[Prof.Daniele Formenti]

 

NB: Articoli disposti in ordine cronologico inverso: in alto i più recenti

ANTI-EVOLUZIONISTI IN ITALIA?!

RASSEGNA STAMPA del 2013/2

(Anche A.R.Wallace fa ancora paura? E la sintesi estesa?)

Per chi vuole rievocare … ci sono anche le

Rassegne stampa degli ultimi 10 anni:

(2003/04- 2005- 2006- 2007- 20082009 1’s2009 2’s.- 2010 - 20112012 1’sem2012 2’sem2013 1’sem2013 2’semestre - 2014)

Documenti per capire il dibattito sull’evoluzione e documentari per conoscere l’evoluzione e le sue problematiche.

Come orientarsi fra i diversi creazionismi, NUOVI E VECCHI e gli antidarwinismi mappa  - L’interesse della rassegna stampa è soprattutto per verificare se ci sono ipotesi che provino a spiegare meglio i fatti che confermano l’evoluzione. Chiunque può rilanciare liberamente e senza fatica critiche prescientifiche vecchie di secoli, illudendo i lettori che la curiosità umana, un prodotto dell'evoluzione dei primati, sia eccessiva e la ricerca scientifica, per scoprire o verificare i fatti, sia inutile. Chi pensa “Non è mio scopo proporre una nuova teoria; prima cominciamo col riconoscere che quella neodarwiniana non funziona” non ha letto la sentenza del processo di Harrisburg, che ha condannato i neocreazionisti (certo oggi ci sono anche i creazionisti di una volta … e ogni tanto si fanno vedere anche in Italia ma non ci sono solo loro;  comunque è sempre facile riconoscerli, come ha fatto il giudice Jones ad Harrisburg: per l’assenza di laboratori e quindi di pubblicazioni scientifiche; in Italia li troviamo talvolta a ripetere o copiare sciocchezze dai creazionisti turchi o USA). Cliccare per ritrovare (in fondo alla pagina) i concetti e i link che servono per chiarire i problemi e le metodiche necessarie per capire sempre meglio l’evoluzione biologica.

Per studiare e capire le basi della biologia c’è anche un semplice ipertesto in italiano: La Biologia di Omodeo.

Per l'evoluzione c'è il corso di Pikaia sull’evoluzione biologica o, come alternativa, 10 Top Intelligent Designs;
C’è poi un recentissimo libro
di Piergiacomo Pagano sulla "Storia del pensiero biologico evolutivo".

 [I testi originali sono linkati, se accessibili, per una verifica personale della qualità delle fonti - e dei commenti]

 

Gennaio

Febbraio

Marzo

Aprile 

maggio

Giugno 

luglio

agosto

 

settembre

ottobre

novembre

dicembre

Iniziative organizzate nell'ambito dei DarwinDays in tutta Italia.

 

NB: Versione corrente (2014), in un'altra pagina

 

2013

DICEMBRE 2013

30/12/13-USA

·        Ancora un sondaggio sull'opinione degli statunitensi riguardo al dubbio, spesso non risolto, fra creazione/evoluzione.
Molti media USA (MSNBC, Reuters, NPR, Christian Science Monitor) commentano i dati pubblicati solo oggi dal centro "Pew Research" (Public’s Views on Human Evolution") su un sondaggio realizzato nell'aprile scorso.
Già molti commentatori (Andrew Sullivan, David Graham sull’Atlantic, Zack Beauchamp sul Think Progress, Allapundit su Hot Air, e Francis X. Clines e Paul Krugman sul New York Times si sono un po’ meravigliati dell’incremento del creazionismo fra i repubblicani e delle differenze rispetto a precedenti sondaggi (Gallup, ma anche altri).
Occorrono quindi analisi non superficiali per trovare eventuali imprecisioni (più o meno intenzionali) nella formulazione o nella presentazione delle domande.
Ad una prima occhiata già nelle prime righe si notano alcune stranezze: nel testo a sinistra si legge che il 60% degli americani crede che "gli umani e gli altri esseri viventi si sono evoluti col tempo" mentre il 33% pensa che "gli umani e gli altri esseri viventi sono rimasti sempre gli stessi fin dall'inizio dei tempi", mentre nella colonna a destra gli stessi dati sono presentati senza alcun riferimento agli "altri esseri viventi". Ovviamente non è lo stesso, visto che di solito gli inesperti tendono a dimenticare che l'evoluzione coinvolge ogni essere vivente, per cui è importante sapere se la domanda era o no completa.
Questo indica comunque che la pagina web è poco affidabile e bisogna fare riferimento alla relazione completa, in modo da verificare i dettagli dell'indagine.
Appena sotto viene comunque chiarito uno dei principali dubbi appena suscitati da un’analisi evidentemente incompleta, dato che non si chiarisce quale frazione del 60% attribuisca comunque a un Dio il merito di aver reso possibile che l'evoluzione producesse non solo l'uomo, ma anche i cobra, e soprattutto gli scarafaggi e i virus, di cui molti non sentirebbero affatto la necessità (e per questo sarebbero davvero interessati a conoscere il motivo della loro esistenza).
Sembra che tale percentuale sia del 24%, mentre per il 32% le diverse specie sono comparse a causa di meccanismi biologici di origine naturale.
L'indagine è certamente complessa (dalle percentuali precedenti manca ancora comunque un 4%…), visto che si valuta poi anche il pesante effetto delle tradizioni religiose. Si scopre così che i "white evangelical Protestants" sono creazionisti al 64%, mentre i "white mainline Protestants" sono più evoluzionisti dei cattolici: solo il 15% di loro sono creazionisti. [Per orientarsi fra le classificazioni, questo articolo sui protestanti può aiutare... ma non è così facile: bisogna considerare anche la percentuale di aderenti alle diverse fedi negli USA...]
Questo grafico indica le differenze per religione fra quelli che vengono presentati come evoluzionisti (anche se teisti).

·        Altri comunque hanno commentato anche criticamente questo sondaggio sul creazionismo USA:
Ne hanno parlato Greg Mayer nel blog di Jerry Coyne (“Pew Poll: American evolution-acceptance holds steady, partisan divide widens”, “What, if anything, is wrong with the Pew poll on evolution acceptance?”) ma anche Dan Kahan del Cultural Cognition Project of Yale Law School.
Si deve soprattutto fare un confronto con il sondaggio Gallup del 2012, commentato in aprile sul blog di J.Coyne. Non è per nulla giustificata soprattutto la differenza fra il 32% e il precedente 15% di americani che accettano la spiegazione naturalistica.
Non manca un breve commento del NCSE (“A new Pew poll on evolution”)

 

29/12/13-VA

·        Un altro workshop molto interessante organizzato dalla PAS (con Lumsa e Justitia et Pax) è stato quello sull'"Emergenza esclusi"
Si è svolto il 5 dicembre 2013 e l'ospite principale era Juan Grabois ("Capitalismo de exclusión, periferias sociales y movimientos populares"), un giovane avvocato che, coll'appoggio dell'ex Arcivescovo di Buenos Aires, era riuscito, insieme ai leader del movimento dei “cartoneros” della capitale argentina, ad ottenerne il riconoscimento legale.
Fra gli altri oratori invitati c'erano scienziati ed economisti esperti di problemi globali, anche ambientali, come Jeffrey Sachs, Giuseppe Tognon, Romano Prodi, V. Ramanathan e Maryanne Wolf.
E' particolarmente interessante notare l'origine del testo inserito come base di discussione nel booklet allegato al sito ("The Emergency of the Socially Excluded".
Ancora più interessante è l'analisi dei grafici utilizzati per approfondire e per orientare la comprensione del testo, evitando che chiunque possa illudersi che l'emergenza esclusi possa essere ridotta ad un'esperienza metafisica.
Se qualcuno si era preoccupato per gli accenni fatti il 23/9/07 dal precedente papa [L’emergenza della fame e quella ecologica denunciano con crescente evidenza che la logica del profitto, se prevalente, incrementa la sproporzione tra poveri e ricchi, come pure un rovinoso sfruttamento del pianeta” (audio, testo integrale dell’agenzia vaticana Zenit)], è difficile rimanere indifferenti di fronte all'immagine iniziale e ai grafici che nel booklet illustrano in modo non equivocabile il testo della parte della recente esortazione papale (27/11/13: "Evangelii gaudium") dedicata agli squilibri, soprattutto economici e sociali, del mondo attuale e alle loro conseguenze.
Se nel sito web mons.Sorondo presenta una sintesi dei problemi discussi nel workshop e invita a "
trovare soluzioni nuove di fronte all’emergenza esclusi”, i grafici - in gran parte di fonte ONU - cercano di far capire il mondo visto da una prospettiva, forse insolita, ma dalla quale è più facile capire perché crescono anche le nuove forme di schiavitù discusse dalla PAS in novembre.
Fa particolare impressione, per chi si occupa di evoluzione biologica, leggere che alla frase "oggi tutto entra nel gioco della competitività e della legge del più forte, dove il potente mangia il più debole" non si associa Darwin o sue improbabili colpe per questa frase verificabile già milioni di anni fa, ma un'immagine con i marchi delle poche multinazionali che controllano l'economia mondiale, fra cui si notano pure quelle corresponsabili della distruzione della foresta tropicale.
Come italiano fa anche molta impressione vedere un'esortazione papale illustrata da un grafico ancora troppo poco noto in Italia, tratto da una ricerca commissionata a R.Murphy dal gruppo socialdemocratico al parlamento europeo; viene  associato ad una frase in cui il papa si preoccupa e si lamenta del culto di "
nuovi idoli"; nulla a che fare con la scienza, in questo caso, ma con "il feticismo del denaro e la dittatura di una l'economia senza volto".
Il grafico mostra che l'Italia non è più da almeno un anno l'ottava economia del mondo, ma con 240 miliardi di evasione è sorpassata solo dal Brasile e dagli Stati Uniti per l'enorme evasione fiscale. E' al terzo posto nel mondo anche per l'economia in nero come % del PIL, dopo Russia e Brasile. Come sa anche il papa, evasori e truffatori fiscali in Italia non sono comunque tutti senza volto.
Altri grafici sottolineano alcuni punti dell'esortazione, evidenziando il continuo aggravamento delle enormi disparità fra la gran parte dell'umanità e i pochissimi in cui si concentra il potere e la ricchezza.
  

 

28/12/13-UK

·        Un recente articolo indaga sul rapporto fra dimensioni del cervello e i geni che contribuiscono all'encefalizzazione nei mammiferi.
L'attuale secolo è iniziato evidentemente con un interesse sempre più crescente verso tutte le questioni che coinvolgono l'encefalo e in particolare l'encefalo umano, il suo funzionamento e i processi biologici che ne hanno determinato le origini.
L'articolo, pubblicato a fine novembre dai Proceedings of the Royal Society B - biological Sciences, è firmato da 4 ricercatori di 2 università inglesi e si occupa di "Increased brain size in mammals is associated with size variations in gene families with cell signalling, chemotaxis and immune-related functions".
E' interessante, come viene evidenziato anche nel commento pubblicato in un post ("Grossi cervelli, tanti geni") nel sito di Pikaia, la dimostrazione di un ruolo importante svolto, nel processo di encefalizzazione accompagnato da un aumento del volume complessivo e di quello della corteccia, anche da geni non strettamente associati alle funzioni cognitive.

 

27/12/13-USA

·        J.Coyne nel suo blog cita e commenta un'intervista al cancelliere  dell'Accademia delle Scienze Pontificia, mons.Sorondo.
L'intervista ("Vatican science on Christmas and creationism”) è comparsa sulla rivista USA The Daily Beast. L'intervista riguarda il rapporto del Vaticano con la scienza, un tema che inevitabilmente complicherebbe qualsiasi relazione; tutte le religioni sono alla ricerca di verità, anche se inevitabilmente non definitive, in quanto basate su spiegazioni metafisiche.
Il tema scelto per l'intervista, tutta centrata sulla scienza e sull'attività di una secolare (G.Galilei fu uno dei primi eletti) struttura di consulenza scientifica del Vaticano che certo può suscitare qualche perplessità e qualche sorpresa nei creazionisti protestanti e nel pubblico USA.
Non c'è da stupirsi, visto la PAS non è accettata nemmeno dai cattolici creazionisti o integralisti, come dimostra la contestazione sia da parte del Centro Kolbe USA che dallo stesso ex- vicepresidente del CNR, il creazionista biblico prof.De Mattei, criticato nel 2009 dal presidente Nicola Cabibbo. 

·        Il post di J.Coyne ("Vatican scientist claims that “reason was created by God”; gets muddled about accommodationism") critica soprattutto la frase dell'intervista in cui il cancelliere contesta, con una indimostrabile spiegazione alternativa, il ruolo creativo dell'evoluzione biologica; J.Coyne ricorda che esistono e sono dimostrabili livelli intermedi di ragione in tante altre specie, permettendo di individuare un percorso evolutivo che conferma le spiegazioni naturalistiche.
Certo sembra proprio che J.Coyne, che era di fretta ("I’m in a rush"), non si informi adeguatamente e faccia pure un errore di valutazione, contando il numero di premi Nobel nell'articolo ("at least four Nobel Laureates") e non nel sito della PAS (avrebbe notato che sono ben 70).
Forse dovrebbe visitare il sito; scoprirebbe che anche il presidente della PAS, Werner Arber, è un premio Nobel ed è addirittura un suo collega biologo evoluzionista, oltre che formalmente di religione protestante.
Tutti elementi che da tempo sembrano innervosire i creazionisti, sia protestanti che cattolici; alcuni, forse per "aiutare" il papa responsabile della nomina, avevano penosamente cercato errori o incoerenze nei suoi scritti.
Un'altra frase che giustamente viene notata da J.Coyne è quella in cui mons.Sorondo contesta la loro stessa vecchia verità che paradiso ed inferno siano luoghi reali.
Mons.Sorondo non mette però in dubbio anche l'esistenza reale di Adamo ed Eva; forse non vuole fare arrabbiare un noto creazionista biblico italiano, docente nell'università dei legionari dei Cristo, che crede ancora a quello che gli hanno  raccontato al catechismo. 

·        Curioso che, nel sito web con l'intervista a mons.Sorondo, il link alla PAS immetta direttamente nel sito delle conclusioni del convegno di novembre su "Trafficking in Human Beings: Modern Slavery", quella con lo "STATEMENT ON TRAFFICKING IN HUMAN BEINGS", qui citato il 2/11 ma anche il 25/12.  

 

26/12/13-USA

·        Suscita discussione un articolo sull'evoluzione del cervello nei mammiferi, comparso su Trends in Cognitive Sciences.
Un primo commento all'articolo di Randy L. Buckner e Fenna M. Krienen ("The evolution of distributed association networks in the human brain") è quello del giornalista scientifico Carl Zimmer sul New York Times ("In the Human Brain, Size Really Isn’t Everything"), che utilizza anche la consulenza di un altro neuroscienziato, Chet C. Sherwood. Il lavoro è decisamente impegnativo, sia per l'analisi comparativa all'interno dei mammiferi che, ovviamente, anche per il grande interesse per i recenti eccezionali miglioramenti delle conoscenze sul funzionamento del cervello umano; in parallelo aumenta anche la necessità di conoscere i percorsi evolutivi che hanno permesso di realizzare uno strumento che ha reso unico il processo evolutivo che ha permesso l'evoluzione culturale umana.
L'articolo sul NYT non viene apprezzato da PZ.Myers, un docente di biologia che gestisce un blog molto popolare (Pharyngula), che il 27/12 lo commenta in modo critico verso il giornalista ("Frugal to the point of vacuity"). Carl Zimmer ne riferisce sul suo blog ("Untethering the Brain").  

 

26/12/13-USA

·        Nel blog dell'antropologo Dienekes si elencano oggi le nuove conoscenze ottenute, nel solo 2013, con l'uso dell'ancient DNA.
E' molto efficace e utile l'elenco riportato oggi dal Dienekes's anthropology blog nel post ("Ancient DNA: what 2013 has brought"), anche perchè ogni scoperta è associata al suo post che la annuncia, con il relativo link al lavoro originale. In un’unica pagina vengono riunite tutte le principali scoperte del 2013. Le novità ottenute con le nuove tecniche e le potenzialità fanno immaginare la possibilità di ricostruire con maggiori dettagli a livello molecolare anche i processi che possono portare alla speciazione.

·        Anche nel blog di J.Coyne oggi si cita l'articolo di R.Brulle sui finanziatori delle iniziative che negano i risultati e i consensi delle ricerche scientifiche che confermano i cambiamenti climatici.
Jerry Coyne nel suo post di oggi ("Templeton funds climate-change denialist groups") cita l'articolo "Institutionalizing delay: foundation funding and the creation of U.S. climate change counter-movement organizations" (pubblicato dalla rivista Climate Change della Springer). J.Coyne riporta anche alcuni interessanti dati (ottenibili dal materiale online allegato e liberamente accessibile) riferiti in particolare a finanziamenti provenienti dalla Templeton Foundation (TF) e diretti non solo a contestare i risultati delle ricerche scientifiche sulle responsabilità e le conseguenze dei cambiamenti climatici in corso.
E' interessante notare che per quanto riguarda i finanziamenti per cercare di nascondere le responsabilità umane del "climate change", i fondi stanziati dalla fondazione religiosa protestante USA TF sono il triplo di quelli stanziati dalla ExxonMobil, facendo sospettare il notevole interesse verso una problematica non certo connessa con la relazione fra scienza e fede; appaiono lontani da questa tematica anche i numerosi finanziamenti diretti verso iniziative e fondazioni conservatrici.
Come viene evidenziato nell'articolo si nota comunque che dal 2007 è evidente la tendenza a nascondere l'origine dei fondi quando questi vengono da multinazionali energetiche, che oggi preferiscono percorrere nuove vie nascoste, che permettono di non pubblicizzare i veri donatori.
Lo sottolinea anche R.Brulle, che in un'intervista su The Daily Climate del 21/12 ("Study finds shift to ‘dark money’ in climate denial effort”) sottolinea come molte fondazioni che finanziano i negazionisti dei cambiamenti climatici nascondano l'origine di fondi che in realtà giungono da chi gestisce le fonti di energia ("Koch Industries, ExxonMobil disappear from traceable public databases after 2007", "In the end, Brulle concluded public records identify only a fraction of the hundreds of millions of dollars supporting climate denial efforts. Some 75 percent of the income of those organizations, he said, comes via unidentifiable sources. And for Brulle, that's a matter of democracy. "Without a free flow of accurate information, democratic politics and government accountability become impossible," he said. "Money amplifies certain voices above others and, in effect, gives them a megaphone in the public square". Powerful funders, he added, are supporting the campaign to deny scientific findings about global warming and raise doubts about the "roots and remedies" of a threat on which the science is clear".
Sembra di capire che anche R.Brulle, come già fece più di 25 anni fa Chico Mendez, abbia dimostrato l'esistenza di una situazione fortemente squilibrata che costituisce un serio rischio sia per il pianeta che per la democrazia. In questo caso si aggiunge anche l'evidente tentativo delle industrie che gestiscono i rifornimenti energetici ad utilizzare il loro potere economico e finanziario anche per finanziare chi nega - al posto loro - il ruolo della ricerca e del metodo scientifico quando si cerca anche solo di conciliare i loro interessi con quelli del pianeta. 

·        Le opinioni della chiesa cattolica sembrano invece almeno un po' diverse, soprattutto negli ultimi anni, da quelle della TF, che pur da tempo finanzia altre iniziative vaticane, come i convegni sull'evoluzione organizzati in occasione del bicentenario di Darwin nel 2009.
Non solo ci sono infatti in Italia organizzazioni religiose di base che da tempo si preoccupano di calcolare l'impronta ecologica (come GreenAccord che un paio di mesi fa, ai primi di novembre, ha realizzato a Napoli davanti a un centinaio di giornalisti un'iniziativa sullo smaltimento dei rifiuti, sostenuta anche dal papa), ma un organo di consulenza vaticana come l'Accademia Pontificia delle Scienze dal 2010 organizza iniziative e convegni (come quello dedicato a "Global Climate Change and Biodiversity") in cui si evidenziano le conseguenze sul riscaldamento globale della pesante impronta ecologica umana.
Le conclusioni del convegno organizzato poi nel 2011 in Vaticano dall’Accademia Pontificia delle Scienze (“Il destino dei ghiacciai di montagna nell’Antropocene”) sono inequivocabilmente preoccupate: “Noi invitiamo tutti i popoli e le nazioni ad una nuova consapevolezza degli impatti, gravi e potenzialmente irreversibili, del riscaldamento globale causato dall’emissione di gas serra e di altri inquinanti da parte dell’uomo e dai cambiamenti nell’uso del territorio”.

 

25/12/13-VA

·        E' il giorno adatto per una visita al sito della Pontificia Accademia delle Scienze, per scoprire iniziative nuove, passate e prossime.
Se si scorrono le iniziative passate della PAS si scopre - ed è una novità - che si è deciso di mettere a disposizione il materiale registrato durante il gruppo di lavoro realizzato il 19/21 aprile 2013. Per approfondire le novità recenti sull'evoluzione umana rispetto a quanto discusso nel 2008 in occasione del convegno’Evoluzione dell’Universo, della Vita", si è organizzato 8 mesi il workshop "Via Humanitatis", di cui ora sono disponibili le registrazioni video.
Sono raccolti in tre pagine web che permettono, a chi fosse interessato al lavoro dei veri paleontropologi, di scoprire quali siano i loro interessi, le loro competenze e quali sono i risultati che prodotti dalle loro ricerche sul campo.
Come si può verificare, al workshop hanno partecipato esperti che hanno svolto ricerche sul campo in varie zone del mondo e che hanno raccolto dati che, pur parziali, non sempre esaurienti e talvolta anche insufficienti rispetto alla nostra curiosità, permettono di ricostruire parte della vita reale dei nostri antenati nelle diverse fasi dell'evoluzione umana. 

·        Il 2/3 novembre invece si è tenuto all’Accademia Pontificia delle Scienze un convegno sulla schiavitù e  il traffico di esseri umani.
Documenti (“UNODC 2012 Report on Trafficking”, “Protocol to Prevent, Suppress and Punish Trafficking in Persons, Especially Women and Children, convenzioni ONU (“United Nations Convention against Transnational Organized Crime”) e altri report (Slavery Index Report) mettono in luce un fenomeno drammatico e la cui responsabilità – nessuno può contestarlo - è certamente da attribuire a chi ne trae vantaggi, l’uomo.
Qui il Conference booklet e il Draft Statement del convegno “Trafficking in Human Beings: Modern Slavery”.

·        Subito dopo, il 4/6 novembre scorso, alla PAS si è tenuto un convegno sul rapporto fra risorse economiche e sviluppo dell'uomo ("Bread and Brain")
L'incontro, organizzato da Antonio M. Battro (un esperto di formazione) e Ingo Potrykus (l'esperto di OGM che ha scoperto l'eccezionale Golden rice) è stato suddiviso in quattro sessioni "al fine di beneficiare dalle discussioni degli esperti su genetica delle piante, sviluppo cerebrale, sicurezza alimentare ed istruzione, che possono convergere verso soluzioni integrate per migliorare la qualità della vita umana"

 

22/12/13-BR

·        25 anni fa venne ucciso in Brasile, nello stato dell'Acre, ai confini con la Bolivia, Chico Mendez.
Chico Mendez era un seringueiro (raccoglitore di resina dell'albero della gomma, l'Hevea brasiliensis) che cercava di difendere la foresta amazzonica; l'anno prima, in un viaggio di 40 giorni negli USA, aveva sostenuto anche davanti al senato USA la necessità di proteggere il lavoro e la vita della gente che viveva grazie alle ricchezze della foresta amazzonica
La sua uccisione non fu certo l'unica (e la responsabilità fu attribuita ai latifondisti interessati  all'abbattimento della foresta per ottenere legname e pascoli a scapito anche di una biodiversità unica al mondo); aprì un periodo lungo e difficile, che portò finalmente nel 2009 ad un notevole rallentamento nella distruzione della foresta.
La sua scomparsa aiutò a capire la necessità di identificare e contrastare i responsabilità della distruzione di una ricchezza collettiva che portava benefici anche al di là dei confini brasiliani.
Molti altri hanno poi continuato a impegnarsi nella difesa della foresta amazzonica, e molti sono stati assassinati negli anni successivi, fra cui anche una suora americana, Doroty Stang, il 12/2/2005 nello stato del Parà; il mandante, un allevatore di bovini è stato condannato a 30 anni).
Comunque nei decenni successivi la situazione, anche politica, del Brasile è migliorata con l'arrivo al potere di esponenti del Partito dei Lavoratori, come Lula, che aveva iniziato la sua carriera politica nell'Acre, insieme a Chico Mendez e a Marina Silva, una seringueira che nel 2003 divenne ministro dell'Ambiente e che nel 2014 cercherà ancora una volta di essere eletta presidente del Brasile.
Dal 1988, dall’anno della morte di Chico Mendez, divenne sempre più facile per i brasiliani, ma anche per il mondo, scegliere se sostenere chi difendeva la foresta o "i predatori" che la distruggevano nell'interesse di pochi latifondisti, produttori di legname, di carne o di caucciù.
La storia della lotta di Chico Mendez per difendere il suo lavoro e la foresta amazzonica è raccontata in un piccolo libretto (o ebook da 1€) scritto da Miriam Giovenzana ("Fermo come un albero, libero come un uomo").

 

21/12/13-USA

·        John Hawks è stufo di schemi pieni di frecce che indicano ipotetiche migrazioni degli hominini del Pleistocene
E quindi nel suo blog ("Field guide to Pleistocene hookups")  il paleoantropologo propone in alternativa frecce che indicano, come accennavo, "relazioni di parentela realmente documentabili", facendo notare anche lui che ormai abbiamo in mano tecniche che permettono di seguire il percorso dell'informazione genetica contenuto nel DNA.

 

19/12/13-USA

·        Oggi anche un articolo su Science propone le più importanti novità scientifiche dell'anno che sta finendo: "Breakthrough of the Year 2013"
Nella pagina in cui si concentrano i "Notable Elements",cioè le novità al top, è interessante trovare novità che migliorano le nostre conoscenze sull'evoluzione; anche su quella umana: fossile dell'anno viene proposto il 5' cranio di Dmanisi, che rende inevitabile la discussione. degli altri 4 e eventuali proposte di revisione della classificazione delle specie e sottospecie di omini fossili.
Fra le novità, anche se giunte un po' tardivamente, aggiungerei assolutamente anche le nuove sequenze del DNA di reperti neandertaliani europei ed asiatici, che si aggiungono alle sequenze ottenute sui Denisovani.
Ce lo fanno capire John Hawks ("The Altai Neandertal"), Dienekes  ("A Neandertal from the Altai Mountains") ma anche Carl Zimmer ("Toe Fossil Provides Complete Neanderthal Genome") nei loro blog. L'impressionante schema, tratto dall'articolo "The complete genome sequence of a Neanderthal from the Altai Mountains" pubblicato ieri da Nature, dimostra la possibilità, certo da migliorare, di analizzare e confrontare sequenze di genomi di individui appartenenti a popolazioni e specie del passato.
E' qualcosa del tutto nuovo, ben diverso dalla verifica dei cambiamenti del DNA nel tempo, che si ottiene confrontando genomi di individui attualmente viventi appartenenti a specie diverse; anche filogeneticamente molto lontane.
Ora sarà possibile avere nuove e migliori conferme dei processi di speciazione (magari tracciando a livello molecolare anche eventi di ... "sottospeciazione") confrontando individui scomparsi in momenti distanti decine o centinaia di migliaia di anni. Moltissimo è cambiato dalla scoperta della struttura del DNA (1953), ma molte altre novità ogni anno riescono a stupirci.
Sarà forse possibile proporre ipotesi di formazioni di nuove specie (e non solo nel genere Homo) difficilmente contestabili anche da chi non conosce la biologia, la genetica o i dati che già da decenni permettono di confermare l'origine comune degli esseri viventi già intuita da Darwin (Erasmus) nel 1794, rendendo obsoleto almeno il nome (Uncommon descent) del blog dei neocreazionisti USA dell'ID.
Si spera arrivino presto le informazioni sul genoma dei neandertaliani del monte Carmelo. Le tecniche sviluppate sull'uomo fossile potranno poi essere applicate anche a tutti i reperti fossili animali estratti dagli scavi archeologici, se utile o necessario. Sarà più difficile confondere fenomeni diversi come speciazione ed evoluzione.

 

18/12/13-UK

·        Fine anno. Tempo di riflessione su un anno di scienza per Nature.
Secondo Nature ("2013 in review"), "From the US shutdown to breakthroughs in stem-cell therapies, the past 12 months have seen fluctuating fortunes for science".

 

18/12/13-USA

·        Anche quest'anno un sondaggio USA su evoluzione/creazionismo
E' il solito sondaggio della Harris, che permette di seguire l'andamento negli anni della percentuale di statunitensi favorevoli al creazionismo e contrari all'evoluzionismo. Le domande ("Americans' Belief in God, Miracles and Heaven Declines"), sempre le stesse da anni, non sempre sono chiare nell'identificare le diverse opinioni, anche a causa dell'uso costante di termini che probabilmente sono diventati sempre più equivoci o ambigui col tempo; sui tempi lunghi si nota una tendenza ad un calo della fede in eventi, fatti e ambienti indimostrabili, incoraggiante anche se non sufficiente per affrontare situazioni del tutto nuove che devono essere gestite e superate per poter continuare senza traumi l'avventura umana.
Nel sondaggio di quest'anno c'è comunque qualche novità: si incrociano con le opinioni politiche e con l'età anche le risposte che valutano la percentuale di credenti in eventi metafisici finora non dimostrati. Purtroppo queste risposte non sono incrociate con l'affiliazione alle numerose religioni a cui aderiscono gli statunitensi.
Per quanto riguarda la fede nel creazionismo (ma il sondaggio non distingue fra i diversi tipi di creazionismo), è interessante notare come non cambi molto con l'età ma ci sia un evidente correlazione con le opinioni politiche.
Il sondaggio viene presentato anche nel sito del NCSE ("Evolution in a new Harris poll")     

 

17/12/13-USA

·        Si conclude rapidamente - e bene - in Texas l'approvazione dei libri di testo di scienze per le superiori
Il comitato di esperti nominato il 12/12 ha già negato alcun valore alle critiche che avevano temporaneamente bloccato l'approvazione del testo di biologia di Ken Miller e Joseph Levine. La notizia, riferita dal Texas Freedom Network, ("Texas Review Panel Rejects Creationist Objections to Pearson Biology Textbook") è rilanciata con grande soddisfazione ed enfasi dal sito del NCSE ("A final victory in Texas"). Proprio in quel sito si era previsto che la commissione avrebbe deciso in pochi giorni, visto che la commissione era costituita da esperti e quindi da ricercatori ovviamente prevenuti verso opinioni non supportate da prove ma da millenarie tradizioni religiose.

