[Prof.Daniele Formenti]

NB: Articoli disposti in ordine cronologico inverso: in alto i più recenti

Darwin 1809-2009 – Gli appuntamenti previsti in Italia

HAPPY DARWIN YEAR

 

L’ANTI-EVOLUZIONISMO IN ITALIA.
(Wallace e C.Darwin fanno ancora paura? Anche la nuova sintesi?
O semplicemente sopravvivono ignoranze e confusioni?)
RASSEGNA STAMPA del 2009

[I testi originali sono linkati, se disponibili, per una verifica del testo originale e dei commenti]

Rassegne stampa precedenti (2003/2004 - 2005200620072008) e successive (2009 2’semestre)

-           

 

Gennaio

Febbraio

Marzo

Aprile

Maggio

Giugno

Luglio

Agosto

Settembre

Ottobre

novembre

dicembre

 

GIUGNO

30/6/09-SA

·         [da NCSE] Sul sito del NCSE si racconta  (“Paleontologists dismayed by Creation Museum") di una visita effettuata al vicino Creation Museum dai partecipanti al Ninth North American Paleontological Convention tenutosi a Cincinnati. I ricercatori hanno potuto apprezzare … quanto venisse valutato il loro lavoro. Un’uguale impressione la si puo’ avere seguendo le conferenze organizzate dai creazionisti biblici italiani, dove si criticano gli scienziati … anche se si dimostra che non potrebbero fare a meno di loro: si confonde infatti il carbonio con il silicio dell’argilla , si ignora il principio di indeterminazione di Heisenberg , si ridicolizza il ruolo del caso nell’evoluzione dopo aver affermato erroneamente che ne sarebbe l’unico motore , si sbaglia clamorosamente (6 miliardi!) il numero di geni , confondendo gene con nucleotide, e si nega addirittura che il Papa possa avere una razionalità sufficiente per accettare e consigliare la cronologia fornita dalla scienza.
Nonostante
lo sconto offerto loro all’ingresso, non sono mancate le critiche (“I think they should rename the museum — not the Creation Museum, but the Confusion Museum", "This bothers me as a scientist and as a Christian, because it's just as much a distortion and misrepresentation of Christianity as it is of science"), amplificate dagli articoli dei giornalisti che hanno accompagnato la visita (Cincinnati Enquirer, The New York Times e Agence France-Presse)- Della visita si parla anche su Repubblica del 4/7

 

30/6/09-IT

·         Sul Manifesto un articolo (“Il gene egoista della Santa Trinità”) cerca di fare il punto sul rapporto fra iI Vaticano e la teoria dell’evoluzione, evidenziando “Il prudente rispetto del Papa nei confronti di Charles Darwin. Nell’articolo si recensisce il libro di Pierre Sonigo E Jean-Jacques Kupiec “NÉ DIO NÉ GENOMA

 

29/6/09-IT

·         Mentre almeno un ente locale italiano ritiene necessario patrocinare i creazionisti biblici (quelli dell’universo esistente da solo 6000 anni) e il CNR li ospita e li accoglie con dichiarazioni non evidence-based, chi fa e sa fare scienza alla fine deve arrendersi ed emigrare dopo aver cercato di resistere anche per decenni.
Forse in Italia qualcuno deve ancora capire cosa si è sbagliato 400 anni fa con G.Galilei …
Per fortuna a Genova
il comune non patrocina, e l’ingegnere non racconterà le sue favole in un museo scientifico ma, come è corretto, in una cappella avventista.
Non è facile decidere quale sia la più bella favola che racconta … una delle migliori è quella che - secondo gli evoluzionisti - dalla sala parto una donna potrebbe magari un giorno uscire con una tartaruga …
Questo è quello che un creazionista capisce (poco o nulla, evidentemente) sul ruolo del caso nell’evoluzione …. 
Non è l’unico … c’è anche chi tranquillizza le puerpere invitandole a non preoccuparsi troppo del caso, in quanto “La forza del caso viene imbrigliata in un piano di costruzione per cui dallo zigote umano esce sempre soltanto un uomo e dallo zigote di un cavallo esce un cavallo“. Come si sa … il caso ha comunque un ruolo, tanto è vero che le ecografie sono consigliate.

·         Chi insiste su interpretazioni alternative a quelle basate sul metodo scientifico sono gli evangelici italiani; probabilmente ignari dell’esistenza dei pastori evoluzionisti del Clergy Letter Project, pubblicizzano sul loro sito web un altro prodotto con un packaging  un po‘ambiguo: si tratta di un film biografico su Darwin dal titolo “The voyage that shook the world”, finanziato dalla “Creation Ministries International” e prodotto dall’australiana Fathom Media.
Sembra che alla CMI abbiano un progetto “intelligente”: nel loro sito c’è una sezione (
Deconstructing Darwin) che si apre con uno slogan che invita al dialogo fra fede e scienza … (“Are you ready for 2009? Evolutionists are”) e con una  definizione piuttosto riduttiva del libro che presenta una delle più grandi scoperte scientifiche umane: “a book that has caused millions to doubt the authority of Scripture”.
Per fortuna nei paesi sviluppati ci sono religioni diverse, meno angosciate del progesso culturale umano, che non cercano di ostacolare con
video creazionisti e siti web di geologia biblica.

 

26/6/09-USA

·         Il Wall Street Journal pubblica oggi l’articolo (“God and Science Don't Mix”) scritto da un fisico, Lawrence Krauss, che da tempo partecipa attivamente alle discussioni sulle relazioni fra scienza e fede, con una posizione molto critica verso chi critica la scienza da posizioni integraliste religiose, come i sostenitori dell’ID. 
Il 12/7/2005 scrisse infatti, insieme ai cattolici Francisco Ayala e a Kenneth Miller, una
lettera al Papa per chiedere urgenti spiegazioni sull’imprevisto e imbarazzante (per loro, che da 20 anni contrastavano l’Intelligent Design inventato dagli integralisti protestanti) appoggio del Card.Shönborn all’ID, con un’editoriale sul New York Times del 7/7/05 (“Finding Design in Nature”).
L’articolo di Krauss inizia con una citazione di uno dei più grandi genetisti di popolazione del secolo scorso,
J.S.B. Haldane (“My practice as a scientist is atheistic. That is to say, when I set up an experiment I assume that no god, angel or devil is going to interfere with its course; and this assumption has been justified by such success as I have achieved in my professional career. I should therefore be intellectually dishonest if I were not also atheistic in the affairs of the world.“) e  Krauss conferma che almeno per la prima parte del ragionamento tutti gli scienziati non possono che concordare.

Ritiene però che in una imbarazzante situazione di temporaneo ateismo relativo possano trovarsi anche i fedeli di qualsiasi religione quando devono valutare i dogmi di altre religioni. Forse nnon è corretto usare il termine ateismo in questo contesto di relativismo religioso, ma il risultato non cambia.

Krauss ricorda poi che quel che sta avvenendo in Iran dimostra quanto sia difficile la gestione di un mondo in cui la ragione deve contrastare molte visioni dogmatiche originate millenni fa, in altre fasi, meno avanzate, dell’evoluzione culturale umana..
Questo articolo viene commentato anche nel blog “The Intersection” (“
Lawrence Krauss on Science/Religion”), nel blog Why evolution is true” (“Krauss attacks accommodationism in the Wall Street Journal”) e da PZ Myers di Pharyngula (“Christian faith is at odds with science”); nel suo ragionamento si inserisce un ulteriore punto; l’esperienza di una recente discussione su scienza e religione, che lo ha portato a verificare un’incompatibilità fra scienza e religione, ma ammette che è una situazione contestabile verificandone la coesistenza in molti scienziati che pur non penserebbero di usare la fede in laboratorio..,
Dopo aver ricordato il tentativo di S.J.Gould di tracciare dei confini fra le zone di influenza di scienza e religione (che riteneva non overlapping magisteria), non escluderebbe di lasciare alla religione alcune aree, come quelle che riguardano ad esempio il comportamento morale, anche se lo disturba lasciare qualsiasi cosa in mano a chi usa criteri faith-based e non evidence-based; conclude quindi che comunque preferirebbe consultare un filosofo o uno psicologo, piuttosto che un religioso, su problemi di moralità, spesso ritenuti gestibili da criteri faith-based.
Questi ragionamenti di un laico molto critico verso la religione inducono a “domandarsi quanto l’assenza di indignazione sia strumentale” quando si incontrano cattolici con un forte senso etico e religioso che
sostengono che sarebbe pericoloso che dei semplici peccati venissero anche considerati reati o che una religione potesse condannare una “condotta morale” che ritiene riprovevole…

 

26/6/09-IT

·         E’ disponibile il programma del XI Annual Congress - Federazione Italiana Scienze della Vita (FISV), Riva del Garda, 23-25 September 2009.
Anche in questo caso, come già successo quest’anno con molti congressi di società scientifiche, si darà all’inizio molto spazio a tematiche che mettono in evidenza il bicentenario darwiniano, ben sapendo che ormai solo gli ignoranti contestano che (come disse
Theodosius Dobzhansky) "Nulla ha senso in biologia se non alla luce dell'evoluzione". Per chi fosse a Riva del Garda il 23 settembre, questo sarà il programma del pomeriggio, dalle 15.30 in poi:

 Evolution: 200 years since Darwin
Chairs: Giorgio Bertorelle (Ferrara), Rosaria Scozzari (Roma)
The structure of evolutionary theory Telmo Pievani (Milano)
Neutralism and selectionism Andreas Wagner (Zurich, Switzerland)
The genetics of speciation Allen Orr (Rochester, USA)

The expression of emotions in man and animals, a Darwinian Revolution Bernardino Fantini (Geneva, CH)

E questo quello della sera:

Round table: Understanding and perception of evolution in contemporary society. Coordinators: Gilberto Corbellini (Roma), Lucio Luzzatto (Firenze), Telmo Pievani (Milano)

In realtà anche il 24/9 si continuerà a parlare di evoluzione; dopo aver discusso il 23 sera anche di cultura e di politica (magari qualcuno ricorderà i problemi che può talvolta creare chi dissente), il 24 si parlerà di sesso, di evoluzione della vita, dei microorganismi ma anche dell’uomo, con L.L.Cavalli Sforza (“Darwinian selection in human evolution”).

·         Un appuntamento più vicino (il 10 luglio) sarà la lettura della preghiera darwinana di Michele Luzzatto da parte di Lella Costa; a Padova il 10 luglio alle 21.30 nei Giardini dell'Arena Romana

 

25/6/09-IT

·        Il 30 giugno a Verona (Polo Zanotto, V.le dell’Università 34 – Verona) il congresso della Società Italiana di Biologia Vegetale (Programma) si aprirà con una giornata di conferenze dedicate a Darwin e all’evoluzione:
Plenary Lecture:

·        DARWIN AND EVOLUTION AULA MAGNA T3 Chairmen: Roberto Bassi and Rodolfo Costa

·        ON DARWIN'S FOOTSTEPS: HOT TOPICS IN ANIMAL PHYLOGENY AND EVOLUTIONARY DEVELOPMENTAL BIOLOGY A. Minelli.

·        THE ROLE OF GENOME DUPLICATION IN THE EVOLUTION OF DIVERSITY J.H. Postlethwait.

·        EVOLUTION OF CELL DEFENCE MECHANISMS G. Macino.

·        EVOLUTION OF THE HUMAN BRAIN G. Berlucchi.

·        LUNCH & POSTER VIEWING

Plenary Session I:

·        PLANT EVOLUTION AULA MAGNA T3 Chairman: Rodolfo Costa and Roberto Bassi SALTATIONAL EVOLUTION IN PLANTS: STAY. G. Theissen. PHOTOSYNTHESIS, AN UNINTELLIGENT DESIGN. W. Nitschke.

·        ROUND TABLE: HOTSPOTS ON EVOLUTION R. Costa, R. Bassi, J. Barber, W. Nitschke, G. Macino G. Berlucchi G. Theissen.

 

 

24/6/09-UK

·        Mentre girano per l’Italia menestrelli locali o importati per imbrogliare la gente (si puo’ dire che non siamo più nel medio evo?) raccontando che l’universo ha 6000 anni o poco più, tutti i giorni compaiono le prove che la realtà è ben diversa e che non si dovrebbe dare né spazio né soldi (né soprattutto patrocini pubblici) a chi nega addirittura meccanismi evolutivi e cronologie da tempo comprovate, come già nel 1996 anche GP2 doveva ammettere: “È degno di nota il fatto che la teoria dell’evoluzione si sia progressivamente imposta all'attenzione dei ricercatori, a seguito di una serie di scoperte fatte nelle diverse discipline del sapere. La convergenza non ricercata né provocata, dei risultati dei lavori condotti indipendentemente gli uni dagli altri, costituisce di per sé un argomento significativo a favore di questa teoria”.
Sull’ultimo numero di Nature un articolo (“New flutes document the earliest musical tradition in southwestern Germany”) racconta del primo strumento musicale completo, un flauto in osso, e di frammenti di altri flauti in avorio: “Excavations in the summer of 2008 at the sites of Hohle Fels and Vogelherd in Germany produced new evidence for Palaeolithic music in the form of the remains of one nearly complete bone flute and isolated small fragments of three ivory flutes”. Questi strumenti sono di circa 35.000 anni fa, di 5.000 anni più vecchi di altri strumenti musicali trovati precedentemente. Esiste in realtà anche il frammento di un flauto neandertaliano, più antico, ma non c’è la certezza della sua reale funzione, anche perché realizzato con un osso di orso e non con un più ragionevole radio di un avvoltoio.
Nella grotta di
Hohle Fels era stata recentemente trovata una statuina femminile in avorio (Conard, N. J. A female figurine from the basal Aurignacian of Hohle Fels Cave in southwestern Germany. Nature 459, 248–252) .
Del flauto si parla anche sul
Sole24Ore, su Galileo, e nel sito dell’agenzia AGI,

 

24/6/09-IT

·        L’Avvenire pubblica nelle lettere al direttore un paio di precisazioni di Odifreddi alla recensione dell’Avvenire al suo libro su Darwin (il 16/6). La più rilevante riguarda il fatto che le sue citazioni di dichiarazioni antievoluzioniste di autorevoli esponenti vaticani siano state presentate come posizioni di protestanti fondamentalisti antidarwiniani USA, cercando di negare la confusione presente sia nella chiesa che nei cattolici, dove spesso, come è facile dimostare, non si riesce a limitare o controllare le intemperanze dei creazionisti biblici.
Nulla infatti si è detto dei due convegni di creazionisti biblici cattolici che si sono tenuti a Roma per contestare due convegni vaticani che li avevano intenzionalmente esclusi. E nulla si scrive a questo proposito nella risposta dell’autore dell’articolo.

 

23/6/09-USA

·        Sembra che la vecchia idea del cavallo di Troia sia utilizzata anche dagli antievoluzionisti, che cercano talvolta di impacchettare contenuti creazionisti in un contesto scientifico serio (come un museo scientifico, la sede centrale di un istituto di ricerca, o almeno un’aula universitaria…). La tecnica, già sperimentata in Italia, trova estimatori anche fra i creazionisti USA, tanto potenti e ricchi da non aver bisogno di questi trucchetti per farsi notare.
Proprio oggi esce negli USA ad un prezzo stracciato (1$) un’edizione creazionista del libro di Darwin “On the origins of species” che sarà offerta dovunque “
for use in schools, colleges, and prestigious learning institutions“.
Contiene ovviamente, come si racconta nel sito web (“
Special Origin of Species to be Given Away in Schools “), una prefazione rigorosamente antievoluzionista di 50 pagine, disponibile anche on line. Contano di venderne un milione di copie e sono certi che nessuno voglia ostacolarne la diffusione …
Curioso il fatto che masochisticamente nel sito web del libro si fornisca uno dei primi commenti, pubblicato giusto oggi, quello ben poco lusinghiero del biologo evoluzionista PZ Myers, responsabile del blog scientifico Pharyngula: “It's like a book with multiple personality disorder — two parts that absolutely hate each other; an intro that is the inane product of one of the most stupid minds of our century, and a science text that is the product of one of the greatest minds of the author's century”. Per capire questa frase è necessario ricordare che la prefazione è di Ray Comfort, autore anche del famoso (e in-credibile) video in cui sembra felice di poter dimostrare agli increduli che la banana [quella attuale, coltivata e selezionata!] è conseguenza di un progetto divino [e forse l’anguria o il fico d’india no…]
Nel volume non è inserita l’originale e recente “
Bibbia di C.Darwin” … pubblicata dai creazionisti biblici di Answer in Genesis [ringrazio il dott.Georgiev per la segnalazione dell’errore. Controlli poi anche le slide dell’ingegnere, dovrebbe correggere almeno gli errori che ha ammesso]. Può essere acquistata aggiungendo altri 3,99$ (“The pocket-sized New Testament covers: why there is suffering, who made God, the Big Bang, the origin of life, DNA, irreducible complexity, mutations, transitional forms, the Cambrian Explosion, peppered moths, vestigial organs, and "mistakes" in the Bible. Includes material from AiG's "Answers" magazine plus a concise topical concordance, and more “).
Puo’ comunque succedere che questa versione “aggiornata” della Bibbia venga comunque regalata a chi si trova al momento giusto nel posto giusto (“
One thousand copies of The Charles Darwin Bible will be freely handed out to public school teachers at their annual National Education Association convention in San Diego”).

 

21/6/09-UK

·        [da Pikaia] Nella annuale conferenza del 17 marzo 2009 per l’Open University, Richard Dawkins presenta Darwin come lo scienziato che con la selezione naturale ha cambiato il nostro modo di vedere la vita e tutta la natura. In particolare Dawkins spiega come il pensiero di Darwin fosse ad un passo dal mendelismo, e quindi abbia permesso il "passaggio al digitale" in biologia. Qui potete vedere l’intera conferenza

 

20/6/09-IT

 

·        Qualcuno si ricorderà che circa 3 mesi fa eravamo stati informati (Creazionismo in salsa turca) che in Turchia il vicepresidente del CNR turco (TUBITAK) aveva censurato un articolo su Darwin pubblicato sulla rivista scientifica (Bilim ve Teknik) del TUBITAK. In Italia la situazione sembra un po’ diversa; non abbiamo infatti una rivista del CNR che censurerebbe Darwin, ma abbiamo la rivista del vicepresidente del CNR che pubblica direttamente articoli critici non solo verso Darwin e la teoria attuale dell’evoluzione; alcuni articoli critici anche verso la chimica, la fisica e la geologia attuale, sono raccolti in un Dossier nel numero di giugno, il 45’, pubblicato in occasione del bicentenario. Molti degli articoli sembra facciano riferimento alle sciocchezze dette in un convegno tenutosi al CNR nella sala Marconi il 23/2/09, quando, 2 giorni dopo un convegno sul quaternario tenutosi nella stessa sala, si cercava di dimostrare che la terra sarebbe molto più giovane di quanto si pensasse.
Purtoppo gli articoli non sono accessibili, ma il nome della rivista (“
Radici cristiane”) fa seriamente sospettare che sia una delle prime occasioni in cui si manifestano pubblicamente i creazionisti biblici italiani, che finora avevano semplicemente ospitato un gruppo di creazionisti francesi in tour a Roma (il 3/11/08 e il 23/2/09) per contestare i due recenti convegni vaticani su Darwin e la teoria dell’evoluzione. Premettendo la buona notizia che la rivista è sconosciuta o introvabile nelle librerie cattoliche (Paoline e Ancora) della “capitale del creazionismo”, Brescia. Ecco gli sconcertanti titoli degli articoli, con temi ben noti a chi visita i siti web dei creazionisti biblici USA, e con titoli che corrispondono a quelli delle comunicazioni ai conegni creazionisti tenuti alla Sapienza e al CNR:

·    L'evoluzionismo contraddice la scienza

·    Evoluzionismo: un'ipotesi eticamente aberrante

·    Dalla scienza un secco rifiuto all'evoluzionismo

·    La termodinamica contraddice l'evoluzione  (se ne parlava anche al convegno creazionista alla Sapienza in novembre)

·    Il tempo richiesto dalla sedimentazione contraddice l'ipotesi evoluzionista

·    Ma dove sono quei milioni di anni

·    Dinosauri: molto più "moderni" di quanto si creda ... (al convegno al CNR si raccontava di dinosauri vissuti 30/40.000 anni fa)

·    Le datazioni radiometriche non sono affidabili

La rivista dimostra chiaramente la sfida non solo alla ragione, alla scienza e alla cultura occidentale, ma anche alla stessa Chiesa cattolica, portata da fedeli che evidentemente ignorano le posizioni attuali della Chiesa, che prevedono un maggior rispetto per la scienza, che qui viene invece “scomunicata” nel suo complesso (travolgendo anche la chimica, la fisica, e la geologia oltre alla biologia).
Don TanzeIIa Nitti preferirebbe continuare a
non credere che esista anche in Italia un imbarazzante creazionismo biblico cattolico che contesta addirittura il documento del card.Ratzinger del 2004 che accetta l’età della terra proposta dalla scienza.
Questo Dossier dovrebbe stimolarlo ad intervenire, organizzando la partecipazione di queste pecorelle smarrite ai corsi di aggiornamento di buon livello (come quelli di primatologia che il progetto vaticano  STOQ sta organizzando per il 6/11 luglio al monastero di Poblet in Catalogna). Dovrebbe farlo prima che qualche pregalileiano sopravvissuto (chi altri potrebbe pensare che venga addirittura “
Dalla scienza un secco rifiuto all'evoluzionismo”?) o qualche sostenitore dell’idea assurda di una terra di soli 6000 anni pensi di poter mandare al rogo.qualche dipartimento di biologia evoluzionista per il sostegno a comportamenti che sembra vengano definiti addirittura eticamente aberranti” ….[con quel che si legge sui giornali in questi giorni…non sarebbe bello scaricare le colpe sui biologi evoluzionisti].

Si potrebbe anche ricordare quanto disse mons.Ravasi nel 2005, quando ancora cercava di convincere i cattolici che, per non dire sciocchezze e fare brutte figure, sulla teoria dell’evoluzione bisognava fidarsi degli esperti. 

 

19/6/09-USA

·        [da NCSE] Per dimostrare che non è necessario saper disegnare bene per creare vignette umoristiche, i Florida Citizens for Science hanno sponsorizzato un concorso per vignette sulla scienza che utilizzino schemi grafici estremamente semplici: lo “Stick Science cartoon contest”. Qui Ie 10 vignette più belle. Bella quella che ironizza su chi non crede all’evoluzione per motivi assurdi: perchè nessuno l’ha vista o perchè … non si può ripetere e verificare sperimentalmente.

 

19/6/09-ITA

·        Prossime conferenze a Milano nell’ambito di Milano scienza:
- domenica 21/6 alle 16 al museo di Storia Naturale: Giorgio Vallortigara su “Menti animali”;

- lunedì
22/6 alle ore 18:30 | Palazzo Besana (piazza Belgioioso, Francesco Colotta: Darwin contro il cancro. Introduce Sylvie Coyaudiugno 2009
- mercoledì 24/6 alle
ore 21:00 alla Rotonda della Besana (via Besana, 12) Emanuele Coco e Elio e Rocco Tanica in Consigli pratici per evoluzionisti spaesati
- giovedì 25/6  ore 18:30 Rotonda della Besana: Edoardo Boncinelli, Darwinismo e genoma
-
martedì 30/6 alle 18 al museo di Storia Naturale l’anteprima della V Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza di Venezia Con Massimiliano Finazzer Flory e Umberto Veronesi

-          Per chi invece fosse a Bergamo sabato 20/6, quel giorno prenderà il via «Musei Notti Aperte», manifestazione che vede protagonisti il museo di Scienze Naturali «E. Caffi», il museo Archeologico e l’Orto botanico «L. Rota». In particolare il 20 sera il ea sarà l’evoluzione: “dalle 21 in piazza Cittadella l’iniziativa “Graffiti in piazza - Il tema dell'evoluzione attraverso la street art”, alle 21.30 lo spettacolo teatrale "Quando Darwin incontrò il suo alter ego" (sala Curò, Piazza Cittadella) e dalle 22.30 all’Orto Botanico il concerto a cura dell'Istituto Musicale Donizetti “L'evoluzione del linguaggio musicale”. (Tutte le iniziative sono ad ingresso libero).”

 

18/6/09-ITA

·         [da Pikaia] Consigli di lettura sulla teoria dell’evoluzione.

·         [da Leucophea. “Darwin su PNAS”] Anche PNAS, dopo l’Am.J.of Botany, Scientific American, Lancet, Heredity, Genome Research (poster), Science e Nature, regala un intero numero dedicato a Darwin, con ben 19 articoli liberamente accessibili, presentati al Darwin Sackler Colloquium dal titolo: “In the light of evolution III: Two centuries of Darwin”. Molte fra le migliori riviste (fra cui anche una  dedicata soprattutto alla ricerca medica che ha permesso di raddoppiare in pochi anni la durata media della vita, un obiettivo insperato fino a pochi decenni fa) si sentono in dovere di continuare a cercare di convincere del contrario chi, pur ricoprendo un ruolo determinante per lo sviluppo della cultura italiana, continua a credere che “L'evoluzionismo è una teoria che non ha ragioni che la sostengano.  Non deve essere facile rifiutarsi di aprire gli occhi di fronte a milioni di prove che dilagano sul mondo da tutte le riviste scientifiche. …

L’editore di “Evolution: Education and Outreach” invece esagera: ogni numero del 2009 parla di Darwin ed ogni numero del 2009 è gratuito!.

 

17/6/09-IT

·         Fra le news delle Scienze (“Scimmie intellligenti... chi più, chi meno”) c’è l’invito a leggere un articolo del gruppo di M.Hauser, comparso su PlosOne (“General Intelligence in Another Primate: Individual Differences across Cognitive Task Performance in a New World Monkey (Saguinus oedipus)”; PDF). Come si vede, è una ricerca su un tema intrigante, con risultati che evidenziano come anche nella platirrina sudamericana Saguinus oedipus (cotton-top tamarin) un indicatore delle capacità di risolvere problemi sia fortemente influenzato da fattori individuali. Come avviene anche nell’uomo…

 

16/6/09-NL

·         Apre oggi la mostra “First Dutch Neanderthal  al Dutch National Museum of Aniquities. Verrà esposto al pubblico il primo reperto fossile neandertaliano (un frammento di frontale) trovato in Olanda, al largo della costa, in una zona fossilifera di circa 40.000 anni fa, quando il livello del mare era più basso rispetto a quello attuale. Il sito preciso del ritrovamento è sconosciuto, dato che il reperto è stato trovato da un dilettante in una zona in cui erano stati abbandonati i residui di dragaggi effettuati al largo. Se ne parla anche qui.

 

16/6/09-USA

·         Sul Washington Post un articolo (“West of Eden”) di Peter Hess, teologo e direttore del “Faith project” dell’NCSE (National Center for Science Education) in risposta all’articolo di John West, un esponente dei neocreazionisti afferenti al Discovery Institute che il 3/6/09 sullo stesso quotidiano [si] chiedeva "Is evolution compatible with God?", in occasione del lancio da parte loro di un sito web dedicato al rapporto fra fede ed evoluzione e dedicato in particolare ai biologi evoluzionisti, per cercare di tenerli lontano dal nuovo sito web creato da F.Collins, che cerca di attirare invece i credenti verso il neodarwinismo.
Più o meno la stessa posizione di P.Hess, che però non chiarisce MAI se il discorso che fa sull’evoluzione vale anche per la teoria dell’evoluzione; Hess conclude il suo intervento scrivendo che “Science and faith are but two ways of searching for the same truths.
Evolution can certainly be compatible with religious faith. Because the evidence for evolution is so overwhelming“.
J.West invece aveva un’opinione diversa da quella di F.Collins e di P.Hess, ritenendo che “religious belief and scientific inquiry are mutually exclusive”.
Ambedue gli articoli, come al solito, sono accompagnati da numerosissimi commenti.

·         E’ disponibile in rete il video della conferenza (“The public understanding of evolution and the KISS principle“) tenuta al convegno Evolution 2009 (a Moscow all’Università dell’Idaho) da Eugenie Scott, presidente del National Center for Science Education, al momento di ricevere il “SJ Gould Award”. Per chi non si accontentasse del video, qui ci sono due recenti podcast, sempre di conferenze e sempre di Eugenie Scott

 

16/6/09-IT

·         Conferenza stampa di presentazione della nuova serie di Superquark, con M.Mazza contento di essere accanto all’evoluzionista Piero Angela, a cui attribuisce il merito di avergli fatto scegliere la professione di giornalista. C’è un netto miglioramento che dimostra l’influenza di P.Angela. Due anni fa infatti era contento di essere in mezzo ad antievoluzionisti …

·         Sull’Avvenire in un articolo (“Odifreddi e Morandini su Darwin”) si commentano un paio di libri recenti sulla teoria dell’evoluzione, uno più laico e un altro invece scritto nell’ottica di non disturbare la fede.
Sconcerta, nella critica ad Odifreddi, la frase “la fede cristiana nel Dio creatore non esclude un certo evoluzionismo, come egli sa”, dato che probabilmente Teilhard de Chardin se n’è accorto a sue spese quanto qualche decennio fa fosse stato pericoloso crederlo.
Spiace anche che TdC sia successiamente citato come se “altri teologi e scienziati cristiani” fossero stati e fossero attualmente altrettanto audaci e masochisti nel dibattere temi che
ai cardinali proprio non piacciono; non è anzi da escludere che la sua condanna abbia azzerato la discussione nella chiesa su questi temi centrali per la cultura umana attuale e in particolare sulla scienza, che ne ha un ruolo centrale.
Incomprensibile è poi la critica a Odifreddi per il riferimento darwiniano a persone intelligenti mandate al rogo nel Medioevo: certamente si pensava a religiosi condannati come eretici, come
G.Savonarola, G.Bruno o G.C.Vanini (il riferimento non era abbastanza chiaro?) più che a brave persone come S.Francesco o addirittura madre Teresa, che il medioevo … l’ha studiato a scuola a Skopje.
Molto ambigua (onesta ma non troppo chiara) la frase in cui si parla di “riconoscimento” e non di “accettazione” da parte dei Papi recenti (in effetti su Leone XIII e la sua raffica di encicliche –
1884, 1887, 1888 - contro i naturalisti e i razionalisti sarebbe meglio sorvolare … anche perché nessuno ha ancora chiesto scusa), tanto è vero che si è costretti ad ammettere che la teoria scientifica dell’evoluzione è “fonte di una serie di problemi”… dando inevitabilmente ragione a Odifreddi!
In realtà l’autore dell’articolo sembra poi dare ragione anche a Darwin: subito dopo aver pensato alla “provvidenza e alla bontà divina” gli scappa infatti quasi una bestemmia “(quanta violenza e morte nella natura da Lui creata!)”, come se si fosse dimenticato di quello che aveva imparato su un improbabile creato originariamente creato senza morte (?) – e quindi senza evoluzione - e sulla morte come conseguenza del peccato originale (!).
Probabilmente Darwin  era partito proprio da qui per arrivare a capire che questa “violenza e morte” è selettiva, agisce sulla variabilità, e costituisce quindi il meccanismo creativo che ha chiamato “selezione naturale”.
Brutto il finale, con l’invito a provare a “
leggere la Bibbia come se fosse un testo di scienze (“affiora nella Bibbia e viene confermata dall’evoluzionismo”) ma soprattutto con la inattesa – per chi si rivolge ad un ampio pubblico su evoluzione e evoluzionismo - confusione fra il fatto dell’evoluzione (che l’autore chiama “visione unitaria e pur differenziata della vita”) e la teoria dell’evoluzione (che invece propone quei meccanismi che nella Bibbia certamente non affiorano, essendo stati scoperti nel 1859); proprio F.Facchini che lui invoca, avrebbe molto da dire per contestare questa opinione pericolosa, umiliante per l’intelligenza e per l’evoluzione culturale umana, ormai da tempo superata (ma che viene mantenuta in vita artificialmente proprio come se l’accanimeno terapeutico fosse un’alternativa ai miracoli di cui si parla nell’articolo).
Un po’ scorretta, come detto, anche la citazione di Teilhard de Chardin come se non si sapesse che anche recentemente (
17/2/2007) è stato confermato che è ancora in vigore il “Monitum” del 1962 contro il gesuita paleontologo umano che, avendone le competenze, ha cercato di conciliare la religione cattolica con la teoria dell’evoluzione.

 

15/6/09-IT

·         [da Pikaia] Il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo di Edoardo Boncinelli (L’altruismo evoluzionista. La provocazione biologica di Gabriele Milanesi) in cui si descrive l'ultimo libro di Gabriele Milanesi, "I geni altruisti" (Mondadori, pp. 216, euro 18,50).

·         E’ uscito il trailer del prossimo film sulla vita di Charles Darwin. Si racconta la vita di uno scienziato che ha trovato la spiegazione dei meccanismi che hanno permesso e gestito in modo automatico il processo creativo dell’evoluzione delle specie animali e vegetali DOPO un’eventuale “creazione divina” su cui Darwin non ha e non avrebbe comunque potuto dire nulla. Il titolo del film (“Creation”) sembra decisamente di buon auspicio: possiamo sperare che la creatività dei meccanismi intuiti da Darwin associ sempre più il termine “creazione” all’origine delle specie per meccanismi naturali, facendo dimenticare che “creazione” per molte religioni è un termine teologico che molti usano in modo scorrettoo vago.
Lo sanno [dovrebbero sapere] tutti che “creazione divina” ed evoluzione sono eventi ben diversi: la “creazione divina” sempre più si rivela un mito o un simbolo non dimostrabile, mentre l’evoluzione biologica (di cui si è occupato Darwin e di cui si occupano oggi i biologi evoluzionisti) è un processo costituito da una sequenza infinita e complessa di eventi biologici ormai dimostrati, che inizia DOPO l’origine della vita, che a sua volta è iniziata molto DOPO l’origine dell’universo, su cui ancora ci sono, e non ci si deve meravigliare che rimarranno tali ancora per lungo tempo, ipotesi scientifiche non sempre convincenti.
Associare Darwin al termine “creazione” è un invito ad attribuire alla natura quei meccanismi creativi ben dimostrati che sono in azione da centinaia di milioni di anni senza la necessità di ricorrere a ipotesi metafisiche o ad enti soprannaturali.   

