[Prof.Daniele Formenti]  - NB: Articoli disposti in ordine cronologico inverso: in alto i più recenti

 

L’ANTI-EVOLUZIONISMO IN ITALIA.
(Wallace e C.Darwin fanno ancora paura? Anche la nuova sintesi?
O semplicemente prevalgono  ignoranze e confusioni?)
RASSEGNA STAMPA – del 2008

[I testi originali completi sono linkati, se disponibili, anche per una verifica immediata di eventuali commenti]

Rassegne stampa degli anni precedenti (2003/2004 - 200520062007)

e successivi (2009)

 

 

Gennaio

Febbraio

Marzo

Aprile

Maggio

Giugno

Luglio

Agosto

Settembre

Ottobre

Novembre

Dicembre

 

 

DICEMBRE  2008

 

31/12/08-IT

·         Non c’è modo migliore per festeggiare l’arrivo del “Darwin Year” che far notare come molti, anche in Italia, abbiano assolutamente un bisogno urgente di un bagno rinfrescante nella razionalità.
Un intero anno di ragionamenti e aggiornamenti sulla biologia evolutiva non può che far bene a chi arriva al 1 gennaio 2009 ancora non ben preparato e con un po’ di confusione, probabilmente dovuta alla presenza di interferenze ideologiche ben illustrate nella vignetta consigliata qui sotto in data 29/12 e “smontata” nel blog Pharyngula
 (“False equivalence”).
Per smontare l’ipotesi, che anche PZ Myers dimostra errata, che creazionisti (di vario tipo) ed evoluzionisti vedono e analizzano gli stessi fatti, possiamo anche verificare la coerenza fra due articoli (uno di un giorno dispari e uno del successivo giorno, ovviamente pari) in cui due responsabili del sito web dei creazionisti biblici italiani dimostrano di vedere fatti ben diversi; questo li porta a rispondere sulla base di presupposti ideologici ad una semplicissima domanda: gli evoluzionisti attuali sono “darwinisti dogmatici” o verificano, aggiornandoli,  gran parte di quelli che i creazionisti amano chiamare, con un termine tratto dalla teologia, “dogmi darwiniani”?
Questa coppia di articoli che arrivano a conclusioni opposte è certamente la prova di un missing link (redazionale…) altrettanto “esplicativo” come quello che dimostra come l’origine dell’Intelligent Design USA non vada cercata in antichi filosofi ignari di biologia ma in filosofi recenti non molto esperti né di biologia né (e questo è più grave perché conferma le loro frenetica attività di mimetizzazione) delle procedure di taglia/incolla dei programmi di gestione dei testi. Il “miracolo” della nascita dell’Intelligent Design nel 1987 è spiegato in un video e dimostrato in un eloquente grafico.
Che spesso il problema dei creazionisti sia anche dovuto al fatto che davvero loro semplicemente NON VEDONO (per tornare alla falsa vignetta citata prima) gli stessi fatti che vedono gli evoluzionisti, è verificabile leggendo qualsiasi libro di biologia che circola nelle scuole e nelle università. Per i diffidenti c’è anche quello scritto da un biologo cattolico americano (F.Ayala: Darwin's Gift: to Science and Religion, è invitato al convegno in Vaticano a marzo, chiuso agli esponento del creazionismo e dell’Intelligent Design
) che si può scaricare on line in 10 minuti (per circa 20$). F.Ayala è un credente, filosofo e docente di biologia molecolare in prestigiose università USA, e da anni contrasta l’Intelligent Design insieme a tanti altri biologi universitari statunitensi cattolici (e non), difendendo la teoria dell’evoluzione.
Come alcuni altri biologi cattolici USA si è anche ribellato alla sterzata pro-ID impressa nel 2005 dal Card.Schonborn, che in Italia purtroppo ha visto solo la reazione critica di F.Facchini (ospitata dall’Osservatore Romano) e il sostegno acritico di alcuni biologi cattolici, pubblicato sull’Avvenire.

 

29/12/08-UK

·         Sul Guardian si può leggere oggi un intervento preoccupato di una giornalista (M.Bunting) su alcuni rischi che sarebbe meglio evitare nei prossimi festeggiamenti per i 200 anni dalla nascita di Darwin:  Darwin shouldn't be hijacked by New Atheists - he is an ethical inspiration”. Se è evidente l’orgoglio per il fatto che “He is, Newton apart, the greatest British scientist ever, so it makes good sense for the British Council, among others, to use this as an opportunity to flag up the prestigious history of British science”, non si capisce perchè qualcuno non dovrebbe farsi troppo notare durante i festeggiamenti previsti.
La preoccupazione, ben nota comunque anche in Italia, che ogni festeggiamento all’evoluzione biologica e alla teoria che la spiega possa far venire il mal di pancia a qualcuno (in realtà la chiesa anglicana si è già giustamente scusata di non aver capito le novità fatte notare e proposte da Darwin) … non dovrebbe arrivare a questi livelli patologici.
Molti dei lettori hanno inviato numerosi commenti, fra cui alcuni che dovrebbero tranquillizzare l’autrice dell’articolo (“personally I'd be quite happy if people just accepted the truth of evolution by natural selection, regardless of their religious views.
As far as I can see, it is religious people who have made this an issue, not scientists”).
Sempre sul Guardian si aggiungono altri commenti (“Myths, religion and scientific rationality”) all’indagine (23/12/08) sul 23% di docenti di scienze britannici che vorrebbero insegnare anche il creazionismo nell’ora di scienze.

·         Un po’ più polemico invece il commento di PZ Myers sul blog Pharyngula dove ricorda  (“Another atheist bashing”) come Darwin “well knew himself that evolution stripped the need for a creator as a guiding force in the history of life — it's one of the reasons he hesitated to publish, and he knew that it would be detested by the clergy. He felt that revealing his secret was "like confessing a murder,". E conclude dicendo (anche come ateo) che  “he knew that evolution was fully compatible with atheism but in conflict with many interpretations of religious belief …. He expected us, even as he feared the consequences. Darwin removed one of the last obstacles to dispensing altogether with the notion of gods, and he knew it. Well? Should Dawkins and Dennett stay home this year? Should only professing Christians who are scientists be allowed to speak in praise of Darwin in public?”.

 

29/12/08-USA

·         Piuttosto interessante leggere un post  (“False equivalence”) nel blog Pharyngula, in cui il biologo PZ Myers commenta e smonta un ragionamento proposto in un sito web di creazionisti biblici (Answers in Genesis, diretto da K:Ham).
Probabilmente un presupposto simile sembra sia alla base anche di molti ragionamenti che vengono talora esposti nei siti web da numerosi cattolici che, pur non accettando la scala dei tempi breve dei creazionisti biblici, hanno comunque la stessa difficoltà a capire che l’evoluzione biologica è un fatto noto già da prima della nascita di Darwin (e accettato anche dal Card.Ratzinger nel 2004) e quindi non può proprio essere considerata una minaccia per nessuna religione; purtroppo questi stessi cattolici spesso pensano che il “Darwin Day” (che è festeggiato anche nell’università cattolica di Notre Dame negli USA) sia solo un’iniziativa anticattolica e minacciosa.
Lo si è letto in un articolo di un’agenzia di stampa vaticana di tre anni fa e perfino in un articolo forse poco noto (dal titolo fin troppo esplicito:
 A New Arms Race: ‘Evolutionism’ is now an ideological weapon”) pubblicato due anni fa nel sito web dell’Università Gregoriana dal direttore del progetto STOQ (in cui si inserisce anche il convegno di marzo sul centenario di Darwin).
Il ragionamento dei creazionisti biblici USA (ma anche dei tanti cattolici che pensano che la teoria dell’evoluzione sia semplicemente … un’altra religione) è illustrato con una vignetta facilmente comprensibile. La vignetta mostra che creazionisti ed evoluzionisti, dovendo interpretare gli stessi dati e gli stessi fatti (ad esempio i fossili), userebbero “software” diversi: in un caso la Bibbia e nell’altro il libro di Darwin, che vengono presentati come assiomi o presupposti diversi che portano a conclusioni contrapposte (“i fossili sono la prova della creazione”/ “i fossili sono la prova dell’evoluzione”).
Come leggiamo nell’articolo di PZ Myers su Pharyngula
 (“False equivalence”), il ragionamento è del tutto errato: non si tratterebbe infatti di una “War of the worldviews”, come dice il titolo del recente libro di questo gruppo di creazionisti, ma di un diverso approccio all’interpretazine dei dati.
PZ Myers, conferma che si parta davvero da presupposti diversi, ma da una parte sono soprattutto presupposti di fede basati davvero solo su un libro, mentre dall’altra parte si tratta invece di presupposti razionali; non ci si basa su un libro, ma si cercano spiegazioni coerenti e esplicative di fatti (che non presentino contraddizioni interne e contrasti con altri fatti che conosciamo); chi usa il metodo scientifico cerca inoltre spiegazioni che permettano anche di fare predizioni verificabili, e quindi utili per fare nuove scoperte e per creare nuovi strumenti adatti per conoscere meglio e modificare il mondo in cui viviamo.
PZ Myers chiarisce che Darwin a suo tenpo aveva trovato spiegazioni che soddisfacevano i criteri razionali che gli scienziati usano, da G.Galilei in poi, ma che è pronto a buttare Darwin (come in parte è stato fatto negli ultimi 150 anni, come incredibilmente ammettono anche i creazionisti – ovviamente non nella stessa riga in cui accusano gli evoluzionisti di dogmatismo …) quando si trovano spiegazioni migliori.
Non è però pronto a battare la logica e la coerenza, come fanno i creazionisti.
Ipotizza poi che nella vignetta si possa mettere anche il Corano o Star Trek o Star Wars come “software” al posto di Darwin.
Si invitano poi questi creazionisti biblici USA che (come quelli italiani) credono assurdamente alla contemporanea esistenza di uomini e dinosauri, a fare ipotesi verificabili sulla base delle poche righe, fra l’altro incoerenti, in cui si raccontano due diverse versioni della creazione.
In effetti sarebbe sicuramente meglio che anche i cattolici, invece di dedicarsi all’analisi di testi scientifici che hanno spesso difficoltà a comprendere (e il card.Martino e il direttore scientifico del progetto STOQ lo hanno dimostrato) si chiudessero in una stanza per riflettere seriamente sul da farsi.
E qui decidano se continuare a illudersi e illuderci che le poche righe, pure contraddittorie, in cui si ripete una visione poetica dell’origine del mondo (che oggi sappiamo non essere molto diversa anche in altre religioni) possano essere davvero ancora credibilmente usate allo scopo di riportare, come sembrerebbe,  il mondo ad una situazione prescientifica.
Si puo’ ricordare che la chiesa anglicana si è già scusata in settembre per gli errori di comprensione cosi’ ben descritti anche dal direttore del progetto STOQ:

Almost as soon as Darwin’s theory of evolution was formulated, a number of thinkers saw it as an ideological manifesto that could be used to attack religion as well as a number of moral and philosophical tenets of the day”

 

29/12/08-IT

·         Anche in Italia si parla di Darwin, ma si evita l’orgoglio nazionale che è presente negli articoli pubblicati in UK. Oggi anche su Repubblica, dopo il Sunday Times (“Charles Darwin and the theory of copycats”) si dà spazio ad un avvocato indonesiano che vuole contestare che Darwin fosse stato il primo a intuire la grande scoperta della teoria dell’evoluzione per selezione naturale; si sospetta perfino che abbia copiato alcune idee da A.R.Wallace (“Darwin "copione" ultimo round contro Wallace”).
Certo non c’è dubbio che Darwin mantenne troppo a lungo un segreto che lo preoccupava, ma la documentazione del suo percorso intellettuale ha poi confermato la sua primogenitura, del resto riconosciuta dallo stesso A.R.Wallace, certo non consultato dall’avvocato indonesiano che sta cercando di difendere i suoi interessi. Per fortuna … sembra che almeno si smetta di contestare che la teoria dell’evoluzione fosse stata già allora un’ottima idea, anche se continuamente poi perfezionata e migliorata. 

 

28/12/08-IT

·         [M.Mandrioli da Pikaia] Adelphi pubblica in  italiano il saggio intitolato "Creazione" scritto dall’entomologo E. O. Wilson per unire scienza e religione nella salvaguardia dell'ambiente. Il testo è un accorato appello che Wilson rivolge a tutti affinché la conservazione della natura divenga obiettivo comune attraverso la realizzazione di una “alleanza per la vita” che ci veda tutti coinvolti. Sebbene per tutto il libro si rivolga ad un ideale reverendo, in rappresentanza delle religioni che assieme alla scienza costituiscono una delle forze più potenti al mondo, Wilson parla a tanti lettori (insegnanti e docenti, scienziati ed appassionati di scienze, religiosi ed umanisti) che in modo diverso, come professionisti o come semplici abitanti del terra, devono dare il proprio contributo per salvare il pianeta.
L’introduzione al libro è stata pubblicata il 2/11/08 dal Sole 24 ore
 (“Salviamo la creazione”).  

 

26/12/08-USA

·         Santo Stefano?! E’ il giorno più adatto per ricordare il  progetto Steve, ormai arrivato a raccogliere 991 firme; sono le firme di 991 laureati USA in discipline scientifiche (e con un PhD su tematiche biologiche ed evoluzionistiche) di nome Steve* che hanno firmato un documento in favore della teoria dell’evoluzione. La raccolta di firme del progetto Steve si contrappone alla “discutibile” raccolta di 600 firme di laureati (quasi tutti poco esperti di evoluzione) che la negano.
Da non dimenticare nemmeno (siamo in un periodo di feste religiose) il Clergy Letter Project, che riunisce ben 12300 fra pastori protestanti (e quindi cristiani) e rabbini (500) che si preparano a festeggiare nelle loro chiese il 12 febbraio il bicentenario della nascita di Darwin con un bel Evolution weekend.

  [No, i sacerdoti cattolici ancora non si sono aggiunti … si aspettano indicazioni dall’alto; aspettano che mons.Ravasi faccia sapere chi si sceglierà fra il card.Martino e P.G.Coyne; incredibile che in Italia non ci sia alcuna discussione fra i biologi cattolici, che lasciano la difesa della teoria dell’evoluzione al’ex astronomo pontificio.
Per quanto riguarda il convegno di marzo, mons.Ravasi ha addirittura dovuto chiedere la collaborazione a biologi cattolici evoluzionisti … di un’università cattolica USA (quella di Notre Dame), forse colpito dal fatto che fin da subito (insieme a mons.F.Facchini ma con più decisione) avevano contestato
(“Darwinism and Catholicism should be compatible”) le dichiarazioni del Card.Schoenborn
New York Times del 7/7/05 favorevoli all’Intelligent Design. Le università cattoliche italiane invece non sembrano affatto interessate a competere con Yale o Harvard e preferisono altre tematiche meno “di punta”.

Per far capire meglio il problema, nell’Università di Notre Dame a metà febbraio si festeggia … il compleanno di Darwin (“Happy belated birthday, Darwin!”) mentre in Italia, un’agenzia di stampa vaticana arriva addirittura al punto di ritenere proprio il “Darwin Day”  … “un’iniziativa anticattolica”]

·         [da The Loom]  Ecco qualcosa che in Italia manca, e che sarebbe utile, soprattutto per contrastare iniziative che presentano la scienza in modo poco corretto, magari addirittura dimenticandosi che si basa sul metodo scientifico: la Coalition on the Public Understanding of Science (COPUS). COPUS is a grassroots effort whose goal is to engage sectors of the public in science to increase their understanding of the nature of science and its value to society. A key objective of COPUS is to create new forums for communication and to develop new opportunities for engaging the public with science”. Per il prossimo anno è prevista l’iniziativa YoS09 (Year of Science 2009)

·         Nel blog Panda’s Thumb si sottolinea come anche il mondo universitario USA sia colpito dal peggioramento della situazione economica (“It’s not just General Motors”). Si cita anche un preoccupato articolo di Nature sui tagli al Chicago Field Museum.

 

26/12/08-ITA

·         Pikaia invece ieri era aperto, e ha lasciato in regalo ai visitatori un testo di Pietro Omodeo: "L'origine del creazionismo e dell'evoluzionismo".

 

25/12/08

·         No evolution problems to-day…

 

24/12/08-IT

·         Sull’Unità un commento (DARWIN NON PIACE AI TEXANI) all’articolo comparso sul Corriere del 21/12  (“ANCHE IL LAICISMO EREDE DEL CRISTIANESIMO”). Si cerca di dimostare come alcune affermazioni rovescino la realtà, come quando Stark critica che “la teoria dell’evoluzione venga insegnata come verità eterna” proprio quando, lo sanno tutti, sono proprio le verità eterne che credono di essere minacciate da scoperte scientifiche costantemente sottoposte a pignoli controlli.
Si critica anche la frase sulla ragione come fondamento del cristianesimo, ricordando l’esistenza di dogmi su dettagli apparentemente poco importanti, ma che è sempre stato pericoloso (e anche letale) contestare. Viene criticata anche la frase in cui Stark, a proposito del “dialogo” fra religioni, sostiene che “non c’è nulla da discutere visto che non ci si può accordare su alcunché”. Questa frase è comunque una conferma alla posizione indicata dal Papa nell’articolo sul Corriere del 23/11 (“
Il dialogo tra le religioni non è possibile. La fede non si può mettere tra parentesi”, che ripropone la sua prefazione all’ultimo libro di Pera).

 

24/12/08-USA

·         Buone notizie dal fronte della resistenza alla pressione dei creazionisti USA, che ora cercano di far inserire nelle linee guida dei diversi stati la libertà per i docenti di scienze di insegnare “i punti di forza e di debolezza” (“strengths and weaknesses”) della teoria dell’evoluzione. Questa strategia eviterebbe rischi per quei docenti di scienze che, come ha dimostrato un sondaggio del 20/5/08, non vedono l’ora di poter manifestare le loro idee creazioniste senza rischi giudiziari. 
Nel sito dell’NCSE si illustra (
"Strengths and weaknesses" nixed in Texas) come nel Texas questa definizione fosse stata inserita nel 2003 ma sia stata eliminata (grazie a Texas Freedom Network, Texas Citizens for Science, e al 21st Century Science Coalition) nell’attuale versione degli standards per l’insegnamento della scienze, che verrà discussa in gennaio. La frase attualmente presente è la seguente, che lascia evidentemente fuori dalla scuola le critiche non basate sul metodo scientifico: "The student is expected to analyze and evaluate scientific explanations using empirical evidence, logical reasoning, and experimental and observational testing". Interessante un’indagine (del “Texas Freedom Network Education Fund”) svolta fra i docenti universitari del Texas che insegnano biologia o antropologia: “Evolutionism, creationism & public school”; vi si dimostra come nessuno pensi che sia utile insegnare le “debolezze” della teoria dell’evoluzione e che la maggioranza di loro non crede ci debbano essere incompatibilità fra teoria dell’evoluzione e le diverse religioni. 

·         Sempre nel sito dell’NCSE il 19 si raccontava cosa fosse successo nel Michigan (“Antievolution bills dead in Michigan”).

 

24/12/08-UK

·         The Lancet dedica in dicembre un numero speciale  (“Darwin’s gift”) all’anniversario di Darwin. E’ ovvio ma certamente importante il fatto che una rivista medica sottolinei quanto rilevante sia stata per la medicina (e quindi per il benessere dell’umanità) la grande idea unificante proposta per primo da Darwin 150 anni fa.
Questo l’indice dei contributi (purtroppo sono accessibili a tutti solo I riassuntini, in quanto l’accesso è riservato agli abbonati al sito): Darwinism's fantastic voyage, The Origin of Species, Art and evolution, Evolution: medicine's most basic science, The evolution of fruit-fly biology, Socioeconomic inequalities in ageing and health, Forebears and heirs: a sketch, Synthetic biology, Darwin's charm, Bold flights of a speculative mind, Darwin and the philosophers, Darwin's writing, Race, genetics, and medicine at a crossroads, Epigenetics in evolution and disease, Antibiotic resistance: adaptive evolution, 21st century eugenics?

·         Continua anche in UK la discussione sulle parole del Papa del 22/12. Sul Time interviene un giornalista scientifico che spiega “Why the Pope is right - and wrong”. Sempre sul Times un altro articolo in proposito (“Faith, Science and Nature”). Sembra che il clero anglicano, da tempo impegnato sul problema dell’omosessualità, non abbia molto apprezzato le parole del Papa; lo nota un articolo sul Telegraph (“Pope's remarks on sexuality 'will widen Anglican rift'”), che ricorda anche recenti rilevanti interventi: “This month the Vatican opposed a proposed UN declaration, backed by all 27 European Union states, calling for an end to the practice of criminalising and punishing people for their sexual orientation”.

 

23/12/08-UK

·         [da Pikaia] Sul Guardian oggi numerosi articoli sul tema dell’evoluzione e della infinita discussione che suscita la possibile connessione, che qualcuno dice di vedere, con precedenti spiegazioni soprannaturali di fatti materiali che ormai da lungo tempo sono spiegati dalla scienza:

·        MORI poll: 29% of science teachers believe creationism should be taught

·       Background: Michael Reiss resigns over call to discuss creationism in lessons

·       Would you Adam and Eve it? Quarter of science teachers would teach creationism

·        Richard Dawkins and Steve Jones give their views on creationism teaching poll

·        Darwin and creationism do not belong in the same classroom

 

22/12/08-IT

·         Su Repubblica un veloce commento ("MA LA VERA RIVOLUZIONE SAREBBE ELOGIARE DARWIN") di G.Corbellini alle parole del Papa all’Angelus del 21/12, quando aveva citato brevemente G.Galilei. Secondo G.Corbellini “la scienza viene elogata finchè resta nei binari della religione ma attaccata quando si esprime su temi che costituiscono un progresso per la qualità della vita umana”. 

 

22/12/08-USA

·         Carl Zimmer, ottimo giornalista scientifico USA, mette a disposizione nel suo blog sia il testo che l’audio di una sua conferenza  (“Darwin and Linneaus and the Web of Life

·         Il 20/12 si è festeggiato (“Three Years Already? Merry Kitzmas!”) il terzo anniversario della sentenza del tribunale di Harrisburg che ha chiuso (con una condanna e con una rilevantissima pena pecuniaria) il processo “Kitzmiller vs.Dover area school district” (resoconto sintetico del processo).

E’ quindi il momento giusto per fare un bilancio e verificare quali siano stati gli effetti di una sentenza che ha dimostrato che l’Intelligent Design non solo non è scienza, ma è rimasto sempre un movimento creazionista e con forti motivazioni religiose. Lo si fa nel blog USA (The evolution list) con un articolo  (“The "Intelligent Design" Movement on College and University Campuses is Dead”). Allen MacNeill riesce facilmente a dimostrare la “sentenza” del titolo, visitando i siti web dei 39 circoli IDEA, creati dal Discovery Institute in molte strutture universitarie. E’ piuttosto malfermo in salute anche il sito web del centro nazionale dei centri IDEA
Anche questa è una prova dei disastrosi effetti della sentenza di Harrisburg/Dover sul movimento antievoluzionista USA, che oggi preferisce utilizzare la strategia illustrata con le parole chiave “
Strengths and Weaknesses“, con l’obiettivo di fornire ai docenti la libertà di insegnare anche (fra le weakness) le obiezioni dei creazionisti, ma senza rischi per la carriera. In Italia invece siamo rimasti ancora a riciclare il “Disegno Intelligente”, certamente favoriti da una situazione in cui il creazionismo e la religione a scuola circolano senza i problemi che ci sono negli USA.
Il 25/11 era inoltre comparsa una
risposta di W.Dembski ad un articolo del matematico P.Oloffson (“Probability, Statistics, Evolution, and Intelligent Design”)

citato anche qui sotto in data 24/11. Un blog USA (“Dembski Concedes the Obvious”) fa notare (“Dembski, it seems, now admits that he has been wasting everyone's time for quite a while”) un commento alla discussione scritto dallo stesso Dembski, che ammette alcune imprecisioni serie presenti in alcuni suoi testi precedenti.  

·         [da Pikaia] Nel sito della rivista "Evolution: Education and Outreach” sono disponibili numerosi articoli on line (liberamente accessibili) su problemi della didattica dell’evoluzione. Per chi non li avesse letti, molto interessanti sono gli articoli del numero precedente, di ottobre, tutto dedicato  (“Special Issue: The Evolution of Eyes“) a coloro che continuano a ripetere, ancora dopo un secolo, le posizioni di chi, come l’abate Paley ancora prima di Darwin, pensava che l’occhio fosse una struttura troppo complessa per poterne spiegare l’evoluzione solo con meccanismi  biologici. Il problema degli antievoluzionisti di oggi è che non leggono abbastanza e si illudono perfino di poter convincere anche gli altri a imitarli.

 

22/12/08-UK

·         Nel blog del Guardian un’intervista al creazionista turco che ha invaso l’Europa di costosi ma non sempre corretti libroni contro l’evoluzione (basta vedere le esche da pesca presentate come specie animali a pag 241 e 244 dl suo primo volume)

 

22/12/08-VA

·         Riguardo all’intervento  (“Auguri natalizi del Papa ai Cardinali e ai membri della Curia”) del Papa sulle questioni di genere e a quello che sembra un uso della “creazione” non solo come semplice concetto teologico ma anche come spiegazione magari “scientifica” [“l’ordine della creazione”, “il linguaggio della creazione”, “il sacramento della creazione”, “il soffio di Dio nel mattino della creazione aveva trasformato la polvere del suolo nell'uomo vivente”, “la materia porta in sé una struttura matematica, è piena di spirito, è il fondamento sul quale poggiano le moderne scienze della natura. Solo perché la materia è strutturata in modo intelligente, il nostro spirito è in grado di interpretarla e di attivamente rimodellarla”] di un in-probabile “ordine della creazione” che prevede la separazione netta fra i sessi (che anche l’agenzia Apcom ha brutalmente tradotto in: “Solo Dio decide chi è uomo e chi è donna”), non si può che consigliare una visita urgente all’Università di Genova.

Potrebbe così aggiungere anche una visita, prima della chiusura prevista per il 7 gennaio, alla mostra Contro natura?” aperta, nel contesto del Festival della Scienza 2008, presso il Museo di Storia Naturale di Genova.
La mostra presenta le prove dell’esistenza di una evidente naturale varietà e complessità di comportamenti sessuali in numerosissime specie animali oltre che nell’uomo, confermando come la natura che noi ammiriamo sia quindi il prodotto di un processo evolutivo estremamente complesso; tale complessità non sembra corrispondere alla visione semplicistica di un atto creativo che secondo il Papa dovrebbe addirittura negare proprio quella variabilità biologica che si trova nella realtà naturale. I biologi sanno bene come la variabilità sia invece la fonte e il motore primario dell’evoluzione biologica, un processo fondato su miliardi di eventi casuali più che sulla matematica citata dal Papa (forse su suggerimento di A.Zichichi, che però non avrebbe mai osato aggiungere che la matematica … rende la materia … “piena di spirito”).
La mostra, realizzata dal Museo di Scienze Naturali di Oslo, presenta 1500 specie animali nelle quali sono dimostrati comportamenti (ovviamente da considerare “naturali”) che la chiesa definirebbe invece contro-natura.
Uno dei ricercatori citati nella mostra, Magnus Enquist, etologo dell’Università di Stoccolma, ha opinioni originali e interessanti su quello che dovrebbe essere invece considerato “contro natura”.
Se fosse ormai troppo tardi per organizzare la visita, si può consigliare un buon libro: “Biological Exuberance: Animal Homosexuality and Natural Diversity”; chi sa che si possa parlare di creazione anche in modo “diverso”, prevedendo anche qualcosa di meno “ordinato” ...
Ritornando all’intervento natalizio del Papa, un altra riflessione si potrebbe fare anche sulla frase molto critica sull’"autoemancipazione dell'uomo dal creato e dal Creatore"; partendo da un problema di sesso che coinvolge persone che non riproducendosi non contribuiscono all’evoluzione, sembra che si critichi addirittura l’importanza della faticosissima evoluzione culturale umana, il fattore principale che anche per la chiesa cattolica distinguerebbe la nostra specie dalle altre.
Scoprire che "sarebbero un'autodistruzione dell'uomo e quindi una distruzione dell'opera stessa di Dio" proprio quelle caratteristiche che avevano permesso di considerare l’uomo (in una in-probabile visione teleologica dell’evoluzione) il prodotto finale di un’evoluzione biologica prevista proprio per lui … lascia davvero sconcertati.
Pure sconcertante è l‘associazione fra matematica e teologia allo scopo di concludere che “la materia porta in sé una struttura matematica, è piena di spirito, è il fondamento sul quale poggiano le moderne scienze della natura, forse un tentativo di imitare e contrastare i ragionamenti critici verso la teologia, ben più elaborati e motivati, del matematico P.G. Odifreddi, che ovviamente sa che sono soprattutto i processi stocastici ad avere un ruolo rilevante per le scienze naturali …
L’intervento papale è stato ripreso anche da centinaia di fonti informative estere, non tutte benevole; BBC: “
Pope attacks blurring of gender”: “Pope Benedict XVI has said that saving humanity from homosexual or transsexual behaviour is just as important as saving the rainforest from destruction”, blog di G.Laden, J.Allen su NCR; originali ma corretti i titoli nel blog del Guardian (“Pope urges defence of heterosexuality”) e sul Telegraph (“More sex please, says Pope”), mentre è po’ troppo caustico quello nel blog di PZ Myers.
Speriamo che nessuno chieda di approfondire e spiegare queste dichiarazioni razionalmente poco motivate; davvero è un po’ troppo allargare la ragione a tal punto da associare in questo modo di materia, di strutture matematiche e di scienze della naturaspirito…; sconcertante anche l’associazione fra deforestazione,  omossessualità, estinzione della specie umana … ed ecologia umana.

