[Prof.Daniele Formenti]

GLI ANTI-EVOLUZIONISMI IN ITALIA
RASSEGNA STAMPA - dal 1’gennaio 2007 al 31/12/2007

Rassegne stampa degli anni precedenti (2003/2004 - 200520062007) – e di quello successivo (2008)

Vai ai Documenti per capire le critiche alla teoria dell’evoluzione  -  Mappa dei diversi creazionismi, vecchi e nuovi

Come il TG2 il 29/11/07 ha presentato l’evoluzione agli italiani (con uno sconcertante “intervento” del Card.Martino); 

 

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RASSEGNA STAMPA DEL 2012

NB: Gli articoli sono disposti in ordine cronologico inverso: in alto i più recenti

 

 

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DICEMBRE 2007

30/12/07-IT

·                     Per finire l’anno in bellezza, un’opinione sul sito web del quotidiano on line Petrus (“Padre Amorth torna all'attacco: "Molti Vescovi e preti non credono più all'esistenza di Satana"), critica sulla scienza ma anche sulla ... gerarchia cattolica da parte dell’esorcista della diocesi di Roma, fondatore dell'associazione internazionale degli esorcisti (!): “padre Amorth assieme ai tanti colleghi, ''grazie a Dio cresciuti nel corso degli ultimi anni'', rilancia l'attacco ''all'Italia fortemente materialista, priva di fede, che crede solo a cio' che scientificamente vede, e agli uomini di chiesa, che non predicano piu' ne' sull'Inferno ne' sul Paradiso''. Come si legge non è gentile nemmeno con vescovi e preti troppo razionali e che prudentemente non allargano abbastanza la ragione …; si lamenta infatti che questi “non credono piu' all'esistenza del demonio e ignorando la realtà spirituale negativa non riescono a illuminare le persone bisognose d'aiuto, che, non avendo risposte ai loro disturbi psichici e alle loro pene esistenziali, si rifugiano da maghi e cartomanti pensando di trovare risposte, senza contare coloro che allungano la lista prolifica delle sette sataniche contribuendo cosi' all'incessante fiorire dell'occultismo”. Sembra che padre Amorth, a differenza dei due ultimi papi che comunque propongono due soluzioni del tutto contrapposte, non sia affatto angosciato dalla competizione con … la scienza ma da quella con … maghi e cartomanti … sette sataniche … occultismo.

[E pensare che da domani siamo nel 2008, nel mitico terzo millennio buona fortuna a tutti … speriamo che il caso sia favorevole a ben più del 50% dell’umanità …]

 

28/12/07-IT

·                    Potrebbe essere divertente ma non lo è affatto, in quanto è la prova di contrasti o confusione (nel caso peggiore) o di una svolta (nel caso migliore). Oggi l’Agenzia vaticana Propaganda Fides ha pubblicato un lungo e articolato documento (“CAMBIAMENTI CLIMATICI:TRA CATASTROFISMI E BUSINESS“) in cui si criticano le motivazioni che hanno permesso all’IPCC (il Comitato intergovernativo per i mutamenti climatici delle Nazioni Unite ) e ad Al Gore di vincere il premio Nobel per la pace. Da notare che il documento trae spunto non da ricerche scientifiche alternative, ma semplicemente da una sentenza sul film di Al Gore emessa da un tribunale inglese che evidenzia alcuni errori scientifici in un contesto che viene ritenuto comunque ragionevole (“Il film di Al Gore, pur essendo un ottimo prodotto comunicativo e pur tracciando un soddisfacente quadro d'insieme sul tema dei cambiamenti climatici, contiene delle inesattezze scientifiche che ne rendono necessaria la visione da parte delle scuole solo dietro note di accompagnamento aggiornate”.). Da questi difetti del film di Al Gore l’organismo vaticano trae addirittura la conclusione che “l’IPCC sia un organismo che appare disponibile ad alimentare i toni catastrofici e, quel che è più grave, a non dare spazio ad una vasta parte della comunità scientifica che prova ad avere in materia pensieri diversi”. Alla fine del documento (che spesso cita l’opinione contraria di quella che sarebbe “una buona parte della comunità scientifica”, fatta però soprattutto da economisti o magari perfino da un fisico cattolico non esperto anche di questi problemi …) ci sono citazioni di esponenti della commissione vaticana “Iustitia et Pax”, a cui non piacciono “forme radicali ed ideologiche  di ecologismo … Innanzitutto, perché subordinano l’uomo ad una presunta centralità della natura; in questa prospettiva tutto, uomo compreso, deve girare attorno alla natura, considerata come il centro verso cui tutto deve convergere”. [Non sarà magari il centro oggi, ma - almeno sulla terra - lo è stato per 3.5 miliardi di anni almeno … e scusate se non è poco …; le stesse opinoni “non catastrofiste” ammettono che i mari si alzano e si abbassano … per cui bisognerà almeno spostarsi … e questo sarebbe appunto comunque … una catastrofe]

L’’aspetto “divertente” e sconcertante è che nel mondo cattolico italiano ci sono oggi ben altre opinioni! C’è per esempio un’associazione ambientalista cattolica (Greenaccord) che parte da posizioni ben più basate sulla scienza e quindi sulla ragione, tanto è vero che nel loro sito web il 15/10/2007 sono lieti di annunciare che il presidente dell’IPPC, “PACHAURI (SOCIO ONORARIO GREENACCORD) e l'IPCC VINCE NOBEL 2007”. Nell’articolo si riporta anche un intervento che il socio onorario Pachauri fece quando aprì il primo Forum Internazionale di Greenaccord che si svolse a Rapolano Terme (SI) a metà ottobre del 2003.

Nell’intervento si citano fatti che smentiscono quanto scritto nel documento di Propaganda Fides … fatti contro propaganda?

l’IPCC sia un organismo che appare disponibile ad alimentare i toni catastrofici e, quel che è più grave, a non dare spazio ad una vasta parte della comunità scientifica che prova ad avere in materia pensieri diversi

 

forme radicali ed ideologiche  di ecologismo … Innanzitutto, perché subordinano l’uomo ad una presunta centralità della natura; in questa prospettiva tutto, uomo compreso, deve girare attorno alla natura, considerata come il centro verso cui tutto deve convergere”.

27/12/07-IT

·                    In un articolo sull’Unità (“Il pianeta delle scimmie è già qui”) si riportano i risultati di una recente ricerca sulle abilità matematiche di alcune macache.

·                    Un articolo su Repubblica (“Un anno per Galileo”) informa che l’ONU ha dichiarato il 2009 l’anno dell’astronomia. Fra centenari di Darwin e di Lamarck che cadono proprio nel 2009 non sarebbe stato meglio dedicarlo alla biologia…? Certo che se, come è stato verificato nell’ultima indagine OCSE-PISA, i ragazzi italiani non sanno a cosa sia dovuta l’alternanza giorno/notte, anche un ripasso di astronomia sembra proprio necessario… speriamo almeno che nessuno creda ancora che la terra è piatta …

 

26/12/07-USA

·                    L’agenzia APCOM informa (“USA2008/ SCIENZIATI SI RIBELLANO: DIBATTITO ANCHE SU NOSTRI TEMI”) che la biologia evoluzionistica sta cercando di entrare nella discussione per la scelta del prossimo presidente USA. Il problema e i rischi connessi sono stati sollevati da uno dei candidati, il repubblicano Huckabee, che “ha dichiarato di preferire il creazionismo bibilico alla teoria evoluzionistica di Darwin”. Ricordiamo che questo avviene in un paese in cui i creazionisti di diverso tipo sono almeno l’85% (ben il 47% crede addirittura che “God created man pretty much in his present form at one time within the last 10,000 years” mentre gli altri accettano l’evoluzione ma solo se “guidata” da un essere superiore).

A seguito di questa dichiarazione [e pensando di saper risolvere in breve tempo il problema di conoscenza che affligge l’85% degli americani…] un gruppo di scienziati preoccupati del fatto che a capo degli USA ci possa essere ancora una volta un presidente con idee irrazionali sulla natura e la scienza, ha lanciato un’iniziativa pubblica di informazione: “un gruppo di scienziati ha chiesto che i candidati alle primarie sostengano un dibattito anche sulla scienza. Il gruppo, ScienceDebate2008, ha reso noto con un comunicato che gli elettori hanno bisogno di conoscere le opinioni dei candidati, dato che "scienza e tecnologia sono al centro di un vasto numero di tematiche fondamentali per il nostro Paese e per il mondo intero".

Punto di partenza dell’iniziativa è un articolo di L.Krauss sul Wall Street Journal (“Science and the Candidates”) qui già citato in data 6/12/07. L.Krauss da tempo è impegnato su questi temi, e possiamo ricordare anche una sua lettera al papa (Text of Open Letter to the Pope on Evolution; scritta con i cattolici F.Ayala e K.Miller il 07/12/05, e ancora senza risposta) in seguito all’articolo del card.Schönborn al New York Times. Recente anche una sua lettera al LA Times del 16/12/07 (“Make Science Part of the Debate“) .

[Fa decisamente piacere vedere l’impegno che alcuni scienziati cattolici USA dedicano ad elevare il livello culturale e la comprensione della scienza e dei suoi meccanismi da parte degli americani. In Italia invece è evidente che i molti cattolici esperti di evoluzione, tranne F.Facchini, cerchino di evitare di collaborare a far chiarezza sull’evoluzione umana … come se temessero di contraddire il Card.Martino e il direttore dell’Avvenire. E’ infatti assurdo che nessun esperto cattolico abbia fatto notare al Card.Martino (dopo il suo intervento al TG2) che anche il Papa e perfino il Card.Schönborn concordano sull’evoluzione comune di tutti gli esseri viventi]

 

25/12/07-IT

·         Forse per far dimenticare che oggi è anche il compleanno di Newton (un esempio di indubbio uso ottimale della ragione umana…) sul sito dell’Occidentale (Magna Carta) un articolo (“Tutte le bugie della religione ambientalista”) presenta l’ecologia in un’ottica decisamente insolita e la rende probabilmente irriconoscibile anche agli stessi scienziati esperti di ecologia. Nessuno di loro immaginerebbe che “Il novecento potrebbe essere descritto dagli storici del futuro come il secolo dei sacrifici umani … anche per l’affermarsi di una ideologia che affondando le proprie radici nell’illuminismo e nel darwinismo, si impone a tutto l’Occidente, identificandosi nel sogno di una umanità sempre più perfetta e autodeterminata, libera dal bisogno di DioL’ideologia in questione è quella che gli scienziati chiamano ecologia”. Tutto questo per presentare un libro (non recentissimo)  che presenta la visione attuale dei problemi ambientali da un punto di vista privilegiato: la direzione di un Master in Scienze Ambientali cogestito da un’università pontificia e da un’università privata ma riconosciuta. Il libro “mina alla radice il pensiero ‘Eco’ svelando, attraverso delle attente analisi, le reali intenzioni dei movimenti ambientalisti celate dalla loro solo apparente innocenza 

Il novecento potrebbe essere descritto dagli storici del futuro come il secolo dei sacrifici umani … anche per l’affermarsi di una ideologia che affondando le proprie radici nell’illuminismo e nel darwinismo, si impone a tutto l’Occidente, identificandosi nel sogno di una umanità sempre più perfetta e autodeterminata, libera dal bisogno di DioL’ideologia in questione è quella che gli scienziati chiamano ecologia

24/12/07-IT

·         Sul quotidiano di Piacenza, Libertà, un’intervista («Ecco come l'uomo aiuta il Divino») a R.AIberoni sul suo ultimo sconcertante libro. Sconcerta anche l’intervista, in cui si ipotizza addirittura che l’intera umanita possa un giorno impazzire e rinunciare al metodo scientifico: “D. Però non si può più ignorare Darwin, la sua teoria è un patrimonio collettivo. R. «Si può, si può. Prima di Copernico, per millenni, tutti i popoli pensavano che la terra fosse piatta. Poi abbiamo scoperto che non era vero. Colombo ha scoperto l'America, poi è stata scoperta l'Australia, siamo andati sulla luna, ecc. Non mi stupirei se domani, un altro teorico, sollevando i vasti veli, che coprono la Creazione, da un altro angolo, dovesse proporci un'altra teoria sull'origine dell'universo e rettificare quella dell'origine dell'uomo. Curiosa la definizione di Colombo come “teorico”; non è poi chiaro come “domani“ un teorico potrà “sollevare i vasti veli che coprono la Creazione”.

 

23/12/07-IT

·         Speriamo che un giorno da qualche intercettazione telefonica realizzata per altri scopi si riesca a capire anche chi fa i titoli sui problemi dell’evoluzione biologica per il Corriere; sarebbe anche importante capire il perché; non è infatti la prima volta che negli articoli su questi temi non ci sia alcuna relazione fra il testo e il titolo, e inoltre sembra di notare una certa insistenza a insultare la biologia e a svilire senza motivo il lavoro degli scienziati (compreso magari l’autore stesso dell’articolo…) .
Solo due giorni fa il titolo di un articolo sul Corriere (“
IL CREAZIONISMO E' (QUASI) SCIENZA) promuoveva addirittura il creazionismo a scienza… mentre invece nel testo si spiegava il contrario, cioè che la Chiesa cattolica avrebbe addirittura accettato (magari fosse vero…!) la spiegazione neodarwiniana del processo evolutivo!
Oggi leggiamo un interessante articolo di PiatteIIi PaImarini con un titolo davvero sconcertante (“
Gli scienziati? Straparlano”) e incoerente sia con i principali concetti esposti nell’articolo, ma anche con la qualifica dell’autore (uno scienziato, che non intende straparlare) e dell’intervistato (un altro scienziato, anche lui non intende straparlare e viene giustamente presentato in modo positivo come “uno dei grandi maestri dell’evoluzionismo”).
In effetti una frase che giustificherebbe il titolo c’è, ed è un riferimento a quei pochi scienziati che difendono con molta veemenza la scienza di fronte ad accuse che arrivano da persone non competenti …; non riescono a  rimanere indifferenti di fronte ad esempio a chi si illude di poter annullare due secoli di ricerca biologica appoggiando un libro in cui davvero si straparla e facendo una pessima battuta in un’intervista?

Un titolo non coerente con il testo era stato messo anche ad un precedente articolo (4/11/07) dello stesso autore, tanto che aveva dovuto rispondere (deludendoli) a chi aveva applaudito … più il titolo che l’articolo.

·         Sull’Avvenire oggi ben tre articoli accennano a problemi che riguardano l’evoluzione; nel più ampio a pag 22 (“Il piano inclinato del nostro  Universo“) si parla di origine dell’universo in un’intervista con il professor William Shea che, all’Università di Padova, occupa la Cattedra Galileiana di Storia della Scienza. Non sembra gli piacciano le domande a sfondo religioso, a cui non risponde: “La vita e l’uomo erano attesi? Due miliardi di anni dopo il bing bang nell’universo c’erano solo idrogeno e un po’ d’elio. Troppo poco” insomma non dice se la vita e l’uomo erano attesi, ma fa capire che invece si sono fatti attendere per qualche miliardo di anni; “Sono migliorati i rapporti fra scienza, filosofia e teologia? La scienza non può ignorare la dimensione spirituale … i credenti hanno il dovere di studiare la scienza. Parlare di Galileo è attualissimo. Il suo caso può insegnarci a prevenire le incomprensioni. Interessante e insolito un articolo di Amaldi sulla crisi della scienza e della ricerca in Italia (“In Italia l’università rimane cenerentola”) nonostante la bravura dei ricercatori: “Abbiamo quindi capiscuola e gruppi di ricercatori che, nella maggior parte delle discipline, sono all’avanguardia. Ci sono anche i giovani entusiasti della bellezza del mondo naturale e pronti a sacrificarsi per comprenderlo meglio e per utilizzare queste conoscenze. Basterebbe premiare il merito finanziando adeguatamente i gruppi più citati sulle riviste internazionali”.

Lo stesso discorso viene ripreso in un altro articolo  (“Isole d’eccellenza, l’orgoglio non basta”): “da molti anni aumenta la forbice tra i finanziamenti per la ricerca in Italia e negli altri Paesi … la mancanza di mezzi rischia di minare il futuro della ricerca. Stiamo rischiando tutto. I 'cervelli' si sentono mortificati, non trovano il rispetto e il sostegno che serve… . La connessione tra asfissia della ricerca e crisi del Paese è evidente. La società della conoscenza, la passione della ricerca richiedono – e a loro volta inducono – una proiezione nel futuro. Se rinunciamo a investire sul futuro, l’impatto sulla società sarà a cascata.”. Come si vede ragionamenti abbastanza nuovi per l’Avvenire, di solito interessato a verificare se si tratta di scienza con fede o scienza senza fede. Dopo l’ultima enciclica i controlli “ai confini” … saranno più rigorosi.

La vita e l’uomo erano attesi? Due miliardi di anni dopo il bing bang nell’universo c’erano solo idrogeno e un po’ d’elio. Troppo poco

 

Sono migliorati i rapporti fra scienza, filosofia e teologia? La scienza non può ignorare la dimensione spirituale … i credenti hanno il dovere di studiare la scienza. Parlare di Galileo è attualissimo. Il suo caso può insegnarci a prevenire le incomprensioni.

22/12/07-IT

·         Curiosamente anche Moni Ovadia in un articolo su l’Unità ritiene utile l’uso come metafora dell’immagine del lupo e dell’agnello nel descrivere comportamenti arroganti (“Il lupo, l’agnello e i diritti”) nel definire i limiti che una visione ideologica vorrebbe imporre alla normativa che dovrebbe definire le diverse modalità di convivenza fra individui nella nostra società laica.

 

21/12/07-IT

·         Sull’Espresso un’intervista di Odifreddi a Cavalli Sforza (“Umani per caso”) in cui un esperto spera di convincere tutti (anche i vari tipi di creazionisti) di quali sono i fatti e quali le spiegazioni più convincenti

·         Il Corriere di oggi in un articolo dal titolo non illuminante [né illuministico] (“IL CREAZIONISMO E' (QUASI) SCIENZA”, non dimentichiamo che [nelle redazioni si sa che] troppi lettori si accontentano del titolo…) racconta dell’assurdo licenziamento della responsabile dei programmi scolastici di scienze nel Texas. E’ stata licenziata … per aver svolto correttamente il suo lavoro, non avendo mantenuto un’equidistanza fra scienza e mito nel caso dell’evoluzione. Aveva infatti inviato un’email in cui pubblicizzava una conferenza di Barbara Forrest, una filosofa della scienza che aveva contribuito alla sconfitta processuale dell’Intelligent Design ad Harrisburg, avendo dimostrato che l’Intelligent Design non aveva basi scientifiche ma anzi fosse addirittura basato su una truffa.

Mentre il titolo sembra creazionista, nell’articolo si sostiene erroneamente che “il darwinismo non viene seriamente contestato ed è accettato anche dalla Chiesa cattolica che lo considera compatibile con il cristianesimo”.

Basta vedere su YouTube un incredibile video (dal TG2 del 29/11, con cardinali e rettori di università pontificie schierati ideologicamente a fianco di laici inesperti contro Darwin senza nemmeno conoscerlo) per capire come la situazione sia (con  poca serietà e poca ragione) purtroppo ben diversa.

Questo servizio del TG2 è una delle migliori prove incontestabili del sostegno della Chiesa cattolica a iniziative (su base ideologica in quanto prive di alcuna base culturale, come evidenziato dall’intervista al card.Martino) contro gli aspetti della cultura scientifica “che non coincidono con il mondo descritto dalla Bibbia. Preoccupa non solo il fatto che sembra di essere ripiombati ai tempi di Galileo … ma che qualcuno nemmeno se ne accorga … tranne forse il card Ravasi che qualche settimana fa temeva questo rischio …

 

19/12/07-IT

·         Sembra che anche il quotidiano Libero arrivi a dar manforte ai due eroi italiani dell’antievoluzionismo, uno dei quali sostiene addirittura che ci sia un salto ontologico miracoloso fra una specie e l’altra e non solo nel caso dell’uomo. Se ne parla nell’articolo "Processo a Darwin" Perché un'ipotesi è diventata un dogma”. Si pubblicizza un loro libro di 25 anni fa e si scrive: “L'uno e l'altro, prof. universitari. L'uno e l'altro, facendo perno sulla propria disciplina, confutano i dogmi darwinisti. A suon di buoni argomenti scientifici. Ma l'accademia, tranne rare eccezioni, risponde con un assordante silenzio”.  E’ importante dire che sono (o erano, anni fa …) professori universitari, ma sarebbe ancora più importante però precisare che centinaia di altri professori universitari (e migliaia nel mondo) non sono affatto d’accordo con quasi tutte le idee esposte nel loro libro. L’articolo (e il libro citato) mostrano i loro limiti quando si leggee non c'è traccia di anelli di congiunzione tra una specie e l'altra; è la classica frase da creazionista biblico che non crede all’origine comune degli esseri viventi; è una frase inaccettabile per tutti quelli che credono nell’evoluzione biologica come fatto; pochi oggi la negano, e fra questi non ci sono né il Papa né i guru dell’Intelligent Design. Come fanno a non saperlo i difensori del Papa e dell’Intelligent Design?

·         Sulla Stampa un articolo (“EQUIVOCO PD TRA SCIENZA E PARTITO”) di T.Pievani sull’impostazione ben poco laica del Manifesto dei valori del PD nei punti in cui l documento si avvicina ai temi della religione e della scienza, che viene presentata addirittura come un prodotto culturale che deve essere controllato e temuto. Preoccupata la conclusione: “Una laicità religiosamente fondata, da cui far discendere una scienza addomesticata. E’ questo ciò che vogliono davvero gli elettori del PD?”. 

·         In un sito degli evangelici italiani si evidenzia in un articolo (“la fede tra scienza e ateismo”) il sostegno che viene dato ai profeti USA dell’Intelligent Design, ignorando i fatti che dimostrano la loro scarsa serietà e le iniziative truffaldine. Si pubblicizzano un paio di libri (di Dembski e Behe) di cui una casa editrice  evangelica (!) ha curato la traduzione italiana (!). Probabilmente ignorando i fatti dimostrati dal processo di Harrisburg e la condanna che arriva addirittura dalla John Templeton Foundation, si riesce a scrivere audacemente “l'autore espone la sua sfida all'evoluzionismo basata sulla scienza propriamente detta”.

Nello stesso sito evangelico si può trovare una critica del darwinismo e dell’evoluzionismo, con falsità (“Non è mai stato trovato nessun fossile che poggi il suo piede su due punti e mezzo, o che abbia la dentatura che sia una via di mezzo tra le due, per cui, manca l'anello di congiunzione tra le due specie”), prestando fede a fatti assolutamente impossibili (“il serpente era il più astuto di tutti gli animali ed esso disse alla donna”) anche se con qualche elemento di razionalità (“La prima ipotesi è che la scienza stia sbagliando tutto; e questo è abbastanza facile a dirsi, per chi non vi abbia mai avuto che fare. Io però, che ne ho studiata un po', non me la sento di definire tutti gli scienziati un branco di pazzi che stanno ingannando se stessi.”)

 

16/12/07-IT

·         Su YouTube un video in cui T.Pievani presenta il suo ultimo libro scritto con Carla Castellacci. Un altra videointervista (del 21/12) si trova nel sito web di P.Ricca e il dibattito sul libro continua su un blog

·         Anche Scalfari su La Repubblica (“È difficile essere laici nel paese delle chiese”) riprende il tema della laicità anche in relazione alle frasi critiche sulla scienza che ci sono nel Manifesto del PD.

 

15/12/07-IT

·         Deve essere frustrante per i teologi cattolici ripetere per anni che oggi non bisogna più leggere la Bibbia come se fosse un manuale di scienze e verificare che invece qualcuno (laico o religioso) continua a far riferimento ad essa quando deve scrivere o dire qualcosa sugli animali. Per fortuna quello che viene insegnato nei primi anni di vita (anche i teologi lo sanno bene) difficilmente si dimentica, tanto è vero che nessuno si lascia poi convincere nemmeno dal card.Ratzinger, quando personalmente garantisce che ogni cattolico debba credere con lui nell’evoluzione biologica e nell’origine comune di tutti gli esseri viventi (2004). Oggi leggiamo (sulla Repubblica) un articolo (“L'alleanza tradita tra l'uomo e gli animali”) in cui la Genesi viene usata quasi come se fosse un manuale di scienze; leggendo meglio e con attenzione l’articolo, in realtà viene il dubbio che la continua citazione del racconto della Genesi sia comunque solo uno spunto per descrivere soprattutto come l’uomo abbia gestito (male e con violenza) il potere che Dio gli avrebbe dato sugli animali (oltre che su altri uomini quando vengono considerati come animali …); lo stesso discorso si sarebbe forse potuto fare anche senza scomodare la Bibbia, anche perché non è chiaro se l’autore crede che la distruzione di piante e animali sia conseguenza del potere sugli animali che secondo la Bibbia Dio avrebbe dato all’uomo.

·         Da dove vengono oggi preoccupazioni per la scienza? Secondo un articolo del Foglio (“Pd, si annunciano problemacci nel dibattito su religione e politica”) e unn altro di Liberazione (“Fra integralismo e laicità Il Manifesto del piddì non sceglie”), sembra che nella stesura del “Manifesto dei valori” del PD compaiano strani intrecci fra piani culturali che dovrebbero essere autonomi ma che in realtà sembrano un po’ troppo (pericolosamente) mescolati.
Sembra assurdo che pochi giorni fa, il 16/11, Mons. Ravasi dicesse che
Una delle lezioni del caso Galileo, è stata appunto quella di favorire un maggior dialogo tra discipline rimaste troppo a lungo ignare del lavoro e dei risultati altrui”, mentre la bozza del “Manifesto dei valori” del PD sembra riferirsi ad una situazione in cui la scienza non avrebbe ancora acquisito il diritto ad un dialogo “paritario”:

di fronte “agli inediti interrogativi di natura etica posti dai progressi della ricerca biomedica”, che “solo il dialogo tra diverse concezioni religiose, etiche e culturali può condurre a soluzioni normative ragionevoli e condivise”, che siano “in grado di conciliare il valore della libertà di ricerca e di scelta con il principio per cui non tutto ciò che tecnicamente è possibile è moralmente lecito, e nemmeno conveniente dal punto di vista sociale ed economico”.

Sembrano i soliti ragionamenti di chi pensa sia sufficiente negare l’evoluzione biologica  per evitarne le conseguenze … o di chi preferisce evitare di parlarne … come è successo nella riforma Fioroni dei programmi di scienze delle medie.

Sembra proprio che ci siano in giro cattolici laici che pensano di poter convincere anche Mons.Ravasi (che finora sembra rimasto l’unico esponente autorevole a muoversi con circospezione e con il rispetto delle competenze e quindi della ragione) ad abbandonare la prudenza che gli deriva proprio dalla riflessione sui danni procurati alla Chiesa dalla gestione chiaramente irrazionale e ideologica del caso Galileo.

Per fortuna qualcuno dei 100 estensori del “Manifesto dei valori” se n’è accorto e sembra che almeno C.Mancina abbia sostenuto che

Non condivido invece il punto sui limiti della scienza. La trovo una parola d’ordine così rituale da significare ormai solo chiusura, la bandiera di qualcosa che ritengo sbagliato. Così come non ritengo che l’attività scientifica abbia bisogno di un’autorizzazione che le arrivi, come dice la bozza, dal ‘dialogo tra diverse concezioni religiose, etiche e culturali’. Non si può concepire la scienza come bassa cucina, bisognosa di un’etica esterna, e oltretutto non è realistico.”

Probabilmente non ricorda, a differenza di altri estensori del “Manifesto dei valori”, che nel documento di GP2 del 1996 sull’evoluzione si ricordava che gli scienziati sono sempre esseri umani e quindi devono essere … controllati dai filosofi e dai teologi:

Questa pluralità deriva da un lato dalla diversità delle spiegazione che sono state proposte sul meccanismo dell'evoluzione e dall'altro dalle diverse filosofie alle quali si fa riferimento. Esistono pertanto letture materialiste e riduttive e letture spiritualistiche. Il giudizio è qui di competenza propria della filosofia e, ancora oltre, della teologia

·        Visto che si parla del Foglio, può essere interessante notare che continua ad evidenziare, esaltandone l’importanza, documenti firmati da centinaia di persone sperando di riuscire a convincere che sono più autorevoli e affidabili di documenti firmati da decine di migliaia di esperti. L’aveva fatto con il dibattito evoluzionismo/ antievoluzionismo negli USA, citando un documento di 700 creazionisti non esperti e ignorandone uno freschissimo di 12000 scienziati evoluzionisti. Oggi invece (“AL CALDO DI BALI”) si cita un documento (“Don't fight, adapt“) firmato da 100 “scienziati e professori” che difficilmente potrebbero bilanciare i 2000 esperti di clima che hanno steso i documenti che sono stati discussi al convegno mondiale di Bali sul riscaldamento globale. Sembra (per fortuna) che anche il Vaticano e gli USA (“Bush: le nostre scelte di oggi e il futuro dell'ambiente” 28/9/07) stiano lasciando da solo il Foglio nel ruolo di pubblicizzare le opinioni di chi dice che l’anidride carbonica è solo “un gas non inquinante essenziale per la fotosintesi delle piante”.  In questa pagina del National Post canadese si possono leggere alcuni interventi dei contestatori del global warming … alcuni consigliano addirittura “prepariamo piuttosto i maglioni e gli sci…  

 

14/12/07-IT

·         Ai naturalisti dovrebbe interessare molto, ma all’università non la si insegna; tranne che alla Pontificia Università della Santa Croce, dove il 12/12 il Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica ha parlato su "La legge naturale nella dottrina della Chiesa”. In realtà sembra che questa legge naturale non sia particolarmente interessante in sè, anche se il cardinale ritiene che occorra proprio approfittarne: “Penso che il fatto che gli altri non si interessino al riguardo rappresenti una sfida per noi”.

Una certa preoccupazione i naturalisti dovrebbero comunque averla, dato che dall’articolo dell’agenzia Zenit (“Cardinale Grocholewski: non c'è progresso della scienza senza legge naturale”) si viene a sapere che “Il Papa ha avvertito sul pericolo della scienza che trascura la legge naturalee che “Noi sappiamo che i risultati delle scienze e della tecnologia sono serviti non soltanto per il bene ma anche per il male, per le guerre più terribili, per il terrorismo, per le ingiustizie più raffinate, per le oppressioni più perfide. Dunque, lo scienziato non può chiudersi sulla scienza, ma deve porsi la domanda su come questa scienza debba essere usata. Uno scienziato deve avere l'umiltà di pensare a quali saranno i risvolti, le conseguenze delle sue ricerche. Oggi è molto importante per lo sviluppo della scienza la legge naturale, cioè l’etica del comportamento umano”.

[Curiosa la conclusione dell’intervista: di fronte ad una possibile alternativa, chiunque avrebbe associato i termini “male, guerre, ingiustizie, oppressioni” più alla chiesa o a una religione che alla scienza … ci sarebbe anche l’alternativa di attribuire queste brutte cose alla politica, ma incredibilmente qui non compare nemmeno. Forse si preferisce indirizzare le ostilità verso i tranquilli scienziati…? Ma l’origine della scienza non era un merito che la Chiesa cattolica non voleva cedere ad altri? Ha forse cambiato idea?  Si è pentita?]