·         Sulla Stampa un articolo (“Alle origini dell'altruismo”) che riferisce delle ricerche di S.Bowles, direttore del programma in Scienze comportamentali presso il Santa Fe Institute nel New Mexico, che hanno portato alla pubblicazione di un articolo su Science del 5/6/09 (“Did Warfare Among Ancestral Hunter-Gatherers Affect the Evolution of Human Social Behaviors?”)  

·         Il Giornale di Brescia pubblica un articolo (non liberamente accessibile) dal titolo “L'evoluzionismo non è incompatibile con il creazionismo”. Si tratta di ua critica all’ultimo libro di Odifreddi, sul darwinismo. Nell’articolo, oltre ad una strana e sospetta limitazione dell’evoluzione all’interno delle specie (“è possibile che … ci siano delle evoluzioni all’interno delle specie”), si fa parecchia confusione sui due contesti.
Nella seconda parte dell’articolo si attribuisce alla biologia evoluzionista l’intenzione di contestare risposte che da millenni forniscono le migliaia di diverse religioni esistenti. La scienza non ha per ora risposte certe, e probabilmente non le avrà mai,  sull’origine dell’universo, sul suo fine, sul perché della vita; ma ha molte altre risposte che non sembra siano apprezzate dalle religioni in quanto spesso ben diverse ma efficaci. 

E’ utile ricordare che non ci sono spiegazioni scientifiche che possano arrivare dalla Bibbia, ed è facile dimostrarlo: proprio sull’Avvenire del 9/6/09 c’è l’intervista
(“Scienza e fede, il flop dei «nuovi atei»”) ad un teologo che riporta un giudizio negativo sui “cristiani fondamentalisti convinti che il racconto della Genesi sia un dato scientifico assodato” che “si approcciano ai testi religiosi antichi per provare la loro pertinenza in quanto fonti di informazioni scientifiche. Ma la Bibbia non ha mai voluto essere all’origine di verità scientifiche. Tali racconti si preoccupano di trasformazioni spirituali, non di informazioni scientifiche”.
Tanto è vero che nei due recenti convegni in Vaticano sull’evoluzione, in novembre e in marzo, creazionisti e sostenitori dell’ID semplicemente NON sono stati invitati (“
Rome meeting snubs intelligent design, creationism”, “Intelligent Design Theory Shut Out of Vatican Evolution Conference), proprio perchè gli organizzatori, sia il prof.Cabibbo che mons.Ravasi, intendevano realizzare convegni “intellettualmente rigorosi”.
I convegni inoltre sono stati finanziati in parte dalla Templeton Foundation, che, come ognuno può verificare nel  loro
sito web, sono allergici alle persone incompetenti ma che vogliono parlare con una presunzione che la JTF non accetta (“The John Templeton Foundation does not support research or programs that deny large areas of well-documented scientific knowledge”); lo si legge molto chiaramente nel documento in cui spiegano la loro posizione contraria al creazionismo e all’Intelligent Design, dato che ambedue le ideologie non accettano la teoria dell’evoluzione, che secondo la JTF è ormai da considerare “conoscenza scientifica ben documentata”.
Sembra strano che il comune di Brescia dia il suo appoggio a chi racconta fatti ben diversi da quelli che vengono raccontati in tutte le scuole della nazione, della provincia e della città.
Proprio per questo stupisce che un comune appoggi la diffusione di idée che hanno una certa rilevanza solo negli ambienti integralisti protestanti statunitensi.
Non dimentichiamo comunque che anche negli USA ci sono pastori protestanti evoluzionisti che festeggiano il Darwin Day in modo normale (
Clergy Letter Project); sarebbe indispensabile che anche in Italia la si smettesse con le ambiguità e i pasticci e si formassero gruppi di religiosi che dimostrino davvero di credere che l'evoluzione e la biologia evoluzionistica siano scienza e che non abbiano alcuna relazione con la creazione. A quando il primo Darwin Day parrocchiale in Italia?
Curioso il fatto che
nel sito di Pikaia si citi proprio in questi giorni un documento (scritto da religiosi e scienziati protestanti USA) che cercano di chiarire quel che pensano i protestanti sulla creazione. E’ impressionante verificare in questo documento (Dichiarazione Generale sulla Creazione”) come ci siano diverse ipotesi creazioniste che vengono ritenute ugualmente valide. 
Il problema è che sono incompatibili fra di loro! C’è chi crede che l’universo sia nato 6000 anni fa, altri che credono sia nato invece un bel po’ prima, 4.5 miliardi di anni fa …;  sembra impossibile che si possa pensare che
L'evoluzionismo non è incompatibile con il creazionismo” … quando si promuovono le ipotesi creazioniste dei protestanti, incompatibili fra di loro ma anche con quelle cattoliche …

 

14/6/09-IT

·         A Caltagirone (CT) apre oggi una mostra collettiva d‘arte contemporanea (“Prova D’Autore 2009 - Darwin evolution (1809–2009)”) organizzata dal MACC, il museo d’arte moderna: “IL MACC, coglie l’occasione del bicentenario della nascita di Charles Darwin come stimolante opportunità per gli artisti invitati a questa edizione di Prova d’Autore, per confrontarsi in maniera personale non solo con una delle teorie fondative della nostra cultura ma anche con argomenti quali il “codice”, il “caso”, il “progetto”, l’“errore”, che nell’Arte contemporanea si presentano con una particolare carica di ricerca e di suggestione”.

 

13/6/09-USA

 

·         Prima giornata della conferenza Evolution 2009, che si tiene all’University of Idaho di Moscow. La conferenza è stata aperta dall’antropologa Eugenie Scott, presidente del National Center for Science Education, con la sua “SJ Gould Award Lecture”. Se ne parla nel blog Skeetersays, che segue il convegno giorno per giorno, promette di informare tutti quando sarà pronto il video della sua Lecture  focused on ways in which educators can clarify how they teach science to increase the public understanding of science”. Una delle interessanti proposte di E.Scott è di considerare sempre che “Word choice is important - we are not "darwinists" - we are evolutionary biologists. If you can attach 'ism' to a word it becomes an ideology. Evolution is not an ideology - it is science”. Bisognerebbe ritornare a S.J.Gould: Evolution as Fact and Theory!
Da notare che il congresso offre nel suo sito web una pagina con links ai bloggers e ai twitters

 

13/6/09-IT

·         [da Pikaia] Come copiare la natura? Scopritelo su Ask Nature, un interessante sito prodotto dal The Biomimicky Institute.

·         Sulla mostra “Darwin 1809-2009” a Milano, un articolo (“Darwin. Per il centenario mostra imponente alla rotonda della Besana”) oggi sul Giornale; purtroppo anche qui si sbaglia il titolo del suo principale libro, che è “L’origine DELLE specie”. Si riferisce anche del grande successo che ha avuto questa mostra al Palazzo delle Esposizioni di Roma, con 120 mila visitatori.

·         Di “Brescia, capitale creazionista d’Italia” si parla anche nel blog di Oca Sapiens. Ora si evidenzia, dandogli ironicamente ragione nel non voler premiare un’eccessiva competenza, anche che l’assessore ha negato il patrocinio del comune alle iniziative della UAAR (patrocinate fino all’anno scorso: 2007, 2008), dato che vi partecipava come oratore anche T.Pievani. Il risultato della valutazione comparativa dei titoli degli oratori a questi due Darwin Days contrapposti e alternativi conferma le preoccupazioni pubblicate ieri da Repubblica (“UN MATEMATICO DEI LINCEI E I CONTI SBAGLIATI DELL'ITALIA - LETTERA”).

·         Sull’Avvenire un articolo (“Ma Ida non è l ’anello mancante“) di F.Facchini riferisce sul Darwinius masillae, spiegando perchè sia stato pericoloso l’uso scorretto del termine “anello mancante”, che attribuisce correttamente al tentativo di indurre ad una interpretazione lineare del processo evolutivo, che si incontra ancora solo in chi ha paura che i lettori si allontanino troppo dell’idea di un percorso lineare, di un progetto, caratteristica della visione ideologica dei creazionisti. Purtroppo questa volta lo stesso autore della scoperta di questo reperto fossile ha abusato di questo concetto, forse per sollecitare (e solleticare) la curiosità del pubblico.
A proposito di solletico, una recente pubblicazione scientifica ha dimostra la somiglianze fra le antropomorfe e l’uomo per il riso stimolato dal solletico. Lo riferiva parlava Repubblica il 9/6/09 (“
La scimmia sorrise prima dell’uomo”), il blog di Biondi/Rickards, Darwinpunk,  il 10/6/09 (“Ridiamo come le scimmie”) e Nature il 4/6/09 (“Human-ape links heard in laughter”).

·         Se l’Avvenire chiede la consulenza di un esperto, nel sito SRM in un articolo dal titolo sconcertante (“Casi mediatici o scoperte scientifiche ? Ida “) come esperto si sceglie invece un creazionista biblico, che per fortuna non contesta la datazione (“47 milioni di anni”) né che sia un reperto “unico ed eccezionale”, ma inserisce alcune frasi davvero originali, come quella che quasi contiene una nuova definizione di “anello mancante”. Sconcertante che nell’articolo su SRM si parli di “stazione eretta” 

 

12/6/09-IT

·         Finalmente una trasmissione radio in cui si parla a lungo, bene e con competenza di Darwin! E’ “Alle 8 della sera , su Radio2, e il merito è soprattutto di P.G.Odifreddi, che in breve tempo è diventato un ottimo conoscitore e divulgatore di Darwin e della sua genialità. Nel sito della trasmissione sono oggi disponibili i podcast delle prime 9 puntate. Buon ascolto …! la trasmissione durerà infatti fino al 26 giugno!! Per la bibliografia si potrebbe suggerire qualche altro testo. Oltre all’ultimo libro di Odifreddi, nel sito sono consigliati solo libri che non avrebbero potuto mancare … quelli di Charles Darwin. Forse è un po’ poco; molti altri hanno studiato Darwin in questi ultimi 150 anni …

·         [da Leucophea] Sito web (Timetree) che, a ogni coppia di taxon, vi dice quanto siano distanti evolutivamente in milioni di anni. Sono  gratuitamente dsponibili anche un volume e splendidi poster stampabili dell’albero della vita. Se un antievoluzionista se ne appendesse uno in camera ne trarrebbe grande giovamento: difficilmente si porrà poi il problema degli anelli (?) mancanti (!) (quelli esistenti e rappresentati sul poster sono anche troppi …!) … e dormirebbe sicuramente meglio, senza quell’incubo.

·         Ovviamente il problema della serie di conferenze di biologia evoluzionistica che verranno tenute a Brescia da un ingegnere esperto in semiconduttori (ma in un ambiente che sembrerebbe garantire la serietà scientifica e con il patrocinio del comune di Brescia) è solo un sintomo di una situazione preoccupante: lo si dimostra (“la nostra società non capisce quali sono i fondamenti dell’eccellenza”) nella lettera scritta a Repubblica (“UN MATEMATICO DEI LINCEI E I CONTI SBAGLIATI DELL'ITALIA - LETTERA”) da un eccellente matematico.
Triste la conclusione dell’articolo: dopo aver ricordato gli anni di “errori in cui si è messa in un angolo la classe scientifica per favorire la crescita di piccoli o grandi poteri accademici-politici-sindacali” conclude con un triste “auguri a tutti i giovani scienziati italiani”.

 

12/6/09-USA

·         Sul blog Panda’s Thumb si presenta (“Fossilized Insects Revealed in 3-D Scans”) il risultato dell’applicazione una nuova tecnica che permette di ricostruire la struttura tridimensionale di organismi di piccole dimensioni imprigionati da decine di milioni di anni in blocchi di ambra opaca. Il blog cita un articolo sull’ultimo numero del Discover Magazine e mostra immagini decisamente impressionanti (realizzate all’ European Synchrotron Radiation Facility da ricercatori dell’Università di Rennes) di ricostruzioni tridimensionali di organismi di pochissimi millimetri, vissuti milioni di anni fa.
E’ probabilmente solo l’inizio dell’applicazione di una tecnica che permette di vedere anche all’interno di resine fossili non trasparenti, l’inizio dell’archiviazione di queste
immagini in un database (ESRF Paleontological Microtomographic DB) e della produzione di video (come questo) che presentano la impressionante ricostruzione tridimensionale di questi organismi. Che siano vissuti 100 milioni di anni fa, che ne abbiano già trovati 356 diversi e che solo per il 53% sia stata identificata la famiglia di appartenenza darà sicuramente dei seri problemi a chi sostiene che l’evoluzione non esiste (nemmeno per il virus dell’influenza..?) e le specie attuali sono identiche a quelle del passato. Se già hanno cercato di usare esche da pesca per dimostrarlo … in futuro probabilmente dovranno arrendersi di fronte al numero di specie diverse che queste nuove tecniche produrranno in numero sempre maggiore.
Interessante anche la ricostruzione tridimensionale di
frammenti di piume, anche loro incluse in ambra.   

 

11/6/09-USA

·         Non è un problema che riguarda molto l’Italia, dove per fortuna il dibattito culturale sull’evoluzione difficilmente arricchisce (e non solo culturalmente) giudici e avvocati, ma gli USA: nel sito dell’NCSE hanno organizzato in un’unica pagina web "Creationism and the Law" tutto quello che riguarda i 17 processi fra creazionisti ed evoluzionisti, a partire dal primo, nel 1925 fino ad arrivare a quello del 205 che ha inferto un grosso colpo alla credibilità dell’ID. Puo’ essere utile per capire come siano quasi sempre i creazionisti, più o meno mascherati, ad essere da sempre in difficoltà e spennati dai costosi processi.

 

11/6/09-IT

·         La notizia che fra 10 giorni un ingegnere, grande esperto in semiconduttori, terrà 3 lezioni (una di biologia evoluzionistica, una di geologia evoluzionistica e una di paleoantropologia) al Museo di Scienze Naturali di Brescia in parte è divertente (Brescia si aggiudicherebbe una “prima” nazionale!) e in parte no. E’ infatti ora evidente che c’è dietro un Progetto Intelligente … [si fa per dire]
E’ forse ancora possibile trovare il modo di alleggerire, con un po’ di ironia, quello che in realtà sembra un’iniziativa per umiliare la ragione, decidendo che in alcuna zone del territorio, per fortuna limitate, ipotesi teologiche da tempo superate e miti mesopotamici possano ancora prevalere sulla cultura e sulla scienza, quando ci sono le condizioni politiche (ma soprattutto intellettuali) favorevoli.
Momenti di ritorno a fasi precedenti dell’evoluzione culturale su queste tematiche ci sono certo state anche 60 anni fa … ma solo in Russia, e sono state dannose.
Per fortuna non siamo più ai tempi  di Stalin, quando gli evoluzionisti neodarwiniani venivano epurati da
Lysenko (un agronomo, apprezzato da Stalin, che rifiutava la teoria “politicamente scorretta” di Darwin e applicava invece – anche se senza successo - la teoria di Lamarck che Darwin aveva dimostrato poco utile).
Al massimo gli evoluzionisti bresciani avranno dovuto pagarsi di tasca loro una sala che fino all’anno scorso era (ovviamente) quella gratuita, prestigiosa e adeguata del Museo di Scienze Naturali (che fra l’altro proprio loro mantengono vivo con la loro attività di studio dei processi evolutivi in atto nel bresciano).
Era tutto organizzato, c’era un progetto …:

quest’anno gli organizzatori del Darwin Day hanno infatti ricevuto, come risposta alla loro richiesta che il comune patrocinasse la loro iniziativa (era previsto che parlassero un naturalista e un filosofo della scienza esperto di Darwin, persone sicuramente competenti) in occasione del bicentenario di Darwin, una lettera dal Comune che negava loro, a differenza degli anni precedenti, il patrocinio e quindi anche l’uso gratuito dell’auditorium del Museo di Scienze Naturali; per questo motivo quest’anno si sono dovuti quindi trasferire nella sala della
Libreria Rinascita il 27/2 e il 5/3.
I locali del Museo hanno comunque accolto in quei giorni, è importante precisarlo,
ragazzi delle scuole per iniziative (organizzate dall’UAB) connesse al bicentenario darwiniano … anche se un po’ mimetizzate come “Laboratorio didattico di microscopia ed esperimenti di fisica divertente”. Di Darwin nel calendario di febbraio infatti non c’è traccia, mentre se ne parla esplicitamente solo nel sito dell’UAB.
Controllando oggi il
calendario dell’Auditorium si vede che in febbraio si sarebbe potuto organizzare addirittura un Darwin Month …: in molte serate di febbraio è rimasto infatti (apparentemente) inutilizzato (nei giorni 1, 2, 4, 7, 8, 9, 10, DODICI!, 13, 15, 16, 18, 19, 22, 23, 24). 
Quando invece la sala del Museo è stata chiesta da creazionisti biblici per tre conferenze antievoluzioniste in giugno, sembra non ci siano stati problemi: il comune ha perfino patrocinato l’iniziativa, mettendo a disposizione l’auditorium per poter contestare non solo la teoria dell’evoluzione ma anche l’evoluzione stessa; l’iniziativa è stata anche presentata come un’occasione per festeggiare del bicentenario di Darwin…! Questo sembra davvero una sciocchezza, se non è una provocazione o un tentativo di mimetizzarsi.
Comunque una buona notizia c’è, per una città con una forte componente musulmana come Brescia: è probabile che anche creazionisti biblici musulmani avrebbero avuto e avrebbero in futuro la stessa risposta positiva, dato che le
loro idee contro l’evoluzione non sono molto diverse da quelle dei creazionisti biblici protestanti che verranno ospitati il 19/20/21 giugno.
Quello che comunque lascia più perplessi è il dubbio che in realtà al comune di Brescia non sapessero che i creazionisti biblici ormai non sono più benvoluti nemmeno dalle gerarchie cattoliche. Sicuramente non sanno che
non sono stati invitati , intenzionalmente,  ai recenti convegni vaticani sull’evoluzione biologica (“Organizers of the five-day conference at the Pontifical Gregorian University said Thursday that they barred intelligent design proponents because they wanted an intellectually rigorous conference. … In addition to intelligent design, creationism has come under disdain at the conference“); probabilmente non sanno che il card.Ratzinger stesso aveva firmato nel 2004 un documento (“Comunione e servizio ) che confermava (ai paragrafi 63/69) che anche la Chiesa cattolica oggi è convinta che l’universo abbia 14 miliardi di anni (proprio come da qualche decennio dicono gli evoluzionisti) ma soprattutto che l’evoluzione biologica e l’origine comune degli esseri viventi siano un fatto indiscutibile (come da un paio di secoli pensano gli evoluzionisti).
Come si è visto ai recenti convegni, il Vaticano pretende che chi parla su questo argomento sia
intellectually rigorous; sarebbe forse consigliabile che anche al comune di Brescia fossero altrettanto intellectually rigorous e quindi più rispettosi se non della scienza almeno delle indicazioni del Papa; anche la diocesi potrebbe avvertire il comune di Brescia che ci sono novità: la Chiesa non contesta più come un tempo i fatti alla base della teoria dell’evoluzione.
Si potrebbe inoltre far notare alla presidenza del consiglio che è dal 2005 che non viene assegnato il “
Premio speciale per la Cultura dal sottosegretariato di Stato alla presidenza del Consiglio” ad un “contributo alla ricerca scientifica attraverso la critica al ‘darwinismo’”; forse finora non ci sono stati candidati, ma oggi a Brescia potrebbero trovare qualcuno da proporre per il premio del 2010: … non è facile,  oggi che c’è anche Google, andare “contromano” nello scegliere chi ha più competenza quando c’è da festeggiare il bicentenario di Darwin … negli USA almeno i creazionisti hanno cambiato nome e non vogliono più essere chiamati creazionisti; in Italia invece, come si può verificare facilmente, non sanno se mimetizzarsi (www.origini.info) o chiamarsi ancora creazionisti (www.creazionismo.org). Come si vede …. è un sito web unico … ma con due indirizzi … buoni per tutte le stagioni .
Perchè un comune non verifica le competenze di chi si occupa, a suo nome, non solo delle strade e dei marciapiedi … ma anche dei cervelli dei cittadini? La cultura scientifica della gente è oggi limitata … almeno mettiamo la gente in buone mani …. E’ troppo chiedere che non raccomandino e finanzino chi non sarebbe accettato (per la sua incompetenza! non per le sue idee!) a parlare di evoluzione non solo in un ambiente scientifico, ma nemmeno in un convegno vaticano sull’evoluzione?

 

10/6/09-IT

·         Succede anche questo … e anche in Italia! Il museo di Scienze Naturali di Brescia ospita nel proprio auditorium una celebrazione piuttosto originale del bicentenario darwiniano; l’iniziativa, che avrebbe avuto il patrocinio del Comune di Brescia, è stata realizzata in occasione del 200^ anniversario della nascita di Darwin e al 150^ anniversario della pubblicazione de ‘L’origine delle specie’”, ed è stata organizzata … dai creazionisti biblici italiani … Proprio una bella festa a Darwin, ma sembra piuttosto difficile giustificare il patrocinio del comune di Brescia.
Non è difficile dimostrarlo: g
iusto ieri si leggeva sull’Avvenire l'intervista a un teologo che sosteneva, per criticare la suscettibilità esagerata degli evoluzionisti, chela Bibbia non ha mai voluto essere all'origine di verità scientifiche”. 
Oggi scopriamo invece che un Museo di Scienze Naturali ospiterà (a spese del comune3) conferenze in cui un ingegnere, creazionista biblico, si chiede se “Gli animali si evolvono?” o spiega quel che pensa su “
La Terra e la sua età” (6000 anni? E’ possibile, dato cheL'Ing. Bertolini espone con passione l'importanza e l'integrità scientifica del racconto della creazione di Genesi … proprio il contrario di quel che scrive l’Avvenire di ieri).
La notizia, con le date e il programma delle tre conferenze, si trova nel sito web dei creazionisti biblici:
http://www.creazionismo.org/articolo.asp?id=229.
Il programma è pubblicato anche nel
calendario mensile delle conferenze del Museo, con l’indicazione di chi ha richiesto la sale (l’ A.I.S.O.) .
L’
ing.Bertolini da tempo tiene questa serie di 3 conferenze; di solito ospita il pubblico  nei locali di chiese avventiste, ma anche in biblioteche comunali (come a Pavia e a Vimodrone), per cui gli mancava solo un museo di scienze naturali; … se interessasse, la competenza di questo ingegnere, un grande esperto in semiconduttori, deriva proprio dalla Bibbia; spiega infatti che: “la lettura della Bibbia, unita alla passione per la scienza, lo ha spinto a meditare sulla creazione e sulle principali teorie evolutive e a condividere alcune eccezionali scoperte che ha fatto nel corso dei suoi studi”.  
Come si può facilmente verificare in un
corso biblico on line scritto da un sacerdote cattolico – e certificato dal suo vescovo -, la Bibbia NON è un libro di scienze: “Genesi  1-11 parla dell’origine del mondo e dell’umanità, del diluvio universale: il genere letterario è quello poetico-mitologico e poetico-liturgico; mentre Genesi 12- 50 che parla della storia dei Patriarchi (Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe), si avvale, tra l’altro della genealogia, della narrazione epica, della leggenda, del racconto popolare e aneddotico”. Anche le meditazioni ovviamente hanno ben poco a che fare con la scienza.

Spiace davvero che i biologi evoluzionisti debbano non solo studiare e spiegare la biologia evoluzionistica, ma siano costretti LORO a far notare che anche la chiesa cattolica oggi non solo crede anche all’evoluzione ma pretende anche competenza e rigore intellettuale, per cui non lascia più parlare ai suoi convegni né creazionisti nè esponenti dell’Intelligent Design. Sarebbe meglio se non si avesse paura di far sapere quel che pensa … ci sarebbero meno cattolici poco aggiornati anche fra gli asssessori.
Alle conferenze dei creazionisti dovrebbe comunque partecipare
chi non immagina quanta confusione si faccia spesso fra creazione ed evoluzione, fra Bibbia e scienza.
Visto che non esistono tracce scritte delle idee di S.Bertolini in biologia e geologia evoluzionistica, sarebbe interessante che almeno rimanessero delle registrazioni audio, per i posteri ma soprattutto per gli assessori che volessero verificarne le competenze.

 

10/6/09-NZ

·         Sulla rivisa neozelandese Scoop un’intervista al più dinamico creazionista biblico del mondo, H.Yahia; impressionante notare la concordanza di idee dei creazionisti, al di là delle differenze di religione.

 

10/6/09-USA

·         Un’altra novità riguardo alla saga del Darwinus masillae. Il giornalista scientifico Carl Zimmer, che gestisce il blog The Loom. Il 2/6/09 (“A Darwinius Carnival (Plus Some History of “Missing Links”)”) aveva messo in dubbio che gli autori dell’articolo fossero stati sinceri nel negare espressamente, nell’articolo, di avere conflitti di interesse (“The authors have declared that no competing interests exist”) . Aveva chiesto agli editori di PLOS di chiedere conferma agli autori dell’articolo. Oggi C.Zimmer si gusta un’altra vittoria: nel post “Darwinius: Science, Showbiz, and Conflicts of Interest” riporta infatti una rilevante modifica all’articolo originale, una lunga “Correction to the Competing Interest Statement”…

 

9/6/09-IT

·         In un’intervista all’Avvenire (“Galileo non è stato in carcere, né è morto sul rogo”) Mons.De Toca, vice di mons.Ravasi al dipartimento della cultura vaticano, dice o cita alcune frasi che potranno tornare utili fra un paio di giorni: “avrebbe potuto rompere la tradizione cattolica e che fosse loro dovere vietarne l'insegnamento. Questo errore soggettivo di giudizio, così chiaro per noi oggi, li ha condotti ad adottare una misura disciplinare “, “Una verità naturale, scientificamente dimostrata, ha una forza maggiore dell'interpretazione che io do del libro della Bibbia”, “Pensarono che permettere l'insegnamento di una dottrina scientifica che non era approvata poteva mettere in pericolo l'edificio della fede cattolica e soprattutto della gente più semplice. E credettero che fosse loro dovere vietare questo insegnamento”, “vietare l'insegnamento di una dottrina scientifica è un errore. Non è compito della Chiesa dire se è stata dimostrata scientificamente o meno. Tocca alla scienza”. Nell’intervista, se non fosse chiaro, si parla del processo a Galileo Galilei, ormai giunto alla valutazione definitiva.

·         In un’intervista all’Avvenire del teologo J.Haught (“Scienza e fede, il flop dei «nuovi atei»”) si mescolano diversi problemi, intrecciando il recente (sono solo 150 anni...) dibattito sull’evoluzione (viene ampiamente citato Dawkins) con la secolare discussione sulle religioni e l’ateismo.
Che si parli ancora oggi di Genesi o di uso della Bibbia come libro di scienze quando si parla di evoluzione dovrebbe chiarire molte cose, ma d’altronde lo stesso teologo deve ammettere che non si è fatto niente, né per i teologi, né per i fedeli, dopo il
1988: “Ma i cristiani devono essere più avveduti: la maggior parte non ha un'adeguata preparazione teologica e scientifica”; lo stesso GP2 nel 1988 era preoccupato della situazione, che costringeva molti cattolici a non sapere ancora che “la Bibbia non ha mai voluto essere all'origine di verità scientifiche”.
Sappiamo però benissimo tutti che su molte questioni scientifiche si continua, nonostante tutto, a scomodare la Bibbia e a cercare di intervenire, come successe con il
giallo dei due diversi documenti dei componenti della ”commissione Darwin”, nel 2004.
Su quel MAI si potrebbe quindi discutere, dato che alcuni lo pensavano ancora, sicuramente ai tempi di G.Galilei, e i cattolici del
Kolbe Center for the study of creationlo pensano tuttora senza problemi, tanto che hanno appena organizzato convegni anche a Roma e pure in presenza di responsabili della cultura vaticana (e anche italiana) .
Coraggiosamente
J.Haught ammette che la critica alle religioni può essere anche giustificata dal fatto che “gli scandali tra i preti o gli attentatori suicidi in nome di Dio sono fatti che capitano tutti i giorni”.
Curiosa la frase finale in cui audacemente attribuisce a Dio perfino … la bontà degli atei. E’ un argomento che dovrebbe toccare con maggior prudenza: dovrebbe prima leggere almeno il libro “
Naturalmente buoni” di Frans De Waal; potrebbe scoprire che gli studi recenti sui primati superiori hanno portato a sviluppare serie ipotesi su un’origine diversa, naturale e non soprannaturale, non solo della vita, come i biologi sostengono da tempo, ma perfino della bontà; J.Haught potrebbe ulteriormente riconsiderare l’importanza di una “preparazione scientifica” adeguata a quella teologica, almeno sui temi che riguardano aspetti del comportamento che troviamo perfino negli animali. Già GP2 lo raccomandava ai teologi nel 1988.
Si riuscirebbe così a evitare di ripetere continuamente ipotesi non ottenute sperimentalmente e soprattutto non adeguatamente verificate; una situazione ottimamente illustrata e dimostrata si trova ad esempio in un post del blog Bioetica: (“
Stato secolarizzato=stato pacifico”) in cui si citano ricerche che dimostrano che … “i paesi più pacifici hanno in media più atei e meno frequentanti funzioni religiose degli altri … questo è un altro colpo all’idea che la secolarizzazione porti al crollo delle strutture sociali”; sarebbe il caso anche di approfondire meglio e magari anche criticare queste ricerche che usano i dati dei “World Values”.  Si cita anche un lavoro di Gregory S. Paul, «Cross-National Correlations of Quantifiable Societal Health with Popular Religiosity and Secularism in the Prosperous Democracies: A First Look», Journal of Religion & Society 7, 2005.
D’altronde anche J.Haught induce a sospettare che senza preti che danno scandalo tutti i giorni e senza attentatori suicidi tutti i giorni .. un qualche miglioramento dovrebbe vedersi…!!
[Molto curioso e sospetto il fatto che questi comportamenti (a differenza della citata e forse preocupante “bontà degli atei”) NON vengano attribuiti a Dio!]

 

8/6/09-IT

·         Si è saputo oggi che il ministro Gelmini ha ecluso che la nota ministeriale 453 del 22 maggio, che richiedeva il codice fiscale di tutti i maturandi (altre circolari l’avevano già chiesto a chiunque si fosse iscritto in febbraio ad una qualsiasi scuola italiana per il prossimo anno) avessero come obiettivo l’esclusione dalla maturità degli studenti senza il permesso di soggiorno; Daria e tutti gli altri nella sua situazione potranno quindi sostenere l’esame di maturità. Avranno semplicemente una casella vuota: “verrebbe semplicemente escluso dalla base informativa del Ministero” … che presenta ancora parecchie “criticità” …

 

8/6/09-USA

·         E’ uscito il numero di giugno di Evolution: Education and Outreach. Nella loro sapienza hanno pubblicato un numero speciale per spiegare il meccanismo degli “anelli mancanti”. Nella loro grande (e forse eccessiva) cattiveria li hanno però chiamati, com’è giusto, “forme di transizione”. Nessun antievoluzionista quindi si accorgerà di questi articoli su argomenti che invece dovrebbero approfondire ... e rimarranno quindi ignoranti su un tema che credono tuttora sia il loro cavallo di battaglia.
Chi avesse tempo può dare anche un’occhiata nella sezione
Online First: si può trovare risposte alle curiosità sull’insegnamento dell’evoluzione in Tunisia o sull’utilità che di evoluzione non si parli solo in una lezione ad essa dedicata ma in ogni lezione di biologia.  

 

7/6/09-IT

·         Forse c’è qualcosa da imparare sulla relazione fra evoluzione biologica e evoluzione culturale umana (oltre che sull’unicità della nostra specie) mettendo in relazione due notizie, una proveniente dagli USA e una dall’Italia, da un paese che sceglie il meglio e da un paese che, dimenticando il suo passato (anche lontanissimo) di migranti, si illude di poter usare solo i cervelli che ha in casa (e che non fuggono).
Si spera che la ragione prevalga e che anche a Daria (e altre centinaia o migliaia nelle sue condizioni) sia offerta la possibilità di scoprire qualche formula o di diventare presidente di qualcosa.
Se si diventa professori universitari anche senza la laurea, perché non permettere di sostenere l’esame di maturità anche senza … codice fiscale ...?

·         Ancora un corsivo dell’Avvenire (“Fede e scienza, truffe giocherellone“) su Darwin! In realtà Darwin è citato solo per poter scrivere ancora una volta in modo errato il titolo del libro del 1859! Il corsivo infatti serve per far cambiare idea a chi il 29/5 aveva letto sul Foglio (invece che sull’Avvenire) l’intervento di P.G.Coyne al convegno di Firenze su G.Galilei. P.G.Coyne ha spiegato infatti molto bene perché GP2 nel 1992 non avesse affatto chiuso il caso; e l’archivista vaticano S.Pagano lo conferma, sulla base anche di 20 nuovi documenti scoperti successivamente. Non è quindi corretto oggi dire che il caso Galilei fu chiuso con le dichiarazioni di GP2 nel 1992 o nel 2000. Purtroppo chi come lui non ha sentito o letto l’intervento a Firenze di P.G.Coyne, non può raccogliere l’invito a chiudere in modo corretto, e urgentemente, anche il dibattito attuale sulla teoria dell’evoluzione, non accettabile per la Chiesa, Darwin o non Darwin…

 

6/6/09-IT

·         Un articolo pubblicato su The American Journal of Human Genetics fornisce una prima risposta alla domanda “quando la gente ha iniziato a emigrare dalla penisola italiana?”. Con il DNA mitocondriale un gruppo di ricerca coordinato da A.Torroni ha dimostrato (“Mitochondrial Haplogroup U5b3: A Distant Echo of the Epipaleolithic in Italy and the Legacy of the Early Sardinians”) che anche dalla penisola italiana è partita una corrente migratoria che ha contribuito a ripopolare le zone europee ricoperte dai ghiacci durante il Wurm. Finora era stato dimostrato solo il contributo genetico di popolazioni provenienti dai rifugi glaciali in Ucraina e nella zona franco-cantabrica. Probabilmente la barriera costituita dall’arco alpino ricoperto da ghiacci perenni aveva per più tempo ostacolato le migrazioni verso nord a partire dalla nostra penisola. Forse per questo le correnti migratorie si sono in realtà limitate alla Provenza e da qui si è preferito tornare ai mari del sud, verso la Sardegna. Se ne parla anche su Galileo (“Sulle tracce degli antichi italiani”).