[Per affrontare correttamente questi problemi “materiali” ci vuole un minimo di competenza, e sono al lavoro migliaia di esperti che dovrebbero essere rispettati. Anche nel caso ci fosse Dio al lavoro su questi problemi – da secoli si sa che la creazione è una metafora - … un minimo di fiducia gliela si dovrebbe concedere…].

 

21/12/08-IT

·         Sul Corriere si può leggere l’intervista (“ANCHE IL LAICISMO EREDE DEL CRISTIANESIMO”) ad un sociologo della religione, R.Stark, che dichiara di non essere “né uomo di fede né ateo”; alcune delle sue dichiarazioni sembrano in realtà altrettanti paradossi; si dichiara d’accordo con l’intervento del Papa sul Corriere del 23/11/08 (“Il dialogo tra le religioni non è possibile. La fede non si può mettere tra parentesi”) in difesa delle verità di fede, assolute e immodificabili, ma critica il laicismo che si illude di essere indipendente dal cristianesimo … che sarebbe la fonte della ragione, che ritiene addirittura “essenziale per la fede”, anche se la frase “Dio è visto come estremamente razionale” fa sorgere il serio sospetto che Dio sia in realtà un’ottima idea di un essere razionale come l’uomo, che “estende la sua conoscenza di Dio ragionando e non attraverso la meditazione e il misticismo” [irrazionali?], in modo da concentrarsi sull’”esistenza e le intezioni di Dio”. Illuminante la frase che illustra come ad un certo momento avvenne la … creazione della scienza : “Quando questa concezione razionale si estese alla creazione di Dio, nacque la scienza 
Curioso anche l’invito ai cristiani, ma non è molto originale, a occupare il mondo dell’informazione in modo da far prevalere le loro verità, e di contrastare con maggior efficacia il relativismo ... la frase “i cristiani più abbienti dovrebbero comprare o fondare nuove tv o giornali” non è chiaro se faccia riferimento a uno dei Vangeli o piuttosto a qualche passo del Vecchio Testamento con suggerimenti su una migliore gestione del popolo eletto.  

 

21/12/08-USA

·         Nel blog Panda’s Thumb si evidenzia (“Mark Frank on “fine tuning” argument“) un articolo del matematico M.Frank (“The Fine-Tuned Universe -- the insignificance of very small numbers”) che contesta il “fine tuning”, quella regolazione fine che, secondo anche il principio antropico, dovrebbe essere la prova che l’universo sarebbe stato creato da qualcuno per creare le condizioni (le costanti fisiche ottimali) per lo sviluppo della vita umana sul pianeta terra … dopo 15 miliardi di anni di inutile attesa.
L’articolo è inserito in un sito (Talk Reason) che contiene molti altri interessanti autorevoli contributi, suddivisi per argomento, che contestano gli errori o le semplificazioni che i creazionisti e gli antievoluzionisti diffondono approfittando della complessità degli argomenti e della scarsa competenza della maggioranza della popolazione:
Critique of Intelligent Design, Evolution vs. Creationism, The Art of ID Stuntmen, Faith vs Reason, Anthropic Principle, Science and Religion, Historical Notes, Counter-Apologetics, Serious Notions With a Smile; si aggiunge poi una sezione di Links e di Letters.

Particolarmente interessanti i contributi inseriti nella cartella dedicata all’Intelligent Design, che chiariscono gli argomenti i cui titoli spesso vengono citati anche dai rari sostenitori italiani dell’Intelligent Design. Per fortuna la posizione della Chiesa cattolica impedisce la diffusione, comunque in ritardo, dell’Intelligent Design in Italia.
Come sanno gli esperti, ora negli USA si è infatti cambiata strategia: ora si cerca di introdurre nelle scuole la possibilità di discutere le “strengths and weaknesses of evolution”. La condanna al processo di Harrisburg/Dover ha costretto i creazionisti evoluti USA a cambiare strategia; si cerca di evitare scontri frontali, cercando di garantire per legge la libertà di scelta di argomenti e testi da parte dei singoli docenti di scienze. Il Discovery Institute, che era contrario alla strategia “suicida”, scelta dalla commissione didattica di Dover, che aveva portato al disastroso processo di Harrisburg/Dover, sta ora cercando di riprendere il controllo della situazione.

 

21/12/08-VA

·         Secondo alcune fonti di informazione oggi il Papa all’Angelus oltre ad aver manifestato la sua ammirazione per gli uomini e le donne che si impegnano nella ricerca scientifica contribuendo a "far capire sempre meglio le leggi della natura", avrebbe dichiarato che l’attività di G.Galilei “non era un’opera contro la fede; così riporta l’agenzia Reuters e altre fonti, come Repubblica (G.Galilei, l'omaggio di Ratzinger "La scienza ci insegna la natura"); anche l’AGI ("Papa: la scienza non e' contro la fede“) riporta che il Papa avrebbe detto che “la sua ricerca non era contro la fede ma finalizzata a comprendere meglio le leggi della Natura creata da Dio”. La frase che lascia perpessi non si legge nell’articolo della Radio Vaticana, e tanto meno la si legge nella trascrizione, né la si sente nel podcast dell’intervento papale  per cui deve essere una libera interpretazione giornalistica.
Se la frase non era un’opera contro la fedefosse stata detta, un minimo di spiegazione del comportamento della chiesa sarebbe a questo punto doverosa; non tanto per ritornare a parlare ancora e solo di G.Galilei, ma soprattutto per capire come sia possibile che tanti programmi di ricerca siano tuttora sospettati o accusati anche recentemente – Teilhard de Chardin è morto solo da pochi decenni ma è ancora colpito dal Monitum del Santo Uffizio del 1962 … - di essere contro la fede solo perché indagano su spiegazioni di eventi “materiali” che qualcuno migliaia di anni fa ha deciso fossero alla base della fede.
Se la frase fosse stata vera, avremmo dovuto sapere se si era trattato di un’incomprensione dovuta all’ignoranza (e quindi molto simile a quella sul darwinismo per cui si era scusata in settembre la Chiesa anglicana).

Di questa frase non parla nemmeno l’articolo del TG5, né quello sul Messaggero o sull’ANSA o dell’agenzia Zenit. Dell’intervento del Papa si parla anche nel sito della UAAR ma correttamente si propone il testo ufficiale presente nel sito del Vaticano.
Certo che si deve almeno sottolineare che il Papa abbia apprezzato il lavoro di “tanti uomini e donne di scienza che nel corso dei secoli ci hanno fatto capire sempre meglio le leggi della natura” … anche se è noto che non sono pochi quelli hanno creato problemi; non ci sono stati infatti solo i ben noti Galilei e Teilhard de Chardin … basta ricordare
l’enciclica contro i naturalisti del 1893

 

20/12/08-IT

·         Come si sa alcuni ambienti politici o religiosi cercano di “migliorare” la scuola italiana, magari suggerendo di aggiungere un po’ di creazionismo anche nelle ore di scienze. Sono quindi importanti tutte le verifiche e le analisi comparative che permettono di confrontare l’efficienza dei vari livelli della scuola italiana rispetto alle scuole degli altri paesi. E’ stato pubblicato in questi giorni il volume che raccoglie i risultati di un’indagine internazionale (Trends in International Mathematics and Science Study at the Fourth and Eighth Grades) che nel 2007 ha valutato la preparazione in matematica e in scienze tra i bambini di molte scuole elementari e medie di diversi paesi (36 per le classi corrispondenti alla 4’ elementare e 48 per la terza media). 
Se ne parla oggi in un articolo su Repubblica (“Scuola, il primato dei bimbi italiani figli delle 'vecchie' elementari”) che fornisce i link sia per la struttura del ministero che ha gestito la parte italiana del progetto (INVALSI) che per la struttura che l’ha gestita a livello mondiale e che fornisce i rapporti in inglese (TIMSS 2007); qui il rapporto sulla valutazione della preparazione in scienze.
Nel sito USA ci sono ulteriori relazioni e confronti anche con altri indagini.
Dal febbraio 2009 dovrebbe essere disponibile anche il database dei risultati.

 

16/12/08-USA

·         [da NCSE] Il prossimo fascicolo (di gennaio) di Scientific American è tutto dedicato all’evoluzione biologica, con molti articoli interessanti (e l’aspetto più interessante è comunque il fatto che sono tutti consultabili in internet…):

·        Evolution of the Mind: 4 Fallacies of Psychology

·        Testing Natural Selection with Genetics

·        Diversity Revealed: From Atoms to Traits

·        The Evolutionary Origins of Hiccups and Hernias

·        The Future of Man--How Will Evolution Change Humans?

·        The Human Pedigree: A Timeline of Hominid Evolution

·        The Science of Spore--The "Evolution" of Gaming

·        The Latest Face of Creationism in the Classroom

·        Putting Evolution to Use in the Everyday World

·        Darwin's Living Legacy--Evolutionary Theory 150 Years Later

Da notare l’articolo di G.Branch e E.Scott sull’evoluzione delle strategie degli antievoluzionisti USA, con le nuove tattiche per superare la strategia basata sull’Intelligent Design, oggi poco presentabile dopo la condanna del 2005 al processo di Harrisburg/Dover: “creationists are increasingly retreating to their standard fallback strategy for undermining the teaching of evolution: misrepresenting evolution as scientifically controversial while remaining silent about what they regard as the alternative”. Ormai, dopo il processo di Harrisburg/Dover e l’intervista di Medved (6/8/08: “One on One: Broadcast views”) si è scoperto che hanno truccato – e anche male - le carte (o meglio il libro) e se la gente è solo un po’ curiosa e si informa, non ci casca più come prima.

·         Sempre nuovi problemi da risolvere per i creazionisti (soprattutto quelli biblici); non solo si riducono i buchi di conoscenza che si possono ancora riempire con fantasiose, facili e incontestabili spiegazioni soprannaturali; ora in un colpo solo sembra che nell’arca di Noè si debba fare improvvisamente ancora un bel po’ di spazio per contenere le 1000 nuove specie scoperte negli ultimi 10 anni lungo il corso del fiume Mekong in Indocina. Se ne parla nel blog Zooillogix ma anche sul National Geographic. Con tutte le specie scoperte negli ultimi anni ci sarebbe proprio bisogno che le arche fossero state almeno 2 …
Per fortuna almeno un’arca è in questi giorni reale, almeno per i bambini di Milano, ma si chiama però …
Arca di Noël.

 

15/12/08-IT

·         E’ stato pubblicato l’ottimo programma delle due giornate (13 e 14 febbraio 2009) dedicate al Darwin Day 2009 dal circolo UAAR di Venezia. Da notare la folta partecipazione di esperti astrofisici, biologi, filosofi e anche etologi dei primati. Originale l’idea di un premio di poesia scientifica dedicato a C.Darwin.

 

13/12/08-ONU

·         Si è chiusa a Poznan la quattordicesima Conferenza mondiale dell'Onu sui cambiamenti climatici. Fra le decisioni adottate non sembra che si siano grandi novità nel percorso fra Bali (2007) e Copenaghen (2012), ma il risultato delle elezioni negli USA ha suggerito di attendere il probabile ribaltamento della posizione USA, che finora non ha ratificato il Protocollo di Kyoto (insieme al Kazakhstan). Qui i video della conferenza.
Interessante notare come l’Osservatore Romano in un articolo
 (“Scarsi risultati a Poznan dalla Conferenza sul clima”) evidenzi come queste limitate novità contrastino con il fatto che “Intanto, è sempre più emergenza clima nel mondo”, sottolineando il fatto che secondo un recente documento dell’UNEP “dal 1980 i fenomeni pericolosi legati al clima, come maggiori inondazioni, sono aumentati addirittura del trecentocinquanta per cento” e che “il maggior numero di disastri significativi è stato legato al clima in nove casi su dieci”. Qualche novità c’è, come sottolinea anche l’Osservatore Romano, l’organo di stampa ufficiale di uno dei paesi che lodevolmente (anche se con relativa faciltà…) si impegnano di più (a differenza dell’Italia) per ridurre i consumi energetici, nonostante non sia fra i firmatari protocollo di Kyoto.

 

12/12/08-VA

·         Presentata oggi in Sala Stampa in Vaticano, e pubblicata dall’agenzia Zenit, l'Istruzione “Dignitas personae. Su alcune questioni di bioetica”, a cura della Congregazione per la Dottrina della Fede. Ci sono parecchi punti discutibili, come quando si inorridisce di fronte all’ipotesi di “mescolanza di elementi genetici umani ed animali capaci di turbare l’identità specifica dell’uomo(ignorando forse i processi evolutivi e quindi la presenza di elementi genetici antichi anche nel menoma dell’animale uomo) o quando, come nella prima frase (“Ad ogni essere umano, dal concepimento alla morte naturale, va riconosciuta la dignità di persona”), si conferma che sono usati riferimenti “alla luce sia della ragione sia della fede”. Sarebbe importante sapere quanto di queste definizioni, alcune delle quali contrastano con posizioni sempre di fede ma di qualche decennio fa, siano discutibili incontrando esponenti di diversa formazione culturale o religiose. Che alcune di queste indicazioni, a cominciare dalla frase iniziale citata, siano in contrasto con posizioni di altre religioni cristiane non c’è alcun dubbio, dopo quel che è successo con i protestanti a Sibiu nel settembre 2007… quando la chiesa cattolica ha cercato (inutilmente) di far passare la sua proposta mentre i protestanti erano distratti.
Molto strano che, nonostante il riferimento alla ragione, non si trovi poi alcun riferimento alla fisiologica e rilevante perdita di embrioni che avviene dal concepimento alla nascita nel corso del normale processo riproduttivo; sembra che, secondo il documento e nonostante “un gran numero di esperti si siano confrontati con i principi dell’antropologia cristiana”, perdite di embrioni avvengano solo a causa di interventi di riproduzione artificiale.

 

12/12/08-USA

·         Sul blog Pharyngula, approfittando dell’aggiornamento sulle tappe del prossimo viaggio di R.Dawkins negli USA  (“Mark your calendars, Minnesotans!”), PZ Meyer fornisce il link ai video che mostrano  l’intervista di R.Dawkins a P.George Coyne, il gesuita ed ex astronomo pontificio che è probabilmente l’unico religioso e scienziato cattolico che, pur non entrando nei dettagli ed evitando che il ragionamento si soffermi sui punti in cui si sfiorano (o si mettono in dubbio) problemi già apparentemente risolti dalla sua fede, si dichiara favorevole all’attuale teoria dell’evoluzione.
Curioso il fatto che questa intervista non sia stata utilizzata da R.Dawkins, che l’aveva registrata per inserirla nel programma "The Genius of Charles Darwin" in onda su Channel 4 (in UK). Forse per la competenza, la simpatia e la ragionevolezza che dimostra P.Coyne su un tema che è stato recentemente affrontato in modo molto diverso, ad esempio, dal card.Martino?
Nei commenti qualcuno crede a questa spiegazione “This kind is the most dangerous theist to debate with. He seems so reasonable, and yet it all comes down to him believing because of what he was indoctrinated with as a child, and subsequently reinforced as an adult. As others have said it's remarkable to watch an intelligent trained scientist deluding himself like this.

·         Su Science un articolo (accessibile solo a chi è riconosciuto) di S.Hameed su un problema decisamente interessante e stimolante:  SCIENCE AND RELIGION: Bracing for Islamic Creationism”; se ne parla nel blog di J.Hawks (“Islam, creationism and evolution”), che cita alcune frasi dell’articolo che evidenziano come il problema sia relativamente recente e ci sia una confusione, anche se molto minore rispetto a quella che troviamo nelle diverse religioni cristiane; sconcertante comunque ritrovare frasi non razionalmente motivate (ma che conosciamo …) che evidenziano una preconcetta allergia, su base ideologica, verso la scienza:

·        “Just as there is no monolithic Islam, there is no "official" opinion on evolution. There are indeed verses in the Koran that talk about the creation of the universe and of the living beings on Earth, but specific details are often not laid out. For example, the Koranic narrative of creation includes a 6-day account of creation”.

·        “Some prominent Islamic scholars teaching in Western institutions also reject evolution. For example, Seyyed Hossein Nasr, a professor of Islamic studies at George Washington University, does not consider evolutionary theory to be more than an ideology: "The theory of evolution is the peg of the tent of modernism. If it were to fall down, the whole tent would fall on top of the head of modernism. And therefore it is kept as an ideology and not as a scientific theory which has been proven".

·        Maurice Bucaille, famous in the Islamic world for his book claiming that many of the modern scientific discoveries were already mentioned in the Koran, accepts animal evolution up to early hominid species and then posits a separate hominid evolution leading to modern humans.

·        “Asghar and Alters recently interviewed 18 science schoolteachers in Pakistani schools located in Karachi and Lahore and found that all favored using religious explanations about the creation of life, but most presented both scientific and religious perspectives while teaching biological evolution (10). Most (14 out of 18) accepted, or at least held as possible, the evolution of organisms; but at the same time, 15 out of 18 rejected human evolution”.

·        “All agreed that there is no contradiction between Islam and science”.

A proposito dell’articolo di Ashgar e Alters, è disponibile gratuitamente in internet il fascicolo 154 di “Humanist perspectives” (2005) dedicato a “Darwin and the Evangelicals”. Essendo esaurito, il fascicolo è disponibile gratuitamente. Oltre ad un articolo di Ashgar e Alters (“Evolution Education Research Centre” che racconta dell’insegnamento in Canada e nel mondo islamico) ci sono articoli sul creazionismo USA e sulla posizione molto critica dei protestanti USA verso la teoria dell’evoluzione.

 

11/12/08-USA

·         Sul numero di dicembre del National Geographic un articolo di D.Quammen (“The Man Who Wasn't Darwin”) su Alfred Russell Wallace, il naturalista che sarebbe subentrato a Darwin nel caso gli fosse successo qualcosa. In realtà il suo ruolo fu comunque importante in quanto costrinse Darwin a manifestare (prima che gli succedesse qualcosa…)  il segreto che da un ventennio aveva paura di confessare, come ammise in una lettera (“Pubblicare questa idea mi sembrerebbe come confessare un delitto”) .

 

11/12/08-IT

·         Inizia oggi a Spoleto presso la Sala Conferenze della Sede del Laboratorio di Scienze della Terra, il progetto didattico "Per Darwin", un percorso formativo rivolto ai docenti delle scuole smedie e superiori mirato allo sviluppo della conoscenza dei temi darwiniani in particolare per quanto riguarda la geologia. Il percorso di formazione, che proseguirà nei prossimi mesi, mira a migliorare la conoscenza e la competenza dei docenti sulle tecniche di comunicazione e sulla produzione audiovisiva e multimediale.

 

11/12/08-VA

·         Un articolo di S.Magister sull’Espresso  (“La vera storia del peccato originale secondo Benedetto XVI“) raccoglie oggi tre diversi interventi recenti del Papa su un tema che crea non pochi problemi per l’accettazione da parte dei cattolici non solo della teoria dell’evoluzione ma della stessa evoluzione. Questo problema, il dogma del peccato originale (quando “a causa di un solo uomo è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte”; Romani 5, 12), viene chiaramente presentato dal Papa come un ostacolo ad accettare addirittura l’evoluzione come un fatto.
L’articolo riporta il testo originale di 3 distinti interventi del Papa:

·         udienza generale di mercoledì 10 dicembre, quando ha spiegato che “la nostra storia umana dagli inizi è inquinata dall'abuso della libertà creata, che intende emanciparsi dalla volontà divina”.

·         lunedì 8 dicembre, all'Angelus della festa dell'Immacolata, il Papa ha ricordato che la situazione era ben diversa prima del peccato del primo uomo raccontato nella Genesi: “Dio ha creato tutto per l’esistenza, in particolare ha creato l’essere umano a propria immagine; non ha creato la morte, ma questa è entrata nel mondo per invidia del diavolo

·         catechesi del 3 dicembre, quella più diffusamente dedicata al tema.

Soprattutto in questo intervento è evidente come non lo preoccupi affatto né Darwin né il darwinismo, né la teoria dell’evoluzione, tanto che espone il problema con questa frase:  che cosa è questo peccato originale? Che cosa insegna san Paolo, che cosa insegna la Chiesa? È ancora oggi sostenibile questa dottrina? Molti pensano che, alla luce della storia dell'evoluzione, non ci sarebbe più posto per la dottrina di un primo peccato, che poi si diffonderebbe in tutta la storia dell'umanità … Dunque, esiste il peccato originale o no?”. Pur criticando evoluzionisti e politici anche tutti gli appartenenti alla nostra specie devono scontare le colpe di Adamo: “Il male non viene dalla fonte dell'essere stesso, non è ugualmente originario. Il male viene da una libertà creata, da una libertà abusata. Vogliamo sapere “Come è stato possibile, come è successo?. La risposta è “Questo rimane oscuro … non si può spiegare quanto è in se stesso illogico”. L’unica risposta fornita è “Le visioni dualiste, anche il monismo dell'evoluzionismo, non possono dire che l'uomo sia sanabile; ma se il male viene solo da una fonte subordinata, rimane vero che l'uomo è sanabile .. Cristo crocifisso e risorto, nuovo Adamo, oppone al fiume sporco del male un fiume di luce.”.
Nulla si dice per spiegare se e come sono “sanabili” le interferenze con la storia dell’evoluzione citate all’inizio del ragionamento; l’evoluzione, anche solo come fatto, ovviamente prevede (e lo leggiamo anche nel documento firmato dal card.Ratzinger nel 2004) che praticamente tutti gli esseri viventi presenti sulla terra a partire da 3,5 miliardi di anni siano morti ben prima della comparsa della nostra specie.
La morte era quindi evidentemente presente prima della comparsa dell’uomo. Inoltre bisogna ricordare che nessun biologo ovviamente definirebbe la morte come un male, dato che è un momento che caratterizza la vita di qualsiasi essere vivente, ma l’opinione che la morte sia una punizione divina ereditata sembra confermata anche da questi recenti discorsi papali.
Indicazioni più precise dovrebbero quindi essere date su che cosa si può insegnare a scuola a questo proposito, per non suscitare imbarazzo o reazioni emotive.  

 

8/12/08-USA

·         [da NCSE] Su PLOS Genetics è comparsa un’intervista al giudice del processo di Harrisburg/Dover, John E. Jones III: “Taken to School: An Interview with the Honorable Judge John E. Jones, III“. Sul risultato del processo, il giudice ritiene che “I don't think that the concept of ID itself has a lot of vitality going forward. The Dover trial discredited that thing that is ID”, ma si rende conto che comunque “this is not something that will be settled in my time or even in my grandchildren's lifetimes. It's an enduring, quintessentially American, dispute".

 

7/12/08-IT

·         [da Pikaia] La Codice Edizioni pubblica "L'evoluzionista riluttante. Il ritratto privato di Charles Darwin e la nascita della teoria dell'evoluzione" di David Quammen. Traduzione di Silvia Vivan.

 

5/12/08-VA

·         Un articolo dell’agenzia vaticana Zenit  (“G.Galilei proposto come patrono del dialogo tra fede e scienza”) riporta, forse un po’ in ritardo (dato che il convegno si è chiuso una settimana fa) che

·        monsignor Ravasi, nel contesto del congresso, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla "Radio Vaticana" proponendo G.Galilei come "patrono ideale per un dialogo tra scienza e fede”

·        “Secondo Ravasi, "compito di scienziati e teologi è quello di cominciare a guardare reciprocamente nei rispettivi altrui terreni, vedendo che esistono dei punti di intersezione"

·         I due settori non sono del tutto estranei l'uno all'altro, ma hanno dei punti di incontro e uno stesso oggetto che è l'uomo e il cosmo. L'unica differenza è che la 'lettura' è fatta da prospettive differenti".

La proposta non può che suscitare qualche perplessita, almeno in chi – seguendo la strada aperta da G.Galilei - si occupa di scienza, dato che non sono affatto chiari alcuni aspetti, che possono rivelarsi critici, soprattutto perché mancano pochi giorni al 2009, l’anno del bicentenario di Darwin:

·        Il rispetto delle competenze e delle autonomie delle “prospettive differenti”.
Già GP2 nel 1996 aveva chiarito che “
Esistono pertanto letture materialiste e riduttive e letture spiritualistiche. Il giudizio è qui di competenza propria della filosofia e, ancora oltre, della teologia”, quasi confermando quanto detto ben più schiettamente da Pio XII nell’enciclica “Humani generis” del 1950, quando chiariva che le “ragioni delle due opinioni non erano affatto ugualmente rispettabili (“le ragioni delle due opinioni, cioè di quella favorevole e di quella contraria all'evoluzionismo, siano ponderate e giudicate con la necessaria serietà, moderazione e misura e purché tutti siano pronti a sottostare al giudizio della Chiesa”)

·        I tempi.
Lo stesso articolo di oggi ci ricorda che non sono un dettaglio, soprattutto se si deve “sottostare al giudizio della Chiesa” e ai suoi tempi; leggiamo infatti che “il 31 ottobre 1992 Giovanni Paolo II ha riconosciuto pubblicamente gli errori commessi dal tribunale ecclesiastico che ha giudicato gli insegnamenti scientifici di Galilei”. La storia dei rapporti di G.Galilei con l’evoluzione del pensiero della Chiesa lo renderebbe quindi più adatto a ricoprire la figura di martire più che di patrono, per cui sarebbe allora meglio scegliere chi, come Teilhard de Chardin, trarrebbe almeno qualche vantaggio da una riabilitazione [ben più] precoce …; un vantaggio maggiore ne trarrebbe forse anche la Chiesa cattolica, stupendo tutti con tempi di reazione di solo poco più di mezzo secolo. 

·        Il rispetto del metodo scientifico.
Da una parte lo stesso mons.Ravasi il 5/10/2005 confermò che la verifica della teoria dell’evoluzione non era un problema che riguardasse i teologi (“Le critiche alla teoria evoluzionistica non spettano assolutamente ai teologi. E‘ un settore che non li riguarda … Compito dei teologi è solo cercare la verità attraverso lo spirito”.).

Dall’altra invece le recenti dichiarazioni papali (“Il dialogo tra le religioni non è possibile. La fede non si può mettere tra parentesi”) confermano invece autorevolmente la non disponibilità al dialogo (e l’inutilità dell’“ecumenismo di coccole o di facciata”) su questioni che toccassero aspetti di fede [e sarebbero quindi gli scienziati a doversi mettere la ragione in un posto certamente non adeguato].
La situazione è indubbiamente a rischio, come ben sa chi riconosce (e lo stesso Papa lo ha ammesso a Regensburg) che si tratti di “piani” e “metodi” diversi, che utilizzano molto diversamente la ragione e la fede.
Sarebbe quindi assolutamente indispensabile sapere a priori se il dialogo coinvolgerebbe anche problemi che toccano questioni di fede, e che quindi impedirebbero il dialogo, come è successo un anno fa a Sibiu, quando la Chiesa cattolica, non riuscendo ad imporsi ai protestanti, si è bloccata e ha materialmente cancellato la sua “verità” inserita nel documento finale.
Gli scienziati hanno il serio sospetto che ci siano (o si possano comunque proporre) questioni di fede … e che quindi il “dialogo” sia probabilmente impossibile. 

·         Un articolo (“Benedetto XVI presenta la legge naturale come base dell'etica universale”) dell’agenzia Zenit informa che è quasi pronto per la pubblicazione un documento vaticano di rilevanza … universale. Il documento ("Alla ricerca di un'etica universale: nuovo sguardo sulla legge naturale") è stato preparato dalla Commissione Teologica Internazionale (esclusivamente “composta da teologi di diverse scuole e Nazioni, eminenti per scienza e fedeltà al Magistero della Chiesa cattolica”). 
Il documento dovrebbe chiarire meglio quanto già indicato in modo vago ma molto ottimista al punto 1954 del catechismo del 1992: “la legge naturale esprime il senso morale originale che permette all'uomo di discernere, per mezzo della ragione, il bene e il male, la verità e la menzogna … Presente nel cuore di ogni uomo e stabilita dalla ragione, la legge naturale è universale nei suoi precetti e la sua autorità si estende a tutti gli uomini". Secondo il Papa, che ha ricevuto ieri i componenti della commissione, “risulterà chiaro che la legge naturale costituisce la vera garanzia offerta ad ognuno per vivere libero e rispettato nella sua dignità di persona, e per sentirsi difeso da qualsivoglia manipolazione ideologica e da ogni sopruso perpetrato in base alla legge del più forte".
Visti i contrasti su molte verità fra le molte religioni e anche fra le molte religioni cristiane (come è successo a Sibiu quando si è cercato - senza successo - proprio di imporre ai protestanti una verità che coinvolge “la natura”), sarà interessante valutare se i limiti della prevista universalità si estenderanno molto oltre il nostro paese, pronto a credere come verità indiscutibili anche proposte che i protestanti rifiutano senza problemi.