 

13/12/07-IT

·         Su La Stampa una risposta di Baget Bozzo (“L'apocalisse oggi, il Papa e Galileo”) all’articolo di Odifreddi del 5/12/07.

·         Oggi una lezione di etologia del direttore dell’Avvenire, che risponde (“Animali, senza progresso e autocoscienza”) alla lettera di un sacerdote che allude all’esperimento dello scimpanzè Ai che in Giappone memorizza una mappa di numeri meglio degli umani (VIDEO, VIDEO BBC); interessante il criterio che l’autore della lettera utilizza per distiguere l’uomo dagli animali: “Ebbene, per misurare l’intelligenza degli esseri c’è una parolina facile ma incontrovertibile: progresso! Niente intelligenza (quella vera, creativa, autonoma, libera), niente progresso.  Nessuno può smentire quest’evidenza”. Il direttore dell’Avvenire si ferma (per ora) di fronte alle neuroscienze, a cui si avvicina appoggiandosi però al libro sulla mente degli animali scritto da un filosofo. Leggiamo quindi che ritiene che “Quella sedicente ricerca scientifica, rilanciata dalla stampa con acritica faciloneria, si è presto rivelata per quello che era: poco più di una boutade, finita in niente” e che ci sono “irriducibili differenze mentali e spirituali fra l’uomo e l’animale per poterla ridurre a chiacchiera giornalistica“. Si osserva invece maggior rispetto verso le riflessioni del filosofo sulla mente umana e animale: ”un atteggiamento veramente morale nei confronti degli animali non può partire da una presunta somiglianza tra noi e loro, da un banalizzante egualitarismo ecologista, bensì dalla constatazione di una diversità radicale”, ”l’intelligenza strumentale anche più evoluta differisce totalmente dall’intelligenza contemplativa propria dell’uomo, che è capace di pensare l’oggetto in sua assenza, ovvero di astrarre, di concettualizzare” e che ”l’uomo è l’unico essere in grado di porre se stesso quale oggetto di riflessione”. Un po’ meno drastica sembra la valutazione dello stesso libro da parte di A.Oliverio.

Ovviamente non si può negare che le differenze fra la mente umana e quella animale (soprattutto se si utilizzano i ragni come confronto …) ci siano e notevoli, ma non è il caso di sottovalutare il fatto che alcune importanti  novità si vedono comparire un po’ alla volta nei mammiferi e poi nei primati e in particolare crescere e diventare sempre più rilevanti nelle antropomorfe, che ormai sappiamo hanno dimostrato di sapere creare, accumulare e trasmettere nuove conoscenze (cultura?!) alle generazioni successive (come si dimostra nel sito web: Chimpanzee cultures).

 

13/12/07-USA

·         Sono disponibili da alcuni giorni i video (in bassa qualità) delle discussioni avvenute durante il secondo convegno organizzato a fine ottobre da The Science NetworkBeyond Belief 07: Enlightenment 2.0”. Interessante anche la conversazione a 4 davanti ad un caminetto avvenuta il 30 settembre scorso fra Dawkins (il suo libro “The God delusion” ha venduto finora 1.5 milioni di copie), Dennett, Harris e Hitchens sui loro comuni interessi… In attesa del DVD si può scaricare un video a bassa qualità o l’audio MP3

 

12/12/07-IT

·         Articolo di Repubblica (“L’era dell’evoluzione record. Cambiamenti mai così veloci”) su una recente pubblicazione scientifica sulla maggiore variabilità genetica delle popolazioni umane attuali. Purtroppo rimane l’assurda immagine che nessuno mai trova per fortuna nei libri e negli articoli seri: una serie lineare di ominidi bipedi in cammino verso il 2000. A dire il vero si intravede un’evento di cladogenesi che ha portato all’Homo neanderthalensis, ma è unico…

Per chi volesse approfondire l’argomento, se ne parla nel blog di uno degli autori

 

11/12/07-IT

·         Mentre a Cavalli Sforza è possibile che succeda, in 3 anni non era mai successo che nella rassegna stampa della Camera mancasse un articolo di G.Sermonti... Purtroppo … anche stavolta c’è, nonostante il contenuto, l’articolo comparso oggi sul Foglio (“LIBRO DEL GENESI E DARWINISMO, LA BARBA ORIGINARIA E IL SUO IMITATORE“).
Frasi [in]dimenticabili? “L’’Origine delle specie’ è realmente un’imitazione del Genesi biblico, con alcune varianti e alcune improprietà … Darwin copre un campo ridotto rispetto a quello del Genesi e si limita ad una teoria sull’origine dei viventi” (e così viene sistemato il metodo scientifico!)  la zoologia moderna da’ torto a Darwin e ragione alla Bibbia
(e così viene sistemata la ragione e soprattutto viene meno la possibilità di vincere un bel finanziamento della Templeton Foundation, che sostiene che “we do not support research or programs that deny large areas of well-documented scientific knowledge”!). Riguardo all’idea che la barba di Darwin sia parte integrante della sua teoria, o sia simile a quella di Marx o a quella di Dio (?!), forse non ha mai visto la barba di Wallace o di qualche frate … o di qualche ulema

·         Un articolo su L’Avanti (“La società che ho sempre sognato“) commenta l’ultima enciclica del Papa, soprattutto per quanto riguarda la critica all’Illuminismo, un momento certamente rilevante nell’evoluzione culturale almeno di una parte degli individui appartenenti alla nostra specie: “Qualche giorno fa, il Pontefice dei cattolici ha presentato la sua nuova enciclica “Spe salvi” (nella speranza), nella quale ha accusato l’illuminismo di essere la causa prima di tutti i mali dell’umanità, perché la Rivoluzione francese – figlia dell’illuminismo – ha tentato di rendere assoluto il dominio della ragione e della libertà. Ha detto anche che la scienza e il progresso non portano alla costruzione di una società perfetta, anzi possono produrre orrori e sono quindi una minaccia per l’uomo e per l’umanità”. Conclusione dell’articolo? “L’illuminismo ha fatto sì che il XVIII secolo – indimenticabile – sia passato alla storia come il secolo dei lumi. È dovere di tutti gli uomini liberi lottare perché questo nostro secolo passi alla storia come il “secolo dei lumi spenti”. [sembra che forse manchi un NON…]

L’’Origine delle specie’ è realmente un’imitazione del Genesi biblico, con alcune varianti e alcune improprietà … Darwin copre un campo ridotto rispetto a quello del Genesi e si limita ad una teoria sull’origine dei viventi” (e così viene sistemato il metodo scientifico!) 

 

la zoologia moderna da’ torto a Darwin e ragione alla Bibbia

10/12/07-USA

·         Sta montando negli USA un altro contrasto (che probabilmente finirà in tribunale) fra creazionisti e comunità scientifica. In Texas è stata licenziata (per parzialità?!) la responsabile nazionale dei programmi di scienze delle scuole statali (“State science curriculum director resigns”). Cosa aveva fatto per indurre a stendere questa richiesta di licenziamento su cui poi è stato scritto “employee resigned”? Il suo lavoro! Aveva inviato una mail per pubblicizzate la conferenza di una filosofa della scienza, Barbara Forrest, che aveva con successo difeso la scienza e il neodarwinismo nel processo di Harrisburg contro i sostenitori dell’ID. Ci sono state subito alcune proteste, che rapidamente hanno portato al licenziamento; il 4/12 un editoriale preoccupato sul New York Times (“Evolution and Texas“) poi il 5 dicembre un intervento della stessa Barbara Forrest, che ha evidenziato la presenza di un noto creazionista a capo del Board of Education del Texas, ha evidenziato la gravità e l’assurdità della situazione: “the intelligent design (ID) creationist movement is about politics, religion, and power. If anyone had any doubts about how mean-spirited ID politics is, this episode should erase them.”

[Ci si potrebbe chiedere se non sarebbe stata ben peggiore la situazione se la responsabile dei programmi di scienze …avesse pubblicizzato qualche iniziativa creazionista?]

 

9/12/07-IT

·         Sul Manifesto un articolo pessimista di F.Gentiloni (“Darwin fa ancora discutere”) su come sta procedendo la negazione e l’eliminazione delle novità (non eccezionali, ma comunque c’erano) della posizione di Giovanni Paolo II sull’evoluzionismo.

Senza che nulla sia cambiato da parte della scienza e nonostante che fino a qualche anno fa nessuno contestasse alla Chiesa cattolica il diritto di credere a favole e a miti che un tempo permettevano di spiegare l’astronomia e la vita sulla terra ma che poi si sono dimostati falsi ma soprattutto non utili se si vuole campare a lungo, “negli ambienti antidarwiniani delle chiese cristiane si sottolinea che i risultati delle scienze non sono sicuri, più che mai l’evoluzionismo con i suoi gradini e passaggi più che incerti”. Queste critiche e questi dubbi spesso partono da premesse sbagliate o del tutto assenti e comunque non si deve dimenticare che le ipotesti e le teorie scientifiche riguardano solo aspetti materiali che caratterizzano il mondo materiale e proprio non vorrebbero né potrebbero toccare aspetti che riguardano la religione e la teologia; la chiesa non si è mai interessata allo studio degli elefanti … nessuno vorrebbe che un elefante gli schiacciasse un piede … o che un virus lo puntasse.

[Giusto questi sono i dubbi che purtroppo emergono dal blog presente sul Giornale e citato recentemente (“Darwin, l’evoluzionismo e l’uomo frutto del caso”) in cui si pretendono dagli evoluzionisti certezze che nessuno chiederebbe al proprio medico o al proprio geometra; sarebbe ragionevole anche riflettere sul fatto che al parroco nessuno chiede mai alcuna certezza su aspetti materiali della vita … un’altra riflessione sconcertante che deriva dalla lettura del blog è che il testo di un’intervista al paleoantropologo F.Facchini non frena i partecipanti dal mescolare piani culturali diversi, mentre vengono accolti con gran commozione gli interventi di un filosofo antievoluzionista come F.AgnoIi, che addirittura contesta una mostra sull’evoluzione umana a cui ha collaborato anche F.Facchini!]

Se davvero le richieste non fossero ideologiche (ad esempio l’idea di voler “scoprire prima tutti i fossili prima di poter credere all’evoluzione”), non si potrebbe infatti accettare nemmeno quello che il Papa attuale ha accettato nel 2004. Sembra che la Chiesa non si accorga con le dichiarazioni del Card.Schönborn in favore dell’Intelligent Design nel 2005 è iniziato un processo difficile da controllare, sia per le parole d’ordine false usate e diffuse anche da persone autorevoli (dire “siamo il prodotto del casoè sbagliato anche per i biologi evoluzionisti ed è un’offesa alla loro ragione …) ma soprattutto per la confusione fra i fatti e le spiegazioni.

Risulta infatti evidente e sconcertante che spesso, ad esempio nel blog citato, venga contestato non solo il neodarwinismo ma anche l’evoluzione, che forse pochi sanno che la Chiesa accetta da lungo tempo!

Sarebbe stato indispensabile che Mons.Ravasi (prima che al card.Schönborn venga in mente di affermare che anche le sue idee sono “piuttosto vaghe e poco importanti” come ha già certificato riguardo alle idee di GP2 sull’evoluzione…), avesse confermato le idee in cui credeva nel 2005: “è ovvio che l'evoluzione esiste, non si possono ignorare i risultati degli scienziati, i loro ritrovamenti, i reperti che hanno una oggettività solida. Ma se la teoria evolutiva è giusta, non spetta al teologo dirlo, perché invaderebbe un campo non suo”.

Purtroppo il suo testo pubblicato ieri dopo quasi un mese (Il respiro dell'uomo di carne”), anticipando il card.Schönborn, ha confermato che non si concede alla scienza di studiare e scoprire nemmeno “come” si sia sviluppata la vita sulla terra. [Forse si teme che si scopra ancora qualcosa?]

Sarebbe importante chiarire che, se un problema non compete al teologo, che si riconosce ignorante in campi non suoi, non è nemmeno compito di cattolici altrettanto ignoranti e soprattutto molto meno onesti di Mons.Ravasi nell’ammettere che purtroppo è costretto a dare direttive che riguardano comunque “un campo non suo”.

E’ curioso …: è in atto (soprattutto da Regensburg in avanti) un tentativo da parte della Chiesa di superare la competizione fra scienza e fede per l’uso della ragione; sembra però che ci si dimentichi di raccomandare ai fedeli di adeguarsi, usando costantemente la ragione … O forse si sta perdendo il controllo sui molti cattolici vogliosi di invadere campi altrui, approfittando delle condizioni favorevoli che attualmente sembrano esserci nel nostro paese?

è ovvio che l'evoluzione esiste, non si possono ignorare i risultati degli scienziati, i loro ritrovamenti, i reperti che hanno una oggettività solida. Ma se la teoria evolutiva è giusta, non spetta al teologo dirlo, perché invaderebbe un campo non suo.  

Ravasi, 2005

8/12/07-IT

·         Finalmente viene pubblicato dall’agenzia Zenit l’introduzione di Mons.Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, al convegno del 15/17 novembre “Ontogenesi e vita umana” (organizzato nell’ambito del Progetto STOQ, finanziato anche dalla John Templeton Foundation): “Il respiro dell'uomo di carne”. 

Già il primo  paragrafo sembra indicare la consapevolezza dell’esistenza di problemi seri di cui comunque Ravasi già era conscio: “Una delle lezioni del Caso Galileo, è stata appunto quella di favorire un maggior dialogo tra discipline rimaste troppo a lungo ignare del lavoro e dei risultati altrui, come sono le scienze naturali e la teologia. Quell’evento, e altri tristi episodi simili di confronto ci insegnano quanto tragica possa risultare questa reciproca incomprensione.”.

Il ragionamento di mons. Ravasi prosegue poi però per altre vie, e lo ammette senza nemmeno spiegarne il motivo (“non abbiamo voluto entrare nel merito specifico della connessione-collisione tra scienza e fede”); rendedosi ben conto che i problemi sono seri e richiederebbero una risposta urgentissima (“i capitoli iniziali della Genesi sembrano essere in antipodo con la moderna antropologia scientifica: pensiamo solo all’evoluzionismo e al poligenismo”) ritiene utile dare comunque almeno una indicazione ai cattolici che dovrebbero ascoltarlo e adeguarsi: “L’“inerranza” delle Scritture non riguarda la scienza ma gli asserti religiosi. O meglio, la “verità” che ci vuole comunicare non è di tipo scientifico ma teologico, come ha sottolineato il Concilio Vaticano II”. Purtroppo nelle conclusioni si smentisce, citando una frase di F.Facchini in cui si pongono alcune premesse e che poi vengono smentite nella sottostante riga con le conclusioni: “Gran parte degli equivoci sul problema delle origini – ha scritto – è sorta dalla pretesa di negare ciò che la scienza non può dirci (la dimostrazione dello spirito) o di far dire alla Bibbia quello che essa non vuol dirci (contenuti di ordine scientifico). Ai due interlocutori vanno posti quesiti che rientrano nel loro ambito. Alla Bibbia sul perché dell’esistenza, alla scienza sul dove, come, quando si è formata la vitaLa vera alternativa non è tra evoluzione e creazione, ma tra visione di un mondo in evoluzione, dipendente da Dio creatore secondo un suo disegno, e visione di un mondo autosufficiente, capace di crearsi e di trasformarsi da sé per eventi puramente immanenti”.

Come si legge chiaramente, nonostante le premesse e le sue precedenti dichiarazioni del 2005, sembra oggi che alla scienza non sia concesso nemmeno di dimostrare COME si è sviluppata la vita … subito dopo averle attribuito questo compito.

Se, come ammette onestamente lo stesso Mons.Ravasi in questo testo, "Il teologo spesso è stato tentato di pronunziare verdetti di tipo scientifico” in “un campo non suo”.  non è corretto dire, come dice sempre il Mons.Ravasi in questo testo, che lo scienziato irride tesi religiose" (che, come conferma lo stesso Mons.Ravasi, in realtà non lo sono, se dette da un teologo, in quanto riguardano “un campo non suo). Conseguenza del ragionamento è che lo scienziato non “irride tesi religiose” ma piuttosto contesta “verdetti di tipo scientifico” pronunziati da teologi “in un campo non loro”.

Pur essendone conscio, il Mons.Ravasi non si preoccupa di apprendere dall’esperienza pur citata all’inizio dell’intervento: Una delle lezioni del Caso Galileo, è stata appunto quella di favorire un maggior dialogo tra discipline rimaste troppo a lungo ignare del lavoro e dei risultati altrui”,

·         Piuttosto sconosciuto fra gli scienziati che si occupano di evoluzione, il teologo Mariano Antigas qui citato un paio di giorni fa per aver invece studiato le prime reazioni vaticane al darwinismo, sembra invece ben conosciuto fra gli antievoluzionisti; addirittura oggi viene citato sul Foglio, nella recensione di un libro contro il darwinismo, per le sue opinioni critiche verso Darwin. Non è facile e sembra piuttosto originale e segno di tempi bui il fatto che le scoperte di uno scienziato vengano criticate citando … le opinioni di un teologo che ha studiato documenti del Vaticano … [Se qualcuno ci crede …]

Una delle lezioni del Caso Galileo, è stata appunto quella di favorire un maggior dialogo tra discipline rimaste troppo a lungo ignare del lavoro e dei risultati altrui, come sono le scienze naturali e la teologia. Quell’evento, e altri tristi episodi simili di confronto ci insegnano quanto tragica possa risultare questa reciproca incomprensione

(Ravasi, 2007)

 

L’“inerranza” delle Scritture non riguarda la scienza ma gli asserti religiosi. O meglio, la “verità” che ci vuole comunicare non è di tipo scientifico ma teologico, come ha sottolineato il Concilio Vaticano II”.

(Ravasi, 2007)

 

i capitoli iniziali della Genesi sembrano essere in antipodo con la moderna antropologia scientifica: pensiamo solo all’evoluzionismo e al poligenismo

(Ravasi, 2007)

 

Gran parte degli equivoci sul problema delle origini – ha scritto – è sorta dalla pretesa di negare ciò che la scienza non può dirci (la dimostrazione dello spirito) o di far dire alla Bibbia quello che essa non vuol dirci (contenuti di ordine scientifico). Ai due interlocutori vanno posti quesiti che rientrano nel loro ambito. Alla Bibbia sul perché dell’esistenza, alla scienza sul dove, come, quando si è formata la vita

(F.Facchini in Ravasi, 2007)

7/12/07-IT

·         Deve essere frustrante per i teologi ripetere per anni che non bisogna leggere la Bibbia come un manuale di scienze. Purtroppo (…?) sembra che quello che viene insegnato fin dai primi anni di vita (possibile che i teologi non lo sappiano?) difficilmente si dimentichi, tanto è vero che nessuno si lascia poi convincere nemmeno dal Papa quando dice (2004) di credere con lui nell’evoluzione biologica. Oggi addirittura sul Corriere un articolo (“Quegli atei evangelici profeti della miscredenza”) in cui la Genesi viene citata come se fosse un manuale di scienze o almeno come se criticasse  la scienza (“la storia della Genesi è un mito veritiero. Essa ci insegna che la conoscenza non sempre dona all’umanità vita o libertà, anzi talvolta rischia di generare soltanto morte e schiavitù”). L’obbiettivo è la denuncia di “una nuova generazione di missionari che sta tentando di convertire il mondo. Secondo questi evangelizzatori della miscredenza, la religione è un relitto del passato, che intralcia la via del progresso umano”.

Nessuno immaginerebbe, da queste frasi, che l’articolo critica (“missionari antireligiosi come Dawkins”) il comportamento di chi invece cerca di difendere la scienza da critiche irrazionali anche se vengono da ambienti religiosi. Incredibile la frase alla conclusione dell’articolo, che evidenzia una delle tante opinioni che sembrano contrastare con l’esperienza anche storica: “mentre i teologi si interrogano da millenni sulle loro credenze, gli umanisti laici non hanno mai messo in discussione il loro semplice credo. L’ateismo evangelico è l’immagine speculare della fede che attacca con tanta acredine, ma priva dei dubbi salvifici di quest’ultima”. [Dubito che Galileo o Teilhard de Chardin potrebbero essere d’accordo e ricordo una famosa frase di Leone XIII].

Una frase poi farebbe arrabbiare Dawkins, che si solito non si riferisce ad una religione in particolare: “l’ateismo evangelico andrebbe inteso come eresia cristiana

·         Un articolo su La Stampa ("Non credo nell'evoluzionismo", biologo licenziato”) getta un po’ di luce su alcuni fatti che recentemente fanno notizia negli Stati Uniti, soprattutto in vista dell’uscita in febbraio di un film (“Expelled”) che cercherà appunto di presentare i ricercatori antievoluzionisti come delle vittime di comportamenti scorretti. Il biologo citato (licenziato nel 2004) sembrava si rifiutasse di svolgere le ricerche per cui era stato assunto e che implicavano (ovviamente…) aspetti evoluzionistici. Interessanti i commenti dei lettori che tendono a ritenere assurda la protesta del biologo antievoluzionista; d’altronde in Italia proprio in questi giorni leggiamo sui giornali la storia del sacerdote che per un po’ di tempo ha preteso il diritto di avere una moglie e un figlio; nessuno si scandalizza molto del fatto che sia stato dimissionato per incoerenza.

·         Se andiamo a frugare nella stampa USA possiamo trovare un altro caso che sta diventando interessante in quanto coinvolge un ricercatore  che sostiene l’Intelligent Design; è un astronomo che non ha ottenuto un posto fisso (tenure) alla Iowa University proprio perchè le sue opinioni contro l’evoluzione e contro il metodo scientifico non sembravano garantire la serietà del suo lavoro ai suoi colleghi astronomi. Sui blog Pharyngula e Panda’s Thumb (“More on Gonzalez tenure denial”) si possono trovare alcune informazioni e aggiornamenti su questo caso. L’aspetto curioso è dovuto al fatto che le valutazioni dei colleghi sul suo caso sono divenute pubbliche dopo che il suo avvocato ha richiesto all’università la copia delle e-mail, dimostrando quindi che l’adesione a un movimento politico-religioso che negava il metodo scientifico era stata alla base della decisione presa in facoltà di non assumerlo come scienziato.

[Può essere utile ricordare che una fondazione USA che finanzia in tutto il mondo (e anche in Italia) iniziative di ricerca seria sul rapporto fra scienza e religione (un articolo che presenta i risultati di una ricerca da loro finanziata è stato recentemente sulla copertina di Nature), la John Templeton Foundation, si premura di pubblicizzare una valutazione fortemente negativa sull’Intelligent Design. Forse molti in Italia non lo sanno e poi magari chiedon finanziamenti alla JTF…]

mentre i teologi si interrogano da millenni sulle loro credenze, gli umanisti laici non hanno mai messo in discussione il loro semplice credo. L’ateismo evangelico è l’immagine speculare della fede che attacca con tanta acredine, ma priva dei dubbi salvifici di quest’ultima

 

6/12/07-IT

·         Nel blog Bioetiche si commenta ancora la sconcertante presentazione del libro di R.AIberoni. [Lo shock deve essere stato grande… e la foto lo rappresenta bene!]

·         Sull’Avvenire a pag.32 un articolo (“Da Galileo a Darwin, la Chiesa sotto esame”) che ovviamente non racconta della Santa Inquisizione e di come la Chiesa abbia evidenti problemi con gli scienziati che spiegano problemi che prima avevano trovato solo spiegazioni inefficaci e ideologiche. Curioso il fatto che sembri che ci sia una certa difficoltà a gestire troppi scienziati insieme e si preferisca demonizzarli uno alla volta; magari insistendo addirittura a deformare le opinioni di qualcuno in particolare, come avviene da decenni (15) con Darwin. Si trova comunque comodo continuare a offenderlo, distorcendo il suo pensiero e ridicolizzandolo, sapendo che molti cattolici hanno ormai imparato ad associarlo alle ipotesi stupide che si continua ad attribuirgli, e a reagire automaticamente solo a sentirlo nominare. Sarebbe utile verificarlo.

Quanti cattolici lo associano alla scoperta dell’evoluzione, che invece era già ben nota ancora prima della sua nascita?

Quanti cattolici lo associano alla somiglianza dell’uomo con le scimmie antropomorfe, mentre invece era già evidente nel 1700 a Linneo?

Quanti cattolici lo associano ad un’origine delle zanzare o di altri animali e piante fondata erroneamente solo su eventi casuali?

Quanti cattolici lo associano ad un’origine dell’uomo fondata erroneamente solo su eventi casuali?

Sono sicuramente milioni, a cominciare dal Papa che già nel giorno del suo insediamento aveva alluso alla teoria darwiniana dell’evoluzione, mostrando di ignorarla, e non pensando che fosse provocatorio e altamente offensivo attribuire ad uno scienziato ottocentesco un’ipotesi folle, pre-mitica e pre-religiosa, quasi da “troglodita”. La sua frase Non siamo il prodotto casuale e senza senso dell’evoluzione” è stata infatti interpretata, come d’altronde probabilmente era previsto nelle sue intenzioni, come una critica alla teoria dell’evoluzione da parte di una persona evidentemente poco esperta e/o mal consigliata, mentre ne è una offensiva caricatura, facendo riferimento a modi di pensare precedenti a qualsiasi tentativo di interpretazione, che fosse mitica o religiosa.

Il neodarwinismo invece è successivo, tanto è vero che ovviamente supera e risolve molti dei fatti inspiegabili. Solo per questo può portare turbamento … e si cerca di far credere che siano ipotesi ancora più primitive e stupide delle fantasiose ipotesi che si basano solo sulla fede.

L’articolo tratta invece di un convegno in memoria di Mariano Artigas, fisico, filosofo, sacerdote, scomparso esattamente da un anno e che “si è occupato della vicenda di Galileo Galilei e delle questioni connesse alla teoria dell’evoluzionismo”. In particolare Antigas ha ricostruito, grazie all’apertura degli archivi vaticani) le prime reazioni vaticane alle pubblicazioni di Darwin, in un libro del 2006 (“Vatican confronts evolution. Negotiating Darwin. The 1877-1902”) . Sembra che alla fine dell’800 il Vaticanio abbia dimostrato un interesse e una curiosità maggiore rispetto alle distorsioni e alle demonizzazioni che ora sembrano invece prevalere, tanto che, lo si è visto, si modificano, non avendoli capiti, anche i testi dei documenti ufficiali e originali del papa precedente per negare i giudizi positivi verso il darwinismo ... e “prudentemente” nessuno se n’è ancora accorto…;  pur di evitare Darwin la chiesa cattolica oggi sembra addirittura cadere nella trappola dei creazionista che manovrano dell’Intelligent Design, nonostante la critica di F.Facchini sull’autorevole Osservatore Romano e la condanna di una Fondazione che finanzia molte iniziative cattoliche critiche verso la scienza. E’ incredibile vedere quanti in Italia ritengano credibile l’ID mentre la Templeton Foundation, che un tempo li finanziava, ma ora li ha abbandonati in quanto non fanno ricerca né scienza: “

 

5/12/07-IT

·         Su La Stampa un commento di Odifreddi (“Se il papa ripassasse Galileo") all’ultima enciclica del papa e in particolare al punto in cui vorrebbe attribuire alla scienza obbiettivi improbabili.

·         Nel blog di TornieIIi (vaticanista del Giornale) c’è una “istruttiva” discussione che permette di capire le conoscenze e i riferimenti culturali di un gruppo di cattolici lettori di quel quotidiano; la discussione rimane attiva ancora il 9/12 (le abissali ignoranze di qualcuno che comunque pensa di aver ragione senza doversi nemmeno informare) sembrano garantire lunga vita a queste discussioni spesso purtroppo inutili anche per la difficoltà ad accettare che la scienza si occupi solo di problemi scientifici; per fortuna si vede finalmente la comparsa di una persona che finalmente conosce il problema, dopo un fisico che ha mostrato come Zichichi sia in parte giustificato nella sua difficoltà a capire che la biologia ha davvero meccanismi diversi da quelli della fisica e in parte simili a quelli che agiscono nella storia. E’ interessante vedere numerose persone esperte di religione porre problemi strani e parlare di solito a vuoto (ignorando infatti i fatti dell’evoluzione … come risulta chiaramente da alcuni interventi che richiamano conoscenze errate diffuse per esempio da G.Sermonti) di evoluzionismo e di Darwin (molti non sanno nemmeno che esistono anche Wallace e altre migliaia di sostenitori competenti…). Già il titolo (“Darwin, l’evoluzionismo e l’uomo frutto del caso”) fa capire come si ripetano le cattive interpretazioni date dai molti antievoluzionisti che ignorano i fatti dell’evoluzione e disprezzano chi ha capito come spiegerli. Approfittando dell’assenza del padrone del blog, in viaggio a Lourdes, è da rilevare l’effetto dell’apparizione nella discussione del filosofo AgnoIi, esperto in contestazioni a mostre sull’evoluzione umana (nonostante sia inesperto di biologia); è comunque l'unico che almeno ha letto qualcosa dei problemi di cui si parla e per i quali si propongono spiegazioni utilizzando il libero pensiero (la ragione dovrebbe essere uno strumento comunque migliore di qualsiasi ragionamento del tipo “io penso che tu sbagli”).

Incredibile che nessuno ringrazi invece per l'intervento che qualcuno riporta, dell’antropologo F.Facchini (che giustamente cita almeno la selezione naturale oltre al solito caso che giustamente angoscia i cattolici come pure gli scienziati). Notevole poi, in una serie di interventi che criticano la scienza e stigmatizzano i rari tentativi degli scienziati di reagire (venendo accusati di voler criticare la teologia senza strumenti seri!), un intervento molto chiaro e semplice che spiega quanto sia difficile lavorare seriamente utilizzando gli strumenti migliori e più seri, ma anche quali problemi abbia il papa a farsi capire: "La scienza, da sempre, credo provi una sorta di invidia nei confronti della teologia poichè questa riesce a dare risposte a quelle domande che, per definizione, non potranno mai avere dalla scienza una risposta definitiva.E’ inutile cercare nella scienza, risposte che non potrà mai dare". [Se non ci si accontenta di quello che la scienza può dare non rimangono  che l'astrologia e i tarocchi? La teologia davvero può rispondere a qualsiasi domanda come l'astrologia?

Basta rileggere l’intervento del Papa a Regensburg per capire invece quanta sia invece l’invidia del Papa-teologo verso uno strumento come la ragione, che alle scienze permette di ottenere risultati eccezionali ma che serve poco per giustificare la teologia.]

 

4/12/07-IT

·         Altre citazioni (sconcertate e preoccupate per iI futuro della cultura umana) del libro dell’AIberoni: qui nel sito di qlibri, nel blog L’estinto, e nel blog di due esperti di biologia ed evoluzione umana, Biondi/Rickards.

 

3/12/07-IT

·         Ragionevole ma birichino il commento sull’incontro di presentazione del libro di R.AIberoni che leggiamo nel sito del blog Bioetiche (Solo un miracolo può avervi portato dove siete). C’è anche un preziosissimo link alla copia salvata su YouTube dell’indimenticabile (purtroppo) servizio del TG2 (Darwin, evoluzionismo secondo il TG2), scomparso dal sito della RAI; è già stato visto 260 volte in 4 giorni!; si può verificare che il Card.Martino come attore non è molto bravo, ma sicuramente ci ha messo l’anima nel recitare la parte del vescovo Wilberforce … sembra proprio di essere ripiombati nel 1860, anche se si lamenta la mancanza della salace risposta di T.Huxley (“Wilberforce and Huxley: A Legendary Encounter”). 

