[Prof.Daniele Formenti]

 

NB: Articoli disposti in ordine cronologico inverso: in alto i più recenti

ANTI-EVOLUZIONISTI IN ITALIA?!

RASSEGNA STAMPA del 2012

(Anche A.R.Wallace fa ancora paura? E la sintesi estesa?)

[I testi originali sono linkati, se accessibili, per una verifica personale dei commenti]

Per chi vuole rievocare … ci sono anche le

Rassegne stampa degli ultimi 9 anni:

(2003/04- 2005- 2006- 2007- 20082009 1’s2009 2’s.- 2010 - 20112012 1’semestre - 2013)

 

 Gennaio

Febbraio

Marzo

Aprile 

maggio

Giugno 

luglio

agosto

 

settembre

ottobre

novembre

dicembre

 

*************************    È ora attiva la pagina web dedicata al 2013. Cambiare il link.

 

DICEMBRE 2012

30/12/12-IT

·         E' scomparsa a 103 anni Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina (ottenuto nel 1986 grazie alla scoperta del nerve growth factor, l’11/6/51).

 

28/12/12-EU

·         Per fortuna la Commissione Europea è conscia dei rischi globali conseguenti alla costante perdita della biodiversità, e ha stanziato 1.7M € in tre anni per finanziare la lotta dell'INTERPOL ai criminali che hanno come obiettivo le specie selvatiche a rischio di estinzione, sotto il controllo dell'International Consortium on Combating Wildlife Crime (ICCWC), una struttura del CITES. Come è noto gli obiettivi privilegiati del commercio illegale sono negli ultimi anni i rinoceronti e gli elefanti africani.
Un ulteriore finanziamento della Commissione Europea (2M€) sarà destinato al programma MIKE, un meccanismo finalizzato a monitorare e combattere il bracconaggio degli elefanti in tutto il continente africano.
Grazie al commercio illegale dell'avorio si arricchiscono non solo i commercianti di avorio ma anche le milizie che intendono controllare parte dei territori di alcuni paesi africani, come avviene ad esempio in Uganda.

 

27/12/12-UK

·         181 anni fa: "Aveva 22 anni Charles Darwin quando, il 27 dicembre 1831, salpò a bordo dell’ Hms Beagle sotto il comando del capitano Robert Fitzroy, forse intuendo che quel viaggio gli avrebbe cambiato la vita".
Ce lo ricorda un articolo dell'edizione italiana di Wired ("Comincia il viaggio del Beagle").
Come ho ricordato il 24/10/12, chi volesse può seguire su twitter il viaggio di C.Darwin, con un ritardo di 181 anni. C'è anche una pagina Facebook.
Grazie a David Jones, C.Darwin potrà fare compagnia per i prossimi 3 anni a chi volesse provare a condividere le esperienze fatte da un giovane e curioso naturalista dilettante della buona società inglese che entra improvvisamente in contatto con i diversi ambienti della terra e quindi con le cause della biodiversità.
A cominciare dalla biogeografia, un fattore determinante per l'evoluzione e la biodiversità, messo in evidenza poi soprattutto da A.Wallace, che ebbe esperienze molto simili e che quindi giunse a simili riflessioni e conclusioni.
Non c'è da stupirsi che difficilmente si ritrovi il termine stesso "biogeografia" nelle pagine, nei blog e nei ragionamenti dei [neo] creazionisti sopravvissuti a Lamarck.

 

21/12/12-USA

·         E' in rete la Biodiversity Heritage Library, con 57600 testi on line (per un totale di 110.000 volumi e 40 milioni di pagine) sui seguenti argomenti: AgricultureAmphibiansAnatomyAnatomy, ComparativeAnimal behaviorAnimalsAntiquitiesArctic regionsAustraliaBacteriologyBeesBeetlesBibliographyBiographyBiologyBirdsBotanyBrazilBreedingCaliforniaCanadaCatalogsCatalogs and collectionsClassificationCongressesControlCrustaceaDescription and travelDictionariesDiseasesDiseases and pestsDissertations, AcademicEarly works to 1800Economic aspectsEmbryologyEnglandEntomologyEnvironmental aspectsEuropeEvolutionFisheriesFishesFishingFlowersForests and forestryFranceFruitFruit-cultureFungiGame and game-birdsGardeningGardensGeologyGermanyGreat BritainHeredityHistoryHorsesHuntingIdentificationIllinoisIndiaInsect pestsInsectsItalyLaboratory manualsLepidopteraLivestockMammalsMarine animalsMassachusettsMollusksMontanaNatural historyNew York (State)NomenclatureNorth AmericaOceanographyOntarioOutdoor booksPaleobotanyPaleontologyPeriodicalsphysiologyPictorial worksPlantsPoultryReptilesResearchScienceScientific ExpeditionsSocieties, etcSoilsTobaccoTrainingTreesUFUnited StatesVeterinary medicineZoology. Ci sono testi in decine di lingue. In italiano ce ne sono 492. i può fare anche la ricerca per autore.
Interessante osservare come ci siano molte riviste italiane digitalizzate, ma sembra che siano le copie esistenti soprattutto presso musei di scienze naturali i università in UK o negli USA  
Sarebbe il caso che l'archivio si arricchisse anche dei fascicoli esistenti presso i musei e le biblioteche universitarie italiane (non basta certo la presenza dell'Università di Firenze fra i partecipanti all'iniziativa), in mondo da render facilmente consultabili on line questi strumenti di controllo della perdita di biodiversità.
Non dimentichiamo infatti che l'area mediterranea è uno dei 34 "biodiversity hotspots" nel mondo (qui la mappa degli hotspots). A differenza dei britannici Darwin e Wallace, che dovettero girare il mondo per scoprire la biodiversità e le prove dell'evoluzione, agli italiani sarebbe sufficiente uscire dalle città per verificare come l'evoluzione abbia operato in un ambiente climaticamente favorevole e ricco di barriere geografiche.
Un buon punto di partenza sarebbe quindi di approfittare della situazione per fornire ai giovani la sensazione e la consapevolezza di vivere in un'area che da migliaia di anni è ricca di una biodiversità che deve essere protetta, conservata e trasmessa alle future generazioni. 

 

20/12/1-DK

·         Un gruppo di ricerca danese ha presentato un lavoro su Science ("An Update of Wallace's Zoogeographic Regions of the World") che aggiorna le scoperte di Wallace, proponendo una mappa delle attuali regioni zoogeografiche nel mondo. E' un lavoro che permette, utilizzando i dati filogenetici e le mappe di distribuzione di ben 21000 specie animali, di disegnare i confini delle 11 principali aree zoogeografiche e di quelle minori. E' stata costruita una mappa più precisa delle precedenti, in quanto utilizza le conoscenze aggiornate su un numero notevole di specie.
E' un documento fondamentale per identificare i confini geografici che permettono di spiegare la formazione di nuove specie e di capire il ruolo delle barriere geografiche rispetto alle altre barriere. Non è da escludere che da questo momento anche chi ha trovato utile ignorare il ruolo fondamentale della biogeografia nello spiegare i fenomeni di speciazione evidenti nel corso del processo evolutivo possa rivedere le sue spiegazioni e quindi le conseguenti deduzioni.

 

20/12/12-USA

·         Annosi problemi finanziari stanno mettendo in serie difficoltà uno dei migliori musei scientifici USA, il Field Museum di Chicago. Lo annuncia un articolo sul blog di Scientific American: "Dopo anni di problemi finanziari, il Field Museum di Storia Naturale di Chicago, Illinois, sta tagliando 3 milioni di dollari dal suo bilancio annuale, che coinvolge anche la gestione dei circa 25 milioni di esemplari di fossili, piante e animali".  

 

20/12/12-IT

·         Probabilmente molti hanno nelle orecchie e nei pensieri le critiche che da anni si scagliano contro le università italiane e che vengono riproposte, prima di verificarle e contestarle, nelle prime righe di uno slideshow (di G.De Nicolao, ingegnere dell'Univ.di Pavia: “Spesa, risultati, efficienza: miti, leggende e realtà dell’università italiana”) pubblicato oggi nel sito web ROARS (Return on Academic Research) e così introdotto: “Con la Legge di stabilità 2012, il calvario dell’università italiana giunge all’ultima stazione. La maggior parte degli atenei è ormai a rischio di default a causa della cura dimagrante imposta negli ultimi anni. Un indubbio successo della propaganda martellante che per anni ha denunciato i costi inusitati, l’irrilevanza scientifica e l’inutilità sociale dell’università italiana. Liberato da questa spesa parassitaria, il paese potrà finalmente risorgere investendo sul lavoro manuale, il turismo per i visitatori cinesi e indiani, senza scordare la fabbricazione delle “scarpe più belle del mondo”. Nelle slides alcuni luoghi comuni di questa propaganda sono messi a confronto con i fatti e con i numeri”. Che sono ben diversi e che dimostrano come il taglio di 300 su 400 milioni di euro alle università previsto dalla Legge di Stabilità (e probabilmente preparato dalla diffusione di notizie imprecise e non corrette come quelle citate) sia la risposta peggiore da dare per preparare l’Italia a resistere alle sfide che da qualche tempo arrivano dalle dinamiche, risparmiose, studiose e curiose popolazioni asiatiche, molto apprezzate da chi apprezza le proprie ricchezze finnziarie.
Che ci sia un po’ di masochismo nel negare anche alcuni meriti della ricerca italiana lo faceva notare già nel 2009 un articolo sulla rivista del CNRS francese: “The Italian paradox”.

 

19/12/12-USA

·         Che possa diventare o no una soluzione ai problemi dell'umanità non è ancora una certezza, ma è comunque utile che qualcuno si preoccupi di quantificare i costi e di confrontarli con rischi e costi connessi con un tipo di alimentazione più tradizionale ma probabilmente poco rispettoso dell'ambiente in un mondo ben diverso anche solo rispetto a 62 anni fa, alla metà del secolo scorso, quando eravamo solo un terzo rispetto ad oggi, 2.5 miliardi. Il problema è stato affrontato nell'articolo "Environmental Impact of the Production of Mealworms as a Protein Source for Humans – A Life Cycle Assessment", che dimostra i minori costi per l'ambiente delle proteine animali tratte da coltivazioni di vermi. D'altronde si sa di che cosa hanno bisogno le nostre cellule per vivere e riprodursi: di aminoacidi, non di proteine.

 

19/12/12-CHINA

·         I cambiamenti che stanno sconvolgendo le economie di molti paesi asiatici hanno avuto effetti rilevanti anche sulla biodiversità e quindi sui delicati equilibri fra l’uomo e l’ambiente, il cui sviluppo equilibrato è minacciato in molte zone.
L’enorme potenza economica attuale della Cina sta avendo imponenti ripercussioni sulla biodiversità in tantissimi paesi africani, che si vedono letteralmente risucchiare attraverso linee di trasporto tanto efficienti quanto illegali migliaia di parti anatomiche provenienti ottenute sacrificando ogni anno migliaia di elefanti e rinoceronti. A queste stragi si aggiungono poi quelle di tigri in Asia.
Limitata sembra la preoccupazione del WWF cinese, che non sembra preoccupato di questi problemi nella sua homepage, anche se la complessità del problema è nota. La differenza rispetto alla homepage centrale del WWF è evidente: negli ultimi giorni ci sono continue citazione dell’incremento dei traffici illegali, in gran parte diretti dall’Africa verso la Cina (fra il 54% e il 65% rispetto allo 0% di 12 anni fa, per quanto riguarda l’avorio!!).
Paesi di origine dell’avorio sono soprattutto la Nigeria, il Camerun, ma soprattutto il Kenya e la Tanzania e punti di passaggio sono il Portogallo, l’Egitto, il Sudan, Hong Kong e la Malesia (impressionante il sequestro di 1500 zanne24 tonnellate – avvenuto qui una settimana fa, il 12 dicembre scorso, corrispondente al totale dei sequestri dell'intero 2011).
Il 22/10 scorso a Hong Kong, grazie all’intervento dell’International Fund for Animal Welfare erano state sequestrate 4 tonnellate di zanne arrivate dall’Africa, mentre altre 2.4 tonnellate erano state sequestrate in Vietnam in agosto.
Il drammatico peggioramento della situazione nel 2011 e 2012 sta richiedendo nuovi strumenti (droni compresi) per contrastare bracconieri sempre più attrezzati, aggressivi e potenti; anche Google contribuisce a questa guerra con i suoi fondi dei Global Impact Awards.
Davvero impressionante è la lettura di un ampio e documentato rapporto dell’EIA (Environmental Investigation agency) anche se è del 2007. Interessante, a pag.29, la mappa della rete illegale che porta in Cina il 50% dell’avorio africano (il cui commercio è proibito anche se talvolta si sono commercializzate legalmente le zanne di avorio sequestrate invece di bruciarle; si attiva così un circuito ufficiale di avorio legale che lascia sopravvivere il tradizionale mercato cinese dell’avorio lavorato, ma apre la strada anche all'avorio illegale documentato dalla mappa dei sequestri in Cina; fanno impressione le foto delle numerose sculture in avorio in vendita nei centri commerciali cinesi rivolti ai turisti (ad esempio a Darien). Sembra che anche le recenti olimpiadi siano state un’occasione per la vendita ai turisti di avorio lavorato.

 

18/12/12-F

·         Come ricorda un articolo su Wired, 183 anni fa morì (aveva ben 85 anni) Jean Baptiste de Lamarck, che nell'anno della nascita di Charles Darwin (1809) pubblicò Philosophie zoologique, il testo in cui dimostrava come il creazionismo ormai non fosse più una spiegazione accettabile dell'enorme variabilità degli esseri viventi, che ormai poteva essere spiegata solo come il prodotto di un processo evolutivo.
Purtroppo le limitate conoscenze della biologia del tempo non erano in grado di suggerire a Lamarck una spiegazione ragionevole e dimostrabile, per cui non riuscì a convincere i suoi colleghi e Darwin ebbe tutto il tempo per proporre, giusto 50 anni dopo, una spiegazione migliore, nonostante le conoscenze sui meccanismi ereditari fossero ancora inadeguate.
Se la spiegazione di Lamarck non riuscì a convincere i suoi contemporanei, non c'è dubbio che comunque, grazie a lui, fin dal 1809 - più di due secoli fa - il creazionismo si dimostrò del tutto incompatibile con la complessità del mondo naturale, almeno per i naturalisti che lo conoscevano sempre meglio; era un evidente conseguenza di un processo evolutivo che però rimaneva ancora difficile spiegare.

 

18/12/12-USA

·         Carl Zimmer inaugura oggi il suo blog The Loom, che riapre nel sito del National Geographic con un nuovo nome: “Phenomena: the loom

·         Nel blog Why evolution is true un post di Greg Mayer rievoca ("The Piltdown Hoax at 100") il centenario della truffa di Piltdown, un falso cranio "costruito" unendo parti di un neurocranio umano con parte di una mandibola di orango. Ovviamente mancavano soprattutto le parti ossee che avrebbero fatto capire che le strutture craniche fossero fra loro incompatibili.
Come ricorda il post, il falso venne svelato solo nel 1953, grazie a nuove tecniche di indagine, nonostante già intorno al 1914 alcuni paleoantropologi avessero sollevato alcuni dubbi sull'autenticità di un reperto che, curiosamente, confermava le false aspettative di 100 anni fa, quando si era certi di dover dimostrare l'esistenza di una forma umana ancestrale dotata di ampia capacità cranica ma con una dentatura ancora scimmiesca.
Come invece sappiamo oggi, l'evoluzione umana è avvenuta in due fasi: nella prima si è perfezionata, in circa 4 milioni di anni con tutte le modificazioni anatomiche necessarie, la locomozione bipede; solo successivamente è iniziato l'aumento dimensionale dell'encefalo, associato alla creazione e all'utilizzazione di manufatti litici.
Un processo che noi oggi chiamiamo "evoluzione a mosaico" e che giustifica il fatto che Lucy, l'Australopithecus afarensis di 3,6 milioni di anni fa, fosse bipede (come dimostrano le impronte lasciate a Laetoli) ma con una capacità cranica non diversa da quella di uno scimpanzé, sui 400 cc. 
Nell'occasione del centenario, il museo di Storia Naturale di Londra, che già dispone di un sito web ben organizzato sulla truffa, inaugurerà una mostra sul falso reperto, di cui ancora oggi si ignora il vero responsabile e creatore. Per i curiosi, questa di R.Harter è un'altra pagina web interessante sul reperto di Piltdown.
Qui una recente pagina del sito del Museo di Storia Naturale di Londra sul falso di Piltdown, che informa di indagini in corso.

 

17/12/12.USA

·         Un articolo (“Ancient Bones That Tell a Story of Compassion”) nella pagina scientifica del New York Times di oggi racconta una storia di vita che avrebbe certo fatto piacere a Darwin, che già aveva notato come la nostra fosse una specie un po’ diversa dalle altre; come sappiamo (e come ci ha appena ricordato anche Benigni) non aveva dubbi che la selezione naturale non avrebbe più avuto sulla nostra specie lo stesso potere che aveva avuto con tutte le altre specie precedentemente comparse sulla terra.
Certo Darwin si era basato sugli esempi di solidarietà e di collaborazione reciproca a lui noti; non poteva immaginare che un giorno sarebbero emerse anche prove così antiche come quelle evidenziate nella sepoltura 9 dello scavo archeologico del sito neolitico (di 4000 anni fa) a Man Bac, a sud di Hanoi, in Vietnam.
Lo scheletro della sepoltura 9 appartiene infatti a un soggetto di almeno venti anni, che avrebbe notevoli difficoltà anche oggi a sopravvivere senza un’adeguata assistenza sanitaria.
Presentando una paralisi degli arti inferiori e una limitata mobilità degli arti superiori ha certamente richiesto, dalla fanciullezza e almeno per una decina di anni, un’assistenza continua, dipendendo dagli altri per ogni esigenza quotidiana (“Survival against the odds: Modeling the social implications of care provision to seriously disabled individuals”).
Questo non è certo l’unico caso oggi conosciuto che dimostra come i parenti siano dovuti intervenire per permettere la sopravvivenza di soggetti con handicap che ne impedivano l’autosufficienza.
Certo non si può negare che anche la bioarcheologia della violenza sia un campo di ricerca (e sembra che i maya abbiano fornito molto materiale dimostrativo), ma non c’è dubbio che la bioarcheologia della solidarietà abbia già fornito numerosi interessanti esempi di un fenomeno recente che comunque presenta molte tracce di comportamenti comparsi già decine di migliaia di anni fa.
Come già si notava dal 1991 (“Can paleopathology provide evidence for “compassion”?”), il reperto di Shanidar fornisce prove di comportamenti solidali anora più antichi, anche fra i neandertaliani. Risulta importante anche una scoperta fatta in Italia: un nano acromesomelico di 17 anni sepolto nella grotta del Romito (CS), che sicuramente ha richiesto continue cure, avendo una limitata autonomia.

·         Per chi volesse seguire quotidianamente le scoperte archeologiche fatte nel mondo, questo è il link al sito migliore e più aggiornato.

 

17/12/12-IT

·         Sembra probabile che qualcuno non abbia subito ben capito il motivo della interessante citazione di Darwin fatta da Benigni nella sua presentazione (“La più bella del mondo”) delle meraviglie della costituzione italiana: “Lo stato richiede la solidarietà. Hanno messo il dovere di aiutare chi sta peggio. Noi siamo così come siamo perchè abbiamo il sentimento della solidarietà. Ci siamo evoluti per questo. La solidarietà ci distingue come esseri umani. Magnifica il vangelo dove c’era scritto ‘non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te’. Qui è propositivo: ‘Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te’. I padri costituenti sono riusciti a mettere insieme per la prima volta nella storia Darwin e la Bibbia. Roba dell’altro mondo”.  La citazione è al 55’ minuto, nel commento all’articolo 2 della Costituzione, quello con cui “quei signori li sono riusciti a far diventare legge un sentimento”, la solidarietà, che è anche uno dei prodotti di quella fase dell’evoluzione biologica che ha prodotto animali come i primati con una socialità complessa e in cui la cooperazione ed elaborate modalità di comunicazione acquisiscono forse per la prima volta un ruolo decisamente rilevante.
Proprio dall’interno di un gruppo di primati, in cui è presente un lungo periodo - anche di 5 anni - di cure parentali che permettono la trasmissione di tradizioni culturali alla generazione successiva, si sviluppa la linea evolutiva che in 6/7 milioni di anni porterà all’uomo attuale.
Proprio di un processo complesso che attiva e favorisce la cooperazione e la comunicazione nel percorso evolutivo che porta all’uomo ha discusso recentemente Michael Tomasello, del Dip.di Antropologia Evoluzionistica di Lipsia, in un recentissimo articolo, citato qui sotto in data 27/11 (“
Two Key Steps in the Evolution of Human Cooperation”), che contribuisce a chiarire il ragionamento, invero non sempre lineare, di Benigni.
Non è certo una novità che alcune delle caratteristiche davvero interessanti ed apprezzabili nella nostra specie siano già presenti in aspetti biologici e culturali presenti oggi anche nelle specie a noi più vicine, da tempo approfonditi da uno studioso dell’etologia e della psicologia dei primati come il primatologo Michael Tomasello.
Per capire come la citazione di Darwin intendesse evocare piuttosto l’evoluzione come fatto, si può leggere questo articolo di 
P. A. Spikins, H. E. Rutherford, A. P. Needham: “The Prehistory of Compassion” o questo articolo di Jean-Jacques Hublin su PNAS (“The prehistory of compassion”), dove ci si spinge fino all’esame della situazione che si trova nelle scimmie antropomorfe.
Anche l’Avvenire ha notato la citazione di Darwin, e la riporta nell’articolo “Benigni show tra satira e politica”.

 

14/12/12-UK

·         Un articolo dell’Independent ci dimostra (“Debate on Islam and evolution has to be called off after revolt by student societies”) come la discussione sull’evoluzione diventi problematica se non pericolosa quando si cerca di coinvolgere gruppi integralisti che difendono l’interpretazione letterale del Corano. Gli organizzatori della prevista iniziativa, afferenti al Deen Institute (un’istituzione diretta da un islamico conservatore, Adam Deen, che però promuove il pensiero critico), prevedevano infatti di organizzare in gennaio all’Imperial College di Londra un convegno sul tema “Have Muslims misunderstood evolution?”, invitando scienziati musulmani e imam che sostengono la compatibilità fra evoluzione e Islam; erano invitati anche creazionisti (come il medico turco che qualcuno forse ha già incontrato a Milano grazie ai creazionisti italiani e che abbiamo visto proporre ad un convegno vaticano le solite domande creazioniste sulle forme di transizione la cui mancanza angoscia anche gli antidarwinisti cattolici).
Originale, almeno per me, la nuova versione di “marcia del progresso” adottata per il poster del convegno.
Il Deen Institute pensava di coinvolgere anche le associazioni studentesche islamiche dell’Imperial College, ma il montare delle critiche dei creazionisti islamici all’iniziativa ha costretto a spostarla in una struttura dell’Università di Londra. Interessante il motivo addotto da un musulmano che non apprezzava che la discussione fosse limitata all’ambito islamico: “This debate is a big mistake.
It is shifting debate to make it a Muslim issue rather than an issue between atheists and creationists”.
In realtà la scoperta (avvenuta progressivamente negli ultimi 150 anni) delle diverse spiegazioni che rendono oggi del tutto accettabile il processo evolutivo ha messo in difficoltà un po’ tutte le religioni, i cui responsabili si trovano in imbarazzo e si mostrano incapaci a controllare e contrastare l’ignoranza e l’irrazionalità dei gruppi creazionisti; perfino quando criticano, come avviene nella chiesa cattolica che si vanta di averli creati già fin dai tempi di Galilei, quegli organismi scientifici (come la PAS, di cui oggi fan parte decine di premi Nobel, a cominciare dal presidente) a cui da secoli i papi hanno attribuito un ruolo di consulenza sui temi che coinvolgono la scienza.
Comunque per molte religioni sono in atto importanti cambiamenti, a cominciare  dal riconoscimento della validità del metodo scientifico (nei casi in cui è applicabile, al di fuori delle questioni di fede) e della teoria dell'evoluzione. Abbiamo così il Clergy Letter Project che negli USA raccoglie migliaia di pastori protestanti, decine di religiosi buddisti e centinaia di rabbini che festeggiano l'"Evolution Weekend" e non si vergognano di mostrare un santino di Darwin nella loro home page.
Nella chiesa cattolica oggi abbiamo come coordinatore della PAS un neodarwinista che mostra anche una seria preoccupazione per il futuro e la sopravvivenza del creato, i cui equilibri sono oggi minacciati, come sottolineato anche dal papa nel 2007 ("L’emergenza della fame e quella ecologica stanno a denunciare, con crescente evidenza, che la logica del profitto, se prevalente, incrementa la sproporzione tra ricchi e poveri e un rovinoso sfruttamento del pianeta").   

 

14/12/12-IT

·         Davvero interessante una pagina ("Terra del Fuoco: l’anima di un uomo ci muore dentro") comparsa oggi su un blog (Nobordersmagazine) in cui un americanista, N.Bottiglieri racconta del suo viaggio in Patagonia sulle tracce di Darwin e rievoca una delle tappe del viaggio nella Terra del Fuoco, quella della sosta del 24/1/1833 a Wulaya Bay per riportare nella loro terra i 3 fuegini che erano stati portati in Inghilterra nel 1930 dal capitano Fitzroy durante un precedente viaggio del Beagle.
Nell'articolo si racconta di come lo sterminio fu la conseguenza finale dell'incontro fra la debolezza delle popolazioni locali e la potenza degli europei, interessati a sfruttare le risorse naturali che erano indispensabili alla sopravvivenza dei fuegini, minacciata anche quella dai "doni" portati dall'Europa: "Negli anni successivi le navi baleniere uccisero due milioni di leoni marini, il cui grasso servì a illuminare la città di Londra, togliendo la base dell’alimentazione degli indios. Le epidemie di tubercolosi, morbillo e sifilide decimarono in pochi decenni i “nomadi del mare”, la popolazione yamana, che viveva vicino Capo Horn e gli Alacalufes che vivevano sullo stretto di Magellano...
".
Vediamo anche qui un esempio delle conseguenze di quasi tutti i contatti avvenuti fra popolazioni di cacciatori/raccoglitori e popolazioni che si trovano in momenti diversi dell'evoluzione culturale e dell'economia.
Sconcerta che qualcuno provi ad addebitare a Darwin o addirittura alla sua teoria dell'evoluzione eventi simili, che sono sempre avvenuti e che, soprattutto nel continente americano si ripetevano ben documentati già da vari secoli.
Lo stesso Darwin aveva potuto verificare durante il suo viaggio come la riduzione in schiavitù fosse una delle modalità per gestire le popolazioni indigene.
Anche questa era un'esperienza che sarebbe stato difficile effettuare in Inghilterra, dove invece ebbe l'occasione di frequentare un ex-schiavo.

 

13/12/12-BORNEO

·         E' stata scoperta una nuova specie di proscimmia che vive nel Borneo (o Kalimantan). Si tratta di una specie di Loridae del genere Nycticebus. E' stato attribuito il nome specifico di Nycticebus kayan. Piuttosto insolito che ci sia una specie di primate che dispone di un morso velenoso; si consiglia prudenza. Qui un paio di foto di questa nuova specie, che vive in una delle isole più minacciate del sud-est asiatico. Qui invece una pagina web e un video che dimostrano la sorte a cui vanno incontro molti degli animali rari che vengono sottratti alle foreste, resi innocui e venduti nei mercati delle grandi città; nemmeno i rarissimi Loridae sfuggono a questa sorte in un contesto in cui le leggi non vengono fatte rispettare. Se ne parla anche nelle news nel sito del National Geographic: "Venomous Primate Discovered in Borneo"

 

13/12/12-I

·         In un post ("Chi ha paura della scienza?") del blog My genomix (in data 27/11/12) vengono presentati i risultati di due recenti sondaggi su aspetti che dovrebbero oggi essere ben noti a tutti i cittadini. Il primo sondaggio (realizzato da Futuragra) riguarda l'informazione che arriva ai cittadini sugli OGM, mentre il secondo è un sondaggio del CENSIS sull'interruzione di gravidanza, sulla fecondazione assistita e su aspetti connessi anche al possibile uso in terapia di staminali embrionali o di diagnosi prenatali per identificare i rischi di mutazioni che potrebbero rendere problematica e magari breve la vita del figlio. Certo sono aspetti dolorosi della vita che qualcuno ritiene comunque abbiano un significato e un ruolo positivo, ma non è detto che tutti condividano quell'opinione e se la lascino imporre volentieri.
I sondaggi mostrano infatti l'interesse elevato per i benefici che la ricerca biologica oggi permette, ma anche la grande ignoranza correlata alla durata del percorso scolastico. E' noto che la preparazione culturale, soprattutto in un ambito come quello scientifico in continua espansione ha effetti rilevanti, ma fa comunque impressione come anche dimostrazioni evidenti come le risposte a questi sondaggi non riescono a far ottenere che alla formazione scientifica si attribuisca il ruolo che merita e che le viene attribuita nei paesi occidentali che si preoccupano della tempesta che sta arrivando dall'oriente.    

 

12/12/12-AU

·         Si sta svolgendo in questi giorni (dal 9 al 13 dicembre) a Woollongong il congresso annuale 2012 dell'Australian Archeological Association. Qui gli abstract delle comunicazioni. Interessante la presentazione di una ricostruzione dell'aspetto dell'unico individuo di Homo floresiesis finora trovato, indicato come LB1 e trovato nella grotta di Liang Bua; certo uno dei reperti fossili più discussi, anche per la datazione recente (fra 38.000 e 13.000 anni fa).

 

11/12/12-IT

·         Il Parlamento ha approvato oggi un documento che ci fa riflettere come davvero, nonostante la Lega Nord e l'UDC che ostacolavano questa firma, il mondo sta cambiando e fra qualche decennio sarà probabilmente molto diverso da quello attuale, con un progressivo aumento del ruolo dell'Asia, delle sue economie ma anche delle sue culture millenarie: l'intesa fra lo stato italiano e le principali religioni non abramitiche, quella buddista e quella induista. Nell'accordo approvato oggi (era stato richiesto nel 1991 e una bozza dell'accordo era stato firmato dal governo già 12 anni fa, nel 2000); solo oggi è arrivata l'approvazione in un parlamento che si dovrebbe immaginare fosse favorevole alla libertà religiosa. Diversi problemi venivano da anni sollevati dai leghisti e dall'UDC, impedendo l'approvazione dell'intesa.
Nell’accordo siglato solo oggi è inserito il riconoscimento per i ministri, i luoghi di culto e le festività religiose e le scuole confessionali. Il diritto a scegliere procedure particolari per la sepoltura e ad avere aree riservate nei cimiteri oltre che la possibilità di accedere all’8 per mille del gettito fiscale, come accade per le altre religioni riconosciute.
 
Solo negli ultimi mesi si sono rispettate le raccomandazioni dell'art.8 di una costituzione che  anche Benigni ammette essere ancora giovane: solo il 7 agosto 2012 si erano approvate in parlamento le 3 intese che i precedenti governi hanno già approvato e che riguardavano i Mormoni, l’ Arcidiocesi Ortodossa, la Chiesa Apostolica.
Per chi fosse imbarazzato dal concedere il proprio 8 per mille alla chiesa metodista (sono infatti nel modulo insieme ai valdesi) a causa dello sconcertante sostegno, anche attivo e diretto, alle politiche eugenetiche negative attivate negli USA nei decenni dal 1910 fino almeno agli anni '50; certo hanno chiesto scusa, ma solo nel 2008 (“An Apology for Support of Eugenics“).
Riguardo ai metodisti bisogna comunque oggi apprezzare come sappiano bene che ci siano anche "ipotesi evoluzioniste" basate sulla fede e non sulla scienza; e che sanno riconoscerle: “THEREFORE BE IT RESOLVED that the General Conference of the United Methodist Church go on record as opposing the introduction of any faith-based theories such as Creationism or Intelligent Design into the science curriculum of our public schools".
La risoluzione aiuta a capire il significato da attribuire alla raccomandazione "che non siano previste forme di insegnamento religioso diffuso nello svolgimento dei programmi di altre discipline.
In ogni caso non possono essere richiesti agli alunni atti di culto o pratiche religiose", presente nel testo della  legge approvata dal senato.

 

11/12/12-SP

·         Si è concluso oggi alle Canarie, all'università di Las Palmas, un convegno ("Nobel forum") che ha visto la partecipazione di alcuni premi Nobel.
Come si vede dalla foto dei partecipanti, era presente anche il microbiologo ed evoluzionista Werner Arber, attualmente e da quasi due anni presidente dell'Accademia Pontificia delle Scienze. L'intervento di W.Arber è stato sui "Meccanismi molecolari della variabilità genetica, motore dell'evoluzione darwiniana".
Riguardo all'evoluzione biologica ha ovviamente confermato che abbiamo solo ipotesi sull'origine comune degli esseri viventi, ma per meccanismi evolutivi che hanno poi agito "noi oggi possiamo dire che Darwin aveva ragione a pensare che tutti gli organismi abbiano un'origine comune. E' poi meraviglioso che la selezione naturale decida quali siano gli organismi destinati a sopravvivere e quelli che invece non sopravviveranno".
 
Arber ha poi consigliato di rispettare e proteggere la biodiversità e di fidarsi delle biotecnologie che si usano per migliorare la produttività delle risorse alimentari necessarie per la nostra specie, arricchendo la dieta dove ora è insufficiente..

 

11/12/12-USA

·         Un recente libro pubblicato dalla NAP, la casa editrice della National Academy of Science, ("Education for Life and Work: Developing Transferable Knowledge and Skills in the 21st Century") permette di capire la seria preoccupazione degli statunitensi per il mantenimento di un livello culturale elevato nelle scuole USA, in particolare nel campo scientifico; si rendono però conto di quanto stia aumentando la difficoltà per i loro studenti nel mantenere le posizioni rispetto agli standard delle università USA. La dimostrazione viene dalla competizione sempre più evidente con gli studenti che da anni vengono da tutto il mondo per frequentare le loro università, alcune delle quali sono riconosciute fra le migliori del mondo e sono ambite da studenti che sempre più numerosi arrivano soprattutto dall'Asia.
Il volume, come moltissimi altri pubblicati dalla NAP, può essere scaricato gratuitamente in formato PDF.
Particolarmente competitivi e "minacciosi" sono oggi gli studenti che vengono dai paesi asiatici, come ammette anche lo statistico Hans Rosling che in un suo TED talk sullo sviluppo economico e culturale dell'Asia, ricordava di quando, studente universitario per un mese in India negli anni '70, si stupì parecchio di trovarsi posizionato nella fascia bassa degli studenti che seguivano il corso, nonostante in Svezia fosse abituato a stare nella fascia alta.
E la differenza era evidente e riuscì a giustificarla; cambiava soprattutto nell'impegno nello studio: era maggiore nei compagni indiani più impegnati nello studio (semplicemente leggevano il libro 3/4 volte rispetto all'unica volta degli studenti svedesi, che poi andavano alle feste). Il video ha anche sottotitoli in italiano, come questo, con altri dati demografici, capaci di far cambiare alcuni preconcetti.

Alcune TED talks sospette realizzate recentemente in sedi periferiche e su argomenti davvero ai limiti della scienza hanno indotto i responsabili del progetto a mettere in guardia i responsabili delle sedi periferiche sulla Bad Science e sulla Pseudoscience, invitandoli a controllare meglio, magari consultando anche esperti universitari qualificati se non bastasse anche silo wikipedia, gli oratori che si propongono senza avere competenze e qualificazioni adeguate, soprattutto per evitare il rischio di appoggiare e diffondere conoscenze e terapie non sperimentate in campo medico (health hoaxes). Vengono prospettate anche possibili sanzioni ("Presenting bad science on the TEDx stage is grounds for revoking your license").
La circolare, pur premettendo come non sia facile, in un contesto come quello scientifico in cui non esistono verità eterne nè dogmi, distinguere fra scienza, pseudoscienza e cattiva scienza; fornisce però indicazioni utili per riconoscere eventuali situazioni di rischio o temi che richiedano una verifica più attenta.
Si suggerisce anche un testo pubblicato su Forbes ("10 questions to distinguish real from fake science”) ma soprattutto si consiglia di fare verifiche in siti web sempre più qualificati (anche partendo magari da wikipedia) e in riviste scientifiche serie, consiglia di evitare chi pubblica solo su siti web e consiglia di far svolgere indagini da parte di giornalisti coraggiosi, o di consultare esperti, non connessi con il relatore o appartenenti alle vicine università.
Di questa preoccupazione degli organizzatori di TED talks si parla anche in un articolo su Slate del 7/12/12 ("TEDx Talks: Some Ideas Are Not Worth Spreading").

·         Il riferimento ai giornalisti coraggiosi allude alla reazione contro due giornalisti del quotidiano tedesco Zeit, Anita Blasberg e Kerstin Kohlenberg, che hanno recentemente (23/11) pubblicato un articolo (“Die Klimatekrieger”) che racconta i retroscena del lavoro fatto negli USA delle lobbies finanziate da chi aveva interesse a non modificare il peso dei fattori che stavano forse stimolando modificazioni del clima che rischiano in breve tempo di alterare l’ambiente in cui siamo abituati a vivere. Il sito ambientalista italiano di GreenReport cita ad esempio l’Heartland Institute, per fare il nome di qualcuno di cui all'inizio dell'anno si erano svelati documenti compromettenti e che organizza conferenze sul clima ben sponsorizzate, o l'Exxon Mobil che ancora finanzia ecoscettici, o la General Motors che dal 2012 è invece pentita e non li finanzia più)
L’articolo dello Zeit si può leggere anche in italiano, essendo stato tradotto per l’ultimo numero di Internazionale (“Un clima sospetto” [
La grande industria paga esperti di comunicazione e scienziati per convincere l’opinione pubblica che il cambiamento climatico non esiste. Invece è più grave che mai]).
L’indagine dei due giornalisti sembra non sia stata presa molto bene né negli ambienti scettici USA, né negli ambienti scettici tedeschi, e lo si può verificare; i loro contestatori non hanno apprezzato che si presentassero dei climatologi che studiano e si [pre]occupano del clima come persone positive e tranquille, mentre si dipingeva invece negativamente chi difende gli interessi delle multinazionali USA dell’energia, oggi a rischio, visto che nel 2006 si era raggiunto il livello massimo di estrazione del petrolio e quindi giustamente preoccupate che l’economia USA e il mondo occidentale stesso potessero crollare se non riescono a mantenere o aumentare il loro ruolo nel mondo. Anche per questo nei siti di chi nega il riscaldamento globale o la responsabilità dell'uomo, è facile trovare riportati gli indirizzi mail di questi giornalisti dello Zeit. L'occasione che ha stimolato l'interesse dello Zeit è stata l'organizzazione a Monaco della 8' Conference dell'Heartland Institute on Climate Change a fine novembre 2012. Oltre che del clima, l'Heartland si occupa da tempo anche dei diritti dei fumatori.

 

11/12/12-IT

·         Giovedì 13 dicembre, Telmo Pievani presenterà a Milano alle 18.30 all'acquario Civico  l'atlante 'Homo Sapiens. Il cammino dell'umanità'. Locandina.

·         Venerdì 14 dicembre a Spoleto  ci sarà la presentazione del nuovo libro del geologo Guido Chiesura su Darwin: "Darwin e il baobab".

 

9/12/12

·         Un post sul blog di Scientific American  invita ("Arctic Report Card: Dark Times Ahead") a leggere una recente pubblicazione (l'annuale environmental assessment of the far North) sui drammatici cambiamenti che stanno avvenendo nelle regioni artiche, con i numerosi nuovi record raggiunti nel 2012 (basti pensare che a settembre l'estensione della banchisa era minore rispetto al precedente record del 2007 ed era ridotta al 50% (=dimezzata) rispetto al valore medio del 1979/2000, come si vede dai grafici interattivi del National Snow & Ice Data Center).
Le notizie più recenti vengono da un nuovo report appena pubblicato dai ricercatori della NOAA che monitorizzano quelle aree.
"The 20 essays in Report Card 2012, representing the collective effort of an international team of 141 researchers in 15 countries, are based on published and ongoing scientific research. Independent, peer-review of the scientific content of the Report Card was facilitated by the Arctic Monitoring and Assessment (AMAP) Program of the Arctic Council. The Circumpolar Biodiversity Monitoring Program (CBMP), the cornerstone program of the Conservation of Arctic Flora and Fauna (CAFF) Working Group of the Arctic Council, was instrumental in soliciting essays in the ecosystem sections of the Report Card. The Arctic Report Card is supported by the NOAA Climate Program Office through the Arctic Research Program".

·         Importante in proposito anche un recente articolo ("Climate change prediction: Erring on the side of least drama?") pubblicato sulla rivista peer-review Global Environmental Change; ha giustificato un paio di interventi sul blog di Scientific American che già fin dal titolo criticano le precedenti previsioni fatte dall'IPCC sul riscaldamento globale, in quanto i risultati sono stati diversi rispetto alle previsioni ("How the IPCC Underestimated Climate Change e Climate Science Predictions Prove Too Conservative").
L'articolo, controllato dai revisori della rivista, dimostra come " Over the past two decades, skeptics of the reality and significance of anthropogenic climate change have frequently accused climate scientists of “alarmism”: of over-interpreting or overreacting to evidence of human impacts on the climate system. However, the available evidence suggests that scientists have in fact been conservative in their projections of the impacts of climate change.".
L'abstract si conclude quindi con ulteriori preoccupazioni sulla capacità di previsione dell'IPCC e sui rischi relativi: "Climate scientists are not alarmists but have underestimated recent climate changes. ► We identify a directional bias toward erring on the side of least drama (ESLD). ► ESLD is an internal pressure arising from norms of objectivity, restraint, etc. ► ESLD may cause scientists to underpredict or downplay future climate change". 

 

  8/12/12-USA

·         Sempre sullo stesso blog di Scientific American si riferisce ("African Great Ape Habitat Underwent Massive Shrinkage Since 1990s") delle minacce rivolte dalla nostra specie alle antropomorfe aficane, che vedono ridursi sempre più il territorio in cui sono abituate a vivere, certamente già ridotto rispetto all'area occupata centinaia e migliaia di anni fa. Il pericolo di estinzione si avvicina sempre più e si sta aggravando, come dimostra l'articolo originale ("Recent decline in suitable environmental conditions for African great apes") comparso sulla rivista peer-reviewed Diversity and Distributions: "Since 1995, Cross River gorillas have lost 59% of their habitat; eastern gorillas have lost 52%; and western gorillas have faced a 31% loss. Bonobos have suffered a 29% loss in their habitat; central chimpanzees have experienced a 17% shrinkage, and western chimpanzees, 11%".
Alla ricerca hanno contribuito 47 primatologi (2 sono italiani) di 31 istituzioni che hanno analizzato la situazione sulla base dell'eccezionale archivio APES (Ape Populations, Environments and Surveys database) creato per monitorizzare le antropomorfe presenti in 68 aree geografiche.

·         Davvero interessante, soprattutto per il sondaggio realizzato fra il pubblico prima e dopo il dibattito, che permette di quantificare lo spostamento di opinioni causato dalle nuove informazioni ricevute dagli spettatori, il confronto fra 4 oratori che cercavano di convincere il pubblico della loro diversa opinione su "scienza e fede".
La domanda su cui si voleva testare le opinioni degli spettatori era "Science Refutes God?
", certo mal posta ma viene ben chiarita dal moderatore John Donovan, che la riferisce, ed è logico, più alle conseguenze che ne derivano nella vita pratica ("So that means: there are no miracles, no life after death, no saying (as a small group of believers do) that the Earth's age is roughly 6000 years old per the Bible (versus 4-billion plus years according to most cosmologists)"). Evidente quindi la relazione con l'evoluzione della vita sulla terra: sappiamo bene quanti problemi scientifici derivino proprio (e solo) solo dalle conseguenze della fede su temi che proprio non dovrebbero coinvolgere affatto le diverse teologie. Partecipanti al  dibattito (i primi due in difesa della scienza):

o        Lawrence Krauss, Director, Origins Project and Foundation Professor, ASU

o        Michael Shermer, Founding Publisher of Skeptic magazine and author

o        Ian Hutchinson, Professor of Nuclear Science and Engineering at MIT

o        Dinesh D'Souza, Author, What's So Great About Christianity

Davvero interessanti i risultati; mostrano un pubblico più favorevole agli scienziati già fin dall'inizio (37%), ma soprattutto dimostrano di una maggiore efficacia degli scienziati (il 50% del pubblico preferisce l'opinione degli scienziati, nella verifica fatta dopo il dibattito); una buona dimostrazione di come forse possa essere un problema di ignoranza su alcuni fatti scientifici, che è possibile risolvere conn una migliore informazione, più che un problema ideologico. 
Certo M.Shermer è un ottimo oratore, abituato ad essere molto efficace avendo avuto un'esperienza di vita che lo ha reso particolarmente convincente: da piccolo era stato educato e cresciuto come evangelico "born again" e andava in giro per le case a convincere i suoi concittadini; in una seconda fase della vita si era poi  "convertito" ed era ritornato nelle stesse case per convincere a cambiare l'opinione che lui stesso aveva diffuso... (come racconta nella presentazione)-
Per chi lo preferisse, c'è anche la versione in PDF

 

 7/12/12-USA

·         Il prossimo numero speciale (dicembre 2012) di Scientific American sarà molto interessante, essendo dedicato all'evoluzione umana ("What makes us human"). Si presenta una delle più recenti scoperte fossili fatte in Africa, come la Lucy's baby, in Asia (Homo floresiensis) e in Europa (Neandertal); si discuterà su alcuni elementi che hanno contribuito alle prime tappe che hanno portato all'ominazione, come la perdita del pelo o il comportamento sociale, fra cui la cooperazione e il connesso sviluppo del linguaggio hanno certo avuto un ruolo importante.

 

6/12/12-UK

·        Un articolo di Nature (“To the limit”) propone alcune tavole e grafici utili per capire come si sia modificato uno degli indicatori demografici, l’aspettativa di vita, nella popolazione mondiale nei tempi recenti; è certamente aumentato il valore alla nascita: se per le popolazioni primitive il valore era di 32 anni, l’aspettativa di vita alla nascita è recentemente aumentata in modo impressionante, dai 50 anni del 1850  agli attuali 85 anni, grazie alle scoperte della biologia e della medicina, ma anche grazie al miglioramento delle condizioni igieniche.
Un aumento notevole si osserva anche nei soggetti che già hanno raggiunto i 60 anni di età: significativa è la mappa che mostra come in alcuni paesi le donne (i maschi hanno hanno ancora valori inferiori) si possano preparare a trascorrere ulteriori 30 anni di vita, come ad esempio in Giappone o a Hong Kong. Ovviamente sono valor medi e non necessariamente tutti ad Hong Kong se la passano bene, soprattutto se sono fra i 100.000 che trascorrono la loro vita nelle gabbie a 100$ al mese, pur essendo in centro-città.
I paesi in cui l’aspettativa di vita è maggiore devono preoccuparsi però dei costi elevati di quello che non è solo un vantaggio desiderabile: oltre alla Scandinavia e alla Svizzera fra i paesi fortunati troviamo infatti Italia, Francia e Spagna, oggi citati soprattutto per i loro problemi di bilancio.
Per capire ancora meglio come si sia sviluppato negli ultimi due secoli questo processo epocale e globale del tutto nuovo, questo video diffuso dalla BBC (“The Joy of Stats” di Hans Rosling) ci mostra quale area del mondo abbia [relativamente] perso potere e risorse negli ultimi decenni, in favore delle aree e delle popolazioni che hanno saputo utilizzare meglio le risorse disponibili.
Per vedere come la situazione igienica e sanitaria fosse drammaticamente diversa e stia tuttora cambiando, lo si può chiedere a chi conosce bene la situazione per averla vissuta personalmente (da 7billionsothers.org, un sito che aiuta a capire un evento davvero epocale: perchè quando sono nato, nel 1950, eravano solo 2.500.000 e oggi siamo quasi triplicati, diventando 7.102.289.638: Health Matters, Access to health care, Malaria, AIDS, Diet for Children, Water, Giving birth).
 

 

5/12/12-FR

·         E’ noto che molti uccelli apprezzano i pesci e hanno quindi sviluppato caratteristiche e strategie particolari per procurarseli.
Sappiamo che anche i gatti apprezzano parecchio gli uccelli… se riescono a raggiungerli.
Meno noto, ma lo riferisce un articolo comparso oggi su PLOSOne, che anche i pesci-gatto possano imparare a catturare gli uccelli. (“Freshwater Killer Whales”, [Orche d’acqua dolce…]); in questo caso si tratta di un chiaro esempio di strategia comportamentale, molto simile a quella utilizzata dalle orche per catturare foche o leoni marini, che permette addirittura di avere un 28% di successo.
In ambedue gli esempi si vede all’opera una strategia che permette addirittura di uscire dai confini del proprio ecosistema. All’articolo è allegato un video che mostra la tecnica di attacco e di cattura dei piccioni che si lavano e bevono sulla riva del fiume francese che ospita una popolazione di furbi pesci-gatto di grosse dimensioni (o siluri).
Ne parla oggi anche il blog “
Not exactly racket science” (“The catfish that strands itself to kill pigeons”), che due giorni fa aveva descritto un lavoro pubblicato su Current Biology di dicembre (“Pygmy mole crickets jump from water”) che riferiva di un grillotalpa sudafricano “geneticamente modificato” per schizzare rapidamente fuori dall’acqua (“Pygmy mole crickets leap from water with spring-loaded oars on their legs”).

 

5/12/12-USA

·         [da Why evolution is true] Uno fra gli esempi più impressionanti di nuove conoscenze che confermano la creatività e la complessità dei meccanismi che garantiscono la sopravvivenza e il successo riproduttivo degli esseri viventi sono le tecniche che permettono il controllo del comportamento delle vittime da parte di alcune specie che le parassitano aggredendo il sistema nervoso centrale.
E’ davvero sconcertante la foto di una formica, parassitata e uccisa da un nematode, che simula addirittura una bacca rossa (nascosta in mezzo ad altre bacche rosse simili) per attirare gli uccelli destinati a diffondere il parassita.
Per chi volesse saper di più su questo meccanismo che trasforma alti organismi in zombie agli ordini e al servizio di parassiti, può approfittare della disponibilità (gratuita) in rete dell’ultimo fascicolo del The Journal of Experimental Biology, tutto dedicato al  Neural parasitology: how parasites manipulate host behavior”.
Questo (“How pernicious parasites turn victims into zombies”) è l’articolo introduttivo, davvero utile per stimolare l’interesse a comprendere l’infinità varietà e creatività dei meccanismi necessari per permettere la vita sul nostro pianeta. L’editoriale del fascicolo è invece “Neural parasitology: how parasites manipulate host behaviour”.
Carl Zimmer, giornalista scientifico del New York Times e autore di alcuni libri su virus e parassiti accompagna con un articolo ("Deciphering the Tools of Nature’s Zombies") l'uscita di questo fascicolo del The Journal of Experimental Biology su un tema sicuramente affascinante, che invita a conoscere meglio le incredibili interazioni fra tutti i meccanismi  casuali che contribuiscono all'evoluzione dei viventi.
Per concludere l'argomento, un video che mostra il tentativo di rendere più attraente e desiderabile una lumaca "zombie", destinata ad essere preda di un uccello.

 

5/12/12-IT

·         [da Pikaia] Come dimostra la presenza nel web, anche in Italia, di creazionisti o antievoluzionisti che insinuano strani dubbi (che spesso vengono dai creazionisti USA, di solito di altre religioni), è evidente l’importanza e l’interesse a migliorare la propria cultura aggiornandosi sui progressi della biologia che comportano aggiornamenti alla teoria dell'evoluzione.
Una selezione dei libri più recenti si può trovare in un pagina web di Pikaia. Qui è disponibile l'elenco in PDF dei libri consigliati

 

4/12/12-IT

·         Un articolo dell’Avvenire (“Genesi e genetica, l'alleanza è possibile”) ritorna a citare, andando un po’ al di là delle rapide battute di G.Gennari comparse nei primi giorni e dedicate soprattutto a criticare T.Pievani, l’intervento ad invito del Nobel Werner Arber al Sinodo dei vescovi del 12/10/12.
La frase più audace dell’articolo (“Arber ha esposto la tesi secondo la quale la teoria neo-darwiniana non è incompatibile con il pensiero della Chiesa e, in particolare, con la creatio in fieri o creazione continua”) evidenzia comunque come l’Avvenire non sembri uno strumento utilizzabile dall’Accademia Pontificia delle Scienze per realizzare gli obiettivi che W.Arber indicava come necessari se davvero si vuole rispettare la complementarietà fra scienza e fede (“la conoscenza scientifica e la fede sono, e devono rimanere, elementi complementari del nostro sapere orientativo”).
Oltre alla difficoltà a distinguere fra “creazione continua” impersonale e creatività della natura (W.Arber parla dell’evoluzione biologica come “un processo naturale continuo e costante di creatività permanente e graduale
), la preoccupazione dell’Avvenire sembra quella della compatibilità della scienza rispetto a quella che evidentemente si considera una “verità”, più che quella della complementarietà (che preoccupa invece W.Arber), evitando così di trasmettere in modo corretto l’invito di W.Arber ai vescovi a “ristabilire” urgentemente la coerenza esistente ai tempi della bibbia “sulla base della migliorata conoscenza scientifica ora disponibile”.
W.Arber infatti concludeva il suo intervento sottolineando come fosse assolutamente indispensabile che si ricomponesse al più presto la “concordanza tra la fede religiosa e la conoscenza scientifica disponibile all’epoca” [biblica]; avendo spiegato ai vescovi quanto negli ultimi secoli la conoscenza scientifica fosse enormemente cambiata e migliorata, ricordava che “Oggi è nostro dovere custodire (e, ove necessario, ristabilire) tale coerenza sulla base della migliorata conoscenza scientifica ora disponibile” in modo che continuassero ad essere “elementi complementari del nostro sapere orientativo”.
Appunto per favorire questa complementarietà, che ritiene necessaria, “la Pontificia Accademia delle Scienze cerca di assolvere al proprio compito di seguire con occhio critico lo sviluppo delle ricerche scientifiche e i progetti di applicazione della conoscenza acquisita … per informare il mondo scientifico, la gerarchia della Chiesa e tutti i cristiani e gli uomini di buona volontà, offrendo importanti suggerimenti a favore di uno sviluppo sicuro, responsabile e sostenibile”.    
Se non si capiscono i suggerimenti autorevoli di W.Arber, sull’Avvenire continueremo a leggere ancora, come è successo il 29/11, allusioni irrazionali e irridenti addirittura all’evoluzione. Forse possiamo considerarla ironia, anche se è ignoranza. Certamente è ideologicamente “compatibile” anche se “in-complementare”.
Rimane solo da capire se all’Accademia delle Scienze Pontificia serva ancora la competenza scientifica dei 40 premi Nobel oggi, anche se forse qualcuno preferirebbe Shakespeare al posto del presidente attuale, esperto di batteri.

 

1/12/12-UK

·        Un post nel blog di J.Coyne ("Templeton pays 12 people to discuss whether the universe has a purpose") ci accompagna a visitare una pagina web con 12 risposte diverse e non verificabili alla domanda "L'universo ha uno scopo?". Se qualcuno fosse interessato, può poi tornare al post di J.Coyne, che  commenta le risposte.
Sembra in particolare sconvolto dalle risposte di J.Goodall, che prima ammirava, e di E.Wesel, sopravvissuto ad Auschwitz, mentre gli piace quella di J.Atkins, che si/ci domanda a cosa servano le domande su questioni magari importanti ma che non possono essere verificate ("We should not regard as great the questions that have been invented solely for the sake of eliciting puzzlement"). Qualcun altro sarà magari sorpreso dalla risposta di de Duve, biochimico e accademico pontificio; anche lui risponde No come J.Atkins. Qui il PDF con le risposte.
Stimolante anche una delle frasi di L.Krauss: "For example, if tomorrow night we look up at the stars and they have been rearranged into a pattern that reads, “I am here,” I think even the most hard-nosed scientific skeptic would suspect something was up". Si è dimenticato di chiedere anche una firma.

 

 

NOVEMBRE 2012

30/11/12-UK

·         Si chiude male, con una seconda brutta notizia, un mese caratterizzato da ben 3 notizie provenienti dal settore di ricerca sugli scimpanzè che comunicano con l'uomo. La prima è stata la notizia della morte del Panbanisha, un bonobo che è anche la sorella di Kanzi, anche lei con grandi capacità ed esperienza nel comunicare con l'uomo al Great Ape Trust di Des Moines (Iowa). Aveva solo 27 anni ed è morta per complicazioni sorte in seguito ad un'influenza che ha colpito tutto il gruppo di bonobo del laboratorio di Sue Savage-Rumbaugh. Qui il sito web a lei dedicato. E qui un video.
La seconda notizia è che Sue Savage-Rumbaugh, che era stata temporaneamente sospesa qualche mese fa dalla direzione scientifica del Great Ape Trust a causa di alcune gravi accuse, è stata riconosciuta innocente da un'apposita commissione ed era stata reinsediata nel ruolo che aveva ("Dr. Sue Savage-Rumbaugh reinstated as the Resident Scientist") nella struttura del Great Ape Trust che si sta aprendo al pubblico (Iowa Primate Learning Sanctuary)
.
La notizia più recente è invece (26/11/12) quella della morte di Dar, uno degli scimpanzè del Chimpanzee and Human Communication Institute (CHCI) della Central Univ.di Washington, per problemi cardiaci a 36 anni. Nel blog che presenta quel gruppo di scimpanzè si possono vedere alcune immagini recenti di Dar, mentre qui ci sono le webcam puntate sui sopravvissuti.

 

30/11/12-UK

·         [da NCSE] un articolo nel sito dell'NCSE ("Closing a creationist loophole in Britain") riferisce di un'iniziativa attuata in Gran Bretagna per evitare un peggioramento nella qualità della formazione scientifica nei giovani inglesi.
La notizia riprende un articolo del Guardian di ieri ("Free schools must teach evolution, ministers announce") che riferiva di un'iniziativa del governo di pretendere che le scuole private "make provision for the teaching of evolution as a comprehensive, coherent and extensively evidenced theory"; il ministro dell'educazione ha poi precisato che, "While we have always been clear that we would expect to see evolution included in schools' science curricula, this new clause will provide more explicit reassurance that free schools will have to meet that expectation."
Già nel 2011 circolava qualche preoccupazione sull'intenzione di alcuni gruppi religiosi di aprire scuole private in cui il creazionismo avesse un ruolo rilevante anche nella formazione scientifica ("More creationist Free Schools planned for 2013 opening").
Una tesi di dottorato dell'Univ.di Warwik del 2009 ("An Investigation of the New Independent Christian Schools: What kind of citizens are they producing?")  indagava sulla situazione reale nelle scuole private religiose, verificando anche   le differenze di opinione degli studenti sull'evoluzione.
Non bisogna comunque dimenticare le numerose scuole private islamiche aperte in UK, anche se un articolo sul Guardian di una docente di scienze cercava di tranquillizzare sull'insegnamento dell'evoluzione.

 

29/11/12-USA

·         Non è certo una notizia seria ("Pat Robertson Dispels Creationist Idea That Earth Is 6,000 Years Old"), ma è interessante vedere in video un vecchio predicatore creazionista di successo come Pat Robertson che in  tarda età si pente di aver imbrogliato i fedeli, costringendo i bravi cristiani evangelici USA a leggere la Bibbia come un libro di scienze.
Proprio lui oggi invita a non credere più che i dinosauri convivessero ancora poco tempo fa con i nostri antenati, dicendo che "there was a time when these giant reptiles were on the Earth and it was before the time of the Bible.
So, don't try and cover it up and make like everything was 6,000 years. That's not the Bible".
Vedremo se anche i pochissimi creazionisti biblici italiani rimasti si adegueranno o contesteranno anche Pat Robertson, che comunque capisce il danno che ha fatto …: "I know that people will probably try to lynch me when I say this, but Bishop [James] Ussher wasn't inspired by the Lord when he said that it all took 6,000 years
". 

·         E' uscito l'ultimo fascicolo della rivista diretta da Niles Eldredge, Evolution: Education and Outreach; il tema del fascicolo, la biogeografia, è uno di quelli che permette di capire come sia possibile che la biologia non abbia sempre un ruolo dominante nel momento in cui si realizzano le condizioni utili per formare una nuova specie. Certo anche qui il caso ha sempre una grande importanza.
La differenza è che nessuno ha mai avuto il coraggio di proporre ipotesi metafisiche sulla deriva dei continenti o sul livello dei mari; sui meccanismi studiati dai geologi nessuno finora ha azzardato serie ipotesi di alternative credibili; anche se sono spesso eventi determinanti per spiegare la macroevoluzione, la loro interpretazione (tranni rari casi che han poco successo anche fra gli integralisti religiosi) è lasciata a chi propone soluzioni naturalistiche.
Eldredge annuncia che dal 2013 la rivista sarà open access.

·         Nel sito del NCSE si offre gratuitamente un capitolo di un libro un po' originale ("Once We All Had Gills"), un'autobiografia di un famoso ricercatore, Rudolf A. Raff's,  di origine austriaca, che racconta soprattutto dei problemi da lui incontrati in relazione all’insegnamento della teoria dell’evoluzione nell’ultimo secolo. Si parla così di "creation science" "intelligent design" ma anche della follia di chi propone di "teaching the controversy" (inesistente).
Ovviamente solo sulla teoria dell’evoluzione, ben sapendo che è il modo migliore per eliminare anche l’evoluzione, un fatto che vorrebbero rimanesse ancora senza spiegazione.
Anche Dan Prothero scrive un commento al libro:”Foundation of a Founder of Evo-Devo  

·         [da NCSE] Una legge che cerca di imporre l'insegnamento dell'Intelligent Design nelle scuole del Montana (USA) ha iniziato il suo percorso alla Camera. Sembra una legge che intende sfidare la sentenza uscita dal processo di Dover/Harrisburg

·         [da NCSE] Invece sta per iniziare un processo contro la legge della Louisiana che prevede il finanziamento di scuole che forniscono corsi sull'Intelligent Design

 

28/11/12-RDC

·         Brutte notizie dal Congo ("Endangered primates caught in Congolese conflict") e soprattutto dalle foreste delle zone nord-orientali, le uniche aree al mondo abitate dai gorilla di montagna; è in atto una fase violenta del controllo diretto del territorio da parte dei ribelli sostenuti dal Randa, sostenuti anche dai profitti ottenuti vendendo all'occidente alcuni minerali (necessari per la produzione di apparati elettronici) estratti in queste zone tenute appositamente fuori dal controllo delle autorità della RDC.
Preoccupante quindi la situazione nel Parco dei Virunga che ospita i gorilla di montagna: da tempo sono sospese le visite dei turisti, la principale fonte del sostegno economico alle popolazioni della zona. Giunge quindi attraverso la rete un appello a sostenere economicamente i rangers che a rischio della vita garantiscono ancora il controllo e la cura dei gorilla, minacciati anche dai bracconieri oltre che dai ribelli. In quell'area ci sono il Primate Rehabilitation Centre di Lwiro, che ospita 50 scimpanzè e 70 scimmie, e il GRACE gorilla sanctuary di Kasugho, che si occupa dei gorilla feriti da ribelli o bracconieri.   