 

16/12/13-IT

·        Sul Corriere c'è un articolo di G.Manzi sulle ultime scoperte a Dmanisi
Chi volesse inquadrare correttamente le importanti novità che ci sono arrivate dal sito archeologico di Dmanisi (in Georgia, nel Caucaso) può leggere questo articolo pubblicato oggi sul Corriere della Sera: “Un incrocio nel Caucaso. Sono lì passato e futuro dei nostri antenati Homo”. 

·        L’UE annuncia che sono stati stanziati i primi 15 miliardi per finanziare il progetto europeo Horizon 2020 dedicato alla ricerca.
Con un’intervista all’Unità («Quindici miliardi per la ricerca, l'Italia non resti indietro») Patrizia Toia, vicepresidente a Bruxelles del Gruppo R&D e vicepresidente della commissione Industria dell’Europarlamento, informa della disponibilità dei primi fondi (2014/15) per il progetto europeo Horizon 2020.
Come si sa, e come ha evidenziato anche la relazione pubblicata in novembre su Science dal presidente dell’American Association for the Advancement of Science (“What's So Special About Science (And How Much Should We Spend on It?”), i finanziamenti che l’Italia destina alla ricerca sono assolutamente inadeguati e insufficienti rispetto alla posizione che il nostro paese vorrebbe avere nel mondo, come si capisce immediatamente dal grafico che sintetizza il confronto fra l'Italia e gli altri paesi, dove si vede l'Italia posizonata nell'area di confine fra i paesi sviluppati e i paesi non molto interessati alla ricerca. 
Vedere l’Italia al 23’ posto rende decisamente difficile immaginare se, come e quando ci si potrà togliere da questa imbarazzante posizione. Tanto più che sembra non siano ottimali nemmeno le disponibilità di personale e strutture adeguate per utilizzare al meglio i finanziamenti europei.
E' infatti relativamente limitato anche il numero di scienziati e ingegneri (è impressionante il confronto, per ambedue gli indicatori, con la situazione finlandese); curiose e squilibrate le posizioni della Grecia e di Israele, il primo con un numero di ingegneri e scienziati eccessivo rispetto agli investimenti e il secondo con un’incredibile disponibilità di fondi per un personale quantitativamente paragonabile a quello italiano.
Recenti sconcertanti situazioni (il caso Stamina e la nuova legge che ostacola la necessaria sperimentazione animale) hanno messo in evidenza imbarazzanti e masochistiche sottovalutazioni del ruolo della scienza e della ricerca in Italia, giustificando le ipotesi di abbandono del paese che serpeggiano fra i giovani ricercatori più promettenti, già molto preoccupati per prospettive lavorative (ma anche economiche) inadeguate sia rispetto alla propria preparazione e alle proprie curiosità e capacità, sia rispetto a quello che potrebbero trovare all’estero.

 

15/12/13-USA

·        Scientific American ripropone oggi un articolo del 1913 in cui un anatomico londinese dimostra che il reperto di Piltdown era composto da ossa di due specie diverse.
Autore dell’articolo (“The Piltdown mandibole”) fu David Whaterston, professore di anatomia all’Università di Londra, King's College, che però identifica la mandibola come appartenente ad uno scimpanzé.

 

13/12/13-IT

·        Un invito ad approvare rapidamente una legge che preveda sanzioni contro l’importazione di legname tropicale non certificato.
E’ comparso sul sito web di Greenreport.it l'articolo “No all’importazione di legno illegale: «Il governo applichi il regolamento Ue», dove si fa riferimento al ritardo di ormai 9 mesi dell'Italia rispetto all'emanazione di regolamenti attuativi alla legge europea approvata quasi un anno fa.
La mancanza dei regolamenti ostacola l'applicazione della nuova legge europea, e questo è particolarmente grave in un paese per cui passa buona parte del legname  tropicale importato dall'Africa.

 

13/12/13-UK

·        Editoriale di Nature sullo sconcertante caso Stamina
Il titolo dell’editoriale di Nature è decisamente preoccupato (“Stem-cell fiasco must be stopped”) per una sconcertante sentenza di un TAR italiano che evidentemente attribuisce ai giudici, e non a ricercatori esperti, le competenze per valutare l’efficacia e l’utilità di un trattamento sanitario tuttora misterioso e che finora non ha dimostrato di essere di qualche vantaggio per pazienti a rischio per diverse patologie.
Nel sottotitolo l’editoriale di Nature insiste ad invitare il ministro a far rientrare l’Italia fra i paesi in cui si apprezza il metodo scientifico e la razionalità che da qualche secolo hanno guidato i migliori scienziati e i migliori politici (“In the public interest, the Italian health minister should resolve the ongoing uncertainty over a government trial of a controversial therapy”).

 

12/12/13-USA

·        Un post di Carl Zimmer sulle prime forme di vita multicellulari
(“In Search of the First Animals”) invita alla lettura di un importante articolo pubblicato oggi su Science (“The Genome of the Ctenophore Mnemiopsis leidyi and Its Implications for Cell Type Evolution”)

·        Buone notizie da Austin in Texas, dove non si è comunque ancora conclusa l'approvazione dei libri di testo adottabili per i corsi di scienze delle superiori.
La buona notizia, riferita sul sito del NCSE, è che sono stati scelti gli esperti che devono rivalutare la posizione critica verso un unico libro di testo di biologia che non è stato approvato dalla commissione, quello di Ken Miller e Joseph Levine, uno dei più venduti negli USA. Già Miller e Levin avevano risposto puntualmente alle assurde critiche al loro libro, come ha riportato Jerry Coyne nel suo blog ("Ken Miller and Joe Levine respond to creationist criticisms of their textbook").
I tre esperti sono tutti ricercatori che non hanno mai preso posizione in favore di posizioni antiscientifiche, per cui un componente del NCSE si è sentito di poter sostenere che “it’ll take about 5 minutes for them to dismiss the claims leveled against Pearson’s Biology".
Addirittura uno degli esperti, Ronald Wetherington, professore di antropologia alla Southern Methodist University, già in settembre e in modo dettagliato aveva contestato le critiche dei sostenitori dell’ID al libro di Miller (un docente universitario di biologia, cattolico e collaboratore dell’NCSE in molte iniziative, anche giudiziarie) e Levine. Sembra di capire che, almeno in Texas, la ragione impedisca di ricusare un esperto solo per aver già espresso precedentemente la sua opinione da esperto.

 

11/12/13-USA

·        Talvolta l’evoluzione si accontenta di perdere informazioni e  funzioni non più necessarie.
E’ un processo – lo potremmo chiamare distruzionismo? - che risulta inevitabile se e quando una funzione non serve più in un nuovo contesto. Anche l’informazione genetica in questo caso può andare persa. Si crea quindi  una condizione che favorisce la produzione di pseudogeni e quindi di DNA che codifica per proteine … non più utili e che può guastarsi senza gravi conseguenze, magari codificando prodotti con funzioni nuove e diverse..
La storia raccontata da Carl Zimmer nel suo blog The Loom (“The Smell of  Evolution”) è decisamente curiosa e interessante anche perché coinvolge anche la nostra specie, che è inserita in un processo evolutivo, quello dei primati, a cui l'ambiente ha offerto un miglioramento della vista e un peggioramento dell’olfatto rispetto al “mammifero standard”.
Zimmer cita quindi un lavoro del 2012 sull’evoluzione dei recettori olfattivi nei vertebrati (“Olfactory Receptor Multigene Family in Vertebrates: From the Viewpoint of Evolutionary Genomics”) ma anche un recentissimo lavoro, pubblicato su Nature Neuroscienze (“The missense of smell: functional variability in the human odorant receptor repertoire”) che riguarda alcuni aspetti anche curiosi dell’olfatto umano e che aveva attirato l’attenzione anche del sito web Galileo (“A ciascuno i suoi odori”).

 

11/12/13-UK

·        Su Nature intriga un’indagine bibliometrica sulle disuguaglianze di genere negli articoli pubblicate dalle riviste scientifiche
L’articolo (“Bibliometrics: Global gender disparities in science”) cerca di verificare le disuguaglianze di genere nella ricerca scientifica, verificando se le femmine (che sono la maggioranza fra gli studenti in quasi tutti i paesi) riescono a mantenere tale prevalenza anche fra gli autori delle pubblicazioni scientifiche. Non sembrerebbe…

 

11/12/13-IT

·        [da Pikaia] Mercoledì 11 dicembre alle ore 16.30, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, Francesco Cassata presenta il suo nuovo libro, "L’Italia intelligente", che parla della vicenda del genetista Adriano Buzzati-Traverso.
Il libro era già stato presentato a Pavia il 18/6/2013.
Buzzati aveva lavorato, come giovane genetista, fin dal 1948 a Pavia, dove poi aveva poi fondato e diretto l’istituto di genetica, prima di trasferirsi nel 1962 a Napoli, dove fondò il Laboratorio Internazionale di Genetica e Biofisica del CNR (LIGB).
Il giornale dell'Università di Padova ha pubblicato un commento di T.Pievani ("L’Italia, un “paese senza domani?") al libro di F.Cassata.

 

10/12/13-IT

·        Finalmente si può leggere in italiano il principale libro di A.Wallace
[da Pikaia] La diffusione in Italia della conoscenza di Alfred Wallace, dimenticato forse più da chi critica la teoria dell’evoluzione, è dovuto anche alla scarsa conoscenza dei suoi testi.
Da oggi è possibile leggere in italiano (la traduzione è di Andrea Asioli)  L’arcipelago malese”, uno dei più affascinanti e ben riusciti racconti di viaggio naturalistico dell’Ottocento inglese, che descrive otto anni di vagabondaggi di Wallace (dal 1854 al 1862) nella maestosa vegetazione tropicale delle isole indonesiane.
L’edizione italiana pubblicata da Mimesis Edizioni è curata da T.Pievani. Qui altri testi di Wallace e la versione in inglese del libro, The Malay archipelago.

·        Il 12/1 si terranno a Ferrara e a Napoli due convegni sulle collezioni scientifiche museali.
Su Pikaia si trovano le informazioni e i link ai siti web: “Status e progetti di gestione e fruizione delle Collezioni del Museo di Storia Naturale di Ferrara” e “Bicentenario del Museo Zoologico di Napoli 1813 · 2013

 

9/12/13-USA

·        Il NCSE offre gratuitamente una preview (PDF) del libro di Henry Gee The Accidental Species: Misunderstandings of Human Evolution (University of Chicago Press, 2013). La preview consiste nel capitolo 2 del libro, "All about Evolution,"

·        E’ morto P.Edward T. Oakes
Lo annunciano il sito dell’NCSE e il sito della Catholic News Agency . Nessuno probabilmente ne ha mai sentito parlare in Italia, ma era un gesuita USA che ha contribuito a tenere i cattolici USA lontani dalle idee dell’Intelligent Design.
E’ abbastanza noto come l’ID, fin dalla riscoperta della Teologia Naturale del rev.W.Paley, nel 1989, avesse avuto un certo successo fra i creazionisti protestanti USA di diverso orientamento, ma non avesse trovato un terreno fertile fra teologi e religiosi USA (basta ricordare P.George Coyne, l’astronomo pontificio per 25 anni, che si sa che festeggiava i compleanni di Darwin) e disinteresse nell’ambiente dei cattolici. Ora si scopre che anche P.Oakes avesse contribuito a sconsigliare ai cattolici USA dal lasciarsi attirare dall’ID.

 

9/12/13-EU

·        Inizia oggi la settimana europea delle foreste
Ci informa di questa iniziativa il quotidiano on line Greenreport.it (“Settimana europea delle foreste al via”).
Il ministro dell’Agricoltura e delle foreste della Finlandia, Jari Koskinen, ha aperto oggi a Rovaniemi (SF) un convegno organizzato per la Settimana europea delle foreste (9-13 dicembre).
Come si capisce dal Conference Handbook dell’UNECE (United Nations Economic Commission for Europe), che dalla città di Babbo Natale… propone immagini natalizie, tema del convegno è “The role of forests and forest products in a Green Economy”.
La prima settimana europea era stata organizzata dall’Italia nel 2008, mentre la seconda è stata organizzata a Rovaniemi insieme alla FAO European Forestry Commission.
Il difficile controllo della deforestazione e dei suoi effetti drammatici anche sulla biodiversità animale oltre che sul clima, passa soprattutto attraverso comitati di esperti che si occupano di regolamentare il commercio dei prodotti che vengono “estratti” dalle foreste, sia europee che tropicali.
Chi volesse mantenersi aggiornato, può seguire il sito FERN, che pubblica anche il bollettino mensile EU Forest Watch, che elenca e verifica costantemente e da anni le minacce alle foreste che a volte potrebbero sembrare perfino inventate: chi potrebbe immaginare che oggi noi Europei per produrre elettricità bruciamo perfino le foreste del nordamerica?!
L’ultimo numero del bollettino (ForestWatch Issue 188 December 2013) presenta ad esempio situazioni che dimostrano ampiamente  come sia ben difficile che politici ed esperti – magari additati come colpevoli anche in questo caso - riescano a controllare le multinazionali che stanno sfruttando economicamente i prodotti forestali e distruggendo – spesso gratuitamente e per ignoranza – la biodiversità.
E’ frequente ma  certamente tardivo scoprire che del legname tropicale è stato tagliato illegalmente in RDC solo quando ci accorgiamo che è ormai arrivato in Germania o in Belgio e la multa è tardiva e ormai forse inutile, ma sembra davvero che sia difficile che faccia di meglio chi deve far rispettare l’EU Timber Regulation (EUTR), entrata in vigore nel marzo 2013, una legge che purtroppo ancora pochi europei conoscono (qui un opuscolo pubblicitario).
Per fortuna Greenpeace e altre organizzazioni che agiscono nei diversi paesi tropicali, come Resource Extraction Monitoring (REM) riescono a tenere un occhio anche sulle foreste tropicali (qui alcuni report su Cameroon, la Republic of Congo, la Democratic Republic of Congo e la Tanzania); fornendo così prove utili per contestare le dichiarazioni di produtori o commercianti di legname tropicale per l’Europa, come la libanese Bakri Bois Corporation, la svizzera Bois d’Afrique Mondiale, le belghe Vandecasteele e Denderwood, la ceca Danzer Bohemia Dýhárna e molte altre citate in un articolo di Greenpeace.
Il traffico illegale di legname tropicale verso l’Europa (porti di arrivo preferiti sembra siano La Rochelle e Anversa) è descritto in questo articolo della BBC (“
Has the EU fallen for Congo rainforest logging scam?”) e illustrato in questo video sempre della BBC (“Jungle Outlaws: The Chainsaw Trail” [non accessibile in Italia ma c’è un altro breve video].
Della salute delle foreste tropicali si occupa anche il Global Canopy Program (GCP), che mette a disposizione anche parecchio materiale informativo.
Fra i suoi progetti ce n’è uno davvero interessante, gestito insieme all’UNEP Financial Initiative: si intende far sottoscrivere al maggior numero possibile di istituzioni finanziarie una dichiarazione (la Natural Capital Declaration) uscita dal Rio +20 Earth Summit del giugno 2012; qui c’è la versione in italiano.
Recentemente (11/11/2013) la Convenzione sulla Biodiversità
(CBD) ha sottolineato il ruolo importante della Natural Capital Declaration (“a finance-led and CEO-endorsed initiative committing financial institutions to integrating natural capital considerations into financial products and services, accounting and reporting”) proposta dal GPC (“un think tank che si impegna a dimostrare l’importanza scientifica, politica e commerciale della difesa delle foreste, un capitale naturale che garantisce a tutti noi acqua, cibo, energia, salute e stabilità climatica”) per la realizzazione dello Strategic Plan for Biodiversity 2011 – 2020 (qui la sua implementazione, la pagina degli indicatori nazionali e gli obbiettivi - Aichi targets).
Oltre alla notizia positiva che 40 istituzioni finanziarie hanno già aderito alla Natural Capital Declaration, il sito della NCD ha informato che in occasione dell’apertura del World Forum on Natural Capital (il 20/11/2013 a Edinburgo), anche il World Business Council for Sustainable Development (WBCSD) ha dichiarato di sostenere la NCD.

 

6/12/13-EQ

·        Come farsi un terrario virtuale di tartarughe delle Galapagos
Basta dedicare un PC al sito Tortoise Cam and Clip Archives di Galapagos Conservancy, localizzato presso il Fausto Llerena Tortoise Center in Puerto Ayora sull’Isola di Santa Cruz. Certamente questo modo di accesso non è molto soddisfacente, ma almeno non costituisce una minaccia alla sopravvivenza di queste tartarughe.
Dopo una visita, ancorchè virtuale, sarà difficile dimenticarsi dell’importante ruolo dell’isolamento geografico, di solito dimenticato da chi cerca di farsi venire nuove idee sull’evoluzione senza essere mai stato in un’arcipelago.
Chi c’è stato, soprattutto 160 anni dopo dopo che Darwin e Wallace (“L’arcipelago malese”) ne hanno tratto vantaggio e sono diventati famosi, trova facilmente le soluzioni più ragionevoli.

 

6/12/13-IT

·        Si festeggeranno a Roma, il 13 e  14/12, i 100 anni dalla fondazione dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana
[da Pikaia] Fu fondato nel maggio 1913 si festeggia il centenario con due giornate di conferenze “1913-2013: cento anni di storia naturale dell’uomo. L’Istituto Italiano di Paleontologia Umana a un secolo dalla fondazione” (scarica la locandina).

 

5/12/13-UK

·        Un articolo su Lancet fornisce buone notizie agli italiani.
L’articolo (“Cancer survival in Europe 1999—2007 by country and age: results of EUROCARE-5—a population-based study”) presenta i risultati (PDF dell’articolo) di un’indagine comparativa sulla sopravvivenza a 5 anni di 22 milioni di pazienti in terapia per tumori in 29 paesi europei. E gli italiani se la passano meglio rispetto alla media, con migliori percentuali di sopravvivenza. Merito del sistema sanitario? Possibile. Merito della prevenzione? Possibile. Merito dell’ambiente più salubre? Improbabile, vista la situazione in alcune aree (Taranto, Campania, Casale, Priolo, ecc.). La situazione peggiore viene evidenziata nei paesi dell’Europa orientale.
Qui un commento in italiano sul Sole24Ore e sul sito dell’Istituto dei Tumori.

 

4/12/13-UK

·        Un eccezionale successo: il sequenziamento di mtDNA proveniente da un ominino fossile spagnolo di ben 400.000 anni fa.
Nessuno avrebbe scommesso che si potesse riuscire a identificare l’informazione contenuta in una molecola di DNA così antica, ma il gruppo di Svante Pääbo del Max Planck Institute of  Evolutionary Anthropology è riuscito nell’impresa.
La notizia è stata pubblicata oggi su Nature (“A mitochondrial genome sequence of a hominin from Sima de los Huesos”) e riferisce del  sequenziamento di DNA mitocondriale estratto da un femore di H.neandertalensis (prima il reperto era attribuito ad H.heidelbergensis) trovato a Sima del los Huesos, nell’area di Atapuerca nel nord della Spagna, presso Burgos.
La notizia è commentata da A.Romano nel sito di Pikaia (“Evoluzione umana: mosaico sempre più complicato”) e da Carl Zimmer sul NYT di oggi (“Baffling 400,000-Year-Old Clue to Human Origins”) .
Ancora più autorevole (ad esempio raccomanda di gestire con prudenza le  valutazioni comparative basate su DNA mitocondriale) è il commento di Chris Stinger tradotto in italiano su un blog:" Cosa c’è scritto nel Dna umano più antico del mondo". Stinger propone anche un'ipotesi di ricostruzione filogenetica in cui si sottolinea il dato sconcertante della evidente somiglianza con il DNA mitocondriale dei Denisovani.

 

4/12/14-USA

·        Viene rilanciata dopo pochi mesi un’ipotesi improbabile (ma facilmente verificabile, almeno secondo PZ.Myers) sull’origine dell’uomo.
La notizia era già circolata nello scorso luglio ma sembrava ci fossero caduti in pochi, per cui non era stata rilanciata.
Non solo pochi giornalisti l’avevano ritenuta meritevole di diffusione, , ma soprattutto gli stessi neocreazionisti del Discovery Institute (con il post del 5/7 nel sito Science News – una sezione di Uncommon Descent -  firmato da vjtorley) avevano identificato l’autore come un antidarwiniano che non credeva nemmeno nell’origine comune degli esseri viventi (si cita quindi il “McCarthy’s bold dissent from Darwinism”), e avevano diagnosticato l’ipotesi come poco seria (sottolineando che la sua pubblicazione era stata rifiutata da un editore ed il testo era quindi rimasto confinato nel blog personale dell’autore, una locazione che tutti, tranne forse qualche blogger, sanno essere del tutto irrilevante come sede per proporre qualche novità scientifica).
Nel post del DI citato l’ipotesi viene ritenuta non solo improbabile ma anche poco interessante per loro; si apprezza addirittura la “trenchant review” del biologo evoluzionista PZ.Myers del 2/7, e si ribadisce l'opinione che l’ibridazione sia un processo distruttivo e non creativo (“Hybridization: a destructive rather than a creative process”).
Ma soprattutto  si critica il fatto che non si spieghi come compaia la nuova informazione che giustificherebbe la comparsa di nuove strutture complesse (“It fails to address the origin of functional information at the biochemical level”.... una critica fissa dei neocreazionisti dell'ID, che si dimenticano che non hanno ancora fornito una loro spiegazione scientifica alternativa).
La valutazione complessiva che si legge in luglio sul blog neocreazionista del Discovery Institute è pertanto decisamente negativa: “Until it can do that, it does not merit the title of a “theory.” Neither does neo-Darwinism”.
Questo appaiamento della nuova ipotesi all’attuale teoria dell’evoluzione è certo strumentale ed evoca subito una celebre frase che si può leggere nei resoconti del processo di Dover/Harrisburg, che nel dicembre 2005 si è concluso con la condanna di chi aveva provato ad introdurre di nascosto l’Intelligent Design, un’ipotesi evolutiva non dimostrata, nelle letture in biblioteca degli studenti di una scuola superiore.
La frase è la risposta di M.Behe, docente universitario di biologia e maggior esperto scientifico del Discovery Institute, ad una domanda davvero simile (“qual è il meccanismo che il disegno intelligente propone per spiegare come si sono formate le strutture biologiche complesse?”): “esso non propone un meccanismo nel senso di una descrizione passo-per-passo di come le strutture si sono formate. Ma possiamo supporre che nel meccanismo, nel processo in cui queste strutture si sono formate, una causa intelligente è senz'altro coinvolta.
Supposizione per supposizione, è più probabile che l’appaiamento sia fra la nuova supposizione e la supposizione proposta dal Discovery Institute, ambedue senza dimostrazione e soprattutto senza traccia di alcun interesse per la verifica sperimentale di queste supposizioni. Tanto è vero  che il giudice J.Jones III nella sentenza scrisse di aver capito che "la plausibilità dell'argomento a favore dell'ID dipende da quanto si creda nell'esistenza di Dio"

 

3/12/13-IT

·        Presentazione del nuovo libro di G.Manzi sull’evoluzione umana
[da Pikaia] F.Suman riferisce sulla presentazione a Venezia del nuovo libro “Il grande racconto dell’evoluzione umana” (ed.il Mulino), avvenuta il 28/11 scorso.

 

3/12/13-RDC

·        Mappatura aggiornata dei nidi di Bonobo nella Rep.Dem.del Congo
[da Pikaia] Un recente articolo collettivo (pubblicato su Biodiversity &  Conservation 22:3085–3104) presenta i risultati di un’indagine sulla distribuzione del Bonobo (Pan paniscus), che vive oggi solo nelle zone della RDC, fra i fiumi Congo, Lualaba e Kasia.
Per realizzare il censimento si è dovuto aspettare la conclusione (anche se purtroppo non definitiva) di combattimenti che per anni hanno messo a rischio la stessa sopravvivenza del Bonobo in quell'area.
Questi censimenti vengono utilizzati anche per verificare il grado di interazione con l’uomo nelle diverse aree, per progettare eventuali ipotesi di ridefinizione dei confini dei parchi naturali creati per proteggerli (almeno nei periodi senza conflitti).

 

2/12/13-USA

·        164 video sull’evoluzione umana realizzati dal CARTA dell’UCSD
Il CARTA (Center for Academic Research and Training in Anthropogeny dell’UCSD) dell’Univ.California di San Diego mette a  disposizione ben 164 video che sviluppano un’ampia serie di tematiche di eccezionale interesse per l’evoluzione umana (Behaviourally Modern Humans, Is the Human mind inique?, The evolution nof human nutrition, Human origins, lesson from autism, Culture-gene inhteractions in human origin, Bipedalism and human origins, The genetics of humanness, Uniquely-human features of the brain, Early hominds, The evolution of human altruism, Hominds skulls, The evolution of human biodiversity, Evolutionary origins of Art and Aestethic, Human and non-human cultures).

 

1/12/13-F

·        Da Retraction Watch si apprende che un controverso articolo sugli effetti di OGM su ratti sarà ritirato dalla rivista su cui era stato pubblicato l’anno scorso, Food and Chemical Toxicology.
Come hanno riferito i quotidiani francesi, il direttore della rivista ha scritto il 19/11 all'autore principale (G.Seralini) che, in seguito alle numerose critiche, la rivista intenderebbe ritirarlo, se non lo avesse fatto prima l'autore.
L'autore ha risposto qui, come riferisce Retraction watch.
In questi giorni l’aspetto che forse colpisce di più è stato l’inutile consumo di ratti per dimostrare, con un esperimento durato ben due anni e che coinvolgeva anche numerosi ricercatori di diversi laboratori, la cancerogenicità sui ratti di una dieta basata su mais OGM della Monsanto.
Molte delle critiche al lavoro si erano concentrate sulla scelta del tipo di ratto e sulle dimensioni insufficienti del campione (solo 10 per ogni protocollo) rispetto all’obiettivo della ricerca. Ne parla oggi un articolo su “Il Fatto”, che anticipa che sarebbero già pronti finanziamenti europei per realizzare queste indagini in modo più corretto.  

 

 

NOVEMBRE 2013

30/11/13-IT

·        Si devono valutare le conseguenze della recente approvazione di una legge sulla sperimentazione animale che non rispetta gli accordi europei.
Dal mondo della ricerca sono giunte Dieci Risposte alle domande fatte da chi non conosce le esigenze della ricerca tossicologica ed oncologica sperimentale e le conseguenze di regolamentazioni restrittive in un mondo in cui è molto facile espatriare per trovare altrove una soluzione per difendere la salute almeno di parte della popolazione. Se ne parla anche in un post su Pikaia. Se ne parla anche su Gaianews.it il 2/12 ("Sperimentazione animale: leggi italiane, leggi draconiane").

 

29/11/13-IT

·        Anche Greenaccord è insoddisfatta dei risultati della conferenza dell’IPCC di Varsavia.
Anche l’associazione ambientale cattolica Greenaccord riconosce che i risultati della conferenza sul clima di Varsavia sono insufficienti (“Climate change: in Warsaw politicians failed again”: “We are really astonished of the poor results coming from Warsaw”) rispetto all’allarme lanciato dal 5’ Report dell’IPCC (International Panel on Climate Change). Secondo A.Masullo, presidente di Greenaccord, “Time is out, climate change are already the present and not only our future, as the increasing extreme meteorological events demonstrate. We have a really short time to avoid future dramatic scenarios; the World Bank is supporting with its recent reports the necessity to start now a revolution in economic and technological systems, as the best way to tackle both climate and economic crisis
Il mondo sarebbe in una situazione drammatica, e chi è più direttamente coinvolto dovrebbe farlo capire anche agli ambientalisti che si illudono che anche i convegni dell’IPCC possano cambiare la situazione: “The only useful way to pursue is support the growth of a people movement made by all those that feel threatened by climate change, to urge politicians to put this problem at the top of their agenda abandoning the myth of an unlimited growth of consumption. Only this people, as they are concerned of the future of their sons and nephews, if well informed, can choose coherent life styles and ask politicians a serious assumption of responsibility. This is the disconcerting situation we have to face and against what everybody has close to his heart the future of humanity must rise up”.  

 

27/11/13-IT

·        Un articolo di Nature Neuroscienze sulle minacce alla ricerca italiana
L’articolo viene citato da Repubblica, che in un articolo (“L'Italia non è un paese per scienziati") riprende la denuncia pubblicata dalla rivista Nature Neuroscience in un articolo ("Italian biomedical research under fire") che  elenca i sintomi di una situazione che a molti ricercatori appare più che preoccupante; anzi viene interpretata come un invito ai migliori ricercatori a por fine alla loro permanenza in Italia nel caso di una defintiva approvazione di una legge che è anche una sfida all'Europa (non si recepisce - come previsto - una direttiva europea ...) oltre che alla ragione (... ma la si peggiora).