 

4/12/08-SA

·         Impressionante editoriale  (“The cost of silence?”) sull’ultimo numero di Nature, in cui si quantifica in vite umane il danno dovuto al rifiuto dei politici del Sudafrica (e in primo luogo del premier Mbeki, deposto in settembre) di accettare le raccomandazioni degli scienziati per combattere la diffusione dell’AIDS.
L’articolo citato (“Estimating the Lost Benefits of Antiretroviral Drug Use in South Africa”, pubblicato sul Journal of Acquired Immune Deficiency Syndromes) dimostra come il rifiuto del governo in carica negli anni 2000/2005 di accettare i risultati della ricerca scientifica, sostenendo invece che l’HIV non fosse la causa dell’AIDS, ha ostacolato (anche se alcune regioni non hanno seguito le indicazioni nazionali) l’utilizzo massiccio di farmaci antiretrovirali (ARV) che altri paesi avrebbero messo a disposizione, e l’uso di trattamenti sanitari preventivi per evitare la trasmissione dell’AIDS da madre a figlio.
Queste scelte politiche irrazionali (a dir poco…) avrebbero causato l’inutile perdita di 330.000 vite umane e la nascita di 35.000 bambini con l’AIDS. Ancora nel 2006 il ministero della sanità sudafricano presentava alla conferenza internazionale dell’AIDS ricette tradizionali (barbabietola, aglio, limone) come soluzione all’epidemia di AIDS, continuando a negare il ruolo del virus HIV.
L’editoriale di Nature si conclude con una raccomandazione per il futuro: che le istituzioni scientifiche non solo difendano fieramente la loro indipendenza, ma superino con la loro voce il servilismo verso chi sostiene gli aspetti più irrazionali irrazionali della cultura tradizionale.

[Per fortuna quando si parla di evoluzione biologica il rispetto di impostazioni tradizionali non supportate dalla ricerca scientifica non sembra avere costi così drammatici (più che della perdita di vite umane, si parlerebbe di conseguenze sui cervelli: i danni consistono soprattutto in una visione non corretta della realtà e in un intralcio alla diffusione di conoscenze aggiornate e razionali nella popolazione), ma è assurdo che qualcuno tragga vantaggi con critiche non motivate e con strategie simili a quelle che hanno avuto successo per alcuni anni in un contesto culturale ancora meno rispettoso della ragione].

 

4/12/08-iT

·         Articolo sul Sussidiario (“L'alba di una nuova idea di evoluzione: se anche Nature cerca una scienza de-ideologizzata“) in cui si presentano e si commentano alcuni auspici per il 2009, l’anno di Darwin, pubblicati nel numero del 20 novembre di Nature nell’articolo “Great expectations”.
Nel commento non si apprezzano gli auspici degli evoluzionisti esperti per una maggiore e migliore conoscenza di massa dei complessi meccanismi alla base dell’evoluzione biologica, in quanto criticano il ruolo negativo dei vari creazionismi; curioso che lo stesso commentatore ammetta sinceramente essere poco convincenti, in quanto … “più o meno scientifici” ...
Dopo questa ammissione della difficile compatibilità fra due diversi strumenti di conoscenza ed azione, si critica la richiesta, spesso presente nelle interviste di Nature, di tenere separati dalla religione i fatti scientifici.
Stranamente si apprezza poi l’intervento di un creazionista (non biblico!) turco; era stato  consulente pro Intelligent Design per il
Kansas Board of Education insieme a G.Sermonti nel 2005, e fu autore anche di un lungo articolo (“Under God or under Darwin?”) comparso nel 2005 sulla National Review in difesa dell’ID. Questo scrittore, che si occupa del problema ammettendo di non avere particolari competenze scientifiche,  chiede la deideologizzazione del Darwinismo  [… o della teoria sintetica dell’evoluzione? Dovrebbe spiegare cosa intende a un biologo molecolare come l’evangelico Francis Collins, direttore dell’Human Genome Project … che ai primi di novembre sembra abbia criticato il card.Schünborn al convegno organizzato dall’accademia pontificia].
Come risposta alla frase dell’articolo “il grande pubblico continua a sentir parlare di evoluzione dai soliti paladini dell'ateismo, che spesso suggeriscono indebite derivazioni dalla scienza delle loro scelte filosofiche” si può comunque citare anche una
risposta (un po’ meno ideologica, nonostante non abbia una laurea in fisica) data dallo stesso scrittore turco alla commissione didattica in Kansas nel 2005: “Chi studia scienze, chi cerca risposte naturalistiche ai processi naturali che ci circondano non è necessariamente ateo. La scienza deve cercare cause naturali; se però è chiaramente evidente che qualcosa in natura non è prodotto da cause naturali, che c’è una causa intelligente, … la scienza deve capire che c’è dietro un disegno intelligente”.

[E’ chiaro dal ragionamento come si dimentichi (o si sorvoli sul fatto) che secolo dopo secolo, anno dopo anno ci sia stato sempre meno spazio per fatti che non hanno una spiegazione “naturalistica” o “materialistica” … che diventa automaticamente una spiegazioni “atea”, se l’ignoranza precedente prevedeva di tappare il buco con un provvidenziale intervento divino..].

Riguardo all’invito finale al dialogo (“il dibattito è aperto: l'importante è che resti il più possibile “aperto””) ovviamente sarebbe importante sapere se per chi ha fede in una delle centinaia di religioni attuali ci potrebbe essere un impedimento a questo dialogo; questa impossibilità al dialogo è prevista dal recente intervento papale (molto apprezzato anche da esponenti di altre religioni) se sono coinvolti aspetti di fede, come è normale nel confronto fra religioni.

La scienza cerca spiegazioni naturali per fenomeni naturali, come ben sa non solo mons.Ravasi, ma anche lo scrittore turco Aykol, che pure non ha alcun preparazione scientifica; è possibile però che la ricerca scientifica senza volerlo si avvicini a spiegare “naturalisticamente” argomenti che già da tempo sono “spiegati” da dogmi di fede? Che si fa? Le si tappa la bocca?

 

3/12/08-WORLD

·         Oggi alcuni articoli riferiscono del “Manifesto di Uppsala”, un documento “interfedi” preoccupato sul cambiamento climatico, firmato da esponenti di diverse religioni mondiali, invitati a Uppsala dall’ "Alleanza delle Religioni e della Conservazione” – una fondazione laica fondata da Filippo di Edinburgo nel 1995  e affiliata al WWF che dispone di un sito web davvero sconcertante per i continui riferimenti alla creazione e a molte e diverse religioni. La conferenza ha visto la partecipazione di un migliaio di persone provenienti da tutto il mondo (rappresentanti delle tre grandi religioni monoteiste, buddisti, induisti, baha’i, scintoisti, sikh), tutti a favore della lotta al cambiamento climatico e dello sviluppo sostenibile. La conferenza si è conclusa con la firma del “Manifesto di Uppsala” sottoscritto da una trentina di leader religiosi, con lo scopo di lanciare un appello soprattutto al mondo della politica, a favore di una rapida e vasta riduzione delle emissioni di CO2, in particolare nelle parti più sviluppate del pianeta.
ll manifesto, elaborato soprattutto in vista della Conferenza internazionale di Copenaghen di fine 2009 che dovrà proporre un protocollo post-Kyoto, è stato presentato il 1° dicembre a Prozen in Polonia in occasione della Conferenza sul clima dell’ONU. (dal sito della federazione delle chiese evangeliche italiane)
Il documento ricorda un po’ il documento firmato alla terza assemblea ecumenica europea a Sibiu (4-9/9/07) durante un incontro fra le numerose religioni critiane europee. Anche lì la preoccupazione per il cambiamento climatico riguardava molti dei punti del documento.

 

3/12/08-IT

·         Nel sito web della regione Val d’Aosta si pubblicizza un’iniziativa didattica sull’evoluzione: “Una mostra-laboratorio itinerante nelle scuole valdostane in occasione dell'anno dedicato a Charles Darwin. L'iniziativa, ribattezzata “Buon compleanno Mr. Darwin un viaggio di approfondimento sulle teorie dell'evoluzione e la valorizzazione della biodiversita", si svolgerà dal 17 dicembre al 14 febbraio prossimi in quattro scuole valdostane ed è organizzata dall'assessorato regionale all'istruzione.
La mostra-laboratorio è costituita da un percorso espositivo 'Aux origines de la vie' a cura del Centre Sciences di Orleans, da alcuni exhibit interattivi provenienti della Mostra 'La scimmia nuda' del Museo Tridentino di scienze naturali, e da numerose esposizioni sul tema, in parte realizzate in collaborazione con le istituzioni scolastiche della regione
. ".

La mostra sarà allestita: a Courmayeur dal 17 dicembre al 5 gennaio, a Verres dal 7 al 16 gennaio, a Chatillon dal 19 al 29 gennaio, ad Aosta dal 2 al 14 febbraio. (ANSA).

·         In alcuni siti web italiani, fra cui oggi il sito della UAAR, si cita un articolo (“Romania removes theory of evolution from school curriculum”) di origine montenegrina (forse) che sostiene che in Romania si sia abolito in questi giorni  l’insegnamento della teoria dell’evoluzione. La notizia non è però recente: in Romania si sono da poco svolte le elezioni e non è ancora chiaro chi abbia vinto, per cui in questi giorni hanno altro a cui pensare.
Le notizie riportate fanno infatti riferimento ad un paio di articoli della scorsa primavera (“
MECT: Evoluţionismul este integrat în programa de biologie de la liceu”, “The Romanian Ministry of Education, Research and Youth misinforms the public opinion”) che ricordavano comunque come la teoria dell’evoluzione fosse già stata eliminata da alcuni programmi scolastici già nel 2006 (due anni dopo che la stessa manovra era stata realizzata con successo in Italia) forse sostituita con altre ipotesi meno dimostrate e dimostrabili.

 

3/12/08-USA

·         Un importante critico cinematografico USA (Roger Ebert) finalmente recensisce nel suo blog il film antievoluzionista “Expelled” di Ben Stein:  Win Ben Stein's mind”. Questa una frase dalla “recensione”: “This film is cheerfully ignorant, manipulative, slanted, cherry-picks quotations, draws unwarranted conclusions, makes outrageous juxtapositions (Soviet marching troops representing opponents of ID), pussy-foots around religion (not a single identified believer among the ID people), segues between quotes that are not about the same thing, tells bald-faced lies, and makes a completely baseless association between freedom of speech and freedom to teach religion in a university class that is not about religion”.
Sembra di capire il motivo per cui questo documentario poco documentato non ha avuto troppo successo negli USA e a nessuno è venuto in mente di distribuirlo in Europa.

 

2/12/08-IT

·         Come segnalato su Pikaia, è da poco uscito il nuovo libro di Guido Barbujani (Università di Ferrara) intitolato "Europei senza se e senza ma" (Bompiani, 2008). Per chi fosse ancora indeciso se leggere o meno il libro, a Radio3 Scienza Pietro Greco discute con Barbujani di Europa ed Europei: fatta l'Europa, cosa ci vuole per fare un Europeo? e chi sono i veri  Europei? (audio nell’ultimo terzo). Chi ancora non lo sapesse, apprenderebbe da questo libro da quale continente è arrivato l’Homo sapiens e che fine hanno fatto le popolazioni che fino ad allora vivevano tranquille in Europa.  

 

1/12/08-IT

·         A Pisa, presso la Scuola Normale Superiore, dal 3 al 12 dicembre il Prof. Bernard Comrie del Max Plank Institute for Evolutionary Anthropology di Leipzig svolgerà un ciclo di lezioni dal titolo Languages and genes in occasione dell’annuale, prestigiosa Cattedra Galileiana. L’ingresso è libero.

 

 

 

NOVEMBRE  2008

                                                                                                                                                             

30/11/08-USA

·         Succede anche questo … il blog Pharyngula informa che lo Zoo di Cincinnati ha concordato con il Creation Museum di Answer in Genesis un biglietto di ingresso unico scontato!! La protesta dei visitatori d Pharyngula ha costretto lo zoo a sospendere questo assurdo accordo commerciale fra scienza e un museo che promuoveva informazioni senza basi scientifiche. Ne parla il Cincinnati Enquirer.

·         Nel blog di Pigliucci si riferisce (“The Vatican and evolution: the usual crap”) di un articolo di Science (“Vatican Science Conference Offers an Ambiguous Message”), in cui John Bohannon riferisce di acuni momenti del convegno in Vaticano sull’evoluzione dell’universo e della vita, con un intervento di F.Collins per contestare alcune dichiarazioni del card.Schonborn.

 

28/11/08-IT

·         [da Pikaia] A duecento anni esatti dalla nascita del grande scienziato e a centocinquanta dalla pubblicazione dellOrigine delle specie, la mostra  Darwin 1809 - 2009 sarà inaugurata l’11 febbraio del 2009 a Roma nella splendida cornice ritrovata del Palazzo delle Esposizioni. Ora online il sito ufficiale della mostra: seguitene l'evoluzione aspettando l'apertura della mostra!

·         Un altro famoso centenario, dopo Ernst Meyr, morto nel 2005. Oggi compie 100 anni Claude Levi Strauss.

·         Incontro a Pavia in ricordo di Franco Scudo. Oggi, dalle ore 15, presso il collegio Cairoli. Parteciperanno: Silvano Riva, Pietro Omodeo, Luigi Luca Cavalli Sforza, Arturo Falaschi, Danilo Mainardi, Giorgio Nebbia, Marino Gatto, Carlo Matessi, Luciano Sacchi, Giulio Giorello.

 

28/11/08-VA

·         Sull’Osservatore Romano un articolo (“Consigli per la mente di uomini seri”) sintetizza i risultati del recente convegno sui 400 anni da G.Galilei. Nell’articolo si evidenzia, e un po’ lo si intuiva, che mons.Ravasi ben conoscesse la lettera scritta giusto 20 anni fa dal GPII a P.G.Coyne, l’ex-astronomo pontificio presente al convegno. Ne cita infatti una frase, anche se non delle più interessanti (“la scienza può purificare la religione dalla superstizione e la religione può purificare la scienza dai falsi assoluti").
Risulta oggi un po’ sospetto leggere in tanti interventi al convegno il continuo riferimento al dialogo fra la scienza e la fede. Dopo l’intervento del Papa sul Corriere del 23/11/08 (“
Il dialogo tra le religioni non è possibile. La fede non si può mettere tra parentesi”) sembra evidente che se qualcuno pensasse che qualche aspetto della scienza (che per definzione si occupa di questioni materiali per studiare spiegazioni materiali) toccasse qualche questione di fede, il dialogo sarebbe impossibile.
La questione, come è noto esiste da tempo (circa 150 anni…) sui temi dell’evoluzione biologica. Basta leggere qualsiasi dichiarazione degli ultimi 50 anni, a cominciare dall’enciclica "Humani generis"  (1950)  passando per la stessa dichiarazione di GP2 del 1996, di cui si solito si cita solo la prima parte e si salta la frase che chiarisce che comunque la filosofia e la teologia prevalgono su qualsiasi aspetto scientifico (“
Esistono pertanto letture materialiste e riduttive e letture spiritualistiche. Il giudizio è qui di competenza propria della filosofia e, ancora oltre, della teologia.”) .
Dopo la precisazione del Papa sarebbe indispensabile capire se il frequente uso di termini religiosi (come verita, dogma, ecc. e la distorsione dei termini - caos invece di caso) nei riferimenti alla teoria scientifica dell’evoluzione faccia sospettare che siano coinvolte verità di fede, per cui il dialogo – pur ripetutamente auspicato - sia in realtà impossibile come quello fra le religioni.
Se le parole del Papa hanno chiarito cosa si pensi oggi dello “spirito di Assisi” coltivato dal suo predecessore, sarebbe urgente chiarire se le parole di mons. Ravasi solo 3 anni fa (5/10/2005) siano ancora da considerare la necessaria premessa ad un possibile “dialogo”: “Le critiche alla teoria evoluzionistica non spettano assolutamente ai teologi. E‘ un settore che non li riguarda … Compito dei teologi è solo cercare la verità attraverso lo spirito”.

Purtroppo questo concetto non è più stato ripetuto, né da mons.Ravasi, né da altri.

Sarebbe almeno utile capire perché mons.Ravasi abbia evidentemente cambiato idea sulla competenza dei teologi sulla teoria dell’evoluzione … e se non sia invece preoccupante il fatto che l’abbiano convinto che sia più utile … il “dialogo” nonostante sia un “settore che non li riguarda”.     

 

27/11/08-USA

·         Interessante una pagina (in un blog citato dal blog Panda’s Thumb) dal titolo “Teaching the Controversy”. Per un confronto rivelatore con la strategia attuale dei creazionisti USA, si riporta la frase tratta da un  documento del 1969 in cui un dirigente dell’industria del tabacco spiega la loro strategia commerciale per negare i risultati scientifici che dimostrano la letalità delle sigarette: (“Doubt is our product since it is the best means of competing with the "body of fact" that exists in the mind of the general public. It is also the means of establishing a controversy. Within the business we recognise that a controversy exists. However, with the general public the consensus is that cigarettes are in some way harmful to the health. If we are successful in establishing a controversy at the public level, then there is an opportunity to put across the real facts about smoking and health”).
Come si vede è decisamente impressionante la somiglianza con la strategia usata dai creazionisti e dall’ID per contrastare con alternative non dimostrate e non dimostrabili (e quindi non sostenute affatto dagli esperti) la teoria dell’evoluzione: (“When two groups of experts disagree about a controversial subject that intersects the public school curriculum students should learn about both perspectives. In such cases teachers should not teach as true only one competing view, just the Republican or Democratic view of the New Deal in a history class, for example. Instead, teachers should describe competing views to students and explain the arguments for and against these views as made by their chief proponents”).
Qualche tendenza a confrontare addirittura mele con pere pur di non sembrare parziali sembra ci sia anche nel mondo dell’informazione.

Splendida e logica anche la riflessione conclusiva, che mette in evidente difficoltà gli antievoluzionisti su base religiosa, che non possono non riconoscersi (“But with all that said, the idea of teaching the controversy isn’t an intrinsically bad one. There are plenty of subjects that have legitimate controversies where this commendable call for fairness could be better applied. For example, how about sex ed? A great many religious conservatives - many of the same ones who call for teaching the controversy on evolution, I don’t doubt - change their tune when it comes to public-school health classes, demanding that students be taught an “abstinence-only” program that omits contraception, or mentions it only to discuss its failure rates. How strange. Whatever happened to fairness? Whatever happened to learning about all sides? Why can students make up their own minds about evolution, but not about how to protect themselves from STDs? [sexual transmitted deseases]“) .

“If we are successful in establishing a controversy at the public level, then there is an opportunity to put across the real facts about smoking and health”.

Tobacco Industry

 

When two groups of experts disagree about a controversial subject that intersects the public school curriculum students should learn about both perspectives”

Discovery Insititute

27/11/08-VA

·         Vengono pubblicati oggi altri interventi fatti al  convegno vaticano sui 400 anni di G.Galilei. L’Osservatore Romano pubblica (“Grazie, G.Galilei”) parte dell’intervento di P.J.G.Funes, l’attuale astronomo pontificio. Anche lui come mons.Ravasi ritiene importante citare una frase della lettera scritta giusto 20 anni fa dal GPII a P.G.Coyne: “Credo che Giovanni Paolo II abbia dato qui una regola d'oro che dobbiamo sempre avere presente, avvertendo i teologi che è un dovere "tenersi regolarmente informati sulle acquisizioni scientifiche per esaminare, all'occorrenza, se è il caso o meno di tenerne conto nella loro riflessione o di operare delle revisioni nel loro insegnamento".
Sembra quindi che qualcuno abbia voluto ricordare il ventennale di quell’importante documento.

·         Sempre l’Osservatore Romano pubblica anche gli interventi del fisico Ugo Amaldi (“L'universo si gonfia come un palloncino “, del Card.Bertone (“Due ali per volare verso la verità”) e un articolo in cui presentano la frasi principali di alcuni interventi (“G.Galilei e Chiesa processi finiti”). 

 

26/11/08-UK

·         Tre interessanti notizie su Nature, oggi.

·  La prima riguarda un commento alle elezioni che si stanno svolgendo in Groenlandia, dove si sta marciando rapidamente verso l’indipendenza dakla Danimarca. L’articolo  (“Greenland gambles on warmer, richer climate”) spiega chiaramente come in quel paese si stiano alzando le temperature medie a grande velocità, per cui la terra sta diventando coltivabile (crescono patate che dieci anni fa non avrebbero pensato di poter piantare) e si stanno liberando dai ghiacci molte aree, esponendo alla vita e all’attività umana zone probabilmente anche ricche di minerali ma ancora da analizzare. Mentre altrove sul riscaldamento di discute, qui già lo si utilizza per introdurre miglioramenti nella vita degli abitanti di questo territorio di 410.000 kmq, un terzo più dell’Italia. Quanti sono gli abitanti? 57.000, poco meno di Pavia.

·  A questo proposito un altro articolo  (“Obama's win refreshes key climate talks“) prospetta un grande cambiamento nell’atteggiamento degli USA alla prossima United Nations Climate Change Conference che inizia lunedì a Poznan in Polonia. Obama ha infatti delle idee ben diverse rispetto al suo predecessore, ed è probabile che ciò porti a importanti cambiamenti nel paese che (con il 36% delle emissioni globali di CO2) è uno dei principali responsabili del riscaldamento globale e del rifiuto al rispetto del protocollo di Kyoto, che trova oggi resistenze anche in alrti paesi. Anche qui si spera in una visione meno politico-ideologica su un problema la cui soluzione è rilevante per la sopravivenza della vita  e della nostra specie su questo pianeta.

·  La seconda notizia  (“How the turtle got its shell”) è riferita ad una scoperta importantissima fatta in Cina, che rischia di portare all’estinzione i creazionisti; non sapendo leggere il grande e complicatissimo libro della natura, fanno sempre domande non sempre intelligenti a chi invece il libro della natura lo sa leggere.
Una delle domande più sciocche è quella sugli anelli mancanti, cioè sulle forme intermedie. Nell’articolo non liberamente disponibile (“Palaeontology: Turtle origins out to sea“) si racconta che l’Odontochelys semitestacea, di cui è stato scoperto un fossile molto ben conservato, sia una tartaruga marina di 220 milioni di anni fa che dispone solo della metà inferiore del guscio, il piastrone, mentre manca la parte superiore, il carapace.
Non c’è dubbio, lo si sottolinea anche nell’articolo, che sia un importante anello mancante, uno dei tanti che i paleontologi scoprono da decenni, alcuni più importanti (ad esempio il
Tiktaalik del 2006 è davvero impressionante) ed altri meno.
Il recente ritrovamento di ben due anelli mancanti importanti è senz’altro un duro colpo per i creazionisti ragionevoli.
Gli altri saranno invece molto contenti del fatto che invece di due ora i fossili di transizione che mancano nelle pagine del grande libro della natura sono raddoppiati; sono infatti diventati quattro ... e …. festeggiano … probabilmente non capendo nemmeno che ogni nuovo fossile trovato E’ (o meglio ERA) evidentemente un  anello prima mancante. Trovarne altri è semplicemente il risultato di chi per cerca tuto quello che ancora manca....
Per fortuna i cinesi stanno riprendendo le attività di ricerca anche in campo paleontolgico … e ci presentareanno molte soprese nei prossimi anni.

 

26/11/08-IT

·         L’Avvenire riporta il testo di una conferenza fatta a Padova  (“Dio, designer dell'universo”) di J.PoIkinghorne, un fisico e teologo anglicano che spesso in Italia ama parlare di biologia evoluzionistica e spiegare come funziona l’Intelligent Design … sì, proprio il modello USA proposto dal Discovery lnstitute.
Coraggiosamente J.PoIkinghorne prima chiarisce il reale significato delle dichiarazioni spesso prudenti e ambigue dei profeti dell’ID, svelando chiaramente come siano proprio dei creazionisti (anche se non più biblici) che sostengono l’importanza degli “effetti specieli”: “il loro quadro dell'e­volversi della storia della vita porta la chiara implicazione che sia dissemi­nato da numerosi interventi miraco­losi, atti discontinui nei quali entità nuove vengono create in modo spe­ciale. In quale altro modo si potreb­be supporre il sorgere nell'esistenza di sistemi disegnati complessi se non attraverso un'azione diretta dell'in­tervento divino compiuta da un'a­gente disegnatore intelligente?”; non ancora contento, spiega che W.Dembski … “ha avviato le ricerche” … Siamo oggi solo all’avvio? Ricerche per provare quello che sostiene?
Si e no… secondo PoIkinghorne si tratterebbe solo di “ricerche per identificare il ti­po di prova in grado di soste­nere in modo logico e convincente la presenza di un disegno intelligente”. Per ora non si sa nemmeno quale sia il tipo di prova che stanno cercando …

Non si capisce quindi perchè nell’articolo poi si illustrino le riflessioni dei sostenitori dell’ID, che – lo ha appena detto - non hanno (per ora) alcun valore esplicativo e quindi nessuna utilità pratica.  
Sembra che non si tengano presenti gli articoli con cui F.Facchini sull’Osservatore Romano da tempo cerca di spiegare ai cattolici che si deve attribuire solo un significato teologico al termine “creazione” (“Creazionismo ed evoluzionismo: Non solo conciliabilità ma armonia”).

Né si tiene conto del fatto fondamentale che mons.Ravasi il 16/9 avesse detto molto chiaramente che gli “esperti” dell’Intelligent Design non verranno invitati al convegno del marzo 2009 sull’evoluzione biologica (finanziato dalla Templeton Foundation): “Speakers invited to attend a Vatican-sponsored congress on the evolution debate will not include proponents of creationism and intelligent design, organizers said.

Né ci si chiede perchè al recente convegno (finanziato dalla Templeton Foundation) sull’evoluzione dell’universo (Scientific insights into the evolution of the universe and of life”) organizzato dal fisico N.Cabibbo (presidente dell’Accademia delle Scienze Pontificia) i creazionisti siano stati tenuti fuori (A.Zichichi però c’era).
Soprattutto l’esclusione a quest’ultimo convegno è in effetti poco chiara: lo stesso prof.N.Cabibbo, nell’invito, aveva chiesto espressamente ai relatori di portare
un contributo scientifico che possa confermare o, al contrario, confutare le teorie sull’evoluzione… e poi non si è permessa la partecipazione proprio ai creazionisti, oggi i più esperti nel credere a simili confutazioni.
Ci sono rimasti ovviamente davvero male (confessano infatti che “originariamente avevano cercato di partecipare alla conferenza PAS”) e sono stati quindi costretti a organizzare in contemporanea un
 congresso creazionista per conto loro, il 4/11/08 all’università “La Sapienza” di Roma.
Qui probabilmente non avrebbero comunque avuto occasione di incontrare il papa attuale, come era avvenuto invece 6 anni fa, nell’ottobre del 2002.  [Bisogna far notare le novità positive …! ]

Da notare anche che c’è stato anche un buona “collaborazione” della stampa, che ha ignorato l’iniziativa, alternativa al convegno vaticano, organizzata dai creazionisti francesi con la collaborazione dall’Università di Roma [?!].

 

Sembra che J.Polkinghorne non abbia letto gli atti del processo di Dover/Harrisburg in cui si dimostra che l’ID è nato con una truffa costruita con il copia/incolla esistente in Word (come si vede esiste SOLO QUI, un … anello di congiunzione … per chi lo vuol vedere…). Hanno semplicemente sostuito, subito dopo la sentenza che escludeva il creazionismo dalle scuole in quanto idea religiosa, tutte le ricorrenze dei termini riferiti al creazionismo, correggendoli automaticamente in “intelligent design”, confermando in questo modo che non c’era differenze rispetto al creazionismo

Né sa che 2 mesi fa uno degli esponenti dell’ID ha confermato in un’intervista (Medved, 6/8/08: “One on One: Broadcast views”) che davvero dietro all’ID non c’era nulla di nuovo né di serio.
Che ci sia poco di più del solito creazionismo, d’altronde è sinceramente impossibile negarlo, dato che lo ammettono tranquillamente anche loro, nel famoso documento programmatico (“Wedge document”)
in cui nel 1999 progettavano l’assalto (in nome di Dio) alla scienza e alla cultura occidentale, per spingerle ad usare almeno un po’ di sana irrazionalità e buone dosi di soprannaturale anche per spiegare in modo rapido, semplice ed economico fatti naturali, proprio come si faceva (non avendo alternative) già nella preistoria.
E’ impressionante come il teologo cerchi di spiegare “come Dio interagisce incessantemente con la creazione per mezzo di un'azione continua che ha sede all'interno divinamente ordi­nato della natura”; e lo faccia senza prove ma utilizzando proprio le ipotesi settecentesche e gli stessi esempi dei profeti dell’ID, anche se con una competenza apparentemente migliore di quella mostrata dal card.Schönborn nell’editoriale del 7/7/2005 sul NYT.
Peccato che sia evidente che, come Darwin, anche lui ignori Mendel, la genetica e la riproduzione sessuata, per cui non sa capire né spiegare come si conservi e si diffonda, senza necessariamente manifestarsi, la variabilità biologica che pur cerca di spiegare.
Un momento di razionalità (che in quel contesto fa sorridere …) si manifesta quando usa (masochisticamente o distrattamente?) anche un argomento che si trova di solito … CONTRO l’ID: si preoccupa infatti del mal di schiena, forse dimenticando che la soluzione da lui proposta non è affatto condivisa né dagli esperti né dai primatologi, a cui la natura e l’evoluzione forniscono spiegazioni molto più semplici e ragionevoli: “lo scheletro umano non è disegnato in modo per­fetto e intelligente per la deambula­zione bipede”.
Se una simile spiegazione fosse accettabile, l’umanità dovrebbe smettere di spendere tante risorse nella ricerca scientifica ...!
Come si vede, per J.Polkinghorne il termine “creazione” fa riferimento ad aspetti certamente non associabile ai significati teologici (si parla dello scheletro umano), ed è qundi impossibile negare il contrasto con F.Facchini, che correttamente insiste a sostenere che gli aspetti materiali deve sempre cercare di spiegarli la scienza; [ci sarà una cena chiarificatrice al meeting 2009?]
E pensare che ai primi di settembre la chiesa anglicana aveva chiesto scusa (“Good religion needs good science”) per non aver capito a suo tempo cosa Darwin avesse scoperto di così importante …!