 

28/11/12-USA

·         Un articolo sulla rivista del museo Smithsonian ("Primate Origins Tied to Rise of Flowering Plants") invita a leggere un articolo sull'American Journal of Primatology che chiarisce, per chi ancora non la conoscesse, una delle prime importanti fasi del percorso evolutivo che porterà alla nostra specie. Fu il momento in cui un gruppo di mammiferi iniziò a interessarsi alle piante da fiore (ma soprattutto da frutto) che, anche loro, erano da poco comparse sulla terra, 130 milioni di anni fa. Questa coevoluzione portò alla formazione di una particolare combinazione di caratteristiche fenotipiche caratterizzanti i mammiferi arboricoli. Autori dell'articolo sono gli antropologi Sussman e Rasmussn e il famoso botanico Raven, accademico pontificio. 

 

28/11/12-UK

·         Davvero interessante un articolo di Nature ("Analysis of 6,515 exomes reveals the recent origin of most human protein-coding variants") che illustra quanto stiano cambiando le conoscenze quantitative precise sulla variabilità che coinvolge ad ogni generazione il genoma umano.
Oggi che diventa sempre più economico il sequenziamento individuale, finalmente cominciano ad arrivare dati che permettono di avere stime reali sul tasso delle mutazioni casuali che compaiono ad ogni generazione. Certo questi dati ci permetteranno di abituarci ad accettare senza trami al ruolo importante di un caso che si manifesta non sempre favorevole ma che comunque ha un ruolo reale nel creare e novità; che spesso sono negative, raramente positive e talvolta neutre.
Ci sono anche, e questo probabilmente stupisce chi ignora che ci sono mutazioni puntiformi che non hanno assolutamente alcun effetto, ma sono comunque utili come controllo. I ricercatori hanno analizzato su 6500 DNA idividuali anche il periodo di comparsa di 1146000 mutazioni che coivolgono solo un unico nucleotide. Sembra che l'86% delle mutazioni che si sospettano negative siano comparse nel periodo degli ultimi 5000/10000 anni, nel corso dell'espansione della popolazione umana.  

 

28/11/12-WORLD

·         Un articolo sull’ultimo numero di Nature (“Adapting to a warmer world: No going back”) non ha difficoltà a dimostrare quanto costi, nei diversi paesi del mondo, curare ma anche solo pagare i danni degli effetti del riscaldamento globale. Non è un questione che si discute (male) solo nei salotti. Già la foto iniziale dell'articolo mostra la tecnica di costruzione di orti galleggianti utilizzata in uno dei paesi (il Bangladesh) che ogni anno paga anche con vite umane i cambiamenti climatici, che nel loro paese si manifestano soprattutto con l'innalzamento delle acque a causa dei cicloni.
Oltre al Bangladesh altri paesi sono seriamente preoccupati dei costi economici degli interventi che devono necessariamente prendere. L’articolo cita anche gli USA per i tornado, ma c’è anche l’Australa con la siccità, mentre UK e Italia cominciano a pensare che l’acqua, che in alcuni giorni è davvero eccessiva, cominci a diventare un problema. La Francia invece sembra più preoccupata per le ondate di caldo che minacciano di svuotare i loro ospizi.
Proprio oggi il sito di Greenreport informa che anche le zone artiche da anni mostrano cambiamenti climatici che minacciano anche la presenza umana in quelle zone. Se chi non deve viverci può apprezzare il riscaldamento globale, notando magari soprattutto l’aspetto positivo della possibilità di aprire il passaggio a Nord Ovest (e magari ne è felice per il risparmio sulle spese di spedizione delle merci) chi abita o deve gestire questi territori comincia a spaventarsi, come riferisce il rapporto appena pubblicato dall’UNEP, l’agenzia ONU per l’ambiente: “Policy Implication of Warming Permafrost”.
Ci sono terreni che diventano paludosi e quindi case che crollano e coste che si sciolgono, con tutto quello che l’uomo ha costruito in questa zone, confidando sul suolo ghiacciato per tutto l’anno.

 

27/11/12-UK

·         Circa metà delle scimmie che in Europa vivono in libertà sono a rischio di essere condannate all'esilio per la loro eccessiva familiarità con l'uomo, di cui tende a non aver paura. La notizia la si trova sul Mail on line ("'They've lost their fear of humans': Gibraltar to get rid of HALF its 300-strong monkey colony"). L'articolo riferisce come si prospetti un altro sfoltimento della popolazione di Macaca sylvana che vive sulla rocca di Gibilterra. Nell'articolo ci sono foto e video che dimostra la curiosità dei  dei turisti e l'invadenza delle macache, interessate soprattutto al cibo (come si vede anche i piccoli Anna e Carlo avevano dato loro qualche nocciolina, mentre quando sono passato io era già proibito "to feed the monkeys").

·         In un sito di news della BBC si legge invece una buona notizia ("Amazon deforestation 'at record low"): siamo in un momento in cui sarebbe al minimo la deforestazione della foresta amazzonica in alcune delle province brasiliane (soprattutto Mato Grosso e Parà). Immagino che sia una buona notizia to per gli agricoltori del Paraguay e dell'Uruguay ma soprattutto dell'Argentina, che alle piogge di origine amazzonica devono la possibilità di rifornire di cibo la parte meridionale del sudamerica.

 

27/11/12-IT

·         Continua anche in Italia l'interesse a scoprire sempre nuovi fatti che confermano le diverse tappe dell'evoluzione umana, per cui ci sono sempre nuove occasioni di formazione: a Perugia si terrà in febbraio una scuola di paleoantropologia. 

 

27/11/12-DE

·         Un articolo del gruppo di ricerca di M.Tomasello al MPI-EVA di Lipsia (“Two Key Steps in the Evolution of Human Cooperation”) comparso sull’ultimo numero di Current Anthropology propone un’ipotesi in parte nuova (The Interdependence Hypothesis) come meccanismo di origine della cooperazione nel corso dell’evoluzione umana.
Non si tratterebbe solo e semplicemente della conseguenza di un atteggiamento altruistico, che troviamo presente anche in altre specie, ma coinvolgerebbe aspetti che contribuiscono a stimolare i processi cognitivi, la comunicazione interindividuale e la vita sociale.
Il processo a due stadi che Tomasello propone coinvolgerebbe soprattutto la collaborazione reciproca e darebbe un ruolo rilevante ad una selezione sociale che favorirebbe il successo di chi è affidabile mentre emarginerebbe chi cerca di imbrogliare gli altri.
Essendo un processo basato sulla collaborazione più che sull’altruismo, porterebbe inevitabilmente a favorire la comparsa di strumenti culturali che tenderebbero a complessificare e stabilizzare i gruppi sociali (grazie a convenzioni culturali, norme e istituzioni) favorendo lo sviluppo di strumenti di comunicazione sempre più complessi come i linguaggio; un'ulteriore conseguenza sarebbe poi il ruolo sempre più rilevante del senso di appartenenza ad un gruppo sociale, non basato più solo sulla condivisione delle risorse alimentari. 

 

26/11/12-CA

·         T. Ryan Gregory, uno dei partecipanti al convegno, ha da poco inserito nelle pagine web del suo blog Genomicron i link ai video del convegno organizzato in maggio, nel decimo anniversario della morte di Stephen J.Gould, a Venezia presso l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti. La pagina originale del’IVSLA era comunque già disponibile su YouTube, con i suoi 10 video (per un totale di 6h30’). Nel blog di L.Moran la pubblicità al talk di E.Lloyd ha subito suscitato  un vivace dibattito.

 

26/11/12-QATAR

·         Inizia oggi a Doha la 18th annual Conference of the Parties (COP 18) nell’ambito della UN Framework Convention of Climate Change (UNFCCC) e in vista della revisione del trattato di Kyoto, che si avvicina alla prevista tappa del 2020 (anno di entrata in vigore di una revisione da approvare nel 2015) nonostante alcuni paesi, a cominciare dagli USA, ancora non si siano decisi a firmarlo.
Se ne parla su Nature (“What's at stake in Doha climate talks”).
Interessante, soprattutto in un paese desertico come il Qatar, il tentativo di ridurre al massimo l’uso della carta (che richiede grandi quantità di acqua e l’uso di solventi difficili poi da eliminare dalle acque di scarico) grazie al sistema PaperSmart che cerca di imporre l’uso dei documenti in formato digitale. Qui il portale PaperSmart del COP18.
L’uso delle risorse è decisamente cambiato negli ultimi decenni, che hanno visto spostarsi il baricentro delle aree in cui si concentra lo sviluppo economico ma anche il benessere e la ricchezza. E in Europa e negli USA non è difficile cominciare ad accorgersi degli effetti di questo cambiamento, anche se per ora non coinvolge troppo il clima. Non è da escludere che le notizie riportate nel report (“Global Coal Risk Assessment”) del WRI facciano presagire un diverso scenario per il futuro.

 

26/11/12-IT

·         Una recensione del volume scritto dagli storici della scienza Adrian Desmond e James Moore (“La sacra causa di Darwin – Lotta alla schiavitù e e difesa dell’evoluzione, edito da Raffaello Cortina Editore)  compare anche nel sito web Oggiscienza.

 

26/11/12-USA

·         Interessante un post di Jerry Coyne, in cui si racconta (“The value of “stridency”: a creationist becomes a biologist”) la felice conclusione della storia di un giovane creazionista che il 23/10/2010 aveva manifestato in una mail i suoi dubbi, il suo interesse e la sua curiosità per i fatti della biologia e per le spiegazioni che venivano proposte dalla biologia evoluzionistica.
Raccontava come le sue conoscenze fino a quel momento fossero vaghe e confuse, soprattutto perché sapeva solo quello che raccoglieva o gli insegnavano nell’ambiente creazionista battista del sud degli USA, in cui era stato cresciuto e viveva; di biologia sapeva solo quello che serviva per collaborare con il Discovery Institute nella diffusione, presso ambienti altrettanto ignoranti di biologia evolutiva, dell’Intelligent Design.
Rendendosi conto della sua ignoranza, si rivolgeva allora a J.Coyne per fargli sapere che si era però alla fine accorto che “all the evidence pointed toward evolution instead of away, realizing that the answers that I was getting from the creationist side were either evasive, inconsistent, or deceitful.
And the long, slow, painful process of shedding a belief I’ve had instilled in me since childhood… The whole point of this mini-autobiography is that if people like you weren’t out there making such a ruckus, then people like me wouldn’t have the chance to break out of the destructive, irrational belief system that serves as a mental and moral cage. I know you don’t need me to tell you to, but I hope you’ll keep on being a strident, arrogant, uncompromising bastard”.
Sconcerta come racconti che non era difficile convincere gli ascoltatori: “I was one of the True Believers who would tell someone straight to their face that they were going to hell if they didn’t kneel down that instant and accept Lord Jesus into their hearts. And I’d say it with a smile
Nel post di oggi racconta di come, dopo aver lavorato in banca per raccogliere i dollari necessari, si era iscritto all’università per studiare biologia e dare riposte serie alle sue curiosità: “It took two years of work in the banking industry (blech!) in order to build up enough cash to see me through my education. The investment, however, has already paid off in spades. My first semester is not even fully complete, and I am already doing more with my life than I ever thought possible. I am currently working in my genetics professor’s lab as a research assistant for one of his grants, designing my own independent study project, and helping another professor write a textbook!”.
Racconta anche dell’importanza anche di fatti imprevisti come l’acquisto di un microscopio nel rafforzare e confermare le scelte che han portato un creazionista degli Appalachi a contrastare e superare la tradizionale ignoranza della sua gente, aprendo “his eyes to a world wider, deeper, and more beautiful than anything suggested by the ancient scratchings of superstitious goatherds and Greek cultists”. Evidente e onesto il riconoscimento di un 27enne che il problema fosse l’ignoranza, che ha riconosciuto e per il quale ha quindi trovato una (ovviamente) impegnativa (siamo in una delle aree oggi più povere degli USA) soluzione 

 

25/11/12-USA

·         Il World Resource Institute (WRI) presenta un nuovo report (“Global Coal Risk Assessment”) sul previsto incremento del numero di centrali elettriche a carbone; quelle previste nei prossimi anni saranno 1200, localizzate soprattutto in Cina e India.
Qui la pagina del WRI dedicata ai principali problemi attuali.

 

24/11/12-UK

·         Il 30 novembre aprirà a Londra al Museo di Storia Naturale una nuova galleria, con 22 "tesori". Fra questi i più importanti sono il cranio fossile del Neandertal di Gibilterra, scoperto nel 1848 prima che “nascessero” l’evoluzione e la paleontologia umana (per cui nessuno gli diede alcuna importanza), e lo scheletro del Dodo, un uccello estinto nel 1662 a seguito dell'occupazione delle sue terre da parte dei colonizzatori che avevano occupato l’isola di  Mauritius in cui viveva, una sorte non diversa rispetto a quella a cui andarono incontro nei secoli scorsi anche molte popolazioni umane che vivevano in vari continenti in aree che un tempo erano isolate e quindi protette dal contatto con popolazioni dotate di strumenti culturali più efficaci nella gestione delle risorse ambientali, minerali ed alimentari esistenti in queste aree.
Altri "tesori" sono un pezzo (piccolo) di luna, un cranio fossile di leone trovato in Inghilterra e alcuni insetti raccolti in Asia da A.R.Wallace, il coscopritore della teoria dell'evoluzione, quando si trovava da quelle parti fra il 1854 e il 1862. Anche a lui la lettura di Malthus e la conoscenza personale degli effetti dell’isolamento geografico sulla biodiversità hanno fatto scattare l’idea, originale a quel tempo, della selezione naturale come spiegazione della continua scomparsa e comparsa di specie

 

23/11/12-IT

·         [da Pikaia] Non è una notizia recente, ma può essere un'emozione per chi non avesse ancora avuto l'occasione di vedere le impronte di Laetoli, le più antiche testimonianze incontestabili del bipedismo di nostri probabili antenati di 3.7 milioni di anni fa.
Le Scienze mette a disposizione l'articolo del 1982 ("Le orme fossili di Laetoli") in cui Richard L. Hay e Mary D. Leakey riferivano sulla scoperta delle orme di Australopithecus afarensis trovate a Laetoli (Tanzania).
Era stato da poco scoperto lo scheletro di Lucy (1974) e si stava discutendo se l'articolazione del ginocchio potesse giustificare che questo ominino avesse una locomozione bipede. Il ritrovamento nel 1978 delle impronte di due/tre A.afarensis che 3.7 milioni di anni fa camminavano sulle ceneri vulcaniche (quindi ben datate) prodotte da un'eruzione del vulcano Sadiman nei pressi del lago Eyasi e di Oduvai (Tanzania) ha posto fine alla discussione e confermato che i primi milioni di anni di evoluzione degli ominini aveva riguardato solo le nuove modalità di locomozione (originatasi dalla brachiazione) e quindi, indirettamente, la progressiva liberazione delle mani. La capacità cranica dell'A.afarensis non era infatti molto diversa da quella dell'attuale scimpanzé.
Solo in seguito, da 2.3 milioni di anni fa, iniziò un “interessantissimo” processo che coinvolse invece, con l'inizio della produzione di manufatti, soprattutto  migliori relazioni fra la mano e l'encefalo, dando inizio all’uso di strumenti.
Da quel momento fu impossibile continuare a pensare che l'evoluzione umana fosse iniziata con modificazioni dell'encefalo, un'idea del tutto errata e basata su presupposti errati, ma dominante anche fra gli esperti fino ai primi decenni del 1900 (come insegna il successo del tragico scherzo di Piltdown).
Qui una copia dell'articolo originale del 1979 (da Nature) sulle impronte di Laetoli. 

 

21/11/12-USA

·         Avevo citato il 9/11 i problemi di biodiversità che riguardavano il giornalista Carl Zimmer, la cui fauna ombelicale era stata studiata da Rob Dunn.
Per chi volesse proseguire l'esplorazione anche nelle zone circostanti di biodiversità, il sito web Your Wildlife ci permette di seguire i ricercatori nei loro progetti e di utilizzare magari l'album di foto che forniscono degli artropodi che possiamo facilmente incontrare a casa nostra. La pagina sembra anche un invito a conoscere meglio la fauna con cui conviviamo.

 

21/11/12-EU

·         L'EEA (European Environment Agency) ha pubblicato oggi un nuovo report su "Climate change, impacts and vulnerability in Europe 2012".
E' disponibile la versione completa e un summary. C'è anche un testo in italiano
Vengono indicate le aree a rischio e si propongono i diversi scenari, ovviamente diversi fra le diverse aree del continente.
C'è anche una pagina dell'EEA in italiano e una pagina è dedicata a questo nuovo report, che viene sintetizzato, evidenziando molte preoccupazioni sugli inevitabili e difficilmente gestibili effetti economici: "Gli eventi climatici estremi degli ultimi anni, quali ondate di caldo, alluvioni e siccità, hanno causato in Europa un aumento dei costi legati ai danni subiti. Se da un lato sono necessari maggiori elementi per capire il ruolo svolto dal cambiamento climatico nel delinearsi di questo scenario, dall'altro la crescita dell’attività umana nelle aree a rischio si è rivelata un fattore decisivo. Si prevede che gli eventi climatici estremi diventeranno sempre più intensi e frequenti e i futuri cambiamenti climatici contribuiranno ad accentuare la vulnerabilità di tale situazione. Secondo la relazione, se le società europee non adotteranno misure di adattamento, si prevede che i costi legati ai danni continueranno ad aumentare". Preoccupazioni non diverse stanno occupando anche i pensieri degli statunitensi, anche loro alle prese con gli effetti della siccità negli stati del sud (qui un report del 15/11 dal National Climatic Data Center). Non manca perfino una pagina di wikipedia per il sud e una per gli USA...!

 

21/11/12-IT

·         [da PIkaia] Oggi apre a Modena il convegno dal titolo “L’avventura dell’educazione scientifica” dedicato alla memoria e al lavoro pionieristico del maestro Alberto Manzi. E’ interessante scoprire che era anche laureato in biologia e scienze naturali. Per informazioni: www.centroalbertomanzi.it

·         [da Pikaia] Imparare dalla scienza che ci guarda e ci riguarda. A Mogliano Veneto un lungo ciclo di conferenze: dal 23 novembre 2012 al 17 maggio 2013. Auditorium LICEO BERTO Via Barbiero 82- Il depliant

·         Domani a Verona, nell’ambito dei Giovedì della Scienza, si parlerà di Darwin e dei pensieri da lui lasciati sui Taccuini, che hanno permesso di ricostruire le curiosità e le riflessioni che hanno portato alle prime intuizioni e alle successive conferme.
Titolo dell’incontro con T.Pievani, che avverrà alle ore 21 al Teatro Ristori, “La feconda intuizione Darwiniana . Se ne anche parla sull’Arena (“Darwin pluralista «L'evoluzione oggi è più evoluta»” di oggi.

 

20/11/12-USA

·         Molto interessanti le riposte raccolte, e presentate in un articolo nel blog di  Scientific American, a un docente di biologia USA che aveva interrogato anche i suoi studenti creazionisti sul motivo per cui loro non credevano alla teoria dell’evoluzione. Sulla base delle risposte fornisce alcuni consigli su “What Should Teachers Say to Religious Students Who Doubt Evolution?”.
L'articolo è stato anche tradotto in italiano in questa pagina sul sito Cronache Laiche, dove è stato subito infettato dalle solite obiezioni di creazionisi che non sanno nemmeno che il papa ha nominato un Nobel biologo evoluzionista e quindi sostenitore dell'unica teoria dell'evoluzione oggi accettata dai premi Nobel che si occupano di biologia.
Basta comunque aprire un qualsiasi libro di biologia anche solo delle superiori per capire quanto siano confuse le pretese del creazionista che si nasconde dietro l'anonimato (l'ubiquitario FF? Google non è d'accordo e trova anche minori distanze fra sequenze di caratteri presenti in altri testi). Corretta e meritata la risposta.
Anche i licei religiosi privati cattolici italiani oggi infatti pretendono che studenti e insegnanti studino non solo l'evoluzione ma anche la teoria dell'evoluzione su normali testi, come questo (Nuovo Bios) che potrebbe essere stato scritto da Werner Arber; come si vede dai test proposti per preparare gli studenti alla maturità, si verifica che abbiano imparato dal loro docente di scienze le definizioni corrette di evoluzione, da sapere per non essere bocciati ("
Si spieghi brevemente come agiscono i fattori che possono modificare le frequenze alleliche, determinando così un’evoluzione").

·         Un curioso articolo pubblicato sull'ultimo numero dell'Answer Research Journal (5, 151-204), Mammalian Ark Kinds, scritto da un veterinario, ha dovuto essere rapidamente corretto in quanto un attento lettore, costretto ad agire come peer-reviewer a posteriori di un articolo che cercava di "proporre una stima realistica di quali mammiferi fossero presenti sull'arca di Noè" (!?) si è accorto di un serio problema.

[Per capire l’articolo è necessario sapere che, quando devono citare gli animali presenti sull'Arca, da qualche tempo i creazionisti "moderni" preferiscono riferirsi ai "Basic types" o "kinds" inventati dai creazionisti tedeschi Junker e Scherer nel 1992/1993 (Junker, R. and Scherer, S., 1992. Entstehung und Geschichte der Lebewesen, 3. auflage, Gießen. (Origin and History of Living Organisms.); Scherer, S. (ed). (1993). Typen Des Lebens. Pascal-Verlag, Berlin.).
In questa pagina del sito inglese Biblical Creation si racconta come questa idea nacque nel 1992 da un creativo brainstorming creazionista (“During the European Creationist Congress in 1992, a number of us had a brainstorming session to evaluate the known criteria for demarcating the Genesis kinds and to search for the best way forward”), “One of the cardinal and most powerful tenets is undoubtedly the Genesis Kind …Scherer and colleagues have recently brought these ideas together into a publication, Typen des Lebens, which contains an overview, then a chapter focusing on each Basic Type. This is an important book. It may provide the most significant contribution yet offered in this decade to a creationist research programme”.
Questi fantasiosi Basic Types (contestati dalla biologia attuale che poi ha dimostrato che esiste un’unico albero evolutivo, ma anche dal card.Ratzinger che nel 2004 ha accettato come ragionevole l’origine comune di tutti gli esseri viventi) vengono ancor oggi utilizzati da Junker e Scherer nel loro libro (tradotto anche in italiano e venduto in Italia dai creazionisti).
Ne riferisce l’evoluzionista tedesco U.Kutschera (“The Basic Types of Life: Critical Evaluation of a Hybrid Model”) che analizza il volume: “In their popular schoolbook Evolution Ein kritisches Lehrbuch (Evolution: A Critical Textbook), Junker and Scherer (1998, 2006)  introduce these “basic types” as a “scientific” alternative to the occurrence of novel phenotypic variants, species, and ultimately new body plans via natural processes (macroevolution). The “Creator” (God in the Bible) is also called the “Designer”, so that the term “ID creationism” appears appropriate].

L'articolo che mostra i basic types che erano imbarcati sull’Arca è recuperabile nel sito di Answer in Genesis e ora si presenta privo dell'immagine di una specie di opossum appartenente alla famiglia Pseudocheiridae. L'immagine … del peluche di opossum, ora scomparsa per la vergogna, si può però ”ammirare” tuttora in un post del blog evoluzionista Pharyngula, che invia anche al sito web originale da cui il veterinario ha tratto l'immagine...
Come si capisce, l'immagine sembrerebbe provenire dal pet shop dell’Arca piuttosto che dalla stiva. Sembra una situazione molto simile a quella scoperta quanto H.Yaya ci ha mandato un suo volume creazionista con centinaia di immagini di fossili che erano identici alle specie attuali. In realtà un paio di essi erano infatti assolutamente identici a due esche per la pesca, amo compreso.
L’imbarazzante pasticcio può essere utile per invitare chi non fa ricerca a verificare se ha davvero un'idea corretta del reale ruolo e significato del peer-review, che certo di solito garantisce la rivista ma solo alcune delle caratteristiche che si cercano in un articolo. Infatti il metodo del peer-review non conferma che quanto raccontato nell’articolo sia vero: è infatti previsto (e richiesto) che non arrivino smentite ma conferme da chi ripete l’esperimento o cerca di utilizzare i dati per ottenere nuove conoscenze.
Sarà poi il caso di ritornare su questa strana idea dei kinds, inventata dai creazionisti ragionevoli (come quelli di Creation Ministries International, che forse hanno calcolato quanto spazio occuperebbero milioni di specie animali oggi esistenti) per inserire nel creazionismo anche un po' di evoluzione dei "kind" di animali presenti sull'arca.
[Strano che a nessuno sia mai venuta l'esigenza di chiedersi dove mai avessero invece parcheggiato le piante durante il diluvio....né se la preziosa ma limitata biodiversità dell'arca fosse stata danneggiata dalla compresenza di erbivori e carnivori] 

 

19/11/12-USA

·         Nel sito dell'NCSE un link ad un interessantissimo articolo di uno dei loro collaboratori, Joshua Rosenau, che affronta un problema che anche negli USA, il paese in cui la scienza è più avanzata, non sembra facilmente risolvibile, quello della negazione delle conoscenze e delle scoperte che derivano dalla ricerca scientifica, in particolare in alcuni campi che coinvolgono conoscenze tradizionali e in particolare che toccano i miti proposti dalle numerose e diverse religioni presenti nel paese. Certo la complessità della scienza attuale, e soprattutto della biologia e della medicina, esplose soprattutto negli ultimi 50 anni, non rendono facile risolvere la situazione.
L'articolo ("Science Denial: A Guide for Scientists") appena pubblicato su Trends in Microbiology 2012;20(12):567-569, sottolinea come dietro a questi rifiuti ci sia spesso la paura errata che qualcuno voglia minacciare la propria identità culturale e religiosa. Si consiglia quindi di modificare l'approccio, facendo riferimento e pubblicizzando situazioni che dovrebbero essere tranquillizzanti, come il ruolo e la posizione anche dominante di esponenti che difficilmente potrebbero essere sentiti come una minaccia alla propria identità o alle proprie credenze ritenute ancora valide e non discutibili.
J.Rosenau suggerisce di citare gli esempi di Francis Collins, ai vertici della ricerca sull'evoluzione biologica (Human Genome Research Institute) e medica (National Institute of Health) negli USA e del
Clergy Letter Project, un gruppo abbastanza numeroso di religiosi di diverse fedi che si scambiano i testi dei sermoni per l'Evolution WeekEnd in onore della teoria dell'evoluzione e di Darwin. Curioso che nel sito web dell'UCCR hanno parlato dell'iniziativa del CLP, ma sorvolando su questo ed altri "dettagli"... forse a loro non piace mettere e seguire link per avere un'informazione completa; sarebbe infatti comparso un "santino" di Darwin nella loro homepage ... e addirittura un'incredibile pagina di Scientific Consultants, piena di biologi evoluzionisti e quasi priva di chimici, fisici, sociologi e matematici).
Avrebbe potuto aggiungere anche P.George Coyne e Francisco Ayala, che collabora pure con l'NCSE, anche quando c'è da negare - e ha avuto successo - l'accesso all'università della California a chi ha studiato solo su libri creazioniti, e che quindi si troverebbe poi inevitablmente svantaggiato nella competizione con i compagni di corso. Ambedue hanno collaborato ad un video perfesteggiare il Darwin Day e ambedue sono ben noti in Vaticano (P.G.Coyne ha fatto per 25 l'astronomo pontificio all'osservatorio di Castelgandolfo)
La situazione europea e italiana per fortuna è migliore (a parte il CLP che sarebbe da imitare), tanto che quando si è voluto creare un po' di scompiglio a Roma nel 2009, dopo la cacciata dei creazionisti dopo il 2002, gli organizzatori romani han dovuto chieder aiuto al Kolbe Center USA e far venire i creazionisti biblici direttamente da USA, Francia e Polonia. 
La presenza alla presidenza della PAS di un Nobel biologo evoluzionista come W.Arber ha creato una situazione certo imbarazzante, ma che confina i problemi all'interno della chiesa cattolica, dove ora esiste un biologo evoluzionista in un ruolo di fiducia e comunque di una certa responsabilità per tutti i problemi che coinvolgono la scienza; W.Arber infatti partecipa normalmente ai convegni di biologia evoluzionistica, come pure a quelli sui temi ambientali e sul clima.
Se poi W.Arber trova ostacoli a realizzare il suo programma, esposto il 10/10/12, di diffusione all'interno della chiesa di una conoscenza corretta sui problemi del clima, dell'ambiente e dell'evoluzione biologica, è un problema che coinvolge (e quindi dovrebbe dimostrare) le relazioni di fiducia esistenti fra il papa che l'ha nominato (e che l'8/11 ha confermato la sua fiducia) e il popolo che dovrebbe sostenere le scelte del papa.

·         Certo è facile verificare che l'istruttiva e sconcertante intervista fatta da un dinamico creazionista (almeno così si presenta, fornendo anche il sito web - creazionismo.com - che consiglia - ma come origini.it sbagliando indirizzo! - ai telespettatori) alla rete 7Gold il 13/11 è il sintomo di una certa confusione, forse nata grazie alle reti di collaborazione un po' eterogenee e incoerenti che connette i numerosi e diversi creazionismi, addirittura di religioni diverse. Interessanti alcune dichiarazioni che giustificano l'impossibilità di un dialogo con chi pensa che si debbano studiare problemi misteriosi, impossibili da risolvere per uno scienziato, e che insiste che ci sia un solo libro al mondo, quello dei creazionisti tedeschi Junker e Sherer che contesta l'evoluzione. E' un libro che  si può acquistare anche da lui ... che ha cercato di omaggiare a docenti universitari che pensava poco accorti che ancora non sapevano dell’esistenza dei neocreazionisti tedeschi (nel 1993 presentarono a vari congressi creazionisti la loro idea dei "basic types", un’idea viene a chiunque usi la bibbia come un testo scientifico).
E’ comunque evidente come vada matto per i fatti misteriosi e inspiegabili, visto che nell’intervista attribuisce a Darwin – senza arrossire e senza ridere -  responsabilità personali riguardo al colonialismo, alla rivoluzione industriale e addirittura … alla rivoluzione francese.
Certo risulta difficile controbattere a queste ridicole accuse, col rischio di trovarsi responsabili magari del meteorite che favorì la radiazione adattativa dei mammiferi, una colpa da cui almeno Darwin riesce a salvarsi, non avendo mai citato questo meteorite, a lui sconosciuto. 
Comunque stupisce che, pur citando Darwin, non si parli molto di biologia, lasciando fra l’altro, in chi cerca di capire, il serio dubbio che usi “darwinismo” come sinomino di “evoluzione biologica”, ben sapendo come molti confondono i due termini.

 

19/11/12-CA

·         Sempre il blog di Larry Moran e sempre una notizia che gli arriva dal Discovery I Institute. Uno dei loro dipendenti ha realizzato un libro (The Magician's Twin) e un video di propaganda piuttosto pesante. Un attacco alla razionalità e al pensiero critico, realizzato con tecniche vecchiotte ma che rendono bene l'idea di cosa passi per la testa dei dipendenti del DI quando sentono la parola evoluzione biologica o sentono citare il nome di Wallace. O forse reagiscono così solo quando si cita Darwin?.... Forse negli USA non insegnano come è nata la scienza e per merito di chi?   

 

18/11/12-CA

·         A proposito di M.Behe e dell'ID, appena citati nel post precedente, nel blog di Larry Moran, un biochimico canadese apparentemente impegnato nel commentare le posizioni neocreazionista che forse hanno una certa diffusione anche in Canada, ci sono numerosi post dedicati ad alcune conferenze che M.Behe ha tenuto a Toronto.
Oltre a mostrare le foto insieme a M.Behe, L.Moran, che vive a Toronto e che ha assistito ad alcune delle conferenze, riferisce le sue valutazioni in quattro post (Michael Behe In Toronto: Part 1, Michael Behe in Toronto: Part 2, Michael Behe in Toronto: Part 3), dove evidenzia i limiti e gli errori delle esposizioni, le difficoltà per il pubblico di capire gli argomenti e quindi di capirne gli errori, e di riuscire a mettere in difficoltà Behe; come conclusione aggiunge anche un indice ai suoi precedenti interventi fatti sul blog negli scorsi anni: My Posts on Michael Behe.
A proposito di quanto scritto nell'articolo sull'Occidentale, L.Moran racconta che in una delle conferenze M.Behe non rappresentava molto il tipico creazionista: "crede" infatti nei tempi lunghi dell'evoluzione (che la terra ha 4.5 miliardi di anni) e anche nella discendenza comune di tutti gli esseri viventi (nonostante il blog del DI si intitoli "Uncommon descent"...), e perfino nel ruolo della selezione naturale nell'evoluzione.

Non "crede" invece nel ruolo delle mutazioni casuali come motori del cambiamento in quanto il tempo secondo lui sarebbe insufficiente; preferisce non dare molta importanza agli elementi più recenti presenti nell'attuale teoria evolutiva, insistendo a riferirsi al darwinismo originale, certo oggi molto limitato e quindi del tutto diverso grazie al lavoro di migliaia di ricercatori.
Conseguenza di ciò è la necessità per M.Behe di prevedere miracolosi  interventi divini, anche se non è difficile far credere, se lo si dice per primi, che sono gli evoluzionisti ad avere bisogno di interventi divini..., se è vero che le mutazioni sono insufficienti o inutili. Contesta poi l'esperimento di Lenski e aspetta ancora che qualcuno gli dimostri la comparsa di nuove funzioni.
L'ultimo post (My Posts on Michael Behe) è interessante in quanto L.Moran invita a rivedere alcune delle contestazioni che sono state via via fatte nell'ultimo decennio. Interessante ad esempio il riferimento alle critiche di J.Thornton all'approvazione (strumentale) di un suo articolo, fatta da M.Behe: "His interpretation of our work is incorrect.
He confuses “contingent” or “unlikely” with “impossible.” He ignores the key role of genetic drift in evolution. And he erroneously concludes that because the probability is low that some specific biological form will evolve, it must be impossible for ANY form to evolve. Behe contends that our findings support his argument that adaptations requiring more than one mutation cannot evolve by Darwinian processes. The many errors in Behe’s Edge of Evolution — the book in which he makes this argument — have been discussed in numerous publications". Qui nel blog di Carl Zimmer, che a quel tempo era intervenuto sugli errori di M.Behe, chiedendo a Thornton di rispondergli personalmente, è inserita tutta la discussione e la risposta di Thornton, che dimostra gli errori di Behe.
Leggendo i commenti inviati all'articolo dell'Occidentale fa quindi impressione notare frasi a sostegno delle "critiche scientifiche - o anche filosofiche, ma con saldi fondamenti scientifici
" (!) inserite da commentatori ignoranti. Per fortuna non siamo negli USA, dove frasi simili si leggono da tempo anche in articoli a difesa dell'ID o di M.Behe.
Certo anche in Italia c’è comunque chi pensa di poter contestare i geologi che certificano che la terra ha 4.5 miliardi di anni o di biologi che certificano l’origine comune e l'evoluzione degli esseri viventi per poter pubblicizzare il libro scritto da chi, come i creazionisti tedeschi Junker e Sherer, sostiene una visione creazionista biblica. "We, the writers, have a favorable view of Creation, as it is presented in the Bible" scrive Reinhard Junker nel sito Genesinet, di cui è responsabile, inserito nel più ampio sito web http://www.wort-und-wissen.de/
Le conclusioni dell'intervento di un ricercatore come Thornton suggeriscono cosa fare delle critiche di Behe e di tanti che capiscono poco di evoluzione: "Behe’s argument has no scientific merit. 
It is based on a misunderstanding of the fundamental processes of molecular evolution and a failure to appreciate the nature of probability itself. There is no scientific controversy about whether natural processes can drive the evolution of complex proteins.  The work of my research group should not be misintepreted by those who would like to pretend that there is".

 

18/11/12-IT

·         Ogni tanto sbarca in qualche locale, di solito ovviamente in ambito religioso, qualche creazionista biblico protestante che fa propaganda per una terra giovane, avente meno di 10000 anni, e in cui non è avvenuta alcuna evoluzione. Gli abitanti di Grantola avranno la possibilità di incontrare contemporaneamente anche un collaboratore dei creazionisti islamici che credon o invece in una terra molto più antica. Come si vede bene dal poster, si cercherà di contestare l'evoluzione, per cui non si capisce proprio il riferimento a Darwin, che, insieme al povero Wallace che non viene citato, ha proposto invece la teoria dell'evoluzione, in quanto l'evoluzione l'aveva già scoperta Lamarck nell'anno in cui nacque Darwin! Peccato che avesse sbagliato la spiegazione...
Per fortuna sono diversi i protestanti che il papa valuta quando deve nominare il presidente dell'Accademia Pontificia delle Scienze. L'attiuale presidente, Werner Arber, è un biologo evoluzionista, premio Nobel per scoperte che hanno permesso di confermare la teoria dell'evoluzione, una forma più ampia e più complessa,migliorata grazie a 150 anni di lavoro di chi ha studiato gli esseri viventi da Darwin ad oggi.  

·         [da L’Occidentale del 25/10/12] Fa piacere leggere in questo articolo – di cui mi accorgo con qualche giorno di ritardo - come ci siano ancora giornali interessati ad una informazione corretta sull’evoluzione e la teoria che oggi la spiega, e giornalisti che si sanno documentare alle fonti migliori, ma soprattutto che sanno rispondere agli ignoranti che contestano solo per motivi ideologici.
Apprezzabile quindi l’articolo di R.Santoro, che sull’Occidentale del 25/10 (“’Darwin ebreo’, la nuova frontiera dell'antisemitismo creazionista “) fa notare le ultime iniziative antievoluzioniste che si sono sviluppate in Turchia; non solo quelle più recenti, che presentano addirittura Darwin come un ebreo, ma anche quelle che, dal 2008, criticano la teoria dell’evoluzione per i contenuti materialisti (troppo facile: è pure normale, quando si parla di scienza!). 
Come se non bastasse il creazionismo turco, R.Santoro ricorda come milioni di americani credano ancor oggi al Disegno Intelligente, una forma recente di creazionismo – nata nel 1987. Non solo si critica l'antievoluzionismo, ma si sostiene che i neocreazionisti dell'ID siano anche sostenitori della "terra giovane".
Come risposta ai commenti critici che l'articolo riceve, R.Santoro invita anche a leggere un ottimo testo che si può trovare free in rete (“Understanding the intelligent design creationist movement: its true nature and goals”) scritto nel 2007 da una filosofa della scienza, Barbara Forrest, che conosceva bene la situazione essendo stata consulente al processo di Harrisburg/Dover del 2005, dove aveva dato un valido contributo, avendo analizzato tutti i documenti del Discovery Intitute, alla sconfitta umiliante dell’ID, parificata all’astrologia dallo stesso Michael Behe che i creazionisti citano continuamente, essendo da anni l’unico biologo universitario noto ed attivo fra i sostenitori dell'D.
Avendo ricostruito in modo dettagliato la storia della nascita dell’Intelligent Design, B.Forrest aveva documentato anche come in un testo dei creazionisti tutte le occorrenze di “creationists” fossero state evidentemente sostituite nel corso del 1987 con “intelligent design proponents”. Il fatto importante fu che scoprì anche un “anello per fortuna non mancante”, che non avrebbe dovuto esserci:
cdesign proponentsists”. Qui l’immagine del testo e qui un video nell’NCSE che aiuta a capire come avvenne questo fatto e come ovviamente influì sulla sentenza in cui il giudice confermò che erano sempre gli stessi creazionisti di prima …  mimetizzati male.
Nella discussione si inserisce, a sostegno del giornalista, anche un lettore che cerca di far capire come anche il ragionamento dei contestatori non impediscono che se fosse vero “disegno” gestito da qualcuno intelligente e onnipotente “seguendo il tuo ragionamento  le tragedie e le atrocità sarebbero, per estensione, un desiderio di dio, non dei filosofi
”.
Per capire il tentativo costante di dirottare Wikipedia da parte dei neocreazionisti italiani è sufficiente fare un giro nella pagina della discussione della pagina sul “Disegno intelligente”, che mostra l’assedio ai poveri gestori della pagina, che finora sono riusciti a difendere un minimo di obiettività, insidiata da chi certo non ha letto il volume della Forrest con la ricostruzione degli eventi che hanno seguito la rinascita di questa corrente religiosa già esistente ai tempi di Darwin, che era stato convinto dai ragionamenti del Rev.Paley. Troviamo in questi testi molte frasi tipiche dei neocreazionisti dell’ID, che sostengono verso una progettazione non dimostrabile.
Nel testo della Forrest si trovano informazioni interessanti a pag.3, dove si scoprono informazioni non sempre nota in Italia: “Contrary to popular opinion and to media coverage that incorrectly asserts that ID is not based on the Bible, ID is every bit as biblically based as the creationism that preceded it”, “Some, such as Michael Behe, accept the common ancestry of humans and apes; virtually all reject natural selection as the mechanism of significant evolutionary changes”, “accept only a limited amount of evolutionary change within the borders of a species, such as the ability of natural  selection to produce longer beaks in birds or pesticide resistance in insects”, “Behe also denies the power of natural selection to construct cellular structures that he considers “irreducibly complex.” All believe that the limited power of evolution must be supplemented by God’s acts of special creation”; Si capisce anche perchè c’è grande collaborazione con i vecchi creazionisti della terra giovane: “in order to avoid divisive arguments with YECs (for example, concerning the age of the earth), whom they need as  political allies, ID proponents do not use Genesis as the basis for ID”.
Il punto centrale è comunque che “The ID movement thus chose to operate with an unworkable, pre-modern definition of science that requires appeals to the supernatural in order to construct an “adequate” explanation of natural phenomena”.
Si ritorna così al creazionismo, ad esempio quando si contesta l’evoluzione stessa come un processo continuo, lamentandosi degli inevitabili problemi con i fossili; è impossibile nascondersi dietro un dito, illudendosi che nessuno se ne accorga. In Italia abbiamo il vantaggio che chi si occupa di evoluzione non deve preoccuparsi troppo di poter facilmente incontrare chi contesta l'evoluzione soprattutto su basi ideologiche o religiose; e giustamente ne approfitta.

 

17/11/12-UK

·         La BBC ha aperto un account su YouTube (Earth Unplugged) per mettere a disposizione alcuni dei suoi video naturalistici anche a utenti al di fuori delle isole britanniche, che spesso nn potevano accedere alla visione dei video archiviati.

 

14/11/12-USA

·         Carl Zimmer ha vinto per la terza volta un premio dell'AAAS (american association for the advancement of the sciences) per alcuni suoi articoli scientifici del 2011: il AAAS Kavli Science Journalism Award Competition.  Sembra non gliene possano più dare un altro ...

 

13/11/12-UK

·         L’EAZA (associazione Europea degli Zoo e Acquari) ha attivato un nuovo sito web (“Orangutan Conservation Education Center”) che fornisce informazioni sugli oranghi, scimmie antropomorfe asiatiche la cui linea evolutiva si è separata da quella che ha portato alle antropomorfe africane attuali e all’uomo circa 15 milioni di anni fa; la separazione è conseguenza delle variazioni climatiche del cenozoico che hanno provocato un progressivo inaridimento dei territori dell’Asia minore: si sono interrotti i corridoi di foresta che avevano garantito i collegamenti fra l’Africa equatoriale e l’Asia equatoriale, costringendo le antropomorfe allora esistenti ad un’evoluzione indipendente, un normale meccanismo evolutivo che porta alla formazione di specie diverse come conseguenza dell’isolamento geografico.
Il sito informa sui problemi di gestione degli oranghi in cattività ma soprattutto i problemi di conservazione di una specie presente solo in due isole, Sumatra e Borneo (Kalimantan) le cui foreste negli ultimi decenni sono rapidamente sostituite da coltivazioni intensive di palma da olio che hanno provocato la progressiva eliminazione di una delle principali aree di biodiversità attuali, minacciando quindi anche la sopravvivenza di una specie che ha partecipato al processo evolutivo che ha contribuito anche alla comparsa della ventina di specie che hanno preceduto l’Homo sapiens.
Le iniziative didattiche rivolte alle popolazioni che acquistano i prodotti tropicali cercano di evitare che aumenti la fauna sfrattata dalle foreste e quindi condannata a vivere definitivamente in cattività in centri di recupero, come avviene già oggi in Kalimantan. Il sito contiene quindi materiale didattico utile per creare una coscienza sui problemi della sopravivenza delle due sottospecie di oranghi e di un processo evolutivo … che comunque deve continuare.

 

13/11/12-IT

·         Sul Corriere si può leggere un’intervista all’ultimo vincitore del Premio Balzan, David Charles Baulcombe (“DALLO STRESS ALLA DIETA, I GENI INFLUENZATI DALL'AMBIENTE”).
Baulcombe è un botanico di Cambridge noto per le ricerche sul ruolo dei marcatori epigenetici, “che non alterano la sequenza del DNA, ma modulano l’azione dei geni sui quali si fissano”.  Questi marcatori possono agire anche per alcune generazioni, fino a quattro anche nei mammiferi. Baulcombe non vede nessun nesso fra questi marcatori e il tentativo - riuscito - di Lysenko di distruggere negli anni trenta/quaranta la scienza accademica sovietica sostenendo la correttezza, almeno ideologica visto che non aveva dati alternativi convincenti, dei meccanismi ereditari già contestati sia da Darwin che da Mendel e dai genetisti dei primi del ‘900, ma non ancora confermati dalla scoperta del DNA.
La difesa della genetica e di una teoria dell’evoluzione poco rispettosa dei suoi obiettivi non piacque a Stalin e portò al carcere e alla morte anche il genetista Vavilov, a cui oggi è intitolato l’istituto di Genetica di Mosca. Baulcombe comunque ritiene che genetica ed epigenetica dovranno contribuire a spiegare meccanismi che agiscono congiuntamente nell’ambito della biologia, che vediamo utilizzare in modo integrato meccanismi sempre più complessi e in cui l’azione dei geni è modulata anche da interazioni con l’ambiente che influenzano l’espressione dei geni. L’intervista è di M.Piattelli Palmarini.

 

11/11/12-IT

·         PERCHE' "PERCHE'?", quando è tutto chiaro?
Decisamente strano il nuovo post del blog di V.Ascheri, una filosofa della scienza che collabora con l'Università Vaticana della Santa Croce e che sembra dia stata l'unica ad accorgersi (il 30/10) dell'intervento di T.Pievani sul Corriere del 22/10 a proposito della conferenza tenuta da Werner Arber il 12/10 davanti al sinodo dei Vescovi. Nel post del 30/10 aveva apprezzato lo stupore di T.Pievani, ma soprattutto l'intervento di Arber ("quanto ha affermato il prof. Arber sia ricordato e possa costituire un punto di non ritorno anche nei dibattiti mediatici e nei confronti, talvolta, accesi e senza 'fine' tra rappresentanti della scienza e quelli della religione, visti sempre come due opposte fazioni in perenne controversia"); sembrava preoccupata per il contrasto e anzi invitava i cattolici esperti a darsi da fare ("siano i laici, e in particolari gli scienziati, a parlare del rapporto tra scienza e fede e a spiegare ai propri colleghi, non di rado atei o agnostici, come non vi sia alcuna contrapposizione").
Il nuovo post riguarda invece l'intervento del papa l'8/11/12 all'Accademia Pontificia. E il post è davvero sconcertante fin dal titolo ("Benedetto XVI: c'è un' "urgente necessità del costante dialogo e cooperazione" tra scienza e fede. E ... perché?), tanto da distinguersi da molti degli articoli che in questi giorni riferiscono di questo intervento che, oltre a confermare la sua piena fiducia in W.Arber, nella PAS e nel loro ruolo nei rapporti con la scienza, sembra mostrare alcuni spunti in parte nuovi.
Ovviamente si distingue per l'interrogativo che evidenzia già nel titolo, un'originale contestazione dell'intervento papale, riferito in modo parziale, senza i motivi che invece sono ovviamente presentati spesso fin dal titolo negli altri articoli, che  sottolineano i motivi - anche cercando di essere chiari fin dal titolo - piuttosto che dubitare delle indicazioni del papa ("Il Papa: necessità urgente di continuo dialogo e cooperazione tra i mondi della scienza e della fede per costruire una cultura di rispetto per l’uomo, per la dignità e la libertà umana, per il futuro della nostra famiglia umana e per lo sviluppo sostenibile a lungo termine del nostro pianeta", "Il Papa: la mancanza di dialogo tra scienza e fede crea danni per l'umanità"). "Creare danni per l'umanità" non sarebbe una giustificazione convincente?! Si vuole forse che prevalgano "l'irrazionale, il mito e l'indifferenza"? Non si teme insieme al papa che "Senza questa necessaria interazione le grandi questioni dell'umanità lasciano il campo della ragione e della verità"
Addirittura è strano che si insista a sottolineare ulteriormente i dubbi che creerebbero le proposte del papa: " Penso che non pochi, leggendo il titolo del post e riportato anche su diversi giornali e agenzie di stampa si siano istintivamente chiesti: "Perché questo dialogo sarebbe così urgente e necessario?". La risposta è data dallo stesso Pontefice, ma forse a qualcuno non appare del tutto convincente".
Se si verifica la realtà, si scopre che gli articoli linkati dell'Avvenire e dell'ASCA invece riportano la principale preoccupata motivazione del papa, che coinvolge il futuro: "Senza questa necessaria interazione le grandi questioni dell'umanità lasciano il campo della ragione e della verità e sono abbandonate all'irrazionale, al mito o all'indifferenza, con grande danno per la stessa umanità, per la pace nel mondo e per il nostro destino finale".
Viene quasi il dubbio che, nonostante le 860 pagine web che riportano le parole del papa, il riconoscimento del ruolo determinante della scienza, e quindi anche l'evidente sostegno del papa a W.Arber e alla PAS possano aver creato qualche problema; almeno a chi, come V.Ascheri, conosce meglio l'ambiente vaticano; gli altri titoli non mostrano dubbi.
E' curioso che si possa anche dimostrarlo. Se si va a leggere il suo primo post, che ha inaugurato il blog, si cita e si riporta un intervento poco noto di 23 anni fa, la lettera di GP2 a P.George Coyne del
1988, dove il papa manifestava le sue serie preoccupazioni per il ritardo e la paura ad affrontare il rapporto con la scienza, invitando a rispettarne le competenze e la dignità, prospettando modalità di relazione basate sulla complementarietà.
Da oggi le preoccupazioni di GP2, di W.Arber e del papa non sono più condivise da V.Ascheri. Ovviamente sarebbe interessante capire se è più onesta e sincera di altri che in questi giorni hanno apprezzato almeno l'intervento del papa, pur ignorando quello di W.Arber.
Ovviamente può essere anche utile ricordare come c'è da tempo un certo movimento antiscientifico, e in particolare ci si deve riferire agli argomenti in cui è chiaramente competente W.Arber, il biologo molecolare esperto di evoluzione biologica, da solo un anno eletto presidente della PAS.
E' evidente che la nomina avrebbe anche voluto chiudere le agitazioni suscitate in ambito cattolico dai 2 convegni organizzati dal Vaticano nel 2009 in occasione del bicentenario di Darwin.
Fra le "agitazioni" possiamo certo ricordare il sostegno del card.Schonborn nel 2005 alla truffa USA dell'Intelligent Design, contrastata in varie sedi fra cui anche l'articolo del prof.Facchini del 16/1/2006 sull'Osservatore Romano. C'è stato poi il convegno antivaticano dei creazionisti "della terra giovane", ospitato a Roma il 23/2/2009 dal prof.De Mattei addirittura al CNR.
Non mancano poi numerose iniziative più economiche e dilettantesche gestite soprattutto in economia e con scarse competenze sul web addirittura in sante alleanze con gruppi creazionisti islamici "della terra vecchia" e (con grande coerenza) predicatori evangelici creazionisti "della terra giovane". Certo non è facile farsi spazio in un contesto dominato dalla confusione e dall'ignoranza di base sulle questioni e i processi che coinvolgono il tempo profondo.
Certo che per raggiungere i loro obiettivi interni alla chiesa, non si presentano molto bene in confronto ai numerosi premi Nobel presenti nella PAS, certificati dalla loro autorevolezza scientifica, ma certo non è nemmeno facile distinguersi
dai diversi creazionismi che sopravvivono negli ambienti religiosi, e c'è sempre qualcuno che ha perso la testa per l'ipotesi della "Genesi biblica", un'altra fantasiosa ipotesi basata sulla fede e non su almeno qualche dato geologico o biologico; per essere onesti bisognerebbe che finalmente qualcun altro faccia notare che adesso sembra che questi dati piacciano molto di più anche al papa, come ha appena detto l'8/11; forse qualcuno potrebbe chiarirci anche questo dubbio.
Ultimamente è comparso addirittura un blog gestito da un filosofo, docente di una scuola religiosa domenicana, gran sostenitore dell'Intelligent Design di cui riporta idee che sono state contestate anche da un giudice che ha scoperto come fosse nato con un evidente "taglia e incolla" in Word. Spiace che anche lui abbia preso una cotta per l'ID e propagandi quello che ha letto in un loro opuscolo ("Sarebbe auspicabile che anche in Italia ci si svegliasse dal torpore scientifico e che le famiglie si rendessero conto della necessità di partecipare criticamente all'educazione scientifica dei figli"). Immagino che W.Arber sarebbe interessato a sapere come ottenere dai domenicani una collaborazione maggiore alle indicazioni papali Magari potrebbe chiedere a Francisco Ayala la prossima volta che verrà a Roma, anche se comunque ha cambiato mestiere.
Spiace che queste iniziative, che evidentemente non si preoccupano delle basi scientifiche (=confronto fra risultati sperimentali) che poi tutti pretendono che funzionino anche negli ospedali cattolici..., siano magari finanziate con i fondi dell'8 x 1000 oltre ai fondi della Fondazione Templeton, forse non sempre assegnati nel rispetto delle indicazioni presenti nel loro sito web, che non contemplano il sostegno all'ID (Does the Foundation support “intelligent design”?).
In effetti non si capisce perchè non si pretenda parallelamente che negli ospedali religiosi si attribuisca un ruolo rilevante ad eventi miracolosi simili a quelli che determinerebbero l'evoluzione di tutti gli esseri viventi, che sappiamo ammessa dal card.Ratzinger nel 2004, a partire da un unico organismo iniziale. Per fortuna anche in Cina oggi la buona sanità dipende da un serio metodo scientifico di verifica degli esperimenti. 
Anche per questo i sostenitori dell'ID hanno trovato le porte chiuse nel 2009. Ora sembra che cerchino di farle riaprire.   

 

11/11/12-VA

·         Racconta il card. Ravasi, oggi in un'intervista, che al Sinodo qualche giorno fa  si ridacchiasse un po' alle spalle dei vescovi, anche europei, che non capivano il latino.
Non ci sarebbe proprio da ridere se qualcuno non continuasse a confondere ancora caos con caso, proprio ora che sembra davvero che anche il papa abbia finalmente capito la rilevante differenza fra i due termini quando ci si riferisce alla biologia e all’evoluzione (forse è stato illuminante il convegno della PAS del 28/10/11 su
The Scientific Legacy of the 20th Century”, quando si parlava molto di biologia e il caso veniva spesso citato. Qui gli atti completi di quel convegno).
Non per niente in questo discorso conclusivo tenuto l'8 novembre al convegno dell'Accademia Pontificia sulla complessità ("
Complexity and Analogy in Science: Theoretical, Methodological and Epistemological Aspects"), il papa non cita affatto il caso, nemmeno per il suo limitato (ma rilevante…) ruolo nel creare la variabilità, come ben sa chiunque si chieda da cosa dipendano i ruoli sessuali che interpreta e le sue preferenze sessuali.
E' evidente un certo cambiamento rispetto all'uso improprio che, fin dal discorso di insediamento, il papa aveva fatto del termine caso, che qualcuno aveva riferito all’evoluzione; in alcuni contesti l'uso era davvero ed evidentemente improprio, visto che non c'è nessuno (è vero!) che pensi che il caso da solo possa mai combinare qualcosa di buono. Davvero non si capiva quindi a cosa si riferisse. Vedremo però se questa rilevante novità sarà definitiva.
[Curioso comunque il fatto che invece Google da anni non riesce proprio ad associare il nome del segretario della PAS, Mons.Sanchez Sorondo, al caso ma solo al caos. Un caso di allergia o solo un problema di dizionario? Comunque parla sempre del caos anche se non si è certi che sia il termine che intende usare.]
Le conclusioni di un convegno su un tema in cui il caso ha evidentemente dimostrato almeno un ruolo creativo sono certamente il momento migliore per far notare di aver capito la lezione che l'Accademia delle Scienze aveva pensato gli sarebbe stata utile per capire meglio il mondo in cui ci muoviamo.
Nessuno si illude che non si parli più di creazione, ma almeno si può apprezzare che sembra si sia capito che il caso non sia da demonizzare e che abbia un giudizio positivo su una struttura come la PAS ("Ringraziandovi per il contributo specifico dell’Accademia al rafforzamento del rapporto tra ragione e fede, vi assicuro del mio profondo interesse per le vostre attività") presieduta dal biologo evoluzionista W.Arber, nominato solo un anno fa ma presente fin dal 1981.
Una frase importante è anche la precedente, che indica una prospettiva e una preoccupazione forse non molto diversa rispetto a quella illustrata già da GP2 nel
1988 e apparentemente non così centrale per 24 anni ("Nella grande impresa umana di cercare di dischiudere i misteri dell’uomo e dell’universo, sono convinto del bisogno urgente di dialogo costante e di cooperazione tra i mondi della scienza e della fede per edificare una cultura di rispetto per l’uomo, per la dignità e la libertà umana, per il futuro della nostra famiglia umana e per lo sviluppo sostenibile a lungo termine del nostro pianeta. Senza questa necessaria interazione, le grandi questioni dell’umanità lasciano l’ambito della ragione e della verità e sono abbandonate all’irrazionale, al mito o all’indifferenza, a grande detrimento dell’umanità stessa, della pace nel mondo e del nostro destino ultimo").  Tutti devono essere d'accordo con chi vuol ridurre gli spazi all'irrazionalità e ai miti, basta che non lo dica solo quando sembra una captatio benevolentiae. Comunque non sembra proprio che Arber non sia in sintonia con questi auspici.
Il papa dovrebbe però chiarire se è la PAS che, come sembrerebbe logico, dovrebbe occuparsi di questo dialogo o se devono occuparsene altri "dialoganti" che però sappiano riconoscere il ruolo creativo del caso per evitare che il caos influenzi il "futuro della nostra famiglia umana e lo sviluppo sostenibile a lungo termine del nostro pianeta".
Dovrebbe però sapere che la PAS ha molti nemici, in USA ma anche in Italia ... 
nonostante un anno fa W.Arber avesse fatto notare come "All PAS members have contributed to the remarkable progress of scientific knowledge in the past century. Personal testimonies from these actors represent valuable documents for the history of science and for future generations". Questo solo per ricordare dove si pongano i componenti della PAS rispetto alla ragione e alla scienza.

·         Mi sembra poi, last but not least, che nel discorso del papa agli accademici  pontifici (la R.Vaticana pubblica anche la versone in inglese e c’è pure l’audio originale per ascoltare i complimenti fatti alla PAS per il suo contributo al rapporto con la scienza) ci siano anche altre importanti novità. Sono novità che qualunque biologo evoluzionista nota e che certamente hanno fatto fischiare le orecchie almeno ad A.Zichichi, probabilmente presente in aula. La frase è posta all'inizio, come premessa; forse queste osservazioni sono anche conseguenza della discussione sui temi trattati in questo convegno o in quello di 12 mesi fa: " le importanti scoperte e i progressi degli ultimi anni c’invitano a esaminare la grande analogia tra fisica e biologia che si manifesta chiaramente ogni qualvolta otteniamo una comprensione più profonda dell’ordine naturale".
Dato che sta ragionando su "processi del passato" che qualcuno credeva che non fossero verificabili il papa sembra suggerire proprio una nuova valutazione del noto e troppo citato (1240 volte secondo Google, e spesso si tratta di siti web di diverse religioni!) assurdo testo di A.Zichichi che negava scientificità alla biologia evoluzionistica ("dov'è l'equazione dell'evoluzione della specie umana? Non esiste. Non ci sono né esperimenti riconducibili, né una componente matematica di rigore dell'evoluzionismo biologico. E questi sono i caratteri che caratterizzano la scienza, che deve prevedere e non post-prevedere
").
Meno importante - ma non troppo - la frase successiva, conseguenza della precedente, anche per le conseguenze della critica alle valutazioni di Zichichi, molto diffuse nel mondo cattolico e forse prima considerate utili anche dallo stesso pontefice: "Se è vero che alcune delle nuove nozioni ottenute in questo modo ci possono permettere di trarre anche conclusioni sui processi del passato, questa estrapolazione mette altresì in rilievo la grande unità della natura nella complessa struttura dell’universo e il mistero del posto che l’uomo occupa in esso. La complessità e la grandezza della scienza contemporanea in tutto ciò che consente all’uomo di sapere sulla natura ha ripercussioni dirette sugli esseri umani
".
Ora c'è solo da trovare qualcuno chi, dopo aver verificato di averle capite bene (davvero ora il papa crede di aver convinto i cattolici che si possono trarre "conclusioni sui processi avvenuti nel passato"? qualche microbiologo premio Nobel gli ha spiegato che ci sono batteri che sono stati seguiti per 50000 generazioni e che hanno dimostrato la comparsa di variabilità? basta la variabilità per parlare di microevoluzione?), faccia conoscere le conseguenze delle nuove opinioni sul ruolo del caso.
Probabilmente si era fidato troppo di A.Zichichi e di altri non competenti di evoluzione, quando nel 2006 a Catelgandolfo, nonostante la lezione fattagli il giorno prima dal biologo evoluzionista Peter Schuster, presidente dell'Accademia delle Scienze austriaca, da lui invitato, sottolineò soprattutto i difetti della teoria dell'evoluzione ("La teoria dell’evoluzione non è una teoria completa e scientificamente provata ed è in gran parte non dimostrabile sperimentalmente in modo tanto facile perché non possiamo riprodurre in laboratorio 10000 generazioni. Ciò significa che ci sono dei vuoti o lacune rilevanti di verificabilità-falsicabilità sperimentale a causa dell’enorme spazio temporale a cui la teoria si riferisce”).  Ora sembra che si possa invece trarre conclusioni da "processi avvenuti nel passato"
L'8/11 ha suonato quindi tutt'altra musica, e non si può quindi negare che ci sia qualche novità rispetto a 6 anni fa; ancora maggiori sono le novità positive rispetto al 2002, quando addirittura il
Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede
ricevette in Vaticano creazionisti "della terra giovane" come Berthault e Tassot, appartenenti al Kolbe Center USA; gli stessi a cui nel 2009 vennero sbarrate le porte dei convegni vaticani (e furono aperte quelle del CNR e della Sapienza!).

