è stato concesso, nonostante fosse stato contrario l’obbligatorio parere della regione, di creare un’università parificata; è pure tranquillizzante far parte di un’università privata confessionale che rientra in un accordo di scambi e riconoscimenti reciproci dei titoli fra tutte le università del Lazio; tutto questo mentre le università pubbliche vedono avanzare la scure della verifica della produttività].

Ci sono comunque altre frasi un po’ preoccupanti:
1) L’alternativa non è evoluzionismo o creazionismo. L’alternativa vera è realizzare liberamente la capacità della ragione, in modo non pregiudiziale, guidati dal vivo adoperarsi per la verità, guidati dalla presenza di Dio, che vuole essere cercato e trovato in tutto. Chiaro? …

2) Approfittando del momento e del lessico preelettorale ci sta bene questa citazione di un’enciclica per far scendere un po’ la scure sopra l’evoluzionismo darwiniano: “Di quest’ipotesi volentieri si servono i fautori del comunismo per farsi difensori e propagandisti del loro materialismo dialettico e togliere dalle menti ogni nozione di Dio". L’enciclica citata è l’Humani generis (1950) di “Pio XII, grande estimatore delle scienze e delle loro potenzialità”.

3) Appena prima si legge “Nell’enciclica Humani generis (1950), Pio XII ammonisce riguardo a un certo evoluzionismo: “Alcuni, senza prudenza né discernimento, ammettono e fanno valere per origine di tutte le cose il sistema evoluzionistico, pur non essendo esso indiscutibilmente provato nel campo stesso delle scienze naturali, e con temerarietà sostengono l'ipotesi monistica e panteistica dell'universo soggetto a continua evoluzione”.  [Ma non ha letto il documento del 2004 del Card.Ratzinger? E l’intervistatore non protesta? E i lettori?]

Questa citazione di un testo del 1950 è decisamente superata, fuori posto e pure minacciosa, spero sia chiaro a chiunque. La citazione sembra messa li’ per ricordare a Ratzinger che non avrebbe dovuto scrivere nel 2004 che è “praticamente certo che essi (=gli individui oggi viventi di ogni specie animale e vegetale) discendono tutti da questo primo organismo”. Appare estremamente preoccupante che Schwibach inserisca (non può essere un errore!) una critica proprio all’evoluzione, e non alla teoria dell’evoluzione. Questo argomento viene ripreso più avanti, dove ancora viene messa in dubbio l’evoluzione stessa: “Non si contesta dunque a priori la possibilità di una dottrina della discendenza (comune)”; se si confronta con la frase di Ratzinger nel 2004, è evidente che Schwibach ha cercato di allontanarsi il massimo possibile ….  (spero sia inutile ricordare che già alla fine del 1700 era ovvio a tutti gli esperti che fosse un fatto, anche se non era ancora dimostrabile nei dettagli; oggi lo sanno anche i bambini che i dinosauri non ci sono più…)

4) “Non esiste una teoria evoluzionista. Esistono vari modelli che esplicano reali, possibili o ipotetiche evoluzioni su diversi livelli”.  Né F.Facchini né P.Coyne sarebbero d’accordo.

5) “L’evoluzione riguarda un limitato fenomeno osservabile nella natura”. Limitato?! E lo dice uno che vivrà sicuramente meno di …120 anni? Forse anche la sopravvivenza o meno di una singola specie è un problema limitato … nella scala del tempo biologico?

6) Una volta usavano il rogo, ora preferiscono minacciare l'ID (ma soprattutto il darwinismo) con la scure: "se vuole essere scienza, deve adempiere ai criteri di scientificità. C’è il rischio che tale “progetto intelligente” diventi esso stesso ideologia fondamentalista..Se dovesse essere così, cadrebbe sotto la scure della ragione quanto l’evoluzionismo neodarwinista". Si nota anche una certa presunzione di onnipotenza nel dare quasi già condannato e decapitato anche l’evoluzionismo darwinista. “La scure della ragione”?! Ma non è la scienza che la tiene in mano?

7) “Schönborn constata l’evidente “progetto” nella natura. Negarlo non è scienza, ma ideologia”. Non si deve pensare che gli scienziati siano scemi. Che ci fosse una relazione fra gli organismi viventi che faceva pensare ad un progetto lo si vedeva anche da prima, tanto è vero che tutte le religioni hanno inventato delle favole per giustificare le somiglianze. Grazie all’uso della ragione da parte di migliaia di uomini e donne negli ultimi 250 anni, i meccanismi principali dell’evoluzione degli esseri viventi sono stati dimostrati e possiamo quindi usare a beneficio dell’umanità le conoscenze che abbiamo delle relazioni fra le specie viventi. E’ quindi ben più ragionevole dire ora che negarlo non è scienza ma ideologia.

8) “La vita complessa non è un prodotto del caso” anche Darwin sarebbe d’accordo, e se non fosse stato d’accordo lui … avrebbe avuto invece ragione, lo stesso anno, Wallace e la teoria dell’evoluzione avrebbe solo un nome più difficile. I teologi dovrebbero imparare anche che, a differenza dei meccanismi spesso piuttosto “rigidi” che gestiscono le religioni, il meccanismo che gestisce l’evoluzione biologica è quasi simile al meccanismo che gestisce l’evoluzione della cultura: quando le scoperte sono mature (sulla base delle conoscenze accumulate precedentemente) prima o poi qualcuno le stacca.dall’albero della conoscenza

9) Verso la fine si passa anche alle minacce; sembra infatti molto minacciosa la citazione dell’enciclica Humani generis (1950): “Se tali ipotesi vanno direttamente o indirettamente contro la dottrina rivelata, non possono ammettersi in alcun modo”.  Sarebbe stata però peggiore, anche se sembra descrivere meglio il tono della presente intervista, la citazione della meno “educata” enciclica Providentissimus Deus di Leone XIII “Tutto ciò che i fisici potranno dimostrare con documenti certi, dovremo provare che non è contrario alle nostre Lettere; qualunque cosa, poi, presentassero nei loro scritti contrario alle nostre Lettere, cioè alla fede cattolica, o noi dimostriamo con qualche argomento che esso è falso, oppure senza alcuna esitazione lo dichiariamo falsissimo”. Effettivamente la frase tratta dall’ Humani generis deve essere sembrata un po’ debole, dato che il teologo (ed epistemologo) aggiunge la seguente “traduzione: Ciò non significa che la Chiesa stabilisce ciò che può essere scientificamente valido. Significa una cosa molto più importante: la Chiesa afferma una dimensione di verità, con la quale verità di altri ordini di conoscenza non possono entrare in conflitto. Se i conflitti nascono in quanto orchestrati da certe intenzioni non scientifiche, la Chiesa ha il dovere, derivante dalla verità della ragione e dall’essere della ragione, di opporsi. La Chiesa opera, quindi, una ragionevole e razionale ponderazione di ipotesi, della loro portata e delle loro aperte o taciute intenzioni.

Oltre al dubbio che sia in previsione un ritorno di Castel S.Angelo alle sue antiche funzioni carcerarie, la domanda più angosciante è “ma con chi ce l’ha? Chi ha (forse taciute) intenzioni non scientifiche e l’ha fatto arrabbiare a tal punto?” Dobbiamo sperare che quest’attacco sia diretto verso il giovane dottorando di Torino che ha scritto una lettera all’Avvenire e che è stato bacchettato dal direttore, che ha evidenziato proprio le sue cattive taciute intenzioni (“Sulla legittimità o meno dell’insegnamento scolastico della teoria evoluzionistica è stata innescata una questione gratuita e diseducativa”). Speriamo non verso chi ha contestato l’editoriale pieno di errori scientifici del Card.Schönborn. Sarebbe stato difficile (tranne che per i fedeli dell’ID che probabilmente gliel’hanno scritta) non essere sconcertati, più che contestatori.

Si possono fare anche altre riflessioni, magari a partire dall’ultima frase che un tempo, quando il mondo era molto più grande, avrebbe potuto evocare colonne corazzate: "La complessità necessita di un principio d’ordine".  Ora, in un mondo molto ma molto più piccolo la frase suggerisce invece timidamente all’umanità intera la necessità di concordare fra tutti i popoli e le culture (ma soprattutto le religioni, che quando sono in difficoltà non hanno vergogna a mostrare che hanno disponibilità al dialogo solo in teoria: “Se tali ipotesi vanno direttamente o indirettamente contro la dottrina rivelata, non possono ammettersi in alcun modo”) un “principio d’ordine” comune.

L’intervista evidenzia quindi non solo un contrasto interno alla religione cattolica di fronte all’avanzare della scienza che in alcuni campi “materialistici” si è facilmente rivelata migliore della religione come strumento sia di conoscenza che (soprattutto) di azione (chi ne dubita - ed è coerente rifiutando le terapie - ha oggi meno probabilità di vivere a lungo …) un contrasto pesantissimo fra strutture portanti della cultura dei paesi economicamente avanzati, come la scienza (che è unica dovunque) e le religioni (che invece sono tantissime e concordano quasi solo sul fatto che le ipotesi che “ …vanno direttamente o indirettamente contro la dottrina rivelata, non possono ammettersi in alcun modo”).

Se ci sono difficoltà a risolvere questi contrasti all’interno dei paesi sviluppati possiamo immaginare come si possano concordare soluzioni fra culture (ma soprattutto religioni) diverse.

 Che il problema sia soprattutto “fra religioni diverse” è evidenziato anche da alcuni passi di questa intervista, quando si punta il dito sul nucleo del contrasto fra la scienza e qualsiasi religione: “Dio diventa quindi espressione mitologica per ciò che ancora non si “sa”, che ancora non si è potuto esprimere nel modo della presunta razionalità scientifica”. 

Questa frase evidenzia un vecchio problema che avrebbe già dovuto essere risolto per non creare attriti e scontri; è certamente il punto critico del contrasto fra due diversi strumenti di conoscenza; diversi, dato che uno, e solo uno, si limita a spiegazioni materiali, ripetibili e dimostrabili, e questo è stato il motivo del suo successo; questo strumento non si pone il problema di valutare se siano meglio le preghiere o gli antibiotici; ognuno può scegliere; se un sacerdote si ammala nessuno oggi si meraviglia che prenda un antibiotico, fidandosi quindi della “presunta razionalità scientifica” e accetti “una visione del mondo riduttiva e riduzionista, materiale e materialista, trascinando nella relatività di un progetto culturale antagonista rispetto ad altri”; quel sacerdote prima di prendere l’antibiotico non si pone il problema che una scienza positiva pensa di potersi esprimere in un ambito tradizionalmente riservato alla filosofia e alla religione. E lo fa mettendo in discussione un assunto teorico, cioè quello filosofico o teologico, che però si muove su un livello diverso di razionalità.”; perché quel sacerdote non ha il dubbio che la scienza (che ha prodotto l’antibiotico) dovrebbe solo “configurarsi come ipotesi interpretativa, individuando le cui regole si possa creare un sistema coerente, che aiuti a comprendere meglio. Purtroppo, invece, si impone come visione del mondo materialista” … e fornisce le formule per produrre antibiotici che allontanano i fedeli malati dall’uso terapeutico della preghiera e li rendono magari anche diffidenti di fronte ai miracoli.

Il punto importante non è però la facile dimostrazione (con frasi tratte dal finale pirotecnico pro- Schönborn) che questo teologo vive in un mondo beato e forse un po’ irreale (con tutti quei dubbi prima di prendere un antibiotico … gli verrebbe anche un bel mal di testa…), ma il pensiero di cosa può accadere se si confrontassero non un teologo e uno scienziato (il quale non è matto e sa bene che “se afferma di poter comprendere tutta la realtà, allora pecca di un illecito sconfinamento di competenza”, ma non ha problemi nel suo campo a superare anche le verifiche del teologo che, finché non gli servono, disprezza le cose materiali) ma due teologi di due religioni diverse; ambedue sanno che nessuno dei due ha l’esigenza di dimostrare alcunché con prove materiali, ma che ambedue utilizzeranno solo la loro “ragione capace di metafisica, [che] si pone la domanda di senso, [e] oltrepassa il limite dell’osservabile, del numericamente misurabile.”; il rischio, e la storia purtroppo lo dimostra, è che qualcosa di materiale possa alla fine comparire nelle mani loro o dei loro fedeli … oggi il mondo è così affollato che non dovremmo più permettercelo.

La domanda finale è quindi “Vale di più questa intervista su Zenit o un articolo sull'Osservatore Romano?” Personalmente spero proprio la seconda che ho detto ... è allucinante e dogmatica la visione della scienza di questo epistemologo (che comunque non credo che nel privato sia “antimaterialista” fino alle estreme conseguenze), comunque il fatto che tutta questa agitazione contro l’evoluzionismo (ma ogni tanto, per errore o per ignoranza se la prendono anche con l’evoluzione, come si è visto, con la certezza – fuoco amico? - di contestare anche il papa!) lascia molto perplesso ....

·      E qui una notizia tranquillizzante; la Lega, si sa, ama molto il papa e la religione cattolica ma è favorevole o no all’evoluzionismo? Sembra proprio di sì e magari sorgeranno problemi con FI che sembra invece del tutto schierata dietro a G.Sermonti (a cui il presidente del consiglio ha dato un premio anche per questa attività antidarwiniana: “per le sue ricerche di genetica e per le sue critiche al darwinismo è stato recentemente insignito del premio speciale della cultura della presidenza del consiglio, conferito da una commissione di esperti [ma quali!?]) contro l’evoluzionismo (come si legge in una pagina del settore culturale di FI: “la teoria dell'evoluzione non ci veniva presentata come una favola (una delle poche realtà che ancora ammette l'esistenza dei miracoli e dei prodigi), ma come un'indubitabile e freddo dogma scientifico cui prestar fede, un po' come si prestava fede alla maestra del catechismo. Così chi oggi si azzarda a mettere in discussione siffatto "dogma" si trova, non di rado, ad essere pubblicamente deriso o guardato con una certa aria di compatimento o di scherno, considerato alla stregua di un ingenuo, uno sprovveduto, un oscurantista.“).

In un’intervista alla Padania di oggi del capogruppo alla Camera sui pericoli della penetrazione della cultura islamica nella nostra cultura infatti si legge: “… si diffonde l’iconoclastia e si nega l’evoluzionismo scientifico perché è contro Dio”.
[Sembra che i leghisti abbiano motivazioni valide per difendere il darwinismo. Forse non è solo un successo del lavoro degli evoluzionisti lombardi e bergamaschi? ]

 

11/2/06-IT:

·         In anni di gravi attacchi terroristici è ovvio che circolino per il mondo teorie che seducono qualcuno e che fanno paura a qualcun altro; se un articolo di un quotidiano ha quindi un sottotitolo “Domani la giornata mondiale dedicata all’inventore dell’XY, una  teoria che seduce e fa paura..L’ossessione si fa fiction, da Wells a Kubrick” nessuno  potrebbe immaginare che XY corrisponda all’evoluzione (NB: non “la teoria dell’evoluzione”!) e che il titolo di una pagina intera del Foglio di oggi è “Ciao Darwin”: A questo punto è chiaro che oggi tocca a GPII di rivoltarsi nella tomba,  dato che lui si era dato molto da fare affinché i cattolici imparassero a distinguere fra evoluzione (come fatto) e la teoria dell’evoluzione (come spiegazione). Facile anche immaginarsi un papa Ratzinger furioso, dato che proprio l’anno scorso, prima della promozione, il Card.Ratzinger aveva firmato un documento uscito dal suo ufficio che certificava (dal paragrafo 63) che la chiesa cattolica accettava l’evoluzione biologica e ripudiava (se qualcuno avesse ancora qualche dubbio dopo 300 anni) la generazione spontanea. Anche per accettare le idee del card.Ratzinger ci vorranno 350 anni come con Galileo?

Un minimo di furbizia serve anche quando si vuol fare andare il mondo all’indietro ...  riportandolo alle idee di 200 anni fa.]

Per quanto riguarda il contenuto dell’intera pagina dedicata dal Foglio a Darwin, oltre a questo articolo ce n’è uno di G.Sermonti, che ancora evita (dopo l’articolo dell’OR) di parlare di Intelligent Design e del giornalista di Harrisburg che racconta della prossima uscita di un libro di un filosofo tedesco sull’evoluzione; anche questo filosofo (Robert Spaemann) sembra purtroppo ignorare che nel documento del 2004 era chiaro che la chiesa accettava che tutti gli esseri viventi attuali derivassero da un antenato comune. E’ quindi inutile scrivere una riga (o addirittura un libro) per dire che “…prima di essere quello che siamo semplicemente non c’eravamo” o anche “le scimmie sono i precursori delle scimmie che si sono trasformati e così via: non arriviamo mai all’ente”; per non parlare della frase “Per l’evoluzionismo non vi è cessazione dell’essere di qualcosa, ma solo cambiamento”; chi ha anche una conoscenza minima dei fatti dell’evoluzione sa che il 99,9% delle specie si sono estinte; anche molte specie di ominidi si sono estinte.  Se avesse scritto “origine” (non “creazione”, che ha un significato “filosofico” nonostante quello che la gente dimostra di aver capito …), la frase sarebbe stata invece corretta e anche più coerente con il documento del 2004.

·         ·Intervista alla Moratti sull’Espresso: si tocca anche la questione dell’eliminazione dell’evoluzione dai programmi di scienze nelle medie per inserirla nei programmi di religione; e la Moratti si sbaglia (si sa un ministro non si può ricordare tutto …. Per fortuna la scrittura è stata inventata anche per quello…) ed è facilmente dimostrabile: lei ha saputo del problema ai primi di aprile del 2004; per lei non era un problema da risolvere ma una meditata decisione politica (e non culturale): nel suo intervento al senato il 16/4/04 ha infatti spiegato PERCHE’ SI DOVEVA ELIMINARE l’evoluzione dai programmi: “Infatti, i programmi precedenti, trattando dell'uomo e dell'ambiente, con riferimento alle popolazioni, fornivano, a titolo esemplificativo, esclusivamente indicazioni di lavoro circa l'origine e l'evoluzione biologica e culturale della specie umana. Tali generiche indicazioni hanno portato gli autori dei testi scolastici a trattare diffusamente i contenuti di questo tema, sistematizzando i vari principi sull'evoluzione della specie umana, ricomprendendo anche la teoria di Darwin) e svela che su Darwin qualcuno ha cercato di approfittare del fatto che lei non può controllare tutto, togliendo l’evoluzione dal programma della nuova media (NON DARWIN, che non c’era ma di cui gli insegnanti poi comunque parlavano a scuola per colpa degli autori dei libri di testo, come il ministro aveva ingenuamente chiarito il 16/4). Appena saputo .. che nel sito web web di Repubblica si erano raccolte in pochi giorni quasi 50000 firme (un record, e non si vedeva ancora la fine) il ministro ha deciso di dare ascolto finalmente alla ragione; la storia è quindi un po’ diversa da come viene idealizzata nell’intervista:

“Un bel fulmine a ciel sereno [4] per il mio ministero! Forse la gente non sa che un ministro non controlla tutto. Appena l'ho saputo [1] ho nominato una commissione presieduta da Rita Levi Montalcini che ha ristabilito [2] i programmi. Ma la cosa era troppo gustosa per i giornali che hanno continuato a far polemica [3]”.

[1] La reazione del ministro non è scattata immediatamente, come dice, ma dopo quasi un mese (dal 4 al 28 aprile), dopo aver giustificato il suo operato (16/4) ma soprattutto dopo un appello di scienziati che raccoglie in breve tempo 47000 firme di italiani inorriditi.

[2] Un'altra dimenticanza è che sia stata ripristinata la situazione precedente, dato che l'evoluzione biologica e culturale della specie umana (citata come esistente anche nella frase del ministro) era l’obiettivo principale ed è scomparsa, e nemmeno “La discussione delle teorie darwiniane, fondamento della moderna scienza biologica, è assicurata nella formazione di tutti i ragazzi dai 6 ai 18 anni, secondo criteri didattici graduali.” come chiaramente promesso nel comunicato del mistero del 28/4/04 (è proprio lei che stranamente ha insistito su questo punto: chi aveva protestato lo aveva fatto soprattutto in riferimento alla scuola media).

[3] Una terza dimenticanza è il riferimento ai giornali che fanno polemica: nessuna polemica ma l’inutile tentativo di far capire al ministro (che ilo 28  aprile del 2004 aveva alla fine ascoltato le suppliche degli scienziati e degli italiani) cos’era successo e cosa c’era sotto una modifica che il  ministro non poteva capire; perché non si può ancora sapere quale sia fra le due (pubblicate da chi non fa polemica ma cerca la verità) la vera versione finale del documento della commissione Montalcini, in modo da poter capire perché NON è stata ripristinata la situazione precedente e non si sono messe in atto le modifiche suggerite dalla commissione?

[4] C’e’ un'altra dimenticanza? Forse sì: si potrebbe anche discutere se davvero l’abolizione dell’evoluzione fosse stato un “fulmine a ciel sereno per il mio ministero”. Magari il ministro non lo sapeva, ma al ministero è certo che qualcuno lo sapesse; probabilmente il responsabile dei programmi, che ha dimostrato di non essere favorevole a riconoscere che il cervello di molti scienziati di livello mondiale fosse stato attivato; o qualcuno del livello politico. E’ infatti possibile che (senza che il ministro lo sapesse…) dietro ci sia lo zampino di qualche sottosegretario, forse quello che si era già dato da fare per censurare i libri di storia (e per fortuna era stato “fulminato” da Buttiglione e Giovanardi, addirittura dopo aver quasi raggiunto il suo obiettivo, con le parole non equivoche “queste cose le facevano Stalin e Hitler”). Molti siti web da quel giorno raccontano di questa famosa “baggianata sesquipedale” (Follini) organizzata da un sottosegretario che il 16/10/02 ha tratto in inganno una commissione parlamentare raccontando (secondo Buttiglione) qualcosa che è agli atti parlamentari: “precisa infine che il parere del governo sulla risoluzione è comunque favorevole”).

·         Articolo su Liberazione in occasione del Darwin Day: “Buon compleanno Darwin, noi ti festeggiamo”.

 

12/2/06-IT:

·         Piccolo (solo perché, per fortuna, l’articolo  è di poche righe) infortunio dell’Avvenire nel commentare brevemente (Caos scientifico) un’intervista a Niles Eldredge comparsa su Panorama; purtroppo il giornalista (forse confuso dalla domanda che fa riferimento al linguaggio limitato dei fedeli dell’ID in tutto il mondo) ha confuso l’evoluzione biologica (un meccanismo in cui non agisce solo il caso come sostengono, sbagliando grossolanamente, i sostenitori USA e italiani dell’ID, e come riportato dall’intervistatore per adeguarsi) con il caos. L’Avvenire continua quindi a ragionare come i sostenitori USA dell’ID, smentendo ancora una volta sia le dichiarazioni di GPII nel 1996 che il recente articolo di F.Facchini sull’OR; questo il testo della notizia comparsa oggi:

Oggi è il Darwin Day e Panorama (del 9) titola «Evoluzione batte Bibbia». Il valore (o la stupidità) di questo titolo è misurabile con uno scambio di battute tra l'intervistatore del settimanale e Niles Eldredge, paleontologo e biologo: «Che dice del cosiddetto disegno intelligente, secondo cui un meccanismo cieco guidato dal caso non può spiegare la complessità della vita?». Risposta: «Il disegno intelligente non fa predizioni su ciò che dovremmo osservare in natura. Perciò non è scienza». Il caos, invece, è scienza

Una risposta a questo corsivo comparirà successivamente su Panorama (“Disegno Intelligente senza Avvenire”), scritta da L.Sciortino, che ha intervistato Eldredge,

Molto preoccupante (anche se ci sarebbe la conferma di un contrasto interno ai cattolici italiani) il fatto che questo commento non informi i lettori dell’Avvenire che nell’intervista non solo c‘è anche un complimento di Eldredge alla posizione sull’evoluzione dei cattolici USA, contraria all’ID (”la maggior parte dei cristiani non hanno visto un conflitto perché si può sempre pensare che Dio, pur avendo creato il cielo, le terra e la vita, abbia le leggi naturali come strumento per l’evoluzione”) ma anche un complimento … all’articolo di F.Facchini comparso sul quotidiano del Vaticano: Io ho letto recentemente un articolo sull’Osservatore Romano che aveva proprio questa posizione e me ne sono rallegrato”)..

Spero sia chiaro che non si dovrebbe distorcere la scienza scrivendo che si pensa che “Il caos, invece, è scienza”. L’ha detto anche GPII nel 1996: La verità non può contraddire la verità”. Questa frase vale anche per i cattolici …

[Non potendo continuare a cambiare i giornalisti che si occupano di evoluzione, l’Avvenire potrebbe comunque scegliere meglio i consulenti … magari noleggiandoli dall’Osservatore Romano. Sarebbe però meglio evitare di far criticare gli articoli da gente meno esperta dell’esperto…]

·         Interessante il fatto che l’ANSA ha ripreso (anche se non del tutto correttamente) una notizia riportata qui sotto nella RS in data 1/2: l’esistenza del Clergy Letter Project:

NEW YORK, 12 FEB - Oltre 400 chiese cristiane celebrano oggi il 197esimo compleanno di Charles Darwin, il padre della teoria dell'evoluzione. In programma sermoni e iniziative per sottolineare che l'evoluzionismo non fa a pugni con la fede e che i cristiani non devono scegliere tra religione e scienza.

L’ANSA non precisa (spero in buona fede) che sono tutti pastori protestanti, dato che i cattolici USA non hanno problemi con l’evoluzione, come ha riferito anche Eldredge, confermando che la posizione di F.Facchini trova d’accordo anche i cattolici USA. Almeno finora, prima dell’editoriale del Card.Schönborn…

·         Riguardo al Darwin Day in Italia

o        Articolo un po’ esagerato (“arrivati a Milano da ogni università del mondo”) su Libero sul Darwin Day di Milano: “Darwin, ci ha insegnato il metodo che permette i progressi della scienza”.

o        Articolo di Corbellini sul Sole 24 Ore, con critiche ad un po’ di antievoluzonisti: “Darwin superstar, ma non è una fede”. Si cita il sondaggio già citato dalla Stampa, che indica al 31%, rispetto al 12% negli USA e al 48% in GB la percentuale di evoluzionisti. Particolarmente birichino il finale, quando cita e critica il documento di F.Facchini sull’Osservatore Romano: “Non ci si può aspettare che le religioni riconoscano che la loro esistenza dipende dal fatto … che la nostra specie ha sviluppato … una capacità sofisticata di autoingannarsi

 

12/2/06-USA:

·         Un articolo sul Denver Post ci proietta in un’atmosfera un po’ futuristica (almeno per l’Italia); magari è un’americanata, ma l’iniziativa di festeggiare il compleanno di Darwin con un Evolution Sunday è decisamente originale. Interessante il fatto che questo Evolution Sunday si è celebrato in ben 450 chiese cristiane protestanti USA, dove si è ringraziato Dio … per l’evoluzione biologica. 

Heads bowed, the congregation thanked God for science. They sang praises for "tall boiling test tubes" and "classrooms and labs."

It was "Evolution Sunday," celebrated on Charles Darwin's birthday at Christian churches across the country that say evolution does not conflict with biblical creation stories.

Almost 450 churches, including 11 in Colorado, held adult education and Sunday school classes on evolution, and ministers preached that followers of Christ do not have to choose between creationism and evolution.

At the progressive Sixth Avenue United Church of Christ in Denver, a congregation seven pews deep followed a creation reading from Genesis with a contemporary hymn marveling at how God works through science.

"Engines and steel. Jack hammers pounding. Classrooms and labs. Tall boiling test tubes. Sing unto God a new song," they sang.

Later, Pastor Dan Geslin led them in prayer: "Whether you created in an instant or the evolution of the eons, we are grateful for the gift of life."

Evolution Sunday, organized by University of Wisconsin-Oshkosh biology professor and dean Michael Zimmerman, is a collaborative push against those who say Christianity and modern science clash.

La fede è davvero potente!

C’e’ anche un articolo, ovviamente molto critico, nel sito dei sostenitori dell’ID: “Evolution Sunday” Can 10,000 clergymen be wrong? It’s happened before”. In un altro sito web integralista cristiano (Right Faith) c’è qualcuno ancora più furioso, tanto che accusa i 10000 sacerdoti apostati di essersi lasciati trascinare dalla… tolleranza (come può un cristiano accusare un altro cristiano di tolleranza? Forse è la prima volta che succede?):

Beginning with the Bible, it is simply impossible to arrive at evolution. These 10,200 pastors arrogantly or ignorantly deviate from Christian tradition and orthodoxy by claiming their opinions trump the thousands of years of tradition and the plain reading of the Bible. The relativistic language, "forms of truth," confirms that this is an appeal to pastors duped by the cultural influence of tolerance.

·         Articoli da tutto il mondo sull’Evolution Sunday. Se ne parla anche su Pharyngula. L’anno prossimo comunque cosa faranno? Un Evolution Monday o aspetteranno che sia di nuovo di domenica?

 

13/2/06-USA:

·         [Da Pikaia]: lunghissima intervista a Niles Eldredge pubblicata sul The Virginia Quarterly Review. Il testo si intitola Confessions of a Darwinist e fa parte di un prossimo dossier che sarà pubblicato in Aprile: Why Darwin is Still Right (and Intelligent Design is Wrong).

 

14/2/06-USA.

·         [Da Pikaia]: Su Logos, rivista dell’Università Cattolica di St.Thomas (Minnesota-USA) articolo su GPII e l’evoluzione: Józef M. Zycinski, “Evolution and Christian Thought in Dialog according to the Teaching of John Paul II”.