L’aspetto comunque più sconcertante è che un vincitore (nel 2002) del ricco (1.6M$) e ambito premio Templeton non sembri rispettoso delle indicazioni che proprio la Templeton Foundation pubblica in una pagina web (dedicata proprio all’“Intelligent Design”.. ) per raccomandare a chi volesse vincere il premio di rispettare standard diversi da quelli dell’ID, ora non più accettabili (e infatti l’ID - pubblicizzato da Polkinghorne - non viene più finanziato). In un documento specifico  (“Does the John Templeton Foundation support intelligent design?”) si raccomanda anche di stare attenti che “The John Templeton Foundation does not support research or programs that deny large areas of well-documented scientific knowledge”.

 

26/11/08-VA

·         Inizia oggi in Vaticano un convegno … (senza pagina web ?; anche la Finmeccanica non lo pubblicizza?) su ''La scienza 400 anni dopo G.Galilei. Il valore e la complessita' etica della ricerca tecno-scientifica contemporanea''.
Parteciperà anche P.G.Coyne, l’ex-astronomo pontificio che rimane uno dei pochi esponenti dell’ala proevoluzionista (= favorevole alla teoria dell’evoluzione) della Chiesa Cattolica. In una conferenza stampa fatta ieri si è saputo (ASCA)  che ad aprire l'incontro sara' il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, mentre dopo di lui prenderanno la parola l'ex-direttore della Specola vaticana, il gesuita p.G.Coyne, P.F.Guarguaglini, presidente di Finmeccanica, i professori U.Amaldi e E.Vesentini, e il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, mons. G.Ravasi.
Galilei, ha spiegato Ravasi ieri, ''non fu mai condannato dal tribunale ecclesiastico che lo indago' per le sue affermazioni scientifiche''. Un dato storico ''poco conosciuto 'nonostante Papa Giovanni Paolo II abbia pronunciato un 'mea culpa' considerato da molti osservatori la parola definitiva sulla secolare questione. Tanto che, per fare ulteriore chiarezza, in Vaticano si pensa ad una nuova edizione degli atti processuali che riproponga e aggiorni quelli di trent'anni fa''. Speriamo sia pubblicato l’intervento di P.G.Coyne … anche se si limitasse a parlare di astronomia…

·         Anche l’Avvenire presenta in un articolo (“Ravasi: nell'«anno di G.Galilei», scienza e teologia tornino a operare insieme”) alcune frasi dette ieri da mons.Ravasi alla conferenza stampa di presentazione. Fra cui la notizia abbastanza sconcertante secondo cui il Vaticano si sarebbe dimenticato per tanti anni di dire che la condanna di G.Galilei era in realtà tutto uno scherzo (“«G.Galilei non fu mai condannato» e il Vaticano vuole far ripubblicare gli atti del processo per «rinfrescare la memoria» di quanti attendono ancora «pentimenti» che non avrebbero ragion d'essere”).
Ricorda un po’ la storia del falso di Piltdown, solo che gli antropologi dopo “solo” 50 anni avevano già scoperto che era stato uno scherzo di pessimo gusto. Cosa sia questo, se è uno scherzo o se alla condanna mancava una firma o un timbro o un sigillo di ceralacca, non è ben chiaro, anche perché c’erano state addirittura le scuse di GP2. Possibile che non si sapesse ancora/già la verità?
A questo punto viene anche il dubbio che il Monitum del Santo Uffizio (postumo, 1962!) contro Teilhard de Chardin abbia qualche vizio di forma che lo inficia … trasformandolo in un buffetto …

·         L’Osservatore Romano anticipa l’intervento di mons.Ravasi (“Nel dialogo fra scienza e teologia La verità non richiede salti di frontiera”) mentre l’agenzia Zenit riporta quello del card.Bertone (“Fede e scienza, due ali per volare verso la verità”), che sintetizza in una frase il motivo per cui la scienza crea qualce problema: “la ragione si costituisce su nuove basi e viene concepita come un modo di pensare matematico; la scienza della natura cessa di essere un'opera di contemplazione, come per secoli era stata concepita, e diventa un attento lavoro di decifrazione; la ragione si struttura su basi matematiche sostituendo al mondo reale dell'esperienza quotidiana un mondo geometrico astratto. Si tratta di un sapere fondato sulla verità sperimentale, che va a scontrarsi con la concezione della verità basata sulle certezze della tradizione. Da ciò scaturisce una nuova mentalità, una nuova logica e un mutamento dell'atteggiamento dell'uomo nei confronti della natura e del modo di interpretarla, descriverla e comprenderla”. “si impone oggi un'attenta e profonda riflessione sulla natura, sulle finalità e sui limiti della ricerca tecnica e scientifica”.

Decisamente coraggiosa la citazione da parte del card.Bertone di una frase di G.Galilei, che ci e gli ricorda ricorda bene come quasi nulla sia cambiato, nella testa di molti - religiosi e laici - da quasi 4 secoli ….:  Mi par che nelle dispute di problemi naturali non si dovrebbe cominciare dalle autorità di luoghi delle Scritture, ma dalle sensate esperienze e dalle dimostrazioni necessarie.

 

25/11/08-VA

·         Il Master in Scienza e Fede dell’UPRA organizza oggi un incontro con un internista padovano su “Problemi attuali dell’evoluzione e dell’evoluzionismo”, nell’ambito della serie di conferenze "Evoluzione e creazione"

 

24/11/08-VA

·         All’articolo di ieri del Papa arriva qualche risposta da parte di responsabili di altre religioni, che confermano e rafforzano l’inviolabilità dei confini esistenti fra le diverse verità religiose: in un articolo sul Corriere (“Il rabbino capo con Ratzinger: dialogo solo tra le culture“) il rabbino Di Segni precisa che "Ci sono dei limiti insuperabili di ciascuna fede che vanno rispettati”, mentre il portavoce dell’Ucoii ritiene utile precisare, nel caso ci fossero dubbi, che “non dialoghiamo sulle nostre fedi, perchè ognuno crede in ciò che crede”; l’ex segretario dell’Ucoii invece, pur concordando che "il dialogo è un dialogo fra credenti, non fra le religioni” ritiene importante precisare un dettaglio non secondario e decisamente molto preoccupante: “in un sistema di valori, le religioni propongono dei valori universali". Lo preoccupazione deriva semplicemente dal fatto che in Italia sono censite 600 diverse religioni che “propongono dei valori universali".

 

24/11/08-USA

·         Il Blog Panda’s Thumb invita (“Professor Olofsson on probability, statistics, and intelligent design”) a leggere l’articolo  (“Probability, Statistics, Evolution, and Intelligent Design”) comparso sulla rivista Chance, di Peter Oloffson, un matematico esperto di statistica che analizza i tentativi, presenti in alcuni libri di esponenti dell’ID, di utilizzare potenti strumenti matematici per sostenere le critiche dell’ID alla teoria dell’evoluzione. L’articolo si trova anche nel sito web Talk Reason e vIene discusso, anche con l’autore nell’articolo del blog citato all’inizio. Curioso il motivo per cui, secondo Oloffson, il creazionismo sarebbe più scientifico dell’ID: il creazionismo ha una spiegazione alternativa.
Curioso anche il dibattito se sia corretto definire creazionisti gli esponenti dell’ID. Oloffson non vorrebbe definirli creazionisti, altri analizzano l’elasticità eccessiva del termine creazionismo, non necessariamente limitato al creazionismo biblico che oggi gli esponenti dell’ID negano, pur negando anche l’origine comune degli esseri viventi.
Altri citano SEMPLICEMENTE uno dei più famosi documenti prodotti dal DI, quello che descrive la
 Wedge strategy”, dove si autodefiniscono creazionisti loro stessi, quando si pongono come obiettivo di “sostituire spiegazioni materialistiche con la proposta teista che la natura e gli esseri umani sono creati da Dio”. Il concetto sembra in effetti abbastanza chiaro. Strano che non se lo ricodino. Il documento è del 1999.

 

23/11/08-IT

·         Sul Sole 24 Ore un articolo di P.Rossi (Dialogo senza scomuniche) commenta il libro di Chiaberge con il dialogo su fede e scienza di P.G.Coyne (l’ex-astronomo pontificio, un gesuita che crede anche nella teoria dell’evoluzione) e A.Pentzias (un fisico agnostico). Nel commento si parla molto di fede e poco di scienza, tanto che anche qui ritorna stramente, nella conclusione, proprio il tema presente nelle letture bibliche di oggi, il giudizio universale. I laici dovrebbero essere tristi e depressi inin quanto “non avere la certezza che i malvagi vengano un giorno puniti e i giusti premiati provoca ovviamente, anche nei laici, una notevole dose di angoscia”. Sinceramente non si vede una gran gioia per l’attesa della giustizia divina, né si capisce perché si accosti a P.Coyne il l’opinione che “la visione del mondo che è stata di … Darwin, Freud non ha nulla di eccitante”. Comunque si coglie un aspetto positivo del libro, che “mostra come possano discutere tra loro persone che si ispirano a visioni del mondo molto diverse, talora  decisamente e irrimediabilmente opposte. Fa vedere che il rispetto per le idee altrui, la stima, la simpatia umana possono nascere su un terreno che ha a che fare più con i modi in cui le idee vengono affermate e difese che non con il loro contenuto. Quel rispetto è soprattutto legato all'idea che la varietà e il dissenso e la molteplicità delle visioni del mondo non sono mai e in nessun caso interpretabili come una pericolosa e dannosa (e pertanto eliminabile) forma di patologia”.

·         Un po’ diverso l’articolo pubblicato sul Corriere con un'autorevole recensione a un recente libro di M.Pera (“Perché dobbiamo dirci cristiani”); si concorda con lui che alcuni dialoghini possono fare, ma non quelli fra le religioni  (“Sulla decisione religiosa di fondo un vero dialogo non è possibile senza mettere fra parentesi la propria fede, [mentre] occorre affrontare nel confronto pubblico le conseguenze culturali delle decisioni religiose di fondo”) e che quindi in alcuni casi il rischio di scomunica non è da escludere (“Il dialogo tra le religioni non è possibile. La fede non si può mettere tra parentesi”) .
Che anche solo fra le diverse religioni cristiane il dialogo non sia facile lo si è visto un anno fa: un convegno a Sibiu fra religioni cristiane si è concluso solo dopo che i cattolici hanno ceduto, tacendo su un problema che di solito definiscono “non negoziabile” e accettando anche obiettivi e impegni che non sembrano condividere tutti (“promozione di stili di vita sostenibili per contribuire a invertire la tendenza del cambiamento climatico”). Stupisce che non si valuti il possibile rischio nel gestire un dialogo mantenendo la distinzione fra i due livelli, anche perché sorge il dubbio che il dialogo con la scienza avvenga considerandola un’altra religione. Un po’ tranquillizza il fatto che nel discorso di
Regensburg si sia evidenziata un’invidia (per il metodo di lavoro diverso e più soddisfacente per l’umanità) che non sembra si provi affatto verso le altre religioni.

[Non è ben chiaro, con tutti questi paletti, quali spazi potrebbero rimanere ancora disponibili nell’universo … per i valori universali dei laici … (sempre che esistano)]

 

21/11/08-IT

·         Torino. La Stampa informa che al Museo Regionale di Storia Naturale continuano alcuni incontri connessi con il bicentenario darwiniano (I Darwin, storie di un pensatore ricercato). Lunedì 24 novembre (“Perissinotto ricerca l'investigatore razionale in E.A. Poe”)  si esamineranno le associazioni fra i contemporanei Darwin e Poe, poi nei prossimi incontri saranno presenti Michele Luzzatto (editor per la saggistica scientifica presso Einaudi), Michele Marangi (critico cinematografico) Gabriele Beccaria (giornalista).

 

21/11/08-USA/D

·         E’ uscito l’ultimo fascicolo (n.28/1) della rivista (Reports of the National Center for Science Education) del NCSE (The National Center for Science Education) e alcuni articoli sono liberamente consultabili.
Un articolo
 (“The German Anti-Darwin Industry”) riferisce sul rilancio dell’antievoluzionismo (e in particolare del creazionismo) in Germania. Uno dei centri di produzione di cultura e di materiale didattico creazionista è il Studiengemeinschaft Wort und Wissen (Word and Knowledge Society) con il sito web annesso in più lingue: http://www.genesisnet.info/. Fra gli esperti che animano questi gruppi e questi siti ci sono Scherer e il genetista Wolf-Ekkehard Lönnig, che sostengono che "non c’è la prova della macroevoluzione".
Oltre alla Bibbia questi siti pubblicizzano il libro di R.Junker and S.Scherer (Evolution — Ein kritisches Lehrbuch=Evolution — A Critical Textbook) ormai alla sesta edizione. La prima edizione del libro (uscita 20 anni fa) presentava la versione biblica del creazionismo, in difficoltà anche negli USA e mai troppo apprezzata in Europa, mentre le edizioni più recenti, come è avvenuto negli USA, hanno inserito l’Intelligent Design. Questo testo è stato tradotto in varie lingue, fra cui l’italiano, e vorrebbe diventare il principale strumento di disinformazione sull’evoluzione biologica in Europa, approfittando della complessità dei problemi [speriamo che nessuno cominci a insinuare dei dubbi sulla ben più complessa teoria della relatività, o sul dogma della trinità; non ci sono oggi più dimostrazioni faciili…].
Il libro era stato addirittura notato dallo stesso card.Ratzinger che lo citava in un intervento contro l’evoluzionismo a Parigi alla Sorbona nel 1999. Curioso il fatto che uno degli argomenti centrali sia la distinzione fra micro e macroevoluzione, come se agissero meccanismi biologici diversi. Sarebbero contenti se gli evoluzionisti decidessero di abolire questa distinzione piuttosto artificiale e non molto utile?

 

21/11/08-VA

·         E’ abbastanza interessante leggere il testo dell’omelia di domenica prossima di P.Cantalamessa, anticipata dall’agenzia Zenit (“Il giudizio universale è la risposta alla sete di giustizia”); permette infatti di conoscere i vantaggi a cui non avrebbe diritto un evoluzionista ateo come Dawkins.
P.Cantalamessa è da ricordare con simpatia in quanto è il predicatore della Casa Pontificia che, dopo aver letto un libro del biologo molecolare evangelico F.Collins (direttore del progetto menoma USA), in una sua predica aveva subito messo in allarme il Papa in persona (il 7/3/08) del pericolo di spingere i cattolici a negare la teoria dell’evoluzione, ormai confermata da tutti i biologi evoluzionisti del mondo.
Oggi invece P.Cantalamessa approfitta di uno dei temi delle letture di domenica prossima (il previsto giudizio universale …) per parlare di una sua intervista proprio a F.Collins, realizzata a Roma un mese fa in occasione del convegno sull’evoluzione.
Leggiamo quindi che F.Collins conferma che "Darwin aveva ragione nel formulare la sua teoria secondo cui discendiamo da un antenato comune e ci sono stati cambiamenti graduali nel corso di lunghi periodi di tempo” ma sembra ignorare (è un biologo molecolare e non un etologo) che “compiere sacrifici che non sono dettati dalle leggi dell'evoluzione” non indica che Dio esiste”, né dimostra “aspetti dell'umanità che non sono facilmente spiegabili, quali il nostro senso morale, la cognizione del bene e del male”, dato che sono fenomeni che avvengono (raramente, ma è così anche nell’uomo…) in tante specie animali.
Dopo aver svalutato l’ateismo di Dawkins (“se Dio non esiste il credente non ha perso quasi niente, se invece esiste il non credente ha perso tutto”) chiarisce cosa il non credente rischia di perdere se Dio esistesse.

Propone infatti come principale vantaggio per il credente, rispetto al masochismo del non credente, il fatto che di fronte all’assurdità e alla tragicità del male e dell’ingiustizia, esistenti e disponibili per tutti nel mondo, ci sarebbe una sola risposta risolutiva: il giudizio universale: “l'uomo si è assuefatto a tutto; si è adattato a ogni clima, immunizzato da ogni malattia. A una cosa non si è assuefatto mai: all'ingiustizia. Continua a sentirla come intollerabile. Ed è a questa sete di giustizia che risponderà il giudizio universale”. Per fortuna, dato che si sta parlando della “tragicità del male” un accenno alla medicina c’è …

[Comunque si apre uno spiraglio … se il giudizio universale fosse obiettivo, anche gli atei onesti trarrebbero vantaggio dalla punizione degli ingiusti …; perché dire che “il non credente ha perso tutto”? Forse non verrà informato che gli ingiusti sono stati puniti?
Spiace poi verificare che la biologia sia un tema ormai così ampio e specializzato che ogni singolo esperto presenta e difende le novità del suo campo, che ben conosce, e ripete invece notizie vecchie sciocchezze per gli altri campi, togliendo gran parte del valore conoscitivo anche alle notizie che fornisce e che dovrebbero far cambiare opinione. E’ assurdo pensare che tutto abbia una spiegazione materialista, ma è forse più assurdo illudersi che ce ne siano poche – solo quelle che conosce ll’esperto intervistato quel giorno - rispetto alle spiegazioni che devono fanno ricorso al soprannaturale
]

 

20/11/08-USA

 

·         Nel Texas, ad Austin, sta procedendo, con una grande partecipazione di consulenti (evoluzionisti e antievoluzionisti) la discussione dei nuovi standard nazionali per i programmi di scienze nella scuola, che rimarranno validi per 10 anni dopo la loro approvazione. Un articolo del Dallas News (“State education panel hears evolution debate”) racconta della grande partecipazione a questo evento.

Come da noi giravano per Milano contestatori dell’evoluzione (non solo della teoria dell’evoluzione!) vestiti da gorilla, così ad Austin vicino alla sede della commissione scolastica nazionale si sono visti sostenitori dell’evoluzionismo vestiti da dinosauri; è infatti noto che i creazionisti (almeno quelli “biblici”) hanno l’imbarazzante e insolubile problema di dover spiegare come i dinosauri potessero convivere con l’uomo o partecipare all’unica e decisiva crociera sull’arca di Noè. Per l’origine dei cetacei invece c’è una vignetta davvero spiritosa, dove si allude al fatto che, essendo stati lasciati fuori dall’arca per problemi di spazio, avessero dovuto adattarsi, imparando … a nuotare … 

 

19/11/08-USA

·         Ancora risorse educative di eccezionale interesse … soprattutto se l’archivio aumenterà di dimensioni! Uno dei segreti che gli etologi non avrebbero voluto nascondere … era il fatto che in natura i primati, e in particolare le scimmie antropomorfe, avessero comportamenti tali da dimostrare la trasmissione di informazioni non genetiche da una generazione all’altra.
Queste informazioni, che costituiscono le conoscenze culturali che distinguono una popolazione umana dalle altre, mostrano differenze evidenziabili anche fra popolazioni diverse di scimpanzè.
30 anni di ricerche su questi comportamenti appresi dai genitori e dagli altri adulti del gruppo hanno permesso di pubblicare nel 1999 su Nature l’articolo
 Cultures in chimpanzee”, che ovviamente contiene informazioni che possono sconvolgere chi non sapeva che anche nelle antropomorfe ci fossero comportamenti complessi e trasmessi da una generazione all’altra, proprio come avviene nella nostra specie.

I risultati delle ricerche sugli scimpanzé si possono anche analizzare in un sito web  (Chimpanzee cultures), ma oggi finalmente alcuni di questi comportamenti possono essere visualizzati sul proprio PC grazie all’archivio di foto e video (Arkive) di centinaia di specie diverse di animali.

Molto interessati sono ovviamente le pagine di video sugli scimpanzé comuni, sui bonobo, sui gorilla e sugli oranghi. Molto più ampio l’archivio di video dei primati in generale, con ben 100 video. Ci sono anche video che mostrano i processi di deforestazione in Africa e i minerali che minacciano di favorire l’estinzione dei gorilla di montagna. Sempre commoceventi i video che presentano la presenza di cure parentali prolungate già nelle proscimmie (Indri).
Alcuni di questi brevi video mostrano alcune antropomorfe impegnate nella costruzione e nell’uso intelligente di strumenti per procurarsi il cibo o per rompere le noci; interessante anche una lezione a un piccolo … senza verifica finale.
Ora che gli etologi dei primati lasciano accedere ai loro segreti … sarà imbarazzante per chiunque provare ancora a sostenere che i primati mostrino solo un comportamento “istintivo”; aumenteranno sempre più infatti le persone curiose che avranno visto queste dimostrazioni dell’esistenza di comportamenti razionali e di progettualità non solo nella nostra specie.
Anzi … a qualcuno può anche cominciare a venire il dubbio che nella … nostra specie i comportamenti non siano sempre razionali… 

 

19/11/08-IT

·         Su La Stampa un’intervista ("A noi sapiens restano ancora 800mila anni") al paleoantropologo Bernard Wood, in occasione dell’uscita del suo ultimo libro (“Evoluzione umana”). Come si capisce dal titolo, Wood cerca di far notare che non c’è solo il problema dell’origine della nostra specie da una specie precedente, ma che si sta avvicinando (mancano … 800.000 anni) anche il possibile momento della sua scomparsa o del suo passaggio ad un’altra specie. Non c’è comunque da preoccuparsi … la durata di una specie non è detto che sia necessariamente la media di un milione di anni, in quanto è noto che ci sono anche specie la cui durata è stata ben maggiore.
Sappiamo poi bene che la nostra specie, grazie all’evoluzione culturale, si è in parte sganciata dai vincoli ambientali che ossessionano le altre specie. Sappiamo quanto questo fenomeno sia stato finora estremamente positivo, permettendo una crescita demografica esplosiva nell’ultimo secolo, con un aumento della durata della vita e un conseguente raddoppio della popolazione umana negli ultimi 50 anni. Questa però non è una buona notizia, e molti aspetti collaterali all’esplosione demografica e all’aumento dei consumi energetici non sono una garanzia che la nostra specie possa sopravvivere ancora per 800.000 anni … a meno che non intervengano altri rilevanti cambiamenti, ancora non tutti prevedibili.

 

19/11/08-UK

·         L’ultimo numero di Nature inizia a celebrare l’anniversario di Darwin. Invece di uno sguardo verso il passato, la prima iniziativa (“Beyond the origin”) lancia uno sguardo indagatore verso l’anno del 200’ anniversario dell’origine delle specie, il 2059.

Un modo utile, guardare al futuro, per non accontentarsi degli enormi successi che la biologia ha potuto fare dopo che si è dimostrato che “nulla ha senso in biologia se non alla luce dell’evoluzione”. Oltre alla presentazione dell’iniziativa, nell’articolo  Beyond the origin” accessibile a tutti, ci sono altri contributi, fra cui i risultati di un’indagine fra i lettori di Nature sulle attese per il prossimo anno (“Darwin 200: Great expectations”). Accessibile a tutti è il contributo sulla futura possibilità di clonare un mammuth (“Let’s make a mammoth”). 

·         Sempre su Nature in un articolo (“DNA sequencing: Mammoth genomics”) si riportano i primi risultati di un’indagine che ha permesso di sequenziare parte del DNA estratto dai peli di un baby mammuth trovato surgelato nella taiga siberiana; l’argomento è decisamente intrigante, anche se per ora vengono fatti solo confronti con la sequenza del DNA degli attuali elefanti; se ne parla anche sul Guardian (“Hair from frozen carcasses used to reconstruct woolly mammoth's genome”; bella la foto del mammutino…) e la notizia arriva anche in Italia, anche se un po’ gonfiata (ANSA: “GENOMA: COMPLETATA MAPPA DNA MAMMUTH”, Repubblica; all’erta è anche la Sentinella del Canavese…; qualche imprecisione, ma prevedibile per la scelta dell’intervistato, nell’intervista pubblicata su Il Sussidiario, dato che non si tratta di DNA estratto da fossili ma da un babymammuth surgelato di cui esistono anche fotografie); e pensare che solo nel giugno scorso si pubblicavano dati sulla variabilità del suo DNA mitocondriale…!

 

18/11/08-F

·         Anche in Francia con l’avvicinarsi del 2009 aumenta l’interesse per i problemi dell’evoluzione. E si discute quindi dell’insegnamento dell’evoluzione nelle scuole, pur sapendo che quel paese ha investito una gran quantità di risorse nell’insegnamento delle scienze, come se ne accorge chiunque abbia visitato negli ultimi anni un qualche museo scientifico francese.

Se ne parla in un paio di articoli su Le Monde; nel primo si dimostra come anche in Francia ci siano gruppi creazionisti o almeno antievoluzionisti (« Le créationnisme étend son influence en Europe»), mentre nel secondo si parla delle iniziative per mantenere alta l’attenzione contro uno scadimento del livello della formazione culturale nel paese (“En France, un collectif d'enseignants-chercheurs tire la sonnette d'alarme»).

Consola un po’ vedere che anche in Francia c’è chi scrive dei “prêtres de l’Eglise darwiniste”)
Nei giorni scorsi (13/14 novembre) si è svolto a Parigi un convegno (Enseigner l’évolution) proprio su questi temi, e in vista del 2009.  

 

18/11/08-IT

·         L’Avvenire cita oggi con un articolo dal titolo un po’ truculento (“Così Dawkins tradisce Darwin”) un vecchio articolo pubblicato l’8/8/08 sul Guardian, evidentemente non troppo  … in difesa di Darwin (“God and evolution can coexist”). L’autore (J.Thacker) è un teologo della chiesa evangelica che ritiene che R.Dawkins, influenzato dalla sua visione antireligiosa, con il suo recente documentario abbia fatto un cattivo servizio a chi avrebbe voluto capire meglio l’evoluzione [qui chi sa l’inglese può verificare personalmente se ha ragione: “The Genius of Charles Darwin].
Secondo il teologo (che purtroppo non chiarisce bene se stia pensando all’evoluzione o alla teoria che ne spiega in meccanismi) Dawkins avrebbe squalificato sia la scienza che le persone che lo ascoltano. Peccato che nell’articolo non sia affatto chiaro quali posizioni abbia verso Darwin il capo del dipartimento di Teologia dell’Alleanza Evangelica inglese …

Chiarissima invece è la confusione (forse in buonafede ma non si capisce perché non lo abbiano corretto) fra evoluzione biologica … ed evoluzione culturale; lo si capisce dal significato che attribuisce al termine “life” (vita), usato da Dawkins (e da Darwin) per indicare gli aspetti biologici dell’esistenza.
Il teologo infatti fonda tutta la critica a Dawkins (e forse anche a Darwin) su una diversa definizione di “vita”, che comprende “Music, art, literature, love, beauty and ethics” … e giustamente non riesce a trovare Dawkins convincente; spiace che lo racconti in giro e stupisce che purtroppo l’Avvenire non abbia notato questa confusione, né abbia dubitato che lo stesso Darwin … non sarebbe stato d’accordo.

E’ deprimente trovare un simile misunderstanding [gli anglicani si sono già scusati … per quelli del secolo scorso] in un quotidiano, il Guardian, che ha una pagina speciale su Darwin, per cui dovrebbero conoscerlo. Da questa pagina si raggiunge materiale informativo interessante, come alcune immagini della nuova mostra che si è aperta il 14/11/08 al National History Museum, dal titolo “Darwin's Big Idea .
Nella pagina del Guardian su Darwin si ricorda anche come la chiesa anglicana abbia appunto chiesto scusa per il misunderstanding, per non aver capito fin da subito che Darwin aveva ragione, e si possono leggere i documenti che spiegano  il motivo di un atteggiamento diverso rispetto a quello tenuto da altre religioni, che per ora non capiscono nemmeno di avere idee spesso varie e piuttosto confuse, ed a volte anche qualche scheletro di evoluzionista … in esilio.