Nei commenti nel sito del blog Bioetica sembra si faccia a gara per alzare il numero dei partecipanti ad una possibile suddivisione delle eventuali spese legali…  Per ora sono già a 4, e il primo è uno dei responsabili del blog!!

Fra i commenti nel sito di YouTube una citazione di T.Pievani (“Esiste il reato di vilipendio della religione, ma non quello di diffamazione della Scienza”)  e un geniale invito a reagire, adeguato al penoso commento del card.Martino: “Primati di tutto il mondo unitevi!”. (in realtà potrebbe anche esser scambiato per un invito rivolto ai vescovi…).
Per chi fosse interessato all’aspetto agonistico, R.AIberoni ha ottenuto con gran facilità un premio poco lusinghiero attribuito dai gestori del blog Bioetica …
  

·         Anche il Giornale (“Stop ai cattivi maestri”) cade nella trappola di contestare il Papa attribuendo erroneamente a Darwin la scoperta dell’evoluzione biologica e quindi dell’origine della nostra specie da antenati in comune con altre specie animali. Questa è infatti una scoperta precedente a Darwin (ha più di 200 anni e forse anche perché ben stagionata da qualche anno è accettata senza problemi dalla Chiesa Cattolica), e quindi non si capisce perchè anche un quotidiano un tempo attento alla scienza abbia abboccato. Per fortuna almeno viene salvato il papa precedente, citato correttamente e autonomamente rispetto alle notizie che vengono diffuse dalle università vaticane.

Anche l’ultima frase dell’articolo cercherebbe di salvare il ricordo della serietà passata, se non ci fosse un clamoroso “errore di battitura” (“può anche essere frutto di un processo evolutivo, ma non causale). [Curioso! E’ una mutazione casuale o un progetto intelligente? Come si fa a credere che il caso non esista e non abbia un ruolo creativo?]

·         Sempre sullo stesso numero del Giornale, un articolo (“Ma senza un metodo resteremmo tutti al buio”) in cui il giornalista si pone il problema di che cosa trasmettere a una coppia di gemelline proprie discendenti riguardo ad una delle più importanti conquiste della scienza e del pensiero umano dell’ottocento (“Quando verrò interpellato su come è partito lo strepitoso macchinario del mondo, non farò il soffietto a Darwin, raccontando che lo scimpanzé è il nonno di tutti noi”); in questo articolo il darwinismo sembra considerato un prodotto positivo del pensiero umano ma senza una posizione cronologica ben definita nell’evoluzione culturale (sembra possa stare anche vicino ai presocratici … in barba al naturale e ovvio processo di accumulazione delle conoscenze) e praticamente senza sottolineare alcuna relazione con la realtà che il darinismo ha spiegato e i problemi che ha risolto …. 

Per fortuna Darwin come persona si salva più che in altri articoli (“l’uomo che circumnavigò il globo sulla Beagle, naturalista «senza paga», voleva solo vederci chiaro negli ingranaggi della natura, non fu un artefice complice di orrori… «Ho un ardente desiderio di contribuire alla nobile struttura della scienza naturale» scrisse il ricercatore nella sua Autobiografia”). Ci voleva un filosofo cattolico per attribuire a Darwin (dopo secoli di schiavismo) il razzismo e pure il nazismo. 

 

2/12/07-IT

·         Intervista a F.Facchini nelle pagine bolognesi dell’Avvenire (“Il disegno che non c'è”). SI riconferma che l’ID è sbagliato e non accettabile per i cattolici. Qualcuno alfin lo ascolterà…?  

·         Anche nel blog di Beppe Grillo arriva la notizia della presentazione in un’università vaticana del libro antievoluzionista di R.AIberoni; non si evidenzia il fatto – certamente piuttosto assurdo, e che dimostra come ragione e fede non sempre concordino … soprattutto in un contesto di carenze di informazioni  - che nel libro si criticano perfino le note posizioni del papa (2004) in favore dell’origine comune degli esseri viventi…; la lettera di T.Pievani pubblicata nel blog di Grillo (“Vaticano über alles”) aggiunge a questa notizia sconcertante (“Libri di violento discredito contro la teoria dell’evoluzione, ricolmi di falsità, di insulti e di strafalcioni scientifici, vengono recensiti dal Corriere della Sera e dai canali RAI“) anche un elenco di iniziative che sarebbero prove di acquiescenza da parte del parlamento italiano.

Numerosi i commenti, spesso fuori tema, postati come reazione a questa mail.

·         La lettera di T.Pievani viene riportata anche nel sito della UAAR, dove si possono leggere numerosi commenti un po’ migliori e ben più intelligenti di quelli presenti nel sito di B.Grillo…

 

1/12/07-IT

·         Sul Riformista un interessantissimo intervento di O.Franceschelli (“Perché il darwinismo è un dono anche per la religione“) che ha il merito di ricordare, proprio nei giorni in cui YouTube quasi ci spinge a ricordare che per fortuna non cè alcun dubbio né che i cardinali sono infallibili né sempre amano né rispettano la verità. Franceschelli ci fa sapere che mentre le università vaticane ed ex ministri esaltano libri fuori dalla realà “Francisco Ayala, tra i biologi più eminenti e di orientamento cattolico, sia a Dio che a Darwin suggerisce di accostarsi con ben altra sensibilità. Chiarendo fin dal titolo del suo ultimo libro – Darwins’s Gift to Science and Religion (J. Henry Press)- che non solo la scienza, ma anche la teologia deve sapersi confrontare non con la caricatura, ma con i doni di Darwin”. Certamente è un libro che è “Una smentita radicale e autorevole degli attacchi alla teoria dell’evoluzione, che forse gli antidarwinisti d’assalto si guarderanno bene dal considerare”. Contrariamente a quanto esce dal Vaticano o dall’Avvenire, “Ayala presenta in modo chiaro ed efficace la teoria darwiniana «universalmente accettata dai biologi» e di cui la selezione naturale costituisce l’«assunto centrale». Ciò lo porta a ricordare ai lettori che ne rimanessero ancora sconvolti, un dato di fatto incontestabile: oggi non esistono più lacune (gaps) nella conoscenza della «storia evolutiva degli organismi viventi». Con buona pace di quanti ancora si ostinano ad agitare lo spettro degli anelli mancanti (missing links).

Abbastanza curioso il fatto che  questo libro sia linkato nella homepage della John Templeton Foundation, una fondazione religiosa cristiana che in Italia finanzia invece iniziative che ignorano o svalutano o condannano la teoria dell’evoluzione darwiniana. La situazione non mostra un elevato grado di coerenza …

·         Fiocco azzurro per un nuovo blog in italiano che da qualche giorno si occupa con “impareggiabile” competenza … del rapporto fra religione ed biologia evoluzionistica. Nella home page si vede una foto dell’intelligente C.Darwin, e si può leggere perfino una critica all’Intelligent Design che Darwin e i neodarwinisti dovrebbero considerare offensiva (una banale critica senza alcune ipotesi alternativa viene pomposamente e impudentemente promossa addirittura a “forma d'integralismo di segno opposto”!).

Un altro intervento sembra scoprire le carte, mostrando una eccessiva venerazione verso “Un Creatore che usa la selezione naturale proprio per selezionare le specie che più gli aggradano. Una super Intelligenza [originale la definizione…!] il cui modo di lavorare è così immensamente complesso che le nostre piccole menti ci vedono solo mutazioni "casuali" senza "direzione"”. Come si spiega l’evoluzione biologica? “Un divino architetto, che procede per variazioni, che noi interpretiamo per "errori" di replicazione del DNA, ma che col senno del poi, si rivelano "fortuiti accidenti". Una Intelligenza che provoca volutamente estinzioni di massa, p.es. per licenziare i dinosauri e fare venire in essere i mammiferi, cioè noi.”.

Sembra ci sia qualche dubbio fra divino architetto e divino macellaio, ma la soluzione sarebbe quindi “Una evoluzione apparentemente casuale che è invece finalizzata: un "darwinsimo spirituale". Il finale dell’intervento è una dichiarazione di infallibilità, inattaccabile “Quale argomentazione scientifica dovrebbe impedirmi di crederci?”.

Davvero diabolica questa domanda retorica …! non c’è dubbio che siamo proprio di fronte a una nuova religione … che ben conosce i suoi diritti e i suoi vantaggi di non dover dimostrare nulla….

Curioso il fatto che questo nuovo “progetto” dimostri una coerenza e una intelligenza del tutto originali: si criticamo sia il libro della AIberoni che i criticati dalla AIberoni …. Anzi l’elenco è ancora più lungo …

Unica nota positiva: il link della versione blog del sito web di Pikaia

 

 

 

 

NOVEMBRE 2007   

30/11/07-IT

·         Ancora peggio. Ci vorrebbe Benigni a raccontare la situazione, mirabilmente e “poeticamente” evidenziandone le assurdità. In un articolo dell’agenzia Zenit (non è vaticana, ma intende presentare le posizioni vaticane) si resoconta (“Tra Michelangelo e Darwin emerge la questione antropologica”) la presentazione del libro di R.AIberoni.
La situazione non può che essere considerata surreale. Veniamo a sapere da questa agenzia giornalistica vicina al Vaticano che bravi cattolici che non sanno nulla né di di biologia né di evoluzione biologica si incontrano in una sede universitaria pontificia per far sapere a tutti di avere idee opposte a quelle (maggioritarie e ben consolidate e dimostrate) dei biologi evoluzionisti e probabilmente non si rendono conto che il libro di R.AIberoni, che nega chiaramente l’origine comune degli esseri viventi e quindi l’evoluzione come fatto, presenta una posizione contraria a quella del Papa, del Card.Schönborn e di mons.Ravasi, il responsabile del settore del Vaticano di cui cercano di influenzare le opinioni, probabilmente d’accordo con l’Acton Institute, un’istituzione cattolica USA che collabora con il Discovery Institute, che gestisce il progetto politico dell’Intelligent Design, a cui l’Acton Institute sembra guardi con favore..

Fra i bravi cattolici ci sono il filosofo ButtigIione (membro del board degli advisors dell’Acton Institute, che evoca perfino lo spirito di Hitler, sostenendo che “l’ideologia darwinista abbia generato quelle deformazioni che hanno portato alle teorie razziali diffuse e praticate dal Nazionalsocialismo di Hitler1), un giornalista dell’agenzia Zenit (che gestiva la sezione ambientale dell’Acton Institute Italia, il cui sito web è chiuso dal 30/6/07) che sostiene che il darwinismo “elimina il Creatore e riduce l’umanoe un direttore di TG che usando il suo ruolo e la sua autorevolezza, certifica un’inesistente cattiva salute del neodarwinismo (nonostante si dica che il darwinismo e più in generale l’evoluzionismo goda di diffusa accoglienza, è un fatto che in tutti i continenti ci sono scienziati di varie discipline che lo contestano”.)   … incredibile …

 

29/11/07-IT

·         Ora si capisce il motivo della presenza del direttore del TG2 alla presentazione del libro di R.AIberoni all’Università Lateranense: al TG2 delle 20.30 (audio) va in onda un attacco di un esponente autorevole della Chiesa Cattolica addirittura all’evoluzione biologica (NB: il card.Ratzinger nel 2004 aveva accettato l’evoluzione biologica, che comunque da tempo non era un problema!!).

[J Non prevedevo di dover evidenziare spesso (oltre ad errori nelle critiche alla biologia) anche errori nella contestazione di documenti vaticani….!!!] J

Sentire un cardinale, responsabile di un dipartimento vaticano (non quello della “Cultura” ma “Giustizia e Pace”) che contesta e ironizza su un fatto accettato senza problemi non solo da tutti gli scienziati ma anche dallo stesso papa nel 2004 (l’origine comune degli esseri viventi, su cui fra l’altro né il papa, né la chiesa, né il cardinale hanno una qualche competenza) sembra davvero una novità assoluta e una dimostrazione che mons.Ravasi aveva ragione (Avvenire del 16/11) a raccomandare inutilmente di “non alimentare inutili polemiche” preoccupato di «quanto tragica possa risultare la reciproca incomprensione» quando c’èchi si sorprende quando la scienza fa scoperte che non coincidono con il mondo descritto dalla Bibbia”.  E oggi la tragedia viene trasmessa addirittura dal TG.

Infatti il card.Martino nell’intervista trasmessa al TG2 usa, dopo una premessa assurda, una domanda ironica e provocatoria che dimostra non solo gli effetti dell’incomprensione (temuta da mons.Ravasi) ma perfino l‘ignoranza del documento vaticano del 2004: “ma lei si sente discendente da uno scimpanzé? Io no!”; la domanda non è una novità: era già stata utilizzata il 30/6/1860 dal vescovo anglicano Wilberforce contro il sostenitore di Darwin T.H.Huxley (“Wilberforce and Huxley: A Legendary Encounter”). Mentre Huxley aveva saputo rispondere in un modo che sarebbe stato adeguato anche in questa occasione (“è meglio discendere da uno scimpanzè che da chi usa il suo potere per distorcere la verità…”), la giornalista (che fra l’altro definisce, forse per prima, Darwin un … etologo!) ha permesso al cardinale di uscire vincitore dalla contestazione di una opinione che, purtroppo per lui, oggi vede d’accordo … perfino il papa, oltre al responsabile della Cultura, mons.Ravasi, che accettano l’evoluzione come fatto.

 Qui invece l’opinione (espressa a Milano il 6/11/07) di Don TanzeIIa Nitti che capisce e conosce l’argomento

Distorcono e offendono il pensiero di Darwin anche le poche parole lasciate in bocca al povero G.Sermonti. Dopo aver sentito le parole del card.Martino si capisce meglio l’articolo di S.Magister sull’Espresso del 19/3/06: “Un cardinale fuori controllo”…

Purtroppo nessuno ha fatto notare come un’uguale domanda avrebbe potuto farla 350 anni fa anche il card.Bellarmino, chiedendo ad un qualsiasi passante se davvero credeva che fosse la terra a girare intorno al sole, nonostante le apparenze.

Purtroppo se bastassero le apparenze non ci sarebbe bisogno né della competenza né della scienza … speriamo che mons.Ravasi trovi qualcuno che gli dia una mano, ma, finchè nelle università pontificie la scienza e la biologia verranno maltrattate e umiliate, la situazione è davvero a rischio di figuracce come quella di oggi (non basta negarlo se non si ha coscienza dell’effetto sul pubblico con un minimo di informazione…).

_____________________________________________________________

·         LA JOHN TEMPLETON FOUNDATION. Visto che in Italia si utilizzano fondi ottenuti da una ricca fondazione USA, la John Templeton Foundation (JTF), può essere utile aprire una parentesi per ricordare che nel sito web della JTF c’è una pagina web apposta (Intelligent Design) che in Italia sembra poco conosciuta … forse anche da chi riceve i finanziamenti. La posizione di questa Fondazione sull’Intelligent Design e altre iniziative POLITICHE che negano scoperte scientifiche ormai consolidate (e l’evoluzione biologica è certamente un fatto incontestabile e quindi una di queste) è la seguente:

“Does the Foundation support I.D.?

No. We do not support the political movement known as “Intelligent Design.

This is for three reasons

1)       we do not believe the science underpinning the “Intelligent Design” movement is sound,

2)       we do not support research or programs that deny large areas of well-documented scientific knowledge, and

3)       the Foundation is a non-political entity and does not engage in, or support, political movements.

It is important to note that in the past we have given grants to scientists who have gone on to identify themselves as members of the Intelligent Design community. We understand that this could be misconstrued by some to suggest that we implicitly support the Intelligent Design movement, but, as outlined above, this was not our intention at the time nor is it today”.

Come si vede, nonostante l’opinione contraria di esponenti della Chiesa Cattolica che sembrano sostenere proprio l’”Intelligent Design” USA senza conoscere né i risultati del processo di Harrisburg né giudizi autorevoli e motivati come questi, la JTF ritiene addirittura l’ID un movimento politico e non scientifico; inoltre la JTF dichiara che non finanzia programmi di ricerca che negano ampie aree di conoscenze scientifiche ben documentate.

Come si può verificare, l’iniziativa organizzata oggi certamente esce dai confini accettati dalla Templeton Foundation, che finanzia il Progetto STOQ a cui partecipano varie università vaticane fra cui l’Università Lateranense;  a parole si dice che “Scopo del Progetto STOQ è quindi di contribuire al progresso della scienza, a rafforzare le relazioni tra scienza, filosofia e teologia, in modo da testimoniare che la finalità ultima della scienza è l’umanità e il suo benessere globale” … “il cosiddetto pluralismo culturale e religioso suscita il bisogno di proporre punti d'incontro che permettano il dialogo e la ricerca comune della verità”; i fatti sembrano diversi e soprattutto indicano anche una evidente difficoltà capire cosa mai la JTF potrebbe intendere per “negare aree di conoscenze scientifiche ben documentate”).

Se andiamo poi a leggere i consigli della JTF per chi richiede un finanziamento, verifichiamo che si pretendono standard di serietà e di scientificità che almeno questa iniziativa sembra non rispettare

The Foundation is a non-partisan philanthropic organization and makes funding decisions based on a process of peer review as is standard practice in scientific research funding and publication. Our expectation is that the products of Templeton-funded research will appear in high-quality and peer-reviewed journals. If your project takes an anti-evolutionist position scientifically, or seeks to engage in political advocacy concerning evolution or anti-evolution, it is unlikely to pass through the initial filters and external expert review process of the John Templeton Foundationthe Foundation does not generally support theologically-motivated critiques of evolutionary science, we do fund open and rigorous debate concerning the “ID” position. We believe that open debate and competition among positions is the best long-term method for choosing a wise course of action. This is particularly important in this instance because debate about the philosophical interpretations of evolutionary science (as distinct from wholesale rejection of the scientific findings relevant to evolution) is much needed.

Nella pagina si possono leggere anche documenti che contestano articoli di quotidiani che avevano sostenuto che la JTF finanziasse l’ID; come ad esempio si riporta una lettera di risposta del vicepresidente C.Harper (14 novembre 2005) al Wall Street Journal, dove si garantisce che:

“This is false information. In fact, quite the opposite is true. The John Templeton Foundation has provided tens of millions of dollars in support to research academics who are critical of the anti-evolution ID position. Any careful and factual analysis of actual events will find that the John Templeton Foundation has been in fact the chief sponsor of university courses, lectures and academic research which variously have argued against the anti-evolution “ID” position. It is scandalous for a distinguished paper to misinform the public in this way”.

C.Harper, un ex-astronomo ad Harvard, in un altro articolo del 2005 aveva sottolineato il suo ruolo di rigido controllore sui progetti che la JTF finanziava:

I am the main quality control guy in the Foundation. I work like the devil to develop serious scientific work with top-level rigor. I come from a field that is quite serious in its rigor. I am used to extreme care in methodology, measurements, program design, etc., almost to fanatical degree”

Una prova l’abbiamo nell’elenco dei finanziamenti della JTF all’editore della rivista “Science”, l’AAAS.

Strano che in Italia finora i finanziamenti vadano in direzione diversa … forse sarebbe utile che anche gli evoluzionisti e magari i darwinisti imparino questo indirizzo, sia per informare sull’uso dei finanziamenti per impreviste iniziative politiche di cui magari la Chiesa e le Università pontificie nemmeno si accorgono (come magari è avvenuto in questo caso, gestito da cattolici devoti, amici dell’Acton Institute di Fr.Sirico, ma incompetenti), che per chiederli …

Per che cosa si può chiedere un finanziamento alla JTF?

Uno dei progetti di ricerca più costosi finanziato finora dalla JTF ha portato ad un risultato probabilmente non voluto Una ricerca per dimostrare gli effetti della preghiera altrui nel caso di operazioni al cuore (sono stati coinvolti migliaia di pazienti e migliaia di oranti con sistemi a doppio cieco e con controlli incrociati) ha dimostrato in modo scientifico che la preghiera era inutile e in alcuni casi perfino dannosa.

Qui un articolo del NYT  (“Long-Awaited Medical Study Questions the Power of Prayer “) e qui una sintesi dei risultati della ricerca.

The study cost $2.4 million, and most of the money came from the John Templeton Foundation, which supports research into spirituality. The government has spent more than $2.3 million on prayer research since 2000 … At least 10 studies of the effects of prayer have been carried out in the last six years, with mixed results. The new study was intended to overcome flaws in the earlier investigations”.

Cosa occorre evitare assolutamente? In another of the study's findings, a significantly higher number of the patients who knew that they were being prayed for — 59 percent — suffered complications, compared with 51 percent of those who were uncertain”.

 

29/11/07-VA

·         Sempre peggio. Sembra davvero che nell’impossibile difesa del libro antievoluzionista appena pubblicato da R.AIberoni, oltre all’Università Lateranense sia scesa in campo perfino la Radio Vaticana. Non c’è alcun dubbio che il libro non sia solo antidarwinista, dato che si contesta l’origine della nostra specie dall’interno dei primati, cioè il fatto stesso dell’evoluzione.

La posizione è davvero incredibile; non solo perché anche il Papa (nel 2004) e il Card.Schönborn (nel 2005) hanno confermato che non c’è alcun dubbio che esista un antenato comune di tutti gli esseri viventi, e che questo sia vissuto miliardi di anni fa, come ipotizzato dalla scienza, ma anche perchè questa posizione è stata accettata perfino da Padre Livio, direttore di Radio Maria  (!) … la radio concorrente …; Padre Livio si preoccupa infatti esclusivamente dell’anima, lasciando agli scienziati tutti gli aspetti materiali, per i quali anche lui riconosce che abbiano una certa competenza: «È di fede che l’umanità derivi da una sola coppia. Ma questo vale soltanto per l’anima. Riguardo all’origine del corpo, la Chiesa può considerare le più svariate ipotesi. Al riguardo, la scienza è assolutamente libera nella ricerca»).

La Radio Vaticana invece ha un’opinione piuttosto originale sulle competenze (ricordiamo che Ravasi nel 2005 (“E l’uomo in cerca di Dio incontrò le scimmie”) disse: “se la teoria evolutiva è giusta, non spetta al teologo dirlo, perché invaderebbe un campo non suo”) e chiede l’opinione di una sociologa in un articolo (“Il magistero di Benedetto XVI esalta la vera ragione di fronte alla deriva scientista”) di cui fornisce anche l’audio.

Non si capisce perchè l’autrice del libro, invece di proporre e giustificare ipotesi alternative, ironizzi su improbabili critiche (“i darwinisti, e Darwin stesso sin dall’inizio, attaccano la Genesi, facendo apparire Dio come un bambino che si mette lì a fare, uno per uno, tutti gli animali”) superate dal fatto che anche il Papa abbia accettato l’origine comune degli esseri viventi e quindi il processo evolutivo, tanto da non proporre più oggi il libro della Genesi come un manuale di scienze, a differenza di quanto sembra propongano il libro e i suoi estimatori.

Come si sa la scienza, che ha svelato da secoli che l’evoluzione è un fatto, ha una sua spiegazione anche dei meccanismi che hanno agito e agiscono, mentre la Bibbia propone la creazione “ab nihilo” e immediate di tutto, esseri viventi compresi. La Chiesa, pur avendo abbandonato l’ipotesi biblica (e non certo darwiniana) che “Dio … si mette lì a fare, uno per uno, tutti gli animali”, per ora non propone ipotesi alternative a quella neodarwiniana che rifiuta.

Sembra invece che l’autrice del libro creda ancora che la Bibbia possa essere letta come un libro scientifico! Se questa è la sua opinione, non si capisce il motivo per cui l’Università Lateranense la favorisca e si contestino senza validi motivi le posizioni del Papa e del Card.Schönborn. [Mi sembra che ci si avvii su una strada che un tempo non poteva che portare al rogo].

Se qualcuno in Vaticano (don TanzeIIa-Nitti sembra il candidato più adatto a questo ruolo … qui si può sentire una sua esplicita dichiarazione durante una conferenza il 6/11 a Milano) riuscisse ad accorgersi e capire quello che sta succedendo probabilmente avvertirebbe l’esigenza di mandare magari qualcuno dei contestatori del Papa in pensione anticipata. Posso immaginare soprattutto l’imbarazzo del nuovo responsabile vaticano della cultura, già messo in difficoltà il 17/9/07, a pochi giorni dall’insediamento, dal suo Sottosegretario che voleva addirittura negare alla scienza l’uso della ragione (“para el católico no hay incompatibilidad entre evolución y doctrina", aseguró para insistir en que "lo que está en juego en este debate es una opción entre lo irracional y la razón y, al fin y al cabo, el Cristianismo es la religión del logos, o sea de la razón, una religión que mira siempre hacia la verdad"); ora sembra che mons.Ravasi sia scavalcato e contestato nel suo appoggio alla biologia e nel suo apprezzamento verso la cultura occidentale, la ragione e il lavoro dei biologi evoluzionisti; la sua posizione era stata recentemente confermata dalle sue dichiarazioni al recente convegno Ontogenesi e vita umana” (organizzato nell’ambito del Progetto STOQ, finanziato anche dalla John Templeton Foundation), ma chiaramente delineato soprattutto in un articolo su La Nazione del 5/10/2005 (“E l’uomo in cerca di Dio incontrò le scimmie”): è ovvio che l'evoluzione esiste, non si possono ignorare i risultati degli scienziati, i loro ritrovamenti, i reperti che hanno una oggettività solida. Ma se la teoria evolutiva è giusta, non spetta al teologo dirlo, perché invaderebbe un campo non suo.  

è ovvio che l'evoluzione esiste, non si possono ignorare i risultati degli scienziati, i loro ritrovamenti, i reperti che hanno una oggettività solida. Ma se la teoria evolutiva è giusta, non spetta al teologo dirlo, perché invaderebbe un campo non suo.  

Ravasi, 2005

27/11/07-IT

·         Sulla rivista BioScience (November 2007; 57 [10]: 885-886) la recensione di un agile libretto “Not in our classrooms. Why ID is wrong for our schools” per spiegare percè l’ID deve stare lontano dalle ore di scienze negli USA.

·         Difficile non preoccuparsi seriamente a leggere un articolo pubblicato oggi dall’agenzia Zenit, che non appartiene al Vaticano ma che comunque nella pagina di presentazione (è importante a questo punto verificare anche le credenziali…) garantisce ai cattolici (al punto 17) che “vuole offrire una visione del mondo com'è vista e proposta dalla Santa Sede e … mantiene relazioni con i vari organismi della Santa Sede, in particolare con il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali”. Nonostante (al punto 4) si precisi perfino che “Le attività del Santo Padre e i suoi interventi vengono riportati con una particolare attenzione. Le sue parole sono uno stimolo alla riflessione non solo dei cattolici” oggi leggiamo un articolo che pubblicizza la prossima presentazione un libro che, su basi esclusivamente ideologiche nega completamente l’evoluzione biologica, un fatto ormai noto fin dal 1700 (e poi spiegato da Darwin e confermato finora da tutti gli scienziati che se ne sono occupati): “Cancellando il Creatore e riducendo l’uomo ad un derivato delle scimmie, Darwin ed i suoi seguaci, da una teoria scientifica, hanno tratto una ideologia atea che si basa su un solo comandamento: il primato del volere individuale che ha un solo scopo saziare i propri impulsi. E’ un modo subdolo per parificare l’essere umano agli animali”.

Dove sta il problema? Sia il giornalista che l’autrice del libro non sanno che non solo nei libri di scuola ma anche in un documento firmato dal Card.Ratzinger nel 2004 (par-63/69), c’è scritto che è ormai certo che l’uomo ha avuto origine, prima che dai primati, da organismi unicellulari vissuti miliardi di anni fa.

Per non parlare delle dichiarazioni in favore dell’autonomia degli scienziati nel loro campo, più volte ripetute dal responsabile vaticano per la cultura, prima mons.Poupard e ora anche mons.Ravasi (alcune citazioni di mons.Ravasi sono qui sotto in data 16/11; una delle migliori è la seguente (“E l’uomo in cerca di Dio incontrò le scimmie”; La Nazione del 5/10/2005), che sicuramente all’agenzia Zenit non solo non conoscono ancora ma che forse nemmeno immaginerebbero: è ovvio che l'evoluzione esiste, non si possono ignorare i risultati degli scienziati, i loro ritrovamenti, i reperti che hanno una oggettività solida. Ma se la teoria evolutiva è giusta, non spetta al teologo dirlo, perché invaderebbe un campo non suo..

Per pubblicizzare il libro si fa parlare, invece di mons.Ravasi, il responsabile della commissione Giustizia e Pace, che sui problemi della scienza non sembra nè interessato nè molto aggiornato.

Sembra evidente, ma sconcerta, che Zenit ignori perfino il recentissimo articolo del 23/11 di F.Facchini, pubblicato nientedimeno che sull’Osservatore Romano (“Neodarwinismo e creazionismo scientifico: attenzione ai salti di corsia”).

[Perché l’agenzia Zenit contrasta o ignora voci autorevoli e responsabili della chiesa cattolica, con il rischio di sbandare e schiantarsi presentando una visione opposta a quella della santa sede, risulta certamente un mistero che molti scienziati non riuscirebbero probabilmente a spiegare. La teoria dell’evoluzione certamente è più facile  da spiegare …

Anche don TanzeIIa-Nitti, che non crede – l’ha fatto capire al dibattito a Milano del 6/11/07- all’esistenza di frange anche “autorevoli” di cattolici creazionisti, potrebbe essere turbato alla lettura di questo articolo, che chiaramente sponsorizza un libro che presenta idee che non dovrebbero trovare posto in un’università pontificia, soprattutto se finanziata anche dalla John Templeton Foundation, che sembra controlli – l’ha fatto con il Discovery Institute che ormai non finanzia più dal 2000 - la serietà delle strutture finanziate, come si legge chiaramente qui nell’intervento dell’attuale vicepresidente C.Harper che scrive chiaramente “I work like the devil to develop serious scientific work with top-level rigor ]

A questo punto si può tornare a leggere l’incipit dell’articolo, inaccettabile come base per un qualsiasi dialogo con qualsiasi persona ragionevole: “E' vero che gli esseri umani discendono dalla scimmia? E' vero che tutto dipende dal caso e non esiste un Creatore? E' vero che sopravvive solo il più forte e che per seguire la legge dell'evoluzione i deboli devono essere lasciati morire, o addirittura, devono essere soppressi prima che nascano? … Le suggestioni, il senso, la dimensione dell'umano e del divino … vengono analizzate e confrontate con l’ideologia che ha cancellato il Creatore e ha ridotto l’uomo a poco più di una scimmia”.  Un tempo (quando le donne non avevano ancora l’anima e i feti non avevano ancora alcun valore) ci si chiedeva, ugualmente senza pudore, “è vero che la terra gira intorno al sole?”]