 

15/2/05-IT:

·         Articolo sulla Tribuna di Treviso: Così la scuola nasconde Darwin; è un po’ di tempo che nessuno raccontava la triste conclusione della … Commissione Darwin, a cui hanno censurato la relazione finale e di cui hanno accolto, come viene qui spiegato, solo in minima parte i suggerimenti (è “curioso” ricordare che le organizzazioni degli insegnanti nel 2004 avevano detto che per quella non serviva disturbare i premi Nobel; vediamo ora che se non ci fossero stati premi Nobel sarebbe stato difficile impedire che i programmi … peggiorassero ulteriormente … come si vede. in Italia oggi è perfino difficile conoscere i motivi per cui protestare …. anche solo l’eliminazione dell’evoluzione e il successivo difficile ripristino parziale (oltre alle recenti anomale modalità di modifica dei programmi scolastici) son pieni di false dichiarazioni, “dimenticanze” e censure che pochi riescono scoprire e raccontare … a pochi altri):

Darwin è tornato, ma è meglio se sta un po’ nascosto. Questa, in estrema sintesi, la condizione della teoria evoluzionista nella scuola italiana. La polemica è nata quasi due anni fa, quando si è scoperto che nei programmi delle scuole elementari e medie riformate non c’era più spazio per le teorie darwiniane. Dimenticanza? No, prudenza. Sono teorie che i bambini non possono capire bene - dissero gli esperti della Moratti - che possono indurre a semplificazioni, e così via. Di fronte alla levata di scudi della comunità scientifica la Moratti ha incaricato una commissione di saggi, guidata dai premi Nobel Rubbia e Levi Montalcini, di valutare le scelte fatte ed eventualmente correggerle.
Tutto bene? Quasi. La commissione di saggi si è espressa, e anche con una certa durezza: «Trascurare l’insegnamento dell’evoluzione, in favore della quale esistono oggi molti fatti incontrovertibili e teorie molto chiare, probabilmente ignorati dagli estensori delle nuove norme ministeriali, sarebbe un errore intollerabile in una società che si ritiene civile». Poi alcune frasi sparite dalla relazione ufficiale, forse per censura, forse per evitare polemiche, fatto sta che le posizioni espresse lasciano poco spazio a dubbi. Di più, i saggi hanno invitato il ministero, la prossima volta, a consultare prima i tecnici e poi a prendere le decisioni, e non viceversa. Abbastanza razionale, si direbbe.

Se si fa il confronto con i programmi precedenti alla riforma, si scopre un abisso. Lì si parlava, senza mezzi termini di insegnare: «Struttura, funzione ed evoluzione dei viventi» e «Origine ed evoluzione biologica e culturale della specie umana». Ora, invece, si parla di una confusa coevoluzione che è concetto scientificamente ambiguo. Un passo indietro, secondo gli scienziati e gli insegnanti di scienze. Ma fino adesso tutta la polemica è rimasta sulla carta. Ora si tratta di vedere che volto concretamente prenderà.

 

16/2/06-IT:

·         Uscirà sul prossimo numero di Civiltà Cattolica, il quindicinale dei gesuiti, un articolo a firma del gesuita Emmanuel Carreira Perez sul rapporto tra scienza e fede in cui si prendono le distanze dalle tesi dei fondamentalisti americani sull’evoluzionismo.

·        Come prova del notevole impegno della chiesa cattolica italiana sul tema scienza-fede l’Avvenire di oggi ci racconta di un convegno interno: “«Scienza e fede, la ricerca della verità»: al via oggi a Jesi un ciclo di incontri“; l’impegno della chiesa nel campo della scienza si è fatto sempe più rilevante (e l’aggiornamento degli insegnanti alle scoperte scientifiche degli ultimi secoli più necessario) con il passaggio, grazie all’ultima riforma dei programmi scolastici, di alcuni argomenti dei programmi di scienze nelle ore di religione; basti pensare che nei programmi di religione per i tre anni della scuola materna sono previsti solo tre temi; uno di questi è “Osservare il mondo che viene riconosciuto dai cristiani e da tanti uomini religiosi dono di Dio Creatore“; appare evidente (oltre alla probabile difficoltà di inserire in queste giovani menti un concetto filosofico-teologico come cercano di illudere sia quello della creazione) l’esigenza di fornire anche competenze naturalistiche e scientifiche agli insegnanti di religione, le cui conoscenze scientifiche sono inspiegabilmente bloccate al 1700 per tematiche come quelle che riguardano le idee fondamentali della biologia, che da allora è abbastanza cambiata.
Proprio l’esigenza di riconciliare gli insegnanti di religione con alcune scoperte scientifiche non ancora ben accettate farà riferimento, almeno mi auguro, l’intervento del presidente della Pontificia Accademia delle scienze Marcelo Sanchez Sorondo, che tratterà il tema «Scienza e fede: per una riconciliazione».

Per parlare più seriamente …non si capisce poi perché il convegno dovrebbe servire “per riflettere sul legame fra due orizzonti spesso ritenuti inconciliabili”. Se i due orizzonti sono su due piani diversi (uno scientifico e l’altro filosofico-teologico) SONO inconciliabili; le persone meno serie lo sanno ma non lo dicono e ne approfittano invece per accettare solo i fatti che non possono negare e per lanciare, sulla base di assunti indimostrabili, inutili accuse di materialismo a quello che oggi è, pur con i suoi limiti, il migliore strumento di conoscenza ed azione. E questo è facilmente dimostrabile verificando che ogni decennio cambiano, con l’avanzamento delle conoscenze, i fatti che non possono negare. E’ triste adeguarsi … brontolando continuamente … per decenni o addirittura secoli … illudendosi che  “Se c’è veramente incompatibilità tra un dato della fede e un dato della scienza, allora uno dei due deve inevitabilmente fare un passo indietro. E a mio avviso lo deve fare la scienza, non la fede”.

·         E cosa dice sulla questione un teologo spesso discusso come Hans Kung? Ce lo racconta un articolo di Science & technology News: “Hans Küng, the Vatican and intelligent design”;

"There's no use casting doubt on (scientific) results with some little problems, as the intelligent design people or the creationists do," Kueng told Reuters in a telephone interview from his office at Tuebingen University in Germany. "What’s there is there. A theologian should not cast doubt on a scientific consensus, but see how he can deal with it."

 

17/2/06-IT:

·         Nel sito di Zadig è consultabile (e scaricabile) una interessantissima ricerca finanziata dal MIUR e realizzata da Zadigroma su “Le immagini e le pratiche della scienza nei libri di testo della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado. Si analizzano alcuni testi anche per quanto riguarda la parte sull’evoluzione. Si evidenzia come non venga dato spazio a spiegazioni non sicnetifiche, ma come ci siano pure differenze fra i vari testi. Per la parte dell’evoluzione il testo migliore risulta quello scritto da un esperto dell’argomento… Nella stessa pagina si può consultare Sperimentare la scienza, una ricerca valutativa sull'offerta didattica del Life Learning Center di Bologna, un ponte tra l'università e la scuola, a cura di: Paola Rodari, Francesca Conti e Eva Benelli.

 

18/2/06-IT:

·         Anche l’Avvenire cita brevemente (“Civiltà cattolica: Darwin e fede, nessuna antitesi“) l’articolo di Emmanuel M. Carreira Perez sull’evoluzionismo comparso su Civiltà Cattolica, la rivista dei gesuiti, in cui si direbbe che “Tra la concezione darwiniana dell'evoluzione e la tesi di un progetto finalizzato, di un Intelligent design, non c'è antitesi. Si tratta di punti di vista complementari, appartenenti ad ambiti diversi, la scienza e la filosofia-teologia”.  Le due frasi non sono coerenti se non si precisa se per “Intelligent design” si intende una spiegazione dimostrabile in ambito scientifico (come dicono i protestanti USA e spesso anche l’Avvenire) o una spiegazione indimostrabile in ambito filosofico-teologico come dicono quelli che amano la scienza e il metodo scientifico. Le due frasi sono coerenti solo nel secondo caso. Rimane comunque da capire perché, se davvero non c’è antitesi, si rivolgano poi critiche “ad un ambito diverso”. Incoerenza? C’è un ambito dominante? Questa dominanza vale per tutte le culture e le religioni del mondo?

 

18/2/06-AT:

·         Viene pubblicata nel sito web del card.Schönborn anche la quarta catechesi sull’evoluzione, tradotta in inglese: "He upholds the universe by His word and power". Qui un indice di tutti gli interventi di Schönborn, ma c’è anche una pagina sintetica sul dibattito, dove si confondono le idee, dato che per “evoluzione” si indicano sia i fatti che le ipotesi di spiegazione, non lasciando spazio alle teorie che dovrebbero spiegare l’evoluzione biologica: Evolution: scientific theory that seeks to determine the stages and to discern the mechanism of the development of life”; nella pagina si dice che il cardinale concorda con l’”evoluzione” ma ritiene che la teoria dell’evoluzione sia ideologia. Si lamenta anche di equivoci che sorgono in campo biologico: “Mainstream biologists will often use the word "Evolution" when they really mean "Neo-Darwinism." So, when the Church accepts the possibility of Evolution, they claim that She is also accepting Neo-Darwinism. This confusion continues to be present in the debate that has followed”. Sembra che si dovebbe cercare di concordare prima sulle definizioni dei termini che si usano, anche per evitare inutile conflitti basati su equivoci. Stranamente in questa pagina non si chiarisce che il contrasto, ad esempio con P.Coyne, è soprattutto sull’approvazione dell’ID USA, che i cattolici USA da tempo contrastano.

 

19/2/06-USA:

·         Sul New York Times oggi c’è una recensione (“The God genome”) dell’ultimo libero di Daniel Dennet: 'Breaking the Spell: Religion as a Natural Phenomenon”.

 

19/2/06-IT:

·         Mentre ai piani alti del cattolicesimo italiano (L’Avvenire, Civiltà Cattolica, Osservatore Romano) si discute sui diversi tipi di Progetto Intelligente (scientifico? Filosofico? Teologico?), cosa succede nelle canoniche e nelle parrocchie? Ovviamente non ha rilevanza statistica e per fortuna neppure teologica, ma è curioso come il vecchio creazionismo biblico (sì, proprio!) si mescoli con le critiche ai gesuiti di Civiltà Cattolica (sì, perfino!) e alla “beatificazione” di G.Sermonti nel sito web di una parrocchia dell’Emilia (sì, saremmo addirittura in Emilia!); in questa pagina web di un sito chiaramente parrocchiale dove si vedono link ad articoli (citati, ripresi dal sito dei creazionisti biblici italiani o apparentemente scritti in proprio) contro l’evoluzionismo darwiniani; nella stessa pagina vengono riportati anche articoli contro la guerra in Iraq e contro le armi  e contro gli OGM (a cui invece, ma forse non è troppo noto, la Chiesa è favorevole); curioso un recente articolo di approvazione al documento di Schönborn a favore dell’ID: “evoluzione darwinista, la chiesa dice di no!”; come se non bastasse, da questo articolo si rimanda ad un sito web che pubblicizza un libro (“Genesi Biblica”) di un sacerdote italiano ora defunto che propone la sua idea MOLTO originale (da dimenticare subito…) di “creazione mediata”, realizzata cioè con tecniche da OGM ma gestite da un entità superiore; in realtà l’idea non è proprio prodotta dalle sue conoscenze o riflessioni: si racconta nel sito che “tra il 1968 e il 1974 riceve dal Signore 8 rivelazioni sulle origini della Terra e dell'Uomo”. Probabilmente pochi finora avevano incontrato l’ipotesi evolutiva di Don Guido Bortoluzzi, che cercò di risolvere il problema dell’origine dell’uomo e delle diverse altre specie in tempi diversi, superando il testo della Genesi e il prospettato creazionismo biblico fissista con un fantasioso creazionismo biblico dinamico:

“Non spiega come creò la vita ai suoi albori ma, mostrando come operò per creare il primo Uomo e la prima Donna, suggerisce di estendere questo principio anche alla creazione di tutte le altre specie più evolute. Quindi, anche il primo Uomo e la prima Donna non furono creati già adulti, come vorrebbero i creazionisti fondamentalisti, né in via di evoluzione come vorrebbero gli evoluzionisti, ma vennero creati nella loro prima cellula e già nella loro perfezione assoluta. E dove mai avrebbe potuto svilupparsi la vita in embrione se non nell'utero di una femmina di una specie già esistente? A questo scopo, come ‘mezzo' per la creazione dell'Uomo e della Donna, il Signore si servì di una femmina di una specie ora estinta. Perciò questo processo è stato chiamato ‘creazione mediata' perché, come dice il termine, Dio ha usato come ‘mezzo' o supporto ciò che era già stato creato. Regola questa usata, prima ancora, per la creazione di qualsiasi altra nuova specie“ 

E’ importante notare che sembra la prima ipotesi originale uscita (per sbaglio?) da un ambiente cattolico che cerca di spiegare (comunque senza bisogno di alcuna prova) come da un unico antenato comune siano derivate tutte le diverse specie attuali. Non credo che questo meccanismo di speciazione sia facilmente dimostrabile, ma almeno è un’ipotesi di spiegazione dei fatti (l’evoluzione biologica) accettati (ma senza una spiegazione alternativa a quella darwinista)  anche dal Card.Ratzinger nel 2004

Dal sito parrocchiale si arriva anche facilmente (purtroppo) ad un sito di Profezie on line sul creazionismo, sul quale non ritengo il caso di dilungarmi … e oltre al quale penso non sia utile proseguire … non è il caso di fare pubblicità ad alcune strane idee di un francese di cui per fortuna in Italia nessuno parla…

·         Iniziativa a Roma per il Darwin Day organizzata dai DS: “Chi ha paura di Charles Darwin?”; Programma

·        Sull’Avvenire si pubblicizza un’iniziativa che la chiesa cattolica realizzerà a Roma il 4 aprile sul tema “Il mondo creato: visione biblica e teorie scientifiche”. Un po’ aggressivo il commento del coordinatore dell’incontro: “«Tra le aggressioni che la cultura contemporanea compie in maniera chiara o subdola nei confronti della cultura cristiana, figura anche la contrapposizione tra evoluzionismo e Sacra Scrittura - rileva monsignor Sergio Lanza, coordinatore degli incontri -. Vengono messi a confronto Bibbia e Darwin, di cui quest'anno si sta ricordando la nascita, polemizzando sui programmi scolastici che toccano questi argomenti»”. Sembra che sottintenda un appoggio, per fortuna frustrato, all’eliminazione dell’evoluzione dai programmi della scuola media.

 

20/2/06-IT:

·         Notiziola interessante sul Giorno: il ministro che ha prima abolito l’evoluzione umana nella scuola media e poi (dando ascolto solo in minima parte ai premi Nobel della commissione) ripristinato solo quella delle altre specie, dovrà invece continuare a dare ascolto all’ex-parlamentare esperto nelle battaglie contro il darwinismo: verrà infatti affiancata nella campagna elettorale milanese proprio dal politico di AN più abile nel realizzare regressioni culturali seguendo le idee antievoluzioniste. Giusto quello di cui il paese ha bisogno …
Dovrà aspettarsi altri fulmini a ciel sereno? O dietro a Cerullo si infilerà coscientemente nella tempesta? Perché non si fa consigliare da Veronesi, che in settembre organizzerà a Venezia un convegno internazionale sull’evoluzione? Saranno al sicuro i reperti fossili del museo di storia naturale che documentano inequivocabilmente l’evoluzione umana che il ministro ha permesso e confermato (contro il parere della commissione Darwin) che venisse eliminata dai programmi della scuola media? Nel caso diventasse sindaco di Milano potrà verificare comunque l’interesse dei bambini delle elementari che, sotto la guida degli esperti dell’ADM, visitano con interesse questa sezione del museo di storia naturale.

 

21/2/06-USA:

·         Dovendo confrontarsi con petizioni in favore dell’evoluzione ben appoggiate e spesso qualificate (10000 pastori evangelici USA [??!!!], 12000 ricercatori nel settore della biologia, 720 ricercatori nel settore della biologia di nome Stefano/Steve/Stephan - come Gould) sarebbe meglio che anche la petizione in favore dell’Intelligent Design sostenuta dal Discovery Institute sia appoggiata da persone competenti su quanto garantiscono. Un articolo del New York Times (“Few Biologists but Many Evangelicals Sign Anti-Evolution Petition“) invece svela che dietro alla petizione firmata fino ad oggi in tre anni da circa 500 persone contro l’evoluzionismo darwiniano sono solo 120 le persone competenti in biologia: “even the petition's sponsor, the Discovery Institute in Seattle, says that only a quarter of the signers are biologists, whose field is most directly concerned with evolution. The other signers include 76 chemists, 75 engineers, 63 physicists and 24 professors of medicine.”

 

22/2/06-IT:

·         Si sa quanto una parte di AN sia interessata alla scomparsa dell’evoluzionismo darwiniano dalla sezione italiana della cultura occidentale; oltre ad organizzare  iniziative e a cercare di eliminare l’insegnamento dell’evoluzionismo dalla scuola italiana, tengono anche un occhio su quanto avviene fuori dai confini nazionali. Si sono quindi accorti, e compare un articolo sul Secolo d’Italia di oggi. “Creazionisti all'attacco nelle universita' inglesi

 

23/2/06-IT:

Sull’ultimo numero, di gennaio, della rivista “L’Ateo” ci sono numerosi e interessanti articoli sul darwinismo e sullo strano attacco a cui è costantemente sottoposto nonostante sia alla base di qualsiasi scoperta della biologia e della medicina da più di 100 anni; purtroppo è difficile anche reagire pacatamente a questi continui attacchi dato che è sicura non solo un’accusa di lesa religione (quale?) ma anche il tentativo di accaparrarsi senza alcun motivo la “ragione” e la “razionalità” che sono ovviamente alla base dell’enorme sviluppo della biologia e di tutte le scienze negli ultimi secoli e non alla base delle diverse religioni (non ce ne sarebbe infatti che una sola). Davvero non si capisce la difficoltà ad accettare una teoria su cui si basa tutta la biologia attuale. Difficile credere che si accettino solo gli aspetti utili se non economicamente vantaggiosi per la sanità… o siamo ancora nella situazione di emergenza prevista da Leone XIII alla fine dell’800 e descritta l’anno scorso da Mons.Fisichella? Sembra infatti possibile che la reazione (che non si può negare … basta leggere alcuni recenti nervosi interventi anche del direttore dell’Avvenire in risposta ad un giovane fisico che cercava di farlo ragionare…!) faccia riferimento al protocollo illustrato da mons.Fisichella: “Se c’è veramente incompatibilità tra un dato della fede e un dato della scienza, allora uno dei due deve inevitabilmente fare un passo indietro. E a mio avviso lo deve fare la scienza, non la fede. Sembra chiaro che tutti i meravigliosi prodotti del processo evolutivo che la scienza ha scoperto sono veri e utili per uomini di tutte le religioni, mentre falsissimo deve essere (e questo per i cattolici solo) il processo evolutivo … e la razionalità dove la mettiamo?

Comunque questi sono gli articoli che si possono leggere: Alcune osservazioni sul passato e il presente dell’evoluzionismo (Lucio Russo); Cattiva scienza, cattiva teologia (Michael McGough), I nemici del darwinismo e le ipotesi scientifiche (Paolo Turco), Darwin censurato. MicroMega e i misteri dei ministeri (Maria Turchetto), Darwinismi: La disputa tra Dawkins e Gould sui meccanismi dell’evoluzione (Andrea Cavazzini). Come si vede, articoli molto interessanti.

·         Su Liberazione oggi G.Giorello cita in un’intervista (“Contro il fondamentalismo? L’esempio di Trotsky”) la polemica recente sull’evoluzionismo; Giorello infatti applaude al “bell’esempio di coraggio scientifico e morale” fornito da P.Coyne, un astrofisico e gesuita che ha difeso la teoria dell’evoluzione anche da attacchi provenienti da ambienti cattolici.

 

24/2/06-USA:

·         L’ultima newsletter dell’Entomological Society of America riporta una dichiarazione di sostegno all’evoluzionismo darwiniano, approvata nel corso dell’ultimo congresso. Questa iniziativa, insieme ad altre, come un’indagine svolta presso i dipartimenti di biologia delle università USA (“Turn out the lights, the “Teach the controversy” party’s over“) è estremamente importante per far capire come sia completamente ingiustificata la richiesta, spinta dai creazionisti USA, di “Teach the controversy”; in realtà si sa che non esiste nessuna controversia e nessun dubbio che (come dicono i membri dell’ESA)

…. No meaningful or significant controversy exists within the biological sciences—entomology included—about the centrality and legitimacy of evolutionary theory. Ongoing study and refinement of evolutionary theory are reflections of the manner in which all areas of science advance. In contrast, intelligent design is neither predictive nor falsifiable and therefore does not meet the standards of science. Accordingly, intelligent design has no utility in entomology and – for the same reason – has no legitimate place in science classrooms at any level of instruction.

.… for the United States to remain intellectually and economically competitive in the 21st century, its science must be conducted according to time-tested and globally acceptable standards. Evolutionary theory meets those standards and provides the foundation on which the biological sciences can most productively continue to advance. We should expect no less in the quality of science education in this country.

Ovviamente, almeno in questo campo… , quello che va bene per gli USA dovrebbe andar bene anche per l’Italia. Magari si potrebbe anche in Italia verificare se davvero le diverse società scientifiche firmerebbero un simile documento.

 

25/2/06-IT:

·         Articolo su Repubblica di Francesco e Luca Cavalli Sforza che si inseriscono nel dibattito sull’eugenetica nel 900 (suscitato dalla pubblicazione del libero di F.Cassata “Molti, sani e forti”) : “I Cattolici, la ricerca e le malattie da curare”. In particolare gli autori intendono spiegare e difendere le procedure di profilassi da tempo applicate per evitare la nascita di individui talassemici in Itala

 

26/2/06-USA:

·         Si parlerà ancora a lungo del processo di Harrisburg, che ha svelato la truffa dietro alla scientificità dell’Intelligent Design. Oggi per esempio compare una splendida intervista al giudice Jones, che ha gestito il processo; racconta come lui, conservatore, repubblicano ed anche religioso, non sapesse niente dell’ID prima del processo, per cui ha cercato di capire tutto e bene esclusivamente nell’aula delle udienze. Per questo motivo tutti gli aspetti e i punti di vista del problema erano passati sotto l’occhio vigile di un giudice e le dichiarazioni delle due parti venivano immediatamente verificate e contestate, se necessario, dalla parte avversa. Un altro punto molto importante sottolineato dal giudice nell’intervista è il fatto che, dati i costi di qualsiasi processo, aveva ritenuto importante che la sentenza fosse decisiva per dirimere la questione, non lasciando spazio ad ulteriori sperperi di danaro pubblico. Questo lo si era ben capito dalla stessa sentenza, quando il giudice, dopo aver dimostrato che l’ID era una truffa, condannava la commissione scolastica, che risultava consapevole dell’aspetto antiscientifico e ideologico dell’ID, anche per l’inutile spreco di denaro pubblico.

Se possiamo sperare che la sentenza abbia messo una pietra bella pesante sopra l’ID (almeno come ipotesi scientifica) negli USA, dovremmo sperare che questa sentenza venga “applicata” anche negli altri paesi; dato che l’ID (come ipotesi scientifica) è una truffa e quindi qualsiasi iniziativa che ne favorisce la diffusione si risolve inevitabilmente in sprechi economici oltre che in danni culturali, le motivazioni della sentenza dovrebbero essere note e utilizzate per fermare prima del nascere qualsiasi altra iniziativa simile al di fuori degli USA.

Tutto è cambiato, dopo la sentenza; qualcuno però ancora non lo sa…..  e anche in Italia si continua a criticare Darwin. Stranamente però non viene più citato sempre l’ID modello USA.  Probabilmente il giunco si piega in attesa che passi la tempesta … ed il tempo.

Estremamente utile, per il giudice Jones ma anche per tutti quelli che sono interessati a capire perché l’ID è una truffa, la lettura della testimonianza al processo di una filosofa della scienza (Barbara Forrest). La Forrest ha esaminato tutte le basi culturali che negli ani hanno sorretto l’ID e ha dimostrato come sia semplicemente una mutazione (avvenuta agli inizi degli anni ’90) del vecchio “creazionismo scientifico”, i cui portabandiera erano Douane Gish and Henry Morris (morto proprio ieri, 25/2) , di cui non si sente più parlare da tempo. La deposizione della Forrest al processo si può leggere qui. Dopo il processo solo l’ignoranza e la malafede (ormai vanno solo insieme, su questo tema) possono giustificare la difesa dell’ID come un’ipotesi scientifica e non religiosa. Risulta infatti molto difficile difendere ancora l’ID dopo aver letto la testimonianza della Forrest… anche perché … la sua indagine è molto convincente ….

Il giudice Jones nell’intervista parla ripetutamente degli aspetti economici, oltre che culturali, della discussione sull’ID e in particolare del processo di Harrisburg. Qualcuno li ha quantificati?  Certamente! Il giudice! Oggi tutti dovrebbero sapere quanto il distretto scolastico di Dover e i cittadini di Dover dovranno pagare per le spese del processo (“Legal bill could halt imitatorse Dover gets a million-dollar bill). Le spese legali (gentilmente scontate del 50%, in considerazione del fatto che per fortuna nessuno del vecchio comitato è stato più rieletto nel nuovo - dopo che il processo ha dimostrato la loro ignoranza e la loro malafede …), sono di ben un milione di dollari. Sarebbe utile ricordarlo a chi continua (FORSE utilizzando contro la scienza e la cultura anche soldi che, come l’8 per mille, vengono delle tasse di - quasi - tutti i cittadini italiani  …) a difendere l’ID come ipotesi scientifica (non avendo letto la sentenza del giudice Jones che lo smentisce).

Richard Katskee, assistant legal director for Americans United for Separation of Church and State, worked on the Dover parents' case.

"I don't know whether $1 million in legal fees is enough to deter a board determined to violate the Constitution," he said.

He said Dover's bill should have been more than $2 million, but attorneys cut the district a break because residents were "willing to clean (their) own house" by voting the former school board out of office.

Riguardo alla lettura della sentenza (che dovrebbe essere resa obbligatoria nelle scuole…), magari qualcuno considera eccessive le 139 pagine in inglese? Nel sito del Creation & Intelligent Design Watch ci sono ottime sintesi della sentenza: Why is it Unconstitutional to Teach Intelligent Design? O ci sono dimostrazioni della onnessione fra creazionismo e ID: Are there any important differences between intelligent design and creationism?. Forse sarebbe indispensabile e urgente fornire una traduzione per il pubblico italiano, anche per evitare inutili dibattiti (come spesso avvengono) fra persone con conoscenze di base incompatibili e posizioni inconciliabili.

 

28/2/06-IT:

·         Notevole il dinamismo che mostra recentemente il principale sito creazionista (biblico) italiano; oltre alla strana presenza di un antidarwinista (ma ovviamente anche anticreazionista biblico) come G.Sermonti, la cui rivisitazione e interpretazione dei 2 diversi miti della Genesi che troviamo nella Bibbia, si gode di un recente sondaggio (pubblicato sulla rivista Quark di febbraio) secondo il quale in Italia consono tantissimi (come negli USA) i creazionisti biblici (27%) si aggiungono o i favorevoli all’ID, 24%, anche se la confusione è massima ni quanto la domanda non distingue fra all’ID su base scientifica (dei protestanti USA) o all’ID su base filosofica-teologica (dei cattolici italiani e USA).  Per capire meglio cosa frulla nella testa dei creazionisti e quali fatti ammettono, ora possiamo consultare anche, in un altro sito, un Dizionario.  Non dobbiamo stupirci della difficoltà a discutere con i creazionisti … se in un loro dizionario non è chiaro nemmeno se, come Ratzinger, credono all’origine comune di tutti gli esseri viventi o a una qualhe forma di creazione spontanea delle diverse specie. Si stupiscono che il 27% degli italiani si credano creazionisti biblici. In realtà non c’e’ da stupirsi troppo: la creazione era il primo argomento del programma di religione per i bambini di tre anni degli asili pubblici fino al 2004 (basta vedere il programma: “i segni e le esperienze della presenza di Dio nella creazione, nella natura e nelle sue stagioni, nella vita e nelle opere degli uomini”); nei nuovi programmi (dal 2004) si osserva non solo un notevole aumento, dato che un un terzo del programma dei tre anni di asilo riguarda “Osservare il mondo che viene riconosciuto dai cristiani e da tanti uomini religiosi dono di Dio Creatore” ma che anche nel programma non di religione è previsto di “Soffermarsi sul senso della nascita e della morte, delle origini della vita e del cosmo, della malattia e del dolore, del ruolo dell’uomo nell’universo, dell’esistenza di Dio…”. Ci si stupisce sempre di trovare frequentemente in questo sito web frasi contro la discendenza comune di tutti gli esseri viventi  E’ ormai una certezza scientifica dalla fine del 1700 e forse pochi pii cattolici sanno che anche il Card.Ratzinger nel 2004 aveva ammesso in un documento della Congregazione della Fede che era ormai un dato che la chiesa ormai non poteva non accettare. Probabilmente nessuno controlla l’ortodossia di questi siti web che si presentano come reali interpreti del magistero..

Articolo sull’Avvenire che tocca (in modo molto brusco) il problema del darwinismo; piuttosto macabro il titolo: “La vera scienza antidoto alla cultura della morte”; prima di leggere l’articolo chiunque penserebbe che la vera scienza sia quella, basata sul darwinismo, che ha permesso di migliorare a tal punto le nostre conoscenze biologiche da permettere una maggiore e migliore sopravvivenza per gli individui della nostra specie.  E’ vero invece il contrario, e lo si capisce bene dalla seguente frase: “Il porporato ha messo in guardia anche contro una concezione darwinistica dell'esistenza che giustifica odio, eliminazione dei deboli, tanto come individui che collettività. Insomma un altro aspetto della "cultura della morte".  Se qualche biologo si sente da oggi un po’ kapò, ne ha il motivo….come purè a validi motivi per valutare negativamente chi distrugge in questo modo il sistema di conoscenze di cui fa parte e che ha permesso gli incredibili miglioramenti (di conoscenze  e parcelle) di cui ha beneficiato il mondo della sanità grazie al suo lavoro.