·        Lo spiega il biochimico prof.Bellelli in un articolo sul Fatto di domani ("Ricerca biomedica: Nature e l’Italia che vuole fare la prima della classe"), dove chiarisce il significato della frase con cui l'articolo di Nature immagina il futuro della ricerca biomedica del nostro paese: It is not difficult to see how these restrictions, if implemented, could have catastrophic consequences for the entire Italian biomedical research community”.
Una preoccupazione simile l'ha manifestata oggi su Repubblica ("Caro presidente, caro premier, ecco perché il nostro paese sta morendo") anche la neosenatrice Elena Cattaneo, che a Milano agli Stati Generali della Cultura (il 21 novembre) si era espressa così: “la ricerca in Italia c'e', bisogna spiegarlo alla politica affinché non vi siano più leggi che umiliano la scienza” e ''Presto ci arriverà sul collo una legge che dice che la sperimentazione animale e' vivisezione. Non e' così. La vivisezione non esiste. La sperimentazione animale si fa in laboratorio in modo rigoroso, etico e scientifico'. 
Qualcuno può provare a sottovalutare l'importanza anche economica della fuga dei ricarcatori biomedici dall'Italia.
Non lo fa chi insegue a caro prezzo questi ricercatori nei loro nuovi laboratori all'estero dove possono fare ricerca, come capita a chi per colpa del caso avesse bisogno di tecnologie riproduttive non ancora consentite in Italia.   

 

26/11/13-USA

·        La FDA (Food and Drug Administration) il 22/11 ha imposto a 23andMe di sospendere immediatamente il suo servizio di analisi del genoma, offerto liberamente a tutti per soli 99$.
La 23andMe deve quindi interrompere la sua unica attività, il servizio di identificazione di alcune parti dell’informazione genetica contenuta nel DNA, quelle che permettono di conoscere qualcosa di più su “health and ancestry”, le origini etniche e le predisposizioni, eventualmente ereditabili, a ben 250 patologie.
La discesa dei prezzi negli ultimi anni ha permesso a 23AndMe di analizzare già 500.000 genomi, ma senza disporre ancora dei necessari permessi che la FDA cerca da tempo di imporle. La 23andMe infatti continua a non fornire sufficienti garanzie scientifiche sull’affidabilità dei risultati (i falsi positivi possono avere conseguenze imprevedibili) e non gestisce clienti che possono trasformarsi improvvisamente in pazienti angosciati, con un elevato rischio di reazioni inappropriate e magari inutili in assenza di consulenti, non essendo previsti.
Se l’indagine è ormai decisamente economica, l’interpretazione dei risultati non lo è affatto: richiedendo elevate competenze non è compresa nel prezzo.
La notizia è comparsa su USAToDay, CNBC, WiredIt. Se ne parla anche nel blog italiano My genomix.

 

25/11/13-IT

·        Nature attribuisce premi per meriti didattici a ricercatori italiani.
Sono gli “annual awards for science mentorship”, che quest’anno sono dedicati all’Italia. I premi sono stai consegnati a Giorgio Parisi, Vincenzo Balzani e Michela Matteoli dal presidente Napolitano.

 

25/11/13-UK

·        [da Pikaia] Un articolo su Nature del 31/7 dimostra come anche nell’uomo ci sia una continua interazione fra evoluzione culturale ed evoluzione biologica.
L’articolo è “Archaeology: The milk revolution” di Andrew Curry, che racconta i risultati del progetto LeCHE (Lactase Persistence in the early Cultural History of Europe). Interessante vedere la mappa che rappresenta la diversa percentuale di intolleranza al lattosio nelle diverse aree del mondo. Certo è un carattere meno visibile del colore della pelle, ma il fattore selettivo non cambia con i paralleli …

 

25/11/13-USA

·        Video didattici sull’evoluzione umana nel sito Biointeractive (HHMI)
Nel sito Biointeractive dell’Howard Huges Medical Institute, un centro medico USA di alto livello, è consultabile molto materiale didattico; c’è anche una serie di ottime conferenze sull’origine dell’uomo moderno (“Bones, Stones, and Genes: The Origin of Modern Humans”): “When Darwin proposed that humans evolved from a common ancestor with the great apes, he lacked fossil evidence to support his idea. One hundred and fifty years later, the evidence for human evolution is plentiful and growing, including detailed molecular genetics data, an impressive fossil record, and artifacts of early human culture like stone tools. Leading scientists John Shea of Stony Brook University, Sarah Tishkoff of the University of Pennsylvania, and Tim White of the University of California, Berkeley, guide us on a global exploration spanning millions of years to illuminate the rise of modern humans

 

24/11/13-UK

·        Prime notizie dal convegno di Londra sull'Ancient DNA
Il 18 e 19 novembre si è tenuto a Londra, alla Royal society, il. convegno "Ancient DNA: the first three decades"; come si capisce dal titolo, sono solo 30 anni che i paleoantropologi hanno scoperto di poter disporre di un nuovo potente strumento di indagine per verificare la sequenza del DNA di esseri non più viventi, e quindi eventuali relazioni  di parentela o filogenetiche perfino fra popolazioni del passato. E' possibile quindi dare risposte anche a domande che prima nemmeno si pensavano, ben sapendo che non si sarebbe potuto avere risposta.
Qui si può verificare il programma del convegno.
Una delle comunicazioni di cui si parla su molti quotidiani oggi è quella di Carles Lalueza-Fox, che ha presentato le analisi effettuate sul DNA estratto dal materiale scheletrico trovato nella grotta di El-Sidron nel nord della Spagna: "Neandertal paleogenomics and the El Sidrón cave", dove si è verificato un episodio di cannibalismo fra due gruppi di neandertaliani. Il banchetto sarebbe confermato soprattutto dalla presenza di evidenti tracce di tagli a scopo alimentare effettuati con strumenti in pietra, evidenziati sullo scheletro di 12 individui di diverso sesso ed età. Tagli che non erano invece stati rilevati sul cranio neandertaliano del Circeo, conservato al museo Pigorini di Roma, per il quale quindi i paleoantropologi avevano escluso il cannibalismo (“The Question of Ritual Cannibalism at Grotta Guattari”), una spiegazione che era sembrata possibile allo scopritore, A.C.Blanc, e a cui ancora oggi qualcuno crede. Anche il comune comunque smentisce.
In attesa che nella pagina del convegno compaiano le promesse registrazioni audio delle comunicazioni, ci si deve accontentare dei tweet usciti dal convegno, dei post di Debbie Kennet (18 - 19) e degli articoli dei quotidiani (1, 2, 3).
L'articolo 3 fa riferimento ad una comunicazione su una scoperta che presto verrà rilanciata, magari pure da Voyager o da Chi: "Mystery human species emerges from Denisovan genome"; in realtà il sospettato è l'H.heidelbergensis, ma c'è già chi era pronto a infilarci addirittura gli alieni.
C'è comunque da precisare che la ricerca prosegue: del cannibalismo di El Sidron si sapeva già 3 anni fa, e Carl Zimmer lo aveva raccontato sul New York Times del 2010: "Bones Give Peek Into the Lives of Neanderthals"; ora alle indagini sullo scheletro si aggiungono i dati che provengono dallo studio del DNA.

 

23/11/13-PL

·        Si è chiusa oggi la Warsaw Climate Change Conference 2013
Qui il sito web della 19-COP dell’UN FCCC, con tutti i documenti e le risoluzioni. Qui la conferenza stampa finale e le Decisioni adottate da COP 19 e CMP 9, fra cui alcune riguardano incoraggiamenti a controllare i fattori  della deforestazione e del degrado delle foreste. Un sito web interattivo permette di visualizzare e valutare con Google Maps la dinamica delle emissioni causate dall’attività umana nei diversi paesi (emissions data visualized using Google Maps)

 

23/11/13-USA

·        Il risultato in Texas sembrava fosse migliore, ma era forse solo colpa della fretta dei giornalisti... Ma c'è comunque una curiosità sull'unico testo di biologia la cui adozione non è stata autorizzata.
Come alcuni articoli più recenti e accurati riferiscono, "Texas school board approves all but one science text book", ma la questione è curiosa. Si tratta infatti del libro "Biology" di Ken Miller e Joe Levine (Pearson / Prentice Hall), il più diffuso e quello che si è dimostrato più efficace.
L'aspetto curioso è che Ken Miller è uno dei docenti universitari di biologia più impegnato, anche come cattolico, a contrastare l'attacco dei creazionisti protestanti alla scienza, al metodo scientifico e alla ragione. Come componente del NCSE è da anni in prima fila nel web (con una pagina molto informativa) e nei dibattiti pubblici allo scopo di contrastare le sciocchezze diffuse dai sostenitori dell'ID.
E' quindi ben conosciuto dal Discovery Institute, che aveva dedicato al suo testo un aggiornamento specifico nel 2011, come riferito nel post a lui dedicato "Ken Miller's Inaccurate and Biased Evolution Curriculum Intentionally Disregards Texas Science Standards"; qui ci si sofferma anche sulla sua provocatoria intenzione (citata anche su Science nel giugno 2009 "Authors Scramble to Make Textbooks Conform to Texas Science Standards") di non rispettare l'invito della commissione del Texas di citare anche le opinioni pseudoscientifiche.
Anche il New York Times ("Texas education board flags biology textbook over evolution concerns.") commenta la decisione, facendo notare che la decisione di chiedere un'ulteriore verifica dipende dalle critiche fatte da Ide P. Trotter, ingegnere chimico e consulente finanziario, citato come “Darwin Skeptic” nel sito della Creation Science Hall of Fame.
Il NYT cita anche il commento fatto alle critiche negative di Ide Trotter da "Ronald Wetherington, a professor of evolutionary anthropology at Southern Methodist University who has already looked over Mr. Trotter’s complaints, described them as “non sequiturs and irrelevant”. “It was simply a morass of pseudoscientific objections,” Dr. Wetherington said".

 

22/11/13-USA

·        Buon risultato in Texas: tutti i libri di scienze accettati dal comitato
Il risultato positivo si è raggiunto solo molto tardi, dopo mezzanotte, e secondo le ultime notizie arrivate dalla commissione [che poi si sono rivelate imprecise] è stato veramente buono ("BREAKING NEWS: Science Education Wins in Texas!"), con la sconfitta dei creazionisti, che avevano cercato di bloccare un testo un po' troppo scientificamente evoluzionista ("Big News: Science Education Advocates Thwart Late-Night Hijacking of Texas Science Textbook Adoption","Texas OKs Controversial Environmental Science Textbook"), ma anche degli inviati delle compagnie petrolifere, molto potenti in Texas, che avevano cercato di bloccare un altro testo che era critico verso alcune tecniche di estrazione di idrocarburi oltre che verso l'eccessiva produzione di gas serra da parte dell’uomo.
Le informazioni disponibili permettono di svelare le due diverse strategie: insolitamente debole quella dei neocreazionisti, sia quelli del  Discovery Institute, che non ha partecipato ai lavori come nella fase preliminare del 2008/09, ma soprattutto del creazionista Don McLeroy, ex presidente della stessa commissione, che già aveva consigliato di votare a favore dei libri di testo proposti, adducendo una motivazione assurda ("Teaching evolution demonstrates that’s not how God did it. Since true, testable science trumps dogmatism, strike the final blow to the teaching of evolution. Support the Bible, and adopt these books”, "Therefore, I urge you to adopt these books. Not to please the evolutionists, but because when our students read these books, they will clearly see, like the little boy in Hans Christian Anderson’s The Emperor’s New Clothes, that evolution has no clothes”)
Più aggressivo era stato l'atteggiamento di una consulente sui temi del riscaldamento globale, una politica repubblicana (Becky Berger), che solo negli ultimi giorni si era presentato alla commissione come consulente per la parte sui cambiamenti climatici ("Oil and Gas Industry Advocates Launch Surprise Attack on Texas Environmental Science Textbook"); vicina alle compagnie petrolifere, aveva cercato di bloccare un altro libro di testo. Non è difficile dimostrare chi e perchè vuole tenere la scienza fuori da queste tematiche, come si verifica nel sito Women on the Wall: "This week the State Board of Education (SBOE) decides whether the next generation of Texas public school students have textbooks that teach 21st-century/Common Core science which is filled with  Global Warming/Climate Change propaganda that demonizes the oil/ natural gas industry. If these textbooks are approved Texas’ oil/natural gas industry will eventually be destroyed. The oil/gas industry drives our Great State’s economy and provides thousands of jobs–we must protect it.".
Tutto il materiale informativo - che documenta le iniziative strumentali organizzate in favore di posizioni pseudoscientifiche giustificate in realtà da motivazioni religiose o economiche e politiche - è disponibile nel sito del TFN (Texas Freedom Network).
Il successo è stato favorito anche dal ritiro dei testi che dovevano essere proposti dall'unico editore che aveva accettato di adeguare i testi alle indicazioni che erano uscite dalla precedente commissione, diretta da un dentista creazionista particolarmente efficiente, Don McLeroy ...  

·        Ci sono ritardi nella decisione sui libri di testo di scienze nel Texas.
E’ continuata in sessione notturna la discussione sui libri di testo di scienze che verranno adottati alle superiori in Texas nei prossimi 10 anni. Sembra che la maggioranza conservatrice della commissione (6 su 11) si sia innervosita parecchio per il rifiuto degli editori di presentare dei libri di testo non depurati delle parti in cui si spiegava fin troppo bene temi “delicati” come l’evoluzione o il riscaldamento globale.
La decisione quindi si trascina e sembra che uno dei libri di testo, il Pearson, sia stato preso in ostaggio e non si intenda approvarlo. E’ uno dei testi più adottati, ma non piace ai consulenti nominati anche da gruppi integralisti e creazionisti, come il Discovery Institute. C’è così il consulente che vorrebbe si parlasse anche della creazione biblica e quello che non vorrebbe che venisse dato per certificato – come sostiene il 97% degli esperti – cambiamento climatico. Si chiede quindi di rinviare l’approvazione del Pearson fino a che non sia corretto anche nella parte in cui si sostiene che “la selezione opera come forza selettiva e non creativa”.
A parte che la selezione naturale è un processo e non una forza, il gioco dei creazionisti sembra davvero un po’ troppo scopertamente “creazionista”, dato che è noto e dimostrato che il complesso processo della selezione naturale controlla la variabilità biologica, modificando le caratteristiche degli individui di una specie e quindi creando nuova variabilità nella popolazione, che sarà ancora maggiore nel caso compaiano mutazioni.
Speriamo che anche il Pearson riesca a sfuggire dalla trappola creazionista in cui, sembra da solo, è caduto, guadagnandosi la palma di testo meno apprezzato dai creazionisti USA.
Qualche problema sorge anche sulla possibile eliminazione di algebra 2 dai licei.

 

21/11/13-USA

·        Anche R.Lenski gestisce personalmente un blog (Telliamed revisited)
Nell’ultimo post (“Fifty-Thousand Squared”) commenta il suo ultimo articolo (“Long-Term Dynamics of Adaptation in Asexual Populations”) pubblicato su ScienceXpress del 14/11) sul suo ben noto esperimento di evoluzione a lungo termine (LTEE) su culture batteriche di E.coli che sono state create nel 1988 e ormai giunte a 50.000 generazioni.
Nel post riflette anche su come proseguire, indipendentemente dai suoi programmi futuri: “Perché questo esperimento non dovrebbe continuare a fornire dati, anche dopo che me ne sarò andato?”.
R.Lenski propone di continuare l’esperimento almeno per un altro secolo, in modo da arrivare a 250.000 generazioni, sperando che avvenga un evento come quello avvenuto dopo 30.000 generazioni, cioè l’abilità di usare anche il citrato come seconda fonte di energia, una nuova funzione che però non si configurerebbe come un evento di speciazione o come un suo inizio ("Zachary Blount is currently studying whether the refinement of that new function is leading to changes that would qualify the citrate users as a new, or incipient, species). Certo non bisogna confondere evoluzione con speciazione, come fanno alcuni sostenitori dell'ID.

·        In un articolo sul sito del Discovery Institute ("Lenski's Long-Term Evolution Experiment: 25 Years and Counting") M.Behe non contesta oggi l'evoluzione nè la confonde con la speciazione, ma comunque  pretende che avvengano sempre miracoli, magari anche eleganti, in un modesto genoma batterico "There have been no mutations or series of mutations identified that appear to be on their way to constructing elegant new molecular machinery of the kind that fills every cell". Lui insiste infatti nella ricerca di un essere superiore intelligente, e davvero non riesce ad accontentarsi di una "theory of evolution that relies exclusively on blind, undirected processes".
Non per niente gli piace il disegno intelligente, anche se non ha poi proposto nuove eleganti spiegazioni dopo il disastroso processo di Dover del 2005, quando è riuscito a convincere perfino un giudice conservatore (video) che non aveva spiegazioni alternative migliori rispetto a chi trovava sempre e solo prove di un "blind, undirected processes". Anzi aveva disastrosamente ma correttamente ammesso davanti al giudice che perfino l'astrologia rientrava nei criteri che lui avrebbe accettato.("under your definition, the definition that sweeps in intelligent design, astrology is also a scientific theory, correct?”, Behe:  Yes, that's correct”).

 

20/11/13-USA

·        Il processo di selezione dei testi di scienze adottabili nelle superiori del Texas.
Josh Rosenau
è uno degli esperti che hanno esaminato esaminando i libri di testo presentati per l’adozione racconta il lavoro della commissione. Lui è uno dei consulenti dell’NCSE. In un post sul sito dell’NCSE (“My Testimony before the Texas Board of Education”) riferisce del contributo che ha fonrnito alla commissione.
Rosenau il 18/11 aveva cercato di presentare i futuri problemi che dovranno affrontare questa commissione e i giovani del Texas (“What’s the Future of Texas Textbook Battles?”)

 

20/11/13-SAFRICA

·        Poche le novità dal sito paleoantropologico sudafricano.
Il post di oggi sul blog Rising Star del NG è firmato da John Hawks, uno dei paleoantropologi ospiti dello scavo, e il titolo è quello atteso da molti “What We Know and Don’t Know So Far”.
Il giorno precedente, dopo aver portato alla luce un cranio (“Cave women unearth skull of unknown human ancestor”) il gruppo di “scavatrici” si era riposato con una gita al vicino sito fossilifero di Sterkfontein (siamo proprio nell’area definita dall’UNESCO “Cradle of Mankind”); i ricercatori intanto continuavano a verificare il materiale estratto dallo scavo (già ben 400 frammenti ossei).
J.Hawks, ricordando che l’obiettivo di Lee Berger è anche questa volta (come a Malapa) di realizzare uno scavo “pubblico”, che si svolge sotto gli occhi del mondo, ricorda che purtroppo i fossili che sono stati estratti non avevano un cartellino attaccato, per cui bisognerà che qualcuno (o meglio qualche gruppo di paleoantropologi ancora da organizzare) li metta, per mesi se non anni, a confronto con i reperti fossili già esistenti.
J.Hawks risponde poi alle domande che sospetta di poter ricevere, e purtroppo la risposta a quasi tutte le principali (come il nome della specie o la datazione dei reperti) è “noi ora non lo sappiamo”, e ricorda poi giustamente come la scienza sia soprattutto un metodo: “Science isn’t the answers, science is the process. As we move through the analysis of these remains, we are going to continue to share what we’re doing. We are confident that will improve the science”.

 

19/11/13-WORLD

·        Quali sono i dati sulla fuga dei cervelli nel mondo?
C’è ultimamente molta preoccupazione in Italia per le notizie che sottolineano l’aumento dell’emigrazione di giovani che potrebbero essere utili se non necessari anche nel nostro paese. Un articolo dell’anno scorso presenta i risultati di un’indagine sulle migrazioni dei ricercatori verso i diversi paesi del mondo che propongono le migliori prospettive di carriera o che semplicemente sanno offrire le condizioni migliori per chi è interessato allo sviluppo della scienza e della cultura in generale: “The Global Brain Trade”.
Si può osservare che l’Italia dimostra una buona produttività delle sue istituzioni formative e una richiesta quasi nulla (o molto selettiva, preferendo i prodotti locali) di competenze e professionalità nella ricerca scientifica.

 

19/11/13-GB

·        E’ morto Fred Sanger, un biochimico con 2 premi Nobel in chimica.
Secondo una citazione riportata dall’articolo della BBC (“Frederick Sanger: Double Nobel Prize winner dies at 95”) sarebbe stato “"one of the greatest scientists of any generation" e "a real hero" della scienza britannica.
E’ considerato il padre della genomica per aver progettato i metodi per analizzare la sequenza delle proteine e del DNA.
Oltre a lui solo altri tre scienziati avevano ottenuto 2 premi Nobel: “Maria Sklodowska-Curie (1903 and 1911, for discovery of radioactivity (physics) and later for isolating pure radium (chemistry)); John Bardeen (1956 and 1972, for invention of the transistor (physics) and for coming up with the theory of superconductivity(physics)); Linus Pauling (1954 and 1962, for research into the chemical bond in terms of complex substances (chemistry) and for anti-nuclear activism (peace))

 

18/11/13-EU

·        Oggi è la giornata europea dedicata a far capire che molti antibiotici stanno perdendo velocemente efficacia, a causa della comparsa di nuove varietà di batteri resistenti, a causa di mutazioni.  
Nella pagina in italiano dell’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) dedicata al problema del notevole incremento della resistenza agli antibiotici e all’aumento conseguente di alcune infezioni che si dimostrano sempre più virulente e sempre meno controllabili con gli strumenti a disposizione.
In particolare  destano preoccupazione le infezioni da MRSA (cioè Staphylococcus aureus resistente alla meticillina) o infezioni causate da Enterobacteriaceae che producono ESBL (enzimi in grado di neutralizzare alcuni antibiotici), infezioni delle valvole cardiache causate da Enterococchi resistenti alla vancomicina e infezioni delle ferite chirurgiche  causate da Acinetobacter baumannii resistente ai carbapenemi.
Nella pagina si illustrano le possibili cause (in particolare l’uso improprio, scorretto o eccessivo degli antibiotici) della notevole diffusione, soprattutto nei paesi dell’Europa meridionale, di batteri con mutazioni che forniscono resistenza agli antibiotici.
Obiettivo della giornata è di migliorare la conoscenza delle procedure da rispettare per cercare di ridurre il rischio di tornare addirittura ad una medicina pre-antibiotica. Essendo minore la resistenza agli antibiotici nel nord Europa, è necessario un maggior impegno nei paesi del sud, con una riduzione del consumo, un rispetto rigoroso dei protocolli, un aumento della vaccinazioni e anche una maggior cura per la pulizia della mani.
Informazioni tecniche più dettagliate su questa emergenza sanitaria si possono trovare in un recentissimo report gratuito: “Carbapenemase-producing bacteria in Europe” (This report summarises the results of a survey to gather information about the spread of carbapenemase-producing Enterobacteriaceae and carbapenems-resistant Acinetobacter baumannii in Europe).
E’ disponibile anche un report con i più recenti dati epidemiologici, presentato il 15/11 su “Rates of carbapenem-resistant infections continue to increase in Europe”.
Qui un documento dell’ASL di Modena con le indicazioni e i protocolli utili per contrastare il fenomeno.

 

17/11/13-SAFRICA

·        Altre nuove informazioni sugli scavi in Sudafrica.
E’ in rete un video (“First Look Inside the Fossil Cave”) che mostra una discesa nella grotta Rising Star insieme agli speleologi che qualche settimana fa hanno scoperto i resti fossili. Le riprese permettono di capire la difficoltà dei passaggi per arrivare nella “stanza” in cui, sul pavimento, i due speleologi hanno trovato le ossa che li hanno spinti ad avvisare i paleoantropologi, cioè gli antropologi esperti nello scavo dei reperti fossili. Un altro video (“First Fossil Recovered from Cave”) mostra invece il primo fossile interessante, trovato già il primo giorno: un frammento di mandibola.
Come è facile capire, il materiale scheletrico ritrovato dovrà essere datato con i metodi applicabili in quel contesto e richiederà poi un lungo periodo di analisi, e di confronto con altri reperti fossili contemporanei. Sono tutte informazioni non facili da ottenere, ma necessarie per poter inserire anche questo reperto fossile casualmente ritrovato nel contesto della ricostruzione della complessa e ancora imprecisa filogenesi umana, che sappiamo non interessa solo ai paleoantropologi.

 

16/11(13-SAFRICA

·        Notizia in diretta dal sito paleontologico Rising Star in Sudafrica: oggi è stato trovato e riportato alla luce un cranio (RS289).
La notizia, accompagnata da foto e video, è data nel sito del blog.
Anche le scoperte che documentano il ritrovamento dei rari fossili che permettono di ricostruire sempre meglio il puzzle dell'evoluzione umana possono coinvolgere ed emozionare non solo chi partecipa alla ricerca ma anche chi è invitato a seguirla in diretta grazie ad internet.
Il ritrovamento del cranio sarà importantissimo per identificare la specie che sfruttava le risorse disponibili in quella località del Sudafrica.
Nei video si nota che molto probabilmente L.Berger e J.Hawks non hanno proprio il fisico adatto per scendere, attraverso una strettoia di 18 cm, nell'area in cui si estraggono i fossili. In quell'area lavorano soprattutto le "donne delle caverne".
Questi resti fossili poi raggiungono subito la superficie in appositi contenitori per essere identificati davanti ai curiosi, che sperano di avere informazioni e novità da paleoantropologi al lavoro su oggetti materiali che hanno imparato a riconoscere.
Per l'interpretazione ovviamente ci vorranno probabilmente anni, in quanto questi oggetti materiali devono essere confrontati con cura con altri oggetti trovati precedentemente.
Il cranio e le altre ossa fossili trovate sono molto più delicate e friabili rispetto a quelle trovate nella vicina di località di Malapa (A.sediba), per cui si agisce con prudenza (anche a piedi nudi) e in costante contatto anche video con gli esperti in superficie.
Qui le news via twitter  

 

16/11/13-IT

·        Nel sito di Radio Radicale saranno disponibili (solo per 3 settimane!) le registrazioni audio della conferenza Science for Peace organizzata a Milano dalla Fondazione Veronesi ieri e oggi.
Prima giornata - Seconda giornata
(con "Scienza e Fede in Europa")
Su Huffington Post
ci sono alcuni spunti tratti da vari interventi e inseriti in un blog in diretta.

 

15/11/13-IT

·        Si riparla ancora dello sperone di gallo che ha messo in contatto il patologo pavese Paolo Mantegazza con Charles Darwin.
Questo "corno" di 4 etti e 24 cm, che si è originato in Brasile da uno sperone di gallo, e la cui incredibile storia è stata descritta in un recente articolo su Endeavour di Carla Garbarino e Paolo Mazzarello ("A strange horn between Paolo Mantegazza and Charles Darwin"), verrebbe prossimamente sottoposto al test del DNA secondo un articolo ("Test del Dna per il corno 'Frankenstein'") comparso su ANSA.IT  

 

15/11/13-USA

·        A proposito di scienza e fede, possiamo conoscere le opinioni anche di Francis Collins, ex direttore dell'Human Genome Project e dal 2009 direttore dell'NIH, che gestisce tutta la ricerca medica USA.
F.Collins era stato anche il fondatore di Biologos, "a community of evangelical Christians" che vorrebbe convincere i creazionisti biblici protestanti USA ad accettare l'evoluzionismo teista che da qualche tempo propone ai suoi fedeli la chiesa cattolica, anche se con scarso impegno di risorse.
Qualche tempo fa F.Collins (che è anche uno dei biologi evoluzionisti membri dell'Accademia Pontificia delle Scienze, dal 2009) aveva registrato un'intervista di 40 minuti per il sito web The Big Think,  con le sue risposte a diverse domande sulla ricerca medica, sull'NIH, sulle staminali e sul ruolo dei geni.
A queste opinioni sulle sue competenze professionali aveva aggiunto anche un paio di risposte su temi che toccano da vicino le ignoranza, i dubbi, ma anche le preoccupazioni dei creazionisti USA: "Why it is so hard for scientists to believe in God" e "Does Religious Belief Affect Scientific Inquiry?".
Per chi non volesse guardare negli occhi il genetista F.Collins mentre cerca di convincerlo quanto sia stato geniale C.Darwin e quanto le sue idee siano state confermate nei successivi 150 anni, può leggere i testi dei video nel sito web, cliccando su Discuss, evidenziato a fianco di ogni domanda.
Certo ci sono opinioni di F.Collins che potrebbero e dovrebbero essere discusse e contestate, ma soprattutto spiegate e giustificate meglio, ma di queste si occupa ampiamente un post odierno sul blog di Jerry Coyne.

 

15/11/13-SAFRICA

·        Nuove scoperte paleoantropologiche in Sudafrica. E in diretta!
E’ iniziata da pochi giorni una campagna di scavo in un sito paleoantropologico in Sudafrica nei pressi di Johannesburg.
Il sito fossilifero è stato localizzato in una camera sotterranea a –30 metri, e con un accesso problematico, con un passaggio stretto che limita l’accesso a chi riesce a passarci.
In poco tempo il paleoantropologo direttore dello scavo (Lee Berger; qui il suo indirizzo twitter e qui la pagina su wikipedia che cita la sua precedente scoperta, l'Australopithecus sediba) ha organizzato un gruppo internazionale (in questi giorni c’è anche John Hawks) che si propone anche di realizzare il primo scavo paleoantropologico in diretta, con la collaborazione del National Geographic.
Ecco perché c’è un sito web (“Rising Star Expedition” con annesso  twitter) gestito da una tenda piazzata proprio nella zona dello scavo.  
Lo scavo è iniziato da pochi giorni e già è stato trovato un frammento di mandibola, si è identificata la presenza di almeno due individui, e si sono estratti già, fino ad oggi, addirittura altri 200 frammenti scheletrici!.
Il sito (web) è già ricco di post, foto e video della gente al lavoro e del materiale estratto dal sito (paleoantropologico).
Può essere interessante passare a dare un’occhiata per vedere e capire cosa stanno scoprendo là sotto.