[Possiamo solo sperare che il 29 ci sia in un’irruzione delle guardie svizzere che scortano

·         il papa che spiega che, contrariamente a quanto sostiene il card.Martino, "Ci sono tante prove scientifiche in favore di una evoluzione che appare come una realtà che dobbiamo vedere e che arricchisce la nostra conoscenza della vita e dell'essere in quanto tale",

·         mons.Ravasi che spiega perché il card. Fisichella è in errore: “è ovvio che l'evoluzione esiste, non si possono ignorare i risultati degli scienziati “ e che quindi non ci si deve più “sorprendere quando la scienza fa scoperte che non coincidono con il mondo descritto dalla Bibbia”,

·         F.Facchini che spiega al direttore del TG2 che è in errrore: Nel mondo scientifico l'evoluzione viene considerata come realmente avvenuta

·         il card. Schonborn che concede che “L’evoluzione nel senso di una comune discendenza può essere vera”, per cui nessuno si deve scandalizzare se è dimostrato che deriviamo da antenati scimmieschi …

·         Padre Livio, sì anche il direttore della Radio religiosa più ascoltata anche dalle vecchiette: «Riguardo all’origine del corpo, la Chiesa può considerare le più svariate ipotesi. Al riguardo, la scienza è assolutamente libera nella ricerca»

·         … e magari pure don Giuseppe TanzeIIa Nitti, venuto per annotare i nomi e le qualifiche di tutti quei cattolici creazionisti antievoluzionisti che non si accorgono dei suoi continui tentativi di far usare, se possibile e se funzionante, anche la ragione … ]

A questo punto sembra che anche lo spirito della lettera di GP2 spedita nel 1988 all’astronomo gesuita P.Coyne faccia parte di un lontano passato fatto soprattutto di cultura, rispetto e curiosità per chi comunque arricchisce la nostra conoscenza della vita e dell'essere in quanto tale".

[E il dubbio che gli sconcertanti interogativi di Socci (articolo su Libero del 14 settembre 2007) siano giustificati ritorna… E’ un’aggravente il fatto che in questo caso a contestare opinioni del Papa siano presenti anche un rettore e un cardinale che ha pure un ruolo di alta responsabilità (Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ) anche se non coerente con il tema in discussione?]

 

25/11/07-USA

·         Negli USA il 13/11/07 è stato trasmesso un programma televisivo molto ben fatto, prodotto dalla PBS e diffuso dalla rete NOVA (Judgment Day: Intelligent Design on Trial) sul processo di Harrisburg che ha visto la sconfitta dell’Intelligent Design. Da qualche giorno sono disponibili in rete, oltre a tanto materiale interessante, anche 12 video che permettono di rivedere tutta la puntata di due ore. Per chi non avesse ancora letto gli atti del processo, il video può stimolarne la lettura; si possono trovare i link ad alcune raccolte dei documenti all’inizio della rassegna stampa del 2006

 

24/11/07-IT

·         Sarà una bella idea? Orlando Franceschelli sul Riformista (“SE IL FEMMINISMO SI ISPIRA A DARWIN “) riprende un libro di un anno fa in cui si ipotizzava un parallelismo fra antifemminismo e antidarwinismo, fra paura di Darwin e paura della donne. Non avendo finora risolto definitivamente nessuno dei due problemi, possiamo solo sperare che non si crei una collaborazione /sinergia fra chi ha paura di Darwin e chi ha paura delle donne…

 

23/11/07-IT

·         Sull’Espresso una lunga intervista di Odifreddi ad Hans Kung (“SE LA SCIENZA IGNORA DIO”) in cui si tocca il problema, che ogni giorno verifichiamo quanto sia serio, del’allergia della religione cattolica verso alcuni temi di ricerca e scoperte della scienza.

·         F.Facchini ritorna oggi sull’Osservatore Romano , dopo quasi due anni di assenza, con un articolo sull’evoluzionismo (“Neodarwinismo e creazionismo scientifico: attenzione ai salti di corsia”). Nell’articolo possiamo trovare molte e diverse conferme che non solo l’evoluzione è un fatto che la Chiesa cattolica riconosce ma che anche il neodarwinismo (almeno per il precedente Papa) dopo 150 anni può finalmente essere considerata una teoria e non solo un’ipotesi: 

·         Nel mondo scientifico l'evoluzione viene considerata come realmente avvenuta. In biologia nulla ha senso, affermava Dobzhansky, se non alla luce dell'evoluzione.

·         Giovanni Paolo II nel noto messaggio alla Pontifica Accademia delle Scienze del 22 ottobre 1996 riconosceva che oggi si può parlare di teoria scientifica dell'evoluzione e non più di ipotesi.

·         Benedetto XVI in un incontro con i sacerdoti delle diocesi di Belluno e Treviso del luglio scorso, ad Auronzo, così si esprimeva:  "Ci sono tante prove scientifiche in favore di una evoluzione che appare come una realtà che dobbiamo vedere e che arricchisce la nostra conoscenza della vita e dell'essere in quanto tale"; nello stesso tempo affermava che la dottrina dell'evoluzione non può rispondere a tutti i quesiti, soprattutto a quelli di senso” 

Per chi si occupa professionalmente dei problemi connessi con l’evoluzione queste dichiarazioni (note da tempo ma spesso dimenticate o ignorate in quanto non fatte conoscere e non spiegate ai fedeli) garantiscono l’accettazione almeno del fatto che la nostra specie (che si inserisce in una storia evolutiva della materia vivente iniziata più di 3 miliardi di anni fa) ha avuto origine 6-8 milioni di anni fa da un antenato comune anche ad alcune specie di scimmie antropomorfe attualmente viventi. Proprio quello che verrà contestato il 29/11 da persone, tutte ignare dei fatti dell’evoluzione biologiche (oltre che delle teorie che la spiegano) ma felici di presenziare ad una iniziativa per lanciare pomodori contro Darwin.

Questo avverrà in una Università, anche se pontificia, quella Lateranense, che la Templeton Foundation finanzia in quanto garantirebbe il rispetto di criteri di serietà e di scientificità adeguata ad un livello universitario. [Sarebbe interessante capire come questa iniziativa si inserirebbe nel ragionamento fatto da F.Facchini…; pure interessante sarebbe capire come mai dei laici si stiano dando tanto da fare per trascinare vescovi e cardinali a contestare documenti vaticani che sembra che tutti ignorino].

Anche il ragionamento di F.Facchini comunque rischia il salto di corsia che lo preoccupa quando cerca di incrociare i due livelli che lui stesso ammette “si sviluppino su due piani diversi, pur riguardando la medesima realtà; strano soprattutto che chieda agli scienziati l’onere della prova dell’esistenza o meno di meccanismi “superiori” (non è chiaro se più o meno intelligenti di quelli umani, che sono di solito intelligentissimi) che le diverse religioni appoggiano, pur senza dimostrazioni e pur avendo garantita a priori l’impossibilità di verifica.

Dopo aver provato a evidenziare i limiti della scienza e aver citato i dubbi di chi non apprezza il rigore metodologico preteso dal metodo scientifico (“a livello subatomico, molecolare, cellulare, come nel moto dei corpi celesti, si rivela una fine sintonia fra la diverse forze che non può essere casuale. È una conclusione ragionevole, anche se non è dimostrabile con le metodologie della scienza empirica. In base alle osservazioni della natura non si può negare la suggestione di un progetto”). F.Facchini ritorna comunque ad una sua frase abituale che, pur partendo da deboli premesse (l’ipotesi che qualcuno possa rifiutare il neodarwinismo), dovrebbe soddisfare gli scienziati, confermando che “ il rifiuto di questa modalità evolutiva [quella neodarwiniana], perché non convincente, non implica che si debba andare a cercare una causa esterna al processo evolutivo presentandola come spiegazione scientifica. Le cause vanno ricercate all'interno del sistema della natura. Una causa esterna, identificabile senza difficoltà nel Creatore, lo configurerebbe come tappabuchi della nostra ignoranza che può essere provvisoria e colmata da nuove conoscenze. Il ricorso a una causa esterna che di tanto in tanto interviene direttamente a orientare l'evoluzione in certe direzioni non appare corretto e non è scientificamente dimostrabile”.

Ammette quindi anche lui che si tratti di un salto di corsia e che non è corretto compierlo. E’ difficile riuscire a fare contenti tutti, ma possiamo sperare che la fraseDi per sé il darwinismo non obbliga ad essere atei. Vi sono darwinisti convinti che non lo sono serva a calmare le acque, soprattutto fra i cattolici abituati a leggere frasi (o libri, come quello recente che verrà presentato il 29/11 addirittura all’Università Lateranense) che sostengono invece proprio il contrario.

·         Oggi a Bologna comincia una iniziativa di tre giorni (CRONOBIE) con dibattiti estremamente interessanti, con scienziati che vengono intervistati da T.Pievani e da P.Greco. Il programma, molto intenso, si trova qui.

·         Newton ci informa che dal 29 novembre all’1 dicembre si terrà a Forlì il VI convegno sulla comunicazione della scienza. Qui il programma. Positivo verificare come ci siano ormai anche in Italia “spunti diversi di riflessione sulle molteplici modalità attraverso cui comunicare la scienza in una società che cambia”.   

 

21/11/07-IT

·         Il Gazzettino informa che anche nella città di Galileo e di studi universitari avanzati (Padova) si terrà domani 22/11 un’iniziativa pubblica (“Siamo scimmie progredite o linee di un disegno intelligente?”) contro Darwin e tutti coloro che negli ultimi 150 anni hanno confermato ed enormemente ampliato le sue scoperte, organizzata da fondamentalisti cattolici del triveneto che non accettano alcuni degli aspetti più avanzati della cultura occidentale….  Visto che anche la chiesa cattolica e il papa accettano che l’evoluzione umana sia iniziata con organismi unicellulari, non è chiaro a che pensiero religioso attuale e a quale secolo faccia riferimento la cultura questi contestatori.

Probabilmente, oltre a non conoscere il documento del 2004 firmato dal card.Ratzinger non conoscono nemmeno le dichiarazioni in proposito di Mons. Ravasi, novello responsabile della gestione del problema, che dopo decenni sostituisce il card.Poupard. Certe iniziative e certe dichiarazioni sembrano infatti organizzate per indurre mons.Ravasi, nominato a settembre responsabile del settore cultura della chiesa cattolica, a modificare una dichiarazione precedente sul problema dell’evoluzione biologica (“E l’uomo in cerca di Dio incontrò le scimmie”; La Nazione del 5/10/2005): è ovvio che l'evoluzione esiste, non si possono ignorare i risultati degli scienziati, i loro ritrovamenti, i reperti che hanno una oggettività solida. Ma se la teoria evolutiva è giusta, non spetta al teologo dirlo, perché invaderebbe un campo non suo. …. Il compito dei teologi e’ cercare la verita’ solo attraverso lo spirito, evitando quello che accadde a Galileo), che difficilmente qualche cardinale potrà etichettare come “piuttosto vaga e non importante

·         Altre riflessioni significative di mons.Ravasi dovrebbero essere più conosciute e ribadite più spesso: una sua frase recente (Avvenire del 16/11) evidenzia che mons.Ravasi ha coscienza di un gravissimo problema, che potrà orientare la chiesa cattolica  sulla strada verso l’accettazione di fatti e teorie che le scienze biologiche hanno messo a disposizione della cultura umana ormai da 150 anni: “c’è chi si sorprende quando la scienza fa scoperte che non coincidono con il mondo descritto dalla Bibbia”. E’ una frase che spiega bene non solo la sorpresa di un cattolico devoto, ma anche lo sconcerto (e perfino l’ironia … di fronte ad alcuni casi patologici…) che suscitano negli scienziati le dichiarazioni di chi critica la scienza senza nemmeno conoscere i fatti che la scienza ha studiato e riesce oggi anche a spiegare.

Purtroppo gli scienziati non possono far molto per evitare che la gente cresca credendo nel “mondo descritto dalla Bibbia”, anche perché questo mondo viene insegnato (almeno nelle scuole italiane) addirittura a partire dai tre anni di età, il periodo in cui nella nostra specie si ha la massima ricettività e il minimo di verifica razionale delle informazioni, come ben sanno anche le gerarchie  cattoliche. 

Nello stesso intervento mons.Ravasi ha ricordato inoltre l’esigenza di dialogo “fra discipline ri­maste troppo a lungo ignare del lavoro e dei ri­sultati altrui, come sono le scienze naturali e la teologia”; il pensiero è certo gentile, e richiama un po’ la lettera del 1988; certo però che non c’è simmetria fra le due situazioni: già lo sapeva Galileo 350 anni fa, ma lo sapevano pure i naturalisti della seconda metà dell’Ottocento che sicuramente si saranno letti con una certa preoccupazione l’Enciclica di Leone XIII (Humanum genus”) contro i naturalisti.

A questo proposito non possiamo dimenticare l’evoluzionista e teologo Teilhard De Chardin che nella prima metà del ‘900 era stato spedito a scavare fossili nel posto più lontano dal Vaticano e i cui libri sono stati banditi dalle biblioteche degli enti religiosi anche per molti anni dopo la sua morte. Si è cambiato oggi idea su Teilhard, preferendo dimenticare come l‘aveva trattato il Santo Uffizio, ma su Darwin sembra che la strada sia lunga quasi come quella di Galileo. 

C’è spazio per un’altra frase di Ravasi? Eccola: “Il teologo spesso è stato tentato di pronunziare verdetti di tipo scientifico e lo scienziato di irridere tesi religiose". Se, ad esempio nel caso dei fenomeni evolutivi, si definiscono “tesi religiose” le critiche alla scienza senza proposte alternative migliori o con proposte che ignorano addirittura i fatti, la seconda parte della frase non è motivata e può suscitare irrisione di per sé. Occorrerà verificare quanto spazio lascerà appunto mons.Ravasi a questi critici che non possono difendersi dietro a sciocchezze che l’esperto Mons.Ravasi difficilmente definirebbe “tesi religiose”. Sembra promettere che non le accetterebbe se venissero dai teologi (“Ma se la teoria evolutiva è giusta, non spetta al teologo dirlo, perché invederebbe un campo non suo..”) per cui si può sperare in un prossimo intervento del Mons.Ravasi per recuperare all’ortodossia cattolica i teologi creazionisti biblici del Centro Kolbe (USA).

Nel caso dei laici la situazione non è facilmente controllabile, come si vede in altri settori in cui non sempre si rispettano le indicazioni vaticane di controllare meglio la fantasia e l‘irrisione non giustificata.

 

20/11/07-USA

·         Gli interessati all’ID saranno contenti di poter assistere in differita ad una conferenza di Dembsky, tenuta all’Università dell’Oklahoma, disponibile (ovviamente in inglese) ora anche on line. Interessanti soprattutto le domande cattivelle degli studenti ad uno dei massimi responsabili del Discovery Institute che nei primi anni ’90 ha “reinventato” la versione più recente delle idee creazioniste predarwiniane; il dibattito inizia dalla metà del 3’ video (l’audio è comunque di scarsa qualità).

 

20/11/07-IT

·         Merita di essere ricordata una frase comparsa oggi in un articolo dell’Avvenire (“Il declino dei laici da Croce a Odifreddi”): “studiosi delle discipline più svariate si ritengano legittimati ad affrontare, senza la necessaria competenza, argomenti complessi e delicati, come l’esperienza religiosa e gli uomini”.  Concedendo che “gli uomini” non sia un tema autonomo su cui possano parlare solo i religiosi e le chiese, ci si può domandare se sia accettabile che mons.Sgreccia (secondo la sintesi che ne fa l’Avvenire del 16/11) attribuisca agli evoluzionisti, forse senza la necessaria competenza e magari allo scopo di deriderli e criticarli meglio, idee stupide ed assurde (“molti interpre­tano l’evoluzione come un processo governato esclusivamente dal caso “!!) che qualcuno fa circolare da tempo nel mondo cattolico, ma che sono estranee all’ambiente scientifico.

 

19/11/07-USA

·         In occasione della trasmissione negli USA (il 13/11/07) di un programma televisivo prodotto dalla PBS e diffuso dalla rete NOVA (Judgment Day: Intelligent Design on Trial) sul processo di Harrisburg che ha visto la sconfitta dell’Intelligent Design, il Discovery Institute ha pubblicato un libretto (disponibile in internet) per spiegare l’ID agli insegnanti: “The theory of intelligent Design. A briefing racket for educators”.

Nel sito web della trasmissione televisiva (Judgment Day: Intelligent Design on Trial) c’è invece una gran quantità di materiale ben fatto e interessante, con interviste al giudice Jones e ad altri partecipanti. Interessante una frase all’inizio dell’intervista a Ken Miller, il biologo universitario cattolico che  ha difeso il metodo scientifico al processo di Harrisburg: alla domanda “Why is evolution so controversial?” risponde: “I think one of the reasons why evolution is such a contentious issue, quite frankly, is the same reason you can go into a bar and start a fight by saying something about somebody's mother”. In effetti mi è successo che un biologo cattolico da me sollecitato sui temi dell’evoluzione rispondesse assurdamente “io non derivo da una scimmia”. [Siamo al punto di contestare anche i sospetti di Linneo?!]

La trasmissione (2 ore) è visibile (in 12 video) da questa pagina web. Decisamente ben fatta e molto critica verso l’Intelligent Design

 

18/11/07-IT

·         La notizia non è recente, ma a molti potrà interessare: carenze informative sull’evoluzione della vita sulla terra si possono risolvere scaricando un libro on line sull’evoluzione (“Dal big bang a Dio. Il lungo viaggio della vita”) messo a disposizione dall’autrice, la prof.di biochimica di Sassari B.Tavolini, nel suo sito web: “Il libro riassume il lungo viaggio che ha permesso alla vita di nascere e di divenire ciò che conosciamo. Il viaggio si snoda dal Big Bang alla sintesi delle prime molecole organiche, alla loro organizzazione  in un organismo vivente,  all’evoluzione fisica degli organismi viventi, alla loro evoluzione metafisica cioè all’evoluzione delle sensazioni, dei sentimenti, della morale,  di Dio

·         Sul Domenicale del Sole 24 ore una stroncatura ironica (forse mons.Ravasi parlerebbe di “irrisione”, ma prima dovrebbe verificare i fatti …) di un libro pieno di informazioni errate utilizzate per criticare e irridere non solo la teoria dell’evoluzione ma anche il fatto stesso dell’evoluzione (e siamo nel 2007…). Il fatto che il 29/11 questo libro verrà presentato a Roma addirittura in un’università pontificia alla presenza del rettore, di un autorevole cardinale, di un politico autorevole (un tempo ministro ed oggi all’opposizione) e del direttore del principale telegiornale privato, aggiungono imbarazzo e pena all’ironia, che è inevitabile di fronte a frasi assurde che si possono leggere in questo libro (come “Le immagini di Robespierre e Hitler sono state calpestate, quella di Marx messa in soffitta, mentre quella della scimmia continua a campeggiare su tutti i media” che viene citata nel corsivo scandalizzato del Sole 24 Ore di oggi; probabilmente il giornalista ignora tuttora che, nonostante la sua opinone, fra qualche giorno il libro verrà comunque presentato e forse “raccomandato ai cattolici” nella sala di un’Università Pontificia – probabilmente finanziata dai cittadini  italiani).

[Non è imbarazzante che dei cardinali pubblicizzino un libro che nega adddirittura l’evoluzione che la Chiesa cattolica  ammette da tempo e che lo stesso papa attuale ha confermato in un documento del 2004 (al par.63)? Non è imbarazzante l’appoggio del rettore della Lateranense ad un testo che nega l’evoluzione e quindi l’origine comune degli esseri viventi che il papa stesso accetta? E per di più senza dimostrazioni scientifiche serie? La Lateranense partecipa al progetto STOQ (ben finanziato dalla opulenta John Templeton Foundation) che ha l’obiettivodi contribuire al progresso della scienza, a rafforzare le relazioni tra scienza, filosofia e teologia, in modo da testimoniare che la finalità ultima della scienza è l’umanità e il suo benessere globale, di cui sono componenti essenziali l’elevazione intellettuale, etica e religiosa di ogni singola persona”. Il Progetto STOQ nasce a seguito del Giubileo degli Scienziati nel gennaio dell’anno 2000, in cui si sono incontrati rappresentanti delle maggiori Istituzioni mondiali impegnate nel dialogo fra scienza e religione”. La John Templeton Foundation ha da tempo smesso di finanziare il Discovery Institute che diffonde la dottrina dell’”Intelligent Design” in quanto viene riconosciuta priva di fondamenti scientifici, come si legge chiaramente in questo articolo pubblicato nella loro rivista (What is the problem with Intelligent Design?, dove si legge “Intelligent Design (ID) theory fails both scientifically and theologically ….  Robbed from restricting itself to naturalistic explanations, Intelligent Design theory would prevent scientists from pursuing science as they know it… The theological failing of ID is that its intelligent designer becomes a trivial God so lacking in compassion) . Non si rischiano finanziamenti e autorevoli collaborazioni? Probabilmente no, dato che la Fondazione crede nella Theistic Evolution: A Christian Alternative to Atheism, Creationism, and Intelligent Design]

 

17/11/07-IT

·         Sul Riformista un articolo di O.Franceschelli (“Quando l’onestà intellettuale è attaccata per creare sterili polemiche ideologiche”) in risposta all’articolo di F.Facchini sull’Avvenire del 10/11 (“Darwinismo,  dibattito oltre le ideologie“) in cui si dimostrava la tendenza ad etichettare come ideologiche le opinioni di chi utilizza solo spiegazioni naturalistiche per spiegare la natura ….

 

17/11/07-IT

·         Nel prossimo numero dell’Espresso in edicola ci sarà un’intervista a Umberto Veronesi (“Il bisturi e l’etica”): All’inizio manifesta le sue idee sul rapporto fra scienza, etica e fede, indicando quali sono le sue opinioni come agnostico (il termine ateo non gli piace…). A parte un po’ di ignoranza sugli scimpanzè (ha capito bene però che anche gli scimpanzè come l’uomo dimostrano di avere sviluppato diverse culture; chi non ci credesse, come l’autrice di un recente libro scritto senza nemmeno salire sulle spalle dei giganti, può visitare il sito web Chimpanzee cultures, che lo dimostra),  Sembra proprio di capire che questo non è uno scienziato che pretende di “far dire alla Bibbia quello che essa non vuole dire (verità scientifiche)” … anzi! Interessante anche la sua osservazione che la fede non aiuterebbe a guarire, mentre invece la volontà conta. Addirittura la sua esperienza come oncologo è che “il non credente soffre meno e muore meglio”.

·         Sul sito web Science and religio in Media si può trovare una maggior quantità di informazione, anche se non i testi integrali, sul convegno Ontogenesi e vita umana” organizzato nell’ambito del Progetto STOQ finanziato anche dalla John Templeton Foundation.

 

16/11/07-IT

·         Oggi sull’Avvenire un articolo («L’embrione nella Bibbia, germe di vita dell’uomo») sull’apertura  a Roma del convegno Ontogenesi e vita umana; un po’ diverso da quello di ieri dell’agenzia SIR. Forse converrà aspettare il documento originale e non fidarsi di interpretazioni giornalistiche. Nell’articolo di oggi si trovano infatti citate frasi nuove, a partire fa quella molto interessante di mons.Ravasi “c’è chi si sorprende quando la scienza fa scoperte che non coincidono con il mondo descritto dalla Bibbia”; l‘interesse per la diagnosi della diffusione di una grave patologia (l’allergia alla scienza) fra i cattolici è notevole e originale, anche se già lo aveva preannunciato GP2 ben 19 anni fa nella . L’ammissione della difficoltà a capire le scoperte scientifiche permette di verificare se coinvolge soprattutto chi nei suoi primi anni ha studiato scienze sulla Bibbia (come prevedono ancor oggi i programmi scolastici dell’ora di religione fin dall’asilo, quando addirittura un terzo del programma riguarda la spiegazione delle meraviglie della natura), e poi ha proseguito negli studi senza che la scienza venisse insegnata invece da persone competenti. Il risultato finale sembra essere una visione biblica del mondo nonostante siamo nel ventunesimo secolo. Molto interessante.

Un’altra riflessione che suscita questa frase è che lo stupore non sia, come sarebbe logico, per le scoperte scientifiche, uno dei migliori e più utili prodotti dell’evoluzione culturale umana, ma per il fatto che le scoperte non corrispondono a quanto insegnato dalla Chiesa cattolica, che per fortuna gestisce l’interpretazione della Bibbia,impedendo che ad esempio in Italia i creazionista biblici siano numerosi come negli USA. Il ragionamento sembra che prosegua poi sostenendo che “Gli equivoci sul­la questione delle origini, scrive Fiorenzo Fac­chini citato da Ravasi, nascono dalla pretesa (de­gli scienziati) di negare ciò che la scienza non può darci (cioè la dimostrazione dello spirito) o di far dire alla Bibbia quello che essa non vuol di­re (verità scientifiche)”.

[Mi permetto di dubitare che “gli scienziati” – già Galileo aveva coraggiosamente cominciato a non farlo - controllino sulla Bibbia le loro scoperte scientifiche, per cui se la frase fosse davvero di F.Facchini o di mons.Ravasi avrebbe avuto probabilmente uno o due soggetti diversi. So che a volte,oltre ai non scienziati, alcuni fisici, matematici o astronomi controllano sulla Bibbia le scoperte della biologia … ma sarebbe consigliabile che controllassero prima sui libri di biologia…

Verificando il testo originale di F.Facchini, scritto per il DISF (“Uomo, identità biologica e culturale”), come logico non fa riferimento agli scienziati se non per la prima frase: Dalla assolutizzazione di modi parziali di conoscenza derivano equivoci e incomprensioni che hanno spesso contraddistinto i rapporti tra scienza e fede nell'epoca moderna, soprattutto nel XIX e nella prima metà del XX secolo. Non si può far dire alla scienza quello che “non può” dire, perché esorbita dalla sfera delle sue conoscenze, né si può far dire alla Bibbia quello che essa “non vuole” dire, perché non rientra nel suo messaggio religioso.] 

Abbastanza strano rimane comunque, anche secondo l’articolo sull’Avvenire di oggi, l’intervento di Mons.Sgreccia. E’ “curioso” notare che mentre mons. Ravasi aveva appena ricordato l’esigenza di dialogo “fra discipline ri­maste troppo a lungo ignare del lavoro e dei ri­sultati altrui, come sono le scienze naturali e la teologia”, mons.Sgreccia conferma chi è responsabile della scarsa collaborazione, presentando la teoria dell’evoluzione come una teoria che attribuirebbe tutte le meraviglie del mondo vivente addirittura al solo caso; sono 150 anni ormai che, da Darwin in poi, si ripete continuamente che il caso da solo non può fare nulla di buono, ma leggiamo E molti interpre­tano l’evoluzione come un processo governato esclusivamente dal caso. «Ma il caso è soltanto una lacuna della nostra conoscenza, non è una realtà» replica il presule. «È casuale ciò di cui non possiamo fornire una spiegazione completa». E poi c’è da chiarire che «molti eventi sono con­tingenti, nel senso che potevano non accadere, non nel senso che avvengono a caso»; d’altronde anche il Papa sembra pensare nello stesso modo, sorvolando sul ruolo di fattori che controllano e limitano la creatività del caso, che introduce le novità.

Mons. Sgreccia conferma pure, secondo il giornalista, cosa intende lui per dialogo fra scienze naturali e teologia: “Quanto al creazionismo scientifico, Sgreccia è dell’opinio­ne che sia meglio lasciare la ricerca agli scien­ziati. Purchè resti nitido il concetto che è l’uo­mo il fine di tutto il creato”. [Sembra che il guinzaglio per il dialogo lo preferisca corto…]

·         E’ possibile a questo punto integrare in quanto già scritto una lamentela di mons.Ravasi comparsa in un altro articolo che fornisce informazioni diverse (“VATICANO/ RAVASI: TRA EVOLUZIONE E CREAZIONE NON C'E' AUT-AUT”): "Il teologo spesso è stato tentato di pronunziare verdetti di tipo scientifico e lo scienziato di irridere tesi religiose".

La frase è illuminante, per cui è utile chiarire che, secondo ragione, non è “irrisione di tesi religiose” la difesa di fronte a critiche non motivate (anche se vengono magari presentate come “verdetti di tipo scientifico” è scorretto considerarle “tesi religiose”, se non lo sono) a scoperte che ormai hanno superato 150 anni di verifiche pignole e di successi.

Comprensibile che chi critica - ma nel bisogno utilizza quotidianamente la medicina moderna - scoperte di 150 anni fa che riguardano solo gli aspetti materiali dell’evoluzione dei viventi dovrebbe accettare che sia oggetto di difese della scienza a volte un po’ ironiche.

E’ possibile però, e sarebbe comprensibile, che, se le critiche non motivate e ridicole (non “tesi religiose” dato che riguardano problemi materiali dell’evoluzione) continuassero ancora per qualche decennio, il sorriso scomparirebbe dalla faccia di chi verrà ancora criticato    chi non si innervosirebbe nell’attesa dei 359 anni e rotti che sono stati necessari per la riabilitazione di Galieo ??

Da notare inoltre che quest’ultimo articolo comparso su APCOM riporta in modo più esteso la parte dell’intervento di mons. Ravasi in cui cita F.Facchini; si nota che in questo testo mons.Ravasi non attribuisce “agli scienziati” una “pretesa” assurda; anzi alla frase citata in alto si aggiunge una frase, sempre di F.Facchini (ma non tratta dall’articolo del DISF) che confliggerebbe con l’aggiunta offensiva verso gli scienziati: “Ai due interlocutori vanno posti quesiti che rientrano nel loro ambito. Alla Bibbia sul perché dell'esistenza, alla scienza sul dove, come, quando si è formata la vita”.

·         Sul Corriere un interessante articolo (“Scienza e fede nella medicina“) sui rapporti fra fede e medicina; vi si legge curiosa citazione riguardo agli esperimenti di inoculazione del vaiolo, prima dei quali si era chiesti vari pareri autorevoli: “Se l'imperatrice Maria Teresa d'Austria si convinse della liceità dell'innesto, che considerò un utile mezzo nelle mani del medico e una pratica voluta da Dio, nel 1763 la facoltà di teologia di Parigi si dichiarava contraria sentenziando: «È sufficiente che questa inoculazione sia una novità per essere reputata condannabile»”. [Forse iniziò in questi anni il peggioranmento dei rapporti fra scienza e fede..?]

c’è chi si sorprende quando la scienza fa scoperte che non coincidono con il mondo descritto dalla Bibbia

Ravasi 2007

15/11/07-IT

·         Sembra (leggendo un articolo dell’agenzia SIR) che siano in arrivo grosse novità dal Vaticano riguardo al giudizio su Darwin e la parte di cultura occidentale che, grazie al lavoro di migliaia di ricercatori, accumula conoscenze con lo studio dell’evoluzione biologica; da un intervento di mons.Sgreccia al convegno “Ontogenesi e vita umana” sembra di capire che la Chiesa sia stufa di acrobazie verbali (spesso scoordinate – non conoscendo i fatti spiegati dall’evoluzione biologica – e che continuano anche oggi con novità mai sentite prima) e stiano preparando il Foglio di via.