 

28/2/06-RU:

·         Proprio in uno dei paesi che più ha più sofferto i danni anche materiali, oltre che culturali, dovuti all’antievoluzionismo e all’antidarwinismo (ricordiamo la tragica storia di Lysenko) … ci riprovano! In un articolo su Mosnews (“Russian Schoolgirl’s Parents Fight to Ban Darwin from Curriculum“) si informa che i genitori di una quindicenne russa richiedono che anche il creazionismo sia insegnato insieme all’evoluzionismo darwiniano:

Parents of a 15-year-old Russian schoolgirl have filed a suit against the Education Ministry, demanding to ban Darwin’s theory of evolution from the school program.
Darwin’s theory infringes the children’s right to believe in the creation of man, depriving them of the right to have different world outlooks, say the parents of Maria Shreiber from St. Petersburg. Spiritual Heritage, an organization that supports the suit, argues that Darwin’s theory is still a hypothesis that remains to be proved, claiming that there is no reason it should be taught at school as the only correct version of human genesis. The case is quite advantageous for the Russian Orthodox Church that has long argued that a subject called “Orthodox Culture Basics” should be introduced into the school curriculum.

La notizia arriverà il 2/3/06 anche su un sito web islamico; sembra che la denuncia verrà infatti gestita in modo comunitario: “The Russian father and his daughter are being assisted in their lawsuit by three lawyers representing the Russian Orthodox, Muslim and Jewish communities, according to the newspaper”

 

                                                                                                                                                                                 

MARZO

2/3/06-RU:

·         Articolo su Repubblica sul triste inizio della battaglia contro Darwin a scuola in Russia: “Basta con i libri dell’URSS, anche la Russia processa Darwin”; come già scritto (28/2), dopo solo 60 anni si stanno già dimenticando dei guai creati da Lysenko.

 

3/3/06-IT:

·         L’Avvenire di oggi preannuncia (“Da Darwin a Bandung”) un dibattito sull’evoluzione che comparirà su "Vita e pensiero" in uscita martedì 7 marzo, con partecipanti ben selezionati anche se eterogenei (non tutti loro infatti “se basent sur des faits admis par l'ensemble de la communauté scientifique”): Facchini, Boncinelli, Galleni e G.Sermonti.

 

4/3/06-IT:

·         Articolo sul Foglio (“Il fantasma di Darwin aleggia anche sul virus dei polli, ma non c’entra”) per tranquillizzare sul fatto che la teoria dell’evoluzione (e forse la stessa evoluzione biologica?) c’entrino con le mutazioni che coinvolgono il virus dell’influenza aviaria e il rischio di un passaggio all’uomo che tanto preoccupa gli umani in questi mesi. Queste cose le può sostenere solo il biologo italiano che tiene una rubrica di scienza alternativa sulla rivista Astra. Forse è meglio fidarsi dei biologi che scrivono invece su Science e su Nature. Almeno … così fan tutti. L’articolo ha in realtà l’obiettivo di contestare il Darwin Day di Roma, giusto centrato sul rischio che l’aviaria possa trovare un accordo con la biologia della nostra specie. Comunque è apprezzabile il fatto che, dopo la sentenza di Harrisburg e l’articolo di F.Facchini sull’Osservatore Romano, non si sente ancora una difesa dell’ID in alternativa al darwinismo… anzi alla fine dell’articolo compare una frase che sembra riconoscere un ruolo (anche se sembra solo negativo) alla selezione naturale, definita erroneamente “lotta per la vita”.

 

7/3/06-IT:

·         Un articolo di M.Piattelli Palmarini sul Corriere di oggi (“Uomini quadrupedi in un villaggio turco”) riprende e amplifica la strana ipotesi di mettere in relazione una malattia genetica che impedisce la deambulazione eretta in una famiglia turca. Peccato che la nostra specie non abbia visto il passaggio del quadrupedismo al bipedismo ma dalla brachiazione al bipedismo, tanto è vero che la forma delle falangi porta ad un’andatura sulle nocche negli scimpanzè. Sembra strano quindi qualsiasi ipotesi di attribuire a questa situazione patologica una semplice “retromarcia” lungo il percorso evolutivo che ha portato dalla brachiazione al bipedismo umano. Sicuramente decine di altre patologie umane potrebbero far pensare, come in questo caso, a far resuscitare la folle idea dell’anello mancante o a far pensare alla “natura divergente delle rispettive tesi evoluzionistiche.  Qui una versione in PDF della pubblicazione sulla patologia genetica.

 

11/3/06-IT:

·         Intervista ad un filosofo della Scienza, E.Agazzi, sull’Avvenire: “E l'uomo saltò la scimmia”. Il filosofo gioca sul creazionismo come concetto filosofico-teologico (e quindi non confrontabile con l’accezione scientifica e materialistica dell’evoluzionismo) che diventa però appena sotto anche concetto scientifico. Sembra che voglia far credere che ai tempi di Lamarck la biologia escludesse l’ereditarietà dei caratteri acquisiti (fondamento del lamarckismo..), mentre ai tempi nostri questa modalità di trasmissione dei caratteri genetici sarebbe invece dimostrata, condannando quindi i darwinisti ad essere “fermi al passato, cioè alla genetica di 50 anni fa”.

Ai tempi di Lamarck, tuttavia, la biologia sembrava assolutamente escludere l'ereditabilità dei caratteri acquisiti. Oggi sappiamo che il vivente interagisce con il proprio ambiente, e le interazioni operano non soltanto sul suo "fenotipo", ossia sulla sua costituzione esterna e visibile, ma anche a livello genetico. L'ambiente può cioè indurre negli organismi modificazioni ereditarie. Si capisce dunque come siano possibili anche oggi, e di fatto esistano, varie teorie dell'evoluzione, e non solo quella neodarwiniana. A questo punto, c'è chi fa addirittura notare che semmai sono i darwinisti a restare fermi al passato, cioè alla genetica di 50 anni fa.

Possiamo immaginare la gioia [postuma] di Lysenko, finora accusato di aver distrutto, giusto 50 anni fa, la genetica sovietica promuovendo il Lamarckismo a dottrina di stato e trascinando la genetica (e l’agricoltura) sovietica nel baratro.

Interessante (allucinante…) anche la spiegazione (apparentemente filosofica e poco scientifica) dell’evoluzione:

«Secondo molti, prima c'è una fase lamarckiana nella quale gli individui cercano di adattarsi all'ambiente e le variazioni vengono via via acquisite dai discendenti; poi entra in gioco anche la selezione naturale darwiniana e le due fasi si integrano. In seguito, dopo la comparsa dell'uomo, comincia l'evoluzione culturale. E' anch'essa di tipo lamarckiano e non richiede neanche la trasmissione biologica di padre in figlio: la cultura viene acquisita per apprendimento. Insomma il fenomeno dell'evoluzione è così complesso che non regge la pretesa di spiegarlo semplicemente con mutazioni casuali e selezione naturale».

Non facilmente giudicabile l’ardito confronto che E.Agazzi fa fra il “caso” e il “progetto intelligente”:

Tra l'ammettere il disegno e l'ammettere il puro caso non c'è, in fondo, grande differenza dal punto di vista strettamente scientifico, trattandosi in entrambi i casi di una lettura filosofica.

Il ragionamento, sempre che sia riportato correttamente, si conclude con quella che sembra l’ipotesi che ci sia in giro per il mondo qualcuno che sostiene … l’origine casuale del disegno intelligente; difficile giustificare in altro modo l’angoscia di E.Agazzi per le non poche difficoltà logiche ed empiriche che sorgono quando si sostiene l'origine casuale del ‘disegno’

Sembra logico che l’Avvenire, dopo il processo e la illuminante (sull’ID)  sentenza di Harrisburg, e dopo l’articolo di F.Facchini sull’Osservatore Romano abbia una certa difficoltà a trovare, senza finire fra filosofi lamarckiani e magari un po’ lysenkoisti, chi abbia ancora il coraggio di difendere l‘Intelligent Design. Vedremo a chi toccherà prossimamente…

 

13/3/06-IT:

A Torino e in Piemonte iniziano oggi le Settimane della Scienza. Fra le iniziative organizzate alcune riguardano l’evoluzione:

  • Lunedì 13/3 ore 21 (L'agorà - Centro Congressi Unione Industriale di Torino, Via Fanti 17 – Torino): Giuseppe Pellegrini con la partecipazione di Giacomo Giacobini e Aldo Fasolo; conduce Piero Bianucci: Gli italiani e il darvinismo. Tra evoluzionismo e disegno intelligente
  • Lunedì 13/3, ore 21 (L'agorà - Centro Congressi Unione Industriale di Torino, Via Fanti 17 – Torino) - A cura di Luca Giberti Il caso Scopes: processo alle scimmie Letture scelte da testo teatrale "Inherit the Wind" di Jerome Lawrence e Robert E. Lee ispirato dal processo a John T. Scopes e da cui è stato tratto "...e l'uomo creò Satana" di Stanley Kramer, con Spencer Tracy e Gene Kelly (1960).
  • Mercoledì 15/3 ore 15: Polo Universitario Asti Studi Superiori, Via Testa 89 – Asti:  L'ossessione della Razza - Tavola rotonda di approfondimento e riflessione sui modi in cui il concetto di razza è stato affrontato e messo in discussione dall'antropologia e dalla genetica nel XX secolo.
  • Venerdì 31/3 ore 9.40/13.10: Darwin Day: la cultura dell'evoluzionismo; Vanda Bonardo, Legambiente e Marcello Cini, Università "La Sapienza" Roma.

 

14-15/3/06-IT:

·         A Trento si svolge, all’Istituto Trentino di Cultura, il seminarioChe cos’è “la natura umana”? evoluzionismo versus creazionismo”. Partecipano Franceschelli, D’Agostino, Costa, Pievani, Betrti, Boniolo, Caprile, Zecca, Luzatto, Michelini. Qui i comunicati stampa sulla giornata del 14 e del 15.

 

15/3/06-IT:

·         Ultimamente sembrava abbastanza poco produttivo cercare di capire il progetto che segue l’Avvenire nel pubblicare interventi spesso discordanti (anche rispetto a pezzi pubblicati nella stessa pagina!) sul problema dell’evoluzione biologica; probabilmente gli articoli rispecchiano l’“ampio spettro di opinioni” (non si capisce se e quando supportate da adeguate conoscenze biologiche di base) presente all’interno della chiesa cattolica, come si può verificare leggendo i numerosi e vari interventi recenti, rintracciabili talvolta in extenso (con CTRL-F) anche in questa pagina web (Schönborn, Facchini, Coyne, Ravasi, De Rosa, Tanzella Nitti, Fisichella, Ratzinger, Carriera Perez, R.PascuaI, Basti, Lanza, Poupard, Schwibach , ecc.); oggi c’è una lunga intervista ad un astronomo-teologo, Tanzella-Nitti (“I buchi neri del darwinismo”); è (relativamente) positivo che nella premessa l’intervistatore accetti l’idea (settecentesca! … per cui il rassegnato ‘ormai’  è decisamente sospetto) che “l'evoluzione come fatto, ormai non [è] contestabile“, ma già la domanda iniziale del giornalista è “strana”, dato che oggi esiste un’unica teoria dell’evoluzione…; chiede infatti a Tanzella Nitti “quali fra le teorie dell'evoluzione possono essere accettate da un teologo?”. Se vogliamo cercare di dimenticare la recente dichiarazione (tranchant e calata un po’ troppo dall’alto, proprio come una ghigliottina…) di mons.Fisichella (“Se c’è veramente incompatibilità tra un dato della fede e un dato della scienza, allora uno dei due deve inevitabilmente fare un passo indietro. E a mio avviso lo deve fare la scienza, non la fede”) … possiamo ricordare che si erano letti anche interventi di altri teologi (De Rosa o Ravasi, per non parlare di un altro astronomo, Coyne) che dicevano chiaramente che l’evoluzione e la teoria dell’evoluzione sono un problema dei biologi e non dei teologi.

Il teologo spiega finalmente (dopo che il documento del Card.Ratzinger del 2004 lo aveva reso necessario ed urgente) con quale meccanismo (uguale o alternativo a quello darwiniano) dovrebbe essere avvenuta la discendenza comune da un unico essere vivente ancestrale; prima di dare una sua risposta mette però in guardia gli scienziati, avvertendoli preventivamente che non possono contestare … qualcosa che gli scienziati non si sognano affatto di contestare (anche perché i teologi non si erano sognati affatto di dimostrarlo …  ): «L'essenziale è che la teoria non neghi che ogni essere umano è voluto personalmente dal suo Creatore, scelto e chiamato all'esistenza con il suo nome; cioè non neghi la risposta all'interrogativo più importante: "perché nell'universo ci sono io?"»).

Molto interessante invece il punto successivo, cioè l’ammissione dell’importanza del ruolo del caso nella biologia e nell’evoluzione; interessantissimo anche l’esempio che propone e che fa riflettere su quanto sarebbe defatigante e impegnativa qualsiasi attività “intelligente”, e quindi alternativa al caso, che agisca sulla materia vivente. Il processo biologico casuale che Tanzella Nitti proporrebbe di sostituire con un processo biologico “intelligente” fa ben capire la drammatica differenza fra un meccanismo creativo controllato da qualcuno e un meccanismo (sempre creativo ma) casuale.

Chi potrebbe negare, ad esempio, che anche ciò che ai nostri occhi appare come puro gioco d'azzardo segua lo scopo nascosto di chi possiede tutte le regole del gioco, cioè di un Creatore? Nel processo di fecondazione, ad esempio, è casualmente solo una delle tante cellule maschili a raggiungere l'unica cellula femminile. Ma questo non ci autorizza a concludere che la ragione ultima di una nuova vita umana sia il caso puro e semplice.

L’alternativa (a cui probabilmente non crede nemmeno lui ma che fa balenare nell’esempio che - forse ingenuamente – propone) riguarda infatti il ruolo del caso nella fusione di un oocita con uno qualsiasi dei milioni di spermatozoi al momento di ogni fecondazione nelle specie con riproduzione sessuata.

E’ un’alternativa sicuramente sconvolgente, se riguardasse il mondo reale (la biologia) e non la filosofia o la teologia.

Se considerassimo che questo evento (che coinvolge in modo probabilmente limitato le migliaia di teologi) non riguarderebbe comunque solo i miliardi di esseri umani passati e presenti ma anche i miliardi di individui dei milioni di specie sessuate animali e vegetali che oggi vivono e che sono vissute sulla terra negli ultimi miliardi di anni … potremmo immaginare come una gestione di questo evento non appaltata ad un meccanismo automatico (il caso, cioè semplicemente una sequenza di numerosi eventi imprevedibili anche se probabili) getterebbe nel caos e nella disperazione qualsiasi persona o ente (superiore? Non certo se dovesse fare quel lavoro ….”da bestia”) o struttura incaricata della gestione (che si auspica controllata ed oculata) di tutti questi miliardi di fusioni di gameti che avvengono e sono avvenuti in ogni momento negli ultimi miliardi di anni….

Ovviamente basterebbe che il teologo sostenesse con maggiore decisione che “Dio agisce attraverso il caso” … e tutto si risolverebbe (a cominciare dalla fine della demonizzazione del caso…  con grande gioia da parte dei biologi…). Si eviterebbe anche il rischio di pensare che i molti guai che capitano (dall’estinzione delle specie alle più banali martellate sulle dita…) possano dipendere dalla distrazione o dalla stanchezza di chi deve occuparsi per miliardi di anni anche di dirigere, lavorando in ambienti umidi e talvolta angusti e malsani e pure spesso affollati, il traffico degli spermatozoi…

Preoccupa poi però la presentazione iniziale dell’ID come ipotesi con qualche base scientifica; aggiungendo infatti anche un pizzico di cattiveria, informa (credo sia il primo a sottolinearlo!)  che i sostenitori dell’ID sono biologi (“I sostenitori sono biologi e dunque, almeno nell'intenzione di chi la promuove, questa lettura della vita parrebbe partire da premesse scientifiche.”).

Forse è a questo punto che però gli sorge qualche dubbio, che lo porta forse a leggere l’articolo di F.Facchini sull’Osservatore Romano o la sentenza di Harrisburg, (dimostrano che l’ID non ha basi scientifiche!) o l’indagine svolta nei dipartimenti di biologia USA (dimostra che l’ID non ha alcun sostenitore fra i biologi universitari!); infatti da questo punto Tanzella Nitti ritiene necessario distinguere chiaramente fra scienza e filosofia, riconoscendo (“Almeno per il momento”!!) chel'intelligent disegn non ha, al momento, alcun potere predittivo in biologia. A differenza del darwinismo o di altri meccanismi evolutivi, l'intelligent design non spiega scientificamente perché appaia una morfologia o una specie piuttosto che un'altra. Se poi con intelligent design si vuol dire che l'universo risponde al progetto intelligente di un Creatore, allora abbiamo a che fare con una conclusione filosofica che potrebbe essere insegnata in una lezione di filosofia, al pari del materialismo o dell'ateismo, ma non in una lezione di biologia.”. Molto interessante quindi la conclusione, fornita però solo a chi arriva a leggere fino in fondo l’articolo: la teoria darwiniana dell’evoluzione ha una capacità predittiva e quindi è scienza, mentre l’ID no, ed è quindi filosofia.  Concorda quindi con la sentenza del giudice Jones e con l’articolo di F.Facchini.
Quanti concorderanno con Tanzella Nitti che il darwinismo è scienza e l’ID è solo filosofia e quindi non può sostituirsi al darwinismo, né deve essere insegnato insieme o in alternativa? Probabilmente ci accorgeremo presto che non tutti, nemmeno all’Avvenire, leggono o leggeranno l’articolo di Tanzella Nitti fino in fondo….

·         Nella stessa pagina dell’Avvenire un articolo (a favore dell’ID fin dal titolo: “La teoria del «disegno intelligente» si oppone a caso e materialismo “) cita una serie di interventi sull’evoluzionismo pubblicati sulla rivista Vita e Pensiero dell’Università Cattolica. Non sembra che tutti gli autori concordino sul giudizio da dare all’ID o al darwinismo; sicuramente non concordano nemmeno su alcuni fatti importanti dell’evoluzione (come la relazione filogenetica fra l’uomo e le antropomorfe, sulla quale c’è uno scienziato, forse unico al mondo che ha un’opinione diversa dagli altri … certo ignorando che ci sono almeno altre 300 specie diverse di scimmie che dovrebbe comunque sistemare sistemare nella filogenesi). Che non tutti abbiano letto (e capito) l’articolo di Facchini o l’intervista a Tanzella Nitti è evidente da una frase dell’articolo “Il cosiddetto «Disegno intelligente» è una posizione che mette in discussione i fondamenti darwiniani, contestando la casualità dell'intero processo biotico”. Infatti, come evidenziato qui sopra, Tanzella Nitti nega la “scientificità” dell’ID (“Se poi con intelligent design si vuol dire che l'universo risponde al progetto intelligente di un Creatore, allora abbiamo a che fare con una conclusione filosofica che potrebbe essere insegnata in una lezione di filosofia, al pari del materialismo o dell'ateismo, ma non in una lezione di biologia.”); il teologo  esclude quindi che l’ID, essendo una posizione filosofica, possa “mettere in discussione i fondamenti darwiniani” insegnati nell’ora di scienze. Dobbiamo credere ai giornalisti o ai teologi? Magari un giorno i giornalisti convinceranno i teologi che il darwinismo è filosofia…?
A questo punto però è lecito chiedersi (per chiarire il giallo della censura sui programmi scolastici di scienze): se i teologi come Tanzella Nitti riconoscono davvero la base scientifica all’evoluzionismo darwiniano  … sono davvero stati i giornalisti (… dell’Avvenire…?!?) a chiedere l’eliminazione dell’evoluzione umana dai programmi di scienze per inserirla nei programmi di religione? Il giallo continua … 
Se questa domanda è lecita … sarebbe pure logico e giustificabile che i biologi evoluzionisti siano piuttosto furiosi (oltre che preoccupati per come è facile far deragliare addirittura l’evoluzione culturale umana).  Forse non Dio, ma certo i teologi erano distratti e qualche cattolico ha  pensato di poter impunemente decidere per loro…

 

16/3/06-IT:

·         Sul Messaggero Veneto intervista a Orlando Franceschelli prima di una conferenza: “Franceschelli: «Necessario confrontare Dio e Darwin».”. Si parla del difficile rapporto in Italia  con la Chiesa cattolica sul problema dell’evoluzione, anche per la eccessiva varietà e incostanza delle posizioni espresse da diversi esponenti della chiesa cattolica.

 

18/3/06-IT:

·         Esce come anticipazione sul Domenicale (?!) forse in versione ridotta (“Anticipazione da Vita e Pensiero, il bimestrale di cultura e dibattito dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) il dibattito sull’evoluzionismo (con Facchini, Boncinelli, Galleni e G.Sermonti) che dovrebbe essere stato pubblicato sul numero 1/2006 della rivista Vita e Pensiero. Una evidente collaborazione, probabilmente indicativa di una concordanza ideale, fra la rivista dell’Università Cattolica e quella dell’on.Dell’Utri. Nell’articolo “Scimmia o disegno intelligente?“ viene presentato il dibattito fra questi 4 esperti di biologia e di evoluzione. Sono evidenti le tre diverse principali posizioni ed è chiaro il contrasto soprattutto fra Boncinelli e G.Sermonti “sua proposta organicista, preferita a quella geocentrica, non ha mai prodotto niente se non, sia detto senza offesa, chiacchiere. Quanto poi al fatto «che l’enorme complessità della vita non può essere stata raggiunta per puro caso», mi piacerebbe sapere perché. Sarebbe interessante sapere in base a quali principi si fanno affermazioni del genere.”. L’interesse del Domericale per l’argomento è evidenziato sia dal fatto che non solo l’articolo è disponibile a tutti, ma è stata creata un’intera sezione “aperta” (carinamente intitolata “Darwin a-dieu”, di circa 30 pagine Times 12) in cui si aggiungono altri articoli (tutti contrari all’evoluzionismo!) precedentemente apparsi sul Domenicale, a partire dalle due intere pagine pubblicate il 4 ottobre 2003 in uno dei primi numeri (il 40’) del settimanale. Magari a qualcuno interessa sapere quale sia la posizione del candidato al parlamento sull’evoluzionismo? Probabilmente è la stessa diffusa dal Domenicale …d’altronde si racconta che gli interessi culturali dell’onorevole non sono prevalentemente in ambito scientifico.

 

21/3/06-UK

·         Intervista al Guardian dell’Arcivescovo di Canterbury; Rowan Williams; si è toccato anche il tasto dell’insegnamento dell’ID o del creazionismo: “Are you comfortable with teaching creationism?

“Ahh, not very. Not very. I think creationism is, in a sense, a kind of category mistake, as if the Bible were a theory like other theories. Whatever the biblical account of creation is, it's not a theory alongside theories. It's not as if the writer of Genesis or whatever sat down and said well, how am I going to explain all this.... I know ' In the beginning God created the heavens and the earth. And for most of the history of Christianity, and I think this is fair enough, most of the history of the Christianity there's been an awareness that a belief that everything depends on the creative act of God, is quite compatible with a degree of uncertainty or latitude about how precisely that unfolds in creative time.”

So it shouldn't be taught?

“I don't think it should, actually. No, no. And that's different from saying - different from discussing, teaching about what creation means. For that matter, it's not even the same as saying that Darwinism is - is the only thing that ought to be taught. My worry is creationism can end up reducing the doctrine of creation rather than enhancing it.”

La notizia è riportata anche dalla BBC. Qui si può consultare il curriculum di Scienze previsto in UK

·         Recentemente (10/3/06) la BBC aveva pubblicato la seguente notizia: .” Creationism to be in GCSE papers”: “Creationist theories about how the world was made are to be debated in GCSE science lessons in mainstream secondary schools in England. The subject has been included in a new syllabus for biology produced by the OCR exam board, due out in September. Critics say the matter should only be discussed in R.E. because there is a danger of elevating religious theories to the status of scientific ones. The government insists creationism is not being taught as a subject. The exam board says students need to understand the background to theories. Its new "Gateway to Science" curriculum asks pupils to examine how organisms become fossilised. Teachers are asked to "explain that the fossil record has been interpreted differently over time (e.g. creationist interpretation)".

 

21/3/06-IT:

·         Continua l’impegno dell’Avvenire nello stimolare il dibattito sull’evoluzionismo all’interno della chiesa cattolica italiana. Non si intravede però un progetto intelligente, Oggi infatti si intervista un filosofo e teologo dell’Università Lateranense, Philip Larrey: “Ma i darwinisti hanno paura di un creatore?”; dato che la domanda del titolo è posta male (non tiene affatto conto dell’imbarazzo dei darwinisti, che si trovano oggi di fronte a tanti creatori, nessuno dei quali certificato o distinguibile dagli altri, per cui rimane il serio dubbio su quale sia l’unico vero creatore, probabilmente quello che è ovviamente arrivato prima degli altri a creare il mondo…) non ci possono essere risposte interessanti, ma comunque si trovano molte frasi e idee strane che derivano dalla confusione fra strumenti di conoscenza del tutto diversi: “Il problema del male non si può certo ridurre ai meccanismi della biologia”. Si nota poi una conoscenza limitata dell’ID e della sua storia, tanto che si ripetono e si difendono perfino le frasi dei suoi esponenti che il giudice Jones ha dimostrato false nella sua sentenza:

bisogna ribadire che il disegno intelligente non ha niente a che vedere con il creazionismo. Gli esponenti principali della teoria lo hanno spiegato innumerevoli volte.” E c‘è anche chi ci crede e lo dice in giro approfittando della ”fede”!

i fautori di questa teoria non sono affatto interessati a progetti politici. Non desiderano che la teoria sia cooptata dai partiti, non intendono confondersi con la politica”,

ai sostenitori del disegno intelligente non interessa affatto che la loro teoria sia insegnata nelle scuole pubbliche” (sappiamo invece che è l’obiettivo principale!),

quella sentenza è stata una decisione più politica che scientifica” (?!),

Il disegno intelligente vuole spiegare come si forma ciò che il mondo biologico ci offre. Non è affatto antiscientifico supporre che una "causa naturale" possa includere l'esistenza di un disegno” (?!).

Molto delicato il punto in cui il teologo Philip Larrey accenna in termini negativi alla possibile esistenza della discendenza comune da un unico organismo ancestrale: “Il disegno intelligente non esclude il concetto di common descent”, “L'idea del common descent non viene necessariamente respinta da chi afferma che l'evolversi degli organismi vitali più complessi presuppone un disegno“. Non si capisce proprio perché non sembri strano che l’idea del common descent non sia centrale per quelli dell’ID. Visto che è un concetto settecentesco accettato nel 2004 anche dal Card.Ratzinger, sarebbe necessaria una maggiore prudenza nell’appoggio all’ID, probabilmente il più acritico finora incontrato sull’Avvenire, e d’altronde è ragionevole: il teologo ha scritto un libro dal titolo “Solo un disegno intelligente può spiegare l’universo”. Ormai possiamo quasi aspettarci una pagina su o di Dembski …

Non hanno lasciato traccia (come previsto) né l‘intervento di Tanzella Nitti né quello del prof..Facchini, ambedue impegnati a distinguere (soprattutto quando parlano di “Progetto Intelligente”) fra scienza e filosofia e a sostenere che l’ID non utilizza le procedure della scienza.

E’ possibile che in ambito teologico ci sia discussione sul problema dell’adesione alla Wedge Strategy? La domanda è ragionevole. Sembra giustificata, in questo caso, da un paio di strani attacchi alla scienza alla fine dell’articolo.

Piuttosto originale è infatti il modo utilizzato (non è però chiaro se dal giornalista o dal filosofo) per criticare la scienza cercando di farle fare un passo indietro (come suggerito recentemente su Micromega da Mons.Fisichella): la si accusa … di non saper spiegare … i problemi sollevati … dai teologi…!!  Ecco i due curiosi esempi: “alla domanda "Perché l'universo è imperfetto, nonostante corrisponda a un disegno?", la scienza non può certo rispondere” e “Gli scienziati cattolici che ammettono l'evoluzione ribadiscono comunque che «non siamo uomini per caso». La scienza può fare di più per arrivare a provarlo?”. In quale posto del mondo reale l’onere della prova non compete a chi fa proposte non dimostrabili ma proprio a chi le critica in quanto indimostrabili?.

 

21/3/06-US:

·         [da Pikaia] Anche Edward Wilson, padre della sociobiologia, dice la sua sui rapporti tra evoluzione e religione. Intervistato da Steve Paulson del sito web Salon: Religious belief itself is an adaptation. L’ultimo numero di MicroMega in edicola riporta un dibattito a due voci tra Daniel Dennett e Richard Swinburne dal titolo “Dio di fronte al tribunale della scienza”. Dal sito web riporto: C’è una buona ragione per credere in Dio? La religione non dovrebbe forse essere studiata come semplice fenomeno naturale ? Daniel Dennett, filosofo della mente e studioso di neuroscienze e il teologo Richard Swinburne in un carteggio appassionante ed essenziale

 

22/3/06-IT:

·         Anche il Corriere (“Londra, la Chiesa difende Darwin”) riporta la notizia dell’articolo sul Guardian riguardo all’opinione della religione anglicana sull’ID. Triste che come immagine rappresentativa dell’evoluzionismo darwiniano (anche perché purtroppo come al solito il pensiero cade inevitabilmente sull’evoluzione dell’unica specie che i interessa!) venga presentata la solita immagine con la fila di ometti sempre meno scimmieschi che rappresenta perfettamente l’ipotesi dell’ID. Il giorno in cui questa immagine irreale verrà sostituita perfino nei quotidiani con un’immagine dell’evoluzione umana a cespuglio (come quelle che ci sono nei libri scolastici) bisognerà intonare un … Te Deum di ringraziamento….

·         Una breve citazione dell’intervista, stranamente non commentata nonostante il comportamento della chiesa cattolica italiana sia diverso, anche sull’Avvenire: “Gli anglicani: «In classe niente creazionismo»”.

 

24/3/06-IT:

·         Per cercare di salvarsi dall’ira del governo olandese infuriato per la sua gaffe (l’attribuzione della qualifica di nazista alla legge olandese sull’eutanasia) il ministro sembra cerchi di salvarsi travolgendo gli evoluzionisti; secondo un articolo di Repubblica di oggi (“Eutanasia, alla UE il caso Giovanardi”), a pag.14, avrebbe detto: “chiamiamola pure legge darwiniana e non nazista, ma la questione non cambia”.  Come si vede, si continua a pagare, e duramente, il fatto che a scuola non si sia insegnato il darwinismo per decenni, e quindi anche i ministri dimostrano … di non sapere usare correttamente la terminologia scientifica. Stranissima e contro natura questa associazione fra darwinismo e nazismo, che infatti è rifiutata dai gruppi neofascisti italiani, che tanto fanno invece per eliminare Darwin dalla cultura occidentale. Non si può che sperare che il ministro da aprile abbia più tempo e possa approfondire l’argomento presso una vicina università della terza età. In alternativa potrebbe chiedere informazioni anche agli alleati dell’estrema destra, esperti di questi argomenti.