 

14/11/13-USA

·        Dettagliato articolo del Dallas Observer ("Creationists' Last Stand at the State Board of Education") sui tanti tentativi dei creazionisti texani di cancellare la teoria dell'evoluzione dai testi scolastici.
Il Texas state board of education sta preparandosi a decidere sui libri di testo da adottare nei prossimi 10 anni. La decisione potrebbe avere pesanti effetti sui libri adottati anche negli altri stati.
Per fortuna gli editori non hanno accettato di proporre testi che rispettassero le indicazioni proposte dai creazionisti, per cui ci si aspetta una decisione che rispettano le informazioni che provengono dalla ricerca scientifica e quindi sono accettati dalla gran parte dei ricercatori e degli insegnanti.  

·        La giornata dell’#IVORYCRUSH
Presso Denver (USA) i responsabili delle maggiori organizzazioni conservazioniste (WildLife Direct; Wildlife Conservation Society; TRAFFIC; African Wildlife Foundation; International Fund for Animal Welfare) hanno assistito alla distruzione completa di 6 tonnellate di avorio (sia zanne di elefante che prodotti lavorati importati illegalmente) sequestrati negli ultimi 25 anni dall’U.S. Fish and Wildlife Service.
L’iniziativa è stata realizzata per dare un segnale forte a chi negli USA e nel mondo gestisce il traffico di avorio che recentemente sta portando ogni anno all’abbattimento  di decine di migliaia di elefanti africani; la recente impressionante escalation degli abbattimenti dimostra la difficoltà di contrastare queste reti commerciali illegali militarmente ben organizzate che stanno portando alla scomparsa di un patrimonio faunistico insostituibile.
Gran parte del traffico di avorio ha oggi come destinazione la Cina, dove nemmeno la pena di morte riesce a fermare questi commerci.
Purtroppo non è facile tenere sempre presente quanti modi diversi esistano per distruggere un pianeta che abbiamo avuto in prestito dai nostri discendenti.   

 

13/11/13-USA

·        Dal sito del NCSE si puo' scaricare una preview (PDF) del libro di John Gurche Shaping Humanity: How Science, Art, and Imagination Help Us Understand Our Origins (Yale University Press, 2013)

 

12/11/13-USA

·        Sul sito del NCSE si racconta dell'intervento del direttore della National Science Teachers Association sulla prossima decisione sull'adozione dei libri di testo di scienze per le scuole superiori del Texas.
L'invito di David Evans, presentato in un articolo ("Standing Up for Science") su Live Science è quello di "reject any pressure to promote any nonscientific views in its textbooks or classrooms, presenting non-scientific or religious ideas in science class or in science textbooks is simply wrong and blurs the line about what is and what is not science. This will only confuse and mislead students and does nothing to improve the quality of science education and everything to weaken it."

 

12/11/13-IT

·        Il 15 e 16 Novembre 2013 a Milano, presso l'Università Bocconi si terrà la Quinta Conferenza Mondiale "Science for Peace".
E’ un progetto nato su iniziativa di Umberto Veronesi nel 2009 con 2 importanti obiettivi:
1. Diffusione della cultura di pace e superamento di tensioni tra gli Stati
2. Riduzione degli ordigni nucleari e delle spese militari a favore di maggiori investimenti alla ricerca e allo sviluppo
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Programma della Conferenza Mondiale! (versione aggiornata)
- Brochure del progetto
- Conference Book con i profili dei relatori e le introduzione alle tavole rotonde
- qui per iscriversi alle due giornate
Oltre a tavole rotonde su temi europei, il primo giorno, ci saranno poi  tavole rotonde su Scienza e fede in Europa, a cui sono invitati scienziati di opinioni diverse (Peter Atkins, Giulio Giorello, Giuseppe Testa, José Funes, Bruno Abd-al-Haqq Guiderdoni, Alessandro Treves), sulle Spese militari in UE e su Sistemi giudiziari e carcerari in Europa.

Nel sito dell’Huffington Post sono disponibili interviste ad alcuni partecipanti alla conferenza, come Peter Atkins (con dibattito), Piergiorgio Odifreddi, Alessandro Treves, Telmo Pievani, Federico Taddia, Francesco Vignarca, Paolo de Castro, Umberto Veronesi.
Nei commenti alle posizioni ragionevoli (ma soprattutto razionali) di Peter Atkins ("Questa unione tra scienziati e uomini di fede potrebbe essere un utile strumento per propagare il sapere scientifico, a condizione che i religiosi accettino che la scienza spiega, di fatto, come funziona il mondo") se ne distingue uno che, facendo riferimento all'evoluzione (un problema nemmeno citato da Atkins), svela la preoccupazione di solito non esplicitata così chiaramente (soprattutto quando si discute esplicitamente proprio di evoluzione) da chi si capisce preferisca fermarsi alla prima parte della dichiarazione, senza svelare il ruolo subalterno che tocca alla scienza (ma anche all'intelligenza umana):
"Visto da un punto di vista religioso, il rapporto scienza-religione ha tutti i numeri per coesistere.
Nella mia chiesa l'una non esclude l'altra, anzi.
Infatti crediamo che Dio ha creato l'universo e con esso le leggi della natura e della fisica che lo governano. Dopodiché ha invitato i suoi figli a scoprire queste leggi. Ha messo la natura a nostra disposizione e ci ha dato l'intelligenza per farne buon uso. La scienza altro non è che la scoperta ed un aggiornamento continuo di queste leggi
" .

 

11/11/13

·        Sul sito del NCSE ("Polling climate in Canada") si possono leggere i risultati di un sondaggio sul riscaldamento globale condotto in Canada: "Canada 2020/Université de Montréal National Survey of Canadian Opinions on Climate Change". Notevoli risultano le differenze rispetto ai risultati ottenuti da sondaggi simili realizzati negli USA. Se l'81% è comunque convinto dell'aumento delle temperatiure, i canadesi sono più propensi ad attribuire la responsabilità di questo riscaldamento ad attività umane (58%) rispetto a quanto si riscontra negli USA (44%). Il sondaggio USA più recente è presentato sul sito del NCSE il 4/11 scorso (“A new poll on climate from Pew”) ed è evidente l’influenza delle opinioni politiche sull’opinione che i cittadini hanno di problemi scientifici e quantificabili.
Se si va a leggere i risultati parziali nel sito del Pew Research Center (“GOP Deeply Divided Over Climate Change”) fa impressione non solo la differenza fra i diversi tipi di repubblicani, ma anche la scarsa conoscenza dell’opinione dei ricercatori che si occupano professionalmente di climatologia. Solo il 54% del campione pensa che gli scienziati siano d’accordo sulla responsabilità dell’uomo sul riscaldamento globale, mentre è noto che, pur non essendoci accordo sulle percentuali, la gran maggioranza di chi studia questi fenomeni e delle società scientifiche a cui aderiscono questi esperti, è convinta della importanza di fattori influenzati dall’attività umana.
Non diverse sono state le conclusioni uscite da un convegno scientifico organizzato nel 2011 in Vaticano dall’Accademia Pontificia delle Scienze (“Il destino dei ghiacciai di montagna nell’Antropocene”): “Noi invitiamo tutti i popoli e le nazioni ad una nuova consapevolezza degli impatti, gravi e potenzialmente irreversibili, del riscaldamento globale causato dall’emissione di gas serra e di altri inquinanti da parte dell’uomo e dai cambiamenti nell’uso del territorio”.

 

9/11/13-IT

·        Il 30/10 è iniziata una Consultazione Pubblica sulla Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, gestita dal Ministero dell’Ambiente
Sarà aperta dal 30 ottobre 2013 al 31 dicembre 2013.

 

8/11/13-UK

·        Sono disponibili le fotografie dell’inaugurazione a Londra della statua di Alfred Wallace.
Ieri è stata inaugurata al Museo di Storia Naturale di Londra la statua di Alfred Wallace (“Anthony Smith’s Wallace statue will be unveiled by Sir David Attenborough at the Natural History Museum of London at 4.15pm on the 7th of November (at the Darwin Centre building of the Museum)”.
Nella pagina dedicata a Wallace nel sito del Museo si cita anche la dedica a Wallace di un nuovo genere di vespa (“Wallace's new wasp”) e c’è anche una pagina sulla “difficile” storia della statua (“Wallace and the statue - the historical perspective”).
Anche il sito del “Wallace Memorial Fund” pubblicizza l’iniziativa (“Bill Bailey & David Attenborough to unveil Wallace statue”) e il fatto che per fortuna la raccolta di fondi ha permesso di realizzare una statua (si pensava di doversi accontentare di un busto per l’iniziale scarsa partecipazione). Il museo dispone infatti già di ben 3 statue di evoluzionisti rappresentati a figura intera: Darwin, Huxley e Owen.
La raccolta di fondi per la statua si è comunque fermata a 25000 sterline, la metà dell’obiettivo iniziale; probabilmente nemmeno il Galles ha ritenuto che valesse la pena di impegnarsi ulteriormente per un degno omaggio a questo suo illustre conterraneo. D’altronde sappiamo bene che nemmeno Wallace si preoccupò molto di pretendere la pari dignità, tanto è vero che citava sempre “Mr.Darwin’s theory” ma aveva addirittura scritto un libro in cui fin dal titolo si nascondeva dietro a Darwin: “Darwinism: An Exposition Of The Theory Of Natural Selection”.
Nel sito web Wallace 100 si può trovare una gran quantità di informazioni su Wallace, fra cui una “Timeline of Wallace's life” e l’importante sito dedicato alla sua corrispondenza (“Wallace Letters Online”) e ai suoi scritti. Vi si racconta inoltre del suo impegno per il socialismo (“Wallace's socialist agenda”; 'of course I am a socialist out-and-out') che curiosamente (e qualcuno lo contesta anche approfittando degli auguri per i 90 anni: “the aims of the socialist seem wholly material, so it is surprising that a spiritualist can be also a socialist”) dal 1873 conviveva con il suo interesse per lo spiritismo (“Spiritualism with the Victorians”).
Non è da escludere che, se confrontato con la ragionevole prudenza di Darwin sui temi politici e religiosi, questo evidente impegno politico e religioso di Wallace possa spiegare il motivo per cui non sia riuscito a far fruttare a suo favore nemmeno tutti gli anni, ben 25, nei quali è sopravvissuto a Darwin, rimanendo l'unico in vita fra gli scopritori della teoria dell'evoluzione.

 

7/11/13

·        Oggi sono passati 100 anni dalla morte di Alfred Wallace
Molti sono i siti web dedicati a riflettere sulla ricorrenza, anche solo per ricordare come anche in questo caso idee nuove che possono cambiare la visione del mondo sono anche il prodotto di un’accumulazione di conoscenze che crea ad un certo momento le condizioni favorevoli per domande, riflessioni e associazioni di idee che prima non sarebbero state possibili. In questo caso si è aggiunta l’esperienza, comune per Darwin e Wallace, ma avvenuta indipendentemente, della possibilità di rendersi conto dei fattori che favoriscono, ma anche rendono inevitabile, la biodiversità e addirittura la creazione di nuove specie. Il continuo attraversamento di barriere geografiche da parte di Darwin e di Wallace, un’esperienza non comune a quel tempo anche a naturalisti esperti, li ha costretti a conclusioni che erano improbabili se non impossibili per naturalisti più sedentari.
E’ un meccanismo simile a quello che agisce anche nel caso dell’evoluzione biologica, e si basa più su modificazioni di conoscenze  già esistenti più che sulla comparsa di qualcosa che potrebbe essere identificata come una novità assoluta.
Fra le pagine web estere dedicate all’anniversario:
- The New York Times: “The Animated Life of A.R. Wallace” (sì, c’è anche unn cartone animato “ufficiale”
- BBC: “Attenborough: The forgotten story of Alfred Russel Wallace” (con un video)
- BBC News: “Evolution pioneer honoured by statue and new wasp genus
- NBC News: “100 years after death, evolution's other discoverer gains recognition
- Maclean’s (CA): “Evolution’s forgotten man
- Le Monde: “Wallace : père de la biogéographie», che propone una mappa aggiornata delle maggiori barriere geografiche
- la FAZ: (“Alfred Russel Wallace: On the Organic Law of Change”)
Un ampio elenco di links a siti web si può trovare in una pagina web (Wallaceana) del sito web dell'NCSE.
Per le pagine dei blog italiani che si sono occupate di Wallace, si può consultare l’elenco proposto da Pikaia.  
Fra i blog esteri, si suggerisce la lettura di un interessante contributo (“A guest post for Wallace Dayospitato da Jerry Coyne, scritto da Andrew Berry, docente ad Harvard e esperto di Wallace; si spiega perché non fosse, come non lo è nemmeno adesso, obiettivo delle critiche ingenerose e spesso stupide e delle ironie dei creazionisti, come è sempre avvenuto ed avviene tuttora per Darwin nonostante 150 anni di conferme delle ipotesi di Darwin ma anche di Wallace.
Nel post si racconta la storia in due tappe della scoperta del ruolo della selezione naturale (“Ternate Paper” del 1858) dopo la scoperta delle relazioni fra le specie, descritta nel “Sarawak Law” del 1855. Berry cita anche la costante modestia di Wallace, che non solo nel suo diario di viaggio “The Malay Archipelago” citava sempre “Mr.Darwin’s theory” ma aveva addirittura scritto il libro dal titolo “Darwinism: An Exposition Of The Theory Of Natural Selection” .
Un altro blog che invita a discutere di Wallace è quello di John Hawks, che mette in evidenza (“Remembering Wallace”) il diverso interesse per l’evoluzione umana mostrato da Darwin e da Wallace nel primo decennio dopo il 1858.
Mentre Darwin evitava prudentemente di associare l’evoluzione umana, di cui allora non si sapeva quasi nulla, alla sua teoria dell’evoluzione, Wallace era invece molto interessato ad associare all’uomo la selezione naturale e lo proponeva spesso nelle conferenze. Da notare che erroneamente ipotizzava (al contrario di Darwin che era monogenista) un’origine antica e poligenica delle diverse popolazioni umane.
Wallace poi, come ben sanno i creazionisti e i [neo]creazionisti del DI che insistono spesso su questo tema (qui un sito del Discovery Institute sull’Intelligent Evolution di Wallace, creato da Michael A. Flannery)  , pensava che la selezione naturale non fosse sufficiente a spiegare le caratteristiche più interessanti della nostra specie.

 

7/11/13-KENYA

·        Nel sito di Wildlife Direct si trova un aggiornamento sull’imponente contrabbando di avorio verso la Cina.

 

6/11/13-IT

·        Cagliari Scienza Festival 2013 - Sesta Edizione
Dal 5 all'11 novembre, la scienza sbarca a Cagliari con un importante festival, ricco di appuntamenti. Tutte le informazioni - Programma

 

5/11/13-VA

·        Il Vaticano realizzerà un sondaggio su problemi che riguardano aspetti biologico-naturalistici della nostra specie.
Sul sito della Radio Vaticana è possibile consultare le domande del sondaggio organizzato in vista del prossimo sinodo, che si dovrebbe occupare della famiglia. Il sondaggio (“Sinodo per la Famiglia. Testo integrale del Documento preparatorio”) coinvolge anche temi e problemi che riguardano direttamente aspetti che coinvolgono le proposte che diverse culture e diverse religioni fanno riguardo ad aspetti che toccano direttamente la biologia umana, la biologia riproduttiva (che quindi coinvolge l’evoluzione biologica umana) e ovviamente il ruolo della donna, che molte religioni e culture vorrebbero tuttora subalterno (non per niente il documento  accenna anche al “prezzo di acquisto della donna” e ai “matrimoni combinati”).
Si può verificare come precedenti sondaggi, come quello per il sinodo del 2006, non coinvolgesse questioni così rilevanti e connesse con aspetti biologico-naturalistici coinvolgenti la biologia umana e il ruolo subordinato delle donne in un’organizzazione in cui non era prevista alcuna possibilità di acquisire ruoli rilevanti.
Viste le problematiche, sembra evidente la necessaria novità di dover raccogliere le opinioni quasi esclusivamente all’esterno non solo dei partecipanti al sinodo, ma anche della stessa gerarchia ecclesiastica.
Recentemente mi è capitato di leggere una nota sui motivi per cui erano stati messi nell’Indice dei Libri Proibiti molti testi di Paolo Mantegazza (già citato per altri motivi il 30/10), il medico igienista che nel 1870 ebbe la prima cattedra di antropologia. Mantegazza fu uno scienziato eclettico:  fondò poi l’antropologia italiana e fu un grande divulgatore scientifico in tempi in cui anche solo l’igiene poteva avere effetti positivi anche rilevanti sulla sopravvivenza individuale: nel censimento del 1861, quando P.Mantegazza insegnava ancora patologia medica a Pavia, in Italia c’era solo l’8% di persone con più di 60 anni e l’aspettativa di vita era sui 40 anni (la metà rispetto agli 80 attuali).
Uno dei suoi libri per cui oggi non si comprenderebbero i motivi della condanna è “L’arte di prendere marito”, una simpatica, appassionata e ragionevole elenco  di consigli che affida alla giovane figlia. In un testo di Giovanni Casati dedicato ai libri all’Indice (I libri letterari condannati dall'"Indice"), nella parte dedicata a Paolo Mantegazza (nel capitolo dedicato alle “Psicopatie Letterarie”) si legge “Nell’’Arte di prender moglie’ e nell’’Arte di prender marito’, difende la tesi della libera scelta da ambo le parti, illuminata dalla ragione e colla garanzia del divorzio. Le pagine in favore del divorzio sono empie”.
[Poco prima al Mantegazza non si perdonava nemmeno l’ammirazione per Darwin e la teoria dell’evoluzione: “lo studio dell'evoluzione materialistica già si preludia nel Mantegazza, il quale, fervente ammiratore di Darwin, si die briga di compiere numerosi viaggi, per raccogliere usi e costumi, specialmente fra quei popoli più barbari e selvaggi che avrebber dovuto dar ragione al darwinismo e alle deduzioni sull’uomo-scimmia”.]
E’ sperabile che il sondaggio vaticano coinvolga un campione ampio ed eterogeneo soprattutto per il sesso, che confermi che sono cambiate anche le idee sul ruolo autonomo delle donne (che purtroppo in Italia hanno cominciato a votare solo nel 1946) e sugli strumenti, come il divorzio, a garanzia estrema di questa autonomia. Secondo il NCR USA, queste sarebbero le indicazioni (“Vatican asks for parish-level input on synod document”).
D’altronde sappiamo anche che sulla teoria dell’evoluzione oggi non ci sono dubbi, né si contesta più che le discipline scientifiche richiedano dimostrazioni, tanto è vero che oggi pochi si permettono di contestare che ci sia un premio Nobel biologo evoluzionista come presidente dell’Accademia Pontificia delle Scienze.
[Per chi volesse leggere un libro molto fantasioso (e non all’indice) di P.Mantegazza, c’è “L’anno 3000”, evidentemente un libro di fantascienza. Fu anche senatore, e lo racconta in “Ordine e libertà: conversazioni di politica popolare” e in “Ricordi politici di un fantaccino del parlamento italiano“. NB: Tutti i testi di PM citati sono open access]

 

2/11/13-VA

·        Convegno all’Accademia Pontificia delle Scienze sulla schiavitù oggi.
Documenti (“UNODC 2012 Report on Trafficking”, “Protocol to Prevent, Suppress and Punish Trafficking in Persons, Especially Women and Children, convenzioni ONU (“United Nations Convention against Transnational Organized Crime”) e altri report (Slavery Index Report) mettono in luce un fenomeno drammatico e la cui responsabilità – nessuno può contestarlo - è certamente da attribuire a chi ne trae vantaggi, l’uomo.
Qui il Conference booklet e il Draft Statement del convegno “Trafficking in Human Beings: Modern Slavery”.

 

1/11/13-IT

·        Domani 3 novembre si chiude il festival della Scienza di Genova. Domenica 3 novembre è l'ultimo giorno del Festival della Scienza. Tanti appuntamenti per salutare in Bellezza e dare appuntamento al 2014.
Il ciclo Capitani coraggiosi si conclude con la conferenza di Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, la catena specializzata nel meglio del cibo e della ristorazione italiana. Spiegherà come un sogno possa diventare realtà, senza magia, ma con impegno.
Chiara Ceci e Randal Keynes, pro-pronipote di Charles Darwin, racconteranno la vita di Emma Wegwood Darwin, moglie dello scienziato a cui dobbiamo la teoria dell'evoluzionismo.
Un'altra figura sarà protagonista dell'ultimo giorno del festival, si tratta di Paul Dirac, il fisico e matematico inglese che ha scoperto l'antimateria e rivoluzionato la teoria dei quanti. A ricordarlo saranno Graham Farmelo, Giulio Giorello e Claudio Bartocci.
All'astrofisico Robert Kirshner, infine, il compito di tenere la lectio magistralis sull'energia oscura e i confini dell'Universo.

·        Il 3 novembre, presso il Museo Paleoantropologico di S. Daniele Po (CR), verrà inaugurata l'esposizione permanente su Stephanorinus kirchbergensis, il rinoceronte fossile del Po

 

1/11/13-USA

·        Sono state dimostrate porfirine (emoglobina) contenute in una zanzara di 46 milioni  di anni fa conservata in ambra
Un’articolo pubblicato oggi da PNAS (“Hemoglobin-derived porphyrins preserved in a Middle Eocene blood-engorged mosquito”) sui risultati di una spettrometria di massa realizzata sull’addome pieno di sangue di una zanzara fossile non può che suscitare – in chi capisce poco di evoluzione - una domanda sulla possibilità che esistano ancor oggi le zanzare nonostante tutti sostengano che l’evoluzione biologica sia incontestabile …; forse sarebbe possibile che qualcuno che conosce poco la chimica si stupisse magari anche della identificazione di porfirine in una zanzara vissuta 46 milioni di anni chiusa nell’ambra.
Spero almeno che la notizia dell’esistenza di una zanzara di 46 milioni di anni non stupisca nessuno, a parte forse il prof.De Mattei, che forse crede ancora a quello che gli hanno raccontato i creazionisti biblici che aveva ospitato a Roma nela sede del CNR nel novembre 2008.
Certo i dinosauri a quel tempo non c’erano più da tempo, ma è ragionevole approfittare della notizia per evocare il film Jurassic Park.

 

 

OTTOBRE 2013

31/10/13-IT

·        E' uscito un libro in italiano (ed.Il Mulino) sull'evoluzione umana.
E' di Giorgio Manzi, paleoantropologo dell'Università di Roma, il titolo è "
Il grande racconto dell'evoluzione umana". E' uno strumento aggiornato indispensabile per muoversi con competenza lungo le strade che hanno portato i primi ominini bipedi a colonizzare la savana africana e poi ad uscire dall'Africa, 2 milioni di anni fa, per conquistare con successo anche gli ambienti più freddi e inospitali della terra, grazie all'evoluzione biologica ma soprattutto l'evoluzione culturale, sempre senza perdere il necessario contatto con la terra, che sarà per sempre l'unica fonte di tutte le risorse energetiche che ne permettono la sopravvivenza. 

 

30/10/13-IT

·        Da Asti la prima notizia di una iniziativa per ricordare la genialità di un naturalista che è stato anche un po' sfortunato.
Il polo universitario Asti Studi Superiori organizza, venerdì 8 novembre alle 15, nell’aula magna (area De Andrè - ex caserma Colli di Felizzano) una giornata di studio in omaggio ad Alfred Russel Wallace. “Non solo Darwin. Alfred R. Wallace e l’evoluzionismo moderno” è il titolo del convegno scientifico dedicata al naturalista, esploratore, geografo, antro-biologo inglese (8 gennaio 1823 – 7 novembre 1913).
Il quotidiano on line ATnews ("Un omaggio a Russel Wallace all'Università di Asti") presenta il  programma dell'evento, a cui parteciperanno Francesco Scalfari, Vincenzo Fano, Federico Focher, Saverio Forestiero, Lodovico Galleni e Mario Zunino.
E' auspicabile che si riesca ad associare anche a Darwin i complimenti che si faranno a Wallace nei prossimi giorni; in fondo è per lo stesso motivo: aver trovato una risposta naturalista a domande da secoli senza risposta e a cui non si sarebbe riusciti a fornire soluzioni fino a quando si fosse trovato che la risposta migliore era un processo non guidato nè finalizzato.

·        Apre la quarta edizione della Scuola di paleoantropologia di Perugia,
che prevede anche la possibilità di svolgere un field-workshop estivo di circa due settimane nella Gola di Olduvai in Tanzania. Le lezioni si terranno presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Perugia. L'offerta didattica è articolata su due livelli e intende offrire un’estesa conoscenza di base nel campo della paleoantropologia e delle discipline ad essa correlate (antropologia molecolare, paleontologia dei vertebrati, archeologia preistorica, archeozoologia, geologia del Quaternario, ecc.)
Le iscrizioni chiuderanno il 7 gennaio 2014. Tutte le informazioni. Iscrizioni. Locandina. Se ne parla in una pagina nel sito di Pikaia.

 

30/10/13-USA

·        Dal far west arrivano in soccorso anche armi d'istruzione di massa.
Dagli USA da qualche tempo arrivano informazioni su reti di spionaggio che ormai si insinuano perfino nelle orecchie dei politici e dei governanti di tutti i principali paesi del mondo. Per fortuna a queste reti spionistiche si aggiungono anche armi d'istruzione di massa che si preoccupano perfino dell'aggiornamento degli insegnanti, essenziale soprattutto per le discipline scientifiche in cui il tasso di innovazione è talmente veloce che si perdono per strada addirittura più insegnanti che studenti.
Nel blog Sandwalk di Larry Moran si invita caldamente ("I Just Signed Up for an Evolution MOOC!", I'm not a big fan of MOOCs but I just couldn't resist a course called "Evolution: A Course for Educators") a partecipare  ad un'iniziativa di aggiornamento sulla biologia evoluzionistica rivolta agli insegnanti delle superiori e dell'università, che inizierà lunedì prossimo 4 novembre e durerà 4 settimane. E' organizzata nell'ambito dell'organizzazione interuniversitaria COURSERA (dove si trovano ben 60 corsi sulla biologia); utilizzerà come docenti due ricercatori dell'American Museum of Natural History, certamente esperti di didattica della storia naturale e quindi dell’evoluzione
Scopo del corso è quello di aiutare i docenti di scienze ad affrontare molte delle questioni che sembrano difficili se affrontate da inesperti, anche se comunque la preparazione e l'aggiornamento non sono mai sufficienti di fronte alla curiosità degli studenti: "The AMNH course Evolution: A Course for Educators provides an overview of biological evolution for educators. Informed by the recently released Next Generation Science Standards, the course explores the history of evolutionary theory and the evidence that supports it. We will learn about patterns of human evolution and societal implications of modern evolutionary biology, and how scientists determine relatedness among living and extinct organisms. Course participants will bring their understanding of course themes - along with content resources, discussion questions, and assignments - into their own teaching". 
Molte delle (deboli) critiche alla biologia evoluzionistica che i docenti devono affrontare nascono proprio dall'ignoranza o dalle volute confusioni proprio sui metodi usati dai ricercatori per dimostrare l'evoluzione, visto che dimostrano - in modi diversi ma concordanti - la relazione fra organismi fossili e organismi viventi.
Qui la scheda di iscrizione, con un video di presentazione e i temi che verranno affrontati:
·  the history of evolutionary theory

·  how scientists reconstruct evolutionary history

·  human evolution (Hall of Human Origins)

·          the societal implications of modern evolutionary theory

·          integrating modern evolutionary theory into your teaching   
Larry Moran, un docente universitario di biochimica di Toronto, si è iscritto. In giro per l'Italia ci sono docenti e fisici in pensione che certamente sarebbe meglio frequentassero questi corsi invece (o almeno prima) degli assessori alla cultura e delle sale comunali.

 

30/10/13-IT

·        Anche a Vezzano Ligure i cittadini avranno l'occasione di riflettere sulla genialità di Darwin.
Iniziative pubbliche per riflettere sull'evoluzione biologica e culturale umana non avvengono solo a Genova, dove in questi giorni continua il Festival della Scienza 2013. In questo paese, che domina la valle del Magra, domani pomeriggio 31/10 l'assessore alla promozione turistica e culturale presenterà il libro in cui un fisico, ex insegnante di scienze, "constatato che le scoperte rivoluzionarie sulle realtà universali, sulla vita e sulla materia, impiegano centinaia di anni per arrivare alla gente comune, spiega argomenti scientifici alla luce delle più recenti scoperte ed espone originali punti di vista che esprimono una concezione moderna dell’ecosistema prefigurando confortanti prospettive per le generazioni future". Il tutto ruota attorno all'alternativa, necessaria per costruire un mondo migliore, che Franco Manca proporrà agli imbarazzati vezzanesi, che probabilmente mai si erano trovati davanti a questo dilemma: "Charles Darwin. Genio o cattivo maestro.
Sarebbe "un saggio rigorosamente scientifico in cui lo scrittore, ex docente di materie scientifiche e laureato in Fisica a Pisa, si concede escursioni in campi etici e filosofici proponendo sulla crisi dell’evoluzionismo neodarwiniano, “una lettura senza paraocchi per costruire un mondo migliore”.
L'auspicio è che partecipi all'iniziativa anche il locale consigliere comunale che l'anno scorso a Pisa ha ottenuto la laurea specialistica in scienze naturali; è probabile che con una preparazione più coerente col tema in discussione (e aggiornata) possa svolgere il ruolo che gli si addice, di buon maestro competente che può esprimere un'opinione su un libro divulgativo che aspira a vincere la 18' edizione del premio letterario Il Molinello (marzo 2014).  
Per una valutazione comparativa dell'ipotesi molto ragionevole di considerare Darwin un genio si può ovviamente avvalersi non solo dell'opinione della chiesa anglicana, che ha immediatamente ospitato Darwin accanto a Newton; può essere interessante verificare l'opinione di un'altra persona certamente geniale anche se non a quel livello, Paolo Mantegazza.
Un recente articolo su Endeavour di C.Garbarino e Paolo Mazzarello ("A strange horn between Paolo Mantegazza and Charles Darwin") dimostra infatti con quanto interesse ed entusiasmo Paolo Mantegazza sia entrato in contatto con Darwin nel 1868, dopo che aveva citato un suo articolo. Per capire meglio l'ecletticità di Paolo Mantegazza, patologo a Pavia, fotografo, antropologo e igienista poi a Firenze - oltre che gran viaggiatore e senatore del regno - può leggere gratuitamente con interesse e curiosità alcuni dei suoi molti libri raccolti qui nell'Internet archive.
Certo la sua genialità non passò inosservata: una decina di questi testi trovano ampi commenti critici nel volume "I libri letterari condannati dall'"Indice".
D'altronde non poteva aspettarsi nulla di diverso un fervente ammiratore  di Darwin ("lo studio dell'evoluzione materialistica già si preludia nel l Mantegazza, il quale, fervente ammiratore di Darwin, si diè briga di compire numerosi viaggi per raccogliere usi e costumi, specialmente fra quei popoli più barbari e selvaggi che avrebber dovuto dar ragione al darwinismo e alle deduzioni sull'uomo-scimmia") e un difensore fin troppo “fuori tempo” del diritto delle donne ad un ruolo autonomo ("difende la tesi della libera scelta del coniuge da ambo le parti, illuminata dalla ragione e colla garanzia del divorzio"). 