L’agenzia SIR informa infatti che mons.Sgreccia, dopo aver citato l’intervento peggiore di GPII sull’evoluzione, quello del 1985, e dopo aver cercato di mettere insieme e conciliare anche l’inconciliabile, cioè sia l’ID - che promuove addirittura a teoria - che F.Facchini, oltre a Darwin … (“Il dibattito sul rapporto tra creazionismo ed evoluzionismo è stato rilanciato, ha ricordato Sgreccia, dalla teoria dell’”Intelligent design” elaborata negli Usa, ma implica la necessità della presa di coscienza di “un disegno superiore, per arrivare ad una pacificazione tra le istanze della scienza e quelle della religione”), decide che la situazione è così poco chiara anche per lui che è giunto il momento di dire pane non solo al pane e secondo l’agenzia SIR concluderebbe quindi con la seguente frase, molto chiara (altrimenti non l’avrebbe detta): “non c’è contraddizione tra creazione ed evoluzione, purché si mantengano alcuni punti fermi”, prima fra tutte “la differenza ontologica dell’uomo”, la cui negazione “rende incompatibili alcune teorie evoluzionistiche con la visione cattolica”.  

Sembra di capire che le parole anche autorevoli (ad esempio di Mons.Ravasi nella scorsa primavera, di P.G.Coyne o di F.Facchini) che sostenevano l’esistenza di piani diversi che potevano convivere senza entrare in conflitto, facevano parte di quel “dialogo” a cui sembravano sinceramente interessati ma che ora si chiude.  Sembra si stia andando proprio verso il punto di non ritorno; Galileo non docuit.

Probabilmente il contrasto farà riferimento comunque alle precedenti posizioni della Chiesa (favorevoli almeno al fatto dell’evoluzione, già individuato anche da Erasmus Darwin nel 1794) per cui sarà diverso da quello illustrato nelle pagine dell’ultimo sconcertante libro di R.AIberoni, che sembra ignori addirittura, oltre all’esistenza di T.De Chardin, G.Coyne, C.Corrain, R.Parenti e F.Facchini (scienziati e religiosi noti in Italia, esperti dell’evoluzione dell’uomo a partire da antenati scimmieschi) perfino quella del documento del 2004 (non citato), firmato dal card.Ratzinger in cui si riconosce che ci sono “spiegazioni in termine di ragion sufficienteper dimostrare la connessione della nostra specie  perfino con LUCA (il “last unique common ancestor , vissuto qualche miliardo di anni fa).

Data la decisione unilaterale di dichiarare l’incompatibilità del neodarwinismo con la visione del mondo proposta dal Vaticano (non ci sono dubbi che sia questa la teoria evoluzionista che ora Mons.Sgreccia dichiarerebbe incompatibile…), almeno poteva risparmiarsi la sconcertante frase “anche chi accetta l’evoluzione ha l’obbligo di darne spiegazioni in termine di ragion sufficiente. Oltre al fatto che le spiegazioni fornite negli ultimi 150 anni sono oggi più che disponibili – in libreria o in qualsiasi università del mondo – oltre che comprensibili e ragionevoli, nessuno oggi si sogna di negare che la creazione sia un problema di fede e non di ragione, per cui fa sorridere che solo una parte possa pretendere “l’obbligo di darne spiegazioni in termine di ragion sufficiente”. [Almeno si dovrebbe chiedere “per favore”…].

·         Simpatico articolo di BandineIIi sul Foglio (“Ping-pong”) su quella che chiama la schermaglia fra neodarwinisti e neo creazionisti sull’articolo del Corriere del 4/11. Racconta del suo interesse giovanile per Darwin e del fatto che non riesce ad essere ostile al darwinismo e alle sue conseguenze. Non si preoccupa quindi di evidenziare come PiatteIIi PaImarini ad alcuni è sembrato abbia poi fatto una capriola con il secondo articolo, spiazzando quelli che non avevano capito bene il primo articolo (un po’ perché anche Cavalli Sforza ammette di non averlo capito, ma anche perchè l’avevano letto con presupposti tali che le principali affermazioni da loro fatte sono state poi contestate nella replica). BandineIIi non si preoccupa nemmeno del fatto che sta scrivendo, un po’ controcorrente,  proprio sul quotidiano che aveva accolto con gioia, e forse cercato, le opinioni degli antineodarwinisti poi spiazzati dal secondo articolo …

·                                                                                             Articolo sulla Stampa di T.Pievani (“Darwin si evolve, i suoi nemici no”) a commento della discussione successiva al primo articolo di PiatteIIi PaImarini (“Darwin”) comparso il 4/11 sul Corriere e che apparentemente sembrava un ulteriore tentativo di criticare il neo-darwinismo; in realtà nell’articolo non si evidenziavano le differenze rispetto al darwinismo originale, ben più facilmente – e oggettivamente – contestabile. [Come hanno già fatto da decenni e fanno tuttora i suoi eredi…] La confusione era dovuta soprattutto al fatto che alcune incoerenze mostravano evidente che il titolo e gli occhielli non rappresentavano una sintesi corretta dell’articolo; ma non era facile capirlo, come si è visto dall’entusiasmo degli autori di alcuni articoli sul Foglio. Entusiasmo che sicuramente si è smontato in seguito alle precisazioni dell’autore (“Tra Dio e Darwin meglio ascoltare la natura”) su alcuni punti che erano stati male interpretati, e in  particolare il punto che avrebbe distrutto il metodo scientifico, che non ricorre mai a spiegazioni soprannaturali, nè ad “ampliamenti della ragione”.

Nel suo articolo Pievani evidenzia come l’ignoranza generale sui fatti dell’evoluzione biologica (in parte anche colpa di chi riesce a influenzare in questo senso i programmi scolastici…) come si è recentemente evidenziato, è alla base del fatto che viene dato ampio spazio nei mezzi di comunicazione di massa alla “fila di coloro che non vedono l'ora di farla finita con Charles Darwin[, che] non smettono di ingrossarsi”; il fatto grave è che quasi sempre non “si hanno gli strumenti per farlo, e soprattutto una teoria alternativa che abbia un maggior potere esplicativo”. Pievani chiarisce poi che non c’è dubbio che anche “I supposti fattori «non darwiniani» sono in realtà soggetti a selezione naturale” . Lo stesso articolo originario poteva sembrare molto ambiguo e incerto sul ruolo della selezione naturale, tanto che gli inesperti capivano che venisse negato; in realtà si leggeva perfino una frase che ricordava che i portatori di caratteri che accelerano, per un motivo qualunque, il loro proprio tasso di riproduzione, si diffonderanno, a scapito di coloro che non li portano. Potranno addirittura, in certe condizioni, diventare gli unici che si riproducono”.

Nella conclusione Pievani ricorda i rischi della “strumentalizzazioni di simili controversie in chiave religiosa” (che in effetti hanno costretto PiatteIIi PaImarini a scrivere immediatamente un secondo articolo per chiarire e per dissociarsi da alcune interpretazioni) e manifesta la preoccupazione che  un dibattito interno alla comunità scientifica  … venga stravolto ai fini di una polemica ideologica che nulla ha a che vedere con la ricerca empirica mostra un lato scivoloso della regredita temperie culturale in cui siamo immersi”.

Fra strumentalizzazioni religiosi e stravolgimenti ideologici (che rischiano di strizzare il neoevoluzionismo e di far perdere tempo ai neoevoluzionisti …) ci stiamo dunque avvicinando al 2009, bicentenario della nascita di Darwin. [Non sarebbe utile festeggiare prima, nel 2008, il ventennale della lettera di GP2 spedita nel 1988 all’astronomo gesuita P.Coyne?]

 

13/11/07-VA

·                                                                                             La casa editrice dei Dehoniani sembra stia finalmente per pubblicare la versione italiana del volume in tedesco che raccoglieva gli atti del week end che il Papa ha passato (a Castelgandolfo, ben un anno fa) con i suoi vecchi allievi discutendo sull’evoluzione e l’evoluzionismo. Sull’Avvenire compaiono oggi infatti alcuni articoli e in particolare il rilevante contributo del pontefice come commento delle quattro relazioni di cui aveva sentito solo un riassunto, 3 teologiche e una scientifica di un biologo evoluzionista austriaco, Peter Schuster.

Schuster in un’interessante (era infatti un molto diversa – a cominciare dai titoli che annacquavano il contenuto - da quella fatta all’Avvenire il 6/9/06…) ma poco nota intervista (“Interview with Peter Schuster “ al NCR, il quotidiano dei cattolici USA) aveva dichiarato che le conoscenze attuali della biologia permettono di spiegare i meccanismi dell’evoluzione biologica senza ricorrere ad interventi soprannaturali. Probabilmente la sua conferenza a Castelgandolfo riguardava questi problemi ed arrivava alle stesse conclusioni; il testo si diceva che corrispondesse ad una sua conferenza di 74 pagine in Powerpoint, che si trova tuttora disponibile in internet.

Non mi sembra utile riportare qualche frase degli articoli, anche perché potrebbe innervosire le migliaia di ricercatori che hanno dedicato la loro vita  allo studio dell’evoluzione e i religiosi esperti di scienza e di evoluzione, che spesso hanno cercato personalmente di convivere con esigenze e strumenti di conoscenza diversi.

Penso basti citare un paio di frasi tratte dall’intervento del papa (“L’evoluzione? Non esclude il Dio creatore”): la prima frase chiaramente esalta l’articolo del card.Schonborn che, grazie ad alcuni amici appartenenti al gruppo dei profeti dell’Intelligent Design aveva scritto (7/7/05: “Finding Design in Nature”) un famoso articolo su un quotidiano USA: “Ho l’impressione che sia stata la provvidenza che ha indotto il cardinale Schönborn a scrivere una glossa sul New York Times”. E’ da precisare che in quell’articolo, “sponsorizzato” dalla provvidenza, veniva riportato, stravolgendolo in un punto chiave citato fin nella prima riga, un documento di GP2 del 1996 che poi, grazie alla modifica, veniva giudicato non importante.
Se la provvidenza aveva aiutato il cardinale … come viene valutato invece dal Papa il testo del 1996 dove GPII spiegava anche perchèla teoria dell’evoluzione era più che una mera ipotesi?” Il Papa oggi chiarisce la sua opinione con una frase che ha probabilmente creato anche qualche problema di traduzione: “
Quando il Papa disse questo, aveva i suoi buoni motivi”.

Chi andasse a leggere il testo originale del 1996, troverebbe esposti quali sono questi “suoi buoni motivi”; spiace un po’ che non vengano ricordati …[forse quei motivi non erano “indotti dalla provvidenza?].

La frase comunque ricorda anche la citazione errata presente in Finding Design in Nature” (traduzione italiana):Giovanni Paolo II disse che l’evoluzione (un termine che non definì) era “più che una mera ipotesi”,

Interessante anche la dimostrazione dell’interesse del papa per la scienza, ma solo per quella con serie basi matematiche (o geometriche?):

Come seconda cosa a me è parsa importante un’altra sua affermazione: la probabilità non equivale a zero ma neppure a uno. Per cui si pone la domanda: a quale altezza si situa la probabilità? Ciò è importante se vogliamo interpretare correttamente la frase di Papa Giovanni Paolo II: «La teoria dell’evoluzione è più di un’ipotesi».”. Da notare che, a differenza del card.Schonborn, la citazione della frase del 1996 è quasi corretta … anche se poi non si illustra quali fossero “i suoi buoni motivi

Altri articoli alle pagine 26 e 27 dell’Avvenire: Quando Ratzinger fece il punto con i suoi allievi, “Se la scienza si erge a filosofia prima”-

 

13/11/07-IT

·                                                                                             Due articoli contro i neodarwinisti ancor oggi sul Foglio, nonostante le precisazioni nel secondo articolo di PiatteIIi PaImarini: “L’evoluzione, l’autore del libro della natura e il correttore di bozze” e “I cinque sensi e l’evoluzione in quercia del seme della quercia”. Il secondo è un articolo un po’ deprimente, in quanto si rifiuta di attribuire alla scienza (che avrebbe l’ardire di “determinare senza evidenza di prove che l’uomo proviene dalla scimmia”) il merito di un uso ottimale e esclusivo della ragione; inevitabile quindi che sembri inutile il lavoro degli scienziati che hanno dimostrato l’unitarietà della vita sulla terra. Per fortuna gli evoluzionisti si possono consolare: almeno i Papi, nel 1996 e nel 2004, hanno riconosciuto la serietà, la validità, l’utilità e l’importanza di questo lavoro che ha coinvolto migliaia di scienziati nell’ultimo secolo e mezzo, per cui almeno ai fatti (l’evoluzione dei viventi), dopo duecentocinquanta anni ci credono; sulle spiegazioni invece stanno ancora riflettendo, senza fretta; un secolo e mezzo dal 1859 è un periodo ancora troppo breve per approvare una simile novità. [Che la chiesa debba sempre riflettere un po’ l’ha sostenuto anche TanzeIIa Nitti al dibattito a Milano il 6/11/07]. Questo riconoscimento è comunque la premessa di un atteggiamento verso la scienza meno spaventato di quello che si evidenzia in questo articolo.

[Da notare come gli articoli “critici” verso l’evoluzionismo, e quindi la ragione, sono di solito ripresi e resi immediatamente disponibili in Internet….]

 

11/11/07-IT

·                                                                                             Sul Corriere (“Ateologia, la nuova scienza del bestseller”) si racconta dei numerosi libri usciti recentemente (da Onfray a Odifreddi, da Hitchens a Dawkins) e che fanno bella mostra di sé nella zona di religione delle librerie, accanto ai volumi scritti da religiosi. L’articolo sembra non prevedere che la ragione da un po’ di decenni sia diventata uno strumento di conoscenza indispensabile per il successo della nostra cultura “occidentale” e che quindi ci possano anche essere opere in difesa della scienza (che tutti ammettono utilizzi al meglio la ragione) dagli attacchi, spesso per nulla razionali, che arrivano da persone che non necessariamente sono religiosi, ma che comunque non capiscono fini, mezzi e soprattutto risultati della scienza.

Appunto per questo motivo preoccupa la prospettiva, rivolta al passato e non alle novità attuali, presentata nell’articolo (“è da secoli che posizioni scettiche o di ateismo dottrinale circolano nella cultura occidentale: ma sarebbe sbagliato e perfino irreverente andare a citare i grandi nomi della filosofia per spiegare questo fenomeno, che è di livello assai diverso e che ha orizzonti più che altro commerciali.”).

Magari, se si parla di evoluzione, i critici della biologia non hanno letto né libri di biologia né il documento di Ratzinger del 2004, in cui si conferma che non ci sono problemi con l’evoluzione biologica, che oggi è senza dubbio un fatto incontestabile, proprio come sospettavano gli scienziati (fra cui Erasmus Darwin, il nonno del ben più “fastidioso” Charles) già fin dalla metà del 700.

[Perché si dovrebbe stare zitti? Se si vede che qualcuno si affida a ignoranti non è buona educazione avvertirlo? Non si può aiutare qualcuno ad attraversare le strade della scienza che evidentemente non conosce?] 

 

11/11/07-USA

·                                                                                             [da Pikaia] Sulla New York Review of Books Allen Orr recensisce tre libri sul rapporto fra evoluzionismo e fede cristiana. Versione italiana disponibile on line nella Rivista dei Libri: “Ateismo missionario

·                                                                                             Informazioni interessanti sulle strategie attuali dei neo-creazionisti USA in un articolo pubblicato nel sito del NCSE (“New Creationist Textbook On the Way (Again)”). Il punto più rilevante è quello in cui si dice che

In 2007, the Discovery Institute plans to release a "supplemental textbook" entitled Explore Evolution. According to the document, the textbook and auxiliary materials will teach the students the Discovery Institute's talking points against evolution. These talking points will evidently include the standard list of long-refuted creationist claims promoted by the Discovery Institute

Following recent defeats for the "intelligent design" movement in the Kitzmiller v Dover case, in a February 2006 vote of the Ohio Board of Education, and in the August 2006 Republican primary election in Kansas … creationists would continue to move toward their so-called critical analysis of evolution strategy, in which long-refuted creationist arguments are claimed to be valid scientific challenges to evolution under the rhetoric of "critical thinking" and "teach the controversy". By not using the terms "creationism" or "intelligent design", creationists hope to teach their views in the public schools while avoiding constitutional challenges from the courts (Matzke and Gross 2006)

CHIARO? Negli USA è diventato difficile oggi anche parlare di “Intelligent Design” (che ormai non tracima più come secondo alcuni faceva nel 2005)!! Il processo di Harrisburg ha svelato (ma solo a chi ha letto i documenti del processo) i segreti della truffa dell’Intelligent Design e oggi quindi negli USA si preferisce NON utilizzare più questo termine. Lo si può verificare nel sito web del nuovo libro: Explore Evolution.

Le parole d’ordine "critical thinking" e "teach the controversy" in italiano potrebbero essere tradotte come: “pensare criticamente l’evoluzione” o “impariamo/insegniamo la controversia” …

 Per quanto riguarda l’Italia … vedremo chi ancora insisterà ad utilizzarlo e per quanto tempo lo farà; sarà fra l’altro interessante vedere se si seguirà la strada interventista e molto impegnativa proposta dai neocreazionisti USA; non ci si potrà più accontentare dei giornalisti amici … per “insegnare la controversia

 

11/11/07-IT

·                                                                                             Un corsivo a pag.35 sull’Avvenire (“La natura dice il trascendente“) conferma il pasticcio (sia per i sottotitoli poco coerenti che per il testo poco chiaro) dei due articoli di PiatteIIi PaImarini sul Corriere: “Questo titolo del Corriere della sera (venerdì 9) smentisce quello del primo (domenica 4) di due articoli di Massimo PiatteIIi PaImarini, cattedratico di scienze cognitive. Il primo diceva: «Le ultime scoperte smontano la teoria dell’evoluzione» ed è sembrato eccessivo all’Autore, che ora lo smentisce lui con la scusa di confutare l’affermazione di Fiorenzo Facchini, antropologo all’Università di Bologna e noto ai lettori di Avvenire,  secondo cui «l’evoluzione non può dimostrare, ma neppure escludere la sfera trascendente»”.

In realtà anche F.Facchini aveva già detto in altre occasioni, e aveva ripetuto anche nell’articolo di ieri citato … qualcosa di simile che purtroppo qui oggi non compare: “Quello che rientra nell’ambito dell’osservazione scientifica va spiegato utilizzando i metodi della scienza”.

 

10/11/07-IT

·              Sul Riformista articolo di O.Franceschelli in risposta al secondo articolo di PiatteIIi PaImarini (“MA LA NATURA NON SMENTISCE DARWIN”)  

·              Sul Corriere invece un articolo di BoncineIIi (“LA LEGGE DI DARWIN E IL PESO DELLA CASUALITA'”) in cui cerca di riordinare le idee ai lettori del Corriere dopo i due articoli di P.PaImarini che hanno scosso un po’ l’albero evolutivo, mandando in confusione soprattutto i neocreazionisti che hanno preso una sbandata illudendosi di aver trovato un nuovo autorevole sostenitore dell’ampliamento della ragione. Un articolo … solo per mettere i puntini sulle i e per riordinare le idee anche a chi magari aveva letto anche gli articoli sul Foglio. Niente di particolarmente nuovo, ma è importante anche ricordare, come ha fatto BoncineIIi, che la scienza procede per scoperte e non con le discussioni (“Le speculazioni teoriche appartengoo certamente alla storia delle idee, ma non alla scienza... molti scambiano per scienza le interpretazioni teoriche della stessa, dando l’impressione che su certi punti ci sia un dibattito scientifico che invece non c’è”): a differenza dei neocreazionisti italiani, sembra si stia già preparando a incontrare un esperto di “teaching the controversy” …!! 

La teoria dell'evoluzione biologica, nella sua ultima versione chiamata neodarwinismo, rappresenta un corpo di conoscenze teoriche e sperimentali ormai assodate e ampiamente corroborate sperimentalmente, che ci danno la migliore spiegazione al momento possibile della presenza e dell'evoluzione della vita sulla terra. Questa non spiega tutto perché nessuna teoria scientifica può spiegare tutto, ma ci fornisce uno strumento interpretativo potentissimo per il lavoro quotidiano dei biologi di tutto il mondo.
Nessun biologo può oggi prescindere dalla visione neodarwiniana del processo evolutivo, sia che si occupi di genetica, di sviluppo embrionale, di sistematica, di fisiologia o di ecologia. Anche chi non si serva esplicitamente dei principi del neodarwinismo, finisce per adoperarli in ogni circostanza, perché nulla ha senso in biologia se non è iscritto in un quadro evolutivo

Molto utile anche che abbia sottolineato (pochi lo fanno) il ruolo del caso negli eventi geologici, ecologici e metereologici che accompagnano l’evoluzione. Chi ha problemi ad accettare il ruolo del caso tende a non pensare MAI agli eventi non biologici. Perché nessuno contesta il ruolo del caso in … geologia … ? J

Se pensassimo che un ente superiore debba gestire personalmente anche lo spostamento dei continenti di qualche centimetro all’anno da qualche miliardo di anni … ci potrebbe venire qualche serio dubbio sulla nostra razionalità … (o sui creazionismi vecchi e nuovi)

·              Sull’Avvenire una risposta di F.Facchini (“Darwinismo,  dibattito oltre le ideologie“) alle precisazioni e alle critiche di PiatteIIi PaImarini che aveva chiarito meglio il suo articolo e rifiutato un’interpretazione di F.Facchini, spiegando che proprio non intendeva appoggiare un “disegno esterno” e che quindi “Introdurre il trascendente violerebbe il patto scientifico, che consiste nello spiegare la natura restando nel naturale. Frasi simili erano già state scritte da F.Facchini, e anche qui sostiene (coraggiosamente … speriamo che i lettori leggano e capiscano …) che “Quello che va escluso, a mio modo di vedere, è la introduzione nell’indagine scientifica di elementi o riferimenti esterni ad essa, di ordine filosofico o religioso. Quello che rientra nell’ambito dell’osservazione scientifica va spiegato utilizzando i metodi della scienza.”; conferma quindi coraggiosamente la critica all’ID, che giustamente non ritiene “scienza”; Pievani e Franceschelli avevano recentemente dimostrato su Micromega come fosse invece molto apprezzato ai vertici del Vaticano.

Non casuale sembra quindi l’affiancamento del nome di questi due filosofi della scienza a quello di un matematico con obiettivi e interessi diversi. Da condividere l’auspicio finale che di questi argomenti si parli anche a scuola, anche se l’ultimo articolo di PiatteIIi PaImarini fa sospettare che gli insegnanti di biologia siano piuttosto critici verso l’evoluzione (o hanno capito poco dell’articolo; [sarebbe interessante sapere se hanno avuto ulteriori reazioni al secondo articolo, ben più chiaro del primo])

·              Molto interessante una reazione sul Foglio (“Niente di personale contro le scimmie antropomorfe”) alla lettera di un lettore che chiede il motivo per cui sui problemi dell’evoluzionismo (e perfino sull’origine comune degli esseri viventi) non si propongano le opinioni degli esperti più autorevoli a livello italiano e mondiale, che fra l’altro, almeno su questo punto, trovano concorde anche il Papa (anche se si evita di farlo sapere in giro).

Il direttore risponde che  Grazie al Corriere e al Foglio, punti di vista diversi … circolano e chiarificano i termini di una discussione modernissima e ultrasecolare”; in effetti c’è davvero da trasecolare: si può facilmente verificare come all’Avvenire qualcuno decida come presentare in modo favorevole ai lettori del quotidiano le censure alle ovvietà (“Finalmente un manuale di biologia senza lo schema scimmia-uomo”) o in modo critico i fondamentali contributi all’evoluzione culturale umana (“Il darwinismo ha prodotto aberrazioni. Palmarini ne sigla la resa”). Ovviamente la frase del direttore pubblicata sul quotidiano … vola molto più alto.

 

9/11/07-IT

·              Sul Corriere è comparsa oggi (“Tra Dio e Darwin meglio ascoltare la natura”) una risposta di PiatteIIi PaImarini alle osservazioni critiche fatte da Pievani e BoncineIIi che, anche loro come i plaudenti autori degli articoli del Foglio, avevano capito poco l’articolo comparso il 4/11/07 sul Corriere. A parte il titolo, che individua una terza via ben poco chiara (proprio Darwin aveva ascoltato la natura per decenni prima di trarre le sue conclusioni … nessun biologo è mai stato più coscienzioso di lui … cosa si pretende…?), il sottotitolo è molto chiaro e stavolta un po’ più corrispondente al contenuto del testo (“superare l'evoluzionismo non vuol dire credere a un disegno esterno”) ha fatto capire (anche a chi ha fatto i titoli dell’articolo precedente…), che l’autore non appoggia un “disegno esternocome molti avevano evidentemente capito. No quindi all’ “intelligent design” ma no anche al “disegno superiore”, come dimostra con la frase che sicuramente chiarisce finalmente le sue idee e deluderà certamente sia Sermonti che i suoi amici del Foglio, per non parlare dei cattolici inesperti o di chi concorda nelle premesse ma poi invita a fare il contrario nella pratica: “quando si resta in ambito scientifico. Introdurre il trascendente violerebbe il patto scientifico, che consiste nello spiegare la natura restando nel naturale”.
Si risponde poi anche agli apprezzamenti ricevuti da chi non aveva capito bene; preoccupa leggere che è rimasto stupito per gli apprezzamenti pervenuti anche da molti professori di biologia dei licei, oltre che dal Foglio; nell’articolo si sottolineano le importantissime differenze con G.Sermonti e F.Facchini; in particolare si precisa che “
Dissente, però, quando [Facchini] afferma: «L'evoluzione non può dimostrare, ma neppure escludere la sfera trascendente»” facendo capire che i fatti dell’evoluzione possono essere ben spiegati senza ricorrere all’intervento di un ente superiore per spiegare l’evoluzione. [Bene! Gia lo diceva Peter Schuster, il biologo evoluzionista  chiamato come consulente al convegno di Castelgandolfo del 2006 sull’evoluzione, di cui sembra proprio non escano (dopo più di 1 anno) altre versioni oltre a quella tedesca…]. Possiamo sperare che almeno i docenti di biologia degli istituti tecnici e delle  altre scuole superiori fossero dissenzienti, ma la frase in cui nega di voler “invocare un’alternativa all’evoluzione“ (?!) richiederebbe un ulteriore chiarimento urgente.
Più complessa la critica all’articolo di Sermonti (“
è un errore ritenere che, siccome la selezione naturale non è sufficiente, allora essa non è nemmeno necessaria.”).

Mentre  nel primo articolo sembrava ci fosse un po’ di confusione fra darwinismo e neodarwinismo (e fra dottrina e teoria, che sembra nessuno abbia notato…) ora si sospetta la confusione fra evoluzione e evoluzionismo.  [Ci mancava solo quella … abbiamo già da gestire la probabile  confusione fra creazione e creazionismo - che inizia a comparire fin dall’asilo, quando a tre anni si comincia a insegnare il concetto filosofico di creazione nell’ora di religione J]

Risulta comunque prevedibile che susciti dibattito un articolo in cui nella stessa pagina si legge prima che  i portatori di caratteri che accelerano, per un motivo qualunque, il loro proprio tasso di riproduzione, si diffonderanno, a scapito di coloro che non li portano. Potranno addirittura, in certe condizioni, diventare gli unici che si riproducono [= la selezione naturale basta da sola] e poi che “la classica selezione del più adatto … esiste, ma è una fonte marginale delle architetture biologiche.” [= la selezione naturale ha un ruolo marginale].

[Come sempre occorre avere chiari i problemi (e farlo capire anche al lettore) prima di spiegare come si pensa di risolverli. Troppo spesso quelli che dubitano della teoria dell’evoluzione … semplicemente non hanno nessuna idea di quali sono i fatti che devono essere spiegati …;  forse nemmeno credono all’evoluzione (= origine comune degli esseri viventi e loro differenziamento). Quando qualcuno chiede la loro opinione … già si capisce a cosa si vuole arrivare… sarebbe indispensabile una dichiarazione iniziale in favore dell’evoluzione biologica come fatto, anche per verificare se le risposte rispettano appunto l’esigenza di spiegare i fatti … e anche per poter chiedere se esistono meccanismi alternativi a quelli NEO-darwiniani … criticati]

 

9/11/07-IT

·                                                                                             Telmo Pievani e Carla Castellacci mandano in libreria un libro (“Sante ragioni - la politica della Chiesa sulla vita dei cittadini”). Se ne parla nel blog Chiarelettere. Secondo il blog di Ricca, si tratterebbe di una risposta laica al libro del Card.Ruini (Chiesa contestata”)

 

8/11/07-USA

·                                                                                             Ottime notizie dal Kentucky; secondo il sito dell’NCSE: Fletcher loses Kentucky governorship”: “Fletcher was perhaps the most outspoken supporter of creationism to serve as a governor anywhere in the country in recent years… he contended that under Kentucky law, teachers already have the freedom to teach "intelligent design" in the public schools…” anche seaccording to a November 2005 survey of the state's 176 school districts, none were teaching or discussing "intelligent design.". La notizia è tratta dal sito web Evolution Debate News dove si trova anche un link a un blog che ne parla.

 

8/11/07-IT

·              Sulla rivista cattolica conservatrice “Tempi” un’ intervista al teologo Ulrich Lüke, di Aachen (“Ulrich Luke”)

 

7/11/07-USA

·                    Negli USA sta per uscire un film sul processo di Harrisburg all’ID. E’ stato creato un sito web (Judgment Day: Intelligent Design on Trial, nel sito della PDS). Il film sarà trasmesso il 13 novembre e circa un mese dopo si potrà leggere nel sito la trascrizione del video. ).  Se ne parla anche nel sito dell’NCSE dove si fornisce anche un link al trailer e si apprezza il fatto che non non vengano  giudicati negativamente i cittadini favorevoli all’ID, ma ci si accontenta di “simply showing how the protagonists shot themselves in the foot”. Entusiasta anche il giudizio comparso su Nature (“Television: Dover trial documentary screens”) .

Il sito comunque contiene già ora materiale molto interessante per approfondire – se qualcuno non l’avesse già fatto - le posizioni che si sono confrontate al processo. Uno dei punti didatticamente più utile è la possibilità di sentire direttamente dalla voce del giudice Jones i motivi per cui ha deciso di condannare la posizione di chi voleva insegnare l’ID nella scuola; si capisce facilmente quanto siano assolutamente non motivate le posizioni di chi in Italia, oltre a non accontentarsi del fatto che il creazionismo viene già insegnato nelle scuole italiane (nelle scuole pubbliche USA non sarebbe possibile) almeno nelle ore di religione (nelle scuole pubbliche USA per ora non sono autorizzate) già fin dall’asilo, diffonde informazioni imprecise e sbagliate su quanto è avvenuto al processo. In particolare le parole del giudice evidenziano come le preoccupazioni del Consiglio d’Europa siano davvero giustificate e anche il giudice Jones era arrivato ad una simile preoccupazione:

·                                                                           The goal of the intelligent-design movement is not to encourage critical thought but to foment a revolution which would supplant evolutionary theory with intelligent design.

·                                                                           This tactic is at best disingenuous, and at worst a canard.

·                                                                           Intelligent design, as noted, is grounded in theology, not science.

·                                                                           the theory of evolution represents good science, is overwhelmingly accepted by the scientific community, and that it in no way conflicts with, nor does it deny, the existence of a divine creator.