·         Martedì 28/3 ci sarà un dibattito su "Creazione ed evoluzione: compatibilità o alternativa" a Fiorenzuola nel teatro Verdi riaperto dopo 43 anni; partecipano teologi (Tonini e Facchini) e filosofi (Orlandini e Franceschelli); come esperto degli aspetti materialistici dell’evoluzione biologica c’è (part time? conflitto di interessi?) mons.Facchini, autorevole esperto in quanto antropologo universitario..Penso sia impossibile, con gli attuali limitati livelli di conoscenza sul problema, un dibattito sull’evoluzione (sospetto che si parlerà anche di evoluzione umana… anche se non è specificato nel titolo….) senza sussidi audiovisivi, ma purtroppo sembra probabile che ne faranno a meno…
Vista l’autorevolezza dei teologi e la prevista (e originale, per un dibattito pubblico) focalizzazione su compatibilità/alternativa, speriamo che prima di discutere su questo dilemma che finora ha fatto sorgere spesso inutili polemiche, venga finalmente spiegato dai teologi come, secondo la chiesa cattolica, avvengono la discendenza con modificazioni e la speciazione, che la chiesa cattolica ammette chiaramente dal 2004; solo DOPO questo chiarimento sul “meccanismo” (che in effetti non potrà che essere … compatibile o alternativo…) si potrà discutere proficuamente e seriamente di compatibilità/alternativa.

 

25/3/06-IT:

·         Ieri e oggi a Pisa, alla Domus Galileiana, organizzato dal CISSC (Centro Interdisciplinare per lo Studio dei Sistemi Complessi), un workshop di due giorni sul tema “Tra natura e cultura: concetti, linguaggi, saperi”; Oggi in particolare era la “Giornata su Darwin: i concetti di evoluzione e sviluppo tra biologia e scienze sociali”.

 

27/3/06-IT:

·         La trasmissione Il Baco del Millennio su Radio 1 questa settimana (dalle 10:37 alle 11:45) di occupa di scienza e di evoluzione (Il corpo perfetto e immortale. Conversazioni sulle scienze - Conduce Giorgio Zanchini); Oggi la puntata si  intitola:  Darwin ha ragione? E si potrà risentire qui; successivamente: Martedì 28/03/2006: Le frontiere della scienza; Mercoledì 29/03/2006: Scienza e filosofia: il libero arbitrio ed altro; Giovedì 30/03/2006: Scienza e religioni; Venerdì 31/03/2006: Scienza e politica.

·         L’agenzia vaticana Zenit pubblica oggi un articolo “Darwin e la domanda sull'uomo. Un libro di Robert Spaemann”: Si pubblicizza l’uscita del libro “Natura e Ragione", che contiene saggi del teologo Speamann sul darwinismo. Esperto di ideologia, dalla recensione non sembra riesca ad allontanarsene:

“Dietro gli sforzi per la diffusione dell'evoluzionismo, secondo Spaemann c’è una motivazione di carattere ideologico. “Per l'evoluzionismo non vi è cessazione dell'essere di qualcosa, ma soltanto cambiamento. Allora è chiaro che noi siamo scimmie trasformate e naturalmente questo crea delle difficoltà all'immagine che noi abbiamo di noi stessi. D'altra parte le scimmie sono i precursori delle scimmie che si sono trasformati e così via: non arriviamo mai all'ente. Quello che esiste è soltanto il processo del divenire”.

Un articolo on line di Spaemann si trova nell’ultimo numero di Communio: “Rationality and Faith in God”; si spazia  sulle idee di molti filosofi e teologi, ma pochi scienziati; interessante, vicino ad una citazione di Darwin, una frase che non demonizza il caso, ipotizzando perfino che possa avere magari pure un ruolo creativo: “it is not necessary to deny that the generator of novelty in this process is chance. Something that occurs by chance, when seen from the perspective of science, can be as much the divine intention as something recognizable by us as a process ordered to a goal. God works as much through chance as through the laws of nature”.

In quest’ottica, apparentemente poco rispettosa della ragione, è possibile che anche oggi sembri ideologica la battaglia condotta, a suo tempo, contro il papa da Galileo. Il documento del Card.Ratzinger del 2004 sembrava invece ben più rispettoso dei fatti dell’evoluzione (e della ragione che ha permesso di scoprirli) che venivano ammessi, anche se si aspetta ancora di sapere come vengano spiegati (ma non sono passati ancora nemmeno 150 anni…) .

 

28/3/06-IT:

·         Strano articolo sul Giornale (“Crociati del laicismo”); difficile non attribuire ad una fase dell’evoluzione culturale databile a qualche centinaia di anni fa una frase come “c’e’ molto materialismo ed ateismo nel voler introdurre nella scuola al posto dell’ora di religione in nome della scienza le teorie di Darwin e le scoperte sul Big Bang (da cui è nato l’Universo)”. Nessun laico vuole sostituire la religione con la scienza; sappiamo, e Galileo e migliaia di altri scienziati prima e dopo di lui lo hanno ben dimostrato, che la religione oggi non può (ma nemmeno vorrebbe) dare come faceva secoli fa le risposte a tutto. Se un tempo tutto era compreso nelle lezioni di religione, da alcuni secoli a scuola si insegnano anche altre materie.

Chiaro il ribaltamento della verità: sappiamo infatti che in Italia nel 2004 è avvenuto proprio esattamente il contrario: l’evoluzione umana è stata tolta dai programmi di scienze ed è stata inserita nei programmi di religione, incredibilmente riproponendo una situazione che era normale fino a qualche secolo fa. Nulla si è potuto fare per ripristinare la situazione precedente. Visto che migliaia di scienziati e di italiani non sono riusciti a farsi ascoltare e sono stati anche presi in giro, ora possiamo solo sperare che almeno … i leghisti abbiano maggiore successo; in un’intervista alla Padania (del 9/2/06) il capogruppo alla Camera, nell’illustrare i pericoli della penetrazione della cultura islamica ha infatti l’audacia di dire proprio che la cultura islamica  “nega l’evoluzionismo scientifico perché è contro Dio”.  Se lo sentissero G.Sermonti (che scrive prefazioni ai libri antievoluzionisti dei musulmani) …. o Letta (che premia l’antievoluzionismo di G.Sermonti) tratterebbero il capogruppo leghista … come uno scienziato laicista ed evoluzionista!

 

30/3/06-IT:

·         Un articolo su Libertà (“Cercatori della verità a confronto”) racconta come è andato il dibattito a Fiorenzuola fra un filosofo laico e i due monsignori (un cardinale e un “vicecardinale” ..  ma antropologo universitario di mestiere) su "Creazione ed evoluzione: compatibilità o alternativa".

·         Articolo su “Il Corriere del Sud” (“Il card. Cristoph Schönborn dà la sveglia ai cattolici”) in cui si sintetizza la novità costituit dal Card.Schönborn che, dopo l’articolo sul New York Times il 7/7/05 (ricordiamo: in favore dell’ID dei protestanti USA!) battere in breccia il tema evoluzionismo. E non lo fa come la stragrande maggioranza dei religiosi cattolici che cercano in tutte le maniere di battezzare Darwin e convincerci che le sue teorie siano compatibili con l’esistenza di Dio, ma sostenendo di rifiutare il darwinismo in nome della  ragione, cioè della filosofia”. Credo che ci si possa fermare qui …? Ancora un’ultima citazione: “E qui sta la novità: si entra nel merito di una teoria che non sta in piedi razionalmente a meno di non cercare quel disegno, specialmente nelle strutture biologiche più complesse, che gli evoluzionisti hanno ignorato o mal interpretato appellandosi alla variazione genetica casuale e alla selezione naturale

 

31/3/06-IT:

·         Continua l’interesse dell’Avvenire a confrontare problemi, idee e soluzioni sull’evoluzione biologica e in particolare sulla teoria darwiniana che, pur ritenuta oggi la migliore anche da molti scienziati cattolici, ancora proprio non piace alla chiesa cattolica; pur avendo ben chiari i problemi e il fatto che da tempo il darwinismo riesce in buona parte a spiegarli, non riesce ad andare oltre alle critiche (a volte pure non fondate o fondate sull’ignoranza), proponendo soluzioni alternative. Accanto ad un’ampia intervista (“L'evoluzione secondo Mosé“) a Lodovico Galleni (che almeno è un biologo e quindi uno dei pochi esperti finora intervistati dal quotidiano a conoscere bene i fatti dell’evoluzione di cui parla), si piazza un articolo che cita le riflessioni del teologo Spaemann (“Spaemann: natura sì, ma senza «riduzioni»”), per niente benevolo verso l’evoluzione culturale umana, caratterizzata soprattutto negli ultimi secoli dalle scoperte della scienza: “La scienza moderna si è proposta di considerare ogni realtà naturale semplicemente come oggetto, per sottomettere ogni cosa al potere dell'uomo. Ma dopo aver tolto alla natura ogni somiglianza con l'umano, lo scientismo pretende di dire all'uomo che anche lui è solo una parte di quella stessa natura”; nel caso avesse bisogno di un medico (per contrastare quello che chi non gli vuol bene potrebbe considerare inserito in un progetto divino non benevolo nei suoi confronti) sarebbe utile che gli chiarisse se almeno in quel caso intende utilizzare le scoperte … che si sono rivelate valide purtroppo solo per l’uomo come oggetto. Strano poi attribuire alla scienza l’intenzione di “sottomettere ogni cosa al potere dell’uomo”; sembra infatti una frase tratta piuttosto dal libro della Genesi…

Riguardo all’intervista di Galleni, si fa notare subito lo strano sottotitolo, che indicherebbe l’accettazione di uno degli elementi importanti della teoria dell’evoluzionismo darwiniano, la selezione naturale. In realtà chi ha scritto il sottotitolo probabilmente ha sbagliato, non sapendo che “selezione naturale” non è proprio sinonimo del termine “evoluzione”, citato da Galleni (nella frase che si è cercato, senza capirla, di riproporre nel sottotitolo): «La selezione naturale è un fatto, come l'Impero romano. Ma non implica la negazione di Dio, che troppo spesso abbiamo scomodato per spiegare i misteri della vita». La seconda parte del sottotitolo riporta correttamente il pensiero di Galleni su un punto su cui probabilmente nella chiesa cattolica ben pochi sono d’accordo con lui (e che quindi forse non era il caso di evidenziare nel sottotitolo…) : “Troppo spesso abbiamo pagato l'errore di scomodare Dio per spiegare certi passaggi e meccanismi che poi la scienza ha imparato a spiegare da sola descrivendone le leggi”. Visto quello che è successo, soprattutto da Galileo in poi, questa frase appare molto critica sul comportamento finora tenuto dalla chiesa cattolica, ma non solo. Anche Facchini si preoccupa di questo rischio.

Lasciano perplessi alcune frasi di Galleni: “gli stessi meccanismi che, per esempio, creano la geometria perfetta di un fiocco di neve” che lascia intuire la possibilità che il DNA non abbia un ruolo così rilevante da permettere di distinguere fra materiale biologico e abiologico per le “modalità di funzionamento”; questo secondo Galleni potrebbe anche giustificare un atteggiamento più “rilassato” e discontinuo della selezione naturale, che “compare in certe fasi dell'evoluzione ma non è continuamente al lavoro per controllare ogni passaggio”..

Nel finale compaiono frasi non giustificate e anche false e caricaturali contro l’opinione di molti scienziati: “Il materialista dice che alla fine tutto è caso “, “il caso è la guida fondamentale dell'Universo“, “ha significato soltanto ciò che può essere oggetto di indagine scientifica”, “Dio non ha più significato e perciò non esiste

Critico verso alcune posizioni antiscientifiche della gerarchia, ma piuttosto rivolto al futuro, anche il finale di Galleni: “oggi è profondamente sbagliato chiedersi se e quanto Dio sia intervenuto nel montaggio della cellula, per mettere tutte le molecole al posto giusto. Deve importarci soprattutto il progetto di Dio sull'uomo, sul suo destino, sulla sua salvezza”.

Come si vede, anche oggi, se li guardiamo complessivamente, i due contributi sul problema dell’evoluzione proposti dall’Avvenire sono in contrasto fra di loro. Il dubbio è: … ma se ne accorgono?! Visti i sottotitoli… probabilmente no…

·         “Probabilmente no” lo si sospetta anche dall’occhiello che richiama in copertina l’intervista a Galleni: “il biologo Galleni: «una terza via tra Darwin e l'ID»: Dato che Galleni risponde poi ad una domanda, evidentemente orientata favorevolmente all’ID (“E non basta per affermare l'esistenza del «disegno intelligente»?”) con la seguente dichiarazione, che pone chiaramente la via dell’ID in un contesto diverso rispetto alla via del darwinismo: “il disegno intelligente non è una teoria scientifica: inserisce Dio per spiegare l'origine diretta di strutture biologiche complesse, come quelle della cellula”; non c’è quindi spazio per far passare una terza via, di cui Galleni proprio non parla

 

                           

APRILE                

1/4/06-IT:

·         [da Pikaia]: Nell’ambito della manifestazione Vedere la scienza. La scienza va al cinema si svolgeranno due iniziative a Milano e Torino.
Torino - A cura di Associazione CentroScienza Onlus, Consorzio Conscientia, Slow Film. Dal 3 al 7 Aprile 2006 - Cinema Centrale, Via Carlo Alberto 27.
Milano: Dal 3 al 9 APRILE 2006 - Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto 2 Per informazioni: Infoscuola: tel. 02 50314680, e-mail: vederelascienza@unimi.it

 

5/4/06-IT:

·         [da Pikaia] Nuovo fascicolo della rivista L'Ateo dell'UAAR e Darwin.  E’ disponibile il nuovo fascicolo della rivista di cultura laica della Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR): L’Ateo n. 2, 2006. Eccovi una selezione degli articoli riguardanti il tema evocato dalla copertina: Buon compleanno Darwin!
Il pluralismo di Darwin di Giulio Barsanti
Da un anniversario all’altro: i venti dell’antidarwinismo di Francesco D’Alpa
Gould rilegge Darwin. Note su La Struttura della Teoria dell’Evoluzione di Andrea Cavazzini
Riflessioni in tema di medicina darwiniana di Sergio Ghione
Darwin e l’evoluzionismo nel 2005 (Bibliografia) di Paolo Coccia
Il nostro Darwin Day 2006 a cura di Maria Turchetto e Baldo Conti

 

6/4/06-IT:

·         Sull’Avvenire si conclude con la quinta puntata (“Dove va la Creazione”) la consultazione di esperti, soprattutto di teologia però, sul problema dell’evoluzione e dell’evoluzionismo (comunque affrontato anche dal punto di vista della scienza). Purtroppo l’inchiesta finisce prima di chiarire bene ai lettori la distinzione fra evoluzione e teoria dell’evoluzione, fra fatti e spiegazioni. Sui fatti sappiamo che la chiesa, come viene confermato anche in questo articolo, ormai accetta le idee di Erasmus Darwin (risalenti al 1794) sulla discendenza comune di tutti gli organismi viventi. L‘inizio dell’intervista potrebbe essere davvero molto stimolante in quanto l’intervistato, il teologo Colzani, porge al giornalista su un patto d’argento la possibilità di ricevere una domanda decisamente difficile, se non impossibile; cita infatti la seconda parte della poco nota frase del documento “Comunione e servizio” approvato dal card. Ratzinger nel 2004 (proprio quando in Italia l’evoluzione veniva eliminata dai programmi scolastici delle medie! Sarà stato casuale?): “I risultati convergenti di numerosi studi, nelle scienze fisiche e biologiche, inducono sempre più a ricorrere a una qualche teoria dell'evoluzione per spiegare lo sviluppo e la diversificazione della vita”. Non citando l’inizio della frase (“Poiché è stato dimostrato che tutti gli organismi viventi della Terra sono geneticamente connessi tra loro, è praticamente certo che essi discendono tutti da questo primo organismo”) il giornalista non è aiutato a ricordarsi la differenza fra evoluzione e teoria dell’evoluzione, fra fatti e teorie; la sua domanda quindi sbaglia il bersaglio grosso: non riguarda purtroppo il problema (evidente ma spinosissimo e non ancora risolto) di quale teoria dell’evoluzione sia accettabile secondo la chiesa cattolica, ma il banale problema del dibattito fra evoluzionismo e creazionismo (“se tutto è così chiaro, perché è scoppiata la disputa?”) che interessa soprattutto chi ha difficoltà ad accettare l’evoluzione biologica come un fatto e le inevitabili conseguenze; il giornalista non riesce a far capire se gli è chiara la differenza fra fatti e teorie su questo tema. Senza chiarire i concetti ai lettori poi si salta (anche qui senza seguire gli stimoli e gli spunti via via forniti dal teologo, che per esempio piazza chiaramente l’ID all’interno del creazionismo biblico USA, nonostante gli articoli più recenti dell’Avvenire cerchino di fare pubblicità all’ID negandone l’anima creazionista) dall’ID (su cui il teologo non risponde né chiarisce se sia scienza o teologia) al principio antropico, per finire a parlare del rapporto fra la scienza e la teologia e della presenza o meno di un non dimostrabile finalismo nell’evoluzione.

·         A fianco dell’intervista, un altro articolo (“E il «disegno intelligente» sbarca anche in Russia”) informa sulla presenza anche in Russia di richieste di fedeli ortodossi di prevedere nelle scuole “l’insegnamento della creazione ad opera di Dio” e sulla reazione (una veemente lettera in difesa del darwinismo da parte di alcuni scienziati in una lettera al quotidiano Izvestija del 21 marzo).

Anche oggi sull’Avvenire è evidente un forte contrasto fra articoli affiancati: il teologo dice: “La teologia non pone limiti all'elaborazione scientifica dell'evoluzione” e “Bisogna evitare che il teologo si improvvisi scienziato”; nell’articolo a fianco l’opinione degli scienziati evoluzionisti darwinisti (oggi il 99%) viene invece un po’ strapazzata: “i neo-darwinisti pretendono d’includere le proprie concezioni del mondo all’interno del quadro scientifico”; “i neo-darwinisti sono accusati di «dogmatismo» perché difendono a denti stretti la loro concezione indebitamente calata sul piano scientifico (ove sarebbe corretto dire che le mutazioni sono apparentemente casuali!). Il loro arroccamento ideologico suscita le assurde pretese dei creazionisti e impoverisce il dibattito scientifico”; “dogma filosofico-metafisico delle mutazioni casuali”; certo un giornalista non è un teologo, forse però, se scrive sull’Avvenire…potrebbe tenere in considerazione i suggerimenti dei teologi della colonna a fianco….

In questo secondo articolo viene presentato anche un libro di Michele Sarà sull’”evoluzione costruttiva”, che sembra colpire favorevolmente il giornalista, che probabilmente aveva un’idea stranamente negativa dell’evoluzione biologica di cui noi siamo uno dei prodotti…

·         C’è poi un terzo articolo (“Usa, i crociati anti-Darwin”) che parla dell’ultimo numero della rivista Communio (della Jaca Book), che contiene articoli sul tema evoluzione/creazione.

 

8/4/06-IT:

·         La notizia non riguarda tanto l’evoluzione, ma evidenzia comunque qualche problema nel rapporto fra l’Avvenire e la biologia: l’articolo pubblicato oggi di Lodovico Galleni sui problemi della formazione scientifica in generale e sulla difficoltà a far lavorare in Italia i giovani con un forte interesse per la scienza viene titolato: “L'Italia senza numeri Matematici addio”. Nell’articolo (a differenza dell’articolo principale dedicato ai problemi della matematica e della chimica nelle pagine centrali dell’Avvenire) non si parla affatto di matematica e Galleni è un biologo evoluzionista, come ben sanno all’Avvenire dato che spesso viene consultato, ad esempio giusto la settimana scorsa (“L'evoluzione secondo Mosé“)….

 

9/4/06-IT:

·         Sull’ultimo numero (636 | 7/13 aprile 2006) di Internazionale la traduzione di un articolo su “Daniel Dennett. Il filosofo brillante”. Uno dei maggiori intellettuali d'America guida una crociata contro il creazionismo. Si definisce bright: ateo, agnostico e difensore di Darwin. E spiega che oggi la religione non ha più motivo di esistere

 

11/4/06-IT:

·         I risultati elettorali fanno prevedere che non si parlerà più con tanta arroganza contro il darwinismo, che nessuno eliminerà più l’evoluzionismo dai programmi scolastici e che non premieranno più i donchisciotte che cercano di fermare i mulini a vento o il vento stesso.

 

23/4/06-IT:

·         Come previsto erano quasi 20 giorni che nessuno scriveva sui giornali di evoluzione (e per fortuna nemmeno contro Darwin). Riprende oggi l’Avvenire con una pagina sulla biologia scritta da uno psichiatra, AndreoIi: “Biologia. Gli scienziati a caccia del mistero della vita”, Un articolo un po’ strano, in cui si parla più di filosofi che di biologi, in cui ci si lamenta quasi della perfida Albione, sostenendo che: “il mito di Darwin … è un po’ anche frutto del potere coloniale inglese del tempo, che finì per imporsi anche in campo culturale. Operazione, questa, che fa ingiustamente scomparire dalla scena del sapere tanti pensatori e studiosi che pure vi avevano contribuito”. Nessuno  potrebbe immaginare che AndreoIi si dolga che come precursore sia stato dimenticato … Kant (che probabilmente riportava comunque le idee di qualche biologo quando ipotizzava che anche lo scimpanzé potesse trasformarsi in futuro in un uomo …!).  AndreoIi si duole inoltre che Darwin sia considerato l’inventore dell’evoluzione, il che è vero, ma non perchè … l’evoluzione “era già presente, nella forma intuitiva di evoluzione cosmica, nel taoismo e nel buddhismo, come pure in molti presocratici, negli gnostici, e in particolare, con differente collocazione storica, in san Gregorio Magno e in sant’Agostino, nell’interpretazione allegorica dei sei giorni del Genesi.”. In realtà sappiamo bene che già l‘anno stesso della nascita di Darwin Lamarck  (nemmeno citato nell’articolo!) aveva proposto una sua teoria per spiegare l’evoluzione, che quindi era già evidente e necessaria prima che Darwin nascesse,

Molto preoccupante la confusione fra il fatto dell’evoluzione (che nel testo viene chiamato evoluzionismo) e la teoria che spiega l’evoluzione (o evoluzionismo, che il testo ignora); la confusione è clamorosamente evidente nella frase “l’evoluzionismo va dalle specie più semplici e indifferenziate a quelle più complesse e differenziate“. Impressiona il fatto che nei suoi scritti fu invece preciso nell’uso dei termini papa GP2, che quindi forse non sempre viene letto, compreso e citato nemmeno da chi scrive sul quotidiano dei vescovi italiani. Sembra che recentemente non ci sia un controllo su quel che si scrive sull’evoluzione …

Curiosa la sua del tutto originale (richiede addirittura l’invenzione di un neologismo!) preoccupazione per le cosiddette “involuzioni”: “non mancano talora le degenerazioni, nel passaggio – ad esempio – da una specie indipendente a una parassita: in questi casi si dovrebbe semmai parlare di involuzione.”; possiamo immaginare quale sconcerto lo coglierebbe il giorno in cui lo informassero che almeno il 99% delle specie animali e vegetali è oggi estinta ….

Grave però soprattutto diffondere la notizia che la selezione naturale non favorisce “i migliori, né i più forti o intelligenti o abili, ma coloro che hanno caratteri per imporsi sui deboli e eliminarli”; è solo dal 1976 che a scuola si parla di evoluzione e talvolta di evoluzionismo darwiniano, per cui sembra strano solo ai biologi che ci sia qualcuno che non abbia ancora capito che Darwin si riferiva invece semplicemente al successo riproduttivo. Strano inoltre che non capisca quanto sia inopportuno e poco costruttivo oggi (a soli 60 anni dalla fine del nazismo e del fascismo che intendevano appunto favorire i migliori - secondo loro -  anche con mezzi non leciti) stimolare (e pure su un quotidiano cattolico) ostilità contro popolazioni che, magari solo a causa della minor penetrazione o qualità dei loro programmi TV, hanno un tasso riproduttivo maggiore del nostro. Saranno infatti le popolazioni con tasso riproduttivo più elevato a sostituirsi agli europei in molti paesi… e sarebbe meglio capirlo in fretta.

Dopo queste critiche e rappresentazioni imprecise e datate della biologia fa una certa impressione leggere l’ultima frase: “dopo la pars costruens, ci siamo abituati ad affrontare quella destruens. Alla prossima, quindi”. Dobbiamo quindi attendere domenica prossima per leggere la parte distruttiva del ragionamento sulla biologia …. consolandoci comunque che non sia affatto prevista una “pars instruens

·         Una piccola consolazione: sull’Avvenire di ieri (22/4/06) nell’articolo “Torna «Ulisse» degli Angela: «Faremo un viaggio tra le Ande e il Medioevo»” si pubblicizza il fatto che in una prossima trasmissione di Ulisse AndreoIi avrebbe l’occasione di apprendere qualcosa di utile sul conto di Darwin: “Con sei puntate monotematiche, dedicate all'Isola di Pasqua, alla Cordigliera delle Ande, al Medioevo, a Charles Darwin, alla forza di gravità e al naufragio dell'Andrea Doria, torna oggi, in prima serata, su Raitre Ulisse: il piacere della scoperta, il programma di Piero e Alberto Angela che si occupa di grandi periodi storici, scienza, arte e archeologia.”. Sicuramente avrebbe occasione di acquisire informazioni utili per rivedere la sua opinione piuttosto originale sulla localizzazione cronologica del  momento migliore per la biologia: “… per valutare a modo questa caduta, occorre prendere le mosse dal punto più alto toccato dalla ricerca in tale ambito, insomma dal suo apogeo, che si colloca anche qui nel Seicento, e poi nel Settecento”.

 

24/4/06-IT

·         [da Pikaia]_ Volentieri segnaliamo questo articolo (completo) apparso sul Notiziario d’Ateneo dell’Università degli Studi di Milano, Interventi (n. 2 Anno IV, Aprile 2006) dal titolo: In lode di Charles Darwin di Marco Ferraguti, Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Milano e Telmo Pievani, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università degli Studi di Milano-Bicocca. Un breve articolo che però presenta le motivazioni politiche, culturali e religiose che spingono anche persone intelligenti a contestare, di solito in modo disordinato e con ragionamenti scritti sulla sabbia, le idee di Darwin sull’evoluzione. Una battaglia di retroguardia, una difesa di vecchie idee che oggi sappiamo sbagliate. Purtroppo questi antivoluzionisti  sono riusciti ad ottenere che dai programmi scolastici delle medie (criticati da quasi tutte le strutture di controllo ed approvati senza una verifica parlamentare) fosse abolita l’evoluzione umana.  Per fortuna c’e’ scritto che i programmi sono sperimentali, per cui nessuno si dovrebbe arrabbiare se si inizia il processo di verifica (che finora era stato evitato) che potrebbe portare a modifiche anche importanti.

 

25/4/06-USA:

·         Da leggere con il precedente di Ferraguti e Pievani, sul numero di maggio di PLOS biology è comparso un articolo: “Scientific Illiteracy and the Partisan Takeover of Biology”. Qui si parla, riferendosi alla situazione USA, di come vi sia sempre più una gestione politica dell’insegnamento della scienza e in particolare della biologia e in particolare dell’evoluzione. E’ una situazione che i biologi non sanno ben gestire, ma che dovranno imparare a farlo soprattutto in un momento in cui sta aumentando la pressione (anche ben finanziata) per abolire l’insegnamento della biologia e dell’evoluzione nelle scuole. L’articolo spiega come l’ambiente creazionista sia inoltre piuttosto irritato per il fatto che alcune leggi hanno portato, anche contro la volontà di Bush, ad introdurre l’insegnamento dell’evoluzione anche dove si riusciva a non fornirlo. Nell’articolo si ragiona poi sull’inutile miglioramento della “scientific literacy” negli USA negli ultimi anni. Ben diversa rispetto alla nostra la situazione USA, in cui 17000 distretti scolastici potrebbero decidere autonomamente i programmi scolastici, ma devono far riferimento agli standard nazionali per rispettare il “No child left behind” act.

 

26/4/06-E:

·         Sembra che abbia destato un certo scandalo in Spagna (soprattutto negli ambienti cattolici) la proposta di riconoscere alle scimmie antropomorfe diritti superiori a quelli che vengono concessi agli altri animali. Che questa idea venga per primi agli spagnoli, in Europa, ci può un po’ stupire, dato che siamo nella patria della corrida…

La richiesta di una legge specifica è partita dal gruppo spagnolo che coordina il Proyecto Gran Simio, associato con il Great Ape Project (Progetto Grande Scimmia) coordinato a livello mondiale da Peter Singer (un bioetico di Princeton molto sensibile ai diritti di alcune specie animali) e da Paola Cavalieri che in proposito hanno scritto anni fa un libro di successo ("The Great Ape Project: Equality Beyond Humanity"  St. Martin's Press, 1994); già la Nuova Zelanda ha legiferato in questa direzione, e forse il secondo paese sarà la Spagna.

Sappiamo con quanta rapidità l’umanità si sia messa d’accordo per bloccare la produzione e il consumo dei CFC che foravano il buco dell’ozono e minacciavano la salute della nostra specie. Forse che la difficoltà a riconoscere l’evidente somiglianza con queste specie ci deve rendere timorosi di fronte ai processi economici che stanno portando alla scomparsa di queste specie a noi molto simili (già Linneo se n’era accorto qualche secolo fa!) attraverso la distruzione del loro habitat?