·        In questi stessi giorni a Vezzano Ligure anche l'assessore Lazzoni Paola si preoccupa dei cittadini; però “non si parlerà di teorie ma di fatti, di strategie, di tutto ciò che può e deve essere messo in campo per arginare la piaga della truffa agli anziani". per aiutare "in collaborazione con l'Arma dei Carabinieri" a contrastare chi " penetra nelle nostre case e mette in atto odiosi raggiri". 

 

28/10/13-IT

·        Un articolo di P.Bianucci sulla Stampa ("Cantonate d’autore: da Darwin a Einstein") sembra attribuire a Darwin (nel titolo) anche le colpe dei suoi predecessori, che non erano ancora riusciti a chiarire problemi rilevanti delle scienze naturali.
In realtà è noto come solo le buone e innegabili competenze di Mendel nel calcolo delle probabilità e nel calcolo combinatorio (grazie alle lezioni di Andreas von Ettingshausen) gli permisero di capire per primo quale fosse il ruolo del caso nel gestire la probabilità della trasmissione di caratteri genetici. Lui dimostrò per primo anche che i caratteri genetici  non si mescolavano ma mantenevano sempre una loro individualità – anche per generazioni – in tutti i discendenti; noi identifichiamo come alleli tutte le varianti “diverse” esistenti per ogni ogni gene; la frequenza di queste informazioni “diverse” rispetto alla modalità “comune” di ogni gene può essere anche molto diversa.
La genialità della scoperta di Mendel permette di attribuire ad un’ignoranza di cui non è il solo responsabile, più che ad errori clamorosi, le conoscenze limitate di Darwin e dei suoi coetanei su aspetti rilevanti della biologia del tempo.

 

27/10/13-USA

·        Sulle prime fasi del genere Homo, prima consultiamo sempre i paleoantropologi: “Human Biology and the Origins of Homo”.
Sono da poco stati pubblicati gli atti di un convegno organizzato nel 2011 a Sintra (P) da Lesile Aiello. Fra i partecipanti al simposio Wenner-GrenHuman Biology and the Origins of Homoci sono Laurie Obbink, Susan Antón, Leslie Aiello, Rick Potts, Andrea Migliano, Jonathan Wells, Peter Ungar. Middle: Katie MacKinnon, Jennifer Smith, Karin Isler, Karen Steudel, Susan Pfeiffer. Back: Josh Snodgrass, Trent Holliday, Gary Schwartz, Tom Schoenemann, Herman Pontzer, Carel van Schaik, Mike Plavcan, Chris Kuzawa, Chris Rainwater, Rick Bribiescas.
Gli atti sono disponibili on line sul Vol. 53, No. S6, December 2012 di Current Anthropology.
I due articoli introduttivi sono “
Early Homo: Who, When, and Where” e “Environmental and Behavioral Evidence Pertaining to the Evolution of Early Homo”, mentre l’articolo conclusivo di Susan C. Antón and J. Josh Snodgrass è “Origins and Evolution of Genus Homo: New Perspectives”.

 

27/10/13-IT

·        Il colore della pelle è un compromesso evolutivo
Sulla Stampa un articolo ("
Bianchi, neri o gialli? Il colore della pelle è un compromesso evolutivo" sintetizza la relazione sulla variabilità della pigmentazione della pelle che ha tenuto Nina Jablonsky al Festival della Scienza di Genova. L'articolo dimostra come questo carattere fenotipico è il risultato di un compromesso fra due fattori selettivi che indirizzano la pigmentazione verso valori ottimali per adattarsi meglio ad un ambiente con caratteristiche particolari. 

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26/10/13-VA

·        Sulle recenti scoperte a Dmanisi il sito Vaticano SRM sintetizza le opinioni indipendenti ma concordi di filosofi (T.Pievani), teologi (P.R.Pascual) e paleoantropologi (F.Facchini).
Nel sito SRM (Science and Religion in Media) P.Centofanti sintetizza ("L'Ominide di Dmanisi. Dovremo ridefinire la teoria dell'evoluzione?") le opinioni espresse in questi giorni da persone che si occupano di evoluzione umana anche se con competenze molto diverse.
Citando correttamente anche l'articolo su Science su cui si sta discutendo, e linkando le opinioni (anche se viene dimenticato il link all'intervista a T.Pievani...) P.Centofanti fa notare come tutti e tre gli autori citati, fra cui due sacerdoti di cui uno paleoantropologo, invitino i creazionisti e gli antievoluzionisti a stare tranquilli che non è ancora giunto il momento che attendono, quello di dimenticare non solo Darwin, cioè l'attuale complessa e aggiornata teoria dell'evoluzione, ma se possibile anche l'evoluzione stessa.
Sembra infatti che non ci sia nulla da riscrivere perché l'articolo non ha eliminato niente di importante dalla teoria dell'evoluzione, ma - come avviene da più di 150 anni - si sono solo aggiunte nuove informazioni interessanti.
[Curioso che invece ci sia anche chi ha trovato e criticato le opinioni di T.Pievani ma non ha visto le opinioni di P.R.Pascual e F.Facchini, che sconsiglierebbero di continuare a correre dietro ai filosofi del Discovery Institute, che comunque nell'articolo sono più prudenti che nel titolo].
Per verificare l'opinione di F.Facchini su Dmanisi che non proporrebbe novità sconvolgenti, è sufficiente aprire il suo volume "La lunga storia di Neandertal: biologia e comportamento" (Jaka Book, 2009, 4 anni fa) e leggere a pag.49 in alto due righe di un capitolo scritto dal paleoantropologo Giorgio Manzi, buon conoscitore dei reperti di Dmanisi, che scrive "i vari reperti di Dmanisi mostrano una combinazione di morfologie che richiamano sia le forme africane riferite a H.habilis e a H.ergaster sia quelle asiatiche attribuite a H.erectus", e confermerebbe la comparsa "delle caratteristiche fisiche e comportamentali del nostro genere".

·        Nel sito cattolico SRM ci sono anche informazioni sulla conferenza internazionale sui cambiamenti climatici, che si terrà a Reykjavik nel giugno 2014, articolata in quattro macro-aree: Evidenze Scientifiche del cambiamento climatico; Valutazioni degli Impatti su Differenti Ecosistemi; Impatti Umani e Impatti sugli Umani; Risposte Tecniche, Politiche e Sociali. Nel 2013 la conferenza si era tenuta a Port-Louis, nelle isole Mauritius

 

25/10/13-USA

·        Anche un sito cattolico USA aggiorna i sui lettori su Dmanisi
L'articolo su Catholic News Services ("Theory of one hominid species is compatible with faith, experts say") riprende le posizioni già qui citate di F.Facchini, paleoantropologo e sacerdote, e di P.Rafael Pascual, dei Legionari di Cristo.
Ripetono anche qui che la scoperta pubblicata da Science conferma quello che pensavano sull'esistenza di un'unica specie all'origine dell'umanità ("confirmation of humanity's origin in one single lineage" e "the origins of the human being from one single 'source'").
F.Facchini comunque non chiarisce bene se, dove e quando sia vissuta questa "unica specie" che ambedue citano e che sarebbe vissuta certamente in qualche momento negli ultimi 6/7 milioni di anni fa.
Non fa nemmeno riferimento all'esistenza e al significato (tentativi falliti?) delle altre specie di ominidi bipedi sicuramente autonome, come le numerose vissute in Africa prima di due milioni di anni fa o l'Homo floresiensis di soli 15000 anni fa, per cui davvero non aiuta a capire come fosse organizzato il cespuglio evolutivo che rappresenta gli ultimi milioni di anni dell'evoluzione umana.
C'è  infatti il rischio che, ripetendo "unica specie" senza riferimenti spaziali e temporali, chi non ha visto i complessi schemi dell'evoluzione umana  pubblicati dal collega F.Facchini nei suoi libri (e descritti in questo suo testo on line del 2001) si faccia involontariamente l'idea errata che l'immagine della "marcia del progresso" sia proprio quella che descrive meglio l'evoluzione umana; in questo schema - facile da disegnare – inn ogni momento c'è infatti presente solo un "unica specie".
La "marcia del progresso" ha soprattutto un grave difetto: induce a pensare che si stia seguendo un percorso previsto invece che un percorso non prevedibile a priori; difficile che si possa pensare e dimostrare il contrario, visto che è durato un bel po' (3.5 miliardi di anni).
E questa è un'ipotesi che nessun ricercatore finora ha dimostrato; anzi, abbiamo le prove di un cespuglio evolutivo apparentemente pieno di rami secchi (certamente lo sono almeno le diverse forme di Australopithecus e l'Homo floresiensis), che dimostra i numerosi tentativi falliti.
Purtroppo la marcia di un'unica specie è ben diversa dall'evoluzione umana che conosciamo [ed è meglio che in questo schema manchino le linee di connessione, che sono incerte e modificabili, anche se, piacendo ai bambini e a chi vorrebbe informazioni certe quando ancora non la abbiamo, qualcuno le mette, anche se tratteggiate].   
P.Pascual conferma anche ai cattolici USA che la chiesa "is open to science " e che "the church does not support creationism or intelligent design, which are not considered sound scientific theories" (a differenza della teoria dell'evoluzione, possiamo far notare, visto che correttamente P.Pascual al riguardo non aggiunge alcuna pars destruens).
Questa precisazione (certo un invito a non frequentare i creazionisti e i sostenitori dell'ID) certo spiega perché non avevano avuto molto successo i convegni creazionisti che nel 2008/2009 il
Centro Kolbe USA aveva organizzato a Roma, con l'aiuto dei loro "esperti" romani ed europei ma nell'indifferenza degli accademici pontifici e dei teologi, che partecipavano invece ai convegni evoluzionisti (come ha ben raccontato nel suo diario l'inorridito creazionista biblico polacco M.Giertych, del centro Kolbe).

 

25/10/13-IT

·        Su Pikaia si descrive come i quotidiani hanno presentato una recente notizia sull’evoluzione umana. Non sono riusciti a spiegarla bene.
Un post sul sito di Pikaia (“La Terra è rotonda”) raccoglie alcuni degli articoli pubblicati questa settimana in Italia dopo la pubblicazione dell’articolo di Science su Dmanisi;  il post suggerisce che ci siano differenze anche fra i quotidiani USA e quelli italiani, apparentemente preoccupati che qualcuno prima pensasse che ci fossero state più specie che ci hanno preceduto.
Ecco quindi che si vede come in Italia si sia insistito, soprattutto nel titolo, sull’esistenza di un’”unica specie” prima dell'"uomo"; purtroppo in nessun articolo si è chiarito bene cosa si intendesse per “prima” né “quando” fosse vissuta quest'"unica specie" che tutti citano.
Da notare anche che purtroppo nessun giornale (tranne WIRED) ha capito l'importanza di citare (e poi spiegarne il motivo) il genere Homo già nel titolo.
Questo per chiarire bene - e subito - dove si dovrebbe inserire nella filogenesi umana quest’unica specie che si cita a volte vagamente come "uomo"; la scoperta infatti si riferisce alla prima fase del genere Homo e non induce quindi a cancellare anche tutte le australopitecine e le preaustralopitecine che, non le dimentichiamo, precedono comunque tuttora la comparsa del genere Homo e ci connettono agli antenati di 6/8 milioni di anni fa, che abbiano in comune con le antropomorfe attualmente viventi. Quando si parla di argomenti scientifici sarebbe necessario essere precisi e chiari, adottando i termini che propongono e utilizzano i ricercatori ed evitando di pensare che sia una buona idea quella di citare i giornalisti o i dilettanti.
Purtroppo un articolo non è mai sufficiente per spiegare perché non deriviamo dalle scimmie antropomorfe ma condividiamo con loro un antenato comune; da lui poi, grazie agli adattamenti acquisiti nei primi 4 milioni di anni, 2 milioni di anni fa - a partire dalle prime forme del genere Homo - è iniziata una fase evolutiva certamente nuova e originale.
Trattandosi di reperti fossili, qualche paleoantropologo oggi  riesce a identificare fino ad una ventina di forme diverse di ominini bipedi vissuti negli ultimi 6/8 milioni di anni; è giusto e normale che si tenda, come si è fatto sempre nel caso delle forme fossili, a ridurne il numero di specie, se e quando migliorano, con l'aumento del numero di reperti, le conoscenze sulla variabilità intraspecifica reale.
Questa conoscenza è ancora limitata (soprattutto per il periodo fra 2 milioni e 500.000 anni fa) e dovrà miglioraer ancora, prima di poter fare scelte ragionate e motivate fra le alternative proposte dai ricercatori che lavorano sul campo.
Per chiarimenti e approfondimenti si possono vedere alcuni video, in italiano e in inglese, che ricostruiscono quel che sappiamo oggi sull’evoluzione biologica e sulle diverse fasi dell’evoluzione umana.

 

24/10/13-USA

·        Anche Carl Zimmer commenta le scoperte di Dmanisi sul NYT
L’articolo (“Christening the Earliest Members of Our Genus”) si concentra sul momento della comparsa, 1.8 milioni di anni fa, della prima specie del nostro genere, l’Homo.
E’ possibile capire e imparare i concetti più importanti da questo articolo; certamente ha richiesto tempo, ma permette di crearsi uno schema in cui inserire le notizie importanti e la posizione delle diverse specie; questo è possibile anche grazie ai paleoantropologi e ai primatologi che sono stati consultati da C.Zimmer.

·        Blog e novità sull’Antropologia (biologica e culturale) USA
Qui c’è un elenco di numerosi blog antropologici USA, e qui alcune novità nel sito di Pinterest che si occupa delle novità dell'antropologia USA, biologica e culturale.

 

24/10/13-IT

·        Su Internazionale di oggi si può leggere la traduzione dell’articolo dell’Economist: “Gli errori della scienza”.
All’articolo originale l’Economist ha dedicato la sua ultima copertina “How sciences goes wrong”.
Certo non sembra che la situazione sia migliore in altri settori, e nell’ultimo periodo se ne accorgono sia negli USA che in Italia, in Europa e nel mondo.

·        Anche su Internazionale si può leggere una notizia breve su Dmanisi

 

23/10/13-IT

·        E’ iniziata un nuova serie TV per ragazzi “Un viaggio nell’evoluzione”. E’ una nuova serie di Bing Bang su DeAKids
(un canale di Sky 601), come racconta un articolo su Europa (“Big Bang, viaggio (senza pregiudizi) nella scienza”).
E’ un’iniziativa dedicata ai ragazzi e quindi si spera che ad uno spettatore che poi diventerà giornalista non venga più in mente di citare in un articolo “l’evoluzione della specie” (o a un revisore dei testi di introdurre una correzione errata non richiesta), come si faceva spesso quando si considerava che solo una specie fosse importante e meritasse di "evolvere". Oggi l'errore serve solo ad identificare quelli che ancora lo pensano.
La trasmissione sarà gestita tutti i giorni alle 19.20 da Federico Taddia, che sull’evoluzione aveva già scritto un libro (“Perchè Siamo Parenti delle Galline?”) con Telmo Pievani, che lo aiuterà nell’avventura di spiegare la teoria dell’evoluzione delle specie a chi avrà meno difficoltà degli adulti a comprenderla. Proprio per questo è importante insegnarla già fin dalle elementari, quando la curiosità è massima e non è ancora distratta da elementi culturali che non riguardano i fatti che si devono capire.
Ne parla anche un articolo sul Corriere (“Un viaggio nell’evoluzione. Il darwinismo spiegato in tv”), dove vengono elencati i temi delle diverse puntate, che si concluderanno il 13 novembre.
Si parlerà ovviamente anche di evoluzione umana, e si presenterà il mondo in cui vivevano l’uomo di Neandertal, il Floresiensis e infine si descriverà il complesso arrivo al mondo, ma soprattutto nelle diverse aree del mondo, dell’Homo sapiens.

 

23/10/13-USA

·        Sono sempre semplici e a volte quasi infantili le domande che piacciono a Carl Zimmer.
Oggi nel suo blog C.Zimmer suggerisce di riflettere un po’ (“How Many Cells Are In Your Body?”) su un recente articolo pubblicato da un gruppo di ricerca diretto da un italiano (“An Estimation of the Number of Cells in the Human Body” su Annals of Human Biology.
 
Sempre alle prese con i soldi, gli uomini hanno sempre qualche problema o almeno poca consuetudine con i grandi numeri. Non è probabilmente chiaro se sapremmo come utilizzare 3.7213 euro, ma sappiamo bene che 3.7213  cellule ce le portiamo tranquillamente in giro tutto il giorno per tutti i giorni.
Anzi, oltre a queste cellule a cui siamo molto affezionati (hanno il nostro stesso DNA) ci portiamo dietro anche vari miliardi di cellule di altre specie, sperando che per riprodursi vadano comunque altrove e non incomincino a inserire il loro DNA nelle nostre cellule.
Se fosse di consolazione saperlo, le stime precedenti erano più incerte, con stime che variavano fra 1012 e 1016. Qualcuno vuole dei totali parziali? 50 miliardi sarebbero le cellule adipose e 2 miliardi quelle del muscolo cardiaco.

 

22/10/13-IT

·        "Dio e la scienza, Tra fisica e biologia: i nuovi orizzonti del dialogo".
Incontro oggi a Venezia allo Studium Cattolico Veneziano presso la Sala Sant'Apollonia, con Simone Morandini, della Facoltà teologica del Triveneto (Padova), che interverrà su "Teologia e fisica", e don Gabriele Scalmana, dell'Università Cattolica di Brescia, che relazionerà su "Teologia e biologia".
Fra le premesse si cita il fatto che "l'evoluzionismo, pur oggetto di aspre polemiche fin quasi alla metà del secolo scorso, è ormai diventato un paradigma condiviso entro cui reinterpretare anche la stessa teologia della creazione" e aleggia quindi il dubbio "C’è quindi la possibilità di una legittimazione reciproca dei due saperi?"

·        Anche Marco Ferrari su Focus si unisce a Padre Pascual ma solo per la parte che riguarda l'attesa prima della riscrittura dell'evoluzione umana.
Lo si capisce già dal titolo dell'articolo che M.Ferrari scrive oggi su Focus ("L'evoluzione non è ancora da riscrivere"). Per ora almeno è un'ulteriore conferma che si possano aspettare ulteriori integrazioni  per osservare e discutere un puzzle con una consistenza maggiore

·        Con iniziative in diverse sedi apre la Settimana dei Mammiferi
La quinta edizione di M’AMMALIA, la Settimana dei Mammiferi, è in programma dal 25 ottobre al 3 novembre 2013, e sarà dedicata "Alla scoperta della biogeografia dei Mammiferi - Celebrazioni in occasione del centenario della morte di Alfred Russel Wallace, "padre" della biogeografia". Qui il programma.
Le iniziative si svolgeranno a Bolzano, Piacenza, Genova, Milano (workshop sui Mammiferi in movimento e Il respiro nell'acqua il 25 e 26  al Museo), Roma, Domodossola, Palermo, Morbegno, Trento, Canneto sull’Oglio, Acquapendente, Grosseto.

 

21/10/13-USA

·        Un 17enne USA vince il premio globale al Google Science Fair 2013
Come si sa, negli USA sono decisamente preoccupati per il limitato interesse dei loro giovani, che ultimamente sembra non vogliano impegnarsi tanto quanto gli asiatici nella competizione necessaria per mantenere di elevata qualità la loro preparazione scientifica. Molte sono quindi le gare e i premi per stimolarli ad impegnarsi.
Un articolo su Scientific American (“Teenager creates new flu drugs”) presenta il vincitore del premio Google Science Fair 2013.
Ha 17 anni, si chiama Eric Chen e, utilizzando i laboratori dell’UCSD (San Diego), ha progettato nuovi farmaci per combattere l’influenza… per i quali ha anche ottenuto un brevetto.
Qui altre idee premiate, realizzate da giovani di tutto il mondo.

 

21/10/13-VA

·        Intervista su un sito cattolico di F.Facchini, sulla scoperta di Dmanisi
Anche qui il titolo sottolinea l’ipotesi dell'unificazione di vari reperti fossili in una specie (“Un'unica specie umana”), ma nell’articolo si ricorda che è difficile un uso corretto del termine quando si lavora sui fossili e in un periodo con scarsa documentazione (“Non ritengo sia del tutto appropriato l'uso del termine "specie" perchè è difficile individuare una specie in senso biologico – cioè una popolazione che ammette l'interfecondità - in un fossile”.
F.Facchini accenna poi, invitando a "non enfatizzare le conseguenze di questo studio", a polemiche su monofiletismo e polifiletismo, che nell’800 aveva anche messo in difficoltà i cattolici prima che si verificasse l’interfecondità e quindi si dimostrasse sperimentalmente l’unica specie umana.
Piuttosto vaga rimane il difficile tentativo della giornalista di farsi spiegare come e quando dividere l’uomo dal "preuomo", fatto con la domanda “a quale stadio dell'evoluzione appare l'uomo?”.  Indicativamente sembra che F.Facchini lo porrebbe al momento della comparsa del genere Homo. Non so quanto valga questa opinione, ma non saranno molto contenti coloro che da anni posizionavano – senza essere contestati - ipotetici Adamo e di Eva "laici"all’origine di Homo sapiens….

·        Anche la Radio Vaticana invita giustamente a non agitarsi troppo per recente scoperta di Dmanisi pubblicata su Science,
facendosi orientare più dai titoli di giornale che dalla ragione o da quello che si legge negli articoli scientifici.
Con un’intervista dal titolo interrogativo (“Una sola specie all'origine dell'uomo?”) alla Radio Vaticana Padre R.Pascual, dell’Ateneo Pontificio dei Legionari di Cristo, invita a non confondere il primo articolo che presenta una scoperta con il risultato che sarà definitivo solo la discussione e la conferma eventuale: “non è detto che adesso questa nuova proposta sia quella definitiva”. E insiste: “Dunque, non bisogna dare né troppo valore, né mettere tutto in discussione” come i creazionisti (chi è evidente che preferisce spiegazioni non naturalistiche) provano sempre a fare. Comunque i neocreazionisti del DI han cominciato citando una frase  dell’NBC (anche in Italia non mancano i quotidiani da citare; per chi ci casca) ma hanno poi notato che altri, come Donald Johanson ma perfino gli autori dell’articolo Lordkipanidze e Zollikofer fanno notare.
P.R.Pascual confermerebbe anche l’antichità dei reperti, 1.8 milioni di anni fa: (“
mai avremmo immaginato che ci fossero degli ominidi così antichi in Europa”).  Spero non avesse chiesto informazioni solo al suo collega docente di Storia nell’Università Europea, sempre dei Legionari di Cristo, visto che quel che pensa è ben noto (qualche migliaio di anni è sufficiente, e ha pure il vantaggio di non lasciar tempo che qualcuno evolva). E’ cronologicamente incompatibile con la realtà citata e accettata da P.R.Pascual, ma non sembra che i fatti accertati possano valere più del trascendente.
Mette anche in dubbio (“
secondo me, questa non è l’unica ipotesi presentabile”) il suggerimento del giornalista che il carattere umano del reperto fossile di 1.8 milioni di anni fa sia dimostrabile anche solo dal fatto che il reperto presenta un unico dente, per cui si poteva supporre che fosse una prova di socialità e cooperazione.
P.Pascual chiarisce inoltre si mostra preoccupato degli errori che derivano dall’ignoranza e dalla confusione sulla posizione della Chiesa: su “
un articolo di un giornale di grande diffusione qui in Italia l’opinionista diceva che la Chiesa sosteneva il disegno intelligente, il creazionismo; invece non è così”.
Gli piacerebbe la posizione fosse ben nota e chiara, e che i giornalisti riferissero: che i cattolici sapessero e dicessero che “
nella linea della Chiesa c’è un’apertura verso quello che presenta la scienza, che non è in conflitto con quello che presenta la fede. In linea di massima, non c’è una posizione di difesa o di opposizione, di conflitto, ma una posizione di dialogo”, anche se poi conferma di non poter dimostrare che la “causalità divina e il finalismo” che lui sostiene siano compatibili con i “piani di Dio che ha voluto creare l’uomoproposti da altre religioni.
Di fronte a “piani” alternativi incompatibili, non dimostrabili e non verificabili non ci si può stupire che anche gli scienziati siano prudenti e seguano quindi le indicazioni che P.Pascual invia ai creazionisti che cercano di approfittare di ogni novità per farsi notare (“bisogna essere molto prudenti. Queste teorie sono immature, nel senso che non è detto che adesso questa nuova proposta sia quella definitiva”).
P.Pascual approfitta comunque della risposta conclusiva per far capire a chi non ha le idee chiare sulla posizione della chiesa che c’è qualcosa non dimostrabile che non si può discutere: “il genere umano è stato creato da un’unica ‘fonte’”; rassicurando creazionisti e sostenitori del progetto intelligente che comunque “
c’è un piano di Dio che ha voluto creare l’uomo”.
Sembra si riferisca a qualcosa che la scienza vorrebbe almeno conoscere prima di porsi aprioristicamente il problema di cosa smentire o escludere o contestare (“
Il problema nasce quando la scienza pretende di escludere, aprioristicamente, che ci sia una causa trascendente”). Al massimo può far notare che nel mondo si attribuisca a troppe entità il merito dell’evoluzione; forse per questo è giusto preoccuparsi di conoscere i dettagli non filosofici di questi “piani”. Circola poco altro rispetto alle poche righe ulteriori rispetto alle “genesi” proposte dalle diverse culture. Bisogna essere molto prudenti”davvero.

 

20/10/13-USA

·        La casa editrice Taylor&Francis invita a sfogliare le sue riviste.
Sembra che il prossimo novembre ci siano le porte aperte nel sito di questa casa editrice che pubblica molte riviste scientifiche, fra cui l'Italian Journal of Zoology. L'annuncio si trova qui e sembra rivolto a tutte le persone interessate. Saranno accessibili alcuni numeri del 2011 o 2012.
Ci sono riviste di biologia, zoologia, ecologia ed evoluzione. Oltre al "14 days' free access to 2011 & 2012 journals content" sembra che si organizzi anche "A celebration of the life of Alfred Russel Wallace".
E' un'occasione per capire come sono organizzati gli articoli che continuamente verificano e aggiornano le nostre conoscenze scientifiche nell'ambito delle discipline biologiche, quelle per le quali l'evoluzione biologica fornisce un senso a tutto ciò che avviene da miliardi di anni e che da [relativamente] pochissimo tempo viene osservato e spiegato da curiosi ricercatori. Di questo bisogna ringraziare anche Wallace: il 7 novembre prossimo ricorrerà infatti il centenario dalla morte di questo naturalista che ha avuto intuizioni simili a quelle di Darwin, confermandole e dimostrando, per primo ma non fu certo l'unico, che le osservazioni e i ragionamenti di Darwin non erano casuali ma erano condivisibili e confermabili.     

 

20/10/13-IT

·        Su Cronaca Laica un invito a non esagerare a novità delle scoperte di Dmanisi
E’ un’intervista a T.Pievani (“
Ominide di Dmanisi, Pievani: l'evoluzione umana non è da riscrivere”) in cui sostiene che “Bisogna invece dare il giusto senso a una scoperta, con serenità, senza affezionarsi troppo ad alcuna teoria e sullo sfondo delle conoscenze pregresse. Di sicuro esiste poi una sparuta platea di ostinati anti-evoluzionisti o anti-darwiniani che strumentalizzano vanamente queste scoperte, fraintendendone il significato a volte in modo imbarazzante”.

 

19/10/13-USA

·        Un gruppo di fisici identifica una legge della biologia...
Su Discover e sul  blog di J.Coyne si parla con qualche perplessità (anche per il campione molto limitato e gli stimatori non corretti usati per descrivere la tendenza centrale e la variabilità di una distribuzione evidentemente non normale) di una notizia comparsa il 14/10 nel sito (arXiv.org), che i fisici usano per pubblicare preprints senza una peer-review preventiva.
Il fatto che già nel titolo si proponga addirittura una nuova legge della biologia sulla dinamica dei fluidi biologici fa sospettare che l'obiettivo reale sia la conquista di un IG-Nobel per la fisica il prossimo settembre ad Harvard.
Il video allegato propone la rilevante base matematica di questa nuova legge della biologia, scaturita da un'idea originale, una fra le tante che, comunque, potrebbe venire a chiunque.
Si attende che esca la pubblicazione completa per critiche più puntuali.