·         Mordace più che spiritoso il corsivo dell’Avvenire (“Darwin, tra "Creatore" e giochi furbacchioni“) che dimostra quanto Darwin sia quasi sconosciuto in certi ambienti dove pur lo criticano; qualcuno ancora sbaglia (e non è un errore da poco!) il titolo del principale libro di Darwin, che è (e non potrebbe essere diversamente) “Sull’origine delle specie”. Nel corsivo si confonde fra evoluzione e creazione, come se Darwin avesse detto qualcosa sulla creazione.
Ad una prima lettura sembrerebbe che si cerchi di spostare l’interesse del lettore lontano dalla scoperta di Darwin, che è quella dei meccanismi che spiegano il processo evolutivo. Il dubbio atroce è però che, dopo 150 anni, non tutti abbiano ancora capito … qual è stata la vera scoperta di Darwin …!!
Il dubbio è confermato da molte delle frasi a conclusione del corsivo (“allora ha ragione chi sostiene che la teoria darwiniana, in sé, non nega la creazione, e non implica di necessità l'ateismo”); difficile capire perché gioisca per il fatto che anche Darwin, come milioni di altri esseri umani, non neghi la creazione. Sarebbe invece il caso di gioire se si trovasse QUALCUNO che potesse confermare e dimostrare la creazione!!!
C’è anche una frase che fa sospettare pure una certa dose di malafede: scrivere, subito dopo aver dato ragione a Pio XII, che Teilhard de Chardin è discusso e discutibile, è un’informazione un po’ troppo imprecisa … nessuno capirebbe che a condannarlo non sia stata proprio la Chiesa! 

 

5/6/09-USA

·         Non sempre si riesce a dare un’idea della scala dei tempi dei processi evolutivi. Nemmeno è facile far capire come l’attività umana abbia modificato e tuttora modifichi l’ambiente, condizionando l’evoluzione biologica in gran parte del pianeta.
Oggi è possibile e facile dimostrare come l’attività umana stia sterilizzando, cioè progressivamente  espellendo la vita e quindi l’evoluzione biologica, da vastissime  aree un tempo piene di vita.
Qualcuno si preoccupa o si arrabbia se si diffonde il dubbio che la nostra specie sia una specie di “cancro per il pianeta”, e
non è d’accordo; ma le immagini della NASA che dimostrano la scomparsa della vita da vaste aree dell’Amazzonia in soli 8 anni (“Così scompare la foresta”) non fanno riflettere sulla reale possibilità di poter usare un termine più ottimista di fronte ad un processo di desertificazione artificiale che coinvolge in modo così evidentemente massiccio una delle aree a maggiore biodiversità. Se si vuole passare a verificare quello che sta avvenendo nelle aree circostanti la Rondonia, basta sorvolare altre zone del Brasile con Google Map …

·         Sul numero di Science di oggi gli abbonati possono leggere un lungo editoriale di C.Zimmer su un tema di cui tutti conoscono l’importanza e su cui magari credono di sapere tutto. C.Zimmer dimostra invece che nemmeno i biologi, che ben conoscono come funziona, hanno ben capito perché esistano meccanismi così complessi. L’articolo (“On the Origin of Sexual Reproduction”) inizia con una citazione di Darwin che non può che far contento chi crede che non sia stato molto utile all’umanità a che quindi sia un po’ troppo sopravvalutato: “We do not even in the least know the final cause of sexuality; why new beings should be produced by the union of the two sexual elements," he wrote in 1862, “the whole subject is as yet hidden in darkness”.

 

5/6/09-IT

·         Il corsivista dell’Avvenire il 23/5 aveva probabilmente messo in imbarazzo il quotidiano (ma anche mons.Ravasi, che nel 2005 cercava di convincere i cattolici che sulla teoria dell’evoluzione bisognava fidarsi degli evoluzionisti…) attribuendo a Darwin idee terribili che facevano invece parte della realtà quotidiana prima dei recenti progressi della scienza (“Darwin stesso teorizza più volte, in particolare nelle pagine successive alla 250, l’opportunità di eliminare, alla nascita o anche dopo, gli individui 'deboli'”, “Darwin lamenta certe scoperte mediche che ostacolano il progresso vero indebolendo "la specie"”, “ogni eugenetica, anche quella nazista … è partita proprio da quelle premesse).
Come si sa, ma spesso si dimentica, una percentuale di embrioni difettosi o “deboli”, non facilmente quantificabile (30%?) ma che si potrebbe ritenere piuttosto elevata, non arriva nemmeno alla nascita.
Sembra che qualche lettore abbia protestato [grazie!], e il corsivista è costretto a smentirsi riportando oggi (“
Idillio darwiniano? Ma con giudizio”) citazioni di Darwin … che non dimostrano affatto quanto aveva scritto, e che quindi … o non conosceva bene o non aveva capito.
Solo così si spiegherebbe (escludendo che sia dolosa la confusione fra “selvaggi” e “uomini civili”) la sua sconcertante idea di accusare proprio Darwin di razzismo e financo di una influenza sul nazismo di cui è ben più facile (e documentabile) accusare invece alcune religioni cristiane (“as the Eugenics movement came to the United States, the churches, especially the Methodists, the Presbyterians, and the Episcopalians, embraced it”).
Già ci aveva provato anche
R.ButtigIione il 13/3/09, seguendo, anche lui senza verificarle, le ampie e battute piste tracciate dagli agguerriti ma poco furbi creazionisti USA.
Spiace che il corsivista non evidenzi nemmeno oggi il motivo per cui Darwin ben giustificasse e approvasse il comportamento altruista verso gli individui “deboli” (dice infatti, e non è casuale, “invece noi uomini civili”) e che soprattutto non evidenzi che NON ci sono giudizi negativi di Darwin sull’evoluzione culturale che (anche questo ben sapeva Darwin) inevitabilmente un po’ intralcia la selezione naturale. Cioè proprio quel meccanismo che secondo alcuni cattolici, ma non certo il corsivista dell’Avvenire che non ne da una giudizio positivo, dovrebbe essere un intelligent design, cioè un progetto gestito a fin di bene in cui però gli individui “deboli” soccombono prima, dopo e perfino durante la nascita.
Il corsivista cerca di indurre a guardare da un’altra parte, ma bisogna ricordare che invece l’opportunità di sterilizzare individui “deboli” è stata proposta ai primi del ‘900 da alcune religioni cristiane statunitensi (“as the Eugenics movement came to the United States, the churches, especially the Methodists, the Presbyterians, and the Episcopalians, embraced it”): “The liberal Rev. Harry F. Ward, professor of Christian ethics and a founder of the Methodist Federation for Social Service, writing in Eugenics, the magazine of the American Eugenic Society, said that Christianity and Eugenics were compatible because both pursued the “challenge of removing the causes that produce the weak”.
Molti più giornalisti dovrebbero sapere che recentemente (il 30/4/08) alcune di queste religioni hanno anmesso le loro colpe [che invece l’Avvenire attribuirebbe volentieri – lo si capisce - a Darwin] e si sono persino scusate (“An Apology for Support of Eugenics“) di avere introdotto negli USA leggi che poi davvero i nazisti hanno copiato e soprattutto utilizzato con maggiore vigore e disciplina. Fra l’altro queste leggi sulla sterilizzazione di alcune frange della popolazione hanno avuto, negli USA, una vita ben più lunga di quello che chiunque immaginerebbe.
Sarebbe apprezzabile che i lettori [il silenzio dei biologi che leggono l’Avvenire su quel corsivo contro la biologia, è sconcertante…] facessero ora capire al corsivista che, come me, anche loro si sono accorti che quella che viene proposta come una conferma del corsivo precedente ne è invece una evidente smentita, forse foriera di ulteriori avvicinamenti all’evoluzionismo.
Che ci sia una retromarcia lo conferma anche il fatto che si perde qualsiasi traccia dell’assurda connessione di Darwin al nazismo, evidenziato nella conclusione del precedente articolo … (“
citi Charles, e ti appare Adolph”)! (notare l’uso eccessivo dell’inglese!!!)
Certo che si vorrebbe capire per chi sono organizzati i convegni su Darwin. Non ci mandano i giornalisti dell’Avvenire? Almeno per far capire che gli evoluzionisti non solo non sono responsabili dell’esistenza di “individui deboli”, ma nemmeno sono responsabili dell’esistenza di leggi eugenetiche, al contrario di alcune religioni cristiane; è deprimente piuttosto che non si evidenzi come lo sviluppo della biologia e della medicina  ne permette perfino la sopravvivenza contrariamente a quanto previsto da cosiddette “leggi di natura”; l’evoluzione culturale umana contribuisce al comportamento altruista apprezzato da Darwin, che fa di noi degli “uomini civili.
[Piuttosto imprevisto il risultato del confronto fra due corsivi antievoluzionisti successivi … ritrattazioni che sembrano conferme …]

 

4/6/09-USA

·         Su Science intervista alla direttrice dell’NCSE, l’antropologa Eugenie Scott, che racconta (“Eugenie Scott Toils in Defense of Evolution”) della sua vita al fronte, lungo la frontiera con i creazionisti USA di tipo diverso. Intervista integrale QUI.

 

4/6/09-UK

·         Nel blog Jack of Kent si comunica (“Libel Law Has No Place In Scientific Disputes”) che “Simon Singh is to apply to appeal against the recent adverse ruling by the English High Court”. La decisione di contestare la sentenza che lo ha condannato a pagare 100.000 sterline per aver sostenuto che “chiropractic treatments for asthma, ear infections and other infant conditions are not evidence-based” è stata anche conseguenza del grande supporto che ha ricevuto da ambienti scettici e scientifici inglesi.
La sua condanna aveva finalmente suscitato reazioni stupite anche sulla grande stampa (
The Times, The Independent, e The Times Higher Education Supplement) che si è accorta di come in UK sia facile che si giunga a discutere di scienza addirittura in tribunale. Sembra comunque che, se qualche volta S.Singh si diverte a scommettere 10.000 sterline, la posta per il processo d’appello sarebbe ben più alta …
S.Singh ha scritto anche un libro sulla medicina alternative in generale, che è stato tradotto in italiano (“
Aghi, pozioni e massaggi”)

·         Anche sull’Avvenire si fa una buona pubblicità alla mostra “Darwin 1809-2009”: “Darwin 200 anni dopo

 

3/6/09-IT

·         [Da Pikaia] L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e il Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell'Università di Cassino organizzano la SCUOLA ESTIVA DI ALTA FORMAZIONE IN FILOSOFIA ED ETOLOGIA UMANA: “L’ESPRESSIONE DELLE EMOZIONI NEGLI ANIMALI E NELL’UOMO - Sviluppi della ricerca da Darwin alla Neuroetica”; a cura di Marco Celentano (Università di Cassino). Date: 8, 9, 10 giugno 2009, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Cassino
Via Mazzaroppi, 6, aula 5.
PROGRAMMA.

·         Da domani apre alla Rotonda della Besana, a Milano, la mostra sul bicentenario della nascita di Darwin. Certo Milano ha già uno dei migliori musei italiani di storia naturale, per cui i milanesi sono già molto fortunati, avendo a disposizione uno strumento fondamentale per evitare di essere ignoranti in scienze naturali, come rischiano gli antievoluzionisti grandi e piccini che vivono in molte altre città d’Italia.
In realtà sappiamo bene che la teoria dell’evoluzione, indispensabile per capire bene una parte importantissima del mondo in cui viviamo, richiede assolutamente una mostra tutta per se: capire bene i concetti che permettono di maneggiare con sicurezza la chiave di lettura della realtà biogica non è facile.
Anzi, è quasi impossibile, soprattutto se ci si distrae o non si ricreano tutte insieme le condizioni che hanno permesso nella prima metà dell’800 a un giovane creazionista, sostenitore dell’intelligent design (quello originale però, quello dell’abate
William Paley e della sua “Teologia Naturale”), di capire che tutto quello che insegnavano allora nelle scuole non corrispondeva affatto a quello che un giovane vivace e curioso come lui era riuscito a scoprire solo avendo avuto la fortuna di fare un giro fra le meraviglie naturali esistenti al di fuori delle isole britanniche.
E’ incredibile quanto Paley piaccia anche ai “moderni” creazionisti, che non sentono l’odore di muffa che emana dalla ormai secolare “parabola” dell’orologio: “
But suppose I had found a watch upon the ground, and it should be inquired how the watch happened to be in that place”.
Poichè oggi basta una mostra o una TV per scoprire le meraviglie del mondo, non possiamo negare di essere ben più fortunati e avvantaggiati di Darwin; purtroppo , nonostante questo, molti continuano a credere a favole, tante e diverse, come quelle che raccontano la genesi, frutto di ignoranze millenarie.

Una raccomandazione quindi: non solo vedere la mostra con calma e magari più volte ma soprattutto prendere nota di tutto ciò che personalmente sembra assurdo. Solo la scoperta e la correzione di tutto ciò che sembra assurdo (magari con l’aiuto delle numerose conferenze o dei libri in vendita nella stessa mostra) può portare ad identificare le idee assurde che sono presenti nella nostra mente magari dal secolo precedente.
Questa autovalutazione è necessaria per invogliare anche alla partecipazone ai dibattiti previsti nei prossimi mesi.
Nel caso comunque a qualcuno venissero dubbi terribili, come le classiche e comuni ridicole ossessioni degli antievoluzionisti (“come mai ci sono ancora le scimmie visto che c’è stata poi l’evoluzione?”, “come mai non si scoprono tutti gli anelli mancanti necessari almeno per convincermi?”, “l’evoluzione è solo una teoria”…) non rimane che affidarsi alle amorevoli cure dell’
Associazione Didattica Museale che coordina visite guidate e laboratori didattici sull’evoluzione, capaci di convincere forse chiunque.
Della mostra si racconta oggi in alcuni articoli, come sul Corriere (“
Alla Besana un viaggio nell'evoluzione”); un invito a visitare le mostra viene anche da un video che si può vedere su Pikaia Channel di YouTube. Anche senza andare alla mostra si possono gustare alcune vignette molto spiritose, purtroppo in inglese. Ci sono poi fotografie e video.
Da notare
alcuni sconti per l’accesso alla mostra, fra cui uno dedicato a chi arriva a Milano da lontano (qualche ritardatario che si è perso la mostra a Roma?) con i treni AltaVelocità.
In un video
T.Pievani illustra il percorso della mostra.

·         Della mostra e di Darwin si parla in alcuni articolo sul Corriere di oggi:

·         Darwin il Milanese, dove si racconta dei legami fra Darwin e alcuni milanesi, un tema documentato nelal mostra..

·         «L’origine delle specie»? Emozionante come un albo di Tex” di G.Giorello.

La doppia vita del dottor Charles

E il nonno Erasmus mi ha insegnato la polifonia culturale

 

2/6/09-USA

·         C.Zimmer ritorna a guardare il cielo dopo il Darwinius Day e un po’ si stupisce di vederlo ancora blu (“A Darwinius Carnival (Plus Some History of “Missing Links”)”); nel post cita alcuni altri post in cui si riflette sugli avvenimenti connessi con la  gestione dei diversi prodotti commerciali connessi con la riscoperta (dopo 20 anni) del Darwinius. Riporta l’indirizzo del blog carnival di B.Switek (Laelaps), in cui si solleva un serio dubbio sulla reale inesistenza dei ”competing interests” che gli autori garantiscono espressamente nel loro lavoro (“The authors have declared that no competing interests exist”). H.Gee, editor di Nature, aiutato anche dai commentatori, propone una cronistoria dell’idea errata di “missing link”, un concetto che mette in difficoltà anche intelligenze che potrebbero essere brillanti se solo pensassero ai banali eventi (che Darwin stesso ovviamente conosceva bene e faceva notare anche a chi si limita a guardargli solo il dito) che possono rompere legami biologici che si pensano duraturi. Anche le competenze del fratello di C.Zimmer vengono utilizzate nella speranza che non ci siano più confusioni sui milioni di “missing link” che esistevano. Viene scovato anche un articolo di Mark Siddall su Nature (“The follies of ancestor worship”). C.Zimmer aggiunge del suo chiedendo conferma a PLOS dell’inesistenza dei citati ”competing interests”. C’è ancora qualcuno al mondo che non sopporta i conflitti di interesse?

 

1/6/09-BR

·         E’ stato pubblicato oggi un rapporto di Greenpeace “Slaughtering the Amazon” (“Macellare l'Amazzonia”) che è costato tre anni di indagini e ricerche per poter fare i nomi delle ditte occidentali che in un modo o nell'altro sono legate all'espansione dell'allevamento bovino ai danni della foresta amazzonica. Una versione breve in italiano è disponibile sul sito italiano di Greenpeace.

 

1/6/09-IT

·         Su Repubblica un articolo di E.Bellone (“LE DUE CULTURE”) in occasione del cinquantenario della conferenza di C.P.Snow a Cambridge sulla separazione fra cultura umanistica e cultura scientifica. Oltre all’auspicio che conclude l’articolo (“per entrare nella società della conoscenza è urgente che si ponga fine al processo contro Galilei e che si recuperi l’unicità della cultura”) Bellone ricorda come il problema del confine fra culture diverse, e del rapporto fra il controllo di questo confine e il potere, fosse già ben chiaro a G.Galilei 400 anni fa. Anche allora il contrasto fra queste culture ostacolava l’evoluzione culturale.
In un suo
appunto (già citato in un libro del 1874 di D.Berti) lasciato (dopo la condanna e l’abiura) sul codice M.S.352 così descrive, rivolgendosi idealmente ai teologi suoi giudici, una situazione che è riconoscibile ancora oggi, 400 anni dopo: “Voi siete autori di novità che possono cagionare gran rovina nella religione estendendone la competenza e sopprimendo i limiti che distinguono e separano la sua giurisdizione da quella della scienza. Queste sono le novità potenti a rovinare le repubbliche e a sovvertire gli stati”.
G.Galilei trova difficile infatti “ammettere che persone ignorantissime di una scienza o arte abbiano ad essere giudici sopra gli intelligenti e per l’autorità concedutagli siano potenti a volgergli a modo loro” e ritiene che “dottrine nuove che pregiudicano sono le vostre, quelle con le quali costringete l’intelletto e i sensi a non intendere e a non vedere … voi siete che cagionate l’eresia mentre senza ragione alcuna volete che i sapienti neghino i sensi propri e le dimostrazioni necessarie”. [sembra difficile che si possa credere che ci sia stato un semplice problema di incomprensione fra Galilei e la Chiesa … sembra che G.Galilei, almeno a posteriori, avesse ben capito cos’era successo].
L’ultima frase di G.Galilei non può che ricordare alcuni passi del discorso papale di
Regensburg (12/9/06); in alcuni punti per esempio si auspica, motivandolo, che “superiamo la limitazione autodecretata della ragione a ciò che è verificabile nell'esperimento”, raccomandando “un allargamento del nostro concetto di ragione e dell’uso di essa). Esempi peggiori li possiamo trovare nei documenti dei neocreazionisti sostenitori dell’Intelligent Design USA; anche li’, come ai tempi di G.Galilei, tanti filosofi e matematici chiedono che anche i ragionamenti non dimostrati  possano essere utili per contrastare e smentire le dimostrazioni sperimentali.

·         Sul sito dell’ICN-NEWS (dell’International Christian Network, evangelico) una lunga recensione del numero speciale di Micromega sul bicentenario di Darwin (“LUNEDI' LETTERARIO. L'altro centenario”).
Una valutazione nel complesso positiva (anche al primo articolo, in cui T.Pievani critica l’“
atteggiamento di oscurantismo che rischia di lasciare indietro il Cattolicesimo rispetto al mondo contemporaneo”), anche se non mancano di sottolineare come al primo “seguono una serie di contributi che cercano di mostrare come la teologia non può essere assolutamente concordata con la teoria darwiniana, su come il progetto del Disegno intelligente sia debole da un punto di vista epistemologico”.  Si apprezza anche il dialogo fra Pievani e Mancuso, anche se si tende a esagerare quando si attribuisce al primo un ruolo gerarchico certamente  eccessivo (e non è certo un complimento in un contesto evangelico…).
Non si capisce la valutazione negativa dell’articolo dell’altra filosofa della scienza, Barbara Forrest, che è riuscita a mettere in serie difficoltà i creazionisti evangelici USA, dei quali ha svelato, con un paziente lavoro di analisi dei testi (e non con magie da ateismo fondamentalista), il modo ingenuo con cui hanno cercato di mutare,  nascondendola in modo infantile, la loro base culturale creazionista biblica.

Non molto giustificata una conclusione negativa per la scienza
… religione e scienza sembrano non riuscire a dialogare per colpa di entrambi”; le critiche che esconio proprio in questi giorni dal convegno di Firenze su Galilei, al modo in cui la commissione Poupoard ha cercato di nascondere i gravi errori della Chiesa nel contrastare (proprio iniziando con G.Galilei) l’avanzata della scienza come strumento di conoscenza su basi razionali e sperimentali, rischia far dubitare di questo abituale tentativo di dare la colpa a tutti i contendenti, come se oggi non fosse chiaro chi usa meglio la ragione.
Difficile pensare che si possa ancora dire “che ognuno ha il suo campo e che la scienza non può pretendere di dare all'essere umano tutte le risposte, perché altrimenti non sarebbe più scienza ma metafisica”. Ormai non sono più frasi finali accettabili per articoli in cui si mettono a confronto strumenti di conoscenza difficilmente comparabili in quanto basati su presupposi, ma soprattutto metodi e criteri di valutazione dei risultati, de tutto diversi.

 

                          


 

MAGGIO 2009

31/5/09-UK

La notizia comparsa sul Guardian (“Why are they trying to gag a top British science writer?”) non riguarda tanto l’evoluzione biologica quanto quella culturale. In UK uno scrittore scientifico deve decidere se intende rischiare di perdere un milione di sterline dopo averne già perse 100.000 per essere stato condannato per diffamazione per aver scritto che chiropractic treatments for asthma, ear infections and other infant conditions are not evidence-based”.

 

30/5/09-IT

·         Alla chiusura dell’assemblea della CEI sembra che, secondo un articolo della Stampa ci siano state preoccupazioni e lamentele sul fatto che "Potenti lobbies cercano di soffocare la voce del Papa". Secondo il card.Bagnasco ci sono pressioni molto forti da parte di gruppi economici e finanziari”; si fa riferimento non solo alle polemiche sul fatto che il papa abbia sostenuto che meccanismi fisici di protezione (più efficienti delle mascherine comunque usate in Messico per altri tipi di virus) possano addirittura peggiorare la diffusione dell’HIV e quindi l’incidenza dell’AIDS in Africa, ma anche alla discussione in corso sul ruolo (positivo o negative) delle biotecnologie vegetali che hanno portato alla diffusione degli OGM, ormai coltivati da 13.5 milioni di agricoltori nel mondo.
L’articolo riferisce che gli OGM  secondo le multinazionali dovrebbero garantire la sicurezza alimentare. «Invece - deplora Benedetto XVI - si tratta di una tecnica che rischia di rovinare i piccoli coltivatori e di sopprimere le loro semine tradizionali rendendoli dipendenti dalle società produttrici di Ogm»”. In realtà l’attribuzione della frase al Papa è errata: è infatti tratta da un documento pubblicato si’ nel sito web del vaticano, ma che è stato
approvato il 19/3/09 a Yaoundè dal sinodo dei vescovi africani dopo una lunga consultazione locale. 
Non dimentichiamo che lo stesso documento prende una posizione molto chiara anche su un altro tema su cui in alcune università vaticane circolano spesso idee opposte, forse non sapendo cosa avviene in zone marginali e con economie di sopravvivenza estremamente sensibili (e quindi indifese) ai cambiamenti ambientali: “A ciò si aggiunge il problema del cambiamento climatico i cui effetti si fanno sentire nelle zone aride, compromettendo i modesti guadagni delle economie africane. I Padri sinodali possono restare insensibili a questi problemi che pesano sulle spalle dei contadini?”. 

 

29/5/09-USA

·         Science ritorna sulla gestione mediatica della eccezionale scoperta del Darwinius di 47 milioni di anni fa, con un articolo di Ann Gibbons (“Celebrity Fossil Primate: Missing Link or Weak Link?”); si fa notare come lo scopritore sia abituato, molto più della maggior parte dei ricercatori, a far capire a chiunque il significato di quello che studia, in quanto svolgerebbe anche un ruolo di “star in a weekly children's science show on Norwegian television”. Per molti gruppi di ricerca sarebbe utile, oltre a quello di un bioinformatico e di uno statistico, riuscire ad aggiungere anche il suo nome a quello dei collaboratori…

 

29/5/09-IT

·         Si terrà ad Erice del 4 al 7 giugno un importante workshop sull’etologia e le capacità cognitive dei primati: “The primate mind: built to connect with other minds . Qui il Program Schedule e qui la lista degli oratori. Organizzatori sono Pier Francesco Ferrari e F.De Waal. Frans De Waal sarà poi a Parma il 10 giugno a discutere dell’età dell’empatia.

·         A Milano sta per iniziare un periodo in cui l’offerta culturale SCIENTIFICA risulta piuttosto ampia, a cominciare dall’inaugurazione della mostra su Darwin alla Besana, il 3 pomeriggio.

·         Oggi ancora molti altri articoli sul processo a G.Galilei. Uno, dell’ Osservatore Romano, è un intervista (“Riga per riga tutto il processo a Galileo”) al curatore del volume che presenta ancora nuovi documenti sul processo. Preoccupano alcuni commenti del curatore, che fa capire quanto sia grave che vengano affrontati ancor oggi nello stesso modo anche il contrasto fra la scienza e la teologia che riguarda la teoria dell’evoluzione. Leggere che “a giudizio di monsignor Pagano l'atteggiamento dei teologi avrebbe potuto essere più comprensivo ed elastico” senza precisare se l’elasticità avrebbe dovuto riguardare la visione che nel 1600 i cardinali avevano della teologia o della scienza. Non è un dettaglio da poco; soprattutto se pensiamo all’ignoranza dei cardinali di allora sul sistema solare e all’impreparazione dei cardinali attuali sulla teoria dell’evoluzione. GP2 aveva certamente ragione quando nel 1988 osservò che prima di intervenire su questi problemi sarebbe stato necessario studiarli in modo da capirli, per evitare di mostrarsi ignoranti.
Peccato che nessuno si fosse accorto che fosse un’idea ragionevole e da mettere in pratica al più presto. Avrebbe evitato di ripetere errori come quello, che quasi nessuno aveva probabilmente ancora capito, di condannare al silenzio Teilhard de Chardin.

Basti pensare che una frase che quasi tutti gli antievoluzionisti mettono in bocca agli evoluzionisti, “la nostra specie è un prodotto del caso”, è del tutto assurda, ridicola in quanto sbagliata, e dimostra chiaramente l’impreparazione (come minimo, se non la malafede) da parte di chi si esprime in questo modo.

·         Di alcuni interventi al convegno su G.Galilei, molti dei quali favorevoli all’idea di una reciproca incomprensione, si parla nell’articolo principale della pagina che l’Avvenire:dedica al convegno su G.Galilei: “Su Galileo troppi massimi sistemi”. Nelle prime frasi si accenna a qualche contrasto con il “club galileiano doc”, che accetterebbe solo che la incomprensione coinvolga solo la Chiesa di allora, e non Galilei.  

·         Brevissima citazione sull’Avvenire (“Coyne: caso chiuso”) dell’intervento di P.Coyne, che evidentemente attribuisce gran parte delle colpe alla Chiesa di allora (“l’errore da parte della Chiesa ci fu”) e non si vergogna di motivarlo («non si rese forse conto che si trovava di fronte a uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi»). L’aspetto più rilevante dell’intervento di P.Coyne, qui solo intuibile, è l’invito a risolvere al più presto le situazioni attuali di ignoranza e incomprensione, come quello che riguarda la teoria dell’evoluzione; P.Coyne ritiene venga gestito purtroppo in maniera non molto diversa rispetto a come si gestiva G.Galilei 400 anni fa. 

·         Sulla stessa linea dell’ intervento di P.Coyne (su cui l’Avvenire preferisce sorvolare, sintentizzandolo) è anche quello di S.Pagano nella stessa pagina dell’Avvenire (“Monsignor Pagano: «Teologi poco elastici» E dall’Archivio Segreto nuovi documenti”), dato che leggiamo “Secondo monsignor Pagano, «l’atteggiamento dei teologi avrebbe potu­to essere più comprensivo ed elastico. Fermo re­stando che i tempi storici non erano maturi per re­cepire gli studi scientifici del grande studioso pisa­no, è innegabile che in questa vicenda siano stati commessi diversi errori”: Per quanto riguarda le colpe di G.Galilei, sembra che si tratti più di scarso rispetto per l’ignoranza dei giudici cardinali che di errori: “In una cultura dominata dalla visione tole­maica, l’irruzione del sistema copernicano che veniva a contraddire sistematicamente la Scrittura – allora letta senza interpretazioni – richiedeva da parte del­lo studioso un atteggiamento meno apodittico”, mentre per quanto riguarda la Chiesa non sembra che Mons.Pagano neghi che l’obiettivo fosse il rogo: “non si può negare la ferma e risoluta decisione di Urbano VIII a volere il processo e la con­danna, affidando le carte e gli studi di Galileo al va­glio di studiosi prevenuti e non sempre all’altezza”. L’ipotesi dell’incomprensione reciproca sembra sia smentita dalle nuove carte che verranno pubblicate a fine giugno.

·         Interessante che il Foglio riporti invece in evidenza la relazione integrale (“Il processo dei massimi sistemi”) di P.G.Coyne, probabilmente uno dei pochi se non l’unico evoluzionista cattolico con la tonaca, forse non casualmente un gesuita ma soprattutto non casualmente uno scienziato (un astronomo) … e anche l’unico a cui GP2 ha inviato nel 1988, ben 21 anni fa, una drammatica lettera in cui esprime la sua preoccupazione per la inadeguata preparazione scientifica dei teologi, che rischiano di temere quello che non si conosce solo perché non lo si conosce.
Da non dimenticare la conoscenza diretta del creazionismo USA da parte di p.G.Coyne, la sua conoscenza di prima mano degli stratagemmi usati per far nascere (nel 1987, improvvisamente) e per diffondere l’Intelligent Design, e la conoscenza di come molti biologi cattolici siano da decenni in prima linea (anche nei tribunali) per difendere l’evoluzionismo dai diversi creazionismi dell’integralismo protestante.
Nel suo articolo P.G.Coyne ripercorre la storia del precedente tentativo di fare chiarezza sul processo; da astronomo, competente della materia, era fra i più critici del lavoro fatto dalla commissione diretta dal card.Poupard, di cui aveva evidenziato l’inadeguatezza e  alcuni grossi limiti, nel tentativo di mantenere gli errori della Chiesa nell’ambito di un semplice errore di valutazione ([relazione di Poupard]: “
i giudici di Galileo, incapaci di dissociare la fede da una cosmologia millenaria, erroneamente credettero che l'accettazione della rivoluzione copernicana, per altro non ancora definitivamente provata, fosse di natura tale da far vacillare la tradizione cattolica e che, pertanto, fosse loro dovere proibirne l'insegnamento”).
In particolare P.Coyne evidenzia un grave errore compiuto ai tempi della commissione Poupard (che ha lavorato dal 3/7/1981 al 31/10/1992): i risultati del lavoro della commissione erano sfociati in un documento scritto dal card.Poupard e in una conclusione scritta da GP2 dopo aver consultato persone del tutto non esperte e che non avevano partecipato al lavoro della commissione (“
né il discorso del Papa, né quello del Cardinale Poupard-presentavano le conclusioni della Commissione, dato che la Commissione non aveva effettivamente tratto alcuna conclusione”, “E' anche chiaro ora che il discorso del Papa si è appoggiato molto su una bozza di alcuni problemi preparata da Padre Vinaty [non componente della commissione] e che non fu eseguita una consultazione più ampia di esperti. Infine non sembra che il discorso Papale rifletta molte delle bozze preparate sotto la responsabilità del Cardinale Poupard. Si concentra piuttosto sulla discussione riguardo all'armonia tra la fede e la scienza”)   
Nel finale di questo articolo (“
Il processo dei massimi sistemi”) P.G.Coyne solleva  l’esigenza di non perdere ancora tempo ad approfondire troppo la ricostruzione storica degli avvenimenti del ’600, su cui ormai non ci sono grosse discussioni, ma di concentrarsi piuttosto sulle discussioni attuali:  Può il caso Galileo, interpretato con accuratezza storica, offrire l'opportunità di pervenire a comprendere la relazione tra la cultura scientifica contemporanea e la cultura ereditata dalla religione? Nella tradizione cattolica sussiste quello che Blackwell chiama una "logica di autorità centralizzata"  dovuta al fatto che la rivelazione deriva dalle Scritture e dalla tradizione che sono ufficialmente interpretati solo dalla Chiesa. L'autorità nella scienza, invece, deriva essenzialmente dall'evidenza empirica, che è il criterio definitivo della verità della teoria scientifica”.

·         Un articolo dell’agenzia vaticana Zenit (“Nuova edizione del volume sui documenti vaticani del processo Galileo”) presenta la relazione del prefetto dell'Archivio Segreto Vaticano, il Vescovo Pagano, al convegno di Firenze su G.Galilei. Si conferma, grazie al ritrovamento di nuovi documenti che modificano precedenti conclusioni, l’intenzione di arrivare alla condanna di G.Galilei e la responsabilità del Vaticano nell’aver rischiato di interrompere con una spettacolare eutanasia pirotecnica la nascita della scienza moderna. Molto chiaro l’intervento del responsabile dell’archivio: “non si può negare la ferma e risoluta decisione di Urbano VIII a volere il processo e la condanna affidando le carte e gli studi di Galileo al vaglio di studiosi prevenuti e non sempre all'altezza. Tra i gesuiti - che rimasero fuori dal procedimento - infatti non sarebbero mancati atteggiamenti disposti a essere più indulgenti con gli studi del pisano". Non sembra che però qualcuno si arrischi ancora a sospettare che forse i meriti della Chiesa nella nascita della scienza moderna siano minori di quanto proclamato finora, sempre che ci siano; sembra difficile che la frase qui citata non rappresenti piuttosto uno scenario da notte buia e tempestosa, all’interno della quale i pochi scienziati si muovessero col rischio costante di inciampare in un bel rogo. Ricordiamoci anche che G.Galilei ben conosceva gli ambienti vaticani, per cui possiamo immaginare la prudenza di eventuali imitatori meno introdotti nei sacri palazzi. 