Già il mondo della ricerca negli ultimi anni aveva capito il problema e cercava autonomamente di evitare quando possibile l’uso delle antropomorfe nella ricerca scientifica; la scoperta della loro inutilità nelle ricerche sull’AIDS evita che siano indispensabili per almeno una patologia. In questi anni molti primatologi hanno inoltre dimostrato la loro (delle antropomorfe!)  intelligenza e la loro capacità di creare ed usare strumenti e di comunicare anche con l’uomo oltre che con i loro simili. Davvero non si può più negare che siano animali un po’ speciali, molto simili a noi ma soprattutto, e questo viene sicuramente trascurato dai critici, con la quasi certezza di scomparire entro pochi decenni (sono rimaste poche migliaia di esemplari rispetto a una situazione relativamente florida pochi anni fa). Bisogna intervenire rapidamente; non si può aspettare che tutti studino e capiscano la teoria dell’evoluzione, ma si dovrebbe comunque evitare che ditte spagnole, italiane, francesi, ecc. eliminino impunemente le ultime foreste in cui queste specie vivono. E’ necessario che spagnoli, italiani, francesi, ecc. se ne rendano conto! Ci sono idee migliori?

In Italia è comparso un articolo su Repubblica (“La Spagna si mobilita per le scimmie "Diritti fondamentali anche per loro"”). In Spagna sono tantissimi i giornali che riportano la discussione, che vede all’attacco del PSOE, il partito che appoggia questa richiesta, soprattutto alcuni esponenti della chiesa cattolica.

·         In questo contesto sembra quasi incredibile che si sia riusciti a trovare l’accordo per non peggiorare la situazione del buco dell’ozono  ..  Ci sono poi anche articoli sul Giornale (“La Spagna di Zapatero tutela i diritti «umani» delle scimmie”) e sul Corriere (“Spagna, «diritti umani alle scimmie»”). Il 27 compare anche un commento nel sito di formazione politica di Forza Italia (“Zapatero vuole estendere i diritti umani alle scimmie”): vi si leggono frasi come: “siamo di fronte a un tentativo di imporre come pensiero unico una questione ideologica”; ma anche frasi un po’ ideologiche come “la fede è poco toccata da chi prega ancor oggi San Darwin

 

29/4/06-IT:

·         [da Pikaia]: Mentre non si parla già più del Projecto Gran Simio in Spagna, a Bari il 3 maggio ci sarà un Darwin Day: Iniziativa che si terrà a Bari il prossimo 3 maggio, con il patrocinio di università e ufficio scolastico regionale. E' la terza edizione del Darwin Day barese. L'intento di questa iniziativa è la realizzazione di un legame tra università/enti di ricerca e scuola su tematiche inerenti la cultura scientifica (e in particolare la teoria dell'evoluzione), al di là della singola giornata celebrativa. Giornata di studio promossa dall’Associazione Nazionale degli Insegnanti di Scienze Naturali (ANISN) con il Patrocinio dell’Università di Bari e dell’USR per la Puglia

 

30/4/05-IT:

·         E’ comparsa in rete il 2/5 la paginona dell’Avvenire del 30/4 con una serie di articoli sulla biologia. Il nucleo centrale è il secondo articolo di V.AndreoIi (“L'enigma della vita”), quello preannunciato come “par destruens” di un ragionamento sulla biologia iniziato il 23/4 (e comunque già ne parlava male…: “Biologia. Gli scienziati a caccia del mistero della vita”) . Già l’idea guida che oggi saremmo nella fase discendente della biologia è certamente originale. Ancora più discutibili sono altre affermazioni, di cui forse la più surreale è "le scimmie non sarebbero altro che prodotti derivati dall’umanità imbestialitasi"; si nota che tutto il ragionamento fa riferimento a testi di cui più recente è del 1953, proprio dell’anno in cui Watson e Crick, con la scoperta della struttura del DNA, diedero inizio alla fase di crescita esponenziale delle conoscenze della biologia.  Gli stessi esponenti USA dell’Intelligent Design, pur critici contro alcuni aspetti della biologia, non si presentano in pubblico con conoscenze ed idee così datate.

 

                           

MAGGIO              

1/5/06-IT:

·         [da BUR]. In viaggio con Darwin: Patrizio Roversi e l'università sulla rotta del Beagle
Martedì 2 maggio, ore 15.30, nell'Aula Magna del complesso Vallisneri l'Università di Padova e PATRIZIO ROVERSI presentano il progetto scientifico "Sulla rotta di Darwin" che intende ripercorrere a bordo di Adriatica, uno sloop d'acciaio di 70 piedi, la famosa spedizione naturalistica intrapresa da Darwin sul brigantino Beagle. Il progetto prevede che il viaggio sia diviso in tappe, ciascuna delle quali caratterizzata dalla presenza a bordo di un diverso gruppo di docenti e studenti universitari per presentare, discutere e commentare le principali tematiche darwiniane alla luce delle attuali conoscenze scientifiche.

 

2/5/06-IT:

·         Venerdì 5 alle ore 12 a Torino alla fiera del libro un ex-storico della scienza (G.A.Ferrari) racconterà qualcosa su Charles Darwin in occasione della pubblicazione del volume “Fossili, fringuelli e fuegini” di Richard Keynes. Programma.

E’ un periodo decisamente tranquillo e forse sarà il caso di chiudere questa rassegna stampa: da un po’ di giorni infatti non si trovano più bancari o filosofi (non della scienza!) o giornalisti o teologi o psichiatri a cui i direttori dei giornali lasciano spazio per insegnare fatti e concetti che ancora debbono studiare o per indurre in errore gli inesperti dicendo che negli USA ormai non credono più all’evoluzione (avviene con una certa insistenza da un paio di anni, come è stato dimostrato in questa pagina); sembra che sull’evoluzione si lascino finalmente parlare gli esperti (come dovrebbe essere naturale) e non solo politici amici.

 

7/5/06-IT:

·         Continua la serie di articoli di AndreoIi sulla scienza nell’inserto domenicale dell’Avvenire: questa volta la critica riguarda la scienza in generale. In questo articolo (“La scienza magra”) viene ribadito più volte (e anche più chiaramente che negli articoli precedenti) che AndreoIi sta parlando della scienza dei primi del novecento, anche se non esclusivamente; infatti non riesce a trattenersi … ”poiché da lì comincia il grande declino che oggi, nel terzo millennio, appare in tutta la sua drammaticità, fino a fare del presente un tempo dominato dalla stupidità, da un’involuzione che sembra apocalittica non tanto per ordine di un dio stanco, ma di un uomo che si è perso”. Ecco perché ci sono frequenti riferimenti ma anche improvvisi e continui salti alla scienza attuale; come negli altri articoli si mescola il passato con il presente, inducendo facilmente in confusione il lettore che probabilmente sa che, a differenza di quanto avviene nelle religioni, esiste un continuo cambiamento delle conoscenze e dei paradigmi scientifici, e di questo occorre tenere conto, evitando questi salti. Preoccupa un po’ che venga affidata una serie di articoli sulla scienza a chi pensa che “A partire da quel primo decennio del Novecento si può individuare una serie continua di catastrofi e procedere a un elenco senza fine dei rischi di morte legati alla scienza, rischi che insidiano il singolo ma anche le masse. Con la tecnologia infatti, la scienza passa dal bacino ristretto degli scienziati a quello assai più ampio delle popolazioni, che magari non percepiscono la profondità e la specializzazione delle singole ricerche, ma ne avvertono il senso generale e il pericolo per la loro vita.”. Strana, e molto triste, la sua visione negativa perfino della biologia: “E qui non si possono non ricordare i problemi legati non solo alla biologia ma anche alla tecnologia sugli embrioni, e quindi agli strumenti per impedire che si origini la vita oppure per interromperla mentre si sviluppa”. Ma anche “da disciplina che produce certezze, la scienza diventa una via per conoscere i dubbi, fino alla teorizzazione che essa non può produrre altro che dubbi…. la scienza appare come una modalità faticosa per ricercare la verità, senza incontrarla poi mai, anzi sbagliando per il solo pensiero di riuscire a scoprirla. La scienza apporta, semmai, correzioni a errori, mentre però ne veicola altri

In questa analisi di una scienza al di fuori del tempo non poteva mancare anche un necrologio prima del tempo: “Il mistero però non è più un primitivismo che aspetta di essere superato dalla civiltà della ragione, come sognava Giambattista Vico, ma una dimensione sopravvissuta alla scienza, che nel frattempo è morta”. Con queste premesse, l’ultima frase non può che evocare la fine, magari giustificandosi per un articolo in cui tutto appare con colori un po’ troppo scuri: “Che le civiltà finiscano, del resto, non è un delirio di qualche profeta di sventura”.

 

8/5/06-IT:

·         Decisamente in contrasto con le opinioni di AndreoIi quelle esposte in un articolo sul settimanale L’Opinione; nell’articolo “Una assurda e ridicola menzogna”; si inizia subito con una frase molto chiara riguardo al dibattito sulle radici cristiane dell’Europa: “Siamo seri. Come si fa a sostenere che le origini religiose dell’Europa sono cristiane? Il cristianesimo ha duemila anni, mentre il paganesimo ha le radici nella notte dei tempi”. Non si può che concludere quindi con “da qualche tempo è in atto una offensiva cattolica, mentre un’altra religione sta, anche con il terrorismo, minacciando il mondo. Come sarebbe bello se il mondo ritornasse ad un sano paganesimo. Naturalmente ad un paganesimo moderno, attuale, in cui la ragione, la medicina e la scienza possano giocare il ruolo delle nuove divinità con eroi nuovi come Darwin, Pasteur e Einstein”. E’ evidente nell’articolo il riconoscimento alla scienza come modalità di conoscenza ed azione che può unire un mondo che (i cattolici non se ne accorgono? O se ne accorgono e trattano la scienza come abbiamo letto ieri?); le religioni spesso dividono, e si ha una certa difficoltà ad ammetterlo prima di un certo numero di morti…. 

 

9/5/06-IT

·         Su Identità Europea, un sito web di un’associazione cattolica molto conservatrice, un articolo (“Evoluzionismo di Cristo“) contro un gesuita, astronomo vaticano, per il modo in cui crede a quel che gli scienziati hanno dimostrato sull’evoluzione biologica. Ci vuole un po’ di fegato a leggere l’articolo (contro la scienza ma anche contro chi fa un uso personale eccessivo della ragione, Questo giornalista per fortuna è molto chiaro con i lettori…  non ha timore a premettere che per lui Purtroppo, lo scienziato oggi non ha bisogno di essere intelligente”.  Il mondo [anche quello di internet] è bello perché è vario…

 

10/5/06-IT:

·         Da non perdere! Darwin ospite di Ulisse: RAI 3 sabato 13 maggio h.21.15

 

14/5/06-IT:

·         Continua sull’Avvenire la serie di interventi domenicali di V.AndreoIi; questa settimana si parla di “Uomo, animale sociale”; strano il rilievo dato all’istinto, all’interno del quale vengono fatte rientrare elementari esigenze di sopravvivenza e di riproduzione che hanno sicuramente banali basi biologiche (“Non siamo affatto diversi dalle altre specie per quanto riguarda, per dire, l'istinto a nutrirsi, il quale può diventare talmente imperativo che, per soddisfarlo, si è persino pronti a rubare con violenza il cibo ad altri.”). Rimangono imprecisioni su concetti semplici di biologia evoluzionistica (“… Charles Darwin ha parlato di legge del più forte, del più dotato che elimina il più debole: la lotta per la sopravvivenza per cui chi non ha nulla tende ad appropriarsi di cose che appartengono ad altri, abbondanti o scarse che siano”). Interessante la riflessione che fa sui bisogni nei paesi economicamente sviluppati (“Il bisogno cioè sembra concentrarsi sull'inutile, su un nulla rispetto a ciò che è indispensabile per sopravvivere, ma non per "vivere" in una società fondata sul successo e sull'affermazione narcisistica”); correttamente ne deriva come conseguenza un giudizio negativo: “Una dimensione che sa di follia se solo si pensa alle condizioni generali dell'umanità in cui non c'è cibo sufficiente per fare sopravvivere bambini e vecchi” e una previsione di un futuro di incomprensione fra popolazioni con diverse e contrastanti) esigenze primarie.  Curiosa ed audace la riflessione finale, che sembra far riferimento ad avvenimenti italiani recenti: “ormai ci sono tiranni che pretendono di essere democratici semplicemente perché hanno il consenso da fette di società composte da piccoli imbroglioni e grandi sprovveduti, che nemmeno sanno cosa sia il rispetto per legge. Un mondo in cui tutto si misura sull'essere bello o meno, sull'essere simpatico o divertente.”

·         Sempre oggi e sempre sull’Avvenire una intera pagina di F.Facchini sull’evoluzione umana, e in particolare sul Neandertal e la sua parentela con noi: “Nostro nonno si chiamava Neandertal?”; come articoli di contorno, uno sulla storia della scoperta (“Quelle strane ossa trovate per caso in una valle tedesca”) e uno sul rapporto fra Neandertal e cultura attuale (“Da uomo preistorico a tormentone rock”); c’e anche un articolo non firmato … con un po’ di fantascienza…  (“E se esistesse ancora?”) 

 

16/5/06-DE:

·         UOMO NEANDERTAL, SEQUENZIATO PER PRIMA VOLTA IL SUO DNA NUCLEARE

L'isolamento dei campioni di Dna e' stato realizzato da Svante Paabo, un paleontologo finlandese del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia che da due anni ha avviato uno specifico programma di ricerca, il Neanderthal Genome Project, avente come obiettivo il sequenziamento dell'intero genoma di un Neanderthal e la costituzione di una banca dati del Dna di questi ominidi. BBC:Neanderthal yields nuclear DNASo far, Paabo and colleagues have managed to sequence around a million base-pairs, which comprises 0.03% of the Neanderthal's entire DNA "catalogue", or genome. Base-pairs are the simplest bonded chemical units which hold together the DNA double helix.

 

17-18/5/06:

·         Incredibili ottime notizie (anche se non tutte del tutto convincenti) sull'evoluzione umana e su primati sul numero di Nature uscito oggi e negli articoli on line usciti il 18/5: Per cominciare un lungo articolo free sul cromosoma umano 1: "The DNA sequence and biological annotation of human chromosome 1"; qui si trova un commento alla notizia del completamento del sequenziamento del genoma umano, già altre volte annunciato… ; il 27/4 era uscito sempre su Nature l'articolo "The DNA sequence, annotation and analysis of human chromosome 3"; di primati attuali e del loro linguaggio si parla in "Language evolution: Semantic combinations in primate calls", di Kate Arnold and Klaus Zuberbühler; l'articolo (qui materiale supplementare, fra cui le vocalizzazioni) viene commentato in "Shouting monkeys show surprising eloquence", dove si racconta come "Researchers working in Nigeria have found that putty-nosed monkeys (Cercopithecus nictitans) can use their two warning calls as 'building blocks' to create a third call with a different meaning. It's the first example of this outside humans, say the researchers. Different predators require different warnings because the treetops are generally the safest place to hide from a leopard, but staying under cover is more advisable when an eagle is around. These two calls seem to be the only sounds in the putty-nosed monkey's repertoire. Researchers had observed that the monkeys sometimes use these calls in an apparently non-meaningful way: to yell at a fellow monkey, for example, without communicating a specific message".  Frasi “curiose” si leggono in un articolo di Repubblica che racconta di questa scoperta: “Il linguaggio, dunque, non sembra essere più soltanto una peculiarità degli esseri umani.” Certo c’è ancora tantissimo da scoprire, ma non certo che i primati e molti altri animali “hanno un linguaggio
Sconcertante invece l'articolo che cerca di gettare luce sull'evento di speciazione che ha dato origine agli ominidi bipedi; ne parlano Nick Patterson, Daniel J. Richter, Sante Gnerre, Eric S. Lander and David Reich nell' articolo "Genetic evidence for complex speciation of humans and chimpanzees" oggi consultabile free in rete fra le "Advance online publications". Gli autori si dedicano all'improba impresa di "Inferring ancient speciation from genetic data" utilizzando i dati più recenti del sequenziamento del DNA.
L'articolo è commentato da un giornalista di Nature: "Chimpanzee and human ancestors may have interbred" dove vengono presentate ipotesi ben poco verificate e difficilmente verificabili su un possibile evento di speciazione durato ... un milione di anni, quello che ha dato origine agli ominidi bipedi 5/7 milioni di anni fa. Molto strana anche la frase "For some reason, human-like fossils far outnumber chimpanzee-like ones in the fossil record, making it difficult to see exactly who was sleeping with whom at the time"; a parte la curiosità un po' pruriginosa, prima di tutto è noto che sembra ben difficile che possano crearsi e sopravvivere fossili in ambiente forestale (dove sono rimasti a vivere gli scimpanzè) mentre gli antenati degli ominidi bipedi si avviavano ad adattarsi alla savana; inoltre i fossili di scimpanzè sono molto probabilmente inesistenti e rarissimi quelli di antichi ominidi bipedi per cui dire outnumber sembra davvero riduttivo...  Articolo non molto chiaro - dal titolo sembra focalizzarsi su una critica alle unioni ... temporanee e ai PACS - anche su La Repubblica.("Uomo e scimpanze in coppia per circa un milione di anni"). 
Comunque non è finita qui .. su Nature c'è anche un articolo di Rex Dalton sul sequenziamento del DNA nucleare (e qui sta la grossa novità...) del Neandertal: "Neanderthal DNA yields to genome foray"
Non c'è che dire ... sembra evidente che l'applicazione di tutte le migliori e più recenti metodiche analitiche permetta di scoprire nuove affascinanti realtà nella biologia umana e nella biologia delle specie a noi più vicine, sia nello spazio che nel tempo. E queste notizie non possono che comparire sulle riviste scientifiche oggi più importanti.

·         Sempre oggi è uscito anche un altro articolo di analisi e confronto delle sequenze del DNA nucleare di uomo e scimpanzé allo scopo di estrarre il massimo di informazione sul momento della divergenza (Innan H, Watanabe H. 2006. The effect of gene flow on the coalescent time in the human-chimpanzee ancestral population. Mol Biol Evol 23:1040-1047); un commento si trova nel blog di Hawke, che contiene pure un commento molto critico sull’articolo precedentemente citato sugli improbabili ibridi uomo scimpanzé.

 

19/5/06-IT:

·         E’ in rete il video di un’intero dibattito su Darwin realizzato lo scorso 29 ottobre all’Università di Bologna: “Sulle tracce di Darwin”, con P.Roversi, G.Barbujani, S.Tinti, M.Passamonti,  G.Pancaldi.

 

20/5/06-IT:

·         Dal 23 maggio al 12 dicembre 2006, si terrà alle 16.30 nell’Aula Magna della Facoltà di Agraria di Perugia (San Pietro – Borgo XX Giugno, 74) un ciclo di incontri sul tema “Pagine di storia naturale. I ‘grandi naturalisti’ letti e raccontati da…”; Il primo, martedì 23 maggio, sarà dedicato a ”Charles Darwin geologo”; relatore Guido Chiesura, geologo, traduttore e divulgatore. Il calendario degli incontri prevede inoltre: 20 giugno Manlio Bonati (storico e bibliofilo): “Orazio Antinori ‘Viaggio nei Bogos’”; 19 settembre: Giulio Barsanti (storico della scienza - Università degli Studi di Firenze) “Lamarck: ambiente, evoluzione, ambientalismo”; 24 ottobre: Benedetto Sala (paleontologo - Università degli Studi di Ferrara) “Georges Cuvier, paleontologo dei vertebrati, e la sua influenza nel mondo scientifico illuminista”; 21 novembre: Spartaco Gippoliti (primatologo - Giardino Zoologico di Pistoia e Istituto Italiano di Antropologia): “Gorge B. Schaller, Diane Fossey e alcune riflessioni sulla biologia della conservazione tra globalizzazione e sviluppo sostenibile”; 12 dicembre: Giovanni Pinna (paleontologo, già direttore del Museo di Storia Naturale di Milano): “L’antievoluzionismo reazionario di Antonio Stoppani, paleontologo”. 

 

24/5/06-IT:

·         A Parma, all’interno di una serie di conferenze “sulla paura”, si è tenuta oggi una conferenza di Guido Barbujani sulla “Paura dell’evoluzionismo”. Ne parla un articolo tratto dalla rivista online NonSoloCinema anno II n. 16. Interessante il ounto in cui Barbujani sottolinea che anche Darwin … aveva paura dell’evoluzionismo…: “Barbujani si chiede se anche lo stesso Darwin fosse, in qualche modo, spaventato dall’evoluzione e risponde affermativamente, sottolineando il lungo periodo di gestazione che attraversarono le scoperte dello studioso prima di divenire ‘bene comune’, a disposizione di addetti e non addetti ai lavori”.

 

25/5/06-IT:

·         Sull’Avvenire un articolo di F.AgnoIi (“Siamo uomini o scimmie? In Spagna un'idea c'è”) sull’intenzione del governo spagnolo di fornire protezione alle antropomorfe. Un commento lo si trova in un blog.

 

26/5/06-IT:

·         E’ stato pubblicato un volume “Laboratori Didattici-Ipotesi di percorso" sui laboratori didattici organizzati in parallelo al corso “Evoluzionismo e Antievoluzionismo” realizzato dall’Istituto Stensen di Firenze nell’autunno scorso.

 

27/5/06-IT:

·         Arte, scienza, letteratura e musica saranno gli ingredienti della seconda edizione di “Oltre i giardini”, la rassegna di happy hour in programma negli ultimi due weekend di giugno e nei primi due di luglio ai Giardini ducali di Modena. Il secondo weekend (dal 23 al 25 giugno) sarà invece dedicato alla scienza con la partecipazione del geologo Mario Tozzi, del teologo don Giuseppe Tanzella Nitti, del fisico Carlo Bernardini e dell’antropologo francese Marc Augè. Patrizio Roversi e Piergiorgio Odifreddi condurranno un talk show sull’evoluzionismo. L’iniziativa è pubblicizzata anche qui e qui.

 

28/5/06-IT:

·         Domande banali ma anche non banali in due articoli sull’Avvenire. Un articolo di F.Facchini (“Il tema delle origini dell'uomo continua a suscitare grande interesse”) analizza l’interesse che lui vede nella gente sulla storia evolutiva dell’uomo e la sua comparsa a partire da altre forme animali. Riguardo alle differenze fra l’uomo e gli animali Facchini sottolinea quanto fosse stato soggettivo il giudizio di Darwin sul dubbio che si trattasse di differenze qualitative o solo quantitative. Sconcerta un po’ quindi la sua scelta (soggettiva) di non saper/voler distinguere fra il cane e la scimmia per quanto riguarda gli aspetti conoscitivi e comportamentali: “L'orizzonte conoscitivo dell'animale, scimmia o cane che sia, resta limitato alla sfera che lo ha interessato, almeno a giudicare da quello che manifesta nel comportamento”. Sappiamo che ci sono centinaia di specie di “scimmia”, e che fra queste centinaia ci sono specie di scimmie simili ai cani e specie invece relativamente simili all’uomo; c’è stato ed è in azione quindi un processo evolutivo che ha un ruolo rilevante e che sarebbe necessario considerare far conoscere, se si vogliono fornire gli strumenti per ragionare (la fede è un’altra cosa) su differenze qualitative/quantitative; perché tiene per sé dati così interessanti e non li racconta anche agli altri?
Molto interessante e forse originale invece il fatto che ci ricordi che viviamo in un “mondo non perfetto, che ha conosciuto e conosce sviluppo ed estinzioni di specie, eventi catastrofici” ma che voglia convincerci che questo comunque “corrisponde a un disegno di Dio Creatore che l'ha voluto”, rispondendo forse anche alla domanda che il papa ha recentemente fatto ad Auschwitz.
L’articolo termina con un paio di domande un po’ imprecise, a cui non viene data risposta ma che comunque inducono a negare o sottovalutare il ruolo del caso nell’evoluzione; l’ultima domanda in particolare sembra proprio scelta male: infatti fa proprio riferimento ad una ben nota (ai biologi) serie di eventi ovviamente casuali che forniscono l’individualità biologica ad ogni essere umano: “Questa singolarità e unicità possono spiegarsi puramente con l'assemblaggio dei cromosomi di origine materna e paterna?”. Si cita proprio un evento in cui il ruolo del caso è ripetuto e ben dimostrato. Come ben sa … chi ha più di un figlio (sono infatti tutti diversi anche quando sono 10 o 20…), è riduttivo oggi parlare di “assemblaggio dei cromosomi paterni e materni”: nel processo di produzione di ogni gamete che contiene la metà del DNA di ognuno di noi avvengono infatti crossing-over, cioè rimescolamenti dei geni che provengono dai nonni (paterni o materni); è un meccanismo casuale ben noto ai genetisti e che permette di creare gameti unici, con DNA (= geni) in parte paterno e in parte materno; non solo: i genetisti sanno bene che questi rimescolamenti sono in gran parte inutili: sappiamo infatti che solo un gamete paterno e uno materno (tranne che nei casi dei gemelli) si uniscono per dar luogo ad un nuovo essere vivente. Dato che i gameti maschili sono quasi sempre milioni (e contengono ognuno combinazioni diverse del DNA dei nonni) il caso ha un ruolo assolutamente determinante. Le domande non sono quindi così retoriche come sembrerebbe; se fossero state più chiare … anche la risposta avrebbe potuto essere ben diversa.

Curioso il confronto con un altro articolo a pag.35 (Forum) sullo stesso numero dell’Avvenire; purtroppo nella versione elettronica non si riesce a leggere l’articolo ma solo il titolo: Il vuoto, il nulla; chi li ha creati?. A parte l’interesse – direi minimo - per una risposta (quanto affidabile?) a questa domanda, sembra si affrontino problemi ben più semplici rispetto a quelli affrontati da F.Facchini; viene il dubbio che … si tratti di un articolo affidato ad un seminarista del I anno... O ci si riferisce alla visita del papa in questi giorni ad Auschwitz, un posto in cui i nazisti avevano cercato di realizzare con cura maniacale imponenti fenomeni di annullamento …?

Gli argomenti trattati nell’articolo probabilmente sono stati trattati nella conferenza del 26/5 “Siamo uomini per caso? Evoluzione e creazione” all’istituto Veritatis Splendor di Bologna, e saranno ripresi nel dibattito «Origini dell'uomo tra evoluzione e creazione» a cui Facchini interverrà il 31/5, alle ore 21, presso l'Oratorio di San Filippo Neri a Bologna (via Manzoni, 5).

·         Sembra sia partita da Viterbo la presentazione di un nuovo libro antievoluzionista, probabilmente anche creazionista ("Il mistero delle origini dell'universo e dell'uomo").  Ne parla un articolo del Tempo (“Cultura cattolica Nell’ultimo incontro si parla di evoluzionismo”) che cita le competenze dell’oratore e autore della prefazione al libro (ricercatore di Matematica, esperto di topologia algebrica, una branca della matematica con la quale si sono costruiti modelli geometrici dell'universo).

 

                           

GIUGNO              

1/6/06-IT:

·         L.Galleni informa, con un messaggio in una lista di discussione sull’evoluzione biologica, che dai primi di maggio è attivo nel sito dell’università Gregoriana (Specializzazione in Scienza e Filosofia della Facoltà di Filosofia) un Forum sulla teoria dell’Evoluzione; per ora c’è un intervento suo e ce ne sono un paio di P.Coyne (L’attuale atteggiamento della Chiesa sull’evoluzione neo-darwiniana” e “Science Does Not Need God Or Does It?” – il titolo mi sembra strano, data l’ovvietà della risposta con le attuali definizioni di “scienza”; non sarebbe forse meglio sostituire Science con Humankind..?). Commenti critici a questo dibattito, pur appena iniziato, li troviamo in successivi messaggi sulla stessa lista, dove si può leggere:”Il punto dolente qui, e spero che nessuno la prenda male, è che molte di queste questioni sono state GIA' affrontate in campo e in laboratorio, con risultati talvolta anche molto buoni e (per quanto il meccanismo autorevisionante delle scienze lo permetta) al di sopra di ogni sospetto.  E' divertente parlare di filosofia, ma non ripartiamo sempre da zero, ormai di code ai topi ne hanno tagliate abbastanza per vedere che continuano a nascere topi con la coda, oppure anche: “Francamente trovo imbarazzanti i suoi spunti di discussione … Io non capisco proprio di cosa volete discutere. Se la scienza è in accordo con le scritture? La risposta è no!….. la teoria dell'evoluzione darwiniana non è la maggiormente accreditata, è l'unica teoria disponibile … le teorie scientifiche sono quelle e quelle rimangono. Non possono essere contrattate …”

Bisogna evidenziare un aspetto interessante del sito web appena citato della Specializzazione in Scienza e Filosofia: viene messa a disposizione di chiunque (per ora) un’ampia documentazione su come, ai livelli culturali più elevati della Chiesa cattolica, ci si prepari al dibattito con scienziati e filosofi sulla scienza e sull’evoluzione biologica. Sembra evidente che la preparazione di livello universitario sul tema dell’evoluzione sia limitata e non sempre aggiornata, almeno per l’ambito scientifico; sarebbe quindi utile, magari approfittando di un recente accordo, sviluppare una maggiore collaborazione con gli esperti delle vicine università romane o con religiosi esperti di altre università, se Roma non potesse fornire competenze che la Gregoriana ritiene adeguate.

Lo sviluppo della scienza e in particolare della biologia è stato esplosivo negli ultimi 50 anni; questo crea problemi non solo agli scienziati (che hanno difficoltà a mantenersi aggiornati su temi vicini a quelli di cui si occupano), ma anche a chi cerca di verificare la compatibilità con la dottrina (ad es.cattolica) di ogni novità scientifica, come avveniva senza problemi … ai tempi di S.Agostino. Quello che sconcerta è l’incapacità di capire che se decine di problemi vengono risolti ogni giorno nei laboratori di tutto il mondo in cui si utilizza il paradigma evoluzionistico … vuol dire che è utile e necessario per l’umanità e che quindi solo un intervento armato o un taglio dei finanziamenti alla ricerca, o un taglio ai programmi scolastici potrebbe impedirne o rallentarne l’utilizzo.