 

19/10/13-IT

·        [da Pikaia] Festival della Scienza di Genova 2013 - Bellezza
Come ogni anno, dal 23 ottobre al 3 novembre, torna il grande appuntamento con il Festival della Scienza di Genova. Il tema di questa edizione è "Bellezza".

Il sito del Festival - Programma in pdf

 

18/10/13-USA

·        Un altro esempio della creatività della selezione naturale?
Su Wired viene presentato il video dello squalo goblin (Mitsukurina owstoni) finora poco conosciuto in quanto vive nelle profondità del Pacifico, con un'anatomia dei legamenti della mandibola che permette un metodo originale per catturare le prede.

 

18/10/13-UK

·        E' utile disporre di una mappa aggiornata della schiavitù? Da tempo non se ne sentiva la mancanza, e ora c'è la prima edizione.
Se ne parla sull’ultimo numero dell’Economist, che fornisce i link al sito e al testo che sintetizza i risultati dell’indagine che ha permesso di  realizzare il primo Slavery Index Report.
C'è da innervosirsi non poco quando si nota quali sono i paesi che ne traggono il maggior vantaggio. Sarebbe utile controllare la provenienza dei gadget acquistati ultimamente, magari pochi anni fa li si produceva in Italia o in Europa...

 

18/10/13-IT

·        Sull'Avvenire del 18/10 troviamo un articolo scritto da F.Facchini, ("In principio un solo uomo") in cui il nuovo reperto di Dmanisi viene inquadrato nelle conoscenze che già abbiamo sui precedenti numerosi reperti già trovati a Dmanisi. Gli attuali 5 crani e i reperti prostcraniali  descrivono oggi una popolazione con un'elevata variabilità morfologica, vissuta 1.8 milioni di anni fa al confine fra le prime forme di H.erectus africano (o H.ergaster) e le forme di H.erectus asiatico vissute poi per almeno 1.5 milioni di anni.
F.Facchini ricorda come da anni si intreccino le ipotesi di Y.Coppens sull'unica specie umana e il problema oggettivo della difficoltà di classificare all'interno dei confini tassonomici tradizionali i reperti fossili. Il nuovo reperto invita ad approfondire le conoscenze e i confronti fra reperti e fra specie, alla ricerca di una soluzione migliore a un problema che si discute da tempo senza avere ancora una soluzione che trovi ancora oggi tutti concordi.

 

18/10/13-GEORGIA

·        Interessanti le caratteristiche anatomiche dei crani fossili di 1.8 milioni di anni fa trovati a Dmanisi . L’articolo su Science di ieri è stato seguito subito da un articolo sul New York Times (“Skull Fossil Suggests Simpler Human Lineage”).
Il reperto cranico descritto oggi nell'articolo di David Lordkipanidze e altri, ("A Complete Skull from Dmanisi, Georgia, and the Evolutionary Biology of Early Homo") presenta infatti caratteristiche (come le dimensioni della mandibola e del neurocranio) che erano prima presenti in individui finora attribuiti a specie di area ed età geologica diverse.
La sorpresa però non si ferma qui: questo nuovo reperto, costituito da un cranio (D4500) con mandibola (D2600), aggiunge ulteriore variabilità a quella già mostrata dagli altri 4 crani di ominini trovati nell'ultimo decennio in questo sito fossilifero nel Caucaso, ben più ricco di altri, oltre che posto in una posizione geografica estremamente interessante, al crocevia fra Africa (dove vivevano tutte le forme ominine precedenti), Asia ed Europa (probabilmente colonizzate proprio a partire dalle popolazioni insediatesi fra l'Africa e il Caucaso).
Sembra quindi che a Dmanisi si ritrovino caratteri presenti finora solo in fossili di ominini di specie che alcuni considerano diverse e che caratterizzavano un periodo di tempo molto più ampio, sia precedente che successivo. Purtroppo finora per queste fasi evolutive (H.habilis, H.rudolfensis, H.ergaster, H.erectus) si avevano solo limitate conoscenze sulla variabilità intraspecifica, e questo condizionava ogni ricostruzione della filogenesi degli ominini.
[Il termine ominidi oggi comprende un ambito di specie più ampio di quanto molti ritengano, dato che dal 1999 comprende anche le scimmie antropomorfe e non più solo gli ominini (cioè gli ominidi bipedi)].

·        Sempre su Science la giornalista Ann Gibbons commenta la scoperta, nell’articolo Stunning Skull Gives a Fresh Portrait of Early Humans”, sottolineando correttamente che la scoperta fornisce importanti indicazioni sulla variabilità intraspecifica già nota nei reperti di Dmanisi, relativamente numerosi (“it suggests that ancient people from the same time and place could look quite different from each other”).

·        Conviene sorvolare sul titolo che qualcuno, forse creazionista, ha proposto per invitare alla lettura dell'articolo di Repubblica che fornisce la notizia della nuova scoperta di Homo [erectus] georgicus a Dmanisi: "L'evoluzione cambia la sua storia: l'uomo è nato da un'unica specie". Il titolo davvero non è chiaro e probabilmente introduce un'ulteriore confusione che può influenzare la stessa idea di evoluzione biologica: già nel 2004 il card.Ratzinger confermava che ("it is virtually certain") come non solo l’uomo, ma addirittura tutte le specie attualmente esistenti derivassero da un'unica specie iniziale, comparsa centinaia di milioni se non miliardi di  anni fa ("Since it has been demonstrated that all living organisms on earth are genetically related, it is virtually certain that all living organisms have descended from this first organism"), una ipotesi che era molto ardita già quando fra i primi ne scrisse Erasmus Darwin nel 1794 (in Zoonomia).
Il significato del titolo era probabilmente diverso, ma non è facile capire come sia arrivata la notizia al lettore poco informato sulla ventina di specie di ominini bipedi vissuti negli ultimi 7 milioni di anni. Purtroppo sappiamo che i lettori italiani sono in difficoltà quando devono leggere e comprendere i testi scritti...  si sa, la TV è meglio.   L’articolo sulla versione a stampa di Repubblica è comunque migliore, più ampio e chiaro, anche grazie allo schema grafico che permette di capire quale sia l'unica specie, e alle opinioni degli antropologi consultati.

·        Cita in modo impreciso l’“unica specie” anche il titolo del Corriere della Sera.
Ma una frase del paleontologo L.Rook, citata nell’articolo, ricorda comunque che ci sono ancora verifiche da fare“non tutti gli esperti sono d’accordo con questa nuova ipotesi, e c’è chi pensa addirittura che nello stesso sito di Dmanisi vi siano fossili di specie diverse”. Non è ancora ora di trarre le conclusioni, né tantomeno di lasciare che le tragga chi non ha tutte le informazioni necessarie.
Purtroppo l’uso di frasi ad effetto, come un'altra che si è vista recentemente a proposito di un'altra polemica (“Evoluzione umana al capolinea: abbiamo finito di crescere?”), difficilmente invoglia alla corretta comprensione di concetti complessi come quelli necessari per capire– senza inutili interferenze pseudoscientifiche - l’evoluzione biologica e uno dei suoi momenti più recenti e per noi interessante, l’evoluzione umana.

·        Molto migliore è il titolo dell'articolo su Le Scienze ("Il cranio che (forse) unifica le antiche specie di Homo"), che finalmente mostra anche le 5 immagini dei 5 crani di cui tutti discutono senza pensare nemmeno a dare prima un'occhiata a come e perché questi 5 sarebbero simili ad altri crani trovati altrove in un periodo compreso fra 2.3 e 1.2 milioni di anni fa.
Non bisognerebbe piuttosto dimenticare, come invece fanno tutti gli articoli dei quotidiani, che fino a pochi anni fa moltissimi paleoantropologi classificavano H.erectus (magari con definizioni ulteriori a livello di sottospecie) tutti i reperti fossili, anche diversi fra loro, datati fra 1.900.000 e 100.000 anni fa, anche se magari trovati tutti a Giava o in tutta l’Asia!
Qui ad esempio si può leggere un lavoro del 1973 ma anche un paio di lavori del 2007/08 ("Palaeoanthropological discoveries in Indonesia with special reference to the finds of the last two decades", "The taxonomic implications of cranial shape variation in Homo erectus", "Cranial morphology of Javanese Homo erectus: New evidence for continuous evolution, specialization, and terminal extinction") su reperti, classificati tutti come H.erectus, e che vissero un periodo di addirittura quasi un paio di milioni di anni! Non è detto che tutti siano d’accordo, ma gli articoli sono su riviste importanti.
Sembra che anche nel caso di Dmanisi si voglia soprattutto attirare l'attenzione sull'importanza della variabilità, meglio analizzabile su  reperti paleoantropologici che vengono da un'area ristretta, sollecitando a studiarli e a confrontarli con quelli di altre aree geografiche. 

·        Un utile aiuto alla comprensione della scoperta si trova nel blog di John Hawks: The new skull from Dmanisi, uno dei tanti blog che sarebbero indispensabili ai giornalisti che non hanno una preparazione specifica e non si sono già preparati prima. Questo post è ampio e ben documentato e le informazioni vengono da qualcuno che a Dmanisi c'è anche stato.
Purtroppo non è sempre facile per un giornalista  leggere rapidamente gli articoli e magari controllarli su altri testi. Il tempo è scarso ed è più veloce copiare titoli e articoli preparati per internet magari da qualche inesperto anonimo o da qualcuno interessato (come avviene spesso per le notizie che si scoprono essere false o preparate per interesse di qualcuno che si preoccupa del proprio futuro o del proprio portafoglio).
Per inquadrare la scoperta nello schema delle conoscenze precedenti, un recente lavoro su questa fase dell'evoluzione umana è quello di Adam P. Van Arsdale e Milford H. Wolpoff comparso a fine 2012 su Evolution: "A Single Lineage In Early Pleistocene Homo: Size Variation Continuity In Early Pleistocene Homo Crania From East Africa And Georgia". Come di vede già nel 2012 già si discuteva e si parlava di "single lineage".
Per un commento equilibrato sul nuovo articolo, è quindi importante leggere quel che ne pensa oggi proprio Van Arsdale ("The new (wonderful) Dmanisi skull") che ben conosce il sito e i fossili, avendo ottenuto il PhD proprio con una tesi sulle mandibole di Dmanisi, che sono state anche oggetto anche di un recentissimo articolo su PNAS ("Tooth wear and dentoalveolar remodeling are key factors of morphological variation in the Dmanisi mandibles").

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17/10/13-IT

·        [da Pikaia] Il 20/8/13 avevo citato un recente libro su Wallace.
Si intitola “Dispelling the darkness” ed è stato scritto da uno storico della scienza, John van Whye, che da anni si dedica soprattutto allo studio di Alfred Wallace, di cui gestisce anche alcuni archivi di testi online (è lui infatti che sta dietro ai frequentatissimi siti web Darwin Online e Wallace Online).
Recentemente in una pagina web del CNR è comparsa una recensione di “Dispelling the darkness”, realizzata da Federico Focher, docente di storia della biologia a Pavia.

·        Preoccupano i risultati dell’indagine internazionale PIAAC sulle competenze di base degli adulti di ventiquattro paesi.
I risultati sono stati pubblicati l’8/10 e già qualcuno ha avuto il coraggio di darci un’occhiata per trarne qualche utile riflessione.
Ne riferisce oggi Tullio de Mauro su Internazionale (“Molte storie per analfabeti”).
I risultati della PIAAC (Programme for the international assessment of adult competencies) si trovano nel sito web dell’OCSE che ha realizzato l’indagine (per la parte italiana ha collaborato l’ISFOL); non è difficile trovare l’Italia nei 2 principali grafici: basta cominciare la ricerca dai risultati peggiori.
L’Italia infatti è l’ultima per quanto riguarda la literacy (lettura e comprensione di testi scritti, in parte anche scrittura al computer o su carta) e la penultima per la numeracy (comprensione e risoluzione di problemi matematici). Si è poi fatta notare per un guaio: è uno dei quattro paesi (insieme alla Francia) a non aver completato l’indagine per valutare l'abilità nel problem solving.
De Mauro, un esperto di didattica e formazione, sottolinea alcuni aspetti dell’indagine (svolta sugli adulti) e  invita a non cadere in errori di interpretazione (come fa chi titola “La scuola pubblica è in agonia, lo stupefacente stupore del ministro”).
Non che la scuola non abbia qualche colpa quando si parla di formazione, ma è noto come il livello di scolarizzazione italiano sia da tempo incredibilmente basso rispetto ad altri paesi anche solo europei (qui un’indagine sui risultati di un impegno europeo nel LifeLong Learning), e pure bassissima è la percentuale di laureati, molto probabilmente conseguenza di scelte politiche o culturali di lungo periodo. Consideriamo che nel 2001 fra i 25/64enni, l’Italia aveva il 10% di laureati, mentre il Giappone (il primo paese in graduatoria nell’indagine) ne aveva quasi il doppio il 19% (OCSE. Education at a glance, 2002).
Evidentemente le scelte politiche e culturali sono da tempo ben diverse, e quindi anche i risultati.  
Utile sarà il confronto con una precedente indagine (ALL) su literacy e numeracy realizzata dall’OCSE negli anni ’90 sempre sugli adulti. 
Altri paesi con risultati preoccupanti sono in Europa la Spagna (soprattutto), ma anche l’Irlanda, la Francia e la Polonia; e pure gli Stati Uniti non presentano risultati adeguati al loro attuale ruolo nel mondo.
In un momento in cui la competizione si fa più accesa e anche vivace, non sembra che l’Italia (oltre all’Europa e agli USA) stia investendo nelle risorse più necessarie, la cultura, a differenza di quanto stiano facendo da anni alcuni dei paesi asiatici che mostrano i migliori risultati nell'indagine.
Fra le osservazioni di De Mauro c’è l’invito a cercare di mantenere, scegliendo (se possibile) un lavoro stimolante e mantenendo (anche questo ... se possibile) un impegno intellettuale adeguato, le conoscenze acquisite a scuola; ma anche l’invito a migliorare il sistema informativo rivolto agli adulti (tutti spero ricordino come le televisioni private da anni si ponessero come obiettivo di rispondere a interessi culturali decisamente  infantili…; queste scelte hanno evidentemente permesso di raggiungere obiettivi che però favoriscono il successo di altri popoli. De Mauro si pone anche il problema del ruolo della tradizione cattolica, dominante in 6 su 7 dei paesi in crisi, sulle scelte effettuate per quanto riguarda il sostegno alla cultura e al ruolo della donna nella società.
La relazione dedica un confronto alla situazione dei due paesi che l'indagine mostra come più "lontani", il Giappone e l'Italia. Basti sapere che l'Italia è arrivata 70 anni dopo il Giappone alla licenza elementare per tutti, uomini e donne.
Su Internazionale ci sono poi due altri articoli che riguardano i problemi degli USA di fronte al successo del Giappone.

 

14/10/13-IT

 

Mostra Brain logo

·        BRAIN. La nuova mostra al Museo di Storia Naturale di Milano.
[da Pikaia]
Il visitatore sarà accompagnato alla scoperta dello stupefacente strumento che è il cervello e delle immense potenzialità e capacità che esso ci offre, da un coinvolgente allestimento sensoriale con exhibit, installazioni, giochi e filmati: un omuncolo di quasi due metri mostra quanta parte del cervello sia dedicato al senso del tatto; un’opera video multimediale in cui un cervello in resina chiara mostra le aree funzionali che si accendono nella mente di una ragazza che sostiene un provino di ballo; uno schermo dei movimenti neuronali che evidenzia le modalità di connessione e comunicazione delle cellule cerebrali tra di loro. La mostra è adatta anche a bambini dai 5 anni di età

 

13/10/13-USA

·        La genetica viene fraintesa dai creazionisti, secondo Glenn Branch.
Un articolo su Genewatch di ago-ott del nuovo direttore del NCSE (National Center for Science Education)  (“Bad science: genetics, as misread by creationism”) mostra  come i creazionisti abbiano spesso provato a dimostrare come la genetica dimostrasse la falsità dell’evoluzione biologica. Non essendoci alcuna possibilità di dimostrare alcuna delle decine di storie creazioniste, si può solo provare a negare e criticare quello che la scienze può dimostrare. Glenn Branch ricorda anche le idee sbagliate sulle mutazioni, che qualcuno presenta con caratteristiche che dovrebbero essere favorevoli al creazionismo. Peccato non sia vero.
L’articolo non può che concludersi con la frase che ricorda il concetto  proposto da Theodosius Dobzhansky: "nothing in biology makes sense except in the light of evolution".
Per chi volesse ripassare qualche concetto in proposito, se ne parla nel libro (scaricabile in PDF gratuitamente, se ci iscrive al sito della NAP) “Thinking Evolutionarily: Evolution Education Across the Life Sciences”

 

12/10/13-USA

·        Nuovi e incredibili meccanismi evolutivi, suicidi più che solo masochisti. E’difficile pensare a un progettista intelligente.
Sono stati evidenziati e spiegati da un recente articolo pubblicato su PLOS, che ha proposto una nuova spiegazione di eventi che ci invitano a studiare bene il significato di altri termini, utili più di molti termini ottocenteschi per capire l'evoluzione biologica; purtroppo non sempre si conoscono tutti i termini necessari.
Se finora era indispensabile conoscere almeno il significato di exaptation, o di mosaic evolution, ora bisogna conoscere anche il significato di suicidal reproduction, un esempio estremo di sexual selection postriproduttiva che avviene in casi di semelparity (che è l'alternativa a iteroparity).
E' una strategia riproduttiva estrema già conosciuta (è noto a tutti il caso del salmone del pacifico) e comunque è presente in molte specie di invertebrati (fra cui alcune specie di ragni altrettanto suicidi, ma che  si offrono alle femmine come cibo invece di schiattare solo).
Caratterizza addirittura anche alcuni generi di mammiferi marsupiali, che sono stati studiati in modo approfondito in questa nuova ricerca ("Sperm competition drives the evolution of suicidal reproduction in mammals").
Il fatto che in una delle specie studiate tutti i maschi muoiano quasi contemporaneamente dopo anche più una decina di ore di attività riproduttiva potrebbe suscitare qualche perplessità su come un progetto intelligente potrebbe davvero spiegare meglio un suicidio collettivo; forse evocando la punizione biblica da cui si salvò solo Noè e famiglia? Rimarrebbe però da capire quali potrebbero essere le colpe di queste simpatici "topini", i cui maschi sono disposti a sacrificarsi tutti pur di sperare in una discendenza, anche se solo sulla fiducia.
Finalmente, dopo una trentina di anni, si può ipotizzare una spiegazione di questo comportamento apparentemente assurdo.
Aspettiamo di vedere cosa si inventeranno i [neo]creazionisti, che sembra non riescano ad allontanarsi da schemi interpretativi che hanno poco a che vedere con la biologia evoluzionistica, dove l'informazione non aumenta o diminuisce; l’informazione biologica soprattutto cambia.

·        Qualche dato quantitativo sull'attività riproduttiva umana.
Su un blog di Scientific American un medico che si occupa di epidemiologia dell'HIV () propone alcuni dati quantitativi che possono essere utili per stimare la velocità di diffusione dell'HIV ("HIV and the Global Sex Tally"). Infatti, anche nel caso di trasmissione dell'infezione, non è detto che la morte sia una necessaria conseguenza, come invece avveniva per i marsupiali citati prima.

 

12/10/13-IT

·        Al museo di storia naturale di Milano dal 22/10 al 22/11 ci sarà un ciclo di conferenze su vari temi in cui scienza e "falsascienza" sembra si incontrino.
[da Pikaia] Interessante l'intreccio di collaborazioni fra ricercatori delle università milanesi e associazioni che si occupano di diffusione della conoscenza scientifica (Centro Buonarroti, Pikaia, Museo di Storia Naturale) che ha permesso di realizzare un'iniziativa su SCIENZA E FALSA SCIENZA. Qui il programma degli incontri, rivolti a classi scolastiche o a  pubblico non organizzato.
Si parlerà di errori e facilonerie in cui spesso si incappa quando si parla di evoluzione... di anatomo-patologia e crimine, di DNA e prove inconfutabili, di invenzioni folli, frodi e medicine miracolose

 

11/10/13-USA

·        Un altro caso di docente universitario USA, un chimico, innamorato dell'ID
Lo era a tal punto da decidere di tenere un corso sull'evoluzione all'università dello Iowa. Ne parla J.Coyne nel suo blog ("Another god-infused science class at a public university?"), dove riporta il programma di questo strano corso che ha poco a che fare con la chimica, il link alla pagina di un giornale dell'Università in cui Ned Bowden manifesta le sue intenzioni, e il link all'articolo di riposta e di protesta ("The science of evolution. Faculty members respond to recent Campus Voices article"), che gli è arrivato da 25 colleghi esperti di biologia, di antropologia e di evoluzione.
Che quindi gli ricordano che cosa è stato dimostrato: "Today the overwhelming majority of scientists in Iowa, the United States, and across the world agree that biological evolution explains the diversity of life on our planet".

 

11/10/13-IT

·        A Pordenone. Dal 16 al 20 ottobre - XVII Scienzartambiente - per un mondo di pace

[da Pikaia] Primo festival nella regione Friuli Venezia Giulia dedicato alla divulgazione e comunicazione scientifica. Promosso dal Comune di Pordenone - Assessorato alla Cultura e dal Science Centre Immaginario Scientifico con la collaborazione di Istituti, Aziende ed Enti del territorio regionale. Videopresentazione.
Si apre il 15/10, con
Aspettando Scienzartambiente - LA SCUOLA 2.0, VERSO UNA DIDATTICA AUMENTATA DALLE TECNOLOGIE 
Scarica la presentazione (pdf)

Scarica il programma giorno per giorno (pdf)

Scarica il libretto con tutte le informazioni sull'evento (pdf)

 

11/10/13-USA

·        Scienza e pseudo scienza; discussione fra filosofi sulle pagine del New York Times.
Curioso e stimolante, anche e soprattutto per gli intrecci evidenziati fra scienze e culture diverse destinate a contatti ben più stretti in un prossimo futuro, il dibattito suscitato da un filosofo buddista di Chicago (Stephen T. Asma) che il 28 settembre raccontava sul NYT ("The Enigma of Chinese Medicine") di come sua moglie cinese gli avesse proposto di curare un raffreddore ordinando al ristorante - erano quel giorno a Pechino - un bicchiere appena riempito con il sangue di una tartaruga appena sgozzata, con l'aggiunta di un po' di alcool.
Il racconto di come poi il raffreddore gli fosse passato, e di come il fatto lo portasse a riflettere con i lettori sia sulla medicina alternativa che sul confine fra scienza e pseudoscienza suscita non solo un ampio dibattito sul quotidiano (525 i commenti fino ad oggi).
Suscita anche una reazione sul blog di Jerry Coyne un paio di giorni dopo ("The New York Times touts alternative medicine, disses science"), dove si evidenziano anche le citazioni fatte da S.Asma riguardo a feng shui e qi - associabili probabilmente ai placebo della cultura scientifica occidentale - e le citazioni errate all'evoluzione biologica e alla selezione naturale, temi particolarmente cari all'esperto J.Coyne, che inorridisce rispetto all'idea errata, non certo originale essendo molto diffusa fra tutti i creazionisti, che la teoria dell'evoluzione non sia scienza perché "it didn’t correspond to the experimental method of the falsifiability model”.
Proprio ieri, con un altro articolo sul NYT ("The Dangers of Pseudoscience", che ha già 500 commenti) Massimo Pigliucci (biologo evoluzionista in Italia e filosofo della scienza negli USA) e Maarten Boudry (un noto critico dell'ID: "Irreducible incoherence and intelligent design: a look into the conceptual toolbox of a pseudoscience", 2010) riprendono l'articolo di S.Asma cominciando proprio dalla questione centrale, il “demarcation problem”.
La discussione continua oggi anche con un post di Greg Maser sul blog di Jerry Coyne: "Gigliucci and Boudry rebuke alternative medicine, praise science, in New York Times" in cui sollevano il problema del confine fra scienza e pseudoscienza, che in  questo caso si pone nella zona grigia fra meridiani e qi della cultura tradizionale cinese e l'effetto placebo della scienza occidentale.     

·        L'Università Notre Dame segnala oggi il National Coming Out Day
Il Gender Relations Center dell'Università privata cattolica che questo semestre ha lanciato un pro-homosexual pastoral care plan rivolto a Friends and allies organizzerà oggi (25° National Coming Out Day) occasioni di incontro per incoraggiare gli studenti a dichiarare la loro condizione.
Questa università, famosa per le sue critiche al Card.Schönborn quando nel 2005 aveva preso una cotta per l'intelligent design, aveva poi collaborato, in quanto una delle poche università cattoliche in cui si studiava la biologia evoluzionistica, con il card.Ravasi nell'organizzazione del secondo dei due convegni vaticani sull'evoluzione, nel marzo 2009.

 

10/10/13-USA

·        Carl Zimmer sul NYT: gli elefanti africani capiscono le indicazioni umane (col braccio o la mano) sulla posizione del cibo
Ne parla nel suo articolo ("Elephants Get the Point of Pointing, Study Shows") in cui riferisce degli esperimenti realizzati e pubblicati da Richard W. Byrne, biologo all'Università di St Andrews, in Scozia. Sappiamo già che è un comportamento che compare nei bambini a circa un anno; negli scimpanzè e in altri primati è invece un'abilità  che non sembra comparire, mentre è noto come nel cane, che però è una specie da lungo tempo addomesticata, sia presente. Si sa anche che gli elefanti asiatici hanno già dimostrato di sapersi riconoscere nello specchio, una capacità che condividono con le scimmie antropomorfe ma non con gli altri primati, che si spaventano o comunque non si riconoscono.
L'esperimento ha mostrato risultati non casuali (67% di utilizzazione del suggerimetno che viene dall'uomo) e comparabili con quelli dei bambini (il 72% a 1 anno); qualche dubbio viene dal fatto che l'esperimento sia stato comunque condotto su 11 elefanti abituati a frequentare l'uomo; essendo stati addestrati per il trasporto di turisti potrebbero aver appreso l'utilità di indicare un oggetto; si verificherà in futuro anche l'eventuale uso di indicazioni che vengono da altri elefanti.
Le indicazioni che vengono dagli elefanti indiani sarebbero comunque ben diverse, secondo altri esperimenti ("Visual Cues Given by Humans Are Not Sufficient for Asian Elephants (Elephas maximus) to Find Hidden Food").

·        Carl Zimmer presenta un nuovo esempio del ruolo del mimetismo nell'evoluzione biologica.
In un post nel suo blog The Loom il giornalista scientifico del New York Times affianca al noto esempio della Biston betularia (recentemente confermato in un articolo - peer-reviewed - che si basa sui  nuovi esperimenti di Michael Majerus: "Selective bird predation on the peppered moth: the last experiment of Michael Majerus") anche quello recentissimo di un insetto stecco (Timema cristinae).
Di questo insetto in un'area vicino a Santa Barbara (California, USA) sono state trovate due diverse forme, che si caratterizzano per una mutazione che coinvolge la presenza o l'assenza di una banda bianca sul dorso.
La frequenza delle due forme in un'area particolaredipende da un diverso tipo di vegetazione e da come le due varietà genetiche di T.cristinae riescono a mimetizzarsi ("Evolution of Camouflage Drives Rapid Ecological Change in an Insect Community"). 

 

10/10/13-IT

·        Un articolo mostra come superare i passaggi necessari per dimostrare l'efficacia di una terapia che si vuole applicare all'uomo: i passaggi previsti dai protocolli sperimentali vengono saltati per poter iniziare la sperimentazione umana prima ancora di aver dimostrato i vantaggi su modelli sperimentali animali. 
E' un articolo pubblicato su Wired ("Stamina, quello che Le Iene non dicono") e si conclude con la decisione del ministero di bloccare la sperimentazione sull'uomo di una terapia che non ha seguito i protocolli previsti dal metodo scientifico. L'articolo mostra il ruolo a cui sono stati relegati gli esperti dalla campagna di sostegno a questi protocolli di cui non si era ancora dimstrata l'efficacia.
D'altronde gli esperti italiani e la stessa rivista Nature c,he aveva riportato i loro sospetti ("Italian stem-cell trial based on flawed data"), non avevano ricevuto  risposte soddisfacenti (qui la risposta alle accuse di Nature). 

·        Il 18/10 a Padova si parlerà del ruolo dei  MiRNA con N.Rajewsky
[da Pikaia]
Il ricercatore del Max Delbrück Center for Molecular Medicine (MDC) di Berlino illustrerà alle ore 11-30 al Centro Interdipartimentale Vallisneri (Viale G. Colombo, 3; Aula B piano terra) le più recenti ricerche volte a identificare, tra i bersagli dei miRNA, quelli con maggiore importanza funzionale e discuterà dei meccanismi post-trascrizionali coinvolti nella regolazione e nel differenziamento delle cellule staminali. Inoltre, presenterà gli studi in corso sugli RNA circolari.

·        E’ disponibile a 22€ l’edizione italiana di State of the World 2013.
E’ stata curata da Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF, ed è stata pubblicata da Edizioni Ambiente. Qui si trova invece la versione originale del Worldwatch Institute, in inglese: “State of the World 2013: Is Sustainability Still Possible?”.