 

17/11/08-IT

·         Venerdì 21 novembre 2008 presso il Museo Civico di Storia Naturale “G. Doria”, Via Brigata Liguria, 9 – 16121, GENOVA, convegno "Darwin 2009". L'ANP - Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola - propone uno speciale progetto dedicato a quanti intendono riservare alla ricerca scientifica un posto importante nell'offerta formativa delle scuole, anche perché la scienza può rappresentare uno strumento d'integrazione tra scuola e territorio, occasione per l'orientamento e lo sviluppo dell'autonomia scolastica e serie opportunità per valorizzare competenze e professionalità.
Una precedente iniziativa del progetto “Darwin 2009” si era svolta a Roma il 6/10/08

 

16/11/08-IT

·         [da Pikaia]  Nei giorni 27 e 28 novembre, presso la Biblioteca Universitaria di via Zambon 35, Bologna, si terrà il meeting internazionale "100 anni di antropologia a Bologna. Nuove prospettive di ricerca". Numerosi gli ospiti di spicco, che parleranno di evoluzione umana, antropologia molecolare, antropometria e altro ancora. Qui il programma.

 

15/11/08-IT

·         In un blog viene oggi pubblicato il contributo di Ian Tattersall ("L’evoluzione e il futuro della scienza”) inserito nel libro di Boncinelli e Tonelli “Dal Moscerino all’uomo” (2007). Molto utile per capire il ruolo della scienza e le fondamentali differenze fra le religioni (che fra altro sono tante e diverse) e la scienza nello studio della natura. Il mondo forse sarebbe migliore e più tranquillo se molti di più concordassero con lui che  

Fare scienza significa osservare il mondo, elaborare ipotesi ed esprimerle in modo tale che si possa, tramite esperimenti, verificarne l'esattezza oppure scartarle se sono errate. Qualsiasi stimolo intellettuale che provochi riflessioni e interrogativi è utile, anche se alla fine si rivela sbagliato. La scienza di per sé non è un prodotto, anche se ha prodotto per noi un mondo di sicurezza e comodità materiali senza precedenti. La scienza è un processo, che continuerà a modificare e perfezionare le nostre idee sul mondo sino a quando esisteranno esseri umani sulla Terra.

Infatti

Questo rende le modalità di conoscenza religiose e scientifiche completamente diverse e assolutamente inconciliabili nei principi e nei metodi; in realtà non solo sono inconciliabili, ma non sono neppure in competizione tra loro. Nonostante mirino entrambe ad affermare e difendere la dignità e l'identità dell'uomo, scienza e religione affrontano e spiegano aspetti differenti dell'esperienza umana. La scienza ha a che fare con ciò che è materiale, verificabile; la religione con ciò che è immateriale, spirituale. La scienza si occupa delle cause vicine; la religione della causa ultima”.

Come ricorda Tattersall, la scienza è uno strumento che possiamo facilmente riconoscere ed accettare come tipicamente umano, in quanto “La scienza è un continuo processo di scoperta”.

L’introduzione al libro, di E.Boncinelli, si trova qui.

 

14/11/08-UK

·         Articolo del Guardian (“Confusing creation with creationism”) in cui si cerca di spiegare come non confondere il concetto teologico di creazione con il creazionismo. Si cerca di far capiure perchè “Intelligent design and young Earth creationism are both false” ma nonostante ciò … that does not discount the notion of creation

 

14/11/08-USA

·         Sempre apprezzato il documentario della PBS sul processo di Dover (Judgment Day: Intelligent Design on Trial). E’ stato intatti uno dei vincitori dei “2008 Science Journalism Awards” attribuiti dall’”American Association for the Advancement of Science

 

14/11/08-IT

·         Cercando risorse educative … si rischia di trovare purtroppo anche risorse diseducative. Lamentandosi che le risorse educative migliori si trovino spesso solo in inglese, dispiace trovare che quelle diseducative … sono già state tradotte in italiano. Si scopre anche che in Francia (non solo in Turchia o negli USA) ci sono mecenati disposti a finanziare la realizzazione di iniziative critiche verso la scienza, addirittura su base religiosa [difficile poi lamentarsi se qualcuno prova a verificare la serietà delle ipotesi teologiche con gli stessi criteri, anche se non con la stessa malafede].

Certo è positivo poter verificare che in Vaticano stiano cominciando a capire quanto fosse pericoloso e masochista questo modo di procedere e abbiano chiuso ora, forse dopo l’arrivo di mons.Ravasi, quelle porte che fino all’ottobre del 2002  (solo sei anni fa!) erano ancora BEN aperte ai creazionisti biblici.

Qualche giorno fa (“Una critica scientifica all'evoluzione”) un gruppo di creazionisti cattolici francesi che non erano stati né invitati né accettati (anche se “originariamente avevano cercato di partecipare“) al convegno in Vaticano sull’evoluzione dell’universo e della vita (Scientific insights into the evolution of the universe and of life”) si era riunito con alcuni creazionisti italiani in un ambiente che molti cattolici ritenevano ostile (l’Università di Roma I…). Questi creazionisti francesi fanno tutti riferimento al Centre d’Etude et de Prospectives sur la Science”, presentato dal suo direttore D.Tassot in questa illuminante intervista (22/8/06) fatta dal curioso J.Allen, giornalista della National Catholic Review [qui la versione in francese].
Nell’intervista si legge chiaramente come si contestasse proprio l’Accademia Pontificia delle Scienze … al cui convegno si voleva partecipare (“
it’s not a Catholic academy. Instead, it’s the place where the scientific worldview can enter inside the Catholic Church”) ...
Il CEP si era fatto notare anche per un’iniziativa creazionista  realizzata l’11/10/06 al parlamento europeo e raccontata nel sito web dell’NCSE  (“The Anti-Evolution Seminar in the European Parliament”). Curioso il fatto che

Scopro oggi che questo gruppo di creazionisti francesi, in collaborazione con un altro gruppo di creazionisti biblici francesi che fa riferimento al http://digilander.libero.it/crombette/ CESHE (un circolo creato attorno alla venerazione verso il fantasioso geografo e storico cattolico F.Crombette - esperto di Egitto ma anche … di Atlantide e di Genesi - morto nel 1970) aveva realizzato una videocassetta che i creazionisti biblici italiani vendono a caro prezzo (32€) [NB: alla Casa della Bibbia di Vicenza costa meno!? E c’è anche in DVD!].

Il sito del CESHE esiste anche in versione italiana, e qui sono consultabili molti articoli utili per capire cosa pensa (e magari non ama confessarlo …) un creazionista biblico cattolico italiano.
Questo video francese
 (“Evoluzione: fatto o credo”) è ora disponibile gratuitamente anche in versione italiana, sia nei siti web a lui dedicati (come Noevolution) che in siti web cattolici (!?); ciò aiuterà don Tanzella Nitti e mons.Ravasi ad accorgersi di quali e quanti creazionisti di tipo diverso ci siano oggi in Italia e di quanti cattolici non siano affatto pronti a seguire la nuova indicazione di una fede compatibile con la teoria dell’evoluzione.

Il 16/9/08 mons.Ravasi aveva proclamato una generica compatibilità, ma senza fornire spiegazioni utili a convincere chi da sempre sapeva che solo un qualche creazionismo – più o meno biblico – fosse apprezzato dal Vaticano; comunque non si apprezzava certo la teoria dell’evoluzione che, essendo appunto teoria scientifica, non può che riguardare la spiegazione di fatti materiali (e questo sembra sufficiente per definirla … materialista). Purtroppo questa idea l’aveva capita anche chi, pur avendo studiato (almeno all’università) i fatti dell’evoluzione e la teoria dell’evoluzione, aveva imparato a tenerseli per sé, memore di quanto era successo a Teilhard de Chardin, tuttora non riabilitato.
C’è poco da dire sul video, se non che permette di sentire le opinioni dei più noti creazionisti biblici e ammirare il grande impegno che hanno messo 5 soli ricercatori a spiegare, senza il supporto di risultati sperimentali (hanno agito come se si trattasse di problemi filosofici), fatti importanti (e confermati da centinaia di esperti) ma spesso al di là delle loro conoscenze e competenze.

E tutto questo per far capire (senza rispondere chiaramente perfino a domande precise sui tempi dell’evoluzione) come la terra abbia poche migliaia di anni; ma soprattutto che il diluvio universale [!?!] abbia creato in un paio di giorni tutti gli sconquassi che vediamo sulla crosta terrestre; forse quando hanno tolto il tappo … e le acque sono miracolosamente scomparse chissà dove … Questo e non altro era il risultato del ragionamento del sedimentologo creazionista francese G.BerthauIdt, la cui serietà e il reale significato del suo esperimento [che NON riguarda affatto l’evoluzione dei viventi, che non è provata solo dalle datazioni!] sono contestati nell’articolo di un libro, riportato nel sito francese … Charlatans info; vengono criticate anche le citazioni apparentemente autorevoli che si leggono alla fine del video. Altre contestazioni alle sue ricerche si trovano qui.

[Non dimentichiamo un invito alla coerenza: in un articolo del 3/11/08 sull’Osservatore Romano (“Divulgazione scientifica o arte della persuasione?”) cui si racconta di un convegno in Vaticano in cui in un intervento si rimproverava a uno scienziato come U.Veronesi di essere uscito dalle proprie competenze parlando di altro che non fosse il tumore al seno…]

Conclusione: questi creazionisti biblici (soprattutto francesi) ora si sono sentiti traditi e saranno piuttosto depressi, come si è subito capito il 4/11/08 da un articolo su effedieffe che aveva un titolo davvero molto efficace:  Vaticano: la lobby evoluzionista ha vinto”.
Certo lo avrebbero già capito anche loro, se solo mons.Ravasi avesse detto esattamente quella frase per primo. Dire, come ha detto il 16/9/08, che “non c’è incompatibilità” … non è proprio lo stesso … tanto è vero che dopo pochi giorni qualcuno che era seduto alla stessa mensa ha cercato di ricordare che qualcuno più autorevole non poteva essere d’accordo.
Stupisce comunque vedere che uno dei 5 ricercatori che racconta sciocchezze sui primati nel video creazionista francese e che non è stato invitato al convegno del progetto  STOQ fa addirittura parte del gruppo dei docenti del progetto STOQ, finanziato dalla Templeton Foundation … che non sopporta i creazionisti.
Auguri di buon lavoro a mons. Ravasi …

 

13/11/08-CONGO

·         Drammatiche le notizie che giungono oggi dal Nord Kivu, nella RD del Congo; sia per quanto riguarda gli esseri umani che per quanto riguarda il gruppo di 200 gorilla di montagna (su 700, gli ultimi oggi esistenti) del Parco dei Vulcani, dopo la cacciata dei ranger che li proteggevano.

Ormai dal settembre 2007 anche il parco è zona di guerra, in gran parte sotto controllo dei ribelli e già 10 gorilla sono stati uccisi. I ranger erano riusciti fino a un mese fa a fare il loro lavoro anche se con difficoltà (negli ultimi 10 anni ben 150 rangers erano stati uccisi in quella zona). Se i gorilla non sono un obiettivo particolare, lo sono comunque insieme agli altri mammiferi della foresta in quanto possibile fonte di cibo (40 elefanti del parco sono stati uccisi solo quest’anno). 2

Triste leggere nelle mail di solidarietà allegate alla pagina web che l’auspicio più ricorrente sia che avvenga un “miracolo”. D’altronde l’articolo evidenzia come i ribelli stiano avanzando verso Goma, dove già si sono rifugiate 200.000 persone in fuga.
Inutile ricordare che la zona è ricca di risorse minerarie vendute poi in Europa, come ha dimostrato un servizio di Report del giugno scorso (video della puntata). I miracoli quindi dovranno avvenire in Europa … e al più presto. Qui un video di Medici senza Frontiere.

·         In Asia non va meglio: si è svolta oggi un’iniziativa di Greenpeace in Malesia, allo scopo di far conoscere chi sta deforestando l’isola del Borneo (Kalimantan). Alcuni attivisti di Greenpeace hanno ostacolato la partenza di una nave che trasportava olio di palma verso l’Olanda. L’olio di palma proviene dalle piantagioni di palma da olio che hanno sostituito la foresta tropicale. Come si racconta nell’articolo (“Olio di palma imbroglione”), gran parte dell’olio vegetale utilizzato nell’industria alimentare, dolciaria e cosmetica è costituita dall’olio di palma, ormai al 21%. Greenpeace contesta lo scarso controllo per i nuovi certificati che dovrebber5o garantire i consumatori che (si spera) in Europa controlleranno i prodotti che consumano (video e trascrizioni sulla deforestazione in Kalimantan).

 

13/11/08-UK

·         Sempre per rimanere nell’ambito delle risorse a disposizione di chi vuole conoscere i fatti che dimostrano l’evoluzione e l’evoluzione umana, nel sito della rivista scientifica Nature si possono vedere gratuitamente alcuni video anche su tematiche legate all’evoluzione (qui purtroppo lo spagnolo non basta…):

·         Platypus genome

·         Language evolution

·         Neanderthal DNA

·         Hominid evolution and development

·         The human genome

·        Early humans in Europe

·         Un altro sito interessante con molti video è quello della PBS (Public Broadcasting Service, una rete TV USA specializzata nella didattica), usando la parola chiave Human Evolution (o anche Bipedalism | Brain size, language, and social behavior | Primates | Tool use). Questi link ed altri sono raccolti in una pagina web con link decine di video sull’evoluzione e in una pagina web con links anche a testi che aiutano a capire come vengono interpretati e spiegati i fatti dell’evoluzione.

·         Se invece qualcuno cercasse libri scientifici importanti da leggere gratuitamente (… che non vuole però dire comodamente … a cominciare dal fatto che sono in inglese …) farebbe bene ad abbonarsi al bollettino delle National Academies Press USA (NAP). Oppure può scorrere l’elenco dei libri sull’evoluzione (alcuni sono davvero interessanti, come quelli che riportano gli standard educativi USA o quelli sull’educazione o sul contrasto col creazionismo USA). Molto interessante ed intrigante un libro appena uscito, che ci può permettere di capire se i pochissimi umani che forse un giorno arriveranno su Marte potranno almeno … trovare anche da mangiare (“An Astrobiology Strategy for the Exploration of Mars”). Già dicono infatti che l’acqua ci sia … e pure fresca

 

12/11/08-USA

·         Davvero impressionante un sito web (Evidence) organizzato dall’Exploratorium di S.Francisco in collaborazione con il Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, grazie ad alcuni sponsor.
Il sito web si propone di spiegare cos’è la scienza e quali sono i metodi utilizzati dagli scienziati, cercando di dimostrare “come si è scoperto quel che conosciamo” (“For most of us, science arrives in our lives packaged neatly as fact.
But how did it get that way? How do we know what we know?”). Per raggiungere questi obiettivi il sito utilizza (ci sono testi, interviste a ricercatori e alcuni video) i programmi di ricerca attualmente in corso a Lipsia sui primati e sull’evoluzione umana, cioè proprio su temi di ricerca e su risultati recenti a volte anche sconcertanti che qualcuno prova ad ignorare, a contestare o negare senza nemmeno conoscerli. Il sito web accompagna il visitatore attraverso i fatti che pemettono di capire l’importanza fondamentale del lavoro di ricerca che ha permesso di ricostruire la storia evolutiva della nostra specie, realizzatasi all’interno dell’ordine dei primati. Purtroppo una buona conoscenza dell’inglese è un necessario prerequisito. Anche questo sito richiederebbe una traduzione … e per fortuna esiste, ma è in spagnolo.  

 

11/11/08-USA

·         E’ disponibie il video della confenza tenuta oggi da Barbara Forrest, la filosofa della scienza che ha scoperto che l’intelligent design è nato banalmente con un taglia/incolla (di cui è stato dimostrato anche un clamoroso anello di congiunzione – missing link) alla Southern Methodist University, nel Texas, dove si è recata per spiegare ai cittadini “Why Texans shouldn’t let creationists mess  with science education”.

 

11/11/08-UK

·         Dopo aver chiesto scusa il 14 settembre 2008 per non aver ben capito a suo tempo e nei decenni successivi quanto fosse furbo e intelligente Darwin nell’aver capito i meccanismi che permettono di spiegare l’evoluzione degli esseri viventi (“Good religion needs good science”), sembra che in una diocesi della chiesa anglicana stiano esagerando con una visione fin troppo materialista della realtà: hanno infatti bandito dai cimiteri le rappresentazioni di personaggi “innaturali”, che cioè non esistono in natura: “There is no such thing as a real gnome so why should we have such unnatural creatures in churchyards?". Lo si racconta, non nascondendo un certo stupore, in un articolo sul Telegraph.

 

10/11/08-IT

·         [da Pikaia] Lunedì 10/11/2008 le facoltà scientifiche dell'Università di Milano hanno sospeso la didattica per realizzare una intera giornata di lezioni all'aperto, come protesta contro la legge 133 (legge finanziaria) e la legge 126 (da non dimenticare, sull’abolizione dell’ICI) che tagliano in modo drammatico, ma soprattutto indiscriminatamente, i fondi a tutte le università, che pur sono state recentemente valutate dal ministero. Alle 12 sarà tenuta una lezione anche da Luigi Luca Cavalli Sforza ('La genetica di popolazione e la teoria matematica dell’evoluzione'), ma ecco il programma completo.

 

9/11/08-USA

·         [Da NCSE] Nel sito della Società Americana di Paleontologia dei Vertebrati si può vedere una serie di video che spiegano quali sono gli obbiettivi e gli interessi della società. Ci sono anche video che presentano le posizioni della società o dei suoi soci sulla teoria dell’evoluzione e sul creazionismo; nel capitolo 4 c’è un intervento di Kevin Padian - uno dei responsabili, con la sua documentatissima testimonianza, della sconfitta dei creazionisti al processo di Dover. Molto belli i video che illustrano l’attività didattica svolta con i bambini (…che da grandi magari contribuiranno a invertire le percentuali attuali di creazionisti negli USA …). Il video principale, di 33 minuti e ben 400MB, è We Are SVP e cerca di spiegare perché uno diventa paleontologo, quali motivazioni lo spingono alla ricerca e quali sono le sue attività quotidiane.
[Sarebbe interessante una versione tradotta o sottotitolata…. ]

Nel sito della SVP si trova anche una dichiarazione sull’insegnamento dell’evoluzione nelle scuole, che inizia con una conferma che l’evoluzione è oggi un fatto oggettivo:

The fossil record of vertebrates unequivocally supports the hypothesis that vertebrates have evolved through time, from their first records in the early Paleozoic Era about 500 million years ago to the great diversity we see in the world today. The hypothesis has been strengthened by so many independent observations of fossil sequences that it has come to be regarded as a confirmed fact, as certain as the drift of continents through time or the lawful operation of gravity”.

 

8/11/08-IT

·         [da Pikaia] E' in edicola il nuovo numero della rivista Darwin (Darwin - Numero 28 - Anno 4). Da qui si accede al sommario.

·         Un articolo di F.Facchini sull’Avvenire (“Ben venga il mea culpa di Dawkins”) fa riferimento all’articolo (“Il sacerdote dell’ateismo: ho fallito”) del Guardian pubblicata anche sul Corriere di ieri, in cui Dawkins fa un bilancio, che non ritiene affatto soddisfacente, del suo impegno non certo dedicato all’impossibile impresa di “voler dimostrare in base alla scienza che Dio non esiste” come si legge sull’Avvenire.
In parte ma non del tutto vera è invece la seconda ipotesi (“convincere che di Dio non c’è bisogno, perché la scienza è in grado di spiegare tutto”), datto che l’atteggiamento aggressivo e scostante di Dawkins è spesso più una reazione alle assurde e ingiustificate critiche che alcune religioni rivolgono a ipotesi scientifiche che non  vogliono capire.
Ben più rilevante è invece il contrasto fra il diverso uso della ragione, con i rischi connessi all’uso di motivazioni irrazionali in un mondo sempre più piccolo ed affollato e pieno di religioni diverse che davvero non riescono a trovare denominatori comuni.
Appunto per questo il problema non è semplicemente quello “dell’autonomia della scienza e della religione che, anche quando affrontano temi comuni, lo fanno sotto angoli visuali e con metodi diversi”. In presenza di tanti fondamentalismi (e non di uno solo, come si legge nell’articolo) non si può semplificare dicendo che “la posizione che critica è analoga e simmetrica alla sua”.
Anche il semplice e limitato convegno di Sibiu del settembre 2007 (c’erano solo esponenti delle diverse e numerose religioni cristiane dell’Europa) ha evidenziato critiche e contrasti (non sempre … asimmetrici) che separavano cattolici ed evangelici.
E’ stato impressionante verificare come contrasti su quelle che in Italia si definiscono verità non negoziabili siano stati nascosti sotto il tappeto per non litigare pubblicamente su un punto che agli italiani sembra “non negoziabile” per la Chiesa Cattolica.
La lettura del documento finale di Sibiu permette anche di verificare come, a parte forse alcune dichiarazioni del Papa poco pubblicizzate (Castelgandolfo, 23/9/07), sui problemi ambientali la linea dell’Avvenire e delle università pontificie sia un po’ discordante, non permettendo di verificare quale sia il ruolo della ragione.
Soprattutto questo, il diverso ruolo attribuito alla ragione) è il problema che preoccupa Dawkins, a cui purtroppo dispiace doversi arrendere davanti alla sola osservazione che, a differenza della scienza che è di pochi secoli fa, “il senso religioso è antico quanto l’uomo”.
Sembra poco chiaro, a meno che non si riferisca al deprimente convegno organizzato dai creazionisti francesi alla Sapienza (invece che in Vaticano come nel 2002), il riferimento al fatto che “non sono mancate critiche, anche in campo cattolico, alla Pontificia Accademia delle Scienze che ha trattato nei giorni scorsi il tema delle origini”.
Dopo l’intervento sulla compatibilità fra scienza e fede di mons.Ravasi (il 16/9/08), in realtà un po’ sbrigativo e non ben supportato da adeguate dimostrazioni, davvero non ci si aspetterebbe che proprio in un convegno scientifico possano sorgere critiche.
Non sappiamo però se qualcuno si aspettasse davvero che in qualche relazione si fosse riusciti a dimostrare la “creazione ab nihilo”, come il prof.Cabibbo aveva auspicato nel documento di presentazione del convegno.

 

8/11/08-VA

·         L'ultimo numero della rivista bimestrale "Vita e Pensiero" - che uscirà la prossima settimana - interviene nel dibattito sul tema del rapporto tra scienza e religione con un articolo (“Le goffe contraddizioni dello scientismo “) che L’Osservatore Romano pubblica quasi integralmente. L'autore (John Polkinghorne) è un ministro della Chiesa anglicana, ma è anche un fisico che ha vinto nel 2002 il Premio Templeton, proprio per i suoi studi sulla materia trattata in questo articolo. Forse dal titolo non si capisce che ha lasciato le sue ricerche di fisica per dedicarsi a tempo pieno a scoprire “come la scienza e la fede possono collaborare fra loro”. Sembra abbia anche lui qualche problema ad accettare le opinioni di Dawkins, anche se preferisce non rispondere a una ragionevole “domanda di Dawkins - può esistere un Dio che consente all'uomo di commettere il male e le peggiori nefandezze?” e ragionare sull’altruismo disinteressato, che è però presente talvolta anche negli animali superiori.

·         L’11 novembre si terrà all’ateneo pontificio UPRA una conferenza organizzata nel contesto del master in “Scienza e fede”. Don E.GentiIi (direttore di un museo naturalistico inserito in un seminario vescovile…) parlerà di un tema impegnativo come “L´origine dell’uomo dal punto di vista scientifico”. Un medico internista padovano parlerà invece il 25/11 di “Problemi attuali dell’evoluzione e dell’evoluzionismo”; successivamente sono previsti interventi di F.Facchini e L.Galleni. Docenti universitari di antropologia ed evoluzione umana con un valido curriculum scientifico verranno invitati a partecipare al convegno organizzato da mons.Ravasi nel marzo 2009. [Effetto della mobilitazione nelle università per una corretta valutazione delle competenze e della serietà nella ricerca a livello internazionale? In effetti il numero di invitati sta aumentando rispetto ai primi elenchi]

 

7/11/08-IT

·         Anche su G.Galilei una recensione (“Difficile da credere”, di S.Fuso) al libro “Nati per credere”. Lo stesso Darwin era ben consapevole di quale sfida fosse per la mente umana la sua teoria: “Sarà una lunga battaglia, anche dopo che saremo morti e sepolti… grande è il potere del fraintendimento”. Ricordiamo come in settembre la  chiesa anglicana chiese perdono per i “misunderstanding”/fraintendimenti delle idee di Darwin, una dichiarazione “provvidenziale” in quanto ha stimolato anche in Italia qualche chiarimento o puntualizzazione (mons.Ravasi) ma anche qualche reazione stizzita. Questo per ricordare che non si sono solo i problemi della mente umana di cui si parla nel libro reecensito; ci sono anche le conseguenze di condizionamenti precoci ben difficili da quantificare e valutare a posteriori. Non sempre, nella nostra specie, la biologia si può spiegare solo con le conoscenze di cui già disponiamo. Darwin lo ha ben dimostrato.

 

7/11/08-UK

·         Sul Corriere si riporta un’intervista del Guardian a Dawkins in occasione del suo pensionamento, a 67 anni. Interessanti le domande e le risposte, probabilmente non ben sintetizzate nel titolo dell’articolo (“Il sacerdote dell’ateismo: ho fallito”) anche perché è evidente l’uso improprio (e forse provocatorio) di un termine evidentemente religioso, poco adatto per definire chi critica la religione. Una frase sconcertante comunque nell’articolo la si trova; non si capise perché sia negativo per la giornalista il fatto che “il numero di studenti che si iscrivono alle facoltà di matematica e di scienze è in aumento”; forse si sospetta che aumentino gli adulti scettici verso la religione? Strano anche che ci si preoccupi che si possano in futuro estromettere i vescovi anglicani dalla Camera dei Lord!!

Interessante invece il ragionamento di Dawkins su ignoranza o stupidità come cause alternative dell’insofferenza verso la teoria dell’evoluzione… e sul modo  di risolvere il problema.

·         [Da Pikaia] Si avvicina il 2009, l'anno di Darwin, e continuano le offensive dei creazionisti. Oggi si scopre che in Inghilterra circa un terzo dei professori (srebbero compresi anche quelli di scienze!?) dichiara che il creazionismo dovrebbe essere insegnato nelle ore di scienze. Se ne parla in un articolo del Guardian (“Creationism should be taught as science, say 29% of teachers”) e in un video (“The creationism controversy in the classroom“) sempre nel sito del Guardian.

 

6/11/08-IT

·         Iniziano oggi, con una conferenza di E.Serrelli, le iniziative organizzate a Massa in occasione del centenario darwiniano ("MS - Massa Scienza - In viaggio con Darwin"). Prossimamente anche un’intervento di F.Focher sull’evoluzionista Wallace.

 

5/11/08-IT

·         In un lungo articolo sull’Avvenire (“Ma il cervello è fatto per credere?”) si presenta e si commenta un libro recentemente pubblicato (“Nati per credere”) in cui si confronta la facilità del credere nel soprannaturale e la difficoltà di credere invece in teorie complesse come quella dell’evoluzione. Una frase dell’articolo che sembra una descrizione del reale   stupisce un po’, e mette un po’ in difficoltà gli autori del libro: “moltissimi cattolici accettano i principi generali della teoria neodarwiniana dell’evoluzione e rifiutano il Disegno Intelligente”; strana anche l’ipotesi che … “il cervello degli autori sia diverso da quello dei credenti”.

·         Come si poteva notare, l’impostazione del recente convegno in Vaticano sull’evoluzione del materia e della vita non sembrava del tutto corretta nei riguardi della teoria dell’evoluzione. Ne approfitta un po’ l’Avvenire per ricordare a mons.Ravasi di non correre troppo, come aveva fatto il 16/9/08 nella conferenza stampa di presentazione del convegno su Darwin nel prossimo marzo 2009. Oggi un articolo (“Se il teorema darwiniano non fosse materialista”) riporta una relazione svolta al convegno da un teologo laureato in fisica. Piuttosto strane le critiche alla teoria dell’evoluzione e a Darwin; basta ricordare la seguente frase: “Il pen­siero di Darwin - in particolare il concetto di lotta per la vita e di so­pravvivenza del più adatto - è sta­to spesso usato per giustificare le guerre e le spietate competizioni economiche e perfino il liberti­naggio, che francamente non ha nulla a che vedere con l'evoluzio­ne.

Molti sospettano che le guerre, ovviamente, ma anche il libertinaggio ci fossero anche prima: la Bibbia (e il vecchio testamento in particolare) contiene resoconti crudi e crudeli che confermano che nessuno attendeva la nascita di Darwin per cominciare. Qualcuno quindi, ben prima di Darwin, e siamo nei periodi in cui ha avuto origine il pensiero religioso alla base della cultura occidentale, aveva stimolato la crescita di pensieri criminogeni.

[Mi sembra invece necessario ricordare che solo 2 giorni fa in un articolo sull’Osservatore Romano (“Divulgazione scientifica o arte della persuasione?”) si sosteneva il grande rispetto dovuto, nella scienza, alla competenza, tanto da sostenere che un biologo e medico come Veronesi non avesse alcuna competenza specifica per parlare ed essere ascoltato su argomenti di fisica…]. 

 

4/11/08-IT

UN CONVEGNO DI CREAZIONISTI BIBLICI ALLA SAPIENZA!!