Il livello di preparazione scientifica dei corsi risulta evidente spulciando i programmi disponibili; sembra che vengano evitati gli argomenti più spinosi: ad esempio è stranissimo che l’evoluzione umana - l’unica evoluzione che interessa in questo ambiente culturale ...- venga presentata senza evidenziare l’importanza della connessione con l’evoluzione delle caratteristiche morfologiche e comportamentali dei primati, nonostante si ricordi che proprio Teilhard de Chardin aveva un enorme interesse per questi temi); o spulciando le numerose dispense  (lascia perplessi che nell’unica dispensa di evoluzione biologica a pag.19 si parli – senza citare la specie – del polimorfismo cromatico di una specie di farfalla dopo aver preannunciato … un esempio di selezione naturale nell’uomo…, per cui si rimane perplessi nel leggere l’improbabile notizia che “in alcune parti dell’Inghilterra rischiava di sparire il gene colore del corpo chiaro”!).

Sembra poi un po’ strana l’insistenza sulla meccanica quantistica, che ha ben poche relazioni con l’evoluzione biologica (non è presente nei programmi di formazione dei biologi), ma che interessa al direttore scientifico della scuola, un filosofo che coltiva questo interesse di ricerca.. 

Abbastanza “interessanti” le dispense di J.Staune, fondatore e segretario dell’Università UIP di Parigi, plurilaureato, gestore di un ampio sito web su scienza e fede dove sono in evidenza anche testi di esponenti dell’ID USA contro biologi evoluzionisti universitari cattolici USA come Ken Miller (che mai è stato difeso nella sua intelligente battaglia contro i creazionisti e l’Intelligent Design!), ma che si dimostra fieramente contrario all’idea USA dell’ID, come conferma in questo articolo: “Darwinism Design and Purpose: A European Perspective”, in cui evidenzia come facciano un grave errore nel negare (non lo fa solo M.Behe) l’antenato comune, di cui nessuno dubitava seriamente da tempo, anche perché era già chiaro e noto ai tempi di Lamarck se non di Erasmus Darwin; anche perché ammettere l’antenato comune vuol dire semplicemente ammettere l’evoluzione, come dicono di fare a parole proprio quelli dell’ID.

In 2 dispense del 2006 sull’evoluzione vengono presentati schemi dell’evoluzione umana un po’ datati (risalgono forse a 20/30 anni fa, quando si discutevano le ipotesi di Louis Leakey): nella dispensa 1 si mostrano già presenti addirittura 20 milioni di anni fa 4 linee evolutive indipendenti: 1) Oreopithecus, 2) Australopithecus, 3) Homo erectus ed heidelbergensis, 4) Homo habilis e poi Homo sapiens; le antropomorfe si sarebbero separate addirittura 22 milioni di anni fa! Facile poi dire che le scimmie sono molto diverse…; sarebbe poi interessante sapere la reazione di G.Sermonti, che, forse ignora che ci sono circa 300 specie di primati, crede che “Queste forme sono, per quanto ne sappiamo, molto più recenti della forma umana” e cerca nei rettili l’origine del bipedismo umano

Strane sono le conclusione della dispensa 1: Based on many different works by biologists, paleontologists, embryologists and geneticians from  different schools of thinking, non-Darwinian Biology will predictably be one of the predominant research areas in the XXIst century. That is if its development is not being blocked for several decades by a tacit union between fanatical darwinian materialists, or «crazy creationnists); lascia perplessi questo enorme credito fornito agli antidarwinisti alla fine di un corso in cui non vengono forniti strumenti per far capire bene agli studenti cosa e quanto abbiano scoperto e dimostrato da 150 anni i darwinisti; ma viene detto chiaramente che questo punto non è rilevante; infatti si legge nella slide finale della dispensa 2 (Evolution and purpose): Therefore it seems to me that the theories that are most compatible with Christian theology are those of scientists such as Michael Denton, Remy Chauvin, Rosine Chandebois, Anne Dambricourt. God willing (!) we can hope that their work will be encouraged and strengthened by progress in our knowledge. Though we should not expect them to provide any sort of proof, nor that they should attain hegemonic status in the field of evolutionary biology. What is important is that they continue to exist and provide a credible alternative to philosophical naturalism based on neo-Darwinism”.

Una frase così, chiara ammissione di impotenza (ma soprattutto di cecità) di fronte al successo e alle continue conferme dei progetti di ricerca fondati invece sull’evoluzionismo darwiniano, non è facile da trovare altrove, ed è quindi difficile da commentare educatamente; la prima domanda che sorge spontanea è “Non sarebbe meglio proteggere queste dispense con una password, come fa la R.ApostoIorum per le dispense del Master in Sc. Ambientali (che però sono in parte accessibili altrove…)?”.  Infatti sarebbe come dire ai quattro eroi, novelli crociati: “Grazie di esistere e di avere il coraggio di sostenere e diffondere – magari con l’aiuto degli amici – un’ipotesi indimostrabile che però tutti i cattolici possono essere indotti/costretti a credere vera (non dicendo loro che l’ipotesi non spiega niente di utile ed è pure indimostrabile … e quindi che si richiede un atto di fede verso le idee di quei quattro umani)”. Rimane inoltre una stridente incoerenza fra le due conclusioni; … come possiamo accettare che la ragione si arrenda … e che si debba ricorrere alla fede.

Nel sito, a disposizione degli studenti, si trovano raccolti anche testi di conferenze (del card.Poupard su Galilei e di Chatelier sul clero e le scienze nel XVIII secolo). Interessante e utile la pagina con i documenti: ci sono le encicliche che toccano il tema dell’evoluzione, fra cui perfino la mai sufficientemente citata … Providentissimus Deus di Leone XIII del 1893, con la sconcertante frase (siamo più o meno negli anni in cui molti scienziati, fra cui Darwin, si davano da fare, lavorando duramente per decenni per rivoluzionare il panorama delle conoscenze):  “bisogna combattere coloro che, abusando della propria scienza di fisici, indagano in ogni modo i libri sacri, per rimproverare ai loro autori la loro imperizia in tali cose ….la cognizione perciò delle cose naturali sarà un valido sussidio per il dottore in sacra scrittura, per scoprire facilmente e confutare anche siffatti cavilli addotti contro i libri divini” a cui segue, sempre nella stessa enciclica, la citazione di una frase sbrigativa di  S.Agostino: “Tutto ciò che i fisici potranno dimostrare con documenti certi, dovremo provare che non è contrario alle nostre Lettere; qualunque cosa, poi, presentassero nei loro scritti contrario alle nostre Lettere, cioè alla fede cattolica, o noi dimostriamo con qualche argomento che esso è falso, oppure senza alcuna esitazione lo dichiariamo falsissimo.

Ci sono poi alcuni documenti pontifici sull’evoluzione, fra cui la lettera di GP2 del 1996 (da notare e apprezzare il fatto che anche qui si ritenga inutile citare la dichiarazione del 1985, che solo Schönborn riteneva più rilevante…) e documenti vari, fra cui la recentissima (17/1/06) pagina di F.Facchini sull’Osservatore Romano contro l’Intelligent Design (modello USA), molto discussa negli USA ma stranamente quasi ignorata in Italia (anche se ha reso più silenziosi un paio di quotidiani particolarmente impegnati da mesi contro l’evoluzionismo darwiniano…). 

Per quanto riguarda il sito dell’università Gregoriana, è anche interessante vedere, in un periodo di crisi finanziaria e di ostilità contro le università pubbliche italiane, la disponibilità di accesso a decine di banche dati e di CD ROM on line. Per confronto possiamo vedere le situazioni (anche se pure fra loro ben diverse)  di Pavia o di Roma La Sapienza. o di Roma 2

Per fortuna il recente accordo di collaborazione fra le università statali e pontificie laziali (cioè fra la CRUL e la CRUPR) permette almeno agli studenti e ai docenti di Roma 1+2+3 di accedere anche a queste banche dati…

E’ però strano che nella lista delle banche dati per materie non esista proprio niente che riguardi la scienza. D’altronde probabilmente si sentono tranquilli: uno dei più famosi filosofi e pedagogisti italiani, E.Agazzi (che ha chiarito le sue opinioni sulla scienza in molte recenti occasioni pubbliche e con la presenza nel comitato “scientifico” di un sito web)  il 7 aprile 2006 avrà forse risposto NO al workshop: “The Controversial Relationships Between Science and Philosophyalla domanda presente nel titolo della sua comunicazione: Can Science Get Rid of Philosophy?”; nella stesso workshop c’era anche una conferenza di W.Shea, che insegna storia della scienza a Padova) dal titolo (che certo sorprenderà molti scienziati … che si scoprono improvvisamente scippati addirittura della razionalità) “The Rationality of Religion and the Irrationality of Science", che ricorda come sia estremamente variabile il posizionamento della ragione negli ambienti cattolici; qui abbiamo infatti un esempio del posizionamento ad una estremità, mentre in altri interventi la ragione viene posizionata chiaramente all’estremità opposta, come fanno ad esempio il gesuita De Rosa o R.PascuaI (dell’Univ. Regina ApostoIorum): “non ci può essere un vero contrasto o conflitto tra una verità di fede - o rivelata -, e una verità di ragione -cioè naturale“.

Ci possiamo chiedere preoccupati se è questo il modo migliore per preparare teologi pronti a discutere di scienza, di evoluzione biologica e di evoluzione umana e soprattutto capaci di riconoscere che tutti i programmi di ricerca basati sull’evoluzionismo darwiniano forniscono continuamente scoperte interessanti e nuove ma soprattutto utili all’umanità.

Il sito web solleva il dubbio che non possa bastare un 5% di conoscenze di biologia (ma forse è meno…) per 1) avere le conoscenze di base necessarie per capire l’evoluzionismo darwiniano (preoccupa il dubbio che la chiesa abbia contribuito alla sua eliminazione dalla scuola pubblica obbligatoria) e 2) pensare di essere sicuri, credibili e convincenti quando lo si contesta; si capirebbe anche che contestarlo senza ipotesi alternative purtroppo non è concesso dal metodo scientifico e non è utile per l’evoluzione culturale umana.

 

6/6/06-IT:

·         Il 12/6 ci sarà a Milano la conferenza stampa di presentazione del convegno organizzato a Venezia dalla Fondazione Veronesi in settembre, la II World Conf. on the Future of Science: Evolution. [Per chi fosse interessato, nell’attesa dell’inizio, si possono vedere tutti i video della conferenza dell’anno scorso.] SI può vedere una prima bozza del programma; Non sembrano presenti esponenti della chiesa, che erano presenti l’anno scorso, con un tema diverso e più adatto. D’altronde alcuni  di loro erano invece presenti al congresso “contro l’evoluzionismo” svoltosi recentemente a Roma, il 26/10/05, su "Evoluzionismo e religioni. Darwinismo e visione teistica", organizzato … dagli Hare Khrisna; sono intervenuti esperti del Vaticano e dell’AISO.

 

9/6/06-IT:

·         Sul Foglio una critica cattivella al prof.Boncinelli (“Una vita di studi per dire che l’altruismo è una pulsione biochimica”) sul problema dell’evoluzione, nell’ambito di una polemica recensione al suo ultimo libro, “Le forme della vita”. Si tocca anche il problema dell’insegnamento dell’evoluzione nella scuola italiana: Boncinelli dice che è assente;il giornalista dice che è egemone. Dove stia la verità lo sa bene chi ha seguito la storia del contrasto, non ancora risolto, fra scienziati ed esperti del ministro Moratti che hanno modificato i programmi scolastici seguendo le indicazioni di alcuni gruppi culturali e religiosi, marginali ma creazionisti. 

·         Sul Diario di oggi viene ripreso (“gli ayatollah di Washington”) un libro abbastanza impressionante (“Kingdom coming”) che racconta del viaggio di una giornalista di Salon.com (Michelle Golldberg) nel mondo dell’integralismo cristiano protestante USA, dove si rifiuta la scuola pubblica (e si crea la potente organizzazione dei “Christian home Educators” che organizzano l’Home schooling che gestisce oggi milioni di studenti) e si propaganda, con abbondanti mezzi economici, il creazionismo e l’intelligent design.. Qui un breve estratto da Salon.com. Sarà il successo di questi movimenti a favorire la disponibilità di posti per i ricercatori stranieri negli USA…?

 

11/6/06-IT:

·         Sembra molto migliorato rispetto al 27/5 (sono finalmente comparsi anche esperti di evoluzione biologica) il programma del secondo week-end dedicato alla Scienza, a Modena: dal 23 al 25 giugno Patrizio Roversi condurrà un talk show sull'evoluzionismo e leggerà pagine di Charles Darwin mettendo a confronto il matematico Piergiorgio Odifreddi, il filosofo Orlando Franceschelli, i genetisti Guido Barbujani e Francesco Cavalli Sforza, l'epistemologo Telmo Pievani e il teologo don Giuseppe Tanzella Nitti. Il geologo Mario Tozzi, conduttore del programma di RaiTre "Gaia" modererà un dibattito sullo smaltimento dei rifiuti e proporrà, in collaborazione con Hera, uno spettacolo sul riciclaggio e la materia energetica. Al disastro che è verificato vent'anni fa alla centrale nucleare di Chernobyl sono dedicati un dibattito sull'energia nucleare, la presentazione dei libri di Giancarlo Sturloni e Igor Kostin e una narrazione per ragazzi. Sempre dal 23 al 25 giugno saranno presentati i libri di Tullio Berlenghi, Roberto Rizzo, Orlando Franceschelli, Piergiorgio Odifreddi, Marc Augé e Stefano Bartezzaghi.

 

12/6/06-IT:

·         In un articolo su Repubblica (“La vita e le sue forme”) Telmo Pievani presenta il prossimo convegno sull’Evoluzione organizzato dalla Fondazione Veronesi, che si terrà a Venezia in settembre, la II World Conference on the Future of Science: Evolution. C’e’ anche qualche info sul programma, che comunque si trova completo qui.

 

13/6/06-IT:

·         Roma: venerdì 23 e sabato 24 giugno alle ore 21.30, organizzato dalla Fondazione Bioparco, si terrà presso il teatro Globe di Villa Borghese a
Roma lo spettacolo "Processo a Darwin". Interverranno come "testimoni della difesa": Roberto Argano (Università di Roma "La Sapienza"), Andrea Camperio Ciani (Università di Padova), Emmanuele Jannini (Università dell'Aquila), Giorgio Manzi (Università di Roma "La Sapienza") e Isabella Saggio (Università di Roma "La Sapienza"). L'ingresso è libero previa prenotazione. Per ulteriori informazioni e per prenotazioni telefonare allo 06 36082116 o consultare il sito http://www.bioparco.it/

·        Alcuni articoli raccontano della conferenza stampa di presentazione del prossimo convegno a Venezia sull’evoluzione (con annesso imprevisto intervento di soccorso sanitario del dott.Veronesi): Il Giornale (“Il futuro visto dalla scienza”)Metro (“Ricerca: Bazoli, non frenare scienza ma controllare rischi “)

·         Sull’Avvenire di oggi (“O di qui o di là: sulla vita non si tratta”) sembra interessante una frase di D’Agostino, presidente del comitato nazionale di bioetica, che interviene nel dibattito seguito all’intervento di Mussi a Bruxelles per non bloccare la ricerca europea sulle staminali: “si impone una domanda: è lecito o no aprire alla ricerca sperimentale sulla vita umana, in un contesto bioetico in cui si cerca addirittura di frenare la ricerca sugli animali, in cui troviamo una Spagna che vuole riconoscere ai primati dei diritti fondamentali. Questo è il discorso di merito che bisogna fare. A me pare che la tutela della vita umana rispetto al suo possibile uso per la ricerca abbia una sua legittimità e pregnanza”. Sembra (stranamente) non sia chiaro che la sperimentazione sull’uomo, ovviamente controllata e a fin di bene, è una pratica quotidiana nelle strutture sanitarie, dato che ogni essere umano è diverso dagli altri, anche biologicamente. La frase sembra quasi un invito a non firmare le dichiarazioni che vengono proposte ai pazienti sui rischi che sono nascosti dietro a molte delle  moderne (e utilissime) tecniche diagnostiche. Sembra addirittura un invito a spostarsi verso terapie alternative, quelle che, si sa, “…magari non servono a niente, ma male comunque non fanno” (se non al portafoglio…). L‘accenno al valore per la biosfera e per l‘umanità attribuito alle altre specie animali sembra lasciar intravedere un ruolo non autonomo ma di servizio (almeno per le specie utili all’uomo…; che ne sarà delle altre? Sarebbe interessante che il comitato di bioetica ne facesse l’elenco…). Addirittura si potrebbe intravedere dietro questa fra frase una non accettazione dell’unità e dell’origine comune di tutti gli esseri viventi, confermata un paio di anni fa (2004) proprio dal Card.Ratzinger.

 

14/6/06-IT:

·         Visita (virtuale, ovviamente, ma molto istruttiva) ad alcune università pontificie. Non siamo fuori tema… alla fine, seguendo un percorso logico, si ritornerà a citare anche l’evoluzione e Darwin…

E’ possibile oggi incontrare un invito a visitarle addirittura nelle pagine di Repubblica sulla scuola; un banner porta verso una pagina web pubblicitaria collettiva (webmarketing culturale…) che elenca “Le università del Lazio 2006/07” (ci sono ancora in rete le versioni di 3 anni precedenti, con meno università…).

Difficile riconoscere fra le 14 elencate le 5 università statali, ma ancora più difficile è capire perché manchino l’Univ. "Campus Bio-Medico" e  l’Università di Viterbo, che sulla base delle proprie conoscenze di geografia ognuno localizzerebbe nel Lazio al pari di Cassino; mancano anche le nuove università telematiche, fra cui alcune romane e alcune stranamente … senza indirizzo internet ("Giustino FORTUNATO", E-Campus, Marconi, IUL, Pegaso, TELMA, UNINETTUNO, "LEONARDO da VINCI", Universitas Mercatorum, Unitel, UNISU; la mancanza di indirizzo web la si verifica nel sito del ministero cercando “telematiche come parola chiave) ma quello è un discorso diverso, anche se pochi le conoscono… dato che alcune di queste sono state approvate dal ministro (Moratti!) in aprile/maggio; ci sono invece 2 autorevoli università pontificie (Lateranense e Gregoriana), 3 private riconosciute e elencate nel sito web del ministero (S.M.Assunta, S.Pio V  e la neonata Univ. Europea, un’università pontificia ma formalmente “civile” creata da un anno all’altro – addirittura contro il necessario parere della regione Lazio a quel tempo gestita da Storace – e inserita nello stesso edificio di una delle 22 università pontificie mondiali dei Legionari di Cristo, molto amati da Fazio e G.Letta); c’è poi 1 università privata estera riconosciuta (Link Campus di Malta, con rettore Vincenzo Scotti, che pochi ricordano come rettore universitario ma nemmeno come professore universitario), 1 privata … “spiritosa” (J.Cabot Univ., che promette addirittura di scontare 1 anno a chi si presenta con … la maturità italiana (“Gli studenti in possesso della maturità italiana (ottenuta dopo cinque anni di scuola media superiore) accedono al secondo anno di corso di studi universitari “) – è davvero difficile trovare chi valuti così tanto la maturità italiana … e forse il ministro Mussi ancora non lo sa) e un paio di Accademie artistiche.

Sarà un dettaglio, ma l’Università Europea, in funzione da un anno, non risulta avere docenti, a differenza delle 2 università private simili, LUMSA e LUSPIO. E’ comunque in buona compagnia con le università telematiche, che però sono comparse come funghi solo negli ultimi mesi (autorizzazioni firmate dalla Moratti in aprile e maggio 2006!!). Fra le università laziali riconosciute, nella lista manca inoltre anche la LUISS, una privata riconosciuta da anni.

Girando per le università pontificie è possibile scoprire che non sono solo 2, ma ce n’è una ventina; molto interessante consultare l’annuario con i titoli accademici dei 1500 professori (hanno un sistema diverso da quello pubblico: ordinari, straordinari, aggiunti, invitati e incaricati – i ricercatori sembra non esistano, forse prevale la funzione didattica) e leggere anche una lunga relazione del rettore della Gregoriana sul loro percorso verso una migliore inte[g]razione con le università italiane ed europee; la relazione illustra anche gli altri tentativi di rendere un po’ più trasparente la gestione e la selezione del personale dell’università, il cui avanzamento di carriera non è chiaro (non si trovano nei siti web “uffici concorsi” come nei siti delle altre università, per cui non si capisce chi vede e provvede alle carriere); probabilmente si tratta sempre di cooptazione, ma non si perde tempo in formalità e procedure (anche se non sempre democratiche) come nelle università pubbliche. Magari in questo ambiente che si definisce “universitario” si parla poco di concorsi a cattedre, di libertà di ricerca, di uguali opportunità o di quote rosa (ci sono comunque circa 150 professoresse sui 1500 professori, un 10%, in gran parte laiche dato che sappiamo come sia ancora non ben garantito il ruolo della donna nella gerarchia ecclesiastica); rispetto all’università italiana è invece molto positivo che siano in genere dotate di un corpo docente e studentesco sicuramente internazionale.

Sembra anche più facile far carriera nelle università vaticane…: docenti che sono solo associati in un’università statale risultano già ordinari in quella pontificia … non è chiaro comunque come sia possibile un doppio ruolo; possiamo sperare che almeno i docenti universitari statali presenti in questo database siano in regola con i nulla osta.

Interessantissima la possibilità di effettuare un’analisi quantitativa per area disciplinare del corpo docente delle università pontificie (Master esclusi, sembrerebbe) .

E’ davvero impressionante notare come su 1500 docenti che forniscono 1800 corsi nelle 25 università pontificie ben pochi tengano corsi su argomenti che riguardano le scienze (si esclude ovviamente ‘scienze religiose’; solo 1 corso è nell’area di scienze naturali, o di medicina, una decina sono i corsi in filosofia della scienza o della natura. Null’altro. Non sembra proprio di essere nel terzo millennio, necessariamente caratterizzato da un ruolo rilevante della scienza. Che deve essere conosciuta prima di poter essere criticata. O no?

Viene quasi immediato a questo proposito ricordarsi che GPII in una lettera a P.Coyne nel 1988 aveva lanciato un appello (ma era soprattutto un allarme) sul problema del rapporto fra la scienza e la chiesa, che avrebbe voluto meno conflittuale e timoroso (per ignoranza) di quello allora esistente: “Non si dice che la teologia debba assimilare indiscriminatamente ogni nuova teoria filosofica o scientifica. Tuttavia, dal momento in cui questi risultati diventano patrimonio della cultura intellettuale del tempo, i teologi devono comprenderli e metterne alla prova il valore coll'esplicitare alcune virtualità della fede cristiana che non sono state ancora espresse.”. Per questo “si richiederebbe quella specie di intenso dialogo con la scienza contemporanea che, generalmente parlando, è mancato nei teologi impegnati nella ricerca e nell'insegnamento. Ciò comporterebbe che almeno alcuni teologi fossero sufficientemente competenti nelle scienze per poter fare un uso genuino e creativo delle risorse offerte loro dalle teorie meglio affermate.”. Molto chiaro. Sembra che la situazione non sia certo migliorata, ma non dovrebbe essere tutta colpa di P.Coyne se la chiesa tende a fare due passi in avanti invece di uno indietro di fronte alle novità certamente angoscianti, come GP2 stesso notava nel 1988: “… non potrebbe la cosmologia contemporanea avere qualcosa da offrire alle nostre riflessioni sulla creazione? Può una prospettiva evoluzionistica contribuire a far luce sulla teologia antropologica, sul significato della persona umana come «imago Dei» e anche sullo sviluppo della dottrina stessa?”.

La lettera è davvero piena di riflessioni e domande simili a queste, e sembra addirittura trasparire l’angoscia per una preparazione inadeguata della gerarchia e delle università pontificie nei riguardi del progresso scientifico. GPII fa capire chiaramente di non avere gente capace di dirgli se la scienza può fornire nuove idee e strumenti di lavoro ai teologi.

Sembra abbastanza chiaro, dato che GPII non parla solo di quello, che non si tratta di un problema di “dialogo” (o di quella frase fatta spesso inutilmente ripetuta come una giaculatoria: “dialogo fra scienza e fede”), ma che è richiesto qualcosa di più, per non illudersi di poter fermare i nuovi “Attila” brandendo, come di solito avviene, la cultura “scientifica” dei tempi di S.Agostino.

Poter dimostrare, a vent’anni di distanza, la rilevante indifferenza di tutto l’apparato che gestisce la formazione culturale della gerarchia cattolica verso i problemi scientifici che ormai si accumulano da decenni (se non da secoli) non può che preoccupare, sia per l’evidente sottovalutazione dell’allarme di GPII nel 1988, ma anche per il fatto di vedere questa struttura spesso alla testa di battaglie in cui, in carenza di cultura scientifica, spesso si usano informazioni inadeguate e non tratte dal mondo “materiale”, spesso incomprensibilmente e inutilmente disprezzato.

Il dubbio, un altro e preoccupante, che può sorgere a questo punto è che la stessa conoscenza di queste novità potrebbe essere davvero difficile da gestire … tanto è vero che, anche per questo, si cerca di appoggiare chi cerca di bloccare, quando e dove qualcuno lo permette, anche la stessa trasmissione delle conoscenze nel mondo “civile”.

Se fosse vero (ammetto che se lo fosse non potremmo che dare un giudizio negativo sull’adeguatezza del livello culturale della gerarchia cattolica … ma, non c’è dubbio, … proprio questa preoccupazione traspariva dalle domande di GPII nel 1988…:” Può una prospettiva evoluzionistica contribuire a far luce sulla teologia antropologica?), le indicazioni di GPII sarebbero state seguite, ma al contrario: ostacolando e cercando disperatamente di evitare che si creassero le condizioni per cui alcunirisultati diventino patrimonio della cultura intellettuale del tempo”.

Possibile?!  Andreotti direbbe che a pensare male si fa peccato, ma di 
solito ci si azzecca … e qui ci sono indicazioni in quel senso …

Possibile? Possibile che la chiesa si sia mossa al contrario rispetto alle preoccupazioni di GPII del 1988? Sarebbe importante discuterne, anche se è evidente che la preparazione culturale dei 1500 docenti delle università pontificie sembra giustificare l’impossibilità di capire gli argomenti in discussione nel previsto “dialogo fra scienza e fede”. Una conferma viene anche da uno dei rettori, mons.Fisichella, che su Micromega 6/2005 ha recentemente scritto: (“Se c’è veramente incompatibilità tra un dato della fede e un dato della scienza, allora uno dei due deve inevitabilmente fare un passo indietro. E a mio avviso lo deve fare la scienza, non la fede”); sembra proprio di essere tornati ai tempi dell’enciclica Providentissimus Deus del 18/11/1893. Non c’è assolutamente possibilità di “dialogo” a queste condizioni, dato che, se non si “dialogasse” a vuoto, si chiederebbe subito, ad esempio, di togliere l’aggettivo casuale da tutti i testi di genetica in cui si parla di mutazioni (magari letali).

Che ne penserà oggi il principale destinatario della pesante eredità contenuta nella lettera,  P.Coyne?

Penserà magari anche lui che si vuole evitare che “i teologi debbano comprenderli e metterne alla prova il valore”? (dei risultati scientifici)

Sarebbe comunque piuttosto interessante arrivare al bicentenario di Darwin dopo un convegno, organizzato in ambiente laico, in occasione del ventennale della lettera a P.Coyne. Il 1’ giugno 2008 si potrebbe verificare, magari insieme a P.Coyne, se in 20 anni la chiesa ha accolto l’invito di GP2 a “superare ogni tendenza regressiva che porti verso forme di riduzionismo unilaterale, di paura e di autoisolamento”.

Se in quella sede si verificasse che l’invito di GPII non è stato accolto, o che addirittura non si è voluti attrezzarsi per accoglierlo  … i festeggiamenti del bicentenario darwiniano sarebbero senza rimorsi per un dialogo che evidentemente non interessa … ma non per colpa degli scienziati. E finora non era risultato così chiaro.

 

16/6/06-USA:

·         Il numero primaverile della rivista The Virginia Quarterly Review è dedicato in parte alla recente sentenza di Harrisburg contro l’ID. Alcuni articoli sono anche leggibili on line: Ted Genoways — Most Beautiful and Most Wonderful: Why Darwin Is Still Right, Niles Eldredge’s “Confessions of a Darwinist.”, Robert M. Sapolsky — The Olfactory Lives of Primates, Thomas Eisner Scales: On the Wings of Butterflies and Moths,  David Quammen on “Mr. Darwin’s Abominable Volume” , Michael Ruse explains the origins and flaws of Intelligent Design, Lawrence Weschler offers a A Final Thought on Intelligent Design—and a Modest Proposal.

 

17/6/06-IT:

·         Tenendo d’occhio l’Avvenire per i termini, come “caso”, che possono avere connessione con l’evoluzione, a volte si possono raccogliere informazioni anche sugli interessi e le attività sportive di Dio. Gli evoluzionisti hanno spesso citato, pur non avendolo ancora incontrato, un Dio che gioca a dadi, alludendo con questa metafora al ruolo del caso nell’evoluzione biologica. Oggi invece nell’articolo “Quando c'è una partita Dio in qualche modo c'entra” veniamo a sapere da una fonte autorevole come l’Avvenire che invece “… sul campo, a un certo punto, entra anche Lui. Dio, che sicuramente ama il calcio, si "diverte" a intrufolarsi anche lì”.; sembra che l’articolo voglia suggerire l’efficacia dei frequenti segni di croce dei giocatori durante le partite. … non è serio illudere chiunque che si possa confondere il caso con un intervento divino … certamente non in questo caso e in questi mesi …  tanto più che l’intervento divino sembra mancare anche in questioni ben più serie… non sarebbe meglio insegnare che comunque Dio può agire solo attraverso gli uomini? E magari ricordare, come ha fatto recentemente C.Augias su Repubblica, la ragionevole frase del filosofo Hans Jonas: “Dopo la Shoah dobbiamo rinunciare o all’idea della benevolenza divina o a quella della sua onnipotenza”  

 

21/6/06-IT:

·         [da PikaiaE’ uscito oggi il nuovo numero on line di JCOM, Journal of Science Communication della SISSA di Trieste (numero 2, volume 5, giugno 2006) con un commentario a cura di Telmo Pievani su "evoluzione e creazione, le strategie di comunicazione nei due fronti", con interventi di Niles Eldredge (Two stories about evolution on The New York Times and a strange “editorial balance”), Massimo Pigliucci (Fundamentalism and science) e i redattori del nostro portale Pikaia, Carla Castellacci (The disease and the treatment: some remarks on the Darwin issue Italian school curricula), Astrid Pizzo (The communication strategies of neocreationism between the United States and Europe ) e Marco Ferrari (Not all Americans are creationists. Not all creationists are American).
Potete leggere l’intero dossier presso il sito web della rivista

 

22/6/06-IT:

·         Sull’Avvenire di oggi  R.Colombo risponde (“La tendenza a ridurre l'umano dell'uomo”) ad un articolo sul Corriere di U.Veronesi sul prossimo convegno di Venezia.sull’evoluzione.  R.Colombo comincia chiedendosi se “Il genoma umano sta diventando l'equivalente moderno e secolare dell'anima spirituale?”. La domanda è decisamente strana per l’incomparabilità dei due elementi del confronto: il genoma lo si studia da qualche decennio, è qualcosa di reale e materiale, tanto è vero che ogni anno si scopre qualcosa di nuovo e utile per l’umanità; l’anima invece non viene studiata (non è facile con i modesti strumenti a nostra disposizione, utili solo per gli oggetti materiali), e quindi non ci sono grosse novità da qualche secolo); s forse un tempo sembrava altrettanto ragionevole una preoccupazione simile: “gli antibiotici sostituiranno le preghiere?”. I ragionamenti successivi partono dalla premessa che la scienza non possa interferire con la religione nemmeno sugli aspetti materiali, gli unici di cui si occupi la scienza, e su cui le religioni hanno poco da dire e solo molto da imparare e poi commentare.