 

9/10/13-UK

·        In rete si trova il nuovo numero del settimanale Nature.
Come al solito ci sono molti articoli su temi scientifici molto diversi e connessi anche con recenti aggiornamenti delle conoscenze sull'evoluzione, con scoperte he riguardano l'ambiente e la sua capacità di garantire la sopravvivenza alle popolazioni umane che vivono nei diversi ambienti.
C'è per esempio un articolo che propone di verificare quanto si discostino nel tempo, nelle varie zone geografiche, le temperature rispetto alla media per quell'area ("The projected timing of climate departure from recent variability") e un altro ("Climate change gets clocked") che prospetta ulteriori aumenti di temperatura e suggerisce di controllare la possibile comparsa di situazioni estreme che predispongono a situazioni ambientali non più sopportabili e non più compatibili con le condizioni ottimali per le specie animali e vegetali necessarie per la sopravvivenza delle popolazioni umane.  
Numerosi indicatori stanno indicando la comparsa di situazioni sempre meno controllabili e che spingono a comportamenti chiaramente irrazionali e spesso suicidi  oltre che omicidi verso i propri cari che vengono convinti a sperare che le alternative non possano essere che migliori, tanto da far dimenticare i ben noti rischi.
Immagino che anche altri come me abbiano avuto la curiosità di dare un'occhiata agli ambienti in cui vivevano alcuni eritrei, quelli che hanno affidato, anche a caro prezzo, le vite proprie e dei loro figli per attraversare, con mezzi spesso inaffidabili e inadeguati, il Sahara e perfino il Mediterraneo pur di non continuare a vivere in un  posto come Akordat, che è una cittadina sulle rive del fiume stagionale Barka, in una zona desertica nel nord dell'Eritrea. Da quella zona veniva infatti la gran parte degli di eritrei che sono  recentemente annegati a Lampedusa. Non è più una zona di guerra, come la Siria da cui fuggono addirittura famiglie di professionisti benestanti, ma nell’arida scheda informativa si possono conoscere le condizioni ambientali (104°F corrispondono a 40°C e in un anno scendono solo 32 cm di pioggia) e i massacri che hanno condizionato o limitato la vita di molti degli abitanti coinvolti nelle guerre con l'Etiopia fra il 1967 e il 1990.
Grazie a Google Earth chiunque può verificare quali siano le attuali condizioni della vita ad Akordat, riuscendo a capire come non ci voglia molto per convincere qualcuno a tentare un'avventura che talvolta si conclude come una roulette russa.

·        Su Nature si annuncia anche l'uscita di una nuova rivista ("Scientific Data") dedicata esclusivamente alla conservazione, diffusione e valutazione dei dati scientifici, spesso non disponibili a chi non si accontenta di scoperte non sempre ben documentate a causa del costo di quello che un tempo veniva approfondito e chiarito solo in monografie non sempre allegate ai principali lavori scientifici.

 

9/10/13-IT

·        Multiverso o no, quest’anno Bing Bang sarà comunque diverso; più interessante ed originale raccontando Darwin ai ragazzi .
Si parlerà infatti finalmente ai ragazzi di evoluzione con Federico Taddia e Telmo Pievani, che già avevano collaborato per invitare i ragazzi a trovare improbabili parentele fra l'uomo e animali che incontriamo soprattutto a tavola ("Perchè siamo parenti delle galline?").
Qui la scheda del programma, che inizierà su SkyTV il 13/10 alle 19.30, con la prima di 10 puntate.

 

8/10/13-USA

·        Ratio Christi organizza una conferenza dell'ID all'U.Irvine.
Un articolo su  un giornale studentesco nazionale ("UC Irvine Students Decry Evolution-Only Science, Sponsor Intelligent Design Talk") riferisce come, con la scusa dell'assenza dell'ID nelle università USA, un gruppo apologetico cristiano ha chiamato uno dei maggiori esperti di intelligent design, Casey Luskin, avvocato e geologo, a spiegare quali fossero i meriti di questa che loro definiscono teoria nonostante l'assenza di qualsiasi prova o dimostrazione.
E la conferenza non è stata probabilmente migliore: sembra che Luskin insista: "likened believing in evolution to believing a computer or car formed itself over billions of years; he said, evidence found through the scientific method in biological complexity, paleontological fossil records, and systematics and genetics, offer proof that just as humans designed complex machines, so are life’s origins created by intelligent design. The base of biological systems is a language-based code in DNA, which is like a computer processing information".
Più avanti definisce come un semplice "
think-tank" il centro che aveva appena indicato come una struttura che "supports research that both develops the scientific theory of intelligent design and challenges the neo-Darwinian theory".  

·        Certo che Casey Luskin si è infilato nell’università di un biologio evoluzionista esperto … anche di creazionisti!
Forse per questo l'iniziativa non ha raccolto molto pubblico?
Questo esperto, ostile da almeno un paio di decenni all'ID che ha visto nascere, è un biologo evoluzionista cattolico, consulente dell' NCSE (National Center for Science Education) ma anche del Vaticano che da un decennio per le questioni dell'evoluzione ha sempre consultato lui e non i creazionisti, che hanno avuto accesso ai papi solo fino al 2002.
Francisco Ayala, spagnolo e domenicano, prima di abbandonare la carrire ecclesiastica per una carriera scientifica negli USA di altissimo livello nel campo della biologia evoluzionista, ha mantenuto comunque i suoi interessi giovanili, tanto che, come conferma questo articolo del Christian Science Monitor del 2010 ("
For Templeton Prize, intelligent design opponent Francisco Ayala"), 3 anni fa ha vinto anche il ricchissimo premio annuale messo in palio dalla Templeton Foundation.
Con l'NCSE ha collaborato per anni contrastando con successo nei tribunali, soprattutto grazie alla sua autorevolezza, i tentativi di creazionisti e neocreazionisti di limitare il ruolo e l'autorità della scienza - e in particolare della biologia - nelle scuole; è riuscito per esempio a non far accedere all'università – come richiesto dalla California University - studenti delle superiori che avevano studiato in scuole private religiose che non fornivano una formazione scientifica adeguata alle conoscenze di base indispensabili.  

 

8/10/13-IT

·         [da Pikaia] Il Centro Buonarroti ha quasi pronto il volume con gli atti di un convegno su S.J.Gould (S.J.Gould, La vita meravigliosa) tenutosi a Milano al Museo di Storia Naturale il 18/1/13. La versione quasi completa è già ora disponibile in versione PDF nel sito web di Pikaia, nella pagina relativa al convegno

 

7/10/13-USA

·        Una zecca nel naso di un primatologo potrebbe spiegare come passano i patogeni dallo scimpanzé all’uomo.
Una recente pubblicazione sull’American Journal of Tropical Medicine & Hygiene (“Coincident Tick Infestations in the Nostrils of Wild Chimpanzees and a Human in Uganda”) riferisce di una zecca che ha viaggiato clandestinamente fra l’Uganda (foresta di Kibale) e gli USA. E lo ha fatto nel naso del primatologo Tony Goldberg, che tornava dalla foresta di Kibale dove studia la locale popolazione di scimpanzè.
Come è stato poi verificato su immagini fotografiche ad alta risoluzione raccolte dal gruppo di Richard Wrangham che lavora sulla stessa popolazione, in questi scimpanzé le zecche si nascondono nel naso, per evitare di essere catturate durante l’attività di grooming caratteristica dei primati; un buon esempio, se ancora ne servissero, di un adattamento utile per la sopravvivenza.
Un dettaglio importante è che sembra sia una specie di zecca finora non descritta, dimostrando così che è ancora presto per dire che abbiamo una conoscenza sufficiente della biodiversità attuale.
La scoperta dimostra inoltre come sia facile che parassiti, virus e microrganismi vari possano passare con facilità da una specie all’altra, con l’aggravante che la somiglianza genetica fra scimpanzé ed uomo possa facilitare il passaggio di patologie estremamente pericolose per l’uomo, come ad esempio il virus Ebola, la cui letalità è già stata ben dimostrata sia nel gorilla (2004) che nell’uomo (l’ultima epidemia è stata in RD Congo e in Uganda nel 2012).
La curiosa novità è stata riportata da giornali scientifici (Science),  quotidiani (The Independent, Salon,  Houston Chronicle) e da almeno un blog (J.Hawks: "When you get a tick up your nose, you tell the story").

 

7/10/13-ITA

·        Un post su Pikaia con consigli sulla terminologia evoluzionistica
Un post pubblicato oggi nel sito di Pikaia (“Terminologia evoluzionistica: consigli pratici”) cita un recente editoriale pubblicato su Bioessays (“What to do about “higher” and “lower” organisms? Some suggestions”) sulla necessità di evitare in biologia usi scorretti di termini (come “alto” o “basso”, “inferiore” o “superiore”) che già usiamo spesso in altri contesti, e un paio di articoli comparsi su Evolution: Education and Outreach nel 2008 (Gregory T.R. “Understanding evolutionary trees”) e nel 2013 (E.Rigato e A. Minelli. "The great chain of being is still here")
Purtroppo il post mette involontariamente in evidenza anche e soprattutto che il problema principale è che sono i disegnatori, più che gli evoluzionisti, ad aver problemi a riprodurre su carta il tree thinking… che non riescono a rappresentare o ignorano.
Sarebbe necessario far scomparire le immagini che rappresentano una storia evolutiva in un modo che non solo è predarwiniano, ma è incompatibile anche con la struttura gerarchica che lo stesso Linneo aveva messo ben in evidenza nella sua classificazione un secolo prima che Darwin e Wallace riuscissero a spiegare il motivo di quella gerarchia.

 

6/10/13-USA

·        Continua il contrasto fra il Discovery Institute e la Ball State University sull’insegnamento sospeso dell’ID a scienze.
Come si era raccontato qui sotto il 31/7 e l’1/8, in seguito ad alcune proteste degli studenti questa università pubblica di Muncie (Indiana, USA), la presidente aveva deciso, dopo una verifica fatta da una commissione interna, di sospendere il corso di un docente di fisica (sui “confini della scienza”, The Boundaries of Science”) in cui si spiegava l’Intelligent Design, che veniva studiato prevalentemente sui libri, poco documentati, di Behe, Gonzales, Dembsky.
Il Discovery Institute il 10 settembre aveva protestato contro la prevista sospensione di quel corso per gli studenti di scienze e aveva preteso, con una lettera in cui si indicava il 30/9 come data ultima per una risposta, che le verifiche di scientificità fossero estese anche ad altri corsi, che indicava con precisione.
Un recente (1/10) articolo sul quotidiano locale (The Star Press) riferisce appunto di una lettera della presidente del BSU che annuncia questi controlli (“BSU reviewing alleged 'atheism' class”).
Il fatto che nell’articolo si definisca il DI come “an anti-evolution, pro-creationism intelligent design think tank in Seattle that maintains supernatural forces shaped the universeha provocato una reazione del DI, che invia al quotidiano un articolo, pubblicato il 4/10 (“Intelligent design and creationism”), in cui contesta [anche se solo] la prima parte della frase citata e sostiene ingenuamente che il DI “support scientists who think there is evidence of intelligent design in nature”, accusando l’università di permettere che i suoi docenti critichino l’Intelligent Design.
Questa riapertura della polemica da parte del DI, che probabilmente spera che non tutti abbiano seguito il processo di Harrison/Dover del 2005, quando si era documentato come ci fosse stata nel 1987 un’evidente rapidissima trasformazione dei creazionisti biblici in “disegnatori intelligenti”, ha sollecitato J.Coyne a ospitare in questi giorni nel suo blog alcuni post sull’ID e la sua – almeno per ora – indimostrata scientificità: “The Discovery Institute continues to threaten Ball State e – oggi - The Discovery Institute continues its whining about Ball State’s courses”).
L’articolo si chiude con una frase abbastanza abusata “Censoring one side of a debate is not a good way to find the truth. As Darwin himself advised: “A fair result can be obtained only by fully stating and balancing the facts and arguments on both sides of each question” e dimenticando di ricordare come anche il giudice J.Jones nel 2005 avesse notato, condannandoli, che le loro non potevano essere ipotesi alternative, in quanto il DI non aveva nemmeno i laboratori che permettessero di proporre e dimostrare alcuna ipotesi scientifica.
E’un problema che hanno un po’ tutti coloro che si accontentano di miti o di pseudoscienza, e d’altronde anche nella lettera del DI del 4/10 si usano ingenuamente, senza riflettere su quel che rivelano, solo termini come “think”, “arguments”, “clear evidence of nature itself”, “debate”.
Il termine “discovery” è utilizzato solo nel nome della struttura che comunque anche loro stessi amano definire come un luogo dedicato alla meditazione più che alla ricerca (“Discovery Institute, the nation's leading intelligent design think tank”).
Non basta “pensare”, anche se è una soluzione abbastanza economica, senza proporre fatti che richiedano spiegazioni diverse.
I “facts” di cui parla giustamente C.Darwin nella citazione che probabilmente non hanno capito quanto sia per loro imbarazzante, sono quasi sempre anche molto costosi [come ben sanno anche gli astronomi pontifici, alle prese con un bilancio astronomico, come ho riferito proprio un mese fa], ma sono indispensabili per verificare e poi usare gli “arguments” (gli unici citati nella lettera dell’1/10!).

 

5/10/13-IT

·        L’11/10 alla Bicocca (MI) si terrà un convegno su “SCIENZA: FORMAZIONE, INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE”
[da Pikaia] Qui la Locandina, il Pieghevole e le informazioni per iscriversi (è obbligatorio ma gratuito).

 

5/10/13-USA

·        L’estinzione della megafauna malgascia è di origine antropica.
Lo sostengono e lo dimostrano alcuni articoli (“Stone tools and foraging in northern Madagascar challenge Holocene extinction models”, “The extinct sloth lemurs of Madagascar”, “Evidence of early butchery of giant lemurs in Madagascar” citati nel blog di un paleoantologo e giornalista, Brian Switek (“Old Stone Tools Add Twist to the Extinction of Madagascar’s Megafauna”). La novità del primo articolo, del 2013, addirittura anticiperebbe di 2500 anni l’arrivo dell’uomo in Madagascar.

 

4/10/13-USA

·        Le numerose recenti riviste scientifiche open access “predatrici”
Uno speciale su Science (“Communication in Science: Pressures and Predators”) ha messo oggi in allarme il mondo scientifico su un’attività che sta minando la stessa serietà della ricerca scientifica basata su una rete di riviste che dipendo dalla peer-review sulle ricerche inviate per la pubblicazione gratuita e sull’acquisto in abbonamento delle riviste da parte dei lettori.
Da tempo il meccanismo, sempre più costoso, stava cambiando, orientandosi verso l’open access alle riviste da parte dei lettori e il pagamento della pubblicazione da parte dei ricercatori che inviavano gli articoli.
Si sa benissimo che la peer-review da sola non garantisce affatto la serietà e la novità degli articoli scientifici (che poi verranno comunque verificati da altre ricerche ripetute o simili), ma l’open access ha aperto la strada a reti di editori (spesso con sede in paesi asiatici o africani) interessati soprattutto al guadagno che era possibile ottenere chiudendo un occhio o due sulla serietà delle pubblicazioni.
Non dimentichiamo che oggi il numero di ricercatori e il numero di paesi che fanno ricerca sono aumentati, e si pubblica un articolo scientifico ogni 20 secondi.
Da tempo si occupava del problema, non senza rischi, il blog (“Scholarly Open Access”) di un bravo bibliotecario di Denver, Jeffrey Beall, che teneva traccia dei predatori che avevano cominciato a infestare l’editoria scientifica, pubblicando il nome degli editori e delle riviste che cercavano di attirare gli articoli scientifici, per pubblicarli senza controllo a scopo di lucro.
Lo stimolo allo speciale viene da uno sconcertante esperimento messo in piedi da un giornalista proprio di Science, John Bohannon, che ha preparato un articolo scientifico falso e con errori evidenti per inviarlo a centinaia di riviste che si sospettava scegliessero con poca cura gli articoli da pubblicare, nonostante formalmente dischiarassero di prevedere comunque una peer-review. L’esperimento ha avuto purtroppo successo e la maggioranza delle riviste l’hanno pubblicato.
L’esperimento è raccontato nell’articolo “Who's Afraid of Peer Review?”, dove si evidenzia anche il paese (sono molto attivi l’India e la Nigeria, ma si incontra anche la Gran Bretagna e gli USA) in cui si sviluppa l’attività, magari anche solo economica, di queste riviste ad accesso aperto predatorio. Questa immagine mostra la percentuale di accettazione del suo falso articolo.

·        Il tema è terribilmente serio e preoccupante, e ha stimolato un’ampia discussione,  che già troviamo in alcuni blog di ricercatori, come quello dell’antropologo J.Hawks (“"Open access spam" and how journals sell scientific reputation”); se ne occupa anche Carl Zimmer  (ne parla nel nel suo blog: “When Science Goes Wrong And Ways to Fix It: Video of My Lecture At Vanderbilt e fornisce anche il link ad una sua conferenza di ieri); che già era intervenuto scoperchiando un caso di un evidente conflitto di interessi non dichiarato, costringendo l’autore dell’articolo sul Darwinius masillae ad esplicitarlo.

·        In fondo alla pagina dello speciale sulla comunicazione c’è anche l’elenco degli altri speciali del 2013; quale più e quale meno, sono tutti interessanti e hanno il vantaggio di concentrare le interazioni fra i diversi elementi in gioco e i diversi punti di vista:

  • Ma lo speciale più interessante è certo quello che si occupa del mondo in cui viviamo e che laseceremo alle prossime generazioni: Natural Systems in Changing Climates (2 August 2013). L’approccio, come si capisce dal titolo, è sugli effetti dei cambiamenti climatici sui sistemi viventi e in particolare sugli ecosistemi, evitando discussioni sui dati quantitativi (gradi e centimetri) che appassionano soprattutto chimici e fisici e spostando quindi l’interesse verso una valutazione complessiva, inevitabile se si valuta la sopravvivenza e il successo degli esseri viventi, che dipendono dall’equilibrio (che magari può anche modificarsi nel tempo) fra i diversi fattori e parametri.  

 

3/10/13-USA

·        Carl Zimmer esagera! Vorrebbe che ci incuriosisse anche ciò che non vediamo…
Con un’articolo uscito oggi sul New York Times il giornalista scientifico Carl Zimmer ci invita a riflettere anche su qualcosa di ancora più piccolo e invisibile dei soliti microrganismi, che, come gli piace ricordare, non sono solo una presenza che ci circonda quotidianamente, visto che a miliardi viaggiano con noi per tutto il giorno (e su questo ha scritto anche un libro, "Microcosm"): “Earth’s Oxygen: A Mystery Easy to Take for Granted”.
La presenza dell’ossigeno nell’atmosfera è certo una delle più inquietanti, soprattutto per chi, come l’ex presidente del CNR: forse credeva all’ipotetico “fine tuning” terrestre; fidandosi comunque dei suoi consulenti scelti fra  i creazionisti biblici del Kolbe Center, non era disposto a dare alla terra più di qualche migliaio di anni di vita.
Come sappiamo ci sono voluti invece miliardi di anni solo per creare, grazie al tempo e a microrganismi fotosintetici, tutto l’ossigeno necessario per creare le condizioni per la comparsa di tutta la biodiversità che vediamo oggi sulla terra. Forse sarebbe quindi utile leggere l’articolo in cui C.Zimmer riferisce i risultati che hanno ottenuto i ricercatori che studiamo l’evoluzione dell’ossigeno (fra cui quelli presentati nel recentissimo il lavoro di D.Canfield su PNAS: “Oxygen dynamics in the aftermath of the Great Oxidation of Earth’s atmosphere”), e riflettere sul “massive tuning” che è stato necessario affinché un tipo di vita creasse le condizioni necessarie per un tipo di vita del tutto diverso.
Ci sono creazionisti che si arrampicano sui vetri per cercare di dimostrare che si possono creare stratigrafie geologiche in poche migliaia di anni. Forse preferirebbero sorvolare anche sui tempi lunghissimi necessari ai microrganismi fotosintetici per la creazione dell’atmosfera ossidante.

·        Ebook economico di Scientific American sull'evoluzione umana
Si intitola Becoming Human: Our Past, Present and Future, può essere acquistato in diverse edizioni e costa meno di 3€. Nella pagina linkata sono elencati gli argomenti che vengono approfonditi dai giornalisti di Scientific American.
Si discuteranno le caratteristiche fenotipiche delle forme australopitecine di 3 milioni di anni fa, bipedi ma ancora in parte adattati a vivere sugli alberi, si parleraà dei motivi che hanno portato alla perdita del pelo e del progressivo imponente sviluppo della cultura a cominciare dalle aree in cui gli stimoli erano più rilevanti e vantaggiosi. Si chiariranno anche i misteri dell'uomo di Flores e gli effetti rilevanti della selezione naturale, che ha creato forme ominine diverse che, migrando, hanno sviluppato progressivamente adattamenti ai diversi ambienti.
Allo stesso prezzo (o simile) si trovano anche molti altri ebook pubblicati recentemente [attenzione che se si segue il link si acquista in $ negli USA; su Kindle è sufficiente sostituire .it a .com nell'indirizzo che conduce nel sito del venditore].

 

3/10/13-UK

·        Ogni tanto si riesce a predire il futuro
Un articolo su Nature (“Formula predicts research papers' future citations”) promette una formula che aiuterebbe gli autori di articoli scientifici a stimare il futuro numero di citazioni che i loro articoli potranno ottenere

·         Il check up ambientale mondiale continua. Oggi tocca agli oceani.
L’ampio gruppo di ricercatori marini che han gestito l’International Programme on the State of the Ocean (IPSO)/IUCN ((International Union for Conservation of Nature) hanno pubblicato oggi lo State of the Ocean Report 2013.
Qui il comunicato stampa, questa la sintesi (The State of the Ocean 2013: Perils, Prognoses and Proposals: Executive Summary) mentre questi sono i capitoli del report, preceduti da un’introduzione (Introduction to the special issue: The global state of the ocean; interactions between stresses, impacts and some potential solutions. Synthesis papers from the International Programme on the State of the Ocean 2011 and 2012 workshops), pubblicato su una rivista Elsevier dal titolo un po’ preoccupante (Marine Pollution Bulletin) :

L’ultimo report riguarda un problema connesso con la disponibilità delle risorse alimentari di origine marina, di cui si conoscono le tendenze a lungo termine. 

 

3/10/13-IT

·        A Ferrara inizia oggi il festival di Internazionale
E’ alla sua settima edizione il festival di Internazionale, dove si possono ascoltare giornalisti che vengono da tutto il mondo che espongono i problemi di tutto il mondo.
Il festival finirà domenica. Qui il programma, qui i protagonisti del festival, qui i documentari che verranno mostrati  e qui la pagina web più importante per chi non vuole o non può andare a Ferrara: la pagina con i video in diretta streaming. 

 

2/10/13-IT

·        [da La Stampa] La morale? Impariamola da bonobo e scimpanzé
Sulla Stampa compare oggi un’intervista di Gianna Milano a Frans De Waal, uno dei migliori primatologi attuali, particolarmente interessato a tematiche che mettono molto in difficoltà chi preferirebbe limitarsi a confrontare l’uomo con i suoi migliori amici, animali domestici come i cani e i gatti.
Continuando il discorso iniziato con “Naturalmente buoni”, uno il suo  ultimo libro infatti analizza aspetti dell’uomo che difficilmente coinvolgerebbero gli animali con cui molti esseri umani dividono il tempo, la casa e a volte anche il letto, in mancanza di meglio: «Il bonobo e l’ateo: in cerca di umanità fra i primati».
L’intervista si concentra sull’origine naturalistica dell’etica e della moralità (“La moralità non è un’innovazione umana, come ci piacerebbe pensare. Alla base della nostra etica ci sono compassione, empatia e consapevolezza dell’altro. Se non si prova tutto questo, è difficile avere senso morale”, “L’etica si è evoluta partendo da forme embrionali di socialità, da modi di sentire e di agire già presenti a vari livelli nei mammiferi, e ha contribuito alla sopravvivenza di tutti e del singolo”) e su quanto poi la cultura umana abbia aggiunto secondo modalità molto diverse secondo lo spazio e il tempo ma anche l’ambiente: “Lo sviluppo delle religioni, invece, è relativamente recente: sono successive alla rivoluzione agricola del Neolitico, all’incirca 10 mila anni fa”.
Qui alcune recensioni; è interessante anche l’intervista a de Waal di G.Aluffi (“La scimmia etica”) su Il Venerdì.

 

1/10/13-CA

·        Larry Moran apre una discussione sulla definizione di evoluzione
La definizione di evoluzione è continuamente limata ma anche discussa e contestata. L.Moran, approfittando del tema delle lezione che lo aspetta il giorno dopo, riprende un suo post del 2012 (“What is evolution?”), dove apriva la discussione (più di 100 i commenti) riportando inizialmente la definizione di Futuyma del 1998 (“Biological (or organic) evolution is change in the properties of populations of organisms ..., over the course of generations. The development, or ontogeny, of an individual organism is not considered evolution: individual organisms do not evolve. The changes in populations that are considered evolutionary are those that are ‘heritable' via the genetic material from one generation to the next”).
Nel post odierno (“The Many Definitions of Evolution”) invita a discutere sulle diverse definizioni esistenti, ricordando come una definizione errata porti inevitabilmente a non capire fatti e concetti importanti.
E questo varrebbe sia per i creazionisti che per gli evoluzionisti, che rischiano di non riuscire a capire la differenza fra evoluzione e selezione naturale, trovando poi problemi a capire anche l’evoluzione molecolare o il DNA che non produce proteine. Poi apre la discussione proponendo 20 link ad altrettante definizioni diverse di evoluzione.

 

1/10/13-IT

·        Pubblicato oggi il rapporto 2013 della FAO
Il rapporto non è certo ottimista, e ciò fin dal titolo (“The State of Food Insecurity in the World 2013). Nell’abstract si sottolinea che The 2013 report goes beyond measuring food deprivation. It presents a broader suite of indicators that aim to capture the multidimensional nature of food insecurity, its determinants and outcomes. This suite, compiled for every country, allows a more nuanced picture of their food security status, guiding policy-makers in the design and implementation of targeted and effective policy measures that can contribute to the eradication of hunger, food insecurity and malnutrition”.
Come assaggio, si può cominciare da una sintesi, a cui si può aggiungere una frase che ricorda che il riscaldamento globale è un contorno che non può mancare: "Food supplies have also seen larger-than-normal variability in recent years, reflecting the increased frequency of extreme events such as droughts and floods".

 

 

SETTEMBRE 2013

28/9/13-USA

·        I Creazionisti del Texas interessano il New York Times
Un articolo sul NYT ("Creationists on Texas Panel for Biology Textbooks") riferisce di come l'ideologia dei creazionisti, sostenuta dal Discovery Institute interferisca con il lavoro della commissione che sta discutendo sui contenuti dei libri di testio di scienze che dovranno essere adottati in Texas per il prossimo decennio. Le preoccupazioni dei genitori texani che temono per una formazione scientifica dei propri figli sono appoggiate dal Texas Freedom Network, le cui preoccupazioni sono ben maggiori: le scelte della commissione del Texas infatti ricadono poi anche sui libri di testo che verranno stampati e messi a disposizione degli studenti anche negli altri stati USA      

 

28/9/13-IT

·        Apre Bergamo Scienza 2013
[da Pikaia] Dal 4 al 20 ottobre si ripeterà a Bergamo, come avviene dal 2003, l'iniziativa Bergamoscienza. Qui il Sito del Festival e il Calendario degli eventi.

 

27/9/13-USA

·        Pubblicato oggi  il volume 2013 dell’IPCC, con le novità sui cambiamenti climatici
Un articolo su Scientific American (“Climate Change: See the Dramatic New Data for Yourself”) annuncia la pubblicazione del ponderoso volume (ben 166 MB in PDF) che raccoglie i risultati delle ultime indagini (coordinate dall’Intergovernmental Panel on Climate Change – IPCC) sulle variazioni climatiche analizzate nel corso degli ultimi 6 anni con la collaborazione di 259 climatologi di 39 paesi (“Climate Change 2013: The Physical Science Basis”); il loro lavoro (9,000 peer-reviewed studies) ha prodotto 55000 commenti, che sono stati discussi.
La pagina web dell’IPCC Climate Change 2013 mette a disposizione la sintesi dei risultati e le proposte operative (2.3 MB), mentre il final draft da 166MB lo si recupera da qui.
Per chi avesse poco tempo c’è anche un rapido slideshow, che inizia con l’immagine di un pianeta molto più simile al gelido – ma rosso – pianeta Marte che al nostro pianeta azzurro.
Certo, la mappa rappresenta ben 110 anni di progressivo riscaldamento, e sottolinea come il riscaldamento non sia comunque omogeneo.
La situazione descritta dal rapporto dell'IPCC sembra giustificare le preoccupazioni manifestate da anni perfino in ambienti come quelli religiosi, apparentemente distaccati dalle preoccupazioni per il presente e il futuro di un mondo che ritengono costituisca solo un momento limitato della loro esperienza di vita.
Troviamo invece preoccupazioni sia in un documento della chiesa Avventista italiana e USA (2007, "Dichiarazione della Chiesa avventista sui pericoli dei cambiamenti climatici"), che in un altro documento, sempre del 2007, sottoscritto da diverse confessioni cristiane europee; preoccupate per le alterazioni ambientali di sviluppare iniziative (e non solo di preghiera come quella interconfessionale realizzata 5 anni fa in Groenlandia: Prayers to end climate change) per controllare le evidenti alterazioni climatiche che ritenevano di origine umana.

 

23/9/13-UK

·        Uno speciale di Nature sui risultati dell'analisi dell'IPCC sui cambiamenti climatici.
Vengono proposti vari articoli con la sescrisione e la valutazione dei dati climatici, a cominciare dal primo ("IPCC: Despite hiatus, climate change here to stay
"), in cui si premette che dovremo cercare di convivere con un processo che sarà difficile poter controllare..

 

23/9/13-IT

·        L'articolo di M.Cattaneo con l'angosciante titolo ("La fine dell’evoluzione umana?") esce oggi anche su Le scienze.
In questo caso l'articolo è aperto ad eventuali commenti, che arrivano numerosissimi (299).