·                                                                           intelligent design is nothing less than the progeny of creationism. What is likely the strongest evidence supporting the finding of intelligent design's creationist nature is the history and historical pedigree of the book to which students in Dover's ninth-grade biology class are referred, Of Pandas and People. Pandas is published by an organization called FTE, as noted, whose articles of incorporation and filings with the Internal Revenue Service describe it as a religious, Christian organization. Pandas was written by Dean Kenyon and Percival Davis, both acknowledged creationists, and Nancy Pearcey, a Young Earth Creationist, contributed to the work.

E’ molto triste riflettere sui motivi per cui incredibilmente le opinioni di quasi tutti quelli che probabilmente non hanno letto (infatti non li citano! Anche se sono facilmente recuperabili!) i documenti del processo non concordano con i giudizi, pesantemente negativi ma ben ponderati e frutto di un’indagine approfondita, del giudice Jones (politicamente conservatore e credente). Sarebbe necessario e urgente che si prevedesse una traduzione in italiano dei documenti del processo, facilmente reperibili in inglese (la sentenza, i documenti del tribunale e le relazioni di chi, come Barbara Forrest, ha dimostrato che l’ID non ha basi scientifiche).

Anche per far capire [in un periodo di processi in USA e in Italia a imprese fallite che riuscivano a vendere fino alla fine le loro azioni a milioni di risparmiatori ingenui o truffati] se è davvero un affare acquistare idee da un’impresa che fa credere di fare scienza ma non ha mai avuto laboratori e che un giudice USA ha giudicato basata sul creazionismo (“intelligent design is nothing less than the progeny of creationism) e quindi sulla religione e non sulla scienza (“Intelligent design, as noted, is grounded in theology, not science”).

Nel caso si volesse conoscere meglio il giudice Jones, membro della Trinity Lutheran Church, sulla rivista luterana USA compare una sua intervista (“'Not science': Judge John E. Jones”) in cui racconta la sua storia personale e la storia del processo:

He concluded from the evidence that intelligent design is creationism repackaged—not science. Making it part of a public school science curriculum would be a violation of the U.S. Constitution’s establishment clause, which bars an alliance between church and state. …

Molto chiara la frase che fa capire come mai, nonostante le incaute previsioni dell’Avvenire, nessuno abbia fatto ricorso contro la sentenza, e perché in altri distretti hanno insistito a chiedere che si parlasse di ID nelle scuole:

Some critics thought Jones went too far in ruling on whether intelligent design is science or not. “Both sides asked me to render a decision on that precise issue,” he said. “Had I not done so, there was every chance that this same issue would have arisen before another tribunal. “I didn’t think a school district somewhere else should be exposed to the costs and fees that the Dover School District ended up paying (more than $1 million) as a result of my ducking that issue.

Sembra chiaro che in Italia ci sia una “pericolosa” carenza di informazione su quanto stia accadendo REALMENTE negli USA e sul motivo per cui ora si evita di parlare di “Intelligent Design”. [Forse sono più furbi…? E’  già costato troppo?]  

 

7/11/07-IT

·              Continuano sul Foglio i festeggiamenti all’articolo di PiatteIIi PaImarini; con un articolo di Sermonti (“Il darwinismo ha prodotto aberrazioni. Palmarini ne sigla la resa”) che possiamo immaginare con un piede sul cadavere del darwinismo apparentemente sconfitto da un articolo del Corriere; si affianca a questo anche un articolo che nel titolo sembra confermare che la cultura creazionista è presente anche in  Italia (“Finalmente un manuale di biologia senza lo schema scimmia-uomo”); nell’articolo in realtà non si parla dell’origine dell’uomo dai primati, ma se l’intenzione è quella di negarlo, prima di lasciarsi andare a complimenti esagerati è importante andare immediatamente a rileggersi il documento Vaticano del 2004 che dal par.63 conferma l’origine di tutti i viventi da un antenato comune.

Sarebbe quindi il caso di ritornare con i piedi per terra, riaprire gli occhi, e capire che oggi sembra non ci sia spazio per il creazionismo biblico nella Chiesa Cattolica, anche perché il documento ha una firrna molto autorevole: Joseph Ratzinger … 

Al convegno del 6/11 a Milano, don TanzeIIa Nitti (che era stato proposto per una rilevante promozione – promoveatur ut amoveatur….J ?- sia da Cavalli che da Pievani … lo si può incontrare in internet, dove si presenta come un  … “don Giovanni” … qualsiasi) avrebbe voluto contestare a Pievani l’esistenza di “creazionisti biblici” fra i cattolici, ma non gli è stata data la parola.

[Purtroppo nessuno sul palco reagiva quando invece il giornalista presentatore usava la versione distorta dal card. Schonborn delle frasi di GPII  e del Consiglio d’Europa …, dimostrando di non aver verificato il testo originale … ]

Prima di rispondere in effetti avrebbe dovuto fare qualche indagine … e qualcosa di strano avrebbe trovato.

Si può cominciare dai cattolici creazionisti biblici USA del Centro Kolbe (The Kolbe Center for the Study of Creation, i cui responsabili nel 2002 sono stati ricevuti in Vaticano da esponenti già allora ma anche oggi molto autorevoli …) fino ad arrivare a persone che scrivono come cattolici articoli accettati su un paio di quotidiani italiani o in siti web cattolici USA (come il nostalgico Living Traditions che presenta indagini approfondite, fra le quali difficilmente si dimenticano due lunghi contributi su “Did woman evolve from the beasts?) ma anche in siti di cattolici “tradizionalisti” italiani (Alleanza Cattolica, Amicizia Cristiana, Leggenda Nera); in assenza di una capillare diffusione del documento del 2004 moltissimi cattolici italiani si sentono poi autorizzati ad atti eroici – i cambiamenti dei programmi scolastici non sono certo dovuti al caso … dato che non ci sono cause biologiche ma umane … - a rifiutare addirittura l’origine dell’uomo dai primati, nonostante il Papa correttamente accettasse nel 2004 addirittura l’origine di tutti gli esseri viventi attuali a partire da un unico essere vivente unicellulare …
Evidente è pure l’ignoranza sul metodo scientifico che risalta nell’articolo, come se dopo 150 anni di critiche, ricerche e miglioramenti (dovuti soprattutto alla ricerca svolta negli USA) il neodarwinismo possa essere scalfito da qualcosa di diverso da una scoperta scientifica.

·              Due articoli oggi sull’Avvenire; uno (“Milano, disputa sull’evoluzione (per fare le pulci a Darwin)”) abbastanza cattivello (anche contro chi come Cavalli Sforza ha subito autorevolmente condannato le opinioni razziste di Watson) e anche un po’ criptico sul dibattito che si è svolto ieri a Milano; si rappresenta una situazione in cui prima la filosofia giudica la scienza e poi il giudizio finale su filosofia e scienza spetta alla teologia (che verifica ambedue i livelli inferiori … proprio come raccomandato nel documento di GPII del 1996); questo per evidenziare come soprattutto la scienza debba essere tenuta sotto continua verifica da parte di controllori (anche se di solito evidentemente impreparati); l’autore, per sottolineare chi deve assumere il ruolo del cattivo, cita anche frasi pronunciate da Cavalli Sforza al di fuori dell’iniziativa di cui si occupa l’articolo e perfino da altre persone in altre sedi (Watson).

[Se qualcun altro vuole dialogare e ragionare … sa cosa - e chi - l’aspetta … dietro al corretto e ragionevole TanzeIIa Nitti]

Il secondo (“Se l’embrione sale in cattedra”) anticipa un prossimo convegno inter­nazionale 'Ontogenesi e vita uma­na' (programma) che si terrà a Roma dal 15 al 17 novembre presso il Pontificio Ate­neo 'Regina Apostolorum', nel quadro del Progetto STOQ. Sembra che nella conferenza stampa di presentazione mons.Ravasi (novello ministro della cultura del Vaticano, in sostituzione del card.Poupard, non ostile alla teoria dell’evoluzione) abbia pronunciato parole favorevoli (ma non troppo chiare) alla ricerca “scientifica”, finora sacrificata se non inesistente nelle università pontificie: “Invitando ad insegnare ed a iniziare alla ricerca scientifica nelle facoltà di filosofia e teologia delle Università Pontificie scienziati provenienti da tutto il mondo, la Chiesa intende fornire un esempio fattivo di dialogo nelle facoltà scientifiche delle università private e statali, nel mostrando apertura verso i cultori di discipline filosofiche e teologiche.”   P.R..Pascual  preannuncia la realizzazione di un grande convegno a Roma all’Università Gregoriana su Darwin ("Evoluzione e teorie evolutive" ) nella primavera del 2009 in occasione del bicentenario della nascita, quando a Roma ci sarà anche una imponente mostra sull’evoluzione.

[Sarà un’occasione più unica che rara per costringere chiunque ad un confronto con i fatti reali che devono essere spiegati. L’impressione che infatti si ha leggendo molti articoli anche di fonte cattolica contro la teoria dell’evoluzione è di trovarsi di fronte a persone che non hanno problemi “evolutivi” da risolvere, né conoscono i problemi che i biologi evolutivi cercano di risolvere; tanto è vero che spesso la settimana prima e quella successiva scrivono su altri argomenti... Questo fatto ovviamente non autorizza nessuno a pensare che i biologi evoluzionisti … difendano il loro posto di lavoro e quindi siano in conflitto di interesse… lo stesso si potrebbe dire anche di chi critica la teoria dell’evoluzione solo quando capita l’occasione buona… J]

 

6/11/07-IT

·         Sul sito del Dipartimento Formazione di FI una recensione dell’ultimo libro contro Darwin di F.AgnoIi; si inizia evidenziando come gli autori “rintracciano i fondamenti filosofici del neo-darwinismo nel positivismo e nel progressismo materialista illuminista, ideologie sostanzialmente anticristiane”, si prosegue sostenendo che “Il neo-darwinismo è ben rintracciabile, come cultura di fondo, nel programma politico di certa sinistra” e la conclusione non può essere che “E' necessario dunque incamminarsi nuovamente sulla via del finalismo, recuperando la piena fiducia - di matrice cristiana - che il mondo non è un prodotto assurdo del caso”. Così è (per FI) se vi pare…

·         Sul Foglio grandi festeggiamenti (basta vedere come nel titolo si usino termini ideologici e di uso comune in ambienti religiosi (“dogmi”!) presenti di solito sul Foglio e assenti nell’articolo citato …) per l’articolo sul Corriere di PiatteIIi PaImarini: “PiatteIIi PaImarini, un artigiano della mente”, “BoncineIIi Edoardo: "nulla (o quasi) di nuovo", i darwinisti cercano di assorbire il colpo”, “i dubbi sui dogmi neodarwiniani sono segno di onesta' intellettuale”, “attacco ai darwinisti poco evoluti”, con - per fortuna - anche le opinioni di Facchini, Pievani e BoncineIIi. Non essendoci proposte alternative migliori ma solo critiche … il dibattito ma soprattutto la ricerca potrà continuare, tenendo presente che, come dirà oggi mons.Ravasi presentando un convegno scientifico, “Una società senza ricerca decade”. 

·                    Oggi alla Fondazione del Corriere inizia una serie di appuntamenti (“Scienza e Vita: orizzonti e limiti”) nell’ambito dei Martedì del Corriere della Sera, tavolo di discussione e di approfondimento su questioni che ogni giorno si propongono sulle pagine del quotidiano. Il primo incontro (entrata gratuita ma  su prenotazione – sala già completa) è:

6 novembre - Dalla creazione all'evoluzione: il significato della vita con
Luigi Luca Cavalli Sforza - Docente emerito di Genetica all'Università di Stanford in California
Telmo Pievani - Docente di Filosofia della scienza all’Università di Milano Bicocca
Giuseppe TanzeIIa Nitti - Docente di Teologia fondamentale alla Pontificia Università della Santa Croce Qui il video della serata

 

4/11/07-IT

·         Lungo articolo di PiatteIIi PaImarini (“Le ultime scoperte «smontano» la teoria dell'evoluzione Darwiniana. Smentiti dalla natura”) sul Corriere. Non del tutto chiaro, a cominciare dai sottotitoli, certamente scritti da un creazionista di qualche tipo e stranamente non sembra che rispecchino il contenuto dell’articolo (“Le ultime scoperte smontano la teoria dell’evoluzione” … “I seguaci più ortodossi smentiti dalla natura” … e quindi dai fatti …? Che scienziati sono…?).

Niente di molto nuovo, e anche qualche dubbio di  confusione fra darwinismo e neodarwinismo: sembra di partecipare alla nascita di un nuovo Intelligent Design; anche qui nessuna novità e nessun fatto nuovo ma solo critiche non motivate adeguatamente e perfino datate; a differenza dei profeti della dottrina dell’ID però è evidente l’assenza di interesse a fare una qualche proposta alternativa. Nemmeno quando si cerca di indurre il lettore a ritenere che Darwin fosse stupido, avendo lavorato trent’anni senza ottenere risultati convincenti (“Queste soluzioni ottimali del mondo biologico non sono certo state selezionate darwinianamente a partire da tentativi a casaccio”). Forse non si usa più proteggere la razionalità scientifica”?

Curiosa la novità: inizialmente l’obiettivo non sembra essere il solito ruolo del caso ma - trovandoci in un ambiente più laico - il ruolo della selezione naturale e dell’adattamento …; nell’articolo si legge - in un momento in cui addirittura gli evoluzionisti anche neodarwiniani tendono a proporre e verificare il ruolo di nuovi fattori evolutivi oltre ai principali - che secondo “la tesi neo-darwiniana questo criterio basti da solo – ripetiamo pure da solo – a spiegare tutte le forme viventi e le loro intricate relazioni”.

Si critica poi senza motivo, forse perché siamo in un tempo in cui qualcuno la sente stretta e chiede l’”allargamento della ragione”, anche chi vorrebbe invece continuare a “proteggere la razionalità scientifica”. [Perché? non si può?]

L’autore cita un libro che sta progettando con il filosofo che ha appena scritto (18/10/07) un articolo sulla London Review of Books (“Perchè i porci non hanno le ali” – “Why Pigs Don’t Have Wings); curioso il fatto che questo e gli altri articoli dello stesso filosofo inglese (Anche gli articoli del 1998 …) riportino in calce la frase “J.Fodor is collaborating with Massimo PiatteIIi PaImarini on a book about evolution without adaptation”. [Sembra strano che siano passati già nove anni…]

Verso la fine dell’articolo, in gran parte dedicato alle ultime scoperte sull’organizzazione del genoma che dimostrano una connessione a livello del DNA i fra diversi caratteri fenotipici (geni hox), compare anche una critica imprevista al ruolo del caso, con una dichiarazione non dimostrata che sembra tratta da qualche articolo di predarwiniani o di esponenti dell’ID: “Queste selezioni ottimali del mondo biologico non sono certo state selezionate darwinianamente a partire da tentativi a casaccio”, a cui segue una frase che propone un’idea (“non ci sono state decine di milioni di generazioni di macachi il cui cervello ha tentato a casaccio tutte le soluzioni possibili”) che viene proposta impropriamente come “spiegazione”; errata [intenzionalmente? Per criticare Darwin?] anche se evita, di poco, una delle premesse darwiniane corrette. 

Fa piacere ma sconcerta che a questo punto non si legga nell’articolo chi o che cosa invece del caso abbia gestito “Queste selezioni ottimali del mondo biologico”. Si rimane un po’ a bocca asciutta nel non leggere CHI sia stato. Non sarebbe meglio proseguire con le ricerche utili per scoprirlo e venire poi a raccontarlo nel caso ci fosse davvero qualche novità? Non si sa che perfino il Discovery Institute, culla dell’ID, seguendo giudiziosamente il suggerimento del giudice Jones che harkicordato loro che non c’è scienza senza ricerca,, ha aperto un laboratorio per cominciare a fare ricerca? Non dimentichiamo che Darwin aveva atteso trent’anni per dire che era sicuro di aver scoperto CHE COSA era stato a gestire “queste selezioni ottimali del mondo biologico”.

Uno degli elementi fondamentali introdotti già da Darwin 150 anni fa era il ruolo della variabilità entro le specie. La frase sui macachi citata trasferisce al lettore l’idea errata che tutti i macachi di ogni generazione siano identici, innanzitutto ci sono decine di specie di macachi; inoltre ognuno dei macachi è geneticamente diverso dagli altri macachi della stessa specie … quindi sarebbe più corretto parlare dei milioni di macachi diversi per ognuna delle migliaia di generazioni per ognuna delle specie di macachi…

PiatteIIi PaImarini parlerà domani a Genova al Festival della Scienza (“Ripensare l'evoluzione”). Il riassunto della conferenza genovese stranamente prospetta un contesto culturale ben diverso e più logico rispetto a quello dell’articolo, dove si presentano i neodarwiniani come un po’ violenti (“i neo-darwiniani sfoderano, per così dire, il revolver non appena qualcuno si permette di criticarli”) ma anche un po’ stupidini, fissati come sono ad un unico fattore evolutivo (…”questo criterio basti da solo – ripetiamo pure da solo” …) e che quindi per fortuna non conoscerebbero nemmeno che ci sono anche degli inutili “tentativi a casaccio”; nel riassunto della conferenza invece si legge che non sono per niente stupidi, dato che propongono “una rassegna di svariati meccanismi evolutivi recentemente messi in luce, tutti meccanicistici e complessi: i principi di ottimizzazione, i diversi livelli di selezione, le intercambiabilità tra cambiamenti genetici e cambiamenti ontogenetici, l'epigenetica, lo splicing alternativo”.

Strano … chi fa ricerca in questo campo crede che “Queste selezioni ottimali del mondo biologico … sono certo state selezionate darwinianamente a partire da tentativi a casaccio”.

 

2/11/07-IT

·         Da un sito web (La voce di Fiore) si apprende che “È in libreria da ieri a 28 euro «Seconda navigazione», l’Annuario di filosofia 2007 proposto da Guerini. Il volume, curato da Vittorio Possenti, è dedicato a «Natura umana, evoluzione ed etica» e si apre con un’intervista a Martha Nussbaum. Gli interventi sono firmati da E. Agazzi («Natura ed evoluzione: intrecci fra scienza e metafisica»), dallo stesso Possenti («Caso, evoluzione, finalità»), da F.D’Agostino («La filosofia del diritto e la teoria darwiniana»), G.FederspiI («Teorie dell’evoluzione ed evoluzionismo»), A.Da Re («Tra naturalismo e antinaturalismo»), B.de Mori («Etica, darwinismo, evoluzionismo: questioni aperte»), M.lvaIdo («Persona umana e natura umana»), G.Mura («Esiste ancora un’etica individuale?»), G.Cunico («Legge morale naturale?»), A. DeIogu («Legge morale e legge civile») e R.Spaemann (“La natura umana, il cannibale e le pretese metafisiche della "seconda - e terza - navigazione" (edipico-cattolica))”.

I contributi vengono da filosofi cattolici. La lettura del contributo del curatore, disponibile in rete, evidenzia come la comparsa di Dawkins e Dennet abbia facilitato i critici del darwinismo, che possono ora criticare anche “il modo risibile con cui l’autore…” risolve un problema.

E’ davvero imbarazzante scoprire che un’ipotesi (o meglio una critica) senza uno straccio di prova (l’ha testimoniato uno dei responsabili al processo di Harrisburg!) come quella dell’Intelligent Design venga accettata e addirittura definita da un esperto come “teoria dell’intelligent design”  e ad essa non venga rivolta alcuna delle critiche che si riversano anche in questo articolo contro il neodarwinismo … curioso verificare con quanta soddisfazione dopo aver premesso che “L’idea che da teorie scientifiche fallibili e forse ipotetiche come quelle del Big Bang possa venire una conferma o una smentita alla verità della creazione riposa su impossibili concordanze”, concluda con soddisfazione che anche il neodarwinismo a questo punto può rientrare, anche se recalcitrante, nell’ovile della creazione: “Quanto emerge dalle considerazioni precedenti è la possibilità di una ‘evoluzione entro la creazione’, o anche l’assunto di una creazione continua, intesa almeno nel senso di messa in salvo del creato dall’insidia del nulla, dalla vertibilitas in nihilum. Creazione ed evoluzione non sono in nessun modo opposte”.

Non si capisce perchè sia tranquillizzato da una frase ovvia di Darwin che sembra pure una citazione di una frase ovvia del Papa attuale (“the Universe is not the result of chance”) e si complimenti con Darwin per l’ignoranza per le scoperte successive: “Orbene, la scoperta di Darwin è la selezione naturale, non il ruolo del caso, che verrà introdotto e amplificato successivamente da seguaci del neodarwinismo. Darwin era più saggio di vari suoi seguaci che in un modo o nell’altro il mondo ‘a caso pongono’, senza riflettere che l’idea stessa che all’origine vi sia il caso o che tutto proviene da un caso originario è perfettamente contraddittoria”. Solo la scoperta dei meccanismi ereditari (Mendel) aveva dimostrato infatti il ruolo creativo del caso ed è comprensibile che ne parlassero senza alcuna prudenza solo i seguaci di Darwin …

Curioso anche il tentativo di convincere, senza alcuna dimostrazione, che la scelta del sesso di ogni individuo in realtà non è casuale (!), e che apprezzi il fatto che “L’eclissi è un evento casuale per quanto perfettamente determinato e calcolabile”, mentre angosciante nel negare il libero arbitrio è certamente l’affermazione non dimostrata “Il caso esiste per l'uomo, non per Dio: e si può forse sostenere che egli è in certo modo più immediatamente presente nel caso che nella necessità”. 

[a questo punto viene da pensare che se Darwin non fosse esistito … bisognerebbe davvero inventarlo … nessuno dovrebbe augurare ad un essere superiore di occuparsi personalmente della scelta dello spermatozoo vincente in ogni atto riproduttivo di ogni individuo in ogni specie vivente … come lsrael il 24/10 viene spontaneo esclamare … SUVVIA!!].

 

1/11/07-IT

·         Su Tempi (“Scimpanzè ci sarà lei “) un’intervista a G.Sermonti sull’origine dell’uomo in coccasione della pubblicazione del suo ultimo libro, “Il tao della biologia”. Per confondere un po’, prima conferma “Nessuna filiazione tra uomini e scimmie, dunque, né in una direzione né nell'altra” e poi invece specifica (correttamente) che “Uomini e scimmie discendono in realtà entrambi da una "madre" comune . certo poi si leggono altre frasi discutibili: “Anche Cavalli Sforza ripete come un mantra le tesi dell'evoluzionismo darwiniano, ma poi non le usa: nei suoi studi elimina proprio la selezione naturale”. Cerca anche di far credere che Gouldsosteneva che il capostipite di tutti i primati è il bambino, il bambino umano: «Noi non siamo evoluti da alcun primate che somigliasse alle forme adulte di scimpanzé o gorilla», scrive.”. Impressionante anche la frase che solo lui dice: “i più antichi resti di ominidi risalgono a oltre 6 milioni di anni fa, quelli di scimmia a non più di 500 mila”, ignorando quello che tutti i paleoprimatologi ben conoscono, cioè che il primo fossile sulla linea evolutiva dei primati risale a ben 70 milioni di anni.

 

 

 

OTTOBRE 2007

31/10/07-IT

·                    [Da Pikaia] Esiste una relazione tra qualità dell'educazione scolastica ed accettazione della teoria dell'evoluzione? La rivista Evolution pubblica un interessante articolo relativo all’esito di una sperimentazione didattica condotta in Sud Africa sulla comprensione ed accettazione della teoria dell’evoluzione.

Una ricerca pubblicata da J. D. Miller nel 2006 indicava che la percentuale di cittadini che accettavano (o rifiutavano) la teoria dell’evoluzione variava da nazione a nazione, con la peculiarità che il numero di americani adulti che rifiutavano la teoria dell’evoluzione era significativamente più alto rispetto a quanto non accadesse in 32 nazioni europee studiate ed in Giappone.
L’ultimo numero della rivista
Evolution presenta i risultati di una sperimentazione didattica condotta da Anusuya Chinsamy ed Eva Plaganyi in Sud Africa presso l’Università di Cape Town, in cui gli autori hanno valutato se i livelli di accettazione della teoria dell’evoluzione variavano a seguito dell’offerta di lezioni sull’evoluzione. In particolare, Chinsamy e Plaganyi hanno verificato tramite questionari, svolti sia prima che dopo le lezioni, se il modo di percepire l’evoluzione fosse cambiato nel campione di studenti oggetto della sperimentazione, dato da studenti di 18 anni di diverso credo religioso (cristiano, induista, islamico, buddista e giudaico).

 

30/10/07-USA

·                   Su Panda’s Thumb la recensione (“The Edge of Creationism”) di

 

27/10/07-IT

·                   Sul Riformista un articolo di Orlando Franceschelli in difesa della risoluzione  del Consiglio d’Europa che invita ad evitare confusioni (in ambito scientifico, fra le spiegazioni scientifiche degli ultimi secoli e il primitivo creazionismo: “Servono argini europei all'ondata di creazionismo

 

26/10/07-IT

·                   In un sito cattolico (‘Osservatorio Card.Van Thuan) un articolo (“L’evoluzionismo non e’ una questione politica. Il consiglio d’Europa, il cardinale Schönborn e noi.”) sulla  risoluzione  del Consiglio d’Europa e sulla critica arrivata dal Card.Schönborn in un’intervista (Penso che sia un passo molto pericoloso”) a “The Catholic Herald” del 19/10/07. Ci sono alcune frasi e definizioni del tutto discutibili, anche tenendo conto che ci sono (e nessuno di quelli che continuano a citare creato/creazione/creazionismo chiariscono il significato dei termini) diversi creazionismi:

·         Il creazionismo non è [ha?] niente a che fare, quindi, con l’idea – filosofica o religiosa – dell’esistenza di un Creatore che ha fatto il mondo dal nulla e che lo governa. Il creazionismo pretende di essere una tesi scientifica, ma non lo é. L’idea di un Dio Creatore non pretende di essere una tesi scientifica, ma filosofica o religiosa.

Nelle scuole deve essere possibile parlare di creazione, come ne hanno sempre parlato tutti i filosofi e come ne parlano le religioni. Ma la Risoluzione del Consiglio d’Europa non fa questo tipo di distinzioni e quindi crea confusione. [Terribile… La risoluzione – basta leggerla personalmente, anche nella versione italiana -- NON dice questo!! Dice invece che non si deve parlare di creazione nell’ora di scienze!! Lo dice  per fortuna anche F.Facchini!! Anche Schonborn ammette che il suo creazionismo è filosofia o religione e non scienza («Io non ho mai detto, come sembrano voler fare i teorici del Disegno intelligente, che attraverso la metodologia scientifica e attraverso le scienze naturali sia possibile provare un progetto nella natura. Quello che ho detto, e che continuo a dire, è che è in realtà possibile per l'intelligenza umana discernere questo progetto. È un'affermazione che va al di là del metodo scientifico: è una tesi filosofica e, forse, religiosa»). “. Preoccupa che ci sia in giro qualcuno che cerca chiaramente di imbrogliare i lettori ingenui e per accusare gli esperti di stupidità]

·         Anche qui, non spetta ad una istituzione politica, ma agli scienziati, pronunciarsi sulla validità di una teoria scientifica. C’è Darwin e c’è il darwinismo. Si ha darwinismo ogni qualvolta si assegna alla teoria dell’evoluzione un significato superiore a quello strettamente scientifico. Il Consiglio d’Europa si dimostra qui darwinista in quanto dà un giudizio politico su una teoria scientifica”. [Curioso scoprire una nuova definizione di Darwinismo. Ci saranno altre definizioni su cui non si concorda? Magari “creazionismo” ???!]

·         Negli obiettivi della Risoluzione c’è la teoria dell’Intelligent Design, la quale ritiene possibile per la scienza mostrare un progetto nella natura e che la teoria dell’esistenza di un progetto nella natura dia maggiormente ragione dei fenomeni naturali che non la teoria dell’evoluzione. Spetterà alla scienza stabilire se questa teoria è vera o no.

·         è in aumento la preoccupazione di un uso improprio delle istituzioni europee che spesso invadono campi non di loro competenza e che altrettanto spesso orientano la mentalità utilizzando la confusione o l’ideologia.

“Il creazionismo pretende di essere una tesi scientifica, ma non lo é.

“L’idea di un Dio Creatore non pretende di essere una tesi scientifica, ma filosofica o religiosa.

“Nelle scuole deve essere possibile parlare di creazione, come ne hanno sempre parlato tutti i filosofi e come ne parlano le religioni.”

Si ha darwinismo ogni qualvolta si assegna alla teoria dell’evoluzione un significato superiore a quello strettamente scientifico. Il Consiglio d’Europa si dimostra qui darwinista in quanto dà un giudizio politico su una teoria scientifica” “

le istituzioni europee spesso invadono campi non di loro competenza e altrettanto spesso orientano la mentalità utilizzando la confusione o l’ideologia.” [???!]

Spetterà alla scienza stabilire se questa teoria [l’Intelligent Design, ] è vera o no.”

25/10/07-IT

·                   Sull’Avvenire a pag.33 un’intervista a Marc Hauser (che il 28 sarà possibile ascoltare direttamente al Festival della Scienza di Genova) sulla sua ipotesi di origine naturale della morale: “Le norme morali sono figlie dell’evoluzione”:

 La presentazione delle sue ricerche arriva ora in traduzione italiana ( Menti morali. Le origini naturali del bene e del male, il Saggiatore, pagine 505, euro 24,00). Basandosi su esperimenti, test con migliaia di volontari, esami di pazienti neurologici e fatti di cronaca, l’autore in sintesi dice che il senso di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato, evolutosi nell’uomo per milioni di anni, precede i nostri giudizi coscienti e le emozioni collegate, dotandoci di una fonte nascosta di intuizioni etiche universalmente condivise, tanto da poter parlare di una facoltà morale innata, patrimonio di tutti gli uomini.
  Secondo Hauser , «i nostri istinti morali sono immuni dai comandi espliciti tramandatici da religioni e autorità. Qualche volta le nostre intuizioni etiche convergono con quelle espresse dalla cultura, a volte divergono».

·         All’intervista è associato il commento di un filosofo (“Il filosofo Botturi: «Rimane comunque spazio per la libertà della persona») che non lo demonizza: Sebbene la naturalizzazione dell’etica sfidi pesantemente la riflessione tradizionale, un esponente della filosofia morale neoclassica non è del tutto ostile a considerare il collegamento tra struttura bio-psichica e senso etico”

 

24/10/07-IT

·                   Oggi sul Foglio una critica davvero ambivalente alla risoluzione del Consiglio d’Europa (che qui viene anche confuso una volta con il parlamento della UE) che invita ad evitare confusioni fra le spiegazioni scientifiche degli ultimi secoli e il primitivo creazionismo da parte di un matematico spesso incomprensibilmente critico contro l’uso del metodo scientifico da parte anche della biologia evoluzionistica: “Il creazionismo una minaccia per la democrazia? Suvvia!”; impressiona il fatto che, come al solito, si difende soprattutto il ruolo storico ormai superato della religione nello spiegare la realtà materiale e ci si rifiuta di difendere la scienza attuale e di difenderla da attacchi che la criticano e la limitano.