·         Ritorna G.Sermonti oggi sul Foglio: La scienza non si accontenta di curare, vuol creare un nuovo mondo; è un articolo sulle cellule staminali; dopo aver spiegato la notevole differenza fra le embrionali e le adulte, si chiede perché non ci si accontenti di quelle adulte; alla fine se la prende perfino con “i ricercatori senza Dio” (allude a U.Veronesi, di cui in molti hanno un’opinione migliore…)

 

23/6/06-IT:

·         E’ stato presentato il programma del prossimo Meeting di CL a Rimini; non si sa ancora se continueranno a criticare, come hanno fatto in anni recenti con la consulenza di G.Sermonti, i libri di scienze in cui si insegna  l’evoluzione, ma di evoluzione si parlerà; è previsto pero’ solo l’intervento del Card. Schönborn, i cui recenti interventi favorevoli anche all’ID USA (di cui probabilmente ignora alcuni aspetti) non trovano sempre sostegno in tutta chiesa cattolica. “Purtroppo” è però molto legato all’attuale Papa, per non parlare ... della sua amicizia anche con Prodi… qui si possono comperare le T-short adatte all’incontro…

 

25/6/06-USA:

·         [da Pikaia]: Carla Castellacci informa sulla interessatissima dichiarazione sull'insegnamento dell'evoluzione, sottoscritta dalle principali accademie delle scienze di tutto il mondo sostenute dall’IAP: STATEMENT “ON THE TEACHING OF EVOLUTION. IAP (the interacademy panel) is a global network of the world's science academies, launched in 1993. Its primary goal is to help member academies work together to advise citizens and public officials on the scientific aspects of critical global issues. IAP is particularly interested in assisting young and small academies achieve these goals and, through the communication links and networks created by IAP activities, all academies will be able to raise both their public profile among citizens and their influence among policy makers. Questa dichiarazione certo non chiude il dibattito fra creazionismo ed evoluzionismo; chiarisce bene però quali dovrebbero essere le basi per un confronto; innanzitutto si raccomanda il riconoscimento dei limiti e delle competenze delle diverse componenti della cultura umana (scienza, filosofia, religione, ecc.). Pur non citando l’evoluzione più che la teoria dell’evoluzione, le Accademie delle Scienze di decine di paesi riconoscono l’evoluzione come fatto e il metodo scientifico come unico possibile strumento di conoscenza dei meccanismi alla base del processo evolutivo.

 

27/6/06-IT:

E’ uscito l’ultimo libro di Telmo Pievani: La teoria dell’evoluzione, ed. Il Mulino, 2006, pp.136

 

28/6/06-USA:

·         [da Pikaia]: Il New York Times ritorna con un interessante ed ampio dossier sul tema dell’evoluzione, comprendente testi e qualche video. Per poter visionare la documentazione occorre registrarsi. Il dossier si intitola The Evolution Debate. Complete Coverage.

·         interessante articolo oggi sempre sul NYTimes (“Evolution's Lonely Battle in a Georgia Classroom”) in cui si racconta della dura vita di un’insegnante di scienze che insiste a insegnare l’evoluzione in una scuola media della Georgia, con gli standard nazionali come unica difesa di fronte all’insistenza di alcuni genitori e dirigenti scolastici

 

29/6/06-IT:

·         Sarà forse dovuto al fatto che si può oggi verificare che il programma del convegno di Venezia sull’evoluzione non lascia spazio … all’antievoluzionismo e in particolare all’antidarwinismo, ma qualcosa torna a muoversi nel campo di chi è allergico al darwinismo. Oggi sul Foglio compare un incredibile articolo di G.Sermonti, che probabilmente ha perso la pazienza. Con chi? con gli evoluzionisti darwiniani? No, questa volta con la chiesa cattolica! E quindi il suo articolo contiene addirittura fin dal titolo un rimprovero al papa: “Caro Ratzinger, lei con Darwin e' troppo tenero” e per rispondere alla sua domanda iniziale “Perché la chiesa romana, negli ultimi 50 anni, non ha preso posizione contro la teoria dell’evoluzione darwiniana?” cita perfino un passo di un testo di Ratzinger in cui, secondo G.Sermonti, il papa si “avvicina alla visione darwiniana, che si focalizza sul quotidiano”. Originale anche la frase “oggi accade che, mentre la Chiesa rivolge la sua benevolenza alla evoluzione storica dei viventi, la biologia se ne sta allontanando delusa, preferendo dedicare il suo impegno alla manipolazione artificiale della vita e dello stesso uomo

Sembra che si stia preparando … una scomunica al papa..… (articolo in formato testo)

Perché la chiesa romana, negli ultimi 50 anni, non ha preso posizione contro la teoria dell’evoluzione darwiniana?

oggi accade che, mentre la Chiesa rivolge la sua benevolenza alla evoluzione storica dei viventi, la biologia se ne sta allontanando delusa

(G.Sermonti)

30/06/06-IT:

·         Articolo dal titolo un po’ tendenzioso (“Evoluzione, si riapre il processo a Darwin”) sul Corriere sul recente libro dell’unico giornalista che ha seguito in diretta il processo di Harrisburg, quello in cui una approfondita e memorabile (speriamo anche per i sostenitori dell’ID) sentenza del giudice (per giunta profondamente religioso e politicamente conservatore) ha dimostrato in modo semplice anche gli inganni che utilizza, per chi ci casca, il movimento politico che utilizza ora l’ID contro l’evoluzionismo darwiniano. Nei suoi numerosi articoli in settembre/ottobre 2005 il giornalista non ha saputo descrivere oggettivamente il ruolo del tutto marginale dell’ID nel panorama culturale e scientifico degli USA, né ha raccontato ai suoi lettori i trucchi scoperti dal giudice nella sua sentenza. Memorabile l’articolo in cui quasi si lamentava di non riuscire a trovare scienziati disposti a parlare (a favore) dell’ID (“uno dei pochi pensatori laici favorevoli all’ID”) ; proprio in quei giorni 12000 scienziati firmavano contro l’ID e sarebbero stati invece ben contenti di farsi intervistare. Nell’articolo si citano alcune posizioni sconcertanti, dato che l’autore vede nel darwinismo “un nemico spietato dell’uomo”, che “non ha mai esaurito la sua carica di morte”. Nell’articolo, focalizzato sulla relazione fra darwinismo ed eugenetica, intervengono poi con commenti Franceschelli, Barsanti, Cassata e Facchini. Il processo sembra quindi fatto più al giornalista che a Darwin …

Il darwinismo: “un nemico spietato dell’uomo”, che “non ha mai esaurito la sua carica di morte

                           

LUGLIO

1/7/06-IT:

·         Alla ripresa del dibattito sull’evoluzionismo ritroviamo anche un contributo di Orlando Franceschelli con un articolo sul Riformista (“In difesa della laicità. E del dialogo”), nel quale accenna anche alla recente ipotesi di fonte cattolica di mettere in campo nuove strategie contro l’aborto, non certo il peggiore fra i mali del mondo attuale, e problema un tempo quasi ignorato dalla chiesa (quando poneva l’inizio della vita individuale al momento della nascita); sembra infatti che la chiesa si predisponga ad avanzare (nel caso dell’aborto, per ora..) anche a colpi di scomunica, l’arma più “letale” di cui la chiesa dispone (a differenza del fuoco, distrugge infatti anche entità immateriali, come ciò che si ritiene più prezioso e specifico della sola specie umana, l’anima).

 

2/7/06-IT:

·         E’ bello verificare che ogni tanto qualcuno non si dimentica di come era stato cacciato dalla scuola media lo studio dell’evoluzione e in particolare dell’evoluzione umana, da molti citata erroneamente come la cacciata di Darwin e del darwinismo. Nel sito “A scuola di bugie” si ricorda oggi al ministro Fioroni anche questo problema da risolvere, in un intervento ben documentato; si citano Sgaramella, Pievani, Micromega, la Montalcini e un articolo di Sapere di febbraio (Darwin: una soluzione a perdere, di Lucia Orlando, citato anche dal blog “Il Volturino” il 3/7/06). Ricordare che il problema non è già stato risolto, contrariamente a quello che pensa chi ha creduto al ministro e a quasi tutti i giornalisti che lo hanno raccontato, è un presupposto necessario per la soluzione definitiva, e non parziale, del vulnus alla cultura occidentale.

 

3/7/06-IT:

·         Sul blog citato ieri il dibattito su Darwin continua con un intervento (“EVOLUZIONE: PER ALCUNI E' SOLO TEORIA...”) anche questo ben documentato.

 

7/7/06-USA:

·         Sta riprendendo la competizione fra DI e NCSE per il controllo deila formazione scientifica nel Kansas:Discovery Institute Launches Public Education Campaign, Stand Up for Science, Stand Up for Kansas  Leggendo l’articolo non si capisce bene quale gruppo sia quello contro il metodo scientifico… non è facile capire chi sia la vittima  … comunque il fatto importante è che ai primi di agosto ci saranno le elezioni per il comitato di 10 membri che deve approvare gli standard formativi anche riguardo alla biologia e all’evoluzione.

 

12/7/06-IT:

·         [Da Pikaia]: La rivista Confronti di giugno, una pubblicazione mensile di “fede, politica e vita quotidiana” e centro culturale (che raccoglie l’eredità di Com-Nuovi Tempi) impegnato sui temi del dialogo tra le fedi e le culture, del pluralismo e dell’educazione alla pace, pubblica nel fascicolo di giugno 2006 il dossier dal titolo:
I nemici di Darwin. Nella sezione Fede e scienza sono riportati i testi completi dei seguenti articoli:
- Il pollice del panda e la destra religiosa di Paolo Naso
- Quando gli antenati fanno paura di Luciana Stendardi, che cita la presente rassegna stampa ma sembra che si basi purtroppo però solo sulla vecchia versione iniziale, per cui le informazioni fornite non sono aggiornate e in particolare non risulta ancora evidente che gli scienziati, anche se premi Nobel, hanno  potuto fare ben poco contro l’ambiente antiscientifico e antievoluzionistico dei misteriosi esperti del ministero ma anche di molte redazioni dei quotidiani, che tanto contribuiscono a creare opinione . . .
- Un dibattito senza senso (intervista a) Paolo De Benedetti, esperto di giudaismo e AT. Curiosa la motivazione per cui ritieneassolutamente sciocco dibattere il problema del creazionismo oggi: questo aveva un senso quando la critica letteraria, la critica stilistica e la lettura dei testi non erano così evolute come nel secolo XX”; il fatto che la teoria dell’evoluzione sia “più che un’ipotesi” potrebbe forse essere una motivazione forse più ragionevole…
- Contro il furore antievoluzionista di Antonio Fantoni

 

14/7/06-IT:

·         [Dal sito di LeScienze Web News]: L’eredità di Darwin nelle scienze di oggi e nel loro futuro è il filo conduttore del ciclo "Baxter Lectures 2006-09" organizzato dall’Università di Pisa con l’illuminata sponsorizzazione della Baxter Italia. Le "Baxter Lectures" si svolgeranno annualmente dal 2006 al 2009 (anno darwiniano) attraverso una serie di conferenze e attività culturali articolate secondo le linee di organizzazione della materia vivente, e cioè: nel 2006 il tema centrale attorno a cui ruoteranno le conferenze –previste per novembre- sarà l’individuo, nel 2007 le specie nei diversi organismi, nel 2008 l’ecosistema, e infine nel 2009 sarà al centro dei lavori il tema dell’uomo. L’intero ciclo delle "Baxter Lectures" è stato presentato giovedì 6 luglio alle ore 17 nell’Aula Magna Nuova della Sapienza.

 

19/7/06-USA:

·         Una curiosa notizia dagli USA: Kent Hovind, the evangelist who styles himself "Dr. Dino" and runs the Creation Science Evangelism ministry as well as Dinosaur Adventure Land, a small creationist theme park in Pensacola, Florida, was arrested on July 13, 2006, on fifty-eight federal charges. Pochi europei probabilmente (per fortuna loro) conoscono questo predicatore evangelico, che ha avuto un momento di “notorietà” quando offrì 250.000 dollari (poi diventati un milione) a chi gli sapesse dimostrare non solo l’evoluzione ma anche l’origine della vita sulla terra. Purtroppo è nei guai perché non riesce a dimostrare di aver pagato le tasse e i contributi ai dipendenti e di non avere chiesto la licenza edilizia per il suo parco sulla creazione recente e quindi sulla convivenza fra uomo e dinosauri (che ora rischiano … l’estinzione…). Se ci si vuole divertire si può approfondire ulteriormente l’argomento: 1) scheda dettagliata su Wikipedia 2) se non basta si possono seguire i links che portano alle citazioni (non quelle del giudice… ma le sue frasi famose). Non basta? E allora ci sono gli audio e i video delle sue conferenze. Comunque sconsiglierei una visione non controllata nel tempo e non mediata delle idee e dell’eloquio di un Young Earth Creationist.molto convincente come lui…. Anche Gould e Dawkins si sono sempre rifiutati di incontrarlo …

Ci sono poi il suo sito web e quello del suo parco tematico, e un sito contro di lui.

Riguardo al premio da un milione di dollari, possiamo osservare che corrisponde proprio alla cifra che ha dovuto spendere il comitato scolastico di Dover, che aveva perso il processo ad Harrisburg perché non era riuscito a invece dimostrare che … l’Intelligent Design è scienza.

 

27/7/06-DE:

·         In occasione del centocinquantenario della scoperta dell’uomo di Neandertal, si è svolto il congresso 150 YEARS OF NEANDERTHAL DISCOVERIES (Bonn, Germany) di cui sono disponibili gli ABSTRACT, messi a disposizione dagli organizzatori del convegno [non sono però definitivi, e contengono alcuni errori]. Altre iniziative sono in corso1) al Neanderthal Museum, presso Duesseldorf e vicino al sito della scoperta da maggio a settembre 2006 è aperta la mostra "Close Encounters. Neanderthals“ - 2) La mostra "Climate and man – living in eXtremes” [sito web] presenta prospettive sorprendenti: i visitatori potranno camminare attraverso gli ultimi 6 milioni di anni (Maggio, 30 2006 - Maggio, 30 2007)- 3) Neanderthal e i loro antenati, riuniti insieme da tutte le parti del mondo, racconteranno la storia dell origini dell’umanità nella mostra "Roots of humankind" (07.07.2006 - 19.11.2006)

 

28/7/06-IT

·         E’ uscito Micromega 6/2006. Contiene una rticolo di T.Pievani (“Naturalisti per caso, sulle tracce di Darwin”) in cui si racconta anche del progetto che coinvolge la trasmissione di Patrizio Roversi “Velisti per caso” e la barca Adriatica, che ripercorrerà parte del viaggio di Darwin.

 

 

AGOSTO                                                                                                                             

1/8/06-IT:

·         Inizia oggi sul Foglio una serie di articoli (o meglio “paginate”) scritti da S.PistoIini sul dibattito attuale sull’evoluzionismo; è cambiato il giornalista, e quello nuovo mostra interesse ad andare al nocciolo del problema. Oggi il giornalista, esperto degli Stati Uniti ma non di scienza (e correttamente lo ammette), parla de “Il sogno americano del disegno intelligente”. Si inquadra il progetto di inchiesta, si promette di “decifrare il potere e lo strapotere della scienza … rapportarsi con chi ostinatamente antepone alle teorie dimostrabili e alle domande ancora senza risposta, un senso di trascendenza recepito in modo irresistibile – questo sì senza aver mai la speranza di poterlo dimostrare“. Un primo approccio, dopo aver chiarito che il processo di Harrisburg si era svolto diversamente da come era stato raccontato a suo tempo sul Foglio, viene fatto consultandosi innanzitutto con Pievani e Franceschelli, che gli introducono il problema in modo corretto.

 

2/08/06-IT:

·         E’ ripreso alla grande (anche se soprattutto su “fogli piccoli”) il dibattito in questo periodo in cui si avvicina il convegno di Venezia sull’evoluzione organizzato da Veronesi. Prima di Venezia si terrà però, secondo il vaticanista (S.Magister) dell’Espresso, un convegno, o meglio un corso, sull’evoluzione anche a Castelgandolfo: “Il professor Ratzinger torna a scuola. Un anno fa l’islam, quest’anno Darwin,  Nulla di “materiale”, almeno nelle intenzioni; si dovrebbe parlare soprattutto di teologia dell’evoluzione, anche se c‘è una novità: il tutto avverrà sotto gli occhi di uno scienziato esperto di evoluzione molecolare come Peter Schuster
“Il prossimo 2 settembre, a introdurre la discussione su creazione ed evoluzione interverranno il professor Peter Schuster, presidente dell’Österreichichen Akademie der Wissenschaften, l’accademia delle scienze austriaca, e il cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna e teologo. Parteciperanno al seminario anche il gesuita Paul Erbrich, professore di filosofia della natura a Monaco, e Robert Spaemann, filosofo della politica, uno dei massimi studiosi tedeschi della modernità.
In vista del prossimo seminario, i componenti del Ratzinger-Schülerkreis potranno inoltre leggere utilmente un articolo stampato sull’ultimo numero di “La Civiltà Cattolica”, la rivista dei gesuiti di Roma pubblicata con il controllo e l’autorizzazione previa della segreteria di stato vaticana.
L’articolo, scritto dal gesuita Giuseppe De Rosa e intitolato “L’evoluzione dei viventi: il fatto e i meccanismi”, fa il punto sul dibattito in campo scientifico su darwinismo e neodarwinismo, concludendo che “mentre la maggior parte degli scienziati ritiene validi la selezione naturale e il mutazionismo casuale, altri, pur ammettendo il fatto dell’evoluzione, negano che i meccanismi sinora indicati siano sufficienti a spiegarlo”.  Una frase molto importante nel riassunto accetterebbe l’esistenza del caso, che altri negano o attribuisconi a Dio (nemmeno Mendel, che pure era un monaco, aveva pensato a questa ipotesi per spiegare il ruolo del caso nei meccanismi ereditari): “le mutazioni sono casuali, e quindi è escluso ogni intervento esterno, come potrebbe essere un intervento da parte di Dio
Si può sperare in un miracolo? Che il biochimico Peter Schuster (direttore del Department of Molecular Evolutionary Biology di Jena fino al 1997) sappia cioè trovare le parole adatte per dire al papa che la maggior parte degli scienziati che si occupa di biologia e di evoluzione aspetta una parolina di incoraggiamento, o almeno una tregua in una ostilità astiosa e infondata che proprio non si giustifica dato che ci si trova in una situazione simile a quella che ha portato Galileo vicino al rogo; i biologi  sanno di essere sulla strada giusta e non capiscono perchè non si traggano piuttosto le conseguenze della dichiarazione di Ratzinger del 2004 [che moltissimi cattolici troverebbero audace ma rimane comunque settecentesca - dato che sembra una frase scritta da Erasmus Darwin…] sulla discendenza comune. Non si può lasciare che la ridicola idea di Don Bortoluzzi (la creazione mediata) sia l'unica spiegazione che non sembra abbia finora avuto problemi dalla chiesa cattolica ... se si ammette la discendenza comune bisogna chiarire anche il “COME”, oltre al “PERCHE’”. Purtroppo, come già dimostrato in questa pagina, negli atenei pontifici non c’è interesse ad insegnare la scienza e in particolare i suoi meccanismi, tranne forse che nei Master.
Gli studenti del corso di Castelgandolfo potrebbero cominciare fin d'ora a imparare alcuni “fatti e meccanismi” (che non avevano probabilmente mai incontrato nei loro studi universitari) leggendo il recente articolo del gesuita P.De Rosa, che aveva già scritto sulla stessa rivista altri articoli sull’argomento. Per alcuni aspetti erano piuttosto avanzati (tanto da far innervosire i creazionisti biblici italiani, e non solo loro!) ma non sempre erano rispettosi delle conoscenze scientifiche attuali proprio sui fatti e i meccanismi dell’evoluzione, su cui la Chiesa è sempre più evidente (e non lo chiede solo Dembski da Seattle) dovrà rapidamente esprimersi ...

·         La terra potrebbe infatti girare attorno al sole per altri 350 anni senza crearci problemi anche se (come è già avvenuto per migliaia di anni) qualcuno si ostinasse a credere che avvenga il contrario. Oggi è diverso; non c'è tempo da perdere. Non possiamo aspettare forse nemmeno pochi anni per ripristinare una visione il più possibile corretta del rapporto fra l'uomo e la natura, dato che in questo caso la nostra azione può allontanare od avvicinare nel tempo addirittura la distruzione della natura (qualcuno già parla - senza nemmeno tanta angoscia, dato che non è la prima - di sesta estinzione) e quindi anche della nostra specie. Proprio per questo sarà indispensabile il 2 settembre la presenza di Peter Schuster a Castelgandolfo. Speriamo solo che venga ascoltato ... pur non essendo un premio Nobel come la Montalcini ...

·         Oggi sul Foglio l’articolo si intitola “La stoffa della natura e un sarto intelligente”. Molto interessante in questo articolo il confronto a distanza fra F.Facchini (presentato come “antropologo” e “padre”), del quale viene analizzato ed apprezzato l’articolo sull’ Osservatore Romano, e G.Sermonti, presentato come un simpatico sovversivo della biologia e del metodo scientifico. Molto azzeccata, forse involontariamente, la domanda a F.Facchini, riferita ad una frase nel famoso articolo di gennaio sull’OR: “Non equivale a riazzerare il dibattito, riaffermando la priorità della teologia sulla scienza?”. In effetti questa gerarchia con la teologia che prevale prima sulla filosofia e poi sulla scienza è chiaramente indicata in molti documenti di GP2, tra cui anche in quello del 1996, ma si preferisce non evidenziarlo; e appunto Facchini riesce a non far notare che le cose starebbero proprio così. Come spesso non è chiaro l’uso dei termini evoluzione e teoria dell’evoluzione, anche nell’articolo di oggi non sempre si riesce a distinguere fra creazione e creazionismo; almeno possiamo sperare che siano tutti e due termini filosofici o teologici, e che davvero nessuno creda che siano un fatto come l’evoluzione….  ;-)  comunque rimane evidente che non c’è concordanza di opinioni fra cattolici e fautori dell’ID, che F.Facchini definisce comunque “creazionisti americani, che scambiano il piano scientifico con quello religioso”; l’unica cosa chiara è che solo negli USA ritengono che la creazione sia un fatto reale.  Si spera che ai lettori sia risultato chiaro che per la chiesa cattolica è un concetto solo filosofico e teologico. [Qualcuno l’aveva capita diversamente?  Pensava che fosse un fatto in alternativa all’evoluzione? Si sbagliava]

·         Il discorso sull’evoluzionismo inizia oggi anche sul Riformista, con un articolo di O.Franceschelli (“Mister Charles Darwin e noi. Contro i colpi di sole”).

 

2/8/06-USA:

·         E’ interessante l’articolo in cui Barbara Forrest, la filosofa della scienza che ha analizzato i documenti del Discovery Institute come consulente del giudice Jones di Harrisburg racconta quello che ha fatto in un articolo comparso nel sito del Committee for the Scientific Investigation of Claims of the Paranormal, CSICOP (in Italia corrisponde al CICAP): The “Vise Strategy” Undone: Kitzmiller et al. v. Dover Area School District . ll giudice ha accettato, inserendole nella sentenza, tutte le deposizioni e le analisi scritte dalla Forrest (rapporto e allegati), che hanno permesso di smascherare scientificamente  la strategia (truffaldina) del Discovery Institute. E’ molto interessante sentirlo raccontare dalla protagonista.
Nel Kansas ci sono state le elezioni per il comitato che approva i programmi scolastici, anche di scienze; nel 2005 con una maggioranza di 6-4 avevano vinto gli antidarwinisti; ora invece prevalgono per 6-4 i darwinisti, per cui è probabile che si torni al più presto ai precedenti standard. I cittadini di Dover (ma non tutti) hanno capito che l’ID era una truffa.

 

3/8/06-IT:

·         L’articolo del Foglio di oggi, il terzo, si intitola “Gli eretici chic del disegno intelligente”; contiene un’intervista al filosofo e politico B.Chapman, presidente del Discovery Institute. Interessante il fatto che nell’articolo si ripete (già lo si era detto nel primo articolo) che il processo di Harrisburg ha costituito un disastro giudiziario, politico e culturale per il D.I. (si spera non economico, anche se Bill Gates sembra possa mettere in dubbio I suoi finanziamenti forniti al DI, anche se per altre e diverse iniziative); il giudice ha dimostrato che l’ID era in buona parte una truffa: senza basi scientifiche ma soprattutto era esattamente il vecchio creazionismo già cacciato dalle scuole dalla sentenza della Cotrte Suprema del 1987, solo riscaldato e un po’, non troppo, mimetizzato. Chi ha letto la sentenza ha ben capito che c’era più metodo scientifico nella sentenza che nei soldi dei miliardari integralisti (come H.Ahmanson) che finanziano il DI. Più o meno lo ammette, Chapman (a cui il giornalista vuol chiedere se dietro c’e’ una strategia teistica) ma lo riconosce anche il giornalista del Foglio, fermato poi da un articolo di F.Facchini, che dall’Osservatore Romano gli faceva capire come stesse correndo dietro al … progetto intelligente sbagliato …; sembra però che anche Chapman non abbia capito dall’articolo di F.Facchini l’aria che tira in Vaticano, dato che continua a sperare: “Noi speriamo che la chiesa prenda in considerazione con serietà i nostri discorsi. Ciò che Benedetto XVI ha già detto ci appare costruttivo e credo che le cose stiano andando nella giusta direzione. Non sarà immediato, ma mi è difficile immaginare che la cristianità possa affermare che non esiste un disegno nella Natura. Dunque siamo in vista di un grande cambiamento”. Secondo Facchini un disegno c’è, ma non è proprio quello a cui pensa il cattolico Chapman, che andrebbe quindi per una sua strada autonoma; lo stesso pensano P.Coyne e i mecenati della Templeton Foundation. Qualche dubbio rimane per quanto riguarda Schönborn …
Un punto interessante che sembra chiarire Chapman è che loro non vogliono che nelle scuole si parli di Intelligent Design ma che si mettano semplicemente in discussione i dubbi del darwinismo. Strano che proponga di sfondare una porta aperta. Siccome le riviste scientifiche pubblicano ogni anno migliaia di scoperte di scienziati che studiano l’evoluzione, significa che ci sono milioni di dubbi, non solo i loro pochi. Strano che il suo gruppo non riesca piuttosto a scoprire e a pubblicare nulla che si possa proporre nelle scuole come scoperta validata.