·         Un punto poco chiaro rimane comunque ancora quello in cui sembra reindirizzare l’interesse dei cattolici, verso la “creazione continua”, un concetto che, soprattutto se si confonde scienza, filosofia e teologia, visto anche il contesto, richiederebbe comunque una definizione e pure un aggiornamento del Catechismo, che non ne parla.
Interessante comunque che non si approfitta delle inevitabili debolezze della scienza per sostituirla subito con un “
God of the gaps”. Anche l’articolo sull’Avvenire (“Scienza e fede insieme per l’uomo”) riporta questo prudente approccio all’origine della vita; interessante che a differenza dei laici creazionisti, non ha pretese assurde verso la scienza (“se i primi momenti del cosmo e della vita «sfuggono all’osservazione scientifica»  la scienza si trova tuttavia a scoprire una vasta serie di dinamiche che rivelano un ordine evidente”). Che questo si possa chiamare “creazione continua” e quanto di "naturale" e "materialistico" ciò comporti, sarebbe certo il caso di chiarirlo meglio, per non occupare ambiti che non competono alla teologia. La complementarietà è da apprezzare in quanto il rispetto delle competenze è utile e vantaggioso per tutti.

 

10/11/12-IT

·         Sull’Avvenire si può leggere un corsivo di G.Gennari che si lamenta (“Scandali immotivati e misteri di carta, ghiacciata”) che i quotidiani non riferiscano delle iniziative che coinvolgono l’Accademia Pontificia delle Scienze, a cominciare dal citato convegno sul riscaldamento globale di origine antropica, che presentava la drammatica situazione dei ghiacciai. Nemmeno l’Avvenire, però, ha finora citato i due recenti convegni organizzati dalla PAS in questi giorni né  l’intervento di W.Arber in favore della teoria dell’evoluzione al Sinodo; perfino G.Gennari è intervenuto solo il 23/10 per criticare T.Pievani;  purtroppo ha fatto dell’ironia di cattivo gusto, scrivendo addirittura che un giudizio positivo su Darwin l’avevano già dato, prima di Arber, V.Marcozzi e Teilhard de Chardin!
Comunque l’Avvenire si potrà presto riscattare: c'è stato il 9/10 un convegno su Teilhard de Chardin. Se il precedente presidente della PAS, N.Cabibbo aveva lanciato l’idea provocatoria di riabilitare Giordano Bruno, il card.Poupard potrebbe magari aver rilanciato la sua vecchia idea di riabilitare Teilhard; siamo a 57 anni dalla morte …
Quanto ad Arber sembra che si stia dando da fare per far capire che non si può continuare a lasciare Darwin fuori dalla porta sperando che qualcuno lo sbrani. Per fortuna – a differenza di Teilhard de Chardin - non ha nessun bisogno di essere riabilitato. Anche perché è già sepolto, fin da subito e in ottima compagnia, addirittura in una cattedrale.  Decisamente meglio, che oltreoceano, nel cimitero di una scuola alberghiera dove deve recarsi chi vuol rendere omaggio. Magari si potrebbe far domanda per occupare l’urna che a Roma ospitava da anni il benefattore affiliato alla banda della Magliana, de Pedis.

 

10/11/12-UK

·         Se qualcuno pensasse di essere penalizzato dal non poter accedere a riviste peer-review ogni tanto può trovare qualche buona notizia; è certo un'ottima e prudente idea quella di verificare che i medici ospedalieri o universitari a cui si ricorre per se o per i propri cari non solo facciano ricerca ma soprattutto che non lavorino inutilmente e diano il giusto valore a riviste di questo tipo che, come è noto agli esperti, garantiscono non certo la verità ma cercano solo di verificare la completezza e la serietà della ricerca e delle premesse su cui si basa.
Da qualche giorno sono liberamente accessibili alla consultazione on line tutte le riviste della Royal Society fino al 30 Novembre 2012. Le riviste saranno comunque poi accessibili nelle biblioteche universitarie.
Da non perdere ovviamente, per chi avesse ancora dubbi, il recente fascicolo delle Biology letters con articoli sulla dimostrazione sperimentale dei meccanismi evolutivi ("Experimental evolution"), già citato il 29/10.
Per chi invece all'evoluzione biologica ci crede, in teoria, ma avesse problemi personali sugli aspetti evolutivi più pratici e materialistici, può trovare qualcosa di utile nell'area etologica, di cui si occupano spesso queste riviste.
C'è infatti, ed è curiosamente nell'elenco degli articoli più consultati e scaricati del 2011, un articolo dedicato a "Male dance moves that catch a woman’s eye", con allegato
electronic supplementary material (che comunque prevede solo l'uso di manichini). La ricerca comunque potrebbe procedere oltre, indagando anche su altri aspetti che non riguardano solo la vista e il sistema nervoso.
Come si può forse prevedere, e metto in guardia su questo, l'articolo inizia - a conferma di quanto sia improbabile che ci si possa dimenticare di Darwin - citando una delle tante idee geniali di Darwin sul ruolo della selezione sessuale all'interno dei meccanismi evolutivi ("
In 1859, Charles Darwin proposed that certain male traits evolved owing to sexual selection via female mate choice"). Mancano comunque ancora solo 20 giorni a fine mese...

 

10/11/12-USA

·         Non sempre sono necessarie spiegazioni complesse per capire la realtà. A volte ce ne sono di semplici ed eleganti. Può essere quindi utile consultare le migliori menti attuali per capire se hanno pronta qualche risposta se si chiede loro "What is your favorite deep. elegant, or beautiful explanation?".
Nel sito www.edge.org ("The World's Smartest Website") è questa la domanda (proposta inizialmente da Steven Pinker) a cui nel 2012 hanno dovuto rispondere, con la potenza dei loro neuroni, 192 ricercatori coinvolti in decine di diversi campi.
Visto il loro potere esplicativo, le spiegazioni suggerite fanno spesso riferimento alla meccanica quantistica e all'evoluzione, per cui non solo il nome di Charles Darwin non può che ricorrere frequentemente, ma troviamo perfino quello del fratello Erasmus che, in una lettera a lui nel 1859, spiega in quali rari casi perfino una persona onesta possa rifiutarsi di cambiare idea nonostante i fatti sembrino dimostrare il contrario: quando "the a priori reasoning is so entirely satisfactory to me that if the facts won't fit in, why so much the worse for the facts". Forse è solo un complimento alla genialità del fratello (e pure di A.Wallace) la cui teoria si scontrava con i calcoli di Kelvin sull'età della terra - che oggi sappiamo errati oltre che influenzati dai pregiudizi e dalle scarse conoscenze del tempo.   

·         In questi giorni abbiamo scoperto che c'è almeno una città negli USA in cui Darwin ha avuto nei giorni scorsi parecchi sostenitori. Quasi 4000, tanti per arrivare secondo in graduatoria, ma non sufficienti per garantirgli un seggio in senato.
Comunque sono serviti a far avere 4000 voti in meno, su 22000, al candidato repubblicano, che si era fatto notare per dichiarazioni pubbliche che confermavano la sua ignoranza scientifica.
Di questa storia si parla in articoli pubblicati non solo sul quotidiano locale di Athens in Georgia, dove era candidato il senatore Paul Broun ("Charles Darwin was the natural selection for 4,000 Georgia voters"). Da notare che sicuramente Darwin avrebbe avuto maggiori competenze per far parte, al posto di Paul Broun, della commissione Space, Science and Technology, dove è pure presidente del Subcommittee on Investigations and Oversight. 
Qui il video che mostra uno "'scientist in Congress saying evolution is from 'pit of Hell'".

 

9/11/12-USA

·         In tempi di minacce alla biodiversità terrestre possiamo consolarci con una particolare forma di biodiversità che non sembra minacciata da nessuna multinazionale nè insidiata da automobili assetate di benzina. Forse è ancora sconosciuta e quindi per ora non troppo a rischio; non si sa nemmeno se si potranno ottenere medicinali nuovi o antibiotici finora inesistenti.
Ne parla il giornalista scientifico Carl Zimmer nel suo blog The Loom, raccontando come sia uscito sull'ultimo numero di PLOS l'articolo a cui lui ha personalmente contribuito con una fornitura di un campione della sua biodiversità personale, e che gli era stato anticipato il 27/6/11 dall'autore R.Dunn con il seguente messaggio: “You, my friend, are a wonderland.” .
L'articolo si intitola infatti "A Jungle in There: Bacteria in Belly Buttons are Highly Diverse, but Predictable" e il post di Carl Zimmer, tutto orgoglioso di aver contribuito con ben 53 specie di batteri, "On the Occasion of My Belly Button Entering the Scientific Literature". Il nome del proprietario dell'ombelico, Carl Zimmer, ovviamente manca fra gli autori dell'articolo di PLOS, ma aumenterà l'interesse al suo libro "Microcosm" dedicato al microbioma umano.  

 

9/11/12-VA

·         L'Avvenire riferisce della visita dell'8/11/12 al Papa degli Accademici Pontifici ("Scienza e fede insieme per l’uomo") alla fine del loro convegno «Complessità e analogia nella scienza. Aspetti teoretici, metodologici ed epistemologici». L'articolo sembra voler chiarire la sua opinione sulla scienza, che risulterebbe ora meno metafisica: «le scienze non sono mondi intellettuali disconnessi l’uno dall’altro e dalla realtà, ma piuttosto sono interconnessi e diretti allo studio della natura come un’unica, intellegibile e armoniosa realtà», per cui ci sarebbero «fruttuosi punti di contatto con la visione filosofica e teologica cristiana dell’universo».
Per una lettura complessiva, anche per notare che alcune novità forse ci sono, qui si può trovare il testo integrale; soprattutto per capire che forse non è la scienza, disconnnessa dalla realtà ad
«abbadonare le grandi questioni dell’umanità all’irrazionale, al mito o all’indifferenza con grande danno per l’umanità, la pace e in definitiva per il nostro destino». 

 

9/11/12-IT

·         [da Pikaia] A Milano si svolgeranno prossimamente due incontri per ragionare di alcuni problemi dell’evoluzione umana (“Luce si farà sull’evoluzione dell’uomo e la sua storia”, disse Darwin qualche tempo fa, e la luce ora è davvero chiara e permette finalmente di muoversi con grande sicurezza), con G.Barbujani (Perchè non possiamo non dirci africani il 15/11) e  G.Destro Bisol (“Le razze non esistono...o forse sì, il 21/11 alle). Ambedue in Via Celoria 20 alle 14.30, in aula 208 o 301. Locandina.

 

9/11/12-F/USA

·         Su un blog ospitato dal sito di Scientific American si illustra la novità di una nuova strategia di conservazione della natura, comparsa per la prima volta in Ecuador nel 2008, che farebbe riferimento a diritti naturali che la stessa natura, o meglio la divinità che rappresenta la natura da quelle parti (Pachamama), potrebbe pretendere che siano rispettati.
Un simile modo di affrontare il problema dell’interazione con una natura in cui ogni specie animale e vegetale avrebbe dei diritti naturali ad evolvere liberamente e a non vedersi contrastare questo diritto è certo nuovo e richiede nuove strategie d'azione; si spera che questa nuova strategia (usata dal Community Environmental Legal Defense Fund) sia più efficace di quelle finora usate da chi pensa sia inaccettabile che pochi uomini possano continuare a non incontrare qualcuno che impedisca loro di trarre oprofitti personali dal sequestro di beni collettivi.
Non per nulla l’articolo è intitolato “The Death of Natural Selection”.
Questa strategia, se avesse successo e si diffondesse anche in altri paesi, soprattutto nelle zone tropicali, avrebbe effetti certo positivi per l’ambiente e l’ecosistema globale, ma molti temono che creerebbe problemi per l’economia.
D’altronde è difficile negare, e lo si può vedere anche da casa propria con Google Maps, che in molte aree del pianeta in cui l’ambiente non è adeguatamente protetto e difeso, la deforestazione avanzi a ritmi impressionanti. La trasformazione della foresta tropicale in piantagioni di palma da olio riduce in pochi anni il numero di specie da milioni ad una in aree vastissime ("Aerial View of Oil Palm Plantations and Deforestation in Borneo")
.
In questi giorni sembra in discussione il diritto alla nutella in Francia a causa delle tasse imposte oggi per frenare la distruzione delle foreste tropicali.
Non è certo tranquillizzante sentire che la ditta – che in qualche modo sembrava collaborasse alla difesa delle foreste tropicali - si difenda sostenendo che per il prodotto (per il 30% è composto da olio di palma) “non utilizza nessun olio vegetale proveniente dall'Indonesia, dove è in corso un grave processo di deforestazione, e preferisce le zone di Malesia e Papua Nuova”, senza precisare che sono aree dove si è iniziato a disboscare solo recentemente… 
Il problema esiste ed è serio.
Le nuove strategie sembra abbiano spinto a chiamare in aiuto anche le divinità tradizionali, uno strumento che di solito viene attivato quando si vuole una scusa che impedisca di scendere a compromessi, evocando perfino i principi non negoziabili.

 

8/11/12-USA

·         Nuovi retroscena sulla realizzazione del  video della BBC (Conspiracy Road Trip Creationism, disponibile in rete) che documenta come si è concluso il tentativo di riempire gli evidenti buchi culturali che costringono alcuni creazionisti biblici (YEC, cioè “creazionisti terra giovane”) britannici a non accettare le scoperte scientifiche dell’ultimo secolo, che hanno dimostrato che la terra ha 15 miliardi  di anni e che la vita è iniziata una volta sola e quindi tutti gli esseri viventi hanno un antenato comune.
Dopo il commento di Jerry Coyne (del 10/10) anche un altro evoluzionista racconta la sua esperienza didattica; è Don Prothero, il geologo che li ha portati a visitare il Gran Canyon per spiegare loro, anche dimostrandolo con test sperimentali,  come non possa essere stato creato in pochi giorni da un diluvio, né qualsiasi né eccezionale, ma da eventi durati milioni di anni. D.Prothero racconta anche l’esperienza, per lui piuttosto deprimente, di non essere riuscito a fare con successo il suo solito lavoro di docente. Sottolinea anzi come nemmeno Tim White, il paleoantropologo, sia riuscito a farli ragionare pur dopo che erano riusciti (e lo vediamo nel video) a mettere sul suo tavolo nella sequenza corretta (che è quella realmente trovata) i reperti fossili che lui aveva trovato in Africa orientale.
Per fortuna in Italia sono ben pochi i creazionisti biblici convinti che la vita abbia poche migliaia di anni; però ci sono, anche se probabilmente molti non saprebbero o non vorrebbero indicare quali sono i fatti che ignorano e che impediscono loro di spiegare l’origine comune degli esseri viventi; chi accetta l’evoluzione deve saper dimostrare, anche e soprattutto ai creazionisti,  come e perché tutti gli esseri viventi siano imparentati fra di loro.
Deprimente come invece sia comparso su YouTube un video in cui si spiega quello che avrebbero dovuto rispondere davanti al Grand Canyon i creazionisti ingaggiati dalla BBC… almeno l’evoluzione culturale continua e compaiono nuove strategie per sopravvivere nonostante tutto.

 

8/11/12-IT

·         Anche a Cagliari è in corso in questi giorni un festival [della] scienza, che si concluderà l’11/11. E’ la quinta edizione. Programma ed eventi. Il 10 si parlerà di evoluzione biologica e culturale con Francesco Cavalli Sforza.

 

8/11/12-VA

·         Inizia oggi a Roma un convegno scientifico organizzato da A.M. Battro, S. Dehaene, W.J. Singer nella sede della Pontificia Accademia delle Scienze ("Neurosciences and the Human Person: New Perspectives on Human Activities") dove già si progetta il prossimo convegno sullo stesso tema nel 2036; i precedenti infatti risalgono al 1968 ('The Brain and Conscious Experience') e al 1988 (Brain Research and the Mind-Body Problem. Epistemological and Metaphysical Issues’, sono consultabili gli atti completi di questo convegno).
E’ consultabile nel sito della PAS anche il PDF con gli atti integrali di un recente convegno del 2010 su un tema affine: “Human Neuroplasticity and Education”.
Fra i partecipanti ci sono numerosi ricercatori; soprattutto psicologi,  neurologi e neurofisiologi come M.Gazzaniga, ma anche la paleoantropologia è rappresentata da
Yves Coppens (“Hominid Evolution and the Emergence of the Genus Homo “) e da Svante Pääbo (“Human Origins From a Genomic Perspective”); ci sono le competenze giuste per discutere anche le ipotesi su come e perché sia comparso l’uomo e come il successo della mente umana dipenda anche da quello che conosciamo sui 60 milioni di evoluzione dell’encefalo nei primati e nelle antropomorfe .
C’è un tale traffico di ricercatori e anche di premi Nobel ultimamente a Roma che si potrebbe usare internet anche in modo positivo e utile, per invitare qualcuno di loro ad un incontro con gli studenti in un qualche liceo statale romano.
Soprattutto i Nobel: non solo hanno ricevuto riconoscimenti pubblici per il loro contributo  spesso disinteressato all’evoluzione culturale umana, ma come ricercatori di successo sanno quanto sia stimolante e utile mettere a contatto la loro curiosità con la naturale curiosità dei giovani a cui dovremmo augurare di aspirare ad un simile tipo di successo in futuro.
Purtroppo non è frequente che ai giovani siano oggi proposti simili modelli di successo, e comunque molti di coloro che ne sono stati contagiati tendono a viaggiare e non sempre riescono a tornare. Se tornano, a differenza di Darwin che era ricco di famiglia, non sempre riescono a seguire i loro sogni.
Se non fosse stato parecchio sfortunato, potremmo comunque consigliare di seguire l’esempio di Wallace, che non era ricco di famiglia ma riuscì anche lui a capire che ci sono meccanismi curiosi e complessi che hanno gestito e gestiscono le interazioni gli esseri  viventi. 

 

7/11/12-VA

·         E' finito oggi a Roma un convegno organizzato da Werner ArberJürgen Mittelstraß nella sede  dalla Pontificia Accademia delle Scienze ("Complexity and Analogy in Science: Theoretical, Methodological and Epistemological Aspects") . Fra i partecipanti c'erano ricercatori fisici chimici e biologi di alto livello: A.Zichichi, M.Rees (presente anche al Festival della Scienza di Genova nei giorni scorsi, a parlare di infinito), L.Alberghina. Si è parlato anche di cambiamenti climatici in una sessione presieduta dal Nobel Paul J.Crutzen, a cui ha contribuito anche W.Arber con un intervento su un tema che ritiene importante per progettare il futuro "Towards a Sustainable Use of Natural Resources by Respecting the Laws of Nature". Per i curiosi, e per chi ritiene di aver in qualche modo contribuito alla realizzazione del convegno della PAS, qui sono consultabili i riassunti delle comunicazioni.

 

6/11/12-IT

·         Tutte le ultime novità sull'evoluzione umana verranno presentate in un interessante convegno a Venezia il 14 novembre: intervengono il paleoantropologo Giorgio Manzi e il fisico Claudio Tuniz. Interessanti alcuni testi  tuttora già linkati nella pagina web dell’Istituto Veneto:
- TED: Svante Pääbo: DNA clues to our inner neanderthal
- Claudio Tuniz: Out of Africa.
- Manzi - Di Vincenzo: L'ultimo antenato (H.heidelbergensis)
- Giorgio Manzi: A brief history E’ il testo della relazione tenuta da Manzi ad uno dei convegni vaticani organizzati nel 2009 per il bicentenario di Darwin (“Biological evolution: facts and theories”). G.Manzi presenta tutte le novità scoperte successivamente a Darwin (“Human evolution: a brief history of the research since Darwin’s times”); si nota con piacere come da 2 fossili (quelli di Gibilterra e di Neandertal trovati in Europa occidentale) si sia passati in 150 anni a centinaia di fossili trovati in tutto il mondo.
Si può oggi dimostrare come, grazie ai fossili ma soprattutto alla genetica, la previsione di Darwin (
light will be thrown on the origin of man and his history”) si sia realizzata; nel 1891 e nel 1924 si trovarono perfino quelli che, con i pregiudizi e le ignoranze di allora, venivano definiti erroneamente “missing link, un termine che ormai non viene più usato, travolto dalle numerose e continue scoperte di questi ultimi decenni.

 

6/11/12-USA

·         Se qualcuno si fosse preoccupato per la sopravvivenza dei ratti nella metropolitana allagata di New York durante l’ultimo uragano, questo video pubblicato recentemente nel blog di Scientific American potrebbe  tranquillizzarlo, anche se si tratta di ratti spinti dall’uomo ad apprendere un comportamento insolito per la specie. 

·         Sempre nel blog di Scientific American si commemorano i cinque anni passati dalla morte di Washoe, la prima scimpanzé (era una femmina)  allevata fin da piccola da una coppia di psicologi, Allen e Beatrix Gardner, in un ambiente (il Center for Advanced Studies, CAS) che le ha permesso di acquisire la padronanza dell’ASL (American Sign Language).
L’abilità nell’uso delle mani, caratteristica perfezionata nei primati e molto simile a quella che è comparsa successivamente già nelle specie che hanno preceduto l’attuale specie umana, ha permesso a Washoe di comunicare con gli umani nel corso di tutta la sua vita. Washoe trascorse gli ultimi anni al Chimpanzee and Human Communication Institute.

 

5/11/12-DE

·         Per chi ama la natura, qui le foto vincenti del premio fotonaturalistico 2012.  E degli anni precedenti. La foto che ha vinto nel 2008 ci ricorda come la mano dell’uomo è comunque spesso presente quando alcune specie di primati vngono eliminate; non sempre viene fotografata, per cui si rischia di non saper riconoscere le diverse mani.

 

5/11/12-VA

·         E' in arrivo un altro convegno su Teilhard de Chardin, che si terrà il 9/10 novembre a Roma alla Gregoriana. Ci saranno gli ultimi due responsabili del dicastero della cultura, il card.Ravasi e il card. Poupard, che aveva fatto inutilmente sperare che si potesse, e fosse ancora utile, riabilitare TdC, dopo più di cinquant'anni dalla morte.
Qui il programma del convegno, nel sito dell'UNIGRE.
Il sito web vaticano SRM, che dovrebbe essere dedicato alla scienza non ne parla, come non ne parla nemmeno il loro blog, dove l'ultima notizia ("
Werner Arber: scienza e fede sono e devono continuare ad essere complementari") è un riferimento vago all'intervento di Werner Arber al sinodo dei Vescovi (che probabilmente hanno sentito per la prima volta la teoria dell'evoluzione spiegata in modo corretto). Comunque è almeno riportato correttamente la raccomandazione di Arber di "mantenere la complementarietà" fra scienza e fede (“According to my conviction, scientific knowledge and faith are and should remain to be complementary elements in our orientational knowledge”).
Un certo interesse per W.Arber l’ha mostrato una filosofa della scienza dell'Università della Santa Croce, che l'ha letto e ne ha parlato positivamente sul suo blog il 30/10 (auspica perfino che "quanto ha affermato il prof. Arber sia ricordato e possa costituire un punto di non ritorno anche nei dibattiti mediatici") e con curiosità (intravede la fine di "confronti, talvolta, accesi e senza 'fine' tra rappresentanti della scienza e quelli della religione, visti sempre come due opposte fazioni in perenne controversia
"); magari ne potrebbe parlare il 9/11 al convegno alla Gregoriana su Teilhard de Chardin, un altro autorevole esperto di evoluzione oggi non troppo apprezzato, visto che, dopo l’esilio che ha dovuto subire da vivo (e che continua tuttora, ospite dal 1955 di una scuola alberghiera), non riesce ancora a riemergere dal purgatorio in cui è stato virtualmente rinchiuso dal 1962.
Ha letto male chi ha notato nell'intervento di W.Arber frasi in cui osservava che non ci fosse conflittualità fra scienza e fede. Anzi, a quasi un mese dall'intervento di Werner Arber (che auspicava invece che continuasse la "complementarietà"), sembra che una conflittualità esista, ma forse è rivolta soprattutto verso ... l'Accademia Pontificia (“The Pontifical Academy of Sciences and the Crisis of Faith
").
Dopo quasi un mese sembrerebbe che l'intervento di Arber al sinodo sia stato ignorato o talvolta riportato in modo non preciso (la versione italiana non è ben tradotta nemmeno sull'Osservatore Romano del 15/10); viene il ragionevole dubbio che nessuno sia interessato a sostenere l'impegnativo lavoro che Arber e la PAS stanno svolgendo, cercando di diffondere le opinioni della PAS fra i cattolici che richiederebbero migliori conoscenze scientifiche, adeguate al momento attuale: "the Pontifical Academy of Sciences tries to fulfill its tasks to critically follow the development of scientific investigations and the projects of applications of acquired knowledge.
It periodically issues its publications, informing the scientific world, the Church hierarchy, and all Christians and people of good will, both in book form and digitally on its web site www.pas.va and it also makes relevant recommendations in favor of a safe, responsible and sustainable development".
Ancor oggi sono ben poche le copie in rete dell'intervento di W.Arber, sia in italiano ("selezione naturale che agisce come variante fenotipica") che nella versione originale inglese (e senza errori...) ("natural selection acting on phenotypic variants").
C’è comunque un video dell’intervento, che conferma anche la presenza del papa, che l’ha nominato e invitato alla sinodo.

 

5/11/12-USA

·         Il 13 novembre si aprirà a San Francisco il congresso annuale  2012 (è il 111°)  dell’Associazione Antropologica Americana, che riunisce gli antropologi culturali. Le tematiche che verranno sviluppate sono raccolte nella pagina web Sections and Committees.

·         Nel sito Science Now un video mostra l’impressionante abilità di un pappagallo nel progettare strumenti utili per raggiungere il cibo: “The Innovative Cockatoo: Figaro Invents, Makes, and Uses a Tool”

 

4/11/12-IT

·         Ottima notizia: è già disponibile in rete il dibattito che si è svolto a Genova ieri con James Moore che presentava il libro "LA SACRA CAUSA DI DARWIN", che permette di scoprire quale fosse davvero l'idea di Darwin sul razzismo e sul monogenismo, talvolta intenzionalmente stravolte nella foga polemica. Interessante scoprire che si impegnò anche personalmente contro il razzismo e lo schiavismo; non è irragionevole né difficile capire che è una conseguenza abbastanza logica per chi crede che anche l'uomo abbia avuto origine da specie precedenti, non troppo diverse da quelle che le hanno precedute. 
Assurdo che accuse di razzismo arrivino da chi magari si rifiuta di concedere ad altre specie uno spazio nell'album di famiglia.
Sono sempre attuali e centrali per la biologia e per la cultura umana le riflessioni iniziali proposte da G.Giorello nell'introduzione, quando ha citato Ernst Mayr.
Se l'incontro con J.Moore è sicuramente da non perdere, nel sito dei video del Festival di Genova si possono già seguire molti altri incontri interessanti ma soprattutto utili per capire il mondo e progettarne il suo futuro:

 

3/11/12-USA

·         Fa decisamente riflettere il tema scelto da Mary-Claire King, presidente dell'American Society of Human Genetics per aprire il loro convegno il 6 novembre prossimo. Tanto è vero che viene anticipato sul numero di Science di questa settimana: "The Scientist as World Citizen". 
Mary-Claire King trae spunto da un'intervista fatta dopo qualche mese ad una giovane, Mona Seif, che era diventata famosa per aver inviato dal Cairo da piazza Tahir il resoconto della lotta dei suoi concittadini per abbattere il regime di Mubarak.
Nell'intervista (qui l'audio) realizzata poi il 15 aprile al Cairo da Brooke Gladstone ("What's a nice girl like you messed up in a revolution like this?") si scoprì che Mona Seif era una giovane laureata che faceva ricerca sulla genetica del cancro, occupandosi in particolare del tasso di mutazione del gene BRCA1 nei pazienti egiziani.
Mary-Claire King approfitta di numerosi spunti tratti dall'intervista e sottolineare che il mondo ha oggi bisogno di gente come Mona Seif; una ricercatrice che ha capito che il mondo ha bisogno che gli scienziati, con le loro conoscenze, le loro reti e la loro cultura, universale come la biologia che unisce e caratterizza ogni essere umano, integrino sempre più la loro vita professionale con quella pubblica. Questo permetterà soprattutto di aiutare gli altri a capire, svelare e dimostrare le assurdità che si utilizzano per gestire e conservare il potere, aiutandoli, come dice anche Hans Rosling, a "dare un senso al mondo" cercando di conoscerlo meglio attraverso i dati di cui ormai disponiamo.
Mary-Claire King sottolinea come "As human geneticists, we are particularly privileged world citizens. Our field is inherently global in both content and talent. All people share the same biology. A gene responsible for a human trait in any family, anywhere, is part of the biology underlying that trait in everyone, everywhere.... The extraordinary success of contemporary human genetics is due both to the revolution in genomic technology and to advanced training of scientists from across the globe. Collaborations formed using the very best talent for each project lead to both productive science and an understanding of people and places outside of one's home turf. The job of the citizen scientist is to put this understanding to use."

·         Risulta interessante anche accogliere il suggerimento di Mary-Claire King "As human geneticists, we are particularly privileged world citizens. Our field is inherently global in both content and talent. All people share the same biology" e verificare con più attenzione di cosa si occuperanno i genetisti umani USA. Qui il sito web e il programma del congresso, che evidenzia i principali temi del dibattito, per cui ognuno può conoscere i temi affrontati e  verificare quanto ""As human geneticists, we are particularly privileged world citizens". Sicuramente hanno a disposizione strumenti potenti sia a livello di popolazione ("Insights into Human Demography and Selection from Full Genome Sequencing ") che individuale ("Surveying Customer Responses to Personal Genetic Services ") per osservare l'evoluzione umana in azione ("Gene Regulatory Change: The Engine of Human Evolution?") ma anche per aiutare a risolvere le patologie umane di origine genetica ("Assessing the Pathogenicity of Genetic Variants: Translating in Vitro and in Silico Advances to the Clinic", "Genetics of Autism Spectrum Disorders"). Affrontando problemi che affliggono ad ogni età in quanto esseri viventi insertiti in un processo che usa la mutazione come fonte di una variabilità genetica che si manifesta fin dall'inizio della vita ("Prenatal and Perinatal Genetics"), o si manfesta durante ("Chromosomes and Disease"), o si aggiunge alle patologie che contribuiscono alla fine della vita ("Vascular and Congenital Heart Disease"). Si affrontano ovviamente anche gli argomenti scientifici che coinvolgono delicate relazioni con le diverse culture ("Gene Discovery and Patent Law: Present Experience in the U.S. and in Europe", "Ethical, Legal, Social and Policy Issues") oltre a minacciare diritti e libertà individuali.
L'aspetto che comunque si nota di più se si scorrono i nomi dei ricercatori che mettono a disposizione di tutti i partecipanti le loro conoscenze e le loro scoperte sono, in assenza di fotografie, i cognomi, che dimostrano uno degli aspetti più impressionanti della ricerca biologica e scientifica: i contributi vengono da tutto il mondo; e se magari i cognomi nascondono la cittadinanza americana, non possono nascondere quanti vantaggi ottenga chi ha messo loro quelle risorse e di quell'autonomia decisionale e gestionale che in altri contesti vengono negati, a cominciare dall'Italia.
L'assenza dei nomi purtroppo nasconde invece le dimensioni del contributo femminile allo sviluppo delle conoscenze genetiche. Certo potremmo fidarci della garanzia fornita dal fatto che presidente dell'ASHG sia
Mary-Claire King, ma è certo che il mondo della ricerca biologica, pur non facile per le donne, non le costringe, come avviene in altri contesti (come quelli politici o religiosi), ad un ruolo subalterno; e hanno saputo dimostrare quanto sia dannoso per l'umanità penalizzarne le capacità e le potenzialità.           

 

2/11/12-USA

·        Certo non siamo più ai tempi in cui negli USA era proibito per legge insegnare a leggere e scrivere agli schiavi neri , temendo giustamente che, grazie all'innata curiosità umana,  la possibilità di conoscere la realtà avrebbe inevitabilmente portato alla fine della loro ignoranza e al momento in cui i 4 milioni di schiavi di origine africana esistenti negli USA nel 1860 avrebbero preteso la loro libertà.
E' quindi ragionevole chiedersi se sia provocatoria o quali secondi fini abbia l'iniziativa di offrire, in un paese come gli USA, in cui secondo gli ultimi sondaggi, il 46% degli individui pensa sinceramente che la vita sulla terra abbia meno di 10000 anni, un libro troppo economico (solo 4$ invece dei normali 23$) che  spiega il vero significato dei fossili, non certo oggi utilizzabili come anelli mancanti per evidenziare quel che manca, ma come una delle principali dimostrazioni della lunga storia evolutiva che abbiamo alle spalle. Certo oggi non sono più le uniche prove, grazie al confronto che oggi si può fare fra il DNA delle specie, ricostruendo proprio quell'albero ben ramificato che Linneo aveva disegnato già nel 1700.
Qualcuno potrebbe sospettare che sia un'iniziativa antireligiosa, vista l'origine prevalente di queste conoscenze certamente errate e fuorvianti ancora diffuse negli USA.
Comunque per fortuna in Italia i creazionisti che non capiscono il reale ruolo dei fossili o della genetica nel confermare che l'evoluzione è un fatto sono molto meno; o semplicemente non conoscono bene l'inglese; qualunque sia il motivo, purtroppo non è disponibile questo sconto in Italia. Chi volesse il libro è costretto quindi a pagarlo una cifra 3 volte maggiore, anche se comunque ragionevole e scontata (12.25€). In ogni caso ci si deve comunque accontentare della versione digitale di "Evolution: What the Fossils Say and Why It Matters" scritto da Donald Prothero, un noto paleontologo,uno dei 5 evoluzionisti che ha cercato di far ragionare i creazionisti biblici (YEC) ingaggiati dalla BBC per il video citato qui il 10/10/12.
  

 

1/11/12-AS

·         E' decisamente tragico e imbarazzante che ancor oggi in molti paesi del mondo dominino culture cha fanno dipendere da eventi casuali non solo il percorso di vita individuale ma anche i diritti individuali, condizionando pesantemente la possibilità di sviluppare (e di utilizzare) adeguatamente e a vantaggio di tutti le proprie capacità individuali nel corso della vita.
Questo video (da al Arabiya News) di uno scontro verbale di una donna di Riyadh (Arabia Saudita, dove le donne inizieranno a votare solo fra 3 anni) con agenti della Commission for Promotion of Virtue and Prevention of Vice (CPVPV) dimostra in modo chiaro come tuttora (e certo ancora per lungo tempo) non tutti capiscano come la semplice scelta biologica casuale del sesso effettuata dai meccanismi riproduttivi ed evolutivi non dovrebbe più condizionare così pesantemente il presente e il futuro di nessuno.
Non dimentichiamoci come anche in Italia e anche in alcuni paesi dell'Europa (soprattutto centro- meridionale) il voto alle donne sia arrivato solo recentemente, negli anni in cui è stata approvata la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (1948).    

 

1/11/12-IT

·         [da Pikaia] Lotta alla schiavitù e difesa dell'evoluzione; di questo si occupa il nuovo libro di Adrian Desmond e James Moore (La sacra causa di Darwin), edito da Cortina. Sarà in libreria dal 7 novembre ma su Pikaia si può cominciare a leggere in anteprima l'introduzione.

 

1/11/12-ITA

·         Alcune conferenze del Festival della Scienza 2012 di Genova possono essere seguite dalla in diretta. Qui la pagina con il programma delle dirette programmate. Consigliabili:
- 2 novembre ore 21: 
Viaggio al centro della vita
Lectio Magistralis con Edoardo Boncinelli

- 3 novembre ore 15.30:

La sacra causa di Darwin
Lotta alla schiavitù e difesa dell’evoluzione

Incontro con James Moore (autore del libro in vendita dal 7/11), Giulio Giorello, Telmo Pievani.
- 3 novembre ore 21
Da qui all’infinito Una riflessione sul futuro della scienza
Lectio Magistralis con Martin Rees
- 
4 novembre ore 18
Medicina e fine della vita: oltre il caso Englaro
con Carlo Defanti, Gustavo Zagrebelsky
-
4 novembre ore 21
L’immaginazione ci rende umani
Lectio Magistralis con Ian Tattersall

 

1/11/12-USA

·         Anche il blog di Scientific American si adegua al tema che (negli USA) domina questa giornata: “13 Horrifying Ways To Die (Arthropod Edition)”.

 
            
OTTOBRE 2012    

31/10/12-UK

·         Un articolo su Nature ("NIH faces chimp housing quandary") mostra i problemi che deve affrontare l'istituto nazionale della sanità USA (NIH) in seguito al progressivo smantellamento delle ricerche e dei laboratori che richiedevano l'uso dei primati ma soprattutto degli scimpanzè.
L'NIH ne gestiva circa 670,un numero enorme che è risultato sempre più esagrato rispetto alle esigenze, che si sono ridotte sempre più man mano i primatologi mettevano in evidenza quali e quante fossero le somiglianza con la nostra specie, evidenziando l'esigenza di rispettare i diritti di queste specie simili e filogeneticamente vicine all'uomo.
Anche la scoperta che gli scimpanzè non sono utlizzabili, come si  pensava invece qualc he anno fa, nelle ricerche sull'HIV, sta rendendo devvero problematica la gestione di tutti questi primati con una durata media della vita di 50/60 anni.    

 

31/10/12-IT

·         Anche il sito web delle comunità cristiane di base riporta (“Darwin in Vaticano”) senza commenti l’articolo di T.Pievani del 22/10/12 sul Coriere della Sera

·         Non interessa affatto gli studiosi dell'evoluzione un bando del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la Gioventù che scadrà il prossimo 15 novembre.
I
l progetto da finanziare ("Darwin, L'evoluzione") si prefigge come obiettivo quello di far partecipare giovani artisti alla rappresentazione e messa in scena di una rock opera ispirata alla preistoria – sintesi di teatro, video art, danza e musica – e realizzata sulle composizioni e i testi dello storico concept-album Darwin!, capolavoro “manifesto” del rock progressive italiano nel mondo. 
Chi fosse interessato a sapere di più di questo progetto "Darwin, L'evoluzione" può consultare il sito web
www.darwinlevoluzione.it.
Fa comunque piacere che al Dipartimento per la Gioventù si ricordano di non trattar male Darwin anche se si deve solo finanziare l'occupazione giovanile.

 

30/10/12-IT

·         Nel sito Mybook è possibile sfogliare un'interessante tesi di Master in Comunicazione della Scienza, "La guerra di Darwin. Evoluzionismo vs Intelligent Design", realizzata a Padova da Luca Ceccato. Nella prima parte la tesi descrive in breve la storia e le caratteristiche principali della Teoria dell'Evoluzione e analizza i movimenti creazionisti, in particolare quello dell'Intelligent Design (ID). Nella seconda parte la tesi analizza la presenza nel web di evoluzionismo e movimento ID, con un'occhio particolare per gli USA.

 

30/10/12-IT

·         Compare finalmente un commento ("Il Prof. Werner Arber, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, al Sinodo dei vescovi: "la conoscenza scientifica e la fede sono, e devono rimanere, elementi complementari del nostro sapere orientativo". E la notizia fa scalpore...") al discorso di Werner Arber al sinodo dei Vescovi, nel blog di V.Ascheri, una filosofa della scienza che collabora con l'Università Vaticana della Santa Croce e che sembra l'unica ad essersi accorgerta di questo intervento, che apprezza.
E lo si vede anche solo dal fatto che non accusa (ingiustamente) W.Arber o T.Pievani di essere arrivati in ritardo rispetto a V.Marcozzi e a Teilhard de Chardin, come ha ironizzato (“Entusiasmi: grazie, ma attenzione ai ‘ritardi’”) G.Gennari sull'Avvenire (alludendo ad una situazione che ormai dovrebbe essere invece imbarazzante, a 57 anni dalla morte di TdC) anche lei inizialmente un po' si stupisce che "faccia scalpore" l'intervento di W.Arber al Sinodo.
In effetti è una novità che un evoluzionista di fiducia del papa (l'ha nominato presidente appena l'anno scorso) abbia aggiornato il sinodo dei vescovi (alla presenza del papa, come si legge in questo testo e si vede in questo video) sull'evoluzione biologica come fatto ormai indiscusso e li abbia informati che gli esperti (i biologi che fanno ricerca e diventano premi Nobel come lui) ormai non abbiano dubbi sulla spiegazione oggi ritenuta più convincente, che è l'attuale versione della teoria dell'evoluzione, ben diversa e meglio verificata rispetto all'originale. Sembra quasi che il papa stia indirettamente sfidando gli ambienti conservatori che da tempo lo sfidano sulle relazioni con la scienza
E' difficile non apprezzare che finalmente il 12/10 la teoria dell'evoluzione sia stata spiegata al sinodo dei vescovi da un autorevole esperto in modo sintetico ma aggiornato, negando che per la scienza abbiano validità le critiche fatte qualche anno fa dal card.Schönborn, che si era invaghito dell'Intelligent Design; anche lui, come tanti altri che ancora ne parlano, ignorano certamente come una storica della scienza, Barbara Forrest, nel 2005 avesse dimostrato come l’ID fosse stato creato a tavolino nel 1989. Preoccupa che per ignoranza si creda e si faccia credere a falsità che non hanno 2000 ma solo 20 anni.
Non ci si dovrebbe stupire quindi che T.Pievani abbia apprezzato questa evidente novità, probabilmente l'inizio di una diffusione anche di questa buona novella, secondo le indicazioni precisate da W.Arber nelle conclusioni del suo intervento.
In realtà stupisce anche il suo stupore: proprio lei nel suo primo post nel sito ha citato proprio un documento che sembrava dimenticato da più di 20 anni e che riferiva le preoccupazioni di GP2 per il ritardo e la paura ad affrontare il rapporto  con la scienza, invitando a rispettarne le competenze e la dignità, prospettando modalità di relazione basate sulla complementarietà, come Arber stesso ha detto al Sinodo. Viste le sue competenze ha evitato di citare Teilhard de Chardin come modello del rapporto della Chiesa con la teoria dell'evoluzione.
Magari potrebbe fornire qualche utile suggerimento al convegno su Teilhard de Chardin che si terrà il 9/10 novembre a Roma alla Gregoriana. Ci saranno anche gli ultimi due responsabili del dicastero della cultura, il card.Ravasi e il card. Poupard.
Potrebbe anche approfittare del prossimo convegno su TdC per consigliare, magari insieme a qualche partecipante più competente di controversie, che "quanto ha affermato il prof. Arber sia ricordato e possa costituire un punto di non ritorno anche nei dibattiti mediatici e nei confronti, talvolta, accesi e senza 'fine' tra rappresentanti della scienza e quelli della religione, visti sempre come due opposte fazioni in perenne controversia
". 
Arber infatti sottolinea la "complementarietà". Anche GP2 nel 1988 invitava urgentemente alla complementarietà se si voleva far sopravvivere la teologia: "Siete ambedue chiamate ad imparare l’una dall’altra, a rinnovare il contesto in cui si fa la scienza e a far progredire l’inculturazione che una teologia vitale richiede"
.
Non servirebbe quindi prevedere l'invio di scienziati missionari fra gli scienziati agnostici ("siano i laici, e in particolari gli scienziati, a parlare del rapporto tra scienza e fede e a spiegare ai propri colleghi, non di rado atei o agnostici, come non vi sia alcuna contrapposizione") ma servirebbe che chi capisce Arber lo spieghi a chi non lo capisce o si butta a cercare e trovare il modo di criticare chi parla di evoluzione biologica; che non ci debba essere contrapposizione bisognerebbe infatti cominciare a spiegarlo ai partecipanti al convegno alla Gregoriana dal prossimo venerdì 9 novembre, che non sembra intendano por fine alla controversia che i loro predecessori hanno sollevato alla metà del secolo scorso.  

 

30/10/12-USA

·         [da  NCSE] Il NCSE offre un assaggio del volume Storms of My Grandchildren (New York: Bloomsbury, 2009) scritto da James Hansen, climatologo del GISS e uno dei consulenti consultati per i problemi del riscaldamento globale. Come si vede, comincia a preoccuparsi di arricchire le conoscenze per le prossime generazioni.
Nel sito è disponibile anche un articolo recente di j.Hansen (“Perception of Climate Change”, PNAS 2012, con animazioni nel sito della NASA-GISS) e  uno più datato (J.Hansen, 2005: "Is There Still Time to Avoid ‘Dangerous Anthropogenic Interference’ with Global Climate?").
A questo proposito un altro articolo nel sito del NCSE ("Climate change in american mind") evidenzia come, a differenza rispetto alla stabilità delle opinioni sull'evoluzione biologica, tuttora negata dal 46% dei cittadini americani, per il riscaldamento globale - ma soprattutto sulla responsabilità umana - l'opinione degli americani stia cambiando davvero molto rapidamente.
Un'indagine del settembre scorso dimostra infatti come ormai più del 54% degli americani si sia resa conto di quanto l'uomo sia responsabile di cambiamento climatico ormai riconosciuto dal 70% della popolazione. Addirittura si è notato un aumento delle preoccupazioni dell'8% rispetto a solo qualche mese fa (marzo 2012). Interessante e positivo che il 76% degli americani si fidi soprattutto dei climatologi quando hanno bisogno di informazioni credibili sul clima. D'altronde possiamo capirli; rispetto agli europei, per loro i cambiamenti climatici cominciano a diventare minacce credibili; anzi da tempo provocano già danni seri, come confermano anche le crescenti preoccupazioni delle compagnie di assicurazione, preoccupate anche dei loro profitti.
Anche un video della PBS ("Climate of Doubt") riferisce di questo rilevante e recete cambiamento d'opinione degli americani.

 

29/10/12-USA

·         Sull'Huffington Post USA è comparso nella pagina sulla religione un articolo che dimostra come di fronte alle calamità naturali negli USA non si faccia solo affidamento sui tecnici esperti (prima) o sulle assicurazioni (dopo). Per quanto riguarda il"durante", l'articolo ("Hurricane Sandy Presents Complex Questions About God For Clergy And The Faithful As Victims Cope")  fornisce, oltre a possibili spiegazioni, anche utili strumenti pratici consigliati per alcune delle diverse fedi presenti negli USA, tutte poco disposte a suggerire il ricorso al tranquillizzante ruolo del caso, che certamente non ha un atteggiamento pregiudizialmente ostile verso nessun essere vivente.

 

29/10/12/-UK

·         Sconcerta non poco leggere come l'ufficio metererologico inglese (Met Office) debba ricorrere al suo blog per smentire le conclusioni errate (confermate anche da una riproposizione solo parziale di un grafico) che due articoli di D.Rose sul Daily Mail On Line traggono in ottobre a partire da dati pubblicati dall'ufficio metereologico inglese. Lo fa con due articoli, uno del 14/10 e l'altro del 29/10 E completamente accessibile un numero speciale della versione online di Biology Letters, dedicato a "Experimental evolution", cioè a ricerche sviluppate soprattutto nelle ultime decine di anni, che studiano direttamente il processo evolutivo in condizioni replicate e controllate, permettendo di effettuare analisi dettagliate dei meccanismi evolutivi, e della genetica sottostante, a livelli  finora difficilmente raggiungibili con i metodi precedenti. Qui alcuni dei titoli degli articoli consultabili:

Nel fascicolo sono inseriti anche i testi degli interventi a convegni forse non coì all'avanguardia su temi forse meno interessanti, ma altrettanto rilevanti per una comprensione corretta di problemi centrali per capire almeno un minimo dei fatti che continuano a confermare l'utilità esplicativa dell'attuale teoria dell'evoluzione:  

 

29/10/12-IT

·         [da Pikaia] Inizia oggi nei musei italiani la settimana dei mammiferi: "M'ammalia. La settimana dei Mammiferi, Mammiferi ai 4 venti", iniziativa promosso in sinergia dall'Associazione Teriologica Italiana e dalla Associazione Nazionale Musei Scientifici, Orti Botanici, Giardini Zoologici e Acquari (A.N.M.S.). Tutte le iniziative in tutta Italia, giorno per giorno

 

29/10/12-USA

·         Si conclude oggi a Stockbridge (Mass. USA) un incontro di 14 filosofi e biologi evoluzionisti, probabilmente impegnati in un’impresa quasi sovrumana se non soprannaturale, come sottolinea anche Larry Moran nel suo blog Sandwalk (“The Stockbridge 14”): l’incontro è intitolato “Moving Naturalism Forward” e coinvolge alcuni biologi evoluzionisti che si sono già trovati per un incontro nei pressi di Vienna (definito “Altenberg 16”) dove invece discutevano sull’ipotesi di un  necessario aggiornamento della teoria dell’evoluzione sulla base delle novità dell’ultimo mezzo secolo. Qualche grossa novità certamente c'era, dopo le nuove possibilità offerte dalla scoperta della struttura del DNA (1953), che ha rilanciato la ricerca biologica e ha permesso di ottenere ulteriori e sempre più convincenti conferme alla teoria dell’evoluzione. Nel link citato sono elencate le impegnativa parole chiave (free will, moralità, meaning, purpose, epistemology, emergence, consciousness, evolution, determinism) attorno a cui si è cercato di ragionare per proporre una visione naturalistica della realtà che potesse essere convincente e alternativa alle migliaia di diverse risposte oggi esistenti ma ben consolidate e difese, nonostante siano spesso condizionate dalla tradizione ma soprattutto da un’ignoranza ormai secolare anche se certo tranquillizzante.
Il problema è certamente complesso, come nota anche L.Moran, che vede un grande impegno su problemi, ma soprattutto su definizioni di termini che sembra interessino soprattutto se non solo ai filosofi, magari con un secondo fine (“So far it sounds quite boring.
It looks looks like some of the philosophers have tricked the scientists into debating the precise meaning of words that nobody has been able to define precisely in the past one hundred years. Does anyone outside of philosophers actually care whether we have precise definitions of "naturalism" and "supernatural"? We all know what we're talking about when we discuss the existence of god(s)”); L.Moran nota anche, citando un commento di J.Coyne che partecipava all’incontro, come la discussione sulla complessità risultasse in parte incomprensibile non solo a lui, biologo evoluzionista, ma anche ad un filosofo come D.Dennett ….
Chi volesse approfondire comunque la discussione, può trovare alcune sintesi nel blog di M.Pigliucci (parte 1, parte 2, parte 3; oltre alla lettura dei commenti, ai fan farà piacere sapere che su YouTube è in arrivo anche il video), in quello di Sean Carroll ("Nudging Naturalism Just a Bit Forward") e in quello di J.Coyne (“Moving Naturalism Forward: my summary”).

 

28/10/12-UK

·         Sul Guardian si può leggere un’intervista a David Attenborough (“David Attenborough: force of nature”) , fatta in occasione della prossima uscita di una nuova serie di documentari (“Attenborough: 60 Years in the Wild”); i suoi primi documentari infatti sono del 1952. Nell’articolo si evidenzia come l’uso delle nuove tecnologie di ripresa (recentemente ha realizzato anche video in 3D, che permettono oggi riprese spettacolari e quindi sempr più efficaci nel descrivere la biodiversità e i pericoli che la minacciano, a cominciare dalla plastica che ormai è diventata una seria minaccia alla biodiversità, soprattutto nei mari.

 

26/10/12-P

·         [da Pikaia] Sono aperte le iscrizioni per la 1st International Winter School on Evolution, 11-15 marzo 2013, Ciência Viva Knowledge Pavilion, Lisbon, Portugal. I corsi sono rivolti a studenti magistrali, dottorandi e post-doc di molte discipline appartenenti a scienze della vita, scienze umane, scienze socioculturali, scienze "esatte" aperte a una prospettiva evolutiva. La scuola è organizzata dal Applied Evolutionary Epistemology Lab del Centre for Philosophy of Science of the University of Lisbon, in collaborazione con Ciência Viva e con il supporto della ricca John Templeton Foundation.
Da notare il supporto finanziario della fondazione, che è interessata soprattutto alle grandi questioni nell’area di confine fra scienza, filosofia e  le diverse religioni. Nel suo sito indica chiaramente il motivo per cui non finanzia più (un tempo l’aveva fatto) alcuni progetti poco seri (Does the Foundation support “intelligent design”?).
Il motivo è chiaramente indicato: non intendono finanziare progetti che negano gran parte della moderna biologia evoluzionistica, oggi ben documentata e confermata , soprattutto se vi sono progetti che ritengono “politici” più che scientifici (“No.
We do not support the political movement known as “intelligent design,” which denies large areas of well-documented scientific knowledge in evolutionary biology. As a matter of policy and in keeping with our legal status, we do not support or endorse political movements of any kind”).
Per chi non se lo ricordasse, qui si racconta il contrasto, che coinvolse anche il Vaticano e l’Accademia Pontificia delle Scienze, quando nel 2009 N.Cabibbo, W.Arber e il card.Ravasi organizzarono a Roma ben 2 convegni sull’evoluzione senza invitare né creazionisti “scientifici” né neocreazionisti esponenti dell’ID (“Discovery Institute vs. The Vatican and Fox News”).

 

25/10/12-USA

·         Nel blog del biochimico L.Moran (Sandwalk) si smonta (“Five Myths (?) About Inteligent Design Creationism“) un altro post che si illude di smontare alcuni miti sull’ID.

 

24/10/12-UK

·         Per chi non riesce a resistere senza inserirsi nella vita degli altri grazie ai social networks e ha perso i tweet in diretta del primo viaggio, virtualmente da poco concluso, si può seguire … Charles Darwin che twitta … dal Beagle (?!). E C.Darwin (interpretato da Sam Pepys, che utilizzerà i documenti disponibili) twitterà ancora per i prossimi 3 anni. .

 

23/10/12-EU

·          Un gruppo di premi Nobel europei lancia un appello dell’Unione Europea che si riuniscono proprio in questi giorni: “Il futuro si garantisce solo con la ricerca”.  L’appello, pubblicato oggi dal Corriere, è soprattutto un invito a non perdere, a causa delle attuali difficoltà economiche, il vantaggio competitivo che l’Europa certamente aveva fino alcuni anni fa rispetto a molti altri paesi.
Questo l’elenco dei firmatari:
Sidney Altman, Werner Arber, Robert J. Aumann, Françoise Barré-Sinoussi, Günter Blobel, Mario Capecchi, Aaron Ciechanover, Claude Cohen-Tannoudji, Johann Deisenhofer, Richard R. Ernst, Gerhard Ertl, sir Martin Evans, Albert Fert, Andre Geim, Serge Haroche, Avram Hershko, Jules A. Hoffmann, Roald Hoffmann, Robert Huber, sir Tim Hunt, Eric R. Kandel, Klaus von Klitzing, sir Harold Kroto, Finn Kydland, Jean-Marie Lehn, Eric S. Maskin, Dale T. Mortensen, Erwin Neher, Konstantin Novoselov, sir Paul Nurse, Christiane Nüsslein-Volhard, Venkatraman Ramakrishnan, Richard J. Roberts, Heinrich Rohrer, Bert Sakmann, Bengt I. Samuelsson, John E. Sulston, Jack W. Szostak, sir John E. Walker, Ada E. Yonath, Rolf Zinkernagel, Harald zur Hausen; Pierre Deligne, Timothy Gowers, Maxim Kontsevich, Stanislav Smirnov, Cédric Villani.

 

23/10/12-USA

·         Un articolo sulle Scienze online (“Uomo e gibbone, fratelli di sangue”) consiglia la lettura di uno dei tanti articoli che quotidianamente confermano l’evoluzione biologica e l’unitarietà del processo che ha via via generato tutte le specie e gli esseri viventi. In questo caso l’articolo uscito su PNAS (“The ABO blood group is a trans-species polymorphism in primates”) conferma che il sistema di antigeni legato al gruppo sanguigno AB0 è emerso in un antenato comune dei primati del vecchio mondo (Europa, Asia, Africa) ed è stato poi trasmesso senza modifiche a tutte le specie comparse successivamente.
Un esempio abbastanza raro se non unico, fra i primati del vecchio mondo, di stabilità di un carattere durata per milioni di anni e una dimostrazione anche di come l’evoluzione proceda con un processo “a mosaico”, coinvolgendo in tempi diversi segmenti diversi del genoma e aspetti diversi del fenotipo,  con combinazioni di stabilità/variabilità dei caratteri, sempre interagendo con gli stimoli che provengono dall’ambiente.

 

23/10/12-IT

·         Il 25 ottobre aprirà a Genova il Festival della Scienza 2012, un'occasione per scoprire il motivo per cui sia stata  soprattutto la scienza a cambiare completamente, con una mossa in due tempi, il mondo negli ultimi due secoli, come mostra (ma soprattutto fa capire come sia davvero cambiata la vita nei diversi paesi del mondo) il video di Hans Rosling nel sito web Gapminder.
Ognuno può scegliere le iniziative a cui partecipare e prenotarsi. Ci saranno anche iniziative didattiche sull’evoluzione dedicate ai ragazzi (Laboratorio “Immagina la vita”), come informa il sito di Pikaia.
Fra le iniziative più interessanti:  "Geni e lingue del mondo" con G.Barbujani, "Viaggio al centro della vita" con Boncinelli, "Darwin geologo" con G.Chiesura e Pievani, "Darwin e Turing: quando la scienza rovescia il senso comune" con Rosolini e Pievani, "La sacra causa di Darwin" con Moore, Giorello e Pievani su Darwin e il suo odio contro la schiavitù, "L'orologiaio miope" con L.Signorile e M.Ferrari.
Attenzione che il 4 novembre si chiude!

·         Curioso ma preoccupante commento di G.Gennari sull’Avvenire (“Entusiasmi: grazie, ma attenzione ai ‘ritardi’”) all’articolo con cui T.Pievani sul Corriere aveva ieri mostrato interesse per le novità contenute nel discorso tenuto da Werner Arber il 12/10 (ben 12 giorni fa) al sinodo dei vescovi; sconcerta che si accusi T.Pievani (?) di essere arrivato in ritardo rispetto … a Teilhard de Chardin, che ancora, a 57 anni dalla morte, non riesce a farsi togliere il “monitum” (come si legge è stato confermato nel 2004!) che condanna il suo pensiero e i suoi testi ….; a proposito di ritardi, stupisce invece che sull’Avvenire l’ultima citazione di W.Arber sembra risalire al 6/10, 6 giorni prima del suo intervento al sinodo; finora ignorato, secondo il motore di ricerca del quotidiano.
L’imbarazzante accusa di ritardo – davvero non giustificata (questa intervista è successiva a TdC, visto che ha solo 5 anni) - sarebbe comunque da fare al presidente dell’Accademia Pontificia delle Scienze, Werner Arber, non certo a chi riporta la notizia …

·         Sembra proprio che, smentendo G.Gennari, almeno i visitatori del blog degli “Amici di Papa Ratzinger” davvero non fossero aggiornati e non abbiano apprezzato l’intervento di W.Arber, nominato presidente della PAS dal papa giusto un anno fa. Vedremo se i biologi cattolici preferiranno collaborare con W.Arber o con il Card.Martino. Comunque le frasi che compaiono nel blog manifestano una sincera sensazione di panico e di paura, quella che temeva GP2 nella lettera del 1988 (“In questo processo dobbiamo superare ogni tendenza regressiva che porti verso forme di riduzionismo unilaterale, di paura e di autoisolamento”). Nei commenti compaiono anche reazioni contro la PAS simili a quelli che sono presenti da tempo nel sito dei creazionisti (YEC) del Kolbe Center USA, gli stessi che organizzarono i 3 convegni creazionisti a Roma nel 2009 e che vengono ben considerati e citati, insieme ai creazionisti inglesi del sito Truth in Science, anche in blog “antievoluzionisti” italiani.

 

22/10/12-IT

·         L'articolo di Pievani sul Corriere a proposito dell'intervento di W.Arber al sinodo dei vescovi viene ripreso anche da Micromega ("Darwin in Vaticano"); l'articolo è disponibile on line anche in versione inglese ("Darwin in the Vatican")

·         Nel sito web dedicato al sinodo dei vescovi l'articolo ("il microbiologo al sinodo") sull'invitato speciale W.Arber, con il testo integrale dell'intervento, rimane tuttora linkato in prima pagina. Purtroppo bisognerà far rileggere il testo a chi ne conoscesse solo l'attuale versione, visto che la traduzione rimane sempre quella iniziale, imprecisa per le parti dedicate alla biologia. 

·         Sono passati giusto 10 giorni. Tanti, troppi. Sul Corriere on line un articolo (“L'Accademia del Vaticano promuove le idee di Darwin”) informa sulla novità del discorso di W.Arber di fronte al Sinodo dei vescovi, a cui raccomanda di fidarsi di Darwin e dell’attuale teoria dell’evoluzione, che ha portato la biologia a successi prima inimmaginabili. [Spiace l’immagine errata che affianca il testo, un’improbabile evoluzione lineare del cavallo, che solleciterebbe un aggiornamento delle conoscenze scientifiche dei giornalisti o dei grafici del Corriere (e di un bel po’ di spazio in più nella pagina)].
Una delle preoccupazioni manifestate da W.Arber nel suo invito a non aver timore della teoria dell’evoluzione richiama la lettera (1988) di GP2 a P.Coyne (certo troppo prudente su questo punto, che forse non è stato compreso, visto che la lettera è in un cassetto – e nel web - da quasi 25 anni). Comunque quella lettera è stata ricordata dal Card. Ravasi nel suo intervento del 12/10, riportato dall'Oss.Romano.
W.Arber ricorda come possiamo considerare il racconto del Genesi coerente con l’ignoranza scientifica del tempo in cui la Bibbia fu scritta (“The chapter of the Genesis in the Old Testament is for me a testimony of an early scientific worldview already existing several thousand years ago.
This chapter also reflects a wide consistency between religious faith and available scientific knowledge”).
Arber invita quindi a non utilizzare oggi la stessa ignoranza scientifica che porta all’attuale situazione conflittuale, e a rileggere quindi il testo biblico sulla base delle incredibili novità, in modo da “…. ristabilire tale coerenza sulla base della migliorata conoscenza scientifica ora disponibile” (“It is our duty today to preserve (and where necessary restore) this consistency on the basis of the improved scientific knowledge now available”). E’ quindi corretta l’osservazione di Pievani che Arber “ha sottolineato che esistono altri modi per cercare una compatibilità tra fede e scienza, nella sfera della ricerca personale di ognuno, senza negare le conoscenze scientifiche acquisite”.
L’invito a ristabilire la coerenza dopo i nuovi sviluppi delle conoscenze scientifiche si ritrova anche nella lettera del 1988, che Arber sembra cercare di riportare all’attenzione (“questa conoscenza ci ha anche dato la capacità di viaggiare, comunicare, costruire, guarire e investigare in modi che sarebbero stati quasi inimmaginabili per i nostri antenati”, “In questo processo dobbiamo superare ogni tendenza regressiva che porti verso forme di riduzionismo unilaterale, di paura e di autoisolamento”, “I biologi molecolari hanno studiato la struttura della materia vivente, le sue funzioni e i suoi processi di moltiplicazione. Essi hanno scoperto che tutti gli organismi della terra hanno alla base gli stessi costituenti i quali compongono sia i geni sia le proteine da essi codificate. E' un'altra impressionante manifestazione dell'unità della natura”, “Ciò comporterebbe che almeno alcuni teologi fossero sufficientemente competenti nelle scienze per poter fare un uso genuino e creativo delle risorse offerte loro dalle teorie meglio affermate”, “Il problema è urgente. Gli sviluppi odierni della scienza provocano la teologia molto profondamente”, “Un contributo chiave a questo processo di mutuo apprendimento può essere dato da quei membri della Chiesa che sono scienziati attivi …La Chiesa da lungo tempo ne ha riconosciuto l'importanza fondando la Pontificia Accademia delle Scienze, nella quale scienziati di fama mondiale si incontrano regolarmente per discutere sulle loro ricerche …. Ma si richiede molto di più”, “perché non potremmo sperare che le scienze di oggi, unitamente a tutte le forme del sapere umano, possano corroborare e dar forma a quelle parti della teologia riguardanti i rapporti tra natura, umanità e Dio? …. sia la religione, sia la scienza devono conservare la loro autonomia e la loro distinzione. La religione non si fonda sulla scienza né la scienza è un'estensione della religione.”)