 

28/5/09-USA

·         [da NCSE] Ottime notizie dal Texas: non è stato riconfermato alla direzione del Texas School Board, che si occupa di approvare i programmi didattici per lo stato più grande degli USA, il dentista Don McLeroy, creazionista biblico, che stava trascinando lo stato fuori dalla cultura occidentale.

 

28/5/09-UK

·         Su Nature si cerca di trarre degli insegnamenti utili da quello che è successo durante il lancio nell’orbita dei media del reperto di Darwinius masillae (“A hyped-up fossil find highlights the potential dangers of publicity machines”). Nell’editoriale si mettono in evidenza alcune assurdità rispetto alla normale gestione di una grande scoperta scientifica, un tema che Nature certamente ben conosce (“the authors' claims at the press conference were appropriately measured. Nonetheless, the researchers were fully involved in the documentaries and the media campaign, which associate them with a drastic misrepresentation of their research”, “the unavailability of the paper ahead of the press conference and initial media coverage prevented scientists other than those in the team from assessing the work and thereby ensuring that journalists could give a balanced account of the research”). Concludendo, un allarme rivolto alla comunità scientifica: “conflicting incentives can undermine the process of the assessment and communication of science”..

 

28/5/09-IT

·         Su Repubblica un commento (“Giordano Bruno può attendere”) all’idea lanciata da N.Cabibbo su Famiglia Cristiana (… si potrebbe magari riabilitare anche G.Bruno) e rilanciata in modo scorretto e provocatorio da altre fonti di informazione (in Vaticano si pensa di riabilitare G.Bruno); a parte il fatto che anche l’attribuire l’idea al Vaticano potrebbe sembrare logica, essendo N.Cabibbo il presidente dell’Accademia Pontificia delle Scienze, quello che sconcerta nel commento è il dubbio che il mondo cattolico non rispetti il ripetuto impegno di non belligeranza verso la teoria dell’evoluzione. Se proprio anche oggi sull’Avvenire si legge che la Chiesa non ha mai condannato Darwin”, il commento lancia il gravissimo sospetto che la teoria dell’evoluzione non venga insegnata nelle scuole cattoliche (“provate a insegnare l’evoluzionismo in certe scuole cattoliche!”).  
Sarebbe certo interessante una verifica sul campo su campo di questa ipotesi ….anche se non bisogna illudersi troppo: sappiamo bene che nel 2004 i consulenti del ministro Moratti riuscirono ad abolire l’insegnamento della teoria dell’evoluzione ai minori di 14 anni (e trovarono pure i  pedagogisti e i filosofi che portarono dotte giustificazioni … all’insegnamento delle sole favole prima dei 14 anni). Sempre nel 2004 sappiamo bene che una misteriosa manina riuscì pure a modificare un documento firmato addirittura dagli unici 2 premi Nobel scientifici che abbiamo (al peggio in Italia … non c’è limite… abbiamo al ministero gente migliore dei premi Nobel, ma purtroppo sono troppo timidi per farsi riconoscere, manifestando pubblicamente la loro fede religiosa).
Il dubbio che la teoria dell’evoluzione non venga insegnata nemmeno in molte scuole  statali (e non solo nelle scuole private cattoliche) è decisamente alto, soprattutto sapendo come anche autorevoli esponenti della scienza cattolica cerchino di far credere che quando c’è scritto “teoria dell’evoluzione” loro leggono invece “evoluzione” … d’altronde aveva cominciato a fare questo grave errore il 
Card.Schönborn sul NYT del 7/7/05 (Finding Design in Nature”)

·         Sempre su Repubblica un articolo sul processo a Galileo (“L'uomo che salvò Galilei dal rogo”). Agghiacciante. “Galileo Galilei fu salvato dal rogo grazie al deciso intervento del suo principale accusatore, il cardinale Roberto Bellarmino …: il porporato durante lo storico processo a carico dello scienziato pisano (celebrato presso il tribunale del Sant'Uffizio dal 1616 al 1633) scrisse di suo pugno un documento nel quale specificava che Galilei "non è eretico", ma che le sue tesi andavano in quella direzione. Una precisazione non da poco che bloccò di fatto la infernale macchina dell'allora giustizia papale che avrebbe portato il padre della scienza moderna quasi certamente al rogo come Giordano Bruno”. Sarebbe a questo punto urgente anche poter consultare la documentazione sul processo a cui è stato sottoposto da parte del Santo Uffizio Teilhard de Chardin, anche lui condannato ad una pena spropositata rispetto alla colpa (che oggi qualcuno ritiene che possano essere un merito). Quello che salta all’occhio, a parte il rogo, è non solo il potere della Chiesa, che allora era addirittura di vita e di morte (si ponevano meno problemi su chi potesse definire il momento di fine della vita…), ma anche la fonte di questo potere, la stessa fonte che permette oggi ad un cardinale di intimorire chi magari stava quasi per credere a quello che si insegna a scuola sull’evoluzione. Preoccupante anche il fatto, evidenziato nell’articolo che “la prima pubblicazione di documenti sul processo, curata da monsignor Pagano nel 1994, fu un lavoro non completo e fatto un po' troppo in fretta, con poche note esplicative e qualche lacuna nei documenti, una ventina dei quali sono nuovi, nel senso che non sono mai stati presentati al grande pubblico”. 

·         Sull’Avvenire compare oggi un articolo di F.D’Agostino (“Darwin non ci dice che cos’è l’etica umana”) che cerca di riscattare un quotidiano che solo 5 giorni fa arrischiava addirittura (usando citazioni taroccate) una provocatoria associazione fra Darwin e un’ideologia del tutto opposta a qualsiasi visione etica, nonostante i suoi massimi esponenti frequentassero e onorassero persone che l’Avvenire oggi considera eticamente raccomandabili (foto, testi, video e concordati). 
Spiace notare che nell’articolo si trovi la solita insistenza eccessiva sul “darwinismo” e i suoi errori, ormai in gran parte chiariti e corretti: disturba e sconcerta che siano soprattutto gli antievoluzionisti ormai a celebrarlo e divertirsi a scoprire e mostrare i suoi errori, preferendo ignorare la varietà e la complessità (oltre all’utilità) dell’attuale teoria dell’evoluzione.
Si insiste poi inutilmente a criticare il metodo scientifico, che è ovvio venga usato in un contesto scientifico. Del tutto originale invece il tentativo di distiguere tra un Darwin naturalista e uno anticreazionista; eravamo abituati a una distinzione, forse  più giustificabile, fra Darwin naturalista e Darwin filosofo, capace di spiazzare alternativamente filosofi e biologi ….  Ora si propone una dicotomia piuttosto strana: è come se si potesse distinguere un Galilei astronomo e un Galilei eliocentrico … come si fa?
Non si capisce quindi la necessità di far notare la “vivace connotazione antireligiosa, anzi esplicitamente ateistica” su una questione che subito dopo viene presentata addirittura in modo quasi corretto (a parte il fatto evidente e indiscutibile che molte religioni cercano di dare molti sensi diversi), sottolineando “una duplice convinzione: la religione non ha titolo per sindacare la lettura scientifica della natura e la scienza non ha titolo per sindacare la pretesa (strettamente religiosa) che il mondo abbia un senso”.
Riguardo alla frase successiva (“la Chiesa non ha mai condannato Darwin”), bisogna considerare che difficilmente la Chiesa avrebbe potuto condannare un anglicano, un fedele al di fuori della sua giurisdizione; per cui la condanna che non ha colpito Darwin ha comunque abbattuto e ridotto al silenzio (perfino da morto) un gesuita e paleoantropologo cattolico, Teilhard de Chardin, autore di un’ipotesi che si basa su fatti che la Chiesa ancora non accetta (non ha infatti nessuna intenzione per ora di disattivare il Monitum).
Tuttora Teilhard non è stato riabililitato, tuttora viene negata la casualità dei meccanismi genetici [casuali!] scoperti dall’abate G.Mendel, meccanismi che hanno senza dubbio contribuito a confermare la genialità e le intuizioni di Darwin.
Sembra probabile che molte opinioni siano solo conseguenza dell’applicazione di filtri ideologici a fatti banali: termini usati anche in questo articolo, come “spietata lotta per la vita” o “sopraffazione”, “predazione” descrivono in realtà atti del tutto naturali necessari per la sopravvivenza; atti che qualsiasi giurista e qualsiasi essere umano che vive oggi in Europa svolge semplicemente andando al supermercato o al negozio all’angolo; nessuno addenta una bistecca o un ravanello al grido di “mors tua via mea”, ma la raltà è semplicemente quella.  L’energia necessaria per i processi vitali viene dall’interruzione di altri processi vitali. O no?
Viene a questo punto anche il dubbio che i giuristi abbiano anche qualche problema a considerare i “darwinisti” come figure umane simili ai “biologi evoluzionisti” ….
Del tutto insoliti per l’Avvenire i complimenti a Darwin (anche se con qualche remora o precisazione …) nella frase conclusiva dell’articolo: “
Darwin aveva, grazie alla sua straordinaria intelligenza scientifica, occhi adeguati a percepire solo le dinamiche delle specie. E’ per questo che per l’uomo comune, che non ha l’intelligenza di Darwin, ma ne condivide l’umanità ( cioè la percezione delle paure e delle speranze, dei dolori e delle gioie degli uomini), Darwin è un nome nella storia della scienza, un nome grandissimo, ma nulla di più” (?).

 

27/5/09-USA

·         La Templeton Foundation ha pubblicato recentemente un opuscolo che raccoglie le risposte di alcuni scienziati alla domanda:  Does evolution explains human nature?”. Qui il PDF. Le risposte sono di Frans de Waal, Simon Conway Morris, Lynn Margulis, Francis Collins, Geoffrey Miller, Joan Roughgarden, Martin Nowak, Robert Wright, Francisco J. Ayala, Eva Jablonka, Jeffrey Schloss, David Sloan Wilson. Le risposte vano da si a o passando per “si e no”. Per fortuna non è una questione di vita o di morte…

 

27/5/09-IT

·         E’ iniziato oggi alla SISSA a Trieste un convegno su “BIOLOGIA E DIVERSITÀ“, con particolare interesse per l’uomo, e non solo per gli aspetti biologici, come si capisce dal programma.

·         E’ stato recentemente pubblicato il fascicolo 87 del Journal of Anthropological Sciences. Molti gli articoli consultabili liberamente, fra cui una review della paleoantropologia del sud est asiatico e dell’Australia, e una sui primati paleartici occidentali (Europa, Nord-Asia e Nord-Africa).  Interessante e intrigante la descrizione (“Cutmarked human remains bearing Neandertal features and modern human remains associated with the Aurignacian at Les Rois“) del materiale scheletrico di neandertal e sapiens trovato associato a tracce di oggetti di cultura aurignaziana (H.sapiens), datata 28/30 mila anni fa. L’aspetto più intrigante è dovuto al fatto che la mandibola neandertaliana presenti solchi creati da strumenti di taglio che sono prove di un possibile uso alimentare o rituale.  La polizia non indaga … ormai sono scaduti i termini …

·         Sul Corriere un articolo (“L'evoluzione dell'uomo? Nasce in cucina”) che recensisce l’ultimo libro del primatologo Richard Wrangham (“Catching fire: How cooking made us human”) in cui presenta e discute la sua ipotesi di un ruolo importante della scoperta del  fuoco e quindi della cottura del cibo nell’evoluzione umana, biologica ma anche culturale. Dello stesso libro si era raccontato recentemente anche sul New York Times (“From Studying Chimps, a Theory on Cooking”), in un’intervista che sollevava alcuni dei problemi che non avevano convinto alcuni colleghi, come l’assenza di prove dirette della capacità di controllare il fuoco in quelle prime fasi dell’evoluzione umana.
Certo si sa bene quanto sia facile accenderlo (soprattutto per chi non dispone ancora dei fiammiferi…) ma poco sappiamo del momento preciso in cui il controllo del fuoco ha iniziato a dare un formidabile contributo all’evoluzione biologica (denti più piccoli) ma soprattutto culturale dell’uomo.

·         Sempre sul Corriere anche un articolo con cui E.Severino (“La Chiesa comprese Galileo ma non fu meno colpevole”) risponde all’articolo di N.Cabibbo del 23/5. Severino sembra accusare G.Galilei di aver voluto essere troppo dogmatico, un atteggiamento che uno scienziato non dovrebbe avere, e cita anche alcune frasi da cui risulta che Bellarmino fosse addirittura disponibile a mettere in discussione le Scritture (Bellarmino “ebbe a possedere della scienza, matematica compresa, lo stesso concetto che la scienza ha oggi di sé stessa: di non essere un sapere necessario, ma soltanto ipotetico, probabile, falsificabile. E appunto per questo egli esorta Galileo a esporre le proprie dottrine non come un sapere necessario che costringe "assolutamente" a modificare la lettera delle Scritture (cioè l'affermazione del movimento del sole), ma come ipotesi che, come tali, possono convivere con quella lettera. Se ci fosse «vera dimostrazione» della teoria copernicano-galileana - se questa teoria apparisse cioè come una necessità - «allora bisogneria andar con molta considerazione in esplicare le Scritture che paiono contrarie, e più tosto dire che non l'intendiamo, che dire che sia falso quello che si dimostra». Quel che si dimostra come necessario non può essere falso - anche se, insieme, egli dichiara di avere «grandissimo dubbio» che quella «vera dimostrazione» ci possa essere”). Forse servirebbe che mons.Ravasi tornasse a fare (come nel 2005)  appunto la parte del card.Bellarmino …

 

27/5/09-VA

·         Sull’Osservatore Vaticano si puo’ leggere un articolo di F.Facchini (“Darwinismo e biologismo esasperato”) che commenta le posizioni di due filosofi della scienza (T.Pievani e O.Franceschelli) giustamente critici verso la posizione della Chiesa, che da 150 anni è non solo diffidente ma anche apertamente diffidente verso i meccanismi dell’evoluzione biologica, come se non ci fossero stati addirittura anche dei religiosi che hanno contribuito a confermarli [proprio in un articolo di ieri un alto esponente vaticano fa capire sull’Oss.Vaticano quanto vengano stranamente considerate incredibilmente importanti solo le scoperte fatte dai religiosi cattolici ... chi avrebbe immaginato una simile diffidenza verso l’intelligenza di chi non è un religioso cattolico! Un giorno qualcuno farà notare anche che l’abate Mendel ha scoperto la centralità dei meccanismi casuali in biologia?].
L’articolo inizia tracciando i confini all’interno dei quali si puo’ muovere chi studia i processi evolutivi (“
L'evoluzione della vita è un insieme di eventi di ordine scientifico, un fatto di cui prendere atto. È difficile contestare che siano avvenute per processi naturali che hanno portato a forme di vita via via più complesse”) che poi però si cerca subito di abbattere per entrare (come fanno i profeti dell’Intelligent Design) in territori in cui la scienza non ha strumenti per svolgere correttamente il suo lavoro di ampliamento della conoscenza (“Avviene però che le discussioni vadano molto al di là dell'aspetto scientifico, perché finiscono per coinvolgere l'ambito filosofico e teologico. Ed è qui che il dibattito si fa più vivo e può interessare un pubblico più vasto”) .
Il problema era già stato affrontato da F.Facchini in un articolo del 16/1/06
(“Evoluzione e creazione”) sempre sull’Osservatore Romano, ma la soluzione era stata diversa. Come antropologo e scienziato criticava infatti chi proponeva di portare la scienza fuori dai suoi ambiti: “… così non si fa scienza. Ci portiamo su un piano diverso da quello scientifico. Se il modello proposto da Darwin viene ritenuto non sufficiente, se ne cerchi un altro, ma non è corretto dal punto di vista metodologico portarsi fuori dal campo della scienza pretendendo di fare scienza”.
A volte è difficile capire il motivo per cui spesso nel mondo cattolico molti esperti si preoccupino preferibilmente di chi meno ha bisogno di essere aiutato a capire concetti e problemi su cui mostra di avere le idee chiare ed aggiornate (in questo modo purtroppo lasciano che autorevoli prelati facciano fare pessime figure anche a chi dovrebbe essere responsabili di quell’aggiornamento che già nel 1988
la lettera di GP2 a P.Coyne sottolineava come fosse urgente fare).
A parte l’uso oggi un po’ insolito del termine “darwinismo” e l’insistenza su Darwin in parte oggi superato, è interessante notare come una delle frasi attribuite ai due filosofi della scienza (“
il darwinismo ha emancipato la natura da Dio e da ogni possibile finalismo. Di Dio non c'è più bisogno [per spiegare la natura]”) sia una frase molto simile a quella detta nel 2006 in un’intervista al NCR da Peter Schuster, un biologo evoluzionista - presidente dell’Accademia delle scienze austriaca - invitato dal papa al  primo Schülerkreis organizzato a Castelgandolfo (“the point is that we don't need a Creator to explain what we see. One hundred years ago, it was the common belief of Christians that God directly created every new species. Darwin showed how natural development can lead to new species. Today we understand this much better, and there's no evidence that can't be explained within this general framework”).
Si tratta quindi semplicemente di un opinone comune a gran parte dei biologi evoluzionisti attuali; stupisce che non si apprezzi che evita il ricorso al concetto di Dio tappabuchi, solitamente oggi sconsigliato anche in ambito religioso (lo ammette lo stesso F.Facchini in questa intervista in cui comunque … garantisce che anche il neandertal avesse l’anima!). Negli ultimi secoli la scienza ha comunque ampiamente dimostrato quanto fosse un concetto per fortuna destinato a veder perdere sempre più la sua utilità pratica, permettendo di concentrare l’azione e l’utilità delle diverse religioni solo nei contesti in cui la ragione non sempre riesce a dare i migliori risultati.    

 

26/5/09-USA

·         [da NCSE] Il direttore dell’NCSE, l’antropologa Eugenie Scott, ha ricevuto il premio Stephen Jay Gould, attribuito annualmente dalla Society for the Study of Evolution "to recognize individuals whose sustained and exemplary efforts have advanced public understanding of evolutionary science and its importance in biology, education, and everyday life in the spirit of Stephen Jay Gould."

 

26/5/09-IT

·         Grazie ad un convegno a Firenze, sono usciti numerosi altri articoli su G.Galilei in questi giorni: sull’Osservatore Romano U.Baldini scrive su “Il caso Galileo quattrocento anni dopo”, mentre mons. G.Betori scrive su “L'unica radice di fede e scienza”. Sembra che questi interventi abbiano difficoltà a evidenziare come si stiano facendo da 150 anni errori simili con la teoria dell’evoluzione. Occuparsi oggi di G.Galilei dovrebbe essere anche un’invito ad attualizzare l’analisi, verificando con cura differenze e somiglianze che permettano di capire meglio le situazioni attuali più “calde”. Che questa prospettiva sia fondamentale è evidente soprattutto se venisse il minimo dubbio [viene, vero?] che si sia perso forse un po’ troppo tempo (circa 350 anni… ) prima di ragonare e decidere su Galilei.

Purtroppo nessuno si alza in piedi per invitare a parlare soprattutto dei problemi attuali, pur prendendo magari lo spunto da Galilei. Se non si prendono delle decisioni su Darwin e la teoria dell’evoluzione a due mesi dalla conclusione di un convegno da cui INTENZIONALMENTE sono stati tenuti lontani esponenti creazionisti e neocreazionisti (ID), tanto varrebbe ammettere di non riuscire a orientarsi, di non saper proporre soluzioni ai cattolici che da tempo sono e vengono lasciati tranquillamente in confusione [pazzesca, squalificante e provocatoria ad esempio l’associazione fra razzismo e Darwin che si legge sull’Avvenire del 23/5].
Anzi … la soluzione potrebbe essere ancora più semplice: sarebbe sufficiente che mons. Ravasi confermasse ancor oggi  la posizione estremamente razionale che mons. Ravasi stesso illustrò nel
2005, quando mons.Brovedani invitò anche lui a discutere di Darwin al novembre stenseniano. In una intervista alla Nazione del 5/10 disse più o meno che la valutazione della teoria dell’evoluzione non era un problema loro, dei teologi, ma degli scienziati … e che quindi decidessero pure con i loro criteri e sulla base dei loro metodi: “Le critiche alla teoria evoluzionistica non spettano assolutamente ai teologi. E‘ un settore che non li riguarda … Compito dei teologi è solo cercare la verità attraverso lo spirito”. Non sembra una posizione razionale e anche ragionevole?

·         Sul Manifesto un’intervista (“Galileo fra due scienze”) a P.Galluzzi, direttore del Museo della Scienza di Firenze. Molto chiare le critiche al modo ideologico (lui “personalmente si augura che si metta in moto l’auspicato riesame sincero del caso Galileo da parte della cultura cattolica ufficiale”) con cui la Chiesa affronta ancora oggi la questione del processo a G.Galilei. P.Galluzzi ricorda poi come la Chiesa, anche successivamente a Galilei, tentò altre volte di imporre la sua verità, come quando i geologi vollero mettere in discussione l’età biblica della terra o quando Darwin pretese di aver “addirittura” trovato i meccanismi che spiegavano l’evoluzione del mondo dei viventi; meccanismi che ancor oggi qualcuno crede di vedere anticipati in qualche strofa poetica della Genesi (“Le osservazioni della scienza moderna riprendono con impressionanti vicinanze l’impressionante descrizione idealizzata delle sacre scritture”, Rubbia, 12/11/03 all’università Lateranense).

·         Su Repubblica un articolo (“”Con te scopriamo Galileo” e Bobbio scrisse a Geymonat”) ricorda alcune acute osservazioni di N.Bobbio (nel 1957) dopo aver letto in un libro la ricostruzione fatta da Geymonat sul conflitto fra G.Galilei e la Chiesa. Bobbio apprezza come Geymonat avesse evidenziato che quello di G.Galilei fosse il tentativo di “convincere la Chiesa ad accettare la nuova fisica .. prima di arrendersi di fronte al fanatismo bisogna fare, finchè è possibile, opera di persuasione. Ci si ritirerà soltanto quando si sia battuta la testa contro il muro. E lui l’ha battuta”.
Bobbio credeva che si dovesse ancora insistere con quest’opera di persuasione: “i persecutori, malgrado tre secoli di sconfitte, sono oggi più potenti che mai e pronti, qualora ne avessero l’occasione, a ricominciare”. L’autore dell’articolo, M.Bucciantini, storico della scienza a Siena, conferma questa preoccupata valutazione di Bobbio, e concorda  sul fatto che la Chiesa cerchi di “riappropriarsi” delle persone e delle idee che più la mettono in discussione: “il secolo appena trascorso è dominato dal tentativo della Chiesa di riconquistare la scienza, come emerge dal tentativo di riappropriarsi di Galileo e del .suo alto valore simbolico”. L’articolo di M.Bucciantini si conclude sostenendo che “quel processo e quella condanna furono atti gravissimi che ebbero pesanti conseguenze per almeno due secoli, e non solo sul piano scientifico", considerando storicamente inaccettabile la diagnosi di una semplice “reciproca incomprensione” con cui si è concluso nel 1984 il processo di revisione gestito da una commissione coordinata dal card.Poupard.

·         Sul Corriere, sempre su Galilei, un articolo di U.Melloni (“La Chiesa inquieta sul caso Galileo”)

·         Sul Sussidiario un’intervista a P.Ponzio (“Galileo e le carte segrete del Sant’Uffizio, una questione di verità storica”), che si sviluppa nell’ottica riduttiva che si sia trattato di «una tragica reciproca incomprensione» fra la Chiesa e G.Galilei e non di «un’opposizione costitutiva tra scienza e fede».

·         Sul sito della Radio Vaticana si può leggere una brevissima ma illuminante intervista al sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura, mons. Melchor Sánchez de Toca (“La Santa Sede tra i partecipanti al Convegno internazionale di Firenze, dedicato alla rilettura storica del ‘Caso Galileo’"); nonostante il tono un po’ polemico delle 2 domande, mons.De Toca fa immediatamente capire, semplicemente citandoli, che si stanno rifacendo con la teoria dell’evoluzione gli errori già fatti al tempo di Galilei. Molto istruttivo leggere infatti che i due errori che oggi la chiesa ammette furono di non aver accettato la teoria proposta dallo scienziato, e di aver pensato di usare la Bibbia per scopi impropri.
Sconcerta che concluda garantendo che “l’
errore per noi, oggi, è molto chiaro”. E subito arriva la smentita a questa “chiarezza” … 
Infatti la seconda domanda, sul “riappropriarsi” da parte della Chiesa della cultura espressa da Galilei e Darwin, viene forse male interpretata, a tal punto da portarlo a difendere Galileo … ma solo come ... cattolico (“
Galileo è stato sempre cattoliconon libero pensatore né anticlericale”). Vengono evidenziati aspetti che nulla dovrebbero contare oggi nella valutazione, nell’analisi e nella diagnosi del contrasto fra Galilei e la Chiesa.
Ora davvero si capiscono molte cose … se qualcuno avesse avuto dei dubbi, ora ha la conferma che la discussione attuale sul processo a Galilei non ha insegnato finora nulla: gli scienziati farebbero quindi meglio a procurarsi al più presto e a tenere sul tavolo in bella vista una letterina di raccomandazione del loro parroco (cattolico); Darwin (non cattolico anche se per motivi indipendenti dalla sua volontà …) avrebbe forse ben poche speranze che mons. de Toca si interessi alle sue teorie.
Se queste sono le premesse, è logico pensare di trovare ancor oggi qualcuno che, come i giudici di G.Galilei, “crede di dover vietare l’insegnamento di una dottrina che ritiene possa mettere in pericolo la fede della gente semplice“, magari solo perché non è un cattolico a proporre questa dottrina.
Mons. de Toca sembra comunque convinto che 400 anni fa, con questa idea fissa in testa, si fosse fatto un grave errore … purtroppo probabilmente ignora che ancor oggi qualche suo autorevole collega pensa (e non è da solo …) che, errore o non errore … Galilei o non Galilei … quando ce vo’, ce vo’
(29/11/07). 
Strano comunque che queste manifestazioni allergiche  verso scienziati non cattolici emergano così chiaramente proprio in un momento in cui sembra che alcuni ambienti universitari vaticani aprano finalmente le porte a scienziati esperti di evoluzione biologica, che quindi si qualificano più per l’impact factor e la notorietà internazionale che per l’osservanza religiosa …

·         Anche su Famiglia Cristiana oggi si parla di scienza e fede, con un’intervista a N.Cabibbo, un ottimo fisico che è presidente dell’Accademia Pontificia delle Scienze fin dai tempi del precedente papa. L’intervistatore fin dall’inizio manifesta le sue precise opinoni, per niente adatte ad un articolo dal titolo “Scienza e fede in Dialogo“ (“La ricerca si sforza di leggere il libro della natura, ma c’è un punto in cui si deve fermare”, la teoria dell’evoluzione è ormai accettata dalla Chiesa, purché non si affermi che l’uomo è prodotto del caso”; un’idea di dialogo vincolato decisamente originale … terribile che faccia credere che ci sia qualcuno al mondo che crede che l’uomo sia prodotto del caso … incredibile e provocatorio!!); N.Cabibbo non si lascia troppo impressionare dall’impostazione di chi sembra voler mettere la scienza a dialogare in ginocchio, e fa notare subito che “una parte della teologia continua ad attestarsi su posizioni piuttosto arretrate”, anche se poi, forse colpito da un’occhiata di rimprovero, N.Cabibbo si pente e sembra rivolgere il dito solo sugli evangelici USA creazionisti, che certamente lui non ama … Cabibbo difende infatti decisamente Darwin e la sua teoria e ne limita l’applicazione agli aspetti che permettono di utilizzare il metodo scientifico. Nella conclusione si parla della paura della chiesa verso la scienza e si evidenziano polemicamente le “troppe porte chiuse nel rapporto tra scienza e teologia”.
C’è poi un interessante accenno finale (provocatorio?) all’interesse di Cabibbo ad una riabilitazione di Giordano Bruno, che non se la passò bene come G.Galilei; sembra sia stato il punto più notato dell’intera intervista, a tal punto che nei prossimi giorni se ne parlerà parecchio in molti siti web di riviste (qui un articolo con molti commenti).
E’ evidente che la eventuale riabilitazione di G.Bruno difficilmente potrebbe essere gestita in quel contesto paramedioevale con cui si è gestita quella di G.Galilei nei decenni scorsi. Lo dimostra la difficoltà di approfittare del bicentenario per ammettere, come ha fatto la chiesa anglicana, di non aver capito Darwin, né allora né ora, e soprattutto di non essersi accorti dei 150 anni di continue modifiche e conferme.
La reazione di fastidio che accompagna questa non comprensione e quindi non reale accettazione di una teoria scientifica che finalmente spazza via leggende e misteri millenari, tappando un bel buco nella conoscenza umana, dimostra l‘intenzione di contestare ancora l’idea del card.Baronio (citato da G.Galilei) che la Bibbia e le religioni insegnino
«come si vadia al cielo, e non come vadia il cielo» … la terra e la vita. Se la riabilitazione controllata di G.Galilei non sembra evidentemente sia stata utile a ricostruire un rapporto corretto con il metodo scientifico, ben venga quella di G.Bruno, che difficilmente potrebbe essere altrettanto “controllata”.
Raccogliamo firme per sostenere la proposta del Presidente dell’Accademia Pontificia delle Scienze? Chiediamo l’opinione di chi ha pubblicato nel …
Ballarmine theological forum” gestito dal gruppo Catholic Apologetic International l’articolo “Proof the Pontifical Academy of Science is Run by Atheists”?

Nello stesso sito web cattolico USA si possono anche acquistare i due volumi del libro “Galileo Was Wrong: The Church Was Right”, dove si spiega che “Scientific evidence available to us within the last 100 years that was not available during Galileo's confrontation shows that the Church's position on the immobility of the Earth is not only scientifically supportable, but it is the most stable model of the universe and the one which best answers all the evidence we see in the cosmos”. Non sembra che la riabilitazione di G.Galilei sia stata completa … non sembra abbia raggiunto tutte le aree occupare dal mondo cattolico …

 

25/5/09-USA

·         Oggi … Darwinius Day (?)

 

25/5/09-IT

·         Prossimamente a Varese una serie di iniziative di diffusione della scienza con temi con riguardano anche l’evoluzione: “Storie di scienza”, dal 4 al 7 giugno, in collaborazione con UAAR, ARCI, Università dell’Insubria e Comune di Varese. Programma. Di evoluzione si parlerà soprattutto sabato 6 dalle 11, con Toscano (che parlerà di Landau e di Lysenko), Pievani (Darwin geologo) e Giorello (sul ruolo della serendipity nell’evoluzione culturale umana).
Anche l’ADM del museo di storia naturale di Milano organizzerà un’iniziativa per i ragazzi il 5 e 6 giugno. [Peccato che il link all’ADM nella pagina web del programma non funzioni].

·         Incontri sull’evoluzione anche a Spoleto, dove inizierà domani un ciclo di conferenze “QUATTRO INCONTRI CON DARWIN"; altre iniziative didattiche su Darwin si stanno realizzando in questi giorni.

·         Sul sito web di una rivista tradizionalista cattolica, Tempi, si trova un articolo (scritto da un giornalista che dirige un master in Scienze Ambientali in un’università pontificia) che aiuta un po’ a far capire anche all’esterno la discussione che avviene nel mondo cattolico attorno alla valutazione da dare agli OGM soprattutto in ambito vegetale.
Già nel titolo si lancia un allarme a nome dei poveri del mondo: “Abbiamo fame. Anche di Ogm; L’Africa vuole le colture geneticamente modificate. Non lo dicono le multinazionali, ma gli scienziati e gli agricoltori del Vecchissimo continente”.
Poco dopo, nella domanda posta ad una esperta keniota di biotecnologie vegetali, si capisce bene chi è che non vorrebbe aiutare questi affamati;: “nell’Instrumentum laboris per la seconda Assemblea speciale continentale del Sinodo dei vescovi africani è scritto che le biotecnologie vegetali «rischiano di rovinare i piccoli coltivatori e di sopprimere le loro semine tradizionali rendendoli dipendenti dalle società produttrici di Ogm». Cosa ne pensa?”.
Nella risposta della biotecnologia keniota un giudizio positivo suglio OGM (“Di certo l’Africa ha bisogno di poter utilizzare le nuove biotecnologie vegetali, ma all’interno di uno sviluppo infrastrutturale più ampio”) e un’informazione sui suoi progetti di ricerca per un sorgo OGM, migliore di quelli tradizionali (“Stiamo lavorando per incrementare nelle sementi e nella pianta il livello di aminoacidi essenziali, specialmente la lisina, quelle della vitamina A e anche la percentuale di zinco e ferro”).