 

4/8/06-USA:

·         Su TCS-Daily un articolo (“Intelligent Debate”) racconta che negli USA sta riprendendo il dibattito sull’evoluzionismo: innanzitutto un biologo marino (R.Olson), forse anticipando un giornalista italiano, si è buttato a girare un film proprio sul dibattito fra ID e scienziati; il film si intitola Flock of Dodos; se qualcuno, incuriosito del link, lo ha ciccato, si sarà divertito ma anche preoccupato a vedere il divertente trailer …; come si legge anche in questa recensione (“Endangered Evolutionists”) , infatti, il film sembra (purtroppo) segnare un punto a favore dei propagandisti dell’ID: le loro idee sono quelle che molti americani sentono in chiesa fin da bambini, e sono poi facili da capire; e poi, ammettiamolo, sono più belli, più bravi e più ricchi…; come ben sappiamo in Italia,  dispongono delle caratteristiche che favoriscono il successo … indipendentemente dalle idee; secondo Olson gli scienziati, pur avendo ragione … rischiano di fare la fine dei Dodo; in realtà il messaggio non è proprio corretto, in quanto sarebbe l’intera specie umana a rischiare di fare la fine dei Dodo, non i soli scienziati …].  Sul film anche un articolo sul NYTimes: “Eager to Tell the Stories of Science, a Biologist Evolves”, linkato alla pagina del NYTimes sull’evoluzione
Nell’articolo si informa poi dell’uscita di un paio di libri scritti da scienziati contro l’ID:
Two new books provide valuable defenses of evolution and dissections of ID.
In Intelligent Thought: Science versus the Intelligent Design Movement, edited by John Brockman, a variety of scientists and scholars address diverse aspects of evolution and ID. In Why Darwin Matters: The Case Against Intelligent Design, Michael Shermer, publisher of Skeptic magazine and columnist for Scientific American, presents a wide-ranging argument.
Probabilmente negli ultimi mesi qualcosa è cambiato anche fra gli scienziati USA, e in particolare fra i biologi, gli zoologi e gli evoluzionisti; forse una conseguenza del successo del processo di Harrisburg? sembra infatti che abbiano deciso di organizzarsi e coordinarsi, come si vede nella pagina web comparsa l’1 agosto nel sito web della Society of Systematic Zoologists: viene presentato il documento che delinea il progetto “Countering the Wedge , un progetto pluriennale per contrastare il creazionismo e l’ID nelle scuole, gestito da tre società scientifiche (Society for the Study of Evolution, the Society of Systematic Biologists, and the American Society of Naturalists) che hanno riunito un comitato costituito da Massimo Pigliucci (si’, c’e’ anche un romano!), David Baum, and Mark McPeek. Allegati al documento ci sono la sentenza del giudice Jones di Harrisburg, e il "Wedge document" del 1989 del Discovery Institute in cui si delineava la “strategia del cuneo”  (chiarisce bene tutto la definizione di Wedge Strategy che si trova nella Wikipedia) che dovrebbe, facendo leva sul creazionismo contro l’evoluzionismo, modificare profondamente la definizione di scienza che da qualche secolo, escludendo le spiegazioni che fanno ricorso al soprannaturale, caratterizza, con grande successo, la cosiddetta “cultura occidentale”.
Sarebbe utile che anche in Europa e in Italia le società scientifiche si muovessero a difensa dell’attuale definizione di scienza, che non ricorre a spiegazioni soprannaturali? Sarebbe utile e forse inevitabile se anche in Europa e in Italia sorgessero organizzazioni (come il Discovery Insitute) che fanno propria la strategia di modificare la definizione di scienza attualmente utilizzata in Europa e in Italia, o se organizzazioni esistenti ritenessero utile muoversi nella stessa direzione.
Nonostante uno sbarco in Europa, a Praga nel settembre del 2005, con un convegno dedicato all’Intelligent Design (“Darwin and Design”), il Discovery Institute non sembra avere ancora una sede operativa efficiente in Europa.
In Europa invece si muove da tempo una ricchissima fondazione USA, la Fondazione Templeton, nata in ambiente cristiano riformato; come si vede nel sito web
, nel 2005 e nel 2006 ha elargito un premio individuale di addirittura 1,5 milioni di $ ad un “leading advocate for the convergence of science and religion"  per “progress toward research or discoveries about spiritual realities". Questa fondazione avrebbe obbiettivi vicini, ma non sembra è proporre una nuova definizione di scienza: “to pursue new insights at the boundary between theology and science through a rigorous, open-minded and empirically focused methodology, drawing together talented representatives from a wide spectrum of fields of expertise". 
Recentemente questa fondazione ha preso decisamente le distanze dal gruppo del Discovery Institute, ritenendolo, nonostante quello che sostiene il DI e che a questo punto ormai ripete solo chi ne capisce poco di scienza, un gruppo politico più che scientifico (nell’articoloCreation myths” scritto nel 2006 da R.Hazen, un geofisico, nella rivista della fondazione “In Character” si legge, a proposito del processo di Harrisburg:
Scientists may have won the battle over teaching creationism in the science classroom, but we haven’t won the war.
The latest creationist challenge to the science curriculum comes from the intellectually flaccid doctrine of “Intelligent Design”. ID is not a new idea. Decades before Darwin, the British philosopher William Paley argued that the exquisite adaptations of plants and animals could not have arisen by chance..
Qualche dubbio comunque c’è, oltre allo stupore per l’enorme disponibilità finanziaria: si può infatti leggere un intervento critico su questa fondazione (THE TEMPLETON FOUNDATION: A SKEPTIC'S TAKE [4.05.06] by John Horgan), che comunque si inseriva in un ampio dibattito (sul sito di Edge il 25/4/06 alcuni interventi, fra cui quello di D.Dennett: “On "The Templeton Foundation: A Skeptic's Take" By John Horgan“; e Anjana Ahuja sul TimesOn Line del 17/4: “I'm so sorry, you fellows, but I always religiously avoid your sort”); la Templeton Foundation ha finanziato molte iniziative e centri di ricerca su scienza e religione soprattutto negli USA ma anche in Europa (l’European Society for the Study of Science And Theology ad esempio in Italia la fondazione (certamente cristiana ma probabilmente non cattolica) supporta il Master in Scienza e Fede della università pontificia dei Legionari di Cristo.
Questi successivi quattro links evidenziano, su un tema che ci interessa, alcuni degli strumenti di lavoro e delle posizioni della fondazione (ad esempio il giudizio sull’ID!): Center for Theology and the Natural Sciences (CTNS), CTNS articles, Theistic Evolution: A Christian Alternative to Atheism, Creationism, and Intelligent Design
, What is the problem with Intelligent Design? Ne sentiremo parlare ancora ….
Come ci ricorda, proprio sull’ultimo numero della rivista della fondazione, una frase di R.Hazen appena citata (che sembra seria) ….
we scientists haven’t won the war”

 

4/8/06-IT:

·         L’articolo sul Foglio si intitola “Il platonismo high tech della scuola di Seattle”; oggi viene intervistato Casey Luskin, un biologo del Discovery Institute che ha curato anche il volume con cui il DI contesta il giudice Jones: “Traipsing Into Evolution” Legal Experts Analyze the Impact of the Dover Intelligent Design Trial” (qui alcuni links con commenti al libro; occhio ai siti creazionisti!). Nonostante ormai dovrebbe aver capito che non c’è certo nessuna teoria, forse nemmeno un’ipotesi seria ma probabilmente solo una fede e un mazzo di dubbi dietro al Progetto Intelligente, che non ci siano migliaia di scienziati ma un piccolo gruppo che ha problemi di identità (ma non di finanziamento) l’articolo inizia presentando il contrasto fra quelle che vengono definite due teorie, una appoggiata da quasi tutti gli scienziati del mondo, e l’altra che ha a disposizione solo “una scalpitante ultima generazione degli attivisti” (quanti sono?). Incuriosisce l’introduzione di Luskin alla spiegazione dell’ID: “una teoria che sostiene che alcuni aspetti della vita e della natura possono essere meglio spiegati attraverso una causa intelligente”; interessante … e si ferma soddisfatto ma poi non dice altro…! Una persona intelligente può credere a una teoria … che si ferma alla premessa …? Strano e masochista anche il punto in cui Luskin  lega l’ID alla libertà di culto, e pretende che poi venga accettato a scuola. Strano che si esprima così: Sia Chapman che il giudice avevano ben spiegato che si sapeva a priori che era il modo migliore per perdere il processo. La scuola pubblica USA, per non favorire nessuna delle decine di religioni, non accetta insegnamenti religiosi a scuola.  Un altro punto in cui Luskin svicola clamorosamente è quando evidenzia che “L’ID dice che molta della complessità della vita è il risultato di processi intenzionali, non casuali e guidati da intelligenza. C’è quindi una distinzione profonda tra le due teorie”; correttamente evidenzia il punto di massimo contrasto fra la teoria dell’evoluzione e le sue ipotesi non dimostrate o non dimostrabili (scelga lui, ma siamo al punto in cui la scienza si distingue dal resto); e poi anche qui non conlude il discorso.
Curioso notare anche con Luskin la ripetizione di un ritornello che è un ottimo espediente dialettico ma che ricorda molto le illusioni mentali su cui si basano le truffe telematiche: “non possiamo dire chi è il progettista perché non sta scritto da nessuna parte; noi vogliamo rimanere in ambito scientifico e quindi ci atteniamo a quanto si può dimostrare”; splendido! E chi ci crede che hanno dimostrato qualcosa?  E in effetti anche al giornalista a questo punto sfugge            il dubbio che siano fondamentalisti religiosi…
Una frase ricorrente “le evidenze scientifiche ci mostrano un disegno intelligente” è estremamente interessante, in quanto esprime molto bene la situazione culturale nel mondo prima della pubblicazione della teoria dell’evoluzione di Darwin; chi ha letto Darwin (ma anche chi si fida di chi ha letto Darwin…) sa che Darwin ha impiegato 30 anni per dimostrare che non c’erano prove del progetto intelligente proposto da W.Paley, in cui lui stesso prima credeva.
Riguardo a Luskin, in una recensione al libro “Traipsing Into Evolution” si citano un paio di testimonianze che nessun libro può difendere e che hanno contribuito pesantemente (giustamente) alla condanna:
two Discovery Fellows, Michael Behe and Scott Minnich testified as experts. 
Both were asked under oath if ID was science. Both had the choice to answer truthfully or to lie and prevaricate.  To their credit, they answered truthfully. Minnich testified that ID was not science and Behe testified it was as scientific as astrology. Based on this evidence from ID's own proponents, the judge not surprisingly found that ID was not science”.
L’articolo di Franceschelli sul Riformista ha per titolo “Il disegno intelligente? Fatto a pezzi dalla teodicea di Giobbe”; vi si ricorda di come anche Darwin all’inizio credesse nel “disegno intelligente” (ma la versione del reverendo protestante W.Paley, non l’ipotesi attuale basata su una scienza senza metodo scientifico).

 

5/8/06-IT:

·         Continua la serie di articoli di O.Franceschelli sul Riformista; oggi il suo terzo contributo al dibattito si intitola “L'odissea evolutiva non esclude Dio, ma gli pone domande”

 

7/8/06-IT:

·         Nel sito del Master in Scienza e Fede della Regina Apostolorum si annuncia che a Rimini il 22/8/06, al Meeting di CL, si terrà la presentazione del libro che contiene gli atti di un convegno tenutosi nel 2003 dal titolo “L´evoluzione: crocevia di scienza, filosofia e teologia”. Sapremo, dalla lettura di quel libro “Qual è lo statuto epistemologico dell’evoluzionismo. [Capiremo se] dobbiamo considerare l’evoluzione un fatto, un fenomeno della natura, o piuttosto un’ipotesi, una teoria, una legge”.  [Non sarebbe meglio a queusto scopo, usare un buon dizionario o il DISF?]
Possiamo intuire che l’estensore della presentazione non voglia far capire fin dall’inizio da che cosa distingue l’evoluzione dalla teoria dell’evoluzione), comunque sicuramente (non avendo le ruote) possiamo escludere che l’evoluzione … sia un tram …; SUVVIA, non ci dovrebbero essere dubbi, non è difficile! nel 2004 lo stesso attuale papa aveva accettato in un documento da lui firmato la discendenza comune (“common descent”, che non piace molto al Discovery Institute… che preferisce l’”uncommon descent”) di tutti gli attuali esseri viventi da un unico essere vivente ancestrale. Se non ci sono novità significa che l’evoluzione rimane anche quest’anno un fatto e che una specie può quindi scomparire o trasformarsi in un’altra specie. Speriamo in una frase un po’ retorica e non in parole in libertà ...: l’evoluzione due anni fa, nel 2004, era un fatto anche per il papa.
Curiosa anche la conclusione della frase citata precedente: In realtà è questo un argomento che la scienza e la cultura di oggi dibattono con la stessa energia con cui nei secoli XVI e XVII si confrontavano i due «massimi sistemi del mondo», quello tolemaico e quello copernicano”. Sembra una minaccia, dato che fra le energie in gioco allora si metteva anche il fuoco …  e dato che solo 350 anni dopo la Chiesa ha ammesso l’errore, pur avendo tratto vantaggio dal fatto che si era liberato Dio dai lavori pesanti nell’universo, per cui ha potuto dedicarsi a tempo pieno all’evoluzione biologica ….

 

7/8/06-USA:

·         Francis S. Collins, ex direttore dell’Human Genome Project e ora direttore del National Human Genome Research Institute racconta il suo percorso di vita personale, da ateo a cattolico, nel libro appena uscito "The Language of God: A Scientist Presents Evidence for Belief" (Free Press, July 2006). Ne parla in questa intervista su SFGate
Science, with all of its appropriate demands to rigor, really only applies to investigating the natural world. If one decides that the natural world is the only interesting place to study, well, then science will do. But as you get a little bit more thoughtful about it, there are a lot of really important questions that science can't help you with. Science is powerless to come anywhere near answering those questions. And yet, for most of us, we probably would be well served to think about those things”.
Forse, pur da cattolico, esprime con molta delicatezza un concetto molto forte (lasciamo Dio fuori dall’evoluzione biologica, che è un evento che la scienza dovrebbe poter analizzare liberamente con gli strumenti adatti di cui dispone…) simile a quello espresso, certo in un modo un po’ “brusco” da un ateo come D.Dennett (citato qui sopra il 20/8).

 

8/8/06-IT:

·         Sul Foglio il quinto articolo dell’indagine sull’ID (“Cercare l’evoluzione e trovare Dio in un batterio”). Oggi si intervista uno dei migliori cervelli del Discovery Institute, Stephen Meyer. Nessuna domanda cattiva (nonostante nel primo articolo si parlasse correttamente della sonora sconfitta al processo, che aveva messo in luce come nella Wedge Strategy

 

ci fosse poca scienza e invece molta politica e soprattutto religione); invece … si registra pure qualche imprecisione (“batterio flagellum”; “Body plants”?!, disegnatore o designer?). Non sembra si ricordi che aveva promesso di “esplorare la sincerità, i bisogni e gli obiettivi delle persone coinvolte“ nel processo.
         A questo punto però una domanda tendenziosa dell’intervistatore, preceduta da una certificazione non richiesta, richiama ancora alla mente le premesse promesse nel primo articolo:
         “A spingermi non è una necessità di parteggiamento, quanto un desiderio di verifica della possibilità del confronto tra due percezioni contrapposte che pure, credo, trovano il modo di convivere in noi – salvo che ciascun individuo ha il suo modo per tacitarne una e accodarsi all’altra” e “un’inchiesta, che non punti a definire una verità o una prevalenza, ma piuttosto esplori la sincerità, i bisogni e gli obiettivi delle persone in essa coinvolte”.  La certificazione/domanda è la seguente: “Tutto ciò che affermate sembra suffragato da prove. Perchè le vostre teorie ricevono accoglienze così brutali?”.
         Divertente come Meyer racconti quel che vuole sulle più importanti scoperte fatte dalla biologia nell’ultimo secolo. Che cosa c’entra l’ID? Spero che nessuno creda che quando dice “le cose che stiamo scoprendo sulla cellula” alluda davvero a scoperte del suo gruppo!! Comunque il dubbio al lettore non viene! Qui il biologo evoluzionista cattolico Kenneth Miller spiega come e perché si debba smettere di usare la storia del flagello per difendere l’ID.
         Un’altra frase di Meyer che fa scattare un campanello di allarme anche in un cattolico è “Personalmente sono scettico sul fatto che tutti gli organismi siano accomunati da una medesima origine, ma questo non ha a che vedere col mio sostegno alla teoria dell’ID“; come fa a dire che accetta l’evoluzione avendo dei dubbi sull’origine comune di tutti gli organismi viventi, che è accettata anche dalla Chiesa Cattolica (Ratzinger, 2004)? Più evoluzioni separate potrebbero essere un’alternativa, ma non certo uno scenario più semplice da spiegare! Un’altra idea senza senso poco dopo: “La teoria dell’ID dice l’opposto: la vita non dà la sensazione d’essere stata progettata, ma è stata progettata da una reale intelligenza e non da un processo casuale che imita i procedimenti di un disegno intelligente” questa non è la spiegazione di una teoria scientifica, ma di una fede religiosa, sembra evidentissimo.
Della riunione conviviale da Ratzinger a Castelgandolfo ai primi di settembre parla anche un articolo nel sito http://www.korazym.org/ nella parte news della sezione “Lo sapevate che”. E’ un articolo leggero, ben disposto verso tutti (si intitola appunto “Darwin e Dio: la virtù che sta nel mezzo”), e si apprezza la presenza del Card.Schönborn (e non quella del biologo evoluzionista …); l’argomento viene affrontato con una “penna” guidata un po’ sportivamente (“
La scimmia da una parte, con la teoria e le prove scientifiche; la volontà di Dio dall’altra, con la creazione” [!!!]; “I termini della questione sono noti. Nel corso dei secoli è stata individuata una evoluzione della vita sul pianeta che riconosce in Charles Darwin (1809-1882) il suo padre incontrastato” [!!!])  e, dopo citazioni di GP2, Forte e Schönborn … si schianta alla fine (o meglio … fa schiantare il povero Darwin!) contro … una citazione di A.Zichichi…: “quella di Darwin è una teoria affascinante ma non è scienza . A questo punto non si capisce più niente, almeno noi: poco prima aveva citato addirittura la frase in cui GP2 invece aveva detto nel 1986 che la teoria di Darwin era non solo scienza ma anche “più che un’ipotesi” e più avanti anzi lo stesso GP2 aveva ben chiarito che era una una “teoria” scientifica che aveva trovato “molteplici e non cercate” conferme!

 

9/8/06-IT:

·         Siamo ormai al sesto articolo del Foglio sul dibattito [pro e] contro l’evoluzionismo, e nonostante si citino alcuni dubbi, e lo stesso intervistato confermi la correttezza e la inevitabilità della condanna delle posizioni del Discovery Institute al processo di Harrisburg, il giornalista procede…. L’articolo è intitolato “L’ora di religione di Darwin e la fonte dell’esistenza”; nel sottotitolo si notano termini (come “totalitarismo scientista”) che non fanno molto riferimento al testo e tanto meno alle promesse di imparzialità iniziali, ma che fanno sospettare la frequente presenza in redazione di .. qualche anziano scienziato col chiodo fisso dello scientismo.
Oggi si intervista un esperto di libertà di educazione. Di fronte alla strana domanda dell’intervistatore sul fatto che quelli del Discovery Institute siano creazionisti mascherati (strana perché chi la legge trova nella sentenza

del giudice Jones la dimostrazione!) l’esperto conferma ancora che sono spinti da motivazioni religiose; già lo aveva infatti detto prima, quando si era limitato a pensare che la sentenza di condanna fosse inevitabile, ma che il giudice non avrebbe dovuto inchiodarli con una dimostrazione che non lasciava speranze di redenzione futura.


                        Forse a questo punto la sua consulenza avrebbe anche potuto finire: se la questione è, come dice, religiosa, negli USA sappiamo che prevale l’autonomia della famiglia e la scuola statale non può intervenire; troppe sono infatti le religioni riconosciute negli USA (1300?), come ben sa l’intervistato, cha magari avrebbe potuto anche ricordare al giornalista che negli USA tutte le religioni hanno uguali e rilevanti diritti mentre la situazione italiana, con una sola religione riconosciuta, è ben diversa e secondo lui (direttore di un centro che si occupa proprio di questo) poteva limitare la libertà educativa, un bene che la scuola pubblica USA cerca di rispettare.
                             Ed ora aspettiamo ancora per vedere se finalmente intervisterà qualcuno dei biologi che in questi decenni hanno reso grande e potente la scienza e quindi anche l’economia USA, che attira tanti dei nostri migliori cervelli che certamente credono (… come il papa) nell’evoluzione ma anche nella teoria dell’evoluzione’. A proposito: i lettori riusciranno a mantenere distinti nella loro testa i concetti di evoluzione e di teoria dell’evoluzione? Basta consultare anche solo la Wikipedia in italiano (meglio in inglese!) per leggere nella voce Evoluzione questa chiarissima frase: “i progressi della paleontologia e della biogeografia hanno conferito validità scientifica all'evoluzione delle specie. Il dibattito si è così spostato su un altro tema: ci si interroga sulle modalità e le dinamiche dell'evoluzione e quindi sulle teorie che la possono spiegare”. Oggi pochi al mondo (qui ce n’è uno! Ma ora sembra sia in prigione per evasione fiscale…) si sognerebbero di contestare l’evoluzione come FATTO; ci crede anche il papa …; una frase come “l’idea che insegnare soltanto l’evoluzione nelle scuole americane costituisca una risposta corretta ai desideri della cittadinanza è completamente sbagliata” trova oggi d’accordo solo Kent Hovind e i suoi amici YEC (Young Earth Creationists)  negil USA. Per favore …

 

9/8/06-USA:

·         L’AAAS (American Association for the Advancement of Science, editor della rivista Science) ha realizzato un’iniziativa estremamente interessante ed originale:
In an unusual undertaking for a science society, the American Association for the Advancement of Science has produced a new book that discusses evolution and the rich diversity of Christian responses to the theory along with the quest for common ground on what has become a contentious issue in many school districts across the nation.
The book, The Evolution Dialogues

  …..


As the book's prologue notes, "there are deep misunderstandings about what biological evolution is, what science itself is, and what views people of faith, especially Christians, have applied to their interpretations of the science. With this volume, AAAS seeks to correct some of those misunderstandings."
The book, written by Catherine Baker and edited by James B. Miller, tells why evolution is not a hypothetical idea but rather is the essential framework for modern biology. It discusses new observations that have led to revisions in the theory since the time of Charles Darwin, including new views on why the giraffe's neck is long. But it emphasizes the underlying principles of evolution that continue to stand the test of time: all species, living and extinct, are related to each other and the forms of life that populate the Earth have changed over time and continue to change.
           
Ne parlano l’NCSE ed Eureka Alert
Nel Blog evoluzionista Panda’s Thumb interessante intervento (“Wells vs tiny flies
) sul problema della lista degli articoli peer-reviewed che sosterrebbero l’ipotesi dell’ID. Viene notato che l’elenco più recente clamorosamente non riporta più un articolo del 2005 sul flagello di uno dei maggiori esperti del DI, J.Wells. Secondo l’autore dell’intervento l’articolo, pubblicato sulla Rivista di Biologia, sarebbe stato tolto dall’elenco più recente in quanto presenta un’ipotesti testabile sull’ipotesi dell’ID. Che verrebbe smentita.

 

10/8/06-IT:

·         Settimo articolo sul Foglio, con ancora un’intervista ad uno di quelli dell’ID! Oggi tocca a uno scienziato, il biochimico M.Behe (“L’universo e il DNA sono una perfetta trappola per topi” [??]); gentilmente il giornalista ricorda che nel sito web del suo dipartimento di biologia i suoi colleghi fanno trovare ai visitatori una chiara condanna (“Department Position on Evolution and "Intelligent Design" ) per le ipotesi non dimostrate scientificamente da Behe. Ovviamente viene spiegato quali sono i citeri del metodo scientifico che Behe non rispetta:
            “It also demands the utmost respect for the scientific method, integrity in the conduct of research, and recognition that the validity of any scientific model comes only as a result of rational hypothesis testing, sound experimentation, and findings that can be replicated by others.”) e quindi si conclude: "For us, Dr. Behe's position is simply not science. It is not grounded in science and should not be treated as science," said Neal Simon, the biology department chairman. "We hesitated to make a public response because it seemed impossible, literally impossible, that anyone would see ID as a serious alternative to the theory of evolution. As we predicted, the overwhelming majority of scientists dismissed ID as nonscientific. What we failed to predict is that the creationists and their ID compatriots would take their case to America's children, local school boards and scientifically illiterate politicians".
           
Già nella seconda frase dell'articolo torna un’errore che c'era già in uno precedente. Per far capire l’ID … si racconta agli italiani la “scoperta rivoluzionaria” del “batterio flagellum”; in realtà si tratta del “flagello batterico”, un organulo della cellula batterica; è uno degli argomenti che si incontra inevitabilmente in qualsiasi testo sull’ID (anche le voci su Wikipedia in inglese  e in italiano spiegano chiaramente che Behe trova conveniente fare l’esempio del flagello - in italiano si chiama così, mentre in inglese si usa il termine latino - di E.coli) e che lo stesso giornalista definisce “una scoperta così rivoluzionaria da rischiare la persecuzione”. Sempre a proposito di questo equivoco, più avanti, una risposta di Behe (“Quasi tutto nella cellula è molto complicato”) sembra non in relazione alla domanda “Ho letto dei suoi studi sul batterio flagellum. E’ un caso unico da lei riscontrato?”.  
Curioso il fatto che se si cerca “flagellum” su Google in italiano si trovano quasi solo pagine connesse con l’ID. Aprire un libro italiano di biologia no, eh?! Qui il biologo evoluzionista cattolico Kenneth Miller spiega come si debba smettere di usare la storia del flagello per difendere l’ID.
Interessante notare che, pur intervistando uno dei pochissimi scienziati dell’ID, non si parla di nuove scoperte scientifiche alternative ma solo di dubbi e perplessità sulle spiegazioni attuali. Come si capisce bene anche nel testo che riguarda l’altro articolo sul Foglio di oggi … questa NON è scienza. Purtroppo non è chiaro a chi rimane sedotto da questi discorsi che tutta la scienza è piena di dubbi; il dubbio è normale, è il motore della ricerca scientifica
Non bisogna dimenticare che uno dei più pesanti giudizi negativi sull’ID è arrivato, prima che dal giudice Jones, dall’Amministrazione USA, e in particolare da John H. Marburger III,  responsabile dell’Office of Science and Technology Policy della Casa Bianca, che si è espresso il 5/3/04 in difesa dell’evoluzione

  (

"Evolution is a cornerstone of modern biology," adding, "Much of the work supported by the National Institutes of Health depends heavily on the concepts of evolution. President Bush has supported the largest increases in the NIH budget in history.") e il 22/2/05 contro l’ID ("Intelligent Design is not a scientific theory." And that's not all -- as if to ram the point home, Marburger soon continued, "I don't regard Intelligent Design as a scientific topic")
Sempre sul Foglio un articolo (“Benedetto seminario”) sul brain storming sull’evoluzione e la creazione organizzato dal papa per i suoi allievi ai primi di settembre (vedi la notizia qui sotto in data 2/8/06). L’articolo  è scritto da un importante esponente radicale, Angiolo Bandinelli, che esprime un certo ottimismo sui risultati, auspicando che si rimanga ben lontani dalle posizioni dei protestanti USA; lo fa anche sulla base dell’ultimo articolo di De Rosa su La Civiltà Cattolica. Bandinelli fa  notare una frase di De Rosa che difficilmente avremmo trovato finora nei sottotitoli o in evidenza su alcuni quotidiani: “la maggior parte degli scienziati ritiene valida la selezione naturale e il mutazionismo casuale”; non manca comunque la solita precisazione (di solito è questa invece la frase più evidenziata nei sottotitoli nei quotidiani “incerti”…): “gli altri scienziati ammettono il fatto dell’evoluzione ma negano che la spiegazione sia sufficiente” contrariamente a quanto dice, rischiosamente, Bandinelli (“mi pare che De Rosa rimanga dentro ad un dibattito a carattere scientifico”), questa seconda frase invece fa uscire dal metodo scientifico De Rosa e tutti quelli che si illudono sia sufficiente buttare lì una frase così per distruggere una teoria scientifica. Una teoria non è la verità, non è eterna e sopravvive fino a che non ci sono alternative, che devono essere dimostrate sperimentalmente più efficaci nello spiegare i fenomeni reali.
Bandinelli però sbaglia nel ritenere che in Italia non si potrebbe chiedere ad un insegnante di fare una premessa critica prima di parlare di evoluzione: hanno infatti fatto di peggio, intervenendo ad un livello più elevato: nel 2004 si è cercato di evitare questo rischio … abolendo addirittura l’evoluzione dai programmi della scuola media …!).
Credo sbagli però soprattutto nel giudicare il caso un concetto finalistico che la scienza non dovrebbe mai usare; è vero che un evento casuale, prodotto di un insieme magari infinito di fattori, è assolutamente imprevedibile e non spiegabile, ma non dimentichiamo che è proprio il caso (che è creativo pur facendo a meno di un progetto divino intelligente, quello si finalistico) che non è accettato (in questo caso) della Chiesa; certo, potrebbe procedere se ammettesse che il caso SIA Dio, ma a questo punto avrebbe davvero ragione Bandinelli a protestare con ancora maggior vigore …..

 

10/8/06-USA:

·         Sembra che per la prima volta qualcuno abbia proposto di istituire anche un Darwin Award collettivo (“Congregation Narrowly Misses "Large Ensemble Darwin Award"): è crollata una chiesa metodista costruita senza permessi nè controlli. Grazie a Dio … non c’era nessuno al momento del crollo…

 

11/8/06-USA:

Articolo nel NCR (The pope's Schülerkreis takes on 'Creation and Evolution')

 

con varie e interessanti informazioni sui partecipanti al brainstorming di Castegandolfo e con un’intervista al segretario del gruppo, Stephan Horn.
Preoccupante una risposta di Fr. Stephan Horn, the informal chair of the Schülerkreis,
            “How are the speakers chosen? In the case of the theme "Creation and Evolution," we selected two principal speakers: Professor Peter Schuster and Cardinal Schönborn. But given the vastness and the complexity of the theme, it seemed useful to have two other experts with us as participants, a philosopher (Professor Spaemann) and a scientist (Fr. Erbrich)”.
            Nello stesso articolo si chiarisce che Erbich è “emeritus professor of natural philosophy from the University of Munich” e sembra che il giornalista del NCR pensa che “doubts about the scientific case for evolution may come from Erbrich, whose work is frequently cited by "intelligent design" advocates”. In effetti si racconta che 
Perhaps the most famous Achilles's heel in Darwin's theory was the lack of fossil records to demonstrate a smooth progression of intermediate forms between one species and the next. Darwin himself said future discoveries should plug the gap, but that has not happened.
Experts, however, sometimes suggest that where the fossil record has failed, molecular biology has triumphed. At the molecular level, they argue, one finds precisely the relatively smooth transitions that evolution predicts.

In an influential 1985 essay, however, Erbrich poked holes in that claim. Proteins with essentially the same structure and function, he said, are found even in very distantly related species. To explain this, evolutionary theorists would have to posit that essentially the same proteins developed two or more times, independently of one another, and both by chance. "The probability ... of the convergent evolution of two proteins with approximately the same structure and function is too low to be plausible, even when all possible circumstances are present which seem to heighten the likelihood of such a convergence," Erbrich wrote.
From there, Erbrich drew a broader conclusion. "Why does the scientific theory of evolution hold on to the concept of chance to the degree it does?" he asked. "I suspect it is the fact that there is no alternative whatsoever which could explain the fact of universal evolution, at least in principle, and be formulated within the framework of natural science. If no alternative should be forthcoming, if chance remains overtaxed, then the conclusion seems inevitable that evolution and therefore living beings cannot be grasped by natural science to the same extent as non-living things -- not because organisms are so complex, but because the explaining mechanism is fundamentally inadequate."

Ci sono poi valutazioni sull’unico filo-evoluzionista presente, P.Schuster:
Following Schönborn's New York Times piece, Schuster wrote a critical response, for the journal Complexities. His blunt conclusion:
"Darwinian evolution … is an empirical scientific fact, a fact in the same class with the Copernican solar system, Newtonian mechani