·         [da Pikaia] L’IUCN ha pubblicato in questi giorni l’ultima versione del volume (scaricabile gratuitamente dal sito di Conservation International) “Primate in Peril –  The World’s 25 Most Endangered Primates”, che aggiorna l'elenco delle 25 specie di primati più in pericolo di estinzione.
La situazione dei primati è sempre piuttosto grave per l’attacco concentrico verso l’unico ambiente in cui quasi tutti i primati sono adattati a vivere, la foresta tropicale. Come si sa, le foreste tropicali vengono abbattute d un ritmo sempre crescente, per l’estrazione di legname tropicale ma oggi soprattutto per destinare queste terre senza valore [economico] ma soprattutto senza proprietari, alla coltivazioni di vegetali utili per ottenere biocarburanti od oli a basso costo per numerosi prodotti distribuiti nei supermercati soprattutto occidentali. Il volumetto contiene le schede informative dei primati in pericolo; permette di osservare la distribuzione geografica di questi primati e quindi di capire l’importanza della biogeografia nei fenomeni di speciazione, come già aevvao evidenziato Darwin e Wallace più di 150 anni fa; spesso chi cerca di negare l’evoluzione non capisce che non si possono ignorare gli eventi non biologici come quelli legati alla distribuzione geografica e quindi ai fenomeni di isolamento. La speciazione quasi sempre dipende anche da questi eventi; e la biologia non può che adeguarsi. Addirittura sono cotrette a nascere milioni di nuove specie, note o ancora ignote, quando due continenti si allontanano; gli eventi biologici non possono che adeguarsi.

·         Nel sito delle news del National Geographic si illustra, anche con foto drammatiche, come si stiano portando all’estinzione i bonobo, una specie di scimpanzé che presenta straordinarie e intriganti somiglianze con la nostra specie, con cui è certamente “imparentato”: “Why are We Eating Bonobos? Can We Save Africa’s Vast Wildernesses from Destruction?”. L’aspetto più tragico è appunto che la caccia è stimolata da "banali" esigenze alimentari, oltre che dall’interesse dei buongustai per il “bushmeat”.
Certo nelle foreste tropicali non dobbiamo preoccuparci solo dei primati: la IUCN Red List of Threatened Species contiene infatti centinaia di altre specie, sia vegetali che animali, di grandi dimensioni che vengono spinte all’estinzione dall’abbattimento delle foreste. Nessuno si preoccupa delle  altre specie di piccole dimensioni, le più numerose in questo ambiente.

·         L’ultimo numero del National Geographic attira l’attenzione su un problema che viene reso complesso dagli interessi economici sottostanti: l’estinzione degli elefanti, che avviene soprattutto (ma non solo) a causa non solo dell’evidente valore commerciale dell’avorio che si portano a spasso. L’articolo (“Blood Ivory: Ivory Worship”)  a cui è dedicata anche la copertina, e i video allegati dimostrano come vi siano anche enormi interessi culturali e religiosi (di cattolici, ma anche di buddisti, e un interesse laico non trascurabile anche a Taiwan e in Cina) che alimentano un flusso di commercio illegale di avorio proveniente dall’Africa verso alcuni paesi asiatici.
Una strage di decine di elefanti avvenuta in un parco in Camerun nel gennaio del 2012 ha evidenziato la difficoltà di impedire che avvengano anche stragi di massa di elefanti. L’articolo è arricchito da foto e video di enorme interesse; il giornalista Bryan Christy da due anni cerca di far luce su questa rete illegale che rifornisce di avorio i mercati dell’Asia orientale. Qui la mappa che indica le aree africane da cui arriva l'avorio per il mercato mondiale.
La pubblicazione dell’articolo (qui un'intervista che spiega alcuni retroscena) ha spinto le autorità filippine ad indagare sul commercio dell’avorio utilizzato per creare icone sacre molto diffuse nell’isola di Cebu.

·         Articoli appenan meno recenti (28/9/12) nel sito dedicato agli elefanti ("A voice for elephants") del National Geographic dimostrano anche quanto sia pericolosa la vita dei guardiaparco che cercano di impedire l'estinzione degli elefanti in Africa: "Elephant Guards Murdered in Chad"

 

20/10/12-VA

·         Anche il sito di Pikaia si interessa (“Il Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze spiega perché l’evoluzione è un fatto e perché la sua spiegazione è neodarwiniana“) alla parte centrale della lezione tenuta da W.Arber, presidente dell'Accademia Pontificia delle Scienze (PAS), ai vescovi riuniti a Roma per il sinodo. Un'iniziativa eccezionale per una lezione eccezionale su un tema, quello dell'evoluzione come fatto che da tempo ha una spiegazione. che però suscita da tempo reazioni che sono sempre irrazionali. 

 

20/10/12-USA

·         Sul sito on line di Scientific American  si solleva e si discute (in un video) una domanda non da poco: "Are We Facing the Sixth Mass Extinction?"

 

19/10/12-USA

·         Alcuni dei temi che vengono citati nel precedente post sono presenti anche in un post del blog dell'evoluzionista J.Coyne, che, occupandosi dell'associazione evangelica Biologos ("BioLogos suggests that much of the Bible is metaphor")  inizia notando che "Per lungo tempo Biologos ha dimenticato che era nata per cercare di convertire i cristiani evangelici all'evoluzione". E' interessante che anche il premio Nobel W.Arber sottolinei il problema serio di aggiornare la visione della scienza e della biologia, che appare congelato alla situazione esistente ai tempi della nascita delle religioni ("Oggi e' nostro dovere custodire (e, ove necessario, ristabilire) tale coerenza sulla base della migliorata conoscenza scientifica ora disponibile").
Di qui la necessità, evidenziata fin dai tempi dello sfortunato ma coraggioso gesuita e paleoantropologo Teilhard de Chardin, che qualcuno con competenze anche in campo scientifico senta l'esigenza di risolvere il problema, anche a rischio, come avvenne a TdC, di essere esiliato, prima in Cina e poi negli USA, e di non poter pubblicare le sue idee.
Certo probabilmente non tutti riescono ad accettare quello che ha dovuto subire, e che tuttora,a più di 50 anni dalla morte, ancora incombe sulla sua memoria, non ancora liberata dal "monitum" che lo ha colpito addirittura dopo la sua morte.
Tehilhard de Chardin già aveva visto il problema qualche decennio fa e aveva proposto una soluzione. Certo W.Arber, come scienziato, può preoccuparsi della necessità ormai non più rinviabile di migliorare le relazioni fra la scienza e le diverse fedi senza avere vincoli particolare di obbedienza o sottomissione, per cui non ha queste preoccupazioni.
Vedremo gli ettetti se e quando ci sarà una valutazione su questo documento che per ora è già ben archiviato. Come la lettera, proprio sullo stesso tema, di GP2 a P.George Coyne, archiviata al DISF ormai quasi 25 anni fa, nel
1988.  
Jerry Coyne (omonimo dell'ex-astronomo vaticano ora in pensione ma attivo contro creazionisti e antievoluzionisti) ipotizza ("
BioLogos suggests that much of the Bible is metaphor") che il gruppo di Biologos si sia convinto (o sia stato convinto) ad abbandonare questo obiettivo dal rischio che, accettando che il racconto della Genesi sia metaforico, non ci si riesca poi a fermare di fronte ad altre possibili interpretazioni come metafora di altre parti del testo.
Secondo J.Coyne quindi Biologos, avrebbe abbandonato l'obiettivo iniziale (che sembra W.Arber voglia oggi suggerire ai cattolici con un percorso diverso da quello di Teilhard de Chardin) per cercare di proporre alcune limitate spiegazioni compatibili sia con la fede che con la scienza.
Mi sembra comunque che Biologos continui a cercare almeno di convincere degli errori contenuti in idee creazioniste che hanno tuttora molto successo fra gli evangelici USA, invitando a percorrere la stretta via che credono di riuscire a trovare fra l'evoluzionismo ateo, l'intelligent design e il creazionismo, una via che a volte sembra che si cerchi di aprire anche in Europa e in Italia, pur in un contesto culturale e religioso certo molto diverso.   
Comunque bisogna ammettere che nel loro sito web, ovviamente dopo aver illustrato la loro posizione ("
How is BioLogos different from Evolutionism, Intelligent Design, and Creationism?") e dopo aver spiegato l'evidenza scientifica attuale ("Scientific Evidence"), una parte è tuttora dedicata a contrastare i principali argomenti antiscientifici presenti già secoli fa, diffusi fra coloro che loro riescono a identificare come "creazionisti", ma presenti anche in chi vorrebbe non essere considerato creazionista. C'è cosi' una pagina  che dimostra la loro intenzione di distinguersi chiaramente dai creazionisti e da coloro che negano l’evoluzione stessa ("
Responses to Arguments Against the Science of Evolution").
Recentemente a questo scopo hanno creato e diffondono un video ("From the dust") in cui cercano di convincere altri evangelici USA a seguirli.    

 

19/10/12-VA

·         Davvero non è facile informare chi passa di qui di un intervento che forse doveva essere ancora coperto da riservatezza se non forse da censura.
Sconcerta infatti che, dopo ben 7 giorni, ancora nessuno ne riferisca su nessun quotidiano, anche se il testo della relazione ad invito di Werner Arber (12/10/12), uno dei tre ospiti speciali al sinodo dei vescovi ("La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana") attualmente in corso in Vaticano. Il testo è disponibile in forma integrale e in diverse lingue sia nel sito web che archivia i documenti del Sinodo (ita [imprecisioni!] - fra - eng) che nel sito web dell'Accademia Pontificia delle Scienze (ita [imprecisioni!]- eng [originale] - spa - ger) diretta dallo stesso W.Arber.
L'agenzia vaticana Zenit riporta il testo originale solo in inglese, mentre nella pagina  in italiano (in cui troviamo comunque i link ai testi integrali nel sito del sinodo) compare una sintesi in cui ci si premura di sottolineare come la scienza appaia tuttora incapace di fornire spiegazioni soprattutto nei casi ... che “trascendono la sfera naturale”, mentre le religioni riuscirebbero a dare spiegazioni di senso anche in questo contesto difficilie.
La parte centrale della relazione che il presidente dell'Accademia Pontificia, Werner Arber ha tenuto al Sinodo è stata infatti un momento di  "insegnamento delle scienze", dato che ha evidenziato i principali motivi che giustificano l'importanza e l'uso da parte della biologia della forma attuale della teoria dell'evoluzione.
Werner Arber, premio Nobel e microbiologo, che con le sue ricerche ha anche confermato la validità dell'attuale teoria dell'evoluzione è per ora la migliore spiegazione dell'evoluzione degli esseri viventi, era certamente la persona più adatta per  spiegare il "neodarwinismo" alla platea dei vescovi convenuti a Roma, e gliene è stata data un'incredibile ed eccezionale occasione, fatto che provocherà certo reazioni (se e quando la notizia circolerà).
Nella parte finale della relazione W.Arber, citando un convegno ("Transgenic Plants for Food Security in the Context of Development") e i relativi documenti del 2009 della PAS, ha poi spiegato l'importanza dell'uso degli organismi geneticamente modificati nell'aver garantito il benessere all'umanità.
Vista la platea, non sono mancate anche alcune citazioni della Bibbia, ma usate soprattutto per far capire meglio le dimensioni dell'informazione genetica contenuta nel genoma degli organismi viventi. 
Ci sono in realtà alcuni quotidiani o agenzie che citano la lezione di W.Arber e ne riportano alcune parti; qualcuno cita comunque solo le frasi in cui si riportano gli evidenti limiti del metodo scientifico, che ovviamente non è uno strumento utilizzabile in assenza di dati; o le frasi finali che indicano la posizione favorevole della PAS e della Chiesa all'uso di organismi geneticamente modificati, soprattutto per aver garantito risorse alimentari sempre crescenti ad una popolazione in continuo aumento (è critico e stupito l'articolo della Stampa; invece è prevedibilmente favorevole l'articolo dell'agenzia vaticana Zenit, scritto da A.Gaspari, giornalista ed ex-
Direttore del Master in Scienze Ambientali all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum).
E tutto questo avviene mentre in ambienti cattolici critici sull'evoluzione, che da poco sono stati forse convinti che era meglio lasciar perdere i corsi interni per occuparsi piuttosto di "critica scientifica", si discute appassionatamente di diluvio universale senza nemmeno preoccuparsi di quando sarebbe avvenuto, appassionandosi a domande senza possibili risposte (i bambini per fortuna partono dalla realtà quando riempiono i genitori di domande!) e dimostrando di conoscere bene solo i creazionisti biblici (YEC) del Kolbe Center. Non è più l'età in cui basta chiudere gli occhi per mimetizzarsi!
Un comportamento prevalente negli ambienti protestanti USA ma presente  nel mondo cattolico, che conferma la preoccupazione di W.Arber (e di GP2 nel 1988): che la fede non si adegui ai tempi e non accetti che la scienza non le sia più subordinata e poco utile come alle origini, ma complementare e quindi necessariamente autonoma. Galileo sembra non aver insegnato nulla...
Non dovrebbero perdersi questa occasione di confronto con uno scienziato di fiducia del papa, autorevole e competente, che ha spiegato come le "variazioni genetiche spontanee sono la forza motrice dell’evoluzione biologica", che "la selezione naturale agisce sulle varianti fenotipiche", e che recentemente "è diventato più chiaro che una molteplicità di diversi meccanismi specifici può contribuire alla generazione di nuove varianti genetiche" che provocano l'evoluzione biologica. C'è molto lavoro da fare.
Sarebbe utile che W.Arber potesse trovare supporto e collaborazione anche in altre e numerose persone interessate e competenti, non essendo possibile per lui verificare che tutti i vescovi abbiano davvero capito un concetto importante come le mutazioni casuali, che sembra anche i giornalisti trovino ostiche.
Certo possiamo concedere che i vaticanisti non fossero preparati a discutere di aspetti naturalistici, ma hanno tutti saltato interamente la parte centrale e principale dell'intervento, che è scomparsa dai loro resoconti. Non si trova nessun commento su quella parte dell'intervento, e sono rarissime (una, qui, tratta dall'Oss.Romano del 15/16 ottobre) le trascrizioni integrali al di fuori dei siti ufficiali del Vaticano.
Forse si sono spaventati per alcune parole in inglese (come Charles e Darwin).che sono rimaste anche nella traduzione italiana (non sempre precisa)?
Non è chiaro quali potranno essere le conseguenze di questo primo e insolito intervento al sinodo di un premio Nobel biologo evoluzionista, certo più abituato a congressi scientifici, che ad un sinodo di vescovi da "evangelizzare". Per ora nelle trascrizioni degli interventi fatti al sinodo nelle giornate successive non si trovano proprio commenti a Werner Arber.
C'è da augurarsi che qualche cardinale non convinca anche lui a guardare altrove e ad occuparsi piuttosto di criticare la scienza.
Sembra molto improbabile; W.Arber continua la sua partecipazione ai congressi di biologia molecolare, come quello dell'EMBO tenutosi nel maggio 2012 a Venezia: "International Workshop on Evolution in the Time of Genomics" (programma -partecipanti - foto di W.Arber e di un filosofo della scienza italiano che si occupa di evoluzione - video dell'intervento [da 18'] di W.Arber su "Molecular mechanisms of genetic variation as revealed by microbial genetics".
Il testo di W.Arber è un po' migliore sualcuni punti, ma comunque coerente con una dispensa sull'evoluzione creata per i corsi interni di formazione tenuti a Roma in Vicariato, oggi scomparse dal web anche se non c'erano problemi di copyright, essendo senza immagini)

·         [Per controllare se compare ancora in rete il testo integrale dell'intervento di W.Arber in italiano non ancora corretto da un biologo evoluzionista, si può cliccare su questa query di Google: "selezione naturale che agisce come variante fenotipica"; in inglese il testo è l'originale e quindi è corretto e comprensibile: "natural selection acting on phenotypic variants"], Davvero sconcertante; qualche biologo cattolico italiano anglofono e amico dei vescovi del sinodo se ne accorgerà e provvederà?

·         Si puo' anche verificare che alcuni commentatori stravolgono la frase "un’ampia concordanza tra la fede religiosa e la conoscenza scientifica disponibile all’epoca", per svuotare una osservazione successiva, che evidenzia una posizione molto critica di W.Arber sull'attuale coerenza fra fede e scienza: "Oggi e' nostro dovere custodire (e, ove necessario, ristabilire) tale coerenza sulla base della migliorata conoscenza scientifica ora disponibile". 
Avviene chiaramente
ad es.nel sito Korazym ("il prof. Arber ha indicato la concordanza tra conoscenza scientifica e fede religiosa, dimostrata già nel libro del Genesi") e nell'articolo della Radio vaticana (
"Benedetto XVI è presente in Aula ed ascolta, attento, il presidente della Pontificia Accademia delle Scienze citare la Genesi per dimostrare che sin da allora esisteva una concordanza tra fede e scienza"); speriamo che solo il giornalista fosse distratto, visto che W.Arber ha detto piuttosto qualcosa di simile a "solo allora", per cui la frase aveva unn significato e un obiettivo ben diverso). La versione spagnola dell'articolo dell'agenzia Zenit fa intuire addirittura che allora la scienza fosse già ai massimi livelli attuali: "En estas narraciones podemos identificar una gran coherencia entre la fe religiosa disponible entonces y el conocimiento científico sobre el desarrollo evolutivo". [Sono meglio le traduzioni di Google?]

·         C'è qualcuno davvero entusiasta dell'intervento di W.Arber; è il presidente di Futuragra. In un articolo in cui si evidenzia che "Secondo la Pontificia Accademia delle Scienze 'i metodi recentemente adottati nel preparare gli organismi transgenici seguono le leggi naturali di evoluzione biologica e non comportano rischi legati alla metodologia dell’ingegneria genetica'  il presidente aggiunge il suo commento, in cui cerca di tirare anche il papa per la tonaca: “il fatto che questa posizione venga presentata e condivisa in occasione del Sinodo dei Vescovi è un segnale di straordinaria importanza, visto che è il Papa stesso ad approvare preventivamente i testi degli interventi principali, incluso quello del Prof. Arber” (!!?).

·         Comunque qualcuno dovrebbe contestare al prof.Arber soprattutto la conoscenza insufficiente del testo del Genesi. Dice infatti che il testo "propone una sequenza logica di avvenimenti"; è evidente che ignori che ci siano due versioni incompatibili della "sequenza logica di avvenimenti". Una, evidentemente illogica, con Adamo ed Eva all'inizio e l'altra in cui compaiono solo alla fine. Si dovrebbe censurare questa frase, piuttosto che mezzo intervento, la parte centrale, sulla teoria dell'evoluzione.
Forse anche lui, come Rubbia alla Lateranense il 12/11/03 ("
La scienza moderna non può quindi non riconoscere la straordinariamente precisa ed obbiettiva osservazione sperimentale di una creazione iniziale dell’universo. L’uomo di scienza non può non associare queste osservazioni alla lettura delle Sacre Scritture e più precisamente ai primi versi della Genesi"), ha voluto compiacere i vescovi che l'avevano invitato a parlare.

 

18/10/12-USA

·         Nella versione on line di Scientific American viene presentata ("Rhino Poaching: An Extinction Crisis") la situazione sempre più grave dei rinoceronti sudafricani, che vengono abbattuti dai bracconieri per ottenere i corni che sono molto ricercati in alcuni paesi asiatici. Nel 2009 ne sono stati uccisi 133, nel 2010 333, nel 2011 448. Quest'anno,sempre e solo in sudafrica sono già 455 il 15 ottobre. Ormai i bracconieri utilizzano anche elicotteri  per raggiungere le loro prede.
La situazione è talmente seria da spingere a ricorrere all'ablazione preventiva dei corni non riuscendo ad evitare l'abbattimento dei rinoceronti da parte dei bracconieri. Oltre ad un aumento della richiesta recente da parte del Vietnam, l'aumento notevole dell'abbattimentodi rinoceronti è dovuto ad un notevole incremento di richieste dal mercato cinese, ora alimentato dal maggiore  benessere economico. 
Il 22 settembre scorso è stato il world rhino day.

 

15/10/12-VA

·         L'Osservatore Romano del 15/10 pubblica a pag.8 l'intervento di Werner Arber ("Scienze e fede religiosa") al Sinodo dei Vescovi, già pubblicato nel sito web della PAS (ita [imprecisioni!]- eng [originale] - spa - ger) e nel sito web del sinodo dei Vescovi (ita [imprecisioni!] - fra - eng). Spiace che il testo non sia stato controllato prima della stampa. Ovviamente non mi riferisco ad una peer review, ma ad un controllo della traduzione fatto da un biologo, in quanto si notano punti con gravi imprecisioni nella traduzione, insoliti in un quotidiano noto per saper pubblicare testi in decine di lingue diverse. Certo le traduzioni scientifiche non sono il loro forte...

 

13/10/12-USA

·         Nel blog Afarensis è iniziata una critica puntuale del volume "Science and human origins" pubblicato dai sostenitori dell'ID. Una critica anche questa puntuale l'aveva già pubblicata  precedentemente Paul McBride suo blog Still Monkeys.

·         Carl Zimmer informa che oggi aprirà, con un articolo sull'evoluzione delle  idee che abbiamo del cervello umano, un nuovo sito dedicato all'evoluzione umana, che si chiama Being Human. Qui la pagina di presentazione del nuovo sito.

 

12/10/12-USA

·         Oggi compare sulla versione cartacea di Science l'eccezionale articolo, anticipato on line a fine luglio, di Matthias Meyer e Svante Paabo, con il DNA della Denisovana in alta risoluzione (30×): " A High-Coverage Genome Sequence from an Archaic Denisovan Individual"

·         Ann Gibbons ci ricorda su Science che l'orologio molecolare usato per l'evoluzione dei primati e dell'uomo abbia bisogno di qualche modifica,dato che secondo un articolo pubblicato su Nat Rev Genet. di ottobre sembra troppo veloce: "Turning Back the Clock: Slowing the Pace of Prehistory". Qui il podcast. Il lavoro originale, di Scally A e Durbin R. ("Revising the human mutation rate: implications for understanding human evolution.") è stato.

·         NCSE offre una preview gratuita (PDF) di un capitolo del nuovo libro di Carl Zimmer e Douglas J. Emlen: Evolution: Making Sense of Life (Roberts & Company, 2013).

·         Un sito web da tenere d'occhio per i suoi documentari o i suoi testi (talvolta trascrizioni di video) che riguardano l'evoluzione è quello della PBS.  Nella directory /NOVA/evolution si trova infatti spesso materiale interessante anche se qualche video a volte solleva qualche perplessità, come è successo per ll'inizio della terza puntata di "Becoming Human" ("Nova: Becoming Human Hour Three: I’m speechless").. 
Da poco nel sito è depositato il documentario "What makes us humans", messo in onda sulla TV USA il 10/10.
Come gli altri video, purtroppo non sembra accessibile da siti esteri.
Si riescono a consultare alcune pagine (come quella con un confronto fra le abilità cognitive di bambini e di scimpanzè) e leggere alcuni trascripts (come quello -"Big Thinkers on Evolution" - che presenta il pensiero di 5 esperti di evoluzione "che potrebbero farti cambiare il tuo modo di interpretare Darwin e il mondo intorno a te": Stephen Jay Gould, Sylvia Earle, Dan Dennett, James Moore, and Ken Miller).
Oggi si possono leggere alcune risposte a domande sui Neandertaliani che sono arrivate al sito.
In un'altra pagina Carl Zimmer risponde alla domanda "Are Neanderthals Human?", a cui da tempo è difficile rispondere,in quanto le ricerche hanno suscitato domande a cui ancora oggi non si riesce a dare una risposta definitiva. D'altronde è evidentemente difficile porre confini fra le specie non solo utilizzando il materiale scheletrico fossile di cui si disponeva un tempo (e questo era ben noto) ma anche avendo a disposizione il DNA.
C'è poi una pagina ("
Who's Who In Human Evolution") da cui si accede a un sito interattivo e ad una pagina stampabile in c ui si cerca di rispondere nel modo migliore alle curiosita sulle specie di ominini bipedi che ci hanno preceduto.
Come si vede, con la necessaria compagnia dell'inglese (purtroppo) chi ha delle domande serie può trovare spesso in internet anche tante risposte serie.

Si può anche discutere e contestare
("Are We Still Evolving?") una frase detta tempo fa da Stephen J.Gould sulla microevoluzione.
Non c'è dubbio che anche la microevoluzione sia evoluzione (c'è scritto anche nei libri d testo delle superiori)  

·         A proposito di Ken Miller, appena citato, nel sito The Browser lo intervistano: "on Arguments against Creationism" chiedendogli quali sono secondo lui i 5 libri migliori contro il creazionismo (e quindi per capire la teoria dell'evoluzione una volta che siano accettati i punti principali connnessi con l'accettazione che l'evoluzione è una fatto).
Nell'articolo si ricordano le principali caratteristiche e qualifiche di Ken Miller, un biologo evoluzionista e cattolico che collabora anche con l'NCSE per diffondere la conoscenza dei fatti dell'evoluzione e della teoria che oggi la spiega.
Nell'intervista che precede l'indicazione dei 5 libri, chiarisce che come cattolico ed evoluzionista non ha dubbi che gli eventi naturali da soli siano stati sufficienti per ottenere un mondo come lo vediamo oggi:" I maintain, as I think nearly all scientists do, that natural processes alone are indeed sufficient to bring about the world as we know it".
Non ci sono novità. Sappiamo che su questa posizione ci sono anche il biologo evoluzionista Werner Arber (presidente dell'Accademia delle Scienze Pontificia) e il biologo evoluzionista Peter Schuster, presidente dell'Accademia delle Scienze austriaca, che il papa chiamò nel 2006 come esperto quando a Castelgandolfo scelse di discutere di evoluzione con i suoi allievi.
Il primo scrisse che "I am neither a “Darwin skeptic” nor an “intelligent design supporter”. I stand fully behind the NeoDarwinian theory of biological evolution and I contributed to confirm and expand this theory at the molecular level so that it can now be called Molecular Darwinism" mentre P.Schuster il 17/8/06 chiarì che " we don’t need a Creator to explain what we see. Darwin showed how natural development can lead to new species. Today we understand this much better, and there’s no evidence that can’t be explained within this general framework". Schuster il 17/8/06 aggiungeva che sorgono seri problemi quando persone ignoranti "who are not scientists, interfere with scientific questions, but don’t have the full information". Notava la preoccupante presenza nel mondo cattolico di "a general hostility toward scientists" e di " an anti-intellectual element".
Ce ne fu una prova proprio in Italia, a Trento nel 2007, dove integralisti cattolici provarono a contestare una mostra sull'evoluzione umana; la mostra trasse molta pubbicità soprattutto dal fatto che questi integralisti furono addirittura contrastati e smentiti anche da un teologo che insegnava in Germania, A.Autiero.
I 5 libri utili, secondo Ken Miller, per chi vuol capire l'evoluzione e la teoria che la spiega, rifiutando il tradizionale creazionismo o il neocreazionismo dell'ID, sono: "The Blind Watchmaker" di Richard Dawkins, Endless Forms Most Beautiful di Sean B Carroll, Carl Zimmer’s "Evolution, Creationism's Trojan Horse di Barbara Forrest and Paul R Gross,  The Devil in Dover: An Insider's Story of Dogma v. Darwin in Small-Town America  di Lauri Lebo. Molto interessante l’ultimo, che permette di capire come grazie alla ragione fu sconfitto il dogmatismo che cercò di contrastare la presenza nella scuola di una delle idee più utili per capire il mondo, quella di Darwin. C’è sempre l’alternativa (piuttosto impegnativa, ma consiglio di leggere almeno la penosa testimonianza di M.Behe, un biologo che non è proprio riuscto a convincere i giudici) di leggere i verbali del processo.  

 

11/10/12-IT

·         [da Pikaia] Il 15 ottobre, interessante conferenza a Milano: L’officina della vita. Dalla clonazione alla medicina rigenerativa, con Alberto Piazza e Ian Wilmut (che il 13/9 sarà a Bergamo), il ricercatore britannico che nel 1996 clonò la pecora Dolly. Utile ricordare la storia per capire meglio le scoperte di oggi (“Baby Mice Born from Eggs Made from Stem Cells”), di domani e di dopodomani.

 

11/10/12-USA

·         E' uscito l'ultimo fascicolo di Evolution: Education and Outreach, curato da Antonio Lazcano.  Come qualcuno avrà già intuito, il tema affrontato nel fascicolo 5 è ancora particolarmente oscuro e riguarda anche poco la teoria dell'evoluzione: "The origin and early evolution of life". ci sarà quindi anche un articolo in cui ci si preoccupa di sottolineare "What We Know, What We Don't"

·         Ha suscitato una certa curiosità negli USA la notizia, diffusa acriticamente anche da alcuni organi di stampa (ad es. l'articolo "Heaven is real" su Newsweek), delle particolari esperienze, che lui sostiene non fossero solo oniriche, di un chirurgo USA che è stato in coma per meningite batterica. Sta per pubblicare un suo libro sull'esperienza che crede di aver vissuto durante alcuni giorni in cui "my entire cortex had shut down", "E. coli bacteria ..  were eating my brain", "my higher-order brain functions totally offline".
Chi volesse sapere quali sono le contraddizioni del suo racconto e quali le spiegazioni scientifiche alternative e più probabili, può leggere un post ("This Must Be Heaven"),  nel blog di Sam Harris che si avvale anche (oltre che della sua passata e diretta esperienza, sia di neurobiologia che di allucinogeni) della consulenza di esperti dell'attività cerebrale:
Comunque non è un'esperienza che non sia stata raccontata da altri, che probabilmente hanno visitato ambienti  diversi; dal 2010 è acquistabile "Heaven is for Real: A Little Boy's Astounding Story of His Trip to Heaven and Back" (7 milioni di copie e 3122 recensioni on line su Amazon!). Non c'è da stupirsi, ma purtroppo sembra che i due racconti non concordino. Il bimbo. figlio di un pastore, sarebbe comunque arrivato fino alla sala dei troni ... e questo forse solo in conseguenza di un'anestesia.
Altre esperienze sono raccontate in "90 minutes in heavens" e "The Boy Who Came Back from Heaven: A remarkable account of miracles, angels, and life beyond this world"; non poteva mancare lo sfortunato a cui sono invece capitati ben "23 Minutes in Hell".
Esistono testi anche in italiano su questo tema intrigante, ma sembra che nel mondo protestante USA ci sia ben più curiosità e interesse a dare un'occhiata nell'aldilà rispetto a quanto avviene in Europa o in Italia.

 

11/10/12-CA

·         A proposito della curiosità, un elemento che certo contribuisce non poco  all’intelligenza dell’uomo, non dimentichiamo come sia una caratteristica che viene da molto lontano e che non è certo un'esclusiva dell'uomo.
Ce lo ricorda un recente video inserito su YouTube, che mostra due gorilla dello zoo di Calgary (Canada) incuriositi da un nuovo ospite della loro gabbia. Forse anche loro sono stimolati (da un bruco e non da Jerry Coyne) a riflettere sulle certezze (ma le hanno?) sull’evoluzione biologica … o sul modo per uscire dalla gabbia ... o su come faccia quel bruco a grattarsi o a pulirsi il pelo .... 

 

10/10/12-IT

·         Nel preparare il materiale didattico per aggiornare i miei corsi ho trovato un sito dell'università di Austin che potrebbe essere utile amche per chi fosse interessato a trovare, archiviate ben organizzate, una serie di informazioni di base che riguardano la primatologia o la paleoantropologia. Le informazioni di base sono fondamentali per stimolare la curiosità a partire da problemi reali.
Ultimamente molte università - purtroppo sono di solito negli USA - mettono a disposizione sia siti informativi come questo che siti contenenti lezioni e corsi, certo molto utili per chi affronta per la prima volta e da solo questi argomenti. Serve comunque la normale curiosità che spinge a porsi continuamente domande ad ogni schermata ...  o ad ogni novità che si incontra, come dimostrano i gorilla dello zoo di Calgary.

 

10/10/12-UK

·         Davvero sconcertante ma altamente istruttiva la visione di un filmato che documenta la reazione di 5 creazionisti che partecipano ad un “reality” della serie “Conspiracy Road Trip”, realizzata dalla BBC: sono stati trasportati attraverso alcuni stati orientali degli USA per metterli a confronto con 5 biologi evoluzionisti di livello mondiale (Jerry Coyne, Don Prothero, Gregg Wilkerson, Michael Russell, e il paleoantropologo Tim White).
Essi mostreranno le principali prove dell’evoluzione a questi 5 coraggiosi (ma poco curiosi) creazionisti; cercheranno di metterli a confronto con una realtà che in alcuni ambienti religiosi viene demonizzata, come ha dimostrato il convegno antivaticano organizzato dagli amici del prof.De Mattei, sostenitori di una terra che avrebbe poche migliaia di anni e dove quindi i discendenti di Adamo avrebbero vissuto cibandosi di dinosauri, che in realtà vissero 60 milioni di anni prima.
 La puntata “
Conspiracy Road Trip: Creationism”, andata in onda in UK l’8/10, viene introdotta e commentata da uno degli esperti partecipanti, J.Coyne, nel suo blog Why evolution is true: “Conspiracy road trip with creationists: Noah’s Ark and other LOLz”.
Fra i commenti di J.Coyne quello più rilevante viene fatto a proposito dell’ipotesi dei “non overlapping magisteria”, proposta da S.J.Gould ma che proprio non sembra piacere ai 5 creazionisti partecipanti al road trip, visto che usano la Bibbia come se fosse un libro di scienze, senza nemmeno rendersi conto che un tempo, migliaia di anni fa, era aggiornato; ora non più.
Infine J.Coyne, nella conclusione del post, sottolinea sconcertato: “If you can face the row of skulls that Tim White set up, and pretend that they don’t show evolution, you’re hopeless. Look at Abdul’s ridiculous response”.
Commenti generici – numerosissimi e vari- si trovano nella pagina di You Tube dedicata al video (finchè sarà disponibile…).
Ho il sospetto che si documenti in questo modo uno dei tentativi più costosi e impegnativi per convincere un piccolo gruppo di persone ignoranti di evoluzione biologica e che, per la giovane età, dovrebbero essere più curiose e disponibili a mettere ancora in discussione le proprie idee. Per invitarli a farlo, sono stati messi di fronte a dimostrazioni effettuate da esperti di evoluzione che hanno potuto anche utilizzare la migliore documentazione disponibile, quella che dovrebbe essere più convincente (da una ricca collezione di fossili di ominidi all'incontro diretto addirittura con uno scimpanzè ... forse più curioso di loro).
Il video è certo molto deprimente, anche se chi ha la fortuna di lavorare in università verifica ogni anno come di solito la conoscenza della realtà sviluppa conoscenze, esperienze e competenze nuove che di solito fanno realmente crescere e maturare gran parte dei giovani che hanno la possibilità di apprendere fatti e concetti con cui prima non erano entrati in contatto o che non erano stati aiutati a comprendere. La formazione che deriva dall'acquisizione di nuove conoscenze ovviamente è utile per creare persone con nuove e spesso originali conoscenze, utilizzabili  per migliorare la società e magari anche l'umanità.
Capita comunque di verificare talvolta anche situazioni simili nel caso siano presenti preconcetti di origine religiosa o politica.
Il video comunque un'utilità ce l'ha: dimostra che anche i migliori ricercatori, esperti in campi diversi dell'evoluzione non riescono proprio a penetrare nei neuroni dei creazionisti, che non temono il ridicolo (sono oggi gli unici a vedere oggi ancora tanti "darwinisti" in giro nonostante i successivi 150 anni di scoperte della biologia) o la confusione (solo loro chiamano darwinismo anche il fatto stesso dell'evoluzione, che non può ormai più essere definito un'ipotesi o una teoria).
Risulta evidente che gli esperti non riescono nel lloro obiettivo nemmeno avendo il tempo di mostrare diverse e concordanti prove dell'evoluzione. Forse le stesse che probabilmente avevano convinto anche GP2 quando nel 1996 si dichiarò impressionato da questa caratteristica (che definì "
La convergenza non ricercata né provocata, dei risultati dei lavori condotti indipendentemente gli uni dagli altri") che distingue la scienza dalla teologia. Queste convergenze lo convinsero però solo del fatto dell'evoluzione, più che della teoria che la spiegava.
Il video comunque dimostra chiaramente quanto sia importante verificare preventivamente la disponibilità ad accettare almeno che oggi l'evoluzione biologica sia un fatto, che la storia della vita abbia qualche miliardo di anni, che la generazione spontanea non esista e che quindi, come riconobbe anche il card. Ratzinger nel
2004, sulla base dei dati di cui oggi disponiamo tutta la vita abbia avuto origine da un unico organismo iniziale, il cui materiale genetico è stato trasmesso (evidentemente con continue successive modificazioni) a tutte le forme viventi successive, ormai scomparse al 99%. 
Su questi fatti, non accettati dagli antievoluzionisti nonostante sembrassero addirittura ragionevoli già ad Erasmus Darwin nel 1794, si inserirono poi, solo successivamente, tutte le ipotesi sui meccanismi evolutivi, a cominciare dalla prima proposta organica, quella di Darwin (ma anche di Wallace, che oggi viene lasciato in pace).
Il video dimostra - con la presentazione contemporanea delle diverse prove dell'evoluzione, anche un fatto ben noto pure a GP2 già nel 1996: "
È degno di nota il fatto che questa teoria si sia progressivamente imposta all’attenzione dei ricercatori, a seguito di una serie di scoperte fatte nelle diverse discipline del sapere".
La conseguenza fu evidente: lui chiamò all'Accademia Pontificia delle Scienze (l'organo di consulenza scientifica del papa) anche vari biologi evoluzionisti e da un anno il presidente è Werner Arber, un premio Nobel biologo evoluzionista che, come tutti i suoi colleghi - anche se non ancora premi Nobel-, utilizza e conferma la teoria attuale dell'evoluzione.
Se a qualche fedele questo dà fastidio, non dovrebbe perder tempo: è più utile che chieda informazioni direttamente a lui o a chi lo ha nominato; sono loro, che - solo dopo il 2002 - hanno improvvisamente favorito il turbamento in coscienze diversamente formate; hanno quindi il dovere di dare una risposta alle angosce che hanno suscitato, spiegando perchè ora tengono lontano i creazionisti e gli antievoluzionisti, (come ha dimostrato M.Giertych nel 2008 nella sua relazione per gli amici creazionisti consulenti del Kolbe Center).
Chi si occupa di evoluzione ha oggi la certezza, dopo aver visto questo video sconfortante, che non è un problema che lui possa affrontare e risolvere; nemmeno  con i migliori strumenti cultuali di cui si dispone. Rischia solo di attirare le "attenzioni" di chi in realtà ha paura di rivolgersi direttamente a W.Arber o al papa.

·         Oggi è anche iniziato (con 32000 iscritti) il corso online "Introduction to Genetics and Evolution", tenuto da Mohamed Noor, quello consigliato anche dal Discovery Institute a chi sospetta di avere qualche carenza o qualche confusione sulla biologia postdarwiniana.
Sembra che la prima lezione abbia come obiettivo quello di rispondere ai dubbi (che NON hanno) giovani come quelli che hanno partecipato al road trip, evidentemente già da tempo dotati di una efficiente blindatura che va ben al di là degli aspetti non materiali che caratterizzano la realtà e la natura … 

 

9/1/12-USA

·         Nel sito del blog di Scientific American un post ("The Prize in Biology in Memory of Alfred Nobel") pone il problema urgente dell'istituzione di un premio Nobel anche per la biologia, una disciplina che alla fine del secolo scorso era appena nata, ma che oggi certamente ha acquisito un'importanza enorme.
Lo si è notato anche in questi giorni, con premi Nobel dati a bio-medici o a bio-chimici; ci mancava che lo dessero anche a bio-fisici...
Particolarmente evidente la situazione spiacevole  evidenziata dal premio assegnato al biologo John Gurdon, che ha ottenuto il Nobel per le sue scoperte sulle staminali ben 50 anni dopo; e questo solo perchè sono arrivate in ritardo le applicazioni della sua scoperta anche all'uomo, e quindi al settore che riguarda il premio Nobel per la Medicina e Fisiologia.
Per fortuna ha avuto la pazienza di aspettare, visto che non si concedono premi Nobel alla memoria. Purtroppo la sua scoperta ha visto un'applicazione all'uomo (e quindi alla medicina) solo pochi anni fa, grazie alle scoperte, di un giapponese, che riguardavano l'uomo. Se fosse esisitito un premio Nobel per la Biologia, John Gurdon avrebbe aspettato probabilmente meno anni.

 

9/10/12-SUMATRA

·         Un fotografo riprende le varie fasi del salvataggio di due oranghi (madre e figlio) che rischiavano di morire, essendo rimasti  isolati in un'area ridotta di foresta a Sumatra (Indonesia); sono rimasti isolati, circondati dalle piantagioni di palma da olio per l'esportazione che negli ultimi anni hanno eliminato l'ambiente che prima permetteva la sopravivenza degli oranghi. Le foto sono pubblicate sull'Huffington Post: "Baby Orangutan And Mother Saved From Starvation During Sumatra Rescue Mission". Le sole foto non rendono bene la situazione, qui si può vedere invece un video ("Green") che racconta l'agonia di un altro orango, rimasto privo della  foresta, sua fonte di vita.  Impressionante anche l'elenco iniziale delle 400 ditte, molte sono multinazionali occidentali, che producono ricchezza eliminando le foreste e utilizzando l'olio di palma soprattutto per la produzione di cibi, cosmetici, biodisel.
Il video mostra come l'area sia ben più ordinata dopo l'eliminazione delle foreste, sostituite da campi di palme da olio ben allineate.
Questo video ("Deforestation in Borneo by BBC's Orangutan Diary") documenta sul terreno quello che chiunque definirebbe un fenomeno evolutivo che si svolge sotto i nostri occhi e che riguarda un'area enorme, come forse si apprezza maggiormente in un video fatto dall'aereo in un'altra zona ("Aerial View of Oil Palm Plantations and Deforestation in Borneo")
.
Purtroppo al massimo si riesce a manifestare una preoccupazione e magari anche a fare qualcosa solo per gli oranghi, solo una delle centinaia di migliaia di specie animali e vegetali presenti in un'area sempre più desertificata dall'uomo.

 

9/10/12-IT

·         Da oggi sul sito di Pikaia apre un nuovo spazio (LabEvo) dedicato alla didattica dell’evoluzione, in collaborazione con Marcello Sala, da anni impegnato in questo campo della didattica. Verranno anche forniti (ora è disponibile il primo PDF)  materiali utilizzabili in contesti formativi (scuole, musei, corsi, manifestazioni...).

·         James Watson al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino
Venerdì 12 ottobre alle ore 18.00, Piergiorgio Odifreddi intervisterà James Watson: "DNA: la storia di un Nobel che ha cambiato il mondo"

 

8/10/12-S

·         Sembra che nella scelta dei premi Nobel per la medicina 2012 NON si siano tenute presenti le "incompatibilità" del deputato repubblicano USA Paul Broun per le discipline, come l'embriologia, sospette di connessioni "diaboliche". I vincitori si sono occupati infatti di studiare e chiarire i meccanismi di riprogrammazione delle cellule staminali adulte.

 

6/10/12-USA

·         Sull’Huffington Post un fisico, V.Stenger, illustra (“Is Evolution Compatible With Religion?”) la situazione USA per quanto riguarda la percentuale di cittadini a cui sembra convincente la teoria dell’evoluzione, una spiegazione della storia della vita scoperta e verificata utilizzando il metodo scientifico, un metodo che si applica con grande successo e soddisfazione oggi in molti campi, a cominciare dalla medicina e dall’ingegneria.
Questa percentuale sarebbe, secondo un sondaggio recente della Gallup (ma i precedenti non sono molto diversi) circa il 16%, una percentuale curiosamente non molto diversa da quella che si trova in un sondaggio che permette di stabilire la percentuale dei cittadini americani che trova convincente una delle circa 26 diverse fedi esistenti negli USA (secondo in un recente sondaggio che illustra l’“U.S.Religious Landscape”). 

 

5/10/12-USA

·         Il 3/10 avevo citato il corso online "Introduction to Genetics and Evolution", tenuto da Mohamed Noor. Sembra che il corso abbia suscitato un certo interesse fra i promotori dell'Intelligent Design, probabilmente preoccupati per l'incongruenza fra l'intelligenza del loro "progetto" e una certa confusione dei propri sostenitori sulla biologia postdarwiniana.
Forse per questo hanno invitato, dal blog (con un titolo un po' da ignoranti, visto che negherebbe l’origine comune e quindi l’evoluzione: "Uncommon Design"), a mettersi in coda per partecipare  a questo corso: " I particularly recommend that those among us who don’t have a strong biology background take this course.
It is very important that we ID proponents make sure we have a robust grasp of what evolutionary theory is saying and why it says it, so that no one can say we haven’t given it a fair hearing".
Forse si vuole evitare soprattutto le accuse di ignoranza, come auspica anche Larry Moran oggi nel suo blog. Spera infatti che finalmente i sostenitori dell'ID capiscano che non possono continuare a criticare l'evoluzione chiamandola erroneamente "darwinismo".
L.Moran spera ardentemente che finalmente scoprano come Darwin conoscesse ben poco di quello che poi è stato scoperto sull'evoluzione e sulla genetica: soprattutto grazie a questo noi non abbiamo dubbi che l'evoluzione è innanzitutto un fatto. E pure incontestabile.
Molti problemi degli antievoluzionisti non deriverebbero quindi da intelligenza o stupidità, ma solo da ignoranza nella materia o dalla difficoltà ad integrare conoscenze che derivano da discipline scientifiche molto diverse.
D'altronde lo ammettono anche nel sito dell'ID: "It is very important that we ID proponents make sure we have a robust grasp of what evolutionary theory is saying and why it says it".
Per gli italiani un semplice corso on line sull’evoluzione è offerto nel sito di Pikaia, anche grazie alla collaborazione con l’università della Bicocca:”Corso di base on line: La teoria dell’evoluzione”. Anche questo può essere un utile aiuto.

 

5/10/12-USA

·         Probabilmente in Italia non sono tanti i parlamentari che avrebbero il coraggio di esprimere pubblicamente le loro opinioni su evoluzione, embriologia, big bang; forse perché sospettano di non avere le idee chiare e di non essere proprio certi che dietro a queste novità si possa nascondere belzebù.
Negli USA invece non solo questo avviene, ma il colpevole è addirittura un repubblicano componente addirittura della commissione della camera che si occupa di scienza, all'interno della quale è anche presidente di  una sottocommissione. Il video della sua dichiarazione si trova in un articolo dell'Huffington Post.: "Paul Broun: Evolution, Big Bang 'Lies Straight From The Pit Of Hell' ". 
Qualcuno si è chiesto quali possano essere le colpe dell’embriologia; l’unica risposta ragionevole potrebbe essere la sua eventuale unica possibile ipotesi alternativa, l’”intelligent delivery” gestito dalle cicogne.
Della stessa commissione purtroppo fa parte anche il repubblicano Todd Akin, anche lui responsabile di un'altra dichiarazione che il 19/8/12 ha fatto il giro del mondo: "Todd Akin On Abortion: 'Legitimate Rape' Victims Have 'Ways To Try To Shut That Whole Thing Down' "
Se ne parla anche in uno sconcertato articolo nel sito di Scientific American ("House Science Member Says Earth Is 9,000 Years Old")

 

5/10/12-IT

·         Da oggi a fine mese si possono acquistare alcuni (16) ebook della casa editrice Festival della Mente a soli 3 euro. Ce ne sono di psicologia e di storia, ma anche di biologia (e quindi di evoluzione); ce ne sono 2 di Boncinelli (La vita della nostra mente e Come nascono le idee) e uno di Barbujani (Sono razzista, ma sto cercando di smettere).
Per assonanza, ho verificato che, per le prossime lunghe serate autunnali e invernali il comune di Sarzana mette a disposizione, come alternativa a molte trasmissioni televisive, audio e video di tutte le conferenze tenute nell'ambito del Festival della Mente, che viene organizzato dal 2004. Ovviamente si possono trovare anche argomenti di biologia ed evoluzione. Ci sono conferenze di Boncinelli ma anche di Cavalli Sforza. Può essere interessante vedere od ascoltare una sua conferenza del 2009: Evoluzione culturale: è più importante di quella biologica?, La conferenza di Cavalli è estremamente interessante da sentire non solo in quanto è uno dei pochi italiani presenti per i suoi meriti come scienziato studioso dell'evoluzione umana nell'accademia pontificia delle scienze, ma anche perché chiarisce le differenze fra evoluzione culturale ed evoluzione biologica.
Quest'ultima, non dimentichiamolo, rimane sempre presente anche se oggi è meno rilevante; una delle differenze più rilevanti riguarda i meccanismi di trasmissione. Essendo una specie che ha realizzato il suo successo grazie all'evoluzione culturale
, ovviamente i meccanismi evolutivi che caratterizzano i fattori culturali ci sembrano più “intelligenti”, ci piacciono di più e vorremmo anche estenderli anche a contesti impropri, come quelli della biologia

 

4/10/12-DE

·         Su PLOS un lavoro del gruppo di Paabo all'Istituto di Evolutionary Anthropology (dept. of Evolutionary Genetics) di Lipsia prova a fare qualche ipotesi su "The Date of Interbreeding between Neandertals and Modern Humans"

 

4/10/12-USA

·         Nel blog This view of life si riferisce ("A New Method of Determining Ancient DNA") di un recente articolo comparso su PNAS ("Reconciling molecular phylogenies with the fossil record")  in cui Hélène Morlon1, Todd L. Parsonsb, e Joshua B. Plotkin propongono un nuovo metodo per integrare meglio dati paleontologici ovviamente parziali ma ottenuti per vie diverse, in modo da garantire o sospettare quelle convergenze e sostegni reciproci (che garantiscono il successo del metodo scientifico rispetto ad altre forme di conoscenza precedenti, talmente deboli da preferire imporre le conoscenze piuttosto che cercare corrispondenze fra fatti diversi usando magari tecniche di  indagine diversi. .

 

3/10/12-USA

·         Il video non è recente, ma mi è passato sotto gli occhi solo recentemente, linkato in un blog: si tratta di un video della BBC (“The Joy of Stats” di Hans Rosling) in cui prende letteralmente vita un grafico di correlazione diacronico che mostra (o meglio ce la spiega rendendoci partecipi, anno dopo anno, dei drammi e delle gioie di miliardi di individui) la relazione fra l’aspettativa di vita e il reddito pro capite nei diversi paesi del mondo.
L’aspetto interessante è appunto lo scorrimento del tempo per rappresentare meglio l’andamento di questi due parametri nel corso degli ultimi 200 anni, usando un software assolutamente eccezionale e presentato da Hans Rosling, uno statistico svedese coinvolgente ed appassionante.
Il risultato finale è che si viene coinvolti dalla rappresentazione degli ultimi  due secoli dell’evoluzione biologica e culturale della nostra specie, che si intrecciano con gli eventi culturali e politici che hanno creato le condizioni per l’esplosione economica e demografica avvenute proprio nell’ultimo secolo ma soprattutto, per quanto riguarda i paesi in via di sviluppo, negli ultimi decenni.
Chi ha almeno più di 50 anni e magari ha avuto anche la fortuna di vivere in un periodo storico e in un continente “favorevoli”, ovviamente riesce a connettere i cambiamenti di questi 2 importanti indicatori con le conoscenze dovute alla partecipazione diretta agli eventi che stanno portando ad una situazione che negli ultimi decenni evidenzia preoccupanti segni di cambiamento in peggio.
Per i giovani, a cui il video ricorda che comunque questo lungo periodo di  progresso sempre più accelerato ha compreso anche due drammatiche guerre mondiali che hanno avuto la loro origine in Europa, le dinamiche evidenziate dal grafico permettono di porsi domande sul modo, certo nuovo, necessario per progettare qualcosa di diverso. Un futuro sostenibile in un periodo che sarà certamente caratterizzato dall’esigenza di cambiare (oltre che di dividere meglio) le risorse, soprattutto energetiche (per il petrolio si è già raggiunto, come previsto 35 anni prima, il massimo della produzione; come ricorda un articolo su American Scientist nel 2009:"Revisiting the Limits to Growth After Peak Oil
").
La fase, di pochi decenni, in cui i paesi oggi in parte “emersi” hanno raggiunto il benessere e la salute, fa capire come lo sviluppo e le diffusione delle conoscenze in un mondo sempre più piccolo e affollato pone condizioni diverse rispetto ai periodi dominati dagli imperi coloniali.
Ora le risorse, che un tempo erano più abbondanti (anche se spesso convogliate verso alcuni paesi), dovranno essere divise in parti un po’ più uguali di prima; il grafico mostra come si sia già cominciato a farlo negli ultimi decenni.   
L’aspetto interessante comunque, è che il sito di Hans Rosling (Gapminder) mette a disposizione anche molti altri dati statistici recenti che permettono ad ognuno di rappresentare nello stesso modo anche l’andamento di altre variabli nello stesso periodo di tempo. Il video non aggiunge però un dato importante: dal 1800 al 2010 il mondo ha visto incrementare di ben 7 volte il numero di abitanti, da 1 miliardo a 7 miliardi di individui.

·         Sembra che ci si possa iscrivere al corso online "Introduction to Genetics and Evolution", tenuto da Mohamed Noor, un allievo dell'evoluzionista Jerry Coyne. Ci sarà poi il tempo di approfondire e verificarne l'utilità. Si comincerà il 10/10/12.

 

2/10/12-USA

·         Ovviamente molto più interessante è il sito internet che contiene il materiale prodotto nel XIX secolo da un altro naturalista che è riuscito a notare, come face Darwin, ma nella biodiversità dell'arcipelago indonesiano, le tracce dei segni lasciati dal passaggio e dall'azione dei meccanismi evolutivi, Alfred Russel Wallace; il sito, Wallace on-line è stato costruito a Singapore sempre dallo storico della scienza John van Wyhe, che aveva curato il sito web sulle opere di Darwin (Darwin On Line)
Sarà quindi ora più facile accedere ai testi originali di Wallace, e sarà più facile scoprire come avvenne che capì, insieme a Darwin e grazie a Malthus, uno dei meccanismi che ha gestito gli eventi che per quasi 4 miliardi di anni hanno portato all’enorme biodiversità, attuale e passata, che è iniziata con le prime forma di vita; la loro origine – di cui la teoria dell’evoluzione certo non si è mai occupata né potrebbe occuparsi - non credo sia stata spiegata nemmeno al recente eterogeneo convegno di Parigi dei creazionisti.
Nel sito si può trovare anche il curioso lavoro del 1907 sull’esobiologia (“Is Mars habitable? A critical examination of Professor Percival Lowell’s Book “Mars and its canals,” with an alternative explanation
”).
Un precedente sito web su Wallace era ed è tuttora The Alfred Russel Wallace Page, di Charles H. Smith.degli eventi evolutivi.
Ovviamente è curioso che si possa accomunare Wallace a Darwin nella scoperta della teoria dell'evoluzione per selezione naturale, ma evitargli tutte le colpe che invece vengono attribuite solo a Darwin, con cui dovrebbe condividere l'astio di chi ancora non ha capito come va e quanto "costa" il mondo naturale.  

 

1/10/12-USA

·         Aumentano sempre più, con la discesa dei prezzi, gli individui che usano la direct-to-consumer (DTC) genomica personale. Ormai bastano 300 euro per conoscere l'0informazione contenuta in uno dei circa 20000 geni che ognuno riceve dai propri genitori. Quali notizie si ottengono, quale effetto facciano e quali conseguenze ognuno poi ne tragga, sono ancora problemi che non si sa ancora bene come risolvere, soprattutto se entrano in gioco la speranza di vita (e il suo costo finanziario e umano) o il diritto alla vita (anche qui con il suo costo finanziario e umano).
Nel blog (The mermaid's tale), gestito da tre antropologi della Penn state University, si affrontano ("
Be afraid of fear, not personal genomics") alcuni degli aspetti del problema. Da notare che ben 20 studenti iscritti aduno dei loro corsi vogliono sapere se hanno  una delle 7500 malattie genetiche che possono coinvolgere un appartenente alla nostra specie, per cui hanno deciso di far sequenziare il loro genoma.

·         Nel blog Panda's Thumb, nel post "Report on a Creation Evidence Expo", si invita  chi non c'è mai stato a partecipare ad una "Creation Evidence Expo" che si è tenuta recentemente ad Indianapolis. Fuor di dubbio l'interesse da parte di chi, come un europeo, non ne ha ancora vista una. Da noi c'è solo un'arca di Noè in Olanda.

·         Sempre nello stesso giorno e nello stesso blog un aggiornamento sui risultati del progetto ENCODE. Ce ne sono nel sito web di T. Ryan Gregory e nelle Nature News. Della scoperta sull'80% del DNA a cui è stata attribuita una funzione sembra se ne sia parlato anche alla visita alla "Creation Evidence Expo": "informed the audience that junk DNA doesn’t exist because god made us and that they now know 80% of what our DNA does".

·         Un sito web molto interessante è quello in cui il gruppo BioLogos, un gruppo USA di evoluzionisti teisti evangelico (a cui fa riferimento anche Francis Collins - attualmente direttore dell’NIH), espone attraverso domande e risposte il suo modo di vedere il processo evolutivo, in cui crede anche per quanto riguarda la speciazione; e questo almeno come fatto, visto che certo non contestano fatti evidenti, per vari motivi, come l’origine comune degli esseri viventi  e i tempi di miliardi di anni. Loro ritengono però che l’evoluzione sia gestita dall’alto in un modo che ritengono spiegabile anche se non sembra gli interessi dimostrarlo (e nessuno prova nemmeno a chiederlo, e per ovvi motivi, trattandosi di teologia).
Il sito di BioLogos è probabilmente utile se non indispensabile agli evoluzionisti teisti USA per tendere ad riorganizzare e coordinare le idee (spesso confuse anche in quanto indipendenti e poco coerenti fra di loro) di chi cerca di contestare la teoria dell’evoluzione, gestendo anche la scienza come se fosse un'altra religione.

Spesso infatti gli evoluzionisti teisti hanno qualche dubbio o resistenza con il tempo profondo, con la micro/macroevoluzione, con la speciazione e i tanti diversi meccanismi, lasciando spesso intravedere quanto perfino gli argomenti dei "creazionisti della terra giovane" (YEC) emergano anche fra chi proprio non vorrebbe sembrare un YEC agli occhi degli altri e degli evoluzionisti.
Il problema c’è anche in Italia, dove continuano a esistere evidenti contatti – diretti e indiretti - con YEC locali o importati come quelli dell’AISO, del
Kolbe Center for the study of Creation USA e del centro CEP francese. Questi ultimi due gruppi avevano organizzato ben 3 convegni creazionisti a Roma nel 2009, forse confidando un po’ troppo nel fatto che le ricerche del sedimentologo Guy Berthault dimostrassero davvero che la terra aveva poche migliaia di anni, proprio come dice la Genesi. 
Il sito di BioLogos permetterebbe anche di capire quali potrebbero essere le idee e le ipotesi che gli evoluzionisti teisti cattolici, che finora non hanno nemmeno precisato in modo così preciso e dettagliato le loro opinioni su fatti già dimostrati dalla scienza, potrebbero proporre come alternativa all’attuale teoria dell’evoluzione, quella che utilizzano e aggiornano nel loro lavoro di ricerca praticamente tutti i biologi evoluzionisti. Essi da decenni evidenziano  errori, imprecisioni e aggiornamenti necessari sia rispetto alle ipotesi originali di Darwin che ai successivi aggiornementi del secolo scorso.
Ovviamente l’attuale teoria dell’evoluzione viene accettata e utilizzata (lui sostiene anche di aver contribuito a dimostrarla e confermarla) anche da un premio Nobel delle biologia evoluzionista come Werner Arber, da un anno nominato presidente dell’Accademia delle Scienze Pontificia.
Nel sito di BioLogos è presente anche un aggiornatissimo Forum.
Fra le domande più interessanti a cui nella pagina “Questions” si forniscono risposte che si vorrebbe avere anche in Italia (dove solo la scienza si preoccupa di rispettare l’innata curiosità umana) ci sono le seguenti:

·        How is BioLogos different from Evolutionism, Intelligent Design, and Creationism? (Si insegna come fare a distinguersi da altri tipi antievoluzionisti)

·        How are the ages of the Earth and universe calculated? (“Many independent measurements have established that the Earth and the universe are billions of years old”; I 9000 euro del CNR sono stati un pessimo investimento)

·        What evidence do we have for evolution besides fossils and genes? (l’evoluzione oggi più che dai fossili è confermata dalla genetica, ma non solo)

·        Is there room in evolutionary creation to believe in miracles? (I creazionisti evolutivi credono comunque nei miracoli, che – non sapevo - sarebbero di 2 tipi…)

·        Are gaps in scientific knowledge evidence for God?

·        Why should Christians consider evolutionary creation?