Il suo ragionamento alla fine non puo’ che essere a favore della risoluzione del Consiglio d’Europa, che ovviamente si rivolge alla cultura e all’uomo attuale … Lo sappiamo bene, la storia della scienza lo mette in evidenza, che l’ignoranza scientifica precede e stimola la conoscenza scientifica, ma perché continuare a difenderla oggi? L’ignoranza scientifica, certo anche quella in matematica, non è una minaccia seria alla cultura? E quindi anche alla democrazia? Se è d’accordo perché un articolo che qualcuno potrebbe capire al contrario (a partire da chi ha fatto il titolo)? Curioso l’uso del termine “darwinisti professionali”, nonostante non neghi il ruolo di questa figura professionale, molto importante nella cultura attuale, tanto è vero che si legge una dichiarazione che addirittura quasi conferma una premessa al documento del Consiglio d’Europa  (“potremmo aggiungere che, per quanta acqua faccia la teoria dell’evoluzione, ciò non basta a motivare un ritorno al creazionismo”).

Appunto il fatto che ammetta che il creazionismo faccia parte della cultura superata non permette di capire quale sia l’obiettivo reale di una critica che sembra un’approvazione; purtroppo nessuno è mai chiaro sul tipo di creazionismo di cui sta parlando, per cui gli articoli sono comunque incomprensibili. Nello stesso tempo ben pochi  intervenuti sulla risoluzione del Consiglio d’Europa sanno qualcosa di storia della scienza, per cui i ragionamenti (es in: “Perché l'Europa ha censurato il creazionismo?” per citare un articolo comunque ostile al creazionismo e anche al’ID … seguendo proprio le indicazioni di G.lsreaI) sono meno fini di quelli di G.lsraeI e non inseriscono il creazionismo in una visione storica dell’evoluzione culturale umana.

·         Su Galileo un’intervista a G.Barbujani (“Una, cento, mille razze”) riguardo all’incredibile intervento del premio Nobel James Watson il 14/10 sul Guardian (“The elementary DNA of Dr Watson”) sull’intelligenza delle popolazioni dell’Africa subsahariana. Sull’intervista era intervenuto criticamente il 18/10 anche Cavalli-Sforza a Radio 3

 

24/10/07-IT

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

·                   Molto, MOLTO interessante (segno di tempi nuovi?!) un articolo oggi sull’Avvenire (“Ambientalismo, vizi e virtù”), in cui A.Masullo, docente universitario di Economia Sostenibile a Camerino e responsabile scientifico di Greenaccord, una struttura ambientalista cattolica (si definisce infatti “Associazione culturale per la salvaguardia del creato”… che sembra abbia accettato con grande entusiasmo il concetto di Impronta Ecologica, finora aborrito dagli ambientalisti vaticani); accusa l’Avvenire e altri quotidiani addirittura di

dileggiare i rapporti scientifici che ri­guardano le grandi questioni ambientali”.

Precisa inoltre, per chi non la conoscesse, che dalla differenza fra scienza e libere opinioni (e spesso ne compaiono anche sui problemi dell’evoluzione …!) deriva la differenza fra informazione e disinformazione 

Uso il termine dileggiare in quanto per confutare una tesi scientifica, soprattutto se largamen­te condivisa ai massimi livelli delle istituzioni scientifiche e politiche internazionali, occor­rono argomentazioni scientifiche serie e fon­date, del tutto assenti negli articoli in questio­ne. In tal modo la stampa, non facendo nes­sun distinguo fra libere opinioni e testi scien­tifici, diviene, da organo di informazione, strumento di disinformazione.

e di conseguenza si scandalizza che

Addirittura, un giornale autorevole come Avvenire ha ospita­to il 14 ottobre un articolo che con toni estre­mistici insulta l’ONU trattandolo come un or­ganismo al servizio di una nuova ideologia po­st- comunista emergente: 'l’ambientalismo'”.

L’articolo che insulta l’ONU con toni estre­mistici (Ambientalismo, Ideologia del XXI secoloil nuovo pensiero unico del postmarxismo”) era già stato citato qui sotto in data 14/10, proprio lo stesso giorno in cui un articolo della Stampa (Il Papa “verde” marcia sull’Onu) raccontava di una virata del Vaticano sui problemi ambientali e addirittura ipotizzava che il papa volesse quais seguire le orme di Al Gore sul riscaldamento globale ….

L’autore dell’articolo è (giustamente!) inorridito del fatto che 

bastano pochi minuti e nessun ob­bligo di dimostrazione per pubblicare sulla stampa quotidiana tesi estremistiche ed of­fensive

e insiste a dimostrare che l’autore dell’articolo del 14/10 faceva disinformazione:

Anche af­fermare riguardo alle temperature che «da fine Ottocento ad oggi, l’aumento è stato di po­co più di mezzo grado» fa intendere al lettore che ciò non costituisca un problema … ma ogni fisico dell’atmosfera sa che un aumento di 0,5° C della temperatura media terrestre è un va­lore molto grande che può avere gravi conse­guenze sul clima. Ma la tecnica della disinformazione affligge anche altri campi...” 

In proposito si può ricordare che sempre il 14/10 un articolo sul Foglio (“Né riscaldamento né globale, la carica e le ragioni degli ecoribelli”) si riportava la frase di un politologo ancora più tranquillizzante: ci sono cose peggiori dell’aumento di 1 o 2 gradi della temperatura”.

Per concludere

Occorrerebbe invece serietà, moderazione e responsabilità, soprattutto quando si parla di problemi che evocano l’ipotesi scientificamente fondata che nei prossimi decenni centinaia di milioni di esseri umani rischiano la loro stessa soprav­vivenza a causa dei cambiamenti climatici. E quando qualcuno di questi liberi detrattori della scienza pretende addirittura di inter­pretare il pensiero della Santa Sede, come ho sentito dire alla radio alcuni giorni fa, qual­cuno dovrebbe almeno invitarli a dare una qualche dimostrazione scientifica di ciò che affermano. Altrimenti si travisa l’umanesimo cristiano assoggettandolo ad una visione ma­terialista ed utilitarista del creato, come spa­zio da conquistare e tiranneggiare, e non da custodire responsabilmente per la condivi­sione dei suoi beni con tutta l’umanità attua­le e con quella futura”.

L’articolo non potrà che suscitare un dibattito, anche per l’accenno al fatto che la tecnica della disinformazione affligge anche altri campi.

Interessante l’uso dei termini “dileggiare, estremiste, offensive” che forse alludono all’osservazione di T.Pievani sul fatto che “non esiste il reato di diffamazione della scienza”.

Questo articolo impressiona anche perché elenca anche i limiti e gli errori dell’approccio ai problemi dell’evoluzione e della teoria neodarwiniana che oggi la spiega, come il dileggio dei rapporti scientifici, il sostegno alle critiche e alle tesi estremistiche, offensive e non motivate né scientificamente provate ma basate solo sul libero pensiero a fatti e opinioni diffusi a livello internazionale). 

Dovrebbe essere davvero un ottimo esempio anche per i cattolici che si occupano di biologia e di evoluzione [i cattolici che, anche dopo essersi fatti riconoscere, ci avevano provato finora sull’Avvenire – un biologo evoluzionista e un fisico di Torino- si erano sempre “scontrati” con il direttore].  Affiancandosi alle iniziative dei laici, anche loro potrebbero, con ugual coraggio, criticare i numerosi liberi detrattori della scienza che negano la teoria neodarwiniana (scientificamente fondata e basata su rapporti scientifici condivisi ai massimi livelli delle istituzioni scientifiche e politiche internazionali) che spiega i meccanismi dell’evoluzione biologica.

·         All’articolo molto critico di A.Masullo l’Avvenire affianca due lettere:

o                            una di sostegno (“L’ecologismo non è soltanto postmarxista”) scritto da un altro giornalista dell’Avvenire (… che. Guarda caso,  presto presiederà il convegno “V forum internazionale dell’informazione per la salvaguardia della natura “capitalizzare l’ambiente organizzato da Greenaccord dal prossimo 7 novembre)

o                            e una, dal titolo apparentemente spiritoso (“Parlare di mutamento climatico può diventare una moda ridicola”) che all’inizio prova a dimostrare che l’articolo criticato era forse ironico, ma verso la fine deve concedere che si è trattato di disinformazione (“Mi pare si sia persa un’opportunità educativa”); comunque, nonostante l’opinione critica sul modello economico attuale (“L’incontrastato modello di sviluppo corrente è basato sulla crescita continua dei consumi”) sembra utilizzare libere opinioni sia per spiegare come funzionerebbe “il creato” (“l’anidride carbonica è il denominatore comune di tutto quanto viene prodotto e dell’energia consumata. Se la demonizziamo, forse caleremo i consumi”) che per illudersi di difendere l’articolo del 14/10: “la temperatura media è un dato irrilevante per capire le dinamiche climatiche, mentre i rapporti fra l’anidride carbonica prodotta in natura e quella da attività umana sono supposizioni”. [Arriverà un’ulteriore contestazione da A.Masullo? Qualcuno gli ricorderà le ere glaciali? Non c’erano responsabilità umane, ma 10 gradi in meno non erano un dato irrilevante ]  

·         All’articolo e alle due lettere si affianca anche, nella stessa pagina dell’Avvenire, la risposta dell’autore dell’articolo del 14/10 (“Ma c’è un pensiero unico che vuole imporre la sua «verità» in nome di Gaia”) in cui cerca di fare retromarcia sulla sua critica al risparmio energetico addrittura terrorizzandoci con la “insostenibilità sul medio termine del nostro modello di crescita” [non spiega infatti a quanti giorni/anni/secoli/millenni equivale il medio termine?] e insistendo sull’”ambientalismo come ideologia”; la difesa si chiude spaventando ancora il lettore, a cui non si precisa chi siano e dove si possano incontrare i “pasdaran di Gaia. Di vecchia o nuova conversione postmarxista, e ben lontani dalla cristiana virtù della cura del creato”.

Le critiche sono state pesanti, chiare e dettagliate, e soprattutto andavano oltre al problema ambientale discusso nell’articolo; purtroppo nessuno finora ha capito che l’articolo di A.Masullo non si rivolgeva solo all’autore dell’articolo del 14/10… né solo ai problemi ambientali, ma toccava, come nella lettera di GP2 spedita nel 1988 all’astronomo gesuita P.Coyne, i rapporti della chiesa cattolica (ma anche dei laici cattolici che dovrebbero fare informazione – e non disinformazione - scientifica) con la scienza del XXI secolo.

Per dirla in un modo più chiaro, questo articolo invita a non procedere con quell’”allargamento della ragione” che da qualche tempo il Papa richiede. A.Masullo spiega chiaramente che la scienza usa la ragione e che va bene così; senza allargarla per comprendere “liberi pensieri … senza obbligo di dimostrazione”, che forse il Papa chiamerebbe in modo diverso e che comunque non riuscirebbe a capire (non ci sono le spiegazioni…) né a controllare.

·         Per capire un po’ meglio come qualcosa stia cambiando, si può ricordarlo leggendo un istruttivo articolo dell’agenzia cattolica Adista (12/5/07: “Il clima cambia. non il Vaticano. un convegno dà spazio ai ‘negazionisti' dell'effetto serra), che il Pontificio consiglio Giustizia e Pace aveva organizzato in Vaticano il 26 e 27 aprile 2007, un convegno su “Cambiamenti climatici e sviluppo, molto criticato perché a senso unico, dato che avevano partecipato soprattutto negazionisti del “riscaldamento globale”; Greenaccord non era presente quando Zichichi ha spiegato che “I cambiamenti climatici hanno origini naturali.

dileggiare i rapporti scientifici che ri­guardano le grandi questioni ambientali”.

“per confutare una tesi scientifica, soprattutto se largamen­te condivisa ai massimi livelli delle istituzioni scientifiche e politiche internazionali, occor­rono argomentazioni scientifiche serie e fon­date, del tutto assenti negli articoli in questio­ne. In tal modo la stampa, non facendo nes­sun distinguo fra libere opinioni e testi scien­tifici, diviene, da organo di informazione, strumento di disinformazione.”

bastano pochi minuti e nessun ob­bligo di dimostrazione per pubblicare sulla stampa quotidiana tesi estremistiche ed of­fensive

quando qualcuno di questi liberi detrattori della scienza pretende addirittura di inter­pretare il pensiero della Santa Sede… , qual­cuno dovrebbe almeno invitarli a dare una qualche dimostrazione scientifica di ciò che affermano. Altrimenti si travisa l’umanesimo cristiano assoggettandolo ad una visione ma­terialista ed utilitarista del creato, come spa­zio da conquistare e tiranneggiare, e non da custodire responsabilmente per la condivi­sione dei suoi beni con tutta l’umanità attua­le e con quella futura.

23/10/07-IT

·                   Inizia dopodomani il Festival della Scienza di Genova dove si parlerà ovviamente molto anche di Evoluzione. Qui un elenco dei siti web delle altre iniziative di divulgazione scientifica realizzate con grande successo di pubblico in tante città italiane.  

 

22/10/07-IT

·                   A Roma, al Teatro Eliseo, Niles Eldredge dell'American Museum of Natural History di New York affronterà la logica dell'evoluzione al tempo di Darwin e oggi. Enrico Alleva mostrerà come in concreto questo aspetto ha alcuni risvolti nell'etologia animale. Eldredge il 25 ottobre alle 16 nell’Aula Magna di via Ravasi a Varese riceverà la laurea Honoris Causa in Scienze Biologiche

 

20/10/07-IT

·                Interessante verificare come l’Avvenire oggi in un suo articolo (“«Sul creazionismo il Consiglio d'Europa sbaglia due volte»“) omogenizzi e renda quindi più digeribile per un cattolico italiano l’intervista di ieri del Card.Schönborn al The Catholic Herald sulla risoluzione del Consiglio d’Europa contro l’insegnamento di ipotesi creazioniste nelle ore di scienze nelle scuole. In realtà il Card.Schomborn dice cose un po’ diverse, sia nell’intervista originale che nelle citazioni che si leggono anche qui, per cui ci sono critiche ma anche approvazioni al documento. Il cardinale infatti nega che la proposta dell’ID sia scientifica, che lui l’abbia approvata (purtroppo per lui la distinzione fra dimostrazione scientifica e dimostrazione razionale potrebbe non essere facile da capire usando solo la ragione senza tanta fede…) ma soprattutto che la sua idea di creazione sia scientifica.

A questo punto sembra davvero dare anche ragione alcune volte (nonostante il titolo) al Consiglio d’Europa! Questo risulta chiaro se analizziamo le dichiarazioni del cardinale (vedi le citazioni qui sotto) alla luce della dell’intelligenza (che il cardinale cita) ma soprattutto della ragione (usata dalla scienza); anche se non così chiare e ben spiegate senza inutili polemiche, come nell’articolo di F.Facchini sull’Avvenire del 16/10.

·                   L’agenzia Zenit pubblica uno degli interventi svolti a Norcia al convegno sul tema “Religione, scienza e la prova della ragione”, organizzato dalla Fondazione Magna Carta nei giorni 13 e 14 ottobre 2007.  Si tratta della relazione (“Discendenza e “Intelligent Design”) svolta dal prof. R.Spaemann, docente emerito di Filosofia. Si rimane un po’ perplessi a leggere che si commenta Darwin principalmente sulla base di filosofi, fra l’altro vissuti prima di Darwin; nell’intervento si leggono numerose frasi che richiederebbero dei chiarimenti:

·   Che cosa significa questo per la questione relativa alla necessità di completamento del regnum potentiae della teoria darwinistica attraverso un regnum sapientiae nel quale entri in gioco una specie di disegno?

·   Che cosa capiamo meglio: la vita di una ameba, cioè di un batterio [?!], oppure la vita altamente complessa dell’uomo?

·   Se vedo un pipistrello mangiare suppongo che ha fame… Certo, la mia fame è una fame consapevole di se stessa – e questo probabilmente non vale per la fame del pipistrello”.

·   Se non ci fosse una qualche somiglianza fra l’uomo e il cane, nessun uomo terrebbe un cane”. [e chi invece preferisce coltivare le piante? O i pesci? Mai vista una scimmia? E uno scimpanzé? Nessuno comunque lo terrebbe … troppo pericoloso]

·   E qui vorrei contraddire il Cardinale Schönborn che ammette errori soltanto per gli esseri liberi. Quando una lepre nasce con una gamba sola, si tratta di un hamartia tes physeos, un errore della natura, come diceva giustamente Aristotele”. [Aristotele!!! Molto … interessante ma … per fortuna poi è arrivata la scienza moderna e la biologia moderna…]

·   Il trucco nell’evoluzione è la selezione, la quale, con l’aiuto dell’iperciclo, riduce drasticamente l’improbabilità di determinate figurazioni, e cioè quelle che servono alla sopravvivenza e alla diffusione. Ma la selezione può favorire soltanto ciò che già c’è. Essa non è un principio creativo che spiega la formazione di qualcosa di assolutamente nuovo a livello categoriale”. [Per fortuna poi sono arrivati i filosofi della scienza…che non pedalano solo …  sull’iperciclo]

Apprezzabile invece l’uso (originale!) in negativo della frase che viene di solito incredibilmente utilizzata come “prova” (?!) del progetto intelligente (negando in quel caso un ruolo al caso): “Se prendiamo un sacco con delle lettere, le versiamo per terra ed esse vengono a formare il prologo del Vangelo di Giovanni, può anche essere un caso”, ma se non c’è un errore nel testo, comunque è troppo poco per mostrarsi interessati ad un dialogo (razionale!) con la scienza.

Gli altri interventi principali si possono leggere nel sito web dell’Osservatorio Van Thuan: Card.Schönborn ( “Fides, ratio, scientia. Il dibattito sull’evoluzionismo”); D’Agostino (“La scienza fra etica e religione”): sembra quasi che conosca la lettera di GP2 spedita nel 1988 all’astronomo gesuita P.Coyne; impressionante infatti il ribaltamento (“Quanta etica dovremmo introdurre nel percorso formativo delle facoltà scientifiche?”) delle preoccupazioni di GP2 sull’ignoranza scientifica dei teologi (e la relativa paura della scienza) manifestate nella lettera di GP2 spedita nel 1988 all’astronomo gesuita P.Coyne; lsraeI (“Il rapporto tra scienza e religione di fronte alle sfide della postmodernità”): interessante il fatto che chiarisca (difendendo addirittura Giordano Bruno) che agli inizi della scienza moderna i rapporti degli scienziati con la chiesa cattolica non erano certo idilliaci e poi che i meriti comunque non sono solo della chiesa cattolica (“le tre religioni hanno avuto, in periodo medioevale, un ruolo parimenti cruciale nell’affermazione di una visione razionalista che non poteva non favorire lo sviluppo della scienza moderna”)  .

Per chi volesse risentire tutti gli interventi, sul sito web di Radio Radicale sono disponibili le registrazioni di tutti gli interventi del pomeriggio del 13  e della mattina del 14!  

·                   Sull’Avvenire di oggi un lungo intervento di Mons.Caffarra (Una cultura che «sragiona» - [quando i deep links cominceranno a funzionare correttamente nel sito aggiornato dell’Avvenire…?]) sui recenti interventi in cui il papa invita tutti ad utilizzare una definizione e soprattutto un concetto di ragione diverso da quello solito (contrapposto al concetto di fede); mons.Caffarra  presenta una interpretazione caricaturale (e ovviamente poi la critica con facilità …) del ruolo fondamentale dell’ipotesi evoluzionistica per spiegare oggi alcuni aspetti (ovviamente quelli scientifici e materialistici legati all’evoluzione biologica) della realtà: “L’elevazione di una teoria scientifica, quella evoluzionistica, a filosofia prima, a spiegazione di tutta la realtà, è il segno di ciò che sta accadendo all’esercizio della ragione in Occidente.

Come si vede si tratta di un obiettivo ben diverso da quello del papa nei suoi recenti interventi; come ha spiegato a Regensburg, per il papa la ragione ha invece dato buoni risultati, ma ha il difetto di non lasciare alla filosofia e alla teologia tutto lo spazio che avevano prima che nascesse la scienza moderna; per questo motivo deve essere “allargata” e quindi non necessariamente basata solo su dimostrazioni evidenti e provate; mons.Caffarra usa la strada più breve, quella di cercare di far credere … che se usano la ragione … i laici “sragionano”.

NB: Può essere utile far notare che un titolo e un ragionamento di questo tipo (“Una cultura che sragiona”), se fosse attribuito ai cristiani protestanti invece che ai laici italiani, avrebbe richiesto un’immediata smentita e delle scuse, come è successo il mese scorso a Sibiu, dopo che i cattolici avevano cercato di costringere i protestanti ad accettare nella relazione finale una frase inserita di soppiatto sull’origine della vita individuale al momento del concepimento, una novità anche per la chiesa cattolica su cui non concordavano affatto.

Come dar torto a Margherita Hack…e ai protestanti che protestano?

 

19/10/07-IT

·                   Il sito web SVIPOP, gestito da un docente e dal direttore del Master in Scienza Ambientali di un’università pontificia presenta (“Gore e IPCC, antologia del pensiero scorretto”) tutti i motivi che dovrebbe servire per far cambiare idea a chiunque su Al Gore e sull’lPCC, che hanno appena vinto il premio Nobel per la pace con i loro allarmi sui cambiamenti climatici; … magari ambirebbero anche a far cambiare idea al papa, che ultimamente sembra invece molto preoccupato per l’ambiente e quindi intenzionato a interrompere la tradizione vaticana di ecoscetticismo.
Un articolo sulla Stampa del 14/10 preannunciava infatti un prossimo “blitz” del Papa all’Assemblea dell’ONU (“
Il Papa “verde” marcia sull’Onu”); in quell’articolo il card.Silvestrini dichiarava addirittura che “Il Nobel ad Al Gore è segno di una maturata sensibilità che trova espressione anche nella sollecitudine del Santo Padre”. Sembra di intuire che sul clima … la temperatura stia innalzandosi … almeno in Vaticano non per niente da un paio di anni si è organizzata una giornata di mobilitazione in difesa dell’ambiente, all’inizio di settembre. L’articolo “Nobel per la Pace ad Al Gore: una vergogna e una follia“ scritto il 12/10 da un docente di questo master pontificio non sembra coerente con l’impostazione che il Papa prospetta … Prossimamente si vedrà se gli sconcertanti dubbi di Socci (articolo su Libero del 14 settembre 2007) sono giustificati …

 

19/10/07-UK

·                                                                                             Intervista di The Catholic Herald al Card.Schönborn sulla risoluzione del Consiglio d’Europa contro l’insegnamento di ipotesi creazioniste nelle ore di scienze nelle scuole. Esiste anche una traduzione in italiano (Penso che sia un passo molto pericoloso”), che permette (purtroppo) di capire quanti equivoci ci siano nel testo dell’intervista, a cominciare dalla premessa del giornalista alla domanda iniziale “Il Consiglio d’Europa ha dichiarato che il creazionismo non dovrebbe essere insegnato nelle scuole in quanto non scientifico”, che contrasta con il fatto che la risoluzione, oltre a chiarire che si vuole garantire ogni libertà a ogni religione, parla di ore di scienze e non di scuole..Interessante comunque leggere che il cardinale sembra contrario ad insegnare il creazionismo in ogni luogo e in ogni sede, andando al di la’ della risoluzione , che quindi dice di approvare… :

Prima di tutto, comprendo benissimo che i genitori, gli insegnanti e le altre persone attente alla situazione dell’Europa siano preoccupati per la crescente influenza del creazionismo. Hanno ragione a dire che il creazionismo è contrario a quanto la conoscenza scientifica afferma oggi. Anch’io condivido questa preoccupazione. Dal punto di vista cattolico, il creazionismo – ossia la interpretazione letterale dei primi due capitoli del Genesi e la visione della creazione come avvenuta in sei giorni – è semplicemente assurdo. Secondo la comprensione cattolica della Bibbia questi due capitoli sulla creazione del mondo non devono essere considerati un resoconto scientifico sulle origini del mondo. Per questo motivo concordo con una presa di distanza dal creazionismo.

Questo è solo l’inizio… Come si legge anche nella traduzione in italiano (Penso che sia un passo molto pericoloso”) dell’intervista, contiene alcune valutazioni positive sulla scienza, sulla sua utilità e soprattutto sul suo diritto ad occuparsi di alcuni problemi senza essere succube né della politica

Lasciamo la scienza alla scienza. Non interferiamo con la politica sulla questione se le teorie darwiniste, o neo-darwiniste o evoluzioniste siano valide. Non si tratta di questioni politiche. E’ materia per la scienza, e tale deve rimanere.”

né della religione cattolica, che ha qualche problema da chiarirsi e poi chiarire ai fedeli, molti dei quali sono confusi:

Dal punto di vista cattolico, il creazionismo – ossia la interpretazione letterale dei primi due capitoli del Genesi e la visione della creazione come avvenuta in sei giorni – è semplicemente assurdo. Secondo la comprensione cattolica della Bibbia questi due capitoli sulla creazione del mondo non devono essere considerati un resoconto scientifico sulle origini del mondo. Per questo motivo concordo con una presa di distanza dal creazionismo. E se c’è stato qualche fraintendimento sulla mia posizione su questa problematica, affermo in tutta chiarezza che dal punto di vita della Chiesa è molto importante non essere coinvolta nella questione se una teoria scientifica sia sperimentalmente valida”, “ma non ho detto, come sembra affermare la scuola dell’Intelligent Design, che mediante il metodo scientifico e le scienze naturali è possibile dimostrare un disegno nella natura. Quello che ho detto – e che confermo – è che è veramente possibile per l’intelligenza umana discernere un disegno nella natura. Si tratta di una affermazione che va oltre il metodo scientifico. E’ una affermazione filosofica e, tutt’ al più, religiosa. E’ una affermazione basata sulla intelligenza umana.”

ma (almeno in questa intervista non ha molto da dire sulla teoria di Darwin, anzi sembra davvero preoccupato di fare una qualsiasi critica...:

la teoria di Darwin è una teoria scientifica e deve essere adoperata come tale. Si è molto sviluppata da quando Darwin la formulò e si sta sviluppando tuttora. Deve comunque essere discussa come ogni altra teoria scientifica, e non divenire materia della politica. Non spetta ai politici o ai leaders religiosi stabilire la sua validità. Lasciamolo fare alla scienza”. “Per molti aspetti la teoria evoluzionistica funziona, ma ce ne sono altri che rappresentano ancora dei problemi. Non spetta a me, in quanto sacerdote, vescovo o politico stabilire cosa deve fare la scienza. Gli scienziati devono continuare le loro ricerche e scoprire nuovi elementi, nuovi aspetti, quindi essi possono sviluppare una teoria oppure cambiarla, oppure rigettarla un giorno se ne trovassero una migliore”. “Una teoria scientifica non è oggetto di fede. Essa funziona oppure non funziona. Se non funziona la si cambia con una migliore. Manteniamo la teoria dell’evoluzione al suo proprio livello, quello appunto di una teoria scientifica. Come credente, non vedo problemi in ulteriori scoperte sulla vita così come si è sviluppata sulla terra. Non c’è da preoccuparsi per questo. C’è, piuttosto da meravigliarsi e da ammirare. Amo moltissimo le scienze naturali, sono molto interessato ad esse e ho letto molto in questo campo. E sempre più aumenta la mia ammirazione”.

il creazionismo è contrario a quanto la conoscenza scientifica afferma oggi”

(Card.Schönborn)

Dal punto di vista cattolico, il creazionismo – ossia la interpretazione letterale dei primi due capitoli del Genesi e la visione della creazione come avvenuta in sei giorni – è semplicemente assurdo.”

(Card.Schönborn)

“Per questo motivo concordo con una presa di distanza dal creazionismo.”

(Card.Schönborn)

19/10/07-USA

·                   Sul blog Pharyngula (How do you teach evolution?) viene pubblicizzato l‘ultimo fascicolo del McGill Journal of Education, tutto dedicato ai problemi dell’insegnamento dell’evoluzione. Sembra di capire dal blog che l’articolo più interessante sia quello di Massimo Pigliucci ("The evolution-creation wars: why teaching more science just is not enough"), che si pone anche il problema serio del numero minimo di statunitensi che crede nell’evoluzione biologica come fenomeno naturale. PZMeyer, gestore del blog scrive infatti

I've also been hacking our introductory biology class rather radically, a course that's being taught for the first time this semester. I'm already implementing many of Pigliucci's recommendations. His conclusion is a bit long and he throws out a hodge-podge of ideas in no particular order, but here are his main points in bold, with a few comments from me.”

 

17/10/07-UK

·                                                                                             Il filosofo della scienza J.Fodor ha scritto un articolo sul neodarwinismo, pbblicato sulla London Review of Books (“Perchè i porci non hanno le ali” – “Why Pigs Don’t Have Wings); curioso il fatto che questo e gli altri articoli dello stesso filosofo inglese riportino in calce la frase “J.Fodor is collaborating with Massimo PiatteIIi PaImarini on a book about evolution without adaptation”. … Anche gli articoli del 1998 …

 

18/10/07-IT

·                   Come riferito ieri, il 16 ottobre la UAAR ha inviato al ministro Fioroni una lettera in cui si chiede quali iniziative faranno seguito, in Italia, alla risoluzione approvata dal Consiglio d’Europa:

“L’Uaar è pertanto interessata a sapere quali provvedimenti il suo Ministero abbia adottato o abbia intenzione di adottare per ottemperare alle indicazioni che provengono sia dall’ Europa sia dal nostro stesso ordinamento, atti a colmare questa ormai annosa assenza dal panorama formativo pubblico italiano di una così fondamentale teoria scientifica”.

Anche perché l’Italia nel report allegato (“The dangers of creationism in education”) viene criticata per aver eliminato nel 2004 l’evoluzione umana dai programmi scolastici (e non è ancora ricomparsa nonostante la parziale marcia indietro del ministro Moratti e nonostante le Nuove Indicazioni Nazionali – che non citano né evoluzione biologica né Darwin né evoluzione umana - siano ormai usciti dalla nuova commissione nominata dal ministro:

·     Con D.M. del 31.07.07 Ella ha disposto che, a partire dall’anno scolastico 2007-2008, le scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione procedono all’elaborazione dell’offerta formativa avendo a riferimento le “Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione” definite in via sperimentale ed allegate al decreto stesso. Anche in tali Indicazioni, però, non appare alcun riferimento all’evoluzionismo, pur affermandosi in esse che “Le conoscenze matematiche, scientifiche e tecnologiche contribuiscono in modo determinante alla formazione culturale delle persone e della comunità …” e che “I principi e le pratiche delle scienze, della matemati-ca e delle tecnologie sviluppano … le capacità di critica e di giudizio”. 

 

17/10/07-IT

·                   Un numero speciale on line di “Resistenza Laica” commenta la risoluzione (qui la versione in italiano) del 4/10 del Consiglio d’Europa che raccomanda ai 47 paesi di non permettere l’insegnamento di ipotesi creazioniste nelle scuole nell’ambito delle lezioni di scienze. Ci sono alcuni articoli che affrontano problemi diversi:

·   Homo (poco) Sapiens presentazione del numero speciale. Si racconta di un comunicato stampa dell’UAAR e di una lettera inviata dall’UAAR al ministro Fioroni per chiedere quali iniziative intenda proporre per andare nella direzione indicate dal voto dell’assemblea del Consiglio d’Europa (4/10/07)

·   La Scuola e il Modello americano: ministri “creati” ma poco “evoluti” dove si racconta dell’eliminazione dell’evoluzione daiprogrammi scolastici e di come si sia stato contrastato l’antievoluzionismo ministeriale e governativo che dominavano fimo al 2005

·   Perché la Chiesa ha chiesto agli europarlamentari di votare contro la risoluzione 1580/2007?: si racconta della lettera con l’invito dei vescovi cattolici europei ai parlamentari del CdE a votare contro la risoluzione, in difesa della “libertà d’opinione”.