 

·         Un articolo (“Una critica scientifica all'evoluzione”) comparso in un newsgroup l’1/11/08 preannuncia, spiegandone i motivi,  un’iniziativa di creazionisti francesi (dell’“Association Pour la Connaissance de la Science”), che si contrappone e contesta il convegno organizzato in Vaticano dal 30/10 al 4 novembre sull’Evoluzione dell’universo e della Vita: “«Abbiamo chiesto di partecipare anche noi, ma siamo stati lasciati fuori», sospira il professor G.BerthauIt.  
E’ davvero deprimente leggere il programma dell’iniziativa organizzata da geologi (c’è  solo un esperto di biologia di popolazioni, un noto creazionista polacco) in collaborazione [?!]
con l’Università della Sapienza di Roma [?!] che sembra voglia insistere con iniziative che contestano le posizioni, in questo caso non più creazioniste (!), del Vaticano. Fa invece quasi piacere leggere come questi creazionisti siano rimasti molto sconcertati e dispiaciuti di non essere più ben accolti in Vaticano; solo 6 anni fa, nell’ottobre del 2002, vennero infatti ricevuti volentieri anche dal già autorevole card.Ratzinger.
Un evidente segno che il tempo non sempre passa inutilmente e che, contrariamente a quanto qualcuno sostiene, alcuni cambiamenti ci sono stati e che sono molto recenti … alcune incompatibilità non si possono nascondere sotto il tappeto o la tonaca. Anche i creazionisti oggi provano a negare di esserlo (“questi scienziati non sono dei «creazionisti»”) anche se afferivano tutti, solo sei anni fa, al cattolico … “Kolbe Center for the study of Creation”, tuttora esistente ed attivo anche se poco noto.
I “recenti esperimenti di laboratorio” citati nell’articolo, sono gli stessi illustrati nell’articolo leggibile nel
sito web Charlatans Info (“Le créationnisme sous la Coupole? Autopsie d’une imposture”). E’ importante poi far sapere che questi esperimenti intendono solo dimostrare che il Gran Canyon è stato realizzato in un solo giorno durante il diluvio universale e che quindi anche la creazione possa essere avvenuta in 6+1 giorni … solo un tentativo di provare, con un esperimento sui tempi di sedimentazione, il creazionismo biblico; nulla, assolutamente nulla, che riguardi l’evoluzione biologica, come vorrebbero far credere!!

·         Anche un articolo del 30/10/08 comparso su effedieffe  (“Una critica scientifica all’evoluzione”) conferma che l’Università di Roma [?!] ha organizzato un’iniziativa antievoluzionista in collaborazione con l’associazione creazionista francese Center for Studies and Prospectives on Science”, stupita che, nonostante le premesse e gli obiettivi comuni, il Vaticano non abbia accettato che al convegno sull’evoluzione dell’universo e della vita conclusosi ieri (Scientific insights into the evolution of the universe and of life”) partecipasse anche chi all’evoluzione non ci crede, come il geologo G.BerthauIt che un tempo dava ripetizioni estive di creazionismo scientifico (in particolare geologico) al giovane Joseph Ratzinger. Sembra che il direttore della rivista sia l’unico italiano  partecipante all’iniziativa [e non è certo un biologo nemmeno lui ...].

Questa frequentazione giovanile, riferita in un’intervista fatta il 22/8/06 al creazionista francese D.Tassot da J.Allen e pubblicata sul quotidiano cattolico USA National Catholic Review, è confermata dallo stesso geologo creazionista G.BerthauIt, citato in un articolo su effediffe (“Vaticano: la lobby evoluzionista ha vinto”, 4/11/08) in cui si critica la inspiegabile esclusione dal convegno, organizzato dall’Accademia delle Scienze Pontificia.

[Inspiegabile? Nelle premesse del convegno scritte da N.Cabibbo (“Approcci scientifici sull’evoluzione dell’universo e della vita”) si invita infatti “audacemente”, ma ingenuamente, a presentare “un contributo scientifico che possa confermare o, al contrario, confutare le teorie sull’evoluzione”; chi meglio di loro avrebbe potuto fornire una confutazione? Perché escluderli? E’ ragionevole che abbia posto il veto la Templeton Foundation, che finanzia l’iniziativa: è NOTO che non sopporta chi, come i sostenitori dell’ID, non pubblica su riviste scientifiche serie e/o contesta teorie scientifiche ripetutamente confermate]

D.Tassot è il responsabile dell’associazione creazionista cattolica francese Center for Studies and Prospectives on Science”, che nel 2006 pretendeva di proporsi come alternativa all’Accademia delle Scienze Pontificia, come si legge nell’intervista al NCR, in cui aveva avuto anche il coraggio di indicare in G.BerthauIt l’esponente più autorevole del gruppo di creazionisti francesi. 
L’esperimento di G.BerthauIt viene “presentato” in un articolo, tratto dal volume significativamente intitolato “
Intrusions spiritualistes et impostures intellectuelles en sciences” (2001) e pubblicato sul sito web (… dal significativo nome) Charlatans Info: “Le créationnisme sous la Coupole ? Autopsie d’une imposture”.
Non dobbiamo dimenticare che Tassot e BerthauIt 6 anni fa, nel 2002, hanno partecipato ad un convegno dei creazionisti cattolici del “Kolbe Center for the study of Creation” realizzato non in una sede prestigiosa come la Sapienza (come quest’anno) ma addirittura in Vaticano, come racconta un articolo de Il Tempo (27/10/08).

La lettura dell’articolo dimostra come in 6 anni sia molto cambiata la posizione del Vaticano e del Papa verso il creazionismo definito in questo modo dal cattolico Kolbe Centrum:
 The creation of the world, and of Adam and Eve,  just as the Bible tells it, is to be taken literally as absolute truth, and not read as fantasy or myth. This is what a group of Catholic scientists and theologians have affirmed at a symposium organized in Rome. They have exhorted the Church to react more decisively against evolutionary theories, and not to succumb to scientific fashions of the moment..
E’ molto istruttivo leggere nel bollettino del Kolbe Center del 14/7/05 con che entusiasmo avessero festeggiato la lettera del Card.Schönborn (sul
New York Times del 5/7/05) in favore dell’Intelligent Design:  This action may be the first positive step by the Vatican leadership on the origins front since the monitum against the writings of Teilhard de Chardin in the 1960's. But much work remains to be done”. Se qualcuno nega che sia stato fatto qualche errore … qui è espressamente apprezzata la condanna di TdC da parte del Santo Uffizio nel 1962, 7 anni dopo la morte.  Sembra logico che una vera  conversione della Chiesa non può che prevedere una revisione della condanna di TdC.

Qui il sito web del convegno, e qui la pagina degli abstracts, con il logo dell’Università pubblica italiana “La Sapienza” di Roma. Cosa dirà il ministro dell’Università di un’Università che organizza perfino convegni in contrapposizione al Vaticano? La metterà in mano ad una fondazione pontificia per i necessari atti riparatori?

 

4/11/08-IT

·         Sul Foglio una specie di risposta collettiva al teologo V.Mancuso, che due giorni fa sospettava (“Una Chiesa malata di biologismo”) una improbabile convergenza fra un biologo evoluzionista come Cavalli Sforza e teodem che non apprezzano la biologia evoluzionistica.  In un articolo (“Glosse erudite a un teologo provocatore sospettato di spiritualismo”)  si riportano i commenti, genealmente critici, di altri teologi e filosofi, che escludono questa convergenza stranamente definita “neodarwinisti-magistero”. Davvero impressionanti i ripetuti riferimenti ad Aristotele, Platone e S.Tommaso per una discussione attuale e su scoperte scientifiche recenti.

·         [da Pikaia] Nei mesi di novembre e dicembre presso la Biblioteca biologico-medica Vallisneri dell'Università di Padova quattro studiosi - Alessandro Minelli, Andrea Pilastro, Telmo Pievani e Guido Barbujani - parleranno di evoluzione con uno stile divulgativo e in relazione a temi che riscuotono in genere grande interesse: il sesso, la genetica, la religione, i rapporti con l'altro.

Ecco il programma:

Mercoledì 5 novembre: Alessandro Minelli presenta "Forme del divenire. Evo-devo: la biologia evolutiva dello sviluppo" (Einaudi, 2007)

Mercoledì 19 novembre: Andrea Pilastro presenta "Sesso ed evoluzione. La straordinaria storia evolutiva della riproduzione sessuale" (Bompiani, 2007)

Giovedì 4 dicembre: Telmo Pievani presenta "Charles Darwin, Taccuini. 1836-1844" (Laterza, 2008)

Giovedì 19 dicembre: Guido Barbujani presenta "Europei senza se e senza ma. Storie di Neandertaliani e di immigrati" (Bompiani, 2008)

 

3/11/08-IT

·         Su Mente Locale (giornale on line ligure) si riporta (“Il diavolo e l'acquasanta al Festival“) la discusione avvenuta al Festival di Genova fra P.Binetti e P.Odifreddi, un confronto frizzante fra fede e ragione.

·         Con uno strano articolo (“La par condicio lasciamola alla politica, scienza e fede cerchino la verità “) su Il Sussidiario un fisico diffonde le parole dette il 31/10 dal Papa sul continuo e costante controllo divino sul processo evolutivo, una situazione che, se fosse vera e dimostrabile, annullerebbe la compatibilità fra fede e scienza proclamata da mons.Ravasi il 16/9/08. Sembra ben strano sostenere che un intervento del Papa che contesta in questo modo la teoria dell’evoluzione (che solo un mese e mezzo fa Mons.Ravasi credeva stranamente compatibile con la fede) “salti a più pari ogni contrapposizione polemica” o addirittura “offra riflessioni di grande utilità per coloro che sono impegnati nel lavoro scientifico”.
E’ evidente l’atteggiamento da divulgatore della fede più che da divulgatore scientifico in missione fra fedeli che non capiscono gli elementi di base della scienza.

Strana coincidenza: proprio l’altro ieri sull’Osservatore Romano un articolo sullo stesso tema  (“Divulgazione scientifica o arte della persuasione?”) evidenziava la differenza fra i due organi di informazione: si sosteneva infatti il grande rispetto dovuto, nella scienza, alla competenza, tanto da sostenere a ragione che Veronesi non avesse alcuna competenza specifica quando parlava di argomenti … di fisica. [Sorge inevitabilmente un dubbio: Veronesi può essere considerato autorevole almeno quanto un fisico se parla di evoluzione biologica?]

·         Sempre a proposito di competenze: in un sito web si informa che al master in Scienza e Fede dell’UPRA un matematico dell’American school of Business [!?] il 4/11 terrà una conferenza su “L’evoluzionismo sperimentale fra dawinismo e finalismo”. Non so se è noto a tutti che la fissazione per Darwin e il darwinismo raggiunge i suoi massimi livelli fra gli antievoluzionisti e i creazionisti, che preferiscono evitare di doversi confrontare con le scoperte più recenti, ben più solide e incontestabili di quelle, in parte datate e oggi anche in parte superate, di Charles Darwin, che possono anche essere ricoperte più facilmente con uno spesso strato di filosofia.

·         Ancora a proposito di competenze: un fisico e divulgatore cattolicissimo e che sembra conoscere fin troppo bene le critiche all’evoluzionismo e le meraviglie dell’Intelligent Design, prova a spiegare la posizione della Chiesa e quella degli evoluzionisti sulla teoria dell’evoluzione in un intervista che gli fa Radio Formigoni: “Creazionismo, Intelligent Design, Darwinismo : i termini della questione

 

2/11/08-USA

·         [da Pikaia] Sull'ultimo numero della rivista Biology Letters, della Royal Society, è disponibile un'intera sezione di articoli (liberamente accessibili) dedicati ai cambiamenti climatici e alle conseguenze sulla biodiversità. Se a qualche scettico sui rischi dei cambiamenti climatici non bastassero gli allermi degli autori della Red List dell’IUCN o gli allarmi del Living Planet Report 2008 del WWF (qui è scaricabile il volume in inglese e qui ci sono i video), pure qui possono trovare la prova di come ricerche scientifiche serie dimostrano come i cambiamenti climatici influenzino la biologia (e in particolare l’ecologia) di molte altre specie animali.
Sembrerebbe a questo punto strano che solo la nostra specie non debba preoccuparsi degli effetti dei cambiamenti climatici che mettono in difficoltà la sopravivenza delle altre specie.
Negare che vi sia una qualche colpa anche da parte della nostra specie, per il “rovinoso sfruttamento del pianeta” (Castelgandolfo, 23/9/07) … farebbe sorridere (o meglio arrabbiare) anche un Papa.

·         Una strana convergenza – ma la situazione è grave - anche negli USA fra scienza e religione; anche in questo caso, come nell’articolo del Foglio di oggi  (“Una Chiesa malata di biologismo”), sui problemi della vita. Chissà cosa penserà V.Mancuso della lettera, scritta dallo zoologo E.O.Wilson (preoccupatissimo non tanto per le sue indistruttibili formiche, quanto per il futuro delle altre specie animali e vegetali che vivono sulla terra) a un pastore della chiesa battista americana.
Dal titolo della lettera
 (“Salviamo la creazione”)  si capisce che si tratta di un appello ad unire le forze (quelle della scienza e della religione, che sono senza dubbio notevoli oggi nel mondo, come ammette Wilson) per salvare il nostro pianeta.
La lettera, pubblicata sul Sole 24 Ore, costituisce il primo capitolo del nuovo libro di E.O.Wilson (“Creazione”).

E’ possibile che l’appello di E.O.Wilson nasca da recenti allarmi, come quelli del WWF o dell’IUCN che mostrano una situazione oggettivamente grave, che mette a rischio la stessa sopravvivenza della nostra specie; è possibile che nasca anche da situazioni drammatiche che riguardano anche solo la nostra specie nella quale aumentano i conflitti per la conquista e il controllo anche di semplici risorse alimentari, energetiche o anche solo minerarie, come nel Congo, dove si combatte e si muore per controllare le miniere necessarie per la produzione di computer, telefonini e IPOD …

 

2/11/08-IT

·         Sull’Unità un articolo (“Democrazia difficile”) di un medico e bioeticista che ritorna sulla critica del Papa (16/10/08) agli scienziati arroganti, avidi e senza etica. Nell’articolo si sottolinea invece il fatto che l’intervento del Papa non abbia toccato il tema della partecipazione democratica all’innovazione scientifica.

·         Su Repubblica un articolo sul convegno in Vaticano (“L'universo spiegato al Papa”) con la descrizione dell’incontro fra Hawkins e il Papa.

·         Sul Foglio un articolo  (“Una Chiesa malata di biologismo”) del teologo del San Raffaele, Vito Mancuso, che nota sconcertanti affinità fra la biologia evoluzionistica esposta da L.L.Cavalli Sforza all’inaugurazione dell’anno accademico al San Raffaele e la biologia non evoluzionistica alla base delle opinioni degli esponenti del comitato integralista cattolico “Scienza e Vita”. Strane convergenze davvero … preoccupa che qualcuno non abbia le conoscenze necessarie per notare le differenze …

·         E’ indipendente dal convegno in Vaticano, ma riguarda l’evoluzione (soprattutto – ma non solo - dell’uomo e quindi soprattutto culturale) un articolo di F.Facchini sull’Avvenire (“Quando l'Homo sapiens inventò la cultura”).
Da apprezzare, dato il contesto, l’inserimento dell’evoluzione umana, pur con le sue peculiarità (soprattutto per quanto riguarda la cultura) nella storia evolutiva dei mammiferi e dei primati: “Il processo di cerebralizzazione rappresenta un trend evolutivo riconoscibile nei Mammiferi e, nel loro ambito, alla direzione evolutiva dei Primati che si afferma negli Ominoidei, poi negli Ominidi per raggiungere la sua espressione più alta in Homo sapiens.
Meno apprezzabile il fatto che siano evidenti comunque i vincoli dovuti alla necessità di confermare precedenti dichiarazioni papali, punti di passaggio obbligati per qualsiasi ragionamento (“In modo particolare lo psichismo riflesso, il linguaggio simbolico, la libertà sono tipici ed esclusivi dell'uomo. Essi sono da considerarsi proprietà extrabiologiche. … La natura della discontinuità, rappresentata dalla intelligenza astrattiva, dall'autocoscienza e dalla libertà, chiama in causa la dimensione spirituale. … Giovanni Paolo II parla di ' salto ontologico' nella comparsa dell'uomo”).  
Possiamo sperare che l’osservazione fatta proprio oggi da N.Cabibbo (presidente dell’Accademia Pontificia delle Scienze) sul fatto che “Il problema dell’imbarazzo di alcuni ambienti religiosi verso la teoria dell’evoluzione va risolto a livello teologico” possa trovare presto una soluzione in interventi dei rarissimi esperti competenti.
Qualcuno infatti dovrà spiegargli se ha ragione o torto a pensare, contestando appunto il Papa, che “Risolvere il problema dicendo che dopo tutto Darwin non è veramente dimostrato e che esistono passi evolutivi che non si possono spiegare sembra una lotta di retroguardia destinata a fallire”. Il salto ontologico di cui parla GP2 è certamente uno dei “passi evolutivi che non si possono spiegare”, secondo la Chiesa.
Ovviamente angosciante è il dubbio finale (“L'uomo troppo sapiens diventa ipso facto demens, ha osservato Morin”)  e la domanda senza risposta (“Ma questo non sarebbe un cambiamento di rotta rispetto al corso dell'evoluzione?”).
L’angoscia deriva anche dal dubbio sulla reale volontà/possibilità della nostra specie di affrontare senza schemi ideologici e senza fughe verso le favole le sfide che dovrà affrontare. Leggere che “Sembriamo geneticamente attrezzati per trovare molto facile accettare il creazionismo: al contrario del darwinismo, ben più difficile da digerire” non è certo tranquillizzante …

 

2/11/08-VA

·         Oggi sui quotidiani compaiono altri articoli sul convegno vaticano sull’evoluzione dell’universo e della vita. Purtroppo non si trovano testi integrali degli interventi, ma agli abstract presenti sul sito del convegno si aggiungono solo citazioni riportate da giornalisti (probabilmente per via indiretta, dato che il convegno è previsto si svolga a porte chiuse)

·         Da segnalare soprattutto il testo di N.Cabibbo, presidente dell’Accademia Pontificia delle Scienze, organizzatrice del convegno, pubblicato dal Sole 24 Ore:  “Non esiste la fisica di Dio”. L’intervento riguarda soprattutto l’evoluzione biologica; più che in altri suoi interventi precedenti, si evidenzia la chiara condanna dell’Intelligent Design, ritenuto correttamente una gemmazione del creazionismo USA (“anche la recente ipotesi del disegno intelligente è una branca del creazionismo”). Molto chiara anche al coscienza dell’”imbarazzo di alcuni ambienti religiosi verso la teoria dell’evoluzione … che ricorda l’atteggiamento seicentesco nei riguardi della terra che si muove e … l’imbarazzo più antico verso la terra sferica”. Bella e chiara la frase di Cabibbo che indica la responsabilità e che condanna le critiche verso la biologia evoluzionistica: “Il problema dell’imbarazzo va risolto a livello teologico. Non può essere risolto a livello scientifico”. La frase successiva è ancora più cattiva in quanto sembra criticare con grande precisione alcune recenti frasi del Papa, tratte dal volume “Evoluzione e Creazione”; dice infatti “Risolvere il problema dicendo che dopo tutto Darwin non è veramente dimostrato e che esistono passi evolutivi che non si possono spiegare sembra una lotta di retroguardia destinata a fallire”. Molto chiara anche l’ultima frase, che sembra diretta invece contro una nota frase di GP2 (26.4.1985) spesso ripresa anche da F.Facchini nonostante precisi che fa riferimento a piani diversi (“L’evoluzione presuppone la creazione”) oltre che contro l’insegnamento della Genesi a bambini di tre/cinque anni: “La creazione in senso religioso non è un fatto scientifico. Pretendere di costruire una fisica di Dio mi sembra blasfemo

·         Sull’Avvenire un articolo (“Bibbia ed evoluzione, l'accordo è possibile”) in cui si riferiscono gli interventi di S.Hawkins, e dei cardinali C.M.Martini e Schönborn. Da notare come il titolo non corrisponda né a quanto detto da Hawkins, né a quanto detto il 29/10 da N.Cabibbo, organizzatore del convegno; ambedue infatti tendono con pignoleria a distinguere fra le diverse competenze.

 

1/11/08-VA

·         Sull’Osservatore Romano un articolo    (“Divulgazione scientifica o arte della persuasione?”) che riferisce su una giornata di studio sulla divulgazione scientifica, organizzata dal premio Sapio per la ricerca italiana 2008, giunto alla decima edizione. Si esaminano alcuni problemi che riguardano la competenza dei giornalisti ma anche quella degli scienziati: “Data, invece, la cieca fiducia che ormai nutriamo verso gli uomini di scienza, prescindendo dall'ambito in cui intervengono, il rischio è che nelle decisioni scientifiche "si finisca per scegliere in modo emotivo" (prendendo come esempio Veronesi:  se parla di cancro al seno è la massima autorità in materia, ma quando si pronuncia sull'energia nucleare non ha alcuna competenza specifica)”.
Sappiamo quanto il problema evidenziato nella tavola rotonda sia particolarmente grave e preoccupante quando si parla di evoluzione biologica; basta seguire i quotidiani in questi giorni per verificare che alcuni fisici parlino senza imbarazzo di evoluzione biologica a sproposito, per non parlare del vizio che hanno tutti gli esperti di creazione di credersi esperti di evoluzione biologica nonostante siano evidentemente (basta sentire le imbarazzanti sciocchezze che dicono) discipline che richiedono competenze diverse. Di questo sembra che ci si ricordi solo quando esperti di evoluzione biologica (o di matematica…) si azzardano a mettere in dubbio la creazione o anche solo a citarla. Strano che non si pensi che anche gli scienziati abbiano reazioni simili …

·         Nel sito della Radio Vaticana un’intervista con mons.Sorondo e una sintesi dell’intervento del Card.Schönborn, che integra l’intervento piuttosto vago del Papa: Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze. Mons. Sorondo: nessuna incompatibilità tra la teoria dell'evoluzione e la Creazione. L'intervento del cardinale Schönborn”. La risposta all’ultima domanda lascia veramente a bocca aperta, dato che non solo non è chiaro che definizione dia della teoria dell’evoluzione, ma soprattutto è evidente che il cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze attribuisce un valore scientifico al racconto della Genesi:

D. – Dunque, la teoria dell’evoluzione non è incompatibile con il progetto di Dio che ha creato l’uomo…
R. – Non solo non è incompatibile, ma è più vicina a quanto leggiamo nella Bibbia di tante altre teorie, per esempio alla teoria che avevano i greci, che pensavano ad un mondo eterno e ciclico. Evidentemente è più vicina, pensando al fatto che la Bibbia ci presenta Dio che crea il mondo in sette giorni, e evidentemente ogni giorno lo fa progredire: la luce, poi gli astri e poi la vita con le piante, gli animali e poi finalmente l’uomo: c’è dunque un progredire. …. . Naturalmente questa teoria scientifica sconfina nella filosofia e quindi noi abbiamo delle filosofie che si rifanno all'evoluzionismo e sono materialistiche e dicono che esiste solo la materia. Ma questa non è scienza, è filosofia. Quindi qualcuno può utilizzare alcune teorie scientifiche per fare interpretazioni filosofiche o, se si vuole atee
, asserendo che tutto è caos. Ma ripeto questa è un’opinione filosofica e comunque un’ideologia che può stare dietro a certe presentazioni che si fanno sul tema dell’evoluzione. Ma a dire la verità, non appartiene ai grandi scienziati, i quali, quasi tutti, sono credenti.

·         Come seguendo uno schema pianificato, dopo l’intervento di ieri del Papa compare oggi un articolo di F.Facchini sull’Osservatore Romano  (“Creazionismo ed evoluzionismo: Non solo conciliabilità ma armonia”) dove si cerca di dare ai cattolici qualche indicazione più chiara; F.Facchini ripete qui le sue valutazioni sull’Intelligent Design modello USA, che già presentò sull’Osservatore Romano il 16/1/06, quando da una sede autorevole criticò le indicazioni favorevoli del card.Schönborn, presentate per la prima volta sul New York Times del 5/7/05 e spesso riprese nel mondo cattolico (dallo stesso F.Facchini il 16/1/08).
La critica all’ID è inserita in un ragionamento che evidenzia l’eterogeneità delle posizioni del mondo cattolico di fronte all’evoluzione e in particolare alla teoria dell’evoluzione, con ragionamenti a volte scientificamente non motivati che non permettono che il confronto delle opinioni avvenga sotto il controllo della ragione; F.Facchin ritiene infatti che non sia accettabile oggi che “
per affermare il principio della creazione, vengono contestate le vedute evoluzionistiche della scienza”.
Da notare che una critica rivolta agli evoluzionisti (“Secondo alcuni il darwinismo emancipa la natura dall'ipotesi-Dio, di cui non c'è più bisogno”) potrebbe contribuire a evitare a Dio il ruolo spiacevole di tappabuchi, a cui sembra che molti cattolici non vogliano rinunciare.
Che si possa fare a meno di questa ipotesi lo sosteneva anche Peter Schuster (“As molecular biologists, we do not need the intervention of an intelligent designer as the cause of evolution to explain what we see“), che era l’esperto evoluzionista invitato al convegno papale di Castelgandolfo del settembre 2006: anche per lui i meccanismi previsti (e dimostrati) dall’attuale teoria sintetica dell’evoluzione possono evitare l’uso e l’abuso di un’ipotesi oggi non più necessaria.

·         Molti altri articoli riportano e a volte commentano oggi l’intervento del Papa:

·         Un articolo di APCOM  (“Il Papa cita G.Galilei: "fede e scienza non sono in opposizione") conferma che non ci sono novità particolari nell’intervento del Papa (“il Papa si è tenuto alla larga dal dibattito politico, affrontando solo le questioni di fondo”), che in realtà si è tenuto lontano anche dal dibattito scientifico, non proponendo altro che un’immagine della natura come se fosse solo un libro che racconta una storia già scritta.
In realtà potrebbe essere una sconcertante nuova ipotesi scientifica, se solo fosse stata motivata, quella contenuta in una frase
 (“la creazione non ha a che fare soltanto con l'inizio della storia del mondo e della vita. Ciò implica, piuttosto, che il Creatore fonda questi sviluppi e li sostiene, li fissa e li mantiene costantemente") in cui si propone un continuo controllo soprannaturale … dei costanti e quotidiani processi riproduttivi di miliardi di animali e vegetali [?!!]; questa idea trova probabilmente diffidenti anche alcuni biologi cattolici, che, in assenza di indicazioni, pensavano fosse preferibile (ma non lo potrebbero certo dimostrare) che l’evoluzione proseguisse secondo regole certe e predefinite, ma definite solo inizialmente, senza il controllo divino costante che oggi il Papa propone ai cattolici come ipotesi in cui credere.
Strano e incomprensibile che alcuni siti cattolici abbiano del tutto ignorato questa “ipotesi”; forse perché senza dubbio sarebbe un’ipotesi incompatibile con la teoria dell’evoluzione (smentendo quel che pensa mons.Ravasi ma confermando quanto già sostenuto anche dal Card.Schönborn).

·        Anche in un sito cattolico l’articolo di un fisico e teologo (R.Martinez, che collaborerà e parteciperà al convegno di marzo su Darwin) evidenzia il fatto che non ci siano novità, ma lo si dice in un modo peggiore: nell’articolo comparso su Il Sussidiario (“Benedetto XVI: creazione ed evoluzione sono compatibili, la sfida è comprendere il "libro" della realtà”) invece di scrivere semplicemente che il Papa non ha fornito chiarimenti sulla posizione attuale della Chiesa (è apprezzabile notare che lo stesso teologo aveva appena precisato che “ci si attendeva una qualche presa di posizione”!!) si scrive invece che “sembrerebbe quasi che le parole di Benedetto XVI, nella loro brevità, non abbiamo voluto entrare nella polemica”.  [Polemica!?!? Un modo quanto meno strano per dimostrare la propria delusione … o per riferirsi ad un tema sul quale il 16/9/08 mons.Ravasi aveva fatto credere ci fosse “compatibilità” fra la posizione della Chiesa e quella della scienza…]
Il teologo comunque non è solo: anche molti altri da 150 anni aspettano “una qualche presa di posizione”!! E’ chiaro che la situazione sembri imbarazzante anche per questo teologo che ha studiato le prime reazioni negative, nell’800, della Chiesa cattolica al darwinismo; spiace che cerchi di nascondere questo imbarazzo sospettando che questa imprevista mancanza di indicazioni “Forse potrà essere utilizzata a scopo polemico da una o dall’altra parte”.

Con queste premesse non sembra coerente che nella conclusione il Papa dica che “La Chiesa ringrazia la scienza “di questo mutuo arrichimento nella ricerca della verità e del benessere dell’umanità”. E’ infatti solo la citazione di una frase presa da GP2 … che sulla teoria dell’evoluzione aveva espresso un’opinione un po’ più favorevole e rispettosa dell’automia della scienza.
Stranamente manca qualsiasi accenno di questo teologo e fisico all’ipotesi del controllo costante di Dio sul processo evolutivo.

·        Su Repubblica un articolo (“L'UNIVERSO SPIEGATO AL PAPA”) racconta l’intervento al convegno del fisico Hawkins, che spiega al Papa che la creazione, secondo lui, non è mai esistita.