In quest’ultima Q&A gli esperti di BioLogos spiegano quali attributi divini si apprezzano (con grande gioia, sembra dalla foto) quando si studia l’evoluzione: “Dio è stravagante” (non si accontenta di creare un solo tipo di fiore …), “paziente” (se deve fare qualcosa, può impiegarci anche miliardi di anni…), “provvede alle sue creature” (creando complessi ecosistemi che mantengono in vita contemporaneamente diversi tipi di esseri viventi, o duplicando geni che forniscono nuove possibilità).
Certo leggendo per intero questo capitolo di Q&A, una cosa risulta subito evidente: quando è in gioco l’evoluzione biologica, un processo che dura miliardi di anni e in cui molti eventi oggettivamente sono estremamente violenti (collisioni fra pianeti, terremoti, meteoriti, continenti che viaggiano, ecc.), è molto più facile e piacevole dedicare il proprio interesse alla pars destruens; è meglio che sia “qualcun altro” a preoccuparsi delle ipotesi dimostrabili e razionali, che molto probabilmente non saranno solo positive.
E in effetti non c’è dubbio che chi, come gli evoluzionisti, oggettivamente si occupa di eventi che coinvolgono la morte, la selezione naturale, il cibo non acquistato al supermercato, l'estinzione del 99% delle specie, ecc. diventa normalmente e inevitabilmente un facile obiettivo della pars destruens dei creazionisti, che forse preferirebbero un mondo di esseri viventi a dieta …
Ed ecco così che nascono le critiche agli evoluzionisti, che sarebbero solo capaci di rappresentare la natura come “un sistema in cui la spietatezza, la crudeltà, l’oppressione e lo sfruttamento dei deboli, l’omicidio, il terrore e l’anarchia sono perfettamente legittimi”.
Questa frase si trova in quello che sembrerebbe (ma forse oggi non è più, nonostante l’indirizzo web ufficiale www.parrocchie.it) il sito di una parrocchia modenese; il giornalista webmaster, forse in un impeto di ecumenismo, ha culturalmente appaltato a islamici turchi la pagina web creazionista “confutare Darwin”.
Forse il giornalista non sapeva che ci sono anche creazionisti italiani altrettanto “competenti”, che da tempo collaborano proprio con la ditta di H.Yahia, composta però da creazionisti OEC.

Sarebbero quindi capaci anche loro di scrivere che “l’amore, la compassione, la pace, l’amicizia e la fratellanza sono ordinate da Allah” o che “i neodarwinisti hanno condotto molti esperimenti di mutazione sulle moscerini della frutta senza vedere una mutazione che migliorasse i dati genetici dell’essere vivente”, “questi organi complessi si siano evoluti gradualmente, se si considera che fallirebbero la loro funzione nel caso in cui mancasse anche una singola parte”, “avremmo dovuto trovare milioni di forme di transizione”, “le più recenti scoperte scientifiche hanno solo accresciuto le difficoltà della teoria di Darwin”.  
Gli antievoluzionisti potrebbero quindi apprezzare e importare il lavoro del gruppo di BioLogos (soprattutto teologi ma anche in minima parte fisici e biologi), che han cercato, certo non rispettando l’invito al non overlapping, di utilizzare la teologia per proporre spiegazioni anche per eventi del mondo naturale che considerano non soprannaturali (che preferiscono però chiamare “materiali” se non ci sono tracce di interventi esterni, come ormai capita sempre più spesso negli ultimi secoli anche grazie alla curiosità di qualche religioso che si è dedicato alla scienza più che alla teologia).
Il risultato non è sempre soddisfacente; forse anche a loro verrebbe un po’ da ridere se si potesse, ma almeno fanno capire che un po' si vergognerebbero - e nel 3' millennio è comprensibile - se qualcuno li confondesse  con gli YEC.
Sembra comunque che li frequentino. Scorrendo la pagina con il materiale multimediale sembrerebbe che comunque non ci sia grande interesse per le opinioni dei biologi evoluzionisti, ma si dimostra che continuano a frequentare antievoluzionisti di diverso tipo, YEC compresi.
Probabilmente interessante per chi, dovendo maneggiare cervelli, non si può proprio accontentare della pars destruens - probabilmente non li pagano per quello - è un dibattito fra 3 docenti universitari di livello undergraduate: Teaching Evolutionary Science in a Christian College Context. 
Nei libri suggeriti troviamo comunque un po’ di varietà. Sono infatti consigliati Francis Collins, Alister McGrath, Simon Conway Morris, John Polkinghorne, Michael Ruse, ma si nota anche la presenza di Kenneth Miller, un biologo cattolico che viene attivato dal National Center for Science Education (NCSE) quando si tratta di litigare con i creazionisti e di spiegare loro come funziona e si migliora una semplice trappola per topi senza bisogno di alcun “God of the gaps”.
Manca ovviamente un autore prolifico come Francisco Ayala, pure lui biologo evoluzionista consulente del NCSE ed ex-domenicano, frequentemente convocato in Vaticano quando si deve spiegare la biologia ed evoluzione.
[PS: Il libro più caro - 50 $ - citato nel precedente link può essere scaricato tutto qui gratuitamente in PDF o può essere letto on line. Qui c’è il primo capitolo, che spiega l'importanza di Darwin: l'aver fatto rientrare anche la biologia fra glie elementi del mondo materiale, governato da leggi naturali: "Darwin’s Greatest Discovery: Design Without Designer". OK. Ecco perchè Ayala non piace agli evoluzionisti teisti del sito BioLogos].

 

 

SETTEMBRE 2012

30/9/12-F

·         Oggi invece è la giornata in cui a Parigi si incontrano diversi ed eterogenei gruppi creazionisti a Parigi, appartenenti a diverse fedi religiose e con diverse e contrastanti ipotesi alternative rispetto all’attuale teoria dell’evoluzione. Riescono a sedersi attorno allo stesso tavolo sia creazionisti della terra giovane che creazionisti islamici della terra vecchia.
Gli YEC sono rappresentati da un creazionista che gestisce il sito web (www.creazionismo.it) dell’AISO (qui sono esposte le loro idee) e dal presidente del CEP, un’associazione francese (Centre d'Etudes et de Prospective sur la science) che da anni punta sul creazionismo per contrastare soprattutto l’evoluzionismo teista sostenuto dal Vaticano. E lo fanno col valido aiuto del cattolico
Kolbe Center (USA) for the study of Creation e del prof.De Mattei, con cui hanno organizzato le scene di massa (convegni ristretti di una decina di creazionisti pensionati stranieri per contestare i convegni vaticani su Darwin e la teoria dell'evoluzione).
Certo – pur giocando su tavoli diversi - non hanno le forze, né le conoscenze, né l’autorità per occuparsi della scienza, di cui la biologia (che si basa oggi sulla teoria dell’evoluzione, ormai autonoma dalle originali geniali idee ottocentesche) certo fa parte.
Forse nemmeno l’ambiente vaticano è più così permeabile come nel 2002. D’altronde anche GP2 nel 1996 notò una condizione importante richiesta per corroborare scoperte scientifiche serie come la teoria dell’evoluzione: “
La convergenza non ricercata né provocata, dei risultati dei lavori condotti indipendentemente gli uni dagli altri, costituisce di per sé un argomento significativo a favore di questa teoria”.
Le prove della terra giovane presentate dal CEP nel 2009 a Roma e tuttora presenti nel sito del CEP non convincono più nessuno, “nonostante” siano state pubblicate nel volume creazionista finanziato dal CNR grazie ai buoni auspici del suo Vicepresidente. Sono solo 9000 euro, ma non saranno dimenticati facilmente, nonostante gli scandali attuali.
Un tempo D.Tassot, presidente del CEP era ben più influente in Vaticano, pur non riuscendo a convincere il giornalista cattolico del NCR che non fosse un creazionista, come si legge in questa intervista del 2006 a J.Allen, che contiene anche alcune notizie interessanti su quando, qualche decennio fa, il card.Ratzinger non frequentava ancora biologi evoluzionisti come Peter Schuster o Werner Arber: “Tassot believes that recent experiments by a French colleague on sedimentation support a quasi-literal interpretation of Genesis regarding the physical age of the earth.
This brings him close to a view known as "Young Earth Creationism," although Tassot says he is not a creationist.

 

28/9/12-IT

·         IL blog di Aldo Piombino ci permette di compiere un tuffo nel passato. Anzi nel passato profondo, per capire quanto eventi come le grandi estinzioni di massa della fine del Permiano, che nessuno ha mai pensato di attribuire seriamente a entità superiori (infatti erano eventi che non erano conosciuti ai tempi in cui si crearono spiegazioni che oggi tentano di intrappolare la biologia) hanno avuto un ruolo inimmaginabile nel plasmare la biodiversità attuale.

·         Su Panorama un articolo ("Homo Sapiens: una mostra per capire chi siamo") riferisce dell'apertura a Trento della mostra "Homo sapiens", che rimarrà aperta fino al 13/1/2013 al museo delle Scienze.

·         Stasera ci sarà “la notte dei Ricercatori”, un’iniziativa europea per ricordare e sostenere il ruolo e l’importanza di chi si impegna a dare risposte ad alcune domande utili per migliorare sia le conoscenze umane che la capacità di contrastare, almeno a vantaggio della nostra specie, la selezione naturale che condiziona la sopravvivenza di qualsiasi essere vivente.
I risultati si sono visti, e alcuni gruppi umani ne hanno tratto notevoli vantaggi, raddoppiando in modo inaspettato e imprevedibile l’aspettativa di vita nell’ultimo secolo. Certo rimane ancora molto da fare e di fronte alcuni importanti fattori ambientali (come la malaria) si lascia fare ancora troppo alla selezione naturale, i cui meccanismi di difesa, comparsi recentemente – solo circa 10000 anni fa -, sono tuttora attivi ed efficaci ma certo insufficienti.
Qui il programma delle iniziative italiane per la notte dei ricercatori e qui quelle mondiali.
Certo ci sono iniziative anche a Pavia, che permetteranno di far conoscere ai pavesi alcuni dei più bravi ricercatori, anche nell’ambito della biologia. Sarà possibile anche una visita serale al Museo per la Storia dell’Università di Pavia.

 

27/9/12-USA

·         Nel blog di Scientific American un post ("Windows on Evolution – can you outdo “March of Progress” imagery?") ricorda la nascita della tavola che rappresenta  un'immagine (errata) delle evoluzione umana come un processo lineare, una Marcia del Progresso (1965) by Rudolph Zallinger for Time-Life.

 

26/9/12-UK

·         Un articolo su un quotidiano arabo, Gulf News, racconta la storia del primo scienziato che propose una teoria dell'evoluzione. L'articolo ("The father of the theory of evolution") farà disperare gli antidarwinisti, costretti a rimettersi a studiare. Compte non servirà infatti più molto, Malthus e Hitler nemmeno, e bisognerà anzi impegnarsi seriamente fin dall'inizio, per riuscire a memorizzare qualcosa di molto più complesso del titolo completo del capolavoro di Darwin. Ora sarà infatti molto difficile anche solo  ricordarsi il nome di chi per primo avrebbe osservato in azione la selezione naturale, il nuovo "padre della teoria dell'evoluzione per selezione naturale.
Avvenne circa 1050 anni prima di Darwin, e questo genietto, da solo, si chiamava Abu ‘Uthman ‘Amr Ibn Bahr Al Qinanih Al Fuqaymih Al Basrih. Dagli amici si faceva chiamare confidenzialmente Al Jahiz, ed era nato a Bassora (Iraq) nel 776. Un libro su Jahiz, per chi fosse interessato: "
The Life and Works of Jahiz”, mentre un semplice PDF scaricabile ("Al-Jahiz and the Rise of Biological Evolution”) permette di avere un minimo diinformazioni su questo precursore, talmente curioso da saper vedere qualcosa che ovviamente già allora era in funzione ma che fu capito solo 1050 anni dopo.
Sicuramente, a differenza di Darwin e di Wallace, Al Jahiz non è stato stimolato dal pensiero di Malthus e della relazione che aveva evidenziato fra risorse e dimensioni della popolazione. Ora nessuno può connettere ideologie ottocentesche con la scoperta di relazioni fra individui e specie che, ora abbiamo la conferma, si potevano notare anche 1050 anni prima.   

·         Un articolo su Nature (“Skin shedding and tissue regeneration in African spiny mice (Acomys)”) presenta una scoperta davvero interessante e foriera di possibili interessanti applicazioni nel caso si potesse ricreare lo stesso meccanismo in un mammifero di maggiore interesse per noi: è stato scoperto un roditore africano che mostra la possibilità di rigenerare alcuni tessuti con una modalità simile a quella che ritrova in alcuni anfibi. Qui, sempre su Nature, un commento alla scoperta. Altri commenti si trovano nell’articolo “Regenerative biology: Skin, heal thyself” e nel blog di Ed Yong (“Spiny mice defend themselves with self-flaying skin and fast healing factors”).

 

26/9/12-USA

·         Nel sito del blog del biochimico Larry Moran (Sandwalk) si può leggere un aggiornamento sul database delle varianti del DNA umano (ENCORE): "Ewan Birney: Genomics' Big Talker". Il titolo fa riferimento ad un insolito articolo sul coordinatore della ricerca, E.Birney, scritto da un editor di Science, Elizabeth Pennisi.

·         Come dimostrato anche da un articolo ("IgNobel Prize in Anatomy: I would know that butt anywhere") nel sito web di Scientific American, una ricerca primatologica realizzata da Frans de Waal, uno dei migliori primatologi attuali, ha ricevuto un premio non particolarmente desiderabile, l'Ig-Nobel, dedicato a ricerche che risultano curiose per alcuni aspetti, magari poco noti all'uomo della strada. Il Video della consegna del premio a F.de Waal è qui ("The 22nd First Annual Ig Nobel Prize Ceremony"), dal minuto 2h:13.
Se ne parla anche nel blog di E.Bruner, Biozoologica ("La faccia come il …")

 

26/9/12-AFRICA

·         Come racconta un articolo nel sito PhysOrg ("Dwindling space for Africa's great apes"), diventa sempre più stretto lo spazio per le grandi antropomorfe in Africa: la caccia per l'alimentazione o il commercio, l'eliminazione delle foreste rendono sempre più difficile sopravvivere a gorilla, scimpanzé comuni e bonobo in Africa. L'articolo invia ad un interessantissimo  sito (http://apes.eva.mpg.de/) aperto presso il laboratorio di Antropologia Evoluzionistica di Lipsia, che raccoglie i dati sulla sopravvivenza delle scimmie antropomorfe in Africa.
Il portale A.P.E.S. presenta in modo georeferenziato i dati sulla diffusione delle grandi antropomorfe in Africa.
Un articolo nello stesso sito web (“DR Congo conflict puts endangered mountain gorillas in peril”) dimostra come anche I conflitti locali siano una seria minaccia alla sopravvivenza dei gorilla, anche indirettamente. Le guerre per la conquista e il controllo delle aree minerarie dove si raccoglie il coltan, necessario per scongiurare l’aumento di prezzo di telefonini e minicomputer tengono infatti lontani i turisti, i cui soldi sono indispensabili per la sopravvivenza delle popolazioni che vivono nei pressi dei parchi nazionali.

 

24/9/12-IT

·         Sull'Avvenire un articolo di F.Facchini ("Creazione, Dio non è contro Darwin"); il ragionamento sull’interazione fra Dio e il caso risulta un po' più elaborato di quanto risultasse nell'intervista al Sussidiario del 7/9/12.  Si cita inizialmente il NOMA (non overlapping magisteria) di S.J.Gould, ma se ne propone un superamento a vantaggio della religione, riconoscendo chiaramente che "dovrebbero esserci contrapposizioni" ("Dalla visione scientifica o dalla visione teologica possono sorgere difficoltà o incongruenze tra l’una e l’altra").
Si propone di ritornare quindi a San Tommaso stiracchiando la creazione fino al completo "overlapping" sull'evoluzione (che diventerebbe "una creazione che si manifesta nel tempo attraverso le trasformazioni della natura creata da Dio"). Regolarità e casualità non sono più misteri se non si pongono domande nemmeno su un’improbabile e indimostrabile "bontà intrinseca degli elementi della natura". Sinceramente ci vuole molta creatività nell'immaginare la bontà o la non casualità di uno dei tanti corsi d’acqua che da milioni di anni scavano valli ovunque o di tutto ciò che avviene in "un mondo che si è formato per una serie infinita di trasformazioni ed è passato attraverso varie tappe di organizzazione dei viventi, un mondo che ha conosciuto cataclismi, terremoti, estinzioni di specie
". Anche il prof.De Mattei il 28/3/11 aveva inserito "cataclismi, terremoti ed estinzioni" in una categoria di eventi caratterizzati dalla "bontà", ma non era stato del tutto convincente.
Piuttosto difficile e ambiguo il ragionamento che inizia con una frase destinata a non essere capita: "Una parentela diretta, per discendenza, con le scimmie antropomorfe, nonostante si cerchino le somiglianze con l’uomo, non viene sostenuta da nessuno
"; la lettura puntuale del testo invece fa capire che non discendiamo dalle scimmie antropomorfe attuali; ci mancherebbe altro…. ma temo che chiunque la interpreti invece come negazione dell’origine della nostra specie da forme precedenti, senza che vengano fornite ipotesi alternative..
Conseguenza di ciò è la negazione non solo di quanto si trova su tutti i libri, bibbia esclusa, ma anche la negazione della dichiarazione sull'origine di tutti gli esseri viventi da un unico antenato comune, firmata dal Card.Ratzinger nel 2004: “Poiché è stato dimostrato che tutti gli organismi viventi della Terra sono geneticamente connessi tra loro, è praticamente certo che essi discendono tutti da questo primo organismo"
.
[Mi sembra improbabile che la frase neghi semplicemente che la nostra specie possa derivare da un'altra specie attualmente vivente, anche perché tutti sanno che l’Homo sapiens è stato preceduto negli ultimi 5/6 milioni di anni da una ventina di specie di ominini bipedi. Ma improbabile dovrebbe essere soprattutto la contestazione della frase citata del card.Ratzinger, che conferma quanto dimostrato già dall'abate Spallanzani].
Quanto alle questioni poi sollevate dal proposto "salto ontologico" che avrebbe causato la comparsa della nostra specie, si evitano non solo quelle più ovvie (in quale momento dell'evoluzione umana? Coinvolgendo quale specie?) ma anche quella più ragionevole. Se questo evento fosse possibile, giustificabile e realizzabile, sarebbe comunque necessario spiegare perché si sia aspettato addirittura quasi 4 miliardi di anni, un tempo che chiunque riterrebbe eccessivamente lungo.
La domanda è diventata centrale da quando abbiamo ben chiaro il lunghissimo tempo che ci separa dal big bang.
Tanto lungo da far sorgere quindi il dubbio che il mondo come noi lo conosciamo, sia ottenibile anche per una via più semplice, ragionevole e senza indimostrabili salti miracolosi: l’evoluzione geologica e quella biologica e l’interazione fra le due,.
Questo dubbio non viene di solito discusso e contestato, ma non é nuovo: è già stato sollevato anche da chi ben conosce quanto sia pericoloso il lento fluire del tempo: uno storico, il prof.De Mattei, creazionista. Lui non concederebbe più di poche migliaia di anni all'evoluzione biologica, in quanto è seriamente preoccupato che i quasi 4 miliardi di anni possano diventare proprio una "pericolosa" dimostrazione dell'evoluzione biologica.
Ci sarebbe infatti il tempo per eventi capaci di creare barriere fisiche che inevitabilmente possono smembrare e isolare individui per milioni di anni, costringendoli a formare casualmente nuove specie, indipendentemente dalla biologia e da qualsiasi ipotesi di progetto.

 

24/9/12-USA

·         Il Guardian commemora oggi il 50° anniversario della pubblicazione di un famoso libro (“Silent Spring” di Racher Carson) che ha segnato il primo momento di presa di coscienza (eravamo nel 1962) delle difficoltà e dei rischi di un rapporto che stava cominciando a diventare sempre più difficile  e a rischio, quello fra l’uomo e l’ambiente. Il libro di R.Carson iniziò un dibattito e una riflessione seria che portò all'eliminazione di uno strumento creato dalla scienza, il DDT, di notevole utilità soprattutto nella lotta alla malaria, come ben sanno gli italiani che han tratto enormi vantaggi dall'unico esperimento riuscito di eliminazione della malaria da un ampio territorio.
Se ne parla anche su Repubblica.

 

23/9/12-IT

·         In occasione dell'apertura a Trento della mostra "HOMO SAPIENS. LA GRANDE STORIA DELLA DIVERSITA' UMANA", il Sole 24 Ore pubblica alcuni articoli sull'evoluzione umana, tutti leggibili solo nel sito della rassegna stampa dell'Università di Ferrara (dove):

  • "Perché il razzismo è puro nonsense", di Guido Barbujani
  • "Il narcisismo di tre primati americani", di Gilberto Corbellini
  • "Le trappole da evitare per capire l'evoluzione" di Gilberto Corbellini
  • "Origini del linguaggio. Guarda, le mani parlano", di Anna Li Vigni

·         "In dubbio l'accoppiamento Sapiens-Neanderthal. Forse fu solo un flirt. Niente figli" di Guido Barbujani

Molto interessante il secondo articolo di Corbellini, che presenta i problemi che dovrebbero cercare di affrontare e risolvere i musei che hanno il ruolo di affrontare e risolvere i bias che condizionano quasi tutti coloro che si trovano ad affrontare il problema dell'evoluzione e in particolare di quella umana.
Certo l'articolo illustra soprattutto la situazione tipica del contesto culturale USA, dove i creazionisti biblici, quelli che credono che il mondo abbia poche migliaia di anni, sono addirittura il 46%.
In Italia invece, dove lo stesso papa accetta (e lo disse nel 2004) che la vita sulla terra abbia avuto origine quasi 4 miliardi di anni fa da un unico organismo vivente iniziale, rimane comunque il problema di inserire in questo contesto macroevolutivo (che non dovrebbe più essere
contestato...) solo le informazioni che riguardano i meccanismi microevolutivi, poco noti e contestati da chi li ignora, che permettono la continua formazione delle diverse specie.

·         Nella rassegna stampa di  Ferrara del 23/9 si possono leggere anche due articoli (quelli su Rita Levi Montalcini e Ilaria Capua) che fanno capire come la scienza e le molte e diverse religioni affrontino in modo completamente diverso un problema che condiziona l'evoluzione culturale e quindi anche il futuro dell'umanità, la differenza dei diritti riconosciuti ad ogni essere vivente. E' un puro nonsense, come direbbe Guido Barbujani, che la cultura, l'intelligenza e tutto ciò che ne consegue (come il ruolo nella società) siano fortemente condizionate da un evento certamente casuale che dipende solo dal tipo di spermatozoo che, 9 mesi prima della nascita, entra nell'ovulo.
Non c'è solo la battaglia contro il razzismo, che tuttora deve continuare; purtroppo anche la storia dell'ostilità verso una scoperta semplice ed evidente come quella dell'evoluzione biologica e della teoria che la spiega non rende ottimisti nemmeno sui tempi del riconoscimento dell'uguaglianza dei diritti umani.
Non possiamo dimenticare che il voto alle donne in Italia oggettivamente è arrivato molto tardi, solo nel 1946. In altri paesi sappiamo non essere ancora arrivato.

·         Un altro articolo interessante leggibile nella rassegna stampa di  Ferrara del 23/9 è quello di G.Giorello, che ci spiega "Perchè siamo diventati molto più intelligenti dei nostri antenanati" di un secolo fa. In realtà l'articolo cerca di spiegarci solo come sono cambiati i risultati dei test che misurano il quoziente di intelligenza, evitando di ragionare sul fatto che ci siano comunque molti indicatori che mettono in dubbio che siamo davvvero pronti ad affrontare i problemi con strumenti razionali invece che con vecchi strumenti probabilmente più adatti a culture contadine; non sempre le popolazioni umane si dimostrano rispettose dell'ambiente, delle risorse non rinnovabili e delle altre specie necessarie per la nostra sopravvivenza. Non sempre la nostra azione è guidata dal pensiero che stiamo gestendo un patrimonio che ci è stato temporaneamente concesso in prestito dai nostri figli.   

 

21/9/12-USA

·         Interessante un articolo ("Why Is BioLogos, a Christian Organization, Promoting Darwin-Only Science Education?") piuttosto polemico fin dal titolo, pubblicato nel sito del Discovery Institute. E' una polemica fra evoluzionisti teisti evangelici e sostenitori dell'Intelligent Design che sono furiosi per il sostegno dato da BioLogos alle iniziative e alle posizioni del National Center for science Education, che contrasta con ogni mezzo ogni tentativo del Discovery Institute di infiltrarsi nei programmi scolastici per insegnare il neocreazionismo. In particolare è interessante una tabella che evidenzia le differenze fra le due posizioni, una definita "Darwin Lobby" e l'altra "Darwin Skeptics like DI". Nella tabella si evidenzia con soddisfazione il diverso successo negli USA delle due posizioni: 16% e 80%. 

·         Come ci illustra oggi Carl Zimmer sul suo blog The Loom, non riusciremo a liberarci facilmente delle ricerche di Richard Lenski; probabilmente non iuscirà comunque a convincere i creazionisti dei meccanismi che agiscono nei processi evolutivi nemmeno …. ricominciando l’evoluzione da capo. Anche quest’ultima possibilità viene infatti prevista negli esperimenti diretti da R.Lenski, che riesce a verificare (non a “controllare”) un esperimento un po’ diverso da quello che alcuni teologi continuano a cercare di spiegare con l’aiuto di Aristotele e San Tommaso. Come ci racconta Carl Zimmer oggi nel suo blog The Loom (“The Birth of the New, The Rewiring of the Old”) una pubblicazione di R.Lenski su Nature di 2 giorni fa (“Genomic analysis of a key innovation in an experimental Escherichia coli population”) ci aggiorna dei numerosi processi evolutivi in parallelo che si stanno realizzando nel suo laboratorio.

 

17/9/12-ITA

·         [da Pikaia] Dal 21 settembre, la mostra "HOMO SAPIENS. LA GRANDE STORIA DELLA DIVERSITA' UMANA", curata da T. Pievani e L.L. Cavalli Sforza, riapre i battenti al Museo delle Scienze di Trento

 

17/9/12-UK

·         [da Pikaia] La descrizione delle 100 specie più a rischio di estinzione: un intero libro (dal titolo “Priceless or Worthless”) della Zoological Society of London (ZSL) e della International Union for Conservation of Nature (IUCN), liberamente accessibile online.

 

16/9/12-USA

·         Su Slate si può ammirare oggi una vignetta di Doonesbury che allude alla possibilità che in Louisiana si insegnino a scuola, come alternative alla teoria dell'evoluzione, perfino ipotesi che a priori non hanno né richiedono alcuna prova.
Proprio la frase in cui l'insegnante nella vignetta sottolinea come l'alternativa che deve "spiegare" sia "an alternative theory supported by no scientific evidence whatsoever" fa capire come per  i [neo]creazionisti sia sufficiente criticare l'attuale teoria dell'evoluzione. Anche in questo caso il perché lo sanno bene. 
Sanno che l'ipotesi alternativa ricade, pur volendo spiegare meglio dei fatti. in un contesto che abitualmente non fornisce dimostrazioni, che i fedeli spesso nemmeno chiedono.
Addirittura sembra che anche fatti come l'origine comune degli esseri viventi e i tempi geologici di miliardi di anni (che corrispondono a quanto viene mostrato nel TimeTree of Life) siano fatti che non trovano concordi i diversi [neo]creazionisti.
Sarebbe importante verificare se questi fatti vengano accettati come tali, e come li spieghino.
Abbiamo imparato che sarebbe megio verificare le credenziali di chiunque voglia farci credere qualcosa che riguarda fatti reali. I modi di formazione dell'albero della vita sono confermati dalla genetica e da chi ha negato la generazione spotanea, mentre i tempi sono confermati da [quasi] qualsiasi geologo e da [davvero] qualsiasi astronomo.

 

15/9/12-USA

·         Larry Moran nel suo blog Sandwalk cerca di verificare “How Do Intelligent Design Creationists Define ‘Creationism’?”.

 

14/9/12-IT

·         In Italia sembra che, dopo 8 giorni dall'articolo su Nature che conferma che ("Science wins over creationism in South Korea") inon sia ancora giunta la buona notizia che nella Corea del Sud è stato sconfitto il tentativo di togliere dai libri di testo di scienze un paio di riferimenti alla teoria dell'evoluzione. Ovviamente una notizia coreana non avrebbe nessun interesse se in giugno non fosse stata ripresa invece la notizia che dava per certo che il governo accettasse la richiesta dei creazionisti. Il
chiarito che "la teoria dell'evoluzione è una componente essenziale della scienza moderna e che tutti gli studenti devono studiarla a scuola".

 

13/9/12-IT

·         Panorama pubblica un articolo di L.Sciortino (“Il mistero dell'antenato scomparso”) sulle recenti scoperte sul Lago Turkana di ulteriori reperti fossili che confermano l’esistenza di due specie, H.habilis e H.rudolfensis nel periodo intorno a 1.8 milioni di anni fa.
Non è affatto chiaro cosa intenda rappresentare la filogenesi allegata all’articolo, con tre linee evolutive che connettono specie diverse del genere Homo, fino all’A.afarensis. Nessuno oggi poi potrebbe credere che l’Australopithecus afarensis possa essere localizzato nel punto di separazione fra la linea evolutiva dell’ H.sapiens e quella dell’H.neandertalensis, tanto meno dopo la scoperta di materiale genetico in comune fra di loro e con i Denisovani (che devono essere riusciti a scappare dal grafico).
Ci deve essere comunque almeno qualche problema di grafica, visto che non è indicato il nome della specie che scenderebbe lungo la linea centrale, quella che serve solo a reggere i cartellini della scala dei tempi (e da cui apparentemente si sporgerebbe solo il neandertalensis).

 

13/9/12-RDC

·         Ha avuto un notevole successo l'articolo pubblicato ieri da PLOS One ("Lesula: A New Species of Cercopithecus Monkey Endemic to the Democratic Republic of Congo and Implications for Conservation of Congo’s Central Basin") riguardo alla scoperta di una nuova specie di primate nelle foreste della Repubblica Democratica del Congo: il Cercopithecus lomamiensis.
E' una specie nuova del genere Cercopithecus, separata dal C.hamlyni da barriere geografiche (i fiumi Lomami e Tshuapa). Anche questa scoperta conferma come sia facile che fattori che provocano un isolamento geografico favoriscano la nascita di una nuova specie, anticipando la successiva comparsa nel tempo di barriere anche genetiche. Se poi l'area è isolata, la scoperta viene fatta in ritardo. In realtà è dal 2007 che i ricercatori sono sulle tracce di questa specie e ne hanno a disposizione alcuni esemplari.
Moltissimi organi di stampa diffondono in questi giorni la notizia, decisamente poco frequente. E' infatti insolita la notizia della scoperta in Africa di una nuova specie di primate, soprattutto di queste dimensioni (50/60 cm): è la seconda specie di primate scoperta nel continente africano negli ultimi 28 anni, dopo quella del Rungwecebus kipunji, scoperto in Tanzania nel 2005.
Non dimentichiamo comunque che in Madagascar negli ultimi decenni sono state scoperte altre nuove specie, in questo caso di proscimmie, primati più primitivi e meno facili da trovare a causa delle piccole dimensioni.
Anche nel caso dei primati del Madagascar è interessante poter dimostrare quanto la biogeografia dia un importante contributo nello spiegare la  formazione di nuove specie. In questo caso si tratta di forme primitive, proscimmie, che sono sopravvissute solo grazie alla separazione del Madagascar dal continente africano. Solo così non han dovuto competere  né con predatori, né con specie con una migliore specializzazioone per la vista a colori e stereoscopica.  

 

13/9/12-DE

·         In un articolo su Nature ("Wallace pioneered astrobiology too") U.Kutschera si raccomanda che qualcuno si ricordi, in occasione del vicino centenario della morte di A.Wallace (1913), che non deve essere giustamente considerato, come autore del libro “The geographical distribution of animals. With a study of the relations of living and extinct faunas as elucidating the past changes of the earth's surface”, solo l'inventore della biogeografia (un elemento fondamentale per la selezione naturale, che anche lui scoprì insieme a C.Darwin). Dobbiamo considerarlo infatti anche padre dell'astrobiologia (o esobiologia) introdotta per la prima volta nel suo libro “Man’s place in the universe” (1903).
Non sappiamo ancora se possiamo invece considerare o no profetico il suo successivo libro « Is Mars Habitable?» (1907), dato che
egli escluse la possibilità di vita su Marte. Lo sapremo presto se ...

 

12/9/12-USA

·         Huffington Post si occipa, con un post di James Shapiro ("Bob Dylan, ENCODE and Evolutionary Theory: The Times They Are A-Changin') della polemica sul progetto ENCODE e l'abstract del principale articolo, quello in cui si sostiene che hanno capito il significato "funzionale" dell'80% del DNA spazzatura.
Un altro sito qualificato in cui si possono trovare informazioni e discussioni su ENCODE è Ask science.

·         Ritornando oggi nella pagina web della Daylight Origins Society, un'associazione USA specializzata in "Origin science for catholics" e di cui è membro onorario M.Giertych, ho notato i link a 4 associazioni incredibilmente considerate “amiche”. Oltre al Kolbe Center for the study of creation (altri creazionisti cattolici della “terra giovane”), si notano i link a Evolution News and Views, un sito del Discovery Institute (neocreazionisti evangelici favorevoli all’Intelligent Design, e quindi alla “terra vecchia”), a Creation Ministries International (creazionisti avventisti, “terra giovane”) e Answers in genesis (creazionisti evangelici, “terra giovane”).
C’è poi una pagina destinata a raccogliere i link ad altri siti web creazionisti o neocreazionisti, di altri paesi del mondo ma in questo caso solo ammessi solo se cattolici. Qui troviamo anche il link al sito italiano che si occupa dell’Intelligent Design (Progetto Cosmo) e al sito del CEP,  un gruppo  francese che nel 2009 è intervenuto ripetutamente a Roma (il Centre d'Etudes et de Prospective sur la science di Dominique Tassot).
Sembra che ci sia un notevole interesse, che accomuna gruppi aderenti a diverse religioni, nel contrastare lo studio con il metodo scientifico dell’evoluzione biologica, un processo complesso, un insieme di eventi materiali che da 150 anni sappiamo possono essere studiati e poi utilizzati con enorme successo grazie al metodo scientifico; la biologia e la medicina lo confermano, con grande soddisfazione per molti esseri umani che riescono a difendersi da eventi un tempo letali, raddoppiando la durata della vita.
L’aspetto sconcertante è la prova della collaborazione che si è instaurata fra
gruppi creazionisti che, oltre a sostenere interpretazioni contrastanti e incompatibili sull'evoluzione (addirittura divergono, e non sempre in modo razionalmente coerente, sull'origine comune da un unico organismo iniziale e sui tempi dell'universo!), aderiscono a interpretazioni filosofiche e teologiche della realtà molto diverse.
Invece di incontrarsi per chiedersi innanzitutto il motivo che ha reso necessaria anche l’esistenza di una realtà materiale (unica) oltre alle tante diverse "realtà" metafisiche (che, sappiamo, creano comunque spesso problemi, ma avrebbero dovuto essere sufficienti), sono disponibili ad annullare i contrasti fra le diverse "realtà" metafisiche per contrastare l’unica modalità di indagine che da 400 anni l’uomo ha scoperto e che utilizza per capire e sfruttare a suo vantaggio l’unica realtà materiale di cui disponiamo.

·         Sinceramente si rimane ulteriormente sconcertati quando si scopre che, oltre ad un’alleanza fra organizzazioni creazioniste appartenenti a diverse religioni cristiane, esistono collaborazioni con altre religioni per contrastare non solo lo studio scientifico degli aspetti materiali dell’evoluzione biologica, ma anche spiegazioni in buona parte metafisiche come l’evoluzionismo teista, sostenuto dalla chiesa cattolica che accetta l’origine comune degli esseri viventi avvenuta miliardi di anni fa. La riunione del CEP del 29/30 settembre prossimo (2012 : Apocalypse ou résurrection?) prevede infatti l’incontro fra chi nel 2009 ha contribuito a realizzare ben 3 convegni creazionisti antivaticani e l’organizzazione creazionista turca (creazionisti ma della “terra vecchia”) che il 5/3/09 ha contestato il convegno vaticano sull’evoluzione biologica (video).
Chi non volesse rimanere assente da questa discussione contro l’evoluzionismo teista, tenga presente che deve affrettarsi: il 14/9 si chiudono le iscrizioni.

 

11/9/12-USA

·         Da un blog USA (Chimp Trainer's Daughter) si viene a sapere che si concluderà domani, con il pensionamento di Sue Savage-Rumbaugh, un periodo molto drammatico, e non solo sul piano finanziario, del Great Ape Trust, una struttura che fino a un anno fa studiava, in ambiente artificiale, modalità originali di comunicazione fra i bonobo e l’uomo, due specie ben diverse.

 

11/9/12-GIB

·         Dal 13 al 16 settembre si terrà a Gibilterra il convegno "The Human Niche: Ecology, Behaviour and Culture in the genus Homo" organizzato presso il Museo. Ne parla e ne parlerà l’antropologo J.Hawks nel suo blog ("Gibraltar"). Programma.

 

10/9/12-IT

·         [da Pikaia] L’ottava edizione della World Conference on the Future of Science, che si terrà come di consueto presso la Fondazione Cini a Venezia, a partire dal 16 settembre, affronta uno dei temi che sta suscitando sempre maggiore interesse scientifico, economico e politico su scala globale: le nanotecnologie

·         In talia c'è chi si ricorda anche del compleanno di stephen Jay Gould, e pubblica un articolo su WIRED ("Buon compleanno, Stephen Jay Gould")

 

10/9/12-USA

·         Ancora alcuni post perplessi se non decisamente critici (“I don't think I've seen anything like it in my lifetime”, secondo L.Moran) su alcuni aspetti che emergono riguardo al progetto ENCODE.
Certo, si tratta di big science (è un progetto da 200M$ iniziato vari anni fa), ma … qui un articolo di A.Timmer (il cui curriculum accademico è ricordato da L.Moran) su Ars Tecnica (“
Most of what you read was wrong: how press releases rewrote scientific history”) e qui un insolito video “pubblicitario” linkato da L.Moran sul blog Sandwalk (“The Story of You: Encode and the human genomevideo”) ; ne parla su Evolverzone anche R.Gregory (“ENCODE: a flying, cancer-punching mega robot.”), che cita anche un nuovo post di E.Birney e un commento illuminante sulla questione della poco motivata ridefinizione di “funzione” (“Birney dodges but Sparc nails it.”) e sottolinea come questo possa essere un problema da chiarire meglio (“Are critics exaggerating ENCODE’s emphasis on function?”).
Piuttosto sicuro il commento di E.Pennisi, giornalista di Science, il 7/9 su Science (“ENCODE Project Writes Eulogy for Junk DNA”), ripreso oggi da L.Moran (“Science Writes Eulogy for Junk DNA, con commenti a cui partecipa anche J.Felsenstein”).
Su Forbes, J.Farrell pubblica un articolo sul dibattito in corso (“Reports of Junk DNA's Demise Have Been Greatly Exaggerated”).

 

9/9/12-IT

·         Come annunciano oggi i creazionisti milanesi “della terra giovane” (YEC), il 14/9 a Roma Maciej Giertych presenterà il suo ultimo libro, scritto per suggerire quale genetica sia utile insegnare; dopo una pars destruens realizzata proprio a Roma intervenendo in ben tre successivi convegni creazionisti antivaticani nel 2008/09 in cui spiegava gli "errori del darwinismo" - ora intende fornire suggerimenti utili.
Purtroppo sembra arrivato tardi, visto che il papa ha già scelto come nuovo presidente della PAS, e suo consulente per la genetica, l'ambiemte, l'evoluzione, e tutta la scienza un premio Nobel, Werner Arber, che partecipa abitualmente ai convegni di biologia evoluzionistica. L'ultima volta in maggio al convegno EMBO a Venezia, dove ha incontrato anche italiani esperti di evoluzione.
M.Giertych certo non può negare di essere molto apprezzato dai creazionisti: è infatti diventato uno degli advisors del cattolico
Kolbe Center for the study of Creation (USA). Si trova insieme a molti religiosi e ai creazionisti che, non avendo imparato nulla nemmeno dalle recenti indagini sulla tragedia di G.Galilei (che ne fu uno dei primi componenti), vedono perfino nella PAS (oltre che negli evoluzionisti) una minaccia alla fede religiosa. Lo sostengono nel documento "The Pontifical Academy of Sciences and the Crisis of Faith", che contesta su presunte basi religiose perfino i documenti vaticani che dal 2004 confermano senza problemi la macroevoluzione e i suoi tempi (miliardi di anni, non certo tempi biblici).
M
olti advisors, fra cui l'assiduo M.Giertych. hanno quindi partecipato ai 3 convegni creazionisti antivaticani svolti a Roma nel 2009 e sono intervistati nell'articolo sul convegno organizzato al CNR il 23/2/09 dal suo vicepresidente, per nulla imbarazzato nel chiarire i suoi buoni motivi per confermarsi creazionista.
Nel sito (indubbiamente creazionista) del Kolbe Center  ci sono molti documenti, anche suoi, che lo associano alle solite idee che propongono i creazionisti biblici un po' in tutto il mondo (notevole la sintonia con le idee e le fissazioni dei creazionisti italiani dell'AISO) e che troviamo tutti concentrati e in fila (un vero "Gish gallop") in un suo documento ("
Teaching on evolution in European Schools"); spesso emerge l’interesse a dimostrare una terra giovane con dinosauri che pascolano con gli ominini (“evidence that dinosaurs coexisted with humans”) - la cui specie si evita accuratamemte di  indicare, insieme agli altri dati verificabili -; forse con un ovvio obiettivo ("Of course, without millions of years, there is no evolution").
I meriti creazionisti di M.Giertych l'hanno fatto accogliere anche come membro onorario della Daylight Origins Society, un'associazione USA specializzata in "Origin science for catholics". Nella pagina web, ricca di una gran quantità del solito materiale informativo creazionista e neocreazionista, si nota il link alla Newsletter del creazionista Kolbe Center.  
Mentre il blog della DOS è aggiornato con notizie creazioniste YEC, è curioso notare che per quanto riguarda l'evoluzionismo teista, la posizione ufficiale della chiesa cattolica, l'aggiornamento si fermi invece a Pio XII, con la sua enciclica del 1950. Non c'è quindi da stupirsi nello scoprire che nella pagina web è consultabile anche un articolo contro la posizione della chiesa cattolica: "Theistic Evolution: A tragic misunderstanding and grave error".
Una buona occasione per animare il dibattito con eventuali non creazionisti che fossero presenti a Roma il 14/9, verificandosi vicendevolmente coerenza e razionalità.
M.Giertych è noto anche per esser riuscito a inserirsi nel convegno vaticano sull’evoluzione organizzato da N.Cabibbo e W.Arber (grazie all’appoggio del fratello teologo Wojciech, che gli procurò un invito addirittura dal responsabile della PAS); da qui scrisse una relazione per gli amici creazionisti del Kolbe Center, riferendo quanto il convegno fosse insopportabilmente pieno di esperti, atei ed evoluzionisti, oltre che chiuso ai creazionisti (il chairman F.Ayala addirittura espulse un creazionista islamico un po' invadente), 

 

8/9/12-USA

·         Nel suo blog Cryptogenomycon, Sean Eddy (member of the national advisory council to the NIH-National Human Genome Research Institute at the time ENCODE was conceived and planned) scrive un post che riassume in modo dettagliato tutti gli elementi che devono essere considerati nel leggere gli articoli pubblicati dal progetto ENCODE: "ENCODE says what?". Segue nuna discussione con ulteriori riferimenti a blog (The Open Helix, Next gen seek) che forniscono link a siti web (quotidiani e altri blog in cui si discute la questione con competenza e interesse).

 

7/9/12-IT

·         Sul Sussidiario viene pubblicata un'intervista a F.Facchini ("Cinque domande per andare oltre Darwin"), monsignore e docente emerito di antropologia a Bologna, che ha recentemente pubblicato Evoluzione – Cinque questioni nel dibattito attuale (Jaca Book). Abbastanza evidente come il titolo - ben diverso (come diversa è oggi la biologia!) - scelto dal Sussidiario sembra alludere al fastidio di fronte alla recente nomina papale di un "darwinista" (come vengon chiamati i biologi evoluzionisti che non sono non dubitano dell'attuale teoria dell'evoluzione, ma magari si vantano pure come ha fatto Werner Arber, di aver contribuito a dimostrarla (Statement on my view on biological evolution”): “Io non sono né "scettico su Darwin" né un "sostenitore dell’intelligent design". Io sostengo pienamente la teoria dell’evoluzione neodarwiniana e ho contribuito a confermare ed ampliare questa teoria a livello molecolare, tanto che ora la si può definire darwinismo molecolare”..
Non è facile credere che il Sussidiario ignori chi sia oggi il presidente dell'accademia Pontificia delle Scienze; magari fa finta di dimenticarsi chi lo ha nominato,
Comunque anche la confusione fra i "piani" ritorna appena confermata anche nelle parole di F.Facchini nell'intervista (1: "evoluzione e Creazione rispondono a domande diverse e quindi la diversità delle risposte non pone alcun problema, non genera alcun conflitto", 2: "due strade di conoscenza diverse e complementari", 3: "Vorrei aggiungere che non c’è solo complementarietà", 4: "l’evoluzione può essere vista come una modalità della Creazione nel tempo", 5: "il concetto di Creazione non riguarda soltanto gli inizi lontani delle cose", 6:" una volta create, le cose possano essere abbandonate a se stesse", 7:" Dio mantiene la natura nell’esistenza e che in qualche modo si manifesta attraverso l’evoluzione".
Mancherebbe solo un punto 8 ("Dio è il caso") per poter concludere restituendo il termine "evoluzione": "grazie non ci serve; abbiamo già tutto".
E tutto questo ragionamento viene concentrato solo in poche righe. 

 

7/9/12-UK

·         Nel sito delle news di scienza della BBC viene riportata la notizia della riscoperta nel 2008 di un documento fossile, conservato al Wyoming Dynosur Center, che ricostruisce un momento di vita avvenuto 150 milioni di anni fa.
Si tratta delle tracce fossili degli ultimi 10 metri percorsi, prima di morire, da un limulo, un artropodo molto simile a forme esistenti ancora oggi.
La traccia fossile inizia improvvisamente (foe termina dopo circa 10 metri, nel punto in cui ancor oggi si può vedere l'impronta del materiale biologico lasciato dal limulo che ci ha tracciato la sua impronta.
L'articolo su questo fossile, trovato nel 2002 in Germania nel giacimento di Solnhofen che ci ha dato anche un Archeopteryx (anche lui conservato al WDC). è stato recentemente pubblicato sulla rivista Ichnos, dedicata alle tracce lasciate da animali e piante.
Chi volesse poi, già che è qui, imparare un termine nuovo, può visitare una nuova voce di Wikipedia: mortichnia.

 

7/9/12-CA

·         Continua molto intenso nel blog di Ryan Gregory, con la partecipazione - magari involontaria - anche del team di ENCODE, la discussione sui numerosi punti discutibili delle pubblicazioni che presentano i risultati del progetto ENCODE.
Ha cominciato il 6/9/12 con la lista di tutti i principali articoli giornalistici per far notare quale fosse il tema evidenziato nei titoli dei quotidiani ("The ENCODE media hype machine").
Sempre il 6/9 rievoca la gestione mediatica della scoperta del Darwinius maxillae, probabibilmente connessa alle grosse spese allora sostenute dal museo di Oslo e alla sospetta mancata dichiarazione dei conflitti di interesse ("Have you heard?") e il tema attuale ("ENCODE and fighting about junk"). Dal 7/9 Ryan Gregory inizia con riferimenti alle sue cipolle (l'onion test) e alle dimensioni del genoma e al valore sospetto dell'80% ("Birney thinks the Onion Test is silly", "The ENCODE view of genome size diversity: simple and silly", per concludere con un confronto
-  fra
diverse definizioni di "junk DNA" (a partire da quella originale di Comings di 40 anni fa) e di "DNA funzionale": "ENCODE (2012) vs. Comings (1972)" e
- fra due diverse sintesi del progetto ENCODE, quella di S.Salzberg e quella di E.Birney ("Two very different summaries of ENCODE").

 

7/9/12-IT

·         Anche Le Scienze ("Luce sul lato oscuro del genoma") illumina la strada per orientarsi nel labirinto dei risultati del progetto ENCODE..

 

6/9/12-IT

·         [da Pikaia] Non solo letteratura al Festivalletteratura di Mantova, .previsto tra il 5 e il 9 settembre. Su Pikaia sono indicati i più interessanti appuntamenti con la scienza a Mantova

·         Chi volesse rendere più interessante la sua vita iniziando a far ricerca in biologia evoluzionistica allo scopo di scoprire qualcosa di nuovo che confermi, perfezioni o confuti qualche aspetto centrale o periferico dell'attuale teoria dell'evoluzione, o che dimostri che il caso non ha nel mondo il ruolo creativo che gli si attribuisce, può essere utile approfittare della recente pubblicazione in rete di decine di riassunti delle  che riassumono le nuove scoperte che verranno illustrate al prossimo convegno annuale dell'American Society of Human Genetics, che si terrà a San Francisco ai primi di novembre.
Una visita al sito è indispensabile per cercare di capire quali siano oggi le ricerche più economiche ma soprattutto per farsi un'idea di quello che si è già scoperto e dimostrato e che non è più possibile contestare in modo facile ed economico.
La ricerca scientifica è un processo che contribuisce all'evoluzione culturale umana, un processo che integra ed accumula le conoscenze utili e scarta quelle ormai inutili o che non hanno superato i controlli effettuati su ogni novità. 

·         Si sta rapidamente avvicinando la scadenza (è l'1/10/12) per chi avesse intenzione di partecipare alla RFP (request for proposal) per ottenere un finanziamento per il progetto "Randomness and Divine Providence"; il progetti nasce da un'idea di Jim Bradley, a cui piacerebbe dimostare (come piacerebbe probabilmente anche ai suoi finanziatori) che non sia in realtà il caso il fattore che sembra fondamentale per molte delle spiegazioni che ci propongono la fisica, la chimica e la biologia evoluzionistica ("Many scientists have come to see randomness as pervasive in the physical world, notably in quantum mechanics, chaos theory, complexity studies, and evolutionary biology"). Come anticipato in data 31/8, sono disponibili 8/10 finanziamenti da 200.000 dollari, messi a disposizione da Jim Bradley (finanziato dalla Templeton Foundation) che ha risposto all'appello di chi vorrebbero riuscire a dimostrare che invece la "randomness is an instrument of divine purpose and may enrich our understanding of the creator".
Ci sono quindi un sacco di soldi disponibili per chi fosse seriamente  "interested in exploring the relationship between randomness and divine providence". Qui il bando con esempi di domande a cui rispondere il più seriamente possibile. Non sono facili e non si sa a priori quale sia la risposta giusta.
Una delle più difficili sembra essere "could an extended Molinism provide a plausible account of the relationship between quantum mechanics and divine providence?". Affrettarsi.
Non capisco perchè ci sia qualcuno disposto a spendere 200.000$ per dimostrare che in ogni specie animale dotata di riproduzione sessuata il rapporto sessi si avvicini normalmente al 50% sia per l'insieme di individui di una specie che per ogni sottoinsieme della stessa; e questo rimane costante nl tempo. Escludendo l'esistenza, la gestione e il controllo di miliardi di contatori, la spiegazione più semplice e ragionevole non può essere che un meccanismo casuale come quello scoperto, gratuitamente, da Mendel, che lo ha dimostrato attivo anche per i caratteri definiti "mendeliani semplici". 

·         Questo invece è uno spritoso video proposto dalla rivista "Onion". Questo invece è gratuito ma poco serio.

 

6/9/12-UK

·         Un articolo su Nature annuncia che "Science wins over creationism in South Korea". Il governo ha infatti bloccaro la richiesta della Society for Textbook Revise (STR) di far togliere dai libri di testo alcune informazioni sull'evoluzione che a loro non sembravano corrette e che riteneva fossero tuttora in discussione.
Il governo ha nominato una commissione di esperti di evoluzione, che il 5/9 ha confermato  che gli argomenti (Archeopterix ed evoluzione del cavallo) contestati da questi creazionisti dovevano rimanere presenti nei testi scolastici (solo migliorando e aggiornando la ricostruzione dell'evoluzione del  cavallo, magari sostituita dalla ricostruzione, oggi molto chiara e interessante, dell'evoluzione delle balene); la commissione soprattutto ha chiarito che "la teoria dell'evoluzione è una componente essenziale della scienza moderna e che tutti gli studenti devono studiarla a scuola".

 

6/9/12-USA

·         Commenti sul progetto ENCODE cominciano ad uscire in diversi blog. Innanzitutto un commento critico sulla possibilità che in questo articolo si riesca a spiegare la funzione dell’80% del DNA in modo diverso da come è spiegato in trent'anni di ricerche, svolte anche da lui, sul controllo dell'attività dei geni, lo si trova nel blog del biochimico Larry Moran, [che aveva appena iniziato una discussione su un tema non certo banale (“Does Philosophy Generate Knowledge?”)].
Il titolo del post si riferisce proprio a quello che Moran ritiene potrebbe diventare per lui un grosso problema professionale (“ENCODE Leader Says that 80% of Our Genome Is Functional”) ed è stato sollevato soprattutto dall'intervista a Ewan Birney inserita nel lungo commento che si può leggere nel blog di Ed Yong (“ENCODE: the rough guide to the human genome”).
Probabilmente uno dei post più affidabili ed autorevoli è il post “ENCODE: My own thoughts” che si trova nel blog “Bioinformatician at large” di Ewan Birney, dell’EMBL-EBI, responsabile del progetto ENCODE.
[Consigia di consultare questo blog l'antropologo John Hawks ("The ENCODE project and function in the human genome")].
Ewan Birney indirizza innanzitutto i più curiosi a scaricare a dedicated iPad/eBook App, a visitare un web site e a salire su una virtual machine. Nel suo post ritorna il problema di cosa lui intenda per DNA “funzionale” o “biochimicamente funzionale”.
Comunque si scopre che, per le “hard-core functional bases”, sembra che Ewan Birney accetti che un valore più corretto dell'80% possa essere il 10/20%…. mi immagino che ci sarà un po’ di discussione su queste percentuali così elastiche riferite ad una qustione critica come quella della quantità di DNA che non sintetizza proteine, che qualcuno finora chiamava "DNA non funzionale"!
Chi si innervosisce solo a immaginare che ci sia una somiglianza del 98% fra uomo e scimpanzé, respirerebbe certo meglio se potesse sommare mele e pere pensando che anche in questo caso si possa togliere un bel 65% …
Su questo tema ci sono nel blog alcune domande,commenti e risposte, ma soprattutto dalle torrette di guardia si annuncia già l’arrivo quasi immediato del primo articolo del neocreazionista C.Luskin del Discovery Institute, ben contento di poter far notare (“Junk No More: ENCODE Project”) l’ovvia ignoranza non solo di Darwin ma anche dei biologi molecolari dei decenni scorsi, prima che venissero fatte le loro scoperte. Non avendo laboratori e non dovendo/potendo quindi dimostrare nulla, ricorda che invece le loro riflessioni “dimostravano” che non ci potessero essere molecole inutili, visto che “ID did it”.

·         Obiezioni e perplessità sorgono anche dal blog di Ryan Gregory, un biologo molecolare canadese che da tempo si occupa di problemi di dimensioni del genoma e che nel 2007 nel suo blog "Evolver zone" aveva proposto di sottoporre a "The onion test" qualsiasi proposta generica di spiegazione della gran quantità di DNA non codificante. Nel suo post del 5/9 ("A slightly different response to today’s ENCODE hype") rimane un po' stupito di come il team di ENCORE dia una definizione un po' insolita del termine "DNA funzionale", attribuendogli quindi anche un valore (80%) che risulta insolito per i biologi molecolari che erano abituati ad indicare come "DNA funzionale" la sequenza del DNA,con percentuali spesso molto basse, vicino a volte al 2%, che si occupava della sequenza delle proteine. Il gruppo di ENCODE invece tende a interpretare il "DNA funzionale" come "DNA biochimicamente funzionale", attribuendogli percentuali attorno all'80% (pur facendo capire che potrebbe scendere anche al 10/20%).
Nel suo post Ryan Gregory cerca quindi di ragionare e far ragionare questi bioinformatici sospettandoli forse poco esperti delle consuete definizioni usate nell'ambiente ("Junk DNA: Quotes of Interest series").
E ricorda loro il suo onion test. Non sarà un caso che Nick Matzke su Panda's thumb ("ENCODE hype? From now on I’ll just reply: #oniontest") propone #oniontest come un nuovo  hashtag adatto al momento, da aggiungere a #ENCODE...

·         Anche il noto giornalista e ottimo divulgatore Carl Zimmer, distratto da trasvolate atlantiche, rimane travolto dalle decine di articoli usciti dal progetto ENCODE e non può negare di esserne stato travolto: "very now and then we science writers come face to face with how much science there is to write about–and how limited our powers to write about it are: ... a week that just so happens to be the one that a team of scientists chose to publish dozens of papers at once on the nature of the human genome". anche lui consiglia di visitare i blog di alcuni esperti che sono rimasti perplessi:
-
Brendon Maher at Nature News
-
Ed Yong blogs the story, then updates with responses from skeptics
-
Biochemist Larry Moran explains why he doesn’t buy the results.

·         Alcune riflessioni utili si trovano anche nel blog Genomes unizpped. D.Mac Arthur mette a fuoco soprattutto il problema delle "Lessons for scientific publications"-

·         Del problema del progetto ENCODE si parl anchenel blog It is not JUNK di Michael Eisen ("This 100,000 word post on the ENCODE media bonanza will cure cancer")

·         Una nuova puntata su blog di Ryan Gregory il 6/9: "Michael Eisen’s take on ENCODE — there’s no junk?"

 

5/9/12-USA

·         Oggi si realizza una delle tappe importanti in questa epoca storica in cui è molto facile passare per ignoranti a causa della continua (e quasi ingestibile) accumulazione di conoscenze che ci permettono di conoscere e di utilizzare a nostro vantaggio (come dimostrato in Why we die) le caratteristiche biologiche della nostra specie.
Oggi, dopo il completamento del sequenziamento del DNA umano e di quello di altre specie a noi vicine e non, abbiamo la prova che la nostra specie è ben inserita in un processo evolutivo che, con una sequenza di accumulazione di caratteristiche diverse iniziato milioni di anni fa, ha permesso di sviluppare e accumulare caratteristiche genetiche e fenotipiche di eccezionale importanza, che caratterizzano e costringono a differenziarsi tutte le diverse forme animali e vegetali che si sono adattate ai miliardi di nicchie ecologiche disponibili sul nostro pianeta.
Nature dedica un articolo introduttivo (The human encyclopedia) e una cartella nel suo sito web ad articoli che presentano i risultati del progetto ENCODE (http://www.nature.com/encode/), che ha appena realizzato un'Enciclopedia del genoma umano: "ENCODE (video), the Encyclopedia of DNA Elements, is a project funded by the National Human Genome Research Institute to identify all regions of transcription, transcription factor association, chromatin structure and histone modification in the human genome sequence.
Thanks to the identification of these functional elements, 80% of the components of the human genome now have at least one biochemical function associated with them".
Se 8 anni fa (qui il video con J.Carter e F.Collins al primo annuncio nel 2000) l'NHGRI aveva pubblicato la sequenza completa dei 2.85 miliardi di nucleotidi che costituiscono il DNA presente in ogni nucleo delle 1x1013 cellule di ogni essere umano, oggi l'NHGRI, grazie al lavoro svolto da 440 ricercatori in 32 laboratori in tutto il mondo, presenta una prima rappresentazione globale di come davvero è organizzato e di come funziona il DNA in 147 diversi tipi cellulari umani (e ce ne sono altri...).   
Proprio questa sera al telegiornale intervistavano una studentessa che aveva appena sostenuto il test di ammissione a medicina. Forse non tutti si meravigliano (come faceva lei) della domanda sui trasposoni presente nei test. Certo sembra ignorare che in un sito web pur molto frequantato dai giovani (YouTube) i video sui trasposoni siano numerosissimi... anche se non è detto che vengano visti; nemmeno dai liceali interessati alla biologia o alla medicina.
Spesso dimentichiamo (non si può sapere tutto..) che la biologia in fondo è nata con la scoperta della struttura del DNA nel 1953, nemmeno 60 anni fa, e che, grazie alle corrrispondenze e alle somiglianze dovute all'unicità del processo evolutivo, sta accumulando nuove conoscenze con un tasso di crescita esponenziale e con una complessità tale che molti si arrendono e preferiscono fingere di ignorare le ultime novità (certamente degna di entrare nelle statistiche sull'evoluzione culturale l'ignoranza di un esperto del nostro ministero dell'istruzione sulla scoperta della speciazione come sostituto della creazione, avvenuta 150 anni fa grazie a Darwin).   
Qui il sito di ENCODE all'NHGRI. Qui il coordinatore di ENCODE, Ewan Birney, spiega il progetto a Nature. Molto interessante anche, in appoggio a questa diffusione di notizie sule nuove scoperte, l'archivio del materiale didattico a disposizione degli insegnanti USA: Educational materials about genetics and genomics e il Curriculum Supplement Series.
Interessanti anche due moduli didattici supplementari per le superiori, uno su "Evolution and medicine" (versione web) e l'altro su "Human genetic variation" (versione web)
Qui un articolo di oggi su Repubblica, che fa sorgere il sospetto di una confusione fra il topo e lo scimpanzè, la specie che davvero dovrebbe avere il DNA al 98% uguale a quello umano ("La nuova mappa del Dna umano, "Ecco perché siamo diversi dai topi").
Ovviamente questa percentuale di somiglianza fra il DNA umano e quello di scimpanzè oggi è certamente una delle migliori e più convincenti prove dell'evoluzione; come molte delle altre prove sarebbe sufficiente da sola, ma certo la convergenza di tante prove dell'evoluzione risulta certo ancora più convincente. La somiglianza del DNA delle due specie indica il passaggio recente di una grande quantità di materiale informativo/genetico/DNA da una antenato comune
Ben nota una situazione comparabile: nessuno studente che fosse trovato con un compito in classe uguale al 98% a quello di un suo compagno avrebbe la sfrontatezza di negare la certezza di un passaggio di informazioni. Nessuno studente in questo caso penserebbe di aggravare la situazione pretendendo che il passaggio di informazioni potesse essere denunciato solo nell'attimo in cui avveniva.
Sul progetto ENCODE comunque ci sarebbe ancora molto da leggere nella cartelletta di articoli su Nature, ma anche in altri articoli accessibili oggi su Genome Research e Genome Biology (dove però si parla di topi); l'uomo ha oggi in mano strumenti eccezionali che permettono di avvicinarsi a capire come funzionano e come collaborano fra le cellule quei tre metri di filamento di DNA che sono contenuti in ogni nostro nucleo cellulare.
Alcuni commenti ai risultati del progetto ENCODE si possono leggere, sempre su Nature, nell'articolo "Genomics: ENCODE explained", con contributi di Joseph R. Ecker, Wendy A. Bickmore, Inês Barroso, Jonathan K. Pritchard, Yoav Gilad & Eran Segal.