 

24/5/09-IT

·         Articolo abbastanza interessante ma preoccupante oggi sull’Avvenire (“Galileo, occasione fallita o proficua lezione?”); in sintesi l’autore, ordinario di storia delle idée religiose e scientifiche nell’Europa moderna sembra seriamente preoccupato del fatto che la Chiesa abbia preso una grossa scottatura con il processo a  Galilei. Oggi sappiamo abbastanza bene come in fondo anche Galilei, pur avendo sostenzialmente  ragione (e non è difficile se chi ti contesta usa solo la Bibbia!) non avesse in mano carte adeguate a contrastare le parole della Bibbia, le uniche che i teologi conoscessero e capissero a quei tempi.
Tutto preoccupato di giustificare gli errori della Chiesa di allora, si dimentica di evidenziare quello più grave e non si accorge che indirettamente conferma che la Chiesa oggi sta facendo lo stesso identico errore con la teoria dell’evoluzione.
Ma non siamo più ai tempi di Galilei, la scienza ha giustamente un ruolo più autorevole, e il contesto oggi è ben diverso, per cui è probabile che gli errori oggi si paghino più seriamente.
Lo conferma la frase “L’evoluzionismo … non è stato condannato”. E ‘una frase che ricorre (purtroppo) spesso (anche mons. Ravasi pensava di poter avere successo con questa semplice osservazione, con cui ha aperto nel settembre del 2008 la conferenza stampa di presentazione del convegno alla Gregoriana su Darwin), ma che dimostra che si continua ad usare la Bibbia in un contesto e per uno scopo (la spiegazione scientifica di fatti materiali) in cui risultava già inadeguata al tempo di Galilei (che ben ricordava che la Bibbia serviva solo a capire come fare per andare in cielo). Se non serviva per capire “come funziona il cielo”, tanto meno la Bibbia serve per capire “come funziona la vita”.
Un’ altra frase dell’articolo che preoccupa seriamente è la citazione dell’importanza di Gregor Mandel e di G.Lemaitre.  Non solo perchè è deprimente che si possa far credere che l’appartenenza al clero cattolico sia necessaria per essere citati come scienziati, ma soprattutto perchè non si mette in evidenza il fatto che l’abate Mendel ha dimostrato il ruolo dei meccanismi ereditari casuali nel meccanismo dell’evoluzione biologica. Se si vuole esaltare G.Mendel è necessario ricordare come abbia dimostrato che il ruolo del caso è indispensabile per capire l’evoluzione; anche chi non approva nè condanna la teoria dell’evoluzione avrebbe il dovere di farlo notare.
Una frase come “le scoperte di Mendel hanno permesso di confermare i meccanismi genetici che finalmente spiegano la teoria dell’evouzione proposta da Darwin” sarebbe stato un passo avanti importante che avrebbe reso “inevitabile” la fine di questa assurda e imbarazzata fase di “non condanna” dell’evoluzionismo. Ma in questo articolo non si legge. E sono passati già 54787 giorni.
Purtroppo l’articolo si conclude anche senza lasciare molte speranze che finalmente qualcosa venga approvato/accettato invece che semplicemente (e inutilmente) “non condannato”: “questa occasione fallita è stata una proficua lezione, che ha facilitato nel Novecento l’aggiornamento cattolico nei confronti dei nuovi orizzonti scientifici”.  (?)
Se si continua a non capire il ruolo di Mendel nel contribuire al successo della teoria dell’evoluzione … ci sono poche speranze che quella di Galilei sia stata una “proficua lezione”.
Meglio non citarlo se non si capisce quanto sia stato indispensabile al successo della teoria dell’evoluzione.
Sarebbe anche meglio non citare Teilhard de Chardin, un esperto che, a differenza di G.Mendel, ha insistito troppo per cercare di far capire le sue idée … e lo ha pagato. Per il Novecento, soli cento anni, quindi, ancora niente da fare per “l’aggiornamento cattolico nei confronti dei nuovi orizzonti scientifici”…

Possiamo sperare che il terzo millennio sia un tempo più adeguato di 100 soli anni?

[PS: Spiace comunque che anche moltissimi sinceri ammiratori della genialità degli abati Mendel o Spallanzani si trovino collettivamente inseriti da quasto articolo fra gli “zelanti dello scientismo laicista”,  contrapposti a chi “nonostante le prove subite dalla sua Chiesa, è rimasto un buon cristiano”. Sembra evidente che, dopo 400 anni e dopo il novecentesco “aggiornamento cattolico nei confronti dei nuovi orizzonti scientifici”, la lettura della Bibbia rimanga tuttora OBBLIGATORIA].

 

23/5/09-IT

·         Sul Corriere un articolo di N.Cabibbo, presidente dell’Accademia delle Scienze pontificia, spiega “Perché i teologi non capirono Galileo”: nell’articolo si cerca di giustificare l’arretratezza culturale in cui si mosse Galilei: “La nuova filosofia della natura si scontrava quindi con quella dominante, ma anche con il pensiero teologico che, tramite la scolastica, proprio nella filosofia di Aristotele aveva trovato le sue fondamenta razionali. Essere contro Aristotele nel Seicento era estremamente rischioso. Come sappiamo, lo scontro portò alla messa all’indice delle opere di Copernico nel 1616 e al processo contro Galilei del 1633. Lo sviluppo delle conoscenze scientifiche che si trasformava necessariamente in filosofia della natura aveva gettato un forte sospetto di eresia su Galileo e i suoi seguaci”. Difficile non trovare analogie con una storia che da ben 150 si ripete con la teoria dell’evoluzione. [Quando finirà? Sembrava evidente che mons,Ravasi nel 2005 avesse trovato la soluzione in occasione di un precedente convegno a Firenze, ma gli han fatto cambiare idea …. cercano pure di confonderlo, facendogli credere che se per teoria dell’evoluzione (approvata da GP2 nel 1996!) definiamo invece il fatto dell’evoluzione, allora la Chiesa non avrebbe nessun problema ad accettarla, in quanto “pienamente compatibile con l’idea di creazione” (?).Sappiamo che oggi la Chiesa non approverebbe la teoria dell’evoluzione … se si chiamasse “ teoria dell’evoluzione”… ].

·         Oggi anche il corsivista dell’Avvenire s’azzarda - nel commento (“Citazioni tra memoria e fantasmi: a rischio”) ad un articolo su Repubblica di V.Mancuso che cita Darwin - a tentare la pericolosa e assurda associazione fra Darwin (antirazzista a tal punto da non disdegnare nemmeno – come sappiamo benissimo – l’associazione dell’uomo alle scimmie che i cattolici di solito aborriscono …) e Hitler. Le associazioni mentali non sempre sono documentabili, soprattutto se errate o ideologicamente motivate; è certo difficile poter mostrare una foto di Darwin con il braccio alzato. Altre foto, testi e video invece sono ben noti (anche se forse non a tutti) e confermano non solo associazioni ma anche concordati difficilmente smentibili e giustificabili. Come si sa, comportamenti razionali e quindi atti di eroismo individuali non sono mancati, ma il contesto non li favoriva certo. Per una serie di smentite alla relazione Darwin-Hitler, si può leggere questo post di un blog (“Hitler and Darwin”).

 

22/5/09-USA

·         [da The Loom, il blog di C.Zimmer, un po’ sconvolto dalla notizia] Forse non tutti si sono accorti che non si riesce ancora a richiudere il vaso da cui sono usciti in questi giorni lo splendido Darwinius masillae ma anche tutte le iniziative che probabilmente serviranno a far quadrare i conti a chi ha comperato quel fossile; sembra infatti che chi sopravviverà fino al 25 maggio – mancano poche ore … - potrà assistere a quello che dovrebbe essere l’evento più importante degli ultimi 47 milioni di anni ….
In attesa dell’apocalisse.
Sempre in ritardo rispetto alle attese, avrà la possibilità di vedere la puntata History Channel che gli svelerà le meraviglie del video “The link”.
Chi non riuscirà a vederlo potrà solo dire anche lui, come tanti altri miliardi di esseri umani … “NON C’ERO NEMMENO IO”.
Molti di loro comunque potranno sentire la piccola emozione veicolata dal battito cardiaco che fa da sfondo sonoro al trailer  su YouTube (“
Global Event on May 25, 2009”) … roba da matti …  cosa si deve fare per pubblicare e farsi notare … 

Comunque vedo un aspetto positivo … ben difficilmente qualcuno avrà il coraggio di alzarsi e chiedere “ma la terra non era stata creata 6000 anni fa …?” .. o far credere che 30.000 anni fa vivevano ancora i dinosauri.

Forse è vero: solo una mobilitazione di questo tipo riuscirebbe a zittire i creazionisti biblici J e a sbarrare loro la strada della sala Marconi del CNR italiano o dalle aule della Sapienza di Roma … J

 

22/5/09-IT

·         Su Repubblica un articolo (“La vita ingiusta e la libertà degli uomini”) con cui V.Mancuso risponde alla reazione di mons.Sgreggia all’intevento di Fini in difesa della laicità dello stato, quando il presidente della Camera aveva auspicato “leggi non orientate da precetti religiosi”. Per contestare la sua idea che “Gli autentici cultori della vera ragione sarebbero solo i rappresentanti delle gerarchie vaticane”. Mancuso contrappone che Darwin giunse a scrivere in una lettera a Hooker del 1870: «Non posso guardare all´universo come al risultato di un cieco caso. Tuttavia non posso vedere nessuna prova di un disegno benevolo». Da cui deriva che si evidenzi “ancora una volta, il principio-contraddizione. Nessuna possibilità di una dogmatica, né teista né ateista, quando si tratta della vita nella sua concretezza.”

 

21/5/09-VA

·         Sull’Osservatore Romano compare un articolo (“Abitare la terra secondo giustizia”) che sintetizza un Messaggio inviato l’1 maggio dai vescovi italiani in preparazione della quarta Giornata per la salvaguardia del creato (che si festeggerà il 1’ settembre). Quest’anno sembra che si intenda prepararsi per tempo ad una iniziativa che non sembra che tutti i cattolici italiani intendano festeggiare allo stesso modo.
I vescovi italiani esprimono la loro preoccupazione per il clima e la sua stabilità che sembra seriamente in pericolo per minacce che vengono soprattutto dai paesi che non sono preoccupati per l’emissione da decenni di grandi quantità di gas serra.
Anche il tema della giustizia sembra intrecciarsi con i temi ambientali:
“… l’ampiezza e la gravità delle possibili conseguenze (molte delle quali si stanno già manifestando) richiedono un’azione incisiva. Una tempestiva riduzione delle emissioni di "gas serra" è, dunque, una precauzione necessaria a tutela delle generazioni future, ma anche "di quei poveri della terra, che già ora patiscono gli effetti dei mutamenti climatici".
Il documento auspica imponenti cambiamenti: “un
profondo rinnovamento del nostro modo di vivere e dell'economia, cercando di risparmiare energia con una maggiore sobrietà nei consumi, per esempio nell'uso di automezzi e nel riscaldamento degli edifici, ottimizzando l'uso dell'energia stessa - a partire dalla progettazione degli edifici stessi - e valorizzando le energie pulite e rinnovabili".
Non mancano osservazioni impegnative e gravide di conseguenze: "è questione che coinvolge l'intera famiglia umana in una responsabilità comune, che pone anche una grave questione di giustizia:  a sopportarne maggiormente le conseguenze sono spesso le popolazioni a cui è meno imputabile il mutamento climatico"
, anche perché ci sono documenti di fonte cattolica che si preoccupano invece soprattutto delle popolazioni … a cui è imputabile il mutamento climatico.
Proprio l’ultima frase del documento sembra rivolta a contestare gli ambienti cattolici, anche autorevoli (come quotidiani e università), in cui si nega l’esistenza di una questione ambientale e di un problema di alterazione del clima nel mondo: “Neppure il peso della crisi economico-finanziaria che investe l'intera comunità internazionale può esonerare da una "collaborazione lungimirante per individuare e attivare misure efficaci a garantire la stabilità climatica”.  Ci sono infatti giornalisti cattolici che sostengono che “la temperatura media degli ultimi anni non è in aumento” e che sarebbero quindi pronti ad accusare anche i vescovi, come han già fatto con gli ambientalisti, di dire bugie e di creare falsi allarmi, nel caso sostenessero che la temperatura media sta aumentando o che “i poveri della terra già ora patiscono gli effetti dei mutamenti climatici" o che serve “una tempestiva riduzione delle emissioni di gas serra".
Il Messaggio si conclude con un invito alla mobilitazione in difesa dell’ambiente e in particolare dell’aria: “È importante dare adeguato risalto a livello diocesano e locale alla Giornata per la salvaguardia del creato, programmando iniziative che, se del caso, potranno sviluppate anche nel corso dell’intero mese di settembre”.  Da notare che i vescovi non propongono solo incontri di preghiera o incontri biblico-teologici, ma anche incontri di approfondimento su tematiche ambientali, che dovranno necessariamente lasciar spazio non tanto a giornalisti quanto ad esperti del settore.

[Possiamo considerare questa accettazione di un mondo in divenire e soprattutto l’idea nuova e preoccupata di un mondo minacciato anche da alcuni aspetti irrazionali dell’attività umana un’effetto positivo del convegno su Darwin alla Gregoriana? O semplicemente qualcuno si è ricordato delle parole del Papa del 23/9/07 sull’emergenza ecologica: “L’emergenza della fame e quella ecologica stanno a denunciare, con crescente evidenza, che la logica del profitto, se prevalente, incrementa la sproporzione tra ricchi e poveri e un rovinoso sfruttamento del pianeta”. Molti erano rimasti sconcertati, tanto è vero che … perfino la R.Vaticana le aveva censurate nella pagina scritta, mentre erano le uniche frasi nel video, che però non è più presente nel sito web; rimane solo l’audio].

 

21/5/09-USA

·         Nel blog di Carl Zimmer (The Loom) si continua a mostrare somma sorpresa per come sia stata gestita mediaticamente la scoperta del Darwinius. Nel post “Science Held Hostage C.Zimmer dimostra chiaramente come si sia cercato di impedire che venissero diffusi commenti (critici o meno) su un articolo che sembra evidenziare alcuni difetti e alcuni limiti. Nel post di oggi di Carl Zimmer si racconta la storia degli ultimi giorni e si dimostra che i giornalisti scientifici hanno potuto conoscere l’articolo non almeno il giorno prima, come avviene di solito per permettere la raccolta dei commenti da parte di esperti indipendenti, ma pochi minuti prima, per cui al momento della conferenza stampa, addirittura alla presenza del sindaco di New York, non c’era nessun giornalista scientifico che fosse pronto a fare domande.  Nel post citato interviene con un commento (#22) anche M.Henderson, science editor del Times di Londra, che racconta la complessa e strana procedura che gli ha permesso di prendere visione dell’articolo per tempo ma solo per un breve tempo (“This is a very weird (and in my experience unprecedented) way to manage the release of published science
Le uniche frasi diffuse al momento dela conferenza stampa sono state quindi quelle diffuse dal team degli scopritori. Se questa è la conferma di una procedura del tutto nuova, lo è ancora di più la citazione, da parte di C.Zimmer di un paio di frasi forse troppo sincere e non destinate alla pubblicazione, di uno degli autori dell’articolo,
Phil Gingerich.
Le frasi sono
comparse oggi (“Scientists divided on Ida as the missing link”) su un quotidiano australiano, the Australian del 21/5: There was a TV company involved and time pressure. We’ve been pushed to finish the study. It’s not how I like to do science” e “the team would have preferred to publish in a more rigorous journal such as Science or Nature.
Nello
stesso articolo su The Australian si riporta anche la frase di uno dei massimi esperti di fossili di primate del terziario, Elwyn Simons della Duke University: “It's an extraordinarily complete, wonderful specimen but it's not telling us too much that we didn't know before"; anche P.Brown, paleoantropologo, sostiene che “the paper did not provide sufficient proof that Ida was the ancestral anthropoid”. Proprio  questo è uno dei punti centrali dell’articolo, e qualcuno dubita che sia stato adeguatamente documentato e motivato!

·         Un altro successo di C.Zimmer è stata l’osservazione che la pubblicazione su PlosOne non fosse sufficiente per il riconoscimento di una nuova specie (“Does Darwinius Exist?”). In un ulteriore post di oggi C.Zimmer, trionfante, riporta le dichiarazioni con cui l’editore di PlosOne Peter Binfield (che già aveva ammesso il problema: “Does Darwinius Exist, Revisited: The Official Word Is…Not Yet”) riferisce come stia procedendo a posteriori, con apposite versioni a stampa dell’articolo, per ottenere il riconoscimento ufficiale dell’esistenza in vita di una nuova specie di 47 milioni di anni fa (“Darwinius: Named at Last!”).
In realtà la International Commission on Zoological Nomenclature stava per autorizzare anche uan procedura per accettare le denominazioni fatte su riviste on-line, ma la procedura non è attualmente accettata.
[Ci saranno, in precedenti articoli di PlosOne, altre nuove specie non ufficialmente valide?]

 

21/5/09-IT

·         Del Darwinius massillae (dal sito del ritrovamento, Messel in Gernmania) e dalla presentazione pirotecnica e un po’ oltre le righe parla anche A.Meldolesi su Il Riformista.  (“IL FOSSILE ROCKSTAR UCCIDE LA SCIENZA”). Giustamente si a notare come la scelta dei modi e dei tempi siano davvero all’opposto rispetto a quelli di Darwin, che, per aver aspettato 20 anni, ha pure rischiato seriamente di vedersi soffiare quella che era davvero un’idea che avrebbe cambiato il mondo.

·         Il 3 giugno a Torino la prima proiezione italiana del divertente Flock of The Dodos, un film  (sottotitolato in italiano) diretto da un biologo evoluzionista sul contrasto fra evoluzionisti e neocreazionisti (ben nascosti dietro all’Intelligent Design) negli USA. Per chi ci vedesse bene, il film è da tempo disponibile su You Tube in 9 spezzoni da circa 10 minuti, e lo si può cercare in questa pagina web che aiuta ad accedere a moltissimi video gratuiti (ma in inglese) sull’evoluzione biologica e sul dibattito che l’accompagna e spesso la assedia.

·         In un articolo sull’Avvenire (“Quante mezze verità da Galileo a Darwin”) si recensisce un libro (“Le rivoluzioni scientifiche e il mondo moderno”)  in cui E.Agazzi ripercorre il percorso della scienza cercando di evidenziare come la religione cattolica abbia favorito nelle sue prime fasi lo sviluppo della scienza; un po’ più difficile essere convincente su alcune questioni più recenti che riguardano gli ultimi due secoli; anche se lo nega; sappiamo bene che con la teoria dell’evoluzione la chiesa non riesce ancora a orientarsi e a decidere, tanto è vero che c’è perfino chi per risolvere i problemi cerca di far credere che per “teoria dell’evoluzione” si intende invece … l’evoluzione come fatto, un fatto che sappiamo già noto e indiscutibile da almeno un paio di secoli! Fa piacere che E.Agazzi si mostri meno critico di qualche anno fa, quando polemizzava con L.L.Cavalli Sforza, inorridito per la sua proposta di vietare l’evoluzione ai minori di 15 anni.
Vedremo magari nei prossimi giorni se, dopo il convegno di marzo alla Gregoriana, Teilhard de Chardin è davvero ora “in consonanza con la tradizione filosofica e teologica del cristianesimo”, come non è mai stato; certamente TdC non è in consonanza con la scienza attuale, e questo forse creerebbe, se fosse vero, qualche problema alle conclusioni del libro, oltre che al magistero della Chiesa.

·         Sempre sull’Avvenire un articolo (“Ma siamo tutti emigrati dal’Africa”) del più famoso paleoantropologo francese, Yves Coppens, che conferma ai lettori cattolici italiani tutti i fatti che oggi sappiamo confermare le successive tappe dell’evoluzione umana e in particolare la nostra origine da una linea evolutiva che ha avuto origine, come spiega chiaramente, da eventi casuali che NULLA hanno a che fare con la biologia anche se influenzano pesantemente l’evoluzione biologica, come ben sapeva già anche Darwin: “il cedimento della Rift Valley, accompagnato  da movimenti di inalzamento dei bordi, avrebbe diviso in due parti diseguali la popolazione dei nostri antenati; frattura semplicemente tettonica inizialmente, divenuta poi bariera ecologica”; i teologi che leggono oggi questo articolo sull’Avvenire avranno da riflettere ancora per qualche decennio, concentrati come sono oggi solo sul tentativo di negare e contestare quei meccanismi esclusivamenti biologici che comunque già da tempo sappiamo non siano gli unici necessari per capire né l’evoluzione biologica né quella umana … Coppens conferma poi l’enorme quantità di reperti paleontologici che confermano la separazione dai primati della linea evolutiva che porta all’uomo attuale passando attraverso una fase che inizialmente non vede un incremento delle dimensioni del cervello ma favorisce lo sviluppo della locomozione bipede e l’incremento dell’utilizzazione della mano.
Quello che alla fina sconcerta è come apparentemente questi fatti non fossero noti negli ambienti vaticani anche prima che l’Avvenire pubblicasse questo articolo. Dato che le conoscenze necessariamente indirizzano ad un certo modo di agire, non si capisce infatti come sarebbe stato possibile che mons.Ravasi si sentisse obbligato a costringere un suo autorevole delegato ad essere presente al convegno dei creazionisti biblici, organizzato a Roma il
23/2/09 dal vicepresidente del CNR in polemica alternativa al convegno organizzato alla Gregoriana su Darwin ai primi di marzo. Pochi anno fa, nel 2002, questi personaggi venivano ricevuti pubblicamente in Vaticano anche dai papi, ma ora i tempi [dicono che] sarebbero cambiati …
A quel convegno del 3 marzo c’erano infatti solo creazionisti biblici che non credono affatto a uno scienziato serio come  Y.Coppens, tanto è vero che sostengono che i dinosauri pascolassero sulla terra ancora 30.000 anni fa, 65 milioni di anni dopo la loro reale scomparsa (“Le date vanno dai 20.000 ai 40.000 anni, quindi si è evidentemente molto lontani dai 60 milioni di anni che vengono dati abitualmente per la scomparsa di questi grandi animali!”)!
Questi creazionisti, la sede prestigiosa e il loro autorevole ospite, avranno convinto anche don Tomasz Trafny, inviato del Pontificio Consiglio della Cultura? Sarebbe della massima importanza conoscere i consigli che ha poi dato a mons.Ravasi sulla direzione da prendere di fronte al bivio che la Chiesa ormai si trova davanti da ben 150 anni. Saperlo aiuterebbe magari a capire perchè nessuno, tranne uno
studente in ingegneria aerospaziale, abbia fatto ipotesi sugli effetti del convegno su Darwin alla Gregoriana. Purtroppo si intuisce solo che forse qualcuno avrebbe fatto meglio a non parlare di Teilhard de Chardin; un suo collega, forse più prudente, ha preferito rimanere a casa sua in Svizzera, come ha notato dispiaciuto alla fine uno degli organizzatori del convegno, P.Leclerc, gesuita come TdC.

 

20/5/09-USA

·         Continua oggi la riflessione sul modo davvero originale in cui è stata gestita da professionisti dell’informazione la notizia della scoperta di uno dei più completi reperti fossili che documentano le prime fasi dell’evoluzione dei primati. Uno degli interventi che hanno contribuito a mantenere i piedi per terra è stato ieri il post (Poor, poor Ida, Or: "Overselling an Adapid") di Brian Switek, un giovane paleontologo che gestisce il blog Laelaps e che oggi dichiara di aver avuto ieri circa 25000 visitatori. Sicuramente sarebbe meraviglioso se ogni scoperta che dimostri l’evoluzione biologica e quella umana fosse accolta con un simile entusiasmo invece che con lo scetticismo che spesso traspare nei molti critici e scettici a cui stranamente in molti paesi viene lasciato un eccessivo spazio in queste occasioni. In questo caso sembra che non sia stato lasciato nessuno spazio, e forse ciò sia stato positivo.
Oggi nel blog Laelaps si ricorda (“A brief word of thanks”) come il post di ieri sia stato ripreso da tantissime pagine autorevoli (“being mentioned on wikipedia; being quoted on Slashdot; ad being picked up by blogs on the Guardian, the New York Times, the Times online (twice!), Popular Science, and New Scientist websites”).   

·         Sul blog di Carl Zimmer si pone anche in dubbio la validità della nuova proposta tassonomica (il genere Darwinius) in assenza della versione a stampa di PlosOne (“Does Darwinius Exist?”). Si attedono precisazioni da parte degli espeeti dell’International Code of Zoological Nomenclature.

·         Molta ironia anche nel blog NotExactlyRocketScience (“Darwinius changes everything”): “Yesterday, the entire world changed noticeably as the media, accompanied by some scientists, unveiled a stunning fossilised primate. The creature has been named Darwinius masillae, but also goes by Ida, the Link, the Chosen One and She Who Will Save Us All”.

·         Se ne parla oggi anche sul blog Leucophea di M.Ferrari, che cita i commenti del blog Evolving Thoughts ma non cita … l’anello iniziale della catena, il documento agiografico diffuso dal museo di Oslo.

·         Rierimenti ad alcuni problemi nella gestione dell’informazione sull’adapide fossile di 47 milioni di anni fa si trovano anche nel blog di Nature, anche se la palma di definizione più caustica si può attribuire ad un articolo (“Seeking a Missing Link, and a Mass Audience”) sul New York Times del 18/5/09, dove si evidenzia che “It is science for the Mediacene age”.

 

20/5/09-IT

·         Sulla Stampa un articolo di G.Celli (“Pierre Teilhard de Chardin Il volenteroso gesuita di Darwin”) sintetizza il pensiero di TdC sulla teoria dell’evoluzione; ricorda che, a differenza di Darwin e degli altri evoluzionisti che hanno confermato e perfezionato la sua teoria “Per Teilhard, invece, l’evoluzione degli organismi obbediva a un grande progetto, andava verso il punto Omega, che era il Cristo, ritornato tra noi alla fine dei tempi”. Celli ricorda anche la sua idea che “la biosfera, l’associazione dei corpi di tutti gli organismi, finirà per evolversi nella noosfera, in cui tutti i cervelli degli uomini, pur conservando la propria individualità, si aggregheranno in un grande organo cognitivo planetario”.
Questo articolo ha suscitato una reazione e unj’esigenza di precisare alcuni punti da parte di F.Mantovano, uno studioso di TdC, che l’11/6 invia alla Stampa una precisazione che ai primi di luglio non era ancora stata pubblicata, né aveva avuto alcuna risposta nemmeno personale da parte di G.Cellli. Chi fosse interessato troverà il commento nel sito Biosfera/Noosfera.

·         Sempre sulla Stampa si legge un articolo (“OGM, un dilemma in Vaticano”) molto, ma molto, simile a quello pubblicato ieri dall’agenzia vaticana Zenit (“La Pontificia Accademia delle Scienze studia le biotecnologie vegetali”) sullo stesso convegno fatto in Vaticano a porte chiuse sugli OGM. Solo che è firmato da un altro giornalista! E ci sono curiosi commenti aggiunti: se nell’articolo di ieri si leggeva una frase asettica “Per approfondire il tema il 10 e 11 novembre del 2003, il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace ha convocato in Vaticano 60 tra i maggiori esperti scientifici, agricoltori, associazioni ambientaliste, ministri, economisti, moralisti” oggi si leggono anche interessanti puntualizzazioni: “Per approfondire il tema il 10 e 11 novembre del 2003, il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace (di cui è Presidente il cardinale Martino, definto [sic] un pro-OGM) ha riunito in Vaticano 60 esponenti del settore: esperti scientifici, agricoltori, associazioni ambientaliste, ministri, economisti, moralisti”. Un confronto in parallelo dei due articoli evidenzia anche che verso la fine è stata fatta una modifica inutile e … non verificata: la frase “agricoltori che utilizzano sementi transgeniche” diventa “agricoltori che utilizzano semi transgeniche

 

19/5/09-VA

·         Sembra che un argomento connesso all’evoluzione biologica che interessa parecchio in Vaticano ci sia: si tratta della possibilità di creare organismi geneticamente modificati (OGM), e in particolare vegetali transgenici, che hanno dimostrato di poter tenere lontana nei decenni precedenti la minaccia di gravi carenze alimentari che avrebbero minacciato la sopravvivenza di milioni di persone in un periodo di forte crescita della popolazione. Un articolo dell’agenzia vaticana Zenit, firmato da un giornalista, docente in un’università pontificia e da sempre favorevole agli OGM, racconta di un convegno conclusosi oggi e organizzato dall’Accademia delle Scienze Pontificia (“La Pontificia Accademia delle Scienze studia le biotecnologie vegetali”). Il convegno avrebbe dovuto cercare di dare una risposta alla seguente domanda, piuttosto angosciante: “è vero che le biotecnologie vegetali favoriranno le multinazionali e penalizzeranno i piccoli agricoltori?”. Visto che nella “Nella sessione finale si è discusso di come migliorare i regolamenti internazionali e trovare i modi affinché i poveri possano usufruire delle innovazioni biotecnologiche in campo vegetale” sembra di capire che si è giunti ad una risposta negativa e tranquillizzante per i piccoli agricoltori.
L’articolo cita anche altri convegni precedenti, tenuti nel 2001 e nel 2003, e riporta una condanna dei gruppi anti-OGM, uscita dalla Commissione Pontificia diretta dal card.Martino: “ci sono gruppi di persone che, vedendo alcuni disastri ambientali e prevedendone altri maggiori, si oppongono fortemente allo sviluppo e all’applicazione della biotecnologia; non di rado tali gruppi sono mossi da una certa ideologia antiumanistica, quando propongono misure restrittive per la manipolazione delle specie vegetali animali, mentre favoriscono la manipolazione della persona umana”.
Si citano poi numerosi documenti recenti di fonte cattolica anche qualificata, che mostrano un interesse davvero elevato:

·     Un articolo sul Sussidiario del 12/5 dal titolo molto schierato (““No agli OGM”: la fobia ideologica che affama milioni di persone nel mondo”), tanto da non essere difeso nemmeno dall’autore dell’articolo.

·     un articolo sull’Osservatore Romano del 1’ maggio (“Quando si sgomita per arruolare il Vaticano”), che racconta il contrasto sugli OGM all’interno del mondo cattolico e in particolare in Africa, come risulta dalle conclusioni del sinodo dei vescovi africani: “il documento cita la grave situazione di ingiustizia e di povertà delle popolazioni agricole. Denunciando in tale contesto "le multinazionali che continuano a invadere gradualmente il continente per appropriarsi delle risorse naturali". E, in particolare, la campagna a favore degli ogm, che - si afferma - "pretende di assicurare la sicurezza alimentare" ma in realtà minaccia di "rovinare i piccoli coltivatori e di sopprimere le loro semine tradizionali rendendoli dipendenti dalle società produttrici". 

·     due articoli del 23/4/09 scritti sull’agenzia Zenit da un bioeticista della Regina Apostolorum, P.Miranda (“OGM e dottrina sociale della Chiesa (parte I)  e “OGM e dottrina sociale della Chiesa (parte II)”); in particolare nel secondo articolo colpisce una frase che non sembra descrivere la realtà in modo adeguato: “La Chiesa non pretende di insegnare biologia ai biologi, economia agli economisti, politica ai politici... ”, anche se mitigata dalla successivaLa Chiesa fa un grande sforzo per capire e per poter vagliare criticamente i dati complessi offerti dagli esperti”.  Come sappiamo il grande sforzo, che non sempre ha successo, è purtroppo conseguenza del fatto che non si è poi dato seguito all’allarmata lettera di GP2 a P.Coyne del 1988, per vent’anni del tutto dimenticata.

·     Un articolo del 20/4/09 sull’agenzia Zenit (“Il Vaticano e gli OGM”), con un’intervista all’inventore di un riso OGM

·     Un articolo (“Si torna a parlare di OGM”) scritto su Zenit il 9/4/09 da un biotecnologo

·     Il documento del sinodo dei vescovi africani (pubblicato a Yaoundè il 19/3/09), che al punto 58 illustra il loro punto di vista sul ruolo degli OGM nel contesto della drammatica situazione dell’agricoltura africana (“Questa tecnica rischia di rovinare i piccoli coltivatori e di sopprimere le loro semine tradizionali rendendoli dipendenti dalle società produttrici di OGM”). Interessante anche l’allarme sugli effetti dei cambiamenti climatici sull’agricoltura e l’economia africana (“A ciò si aggiunge il problema del cambiamento climatico i cui effetti si fanno sentire nelle zone aride, compromettendo i modesti guadagni delle economie africane”). Sembra che il cambiamento climatico in Africa si senta e abbia effetti negativi drammatici in un contesto al limite della sopravvivenza.

 

19/5/09-USA

·         Risorge e riprende oggi, con la presentazione a New York del reperto del Darwinius, la diffusione della notizia sull’adapide che viene addirittura presentato dallo stesso  coordinatore del gruppo di ricerca (Jorn H. Hurum) come un “anello mancante” fra l’uomo e le scimmie (e questo certo contribuirà al successo del libro omonimo al riguardo, in uscita in questi giorni: “The Link”, l’anello, ma anche la connessione, il legame). Sembra che il principale scopritore, un ricercatore del museo di storia naturale di Oslo, si sia preparato molte frasi ad effetto; non solo ripete “anello mancante” senza indicare chiaramente se è davvero l’unico e perchè, ma addirittura fa credere che questo reperto fossile sia ''la cosa piu' vicina che abbiamo avuto ad un antenato diretto'', un ''sogno divenuto realta'', “simile ai primati piu' evoluti”.
Sembra difficile che altri possano trovare in futuro frasi così assurde ma “ad effetto” da dedicare ad un antenato alla lontana come appunto è questo reperto fossile di 60 cm (coda compresa) e di 47 milioni di anni fa, con ben poche caratteristiche simili a quelle che sono specifiche per le antropomorfe o gli ominidi bipedi fossili.
Cosa si sarebbe dovuto dire del Pierolapithecus Catalaunicus, antropomorfa del Miocene, 13 milioni di anni fa, scoperta pochi anni fa?
Come dimensioni e forma questo primate sembrerebbe proprio uno di quei gatti da 8-9 etti che girano per le nostre case, nonostante presenti gli adattamenti alla vita arboricola (come il pollice opponibile) che caratterizzano l’evoluzione dei primati.