·        Sul Mattino un’intervista al filosofo e matematico  G.Giorello ("ANCORA TROPPI PREGIUDIZI SUL DARWINISMO"), in cui si cita anche un libro recentemente scritto insieme al teologo Bruno Forte, affianca un articolo con l’intervento del Papa al convegno (“RATZINGER: LA SCIENZA NON ESCLUDE DIO”)

·        Sul Corriere si racconta (“CREAZIONE, IL PAPA CITA G.GALILEI "COMPATIBILI SCIENZA E FEDE") dell’incontro del Papa con Hawkins e della citazione che iI Papa ha fatto, dopo quella S.Tommaso, di una frase di G.Galilei. Nessuna citazione di autori o scienziati recenti. Si cita la frase del Papa sul continuo controllo divino del processo evolutivo e la frase in cui sostiene, senza dimostrazione, che “Il processo è razionale nella misura in cui rivela un ordine di evidenti corrispondenze e innegabili finalità”. Nello stesso articolo si racconta anche dell’intervento di F.Facchini sull’Osservatore Romano contro l’Intelligent Design USA.
In un altro articolo (“La creazione del mondo? La spiegheremo noi”) una sintesi dell’intervento del fisico S.Hawkins, che non crede nella creazione ma pensa che la scienza possa un giorno spiegare anche il resto.

·        In un articolo che sembra tratto dal sito del Messaggero una delle frasi citate dell’intervento papale è proprio quella in cui il Papa propone l’ipotesi che ci sia un costante controllo divino sul processo evolutivo, rendendo quindi del tutto superflua – forse non se ne rende conto - la teoria dell’evoluzione. Vedremo se mons.Ravasi riuscirà a citare questa ipotesi senza negare la compatibilità da lui affermata fra scienza e fede proprio sull’evoluzione biologica

·        Un articolo su Libero (“Tra il Papa e l'eretico la spunta G.Galilei”)  riporta l’incontro fra il Papa (che cita G.Galilei) e il fisico S.Hawkins

·        Un articolo sull’Avvenire presenta un’intervista («Sulle tracce di Dio fra le galassie») a P.G.Funes, il gesuita astronomo che ha sostituito da più di un anno il precedente astronomo pontificio, P.Coynes, e che aveva promesso di non rispondere a domande sull’evoluzione biologica in quanto non competente. Forse non si ricordava dell’impegno preso nella sua prima intervista, e comunque non poteva avere ancora letto l’articolo comparso oggi sull’Osservatore Romano riguardo all’importanza della competenza, ma (dopo aver già detto in maggio che non escludeva l’esistenza delgli extraterrestri) risponde a una domanda sulla teoria dell’evoluzione biologica parlando invece dell’evoluzione dell’universo come fatto. Il resto dell’intervista riguarda il suo lavoro di astronomo, di cui invece è ovviamente competente.

 

 

OTTOBRE 2008

                                                                                                                                                                         

31/10/08-USA

·         Proprio in coincidenza con il convegno in Vaticano sull’origine dell’universo, il cattolico The Kolbe Center for the Study of Creation pubblica un lungo contributo (“Days of Creation”, di ben 46 pagine) per “dimostrare” come secondo i padri della Chiesa, i 6 giorni della creazione fossero durati proprio 24 ore ognuno (si chiude un occhio solo su S.Agostino…): “In light of all of the evidence presented here, there can no longer be any reasonable doubt that the sacred writer(s) of Genesis intended to assert that the creation days were six 24-hour days. (Or, according to the speculation of St. Augustine, a single instantaneous act of Creation, revealed to the angels under the figure of six days). [La longa manus del Vaticano sembra che non arrivi fino a questo centro di studio che smentisce le dichiarazioni di mons.Ravasi sull’amore della Chiesa amnche solo per l’evoluzione]. Recentemente (14 settembre) erano stati pubblicati contribuiti teologici su problemi di evoluzione (“Reflection on Macroevolution”) e … precisazioni teologiche su fatti non dimostrabili (“2241 BC The Date of the Flood”).  

 

31/10/08-VA

·         Oggi i partecipanti al convegno in Vaticano sono stati ricevuti in udienza dal Papa, che ha rivolto loro un breve discorso  (“Non c'è opposizione tra fede nella creazione e scienza”); volendo si potrebbero citare le parole con cui il Card.Schönborn aveva criticato sul New York Times del 5/7/05 un intervento di GP2 del 1996 in favore della teoria dell’evoluzione, definito: piuttosto vaga e poco importante:rather vague and uninportant 1996 letter about evolution””.
Si può invece cogliere anche un aspetto positivo, evidenziando il contrasto fra la citazione di San Tommaso, utile solo se ci si potesse limitare a discutere della creazione, ma inutile per capire se davvero l’evoluzione, come propone il Papa, sia solo uno “srotolamento”; un processo di questo tipo  giustificherebbe la sua idea, del tutto non dimostrabile, di “ordine di corrispondenze evidenti e finalità innegabili”, proprio come diceva anche il Card.Schönborn, che non pensava che qualcuno pretendesse poi da lui un’impossibile spiegazione (“by the light of reason the human intellect can readily and clearly discern purpose and design in the natural world, including the world of living things”).
In questa situazione di impotenza si inserisce quindi, come se fosse un appello rivolto agli intellettuali presenti, la riproposizione dell’invito fatto da GP2 nel 2003 di “aiutare la filosofia e la teologia a comprendere sempre più pienamente la persona umana” e “il posto dell'umanità nel cosmo”; questa frase sembra un invito agli scienziati cattolici a smettere con le stupide polemiche verso i colleghi non cattolici per dedicarsi invece a spiegare come funziona l’evoluzione e la teoria dell’evoluzione ai filosofi e ai teologi, che non ci capiscono nulla e sono spaventati (come spiegava GP2 nella sua famosa lettera del 1988 a P.Coyne e come ha capito recentemente anche mons.Ravasi).  

·         L’intervento del Papa è presentato anche in un articolo della radio Vaticana che sottolinea un clamoroso misunderstanding molto frequente, la confusione fra caos distruttivo e caso creativo  (“Benedetto XVI alla Pontificia Accademia delle Scienze: il cosmo non è un caos, ma un ordine fondato dal Creatore che la scienza può progressivamente indagare”. Nello stesso articolo un’intervista con un premio nobel per la medicina, W.Arber, che conferma che “sia una sciocchezza cercare di provare scientificamente l’esistenza di Dioma chela scienza debba avere un grande rispetto nei confronti della fede”. [Un rispetto quindi necessariamente basato solo sulla fede; è evidente che ciò possa procurare qualche disturbo, almeno di digestione, ad uno scienziato].

·         L’intervento del Papa è riportato anche nell’articolo dell’Agenzia ZenitIl Papa: nessuna opposizione tra Creazione e scienze empiriche”. Il continuo riferimento del Papa al caos invece invece che al caso rende improbabile che, con queste premesse culturali, si possa giungere in tempi ragionevoli alla “scoperta” della teoria dell’evoluzione anche da parte del Vaticano. Questo non può che far capire la genialità dell’intuizione di Darwin, basata comunque sulle migliori conoscenze del tempo, che gli derivavano da un supporto della comunità scientifica che invece il Papa proprio non riesce ad ottenere. Strano che nessuno abbia da obiettare a frasi come “studi scientifici arricchiscono in modo considerevole le nostre conoscenze della realtà naturale, ma sollevano anche degli interrogativi”; nessuno si chiede e verifica se gli interrogativi sono influenzati da questi studi o se sono gli stessi che avevano S.Agostino e S.Tommaso, spesso citati più degli autori di questi studi scientifici?

 

31/10/08-IT

·         E’ uscito oggi l’Almanacco di filosofia di Micromega con alcuni articoli dedicati al tema “Dio, nichilismo, democrazia”; la discussione è aperta da un articolo di Flores d’Arcais sull’atesmo metodologico, a cui seguono alcune riposte.

·         La risposta di T.Pievani viane pubblicata in parte oggi su la Stampa in un articolo (“MA IL NOSTRO CERVELLO NON CREDE A DARWIN”) in cui si riprendono gli interessanti argomenti presenti nel volume Nati per credere. Che dimostrano come il processo di maturazione del sistema nervoso umano favorisca l’accettazione precoce di spiegazioni mitiche e fantastiche, come già diceva qualche anno fa anche il prof.Bertagna, autore della riforma dei programmi scolastici che abolì l’insegnamento di concetti complicati in giovane età, sostituendoli con favole, meglio accettate; purtroppo quelli scoperti degli ultimi secoli grazie all’enorme massa di conoscenze accumulate precedentemente sono di solito … concetti complicati.

·         E’ disponibile il programma dell’iniziativa (“1809-2009 Il futuro di Darwin – Ecosistema”) prevista per il prossimo 22 novembre a Pisa e inserita nelle Baxter Lectures 2006/09. 

·         Sempre in riferimento al convegno in Vaticano sull’evoluzione della materia e della vita (Scientific insights into the evolution of the universe and of life”), un articolo (“L'evoluzione tra scienza e ideologia”) sul Sussidiario presenta alcune frasi non spiegate e anche poco giustificate, che non chiariscono quale sia l’obiettivo reale dell’articolo: “Darwin introduce il meccanismo dell'evoluzione come interazione fra la differenza fra genitori e figli e il differente impatto dell'ambiente fisico su tale differenza. Questo meccanismo in linea di principio può diventare una scienza esatta, ossia misurabile in maniera quantitativa. Il fatto che possa essere misurato non implica che sia stato effettivamente misurato. Questa distinzione viene spesso trascurata dai darwinisti”. [sembra che I darwinisti siano dei teorici… a cui non piace misurare …]; “C'è una differenza enorme fra quello che il darwinismo inteso come scienza ha finora dimostrato, e quello che promette come ideologia”; ”Il proposito di Darwin, come emerge dai suoi Taccuini è quello di screditare la fissità delle specie, che secondo lui era insegnata dalla Bibbia”; la frase più sconcertante è però “Il primo capitolo della Genesi riguarda principalmente l'importanza dell'osservanza del Sabato”. [Quindi sbaglia chi avesse mai pensato – o insegnato ai bambini - che fossero più importanti invece la creazione o il peccato originale?]. Lascia comunque anche perplessi leggere che “Le derive ideologiche del darwinismo, usato per giustificare il libertinismo, la competizione più spietata o addirittura la guerra, sono ovviamente da rifiutare”. [Sembra strano trovare qualcuno che pensi che guerra, competizione e … libertinismo [?] siano novità così recenti …].

Assurda poi la frase “Affermare, come qualcuno di loro fa, che, dato il tempo necessario, le termiti potrebbero costruire un telescopio significa … ignorare il dovere del rispetto incondizionato dovuto ai fatti”; anche il card.Ratzinger nel 2004 confermò di credere nell’evoluzione dell’uomo da forme molto semplici e molto antiche, accettando quell che credeva anche Erasmus Darwin nel 1794. Anche lui quindi potrebbe essere d’accordo, che dopo decine di milioni di anni, ci siano anche discendenti delle termiti che sono capaci di leggere e di criticare certe sciocchezze.

·         A proposito del Convegno in Vaticano sull’evoluzione, un articolo del Corriere sull’intervento del fisico S.Hawkins, contrario a ritenere la creazione un evento reale (“IL FISICO HAWKING DAL PAPA PER DIFENDERE L'EVOLUZIONISMO”).

 

30/10/08-IT

·         [da Pikaia] Iniziano in novembre e dureranno fino al Darwin Day del 12 febbraio 2009 le numerose iniziative dedicate dal comune di Massa al bicentenario darwiniano. Il cumine sarà quindi la settimana darwiniana finale, del 6 febbraio 2009

·         Alcuni articoli annunciano l’inizio in Vaticano del convegno sull’evoluzione della materia e della vita (Scientific insights into the evolution of the universe and of life”), organizzato dall’Accademia delle Scienze pontificia. Un articolo sul Sussidiario (“L’evoluzione dell’universo e della vita, una questione sempre aperta”)  fa notare come i titoli di alcune relazioni spieghino quale sia “l’origine di molte delle incomprensioni della possibilità di conciliare scienza e fede”; Le comunicazioni  Superare la falsa opposizione tra il caso e la creazione” e “L’essere umano: piano di Dio o strana coincidenza?” dimostrano infatti fin dal titolo come sia facile ridicolizzare gli scienziati attribuendole ipotesi sciocche oltre che assurde. Bisogna peronare perché non sanno quello che dicono?

·         Sul convegno si può leggere un’intervista della Radio Vaticana all’organizzatore, il fisico Nicola Cabibbo, presidente dell’Accademia delle Scienze Pontificia (“L'evoluzionismo al centro della plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze. Intervista con il prof. Cabibbo”); la prima domanda è abbastanza difficile e i giornalisti di solito cercano di essere più specifici: quali sono gli ultimi apporti della ricerca scientifica sulle origini e l’evoluzione dell’universo, della materia e della vita?”: Sostenendo la necessità che la Chiesa “dia un suo apporto alla ricerca scientifica perché in qualche modo il futuro dell’umanità dipende dalla ricerca scientifica” cita come esempio l’esigenza di “controllare gli eventi connessi ai cambiamenti climatici”; forse N.Cabibbo ignora che su questi temi è in atto un confronto fra le posizioni del Papa e di alcune strutture universitarie pontificie che negano che ci sia alcunché da controllare.

 

29/10/08-VA

·         Sull’Avvenire un’intervista (“Il boomerang di Einstein“) a N.Cabibbo, presidente dell’Accademia Pontificia delle Scienze, che organizza il convegno in Vaticano sull’evoluzione della materia e della vita (Scientific insights into the evolution of the universe and of life”) che si aprirà nei prossimi giorni. Divertente vedere come sia evidente dalle domande il fatto che il giornalista abbia una posizione diversa e cerchi incosciamente di orientare le risposte.
Per fortuna N.Cabibbo resiste e ribatte; evita soprattutto di confermare che F.Facchini (come noto antropologo cattolico) ritenga la “creatio continua” (che poi il 31/10 verrà confermata dal Papa…) compatibile con l’evoluzione …; curioso vedere che, dopo che N.Cabibbo ha confermato che “
La creazione è un atto di fede, non è da indagare come evento scientifico”, nella domanda successiva il giornalista, passi ad un argomento in cui “il clima della discussione è più sereno” …
Da notare come il giornalista sia sempre stato un grande sostenitore di quella “teoria” dell’Intelligent Design che N.Cabibbo nell’intervista gli distrugge come ipotesi scientifica (“Da alcuni anni il creazionismo ha cercato di darsi un'impostazione scientifica e si è trasformato nel 'disegno intelligente”). E pensare che da due anni anche F.Facchini sull’Osservatore Romano nega che ci possa essere qualche interesse dei cattolici verso l’ID! Possibile che all’Avvenire non lo leggano? Forse preferiscono ancora leggere Sermonti …

 

29/10/08-WORLD

·         Presentato anche a Roma il Living Planet Report 2008 del WWF (qui è scaricabile il volume in inglese e qui ci sono i video). Stimola realmente il dubbio che vi sia una qualche colpa anche da parte della nostra specie, per il “rovinoso sfruttamento del pianeta” (Castelgandolfo, 23/9/07).

 

28/10/08-IT

·         Sull’Avvenire oggi nella rubrica delle lettere si trovano interventi che evidenziano i disagi che si vivono nell’università in questi mesi; un primo intervento (“Il dissenso non è un crimine”), da Padova, è contro i tagli generalizzati che puniscono anche le università, approvati dal Parlamento annullando la discussione con il voto di fiducia. L’altro (“Quando lo scienziato non conosce il dato”), da Pavia, di  un ricercatore che difende “i manovali sottopagati della ricerca” e  gli onesti coltivatori quotidiani della ricerca, onerati da tante altre incombenze”.
In realtà l’intervento è soprattutto per esprimere il suo sostegno alle dichiarazioni generiche fatte dal papa il 16/10/08 contro alcuni scienziati che “a volte” cercherebbero “Il facile guadagno o, peggio ancora, l'arroganza di sostituirsi al Creatore”.
Nella lettera si riporta integralmente una sintetica mail di un collega (critica verso il Papa ma probabilmente non destinata a circolare oltre il gruppo di colleghi) per criticare chi “estrapola pezzi di frase e titoli di giornale per dare addosso alla Chiesa reazionaria e contraria al progresso” e si accusano “ricercatori anche di fama mondiale che discutono elaborazioni e sintesi di altri senza conoscere il dato”.
In realtà, in una mail di risposta, circolata anch’essa solo fra i colleghi, il ricercatore estrapolava le frasi “migliori” e più note di dichiarazioni papali solo parzialmente in favore dell’evoluzione ("Humani generis" ,1950) o della teoria dell’evoluzione (dichiarazione di GP2 del 1996), evitando di riportare le parti dei documenti in cui si confermava il potere e il diritto della Chiesa di giudicare l’accettabilità delle scoperte scientifiche. L’esilio e il Monitum
che ha colpito Teilhard de Chardin nel 1962, addirittura dopo la morte (e che vale tuttora) è la migliore prova che la Chiesa ha ancora qualche problema da risolvere prima di accusare alcuni scienziati.
Stupisce che molti ricercatori cattolici non capiscano che le loro competenze e il loro ruolo potrebbero essere utilizzati forse in modo migliore; magari appoggiando le richieste di annullare il Monitum contro Teilhard de Chardin e di garantire una sepoltura migliore, 53 anni dopo, ad un gesuita che, lui sì, riteneva suo dovere di contribuire con le sue competenze a sfatare l’idea di una “
Chiesa reazionaria e contraria al progresso” e alla scienza. Non mi sembra di ricordare di aver letto che TdC perdesse tempo a far la predica a colleghi scienziati.
Purtroppo il permettere che tuttora alti esponenti della gerarchia manifestino pubblicamente idee settecentesche non sembra l’uso migliore e più ragionevole dei talenti di cui dispongono e che preferiscono tenere sepolti, configurando probabilmente un peccato di omissione di soccorso.

·         Sul Tempo un’intervista a G.VaIIortigara, autore con T.Pievani e V.Girotto del libro “Nati per credere”, che affronta un tema simile a quello proposto da P.Boyer nell’articolo di Nature citato qui sotto (25/10/08): la predisposizione del cervello umano “a credere nel soprannaturale, e, primo su tutti, al creazionismo, come spiegazione del mondo. Sembriamo geneticamente attrezzati per trovare molto facile accettare il creazionismo: al contrario del darwinismo, ben più difficile da digerire”.
Sembra di capire dall’intervista come una dimostrazione di ciò la si possa ottenere analizzando quali spiegazioni i bambini danno a fenomeni che non conoscono o di cui hanno avuto spiegazioni per loro non comprensibili o non convincenti. Il fatto che si tenda a “riempire” i buchi con spiegazioni soprannaturali sembra una prova della tendenza innata a ricorrere appena possibile al soprannaturale più che una dimostrazione dei limiti della comprensione umana quando non è supportata da adeguate conoscenze, proprio come successe – un esempio casuale … - anche a Darwin o a Wallace, che pure erano cresciutelli, prima che gettassero l’occhio (ma soprattutto il cervello) su realtà che ignoravano.
Ad una precisa domanda, sembra però che VaIIortigara contesti questo dubbio: “
Non si riduce così la religione a pensiero infantile, immaturo? «No. Si parte dai bambini solo perché, in loro, certi meccanismi sono più riconoscibili. Ma questi fanno parte di tutti noi.”.

Il tema è intrigante … sarà necessario approfondire…. E lo si potrà fare, dato che 

il libro verrà presentato il 2 novembre a Genova, al Festival della Scienza.

 

28/10/08-COSTA d’AVORIO

·         Su Antrocom si citano alcuni recenti articoli (come “Alarming decline of West African chimpanzees in Côte d'Ivoire” su Current Biology) che dimostrano il drammatico calo del numero di scimpanzé nell’Africa Occidentale (il Pan troglodytes verus) e in particolare in Costa d’Avorio: “Pericolo di estinzione per lo scimpanzè dell'Africa Occidentale”; una riduzione del 90% rispetto a 18 anni fa è chiaramente una catastrofe e si capisce bene che le prospettive sono l’estinzione di questa sottospecie di Pan. ”I pochi scimpanzè rimasti sono sparsi in nuclei separati tra loro. L'unica popolazione di una certa consistenza si trova nel Taï National Park. Probabilmente, la causa del declino in questo paese è imputabile all'aumento della popolazione umana, che negli ultimi 18 anni, infatti, è cresciuta di circa il 50%”.

 

26/10/08-R.D.CONGO

·         I ribelli che già controllavano, nella zona orientale della Repubblica Dem. Del Congo, parte del parco dei Vulcani Virunga dove vivono i gorilla di montagna oggi hanno occupato un campo dell’esercito (“DR Congo rebels seize army camp “) ma anche la caserma di Rumangabo, sede dei rangers che proteggevano i gorilla del Parco. I rangers sono riusciti a fuggire, ma ora il Parco e i gorilla sono sotto il controllo dei ribelli comandati dal Gen. Laurent Nkunda e controllati dal Rwanda. In giugno Report (video della puntata) aveva raccontato della situazione nelle foreste del parco dei Virunga in cui vivono i gorilla, dove si estrae, sotto il controllo dei ribelli, anche il coltan, un minerale necessario per l’industria elettronica.
Poco si sa in Europa (ne ha parlato comunque un articolo su Repubblica) di quello che sta avvenendo nella zona e dei rischi che corrono le ultime centinaia di gorilla di montagna. Le forze ONU nella zona non riescono a controllare la situazione.

 

26/10/08-IT

·         Un articolo poco chiaro sul Foglio (“IL LIBERO ARBITRIO E LA GRAMIGNA SCIENTISTA”; sottotitolo “L’obbedienza alle leggi di natura è diversa dal determinismo antiumano”). Fra le frasi più ragionevoli, nonostante il sospetto di un crossing-over: “C.Darwin non è responsabile del razzismo nazista cme i fondatori della sociologia non hanno niente a che fare con la genetica statalista dei vari Lissenko”. Più profonda la frase “la ricerca delle leggi della natura viene trasformata in determinazione delle leggi del comportamento umano”.  

 

25/10/08-UK

·         [da Pikaia] Interessante articolo su Nature. Pascal Boyer (“Being human: Religion: Bound to believe?”) propone che l'evoluzione del nostro cervello possa avere favorito indirettamente l'evoluzione della religiosità  e di conseguenza delle religioni. M.Mandrioli racconta e commenta:

In questo caso non si parla però di conflitto tra il modo di percepire il mondo proprio della scienza e della religione, ma dell’origine della religione: possiamo considerare la religione un prodotto della nostra cultura tanto quanto la musica, la politica e le relazioni famigliari?

La risposta di Boyer è affermativa: la religione è un prodotto del nostro cervello nel senso che il modo in cui il nostro cervello funziona sembrerebbe favorire la ricerca di progetti e finalità nella natura e quindi facilitare il sorgere ed il successivo diffondersi di numerose religioni. Si inserisce quindi in questo nuovo scenario evolutivo la ricerca dell’origine delle religioni
ed in particolare della religiosità, che diventa quindi un oggetto di studio delle neuroscienze, delle scienze cognitive e dell’antropologia culturale. La religiosità (e non quindi le religioni) potrebbe essere il frutto dell’evoluzione poiché sebbene le religioni differiscano l’una dall’altra, in comune hanno il fatto che chi crede è disposto ad accettare la presenza nella propria vita di divinità prive di corpo (e quindi non tangibili né visibili) e con caratteristiche assolutamente contro-intuitive quali l’onnipotenza, la capacità di creare e distruggere, etc…

·         [da Pikaia] da Verona un’idea interessante viene da un’iniziativa gestita da una naturalista autrice di libri didattici; si tratta di una serie di letture di testi di Darwin organizzata nell’ambito dei gruppi di lettura organizzati dal Circolo dei Lettori di Verona: “viaggiando attraverso libri, diari, lettere e taccuini scritti dal grande naturalista inglese nel corso della sua lunga vita, scopriremo chi era Charles Darwin, che cosa ha veramente detto e perché la sua teoria dell'evoluzione risulta ancora così rivoluzionaria, valida e attuale”. 

 

24/10/08-IT

·         Ormai, pur ben sapendo quanto la biologia attuale (ma anche la teoria dell’evoluzione attuale) siano ben cambiate da allora, sono iniziati i festeggiamenti per i 200/150 anni di Darwin che si festeggeranno nel 2009. Una nutrita serie di iniziative su Darwin viene organizzata da lunedì prossimo fino a Natale dal Museo Regionale di Storia Naturale di Torino. Se ne parla in un articolo sulla Stampa (“Darwin, storie di un ricercatore”).

Ecco il programma degli appuntamenti:
Lunedì 27 ottobre, ore 21: alcuni fatti salienti della biografia di Darwin, messi in scena da Jacopo Masini, Mariano Pirrello, Marco Fubini con l'aiuto dei burattini di Gianluca Di Matteo.
Lunedì 10 novembre, ore 21: Telmo Pievani, saggista e docente di Filosofia della scienza, racconta la gestazione della grande teoria dell'evoluzione.
Lunedì 24 novembre, ore 21: Alessandro Perissinotto, scrittore, analizza la nascita della figura dell'investigatore razionale in Edgar Allan Poe, curiosamente coincidente con l'uscita dell'Origine della specie.
Lunedì 1 dicembre, ore 21: Michele Luzzato, editor per la saggistica scientifica presso Einaudi, racconta la storia (e le storie) dell'evoluzionismo in Italia.
Lunedì 15 dicembre, ore 21: Michele Marangi, critico cinematografico, e Gabriele Beccaria, direttore di Tuttoscienze, si addentrano nel pensiero di Darwin e ne analizzano l'impatto sull'immaginario contemporaneo.

 

24/10/08-UK-USA

·         Se tutto andrà come previsto, una nuova HMS Beagle solcherà gli oceani nel prossimo anno. Qualcosa di molto diverso rispetto al viaggio originale di Darwin comunque ci sarà , un ottimo indicatore dei decenni che sono passati per chi procede rivolto all’indietro e ancora pensa che Darwin sia stato addirittura un “cattivo maestro”: sarà un collegamento costante con la International Space Station che la seguirà dall’alto (da molto in alto) grazie a un accordo fra The Beagle Project e la NASA.

·         [Da Pikaia] Alcuni termini (quali “paradigm shift”, "tipping point", cellule staminali, epigenetica, razza, complessità e coscienza) sono spesso usati quando si parla di scienza e pure di evoluzione, ma qual è oggi il loro significato? Un articolo sull'ultimo fascicolo di Nature ci aiuta (o per lo meno cerca di aiutarci) a capirne l'attuale valenza. Non si dovrebbe più usare il termine “razza” (l’UNESCO ha proposto di bandirlo decenni fa, essendo stato male utilizzato), ma, anche in Italia e soprattutto recentemente  sappiamo di non poter fare ancora a meno del termine “razzismo”….

 

23/10/08-IT

·         Si è aperto oggi a Genova, con una conferenza (“La diversità è il fulcro della storia umana”) di L.L.Cavalli Sforza, il Festival della Scienza di Genova. Durante il Festival sono previste mostre e iniziative sul tema dell’evoluzione, organizzati assieme a ADM – Associazione Didattica Museale di Milano.

 

22/10/08-IT

·         [da Humanitas Salute] Oggi dalle 13.00 alle 14.30 presso il COMPA, salone della Comunicazione pubblica-Fiera/Rho, avrà luogo l'incontro dal titolo "Comunicare la passione per la scienza ai giovani". L'obiettivo dell'iniziativa è raccontare alcune esperienze di eccellenza relative al coinvolgimento e alla sensibilizzazione del pubblico giovane sui temi della scienza (strumenti, attività, benchmark internazionale e risultati ottenuti). Saranno presenti Telmo Pievani, coordinatore del Festival della Scienza di Genova, Emanuela Properzj, Direttrice della Comunicazione Airc, Elisabetta Dejana, Direttrice Programma di angiogenesi IFOM - Fondazione Istituto Firc di Oncologia Molecolare, e Vittoria Cinquini, coordinatrice dei Dirigenti Tecnici della Lombardia Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia. Il moderatore della tavola rotonda sarà Walter Bruno, responsabile della comunicazione dell’Istituto Clinico Humanitas.
L'incontro si inserisce nella seconda giornata del COMPA, salone della Comunicazione pubblica (www.compa.it) che si svolge per la prima volta a Milano e dedicato, nella giornata del 22 ottobre, al tema Connettere pubblico-privato.

 

22/10/08-USA

·         Un articolo su New Scientist (“Creationists declare war over the brain”) illustra l’interesse dei creazionisti anche per un’imterpretazione non materialista del rapporto fra mente e cervello, dimostrato dalla partecipazione ad un recente convegno organizzato l’11 settembre dall’ONU (“Beyond the Mind-Body Problem: New Paradigms in the Science of Consciousness”, di cui è disponibile anche il video) e dalla presenza di neuscienziati che hanno firmato la petizione "Scientific dissent from Darwinism" al 4th Annual Discovery Society Insiders Briefing on Intelligent Design, svoltosi l’8-9 agosto 2008 a Seattle.