 
 

4/9/12-USA

·         Nel sito web di Scientific American stanno suscitando interesse in questi giorni sui numerosi temi che verranno sviluppati nell fascicolo di settembre; non mancano i riferimenti al processo evolutivo. Per quanto riguarda l'uomo ci sono articoli sul fatto che l'uomo nasca come essere assolutamente indifeso e sui cambiamenti nel tempo (nell'ultimo secolo) nella durata della vita e nelle cause di morte (Why we die), una delle componenti dell'aumento demografico e uno dei motivi per cui è utile misurare l'impronta ecologica individuale, soprattutto nei paesi economicamente avanzati.  Per chi volesse approfomdire, qui gli indicatori sanitari dei paesi OECD.
Come capita ogni 4 anni, ai candidarti alla presidenza USA vengono poste domande per capire quali sono le loro intenzioni sul ruolo (e il finanziamento) della ricerca scientifica. Le risposte siu trovano anche su questo sito web: "Obama and Romney Tackle 14 Top Science Questions"

 

3/9/12-USA

·         Sembra davvero che il video (ormai è stato visto da più di 4 milioni di persone) in cui Bill Nye, "the science guy" mette in guardia  gli statunitensi dal far crescere i figli come creazionisti abbia costretto i diversi creazionisti a rispondere. E' così arrivato anche (ne parla J.Coyne nel suo blog) il video di Creation Ministries International e quello di T.Jennings, presidente dell'associazione degli psichiatri del Tennessee e contemporaneamente "creazionista della terra giovane".
Fa sempre una certa impressione sentire che quel che dicono i creazionisti biblici USA viene ripetuto un po' in tutto il mondo anche da chi pensa di non sembrare creazionista (nessuna prova dell'evoluzione, nessuna della speciazione, le mutazioni degenerano il DNA della specie, non ci sono mutazioni che creano novità  che migliorano una specie, ma solo mutazioni che danneggiano e degradano una specie, ...).
Purtroppo nella nostra specie di solito si attribuisce notevole importanza alla ragione, per cui si preferisce avere una spiegazione alternativa, dimostrabile e più convincente di quella creazionista, se ci si vuole distinguere.

 

2/9/12-USA

·         Mi sembra che troppo spesso si dimentichi che la nostra specie NON ha una connessione diretta con l'antenato che abbiamo in comune con gli scimpanzé. ci sono molte altre specie che ci separano, per cui sarebbe utile, per chi pensa che ci sia stato un salto o una conquista che ci distingue dagli animali, guardare in faccia quei 10/15 animali molto simili a noi che ci separano da quell'animale che sarebbe il nostro antenato comune. qui su Discovery News possiamo vedere una galleria "fotografica" dei nostri antenati (ce ne sono solo 11)

·         Sul Chronicle of Higher Education un articolo ("The Templeton Effect") cerca di fare il punto su come agisce, negli USA e in Europa, una Fondazione con enormi disponibilità economiche (finanzia il premio individuale omonimo, che dispone annualmente di un budget superiore al premio Nobel per finanziare ricerche che indaghino sul rapporto fra scienza e  fede anche se orientati soprattutto in senso teologico e filosofico). Un tempo nel sito web della Templeton Foundation si chiariva che avevano smesso di finanziare il Discovery Institute  (quello che diffonde e difende l'Intelligent Design). In effetti nel sito si chiariva anche il disinteresse al finanziamento dei creazionisti USA della terra giovane in quanto "The John Templeton Foundation does not support research or programs that deny large areas of well-documented scientific knowledge.... the Foundation does not generally support theologically-motivated critiques of evolutionary science ".
L'articolo illustra la destinazione di somme enormi per ricerche al confine fra religione e filosofia, ma preferibilmente in università religiose cattoliche (come l'università di Notre Dame) e protestanti (come la Biola University). Finanziamenti di 4 e 3 milioni di dollari sono finiti recentemente a queste due università per ragionare su temi come "Le grandi Domande" e "Il libero arbitrio".
La Fondazione Templeton finanzia soprattutto iniziative e ricerche su temi al confine fra scienza e fede; anche per questo i due convegni evoluzionisti vaticani del 2009 furono finanziati soprattutto da loro.
Finanziamenti importanti (2.7 milioni di dollari) sono però andati anche per le ricerche di biologia evoluzionistica del laboratorio di G.Wagner a Yale ("
This research project aims to understand how creative processes in nature lead to the origin of higher levels of organization from lower molecular genetic levels"). Il progetto quinquennale "Genetics and the Origin of Organismal Complexity" si è concluso proprio in questo mese.

 

2/9/12-IT

·         Dal 31 agosto fino al 6 settembre si sta tenendo ad Erice un convegno sui neuroni specchio, organizzato dai ricercatori dell'università di Parma, Giacomo RIZZOLATTI e Pier Francesco FERRARI: MIRROR NEURONS:
NEW FRONTIERS 20 YEARS AFTER THEIR DISCOVERY
. Nel sito web sono disponibili il programma e gli abstract.
Sono ricerche che vedono impegnati primatologi e neurofisiologi,su un tema che da Parma ha coinvolto ricercatori di tutto il mondo, curiosi di approfondire le ricerche su questi neuroni che troviamo nei primati e nell'uomo e che sembrano avere un ruolo fondamentale nell'apprendimento, un'attività che prevede anche un coinvolgimento nelle sensazioni che provano altri soggetti.
MIRROR NEURONS AND DEVELOPMENT sarà il tema specifico di un piccolo convegno che si terrà il 6 settembre.  

 

1/9/12-ARTICO

·         Sono davvero deprimenti le notizie che nelle ultime settimane arrivano dall'Oceano Artico. Giusto 4 giorni fa sul Daily Mail on line si potevano leggere queste due righe di aggiornamento: "The National Snow and Ice Data Center has revealed that the extent of Arctic sea ice shrank to 1.58 million square miles and is likely to melt more in the coming weeks. That breaks the old record of 1.61 million square miles set in 2007".
Questa notizia (e le mappe allegate) ci ricordano come appunto nel 2007 la notizia del raggiungimento del precedente record avesse davvero sollevato serie preoccupazioni anche in chi non capiva molto di climatologia; c'era anche chi già dubitava  nell'innocenza dell'uomo e si illudeva di contribuire a impedire, con strumenti impropri, il disastro ambientale che ci minacciava.
Ci fu un patriarca che cercò quindi di organizzare un esperimento mai tentato prima, forse pensando di mettere a frutto le competenze finora acquisite nel controllo delle piogge e di altri fenomeni atmosferici locali e di piccole dimensioni nella penisola balcanica.
C'era il ragionevole dubbio che però non sarebbe stato possibile affrontare il riscaldamento globale in ordine sparso e magari con il dubbio che gli agganci non fossero quelli con il vero responsabile. Si organizzarono quindi le cose in grande, come dimostra il programma della costosa, incredibile e poco pubblicizzata impresa che si svolse in occasione del 7' convegno dell'organizzazione "
Religion, science and environment", dal 6 al 12 settembre 2007 nei mari della Groenlandia, nel mezzo dell'area glaciale in cui la temperatura aumentava, minacciando l'innalzamento del livello marino e la comparsa un po' dovunque di fenomeni climatici in parte nuovi e imprevisti.
Si organizzò così una task force, coordinata dal
patriarca ortodosso Bartolomeo di Costantinopoli, ma appoggiata anche da Barroso e da K.Annan, per tentare di fare qualcosa di risolutivo contro il cambiamento climatico: "As scientists reached a consensus, it was no longer just an issue of environmental preservation but, insofar as it is human-induced, it is a profoundly moral and spiritual problem. Nowhere do the effects of this moral problem more cruelly manifest themselves than in the Arctic, a starkly truthful mirror of our own failings.” (?)
Momento centrale del convegno fu il "pellegrinaggio polare": "leaders of different faiths and disciplines will join in a prayer for the planet" (
qui l'articolo della Reuters e qui il video della preghiera comune di 200 religiosi - musulmani, ebrei, buddisti, cattolici, ortodossi, protestanti - dalla nave norvegese Fram). Se probabilmente non credevano seriamente di poter influire sui ghiacci o sulle temperature, questi leader religiosi in trasferta fra i ghiacci polari intendevano almeno realizzare un'iniziativa che avrebbe dovuto essere poi utilizzata per responsabilizzare il loro fedeli, molti dei quali non avrebbero creduto al riscaldamento globale se il messaggio non fosse arrivato dai loro responsabili religiosi, gli unici di cui si fidavano anche su questioni di cui non hanno alcuna competenza. Mi sembra che invece non venne pubblicizzata (la notizia l’ho trovata solo in un resoconto sul convegno di Sibiu, dove si riferisce della partenza di Bartolomeo e Barroso per la Groenlandia).
Qui si può vedere un altro video, realizzato da un giornalista che partecipò all'iniziativa per l'ABC; il titolo dell'articolo ("Prayer to End Climate Change") forse ha fatto piacere anche agli organizzatori, quasi che fosse un miracolo realizzabile; magari indica quello che molti potrebbero credere fosse l'obiettivo, certo più adatto a una cultura prescientifica, deresponsabilizzante per l'uomo.
Un video diverso sembra sia invece arrivato dal papa, con un messaggio che appoggiava l'iniziativa: "Pope Benedict gave his backing to the Greenland symposium on Wednesday in a new appeal for protection of the environment, saying issues such as climate change had become gravely important for the entire human race". Rappresentante del papa al "pellegrinaggio polare": era il card. McCarrick, giunto dagli USA.
Comunque, dopo esattamente 5 anni, nel 2012, purtroppo abbiiamo visto che i risultati non sono quelli desiderati. Occorre quindi cambiare rapidamente strategia e trovarne una più seria e migliore, Sarebbe meglio sostenere fortemente la cultura scientifica invece di accusarla di "scientismo" in quanto si vuole occupare di problemi che qualcuno ha definito erroneamente "morali e spirituali" e collaborare rapidamente con chi avesse idee migliori ma soprattutto basate su dati che non possono essere solo "morali e spirituali".
Il Christian Today ha dedicato al pellegrinaggio polare l'articolo "
Religious Leaders Unite in Prayer on Climate Change", mentre il Digital Journal annuncia senza pudore che si cercherebbe addirittura di fare un miracolo ("Religious and Scientific Leaders Join Hands To Save The World")

 

 

AGOSTO 2012

31/8/12-USA

·         A fine agosto nel sito web di Biologos (gestito da un gruppo di evangelici USA favorevoli all'evoluzionismo teista), nel Forum, è comparsa la notizia del finanziamento da parte della Templeton Foundation di un progetto - The randomness project. L'obiettivo è di trovare una nuova via per risolvere il conflitto fra scienza e fede, che ha il suo nucleo centrale nell'inscompatibile alternativa fra un essere superiore (che secondo alcuni ha dato solo il calcio d'inizio, mentre secondo altri controlla in ogni momento il movimento di ogni atomo - o addirittura di ogni quanto ("could an extended Molinism provide a plausible account of the relationship between quantum mechanics and divine providence?") - e il caso, che secondo alcuni ha un ruolo creativo (insieme ad altri fattori, nel caso della materia vivente) nell'evoluzione dell'universo..
Sembra che per chiarire questo punto fondamentale anche per la comvivenza civile (Randomness and Divine providence) la Templeton Foundation abbia deciso di non badare a spese ed investire ben 1,69 milioni di dollari; forse con l'obiettivo di riuscire a dimostrare che, ci piaccia o non ci piaccia, magari coincidono; certo, potrebbero anche sorgere problemi per chi legittimamente avesse proposte diverse su quale sia la divinità che gestisce il caso o la provvidenza in un certo momento.
In attesa di avere una conferma che sia davvero un caso, si può far notare che il nome del progetto non è originale, anche se l'entità del finanziamento certamente lo è.
Il progetto.dovrebbbe iniziare nel 2013, per cui penso sia possibile che chi avesse interesse a dimostrare finalmente che non esiste affatto in biologia un ruolo per il caso, pur evidenziato anche da Mendel, farebbe bene ad affrettarsi a chiedere un finanziamento. Tenga comunque presente che la TF pretende che le pubblicazioni che loro finanziano escano solo su riviste qualificate e certificate.
Si potrebbe certamente ottenere un finanziamento per indagare sull'evidente contrasto fra provvidenza (inefficiente) e le estrazioni casuali del lotto (molto efficienti) nel risolvere i problemi economici dello Stato Pontificio dal 1700 al 1800.

 

31/8/12-RO

·         5 anni fa a Sibiu, in Romania, si tenne (dal 4 al 9 settembre) la 3AEE (Terza Assemblea Ecumenica Europea) organizzata dalla CEC (Conferenza delle Chiese europee)  e dal CCEE (Consiglio delle Conferenze episcopali europee).
In conseguenza di questo incontro interconfessionale, dal 1997 il 1' settembre per tutte le religioni cristiane europee è, come confermato nel documento finale di Sibiu (versione 2', del 9/9/2007; dal sito dell'agenzia vaticana Zenit), la "Giornata per la Salvaguardia del Creato", "dedicato a pregare per la salvaguardia del creato e alla promozione di stili di vita sostenibili per contribuire a invertire la tendenza del cambiamento climatico". Purtroppo l'uso del termine "creato", oltre a non essere corretto e ad indurre in errore chi già non ha capito che il mondo è un oggetto delicato da usare con cura, ci deresponsabilizza nei confronti dei nostri figli, a cui non dovremmo lasciare un mondo che sembra un po' diverso da quello che abbiamo ricevuto.
Come si può facilmente verificare leggendo le 10 raccomandazioni, quello concordato a Sibiu è un documento che su molti temi si può considerare avanzato e coerente con il quadro che la scienza ci mostra (come sul tema  ambientale, visto che ci si preoccupa per la "promozione di stili di vita sostenibili per contribuire a invertire la tendenza del cambiamento climatico" che "non risulta compatibile con un futuro sostenibile del nostro pianeta").
Forse per questo qualcuno temeva che il 3° possa anche rimanere l'ultimo incontro ecumenico. In realtà sembra che stiano organizzando un incontro  - non un'assemblea - prossimamente.
Già la foto scattata a Sibiu il primo giorno può suggerire che su alcune questioni i rappresentanti della chiesa cattolica abbiiano dovuto rinunciare ad una prova di forza (che avevano tentato nella confusione delle ultime ore a Sibiu) su un tema connesso all'importanza della selezione naturale e al ruolo e all'autonomia che le donne hanno conquistato e sembravano intenzionate a difendere, ma solo in altre religioni cristiane.
Il fatto che a Sibiu i rappresentanti della chiesa cattolica abbiano ceduto, rinunciando a inserire nel documento questioni che ai laici italiani fan credere siano "non negoziabili" è una buona notizia, anche se curiosamente si confermerebbe che la strategia dei pastafariani, che preferiscono disporre anche loro di loro verità non dimostrabili e non negoziabili, sia purtroppo la soluzione vincente, paragonabile a quella usata con successo a Sibiu dalla delegazione protestante ...
Curioso comunque che nel sito dell'agenzia giornalistica vaticana Zenit sia rimasta ancora, dopo ben 5 anni, la seconda versione del documento di Sibiu, quella che cedeva alla posizione protestante, senza alcuna condanna dell'aborto; solo dopo due settimane si era poi trovato un altro accordo per nascondere un'incredibile prova di debolezza e di cedimento sul momento di inizio della vita; ma in internet la terza versione, quella con la nota che racconta la furbizia, la scoperta del pasticcio, il cedimento e il ripensamento finale, non è l'unica sopravvissuta. 

 

30/8/12-DE

·         Clamorose novità e nuovi risultati vengono annunciati dall'articolo pubblicato oggi su Science ("A High-Coverage Genome Sequence from an Archaic Denisovan Individual") sulla sequenza del DNA dei Denisovani, ottenuta con un metodo molto migliore sempre dallo stesso frammento di mignolo trovato nella grotta di Denisova sui monti Altai, nel centro/sud della Siberia.
Sempre su Science si  può leggere un commento di Ann Gibbons ("A Crystal-Clear View of an Extinct Girl's Genome"), che accenna alle grosse novità del metodo usato questa volta, grazie sembra a Matthias Meyer. Se ne parla anche su molti quotidiani, e in Italia ne parlano il Corriere e Wired. Sul National Geographic possiamo leggere un po' di riassunto sui molti aspetti dell'importante scoperta.
Le notizie più interessanti si trovano invece o sul materiale supplementare allegato all'articolo, o sono spiegate nei blog degli antropologi e genetisti Hawks e Dienekes, che cercano di far capire le grosse novità e quindi i grossi cambiamenti che ci aspettano in futuro, sia per quanto riguarda la gran quantità del materiale disponibile che per quanto riguarda l'incredibile possibilità di datare il DNA antico di cui disponiamo, potendo avere anche la possibilità di controllare datazioni ottenute con i soliti metodi. Immagino poi che anche chi si divertiva a contestare la datazione col C14 ora dovrà studiare anche per capire come funziona biologia molecolare.
Questo DNA, datato circa a 83.000 anni fa (e che viene da una specie che si sarebbe separata 800.000 anni fa dalla nostra linea evolutiva di Homo sapiens) è comunque per ora una delle molecole di DNA più antiche di cui abbiamo ricostruito la sequenza ad alta densità.
Il fatto che sia ora anche una delle sequenze di DNA antico meglio conosciute indica che dovremo aspettarci forse ancora qualche novità sul materiale biologico delle numerose specie di ominini che sono vissute dopo questa data; l'interesse è elevatissimo soprattutto sull'Homo floresiensis, di cui avremmo bisogno almeno di qualche altro reperto scheletrico; questi DNA di specie recentemente scomparse potrà fornirci sempre più informazioni anche sui meccanismi di speciazione e la interazione del DNA con gli altri fattori anche non biologici che ben sappiamo condizionano l'evoluzione.  
Questi nuovi risultati si spera riusciranno a convincere finalmente chi, dai musei di storia naturale, a metà agosto diffondeva per il mondo preoccupazioni un po' datate per distrarre i vacanzieri dal gossip che di solito domina in questi periodi ("Did Humans Mate With Neanderthals Or Not?
- Mating with Neanderthals is off-again, on-again - The date of interbreeding between Neandertals and modern humans). In realtà sembra le cose siano un po' più complesse... Non ci preoccupa più solo il DNA dei Neandertaliani, per non parlare dei dubbi sulla datazione del DNA mitocondriale sollevata dalle indagini effettuate sulla filogenesi degli orsi polari ("Polar and brown bear genomes reveal ancient admixture and demographic footprints of past climate change").

 

29/8/12-USA

·         Il sito del Worldwatch Institute informa che alcuni recenti report su problemi globali, energetici (gas, petrolio, carbone, solare) e ambientali, ma anche sul ruolo delle donne e la salute, sono da poco disponibili gratuitamente o quasi, in formato Kindle o PDF.

 

29/8/12-UK

·         Dalla BBC alcune splendide foto naturalistiche, con animali catturati al volo in attimi non sempre piacevoli né vitali, ma sempre momenti del mondo vivente in cui viviamo e a cui contribuiamo. Qui una altro slideshow con foto anche paesaggistiche e quindi più tranquille.

 

28/8/12-IT

·         Anche la rivista di CL sul web, il sussidiario. pubblica un'intervista a Ian Tattersall ("Quello che le scimmie non dicono (perché non possono)") , che il 22 è stato ospite del meeting di Rimini. Il titolo fa riferimento alla struttura anatomica del tratto vocale, per cui la comunicazione verbale per i primati è difficilissima se non impossibile. Altre modalità di comunicazione sono invece alla loro portata, come ha dimostrato il laboratorio di Susan Savage Rumbaugh, che qui in una TED conference racconta (siamo nel 2004) il suo lavoro sui bonobo.
Un commentatore sembra trascurare che la ricerca in questo campo si è svolta sopratttutto dopo il 1979, quando si era davvero agli albori negli esperimenti di comunicazione con i primati e in particolare gli scimpanzè.
Se fino ad allora c'erano stati solo i casi di Nim e di Washoe, da allora il panorama si è decisammente arricchito, anche se sempre su casi individuali ben addestrati e collaboranti. Da pochi anni sono cominciati anche esprimenti che vedono il coinvolgimento secondario anche di altri primati. Qui si può vedere qual'era la situazione del 1979 in un timeline che mostra le tappe successive delle ricerche sulla comunicazione negli scimpanzè e nei bonobo. Si possono vedere, nel sito del Great Ape Trust, alcuni video di Kanzi, Panbanisha  e degli altri bonobo.      

 

28/8/12-UGANDA

·         Non ci sono dubbi, secondo un articolo pubblicato su Science con un titolo volutamente eccessivo anche se tutto è comunque sempre relativo, ("Chimps' Answer to Einstein") che lo scimpanzé di nome Natasha, che vive nel santuario dell'isola di Ngamba nel lago Vittoria, sia riuscita a distinguersi dagli altri scimpanzé per il modo di rispondere alle diverse sollecitazioni a lei (è una femmina) sottoposte dai ricercatori.
Questi esperimenti, eseguiti su scimpanzé sia in Uganda che in Germania, facevano parte di un progetto più ampio gestito da anni presso il Max Planck Institute of Evolutionary anthropology. E' una struttura che presenta competenze, fondi e ricercatori adeguati per svolgere ricerche al massimo livello un po' in tutti i campi dell'evoluzione umana e dei primati; in effetti da un po' di anni MPI-EVA sta producendo in questi campi la ricerca europea di migliore qualità (le ricerche sul DNA antico attirano in questi laboratori  i  migliori ricercatori al mondo - vista la qualità dei risultati).
I risultati di queste ricerche sulle abilità cognitive dei primati e di altri animali (oltre che sulla variabilità individuale di queste caratteristiche) sono stati pubblicati questa settimana riuniti in un fascicolo  (il 367 del 5/10) della rivista Philosophical Transactions of the Royal Society B: "Animal minds: from computation to evolution"
L'articolo sulla variabilità all'interno degli scimpanzé è quello di E.Herrman e J.Call ("Are there geniuses among the apes?") che ha probabilmente stimolato la scelta dei titoli degli articoli divulgativi. Sono comunque interessanti anche i temi presentati dagli altri articoli... d'altronde il tema della capacità cognitive rimarrà con noi certo ancora per molti decenni; una serie di seminari su questi temi si è per esempio appena svolto a Vienna in marzo/aprile 2012.
Anche l'anno scorso (il 27/7/11) era stato pubblicato dalla rivista Philosophical Transactions of the Royal Society B un fascicolo dai contenuti simili "Evolutionary developmental biology (evo-devo) and behaviour")
Di queste ricerche si parla anche nel numero attuale di Discovery News: "Ape 'Genius' Smarter Than the Average Chimp".
Di Natasha si parlava comunque da tempo (qui un articolo del 25 marzo scorso sul Daily Mail: ""
Meet the primate prodigy: Natasha the chimp genius stuns scientists")
Chi volesse capire meglio la situazione farebbe comunque meglio a lasciarsi coinvolgere un po' di più, prima di farsi domande originali, nei problemi e nella vita degli scimpanzé, anche per capire come le scimmie antropomorfe siano decisamente diverse dagli altri primati e soprattutto sono ben diversi da come venivano raccontati a casa loro...: Ape genius di PBS Nova.

 

28/8/12-USA

·         Sembra che il video, citato ieri, in cui Bill Nye supplicava i genitori di aiutare i propri figli a capire, con la ragione e non con la fede, come funziona il mondo, mostrato dalla CNN nella pagina di religione, abbia sollevato una notevole e vivace reazione. Il video "Creationism Is Not Appropriate For Children" è stato visto da quasi tre milioni di americani, stimolando ben 10,000 risposte, che sono state raccolte dalla CNN in 5 diversi tipi di contestazioni a Nye.
A Nye risponderanno domani gli esperti del Creation Museum "creato" da Ken Ham: il direttore stesso e due biologi del museo. E' possibile anche vedere un video in cui Ken Ham pubblicizza un libro per bambini sui dinosauri.
Ovviamente ci saranno stati, si spera, anche commenti di approvazione... 
Forse in Italia - visto i problemi che abbiano - non ce ne rendiamo ben conto, ma gli americani da qualche anno sono seriamente preoccupati per la loro posizione economica un tempo dominante nel mondo; da anni è minacciata dallo sviluppo politico di molti paesi asiatici, seriamente impegnati nello stimolare i propri giovani a impegnarsi nello studio e nella ricerca.
Le angosce USA si possono trovare su alcuni libri che fanno riferimento alla preoccupazione di un paese che verrà travolto da una incombente "gathering storm".
Il problema oggi negli USA non è quindi il discutere di evoluzionismo o antievoluzionismo in qualche sito web. Servono, e qualsiasi politico o scienziato lo sa o lo dovrebbe sapere, ricercatori ma anche tanti fondi sia per assumerli che per farli lavorare. Cina, India e Corea si stanno impegnando seriamente; gli USA e l'Europa devono scegliere fra investire negli agi o continuare nell'impegno umano e finanziario come han fatto nell'ultimo secolo. 
Per quanto riguarda l'Italia, sembra che si trattenga dall'investire nella ricerca, rispetto a F e GB, che hanno una popolazione di dimensioni simili.
Un articolo del 24/8/12 su Scientific American conferma che negli USA questo sia un chiodo fisso ("Will the U.S. Remain a Leader in a Science- and Technology-Driven Economy?"); in Italia, come sappiamo, ci siamo già trovati improvvisamente travolti da una tempesta piccola ma simile a quella che gli statunitensi si stanno ancora preparando a ricevere.

 

28/8/12-VA

·         Il caldo d'agosto se ne sta andando, ma in internet si trova ancora qualcosa che conferma che sia stato un mese piuttosto interessante e vivace per le notizie che riguardano la scienza e il suo futuro e ricco di notizie sull'evoluzione.
Seguendo le tracce dell'Università Notre Dame - l'università cattolica USA con dipartimenti di biologia che accettano la teoria dell'evoluzione e rifiutano l'ID in quanto si considerano in competizione con Harvard e Yale e che il Pontificio Consiglio della Cultura del Vaticano diretto dal card.Ravasi ha utilizzato come fonte per consulenti nell'organizzazione del convegno su Darwin nel 2009 - ho trovato in rete il video di una conferenza tenuta l'anno scorso in quell'università, in occasione del Workshop on Adult and Alternative Forms of Stem Cell Research, da Tomasz Trafny, direttore esecutivo del progetto STOQ e responsabile della "Fondazione Scienza e Fede" del PCC, istituita all'inizio del 2012 (ne parlò l'agenzia vaticana Zenit il 30/1/12).
In questo workshop ci si occupava anche del recente considerevole impegno finanziario (un milione di dollari), caldeggiato dal Vaticano e dall'Università di ND, a sostegno della Neostem che si occupa delle ricerche e delle sperimentazioni (negli USA e in Cina) sulle cellule staminali adulte.
Interessante il resoconto di due incontri (T.Trafny ne parla anche qui, dove c'è pure una citazione della lettera a P.Coyne del 1988) avvenuti ad un convegno a Budapest; in quell'occasione ben due partecipanti, un cattolico e un ebreo, lo coinvolsero in discussioni sul rapporto - che criticavano - fra scienza e chiesa cattolica, iniziando con la stessa domanda "ma lei cosa ci fa qui?".
T.Trafny sembra abbia preferito dimenticare invece di quando, nel 2008, fu inviato a seguire uno dei tre controconvegni antidarwiniani organizzati sotto le mura vaticane dai creazionisti cattolici del
Kolbe Center for the study of Creation USA, quello ospitato dal vicepresidente del CNR, De Mattei, che riuscì anche ad avere un memorabile finanziamento per la pubblicazione degli atti; quello era un contesto creazionista antiscientifico in cui sarebbe stato forse più ragionevole che qualcuno gli chiedesse "ma lei cosa ci fa qui?".
Se qualcuno avesse anche l'interesse ad ascoltare la sua intervista sul rapporto oggi della chiesa cattolica con la scienza, le cellule staminali, la cultura e l'insegnamento delle scienze, potrebbe verificare che non solo la critica della scienza non sia la sua preoccupazione principale (visto che è anche responsabile con la Stem for Life Foundation, a cui partecipa personalmente, di controllare un grosso investimento finanziario nella Neostem), ma che (verso la fine del secondo video) non sembra serbare più rancore per il card.Ravasi che, forse solo per una sua migliore conoscenza dell'inglese..., l'aveva inviato a sostituirlo al convegno di De Mattei a cui era stato invitato; qui, a pag.23 e 24 del fascicolo con le interviste ai rari creazionisti cattolici "della terra giovane", lo vediamo al tavolo della presidenza, accanto all'allora VP del CNR.
In questo articolo dell'1/11/11 T.Trafny e R.Smith, amministratore delegato della Neostem, ("Vatican To Host Stem Cell Research Conference") presentano un convegno organizzato pochi giorni dopo in Vaticano sulle ricerche sulle staminali adulte.
I video della conferenza stampa del 16/6/11 non sono disponibili ma nel sito della conferenza stampa di presentazione dell'8/11/11 c'è il testo dell'intervento di T.Trafny, in cui spicca un estratto, ed è forse la prima volta che si nota che quel documento sia sul tavolo di qualcuno, della lettera di GP2 a P.Coyne del 1988 sulla paura della chiesa cattolica per la scienza: "... il dialogo deve continuare e progredire in profondità e in ampiezza. In questo processo dobbiamo superare ogni tendenza regressiva che porti verso forme di riduzionismo unilaterale, di paura e di autoisolamento". L'approccio alla scienza sembra un po' diverso rispetto a quello proposto da W.Carroll a Rimini

·         Stupisce scoprire nel suo (?) sito pubblico su Amazon che mons.T.Trafny nel suo profilo dichiara interessi anche per il "Global Warming" e il "Climate Change", oltre alla prevedibile "Science and Religion".
La sua "wish list" sembra quasi infinita - probabilmente sono 107 libri da acquistare per l'ufficio - e copre gran parte della neurobiologia (neuroteologia, neuroetica e perfino neuroeconomia comprese); non manca un pizzico di astronomia (forse per discuterne con mons.Tanzella Nitti?) e qualche libro su conoscenza, coscienza e coscienza di sè, forse per capire meglio la strana definizione recentemente partorita ad un convegno sulla coscienza di sè negli animali; se ne parla, con una certa perplessità, qui e qui nel blog di PZMyers, uno zoologo che è pure un esperto proprio di Octopus, il genere messo a guardia dei limiti tassonomici inferiori degli animali che sarebbero dotati di coscienza di sè.
Non manca nella "wish list" un libro per capire i creazionisti del Kolbe Center o quelli turchi, uno per capire gli evoluzionisti e gli anatomo-comparati e uno per capire le scoperte dei primatologi.
Sembra troppo limitato l'interesse di T.Trafny per la teoria dell'evoluzione, anche se è evidente che alcuni testi di biologia della "wish list", ad esempio "Life", faranno certo riferimento al mistero che la chiesa cattolica deve ancora svelare dal 2004 (quando proprio il card.Ratzinger dichiarò in un documento ufficiale che l'origine comune di tutti gli esseri viventi era un fatto ormai accertato e quindi accettabile anche  per la chiesa, ma che non intendeva però accettare anche la teoria dell'evoluzione che da decine di anni lo spiegava modo migliore.. almeno secondo i premi Nobel interpellati).
Il giorno che lo facesse chiuderebbe la bocca a chi approfitta continuamente proprio di questa sua dimenticanza, accettabile forse per la teologia, dove rimangono da spiegare razionalmente ancora tante cose più semplici, ma non per la scienza, che una spiegazione la sta perfezionando da 150 anni, sempre più complessa, completa e soddisfacente.

Insistere oggi con gli anelli mancanti, con la negazione della macroevoluzione già chiaramente accettata nel 2004, e tanti altri cavilli (ci vuole del coraggio per consigliare un'ipotesi alternativa chiaramente creazionista e pro-generazione spontanea!) significa contestare non solo l'evoluzione come processo unico, ma soprattutto l'origine comune dei viventi, due fatti oggi confermati proprio grazie a scoperte frutto della  dell'impegno anche di gente curiosa e intelligente come Spallanzani e Mendel (le cui scoperte - che i creazionisti e i neocreazionisti non accettano fino in fondo - sono poi state confermate e certificate dagli zoologi e dai genetisti successivi, contribuendo a sostenere l'attuale teoria dell'evoluzione).
Continuare a negare valore a Spallanzani e Mendel, le cui scoperte confermano appunto l'origine comune degli esseri viventi, di tutti gli esseri viventi, un dato che si accetta ma che non si vuole spiegare passo per passo; sembra davvero creare problemi alla teologia (che si troverebbe in imbarazzo nel gestire una visione del mondo reale incoerente) più che alla biologia, che, anche grazie a loro, crede di aver trovata una spiegazione coerente con la realtà.
Non avrebbero dovuto occuparsi ANCHE di scienza, forse.

 

27/8/12-12-IT

·         La storia quasi incredibile dell'insetto stecco dell'isola di Lord Howe, il Dryococelis australis, - che, a differenza dei dinosauri, viene salvato in extremis dall'estinzione - viene proposta anche dal blog dell'evoluzionista Jerry Coyne ("A big insect saved from extinction"). Becky Crew, sempre dello Scientific American, aggiunge altre notizie ("Lord Howe Island stick insects are going home"); questa specie rinasce, anche grazie all'uomo, dopo essersi ridotta a soli 24 esemplari.

·         L'evoluzionista Jerry Coyne si occupa, sempre nel suo blog ("Catholics proclaim complete harmony between science and their faith, trot out Aquinas again") del dibattito del 22/8 al Meeting di Rimini fra W.Carroll e I.Tattersall, probabilmente sulla base dell'articolo della CNA. Al lungo post segue un ampio dibattito ...

 

27/8/12--USA

·         Il National Geographic conferma oggi che l'evoluzione si prende un po' troppo gioco di chi crede che ci sia evoluzione solo quando compare un nuovo carattere. In alcuni casi viene il dubbio che sarebbe importante anche poter decidere, Darwin o non Darwin, DOVE il nuovo carattere debba comparire, in modo da poter considerare anche l'aspetto estetico: "New Genitalia-Headed Fish Is Evolutionary Mystery". Per fortuna non è una delle poche specie che si riconoscono allo specchio.

·         Ha avuto un grande successo (1.800.000 persone l'hanno visto) un video su YouTube ("Creationism Is Not Appropriate For Children") in cui un "predicatore scientifico nel web", Bill Nye ("The science guy") ha provato un nuovo argomento (ne parla anche la CNN) per cercare di abbassare la percentuale di creazionisti americani "della terra giovane", integralisti per motivi religiosi o tradizionalisti per ignoranza, che credono che la specie umana e le sltre specie viventi siano state create meno di 10.000 anni fa da una qualche divinità (ci sono decine di diverse religioni in USA); la loro percentuale è stabilmente sul 46% circa da almeno trent'anni.
Bill Nye è sconcertato da percentuali così elevate e sospetta che abbiano dei seri problemi a capire il mondo: "The idea of deep time, of this billions of years, explains so much of the world around us. If you try to ignore that, your world view just becomes crazy, just untenable, itself inconsistent". Nye si stupisce che questo problema colpisca proprio gli abitanti del paese tecnologicamente più avanzato del mondo, e giustamente si preoccupa del futuro del suo paese,che rischia di perdere il ruolo (e i benefici) a cui in fondo gli americani erano abituati ... 
Si rivolge quindi a costoro, a questo quasi 50% di americani, e li supplica: "if you want to deny evolution and live in your world, in your world that's completely inconsistent with everything we observe in the universe, that's fine, but don't make your kids do it because we need them. We need scientifically literate voters and taxpayers for the future. We need people that can—we need engineers that can build stuff, solve problems".

·         Proprio in questi giorni circolano anche altre strane percentuali elevate che distinguono notevolmente gli statunitensi di sesso maschile dagli europei. Proprio oggi (come avverte un post sul blog di K.Harmon sullo Scientific American: "Pediatricians Group Praises Benefits of Circumcision for Male Infants") sulla rivista dei pediatri USA la Task force on circumcision (istituita nel 2007) ha pubblicato una preoccupata raccomandazione rivolta ai genitori di figli maschi ("Circumcision Policy Statement").
I risultati delle ricerche pubblicate in questi ultimi 15 anni in USA non sono così sconcertanti come quelli usciti da ricerche svolte in paesi (Kenia, Uganda e SudAfrica) in cui l'HIV è endemico, la mortalità è elevata e le percentuali di persone infette raggiungono anche il 30%. I pediatri USA comunque invitano a considerare la possibilità di prevederla per i figli maschi, magari invertendo la tendenza a ridurre oggi gli interventi (si è passati dal 62% nel 1999 al 57% nel 2008, forse anche per il costo elevato, 600$, se in assenza di un health plan che la preveda).
Nei paesi africani comunque la situazione è drammatica, e la possibilità di ridurre addirittura del 50% (questi sono i dati rilevati dalle ricerche effettuate: "Is male circumcision a humanitarian act?") i nuovi casi di HIV ha spinto da tempo l'OMS a raccomandare l'intervento come insostituibile strategia preventiva per salvare milioni di vite umane in queste zone del mondo.     

 

26/8/12-USA

·         Nel blog di J.Hawks si riferisce di un articolo del New York Times (""Genes Now Tell Doctors Secrets They Can’t Utter") che solleva alcuni seri problemi etici che possono sorgere improvvisamente oggi che alcuni ricercatori riescono a monitorare su singoli individui o gruppi familiari l'avanzare sul terreno, all'interno dei genomi dei singoli individui, del processo evolutivo. Per ora sono casi rari, anche se drammatici in quanto sorgono dalla scoperta o meno dell'esistenza di geni che predispongono a gravi malattie genetiche che potrebbbero essere eventualmente evitate. Solo che i ricercatori, che possono venire a conoscere a volte informazioni genetiche che i pazienti (o loro parenti) non conoscono, sono in alcuni casi vincolati dagli stessi pazienti o loro parenti, al segreto. Che fare? Questi problemi diventeranno in futuro sempre più numerosi, in seguito al continuo ridursi del costo delle indagini genetiche, e all'aumento della loro importanza. 

 

25/8/12-USA

·         Sempre su uno dei blog di Scientific American si solleva un dubbio ("When should medicine talk about race?") sul motivo per cui, mentre biologi ed antropologi sollevano da tempo dubbi non solo sulla possibilità di definire l'afferenza di un particolare individuo ad un certo gruppo etnico, ma anche la reale utilità - per l'individuo stesso o per il ricercatore? - di tale attribuzione, in medicina invece, soprattutto negli USA, "race is everywhere".
Nel post si ricorda come spesso le statistiche sanitarie prevedono questa distinzione per gruppo etnico, nonostante si sappiia bene che non ci sono più i meccanismi che un tempo "garantivano" bassi livelli di rimescolamento. Ora questi meccanismi non esistono o non funzionano più tanto bene, per cui - in assenza di criteri validi - il rischio di misclassificazione cresce continuamente, e non sembra che sia una soluzione valida l'autovalutazione del gruppo etnico.    
In effetti può capitare anche da noi, se si riesce ad allungare gli occhi sul monitor di un'apparecchiatura usata per un esame diagnostico, di leggere che il software richiede "race" fra le caratteristiche che si ritengono utili per caratterizzare un certo paziente. [E' capitato recentemente anche a me in una struttura sanitaria milanese, con una macchina per la spirometria].

 

25/8/12-AU

·         Nei giorni scorsi è comparso nel blog di Scientific American (un sito web davvero consigliabile a  chi capisse l'inglese e volesse aggiornarsi sulle novità scientifiche, di solito presentate nel modo semplice ma corretto) una storia ("Hatching of The Lord Howe Island stick insect") difficile da presentare in poche righe: cos'è successo dopo il 2001, l'anno della la scoperta in un'isoletta inaccessibile, la Ball's Pyramid, a 600 km dall'Australia in direzione della Nuova Zelanda, di una specie di insetto stecco di notevoli dimensioni (12 cm e 25 gr di peso) che si pensava estinto da più di 80 anni.
Si tratta dell'insetto stecco dell'isola di Lord Howe, l'isola principale dell'arcipelago, a 20 chilometri dalla precedente, da cui erano scomparsi nel 1920/30 come conseguenza dell'introduzione dei topi e poi dei ratti da parte dell'uomo; i nuovi esemplari sono stati trovati inaspettatamente nel 2001 su uno scoglio distante ben 20 km dall'isola di Lord Howe, il cui accesso venne proibito all'uomo dal 1982,
Gli altri particolari (l'allevamento allo zoo di Melbourne dei 4 esemplari portati via nel 2003 dalla Ball's Pyramid, per ottenerne oggi circa 9000 esemplari, lo scoglio isolato ridotto oggi ad una piramide di roccia basaltica, il progetto di reintroduzione dell'insetto - ma solo quando i ratti saranno stati eliminati - , la visita allo zoo di Melbourne da parte di R.Attenborough il 17 agosto scorso) si possono trovare facilmente in rete, ottenendo una conoscenza più completa della situazione.
A questo si aggiunge anche l'entusiasmante e impressionante video dell'uscita dal bozzolo di un individuo adulto, archiviato sul sito di VIMEO. Sembra incredibile come questo insetto riesca a "scompattarsi" uscendo da un contenitore di quelle dimensioni!

 

24/8/12-IT

·         Troviamo I.Tattersall, ma soprattutto W.Carroll, in un articolo della Catholic News Agency "Scientists: no contradiction between evolutionary biology and belief in God". Il titolo è probabilmente tratto da una dichiarazione di Tattersall ("Science is a different way of knowing than spiritual faith, both answer to a need that humans have ‘to know,’ but they are answering different parts of the question”), che riprende l'ottimista ma spesso irreale concetto di NOMA (Not overlapping magisteria) proposto anni fa da S.J.Gould. Già in quest'articolo però si capisce che comunque nessuno riesce ad accettare facilmente che gli altri invadano il proprio campo; sembra comunque che la fede venga usata per sostenere certezze che in realtà si pretende siano addirittura considerate verità indiscutibili.
Immagino, ma soprattutto spero, che per Ian Tattersall sarà stata poi una sorpresa scoprire che alcune dichiarazioni di W.Carroll non solo intendono fornire risposte definitive e non contestabili proprio alle domande sui problemi scientifici che lui studia da una vita, ma che si trova davanti qualcuno che non ha dubbi che "tutto quello che esiste è causato da Dio", negando alla radice qualsiasi possibilità di accettare il concetto di NOMA; sconcerta la certezza di non ritenere utile nemmeno informarsi di quel tanto che oggi si conosce su come abbiano avuto origine le 10/20 specie di ominini che hanno preceduto il sapiens attuale e in qualche modo ci collegano agli antenati scimmieschi che non c'è dubbio abbiamo in comune con le attuali scimmie antropomorfe.
Carroll non ha alcun rispetto verso le competenze; è infatti sicuro che "nessuna scoperta biologica può negare che gli esseri umani siano stati creati", smentendo anche quelli che non scommettono ormai più sugli aspetti biologico/naturalistici dell'evoluzione umana nella speranza di poter salvare almeno la creazione dell'anima. Da notare l'ingenuità e l'ignoranza con cui W.Carroll affronta un problema che ha oggi una dimensione scientifica ben nota; sconcerta che non ci informi a quale delle tante specie del genere Homo faccia riferimento quando è così certo (a meno che non si riferisca solo all'anima) che si tratti di un atto di creazione (=generazione spontanea?)
Anche Carroll sembra addirittura quasi un seguace di De Mattei, lo storico secondo cui Adamo ed Eva erano personaggi storici. In attesa del video e della trascrizione di una conferenza che tratta argomenti su cui in Vaticano si sono tenuti 3 anni fa ben 2 convegni, possiamo solo sperare che la giornalista abbia semplificato concetti che non conosceva.
A questo proposito è interessante ricordare un'intervista fatta su NCR nel 2006 (il 17 agosto) dal giornalista John Allen a un biologo molecolare austriaco, Peter Schuster, invitato a Castelgandolfo dal papa nei giorni 1/3 settembre a parlare di evoluzione nella Schülerkreis organizzata dal papa per prepararsi al bicentenario di Darwin.
Lui era invitato come scienziato esperto (era presidente dell'Accademia delle scienze austriaca) e nell'intervista premette che "
I was a Catholic, but I no longer consider myself one. I suppose I am agnostic. Let’s put it his way -- I have difficulties with the idea of a personal God. I don’t have trouble with God as creator of the world as a whole. Biology by no means disproves the idea of a Creator. But the point is that we don’t need a Creator to explain what we see. One hundred years ago, it was the common belief of Christians that God directly created every new species that exists. Darwin showed how natural development can lead to new species. Today we understand this much better, and there’s no evidence that can’t be explained within this general framework". Sembra che il papa, che sappiamo dall'intervista che pretese che l'esperto di evoluzione ovviamente non fosse un creazionista, mostri qualche interesse a circondarsi di persone qualificate e desiderose di capire e risolvere i misteri della scienza.
Curiosamente è ancora consultabile in rete il materiale didattico che Peter Schuster usò nel 2005 per spiegare ad un sicuro antidarwinista e antievoluzionista come il card.Schönborn la biologia del 21' secolo. Molto probabilmente è uno slideshow simile a quello presentato l'anno dopo a Castelgandolfo.
Da notare come P.Schuster ricostruisca la nascita della biologia del 20° secolo ponendo alla sua base le scoperte fatte da Darwin, Mendel e Woeler nell'800, e come ritenga che a quella del 21° secolo abbiano contributo le scoperte di Mayr, Dobzhansky, Watson, Crick, Jacob, Monod, Perutz, Eigen, Brenner e Kendrew.
Lo schema che presenta nella slide 14 chiarisce come la scienza si fondi su scoperte che avvengono grazie a un progetto collettivo di sviluppo integrato delle conoscenze che si ottengono grazie al metodo scientifico, che è affiancato e controllato da meccanismi di controllo che cercano di garantire la coerenza delle dichiarazioni e la loro accuratezza e serietà. Il meccanismo delle peer-review dovrebbe garantire che uno non possa sostenere ogni volta ipotesi diverse senza fornire le relative prove. 
Nelle slide successive si capisce come Schuster abbia spiegato al card. Schönborn, e forse poi anche al papa, il ruolo del caso in biologia, gli esperimenti di Lenski e di Arber, gli equilibri punteggiati, i diversi tentativi indipendenti di produrre un organo utilizzabile per la vista, e la complessità dei sistemi di reazioni biochimiche che avvengono a milioni e continuamente in ogni essere vivente.    
Stupisce comunque che non sia stato invitato al Meeting il nuovo presidente della PAS; Werner Arber. Visto che conosce meglio l'ambiente, frequentandolo ormai da 30 anni, certo avrebbe potuto rispondere con meno imbarazzo di I.Tattersall alle certezze e alle provocazioni di W.Carroll, che non sembra disposto ad apprezzare le competenze filosofiche e teologiche degli scienziati. Generalizzando le posizioni di un paio di scienziati, cerca di annullare anche le serie preoccupazioni che GP2 aveva cercato di sollevare nella lettera a P.G.Coyne del 1988 (il 20° anniversario è passato inutilmente e ormai si sta avvicinando il 25°). 

·         Sul dibattito di Rimini intanto è uscito anche un articolo ("Il balzo del simbolo che libera l'uomo") sul sito web del Meeting di Rimini di CL che riporta alcuni momenti della conferenza. Nella conclusione ci si concentra sull'autocoscienza e la sua importanza per la nostra specie; in questi giorni si sa che ha destato un certo scalpore un documento uscito il 22/8 da un convegno di neuroscienziati, in cui si attribuirebbe l'autocoscienza a numerosissime specie animali. Se n'era discusso anche in maggio, in riferimento ad alcuni neuroni ("spindle neurons") trovati nei primati.

 

23/8/12-USA

·         Come scrive oggi nel suo blog Dienekes Pontikos ("Or, maybe they speciated 3.7-6.6Ma ago?"): "this has certainly been an eventful August in human origins research"; continua anche in questi giorni la publicazione di nuove scoperte che coinvolgono e ridefiniscono anche i tempi dell'evoluzione e dei diversi eventi di speciazione nel corso dell'evoluzione umana. Migliaia di ricercatori forniscono i risultati del loro lavoro, ed è quasi difficile scegliere - e verificare - le notizie più interessanti e importanti, almeno per citarle e fornire gli stumenti per informarsi direttamente alle fonti originali e qualificate, le uniche consigliate in un mondo in cui ormai tutti possono farsi vedere su internet senza che qualcuno controlli preventivamente se quello che scrivono è giustificato da ricerche effettuate correttamente o sono semplici "rivelazioni private" confermate solo da se stesso.
Molte di queste scoperte non fanno che confermare come diversi ricercatori, con diversi strumenti e per diverse strade, di solito giungono a risultati simili, che però in questi giorni costringono a modificare alcune date importanti, come quella dell'origine dell'Homo sapiens o dell'inizio della linea evolutiva degli ominini, citata nel titolo del post.
Uno dei lavori che cerca di modificare il tempo di divergenza dalle antropomorfe modificherebbe il tasso di mutazione casuale fra una generazione e l'altra, aumentando il tasso nel caso i padri abbiano un'età avanzata. Il lavoro su Nature, di Kong et al. ("
Rate of de novo mutations and the importance of father’s age to disease risk"2012), suggerisce che i padri a 40 anni trasmettano ai propri figli molte più mutazioni "de novo" (due in pi+ù ogni anno d'età in più rispetto a quando avevano solo 20 anni. Il commento di Dienekes, ma anche quello su Nature di E.Callaway ("Fathers bequeath more mutations as they age") e di Kondrashov ("Genetics: The rate of human mutation") sottolineano alcune possibili conseguenze di questi risultati, ottenuti grazie alla banca dati genetica islandese, unica nel suo genere, contenente intere sequenze del DNA di famiglie con individui di diverse generazioni. Curioso il fatto - osservato da E.Callaway, che il lavoro di Kong permetta finalmente di spiegare razionalmente, dopo 80 anni, un'osservazione che fece il grande genetista J. B. S. Haldane nel 1930: secondo lui i padri trasmettevano ai figli più mutazioni puntiformi rispetto alle madri. Sempre Callaway fa comunque notare come "The study does not prove that older fathers are more likely than younger ones to pass on disease-associated or other deleterious genes".
Questo toglie forza e giustificazione ad una preoccupante osservazione di Kondrashov ("If the paternal-age effect on the de novo mutation rate does lead to substantially impaired health in the children of older fathers, then collecting the sperm of young adult men and cold-storing it for later use
4 could be a wise individual decision. It might also be valuable for public health, as such action could, according to Kong and colleagues' findings, substantially reduce the rate of deterioration of the gene pool in human populations under relaxed selection").
Questo lavoro rischia anche di influenzare i risultati di un altro recente lavoro di Langerbraver che in luglio, con un articolo su PNAS scritto da genetisti molecolari e primatologi che hanno fornito nuovi dati sulla riproduzione dell scimmie antropomorfe in natura ("Generation times in wild chimpanzees and gorillas suggest earlier divergence times in great ape and human evolution") anticipava a 7/8 millioni di anni il momento della divergenza fra la linea evolutiva degli ominini e quella delle antropomorfe. 

 

22/8/12-USA

·         Nel blog di John Hawks, in vista della ripresa dei corsi universitari, si suggeriscono ("Human evolution links for teachers") alcuni siti web ("Human Evolution Education Resources" ) non troppo recenti ma utili a chi insegna antropologia ed evoluzione.  J.Hawks ricorda anche che la PBS ha una pagina con links a NOVA online videos pertinent to human evolution.
Non per i docenti di antropologia ma per i loro studenti sono anche - in un altro sito web - le notizie sulle possibilità di lavoro offerte da competenze nei diversi campi della scienza. Ci sono le 10 lauree migliori e le 10 peggiori. si fa ovviamente riferimento al contesto USA, ma non è detto che in Italia per gli antropologi le prospettive siano probabilmente migliori.

 

22/8/12-UK

·         Nature pubblica oggi un appello ("Conservation policy: Listen to the voices of experience") che arriva da alcuni  esperti (Esther Turnhout,  Bob Bloomfield,  Mike Hulme, Johannes Vogel & Brian Wynne) dell'Intergovernmental Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES), insediatisi in aprile a Panama.
Questi esperti si augurano che l'IPBES acquisti l'autorità scientifica e l'influenza politica che ha acquisito in questi anni l'IPCC, anche se auspicano che visiano meno contestazioni e controversie. Sottolineano quanto il controllo dei cambiamenti climatici (spesso quantificabili con dati oggettivi ed esterni) sia ben diverso del controllo della biodiversità, che richiede una capacità di conoscenza e controllo dell complesse interazioni fra la biodiversità e buona parte dei 7 miliardi di abitanti sulla terra. 
Chiedono quindi una particolare cura e criteri diversi nella composizione degli esperti dell'IPBES, da non scegliere con i criteri della ricerca scientifica peer.reviewed ma considerando anche la capacità di muoversi in ambito politico ed economico, per poter agire efficacemente e rapidamente ad esempio su pratiche agricole od economiche che minacciano la biodiversità.
Queste sono i suggerimenti degli esperti per una gestione dell'IPBES:

Rules of engagement for the IPBES

1. Operate not as a centralized global organization, but as global coordinator of a distributed network that can be sensitive to local knowledge, needs and conditions.

2. Address all mandated functions simultaneously and in a balanced way so that non-elite actors are not placed in an end-of-pipe position.

3. Facilitate broad discussion of the terms and methodologies used to define, understand, assess and conserve biodiversity; and be explicit about contested assumptions.

4. Ensure diverse representation in activities and decisions. Expert panel should include natural scientists, social scientists, humanities researchers, biodiversity practitioners and indigenous-knowledge networks, with accreditation criteria and selection processes made public.

5. Experiment with ways to validate and maintain quality control, such as sensible narratives and citizen panels.

6. Embrace dissenting views and perspectives to build trust among represented parties — for example, through minority reporting instead of pursuing consensus.

7. Work with trusted civic organizations and networks at the interface of science, citizens, business and culture.

8. Have rolling and overlapping timetables for different products, rather than delivering a single ‘big-bang report’ every six years.

9. Reflect regularly to identify areas for improvement.

 

22/8/12-IT

·         Un gruppo di ricercatori in gran parte italiani ha pubblicato oggi su PLOS i risultati di una ricerca che dimostra, sulla base sia delle caratteristiche anatomiche delle ossa dello scheletro postcraniale che dell'orientamento striature rilevate sugli incisivi la preferenza manuale del  neandertaliano trovato a Regourdou: Virginie Volpato, Roberto Macchiarelli, Debbie Guatelli-Steinberg, Ivana Fiore, Luca Bondioli, David W. Frayer: Hand to Mouth in a Neandertal: Right-Handedness in Regourdou 1

·         Oggi si è parlato di Darwin e di evoluzione umana al Meeting di CL a Rimini (se ne parla sul sito dell'AGENSIR: Dio e Darwin), con gli interventi di William Carroll e del paleoantropologo Ian Tattersall, del Museo di Scienze Naturali di New York; Tattersall fu uno dei curatori anche della mostra "Darwin 2009", che, sul modello di quella di New York nel 2008, è stata realizzata nel 2009 in Italia, prima a Milano e poi in altre sedi.
L'incontro era su “Evoluzione biologica e natura dell’essere umano”. Secondo l'articolo sembra che W.Carroll sostenga che la scienza sia da criticare in quanto ha dimostrato che per spiegare l'evoluzione biologica non sia necessario fare ricorso ad un Dio creatore.
Nell'articolo non è ben chiaro il motivo per cui il primo sottotitolo faccia riferimento a "Due causalità senza conflitto", cercando di connetterlo inizialmente ad una citazione di W.Carroll ("L’incompatibilità tra creazione ed evoluzione è solo apparente”, che possiamo sperare fosse stata ben motivata o che l'oratore abbia spiegato quali ne fossero le conseguenze) e ad un "naturalismo totalizzante che ritiene la scienza sufficiente a spiegare tutto ciò che deve essere spiegato”. A cominciare da Galilei e ricordando che qualcuno sostiene che la chiesa cattolica abbia avuto un ruolo importante nell'origine della scienza,
Potrebbe inizialmente sembrare anche solo un semplice errore di stampa (causalità/casualità), in quanto proprio un religioso, Gregorio Mendel, più di un secolo fa dimostrò il ruolo fondamentale del caso nella riproduzione e quindi in biologia, e quindi nell'evoluzione e nella teoria che la spiega.
In realtà si scopre poi invece che W.Carroll alluderebbe a una frase di S.Agostino citata successivamente, che fa riferimento a due causalità, nessuna delle quali però coinvolgerebbe la biologia.
Se W.Carroll sostiene, e non si capisce se e come l'abbia provato, che "nessuna scoperta biologica può negare che gli esseri umani siano stati creati", dovrebbe almeno chiarire se davvero intende usare Dio come tappabuchi, in quanto già otto anni fa, nel 2004, il Vaticano accettò tranquillamente l'origine comune di tutti gli esseri viventi (negando la generazione spontantea e collegando quindi l'uomo ai precedenti ominini, a loro volta direttamente connessi ai precedenti antenati primati, come spiega bene R.Dawkins nel suo bel libro "Il racconto dell'antenato. La grande storia dell'evoluzione
"): " Since it has been demonstrated that all living organisms on earth are genetically related, it is virtually certain that all living organisms have descended from this first organism. Converging evidence from many studies in the physical and biological sciences furnishes mounting support for some theory of evolution to account for the development and diversification of life on earth".
Strano che non ci si renda conto che esistono scoperte, le prime furono quelle di G.Mendel, che confermano come il caso gestisca le modalità di trasmissione dei caratteri geneticamente determinati, a cominciare dal sesso, fatto ben noto anche alla giornalista, che dimostra di conoscere la percentuale di femmine nella popolazione e quindi di aver compreso il meccanismo casuale che lo determina, non ancora noto a tutti.
Forse, proprio per questo, chi vorrebbe trovare nella biologia e nel processo evolutivo una "causalità", di cui proprio Mendel nel suo orto a km 0 non aveva trovato tracce, spesso sottovaluta il suo nome e l'importanza della sua scoperta del dimostrare il ruolo centrale del caso e quindi dell'incompatibilità fra la biologia e ogni teologia che non accettasse questa scoperta che, fra l'altro, chiarì immediatamente alcuni punti debolissimi della teoria di Darwin, prima indifendibili, come anche lui ben sapeva.                                                                                                                                                                                                               

 

22/8/12-WORLD

·         Oggi, 22 agosto, è una ricorrenza che è facile dimenticare. Si tratta infatti dell'Earth Overshooting Day. La si dimentica in quanto purtroppo cambia ogni anno e ogni volta arriva sempre prima del previsto. Molto prima. L'anno scorso infatti era quasi un mese dopo (il 27 settembre!), nel 2002 era il 3 ottobre e nel 1992 era il 21 ottobre. A livello globale la data si calcola sulla base del rapprto fra "l’ammontare di risorse naturali che la Terra è in grado di generare ogni anno e la quantità di risorse e di servizi che richiede l’umanità".
E' evidente un'anticipazione sempre più accelerata negli ultimi anni, come si vede anche nel grafico che indica quanti pianeti sarebbero necessari per produrre le risorse che ogni paese consuma annualmente. Il concetto di Impronta ecologica, proposto e sostenuto dal Global Footprint Network, ha oggi un notevole successo in quanto anche un bambino capisce il concetto di carenza o debito (ma anche il dubbio del furto si affaccia alla mente) che consegue al consumo di una maggior quantità di risorse rispetto a quelle disponibili.
Un po' in tutto il mondo sono quindi sorte negli ultimi anni iniziative per monitorare i consumi a livello di famignia, città, regione e nazione, ottenendo facilmente dati quantitativi e relazioni utili per programmare la gestione futura delle risorse disponibili senza doverle rubare altrove e ad altri.
Davvero interessante come esista un progetto di valutazione dell'impronta ecologica nell'area mediterranea (
Mediterranean Ecological Footprint Trends), a cui l'Italia però aveva deciso di non partecipare. Una prima bozza dei risultati dell'indagine è stata pubblicata a giugno ("Are Mediterranean countries at risk?") mentre i risultati definitivi verranno presentatati ai primi di ottobre in un workshop a Venezia.
Interessante invece verificare come in Italia sia partito un grosso progetto che sostiene l'idea dell'Impronta Ecologica e abbia lanciato e realizzato numerosi progetti di valutazione del consumo di risorse in alcune aree del paese. Il progetto è gestito da un'organizzazione di area cattoolica, Greenaccord, a cui aderiscono decine di soci fra cui molti vescovi e cardinali, ma anche rappresentanti dello stato (Schifani, Marini, Prestigiacomo, Chiti, Pecorar Scanio) degli enti locali; non mancano esperti qualificati, anche di livello mondiale (Pachauri, Maathai, Severino, Lester Brown, Latouche).
Nel sito web sono presenti informazioni sui loro interessi, ma anche sulle iniziative, che hanno realizzato soprattutto coinvolgendo alcune parrocchie e con la collaborazione del WWF.
È stato avviato nel febbraio 2011 il progettoImpronta Ecologica -  Progetto di sensibilizzazione finalizzato all’adozione di stili di vita sostenibili”. Il progetto prevede il coinvolgimento di 300 famiglie della diocesi di Napoli e di alcune della Lombardia (Milano, Bergamo e Brescia), che registreranno i loro consumi per il calcolo dell’impronta ecologica familiare, e riceveranno dei suggerimenti pratici da mettere in pratica per ridurre il proprio impatto sul pianeta risparmiando risorse e denaro. Alla fine del percorso, attraverso un secondo calcolo dell’impronta ecologica, sarà possibile verificare i miglioramenti ottenuti. Nel sito sono disponibili i risultati di alcune delle indagini effettuate a Napoli, Milano e Brescia.