·   Sull'evoluzione dell'evoluzionismo dove si spiega la teoria dell’evoluzione ma anche cos’è una teoria.

·   Funzioni e Creazione

·   Laici e cattolici: uniti o divisi? Sulla lettera del vescovo di Verona a Napolitano e due interviste, a E.Roccella, cattolica, e a E.Boselli, laico.

·   Tra Darwin e l’Ora di religione: sulla base di questa risoluzione ci si chiede se sia accettabile se il creazionismo si possa insegnare anche nell’ora di religione e se l’ora di religione a scuola sia utile o necessaria: “Sembra assurdo gioire per una censura, eppure la risoluzione del Consiglio d’Europa che mette al bando l’insegnamento del creazionismo quale disciplina scientifica al pari dell’evoluzionismo, dovrebbe essere salutata, specie da chi ha a cuore la crescita dei giovani, con ottimismo.”

·   Documento 11375 “Sui pericoli del creazionismo nell’educazione” - 12 giugno 2006 (sembra una traduzione automatica dall’inglese della precedente versione del report e della risoluzione – il numero dei paragrafi infatti èè diverso!)

·   La scimmia nuda – Storia naturale dell’umanità (Mostra a Trento sull’evoluzione dell’uomo; molto strano ed errato il fatto che si definisca F.Facchini come sostenitore dell’Intelligent design USA; come si legge anche nel recente articolo sull’Avvenire del 16/10/07, F.Facchini dichiara (“Il creazionismo non va confuso con la creazione”) di approvare la risoluzione del Consiglio di’Europa che critica l’ID USA, e di appoggiare invece il “progetto superiore” cattolico).

·   Margherita Hack: “Ormai siamo in un regno Vaticano” (intervista video)

 

16/10/07-IT

·                   Articolo un po’ strano di PiatteIIi PaImarini sul Corriere (“IL DARWINISMO CARICATURALE”): l’autore, che si dichiara “scienziato ed ateo”, nella prima parte approva la risoluzione (qui la versione in italiano) del 4/10 del Consiglio d’Europa che difende l’insegnamento della teoria neodarwiniana dell’evoluzione di fronte agli attacchi dei creazionisti che vorrebbero imporre anche l‘insegnamento dell’ID nell’ora di scienze (“non si deve presentare alla stessa stregua un’ipotesi scientifica e un’ipotesi teologica”), mentre alla fine sembra cambiare sponda e riprendere proprio le critiche che i creazionisti rivolgono a Darwin, tanto è vero che invece di chiarire che son passati 150 anni, scrive “la teoria darwiniana tradizionale fa acqua da tutte la parti” … “il tradizionale fumetto darwiniano, facilmente spiegabile, facilmente assimilabile,  ma caricaturale”; a questo punto un lettore non può che domandarsi angosciato “ma la teoria di Darwin è un’ipotesi teologica o scientifica?!”. 

Uno scienziato dovrebbe riuscire a far capire che la teoria originale di Darwin è ormai superata ma non era certo un dogma, tanto è vero che le numerose scoperte successive hanno introdotto grosse novità ma non l’hanno falsificata; era solo una teoria scientifica che però finora non ha avuto smentite, come è avvenuto invece per quella di Lamarck.

Sconcerta anche che, dopo aver definito “improvvisato teologo” un matematico che ha deciso di verificare i dogmi della religione cattolica utilizzando gli strumenti della ragione che hanno portato al successo delle scienze nell’ultimo secolo, confonde il Parlamento Europeo (27 paesi membri dell’UE) con il Consiglio d’Europa (47 paesi membri, come si legge qui e si verifica qui; qui si vede l’elenco dei 18+18 che rappresentano gli italiani … ]

Proprio la definizione “improvvisato teologo” e la presenza di questo articolo (e degli altri numerosi articoli antidarwinisti) nella rassegna stampa della Camera, evidenzia come questo servizio a disposizione di politici e cittadini tenda a riportare tutti gli articoli sull’evoluzione biologica scritto da “scienziati improvvisati”, mentre ritiene non meritevoli di diffusione gli articoli scritti da “scienziati non improvvisati”, come ad esempio addirittura quelli di Cavalli-Sforza: solo 3 sui 9 di una sua recente serie di articoli sull’evoluzione è presente nella rassegna stampa della Camera; come meravigliarsi se uno scienziato si improvvisa teologo dopo aver visto quanto spazio viene dato da un servizio informativo istituzionale a teologi e politici che si improvvisano scienziati! Questo almeno rende più facile dimostrare come nessun caporedattore riesca a correggere nemmeno le informazioni sbagliate che vengono diffuse dagli “scienziati improvvisati” … come queste che leggiamo qui sotto ….

·         A dire il vero ci sono anche politici che si improvvisano scienziati e riescono ad essere presenti (non facendo però bella figura … forse non se ne rendono conto)  nella rassegna stampa della Camera di oggi, pur con frasi sconcertanti e probabilmente non rilette ….;  sul Gazzettino di oggi c’è un articolo del capogruppo UDC alla Camera contro l’iniziativa del Consiglio d’Europa (“L’eurofollia uccide le radici cristiane”); ci sono un paio di frasi che sembrano scritte con rabbia, tanto è vero che si legge proprio il contrario di quello che forse l’autore (improvvisatosi scienziato) avrebbe voluto:

L’assemblea parlamentare UE, seppur a maggioranza, ha deciso che Darwin è un bandito : le sue teorie sull’evoluzione costituiscono  una minaccia per l’integrità dei diritti umani

Secondo gli euroburocrati laicisti la vera emergenza sarebbe la “damnatio memoriae” degli antenati DI Adamo ed Eva”.

Come si vede … VoIontè si è improvvisato scienziato (mentre come politico stranamente ignora cosa sia il Consiglio d’Europa e lo confonde con l’Unione Europea) ed ha sentenziato (capovolgendo addirittura la risoluzione del Consiglio d’Europa che difficilmente ha letto) che il bandito è Darwin e non invece quelli dell’Internet Design; non contento, sostiene anche che, contrariamente a quanto si legge nei sacri testi, sarebbero addirittura esistiti antenati DI Adamo ed Eva (vivevano anche loro nel paradiso terrestre? Capivano anche loro il linguaggio dei serpenti tentatori parlanti in cui molti oggi ancora credono? Apprezzavano le mele? Si ammalavano? Morivano prima del peccato originale?).

Questi due articoli sono un esempio di come vengano cercati e scelti gli articoli da diffondere attraverso la rassegna stampa della Camera e come gli articoli non sempre vengano verificati dagli autori o dalla redazione ….

Questo succede spesso a chi vuole, non richiesto, difendere la Chiesa Cattolica da quello che temono, sbagliando, sia una minaccia.

Sbagliano infatti: se si vuole ritornare nel mondo reale e leggere una reazione autorevole del mondo cattolico, basta leggere un giudizio positivo sulla risoluzione del Consiglio d’Europa nell’articolo di Facchini pubblicato sull’Avvenire di oggi a pag.23… (“la risoluzione fa riferimento a un certo creazionismo di marca americana … giustamente contestato nel documento stesso perché ritenuto fuori da ogni prospettiva di ordine scientifico, sebbene i suoi sostenitori la rivendichino. Le tesi dei suddetti creazionisti non possono avere un carattere di scientificità o essere portate per negare il processo evolutivo, nè potrebbero trovare posto nell’insegnamento delle scienze in alternativa alla teoria dell’evoluzione”).  

Se in Italia non si dà ascolto agli esperti di religione e di scienza, nemmeno quando sono sacerdoti, lo spazio per i “teologi improvvisati” (ma che usano la ragione) è certamente enorme e diverrà sempre maggiore …

·                   L’Avvenire a pag.19 (“Ravasi: «Tra fede e cultura un dialogo alto»“) informa dell’insediamento di Mons.Ravasi come nuovo presidente del Pontificio Consiglio della cultura. In un sito web dei gesuiti viene citata la differenza rispetto alle opinioni del Card.Schönborn sulla base una sua dichiarazione sull’evoluzione (“l'evoluzione è innegabile. Ma occorre che gli scienziati non assumano le loro scoperte come sistema ideologico”), e un’intervista all’Avvenire del 4/11/05: "Il biblista Ravasi: troppa confusione dei ruoli" lo pone in una posizione che richiederebbe dei chiarimenti, soprattutto per quanto riguarda le critiche ai meccanismi evolutivi che provengono dalla Chiesa. Non ci dovrebbero essere problemi invece sul fatto dell’evoluzione, già approvato nel 2004  dal Card.Ratzinger, e così confermato: “è ovvio che l'evoluzione esiste, non si possono ignorare i risultati della scienza. Le critiche alla teoria evoluzionista non spettano assolutamente ai teologi, è un settore che non li riguarda. Il compito dei teologi e dei credenti è cercare la verità solo attraverso lo spirito, evitando quello che accadde a Galileo »”). Possiamo sperare che continui a pensare (finora forse unico fra i religiosi con elevate responsabilità, che “Le critiche alla teoria evoluzionista non spettano assolutamente ai teologi”); il problema non è comunque questo: è auspicabile che anche i teologi capiscano che da loro qualcuno (non i biologi evoluzionisti)  aspetta che arrivino, prima che passino 350 anni come con Galileo, approvazioni o almeno accettazioni; in questo modo si impedisce che le inevitabili difese degli scienziati da accuse ingiuste possano essere assurdamente stravolte come “l'atteggiamento dello scienziato che si mette a sbeffeggiare una concezione religiosa del mondo”. Critiche e concezioni sono cose ben diverse, come già sapevano l’agnello e il lupo della favola…

·                   A pag.23 dell’Avvenire troviamo un editoriale di F.Facchini che nel titolo fa sperare che finalmente si capisca qualcosa delle differenze esistenti fra i numerosi e diversi creazionismi (mappa) o almeno si capisca se esista un uso scientificamente corretto del termine “creazione” (“Il creazionismo non va confuso con la creazione”).
In particolare le recenti accuse dei vescovi italiani a Craig Venter di volersi “
sostituire a Dio (L’Avvenire 7/10/07:“Esaltante ma con qualche tentazione”) richiedono proprio un chiarimento urgente, in modo da capire se davvero si crede che Dio possa creare nuove specie (e eliminare quelle che scompaiono - il 99% di quelle attualmente viventi sono scomparse) e come faccia; nel catechismo del 1992 non si dice nulla in proposito, mentre sappiamo che l’uomo è già riuscito a creare, ad esempio, il Canis familiaris e altre specie domestiche prima inesistenti.

L’articolo di F.Facchini si riferisce (è questa, dopo 12 giorni, la prima reazione da parte di un cattolico autorevole) al documento approvato il 4/10/07 dal Consiglio d’Europa (“The dangers of creationism in education”) ma soprattutto alla risoluzione dell’Assemblea del Consiglio d’Europa (qui la versione in italiano). L’aspetto importante dell’articolo di F.Facchini è ovviamente il punto in cui si riporta la valutazione positiva al documento :

poichè la conciliabilità tra evoluzione e creazione, più volte affermata nel magistero pontificio anche recentemente, non poteva essere ignorata dagli estensori del documento, la risoluzione fa riferimento a un certo creazionismo di marca americana (quello che si lega a una interpretazione letterale della Bibbia e alla nuova versione dell’Intelligent Design), giustamente contestato nel documento stesso perché ritenuto fuori da ogni prospettiva di ordine scientifico, sebbene i suoi sostenitori la rivendichino. Le tesi dei suddetti creazionisti non possono avere un carattere di scientificità o essere portate per negare il processo evolutivo, nè potrebbero trovare posto nell’insegnamento delle scienze in alternativa alla teoria dell’evoluzione. Le considerazioni presentate a questo riguardo nella risoluzione sono condivisibili. Si potrebbe anche aggiungere che un creazionismo di questo tipo non ha senso neppure fuori dall’ambiente scolastico”.

Se il punto centrale dell’articolo è apprezzabile in quanto approva la sostanza della risoluzione del Consiglio d’Europa, non si capisce allora su che basi i vescovi italiani abbiano accusato uno scienziato di sostituirsi a Dio nella sua pretesa di creare una nuova specie di batterio semplicemente eliminando alcune informazioni contenute in un cromosoma batterico.

Nella parte successiva dell’articolo si critica che il Consiglio di Europa non abbia ben indicato a quale tipo di creazionismo si riferisca, ma, a parte la raccomandazione di usare il termine filosofico “creazione” invece del termine indefinibile “creazionismo”, non risulta comunque tuttora chiaro come si giustifichino le accuse rivolte a Craig Venter, che è un biologo e non un filosofo, né si chiarisce comunque nemmeno qui il significato pratico del termine filosofico “creazione” che trova tanto spazio nella didattica della religione rivolta a bambini di 3 anni…

Questo articolo comunque evidenzia un problema davvero serio: è davvero sconcertante confrontare questo articolo, in cui si approva la risoluzione e si ritiene sbagliato, anche se non “pericoloso”, l’ID USA, con i numerosi articoli di laici, devoti ma chiaramente inesperti in biologia evolutiva, comparsi sui quotidiani negli ultimi mesi (e anni) in difesa dell’Intelligent Design; proprio quello che, a parte il Card.Schonborn e il Papa, numerosi esponenti della Chiesa Cattolica, a cominciare dal prof. F.Facchini, criticano e giudicano addirittura pericoloso per la fede.

Qui ad esempio si possono leggere due articoli, addirittura contrastanti fra di loro, comparsi sul Corriere della Sera il 6 e l’8 ottobre, sulla risoluzione del Consiglio d’Europa; l’articolo del vicedirettore difende ipotesi indifendibili, come quella dell’Intelligent Design, di cui (ad esempio da parte del prof.Facchini in questo articolo) viene confermato il carattere non scientifico e quindi la non compatibilità con altre teorie scientifiche [purtroppo il neodarwinismo non viene citato esplicitamemente … ma il riferimento è obbligato] che spiegano l’evoluzione utilizzando il metodo scientifico. 

Purtroppo l’articolo evidenzia anche e soprattutto il fatto che ci siano opinioni ben diverse sia nell’Avvenire che ai piani alti del Vaticano, ma questo è un problema che dovrebbe riguardare solo la Chiesa Cattolica e la sua ormai secolare paura ad affrontare e risolvere i problemi dell’evoluzione biologica.

Ci sono voluti 350 anni per accettare di aver sbagliato con Galileo (anche se qualcuno insiste a difendere la condanna a Galileo!), mentre per Darwin ci vorrà ancora un po’ di pazienza: in fondo sono passati solo 150 anni…

 

15/10/07-USA

·                   In un blog (Talk Reason) viene lanciata una pesante accusa di scarsa professionalità verso Dembski, il matematico responsabile della gente dell’Intelligent Design: “Errors not corrected for three years point to incompetence”. Nell’articolo si racconta come tre anni fa Dembski abbia corretto un suo articolo in rete dopo che qualcuno gli aveva spiegato che una formula che lui citava come sua scoperta in realtà non era una novità. Nel correggere la pagina web Dembski fece però (tre anni fa) un altro errore, indicando come uguali due formule proposte da quel matematico che è stato costretto a citare; in realtà le due formule (della Rényi’s divergence  e Rényi’s entropy) sono diverse e lo si può verificare anche sulla Wikipedia. Dopo 3 anni passati senza correggere l’ulteriore errore, oggi Dembski viene informato del grave errore e può verificare che, nonostante le lauree in filosofia e matematica, chi l’ha chiamato pseudo-matematico forse aveva visto giusto.

 

15/10/07-SE

·                   In Svezia il governo ha stabilito che gli insegnanti di scienze (anche nelle scuole private) non possono insegnare il creazionismo o l’Intelligent Design nelle loro ore: “Creationism to be banished from Swedish schools”: "Pupils must be protected from all forms of fundamentalism," said Education Minister Jan Björklund to Dagens Nyheter.

 

14/10/07-IT

·                   Davvero sconcertante leggere oggi l’articolo sulla Stampa    Il Papa “verde” marcia sull’Onu poco dopo aver letto l’articolo pubblicato sempre oggi dall’Avvenire CONTRO l’”Ambientalismo, Ideologia del XXI secoloil nuovo pensiero unico del postmarxismo.

La Stampa infatti illustra le iniziative che il Papa ha in programma per i prossimi mesi e in particolare l’argomento del discorso che terrà all’Assemblea dell’ONU in aprile.
Si rimane quindi davvero sconcertati nel leggere che all’ONU “
Sarà un «blitz» ambientalista l’intervento di Benedetto XVI alle Nazioni Unite.   Benedetto XVI sancirà ad aprile l’obbligo morale dei governi ad intervenire subito contro i cambiamenti climatici. il Pontefice metterà al centro dell’attenzione la questione dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, puntando sull’educazione alla responsabilità ecologica.  Di fronte alle prove scientifiche del surriscaldamento del pianeta, Benedetto XVI invocherà dagli stati «politiche di protezione dell’ambiente» per scongiurare la distruzione di quel «patrimonio naturale» i cui frutti sono necessari per il benessere dell’umanità”.  Proprio mentre sull’Avvenire si legge che “La retorica del mutamento climatico è divenuta cultura dominante, zittendo chi contesta l’idea che sia  tutta colpa dell’uomo”, il cardinale Achille Silvestrini invece spiega alla Stampa che  «E’ un tema di straordinaria urgenza che giustifica un forte richiamo alla coscienza dei governanti. Il Nobel ad Al Gore è segno di una maturata sensibilità che trova espressione anche nella sollecitudine del Santo Padre».

·                   Oggi su Libero un articolo (“Sì, Dio oggi è morto Però non è quello vero”) di un intellettuale di destra contro i “teofobi che scrivono necrologi su Dio e organizzano festosi cortei per celebrare la sua inesistenza. Ora nel nome di Darwin o di Copernico, ora nel segno della Tecnica, a volte nel solco del Superuomo o dell'Umanità”. Si mettono insieme senza distinzione sia intellettuali che difendono la scienza dagli attacchi di chi non accetta il metodo scientifico (se non quando ne ha personalmente bisogno…) che intellettuali che, dopo un primo tentativo di difendere la scienza da attacchi irrazionali, avendo capito che era un’impresa impossibile e hanno cominciato a rispondere applicando alle religioni i metodi che negli ultimi secoli hanno avuto tanto successo per migliorare le nostre conoscenze sulla natura. Sconcerta vedere addirittura citati fra i teofobi, per quanto riguarda gli italiani, Pievani, Galimberti e Franceschelli che fanno certamente parte del gruppo di intellettuali che si preoccupano soprattutto di difendere la scienza dagli attacchi ideologici, immotivati e pure masochisti.

Risulta chiaro comunque quale sia il ruolo che questo cattolico concede all’intelligenza e alla libertà umana:

Ogni nostro atto, pensiero, sentimento, presuppone  una causa e un effetto, un ordine, una sequenza. Cioè presuppone un’Intelligenza … Non tutto è spiegabile ma tutto rientra nel segno e nel disegno di un’intelligenza superiore. …  Dio è il nome che diamo all’Intellligenza e al suo disegno”.

Poco giustificata e un po’ anche masochistica nella sua sincerità la frase “Ho letto in questi giorni dimostrazioni dell’inesistenza di Dio francamente puerili, presuntuose, non migliori delle prove miracolistiche o irrazionali della sua esistenza”; se R.Dawkins dice che nessuno può dimostrare l’inesistenza di Dio forse potremmo credergli .. almeno su questo … e se poi le prove sono “miracolistiche o irrazionali” … forse Dawkins ha ragione e quindi non ci sono le condizioni minime né per discutere né per litigare …

·                   Oggi sul Foglio un articolo (“Né riscaldamento né globale, la carica e le ragioni degli ecoribelli”) molto critico verso l’attribuzione dei premi Nobel per la pace a chi si è occupato di diffondere le conoscenze scientifiche sui problemi del cambiamento climatico; in realtà si oscilla fra atteggiamenti contrastanti: in questo articolo si sottovalutano spesso gli aspetti legati ai meccanismi evolutivi e in particolare si ignora completamente il ruolo dell’emissione in atmosfera di gas che la terra ha impiegato decine di milioni di anni per occultare e archiviare come combustibile fossile.
Sconcertante e illuminante la frase di un politologo (“ci sono cose peggiori dell’aumento di 1 o 2 gradi della temperatura”) che contrasta con quanto pubblicato in un “libro esilarante” [?!] da C.Horner presso un “editore di destra” [perché specificarlo?!]: “un’altra era glaciale sarebbe una catastrofe”; forse nessuno di questi “ecoribelli” ha idea di quanto sia bassa la differenza media di temperatura rispetto ad un’era glaciale [nessuno dovrebbe occuparsi di questi problemi senza saperlo], né sa come viene vissuto l’attuale cambiamento climatico nei paesi tropicali [nessuno dovrebbe occuparsi di questi problemi senza sapere gli effetti “di 1 o 2 gradi di aumento della temperatura” in queste zone].

·                   In occasione dell’attribuzione del premio Nobel per la pace a chi si preoccupa dei cambiamenti climatici (come Al Gore o l’lPCC, l’organismo dell’ONU che si occupa istituzionalmente di questi problemi), compaiono sui giornali da tempo scettici (di solito su basi ideologiche, nonostante il ruolo sempre più importante acquisito dal metodo scientifico negli ultimi secoli) sull’ipotesi che l’uomo possa avere influenza sull’ambiente, alcuni articoli che cercano di demonizzare chi crede che la nostra specie possa influenzare alcuni dei parametri ambientali e quindi possa creare dei rischi per l’evoluzione futura degli ecosistemi che ci garantiscono la sopravvivenza.
Negli ultimi mesi sembra che anche la Chiesa Cattolica, non avendo ancora scelto se accettare o continuare a criticare le scoperte scientifiche sull’evoluzione biologica e i suoi meccanismi, stia in parte modificando le sue opinioni a proposito del rapporto fra l’uomo e l’ambiente; basta ricordare l’intervento del papa a
Castelgandolfo (Video R.Vaticana) e alcuni articoli dell’Avvenire; giusto oggi, a fianco di una pagina in cui si nega la possibilità che la nostra specie sia un pericolo per il suo stesso futuro, si può leggere un articolo sulla diga delle tre gole dal titolo invece un po’ allarmistico: “Cina, la diga anti-clima”.

·                   Anche sull’Avvenire oggi ritornano, dopo un breve momento di preoccupazione, insieme al papa, per “L’emergenza della fame e quella ecologica [che] stanno a denunciare, con crescente evidenza, che la logica del profitto, se prevalente, incrementa la sproporzione tra ricchi e poveri e un rovinoso sfruttamento del pianeta, le opinioni degli “ecoribelli” contro il riscaldamento globale, riprendendo il discorso, molto diffuso in ambiente cattolico, che l’uomo non può essere un problema per la biosfera (“Le bufale di (mezza) stagione Se l'uomo è la malattia”). Si tratta di un’intera pagina in cui addirittura si prova a proporre niente di meno che l’”Ambientalismo, Ideologia del XXI secolo” come “il nuovo pensiero unico del postmarxismo”, sostenendo che “La retorica del mutamento climatico è divenuta cultura dominante, zittendo chi contesta l’idea che sia  tutta colpa dell’uomo”. Anche qui l’ignoranza sull’evoluzione porta ad alcune strane incoerenze; ad esempio prima si ironizza sulla campagna dell’ENI per il risparmio energetico [mai sentito parlare del protocollo di Kyoto e degli impegni di risparmio energetico? Mai sentito parlare nemmeno della foresta che il Vaticano stesso pianterà in Ungheria per controbilanciare – primo paese al mondo a farlo pur non avendo nemmeno firmato il protocollo di Kyoto - la produzione di CO2 dello Stato Vaticano? Mai letto il documento finale (8/9/07) del convegno interconfessionale di Sibiu in cui si invita – ripetutamente, addirittura in tre punti - ad agire per “invertire la tendenza del cambiamento climatico”?] e poi si scrive:

“Ora, che sia opportuno ridurre la fame di energia, specie di quella non rinnovabile, del mondo contemporaneo non è una fola dell’ideologia ambientalista. A suggerircelo, però, sono altre e più prosaiche considerazioni, come l’evidente insostenibilità sul medio termine di un sistema energetico basato su petrolio e altri idrocarburi in inevitabile via d’esaurimento. A spingerci a contenere la nostra fame di elettricità, finora sperperata senza pudore, potrebbero essere anche considerazioni etiche di alto profilo”

Come previsto troviamo la classica frase che ricorda il  presupposto ideologico, pienamente accolto dall’ambientalismo, che vede nell’uomo il cancro del pianeta. Lasciamo perdere il signore del creato di biblica memoria; già solo considerare l’uomo come un animale tra i tanti è troppo, per i Robespierre in verde”.

·         Come già scritto, a pag.4 dell’Avvenire di oggi c’è un articolo dal titolo invece … un po’”allarmistico”, da Robespierre in verde ….: “Cina, la diga anti-clima

·         Oggi, sempre sul problema del premio Nobel su chi spinge a preoccuparsi per il  clima, un articolo anche nel sito web di FI  RagionPolitica: “L'antiamericanismo premia Al Gore, nuovo Nobel per la Pacee sul Giornale: (“Il riscaldamento globale è una minestra riscaldata”)

·         Sempre sull’Avvenire il matematico lsraeI ha una pagina a disposizione per parlare di quella che per lui presenta all’inizio come una “contrapposizione irriducibile tra religione e scienza :  Scienza chi la vuole atea?”.

A parte il fatto che non si specifichi a “quale religione” si riferisca, anche in questo caso sembra evidente non sia giunta a destinazione la “famosa” lettera di GP2 spedita nel 1988 proprio a P.Coyne, dove non solo si evidenzia come non solo dalla scienza si pretenda la scienza e dalla teologia la teologia, ma si esprime la preoccupazione dei limiti dei teologi, timorosi e incapaci di dialogare con la scienza. Qui invece uno scienziato sostiene che … i limiti li abbiano gli scienziati …

Non è difficile dimostrare che non è proprio necessario essere atei per contestare il tentativo di far rientrare la scienza sotto il controllo della teologia; si può ad esempio citare la conferenza di P. George Coyne fatta il 30/1/06 a Palm Beach: “Science Does Not Need God. Or Does It?”, quando disse: “Please note carefully that I distinguish, and will continue to do so in this presentation, that science and religion are totally separate human pursuits. Science is completely neutral with respect to theistic or atheistic implications which may be drawn from scientific results). [Possibile che uno scienziato non lo sappia?]

·         Ancora sull’Avvenire oggi un articolo (“Ragione contro fede: nell'800 tragedia, oggi commedia?”) racconta del convegno di Norcia già citato qui sotto. Si racconta della lettura dell’intervento del Card.Schönborn che altri articoli indicano come inedito ma che qui viene presentato come già pubblicato sull’Avvenire del 18/4/07. Si racconta anche dell’intervento di D’Agostino in difesa della scienza e della razionalità (“La scienza deve in primo luogo rispettare la realtà, diversamente dà luogo all'ideologia, che è «intrinsecamente non etica e contraddice nello stesso tempo e nel suo principio la logica del sapere scientifico: essa non è solo falsa conoscenza, ma è anche falsa coscienza»”)  e di R.Spaeman in difesa della separazione fra scienze naturali e umane (“Robert Spaemann si è soffermato sulla dualità della concezione del mondo, quella delle scienze naturali e quella delle scienze umane, che va mantenuta, poiché qualunque tentativo idealistico o materialistico di superare la dualità, attraverso la riduzione dell'una all'altra concezione, lascerà insoddisfatta quelle delle due che risulterebbe esclusa”).  In altre direzioni invece sembrano andare gli interventi del presidente di Magna Carta che invitava a “superare l'idea illuministica della ragione a favore di una concezione più ampia che consente al razionale di accogliere la dimensione spirituale” o di E.Roccella, forse un po’ troppo relativista …, che addirittura (forse riferendosi all’Avvenire ... e ignorando le obiezioni dei protestanti alla dichiarazione finale di Sibiu) sostiene che “È dai media che passa la contrapposizione tra scienza e fede, e bisognerebbe specificare quale fede: l'attacco è sostanzialmente riservato alla fede cattolica, anche perché protestanti e anglicani sono spesso all'inseguimento della modernità tecnoscientifica e non fanno obiezioni quasi a nulla”.   

·         Su un blog (L’estinto) si legge un resoconto della tavola rotonda su “Scienza e fede: la scienza nel nuovo Millennio” svoltasi oggi nell’ambito di BergamoScienza con la partecipazione di un preside di un istituto teologico, di un filosofo e di mons.Sorondo, dell’Accademia Pontificia delle Scienze, che probabilmente non è stato convincente: Il titolo del resoconto è infatti “Scienza e fede: come diventare atei ascoltando un vescovo” e lo si giustifica spiegando come il ruolo dello scienziato sia stato svolto soprattutto da Mons.Sorondo.

 

13/10/07-IT

·                   Oggi a Norcia convegno organizzato dalla Fondazione Magna Carta: “Religione, scienza e la prova della ragione”. Si incomincia con la prolusione di lsrael “Il rapporto tra scienza e religione di fronte alle sfide della postmodernità” e si conclude con la lettura di un documento del Card.Schonborn: “Fides, ratio, scientia. Il dibattito sull’evoluzionismo.  Sembra sia simile alla prolusione – dal titolo molto simile - che il cardinale Christoph Schönborn ha fatto il 18/4/07 nella Basilica della Salute a Venezia, in occasione del "dies academicus" dello Studium Generale Marcianum: «Fides - ratio - scientia: dove è situato attualmente il dibattito sull'evoluzionismo?». Si tratta del capitolo d'apertura del libro «Schöpfung und Evolution» che sta per uscire anche in italiano e che raccoglie gli Atti del seminario del settembre 2006 a Castel Gandolfo, alla presenza di Benedetto XVI.
Fra i principali relatori l’unico scienziato è un matematico i cui articoli sono pubblicati soprattutto dal Foglio e dall’Avvenire (come vedremo domani…).
Articolo su Zenit (“
Norcia: laici e cattolici discutono sul tema “Religione, scienza e la prova della ragione”), su Alice Notizie (“Magna Carta riunisce a Norcia teocon,non basta testimoniare”)

·                   Oggi a Ravenna il Circolo UAAR di Ravenna, in collaborazione con la libreria Feltrinelli, con il patrocinio del Comune di Ravenna ha organizzato una conferenza pubblica con Guido Barbujani (professore di genetica - Università di Ferrara): TUTTI PARENTI, TUTTI DIFFERENTI: LA DIVERSITA’ UMANA

 

12/10/07-IT

·                   Il Foglio pubblica l’intervento del Card.Schönborn (“Diamo a Darwin quel che è di Darwin e a Dio quel che è di Dio”)