Anche il ritrovamento sembra piuttosto lontano nel tempo; qualche agenzia (ASCA) precisa che risale a 25 anni fa, agli anni ’80.
Davvero eccezionale, ma questa notizia non appare con la rilevanza che merita in tutti gli articoli, è certamente la conservazione e la completezza del reperto fossile, che evidenzia anche tracce delle parti molli e addirittura del conenuto dell’apparato digerente (l’ultima cena…?).
Fra le notizie più ridicole quelle contenute nelle frasi “
caratteristiche umanoidi tra cui il pollice opponibile” (tutti i primati hanno infatti il pollice opponibile), “il passaggio dall'andatura a quattro zampe alla camminata in posizione eretta” (la locomozione eretta umana è una conseguenza della brachiazione e ci mancano ancora quasi 40 milioni di anni).
Interessante l’articolo sulla Stampa (anche qui però non mancano le imprecisioni – noi non siamo certo “l’ultima versione dei primati”, nè tanto meno siamo “antropodi”), che  rivela l’avventurosa storia del ritrovamento: sembra che sia arrivato a noi separato in due parti, una acquisita da 20 anni dal … Wyoming Dinosaur Center
[??!! I tecnici “of the best preparation labs in the West“ non si erano  accorti di niente? Non avevano visto che non era un dinosauro…?] e l’altra da poco arrivata al museo di Storia Naturale di Oslo, “comprata ad una fiera tedesca ad Amburgo da un venditore privato di resti fossili, che la teneva in un cassetto da 25 anni e disse che era stata trovata nel Pozzo di Messel”. 
Se ne parla anche sul Corriere (“
UOMO E SCIMMIA, TROVATO IL FOSSILE DELL'ANTENATO IN COMUNE”); anche qui qualche errore (non è un’opera d’arte, per cui il museo è quello di Natural History) e qualche esagerazione che arriva direttamente dagli autori; giusta l’osservazione di F.Facchini che non ritiene rilevante l’assenza di caratteri che troviamo nelle forme attuali di un gruppo di primati ora marginale e residuale ma che era allora dominante; troppi eventi successivi e troppi milioni di anni successivi.
Qui un articolo con disegno e foto sul  Los Angeles Times”. Qui un video della BBC. Forse è una novità, ma probabilmente apre una strada necessaria in un tempo in cui chi non è in internet non esiste: c’è anche un sito web professionale (che offre anche un poster e il trailer di un video che uscirà prestp su History Channel).
Quello che incombe è il marchio (“TheLink” che richiama anche il titolo del libro) ma soprattutto le iperboli che accompagnano questa importante scoperta: “The astonishing new discovery that could change everything”, “everything we thought we knew about primate origins could change”, “the scientific find of a lifetime”, “the talus bone links Ida directly to humans” (ma la coda direi di no…!), “a humanlike opposable thumb” (no, primatelike…), “Like all primates, five fingers on each hand” (no, è una caratteristica dei mammiferi”), "like an asteroid falling down to earth" (urca! per fortuna … no!); “she's the ‘Mona Lisa’ of fossils”; “she answers all of Darwin's questions about transitional fossils” (ullallà!); "something that the world has never seen before" (corretto … ma abbastanza banale …). 
Il fatto che molte di queste frasi “esagerate” si leggano già nel documento (anche questo denominato “The link”) preparato dal museo di Storia Naturale dell’Università di Oslo lascia davvero MOLTO perplessi e assolve quindi i giornalisti che se le sono trovate pronte e le hanno usate.

Comunque, per chi vuole le notizie corrette (a parte qualche errore di spelling incredibilmente non coretto nella fretta - poco darwiniana - di pubblicare...), c’è l’articolo scientifico di 17 pagine pubblicato su PLOS One, decisamente più pacato (“Complete Primate Skeleton from the Middle Eocene of Messel in Germany: Morphology and Paleobiology”) che fornisce online anche le fotografie originali ad alta risoluzione, come questa dell due parti speculari delo scheletro che è davvero strepitosa.
Per chi volesse inoltre partecipare alla discussione, se ne parla nel blog
Pharyngula (PZ Myers è abbastanza sconvolto dalle iperboli iperboliche usate, che rischiano di far sottovalutare altre importanti scoperte). Se ne parla anche nel blog Laelaps (Poor, poor Ida, Or: "Overselling an Adapid"), dove si mostrano anche alcune serie perplessità su un aspetto davvero importante: la modalità di posizionamento del reperto, modificando l’attuale filogenesi dei primati (“By moving the adapids into the haplorrhine group they can then make the claim that anthropoids evolved from the adapid stem and not tarsiers or omomyids. The problem is that they are using just one genus, Darwinius, to change the placement of an entire group without using any cladistic analysis! This is not good science.”).  Su Laelaps si fa notare anche un dettaglio davvero sconcertante: sono sbagliati gli spelling di Strepsirrine e Aplorrine (questi errori nell’articolo han fatto venire un terribile dubbio anche a me!!); certo il latino e il greco creano sempre seri problemi agli anglofoni e probabilmente anche ai norvegesi, ma i referee e i revisori delle bozze di PLOS dovrebbero vigilare e non emozionarsi così facilmente ….!

Pochi sanno, a questo proposito, che si è da poco conclusa a Seattle (con un successo non eccezionale, tanto che hanno dovuto interromperne il tour attraverso i diversi musei USA) la mostra creata attorno al reperto fossile di Lucy (un Australopithecus afarensis molto ben conservato di 3.5 milioni di anni fa) che, per la prima volta negli USA,  avrebbe dovuto circolare ancora per qualche anno per i diversi musei paleoantropologici statunitensi: “They Didn’t Love Lucy“ scrive purtroppo il NYT…, per cui era noto in questi mesi che negli USA i fossili non facessero più accorrere il pubblico come ai tempi in cui Johanson la scopri nel 1974.

Molto critico e ironico anche il post (“Darwinius: It delivers a pizza, and it lengthens, and it strengthens, and it finds that slipper that’s been at large under the chaise lounge for several weeks…”) sul blog The Loom di Carl Zimmer, che mette in evidenza anche gli errori di ortografia “tassonomica” (se di questo si tratta) presenti in questo banale schema – chiamato dagli autori cladogramma - che non considera gli altri generi di Adapidae. Molte sono le perplessità che si leggono nel blog Panda’s Tumb, che riferisce delle obiezioni di Laelaps.

Interessante notare come la redazione di PlosOne abbia pubblicato un articolo (“Introducing Darwinius masillae”) in cui si racconta di come si sia arrivati alla pubblicazione; qui fanno perfino notare come non abbiano apprezzato la decisione degli autori, o dei loro consulenti mediatici, di puntare sull’”anello mancante” come principale chiave di lettura e interpretazione di questo importantissimo reperto fossile (“Although much of the coverage describes this fossil as a “missing link”, it is important to bear in mind that this term is, perhaps, a misnomer—evolution proceeds via incremental changes, and the fossil record of each change is inevitably incomplete.”).

Se ne parla anche su Science in un articolo  (“"Revolutionary" Fossil Fails to Dazzle Paleontologists”) in cui Ann Gibbons raccoglie anche pesanti critiche da parte di colleghi (solo invidiosi?): “They point out that Hurum and Gingerich's analysis compared 30 traits in the new fossil with primitive and higher primates when standard practice is to analyze 200 to 400 traits and to include anthropoids from Egypt and the newer fossils of Eosimias from Asia, both of which were missing from the analysis in the paper”, "There is no phylogenetic analysis to support the claims, and the data is cherry-picked", "Their claim that this specimen should be classified as haplorhine is unsupportable in light of modern methods of classification", “by describing the history of anthropoids as "somewhat speculatively identified lineages of isolated teeth,"the PLoS paper dismisses years of new fossils”, "They've ignored 15 years of literature". Sembra quindi che sia stata posta grande cura nella preparazione mediatica dell’evento e un po’ meno nell’approfondimento dei dati che dovrebbero dimostrare almeno le affermazioni più serie che vengono fatte nell’articolo.  
Della scoperta si accenna anche in un articolo su Skynews in cui si cerca di aggiornare i  lettori sulle novità del rapporto fra la chiesa cattolica e la teoria dell’evoluzione: “
Darwin's Unhappy Relationship With Religion”. Non sembra comunque che ci siano notizie fresche.

 

19/5/09-IT

·         Sembra che per la direzione di RAI1 sia in corsa un vero esperto antievoluzionista; era infatti riuscito a soffiare il posto previsto per il direttore del TG5 in occasione della presentazione, alla fine di novembre del 2007, in un’università pontificia e insieme ad un paio di cardinali, di un libro contro l’evoluzione biologica scritto da R.AIberoni, che si autodefiniva con grande sincerità .. ignorante e nemmeno interessata ai fatti che criticava nel libro. Qui il famosissimo video (ormai scomparso da YouTube) con il futuro direttore al tavolo della presidenza.
Le università italiane potranno valutare quanto sia considerato il ruolo della scienza nel nostro paese.

 

18/5/09-IT

·         Si terrà ad Erice del 4 al 7 giugno un importante workshop  (“The Primate Mind ) sull’etologia dei primati: “THE PRIMATE MIND: BUILT TO CONNECT WITH OTHER MINDS” . Qui il Program Schedule e qui la lista degli oratori. Organizzatori sono GPF Ferrari e F.De Waal.

 

17/5/09-USA

·         Un’occasione davvero eccezionale : poter leggere la traduzione italiana, pubblicata sulla rivista web dei protestanti (ICN-NEWS), di una  Dichiarazione Generale sulla Creazione pubblicata nel 2000 da una commissione dell’American Scientific Affiliation (ASA),  un'associazione di scienziati americani dichiaratamente cristiani votati alla fedeltà alla Parola di Dio e alla piena integrità nello svolgimento della professione scientifica”.
E’ davvero impressionante leggere un documento di fonte religiosa in cui la preoccupazione per la ”verità” sembra lasciare spazio ad sano (ma soprattutto confuso) relativismo.
Nella presentazione del documento si precisa l’obiettivo “Questo documento sintetico è una buona piattaforma iniziale per studiare le varie posizioni nel cristianesimo americano di fronte ai risultati della Biologia evoluzionista contemporanea di matrice darwiniana”. Anche se poi si aggiunge quello che si rivelerà un ulteriore (non necessario e non dimostrato) relativismo: “Non tutte le sfumature presenti in America risultano significative fra i teologi e i credenti europei
”, in realtà si sa che in Europa non solo fra i protestanti ma anche fra i cattolici, è facile trovare, anche se non lo si ammette, idee altrettanto eterogenee se non contradditorie (le opinioni infatti vanno da quelle estreme dei creazionisti biblici USA del Kolbe Center for the study of creation a quella del darwinista P.George Coyne - solo per rimanere nell’ambito dei religiosi). Come sa chi si aspettava qualche chiarimento dal convegno organizzato ai primi di marzo all’Università Gregoriana, non sono arrivati chiarimenti ma solo la dimostrazione di una notevole eterogeneità, anche se forse minore di quella clamorosa presente nei protestanti, come evidenziato da questo documento del 2000.
Per invogliare a leggerlo (o a non leggerlo) basta far notare che (per non mettere in imbarazzo nessuno …) la dichiarazione generale sul creazionismo è seguita da altre dichiarazioni che definiscono accettabili  sia l’origine recente (6000 anni fa) che l’origine antica (4.5 miliardi di anni fa) della terra!
Ma non basta: per chi volesse essere meno conservatore sono previste ulteriori opzioni altrettanto accettabili nonostante siano razionalmente [che problema c’è?] incompatibili con le precedenti: c’è poi la possibilità di credere nell’evoluzionismo teistico e perfino (per coloro che insitono a non crederlo nato da un imbroglio informatico) nel “Disegno Intelligente” (no, non c’è da stupirsi … W.Dembski, uno dei sui maggiori sostenitori, è fra gli autori di questo documento…). Sembra quindi di capire che ogni ipotesi, purchè senza basi scientifiche, sia accettabile. Davvero imbarazzante…

Sarebbe interessante sapere l’opinione su questo relativismo teologico dei pastori protestanti evoluzionisti e neodarwiniani raccolti nel Clergy Letter Project, ma il loro sito web non aiuta molto i curiosi … e non si riesce a scoprirlo.

·         Comunque anche in Italia si po’ trovare talvolta una simile confusione negli ambienti cattolici, ultimamente indirizzati poco o confusamente.
Su questo sito web cattolico (“Intervento”) è evidente come l‘anniversario darwiniano sia stato sia festeggiato che demonizzato; forse solo il tipografo ha avuto il coraggio di mettere i quattro interventi (123 - 4) l’uno a fianco dell’altro…!
Ovviamente quello più sconcertante è quello autorevolmente firmato “vicepresidente del CNR”, se non altro per la responsabilità che ha anche verso il progresso scientifico del paese [e per i problemi che crea al presidente quando organizza convegni creazionisti].
La frase che si legge nel suo intervento “
Malgrado molti evoluzionisti ammettano il fallimento del darwinismo, non mancano i cattolici che accettano come scientifica la teoria dell’evoluzione” non è nuova, ma rimane sempre agghiacciante, anche come monito a chi in Vaticano ha la “sfrontatezza”, come ha fatto mons.Ravasi, di organizzare convegni su Darwin senza invitare i creazionisti “esperti” o a chi  scrive, appena prima del suo, un articolo a favore di Darwin su una rivista cattolica integralista.

 

17/5/09-IT

·         Verranno premiati oggi alla Fiera del Libro di Torino i vincitori di un concorso, «L'evoluzione continua», quinta edizione del premio nazionale di scrittura dell'editrice Zanichelli, nel 150° anniversario dalla fondazione. Il successo dell’iniziativa è verificabile dal numero dei partecipanti (6000) ma anche dalla presenza fra i 7 vincitori e fra i 184 segnalati di ragazzi con nomi e cognomi che dimostrano l’importanza e l’utilità della biodiversità umana.  Impressionante anche sfogliare le 184 opere segnalate, tutte indicative di un approccio ai problemi evolutivi ben più sereno e razionale, ma soprattutto meno problematico e preoccupato di come spesso appare su molti quotidiani.

 

16/5/09-VA

·         Ancora silenzio e buio quasi pesto (interrotto solo da qualche saetta che ha fulminato qualche audace contestato) sul convegno sull’evoluzione tenutosi ai primi di marzo all’Università Gregoriana (“EVOLUTION: FACTS and THEORIES).
Qualche tempo fa è comparso un resoconto del convegno sul sito web più autorevole sui problemi del rapporto fra Scienza e Fede, il sito del progetto DISF, preannunciato nella newsletter ma senza una data precisa (se non l’indicazione che è l’”editoriale di aprile”). Quello che lascia perplesso è l’autore di questa relazione che don TanzeIIa Nitti definisce “
un breve ma completo resoconto”, forse dimenticando quali fossero le aspettative espresse da P.Leclerc, organizzatore del convegno. L’editoriale con la relazione di questo importante convegno su Darwin, da cui tutti si aspettano di sapere la posizione della Chiesa su un problema centrale della biologia attuale … viene affidata dal sito DISF (Documentazione Interdisciplinare in Scienza e Fede)  a uno studente della laurea specialistica in ingegneria aerospaziale …  che “ha intenzione di dedicarsi completamente al cielo” … più che alla biologia evoluzionistica.
Forse per questo motivo la sua frase “
In merito al suggerimento dello scienziato gesuita di ridefinire il paradigma scientifico sono state avanzate forti riserve, non inattese ed inevitabili sembra far capire che sia stato L.Galleni, forse per la prima volta, a contestare Teilhard de Chardin.
Se è successo che qualcuno abbia avanzato invece riserve verso L.Galleni, la situazione sarebbe più preoccupante … ma lo si saprebbe già

 

15/5/09-IT

·         Oggi alla Fiera del libro di Torino: “Siamo solo molecole? Tra scienza e fede, Darwin oggi e domani”.  [A proposito di Francisco Ayala: “Dono di Darwin alla religione”, Jaca Book; Valter Danna-Alberto Piola: “Scienza e fede: un dialogo?”, Effatà] con Ugo Amaldi, Michele Luzzatto, mons. Luciano Pacomio

·         Si svolgerà dall’1 al 4 ottobre 2009 il XVIII Congresso dell' Associazione  Antropologica Italiana. Scadenza per l’iscrizione e l’invio dei contributi è il 30 maggio. Tema del convegno è “Evoluzione e biodiversita' umana: la storia naturale dell'uomo 200 anni dopo Darwin”.  Programma. Oggi è stata diffusa la seconda circolare.
Gli oratori previsti per la main lectures sono:

·   Spencer Wells, Genographic Project: "Deep Ancestry:  Inside the Genographic Project"

·   Guido Barbujani, Università di Ferrara

·   Jean-Jacques Hublin, Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology

·   Giulio Barsanti, Università di Firenze

Il 4 ottobre ci sarà anche una Tavola Rotonda post-convegno: Il ruolo delle collezioni dei Musei Scientifici nella ricerca antropologica

 

15/5/09-USA

·         [da NCSE] La fine della legislatura ha portato a morte naturale due leggi contro l’insegnamento della teoria dell’evoluzione in Alabama (House Bill 300) e  Missouri (House Bill 656).

 

14/5/08-USA

·         Nel sito del blog “Uncommon Descent” del Discovery Institute compare oggi un’intervista (“Interview with Turkish Darwin doubteral famoso creazionista turco autore di decine di libri antievoluzionisti. Giustamente gli viene posta anche una domanda su cosa lui pensi dell’Intelligent Design; pur di fronte ad una evidente mancata risposta, l’intervistatore non insiste. Probabilmente si accontentava di quanto compariva in una recente intervista allo Spiegel (23/9/08: “All Terrorists Are Darwinists”; assurdo il titolo …) da cui si capisce come non apprezzi affatto nemmeno i sostenitori dell’Inteligent Design: “I find the concept of intelligent design rather dishonest. … . The followers of intelligent design should openly and clearly declare the existence of Allah as the Creator.” Da notare il lungo dibattito sollecitato dall’intervista.

 

14/5/09-DE

·         Ogni tanto qualche scoperta vera fatta da ricercatori veri ci ricorda come l’evoluzione, anche quella culturale umana, è continuamente documentata da migliaia di dati che spesso ci ricostruiscono un panorama coerente. Nell’ultimo numero di Nature si parla di una scoperta non del tutto coerente con quello che si conosceva fino a ieri: la scoperta di una figurina femminile in avorio di mammuth risalente alle prime fasi dell’Aurignaziano (35.000 anni fa) anticiperebbe infatti di ben 5000 anni la prima comparsa di figurine femminili scolpite in avorio. Qui l’articolo (“A female figurine from the basal Aurignacian of Hohle Fels Cave in southwestern Germany”) a cui si aggiunge un video che evidenzia anche la rappresentazione esagerata dei caratteri sessuali secondari, come spesso avviene in queste prime rappresentazioni di figure femminili a tutto tondo.
Nature ha oggi anche un altro articolo (“Origins of the female image”) che inquadra la scoperta nelle conoscenze attuali.
Per chi volesse vedere altri video prodotti da Nature, puo’ collegarsi con il canale video di Nature su YouTube.

 

14/5/09-IT

·         [da Pikaia] Giovedì 14 maggio, alle 18.30 si terrà al Museo di Storia Naturale di Milano il penultimo incontro per quest’anno degli Happy Hour Evoluzionistici. Il relatore sarà la prof. Cristina Cattaneo (Università degli Studi di Milano), che ci parlerà delle applicazioni pratiche delle scienze naturali, con particolare riferimento all'ambito della criminologia. Si ricorda di prenotare (02/88463337).

·         Questa sera a Sedriano (MI) , nell'ambito del Maggio Culturale Comunale giovedi' 14 maggio ore 21 in Auditorium Scuola Media Luca Novelli presenterà il suo libro per ragazzi "In viaggio con Darwin". Luca Novelli è un grande divulgatore scientifico e in questa serata illustrerà il suo libro dedicato al mitico viaggio intrapreso da Darwin prima di scrivere "L'evoluzione della Specie". Luca Novelli ha intrapreso un viaggio nell' America del Sud, toccando le tappe che il Giovane Darwin toccò tra il 1831 e il 1836

·         Martedi’ 19 maggio a Pavia al Collegio Cairoli un dibattito con E.Boncinelli sul Disegno Intelligente. Per chi volesse prepararsi, qui ci può abbeverare alle fonti, scoprendo come anche i profeti dell’ID ne hanno un’idea davvero poco seria; per loro stessa ammissione non si baserebbe su altro che dubbi e riflessioni talmente deboli che anche l’astrologia rientra tranquillamente fra le scienze (“Domanda: Under your definition, the definition that sweeps in intelligent design, astrology is also a scientific theory, correct?”. Risposta di Behe: “Yes, that's correct”). [Cosa vogliamo di più?]
Chi volesse approfondire ulteriormente, capirebbe che questa tragica conclusione è una logica conseguenza di un’interpretazione moooolto elastica del metodo scientifico e del potere di una ragione che non ha più bisogno della verifica sperimentale. Che l’ID non sia altro che creazionismo riverniciato (e che questo è avvenuto nel 1987) … non c’è alcun dubbio, come ha dimostrato (a spese dei creazionisti riverniciati …) il processo di Dover/Harrisburg.
Come raccomanda Pikaia in questi giorni … guardiamoci lo splendido film sul processo
Judgment Day: Intelligent Design on Trial.

 

13/5/09-K

·         Sul Guardian un articolo racconta di un dibattito su Darwin e la religione (“Did Darwin Kill God?”) avvenuto in un luogo davvero eccezionale, nell’abbazia di Westminster, a pochi passi dalla tomba di Darwin. Hanno partecipato alla discussione Steve Jones, Nancy Rothwell, Denis Alexander e Robert Winston. Alla domanda della moderatrice su chi fosse evoluzionista e religioso, quasi tutta la platea ha alzato la mano. Sembra che sul dibattito aleggiasse, oltre a Darwin, anche Dawkins che sulla questione ha da tempo opinioni ben precise, confortate anche dal notevole successo del suo libro “L’illusione di Dio”. Qui un commento sempre sul Guardian: “If Darwin has really killed God, when was the funeral?

 

13/5/09-IT

·         A Padova fino al 12 giugno sarà aperta una Mostra su Darwin, a cui si acompagnano incontri per presentare Darwin e il dibattito attuale su una scoperta che ancora oggi a qualcuno sembra sconvolgente e incompatibile con le idee che ha ricevuto da persone certamente non competenti anche se ritenute credibili. Strano. Oggi nessuno penserebbe di consultare un fisico per risolvere problemi di cuore. In alcuni settori invece si pretende che gli altri pensino che la competenza sia un optional.

 

12/5/09-USA

·         [da Panda’s Thumb] Un nuovo sito web con materiale didattico sull’evoluzione biologica, gestito da Ryan Gregory, responsabile del blog Genemicron. Il sito è Evolver Zone ed è in costante sviluppo. Per ora ci sono online databases, software,  teaching resources e multimedia. Non manca uno sfondo per desktop con la faccia di Darwin, adatto per gli antievoluzionisti, che possono trarre utilità dall’avere alcuni neuroni ripetutamente (anche se involontariamente) stimolati dalle immagini dei testi di alcune delle sue riflessioni.

 

11/5/09-USA

·         Sul blog Panda’s Thumb si cita e si sintetizza un recente articolo (15/4/09: “The non-epistemology of intelligent design: its implications for public policy)  di Barbara Forrest, la fiilosofa della scienza che ben consoce i profeti dell’Intelligent Design USA (e che ha svelato i loro trucchetti; è stata lei ad esempio a fare un grafico che dimostra come, grazie a Word, in pochi mesi l’intelligent Design ha cercato di far dimenticare il vecchio creazionismo ormai screditato, semplicemente sostituendo un termine con l’altro …)

Intelligent design creationism (ID) is a religious belief requiring a supernatural creator’s interventions in the natural order. ID thus brings with it, as does supernatural theism by its nature, intractable epistemological difficulties. Despite these difficulties and despite ID’s defeat in Kitzmiller v. Dover Area School District (2005), ID creationists’ continuing efforts to promote the teaching of ID in public school science classrooms threaten both science education and the separation of church and state guaranteed by the U.S. Constitution. I examine the ID movement’s failure to provide either a methodology or a functional epistemology to support their supernaturalism, a deficiency that consequently leaves them without epistemic support for their creationist claims.”

 

11/5/09-DE/UK

·         Uno spettro si aggira per l’Europa e per il mondo: sta circolando la notizia che avrebbero scoperto una specie fossile di circa 40 milioni di anni fa che viene addirittura proposta come “missing link” [ma pensa un po’] fra l’uomo e le scimmie [addirittura!]. Questa notizia, partita dalla Germania o dall’Inghilterra, sembra abbia mandato in confusione molti quotidiani italiani, che ripetono notizie che comunque sono già comparse sulla stampa estera. Per chi volesse capirne di più, qui  (“Is a new adapid a “Missing Link”?”) c’è il tentativo di inquadrare correttamente la notizia, cioè la scoperta in Germania di un fossile di Adapide (antenato delle attuali strepsirrine (le forme più arcaiche dei primati); la scoperta non sembra ancora comparsa su alcuna rivista scientifica, ma dovrebbe costituire un richiamo per un nuovo video di D.attemborough, famosissimo e serissimo documentarista inglese.
Davvero deprimente vedere quanti quotidiani italiani (fra cui anche Repubblica e il Messaggero (che addirittura ospita un penoso “dibattito” con opinioni che dimostrano come non siano bastati 230.000 visitatori alla mostra romana su Darwin per convincere 60 milioni di italiani – per fortuna la mostra sarà riproposta a Milano del 4/6/09 e poi a Bari) riportano – male – questa notizia.
C’è certo ancora molto lavoro da fare per chi vuole insegnare a capire l’evoluzione biologica ed umana; è sconcertante verificare con che facilità  circolino notizie errate o imprecise, ma consola vedere come finalmente compaiano lettori a cui dispiace verificare l’esistenza di tanta ignoranza presuntuosa … e reagiscono.

[Possiamo solo sperare che l’antropologia, lo studio biologico della nostra specie, non diventi lei l’anello mancante in una formazione culturale che ormai incredibilmente la esclude da quasi tutte le lauree triennali nei prossimi ordinamenti didattici universitari, compresi quelli che si occupano di insegnare l’evoluzione biologica, come se l’evoluzione umana non fosse indispensabile per la comprensione di un processo che coinvolge ovviamente anche la nostra specie].

 

11/5/09-IT

·         Forse sarà l’effetto dell’anno darwiniano, ma anche il tentativo di un antievoluzionista di destra (vedi qui sotto in data 3/5/09 la sua lettera al direttore di VareseNewsDarwin e il razzismo”) di usare le lettere al direttore del giornale di Varese per accusare ingiustamente Darwin di razzismo ha suscitato molte lettere di protesta che hanno costretto l’antievoluzionista a chiarire che non ce l’aveva tanto con Darwin razzista (!?) ma con gli illuministi razzisti (il 10/5/09: “Nell'illuminismo le radici del razzismo”)!
Purtroppo non erano mancate altre accuse a Darwin, che sono state subito respinte al mittente da altri lettori che hanno ulteriormente commentato la sua lettera accusandolo di parlar male di Darwin senza nemmeno averlo letto. Non sono mancate comunque lettere di appoggio di qualcuno che non si ricordava di chi aveva conquistato dell’America; né si ricordava come…

·         Ancora una lettera al direttore di Varese News contro l’antievoluzionista Ruggiero; questa volta a scrivere è il Presidente dell’Academia Philosophiae Naturalis Scientia Et Ratio di Varese, che gli ricorda come non siano certo stati gli illuministi a rovinare un mondo pacifico: “le documentazioni storiche non mancano. I testi più famosi del mondo che codificano, addirittura in nome del "cielo", razzismo, schiavitù, sessismo, colonialismo, imperialismo e xenofobia, nonchè rigida divisione in caste e classi sociali stabilite per nascita, sono: i Veda, la Bibbia e il Corano. Tutti testi molto pre-XVII° secolo e decisamente anti-illuministici”.

 

8/5/09-IT

·         [Padova News] Padova: oggi alle ore 17.00 in Aula Emiciclo dellOrto Botanico, via Orto Botanico 15, Giorgio Manzi, Università di Roma La Sapienza e Direttore del Museo di Antropologia G. Sergi, presenter la relazione “L’evoluzione umana ai tempi di Darwin e oltre: una storia al plurale”.
L'incontro successivo si terra' martedi' 19 maggio alle ore 17.00, sempre nell'Aula Emiciclo dell’Orto Botanico. Relatore della giornata sara' Telmo Pievani, dell'Universita' di Milano Bicocca, che terra' una relazione dal titolo “1809 2009 Abbiamo ancora bisogno di Darwin?”.
L’ultimo incontro del ciclo di conferenze invece si terra' mercoledi' 27 maggio. Sara' presente Alessandro Cerutti, dell'Universita' di Torino, con un intervento dedicato a “La sfida e l’arte di insegnare l’evoluzione”.

·         [da Umbria.city.it]  A Perugia in questi giorni si terrà la Perugia Science Fest, all’interno della quale si svolgeranno iniziative dedicate a Darwin e alla teoria dell’evoluzione. Per esempio il 10 maggio alle 16:30 alla libreria Feltrinelli si discuterà di un libro (“Compagno Darwin”) che fa talvolta riferimento a questa rassegna stampa.

 

8/5/09-USA

·         [da NCSE: “Verdict against critic of creationism] Sembra proprio che negli USA a scuola non si possa criticare il creazionismo nemmeno in California; definirlo "superstitious nonsense" è costato ad un insegnante, denunciato da uno studente, la condanna (“The Court cannot discern a legitimate secular purpose in this statement, even when considered in context. The statement therefore constitutes improper disapproval of religion in violation of the Establishment Clause of the First Amendment”.

 

7/5/09-USA

·         L’NCSE sta espandendo la sua presenza su Facebook; ora una pagina web si aggiunge al gruppo già esistente, con 3250 componenti.

 

7/5/09-UK

·         Sempre intrigante e entusiasmante (in attesa che nuovi reperti confermino i precedenti) la discussione sui reperti scheletrici di miniuomini con minicervello trovati sull’isola di Flores in Indonesia. Oggi se ne parla in due articoli su Nature, presentati nell’editor’s summary (“The Flores bones: primitive hominin retentions or insular dwarfing?”): “The foot of Homo floresiensis” e “Insular dwarfism in hippos and a model for brain size reduction in Homo floresiensis”. Un commento su tutto in “Palaeoanthropology: Homo floresiensis from head to toe”.  

 

6/5/09-VA

·         Nel sito cattolico SRM, che segue i problemi del rapporto fra scienza e fede, si conclude con la terza parte (“L'equilibrio della biosfera, Teilhard de Chardin e una creazione in divenire”) una serie di interviste realizzate da P.Centofanti a L.Galleni, uno dei consulenti del progetto STOQ e uno degli organizzatori del convegno organizzato a marzo dall’Università Gregoriana, uno dei pochi davvero convinto che le teorie darwiniane siano totalmente coerenti anche con il magistero della Chiesa. Anche se in realtà del convegno sembra dica poco, è uno dei pochi che comunque racconta qualcosa dopo che è evidente come sul convegno sia calato un silenzo mediatico a dir poco sconcertante e forse anche preoccupante; preoccupa che ci siano contrasti su un problema così centrale nel rapporto fra scienza e teologia; e la teologia è chiaramente in difficoltà, non potendo impedire che molti ricordino una frase di GP2 del 1996  (“la verità non può contraddire la verità”) e un’altra di mons.Ravasi del 2005 (“Le critiche alla teoria evoluzionistica non spettano assolutamente ai teologi. E‘ un settore che non li riguarda … Compito dei teologi è solo cercare la verità attraverso lo spirito”), due frasi che riguardano proprio il modo di affrontare il tema dell’evoluzione, superando ignoranze, ma soprattutto paure, secolari.
Dell’intervista di Galleni ci sono anche due spezzoni video nel canale di YouTube di SRM.
Nello stesso sito si riportano anche alcuni articoli recenti tratti dall’Osservatore Romano su problemi scientifici, ma sembrano poco argomentati e anche poco convincenti, forse perchè basati su atti di fede, come già si capisce dai titoli (“
La direzione finale del cosmo” e “Il cervello non spiega chi siamo”) e da alcune frasi poco rispettose del metodo scientifico (che non si basa certo sulrifiuto sistematico di ogni causalità finale” (?) o sulla “esclusione sistematica di ogni finalità naturale”).     

 

5/5/09-IT

·         A Ferrara il 20/5 alle 21 presso il museo civico di Storia Naturale ci sarà un dibattito sullo spinoso tema della razza, con G.Barbujani, A.Mornign e S.Mazzotti: “La natura della razza”. Sappiamo tutti quanto il tema richieda discussioni e chiarimenti, e in particolare in quest’anno in cui si commemora il bicentenario di Darwin. E’ incredibile scoprire che molti non sanno che Darwin spesso usava il termine “razza” per indicare una “specie”; peggio comunque è trovare ancora chi attribuisce a Darwin delle responsabilità sulle degenerazioni avvenute nel ‘900; forse si dimentica che le stesse persone che lo accusano di razzismo non sopportano che Darwin abbia spiegato come la nostra specie sia imparentata con tutte le specie di primati… 

 

4/5/09-IT

·         Si è concluso oggi a Venezia (con il dibattito “Darwin oggi: Il punto sui meccanismi dell’evoluzione biologica”) il convegno su Darwin e l’evoluzionismo organizzato dall’UNESCO (“BASIC ISSUES IN EVOLUTION”). Qui gli abstracts.

Sempre l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, che ha ospitato questo convegno internazionale, organizzerà a Venezia  per Giovedì 7 Maggio 2009 alle 17:30 unh dibattito (“Prime popolazioni umane dell'Europa”) con Guido Barbujani e Giorgio Manzi.

·         Ottime notizie dall’ADNKRONOS anche sulla mostra di Roma “Darwin 1809/2009”: “Sono stati 121.401 le persone che hanno visitato 'Darwin 1809 -2009', la mostra che si e' chiusa ieri al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Affollatissimi, sempre tutto esaurito, anche gli incontri del mercoledi' pomeriggio che ruotavano intorno alla figura del padre dell'evoluzione della specie.”

 

3/5/09-IT

·         Buone notizie da Varese: suscita reazioni il tentativo di approfittare di una “lettera al direttore” del quotidiano on line VareseNews da parte di un candidato sindaco di un paese del varesotto, che dirige un circolo di destra per far circolare anche qui un’assurda accusa a Darwin di razzismo [ma Darwin non era quello che faceva e fa tuttora inorridire i benpensanti dimostrando come sia assolutamente certo che siamo imparentati con le scimmie..? Un po’ di coerenza, per favore…]; due lettori infatti reagiscono oggi vivacemente: Darwin sta al razzismo come l'elettricità alla sedia elettrica e In difesa del darwinismo. 