 

21/8/12-USA

·         Su PLOS oggi è uscito un articolo di notevole interesse per capire il funzionamento, la riutilizzazione e il rimodellamento dei "moduli genetici" nel corso dei processi evolutivi: "Evolutionarily Repurposed Networks Reveal the Well-Known Antifungal Drug Thiabendazole to Be a Novel Vascular Disrupting Agent". E' un articolo che assolutamente non può lasciare indifferenti, anche se magari qualcuno potrebbe fare sempre domande sui milioni di anelli mancanti su cui l'articolo non ha informazioni.
Per dirla in breve (chi fosse interessato non può che leggere l'articolo e i commenti che certo susciterà): si è scoperto che le cellule del lievito e i vasi sanguigni dei vertebrati hanno in comune il fatto che utilizzano nei loro processi biochimici delle proteine simili ma per scopi diversi: mentre nel  lievito controllano la manutemzione delle pareti cellulari, nei vertebrati regolano l'angiogenesi.
Le conseguenze comunque non finirebbero qui: la scoperta di meccanismi basati su sistemi di proteine simili in organismi del tutto diversi ma filogeneticamente connessi apre la strada alla scoperta di nuovi farmaci; seguire proprio la somiglianza dei processi biochimici coinvolti permette infatti di cercare per esempio inibitori che agiscono sui processi che avvengono sia nel lievito che nei vasi dei vertebrati.
L'articolo riporta la notizia della proposta di una nuova molecola che potrebbe essere utlilizzato come inibitore dell'angiogenesi. Sembra incredibile, ma i processi biochimici del lievito possono rendersi utili per trovare nuovi farmaci utilki per inibire l'angiogenesi.
Per una descrizione degli aspetti utili e interessanti di questa riucerca possiamo leggere l'articolo scritto dal giornalista Carl Zimmer per il New York Times: "Gene Tests in Yeast Aid Work on Cancer"

 

21/8/12-IT

·         Esce oggi su Repubblica, tradotto in italiano, un articolo ("“Clima, gli scettici hanno torto”, di Richard A. Muller"), che avevo già citato il 28/7, di un climatologo, responsabile del progetto Berkeley Earth Surface Temperature che si è pentito del suo scetticismo sul riscaldamento globale dopo aver guardato meglio i dati. Non è l'unico ad aver cambiato opinione e a spiegarne il motivo. E' successo tempo fa anche ad un politico, ex-presidente della commissione ambiente del senato USA. Anche lui dopo aver riguardato i dati l'aveva ammesso, durante un dibattito televisivo ("Inhofe’s Stunning Admission To Maddow on Global Warming") con una giornalista ben preparata sull'argomento. Ha candidamente ammesso il motivo per cui i conservatori USA non credono nella climatologia: “I was actually on your side of this issue when I was chairing that committee and I first heard about this. I thought it must be true until I found out what it cost.”

 

20/8/12-USA

·         Carina la vignetta.

·         Sembra un periodo certamente ricco di novità su temi che ripetutamente rivitalizzano l'interesse e la curiosità per le meraviglie prodotte dal processo evolutivo e chiarite dalla curiosa genialità dei ricercatori; sconcerta scoprire che per alcuni di quelli del secolo scorso (e non si parla di qualcuno della famiglia Darwin ...), qualcuno ormai suggerisce che potrebbero anche essere messi in pensione e addirittura tolti dai libri di testo, dove sarebbe meglio aggiungere informazioni oggi indispensabili.
Sembra che l'esplosione delle conoscenze ci costringe a notare che lo spazio sui libri di biologia stia diventando insufficiente; oggi si sta ponendo il problema di non occupare pagine che potrebbero essere più utilmente dedicate a ricercatori e scoperte più recenti, riguardanti temi più caldi e coinvolgenti.
Oggi l'enorme dimensione numerica degli esseri umani costituisce essa stessa un rischio notevole per la stessa sopravivenza della nostra specie, come ha dimostrato anche Carl Zimmer il 16/8; molti dei problemi connessi alla gestione consapevole di quest'emergenza richiedono una maggiore conoscenza diffusa che permetta di gestire meglio e democraticamente anche i rischi connessi, non gestibili con strategie tradizionali.

·         Alcuni di questi temi appassionanti escono oggi dalle pagine web del sito di Scientific American: l'idea di eliminare dai libri di testo un grande naturalista del secolo scorso, che dimostrò con una sua scoperta il ruolo centrale ma anche spesso drammatico del caso nell'evoluzione biologica (basta pensare al diverso destino che attende individui che casualmente - è noto - hanno la fortuna di nascono maschi invece che femmine in molte culture umane anche attuali) viene proprio da una ricercatrice genetista, Ricki Lewis, che scrive libri di genetica umana di successo; per esperienza diretta si preoccupa seriamente che alcune delle novità non sempre riescono a trovare spazio nel libro di cui ha già pubblicato 10 edizioni annuali, "Human genetics, concepts and applications".
Due sono i temi cui dedica l'articolo ("Hidden Meanings in Our Genomes–-and What to Do with Mendel") che pubblica su Scientific American; il primo riguarda la premessa: l'esplosione delle scoperte fatte negli ultimi 40 anni, illustrate elencando con grande efficacia i principali articoli pubblicate da una rivista di genetica umana (American Journal of Human Genetics) nei mesi di  agosto degli anni 1982, 1992, 2002 e 2012, con un'impressionante crescita esponenziale di conoscenze sulla struttura e la funzione delle incredibili molecole alla base della vita. Conseguenza di questa crescita, che fra l'altro riguarda solo una parte della biologia. è la difficoltà di inserire nei libri di testo, ma anche nei nostri cervelli, informazioni che oggi sono sempre meno importanti anche se rimangono ovviamente fondamentale per capire i meccanismi riproduttivi casuali che gestiscono l'evoluzione biologica.
La sua proposta è quindi di dare per già note informazioni che ci dobbiamo illudere che siano già state precedentemente insegnate agli studenti che arrivano all'università.
Che ci siano molti nuovi argomenti che oggi è necessario conoscere Ricki Lewis lo mostra anche nel suo blog, in cui presenta molti casi personali delle infelici giovani"vittime", inconsapevoli ma inevitabili, dei meccanismi evolutivi, e mostra cosa si faccia per risolvere i problemi loro e di chi avrà in futuro la loro stessa rara malattia.
Il dibattito su Mendel e la sua utilità didattica è stato già sollevato recentemente con un articolo su PLOS biology ("‘Why do we have to learn this stuff?’-A New Genetics For 20th Century Students") su cui si è anche discusso parecchio, ritenendo che sia superato parlare di piselli e di caratteri monofattoriali quando ormai con meno di 1000 dollari si riesce a sequenziare un intero genoma umano per avere una possibile diagnosi precoce anche di future malattie.
Non c'è però dubbio che una conoscenza scarsa sugli esperimenti che 150 anni fa hanno dimostrato il ruolo della selezione naturale e del caso corre il rischio di non fornire una base conoscitiva sufficiente e necessaria per utilizzare anche le informazioni più aggiornate e complesse.

 

19/8/12-UK

·         Sono passati 50 anni e il Guardian vuole ricordarcelo, con un articolo sul volume che oggi appunto compie mezzo secolo e ha cambiato il modo di leggere la scienza: Thomas Samuel Kuhn: The Structure of Scientific Revolutions, E' disponibile per i kindle anche una edizione speciale per il 50'

 

18/8/12-IT

·         I giornalisti del Foglio hanno invitato Piattelli Palmarini a rispondere ad un articolo di A.Massarenti comparso domenica scorsa sul Sole 24 Ore in occasione di una ripubblicazione del suo volume "Gli errori di Darwin".
Il Foglio pubblica oggi le sue risposta ("Il totem darwinista"), continuando una polemica che lo stesso Foglio aveva sollecitato anche un paio di anni fa, nonostante l'interesse minimo che ha sempre manifestato all'argomento.
La polemica di MPP sembra rimanere vivace soprattutto con il giornalista del Sole 24 Ore, mentre con i biologi e filosofi che avevano criticato il libro, sia in Italia che negli USA, la discussione magari continua, ma più su altri piani piuttosto che su quello scientifico, l'unico dove sarebbe corretto che la discussione continuasse, tenendo conto che le conoscenze biologiche attuali sono ben diverse e maggiori rispetto a quelle di 150 anni fa ... ma non molto diffuse.
Almeno non dappertutto. come dimostrato dagli avvenimenti che recentemente hanno messo in luce le terribili incompetenze degli esperti ministeriali nominati dal ministro Gelmini per garantire che solo i migliori entrino nelle scuole a trasmettere il sapere attuale. Soprattutto in ambito biologico sembra davvero che purtroppo si lavori per limitare l'aggiornamento a chi si occupa della ricerca
Curiosamente fra i critici del libro non solo i neocreazionisti italiani, ma anche Piattelli Palmarini si dimentica sempre del "povero" A.Barzaghi, un biologo che ha criticato anche lui gli errori contenuti nel libro sul quotidiano cattolico on line Il Sussidiario: "Anche i laici attaccano Darwin: ma il fuoco amico sbaglia bersaglio…": la soluzione da lui proposta ricalca quanto da tempo sostenuto da chi si occupa seriamente del problema: "la via più proficua da battere sembra essere quella di un ampliamento della cornice evolutiva di riferimento offerta dalla Sintesi."  
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Rimane quindi drammatico il problema della diffusione delle conoscenze scientifiche, biologia compresa, in un ambito più vasto rispetto al mondo della ricerca; in Italia il problema è meno grave che negli USA, dove però non ci sono "esperti" ministeriali creazionisti che, forse non frequentando i nostri supermercati alimentari, non sanno che si possa anche variare la dieta, proprio grazie alla "speciazione".  
Preferisco comunque rimanere in trepida attesa: il 12/7/12 un articolo del Foglio annunciava che "in tema di evoluzionismo ci sono novità formidabili, che modificano il darwinismo ma confermano la grandezza di Darwin".
Non è certo una bella notizia per chi si illudeva di vivere in "tempi di rampante antidarwinismo creazionista". Lo è invece per Darwin, che potrà riposare in pace rimanendo sempre nella "cattedrale" degli anglicani.   

 

17/8/12-USA

·         In una grotta dell'Oregon è stata scoperta una nuova specie di ragno con caratteristiche originali; tanto originali da dover essere inserito in una nuova faniglia e in un nuovo genere, addirittura. Si tratta del Trogloraptor, un ragno dotato anche di artigli alle estremità degli arti. se ne parla in un blog di Scientific American ("Scientists Discover New Cave Spider Species… with Claws!"). 

·         Attenzione che Scientific American ospita numerosi blog, gestiti in modo autonomo rispetto alla rivista

·         Una strana polemica è stata sollevata dai senatori repubblicani in Kentucky. Si sono accorti solo ora degli effetti di una legge, da loro approvata tempo fa, che autorizza a valutare la preparazione scientifica degli studenti prima dell'università; prevede quindi anche domande sull'evoluzione biologica; è iinfatti  uno dei tanti temi scientifici che vengono affrontati oggi in qualsiasi scuola, anche del loro stato. Ne parla oggi un articolo sull'Huffington Post: "Kentucky Evolution Fight: GOP Lawmakers Upset State Exams Test Students On 'Made Up' Theory".
A questo proposito viene subito in mente un famoso processo (ACSI vs Stearn) suscitato dalla non ammissione all'Università della California di studenti che alle superiori non avevano studiato correttamente "biologia", avendo utilizzato libri creazionisti nelle scuole religiose protestanti che frequentavano. Un problema simile presentavano anche i numerosi home schooler per motivi religiosi.
Il processo si concluse il 12/10/10 con sentenza della Corte Suprema in favore delle scelte dell'università. Al successo contribuì anche la consulenza di un  famoso professore di biologia dell'Università della California, Francisco Ayala, un evoluzionista apprezzato in Vaticano, dove venne anche chiamato a gestire scientificamente uno dei recenti convegni sul centenario di Darwin («EVOLUZIONE BIOLOGICA. Fatti e Teorie»). Anche in questo covegno  non vennero accettati i creazionisti e i sostenitori dell'ID (“
Creationists, Intelligent Design Advocates Blast Vatican for Not Inviting Them to Evolution Conference”: "We think that it's not a scientific prospective, nor a theological or philosophical one," said the Rev. Marc Leclerc, the conference director); davanti allo stesso Ayala, venne espulso un creazionista islamico un po' invadente; lo stesso che venne poi incredibilmente invitato a Milano il 21/10/2010 dai creazionisti "della terra giovane" dell'AISO, evidentemente intellettualmente più elastici del Vaticano. 
Per organizzare quel convegno vaticano sulla teoria dell'evoluzione il card.Ravasi coinvolse anche un'università cattolica USA, quella di Notre Dame, che certamente conosceva ed era abituata a contrastare i creazionisti e i neocreazionisti sostenitori dell'Intelligent Design, come si capisce dall'articolo "Where’s the Intelligence in Intelligent Design?" di Don Howard, professore di filosofia dell'Univ. di Notre Dame.
Dalla stessa università cattolica uscì nel 2005 un documento molto critico ma molto chiarocontro il sostegno mostrato dal Card.Schonborn verso l'ID con un editoriale sul New York Times del 5/7/2005.
Un docente di biologia, Gary Belovsky,  lo contestò subito, scrivendo un mese dopo che "Darwinism and Catholicism should be compatible"; il motivo gli sembrava evidente e facile da capire: "If Cardinal Schönborn’s perspective became doctrine, no Catholic university could maintain a reputable biology or science program, because the vast majority of scientists acknowledge that overwhelming evidence supports Neo-Darwinian evolutionNotre Dame could no longer stand with Harvard, Stanford and other world-class institutions of learning. Micro-evolution has elucidated Neo-Darwinian mechanisms that include genetics, reproduction and ecology. Neo-Darwinism is what has been tested and never refuted; Cardinal Schönborn would have us deny what we can observe". 

 

16/8/12-UK

·         Nel blog di J.Coyne "Why evolution is true" si riporta la notizia "A gorilla never forgets" di un ricongiungimento familiare che riguarda tre gorilla fra loro fratelli, ceh vengono rimessi insieme nel Longleat Safari Park dopo 2 anni di separazione. Le immagini della ricongiunzione sono visibili in alcuni siti web, che mostrano i comportamenti conseguenti al riconoscimento e alla gioia che questo provoca. Se ne parla anche su The telegraph, The Sun e sulla BBC, dove c'è uno slideshow.

 

16/8/12-USA

·         Nel blog The Loom il giornalista scientifico Carl Zimmer insiste con virus e parassiti vari, aggiungendo nuove angosce al caldo torrido che in questi giorni ci rende già difficile ed agitato il sonno.
Questa volta ("West Nile Virus: The Stranger That Came To Stay") il suo interesse è per un virus che negli USA è comparso davvero recentemente, nel 1999, ma che oggi, diffuso dalle zanzare, sta angosciando i cittadini e le autorità sanitarie di Dallas: 200 abitanti sono stati recentemente infettati e ben 10 sono morti, per cui a Dallas è stato decretato lo stato di emergenza, come informa questo articolo pubblicato sul New York Times di oggi: "West Nile virus is wreaking havoc in Dallas". E' la prima volta dal 1966 che a Dallas è stata autorizzato un intervento aereo di disinfestazione contro le zanzare. A livello nazionale nel 2012 ci sono stati 690 casi, di cui una trentina letali,.
Secondo Carl Zimmer questo è quindi il momento buono per riproporre nel suo blog la storia della comparsa e della diffusione del West Nile Virus, da lui pubblicata come capitolo nel libro A Planet of Viruses (2011).
Anche per quanto riguarda l'Italia la situazione merita di essere monitorata, come fanno il governo, il ministero della salute, i centri trasfusionali, i veterinari e l'ISS. Qui gli ultimi aggiornamenti (luglio 2012) e le sospensioni delle donazioni di sangue per chi ha dormito recentemente  - o dormirà prossimamente - in alcuni paesi stranieri! Qui una mappa europea aggiornata per il 2012. Come si vede la situazione negli USA è veramente peggiore.

 

16/8/12-USA

·         Succede anche questo.
Dovremo cambiare i nostri DVD e i nostri lettori-MP3 con lettori-DNA?
Probabilmente non succederà mai, anche perché si avrebbe probabilmente bisogno delle ottime tariffe offerte dai sequenziatori cinesi per poi leggere libri o musiche registrate come sequenza di DNA.
Certo potrebbe essere una buona idea cominciare a mettere su DNA i libri di Darwin, che il DNA ancora lo ignorava.
Qualcuno è curioso di conoscere quale sia la notizia pubblicata oggi da Science?
"Next-Generation Digital Information Storage in DNA" di George M. Church, Yuan Gao,Sriram Kosuri: "Here, we develop a strategy to encode arbitrary digital information in DNA, write a 5.27-megabit book using DNA microchips, and read the book using next-generation DNA sequencing".
Questo metodo, come prevedibile, permette di ottenere la massima densità di informazione per mm3. Molto piccole novità .... per i James Bond del futuro!?
Il primo volume pubblicato su DNA e leggibile solo con un sequenziatore è "
Regenesis: How Synthetic Biology Will Reinvent Nature and Ourselves"  di George M. Church e Ed Regis. Attualmente non disponibile su Amazon, si sa che sarà disponibile dal 2/10 presso Barnes&Noble.
Anche Carl Zimmer ne parla nel suo blog The Loom  in un post dal titolo "Want to Get 70 Billion Copies of Your Book In Print? Print It In DNA". Ulteriori notizie sono che poi George M. Church ha creato 70 miliardi di copie del suo libro, che questo modo di codifica e archiviazione è probabilmente l'unico che potrà essere riletto anche fra qualche secolo: il DNA è un codice universale e sapremo sempre come leggerlo; tutt'al più i bibliotecari dovranno possedere una laurea in biologia....

·         Anche se questo argomento è più interessante: nel suo blog l'antropologo Dienekes commenta ("Our big human brains may depend on DUF1220 copy numbers") un articolo comparso oggi sull'American Journal of Human Genetics:  "DUF1220-Domain Copy Number Implicated in Human Brain-Size Pathology and Evolution". Il dato presentato è semplicemente sconcertante e riguarda un punto certo direttamente connesso con una caratteristica ritenuta importante per la nostra specie.
La scoperta conferma la nostra origine fra i primati in quanto si dimostra una evidente correlazione fra il numero di copie del gene e la dimensione dell'encefalo, che è risultato elevatissima (0,98, ma i dati sono ancora pochi e la distribuzione non è omogenea...) nei primati finora esaminati (270 copie sono state trovate nell'uomo, nello scimpanzè 125, nel gorilla 99, nella Calithrix 30 e nel topo 1 solo). La correlazione elevata vale anche per il numero di neuroni dell'encefalo.
Una correlazione elevata è stata trovata anche in soggetti umani micro e macrocefali patologici per una nota mutazione sul cromosoma 1, dove appunto si trova il geneDUF1220. Da notare che è stato anche notato che nei Neandertal il numero di copie dei DUF1220 è maggiore di quello umano (e il loro encefalo è mediamente di maggiori dimensioni); sarà poi interessante verificare, appena disponibile, il numero di copie presenti in Homo floresiensis.

 

14/8/12-PARAGUAY

·         Non sempre in occidente si riesce a capire come in altri paesi e in altre cultura capiscano l'importanza e l'utilità dell'evoluzione culturale che caratterizza quella che noi chiamiamo civiltà occidentale, nè sappiamo quanto lo apprezzino.
Un articolo ("Spanish tycoon’s role in destruction of ‘hiding tribe’s’ forest") nel sito web di Survival Intentaional, un'associazione che cerca di difendere le popolazioni selvagge ancora presenti in tutti i continenti del mondo mostra gli effetti della costruzione, con i buldozer, di una rotonda autostradale attorno ad una capanna  degli Ayoreo, che credevano di vivere nella loro foresta fino a quel giorno poco frequentata. Invadente responsabile di questa novità nella viabilità della foresta è uno degli spagnoli più ricchi, respomsabile del gruppo S.Josè che ha dei grossi prgetti che coinvolgono le foreste in cui vivono gli Ayoreo in Paraguay. Anche questo è progresso, anche se non richiesto.
Qui un video dal sito di Survival International mostra la vita, ripresa dall'altro,di alcune popolazioni che vivono in un modo molto simile a quello anche dei nostri antenati. D'altronde questo è quello che è possibile ottenere dalle loro terre.

 

14/8/12-USA

·         Da un post di Panda's Thumb ("More Luskin head-faking about human descent") può partire la ricerca delle reazioni che ha scatenato il contenuto di un libro sull'evoluzione umana scritto da C.Luskin, un avvocato del Discovery Intitute per spiegare l'evoluzione umana a chi non ha grande interesse a capire quello che gli esperti conoscono meglio. Il post invita a iniziare (col dizionario inglese sottobraccio, se serve) leggendo una critica di Paul McBride, capitolo per capitolo, del libro "Science and Human Origins". Un'altra critica, di Carl Zimmer sulle nuove scoperte sulla fusione centrica che ha dato luogo al cromosoma 2 nell'uomo, riducendo il numero di cromosomi da 48 a 46. l recente sequenziamento del genoma del gorilla ha permesso una ricostruzione più accurata degli eventi nei diversi eventi di speciazione
Un'altra critica molto interessante si trova nel blog Afarensis che invee analizza un capitolo di Luskin sulle australopitecine che si può leggere qui: Later Hominins: The Australopithecine Gap,

 

13/8/12-SA

·         Dal Sud Africa giungono notizie che l'epidemia di ebola in Uganda sembrerebbe sotto controllo (l'ultimo caso letale è stato identificato il 4 agosto); una partita di calcio fra Uganda e Malawi prevista prossimamente comunque è stata sospesa, per evitare spostamenti di tifosi ugandesi da un paese all'altro dell'Africa.

 

11/8/12-USA

·         Una special Issue ("World of Waste", sulla "Garbology") della rivista Science presenta uno dei problemi che dovrebbe oggi preoccupare un po' di più anche gli economisti, in genere più interessati a scoprire come procurarsi  le sempre nuove risorse necessarie per garantire la sopravvivenza nel tempo di ogni nazione e dell'intero pianeta.
In un sistema che per alcune risorse, a cominciare da quelle idriche, è sostanzialmente chiuso, anche la gestione ottimale degli scarti e dei rifiuti deve essere considerata necessaria per la sopravvivenza della nostra specie, e quindi dovremmo controllare  che gli economisti (ma anche i politici e i cittadini comuni) lo pongano al centro di ogni problema di cui si occupano e di ogni scelta di vita.

 

10/8/12-USA

·         Su Scientific American di oggi un articolo ("See Change: Rapid Emergence of New Sea Star Species Illustrates Evolution's Power") riferisce di una interessante scoperta, fatta nei mari dell'Australia: hanno scoperto che sarebbe comparsa circa 6000 anni fa una nuova specie di stella marina del genere Cryptasterina.
Lo annuncia un articolo pubblicato il 18/7/12 sui Proceedings Royal Society B ("Extraordinarily rapid life-history divergence between Cryptasterina sea star species"), ripreso il 23/7 da Science Daily ("Superfast Evolution in Sea Stars").
Già da tempo (il 3/8) l'articolo era poi stato addocchiato dai neocreazionisti USA (C.Luskin del Discovery Institute) che dalla loro poltrona hanno spiegato che "an Intelligent Design perspective might suggest this group as a whole is pre-programmed with the capacity to reproduce in different ways", che sarebbe, dicono, "proprio quello che i bravi ricercatori hanno visto"....
Chi potesse vederlo, l'articolo è QUESTO ed è improbabile che C.Luskin possa aver previsto dal suo ufficio tutti questi risultati che utilizza e conferma.
Pieno di errori è anche il post ("Sea Star Species Defy Darwin") di un creazionista biblico ("The scientific evidence is more compatible with the origin of life account as recorded in Genesis than any theory of evolution.") ammiratore di Fodor e Piattelli Palmarini, che viene però corretto e smentito da un visitatore che fa anche notare anche come l'articolo dimostri proprio che "questa nuova specie sia il prodotto di una discendenza con modificazione".
Gli autori dell'articolo originale sospettano che differenze ambientali locali o demografiche ai margini meridionali dell'area occupata possano essere i meccanismi selettivi che hanno gestito uno degli eventi di speciazione più rapidi finora identificati in ambiente marino. Il fatto che siano coinvolte caratteristiche che coinvolgono il ciclo vitale degli organismi (e in particolare il tipo di riproduzione) ha probabilmente avuto un ruolo rilevante nel creare rapidamente la barriera riproduttiva necessaria per l'evento di speciazione.
In altre situazioni, e anche A.Wallace se n'era accorto in Indonesia, le barriere riproduttive - viste da Darwin alle Galapagos ma anche altrove - si ottengono grazie all'isolamento geografico, senza l'intervento iniziale di potenti meccanismi che creano immediatamente, come in questo caso, un meccanismo di isolamento su base genetica; ovviamente ignoti nell'800...
Nell'articolo non si fanno riferimenti a Darwin, che era probabilmente poco informato su eventi così complessi e del tutto ignaro dell'esistenza del DNA, che è al centro delle indagini effettuate dal 1952 su questa come su tutte le altre specie che evolvono.
Sembra che comunque si sappia che c'è un'attesa quasi messianica di prove del creazionismo, tanto da sperare che la frase "questa ricerca smentisce Darwin" possa far aumentare le tirature e garantire il successo e il trasferimento in una redazione più facile al giornalista poco contento di doversi occupare di argomenti che non conosce e probabilmente non capisce se non  continua a studiare, con tutti quegli scienziati che non smettono di fare ricerca e produrre numeri e grafici.
Quella è giusto la frase che non farebbe piacere a chi in Vaticano un anno fa ha nominato Werner Arber, un premio Nobel biologo evoluzionista, come presidente dell'Accademia Pontificia delle Scienze. Viene il dubbio che l'obiettivo non sia davvero solo Darwin ... 

 

10/8/12-IT

·         [da L'Espresso] Un articoletto di poche righe ("Umani per sbaglio") riporta la notizia della scoperta della mutazione (Srgap2) avvenuta circa 2.4 milioni di anni fa nel corso dell'evoluzione degli ominini; la notizia è del 30 giugno e avrebbe richiesto, e meritato, qualche chiarimento in più.

·         Nell'inserto Sette del Corriere della Sera un articolo davvero impreciso e disinformativo ("Contro Darwin ora c'è un disegno intelligente") cerca di confondere le idee sulla reale importanza attuale (che è nulla) del cosiddetto Disegno Intelligente nel contesto della ricerca scientifica USA, confondendo la ricerca scientifica e i suoi finanziamenti con l'indubbia consistenza numerica degli integralisti religiosi (protestanti battisti soprattutto, ma anche avventisti e mormoni) che negli USA sostiene - anche finanziariamente, senza dubbio - il creazionismo e l'assurda ipotesi di origine recente della vita sulla terra.
Sarebbe stato indispensabile che l'articolo precisasse chiaramente che negli USA quelle creazioniste "della terra giovane" sono idee oggi diverse da quelle sostenute dall'ID, come si vede bene anche dalle colonne dell'istogramma, che indicano il sostegno che hanno oggi negli Usa due ipotesi che prevedono tempi storici ben diversi e incomparabili (6000 anni o miliardi di anni).
Purtroppo l'articolo sembrerebbe datato a parecchi anni fa (come dimostra anche l'indicazione temporale "ora", presente nel titolo): l'ID è infatti nato nel 1987 (come dimostrato da un famoso missing link) dopo una famosa sconfitta processuale dei creazionisti, e oggi - qualche anno dopo un'ulteriore sconfitta disastrosa al processo di Harrisburg nel 2005 - non si sente ancora tanto bene.
L''articolo non aiuta nemmeno a capire come la confusione e l'indifferenza sui tempi geologici della vita sulla terra sia incompatibile con la stessa ragione (nonostante anche in Italia non sia difficile vedere sconcertanti collaborazioni fra antievoluzionisti "della terra vecchia" e creazionisti "della terra giovane").
Non si evidenzia nemmeno che in fondo sono anni che vediamo sempre e solo i due "scienziati" citati, S.Meyer e M.Behe, a tirare la carretta al Discovery Institute, e ovviamente non possono certo impedire o influenzare il lavoro di migliaia di ricercatori evoluzionisti quotidianamente al lavoro in tutto il mondo, ben finanziati da chi poi utilizza i risultati delle loro scoperte.
Quello che soprattutto sconcerta dell'articolo è l'assenza di informazioni sulla posizione reale della chiesa cattolica, l'evoluzionismo teista, con un papa che nel 2004ha accettato l'origine comune di tutti gli esseri viventi (basta leggere al punto 63 di "
Comunione e servizio") e che nel 2010 ha nominato un biologo evoluzionista protestante (Werner Arber) come presidente dell'Accademia Pontificia delle Scienze.
Per non parlare dei due convegni sull'evoluzione organizzati nel 2008 ("SCIENTIFIC INSIGHTS INTO THE EVOLUTION OF THE UNIVERSE AND OF LIFE") e nel 2009 ("«EVOLUZIONE BIOLOGICA. Fatti e Teorie»), nel bicentenario della nascita di Darwin e a 150 anni dalla prima formulazione della teoria dell'evoluzione; non sempre si ricorda che, come avviene sempre nel caso delle scoperte scientifiche, anche ad Alfred R. Wallace dobbiamo riconoscere il merito per la scoperta: insieme a Darwin propose un'ipotesi che ormai era comunque nell'aria.
A cosa doveva servire questo articolo celebrativo non si sa bene se dell'ID o del creazionismo biblico? A nulla, soprattutto perchè sono realtà culturali che la chiesa cattolica ufficialmente ha espressamente bandito dai suoi convegni evoluzionisti ("Intelligent Design Theory Shut Out of Vatican Evolution Conference", "Rome meeting snubs intelligent design, creationism")?
E' possibile che qualcuno cerchi ancora di cavalcare il malcontento suscitato da questa decisione, sostenuta soprattutto dal papa e dall'attuale responsabile del dicastero vaticano della cultura, il card.Ravasi?
Non c'è dubbio, visto che c'è chi ne è assolutamente sicuro ("Il teo-evoluzionismo è una malattia dello spirito da cui guardarsi, dice il prof.De Mattei"). L'articolo avrebbe dovuto appunto chiarire chi altri c'è dietro a questo ribollire del neocreazionismo in Italia....   

 

9/8/12-IT

·         R.Bianucci sulla Stampa ("Troppa conoscenza fa l'uomo ignorante") evidenzia il problema sollevato da due recenti libri: "Le cose che non sapppiamo: 501 casi di comune ignoranza" di W.Hartston e "Il secondo libro dell'ignoranza" di J.Lloyd e J.Mitchinson.
Il riferimento è soprattutto alla recente esplosione della conoscenza scientifica, che cammina con le gambe anche di migliaia di riviste scientifiche (Hartston ricorda i 300.000 periodici accademici), ma non solo: cammina soprattutto grazie ai cervelli, e anche qui ci sono oggi cambiamenti notevoli. Ad essa si dedicano sempre più persone oggi nel mondo, e soprattutto giovani curiosi provenienti da culture che fino a pochi decenni fa fornivano contributi nulli o piuttosto limitati ma che oggi permettono di illuminare anche situazioni finora ignote. E' una realtà, quella delle pubblicazioni scientifiche, le cui dimensioni spesso sfuggono  ma che grazie ad internet possono essere facilmente intuite se non conosciute (molte riviste sono solo limitatamente accessibili). E' quindi oggi evidente il fatto che migliaia di ricercatori scientifici di decine di paesi oggi "emergenti" contribuiscono sempre più al sapere attuale, magari con condizionamenti  ideologici e culturali diversi rispetto ai "tradizionali" ricercatori "occidentali".
Proprio in questi giorni ricercatori cinesi ci informano delle caratteristiche originali di virus dell'influenza aviaria, letali per l'uomo al 60%, isolati in varie zone della Cina negli ultimi anni. Le statistiche sugli effetti dell'influenza aviaria si possono trovare, costantemente aggiornate, nel sito dell'OMS/WHO dedicato all'influenza e in particolare ai problemi di interazione con le influenze diffuse in altre specie animali (Influenza at the Human Animal Interface, HAI)
La tabella del "
Cumulative number of confirmed human cases for avian influenza A(H5N1) reported to WHO, 2003-2012" riporta appunto 608 casi, di cui 359 letali, dal 2003 al 2012 in molti paesi orientali (Indonesia e Viet Nam soprattutto) ma anche nel vicino Egitto. Sull'H5N1 esiste anche un numero speciale di Science: "H5N1", con articoli in inglese ma accessibili al pubblico.
Queste notizie sulle caratteristiche molecolari del virus dell'influenza aviaria  arrivano da aree geografiche finora poco esplorate con tecniche moderne di indagine e stanno stimolando scambi di conoscenze e interazioni fra popolazioni e culture diverse, finora poco comunicanti e poco collaboranti, spesso separate da false conoscenze della realtà dovute a tradizioni e miti diversi. Ora strutture scientifiche internazionali cercano di gestire questi eventi globali che vedono preoccupanti interazioni evolutive che coinvolgono specie diverse ma a contatto stretto con l'uomo.
Una situazione certamente nuova e positiva, del resto inevitabile in una realtà che vede oggi la convivenza e l'interdipendenza di 7 miliardi di individui con risorse limitate (difficile dimenticare che solo 60 anni fa eravamo "solo" 2.5 miliardi) e concentrate in poche mani.
Una visione e interpretazione scientifica della realtà e l'uso comune di un metodo e un linguaggio scientifico è e sarà certamente sempre più utile e necessario, anche se le preoccupazioni evocate da Bianucci fanno riflettere su una situazione in cui l'ignoranza sarà comunque inevitabile e qualcuno potrà gestirla politicamente per controllare popolazioni preoccupate e angosciate di fronte ad una realtà difficile da conoscere e quasi impossibile da controllare razionalmente.  

 

9/8/12-USA

·         Nel blog This week in evolution  vengono presentati due libri, uno di medicina darwiniana ("Why we get sick") e uno di agricoltura darwiniana ("Darwinian Agricolture").I link permettono di leggere l'introduzione.

·         Sempre per rimanere in un tema caldo appena citato, quello delle influenze aviarie e della loro trasmissibilità ai mammiferi e all'uomo grazie alla mutabilità dei virus, qualche sorpresa davvero parecchio interessante la troviamo anche in ricerche sviluppate negli Stati Uniti e pubblicate oggi sulla rivista mBio: "Emergence of Fatal Avian Influenza in New England Harbor Seals".
La prima frase del riassunto dell'articolo non è certo tranquillizzante per chi sa che viviamo in un mondo in costante evoluzione: "
From September to December 2011, 162 New England harbor seals died in an outbreak of pneumonia. Sequence analysis of postmortem samples revealed the presence of an avian H3N8 influenza A virus, similar to a virus circulating in North American waterfowl since at least 2002 but with mutations that indicate recent adaption to mammalian hosts".
Evidenti e preoccupanti le conclusioni che propongono gli autori: "Questo "unusual mortality event" è particolarmente significativo non solo perché la patologia è presente nelle foche (mammiferi), ma anche perché il virus ha acquisito nuove mutazioni che si sa che aumentano la sua trasmissibilità e la sua virulenza nei mammiferi".

 

8/8/12-KE

·         Alcuni giorni saranno probabilmente necessari per raccogliere anche almeno alcuni link che permettano di approfondire l'articolo pubblicato da Nature l'8/8/12 ("New fossils from Koobi Fora in northern Kenya confirm taxonomic diversity in early Homo") che annuncia la scoperta di alcuni nuovi fossili trovati a Koobi Fora sul lago Turkana. Sono fossili di notevole interesse in quanto con nuovi dati permettono di riaprire la discussione su un momento molto importante, quello del passaggio fra le precedenti forme australopitecine, che sopravvivranno ancora in varie forme anche nel periodo compreso fra 2 e 1 milione di anni, e le prime forme attribuite (con qualche dubbio, preoccupazione o anche solo incertezza) al genere Homo. E' una discussione che è sempre avvenuta sulla base di pochi e frammentari reperti fossili che non tutti si sentivano certi di attribuire al genere Homo, tanto è vero che per alcuni reperti alcuni preferiscono il riferimento al genere Australopithecus. Il lavoro, del gruppo di Meave Leakey, moglie di Robert, è arricchito da informazioni supplementari, destinate a completare le notizie sul materiale ritrovato, ossa facciali (KNM-ER 62000) simili a quelle del famoso KNM-ER 1470, una mandibola (KNM-ER 60000) e un frammento di mandibola (KNM-ER 62003). I nuovi reperti confermano la presenza di due forme primitive di Homo contemporaneamente all'Homo eractus in Africa orientale fra 1.95 e 1.78 milioni di anni fa.
La stessa rivista Nature affianca all'articolo un commento di un famoso paleoantropologo, Bernard Wood: "Palaeoanthropology: Facing up to complexity"
Commenti successivi sono quelli di:
- Kate Wong il 9/8/12 su Scientific American ("Kenyan Fossils Rekindle Debate over Early Human Diversity"), con una bella immagine che unisce la nuova mandibola con il vecchio ma contemporaneo ER1470.
Sui blog invece interventi interessanti, almeno finora, sono quelli di
- Zachary Cofran il 9/8/12 sul suo blog Lawn Chair Anthropology: "These new fossils are intriguing as hell", dove imposta un intrigante confronto con l'Australopithecus sediba scoperto da L.Berger in SudAfrica.
-  John Hawks il 10/8 sul suo blog Paleoanthropology, genetics and evolution:  Koobi Fora perspectives.

 

6/8/12-USA

·         In un blog USA in cui la giornalista, e geofisica, Faye Flam si occupa soprattutto di evoluzione (Planet of apes), c' è oggi un post con una delle prime foto arrivate da Marte, dalla Curiosity. A fianco della foto c'è anche un contributo inviato al blog da un creazionista, critico verso la costosa "curiosity" dimostrata dal popolo americano che ha finanziato la missione. Il proprietario la considera un messaggio proveniente da un universo parallelo, e su questa base risponde al messaggio,raccogliendo l'approvazione di PZ Myers, che del blog Pharyngula risponde con una simile ironia nel post "Can we send them to Mars?"
Fantastiche, e utili per convincere i non credenti che ancora vorrebbero "aprire una discussione" su Armstrong sulla Luna, le fotografie che la NASA ha fatto arrivare direttamente da Marte: si vede la Curiosity che scende su Marte con il paracadute, e il materiale disperso sulla superficie lunare il giorno dopo l'atterraggio... gli evoluzionisti hanno addirittura oggetti che provengono dal passato, ma, fossili come sono, e senza il cartellino originale con la data ... qualcuno ne approfitta facendo finta di non crederci me inducendo altri a seguirli.

 

6/8/12-IT

·         L'Avvenire pubblica un'intervista inedita fatta a Teilhard de Chardin a pochi anni dalla sua morte, avvenuta nel 1955: Teilhard: «Io, né utopista beat né millenarista». L’intervista è uscita nel gennaio 1951 sulla rivista «Les nouvelles littéraires»: qui egli spiega la sua concezione teologica e scientifica e respinge le accuse che gli furono rivolte di ignorare il ruolo del male e della sofferenza nella vita.

 

5/8/12-IT

·         Un editoriale di F.Facchini sull'Avvenire ("Viaggio nella noosfera sotto il segno di Cristo") commenta la recente pubblicazione ("Teilhard: «Io, né utopista beat né millenarista» "), sempre sull'Avvenire, di un'intervista inedita fatta da Teilhard de Chardin nel 1951, a pochi anni dalla sua morte, avvenuta nel 1955.
Già la prima frase di TdC che viene citata allude alla sua visione naturalistica dell'origine dell'uomo che probabilmente non è stata apprezzata dal Santo Uffizio ("Siamo fatti della stessa stoffa dell'universo, atomi, molecole, cellule") e aiuta in parte  a capire come sia possibile che, nonostante le promesse del card.Poupard, precedente responsabile vaticano della cultura, che diceva di volersi occupare del problema, le opere di TdC, gesuita ma soprattutto paleoantropologo professionista, siano ancora sottoposte ad un "Monitum" che dal 1962 ne ostacola la libera circolazione nella chiesa cattolica e in particolare nelle strutture religiose che si occupano di formazioone  e didattica.
Il Monitum è stato ribadito nel 1981 e nel 2012 qualcuno ha ritenuto necessario ricordare nel suo blog che sono già passati ben 50 anni, certo ancora poco rispetto ai 400 che hanno preceduto la riabilitazione di Galilei, avvenuta nonostante ciò non senza problemi e in due tappe (come dimostrò Padre George Coyne in un convegno sul tema),
NB: l'articolo dell'Avvenire non è ripreso dalla stampa cattolica e quindi in internet non si trova.

 

2/8/12-IT

·         Sul Foglio le riflessioni ("Logica ed etica") di un laico che crede nell'evoluzione ("non mi sarebbe possibile mettere in discussione ricerche consolidate che hanno portato mille conferme , assieme a opportune modifiche e correzioni, alle tesi di Darwin") ma che insiste ad affiancare, sempre come laico ma senza motivazioni razionali, la chiesa cattolica in quello che lui ha sentito chiamare "evoluzionismo dogmatico". L'evoluzione come la spiega, allora, senza una teoria dell'evoluzione? Non presenta motivazioni scientifiche ma riflessioni sulla "riflessione", che lui riesce a vedere solo nell'uomo. E allora? Come A.Bandinelli sospetta (e quindi potrebbe verificare prima di negarlo con tanta certezza), molte delle caratteristiche che troviamo nell'uomo (o almeno alcuni elementi) si vedono progressivamente comparire nel corso dell'evoluzione dei mammiferi e in particolare dei primati.
Non è detto che quando lui accenna alla "riflessione" ... si riferisca magari anche (almeno in parte) alla capacità di riconoscersi allo specchio, che comunque è un'indicazione precisa del fatto di riconoscersi nell'immagine, ma potrebbe interessarsi a queste ricerche del tutto recenti. Se abbiamo ancora oggi persone intelligenti ed acculturate che si rifiutano di aggiungersi a chi fa in tempo, prima di invecchiare, a capire la genialità esplicativa (e non certo "evoluzionismo dogmatico") della teoria dell'evoluzione, quanti decenni ci vorranno per capire la genialità esplicativa delle ricerche svolte sui primati (anche in natura) solo negli ultimi 30 anni?
Se A.Bandinelli avesse fretta, dovrebbe mostrare una ben maggiore curiosità e interesse rispetto a quella mostrata nell'articolo; c'è qualche incertezza, come d'altronde è normale negli antievoluzionisti, ma anche un insolito accenno alla complessa ma necessaria interdipendenza fra la filogenesi e l'ontogenesi, che di solito gli antievoluzionisti non notano e i creazionisti ovviamente ignorano.

 

2/8/12-RDC

·         In Uganda, nell'occidente del paese, è in corso e attualmente sembra sotto controllo un'epidemia di Ebola a 37 km dalla capitale, Entebbe. Sono già 16 i morti, 30 i ricoverati in isolamento e 232 soggetti a rischio (erano in contatto con i pazienti) sono sotto controllo.
Le autorità sanitarie sperano di non ripetere gli eventi del 2000, quando ci furono 200 morti su 425 infettati (meglio era andata recentemente: 42 morti nel 2007 e 1 solo nel 2011).
L'origine sembra sia stata localizzata nella zona della foresta di Kibale, ai confini con la RDC, un parco naturale ricco di fauna e di primati. 
Fra primati di Kibale sono famosi gli scimpanzé, i cui aspetti biologici e comportamentali - fra cui l'uso di erbe e foglie a scopo forse terapeutico - sono da anni studiati da vari gruppi di ricerca (qui un libro per chi fosse rimasto bloccato in Europa: "Chimpanzees of Kibali forest") . Qui alcuni loro video. Parte dei video illustrano un'iniziativa interessante e utile per la sopravvivenza sia degli scimpanzé che delle popolazioni locali, che imparano ad apprezzarli e a proteggerli loro stessi: la realizzazione di trekking per farli conoscere meglio, rivolti a chi può permettersi di fare il turista da queste parti.
Purtroppo la comparsa del virus Ebola sta avendo effetti negativi su queste attività (infatti molti turisti annullano il viaggio, secondo il Telegraph di oggi) pur non essendoci nessuna indicazione in proposito né dal Foreign Office né dalla WHO, per cui non è probabile che la spesa del viaggio venga rimborsata.
Se interessa, forse la special offer nel sito web del parco (790$) è riferita a questi giorni di disdette... comunque qui c'è il programma e qui si può prenotare e pagare (anche con Paypal).
Finora queste attività si sono dimostrate le più efficaci anche per la conservazione dei gorilla, che prima per le popolazioni locali erano considerati utili soprattutto come bistecche (nonostante il rischio di Ebola...)  o come animali da vendere abusivamente, se neonati, dopo aver ucciso i genitori.

·         Un video su Repubblica ("Congo: la guerra del coltan, l'oro grigio") aggiorna le conoscenze su uno dei problemi che da anni (se non decenni) angoscia e condiziona la vita di milioni di persone nella provincia del Nord Kivu, nel nordest della Repubblica Democratica del Congo.
E' questa la principale zona di estrazione del coltan (columbite-tantalite), un minerale che serve a milioni di esseri umani per migliorare i loro telefonini, i loro computer, i loro DVD e le loro playstation PS2; purtroppo è anche l'unica area al mondo in cui vivono i gorilla di montagna (ad esempio nel Kahuzi Biega National Park) ma purtroppo anche le milizie irregolari di origine rwandese che mantengono da un ventennio il disordine in quest'area, controllata infatti oggi e da tempo non dalla RDC ma dal Rwanda. Nel Rwanda poi i minerali vengono acquistati e prendono il volo verso l'Europa e i paesi che realizzano oggetti che non possono funzionare in aree prive di corrente.
Altri video si trovano nel sito web di una ditta che produce coltan in Sudafrica, e informa ("Congo's Bloody coltan") che l'80% del coltan mondiale viene dall'Africa e il suo 80% viene estratto illegalmente e quindi economicamente nell'est della RDC, dove è costato fino al 2008 ben più di 4.000.000 di vittime per i conflitti necessari per impedire che la RDC controlli le ricchezze del territorio. Milioni anche gli sfollati, a Goma e in altre città anche fuori dalla RDC.
Fra le ricchezze c'è anche la preziosa fauna selvatica usata a scopi alimentari, e  pure con enormi rischi, inn quanto si favorisce il passaggio all'uomo di patogeni letali fortemente infettivi e trasmissibili all'uomo quando coinvolgono, come è  il caso del virus Ebola, specie di primati, come il gorilla ("Ebola outbreaks kill 25% of world's gorillas") che hanno notevoli affinità con l'uomo. E' infatti molto probabile il passaggio da primati all'uomo, un dato che si aggiunge a tutti gli altri che confermano la somiglianza genetica e quindi la filogenesi in parte comune.
Ambedue le specie infatti non hanno ancora difese (anche se le si stanno studiando) e l'uso alimentare dei primati prospetta notevoli rischi anche per la nostra specie, rischi letali che potrebbero paradossalmente aumentare se l'infezione del virus non fosse quasi immediatamente letale, impedendole finora di raggiungere qualche grande città dove sfuggirebbe facilmente al controllo.
Anche se è i 4 milioni di vittime suggeriscono che sia già molto tardi, sarebbe indispensabile pretendere che, come avvenne per i diamanti della Liberia di Taylor e della Sierra Leone del Ruf, anche il coltan della RDC non avesse mercato. Per ottenere ciò non è però sufficiente aspettare che queste iniziative vengano prese da chi domina il mercato, come l'americana Kemet. .

 

1/8/12-F

·         [da Panda's thumb] In attesa di cascare fra 32 anni in un anniversario dotato di 2 cifre tonde, possiamo augurare con Joe Felsenstein  Happy 268th birthday to Lamarck.
Ricordarci di questo anniversario permette anche di riflettere su quanto sia difficile "vedere" i fatti che avvengono in natura se non hanno trovato una spiegazione. Il metodo scientifico, ma anche la nostra specie, accettano i fatti solo se e quando trovano una dimostrazione razionale. L'evoluzione biologica è diventata conoscenza comune quando finalmente si è trovata una spiegazione ragionevole, pur se non potè essere completa fin dall'inizio.
Prima del metodo scientifico o in contesti disciplinari diversi può essere credibile anche chi contesta le spiegazioni o propone idee alternative non dimostrate. Se è applicabile il metodo scientifico bisogna invece dimostrare che nuove spiegazioni siano credibili e soprattutto migliori delle precedenti, anche se magari ancora imprecise e incomplete.
Questo è quello che fecero indipendentemente sia Darwin che Wallace e proprio grazie a loro e solo dopo di loro il mondo si convinse che era reale quella [macro]evoluzione che già Erasmus Darwin intuiva quando già nel 1794 scrisse "inutilmente" di "vermicelli" primitivi che lui era convinto avrebbero col tempo dato origine a tutti i diversi organismi che vivevano sulla terra.
Senza dimostrazione, ovviamente non convinse nessuno, nemmeno suo nipote Charles, che pur conosceva le sue intuizioni. Nemmeno Lamarck sappiamo riuscìsse ad essere convincente, con spiegazioni basate su conoscenze deboli ed insufficienti; e i creazionisti continuarono a prosperare e ad avere successo.
Dal 1859, da 150 anni, nessuno che volesse informarsi di modi e tempi, di fatti e spiegazioni potè più dubitare dell'evoluzione e dei meccanismi automatici che la permettono e la controllano. 

 

 

LUGLIO 2012

 

31/7/12-UK

·         [da sciDev.Net] Un consorzio internazionale di genetisti e botanici (soprattutto di origine francese) ha completato il sequenziamento del genoma della banana. L'articolo è stato pubblicato l'11/7 su Nature ("The banana (Musa acuminata) genome and the evolution of monocotyledonous plants"). Come sanno anche i visitatori della mostra “Homo sapiens” realizzata a Roma in onore di un grande genetista umano italiano, L.L.Cavalli Sforza, membro dell'accademia Pontificia delle Scienze, il DNA umano è ovviamente simile anche a quello della banana, anche se solo per il 50%, indicando quindi un notevole lontananza temporale se siamo interessati a risalire all'antenato comune.
Molto più vicino certamente l'antenato che abbiamo in comune con lo scimpanzè, che probabilmente viveva circa 6/8 milioni di anni fa.
Come ben sa ogni biologo e probabilmente ormai anche ogni studente delle superiori, questi dati di sequenza del DNA che si ottengono continuamente da sempre nuove specie animali e vegetali sono i dati che oggi confermano, meglio di qualsiasi altro, l'origine comune di tutti gli esseri viventi e il processo evolutivo che ne ha gestito la progressiva comparsa e scomparsa sulla terra. Sapere che anche la banana ha una somiglianza con l'uomo così elevata permette soprattutto di capire un concetto che sembra incomprensibile a molti antievoluzionisti che sbagliano sempre le percentuali di impossibilità dell'evoluzione biologica. Dimenticano infatti che non è necessario ricominciare ogni volta da zero, da un genoma "azzerato", ma è sufficiente che si modifichi parte del DNA preesistente.
I risultati di questa ricerca saranno fondamentali per la produzione futura di un vegetale di enorme interesse economico nelle regioni tropicali. Cinooscerne il genoma permetterà di proteggere meglio questo prodotto dalle numerose minacce che vengono da diversi parassiti.

 

30/7/12-USA

·         Dalla Louisiana arriva davvero una buona notizia per i creazionisti USA. Un articolo dell'Huffington Post riferisce che il "Louisiana Voucher Program Includes Schools That Teach Creationism and Reject Evolution". Davvero una pessima notizia di fronte alle minacce di alcuni paesi asiatici alla posizione leader degli Stati Uniti nell'economia e nella cultura mondiale in quasitutti i campi, e quindi anche una minaccia seria al benessere e alla tranquillità a cui gli statunitensi sono abituati. Si tratta di passsare a scuole private confessionali parte del finanziamento che prima andava solo alle scuole pubbliche rispettose delle linee guida statali per i programmi didattici.

 

29/7/12-USA

·         Anche in un post ("Stephen J. Gould and his legacy") nel blog dell'antropologo Dienekes compare il link ai video realizzati al convegno su Stephen J.Gould tenutosi a Padova un paio di mesi fa (10-12 maggio 2012).

 

28/7/12-IT

·         [da Pikaia] All'evo-devo è quasi interamente dedicato l'ultimo numero della rivista Evolution: Education and Outreach diretta da N. e G. Eldredge. Purtroppo non è possibile procedere oltre all'indice se non si è autorizzati a consultare la rivista. E' un peccato, visto che articoli come "The (Paleo) Geography of Evolution: Making Sense of Changing Biology and Changing Continents" o "An Introduction to Evolutionary Developmental Biology", che connettono questioni che siamo abituati a considerare separate e indipendenti potrebbero far crescere il numero di conversioni di chi, forse condizionato dalla ingenua ma inevitabile e ben nota patologia ereditaria definita "teleologia intuitiva infantile" ("Children’s Intuitive Teleology: Shifting the Focus of Evolution Education Research") ritiene "inevitabile" mantenerle separate... e rimane fuori dalla comprensione piena dei processi che spiegano la biologia evoluzionistica.

 

28/7/12-USA

·         [da OcaSapiens] Forse stimolato dalle critiche ricevute, ora il fisico di Berkeley H.Muller ha onestamente capito che ci fossero le condizioni per ammettere lui stesso che sul riscaldamento globale si era sbagliato, per cui prima ha controllato personalmente quali fossero i dati più completi e attendibili che descrivessero le variazioni di temperatura negli ultimi secoli, e poi ha cambiato il proprio pensiero per accordarlo alla verità ai migliori dati oggi disponibili e sottoposti a critica nella letteratura controllata da esperti qualificati.
E lo comunica addirittura con un editoriale che non intende lasciar passare inosservato, visto che lo pubblica oggi sul New York Times: "The Conversion of a Climate-Change Skeptic": "Call me a converted skeptic.
I concluded that global warming was real and that the prior estimates of the rate of warming were correct. I’m now going a step further: Humans are almost entirely the cause".
La conclusione è la stessa a cui da tempo erano giunti i principali climatologi  e a cui sono giunti anche gli esperti - fra cui il climatologo premio Nobel P.Crutzen, il presidente dell'IPCC R.Pachauri e il Nobel C.Rubbia - convocati il 2/4/12 dall'Accademia Pontificia delle Scienze a discutere dello scioglimento dei ghiacciai: (“Il destino dei ghiacciai di montagna nell’Antropocene”): "Noi invitiamo tutti i popoli e le nazioni ad una nuova consapevolezza degli impatti, gravi e potenzialmente irreversibili, del riscaldamento globale causato dall’emissione di gas serra e di altri inquinanti da parte dell’uomo e dai cambiamenti nell’uso del territorio".
Anzi, quasi la stessa, in quanto i climatologi dell'IPCC erano un po' più prudenti sulle responsabilità umane per il global warming. H.Muller infatti è certo che le responsabilità del recente rapido aumento delle temperature mondiali siano in buona parte umane.
I dati in parte ampi e nuovi su cui oggi si basano le nuove conclusioni di H.Muller - molto più allarmiste ripetto a quelle che si leggono negli ultimi report degli esperti dell'IPCC - sono disponibili nel sito web del Berkeley Earth Surface Temperature project che gestisce lo stesso H.Muller.
Nel sito sono disponibili anche le bozze di alcuni recenti articoli che ha sottoposto a revisione. Commenti e aggiornamenti (ma anche critiche alle conclusioni degli articoli) si possono trovare sempre sul NYT, ma in un blog gestito da A.Revkin.  

·         [da Panda's Thumb] Un post di M.Young ("Evolution’s Witness: book review") contiene la recensione di un libro che appare decisamente affascinante per chiunque avesse un interesse a capire come il processo evolutivo abbia potuto "creare" le incredibili strutture citate nel primo paragrafo: "Who knew? A single-celled organism has a camera eye with a lens. A certain fish has two corneas and controls the intensity of light on its retina by injecting pigmented particles between them. Other animals can shield their rods (the receptors for low intensity) during the day. A conch can grow a wholly new eye. A flatfish has both eyes on the same side of its head, but starts life with bilateral symmetry. A sea snake has a light sensor in its tail to ensure that the tail is hidden under a rock. Some birds cram their corneas through their irises in order to focus on nearby objects under water. The woodcock can see behind its own head - in stereo. Some animals have two foveas in each eye, one for peripheral vision and one for binocular vision".
Dopo aver "steso" il lettore con questo elenco di "magie", arriva la provocazione: "Se per caso questi fatti ti sembrano interessanti ... devi leggere il nuovo libro "Evolution’s Witness: How Eyes Evolved", di Ivan Schwab, un professore di oftalmologia dell'University of California di Irvine".
Che dei professori propongano libri così stimolanti è certo indispensabile se non vitale in tempi in cui si leggono post che evocano il dubbio che internet in futuro favorisca la comparsa di blog o siti web dal titolo (finora non utilizzato in rete) "Don't feed the proffs" ...
Certo è preoccupante, e rischioso, che ci siano oggi aree del web (di solito riservate o a pagamento per i costi elevati) in cui circolano articoli accettati dalle decine di migliaia di riviste scientifiche e quindi selezionati con rigidi criteri di qualità, e altre aree in cui invece sono rare le citazioni qualificate e si riportano magari anche informazioni altrui dopo averle depurate di autorevoli citazioni della loro qualità e serietà. 

 

28/7/12-IT

·         Le statistiche dicono che quest'anno continuano a diminuire gli italiani che si potranno permettere le ferie. Sono comunque certo aumentati quest'anno i proprietari di IPAD, che vorranno verificare se davvero dalle spiagge o dalle montagne riescono a connettersi alla rete e a vedere qualcosa col nuovo gadget che si sono potuti permettere.
Qualcuno magari cercherà perfino di vedere qualche video da internet anche accontentandosi un piccolo palmare.
Si potrebbero quindi vedere ovunque, nei prossimi giorni di ferie, i 91 video (divisi in 15 playlists) archiviati nel sito di Pikaia Channel, che ripropongono le conferenze organizzate a Milano in occasione degli ultimi Darwin days o Evolution Days.
Probabilmente i tempi morti durante le vacanze non saranno tanto lunghi da permettere di vederli tutti e 91, ma comunque saranno sufficienti per quelli più interessanti. Ormai sotto l'ombrellone non si possono portare solo i libri ...
Chi rimane a casa sarà probabilmente più contento: potrà trarre vantaggio dallo schermo domestico da 15" e della connessione veloce (oltre che dell'assenza di fastidiosi riflessi). Ecco gli indirizzi, da non dimenticare, delle
15 Playlists esistenti su You Tube:

·         Darwin Day 2011 - Programma PDF

·         Video Evolution Day Milano 2012

·         Eva Jablonka - Evolutionary synthesis, Milan, 2012

·         Video Darwin Days Milano 2011

·         I grandi esploratori: in viaggio, Milano, Evolution Day 2011

·         I grandi esploratori: la storia, Milano, Evolution Day 2011

·         Diverso è bello - Milano - Evolution Day 2010

·         Domesticazione è storia - Milano - Darwin Day 2008

·         L'evoluzione umana - Milano - Darwin Day 2008

·         L'evoluzione in 4 dimensioni - Milano - Darwin Day 2008

·         I taccuini di Darwin - Milano - Darwin Day 2008

·         Creazione senza Dio - Milano - 2007

·         Darwin geologo - Milano - Darwin Day 2007

·         Terra vista mare - Milano - Darwin Day 2007

·         Terra: pianeta in evoluzione - Milano - Darwin Day 2007

·         Breaking the Spell - Milano - Darwin Day 2007

·         Darwin geologo - Milano - Darwin Day 2007

·         La scoperta del tempo profondo a scuola - Milano - 2007

 

27/7/12-IT

·         Sull'Avvenire un articolo (!"E l'evoluzione si piegò al nostro volere") con un iintervista al paleoantropologo Ian Tattersall, che interverrà il prossimo 22 agosto al meeting di Rimini su "Natura umana ed evoluzione biologica". Temi dell'intervista sono il lavoro del paleoantropologo e le sue riposte ad alcuni dei problemi che sembrano angosciare, forse per i problemi che pone a sistemi basati su verità che si vorrebbero eterne e incontestabili, un po' tutti i pensieri religiosi. Anche la domanda sulla posizione preminente dell'uomo nel processo evolutivo non ottiene da Tattersall la risposta desiderata. Anche la domanda sulla relazione fra evoluzione e competizione ottiene la risposta che ognuno potrebbe dare dopo una visita al supermercato alimentare. Non c'è traccia se non nell'occhiello, del principio antropico, che sembra angosci solo alcuni fisici.

 

27/7/12-USA

·         Interessante ma anche sconcertante un articolo sulla ricostruzione della filogenesi degli orsi americani, comparsa oggi su PNAS ("Polar and brown bear genomes reveal ancient admixture and demographic footprints of past climate change").
L'aspetto sconcertante è stata la scoperta che le precedenti ricostruzioni filogenetiche effettuate in modo più semplice, rapido ed anche molto più economico utilizzando il DNA mitocondriale avevano fornito ipotesi filogenetiche d
iverse rispetto a quelle ottenute oggi con DNA nucleare, le uniche che dovrebbero essere utilizzate in futuro nel caso si verifichi una situazione simile a quella evidenziata per gli orsi polari: la possibile presenza di fenomeni di ibridazione.
Questa situazione ha permesso che la precedente stima di divergenza (150.000 anni fa) si tramutasse in realtà in una divergenza risalente invece a 600.000 anni fa, e questo utilizzando il DNA nucleare, ben più abbondante ma soprattutto trasmesso non solo per una via materna che può essere influenzata molto pesantemente da eventi casuali.
E evidente che i risultati ottenuti su queste specie pongano seri dubbi sulla possibilità che anche nella valutazione dei tempi di divergenza fra l'Homo sapiens e la specie di ominini più vicine sia meglio fidarsi solo di differenze ottenute dal DNA nucleare. E' stata infatti recentemente dimostrata l'esistenza di fenomeni di ibridazione che coinvolgono proprio anche l'Homo sapiens., destando così grossi dubbi sulle ricostruzioni filogenetiche basate solo sul DNA mitocondriale. 