 

21/10/08

·         [da Pikaia] Sul sito di Videoscienza sono disponibili alcuni video del convegno “Scienza e Democrazia” che si è tenuto il 9 e 10 ottrobre presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca. Troverete i video degli interventi di Giorgio Narducci, Pietro Greco, Sylvie Coyaud, Enrico Bellone e Telmo Pievani.
Molto interessante, nell’intervento in video di T.Pievani, la riproposizione della frase (pubblicata nel volume “Creazione ed Evoluzione”) con cui il Papa il 1’ settembre 2006 a Castelgandolfo aveva chiarito che per lui quella dell’evoluzione non era ancora una teoria … e che gli sono sorti perfino dei dubbi sull’evoluzione stessa, che pur aveva accettato in un suo documento del
2004 (che il card.Schönborn aveva poi cercato addirittura di svalutare nel 2005):

La teoria dell’evoluzione non è ancora una teoria completa e scientificamente verificata; in gran parte essa non è affatto dimostrabile per via sperimentale in modo tanto facile semplicemente perché noi non potremmo riprodurre in laboratorio 10000 generazioni; il che significa che ci sono rilevanti lacune nella verificabilità e nella falsificabilità sperimentale a causa dello sterminato periodo di tempo a cui la teoria fa riferimento.
Le lacune sono 3:

·         le numerose mancanti forme intermedie fra le specie che anche dopo 150 anni di intense ricerche semplicemente non esistono;

·         il fatto, spesso ammesso, che finora non è stata mai realmente dimostrata neppure un’unica forma di evoluzione da una specie ad un’altra;

·         la terza che non è possibile che un sistema vivente, per esempio i rettili, possa trasformarsi in un diverso sistema vivente, per esempio gli uccelli, mediante mutazioni genetiche. 

Un testo simile è recuperabile in un articolo (“L’evoluzione? Non esclude il Dio creatore”)  sull’Avvenire del 13/11/07, riportato anche in un blog.

[Questo è un esempio di una dichiarazione critica verso un secolo di biologia che non ha suscitato alcuna reazione nei biologi cattolici (che a questo punto sembra si possa dubitare che esistano); certo stupisce il rigore con cui si esaminano tutti gli aspetti critici della teoria dell’evoluzione che GP2 aveva ritenuto ormai dimostrata]  

·         Il circolo UAAR di Verona chiede una via per Darwin.

 

20/10/08-IT

·         Preoccupato delle reazioni vivaci di alcuni scienziati alle offese generiche rivolte dal Papa agli scienziati (e un po’ meno alla scienza), Il sussidiario pubblica un articolo in cui si chiedono lumi ad un ex-rettore (“La maturità della ricerca è capire che esistono realtà inconoscibili con metodi scientifici”). Già dal titolo si intuisce un’altra critica…

La prima domanda è sulle strane preoccupazioni del Papa che dai tempi di G.Galilei la cultura occidentale abbia sempre più preferito il metodo scientifico alla teologia e alla filosofia (“Benedetto XVI parla del verificarsi nella cultura moderna di «uno slittamento da un pensiero prevalentemente speculativo a uno maggiormente sperimentale») e sul suo stupore che le scoperte scientifiche servano a risolvere problemi vitali e non siano solo belle a vedersi («il desiderio di conoscere la natura si è poi trasformato nella volontà di riprodurla »); ottiene una risposta che sembra in parte paradossale soprattutto per un fisico, dato che dice che solo fino ai primi del Novecento “l’uomo ha pensato di poter risolvere tutti i problemi attraverso la scienza”, mentre poi si è accorto che “la scienza non può andare al di là del mondo naturale. I sentimenti o la bellezza sono cose che non si possono ricondurre al metodo sperimentale”.

Forse il fisico ha preferito non citare i successi ottenuti dalla fisica atomica successivamente, verso e dopo la metà del ‘900, e ignorare l’esistenza degli ormoni, della neurofisiologia e dei neuroni specchio, sicuramente utili per cominciare a capire qualcosa di più delle basi evolutive e fisiologiche dei sentimenti.
Alla seconda domanda sulla tentazione della «arroganza di sostituirsi al Creatore», pur premettendo che “Sostituirsi al Creatore è sbagliato” conclude invece: “non ho nessun tipo di remora laddove si interviene nel mondo naturale, per esempio per fare delle modifiche di carattere genetico nelle piante, come nel caso dei famosi OGM. L'importante è assicurarsi che non danneggino l'uomo; questo è il punto fondamentale”. Sembra quasi che lo preoccupi anche la nota associazione fra la creazione e il peccato originale, fonte di tanti guai.

La terza domanda riguarda un altro punto criticabile e criticato dell’intervento del Papa, l’illusione che in un mondo con migliaia di culture e di religioni ci sia solo la sua etica, e che questa sia la migliore anche se invitasse a fidarsi di interventi soprannaturali pur essendo più efficaci gli interventi basati sulla conoscenza della natura e ripetutamente verificati. 

Nella risposta si ricorda che “la dignità della persona umana è un principio etico che deve essere rispettato” [cioè non si dovrebbero offendere gli scienziati?]; non si capisce però il motivo per cui si ritenga utile aggiungere all’accusa del papa (“Scienziati arroganti e avidi”), pudicamente non citata in nessun punto dell’intervista, … anche “la tentazione di far dire agli esperimenti quello che uno vorrebbe che dicessero”.

[Il pensiero va ora ai suoi colleghi scienziati … sempre più indifesi di fronte a chi non ha vincoli di questo tipo e che da oggi è cosciente di un nuovo rilevante vantaggio della speculazione rispetto alla sperimentalità…(nessuno può dimostrarne la falsità…). L’aspetto più sconcertante è comunque il fatto che sembri normale che di fronte a critiche dalla Chiesa verso la scienza … spesso si trovino scienziati cattolici che … ne aggiungano altre … mentre di fronte a sciocchezze dette da religiosi su problemi scientifici … nessuno apra bocca.
Non stupisce quindi che nessuno per due anni abbia almeno appoggiato F.Facchini nella sua contestazione alle posizioni del card.Schonborn favorevoli all’Intelligent Design; è incredibile che sia dovuto arrivare mons.Ravasi a spazzare via quella che, anche per scienziati cattolici che ne hanno scritto sull’Avvenire, doveva essere non solo un’ipotesi seria ma pure scienza, nonostante le critiche di F.Facchini che ne capiva più di loro
]

 

19/10/08-IT

·         Ancora un intervento a proposito delle dichiarazioni del Papa contro alcuni difetti della scienza e in particolare di alcuni scienziati. In questo caso l’articolo è di un matematico che scrive sull’Osservatore Romano (“La ricerca asservita agli interessi economici); anche qui si leggono tentativi di interpretare quel che il Papa avrebbe voluto dire, tentativi di svalutare il ruolo conoscitivo della scienza proprio ora che si affrontano problemi biologici estremamente complessi come il funzionamento del cervello e in particolare di quello umano, tentativi perfino di criticare la ricerca e l’uso degli OGM che … la chiesa invece difende con grande vigore. Spiace poi leggere nelle premesse un intreccio fra l’etica e le eterne ma vaghe risposte alle domande sul significato del mondo e della vita: “Dire che "è assurdo cercare nella Scienza le norme della vita" è solo un modo più forte di dire che "la scienza non è in grado di elaborare principi etici". Non è nella scienza che possiamo trovare il senso del mondo e dell'esistenza“.
Come già ha evidenziato ieri un medico sul Corriere, la scienza medica, per esempio, non ha nulla da imparare per quanto riguarda l’etica [in effetti chi invitasse oggi a risolvere con la preghiera problemi di salute sarebbe meglio ottenesse l’autorizzazione da uno dei tanti comitati di bioetica, dimostrando le differenze rispetto ad un placebo o ad una magia].

Preoccupa un po’ la conclusione: “Siamo così di fronte alla più evidente conferma che è in atto da parte di taluni uno sforzo accanito per erigere un muro tra scienza e religione, nell'intento di negare a quest'ultima qualsiasi funzione nelle scelte umane e sociali. Alla scienza soltanto viene riservato il diritto di giudicare e giudicarsi e di dettare norme peraltro di carattere assolutamente relativo“.
Preoccupa perché, su alcuni temi e in alcuni casi chi è nel torto mostra la motivazione ideologica e polemica ma soprattutto l’ignoranza, inaccettabile in chi vuol partecipare alle scelte.
Che la scienza non abbia verità assolute da proporre non dovrebbe stupire un matematico, che pure dovrebbe conoscere la debolezza o la scarsa dimostrabilità di improbabili verità assolute che invece, su problemi di scienza, cambiano con grande facilità da un cardinale all’altro.
Certo i tempi cambiano, ma davvero sconcerta lo stupore di fronte a una preoccupazione del Papa con cui sembra concordare: “
le cose sono cambiate da quando la scienza come attività conoscitiva ha progressivamente perduto il suo primato nei confronti degli scopi utilitari”; anche la scienza, come le migliaia di religioni e di culture, non è mai stata solo strumento di conoscenza; sono migliaia di anni che viene sempre meglio utilizzata, in alternativa alle soluzioni proposte dalla tradizione o dalle religioni, per migliorare la vita degli uomini, sempre giustamente molto interessati agli “scopi utilitari” di ogni cosa; il mondo poi … esisteva anche prima che noi nascessimo ... e il cervello umano ha centinaia di migliaia di anni …  la durata della nostra vita non può essere un parametro temporale da usare come riferimento.

·         Sull’Avvenire un lungo intervento del teologo protestante J.Moltmann che collabora, apparentemente non con mons.Ravasi, nel preparare i festeggiamenti a Darwin nel prossimo anno. Già dal titolo (“Moltmann: Darwin, cattivo maestro”) si capisce come gli aspetti scientifici saranno probabilmente secondari e ci si prepari invece ad attribuirgli le colpe per il nazismo o per lo stalinismo. Questo infatti avviene (quando Moltmann sostiene che “non si può non partire da una critica agli esiti mortali che ha avuto la teoria della selezione. Dalla medicina nazista all'eugenetica che si riaffaccia oggi“ e si riferisce alle “conseguenze pratiche che la teoria dell'evoluzione ha avuto sul darwinismo razzista [?] e sul darwinismo sociale”). In realtà si va anche oltre, attribuendogli, come già avvenuto recentemente anche per lo schiavismo, responsabilità perfino per eventi precedenti; una frase come “viviamo però ancora in una società dei vincenti e dei perdenti, e «il vincente si prende tutto»” è innegabile che descriva molto bene quanto avvenuto nel passato per migliaia di anni, e ben poco il pensiero di Darwin verso la nostra specie (“Noi non potremmo ostacolare la nostra simpatia, anche se ce lo suggerisse la dura ragione, senza deteriorare la parte più nobile della nostra natura”). Tutto l’articolo poi sembra ignorare che Darwin non si riferisse quasi mai alla nostra specie nella sua opera principale, e che spesso parlasse di “razze” per indicare specie diverse.
Una prova è il fatto che si ipotizza un’incoerenza grave di Darwin proprio basandosi su una confusione fra specie e “razze”: “Illogicamente, Darwin è contrario alla guerra fra esseri umani e contraddice così il suo proprio fondamentale presupposto di una «guerra di natura» che favorisca l'evoluzione”. Nell’articolo sembra non quindi avere spazio né la distinzione fra evoluzione biologica e culturale, caratteristica dell’uomo e ben nota a Darwin, né la distinzione fra la selezione naturale e quella artificiale, anche questa ben nota a Darwin.
Curiosa anche questa frase, che non sembra presentare nè argomenti né prove ragionevoli:  La conclusione che specie estinte come i dinosauri debbano essere state soppresse da specie più forti come gli esseri umani è falsa“. [Difficile applaudire…]
Nella parte successiva l’articolo riferisce su una conferenza sull’eugenetica tenutasi nel 1962 e avente scarsi riferimenti a Darwin e alla teoria dell’evoluzione per selezione naturale.
Interessante notare che, nella parte conclusiva dell’articolo, si riporta senza commenti che “Un ovulo fecondato è in potenza un essere umano e null'altro”; sulla potenzialità escluderei che i cattolici possano essere d’accordo con J.Moltmann e con i biologi, tanto è vero che giusto un anno fa c’è stato a Sibiu uno scontro su questo tema con le cosiddette chiese protestanti … e qui i cattolici avevano negoziato, cedendo proprio su ciò che in Italia viene proposto addirittura come un “principio non negoziabile”.
Evidente prova di una confusione fra il livello intraspecifico (magari considerando esclusivamente l’uomo) e quello interspecifico è l’ipotesi poco realistica e poco dimostrabile: “Il principio fondamentale per la costruzione dei sistemi biologici è piuttosto la cooperazione”; sarebbe un principio utile solo se le altre specie non fossero la fonte primaria di energia per qualsiasi specie animale.
[Sconcerta ovviamente verificare come anche le frasi di commento a questo articolo tratto dal fascicolo pubblicato dalla 

·         Curiosa nella stessa pagina la presentazione di Galton con la seguente definizione di eugenetica, che riesce ad accoppiare, contro natura, la teoria dell’evoluzione con il darwinismo sociale: “L’eugenetica rappresenta l’ulteriore sviluppo del darwinismo sociale, ovvero della teoria dell’evoluzionismo e della lotta per la sopravvivenza – grazie alla quale le razze più forti sopravvivono alle più deboli – applicato alla realtà umana. A coniare questo termine (dal greco eu, buono, e genos, razza, specie), gia alla fine dell’800 fu il britannico Francis Galton (1822-1911), cugino e discepolo di Charles Darwin (1809-1882). Galton si dedica agli studi su ereditarietà e intelligenza, portando alle estreme conseguenze il pensiero darwiniano sulla selezione naturale.  Secondo Darwin, infatti, gli uomini – come gli animali – tendono a riprodursi oltre i limiti fino a generare una lotta per la sopravvivenza, che vede vincitori i più forti e intelligenti, mentre le razze [?] più deboli vengono lentamente spazzate via”. [?]

·         Sempre sull’Avvenire anche un editoriale (“Critiche quanto mai esasperate su un discorso costruttivo”) contro M.Hack e di T.Regge, che si erano permessi di commentare sui quotidiani le critiche del Papa verso gli scienziati. Da notare che anche qui si punta il dito verso le biotecnologie ma nulla si dice sugli amati [anche dalla chiesa cattolica!] OGM, proprio il settore della biologia applicata in cui ci costruiscono organismi viventi dotati di caratteristiche inesistenti in natura; da notare poi che per creare gli OGM si utilizza anche l’”odiato” caso come strumento per creare le novità.

·         Il 20/10, lunedì, alle ore 18.30, allo Spazio Oberdan (viale Vittorio Veneto 2 a Milano) viene presentato il libro “La variabile Dio. In cosa credono gli scienziati?” di Riccardo Chiaberge (Longanesi). Con l’autore intervengono la storica L.Scaraffia, che ha già dimostrato le sue conoscenze di biologia evoluzionistica in articoli e trasmissioni radio, e il filosofo Giulio Giorello. Nel libro un astronomo (gesuita, cattolico e perfino credente nella teoria sintetica dell’evoluzione…) e un fisico (ebreo, ma agnostico) vengono interrogati da un giornalista sull’Intelligent Design e sulla teoria dell’evoluzione biologica in relazione alla fede. [Forse nessuno lo nota … ma forse un biologo evoluzionista sarebbe utile…].

·         Altre iniziative su Fede e Scienza prossimamente a Faenza presso la Biblioteca 'Zucchini': il 20 ottobre si troveranno al tavolo Vincenzo Balzani e Vito Mancuso (“l’uomo fra scienza e tecnica”); il 27 Fiorenzo Facchini e Orlando Franceschelli su “la scienza fra Dio e Darwin” ; il 3 novembre Evandro Agazzi e Edoardo Boncinelli parleranno di “etica e scienze della vita”, mentre il 10 novembre chiuderanno la serie Giulio Giorello ed Elio Sindoni discutendo di “orizzonti e limiti della conoscenza”.

·         Sempre in Emilia dalle parti di Bologna, sta proseguendo l’iniziativa (iniziata il 9 ottobre)  La scienza in piazza: tante piazze per la scienza”. Le piazze sono quelle di Casalecchio di Reno, Budrio, Sasso Marconi, S.Giorgio di Piano, S.Lazzaro di Savena, Castel S.Pietro Terme, Medicina, S.Giovanni in Persiceto e Sala Bolognese. Verranno proposte sperimentazioni didattiche nell’ambito dell’iniziativa ideata e realizzata dalla Fondazione Marino Golinelli (Fmg) in collaborazione con il Life Learning Center dell’Università di Bologna.

 

18/10/08-USA

·         [da Pikaia] La riscoperta casuale, nel 2007, dell’attrezzatura usata nel 1953 da Stanley Miller e Harold Ureyz per il famoso esperimento con cui, ricreando l’ambiente gassoso presente nelle fasi iniziali dell’evoluzione chimica, erano riusciti a produrre alcune molecole di interesse biologico (Science: "A Production of Amino Acids Under Possible Primitive Earth Conditions") ha stimolato alcuni ricercatori della sua università a rifare e proseguire nei suoi esperimenti. “Da una miscela di ammoniaca, idrogeno, metano e vapore acqueo, con l'energia di una scintilla, Miller e Urey ottennero la sintesi di numerosi acidi organici, ammine e 5 aminoacidi. Per la prima volta è stato mostrato che la vita sulla Terra potrebbe essersi originata a partire da molecole inorganiche, senza chiamare in causa un'origine extraterrestre”. Riferisce dei risultati del recente esperimento un articolo pubblicato su Science: “Come segnalato in un articolo sull'ultimo numero di Science, Miller, scomparso il 20 maggio dello scorso anno, non si fermò qui. Sembra infatti che il grande biochimico statunitense eseguì ulteriori esperimenti dello stesso tipo, ottenendo risultati ancora più straordinari, ma mai pubblicati”.
Se ne parla in un articolo su Repubblica (“
NEI GAS DEI VULCANI IN ERUZIONE IL SEGRETO DEL "BRODO PRIMORDIALE")  

 

18/10/08-IT

·         Ancora sulle sconcertanti parole del Papa critiche verso alcuni scienziati, c’è un’intervento di TanzeIIa-Nitti sull’Avvenire (“La scienza onorata e restituita alla verità”) in cui si cerca di addolcire alcuni punti che sarebbero risultati imprecisi, cercando anche di indicare cosa il Papa sarebbe stato meglio precisasse su quel che era solo “in primis” e cosa doveva invece essere “in toto”; non si commenta, e forse si nega poi il tentativo di distinguere in ragione amica e nemica. Ritroviamo elencati anche qui i meriti della Chiesa verso lo sviluppo iniziale delle scienze [ormai tutti hanno notatato come siano curiosamente comunque sempre e solo meriti passati e non si capisce quindi che rilevanza possano avere oggi …] e non presenta in modo chiaro ed esauriente la relazione fra scienza, verità, speculazione, sperimentalità e, già che ci siamo, anche quale relazione esista con la terribile accusa di “fomentare una hybris che spinge l’uomo a volersi sostituire al Creatore” [per chi ci crede e si spaventa per un‘accusa valida teoricamente per qualsiasi iniziativa umana che sposti anche solo un atomo nell’universo].

·         Tutti quelli che davvero condividessero l’offensiva e sconcertante accusa del Papa agli scienziati e alla scienza di non essere “in grado di elaborare principi etici” dovrebbero leggersi (a cominciare da TanzeIIa-Nitti, che non spiega cosa avrebbe voluto dire il papa in proposito) l’articolo comparso oggi sul Corriere  (“In difesa degli scienziati: non dimenticano l'etica”) dove G.Remuzzi sembra quasi voler mettere in difficoltà il Papa dimostrando come sia soprattutto la scienza, e in particolare la biologia e la medicina a risolvere i problemi che angosciano gli esseri umani, facendosene carico e cercando di risolverli molto meglio di quanto si potesse fare con gli strumenti prima previsti e approvati dalle diverse religioni; G.Remuzzi pudicamente non fa notare come quasi tutte le terapie proposte in un contesto prescientifico … di etico avessero ben poco, per cui difficilmente avrebbero superato il filtro che oggi compete ai “comitati etici”.  Molto ragionevole la proposta finale, che parte proprio dalla paura della scienza e degli scienziati che angosciava GP2 nella lettera del 1988:

In molti hanno paura dei passi avanti della ricerca, ma se avessero più familiarità con le cose della scienza capirebbero che gli scienziati sono i primi a cercare soluzioni ai problemi etici. Ma forse continuare a discuterne non aiuta a venire a capo di nulla. Perché non proviamo noi, medici e ricercatori, a fare il primo passo? Potremmo chiedere a chi ha paura del progresso di venire nei nostri laboratori o nei nostri ospedali, vedere quello che facciamo, come lo facciamo, come funziona la scienza e le sue regole e i controlli che ci sono e come gli altri scienziati ci giudicano, quasi ogni giorno e tutte le volte che scriviamo qualcosa”.

[ è davvero impressionante notare come G.Remuzzi sembri citare un documento papale … che probabilmente non conosceva … ma che contiene la sua stessa diagnosi:qui qualcuno ha paura della scienza]

 

17/10/08-EU

·         In Italia i giornali non ne hanno parlato, ma sembra che al vertice di Bruxelles sull’ambiente i ministri dell’Unione Europea stiano cominciando a rendersi conto della necessità di fermare i danni creati al mondo anche da molte imprese europee; è il dramma della deforestazione, che aggrava contemporaneamente sia i problemi dell’aumento dell’anidride carbonica che quelli della biodiversità, massima proprio in questi ambienti tropicali.
Lo racconta una notizia di agenzia della Reuters (“EU steps up battle to halt deforestation by 2030”): “Speaking at a news conference on Friday, EU Environment Commissioner Stavros Dimas said he wanted to reduce gross tropical deforestation by at least 50 percent by 2020 and halt global forest cover loss by 2030 at the latest. "We are not going to have effective tackling of global warming if we do not take care of this type of activity," he said. "Without stopping deforestation, the biodiversity loss will continue ... in 10 square kilometers' of tropical rainforest, there are more species than in the entire EU". Niente di nuovo per ora, ma almeno ora si è preso coscienza di un problema che si inserisce nell’evidente “rovinoso sfruttamento del pianeta” che angosciava anche il Papa circa un anno fa, il 23/9/07.
[Si attende ora la reazione di chi pensa invece che le foreste tropicali stiano benissimo ed anzi siano eccessive e stiano crescendo troppo a beneficio dello delle scimmie che non forniscono [più] alcun contributo alla nostra specie …]

 

17/10/08-IT

·         Qualche reazione alle parole del Papa contro alcuni scienziati c’è stata; forse non in sala, ma sui giornali sì; sul Giornale il fisico T.Regge risulta decisamente sconcertato e il titolo lo sottolinea nel modo giornalisticamente più efficace (“Stiamo tornando ai tempi di G.Galilei”).

·         Sempre sul Giornale interviene anche A.Zichichi (“Non c’è ricerca senza umiltà”), che cerca anche lui come il Papa di distinguere fra due diverse forme di ragione (una per esplorare il trascendente e l’altra per esaminare l’immanente), nonostante dica all’inizio che solo la scienza è una grande conquista della ragione.

·         Sulla Stampa invece si intervista Odifreddi ("RATZINGER HA PAURA DELLA NOSTRA ETICA LAICA"), che ricorda come un’etica laica ci sia sempre stata e che sull’etica cattolica non c’è prova che non origini in realtà dal Vaticano, anche perché ogni tanto viene modificata. Odifreddi critica poi il fatto, invero curioso, che chi accusa altri di sostituirsi a Dio in realtà parli sempre dal Vaticano proprio in nome di Dio…; mentre “chi sta in laboratorio può fare solo ciò che la natura gli permette di fare” e non si proponga affatto come surrogato.

·         Interessante anche l’articolo su Liberazione (“Il papa cntro gli scienziati: tracotanza della ragione”; il giornalista è perplesso e riporta non solo le ragionevoli opinioni di qualche scienziato (“Temo che il papa non conosca bene la scienza», replica Elena Cattaneo, tra le maggiori esperte di cellule staminali. E a proposito di "facili guadagni", l'astrofisica Margherita Hack invita a tenere conto piuttosto della condizione dei ricercatori precari”) ma anche esempi di incoerenza (“Diversa è l'atmosfera che si respira nel messaggio che il Papa ha inviato alla Fao per la giornata mondiale dell'alimentazione. Ratzinger scrive che «bisogna mettere un freno all'egoismo di Stati e gruppi di paesi», alla «speculazione sfrenata», al consumismo e alla corruzione. Nel mondo, ricorda, le risorse sarebbero sufficienti a sfamare tutti. Perciò «nella comunità mondiale l'indirizzo economico deve essere orientato verso la condivisione dei beni» - Qui una sintesi del messaggio papale)

·         Anche sull’Avvenire troviamo all’inizio di un articolo ("Zichichi: non bastano i numeri per leggere il libro della natura“) un commento preoccupato: «In questi ultimi tempi troppe persone si sono messe a parlare di scienza senza avere al loro attivo scoperte o invenzioni tec­nologiche. Non hanno nessun titolo per parlare. E invece par­lano»: sembra quasi un riferimento al Papa, ma, visto che l’autore è un fisico cattolico, si deve concludere che sia invece … una critica a scienziati, come il fisico T.Regge, che cercano di difendere i fisici e gli altri scienziati da ingiuste accuse.
Una frase simile (“Persone che non hanno mai scoperto né inventato alcunché, diceva Enrico Fermi, non hanno alcun titolo per parlare in nome della Scienza”) purtroppo c’era anche nell’articolo dello stesso autore per il Giornale.

[Purtroppo anche troppi cattolici che “hanno scoperto o inventato alcunché” non aiutano i vertici religiosi ad orientarsi in un settore in cui si muovono alla cieca … ma provano a far credere, senza molto successo, che - anche se sbattono - ci vedono benissimo].

 

16/10/08-USA

·         Risultato abbastanza incredibile di una votazione avvenuta nel “board of education“ statale del Texas per la nomina di consulenti per valutare la bozza della proposta dei programmi scolastici di scienze: 3 dei 6 membri della commissione di verifica sono .. antievoluzionisti! Si può leggere la notizia sul Dallas Morning News; per approfondimenti c’è anche un articolo nel sito del NCSE.

 

16/10/08-VA

·         In attesa dei festeggiamenti per Darwin, sembra che finalmente si sia svolta la festa per i 20 anni della lettera spedita da GP2 nel 1988 all’astronomo gesuita P.Coyne, una lettera che pochi conoscono e in cui GP2 denunciava con notevole lucidità i ritardi nella comprensione delle novità introdotte negli ultimi secoli dal metodo scientifico nella cultura umana. Nella lettera c’era l’invito a non aver paura della scienza e si spiegava che per arrivare a ciò era indispensabile cominciare a rispettare il lavoro degli scienziati e gli scienziati stessi. Per arrivare a ciò, secondo GP2, la Chiesa avrebbe dovuto impegnarsi finalmente a studiare e capire i problemi di cui si occupano gli scienziati, come finora era stato fatto solo con l’astronomia già dai tempi di Leone XIII.
Il risultato? Questo è l’organico dei docenti delle università pontificie dopo 20 anni, e quasi non c’è traccia che si sia fatto qualcosa per risolvere i drammatici problemi evidenziati da GP2 nel 1988 (troviamo anche un biologo universitario utilizzato come docente di filosofia della scienza …). Se andiamo a leggere nel sito dell’agenzia Zenit l’articolo (“
Il Papa agli scienziati: non siate arroganti o mossi dal “facile guadagno””) che riporta il discorso del Papa, troviamo davvero valutazioni diverse rispetto a quelle di 20 anni fa, anche se si deve subito apprezzare che non si parli, come alcuni fanno in ambiente cattolico, di “scientisti”.
Impossibile pensare che ci sia un miglioramento, né che qualcuno si sia preoccupato di dar vita a iniziative per risolvere quello che angosciava GP2 20 anni fa: la permanente paura della scienza nonostante secoli di impegno e di successi nel far progredire la conoscenza del mondo e dei processi vitali (alcuni dei quali, finalmente compresi dopo migliaia di anni, hanno permesso di raddoppiare la durata media della vita umana, permettendo, fra l’altro, di evitare il crollo del numero di religiosi oggi in servizio).
Qui oggi la paura per la scienza si manifesta con parole e con un’aggressività ben diverse da quelle di GP2 20 anni fa: si parla di
facile guadagno” e di “arroganza di sostituirsi a Dio”, e queste parole sono state dette davanti ad una platea che comprendeva anche scienziati devoti, di cui non si conosce la reazione.
E’ impressionante, ma nello stesso tempo curioso e anche un po’ ingenuo, leggere che il motivo di tale contestazione di un elemento fondamentale della cultura umana attuale è che “
nel corso dei tempi si è assistito a uno “slittamento” non del tutto “indolore” da “un pensiero prevalentemente speculativo a uno maggiormente sperimentale”, che ha portato a un divario tra fede e ragione”. [Certo che oggi un invito a rilanciare la speculazione potrebbe essere apprezzato soprattutto … in ambito finanziario …]
Interessante anche il tentativo di recuperare, a costo di spezzettarla ed amputarla, almeno una parte della ragione, che da tempo non riesce più a supportare le diverse fedi religiose presenti oggi nel mondo: “
La conquista scientifica e tecnologica [...] ha emarginato la ragione che ricercava la verità ultima delle cose per fare spazio ad una ragione paga di scoprire la verità contingente delle leggi della natura