·         Piuttosto sconcertante e deprimente (e anche poco coerente con il contenuto), il titolo (“Alternative al fondamentalismo darwinista”) di un articolo scritto per l’Occidentale da un medico pediatra che semplicemente informa dell’esistenza anche dei meccanismi epigenetici. Non si capisce dove sia e chi sia il colpevole di un fiondamentalismo a cui nemmeno accenna. Nello stesso articolo si ripete spesso l’esistenza di una stretta parentela non solo fra lo scimpanzè e il topo, ma anche fra l’uomo e lo scimpanzé, confermando due informazioni che i biologi ben conoscono ma che gli antievoluzionisti aborriscono…
[Sappiamo che molti leggono solo i titoli degli articoli, ma qui sembra che la redazione esageri un po’…]

 

2/5/09-USA

·         Sembra che dal sito dei webcast dell’American Climate Choices (delle National Academies) si possa seguire (in streaming?) il convegno del Panel on Adapting to the Impacts of Climate Change, che si terrà il 4/5 maggio. Nella stessa pagina sono scaricabili i video del Summit on America's Climate Choices
March 30-31, 2009
, in podcast e in video. Si possono anche scaricare i PDF di un paio di libretti:
Understanding and Responding to Climate Change e  Ecological Impacts of Climate Change. Sarebbe molto importante che fosse molto più chiaro e conosciuto il concetto che viene documentato nel secondo libretto: i cambiamenti climatici sono osservabili non solo (è ovvio) nei cambiamenti nel clima, ma anche nei meccanismi di adattamento osservabili sia in animali che in piante. I più evidenti sono i cambiamenti di areale, meccanismi con un’inerzia spesso maggiore dei cambiamenti, ad esempio,  dei parametri fisici (temperatura, umidità)    

 

2/5/09-UK

·         Nell’ultimo fascicolo di Nature in un articolo “Climate crunch: A burden beyond bearing  (PDF) si sospetta seriamente che siamo ancora troppo ottimisti, e quindi inattivi di fronte a un panorama piuttosto allarmante degli effetti futuri dell’incremento dei gas serra (“The climate situation may be even worse than you think. In the first of three features, Richard Monastersky looks at evidence that keeping carbon dioxide beneath dangerous levels is tougher than previously thought”). Sullo stesso fascicolo altri due articoli sul riscaldamento globale (“Warming caused by cumulative carbon emissions towards the trillionth tonne” e “Greenhouse-gas emission targets for limiting global warming to 2 °C”). Se ne parla su Repubblica. 

 

1/5/09-IT

·         Quattro premi Nobel per ricordare Darwin: Con la partecipazione di quattro premi Nobel per la Medicina, si svolgerà a Venezia dal 2 al 4 maggio prossimi l'unico evento in programma in Europa tra quelli organizzati dall'Unesco per celebrare il duecentenario della nascita di Charles Darwin: «Basic Issues in Evolution» . Programma. 4 maggio: Web Conference dalle 13.30

 

1/5/09-USA

·         [da Science] Science pubblica un  importante articolo che illustra la ricerca, coordinata da Tishkoff, sulla storia delle popolazioni africane  (“The Genetic Structure and History of Africans and African Americans”). We studied 121 African populations (3194 Africans), 4 African American populations, and 60 non-African populations for patterns of variation at 1327 nuclear microsatellite and insertion/deletion markers. We identified 14 ancestral population clusters in Africa that correlate with self-described ethnicity and shared cultural and/or linguistic properties”.
Sempre sullo stesso fascicolo un commento di Ann Gibbons  (“Africans' Deep Genetic Roots Reveal Their Evolutionary Story”) accompagna l’articolo.
Certamente nessun ricercatore ha dei dubbi sul continente di origine dell’Homo sapiens … possiamo sperare che su questo concordi anche chi ha una certa resistenza ad accettare che, come già non ebbe dubbi Linneo qualche secolo fa, anche l’Homo sapiens sia un primate con antenati comuni con le attuali antropomorfe, antenati vissuti circa 6 milioni di anni fa. Anche su questo i ricercatori non hanno dubbi.
Per adeguarsi all’idea si può cominciare a riconoscere che l’Homo sapiens è comparso in Africa e da lì si è diffuso (non sempre volontariamente) in tutti i continenti. Grandi migrazioni sono avvenute anche in Africa, come si sospettava  (“the San bushmen led a major migration throughout Africa, spreading out from their ancient homeland”).
La ricerca ha indagato anche sull’origine degli afro-americani (“These people inherited, on average, 71% of their DNA from ancestors who came from all over western Africa, 8% from other parts of Africa, and 13% from Europeans”).
Discussione e commenti nel blog di Dienekes. 

·         Un altro articolo di Science commemora oggi con soddisfazione (“On the Origin of The Immune System”) uno dei due o tre momenti in cui durante il processo di Dover è stata contestata nel modo più efficace la testimonianza del biochimico M.Behe, favorevole all’Intelligen Design; dopo che aveva sostenuto che non c’erano pubblicazioni sull’origine del sistema immunitario, gli era stata messa a fianco una pila di volumi e di articoli peer-reviewed sull’argomento: il fatto che comunque sostenesse davanti al giudice che erano insufficienti è costato molto caro ai sostenitori dell’Intelligent Design, come il giudice Jones ha evidenziato nella sentenza.
Altre informazioni su questo momento (citato da Science) del processo: pila di libri, testi nel sito dell’NCSE, articolo di Nature nel 2006 (“Immunology in the spotlight at the Dover 'Intelligent Design' trial”).

 


 

APRILE 2009

 

30/4/09-IT

·         [da Pikaia] Giovedì 30 aprile alle ore 14:30 Luigi Luca Cavalli Sforza, professore Emerito della Stanford School of Medicine, terrà un seminario dal titolo "Evoluzione umana biologica e culturale: le interazioni" all'Università di Milano Bicocca.

·         Sembra incredibile, ma l’Intelligent Design, che il Vaticano, nella persona di mons.Ravasi, “ministro della cultura”, ha intenzionalmente (e forse colpevolmente)  tenuto fuori dalla porta del convegno organizzato all’Università Gregoriana in marzo, rientra dalla finestra … e che finestra!
Nonostante le critiche di F.Facchini sull’Osservatore Romano (16/1/06 e 23/11/07) e la  condanna dell’Intelligent Design USA, un fascicolo della rivista cattolica dedicata a insegnanti delle superiori
 (La Nuova Secondaria n.8, 2009, Anno XXVI, pag.45)  pubblica la traduzione di un articolo contro l’evoluzionismo (“Come sopravvivono le falsità”) scritto da J.Wells, uno dei massimi esponenti della Chiesa di Moon e del Discovery Institute (che diffonde negli USA l’Intelligent Design). Questa rivista fa pubblicità all’Intelligent Design USA, che ormai (dopo il processo di Harrisburg/Dover) sappiamo bene come sia il buon vecchio creazionismo biblico, ridipinto in tutta fretta e malamente nel 1987 (“cdesign proponentsists” è l’anello mancante magicamente ritrovato).
Mentre in Vaticano si continua a ripetere che non esiste incompatibilità fra scienza e teoogia, ai piani bassi tutto procede come prima, se non peggio. Saranno i piani alti a doversi adeguare? Il silenzio sul convegno alla Gregoriana lo fa sospettare …
Sarebbe interessante che, se La Nuova Secondaria (con la consulenza dello zoologo  L.Galleni) ha tradotto un vecchio articolo del 2001 di J.Wells, qualcun altro traducesse dal sito del NCSE l’articolo che lo critica e lo smonta:
 Why much of what Jonathan Wells writes about evolution is wrong?”. Anzi, sarebbe meglio che fosse la stessa rivista, per completezza dell’informazione (e della ragione), a pubblicargli accanto la critica puntuale all’articolo (che sintetizza il libro “Icons of Evolution”, dello stesso autore).
Sconcerta anche il fatto che la stessa rivista aggiunga nello stesso numero, a pag.45, un articolo simile (“Che testi usano i tuoi figli?”) critico verso i libri di testo di biologia italiani, scritto da un … dentista responsabile dell’Oss. Permanente sui libri di testo (qui il resoconto del convegno tenutosi al meeting di Rimini nel 2000, con i due rcercatori massimi esponenti dell’antievoluzionismo italiano). Curioso leggere chi raccomandi un nuovo libro di testo di biologia …; ma soprattutto fa venire i brividi (pensando a quel che invece si legge sulle vere riviste scientifiche) verificare che una rivista cattolica dedicata agli insegnanti abbia il coraggio di informarli che
   niente, in paleontologia dimostra la macroevoluzione“ ma anche che    Con sicurezza al genere Homo appartengono due insiemi: Homo sapiens (100.000 anni fa) e Homo neanderthalensis che si pensa abbiano convissuto a lungo”. [Posso assicurare che i creazionisti biblici USA sono ben più aggiornati sui quel che si pubblica sulle riviste scientifiche serie; d’altronde sembra che a Milano e in Lombardia non siano necessari corsi universitari sull’evoluzione umana, forse per non disturbare questi “esperti” della casa editrice La Scuola di Brescia ].
Da notare che la Nuova Secondaria sta dedicando alcuni articoli degli ultimi numeri al problema dell’evoluzione, con editoriali del direttore (“
L’evoluzionismo prima di Darwin” nel fascicolo 6, “L’evoluzionismo darwiniano” nel fascicolo 7 e “L’evoluzionismo dopo Darwin” nel fascicolo 8) e articoli di un esperto come l’antievoluzionista cattolico U.FasoI nel numero 7: “La mutazione e l’evoluzione. Un contributo al dibattito”).

 

28/4/09-IT

·         [da Pikaia] Dal 2 al 4 maggio prossimo si terrà a Palazzo Franchetti, Venezia, il "Simposio Darwin 200 - Basic Issues in Evolution" , risultato della collaborazione tra Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, IUBS (International Union of Biological Sciences) e UNESCO (United Nations Educational Scientific and Cultural Organization).

·         I giornali sono pieni in questi giorni delle notizie sulla comparsa e diffusione di una infezione virale che si sta diffondendo molto velocemente a partire dal Messico. Sembra che ci sia una gran corsa, in quel paese e altrove, all’uso di mascherine per difendersi da questo nuovo virus. Sull’Avvenire si ricorda come l’uso delle mascherine non sia una soluzione adeguata; per fortuna nell’articolo (“Il virus scatena la corsa alle mascherine“) non si sostiene che con questo virus la mascherina possa peggiorare la situazione, ma si ricorda che ci vuole materiale di qualità, che non bisogna badare a spese (“sono efficaci solo quelle di terza categoria: filtro al carbonio e costo da 30 a 60 euro per confezione, trattengono il 90 per cento delle particelle che potrebbero portare il virus”) e che comunque non sono sufficienti … l’articolo fa notare anche la presenza in Messico di “sciacalli”, che sarebbero coloro che vendono le mascherine a 25 volte il loro prezzo.
Per chi volesse rileggersi la storia di una precedente infezione virale con origine dai maiali, comparsa nel 1976 negli USA, puo’ leggersi (gratuitamente on line) il libro “The Swine Flu Affair: Decision-Making on a Slippery Disease”. Il governo USA si organizzò per una battaglia che poi non avvenne ma che permise almeno di realizzare una realistica esercitazione, utile per il futuro.
Per prepararsi individualmente possono essere utili anche questi due libri on line: “Reusability of Facemasks During an Influenza Pandemic: Facing the Flu” e “Preparing for an Influenza Pandemic: Personal Protective Equipment for Healthcare Workers”. Sempre sperando che la autorità sanitarie conoscano questi due altri libri: “The Threat of Pandemic Influenza: Are We Ready?: Workshop Summary” e “Learning from SARS: Preparing for the Next Disease Outbreak: Workshop Summary”.

 

27/4/09-USA

·         Sul blog Mercatornet, S.Liaugminas, presente al convegno alla Gregoriana ai primi di marzo, lo presenta ai suoi lettori  (“Religion and science: “isolation is not an option”). Nell’articolo si cita il ruolo fondamentale della lettera di GP2 a P.Coyne del 1988, per vent’anni quasi dimenticata; si ricordano le parole iniziali del Card.Levada: “Pressed to comment on the debate over creationist theory, the prelate said the Church would not take a stand on a properly scientific issue. "The Vatican listens and learns," he said.”.  Anche nel finale dell’articolo si cita la lettera di GP del 1988, che attribuiva una insolita importanza alla separazione dei ruoli fra scienza e teologia.

[Forse è per questo motivo che nei due mesi successivi non si è più parlato molto del convegno su Darwin alla Gregoriana? Qualcuno non accetta l’autonomia che la scienza e in particolare la biologia e la biologia evoluzionistica si è guadagnata negli ultimi secoli (e che si cerca di negare, subordinandola alla teologia, nei documenti vaticani degli ultimi decenni)?]

 

24/4/09-CH

·         In concomitanza con l'esposizione "Ötzi, l'uomo venuto dal ghiaccio" (brochure)in cartellone al Castelgrande di Bellinzona dal 13 marzo al 28 giugno 2009, la Società ticinese di Scienze naturali propone oggi la conferenza Antropologia forense: tra omicidi antichi e recenti della dottoressa Cristina Cattaneo.

 

22/4/09-IT

·         E’ disponibile in internet il programma della serie di iniziative organizzate l’11 e 12 maggio dall’Università della Sapienza di Roma per festeggiare il bicentenario di Darwin:  La sapienza di Darwin; Incontri darwiniani dal divulgativo allo specialistico”. Programma. Sembra non sia prevista la trasmissione in streaming della iniziative, purtroppo.
Altre iniziative associate:

·         La Bacheca del Beagle – 20 marzo, 11 maggio 2009.

·         Spettacolo teatrale darwiniano presso il teatro dell’Angelo: Io, Charles Darwin, tracce e voci della mia vita – l’infanzia, il viaggio sul Beagle, la teoria dell’evoluzione. Giorni 11-12-13-14 maggio

·         Conferenze didattiche presso le Scuole superiori: alcune delle relazioni tenute durante il convegno potranno essere tenute, su richiesta, nelle Scuole superiori durante l’anno scolastico 2009-2010.

 

22/4/09-USA

·         Un articolo dell’evoluzionista J.Coyne mette in evidenza quello che lui ritiene sia il comportamento ambiguo di alcune organizzazioni professionali USA, come l’NCSE (National Center for Science Education), l’AAAS (American Association for the Advancement of Sciences) e la NAS (National Academy of Sciences) che preferiscono  non sottolineare il contrasto esistente fra scienza e teologia, ma prospettano che “Acceptance of the evidence for evolution can be compatible with religious faith” nonostante si rendano magari ben conto che “Religious faith does not depend only on empirical evidence, it is not necessarily modified in the face of conflicting evidence, and typically involves supernatural forces or entities” (NAS). Spesso queste organizzazioni accettano addirittura che “Attempts to pit science and religion against each other create controversy where none needs to exist” (NAS). Questo Post di J.Coyne viene ripreso e apprezzato da Pharyngula.

 

21/4/09-IT

·         Due conferenze dedicate al tema della biodiversità umana dal titolo Tutti parenti, Tutti differenti avranno luogo a Roma il 21 e il 22 aprile 2009.
L'iniziativa, che si svolge sotto il patrocinio del Comune di Roma, della Provincia di Roma e della Regione Lazio, si colloca idealmente nell'ambito delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Charles Darwin. Nella sua opera sull'Origine dell'Uomo, Darwin avanzò l'idea della fondamentale unità della nostra specie, in quanto avente un'origine comune, contro quanti sostenevano origini e caratteristiche separate delle diverse popolazioni. Ad affrontare questi temi saranno due tra i massimi esperti italiani in materia: il professor Giorgio Manzi - paleoantropologo dell’Università La Sapienza di Roma - parlerà delle origini africane della specie Homo sapiens; e il professor Guido Barbujani - genetista dell’Università di Ferrara - parlerà della diversità genetica tra popolazioni umane.Luogo dell’evento: Piazza del Collegio Romano 4 – Roma (presso il Liceo Visconti)

·         Sta per cominciare a Perugia il Perugia Science Fest, nell’ambito del quale ci sarà una parte dedicate anche a Darwin e alla teoria dell’evoluzione. In particolare la mostra dell’originalissima iniziativa Mini Darwin alle Galápagos

 

20/4/09-USA

·         Su Scientific American di maggio, oltre ad articoli un po’ più angoscianti (Our Planet's Leaky Atmosphere, Could Food Shortages Bring Down Civilization?, How Hackers Can Steal Secrets from Reflections), c’è un articolo (“What Makes Us Human?”) di Katherine S. Pollard che ci aggiorna sugli ultimi risultati dei confronti fra il genoma umano e quello dello scimpanzè, alla ricerca di quei rari frammenti di DNA (forse l’1% del genoma) che caratterizzano la nostra specie.
Sempre sulla stessa rivista un breve articolo di Shermer, direttore di
Skeptic magazine, mette in evidenza una situazione che dovrebbe essere inaccettabile: “The Contradictions between the Creationist Movements”; che ci sia una notevole confusione non è comunque una novità: da tempo esiste un manuale che permette di orientarsi. L’articolo dimostra come ci sono creazionisti che disprezzano chi crede che l’universo sia stato creato 6000 anni fa. Loro infatti credono che questo sia invece avvenuto ben prima, … circa 100.000 anni fa …

·         [da NCSE] Sempre brutte notizie dagli stati del sud. Forse per fare un po’ di confusione e favorire l’approvazione di una legge che abolirebbe l’esigenza di queste certificazioni, l‘ICR (Institute of Creation Research) ha denunciato la Texas Higher Education Coordinating Board per non aver concesso l’autorizzazione a gestire un corso di laurea in … Creation Science. Se ne parla anche su un quotidiano on line (e se ne discute nei commenti…): “Local Creationists Create Mammoth Lawsuit Over State's Refusal to Allow Grad Degrees”.  Pensare che l’ICR si era spostato dalla poco ospitale California progressista per poter fare in pace il loro mestiere di creazionisti … Per chi ha tempo da perdere, qui ci sono le 80 pagine della denuncia.

·         Sul New York Times un’intervista (“From Studying Chimps, a Theory on Cooking”) al primatologo Richard Wrangham sul suo ultimo libro Catching Fire: How Cooking Made Us Human. Come si capisce dal titolo, l’evoluzione umana sarebbe merito soprattutto della cucina (“our large brain and the shape of our bodies are the product of a rich diet that was only available to us after we began cooking our foods. It was cooking that provided our bodies with more energy than we’d previously obtained as foraging animals eating raw food”).

·         Il 4/2/09 il sito web The Pew Forum on religion and public life  ha pubblicato un dossier sul dibattito sull’evoluzione. Alcuni articoli sono davvero interessanti:

·     Overview: The Conflict Between Religion and Evolution

·     The Social and Legal Dimensions of the Evolution Debate in the U.S.

·     Religious Groups' Views on Evolution

·     Graphic: Religious Differences on Evolution (molto interessante!)

·     Evolution: A Timeline

·     Darwin and His Theory of Evolution

·     Fighting Over Darwin, State by State (aggiornamento della situazione)

Nello stesso sito il 17/4/09 è stata pubblicata un’intervista a Francis Collins (“The 'Evidence for Belief': An Interview with Francis Collins”), direttore del Genome Project ma anche cristiano evangelico, sul rapporto fra scienza e religione, che sembra gestire in modo molto originale.

 

20/4/09-IT

·         Sul quotidiano online Il Sussidiario si commenta (“Il moscerino della frutta sfida Darwin. È davvero tutto scritto nel DNA?”) una notizia comparsa il 30/3/09 nel sito web dell’università politecnica di Zurigo, ETH-Life (“DNA isn’t everything”), e che dimostra l’esistenza di meccanismi ereditari di tipo epigenetico, cioè senza modifiche delll’informazione genetica contenuta nella sequenza del DNA trasmesso da una generazione all’altra. Come si dice giustamente nella prima frase dell’articolo, “Non ci sono solo celebrazioni e dibattiti in questo anno darwiniano: ci sono anche scoperte, risultati di ricerche, nuove ipotesi esplicative del fenomeno dell’evoluzione”. Ovviamente questa scoperte scientifiche sono il prodotto di un lavoro di ricerca che deriva da una verifica continua e non ideologica del processo evolutivo che coinvolge tutti gli esseri viventi.

·         In occasione del Natale di Roma, domani l‘ingresso alla mostra "Darwin 1809-2009" sarà gratuito!

 

19/4/09-USA

·         [da Pikaia] L'ultimo numero della rivista Evolution: Education & Outreach contiene un interessante saggio di Ryan Gregory sulla selezione naturale. La selezione naturale rappresenta uno degli elementi fondanti della teoria dell'evoluzione. A dispetto dell'importanza di questo concetto, spesso il ruolo della selezione naturale viene frainteso, così come il concetto stesso di selezione naturale. L'ultimo numero della rivista Evolution: Education & Outreach contiene un interessante saggio dal titolo Understanding Natural Selection: Essential Concepts and Common Misconceptions in cui Ryan Gregory evidenzia, avvalendosi anche di schemi che potrebbero essere utili anche da un punto di vista didattico, come la selezione agisce e perchè la selezione naturale è un concetto fondamentale in biologia evoluzionistica.

 

19/4/09-IT

·         Fa piacere leggere perfino su Libero dei complimenti alla genialità di Darwin. Non capita spesso … Non è bastato nemmeno il bicentenario di Darwin: il 30/3/09 l’hanno “festeggiato” recensendo il libro di un fisico (uno dei pochi creazionisti biblici italiani) che faceva notare come Darwin non avesse risolto 150 anni fa un problema che non si era posto e che ancor oggi non ha una soluzione nonostante il lavoro di qualche scienziato (“Né Darwin né 150 anni di ricerche riescono a spiegare l’origine della vita”).
E’ bastata invece una centenaria, il premio Nobel Rita Levi Montalcini, per far sapere ai lettori di Libero che 
 La figura di Darwin diventa tutti i giorni più importante … È un genio che ha studiato e previsto tutto: dall’origine delle specie, alla genetica. Ai suoi tempi non si conoscevano ancora i geni ma la sua teoria sulle mutazioni dei caratteri è stata confermata dalla genetica moderna. Formidabile!”. D’altronde la domanda della giornalista era certo imprudente: “Quale ritiene sia stata l’influenza di Darwin sulla scienza?”.
Ci saranno rimasti male i lettori del quotidiano che, dal 30/3/09, erano alle prese con il seguente dilemma “se l’origine della vita è il presupposto filosofico e scientifico della teoria dell’evoluzione, allora ci si deve chiedere se questa teoria non sia, in ultima analisi, un colosso dai piedi di argilla”. Quanti avranno in questi venti giorni capito che non era un presupposto… tanto che Darwin ne aveva fatto a meno?

 

18/4/08-IT

·         Anche oggi si svolgono alcune iniziative in occasione del bicentenario darwiniano;

·         a Modena una conferenza “Evoluzione umana: problematiche filosofico-religiose di F.Facchini (“autore di molti libri sul tema dell’evoluzionismo e creativismo” secondo il comunicato stampa dell’università di Modena) organizzata dall’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena e dalla Società dei Naturalisti e Matematici di Modena. Sarà possible seguire la diretta alle 16 dal sito TV dell’università di Modena. Nel sito sono visibili alcune delle precedenti conferenze e si potranno vedere anche le successive (Torroni): Darwinismo e darwinismo sociale (A.La Vergata), Algoritmi evolutivi (S.Invernizzi) e Darwin geologo e paleontologo (C.Papazzoni), un’intera giornata con Darwin a Modena il 21/3/09 

·         a Cervia.(E.Alleva in "A proposito di Charles") dalle 16 alle 16.45 in diretta su Radio3 Scienza.

·         Domani, il 19/4 una giornata su Darwin anche a Lignano Sabbiadoro, al Parco Zoo Punta Verde, dove è stato ricostruito lo studio di Darwin.

·         Nei prossimi giorni anche ad Alghero (dal 20/4 al 15/6)  e a Sassari (dal 23/4 al 22/5) saranno organizzate iniziative per ricordare il bicentenario di Darwin

 

17/4/09-VA

·         Dagli USA giunge una notizia che forse può spiegare almeno uno dei motivi per cui non si parli più molto del  convegno sull’evoluzionismo (“EVOLUTION: FACTS and THEORIES) organizzato nella sede della Gregoriana da alcune università pontificie nell’ambito del programma STOQ.
Prenmessa: responsabile principale dell’iniziativa era stato il “ministro” vaticano della cultura, mons.Ravasi; ragionevolmente (niente di simile si poteva trovare in Italia) aveva coinvolto nella gestione dell’iniziativa l’università cattolica USA di Notre Dame, che si era già fatta “apprezzare” per una posizione decisamente favorevole alla teoria dell’evoluzione (era solita festeggiare anche il Darwin Day, mentre i cattolici italiani e le università vaticane preferivano ostacolare l’evoluzione culturale
festeggiando R.AIberoni) e ostile al creazionismo e al neocreazionismo dell’Intelligent Design; infatti sul loro sito web avevano subito pubblicato una forte critica (“Darwinism and Catholicism should be compatible”) contro l’intervento del Card.Schönborn sul NYT del 7/7/05 (Finding Design in Nature”), molto favorevole alle idee neocreazioniste che caratterizzano l’ID USA; l’intervento del cardinale aveva stimolato anche un articolo molto critico di F.Facchini, pubblicato sull’autorevole Osservatore Romano del 16/1/06.
Impressionante (pensando all’interesse delle università cattoliche italiane verso il dibattito sulla teoria dell’evoluzione) il modo con cui nel sito web dell’Università di Notre Dame si spiegava che il loro dipartimento di Biologia non avrebbe potuto competere con quelli di Harvard o di Stanford, se mai avessero accettato le idee del Cardinale, molto simili a quelle dei protestanti integralisti USA o dei cattolici del nostalgico “Kolbe Center for the study of creation”:

If Cardinal Schönborn’s perspective became doctrine, no Catholic university could maintain a reputable biology or science program, because the vast majority of scientists acknowledge that overwhelming evidence supports Neo-Darwinian evolution—Notre Dame could no longer stand with Harvard, Stanford and other world-class institutions of learning”..

La loro posizione era anche decisamente molto critica sull’autorevolezza del cardinale (“the depth of his misunderstanding of modern evolutionary science must be illustrated … Cardinal Schönborn would have us deny what we can observe”)  e sicuramente concordavano (“Combining science and religion is dangerous, because science relies on observation and religion relies on faith.  God’s existence cannot be scientifically proven, because God cannot be measured; individuals must personally accept God’s existence on faith.  Intelligent Design resurrects the antiquated notion of biology as natural theology.) con la posizione che mons. Ravasi manifestava pubblicamente proprio nel 2005 (“Le critiche alla teoria evoluzionistica non spettano assolutamente ai teologi. E‘ un settore che non li riguarda … Compito dei teologi è solo cercare la verità attraverso lo spirito”).

Come si intuisce da questa lunga premessa … l’Università di Notre Dame deve aver combinato qualche guaio ...

Infatti, in un momento in cui sono evidenti le scintille che scoccano fra il Vaticano e il nuovo presidente USA (che ha idee un po‘diverse rispetto al presidente precedente e al Vaticano sulla religione, sull’aborto e sulle cellule staminali), l‘Università gesuita di Notre Dame ha invitato il presidente Obama per il “commencement speech”, il 17 maggio, in occasione del quale gli conferirà una laurea honoris causa in legge …
I vescovi USA stanno attualmente chiedendo insistentemente che l‘università gesuita di Notre Dame rinunci all’invito ad Obama. Non è quindi il momento più opportuno per far notare a Roma che proprio questa Università aveva gestito un mese fa con mons.Ravasi il recente convegno su Darwin e sull’evoluzione …. né che il
In attesa di spiegazioni più convincenti … forse ci si puo’ accontentare di
questa ipotesi, anche se forse sembra un po’ originale e ardita …
La notizia circola poco in Italia, ma non è nuova: ne parlava già La Stampa del 26/3/09 con un titolo ben poco coerente con l’articolo (“
Notre Dame, l'ateneo cattolico che non vuole Obama”); proprio oggi se ne parla anche sul Sussidiario (“Quella laurea honoris causa che divide l'Università cattolica di Notre Dame”), mentre il Vaticano è impegnato anche su altri fronti (La Stampa: “Stop del Vaticano alla figlia di JFK”). Un quotidiano on line (Affari Italiani) propone improbabili simmetrie (“Obama come il Papa: non è gradito all'università”).

Esiste anche un sito web (“Notre Dame Scandal”) che evidenzia l’esistenza di un “vivace” contrasto fra i 33 vescovi USA e i gesuiti USA, che gestiscono anche questa università, la maggiore università cattolica USA, con 8000 studenti. Qui, come esempio, si può leggere una lettera scritta da un vescovo al rettore, il gesuita P.Jenkins. Si puo’ ricordare che anche l’università Gregoriana, che ha ospitato il convegno, è dei gesuiti…
Per chi si vuole mantenere aggiornato:
news dai quotidiani USA.

Qualcuno protesta anche per la richiesta mimetizzazione del monogramma HIS presente sul leggio che userà il presidente Obama … (“Religious Symbols Covered Up When President Obama Spoke at a Catholic University”).

 

17/4/09-USA

·         Sembra che in Texas qualcuno si sia accorto del guaio che ha combinato la commissione nazionale che ha deciso di non ostacolare l’insegnamento dell’intelligent design nelle scuole dell’intero stato per i prossimi dieci anni. Una decina di integralisti religiosi, in maggioranza nella piccola commissione didattica che decide per tutti i texani, ha aperto la strada all’ingresso di libri di testo creazionisti o neocreazionisti che potrebbero affiancare i libri di biologia. Prima di questa decisione sarebbe stato pericoloso, per un insegnante o una commissione didattica locale, invitare gli studenti a leggere libri creazionisti. In Pennsylvania la commissione scolastica distrettuale di Dover ci aveva provato, e il tribunale l’ha condannata (anche al pagamento di un milione di dollari di spese processuali…!) in un processo che ha anche svelato come l’ID fosse semplicemente una mimetizzazione del creazionismo biblico.

Un articolo nel sito del NCSE (“Consequences of the flawed standards in Texas?”) racconta di come si stia cercando di riparare al guaio, togliendo a questa commissione nazionale quel potere che ha usato così male, mettendo a rischio la formazione scientifica di un’intera generazione di texani.

Attualmente ci sono quindi ben 6 proposte di legge che intendono porre seri limiti al potere del “Texas state board of education”: “it is not only with respect to evolution that the board's actions have been controversial, but the recent decision about the state science standards seems to have been the last straw”.
Il 14/4/09 Lauri Lebo, una giornalista che aveva scritto un libro (“The Devil in Dover”) sul processo di Harrisburg/Dover, ha evidenziato sulla rivista Religion dispatches  (“As Goes Texas, So Goes the Nation “ - bella la fantasiosa immagine utilizzata …ben più familiare del famoso crocoduck che i creazionisti USA vorebbero un giorno vedere) l’importanza del Texas nell’editoria scolastica dell’intero paese, dato che questo stato sceglie e acquista direttamente un’enorma quantità di libri scolastici (“With the second largest textbook budget in the nation, publishers are paying close attention”).
Per chi dubitasse della poca serietà del “Texas state board of education” (e del dentista che la presiede), può verificare alcuni dei suoi fantasiosi ragionamementi:
Texas Board of Education Meeting: Chairman Don McLeroy (5 Video). Qualcuno ha comunque cercato di difendere la ragione e la scienza: Texas School Board Meeting Jan 09: NCSE (E.Scott) Testimony (10 Video).

·         Contrariamente a quanto qualcuno potrebbe credere, c’è sempre qualche stato USA che fa di peggio rispetto al Texas … proprio oggi un quotidiano della Louisiana informa che al senato dello stato è stata depositata una folle proposta di legge (“Human-animal hybrid ban sought at Louisiana session”) che, il senaore proponente lo ammette, "The archbishop of New Orleans asked me to file it. Scopo della legge è drastico: evitare “to mix human and animal cells in a Petri dish for scientific research purposes”; certamente ignorando che questo avviene da anni, come si ricorda in alcuni dei commenti all’articolo.

 

17/4/09-IT

·         [ASCA] Seminario di Elio e le Storie Tese all’università Kore di Enna. “Elio e le Storie Tese, in collaborazione con Emanuele Coco - docente della facolta' di Arti e Comunicazione - affrontano temi di storia della scienza celebrando il bicentenario della nascita di Darwin attraverso una lettura di classici di naturalisti vissuti tra il XVII e il XX secolo. Il podcast, oltre a essere disponibile gratuitamente su internet, erra' presentato nel corso di alcune importanti manifestazioni nazionali tra cui le iniziative culturali del Museo Regionale di Storia Naturale di Torino e la mostra su Darwin organizzata dall'American Museum of Natural History di New York presso la citta' di Milano, che si svolgeranno nel mese di giugno; il Festival della scienza di Genova che si terra' ad ottobre”.

·         Il 20 aprile a Roma al Planetario si potrà incontrare un personaggio che era molto famoso nel lontano 1972 … 37 anni fa. E’ L'ultimo uomo sulla luna. Il tempo passa … l’evoluzione culturale ha lasciato alcune strade un tempo battute (per soli tre anni, dal 1969 al 1972) …

·         [da Pikaia] Il 22 aprile, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, uscirà il nuovo film della Disney, dal titolo "Earth: la nostra terra" , per celebrare la bellezza del nostro pianeta ma anche la fragilità di questo luogo, l’unico in cui possiamo vivere. Qui invece il link al trailer del video.

 

16/4/09-IT

·         A Venezia oggi un piccolo convegno (“Una via mediterranea all'Evoluzione”) su un teilhardiano italiano, il geologo-paleontologo veneziano Piero Leonardi. Relazioni di Bernardi e Galleni.

 

15/4/09-IT

·         Nel sito web dell’ANISN si trovano aggiornamenti (“Evolution megaLab: si comincia!”) sul progetto, coordinato in Italia da G.Bertorelle dell’Università di Ferrara, dell’Evolution Megalab , che vede come protagonisti i giovani studenti invitati a contribuire  a disegnare una mappa della variabilità (in Italia e in Europa) di una chiocciola, la Cepaea nemoralis. Attraverso un link (oggi sbagliato) al ministero si giunge nel sito del progetto. Cliccando su dati attuali si giunge a una mappa dell’Europa che riporta, georeferenziati, tutti i dati finora raccolti. Una nuova dimensione nella raccolta di dati scientifici e la possibilità anche per ogni cittadino di partecipare, come un ricercatore, ad un progetto di ricerca scientifica. La continuazione della ricerca negli anni aggiungerà poi altre dimensioni, permettendo probabilmente di seguire e riconoscere anche gli effetti dei cambiamenti climatici sulla fauna. 

 

15/4/09-USA

·         [da Pikaia] un sito web interattivo e interessante realizzato dalla NSF in occasione del 150° anno dalla pubblicazione de "L'origine della specie" (Evolution of evolution): notizie, interviste e video di biologia, geologia, antropologia ed altro ancora, tra cui la cronologia multimediale di tutte le scoperte che hanno contribuito a rafforzare la teoria dell'evoluzione dal 1770 ad oggi.

·         Calendario delle iniziative per l’anno del gorilla  (il 2009); una delle maggiori iniziative sarà un convegno: June 9-11, Year of the Gorilla Symposium in Frankfurt, Germany. 