 

27/7/12-USA

·         Davvero interessante e sconcertante la storia presentata da PZ Myers nel suo blog Pharyngula ("What strange beast is this?"). Mostra un'immagine che è stata pubblicata il 20/7 in una pagina web ("Do People Have 'Gill Slits' in the Womb?") nel sito dei creazionisti biblici dell'Institute for Creation Research USA (ICR): sembra un embrione di un alieno e invece secondo Brian Thomas, autore del tragico post, dovrebbe essere un embrione umano da cui sono state eliminate le tasche faringee e la coda, gli elementi che in effetti poi l'articolo nega che possano trovarsi in un embrione umano; non è difficile capire il motivo per cui quest'opera d'arte abbia attirato un creazionista (che purtroppo è anche laureato in biologia). 
PZ Myers invita i curiosi a visitare la pagina web ("Creationist foists “fraudulent” embryo picture on his readers") del blog di T.Britain (Pigeonchess), dove viene illustrata in modo ben documentato la storia delle tasche faringee nell'embrione umano, scoperte ben prima di Darwin ma soprattutto ben prima dell'immagine degli embrioni di Haeckel del 1868/1874, i cui errori reali sembrano però oggi una scusa che i creazionisti utilizzano per contestare somiglianze che sono comunque una delle tante prove dell'origine comune degli esseri viventi, su cui ormai tutti concordano (a parte i creazionisti biblici e qualcuno che si dimentica di non essere d'accordo con loro).
L'embriologia infatti non è nè iniziata nè finita con Haeckel, come mostrano queste immagini reali di embrioni umani allo stadio 13, ben diversi dalla falsa immagine mostrata nella pagina dell'ICR (NB: T.Britain è riuscito a scoprirlo ed a scambiare email con l'innocente autore del disegno di fantasia che tanto era piaciuto alle idee sbagliate presenti nella testa del creazionista Brian Thomas, autore del tragico post ... ).
D'altronde lo stesso Darwin presentava, ben prima di Haeckel,  immagini (non sue, ma di autori citati anche da Haeckel, Ecker e Bischoff) che mostrano una certa somiglianza fra un embrione umano e uno di un cane in stadi iniziali, come mostrato in un articolo di R.J.Richards ("
Haeckel’s embryos: fraud not proven") che inquadra storicamente il problema, ricordando non solo che le metodiche di 150 anni fa avevano tratto in errore anche i colleghi embriologi che pur criticavano Haeckel, come W.His, ma che il lavoro di Richardson del 1997 non è tenero nemmeno con alcuni embriologi recenti, che avrebbero già potuto realizzare già prima, disponendo di tecniche migliori, la sua revisione critica.
Per fortuna non tutti seguono i creazionisti in queste acrobazie che li portano a centrare l'obiettivo prefissato: concludere che "Very precise timing required an ingenious precision engineer".
Altri articoli nel sito dell'ICR sono comunque anche più espliciti sulle premesse ideologiche che diventano rapidamente conclusioni: "Clearly, they are uniquely designed and highly-engineered pieces of DNA programmed by God the Creator".
Certo che questi embrioni non sembrano proprio gli orologi del Rev.Paley ... forse qualche idea ulteriore sarebbe necessaria, trattandosi di strutture ben più complesse... ci vorrebbe qualche meccanismo autogestito ... certo non basta ipotizzare un ingegnere se si intende progettare una struttura che parta da un'unica cellula e sopravviva più o meno bene per decine di anni, rinnovandosi continuamente e quotidianamente ...
Per fortuna non tutto il materiale creazionista riesce ad attraversare l'Atlantico ... chi lo usa dovrebbe imitare i cechi, che non nascondono la fonte, a differenza del creazionista che ha usato l'immagine di un embrione davvero improbabile. Bisognerebbe poi non usare sempre i loro esempi tagliando magari solo le conclusioni creazioniste sperando di non essere riconosciuti.
Sembra poi che i creazionisti attivi nella Repubblica Ceca apprezzino non solo questo biologo (Brian Thomas) ma anche Jerry Bergman, proprio il creazionista dell'ICR che nel 2008 fece arrabbiare Werner Arber (biologo evoluzionista, premio Nobel e attuale presidente dell'Accademia Pontificia delle Scienze) mettendone in dubbio la serietà scientifica ("
Werner Arber: Nobel Laureate, Darwin Skeptic").

 

 

 

 

 

 

26/7/12-IT

·         L'evoluzionista Stephen J.Gould compare spesso anche dove uno meno se lo aspetterebbe.
Oggi è comparso addirittura in due occasioni nella lista di discussione italiana UNILEX, dedicata alla politica universitaria e gestita dal sito del sindacato CNU. Il tema caldo discusso in questi giorni sono le regole dei prossimi concorsi che dovranno gestire le progressioni di carriera, con meccanismi che, nelle intenzioni, dovrebbero rendere meno soggettivi i giudizi delle commissioni di docenti universitari che sceglieranno i migliori per promuoverli al livello superiore.
Non tutti però sono convinti che si possano trovare parametri quantitativi sempre migliori di qualsiasi valutazione soggettiva della qualità dei docenti. Ecco quindi un articolo comparso nel sito web di un sindacato universitario (The Mismeasure of Scientists) che allude chiaramente ad un famoso libro di Gould (The mismeasure of man, 1981) sulla difficoltà di ottenere valutazioni libere da pregiudizi, almeno per quanto riguarda la nostra specie.
Del tutto azzeccato, visto che i parametri oggettivi previsti dal ministero farebbero grande uso delle mediane, il suggerimento - che è comparso successivamente nella stessa lista di discussione - di un altro docente che invitava ad andarsi a rileggere anche un breve testo sempre di Gould, "The Median Isn't the Message".
Questo articolo di Gould fa riferimento ad una storia personale fin troppo fortunata pur in un contesto tragico, visto che egli ebbe la possibilità di andare ben oltre la mediana dell'aspettativa di vita calcolata per la patologia tumorale che gli era stata diagnosticata nel 1982: "When I learned about the eight-month median, my first intellectual reaction was: fine, half the people will live longer; now what are my chances of being in that half?".
Evidentemente Gould era un grande ottimista, ma non fu l'unico motivo per cui sopravvisse per 20 anni, fino al 2002; il tumore del 1982 infatti scomparve dopo 2 anni, in seguito a cure anche nuove e sperimentali. Fu infatti un tumore diverso a causare poi la sua morte comunque prematura.
Questo testo di Gould si ritrova oggi anche in siti web destinati ai pazienti con tumore, soprattutto perchè questo testo può essere ritenuto "the wisest, most humane thing ever written about cancer and statistics.
It is the antidote both to those who say that, "the statistics don't matter," and to those who have the unfortunate habit of pronouncing death sentences on patients who face a difficult prognosis. Anyone who reads this will be armed with reason and with hope.".

 

25/7/12-UK

·         Un editoriale su Nature ("A 'health check' of protected ecological areas reveals an alarming decline in biodiversity") mette in evidenza un articolo sempre su Nature ("Averting biodiversity collapse in tropical forest protected areas") che aggiunge dati quantitativi riferiti a ben 60 aree protette in diverse zone tropicali. I dati riguardano circa 30 gruppi di specie e coprono un periodo piuttosto ampio (da 20 a 30 anni). Il lavoro dimostra come solo circa la metà delle aree protette hanno svolto efficacemente il ruolo per cui erano state create:proteggere la biodiversità dalle minacce che vengono solitamemente dalla specie umana. L'articolo evidenzia come le aree in cui la biodiversità è stata alterata, questa distruzione inizia nelle aree circostanti. L'articolo è protetto, ma risulta interessante anche il file, accessibile, contenente le informazioni supplementari    

 

24/7/12-USA

·         Un post ("A new study of polar bears underlines the dangers of reconstructing evolution using mitochondrial DNA") nel blog del biologo evoluzionista Jerry Coyne, illustra alcuni problemi che risultano sempre più evidenti nell'uso del DNA mitocondriale (MtDNA) nella ricostruzione filogenetica che riguarda soprattutto specie vicine. Oltre che nella specie umana, per la quale solo da poco tempo sono disponibili anche sequenze di DNA nucleare di una specie affine e per cui sono stati dimostrati casi di ibridazione (come con il Neandertal), anche nello studio recentemente effettuato sull'origine dell'orso bianco ("Polar and brown bear genomes reveal ancient admixture and demographic footprints of past climate change") sono state rilevate notevoli incongruenze nel confronto fra i risultati ottenuti usando DNA nucleare e quelli ottenuti sulla base dell'MtDNA, la cui instabilità è evidente e nota, vista la modalità di trasmissione uniparentale. Il motivo sembra essere che eventi di ibridazione fra quelle che sono o diventeranno specie diverse rendono possibile il trasferimento di mtDNA, che poi si diffonde in maniera molto più rapida rispetto al nDNA, condizionato da procedure di verifica ben più rigorose rispetto a quelle richieste dal mtDNA, confinato nei mitocondri.
Se sulla base del mtDNA l'orso bianco aveva avuto origine 600.000 anni fa, il confronto sulla base del nDNA porta a 5 milioni di anni fa il momento della divergenza. Le conseguenze di questa ricerca può avere notevoli effetti su alberi filogenetici che sono stati costruiti solo sulla base del mtDNA, soprattutto se coinvolgono specie simili.  
La storia dell'origine dell'orso bianco è brevemente raccontata anche dal New York Times di ieri ("How Brown and Polar Bears Split Up, but Continued Coupling").

 

23/7/12-RWANDA

·         Nel sito del National Geographic Italia si può leggere un articolo ("Due piccoli gorilla distruggono le trappole dei bracconieri") di un comportamento finora mai osservato, cioè la distruzione di due trappole predisposte dai bracconieri per catturare esemplari della fauna selvatica. Questa novità è stata osservata dagli studiosi del Karisoke Research Center della fondazione Dian Fossey, che hanno assistito alla scena. "È la prima volta che vediamo dei giovani individui fare una cosa del genere... Non mi risulta nemmeno che sia mai stata segnalata in altre parti del mondo", dice Veronica Vecellio, coordinatrice del programma gorilla del centro di ricerca. Solo qualche settimana prima una piccola gorilla di nome Ngwino era stata ritrovata ferita da uomini del Karisoke: purtroppo era troppo tardi, e la piccola è morta per le ferite riportate  

 

23/7/12-USA

·         Ci sono ancora un paio di articoli, citati da Carl Zimmer o da altri in riferimento alla discussione sul mistero della scomparsa di un cromosoma, ill numero 2, dal cariotipo umano, che richiedono di essere evidenziati.
Uno è l'articolo pubblicato recentemente in giugno su Genome Research ("The evolution of African great ape subtelomeric heterochromatin and the fusion of human chromosome 2") e che ha permesso a C.Zimmer di fornirne un'ottima e chiara spiegazione illustrata del meccanismo evolutivo ad uso di lettori inesperti. E' infatti interessante notare come ben due degli autori vengano da un centro universitario di ricerca genetica di Bari, che ora stanno lavorando in un dipartimento universitario di medicina di Seattle.
Forse sarebbe meglio non dare troppa pubblicità al fatto che dalle nostre scuole e università escono giovani biologi evoluzionisti preparati e pronti a lavorare anche nei migliori laboratori stranieri? Non è giusto far sapere che molti giovani ricercatori che vanno all'estero per trovare possibilità di lavoro adeguate alle competenze che acquiscono poi dimostrano le loro capaità?
D'altronde se si puo' dimostrare che le idee che escono dalle diverse correnti creazioniste USA riescono ad attraversare l'Atlantico per essere ben accolte da ambienti culturali italiani pronti a tradurle e diffonderle, mi sembra ancora più utile far notare come idee e persone formate nelle nostre università possano trovare il modo di esprimersi anche oltre oceano, contribuendo, anche grazie alle notevoli disponibilità economiche dei laboratori USA, all'evoluzione culturale umana.
Il secondo articolo citato da Carl Zimmer (o forse da qualche altro blogger in questi giorni) è davvero curioso, e dimostra come non sempre negli USA siano pacifici i rapporti fra le decine di persone che sostengono pubblicamente i diversi tipi di creazionismo o di antievoluzionismo che si contrappongono alla scienza (il "darwinismo" è evidentemente solo una scusa).
Si tratta di un articolo pubblicato sulla rivista dell'ICR (Institute of Creation Research, creazionisti della terra giovane), che ha una posizione simile a quella degli avventisti italiani dell'AISO, che immaginano dinosauri che pascolano  insieme ai bellicosi Homo sapiens, che quando han fame li catturano con una corda tesa fra - robusti - alberi, come spiegato in un convegno creazionista antivaticano del 2009 organizzato a Roma al CNR, che scandalizzò molto gli evoluzionisti (certo un po' troppo condizionati dalla razionalità del metodo scientifico).
L'articolo ("The design revelation", 2005) è del presidente e fondatore dell'ICR, Henry Morris, che accusa R.Dembsky e l'Intelligent Design di plagio, in quanto sfrutterebbero le idee e gli esmpi dell'ICR, senza citare la fonte nè attribuirne i meriti e senza far notare che l'ICR, a differenza dell'ID, crede nella terra giovane e quindi usa casi adatti ad una cronologia breve, con il rischio di passare per neocreazionisti. Morris cita il caso del flagello batterico, diventato poi un cavallo di battaglia anche per l'ID (che pur cerca sempre di distinguersi dal creazionismo) ma proposto per la prima volta come esempio di creazione da parte di D.Bliss, dell'ICR.
Ovviamente poi in internet si può trovare e leggere anche la risposta a H.Morris di R.Dembsky, del Discovery Institute ("
A REPLY TO HENRY MORRIS", 1/2/2005).
Sarebbe interessante anche verificare, come molti hanno provato a fare con Darwin, se anche questo potesse essere considerato un caso di plagio. 
      

·         Oggi finalmente Carl Zimmer ha avuto una risposta dai neocreazionisti del Discovery Institute sulla fusione centrica che per gli evoluzionisti ha dato origine al cromosoma 2 nell'uomo. Non soddisfacente.
Ne riferisce oggi nel suo blog ("And Finally the Hounding Duck Can Rest"); il post si conclude con la seguente frase riferita a due esperti del DI, che C.Zimmer  ritiene non aggiornati sulle scoperte scientifiche recenti: "Luskin has nothing to say about any of the research that has come out in the past ten years.
Klinghoffer has nothing to say, either".
Zimmer infatti ha ben chiaro - come chiunque altro, spero - che negli ultimi anni il sequenziamento completo del genoma delle antropomorfe ha completamente rinnovato le nostre conoscenze, confermando in modo oggi non più contestabile le ipotesi che precedentemente si basavano su dati che riguardavano più la cromatina che l'informazione genetica ... [ho apprezzato che Zimmer citi anche un articolo del 2008 sulle sequenze telomeriche interstiziali, pubblicato da colleghi genetisti pavesi; era un articolo ignoto ai neocreazionisti dell'ID, che pur avevano scritto addirittura un inutile capitolo sull'argomento] 

·         La verifica dei commenti positivi al libro pubblicato dal Discovery Institute sull'evoluzione umana (Science and Human Origins) permette di verificare quale sia il tema di fondo più evidenziato dai lettori che hanno apprezzato questo testo che affronta un argomento di notevole interesse dal punto di vista scientifico anche se magari con proposte alternative rispetto a quelle della scienza ufficiale: l'evoluzione della nostra specie. Queste sono alcune delle frasi estratte dalle recensioni:

  • "the insufficiency of the Darwinian paradigm to account for available evidences"
  • "disputes on empirical grounds the Darwinian credo of a gradualist evolutionary change"
  • "offers a spectrum of scientific analyses of Darwinian failures"
  • "disprove that Darwinian evolution can produce novel proteins"
  • "Clearly, the observed evolutionary time frame is much too short to allow for the slow Darwinian mechanism to pull it off".
  • "neo-Darwinism is inadequate to explain human origins".

Come si vede, l'apprezzamento del libro riguarda aspetti che accomunano un po' tutti coloro che - negli USA - preferiscono spiegazioni non naturalistiche; è un contesto ampio e vario, dai creazionisti, agli antievoluzionisti, a coloro che si accontentano di essere "antidarwinisti" pur senza proporre ipotesi alternative e probabilmente anche non essendo interessati a conoscere le novità degli ultimi 150 anni, che portano a non considerare più così importanti oggi le proposte, ma anche i numerosi errori, di C.Darwin. Da notare come alcune di queste frasi facciano riferimento a preoccupazioni e critiche diffuse anche in altri paesi e perfino in Italia.

 

22/7/12-USA

·         [da The Loom] Nel suo blog Carl Zimmer racconta sconcertato in prima persona ("Four Days of Fusion Chromosome Freak-Out") la storia dello scontro, che ha vinto per abbandono, per il rifiuto/impossibilità del Discovery Institute a rispondere alle sue domande.
Anzi, è importante notare che a rifiutarsi di rispondere sono stati addirittura gli autori del libro di cui si sta discutendo (Science and Human Origins), che sono anche responsabili del Biologic Institute, la struttura che il DI ha dovuto creare dopo che nel processo di Harrisburg/Dover lo stesso giudice Jones si stupì del fatto che dei contestatori della teoria dell'evoluzione non avessero una struttura di ricerca e si illudessero che bastasse una "part destruens" che anche il giudice di Harrisburg aveva capito non fosse più sufficiente.
Proprio queste persone non fanno quello che dovrebbero fare, come sottolinea C.Zimmer: "in none of their published papers, to my knowledge, do they say anything like, “Our experiment thus provides clear evidence of intelligent design.” Instead, they make their big claims about intelligent design in their non-peer reviewed books and on their web sites. In 2005, the Discovery Institute set up an outfit called the Biologic Institute, where some scientists are supposedly doing the research that will show the world that Intelligent Design is the real deal. So far, they haven’t published any scientific papers in peer-reviewed journals to that effect". Certo quelli del DI non sempre capiscono, come dimostra questa reazione nel sito "Evolution News" (del Discovery Institute) a chi non ama strumenti inutili come i dibattiti. Una risposta del Biological Istitute alle critiche al loro volume, tutto dedicato a criticare l'evoluzione umana la si trova in un'altra pagina web.   

 

21/7/12-USA

·         [da Pharyngula] Nell blog di PZ Myers un post oggi ("Creationist FUD refuted") e uno ieri ("Forever disappointed") ci invitano a buttare un'occhio, se interessati e anglofoni, sulla "rissa" virtuale che sta creandosi in seguito alla pubblicazione dell'ultimo libro antievoluzionista del Discovery Institute, Science and Human Origins.
Probabilmente ha cominciato a dar fuoco alle polveri la dettagliata recensione di P.McBride in parte riprodotta anche nel sito web di Amazon.it.
La recensione evidenzia un fatto assolutamente rilevante e incredibile: il libro non si preoccupa molto di proporre quale sia, su un tema certo centrale come l'evoluzione umana, l'ipotesi alternativa del "progetto intelligente" che proprio il DI dovrebbe approfondire, dimostrare e diffondere: "the only original claim in favour of intelligent design is in the last couple pages of the book.
The book will still probably be read by many people seeking to disprove evolution" e il giudizio sintetico finale è sconcertante: "Science and Human Origins has to be described first and foremost as being anti-evolution rather than pro-intelligent-design, or pro-science. If it offers solace to those seeking evidence against evolution for their faith, the solace should be as incomplete as the arguments made in the book". 
Sarebbe interessante verificare, leggendo le numerose recensioni accessibili nel sito USA di Amazon quali siano le caratteristiche apprezzate nelle numerose recensioni favorevoli: le prove di un progetto intelligente, le critiche all'evoluzione, le critiche alla spiegazione (la teoria dell'evoluzione) o le critiche a Darwin (oggi soprattutto un simbolo che riunisce tutti coloro che non sopportano un'interpretazione naturalistica della realtà).
Un altro aspetto interessante è la incapacità degli autori a rispondere a forti e motivate critiche che sono arrivate dal giornalista scientifico Carl Zimmer, che ha contestato sul suo blog ("The Mystery of the Missing Chromosome (With A Special Guest Appearance from Facebook Creationists") e sul sito Facebook del DI gli errori del capitolo del libro che contestava la spiegazione scientifica dell'origine del cromosoma 2 nell'uomo.
C.Zimmer ha prima spiegato in modo dettagliato il meccanismo - aggiornato  anche in base alle nuove conoscenze sul genoma del gorilla - che prevede una fusione robertsoniana che ha coinvolto (esclusivamente nella linea evolutiva che porta all'uomo) una coppia di cromosomi che troviamo già nelle scimmie antropomorfe, e poi ha sfidato gli autori del libro a fornire le prove della loro spiegazioni alternative.
Interessanti, anche per le somiglianze con fatti avvenuti pure in Italia, le risposte arrivate inizialmente dal Discovery Institute. Prima hanno preteso che Carl Zimmer comperasse un loro libro solo per leggere una spiegazione che ovvviamente non era passata per riviste peer-review accessibili nelle biblioteche universitarie, poi l'hanno invitato a "discutere" con loro, come se una discussione possa mai creare novità serie nella conoscenza scientifica.

 

19/7/12-IT

·         [da Pikaia] Regalate e/o regalatevi….un libro! 
Come ogni anno, il sito di Pikaia si preoccupa di quello che faremo nel tempo libero con la parte migliore di noi... e consiglia di passare un po' di tempo a leggere qualcosa, conoscendo e condividendo le idee di chi ha idee interessanti sulla scienza, la biologia e l'evoluzione.

 

18/7/12-IT

·         Su LA7, nel programma Missione Natura di questa sera, David Attenborough ha guidato i telespettatori interessati a capire le meraviglie del Cambriano in una visita alle argilliti di Burgess nel corso della seconda puntata di First Life (qui la prima). Si sono ammirate ricostruzioni digitali di alcune delle 65000 specie primitive fossili che sono state trovate in quelle argilliti.
Solo alla fine della parte dedicata alle argilliti (0'45") è comparsa la specie che dimostra come nel Cambriano sia avvenuta anche l'"invenzione" del primo organismo dotato della struttura anatomica che ha poi favorito il maggior successo agli organismi che ne erano dotati, la colonna vertebrale, una struttura di sostegno che, essendo interna, non ostacola la crescita dimensionale. Quell'organismo vivente, il primo dotato di spina dorsale, è stato chiamato Pikaia.

 

18/7/12-IT

·         Questa storia inizia il 24/6, quando feci un'allusione a una frase un po' masochista che introduce ogni post del blog "Critica scientifica"; avevo notato infatti che nel sito web del libro di scienze adottato dal collegio dei docenti del liceo in cui insegna E.Pennetta si raccontano "verità" un po' diverse rispetto alle "verità" che si trovano nel blog.
[In realtà si deve precisare che non esistono "verità" nelle scienze. Si dovrebbero anche evitare termini di solito usati in contesti in cui esisterebbero solo verità (in realtà una volta basta un concilio per modificarle, mentre oggi è possibile che aboliscano il limbo da un giorno all'altro). F.Crick nel 1958 propose addirittura un "dogma centrale della biologia". Seecondo alcuni testi sembrerebbe sia stato smentito dopo pochi anni dalla scoperta dei retrovirus; purtroppo la definizione linkata (pur tratta da un sito apparentemente autorevole se non di eccellenza) è diversa da quella originale, come spiega L.Moran, che nel suo blog ("The Central Dogma Strawman"), cita proprio la definizione originale: "... once (sequential) information has passed into protein it cannot get out again (F.H.C. Crick, 1958).
Immaginavo comunque che agli studenti si raccontassero informazioni corrispondenti a quelle che loro stessi potevano verificare nel sito web del libro di testo, che la scuola aveva fatto acquistare o almeno consigliato.
Mi è sembrata quindi strana una critica poco scientifica comparsa oggi nel blog e riferita al mio post dell'11/7/12, in cui definisco giustamente come evoluzione il semplice cambiamento di frequenze alleliche fra generazioni successive, come quello osservato e dimostrato nel gruppo di salmoni rosa studiato nel lavoro citato nel post.
Non ci sono infatti dubbi sulla definizione di evoluzione, almeno in chi crede nell'evoluzione e nella biologia attuale. E' infatti sufficiente verificare le definizioni di evoluzione tratte da testi scolastici (Helene Curtis: "In fact, evolution can be precisely defined as any change in the frequency of alleles within a gene pool from one generation to the next."; A.J. Tobin, J Dusheck: "
Si spieghi brevemente come agiscono i fattori che possono modificare le frequenze alleliche, determinando così un’evoluzione".).
Altri esempi e un ragionamento più ampio si può trovare nella FAQ del sito TalkOrigins ("What is evolution?") in cui si chiarisce che "When biologists say that they have observed evolution, they mean that they have detected a change in the frequency of genes in a population".
Certo i risultati più garantiti sono quelli che si ottengono dai libri di biologia evoluzionistica: Douglas Futuyma scriveva che l'evoluzione "... embraces everything from slight changes in the proportion of different alleles within a population..."; non so se sia un merito o una colpa, ma D.Futuyma era uno degli evoluzionisti di fiducia invitati al convegno Vaticano sull'evoluzione del 2008 organizzato da N.Cabibbo e dal neodarwinista e premio Nobel Werner Arber, attuale presidente della PAS.
Come già avevo scritto il 24/6 nel post dedicato agli esami di maturità allora in corso, anche il sito web con esempi di terza prova del testo "Nuovo Bios" - adottato dal 2008 nell'Istituto in cui insegna il prof.Pennetta - riporta la stessa definizione; certamente gli studenti di quei licei l'hanno imparata preparandosi a rispondere a questa domanda proposta nell'Unità E: "
Si spieghi brevemente come agiscono i fattori che possono modificare le frequenze alleliche, determinando così un’evoluzione".
Saper rispondere correttamente a questa domanda permette di capire bene quello che poi verrà spiegato all'università (qui ad esempio ci sono i contenuti e le definizioni di un corso di base di biologia evoluzionistica di un'università USA) e di partecipare più attivamente ai numerosi dibattiti che animano il web ogni volta che si tocca il tema caldo dell'evoluzione.
Come credo di aver dimostrato, non sempre le scoperte scientifiche vengono trasmesse correttamente dalle persone responsabili della formazione; è anche possibile che ci siano diverse verità, come tranquillamente ammette un insegnante di scienze delle medie (a Corsico?) in questo video. 
Comunque, la definizione da me utilizzata è coerente con le definizioni utilizzate nell'articolo citato da Nature
("Genetic change for earlier migration timing in a pink salmon population"), dove si sottolinea [non si dovrebbe continuare a ignorare la frase che chiarisce l'importanza dell'articolo] - la difficoltà di dimostrare che si tratti realmente di evoluzione quando ci troviamo di fronte a modifiche del fenotipo ("evidence documenting that these phenotypic changes are due to microevolution is exceedingly rare"); ma è anche corrispondente alle definizioni che si possono trovare in ogni dizionario scientifico serio.
Nel post del
24/6 avevo infatti citato un esempio di semplice modifica del fenotipo avvenuta recentemente nella nostra specie, la crescita secolare della statura; l'aumento  di circa 10 cm avvenuta in Italia in un secolo (2,5 cm per generazione!) ha causato modifiche ai parametri e ai limiti della distribuzione statistica delle stature, ma in quel caso non è possibile essere certi che si tratti di evoluzione.    
[
Ovviamente è del tutto inutile (e incomprensibile anche didatticamente) contestare solo chi fa notare un articolo che, evidenziando proprio un problema serio ma difficilissimo da evidenziare su tempi brevi, può anche aiutare chi non capisce bene come funziona l'evoluzione biologica ad esultare di meraviglia nel momento in cui finalmente capisse un meccanismo creativo che non si immaginava avesse una spiegazione così semplice e apparentemente poco "intelligente"].
Sarebbe invece necessario contestare, con adeguate prove, la definizione di evoluzione, se non piace. Ovviamente non è facile. E' noto però che l'evoluzione culturale invece richieda sempre qualche nuova informazione, se davvero si vogliono cambiare definizioni che certo un cameriere di Juneau che non ha fatto il liceo ha il diritto di non capire.
 
Per fortuna il gruppo che sostiene E.Pennetta (tranne l'autore del primo commento) questa volta si è ribellato, e non si è proprio accontentato di citare anche looro ancora l'asino d'oro; gli hanno infatti ricordato che basta andare su una delle fonti che spesso utilizza e accetta ... Wikipedia (in realtà sarebbe stato meglio che nel blog anche lui citasse "Nuovo Bios" o un altro testo di biologia, visto che è uno strumento del lavoro che ha scelto di fare nella vita) per scoprire che non è corretto farsi notare criticando chi gli ricorda una verità che anche loro ben coonoscono: anche la microevoluzione è evoluzione.
Sono contento di aver contribuito indirettamente a spingere i suoi amici (degli esperti non si fida molto) a ricordare a E.Pennetta che, anche se è ormai in ferie, non può dire a loro, senza dimostrarlo, che "l’attuale definizione di “evoluzione” sia un autentico insulto alla ragione", cercando di modificare la verità (... e quel che è auspicabile e previsto che insegni a scuola) per adeguarla al proprio pensiero.
Sono comunque stati un po' troppo bruschi; avrebbero potuto aggiungere "Senza offesa, s'intende". Forse non sospettano nemmeno che si corra il rischio che non sia il motto - com'è ormai doveroso, viste le critiche degli amici ad una definizione che dovrebbe conoscere bene e non dovrebbe adattare al contesto - ma l'intero blog ... ad essere improvvisamente cancellato ...
Ho anche apprezzato il fatto che sia stato sottolineato, forse per la prima volta (non è infatti una delle solite autocitazioni che si trovano nel blog) che "La teoria secondo la quale la macroevoluzione altro non è che la microevoluzione estesa nel tempo, e quindi i meccanismi che la spiegano sono i medesimi, viene chiamata “neo-darwinismo”, od anche “teoria sintetica dell’evoluzione”.
Che questo "sia veramente uno dei nodi centrali di tutta la discussione sul neo-darwinismo" (che avviene nel blog) non è una novità se non per il blog stesso: non solo il papa nel 2004 ha firmato un documento che al punto 63 accetta la macroevoluzione, ma recentemente ha addirittura nominato un "neodarwinista" come il premio Nobel Werner Arber, a presidente dell'Accademia Pontificia delle Scienze.
Werner Arber aveva anche organizzato il convegno evoluzionista in Vaticano nel 2008 (SCIENTIFIC INSIGHTS INTO THE EVOLUTION OF THE UNIVERSE AND OF LIFE), dove i creazionisti e gli esponenti dell'ID non erano stati ammessi.
Chi volesse un aggiornamento sulle sue idee, può ascoltare un intervento di Arber (in inglese purtroppo) ad un convegno dell'EMBO tenutosi in maggio a Padova sulla teoria dell'evoluzione.
ll convegno ha dimostrato che sono in ottima salute sia Werner Arber che la teoria dell'evoluzione (anche grazie alle scoperte di Arber e del suo collega Lenski fatte sui batteri che, seguiti per decine di migliaia di generazioni, dimostrano di evolvere).
Ovviamente, visto che ogni tanto Arber è a Roma, chi è ignorante di biologia potrebbe sempre provare ad avvicinarlo per chiedergli come sia possibile che nonostante l'evoluzione, anche questa sera i batteri siano rimasti sempre  batteri ...  

 

14/7/12-USA

·         A fine mese (26/27 luglio) si terrà negli USA, in Virginia, la conferenza congiunta Origins 2012 (Genesis, Creation and the Flood), organizzata dalla Creation Biology Society e dalla Creation Geology Society.
Lo riferisce il blog New Creationism. Il programma dell'iniziativa si trova nel CBS website. E' sufficiente leggere lo statement of faith di questi creazionisti biblici per capire a cosa si riferisse PZ Myers quando ieri raccontava la "parabola" del carpentiere e del piromane ("The carpenter and the pyromaniac"): "You can’t call any creationist a scientist, because what they’re actively promoting is a destructive act of tearing down every beautiful scrap of knowledge the real scientists have acquired".
Quello che PZ Myers non evidenzia è che magari un piromane potesse essere  comunque utile quando, come avveniva nel '600, ci fossero da verificare in modo critico idee o ipotesi basate su una tradizione che magari affondava nella preistoria o in credenze infantili assurte a tradizione, e non su dimostrazioni o ipotesi ragionevoli ma sopratutto razionali, come molti per fortuna pensano avvenga oggi.
Pensare quindi che oggi sarebbe di ua qualche uitlità un piromane che si occupi di biologia negli USA, dopo 150 anni di lavoro serio di ricerca scientifica, non può che avere l'obiettivo di rivolgersi a chi ha molta fede, dato che l'obiettivo può solo essere quello di ripristinare le precedenti conoscenze, che appunto si sono dimostrate, una dopo l'altra, davvero deboli ed errate già da più di un secolo.
Il problema sembra presente anche in Italia, pur in un altro contesto culturale e religioso, dove ci sono evidentemente ambienti cattolici ufficiali che non si sognano proprio di affidarsi a piromani, tanto è vero che, pur con qualche ambiguità e timore, apprezzano, onorano e consultano scienziati che sono certificati da premi Nobel; in altri ambienti invece si preferisce affidarsi a piromani che nemmeno valutano che la situazione non solo oggi non è adeguata, ma che anzi purtroppo è decisamente sfavorevole; nonostante ciò e si illudono di poter criticare anche quei premi Nobel che il papa stesso ha messo a dirigere l'Accedemia Pontificia delle Scienze.
Si apprezzano e si citano invece i deliri dei creazionisti baraminologi americani (qui un articolo dei creazionisti biblici di Answer in Genesis, con un'analisi della posizione tassonomica dell'A.sediba, fatta utilizzando la baraminic distance, utile per far capire la validità delle alternative a chi non apprezza le novità e le scoperte dei paleoantropologi) o tedeschi (come Junker e Scherer, che piacciono tanto ai creazionisti biblici italiani).
Apprezzabile comunque il fatto che l'articolo di Answer in Genesis riporti ed accetti la classificazione attuale della famiglia Hominidae, che non solo comprende quindi tutte le scimmie antropomorfe nella stessa famiglia, ma che fa immediatamente capire anche a un creazionista o ad un antievoluzionista come una struttura filogenetica così complessa ed affollata che descriverebbe eventi che coprono pochi milioni di anni dia immediatamente e facilmente l'idea, che rende anche accettabile, di una rete che interconnetta tutte quelle specie con meccanismi evolutivi come quelli descritti dalla teoria dell'evoluzione. Bisogna che anche gli evoluzionisti si mimetizzino e pubblichino su queste riviste. D'altronde le citazioni sono numerose e quelle di biologi evoluzionisti (come il famoso Bernard Wood e il meno famoso, ma italiano, Davide Caramelli) si confondono e si mimetizzano bene in mezzo alle citazioni dei lavori creazionisti. 

 

 13/7/12-UK

·         Da un post sul blog Why evolution is true di un famoso biologo evoluzionista, Jerry Coyne, si viene a conoscere di una iniziativa realizzata in Europa da un gruppo di creazionisti dell'Irlanda del Nord: sono riusciti a pubbllicizzare le loro ippotesi creazioniste dal centro didattico della famosa e incredibile struttura geologica, di circa 60 milioni di anni fa, denominata Giant’s Causeway, davvero impressionante con le sue 38000 colonne basaltiche esagonali, che ho potuto ammirare personalmente negli anni '60. Ma il successo non è ancora completo: nel sito web ufficiale manca tuttora qualsiasi riferimento alla posizione creazionista; bisogna proprio andare nell'Ulster per accorgersene.
Come invece abbiano fatto due giganti a costruire un paesaggio da favola, nemmeno la BBC riesce a spiegarlo in modo comprensibile.
Qui un post del 10/7 nel sito creazionista di Ministries Internalional, che gongola. Qui si può acquistare il loro opuscolo che illustra questa meraviglia della creazione.
Nel post c'è comunque una frase che fa capire come la situazione italiana sia comunque migliore: "The first step in the battle has been to exclude the Christian worldview from the public arena and confine within “church halls” long-age geology and evolution"; sembra che, almeno in Italia, quasi tutti abbiano rinunciato a contestare l'evoluzione (anche se sopravvive un po' di ambiguità e di confusione) e a vergognarsi a difendere ancora la cronologia breve della terra. Avventisti dell'AISO a parte, che difendono ancora le poche migliaia di anni della vita sulla terra. Sembra gli avventisti siano rimasti gli unici a rimanere indifferenti anche davanti all'enorme "aumento di informazioni", tutte coerenti nbel dimostrare come la terra abbia 4,5 miliardi di anni. 

 

13/7/12-DE

·         Sono stati decisamente fortunati i visitatori dello zoo di Heidelberg che sono stati oggi coinvolti nella fuga da una gabbia di ben 5 scimpanzè, un evento che avrebbe potuto avere conseguenze più gravi rispetto al ferimento di un'unica bimba. Esiste anche un video che evidenzia come per fortuna gli scimpanzè, maschi e femmine adulti e ben muscolosi, apparissero abbastanza pacifici e curiosi per le novità; probabilmente non hanno notato atteggiamenti aggressivi, nè hanno ritenuto minacciosi gli atteggiamenti sorpresi e preoccupati dei visitatori, che mostravano di non essere coscienti del rischio che stavano correndo, magari fiduciosi del fatto che fosse un'iniziativa organizzata dallo zoo.
I visitatori dello zoo, circa 2500 persone, poi sono stati allontanati, prima della ricattura degli scimpanzè, che erano fuggiti senza chiedere il permesso.
Per fortuna non si è reso necessario abbatterli, anche perchè quasi tutti sono ritornati spontaneamente nella loro gabbia.

 

13/7/12-IT

·         Sull'Espresso di questa settimana uscito oggi si può leggere un articolo di 3 pagine cerca di presentare ("Mio cugino il gorilla") le conoscenze attuali sull'evoluzione delle scimmie antropomorfe. Lo spunto è dato dalla notizia che è stato effetuato il sequenziamento completo del DNA del gorilla. Anche se la notizia non è così fresca (era infatti a fine marzo che su Nature si annunciava che “Gorilla joins the genome club”, invitando ad andare a leggere l'articolo originale "Genomics: Gorilla gorilla gorilla"). Chi non l'avesse letto allora può trovare una sintesi appunto sull'ultimo numero dell'Espreso, dove si presentano in modo corretto le conoscenze attuali sulla filogenesi delle antropomorfe, con i dati sui tempi necessari per il loro differenziamento. Chi volesse sostenere che i tempi sono troppo brevi deve ovviamente dimostrare la falsità dei tempi di divergenza che sono attualmente noti.  
La notizia più recente è infatti quella del 27/6, del sequenziamento del genoma del bonobo (Pan paniscus): ("The bonobo genome compared with the chimpanzee and human genomes")! Ormai la scienza procede con un velocità maggiore di quella della stampa...? 

 

12/7/12-RDC

·         Non sono per niente buone le notizie che arrivano dalla parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, e in particolare dalla provincia del Nord Kivu a cui appartiene la parte occidentale del Parco dei Vulcani, l'unico posto al mondo in cui vivono i gorilla di montagna. La loro sopravvivenza dipende dal fatto che nel parco non circolino milizie ribelli, come sta avvenendo da un paio di mesi, ma anche dal fatto che il parco e i gorilla siano meta di un turismo di lusso che fornisca le risorse necessarie per la sopravvivenza degli ultimi gorilla di montagna, dei rangers e della popolazioni circostanti.
Come si legge nel post di oggi inserito dai rangers del parco che proteggono i gorilla ("No summer tourism for the Virungas National Park"), da due mesi il parco è in mano ai ribelli della milizia 23 (M23), i rangers si sono rifugiati a Goma, capitale del Nord Kivu tuttora minacciata dai ribelli che avanzano, e il turismo è sospeso almeno per i prossimi due mesi.
Il post dice poco del contesto generale e del ruolo aggressivo e interessato del Ruanda, che da anni cerca di controllare e sfruttare economicamente una zona lontana dalla capitale della RDC ma ricca di risorse minerarie preziose e ... troppo vicina alla capitale del Ruanda... 
Non c'è quindi da stupirsi che, per fortuna dei gorilla, almeno l'area del parco compresa nei confini del Ruanda sia invece tranquilla e il turismo proceda regolarmente ("Rwanda Tourism Not Affected By DRC Conflict").

 

12/7/12-IT

·         Oggi sul Foglio si un finale inatteso in un articolo di F.Agnoli ("Viva la scienza") che inizia decisamente male, con una frase che diagnostica un "rampante antidarwinismo creazionista" che davvero nessuno vede se non in contesti ambientali in cui prevale l'ignoranza scientifica o una visione totalizzante di una qualche ideologia religiosa.
Decisamente geniale anche l'idea di una possibile comparsa dell'antibosonismo a fianco dell'antidarwinismo, per non parlare dell'idea di approfittare dei meriti della scienza (è facile suggerire "Meglio che la chiesa sia cauta a sposare o contrastare una teoria: è fatta per essere ribaltata") per sostenere il vantaggio delle consolanti verità immutabili che caratterizzerebbero le migliaia di religioni che l'uomo si è inventato nei millenni.
A conferma della potenza e della supremazia delle verità religiose, l'articolo non manca di aggiungerne altre a piacere, forse per raggiungere la lunghezza dell'articolo prevista: "Li' magari il Padreterno sta leggendo il ponderoso libro o sta dormicchiando su una polverosa poltrona ... 'Ah siete arrivati. Vi stavo giusto aspettando'". Una scena davvero improbabile e assurda, ai limiti dell'eresia se immaginata da un credente,visto che mette in dubbio l'onnipotenza di un'entità che avrebbe aspettato (leggendo e dormicchiando) circa 14 miliardi di anni l'arrivo di qualcuno a cui fare una battuta davvero spiritosa sulla propria onnipotenza oltre che sulla propria onniscienza.
Il finale inatteso è quel che vede F.Agnoli nella tv, propossa a sfera di cristallo: "si è verificato un continuo scivolare indietro che vedrà il trionfo dei primati quali compimento di un'umanità depotenziata e intristita", "Anche in tema di evoluzionismo ci sono novità formidabili, che modificano il darwinismo ma confermano la grandezza di Darwin".
Sarà contento E.Pennetta, che potrà scrivere un nuovo libro sulla grandezza di Darwin e magari anche un altro sui primati che sostituiranno l'umanità attuale, con un'interpretazione del tutto personale del"l'Avenir de l'Homme" prevista da Teilhard de Chardin. 

 

11/7/12-UK

·         Sull'ultimo numero di Nature un interessante editoriale ("Pink salmon evolve to migrate earlier in warmer waters") cerca di attirare l'attenzione su un articolo comparso sui Proceedings of the Royal Society B  ("Genetic change for earlier migration timing in a pink salmon population"), dove si dimostra come il patrimonio genetico possa cambiare (=evoluzione) per permettere ad una specie di adattarsi ai cambiamenti dell'ambiente.
Si tratta della descrizione di una scoperta ottenuta solo studiando per 40 anni una popolazione di salmoni rosa che si riproduce in un fiume dell'Alaska, l'Auke Creek; nel patrimonio genetico di alcuni di questi individui era stato inserito negli anni '80 un marcatore genetico che permetteva di distinguere i salmoni che migravano prima rispetto agli altri.
Si è scoperto che i salmoni oggi risalgono la corrente per deporre le uova con due settimane di anticipo rispetto a 40 anni prima, e che il fiume aveva una temperatura maggiore di più di 1 grado rispetto a 40 anni prima. Grazie al marcatore genetico si è potuto verificare che che non si trattava di plasticità fenotipica (come avviene per il fenomeno del secular trend che ha portato, ad esempio in Italia, ad un aumento medio della statura di 10 cm in un secolo, 2,5 cm per generazione), ma proprio di un adattamento genetico, con un sempre maggior successo riproduttivo, e quindi una maggior frequenza delle forme che risalgono prima il fiume.
Si tratta quindi, essendo un cambiamento di frequenze alleliche, di un caso evidente di evoluzione, come si legge in ogni testo di biologia delle superiori (ad esempio nell'unità E degli esempi di terza prova proposti nel sito del testo "Nuovo Bios").
La conseguenza è stata (e anche questo dato è stato osservato) che è rimasto costante il numero complessivo di individui della popolazione, pur in presenza di variazioni nelle condizioni ambientali.
Questo è avvenuto - e ognuno può capire come sia improbabile che questo sia avvenuto proprio in una popolazione che viene costantemente monitorata per anni - in un tempo tanto breve (40 anni) da poter dimostrare che si è trattato di fenomeni evolutivi che modificano la composizione genetica della popolazione.
L'articolo è importantissimo in quanto dimostra in modo convincente come purtroppo sia molto difficile poter analizzare ìn natura i diversi fattori (biologici, fisici e ambientali) che agiscono nel momento in cui avviene un meccanismo evolutivo.
E' evidente che questi rimarranno sempre esempi piuttosto rari ma indispensabili per permettere alle persone intelligenti di capire come anche eventi simili  avvenuti nel passato possano - ma soprattutto debbano - essere spiegati.
C'è e ci sarà sempre chi trova tatticamente più conveniente la strategia di pretendere che anche i processi evolutivi già avvenuti vengano spiegati TUTTI nello stesso modo, ben sapendo come sia oggettivamemnte impossibile; è quindi una strategia distruttiva vincente a priori, soprattutto se abbocca chi non si aspetta o non ha bisogno di spiegazioni alternative.
Al recente convegno dell'EMBO a Padova (Qui i video dell'iniziativa) c'erano molte persone esperte ed intelligenti, fra cui un premio Nobel della biologia, Werner Arber, e si è parlato di evoluzione e di meccanismi evolutivi senza mettere in dubbio l'attuale teoria dell'evoluzione, come si può verificare ad esempio proprio guardando il video dell'intervento di Werner Arber, recentemente nominato dal papa presidente dell'Accademia Pontificia delle Scienze.

·         L'editoriale su Nature rimanda poi ad altri articoli, recenti e di qualche anno fa, che presentano dati scientifici provati che confermano l'esistenza di meccanismi adattativi ai cambiamenti climatici: "Climate change linked to shrinking leaves" (un fenomeno che avviene in Australia), "Global warming wrecks moths' rhythm", "Warming world altering thousands of natural systems" (Il riscaldamento globale influenza circa 30000 fenomeni biologici e fisici).

 

8/7/12-USA

·         Un paio di post interessanti dal blog di Carl Zimmer "The Loom". Il primo ("Presenting “Evolution: Making Sense of Life” (and a free app!)") riguarda un libro che Zimmer ha scritto con il biologo D.Emlen. Si tratta di un libro di livello universitario sulla biologia evoluzionstica. Il libro fra poco sarà in libreria e nel post si possono leggere alcune autorevoli recensioni davvero molto lusinghiere; fanno però capire che questo testo potrà essere utile soprattutto prima dell'universita (R.Lensky e altri sottolineano infatti che "This book is bound to attract many more students into the field of evolutionary biology”; questo anche perchè "This is not your grandmother’s evolution text. Breathtakingly illustrated, this book covers not only the usual topics in evolution – adaptation, drift, phylogenetic analysis – but also a host of new and exciting areas where groundbreaking research is occurring”.
L'app evidenziata nel titolo si scarica da iTunes e fornisce anche il link per leggere gratuitamente il primo capitolo, che permetterà di capire le capacità divulgative degli autori e l'importanza della scelta delle immagini: "Two master craftsmen in the art of scientific communication have combined to produce an excellent basic text on evolution: it informs, explains, teaches and inspires. The illustrations are outstanding”.
L'editore poi ha un sito web dedicato al libro (anche da qui si scarica il primo capitolo, dove si spiega perchè possiamo dire che l'Ambulocetus sia utile per capire che l'evoluzione sia un fatto ma anche una teoria); è presente anche un virtual lab (Evobeaker) per gli studenti che studiano su quel libro (sono presenti alcuni video di demo). per chi fosse interessato all'acquisto, faccio notare che sul sito dell'editore il libro costa un quinto di meno rispetto ad Amazon.
Il secondo post ("Live-blogging Arsenic Life") ci trasporta invece al congresso Evolution 2012 di Ottawa, da dove Carl Zimmer relaziona in diretta (live-blog) su una conferenza di Rosie Redfield sul caso intrigante della vita basata sull'arsenico, ipotizzata sulla base di un articolo su Science del dicembre del 2010 sulla scoperta di una "vita aliena" sulla terra. Nel post si racconta la storia, non ancora conclusa (sta per uscire un articolo su Science di R.Redfield), e si forniscono alcuni link per chi voglia capire meglio quello che sembra essere, secondo quanto racconta Zimmer sulle conclusioni della conferenza tenutasi ieri a Ottawa: "a story of serial failure.
Lead author convinced of evidence without good research, senior authors didn’t provide supervision. Co-authors should have accepted responsibility. Reviewers failed, missed a lot of problems. Science failed in selecting reviewers".

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Spiace che E.Pennetta non abbia riportato correttamente e fino in fondo questa notizia nel suo blog del 10/7/12, omettendo di precisare che ad Ottawa si anticipavano risultati pubblicati quasi contemporaneamente (oggi) su Science ("Absence of Detectable Arsenate in DNA from Arsenate-Grown GFAJ-1 Cells" e "GFAJ-1 Is an Arsenate-Resistant, Phosphate-Dependent Organism"); questi articoli hanno verificato e smentito l'articolo del 2010 ("A Bacterium That Can Grow by Using Arsenic Instead of Phosphorus") che non riguardavano l'evoluzione in quanto riferiti ai gruppi fosfato presenti nell DNA.
I due articoli fanno capire bene come oggi nel mondo l'evoluzione culturale gestisca una corretta e seria "part destruens": solo fornendo sempre quello che qualcuno chiamerebbe "un aumento di informazione" che giustifichi con validi motivi la prevalenza di una spiegazione alternativa. Critiche che non forniscono un'informazione più soddisfacente e utile non vengono di solito considerate
Purtroppo sembra che un evidente - e dichiarato - chiodo fisso un po' sospetto in un docente che insegna oggi biologia ("il darwinismo contemporaneo non ha in realtà nessun vero risultato da presentare"!) induca a tagliare perfino notizie che non coinvolgono principalmente la questione dell'evoluzione ("In conclusion the new research shows that GFAJ-1 does not break the long-held rules of life, contrary to how Wolfe-Simon had interpreted her group’s data”).
Piuttosto avrebbe dovuto andare a bussare alla porta dell'Accademia Pontificia delle Scienze per verificare se davvero il papa ha "confermato le antiche regole" dell'evoluzione culturale, scegliendo come presidente Werner Arber, uno che ha ricevuto un premio Nobel, che si vanta di aver dimostrato il "neodarwinismo" (“Statement on my view on biological evolution”) e che in maggio ha collaborato con T.Pievani e molti autorevoli biologi evoluzionisti al successo di un convegno dell'EMBO a Padova ("International workshop on Evolution in the Time of Genomics").
I fatti, anche questo, dimostrano come sia indispensabile dimostrare gli errori, non essendo oggi sufficiente dire che qualcosa non piace; non solo non è sufficiente storcere il naso, nè dire che si tratta di una bufala; addirittura non basta nemmeno una conferenza come quella tenuta ad Ottawa, ma servono addirittura (e sono comparsi pochi giorni dopo) nuove informazioni certificate, come sono gli articoli su Science, la stessa rivista che aveva pubblicato nel 2010 l'articolo di Felisa Wolfe-Simon dell'Astrobiology Institute della NASA.

Lo si capisce anche andando a leggere un articolo molto scettico, ma poco utile come "pars destruens", di Carl Zimmer del dicembre 2010, pubblicato su Slate ("This Paper Should Not Have Been Published").

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Purtroppo il metodo scientifico, che i nostri figli dovrebbero imparare a scuola fin dalle elementari, è un metodo rigoroso e richiede quindi passaggi (e tempi) precisi, che E.Pennetta conosce e insegna (e quindi non è chiara la sua preferenza per una "pars destruens" senza nuove informazioni, non adeguata al contesto scientifico: perchè censurare quel che ha detto Rosemary Redfield a Ottawa? per dimostrare che cosa dell'improbabile "agonia del darwinismo", che invece anche R.Timossi sostiene - apparentemente dispiaciuto - essere in ottima salute?).
Tutta la storia, tranne i link agli articoli originali, è raccontata correttamente anche dal Christian Science Monitor del 9/7.     

·         Sulla conferenza di Rosie Redfield si può leggere qualcosa anche nel blog di un biologo creazionista biblico a cui è piaciuta molto la conferenza di Ottawa, a cui ha partecipato. Qui un post sulla giornata di ieri, qui un'altro sulla giornata di oggi e qualche riga, con i necessari link, sulle recenti critiche esposte a Ottawa da R.Redfield al lavoro del 2010 della NASA. Esiste anche la Creation Biology Society (CBS)! Si occupano, da bravi creazionisti, di baraminologia, su cui stanno preparando un numero speciale del "Journal of Creation Theology and Sciences Series B: Life Sciences"; stanno aspettando di ricevere contributi in proposito. L'ultimo volume on line contiene gli atti del convegno del 2011, per cui si può capire quali ricerche potrebbero interessare. Curioso l'abstract che conferma la quasi identità della sequenza del DNA umano e di quello dello scimpanzè, mentre non mi è chiaro cosa si intenda per distanza baraminologica. Puo' essere utile per chiarirsi le idee anche un dibattito fra un young-earth creationist e un evolutionary creationist, ambedue evangelici, comparso recentemente su Christianity To-Day

 

8/7/12-UK

·         Si chiude oggi in UK Science Live, una mostra didattica ("Summer science Exibition 2012") organizzata dalla Royal society inglese. Nel sito web sono presenti paginette sui diversi exibits ospitati dalla manifestazione, rivolta soprattutto a stimolare ulteriormente la curiosità innata nei primati e nella nostra specie, abbondante ed evidente soprattutto negli esemplari più giovani.

 

6/7/12-CA

·         Inizia oggi ad Ottawa un megacongresso di biologi evoluzionisti, che convergono in Canada da tutto il mondo e da diverse società scientifiche che si occupano di evoluzione. Il congresso infatti vede riuniti evoluzionisti afferenti a diverse società scientifiche: American Society of Naturalists (ASN), la Canadian Society for Ecology and Evolution (CSEE), l'European Society for Evolutionary Biology (ESEB), la Society for the Study of Evolution (SSE), e la Society of Systematic Biologists (SSB). Il congresso è infatti denominato Evolution 2012, First Joint Congress on Evolutionary Biology, e qui si può consultare il programma (anche on PDF).
Sarà un problema di spending review, o di time use review, ma oggi sempre più spesso si tende a far prevalere i congressi internazionali o quelli congiunti, che permettono una più rapida diffusione di tutte le scoperte che, una volta verificate, permetteranno di migliorare le nostre conoscenze, modificando quello che si è studiato e si riteneva sino ad oggi corretto. Congressi congiunti sono certo gli strumenti con cui questo avviene più rapidamente e in modo certo più economico.

 

4/7/12-USA

·         [da Sandwalk] Il blog di Larry A.Moran, un biochimico di Toronto, è tutto dedicato a problemi evoluzionistici, come si capisce anche dal nome del blog, intitolato al percorso pedonale dedicato alla riflessione presente nella casa di Darwin. Nel post di oggi ("Another IDiot Book: Science and Human Origins") si linka una recensione - di Paul McBride on Still Monkeys - ad un recente volume che cerca di smontare l'evoluzione umana e se possibile anche tutta la paleoantropologia, pubblicato dal Discovery Institute, l'organizzazione che gestisce l'Intelligent Design. Paul McBride, come Larry Moran sottolinea ("Most IDiot literature is nothing more than a misguided attack on evolution. It's increasingly rare to see any defense of intelligent design."), ritrova in questo libro le principali caratteristiche del modo di affrontare l'evoluzione che troviamo in molti e diversi tipi di antievoluzionisti: "Science and Human Origins has to be described first and foremost as being anti-evolution rather than pro-intelligent-design, or pro-science. If it offers solace to those seeking evidence against evolution for their faith, the solace should be as incomplete as the arguments made in the book".
Procedure, ragionamenti e obiettivi simili si trovano un po' in tutto il mondo e in ogni tipo di contestazione alla teoria dell'evoluzione, fin dai tempi in cui c'erano solo i creazionisti. Ora ci sono diversi tipi di contestatori della teoria dell'evoluzione, e li possiamo conoscere tutti grazie ad internet, per cui è  facile verificare che di solito non si difende una ipotesi alternariva, ma si critica qualsiasi novità, proprio come facevano e fanno i creazionisti della terra giovane, e si inviocano interventi metafisici, proprio come facevano i creazionisti della terra giovane.
Non possono meravigliarsi se sembrano proprio creazionisti della terra giovane, come loro del tutto ignari della prudenza con cui avanza la scienza, sempre alla ricerca di errori ma non disposta ad abbandonare le idee precedenti senza averne di migliori!

·         L'8/7/12 anche il blog Panda's Thumb dedica un post all'argomento, riportando alcune dei principali critiche di Paul McBride ("Paul McBride’s review of the Disco ‘Tute’s “Science and Human Origins”)

 

4/7/12-IT

·         [da Pikaia] Anche Da Pikaia giunge il link ad una forte risposta, pubblicata su  Micromega e riportata qui sotto il 26/6, ad un articolo comparso sull'Avvenire il 30/5 a firma di un filosofo e teologo (R.Timossi) che lanciava accuse abbastanza assurde e ingiustificate, non si capiva se rivolte più a T.Pievani o più a Padre G.Coyne, certo l'esponente autorevole della religione cattolica meno ostile (ma probabilmente anche "più vicino") all'accettazione della teoria dell'evoluzione, tanto è vero che è uno dei pochi che sa di cosa parla quando si esprime su questi temi.
Certo la sua competenza come astronomo, e i suoi 25 anni all'osservatorio di Castelgandolfo lo aiutano a capire le dimensioni di problemi come l'evoluzione del mondo e della vita.
Comunque nessuno ha fatto notare che, forse involontariamente (ma l'ignoranza non è perdonabile e sarebbe davvero imbarazzante) le accuse di R.Timossi sembravano rivolte quasi più al Nobel e biologo molecolare "neodarwinista" Werner Arber... e a chi il 20/12/11 ha nominato un "neodarwinista" addirittura come presidente dell'Accademia Pontificia delle Scienze, cioè il papa.
Quello che quindi è utile mettere in relazione è una delle dichiarazioni di Timossi, l'unica davvero non certo contestabile ("la teoria dell’evoluzione per selezione naturale è il paradigma evoluzionistico oggi dominante in biologia") con le sue conseguenze "naturali e inevitabili", che si sono potute vedere nei video linkati qui sotto, realizzati ai primi di maggio a Venezia, durante l'"International workshop on Evolution in the Time of Genomics" organizzato dell'EMBO, l'European Molecular Biology Organization. Qui i video dell'iniziativa.
Se si guarda il primo video, si può verificare che al 18' minuto, dopo l'introduzione al convegno, inizia a parlare il primo relatore, che apre la prima sessione su "Questioni di base dell'evoluzione": è un premio Nobel, Werner Arber, che, per nomina papale, è attualmente anche il presidente dell'Accademia Pontificia delle Scienze.
Qui è con i suoi colleghi biologi evoluzionisti di livello internazionale, a cui parlerà per 1h25' di
"Molecular mechanisms of genetic variation as revealed by microbial genetics". Genetica ed evoluzione dei batteri, quindi, uno dei principali temi delle sue ricerche. Nell'introduzione al suo intervento Arber ricorda i pilastri della teoria dell'evoluzione neodarwiniana e i dati sul tasso di mutazione casuale verificabile nelle sue culture; le mutazioni casuali poi, apparentemente non orientate secondo Werner Arber, sono inoltre sottoposte, come già Darwin aveva portato all'attenzione del mondo, alla selezione naturale. Lo dimostra un grafico che aveva già attirato l'attenzione di qualche antievoluzionista sospettoso del fatto che questo premio Nobel sulla teoria dell'evoluzione avesse idee un po' diverse dalle sue e troppo simili a quelle di evoluzionisti come T.Pievani o R.Dawkins. 
Interessante notare come il primo relatore dell'undicesimo video, Mark Ptashne (
"Basic models tell us more than we can at first know" -Karl Popper) venga invece introdotto dal chairman dell'ultima sessione, che è T.Pievani.
Non ci si stupisce poi più di tanto quindi se nel dodicesimo video il primo relatore,  Eugene Koonin, che tratta di '"Molecular evolution at fifties", venga introdotto dal chairman pro tempore, Werner Arber, mentre si vede T.Pievani seduto in platea davanti ad Arber. C'è poi la relazione di Mark von Montagu "(Evolution in plant kingdom and difficulty to communicate science"); alla fine della relazione si introduce brevemente anche il tema del rapporto fra scienza e fede e viene citato anche il volume di Michael Shermer, un famoso "debunker" USA che ha rifiutato l'integralismo religioso battista che ha ben conosciuto nei suoi primi anni di vita, mettendo a disposizione le sue competenze: "The Believing Brain: From Ghosts and Gods to Politics and Conspiracies---How We Construct Beliefs and Reinforce Them as Truths".
Questo è quello che è utile che avvenga: gli esperti della teoria dell'evoluzione è inevitabile che si incontrino in quanto anche R.Timossi conferma che "la teoria dell’evoluzione per selezione naturale è il paradigma evoluzionistico oggi dominante in biologia"; e non è mai stata meglio in salute, tanto che Arber è pronto anche a ipotizzare come l'evoluzione condizionerà il futuro.
Dalle due ore in poi, ci sono un lungo intervento di W.Arber (in cui fra l'altro ricorda che il Vaticano non ha problemi nell'accettare l'evoluzione - anche se poi allude ai problemi e alle confusioni che invece creano in Vaticano i meccanismi evolutivi e la selezione naturale - una discussione e una conclusione finale del convegno.
Nonostante gli attuali gravi problemi associati alla perdita della biodiversità, fatto che sappiamo preoccuparlo molto, Werner Arber è ottimista sul futuro della vita, grazie ai meccanismi evolutivi che la gestiscono: "nature has the possibility to bring back biodiversity in the long time; however it will not be the same biodiversity .. the habitat can change drastically ... evolution helps; it is for me a big hope that, probablynot the human beings but at least living organisms will survive as long as possible on this space in the universe...". [Forse pensava a quanto sia breve la presenza dell'uomo rispetto a quella dei suoi batteri, fra i primi organismi comparsi sulla terra e probabilmente destinati ad essere gli ultimi...?] 

 

3/7/12-IT

·         [da Pikaia] L'estate è il periodo dei convegni, e fa piacere notare la rapidità della disponibilità in internet di quanto si presenta e si discute in questi incontri di esperti. Non siamo ancora alla "diretta" generalizzata, come nel caso delle riviste (anche gli studenti possono oggi leggere i fscicoli più recenti delle riviste in contemporanea ai loro docenti), ma ormai spesso possiamo sederci accanto a chi partecipa a questi convegni. Per i convegni non trasmessi in streaming comunque i tempi di pubblicizzazione delle videoregistrazioni  sono decisamente sempre più rapidi.
Su Pikaia compare quindi oggi l'invito (quasi provocatorio, visto l'impegno di tempo che richiederebbe) ad andare a gustarsi tutti i video dell'"International workshop on Evolution in the Time of Genomics", tenutosi a Venezia tra il 7 e il 9 maggio 2012; sono infatti online i seminari tenuti da questi oratori. Qui il programma. spiace che la pagina You Tube con i video sia organizzata male, con i 12 video semplicemente numerati e senza che siano indicati i nomi degli oratori in ogni video, per cui uno distratto rischia anche di non accorgersi nemmeno della presenza di premi Nobel.

 

1/7/12-USA

·         Nel blog dell'antropologo Dienekes si può trovare un'interessante sistesi aggiurnata delle conoscenza che abbiamo oggi, grazie ai nuovi dati molecolari sul DNA nucleare estratto da alcuni reperti scheletrici preistorici, sul processo che ha portato alla diffusione dell'agricoltura in Europa nell'età del bronzo. Il titolo del post è abbastanza chiaro ed evoca pure problemi attuali che sembrano angosciare o almeno preoccupare per molti europei: "The Bronze Age Indo-European invasion of Europe".
La prospettiva comunque è di poter capire sempre meglio come si è formato il mosaico delle attuali popolazioni europee, l'origine di alcune delle quali è sempre rimasta alquanto misteriosa (basti pensare al popolo basco).
Il post evidenzia un importante momento di transizione, sia per le caratteristiche genetiche che per quelle linguistiche, avvenuto circa 5000 anni fa, corrispondente al periodo dell'invasione dell'Europa da parte di popolazioni medio-orientali che portarono con loro sia le nuove tecniche agricole che le lingue indoeuropee; questo spostamento di popolazioni indusse ad un declino o ad una diversa dislocazione le popolazioni di cacciatori e raccoglitori che fino ad allora, certo con densità di popolazione estremamente limitate, dominavano l'Europa.

 

 

                                                                                                                                                                  

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