 

14/4/09-USA

·         [da Pikaia] Imparare l'evoluzione con le animazioni. Ecco un interessante sito (in inglese) in cui potete trovare alcuni materiali didattici e video sulla teoria dell'evoluzione. Bello un cartone sulla vita del curiosissimo Darwin  (“Darwin on the evolution trail”).

·         Nel sito del NCSE hanno aggiornato i loro strumenti di informazione rapida: oltre al RSS Feed ora c’è anche un Evolution Education Update che inviano ogni settimana a chi si iscrive per essere aggiornato sulla novità dell’antievoluzinismo (soprattutto battista) USA.

 

14/4/09-TR

·         [da Hurriyet Daily News] All’università Sabanci di Istabul è iniziata una serie di conferenze ("Darwin and Beyond") in occasione del bicentenario di Darwin. Programma. Poster. La prima lecture è stata fatta il 19/4 da Daniel Dennet  (“Darwin’s Strange Inversion of Reasoning”).
Come si legge in un precedente articolo (“
Celebrating Darwin’s birthday”, del 23/3/09) sullo stesso quotidiano “The discussions over Darwin in Turkey call to mind the medieval period: scientific facts versus religious dogmas. The age of the world, its protection against the sun, modern physical laws and the evolution of human and animal species cleared the way for critical minds. Darwin should be discussed in this perspective”. Un altro articolo nella stessa data (“Monkey business”) ricorda la deprimente iniziativa antievoluzionista gestita addirittura dal vicepresidente del CNR turco.

 

13/4/09-IT

·         In occasione del bicentenario darwiniano l’università di Siena e la scuola superiore santa Chiara organizzeranno il 10/13 dicembre 2009 un convegno (“Evolution: Intersecting Natural and Social Sciences”) che pongono all’intersezione fra evoluzione organica e scienze sociali, con particolare interesse per:

·         bioeconomics and evolutionary mechanisms in social and natural sciences

·         behavioural evolution and comparative studies of animal societies

·         human nature and human culture: crossroads of evolution

Fra gli oratori per ora previsti: E.Boncinelli, S.Bowles, L.L.Cavalli Sforza, M.Feldman, M.Ghiselin.
Hanno dato il loro sostegno al convegno, oltre alla indispensabile banca locale, la SIBE, l’UZI, Pikaia e il J.of Bioeconomics.

 

12/4/09-IT

·         [da Pikaia] Nell’ambito delle iniziative dell’Ateneo di Tor Vergata in occasione del 2009, “anno darwiniano” nel quale ricorrono 200 anni dalla nascita di Charles Darwin e 150 anni dalla pubblicazione de L’origine delle specie, la Facoltà di Lettere e Filosofia ed il Centro Interuniversitario ResViva propongono una serie di conferenze  (Biondi, Cassata, Galloni, Pollo, Caianello, Stanzione) che partiranno il 14 aprile, relative all’impatto della teoria darwiniana sul pensiero e la ricerca scientifica contemporanea, anche sulla base dell’evidenza che dalla teologia non arrivano contributi di conoscenza, tanto è vero che “alla teologia non rimane che aggiornare sé stessa sulla base delle nuove scoperte”.

 

11/4/09-IT

·         Qualche giorno fa (27/3/09) erano state pubblicate nel sito web La Scienza in Rete le sintetiche valutazione di un paio di antropologi (Biondi e Rickards) che erano intervenuti al convegno su Darwin organizzato dal Vaticano alla Gregoriana: “Evoluzione in Vaticano”. Molto chiara la loro valutazione sul contributo della teologia (nullo), rispetto a quello della scienza (“solo le scienze sono autorevoli”) alla conoscenza e alla comprensione del funzionamento del mondo. Ricordano anche un dato spesso intenzionalmente trascurato da chi incontra molte difficoltà ad aggiornarsi continuando a non capire, dopo 150 anni, che solo la teoria dell’evoluzione permette di spiegare sempre più e sempre meglio ciò che riguarda la biologia: “l'etologia ha ormai dimostrato che anche la radice della nostra morale è di natura evolutiva, perché la ritroviamo nei primati non umani”.
Alla breve (e un po’ schematica) valutazione fanno seguito alcuni commenti anonimi piuttosto critici e una risposta, un po’ più curata…, degli autori.
Interessante l’ultimo commento di un lettore, che contesta l’opinione degli autori, escludendo che “Una spiegazione scientifica … possa … falsificare o dimostrare una considerazione teologica, spirituale”. La frase non può che evidenziare la difficoltà di dimostrare una “considerazione teologica” e quindi quasi si conferma l’opinione degli autori, secondo i quali la posizione della teologia è "assolutamente inconciliabile" con quella della scienza. Nel commento si preferirebbe comunque l’uso del termine “incommensurabile”....

 

10/4/09-UK

·         Sul New Scientist un articolo  (“The battle for Turkey's soul”) racconta della sconcertante censura che avrebbe colpito un articolo sul bicentenario darwiniano che avrebbe dovuto comparire nel numero di marzo della rivista (“Bilim ve Teknik “) del CNR turco (TÜBITAK). In realtà ci sono ricostruzioni diverse degli avvenimenti, e secondo quella ufficiale del 16/3 ("March Issue of Bilim ve Teknik”), che non corrisponde con le prime opinioni della direttrice della rivista, si sarebbe trattato di un errore della direttrice della rivista e non di una censura del vicepresidente del TÜBITAK. Anche se la ricostruzione ufficiale dimostra quanto il TÜBITAK abbia fatto per diffondere il pensiero di Darwin fra i turchi, è ben noto che solo il 25% dei turchi crede nell’evoluzione biologica, un valore che si pone in una zona fra le percentuali che troviamo nei paesi occidentali e i valori (ben più bassi) che si trovano nei paesi islamici (in Egitto siamo all’8%). La Turchia è l’unico paese europeo in cui si insegna il creazionismo nei libri di scienze delle superiori dal 1985. Ci sono comunque gruppi di biologi evoluzionisti che si stanno dando da fare nel gruppo Darwin 2009. Questa iniziativa censoria è stata comunque positiva in quanto ha spinto molti scienziati a protestare: : "The positive side was that it revealed the sensitivity of our scientific community to the autonomy of science". In Italia invece certi sconcertanti convegni di creazionisti biblici sembra passino (forse è meglio così, per vari motivi…) sotto silenzio nonostante il ruolo degli organizzatori e la sede in cui avvengono.

 

10/4/09-IT

·         [da Pikaia] E' da qualche giorno in edicola l'ultimo numero della rivista Le Scienze (Aprile 2009, n. 488). Interessanti articoli di numerosi autori, stranieri ed italiani;  un articolo di T.Pievani ci ricorda le basi biologiche dell’altruismo.

 

9/4/09-IT

·         Darwin Day a Bari il 23/4 nell’Aula Magna “Aldo Cossu” – Palazzo Ateneo, Piazza Umberto I, 1, con i seguenti interventi:

·     Vittorio Pesce Delfino – Antropologo, Università di Bari: 5 viaggi e 3 processi per un intelligent design

·     Ferdinando Boero – Zoologo e biologo marino, Università del Salento: L’evoluzione dell’evoluzionismo

·     Francesco D’Alpa – Neurofisiologo clinico, Catania: La Chiesa contro Darwin

 

8/4/09-VA

·         Sembra che si riesca a capire perchè non si sa molto dei risultati del lungo convegno sulla teoria dell’evoluzione svoltosi un mese fa alla Gregoriana; ci si aspettava che questo convegno potesse/dovesse chiarire se anche la Chiesa cattolica, come quella anglicana, avesse finalmente ammesso di non aver capito molto della teoria dell’evoluzione. Anzi …  a differenza degli anglicani … continua a confonderla con il fatto dell’evoluzione; quando si supera questa confusione, magari si crede che la teoria che oggi spiega meglio il fatto dell’evoluzione si basi principalmente sul caso (come dimostra la strana ma diffusa idea che “Non siamo il prodotto casuale e senza senso dell’evoluzione”) [o magari sul caos come qualcuno molto autorevole in Vaticano sostiene da anni, facendo un bel po’ di confusione].
Sembra infatti che si intenda azzerare lo spazio finora dato agli esperti convocati da mons.Ravasi alla Gregoriana e pubblicizzare invece le iniziative organizzate dagli ultimi giapponesi, che ancora rifiutano di accettare un concetto forse troppo facile da capire: nessuna teoria scientifica può essere sostituita da una semplice critica; ce ne vuole una migliore.
La nostra specie è sapiens, non è quindi stupida, e ha imparato ad avanzare con grande prudenza; l’origine da specie di primati arboricoli ha infatti insegnato ad evitare di tagliare il ramo a cui si è appesi prima di averne trovato uno migliore e più solido. 
Chi non l’ha capito organizza una festa alla scienza in quel di Trento il 15/16 maggio … in un istituto di Salesiani. Qui il
programma .
Curiose le citazioni di un biologio molecolare esperto di biologia evoluzionistica come F.Collins negli abstract. Fra l’altro ben selezionate, se si ricorda che P.Cantalamessa, il predicatore del Papa, aveva invece preferito farne ascoltare al Papa (il 07/03/2008) un’altra, ben più ragionevole e preoccupante:
I giovani cresciuti in famiglie e in chiese che insistono in questa forma di creazionismo - ha scritto lo scienziato credente Francis Collins, direttore del progetto che ha portato alla scoperta del genoma umano - presto o tardi scoprono la schiacciante evidenza scientifica in favore di un universo assai più vecchio e la connessione tra loro di tutte le creature viventi per il processo di evoluzione e di selezione naturale. Quale terribile e inutile scelta si trovano davanti!...Non c’è da meravigliarsi se molti di questi giovani voltano le spalle alla fede, concludendo di non potere credere in un Dio che chiede loro di rigettare ciò che la scienza insegna loro con tanta evidenza intorno all’universo naturale.  Interessante affiancare questa preoccupazione con le statistiche (da USA ToDay) che indicano un aumento dell’agnosticismo negli USA.
In queste poche parole F.Collins fa capire quanto sia assurda l’idea che sia invece la teoria dell’evoluzione ad essere ostile; secondo F.Collins è vero proprio il contrario.
Stupisce, chi ancora si vuol stupire…, che sia proprio un’agenzia stampa vaticana (“
Un festival della scienza sull’ipotesi del Creatore”) e un giornalista, che è anche “docente” in una delle università che partecipano al progetto che ha organizzato il convegno alla Gregoriana, a fare pubblicità ad un convegno che contesta quello organizzato solo un mese fa dal Vaticano. [ … forse è per quello che non se ne parla più? Da notare anche che non è il primo convegno che i creazionisti organizzano in questi mesi per tirare il Vaticano per la tonaca)].
Sembra anche strano che non sia stato invitato nessuno del Pontificio Consiglio della Cultura, come era avvenuto anche al convegno creazionista organizzato a Roma dal CNR [?] il
23/2/09.

 

8/4/09-IT

·         Il Bioparco di Roma annuncia su La Repubblica di Roma che, in occasione dei festeggiamenti del bicentenario della nascita di Charles Darwin", 160 studenti di architettura e ingegneria provenienti da tutto il mondo hanno creato cinque installazioni architettoniche sul tema dell'evoluzione: "Le installazioni rappresentano le tappe di un ideale percorso sull'evoluzione e saranno visibili fino al 9 giugno 2009

·         Nel sito di TGCOM Libri viene presentato (“Darwin, l’evoluzione e il capitano”) un libro (“Peter Nichols, L'onda lunga dell'evoluzione, edito da Effemme”) che presenta sotto un punto di vista nuovo il viaggio di Darwin sulla Beagle, quello del capitano Fitzroy.

 

7/4/09-IT

·         In occasione del secondo centenario della nascita di Charles Darwin e del 150° anniversario della pubblicazione della prima edizione della sua opera più importante, "L'origine delle specie", l'Istituto Italiano di Antropologia organizza, in collaborazione con l'Università di Roma "La Sapienza",  il convegno: "Darwin 2009: una prospettiva evolutiva sulle emozioni"
Il convegno vuole mettere l'accento sull'importanza dei processi evolutivi della sfera emotiva ed espressiva, sia per l'ominazione (il nostro ieri) che per la comunicazione  (l'oggi).
Tra i relatori si notano: Bernardino Fantini (Presidente dell'Istituto Italiano di Antropologia, Université de Genève), Randolph M. Nesse (University of Michigan), Telmo Pievani (Università di Milano Bicocca), Alexander Rosenberg (Duke University), Michael Ruse (Florida State University), Klaus Scherrer (Université de Genève), Elliot Sober (University of Wisconsin).  Il convegno avrà luogo nei giorni:

o        27 Aprile- Aula Magna dell'università di Roma "La Sapienza"

o        28 e 29 Aprile-Aula Gini, Facolta' di Statistica dell'Universita' di Roma "Sapienza"

 

6/4/09-USA

·         The Society for the Study of Evolution ha messo in You Tube un video realizzato in febbraio in cui si mostrano alcuni importanti ricercatori che festeggiano il compleanno di Darwin. Da notare con piacere (a 55” dalll’inizio del  video) la presenza anche di un astronomo e sacerdote cattolico, P.Gorge Coyne, allontanato un paio di anni fa dalla direzione della Specola Vaticana per limiti di età e per motivi di salute.
Qualcuno sospettava che l’allontanamento fosse dovuto al fatto che fosse uno dei pochi che in Vaticano aveva capito, e quindi apprezzava, la teoria dell’evoluzione; P.Coyne ha avuto occasione di confermare questa sua opinione favorevole in molti articoli, molte conferenze, molte interviste. Forse troppe (per qualcuno) … ma comunque sono state insufficienti (secondo altri) ...  Nel video si nota anche F.Ayala, un evoluzionista che ha partecipato al recente convegno alla Gregoriana. 

 

5/4/09-FR

·         [da Pikaia] La rivista Comptes Rendus Biologies rende omaggio a Darwin con un numero speciale (Volume 332, Issues 2-3, February-March 2009): numerosi i temi affrontati, dalle idee di E. Haeckel al conflitto tra evoluzionismo e creazionismo negli USA, fino a moderni studi di filogenesi.

 

4/4/09-VA

·         Si è chiuso alla Gregoriana un convegno su “Endogenous Processes and Causation in Brain and Behavioral Sciences”. Nel sito SRM hanno promesso che in questo caso non staranno zitti, ma  Lunedi 6 aprile pubblichiamo un articolo sui tre giorni di studi, e una intervista ad SRM del Prof. Marc Jeannerod”. L’argomento forse imbarazza meno

 

4/4/09-IT

·         All’Università di Sassari dal 23/4 una serie di conferenze sulla teoria dell’evoluzione. Programma.

·         A Modena continuano le iniziative per discutere dell’evoluzione biologica, ogni sabato alle 16 a partire da oggi (La Vergata, Facchini, Torroni, Mancuso, Ferraguti). Programma.

·         Su Repubblica un articolo di Marta Nussbaum (“In cosa sbagliano i darwinisti”); tutto l’articolo riguarda la presunta impossibile separazione fra stato e chiesa e il fastidio che danno alla chiesa (e alle persone religiose) i fautori dell’antireligione di ispirazione scientifica. Forse M.Nussbaum si stupirebbe se vedesse la profondità culturale, scientifica  e religiosa di questo intervento del card.Martino; sicuramente saprebbe trarne un altro interessante articolo, probabilmente molto diverso, ma forse contenente una frase simile: “una risposta simile è così svuotata di naturale curiosità che mortifica l’umanità e compromette il progetto di costruzione di uno stato fiorente e poliedrico fondato sul rispetto per ogni essere umano”.   

 

3/4/09-IT

·         Al Museo regionale di Scienze naturali di Torino, alle 17.30 inaugurazione della mostra ‘La scimmia nuda’ , che rimarrà aperta fino al gennaio 2010. La mostra sarà accompagnata da una serie di iniziative presentate in una brochure: programma del Darwin Year torinese.
Da ricordare che Torino fu la culla dell’evoluzionismo italiano, grazie allo zoologo Filippo De Filippi e alla sua famosa conferenza “
L'uomo e le scimie (11/1/1864); il testo della conferenza permette di capire le idee che circolavano fra gli scienziati italiani 145 anni fa, che subito in gran parte accettarono con gioia la nuova interpretazione del processo evolutivo, che meglio spiegava le evidenti relazioni fra gli esseri viventi.

 

2/4/09-IT

·         Inizia oggi presso l’Accademia delle scienze di Torino il convegno ‘Darwin e l’evoluzione dell’uomo’..

·         Sul Riformista si può leggere la recensione (“LIBERE CELLULE IN LIBERO STATO NO AI DOGMI DI DIO E DNA”) al libro “Nè Dio nè genoma” di Kupiec e Sonigo, scritta da Giulio Giorello.

·         Sull’Avvenire un altro commento all’articolo di T.Pievani comparso sull’ultimo numero di  Micromega (“L’evoluzione addomesticata ovvero come Ratzinger vuole annettersi Darwin”). Il primo era stato pubblicato il 4/3/09  (“DARWIN: CHI CHIUDE LE PORTE AL DIALOGO), ma quello di oggi  (“Darwinisti, maestri d’intolleranza”) è certamente più autorevole: essendo scritto da F.Facchini si presta poi ad ulteriori riflessioni, che si aggiungono a quelle già fatte il 4/3 sul precedente articolo. In particolare l’articolo  sembra proprio confermare il cambiamento di opinione, nel corso degli ultimi anni, di alcune delle principali voci della Chiesa che conoscono questi temi.
Tanto è vero che per commentare la frase “La teoria scientifica di Darwin viene piegata verso una concezione filosofica della natura che esclude la trascendenza” basta citare una frase, sempre di F.Facchini, che a suo tempo aveva fatto arrabbiare Dembski dell’ID e probabilmente anche qualcuno in Vaticano; era il 16/1/06 e F.Facchini scrisse sull’Oss.Romano un articolo
(“Evoluzione e creazione”) per criticare l’articolo del card.Schönborn comparso sei mesi prima sul NYT del 7/7/05. Qui come antropologo e scienziato criticava la sbandata del cardinale verso l’Intelligent Design, spiegandone il pericoloso errore di fondo  “… così non si fa scienza. Ci portiamo su un piano diverso da quello scientifico. Se il modello proposto da Darwin viene ritenuto non sufficiente, se ne cerchi un altro, ma non è corretto dal punto di vista metodologico portarsi fuori dal campo della scienza pretendendo di fare scienza”.  E’ chiaro che nel 2006 non pensava che fosse da intolleranti, ma da esseri razionali, che la scienza escludesse la trascendenza.
La frase scritta oggi fa quindi parte di un modo nuovo di vedere la scienza e soprattutto la teoria dell’evoluzione; oggi, dopo il discorso di Regensburg del 16/9/06, è diventato invece normale criticare chi volesse “
escludere a priori un allargamento della razionalità”.
Spiace verificare che solo 3 anni fa anche F.Facchini distinguesse i due piani (“
Ma così non si fa scienza. Ci portiamo su un piano diverso da quello scientifico”), mentre oggi ha altre priorità. Non diversamente da mons.Ravasi, che prima di Regensburg, nel 2005 pensava fosse ragionevole pensare che Le critiche alla teoria evoluzionistica non spettano assolutamente ai teologi. E‘ un settore che non li riguarda … Compito dei teologi è solo cercare la verità attraverso lo spirito”. Questo concetto da tempo, da dopo Regensburg, non lo ha più ripetuto, purtroppo.
Sconcertante comunque leggere la frase “Certe posizioni [quelle di chi “esclude a priori un allargamento della razionalità“] di fatto sono preclusive al dialogo”, e ricordare che la frase è davvero molto simile a quella detta dal direttore della conferenza, P.Leclerc, che aveva giustificato così, il 5/3/09 al giornalista dell’AP (“
Vatican-backed Rome conference on evolution snubs intelligent-design and creationist groups”) l’esclusione a priori dei creazionisti dalla conferenza: la loro posizione "non scientifica, né filosofica, né teologica rende il dialogo molto difficile se non impossibile". 
Riguardo all’intolleranza di cui si lamenta fin dal titolo F.Facchini, si potrebbe anche ricordare ai lettori assidui di quel quotidiano una frase RECENTE, del 25/2/09, scritta dal direttore dell’Avvenire nella risposta ad un lettore antievoluzionista e proprio riguardo a Darwin e alle sue idee:
 presunta «scientificità» dell’evoluzionismo darwiniano“, “La mentalità scientista, retaggio di un positivismo ottocentesco e massonico, sta facendo breccia nell’opinione pubblica grazie a una «cultura» in pillole, senza contraddittorio, riversata da giornali e tv, «cultura» più simile ad una subcultura che niente ha a che spartire con la vera formazione delle coscienze”.

[Questa è l’”informazione” “tollerante” che è arrivata con il quotidiano della CEI nelle chiese e nelle case dai cattolici italiani 40 giorni fa, solo 10 giorni prima del convegno su Darwin organizzato dal Vaticano per “dialogare” con la scienza. Sembra proprio che il dialogo all’interno della Chiesa sia un’esigenza prioritaria … dato che i contrasti sembrano maggiori rispetto a quelli che si son visti al congresso; stupisce che nessuno ci provi, a cominciare dai laici esperti di biologia].

Fra l’altro si può notare che qui il direttore dell’Avvenire audacemente valuta negativamente (ma a posteriori, quando è quasi impossibile sbagliarsi!) proprio “il livello scientifico” di migliaia di biologi evoluzionist, mettendo un po’ in difficoltà F.Facchini, che forse si era dimenticato della vivacità del direttore dell’Avvenire..
Se è ben noto che da sempre l’obiettivo dell’ID è proprio un allargamento della razionalità per far spazio alla metafisica (come chiarisce bene la
Wedge Strategy del Discovery Institute), oggi si sospetta che la Chiesa cattolica abbia problemi di dialogo … sia con i creazionisti che con gli scienziati, che semplicemente sanno che “non è corretto dal punto di vista metodologico portarsi fuori dal campo della scienza pretendendo di fare scienza.
Se a F.Facchini dispiace che “il livello scientifico della conferenza della Gregoriana sia stato duramente criticato da Telmo Pievani prima ancora che la conferenza si svolgesse”,
potrebbe sicuramente aiutarlo a capire perché mai negli ultimi anni ci sia stato un evidente cambiamento delle posizioni della Chiesa sul tema dell’evoluzione biologica; potrebbe anche aiutare, lui che era uno dei partecipanti, a capire perché  nessuno dei responsabili della conferenza e nessuno dei partecipanti abbia ancora fatto capire se sia uscita qualche novità (positiva o negativa) da un’iniziativa che certamente è costata cara alla Templeton Foundation (che ha contribuito al 50% delle spese) ma soprattutto era nata per sfruttare l’occasione del centenario per un chiarimento.
Sembra invece che non si sia data soddisfazione all’ottimismo di S.Magister del 9/3/09, né alle attese di G.AuIetta. Basta ricordare cosa si aspettava dal convegno G.AuIetta, uno degli organizzatori (“
chiarire i punti problematici e i problemi fra la teoria scientifica e la filosofia e la teologia) … e confrontarlo con quello che ha detto poi a un giornalista (che gli ha posto domande davvero da intollerante, tanto da far reagire l’intervistato!) sui risultati: “la teoria dell’evoluzione è essa stessa in evoluzione” (Tempi.it: A Darwin ciò che è di Darwin”).
L’unico ad esporsi (oltre alla breve intervista citata, a G.AuIetta il 16/3/09) è stato uno degli oratori, un collega paleoantropologo
(Darwin in «Vaticano»), che ha anche messo in evidenza (come già aveva fatto l’8/10/08 il teologo V.Mancuso) l’evidente assurdità di un Teilhard de Chardin “quasi martire” dell’incertezza della Chiesa sulla teoria dell’evoluzione, una scoperta scientifica che ha risolto problemi enormi per l’umanità, ma che sembra continui invece, incomprensibilmente, a crearli alla Chiesa cattolica (mentre quella anglicana il 16/9/08 aveva finalmente capito che da 150 anni non aveva capito bene .. e si è scusata).  

·         Nel sito SRM continuano a pubblicizzare (involontariamente?) l’attività di creazionisti biblici (“Né Darwin né 150 anni di ricerche riescono a spiegare l’origine della vita"). Oggi invitano a leggere  (“La nascita e lo sviluppo di sistemi biologici complessi, come le cellule, partendo da situazioni di caos, spiega l'autore, non sono spiegabili, nè è stato possibile ricostruirli scientificamente in qualche modo in laboratorio. ...  “) un articolo su Libero (“Né Darwin né 150 anni di ricerche riescono a spiegare l’origine della vita”) in cui si recensisce il libro di un fisico creazionista biblico. Egli approfitta del fatto che Darwin non avesse detto nulla sull’origine della vita (né avrebbe potuto, dato che era un ricercatore serio) per comunicare la sua grande scoperta: “Darwin non ha detto nulla sull’origine della vita”.
Ovviamente non tutti capiscono quale effetto (nessuno) possa avere questa ovvietà sulla teoria dell’evoluzione (su cui Darwin ha invece scritto e dimostrato molto).
L’articolo comunque dimostra che per criticare la teoria dell’evoluzione bisogna conoscere e criticare la teoria dell’evoluzione, e non l’origine della vita. Certo è probabile che un fisico preferisca lavorare sotto il lampione, scrivendo sugli argomenti che conosce meglio; se trova qualcuno che lo pubblica, poi il problema è di convincere qualcuno a leggere quel libro …
Darwin comunque ha acceso un bel lampione … ma da un’altra parte …
Forse nel sito SRM dovrebbero raccontare qualcosa di interessante sul convegno della Gregoriana. Oppure potrebbero intervistare l’inviato del Pontificio Consiglio della Cultura (e Coordinatore Esecutivo del Progetto STOQ), don Tomasz Trafny, che rappresentava mons.Ravasi al convegno antievoluzionista, alternativo a quello del Vaticano, organizzato proprio dieci giorni prima, il
23/2/09, addirittura al CNR [?] dai creazionisti biblici del cattolicissimo “Kolbe Center for the study of creation” (sono intolleranti anche questi o verranno perdonati?).

 

2/4/09-IN

·         [da Pikaia] Sono disponibili online tutti gli articoli del volume speciale del Journal of Genetics (Volume 87, Number 4), interamente dedicato alla teoria dell'evoluzione: Special issue - Evolutionary genetics: 150 years of natural selection

 

1/4/08-USA

·         [da Pikaia] Sono liberamente accessibili online tutti gli articoli dei numeri di febbraio, marzo e aprile della rivista Evolution

 

1/4/09-USA

·         [da NCSE] Si è conclusa con una sconfitta la serie di audizioni che ha portato alla decisione del Texas state board of education sui programmi e i testi di scienze per i prossimi 10 anni. Se anche non è stata accettata la frase che avrebbe dovuto dimostrare il successo dei neocreazionisti dell’Intelligent Design (che ricordano insistentemente la necessità di insegnare “weakness and strength”...), una frase ricorda che è necessario insegnare "all sides of scientific evidence".

Qui una dichiarazione della presidente della NCSE, Eugenie Scott ("The final vote was a triumph of ideology and politics over science, The board majority chose to satisfy creationist constituents and ignore the expertise of highly qualified Texas scientists and scientists across the country. This is a setback for science education in Texas, not a draw, not a victory. The revised wording opens the door to creationism in the classroom and in the textbooks. The decisions will not only affect Texas students for the next ten years, but could result in watered-down science textbooks across the U.S. There's a reason creationists are claiming victory."”).  In effetti molte società scientifiche si erano mobilitate in difesa della razionalità.
Non essendo riusciti a imprimere il loro marchio, i creazionisti della commissione hanno insistito a modificare tanti punti particolari, aprendo comunque la strada a testi e ipotesi che non accettano il metodo scientifico.
Da non dimenticare poi che “According to a 2008 study ["Evolution and Creationism in America's Classrooms: A National Portrait" from PLoS Biology 2008; 6 (5)], 16% of US science teachers believe humans were created by God in the last 10,000 years.".
Ad esempio (“Universe's age erased from Texas school science standards ”) hanno fatto togliere la frase che ricordava di insegnare “il concetto di un universo in espansione che ha avuto origine circa 14 miliardi di anni fa”; come si sa in Italia frasi così esplicite contro il creazionismo non sono mai comparse nei programmi scolastici, dove ministri cattolici sono riusciti ad eliminare dai programmi perfino la teoria dell’evoluzione, introdotta per la prima volta solo nel 1979, 30 anni fa.
Per avere un’idea di questa commissione, ci sono
alcuni video in cui il dentista che la presiede mostra di contestare molti fatti dell’evoluzione, fra cui l’origine comune degli esseri viventi, un fatto oggi dimostrato ma già sospettato nel 1700; tanto è vero che  che non ha creato nessun problema al card.Ratzinger, che nel 2004 ha firmato un documento (“Comunione e servizio”) che l’accettava (al punto 63).
Curioso notare una differenza importante: nel Texas i creazionisti cristiani nel dubbio evitano di credere a quei i fatti (come l’origine comune degli esseri viventi) che rendono poi quasi inevitabile l’accettazione della teoria dell’evoluzione; in Italia si assiste invece all’approvazione dei fatti … ma al rifiuto di accettarne le conseguenze (fra cui l’inevitabile stupore degli scienziati per l’incoerenza che consegue …).

 

1/4/08-IT

·         Un circolo futurista (?) romano (Casa Pound) organizza una breve contestazione alla mostra Darwin 2009 a Roma. Stupiscono alcune delle frasi del volantino (“Non farti condizionare da credenze popolari e superstizioni”, “Poniti le domande”, “Interrogati su ogni questione”, “Non dare nulla per scontato”, “La scienza e la cultura devono rifiutare ogni spiegazione irrazionale”) che sembrano indicare l’obettivo di modificare il significato delle parole che anche gli scienziati usano ogni giorno.
Curioso quindi il fatto che si esalti un italiano che contesta … spiegazioni razionali. Fra l’altro è vero che ha scritto un libro disponibile in rete per contestare Darwin, ma … quasi nessuno l’aveva mai sentito nominare!
Consola comunque pensare al grande successo della mostra, che ha il doppio dei visitatori rispetto al previsto. Speriamo che il successo continui poi anche a Milano del 4 giugno e a Bari, dove poi la mostra riaprirà.

·         Inizia oggi ad Asti il XIX convegno nazionale di Primatologia, con una presentazione di G.Barsanti sulle conoscenze dei primati dal 1500 alla metà del 1800 (“The Man of the Woods: A little history of the Great Apes from Gesner to Darwin”).

 

 

MARZO 2009

 

30/3/09-IT

·         Sul Corriere un dialogo fra G.Giorello ed E.Boncinelli (“UN PIERCING CONTRO LA TIRANNIA DEI VALORI”) sulle relazioni fra biologia e arbitrio nella nostra specie, con un breve accenno al possibile ruolo del peccato, magari accompagnato dal successivo perdono, come giustificazione di ogni comportamento. Nell’articolo citano anche alcuni libri sull’evoluzionismo usciti da poco: “Lo scimmione intelligente”, “La scimmia pensante”, “Darwin e l’anima”, “Vita di Charles Darwin”. Qui altri libri su Darwin.

·         [da Pikaia] Festival Internazionale del Video, del Film e del Documentario Scientifico, Milano 30/3/2009 - 5/4/2009, Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto 2. PROGRAMMA . Il 30 marzo sarà interamente dedicato a Darwin: Il bicentenario di Darwin, viaggio tra le specie viventi e nella storia dell’uomo.

·         In occasione del secondo centenario della nascita di Charles Darwin e del 150° anniversario della pubblicazione della prima edizione della sua opera più importante, "L'origine delle specie", l'Istituto Italiano di Antropologia organizza a fine mese , in collaborazione con l'Università di Roma "La Sapienza",  il convegno "Darwin 2009: una prospettiva evoluzionistica sulle emozioni". Programma. Abstracts.
Il convegno avrà luogo nei giorni: 27 Aprile- Aula Magna dell'università di Roma "La Sapienza"; 28 e 29 Aprile-Aula Gini, Facolta' di Statistica dell'Universita' di Roma

·         Libero news in un articolo  (“Né Darwin né 150 anni di ricerche riescono a spiegare l’origine della vita”) riesce a dire bene (“lascia una traccia immortale nel cammino della scienza) e male (“questa teoria non è in grado di raccontare l’evento più importante“) di Darwin in una breve recensione di un libro in cui un fisico creazionista spiega la chimica dell’abiogenesi pensando di smontare con argomenti che non sono pertinenti la teoria dell’evoluzione.

·         Nel sito dell’ Almanacco della Scienza del CNR si può leggere una serie di articoli su ricerche attuali che fanno riferimento alle ricerche critiche stimlate dalla teoria dell’evoluzione di Darwin:

·     L’evoluzione, una rivoluzione!

·     Nelle rocce i segreti delle trasformazioni della Terra

·     Dai tecnosauri informatici ai computer quantistici

·     L’obesità? E’ scritta nel nostro Dna

·     Un pomodoro ogm più sicuro e salutare

·     Metti la semantica nel motore (di ricerca)

·     Come evolvono le religioni?

 

29/3/09-I

·         [da Pikaia] Il Corriere dedica un'intera pagina (pag. 46) a Darwin e alla salute attuale (buona) della teoria dell’evoluzione: "Il vecchio Darwin è ancora in buona salute" e "Alla ricerca del «disegno intelligente»" di F.Porciani e "Solidali per selezione" di A.Carioti. Interessante verificare nell’ultimo articolo, che cita il prossimo libro di O.Franceschelli (“Darwin e l' anima”), come sia invece scorretto presentare, come si legge in un articolo pubblicato proprio oggi dall’agenzia vaticana Zenit, in modo ideologico e falso il comportamento dei primati, animali sociali    (“se discendiamo dalle scimmie perché non dovrebbe essere valida anche per noi la "morale" delle scimmie (e qui, allora si scopre che molte specie animali hanno comportamenti omosessuali, sono poligame, infanticide, che uccidono o abbandonano gli esemplari più deboli o anziani...)?”. Non c’è poi da stupirsi se qualcuno poi crede che si possa confondere  tutti i primati con altre “specie animali” e che la realtà sia così semplice e brutale.   

·         Anche il museo civico di Storia Naturale di Cremona inaugura una mostra sul bicentenario darwinianano, aperta fino al 14/6/09.

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