 

22/9/13-IT

·        Su Repubblica Marco Cattaneo e Telmo Pievani rispondono a una recente intervista di David Attenborough che sosteneva che l'evoluzione umana potesse ormai considerarsi conclusa.
D.Attenborough lo aveva detto in un'intervista rilasciata a Radio Times il 9/9/13, sottolineando che il ragiobnamento faceva riferimento soprattutto alla teoria originale di Darwin, che attribuiva alla selezione naturale il ruolo di meccanismo evolutivo più rilevante. Come sappiamo poi sono stati scoperti anche altri meccanismi.
M.Cattaneo risponde con "Fine dell'evoluzione?" mentre T.Pievani aggiunge che "Il motore è la cultura, ma Darwin non poteva prevederlo", sottolineando come l'evoluzione culturale che caratterizza e rende unica la nostra specie le fornisca nuove potenzialità. Certo rimane il problema delle risorse da condividere con le altre specie ...; non è da escludere che la frugalità possa un giorno essere valutata più vantaggiosa (selettivamente) della cultura e delle tecnologie che qualche generazione (ma soprattutto qualche popolazione) ha potuto utilizzare. Mi sovviene un'aforisma di Einstein.

 

22/9/13-USA

·        "Evolution: Education and Outreach"; è uscito il fascicolo 6
Tutti gli articoli del fascicolo di settembre della rivista diretta da Niles Eldredge sono liberamente accessibili:

·        Kentucky’s A-minus defense of evolution

·        Galapagos III World Evolution Summit: why evolution matters

·        Peking, Piltdown, and Paluxy: creationist legends about paleoanthropology (["Three creationist legends, according to which paleoanthropology is based on finds that are admittedly fraudulent (Piltdown) or unadmittedly fraudulent (Peking), or is contravened by neglected finds (Paluxy), are critically discussed”]

·        Investigating the relationship between college students’ acceptance of evolution and tree thinking understanding

·        Early evolution of evolutionary thinking: teaching biological evolution in elementary schools
Un interessante esempio di didattica dell’evoluzione in una scuola elementare portoghese.

 

20/9/13-Ferie

·        [Segue un rapido aggiornamento ... di ritorno da un'assolata settimana di ferie fra valli, seracchi e ghiacciai, cime e laghi, rifugi e riflessi, fiori, funghi e fauna della val d'Aosta e del massiccio del Bianco].

 

19/9/13-IT

·        XI corso di giornalismo scientifico all'Università di Pavia
Dal 23 al 27 settembre, a cura del prof. Carlo Alberto Redi, si tiene a Pavia, presso il Collegio Ghislieri, un corso intensivo per giornalisti scientifici, che si occupano di salute e scienza, nei giornali, alla radio, in tv e sul web.
Tema della dell’XI edizione sono "Le frontiere della Biologia e i media: la scienza negata".
Fra i docenti ci sono C.A.Redi, T.Pievani, A.Sidoli, S.Moriggi, L.Vingiani, A.Massarenti, L.Monaco, P.Greco, G.Corbellini.
La sera del 27 settembre, in occasione della Notte dei ricercatori, i partecipanti seguiranno la proiezione in anteprima del documentario Pavia sulle spalle dei giganti, dedicato agli scienziati e alle scoperte che hanno caratterizzato i 650 anni di storia dell’Ateneo pavese.

 

18/9/13-USA

·        La discussione sui libri di testo di scienze in Texas
Ieri la commissione (Texas SBOE) che dovrà approvare i libri di scienze per tutte le scuole del Texas e forse anche degli Stati Uniti ha ascoltato le opinioni di alcuni consulenti, sia per gli evoluzionisti che per i creazionisti e i neocreazionisti.
Qui (“Live-Blogging the Texas Science Textbook Hearing”) si può leggere un post del blog del Texas Freedom Network in cui si riportano la discussione e le diverse posizioni. 
In un altro post (“Don McLeroy’s Strange Testimony on Texas Science Textbooks: ‘Support the Bible, and Adopt These Books’”) si riporta in dettaglio l’intervento, abbastanza originale - per il parziale cambio di strategia - del precedente presidente della commissione, il creazionista McLeroy: “Ironically, evolutionists argue that creationists want to force their religious views on the texts. But just the teaching of biology does that, and teaching evolution demonstrates that’s not how God did it. Since true, testable science trumps dogmatism, strike the final blow to the teaching of evolution. Support the Bible, and adopt these books”, “I’m just hoping that a young creationist … will sit there and say, ‘Look, is this all the evidence they have? Well, maybe God didn’t use evolution to do it’”.
Qui il video dell’intervento di Don McLeroy; l’interesse rimane quello del tracciamento delle fonti di strategie di diffusione di pseudoscienza che prima o poi, via internet, escono dagli USA. Curioso scoprire come un libro citato da un creazionista (The Mysterious Epigenome’) sia correttamente classificato sul sito web di Amazon tra i testi di “religione, cristianesimo”.
Sono brevemente intervenuti in commissione anche Zack Koppin (che ha suggerito di confrontare i risultati che si ottengono su monster.com cercando per creationist e per biologist [se la ricerca sul sito si fa per Italia, purtroppo il risultato delle due ricerche è quasi identico, ma probabilmente il software non è localizzato…] e Josh Rosenau del NCSE. J.Rosenau raccoonta il suo intervento nel blog del NCSE (“My Testimony before the Texas Board of Education”), reso certamente più facile dal fatto che molte delle critiche creazioniste ai libri di testo proposti non rispettano nemmeno le linee guida (TEKS), approvate dalla stessa commissione nel 2009 e rispettate dai testi proposti dagli editori.

 

18/9/13-USA

·        Quali sono negli USA gli effetti dei batteri antibiotico-resistenti?
Il CDC (USA Center for Disease Control and Prevention) lo spiega in dettaglio nell'ultimo report, Antibiotic resistance threats in the United States, 2013, uscito in questi giorni.
Secondo questo report il principale pericolo deriva da un uso scorretto (dovuto soprattutto all'eccessiva e ingiustificata prescrizione da parte dei medici - a cui si aggiunge poi spesso un'autonoma precoce sospensione da parte dei pazienti) è la rilevante comparsa e diffusione di ceppi batterici mutati, resistenti ai normali antibiotici.
I numeri, sia dei ceppi batterici resistenti, che dei pazienti infettati (e bisogna considerare che questo incredibilmente avviene di solito negli ospedali) sono davvero impressionanti. Questi sono i dati USA: ogni anno circa 2.000.000 di individui si infettano con batteri resistenti agli antibiotici; fra questi batteri resistenti si inserisce anche un fungo resistente, la Candida.
La conseguenza è una strage, con 23.000 morti all'anno (sono stati 500 all'anno i soldati USA morti in Iraq durante la guerra ormai da tempo conclusa), a cui c'è da aggiungere anche la mortalità aggiuntiva per la resistenza ai farmaci di parassiti come quello che causa la malaria o di virus.
Si aggiunge poi a queste cifre rilevanti il contributo - non certo trascurabile - di un batterio non molto resistente ma spesso letale e molto diffuso in ambienti ospedalieri, il Clostridium difficile, con 250.000 infettati e 14.000 morti all'anno (e soprattutto un preoccupante +400% dal 2000 al 2007!).
Il report prende in esame le situazioni attuali per ognuna delle minacce connesse alla resistenza agli antibiotici, recentemente suddivise in urgenti, serie e preoccupanti.
Sappiamo che la situazione in Europa è un po' migliore, soprattutto nei paesi nordici in cui si limita la prescrizione di antibiotici ai soli casi che veramente li richiedono, proprio per evitare la comparsa di mutanti resistenti (secondo il report ngli USA il 50% delle prescrizioni di antibiotici non è giustificata).

 

17/9/13-USA

·        E’ possibile seguire la riunione del Texas SBOE (Austin)
Ci dovrebbe essere sia la diretta video che la diretta tweet; ci sono poi gli hashtag #StandUp4Science e #SBOE.

 

17/9/13-IT

·        MEETmeTONIGHT. La notte dei ricercatori.
Sarà la sera del prossimo 27/9. Il sito nazionale è questo: http://www.nottedeiricercatori.it/ e in Lombardia sarà chiamata MEETmeTONIGHT.
In Lombardia non sarà solo a Milano, ma anche in molte altre città, come per esempio a Pavia.
A Milano si realizzerà anche, nei giardini di Porta Venezia presso il Museo di Storia Naturale, uno stand che aiuterà a capire il significato del processo evolutivo e la nostra vicinanza e somiglianza non solo con i 7 miliardi di altri Homo sapiens ma anche con le migliaia di scimmie antropomorfe e con i miliardi di altri animali e piante che ci hanno preceduto, ci seguiranno e ci accompagnano per i pochi decenni che stiamo trascorrendo sulla terra.
L’iniziativa trae spunto da quella realizzate nel sito USA Evogeneao, “All in the family” che in Italia si chiamerà “Tutti in famiglia”.
Con l’occasione, si realizzerà infatti una traduzione in italiano e una messa online dei testi didattici del sito http://www.evogeneao.com/, con menzione dell’Università di Milano Bicocca e di MEETmeTONIGHT.
A Pavia ci sarà anche la proiezione del docufilm: “Pavia sulle spalle dei giganti”, alle ore 19.30 presso il Teatro Fraschini (C.so Strada Nuova 136).
Un documentario – di Tommaso Moneta e Carlo Alberto Redi – che racconta le tappe fondamentali della storia della scienza a Pavia, a partire dalle figure di Severino Boezio e di Leonardo Da Vinci, passando attraverso la riforma universitaria asburgica, fino ad arrivare ai giorni nostri. In un viaggio storico-scientifico di forte impatto divulgativo, il pubblico potrà rivivere secoli di scoperte scientifiche, attraverso luoghi e personaggi che hanno fatto grande la città di Pavia e la storia della scienza. Particolare attenzione viene rivolta alle figure di Alessandro Volta, Lazzaro Spallanzani e Camillo Golgi, presentate nel documentario da illustri studiosi e docenti dell’Università di Pavia.
Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

16/9/13-USA

·        Creazionisti texani scatenati.
[NCSE blog] Nel blog del NCSE c’è molto spazio per approfondire le notizie, e anche chi vuole informazioni più precise può seguire quasi quotidianamente le imprese e il modus vivendi dei creazionisti del Texas.
Se non fosse che spesso si incontrano frasi e verità che fanno capire la fonte [dis]informativa a cui si abbeverano anche creazionisti di altri paesi, al di fuori degli USA l’interesse per queste informazioni non documentate, anche perché parecchio “datate”, sarebbe ben inferiore allo zero.
Nel sito del blog del NCSE si trovano comunque informazioni sulle critiche che i creazionisti USA fanno ai migliori e più moderni libri di testo (come oggi: “Texas Textbooks and Punctuated Equilibrium” o il 13/9: “Texas Biology Textbooks: The Culture War Expands”), o inviti a partecipare alle iniziative in difesa dei libri di testo (come ieri: “Register to Testify Tuesday in Texas”)  

 

15/9/13-USA

·        Un animale progettato con 2 ruote. Dentate. Per saltare diritto.
Immagino che possa fare molto piacere ad un ingegnere. Soprattutto se creazionista, ma ancora di più se credesse realistico un progetto intelligente. Sembra infatti difficile che un ingegnere possa credere che per far saltare saltare diritto in avanti la selezione naturale abbia creato un sistema di femori sincronizzati grazie a 2 ruote dentate.
Se ne parla in un post (“An animal with gears!”) nel blog di J.Coyne Why evolution is true. L’articolo citato (“Interacting Gears Synchronize Propulsive Leg Movements in a Jumping Insect”) è di Malcolm Burrows e Gregory Sutton ed è comparso sull’ultimo numero di Science:We now demonstrate functional gears in the ballistic jumping movements of the flightless planthopper insect Issus. The nymphs, but not adults, have a row of cuticular gear (cog) teeth around the curved medial surfaces of their two hindleg trochantera. The gear teeth on one trochanter engaged with and sequentially moved past those on the other trochanter during the preparatory cocking and the propulsive phases of jumping”.
Qui c’è il video, che miracolosamente ma non casualmente sovrappone e associa immagini naturalistiche e prodotti della creatività infantile.

 

14/9/13-USA

·        Sembra quasi che negli USA complichino le questioni semplici…
Un articolo su un quotidiano locale del Kentucky (“Kentucky's new science standards come with controversy”) si racconta di come i Next Generation Science Standards, adottati dal Kentucky Board of Education questa estate, verranno presto adottati nelle scuole nonostante i creazionisti abbiano cercato idi impedirlo con il voto a maggioranza (5-1) di una commissione del parlamento in cui i conservatori erano in maggioranza.
La storia è raccontata anche in un altro quotidiano, in un editoriale scandalizzato (“Ignorance not bliss in science classes”) in cui vengono riferite anche alcune opinioni dei conservatori.
La conclusione positiva, come si era anticipato anche in un post entusiasta sul sito dell’NCSE (“NGSS triumphs in Kentucky“) viene dalla decisione del governatore Steve Beshear di confermare d’autorità le decisioni degli esperti di educazione (department of education e state board of education) nonostante il voto politico contrario dell’Administrative Regulation Review Subcommittee.
Fra i sostenitori degli NGSS e dell’insegnamento dell’evoluzione, che è centrale per la parte di biologia, e dei cambiamenti climatici non c’è solo Robert Bevins, presidente dei Kentuckians for Science Education, ma anche Michael Mansfield, United Methodist minister ma anche attrezzato con una laurea scientifica.
Di questa storia si parla anche sul blog dell’NCSE: “KY Legislators Block, Then Governor OKs, New Science Standards

 

14/9/13-USA

·        In Texas e negli USA si insegnerà ancora la teoria dell’evoluzione.
Ad Austin il Texas State Board of Education sta iniziando la discussione sulla scelta dei libri di testo che verranno adottati nelle scuole pubbliche per i prossimi 8/10 anni. La scelta influenzerà anche la scelta dei libri di testo adottati negli altri stati USA, dato che il Texas sceglie per primo e anche in quanto è lo stato in cui se ne acquistano di più; una volta stampati, verranno per forza adottati anche negli altri stati.
Il Texas State Board of Education è un organo di consulenza eletto con criteri politici, e le decisioni che verranno prese nei sei giorni delle riunioni di settembre e novembre riguardano i libri di scienze, e si dovranno rispettare le indicazioni contenute nel Texas Essential Knowledge and Skills (TEKS) (curriculum standards for science approvati nel 2009).
Da anni il Texas SBOE esamina con preoccupata pignoleria soprattutto le pagine dei libri di testo in cui si parla di questioni come l’evoluzione o i cambiamenti climatici; il board è infatti pieno di creazionisti biblici che cercano di imporre le proprie decisioni sulla base di preconcetti  religiosi invece che di motivazioni culturali e scientifiche; ai creazionisti biblici si uniscono di solito anche i neocreazionisti dell’ID.
Sul fronte laico, una fonte di informazione locale su quel che avviene in commissione è il Texas Freedom Network, mentre a livello federale le informazioni si trovano presso il NCSE (National Center of Science Education) e in particolare nel nuovo sito
Nuovo presidente del Texas SBOE dal 2012 è Barbara Chargill, anche lei sostenitrice dei creazionisti (sembra non sia creazionista biblica come il precedente presidente Don McLeroy, ma sostenitrice dell’ID: “Cargill: ‘I’m one of you’”), come svela una sua gaffe rivelatrice citata sul blog del TFN, che informa sui lavori della TSBOE e sui consulenti dei [neo]creazionisti e di chi in commissione invece utilizza la ragione.
Le novità di oggi sono appunto annunciate nel blog, che terrà traccia di quel che avviene nel board: “Creationists Launch Their Assault on Science Education in Texas: Reviewers Push Publishers to Insert ‘Creation Science,’ Other Junk Science in New Biology Textbooks”.
Si cita e si linka un comunicato stampa di oggi del TFN e del NCSE in cui si informa delle critiche ideologiche che sono già state fatte ad almeno sette dei principali testi di scienze proposti da sette dei maggiori editori.
Nel post citato si linkano file con le revisioni dei testi scolastici di scienze e un gustoso file che sintetizza le principali critiche, quasi tutte concentrate sui temi dell’evoluzione e dei cambiamenti climatici, temi che sappiamo vengono copiati e ripresi anche da [neo]creazionisti in altri paesi.
Ecco alcune frasi che si trovano fra le critiche più incredibili ai contenuti dei libri di testo (sembra che alcuni consulenti ignorassero i contenuti minimi dei programmi, e perfino la costituzione USA); per ogni critica viene fornita la prova dell’errore (fra cui la poco nota recente conferma (pubblicata su una rivista peer-review nel 2012) di “one of the clearest and most easily understood examples of Darwinian evolution in action:

-          While I understand the theory of evolution and its wide acceptance, there should be inclusion of the ‘creation model’ based on the Biblical view of history”
- ”
Text neglects to tell students that no transitional fossils have been discovered. The fossil record can be interpreted in other ways than evolutionary with equal justification”.
- ”This entire section is out of date and wrong. Also see Meyer's ‘The Signature in the Cell’ [
sic]”
- “Genetic drift is not an evolutionary mechanism unless you are defining evolution simply as change over time”
- “the replacement of discredited ‘Peppered Moth’ misrepresentations”
- “
As an educator, parent, and grandparent, I feel very firmly that ‘creation science’ based on Biblical principles should be incorporated into every Biology book that is up for adoption”

·        Nel comunicato stampa viene anche suggerita la lettura di una valutazione dei testi scolastici proposti per l’adozione (per la parte riguardante l’evoluzione) richiesta dal Texas Freedom Network a dottorandi esperti di evoluzione dell’Università del Texas di Austin e della Southern Methodist University di Dallas, un'università privata religiosa.
I revisori non solo apprezzano la corretta rappresentazione dell'evoluzione e dei meccanismi dimostrati e confermati dalla biologia evoluzionistica più moderna, ma anche l’assenza completa in ogni testo scolastico di riferimenti a obiezioni pseudoscientifiche, che anzi a volte vengono anche citate e dimostrate false: “Indeed, all of the publishers have submitted biology instructional materials that honestly address and support the science of evolution and that do not include pseudoscience intended to water down or “disprove” evolution.

 

 

13/9/13-USA

·        Anche il clima deve essere spiegato usando il metodo scientifico; e c’è lavoro anche per i biologi.
Lo illustra su BioScience di Settembre 2013 (vol. 63, no. 9, pp. 717-718) Glenn Branch del NCSE ("Defending Science Education: Climate as a Second Front for Biologists"). G.Branch racconta come nell’ultimo decennio la nuova strategia dei creazionisti ha affiancato il creazionismo ad altre tre nuove tematiche che sarebbero fonte di controversia e richiederebbero quindi un trattamento particolare all’interno dei programmi scolastici.
Le leggi antievoluzioniste proposte dai legislatori in diversi parlamenti della bible belt USA si stanno incrociando in questo periodo con l’approvazione da parte dei comitati didattici nei diversi stati dei NGSS (Next Generation Science Standards), che giustamente vedono sia l’evoluzione biologica che i cambiamenti climatici come questioni centrali della biologia e delle scienze che studiano la terra e lo spazio.
G.Branch, ricordando l’appello del dinamico ex presidente della commissione didattica del Texas, il creazionista Don McLeroy (“Ma qualcuno deve contrastare questi esperti!”), suggerisce che anche i biologi presenti nella scuola si preoccupino non solo di far notare gli evidenti effetti dei cambiamenti climatici sui sistemi biologici e sulle interazioni fra specie nei diversi ambienti, ma almeno ricordino e sottolineino le basi del metodo scientifico, agendo in modo da evitare che si guasti la formazione scientifica complessiva.
G.Branch ricorda che se non tutti i biologi sono esperti di cambiamenti climatici, ce ne sono anche che non capiscono molto di evoluzione, ma sono comunque più esperti di Don McLeroy, che era comunque un dentista, protagonista del documentario “The Revisionaries”, che racconta la storia della commissione.
Come si legge nella scheda nel sito del NCSE (“The Revisionaries on PBS”), il Texas State Board of Education diretto da McLeroy ha provocato la mobilitazione di tutti coloro che non potevano accettare, ed erano molti, che i programmi di scienze, e in particolare di biologia, fossero decisi da una commissione costituita in maggioranza da creazionisti biblici e diretta da un dentista creazionista che la domenica insegnava in una scuola parrocchiale.
Fra i “mobilitati” c’erano gli esperti e i consulenti del NCSE si notava anche un docente universitario di biologia, Ken Miller, un cattolico evoluzionista teista ma sempre in prima fila a fianco del NCSE quando c’era da dimostrare la falsità delle idee dei creazionisti biblici e dei neocreazionisti dell’ID e un professore di antropologia della Southern Methodist University in Texas, Ron Wetherington.
Il documentario racconta i fatti avvenuti nel 2009/10, quando le posizioni assurde del TSBE avevano spinto anche molti giovani a partecipare e a fornire un contributo agli esperti che cercavano di evitare che i creazionisti danneggiassero i programmi didattici da cui dipendeva la formazione scientifica. 

 

13/9/13-UK

·        Un nuovo libro sulla famiglia di Charles Darwin. Ora tocca ai figli

Un paio di mesi fa la Oxford University Press ha pubblicato un libro che raccoglie le informazioni disponibili sui 10 figli di Charles Darwin: "Darwin and His Children: His Other Legacy",scritto da Tim Berra.
Qui (google books) si possono leggere le prime pagine del volume.

 

13/9/13-INDIA

·        Ormai anche le Galapagos si visitano stando in poltrona.
Come si sa, è possibile oggi vedere alcune dei luoghi più interessanti del mondo anche dalla propria poltrona. Difficile che lo si possa anche capire. Il sito Street View di Google permette di visitare alcune delle isole Galapagos, pur escludendo che la visita possa suscitare tutte le domande che sorgerebbero inevitabilmente se ci si trovasse a visitare direttamente e personalmente il GALAPAGOS NATIONAL PARK. Ci si può comunque immergere nel mare dell'isola di Floreana, passeggiare sulla spiaggia di Isabela, o di navigare attorno a Santa Cruz o a san Cristobal.

 

12/9/13-BR

·        Il Brasile e la difesa della biodiversità.
Uno speciale nell'ultimo numero dell'Economist ("Our special report on biodiversity"), mette in evidenza come negli ultimi anni la preoccupazione e l'impegno in difesa della biodiversità si diffonda per fortuna anche al di fuori della limitatissima cerchia degli esperti. Nello speciale si affrontano alcuni dei temi e si presentano alcuni segnali di speranza.
Si dimostra ad esempio come una maggiore consapevolezza negli ultimi anni abbia anche permesso di limitare la deforestazione della foresta amazzonica; rimane comunque la necesssità di verificare se queste iniziative in difesa dell'ambiente possano reggere e continuare di fronte a possibili peggioramenti della situazione economica ed occupazionale.  

 

11/9/13-USA

·        I californiani coscienti e preoccupati per il riscaldamento globale
[da NCSE] Un post sul sito dell’NCSE informa sui risultati di un sondaggio fatto in California sulla conoscenza riguardo al riscaldamento globale: “79% of respondents answered yes, 11% answered no, and 10% were not sure”; per quanto riguarda le responsabilità : “58% of respondents said that it was caused mostly by human activities, 23% said that it was caused mostly by natural changes in the environment, 13% volunteered that it was caused by both, 4% said none of these because it isn't happening”; sull’opinionedegli esperti l’informazione è invece imprecise: “55% of respondents said (correctly) that most scientists think that global warming is happening, 37% said that there is a lot of disagreement among scientists about whether or not global warming is happening, 3% said that most scientists think that global warming is not happening, and 6% were unsure”

 

10/9/13-IT

·        Di che cosa si occupano i bioantropologi italiani?
Le informazioni necessarie per informarsi si possono trovare facilmente nella pagina web dedicata al prossimo congresso dell'AAI di Ferrara, che si terrà  dall'11 al 13 settembre.
Oggi a Bologna si terrà un'iniziativa collaterale, sulla statistica: "L'Antropologia e le scienze statistiche".
Per i collezionisti sono disponibili anche due diversi poster sul tema del congresso: "La variabilità umana fra passato e presente".
Non manca l'indirizzo del twitter relativo al sito del congresso, per seguire le discussioni.  

 

9/9/13-IT

·        [da Pikaia] La Springer ha appena pubblicato un nuovo, approfondito testo sull'eredità di Stephen Jay Gould: “Stephen J. Gould: The Scientific Legacy”. Editors del libro sono Gian Antonio Danieli, Alessandro Minelli e Telmo Pievani. I capitoli portano la firma dei più importanti evoluzionisti del mondo, che hanno presentato personalmente il loro contributo all’ Ist. Veneto di Scienze, Lettere e Arti il 10/12 maggio 2012. Su YouTube nel sito dell’Istituto sono tuttora disponibili i video originali di una decina di questi contributi.

 

9/9/13-UG

·        Quali novità giungono oggi dagli scimpanzè della foresta di Budongo (Uganda)?
N
el blog di Chimps in Uganda: The Landmine Snare".

 

8/9/13-USA

·        Un articolo di Carl Zimmer sul film "Contagion".
Carl Zimmer in un articolo su "Slate" ("Contagion: A Dialogue") si chiede se adesso sia Hollywood a organizzare campagne informative per i cittadini sulla salute.
Il film infatti racconta di situazioni che sono state studiate e discusse dal regista anche con esperti di epidemie, virus e vaccinazioni. Zimmer, che conosce l'ambiente per la sua interesse per il microbioma, su cui ha scritto anche libri, sottolinea come il film rappresenti bene il lavoro di questi ricercatori e i rischi, comunque non facilmente prevedibili e quantificabili che si stanno correndo in una situazione in cui è molto limitata la conoscenza dei virus che circolano in molte specie animali che purtroppo sono poco note anche se oggi ormai vivono probabilmente sempre più vicini ad ambienti. Il mondo sempre più "piccolo" e interconnesso, oltre a città con milioni di abitanti creano un contesto del tutto nuovo e delicato.

 

7/9/13-USA

·        "Genome Evolution during Speciation". Speciale su "Evolution"
E' uscito il fascicolo di settembre  di "Evolution", una delle tante riviste su cui si presentano e si discutono le ricerche di biologia evoluzionistica. Particolarmente interessante è la sezione speciale, "Genome Evolution during Speciation", gestita da Patrik Nosil and Jeffrey L. Feder, che la introducono con un articolo che presenta un problema certo stimolante in quanto non ancora ben chiaro (e): "Genome evolution and speciation: toward quantitative descriptions of pattern and process".
Il problema centrale dei meccanismi di speciazione è molto discusso, anche al di fuori della scienza, dove però, non lavorando su almeno uno dei problemi biologici coinvolti, si può facilmente abusare della complessità dei problemi e degli strumenti utilizzati per studiare qualsiasi evento di speciazione, che coinvolge l'evoluzione del genoma durante l'interazione nel tempo fra migliaia di organismi viventi.
Non è certo un problema da biblisti, ma è curioso che qualcuno provi a coinvolgerli suggerendo che ci sia bisogno anche qui delle loro competenze. E guai a provocare poi la loro suscettibilità ... 
Ovviamente anche su Evolution si possono trovare lavori recenti (open access) che aiutano a capire la complessità dei problemi biologici coinvolti: "LOST IN THE MAP" di Michael Travisano e Ruth G. Shaw (R.Shaw è il nuovo editor della rivista) e "THE LANGUAGE OF SPECIATION" di Richard G. Harrison.
Chi fosse interessato ad altre sezioni speciali può trovarne una curata da Sinéad Collins nel fascicolo di luglio 2013 "New Model Systems for Experimental Evolution".
Ovviamente non si parla, e non c'è da stupirsi, della nostra specie ma solo di microrganismi, di scarsissimo interesse per Noè e per i biblisti. Un po' della nostra specie si parla invece nella sezione speciale del fascicolo di giugno, dove si approfondisce la "Multilevel Selection: Data and Theory". 

 

6/9/13-CA

·        L.Moran torna ancora su "Darwin's Doubt".
Larry Moran ritorna ancora a commentare ("Darwin's Doubt: The Genes Tell the Story?") nel suo blog Sandwalk il libro scritto da Stephen Meyer a sostegno del neocreazionismo propagandato dal Discovery Institute.
Sostiene che l'obiettivo principale dell'ID non sia affatto di proporre alternative (che nemmeno cerca) ma si accontenta di approfittare della complessità di una scienza i cui metodi ed obiettivi oggettivamente trovano una qualche difficoltà a farsi capire da chi non ci lavora per una vita.
Ormai viviamo in un mondo in cui la specializzazione è un pregio ma anche una necessità; è terribile che qualcuno ne approfitti per ricondurre ad una semplice e rilassante interpretazione di una creazione divina che sarebbe avvenuta circa 500 milioni di anni fa, coinvolgente le poche specie animali che uno riesce a vedere, conoscere e memorizzare.
Il libro molto semplicemente mette in dubbio, e non è certo difficile mescolare e confondere le idee presentando solo parte dell'enorme quantità di conoscenze attuali.
L.Moran alla fine quasi si arrende di fronte a problemi che conosce poco (non c'erano biochimici nel Cambriano) e di fronte alla furbizia di chi riesce a rimescolare e riordinare per i suoi obiettivi una conoscenza di fatti ottenuta solo grazie al lavoro di migliaia di ricercatori. E’ deprimente vedere come si usano gratuitamente e abilmente le informazioni raccolte dagli scienziati ... per dimostrare il contrario di quanto hanno dimostrato ...
E ovviamente qualcosa deve essere ignorato: il processo evolutivo che ha prodotto tutti gli esseri viventi, presenti ma soprattutto passati, è ormai confermato dalla genetica più che dalla paleontologia.
Non per niente ormai anche i papi sono d'accordo (certamente almeno dal 2004) dell'origine comune degli esseri viventi, che è anche una necessaria conseguenza della smentita della generazione spontanea, ripetutamente negata negli ultimi secoli, anche grazie al geniale Lazzaro Spallanzani

 

5/9/13-USA

·        C.Zimmer commenta la ricerca preventiva di virus nei mammiferi.
Un articolo di C.Zimmer sul NYT ("A Catalog for All the World’s Viruses?") riprende le premesse, le motivazioni e le proposte comparse il 3/9 in un articolo su "The scientist"  ("How Many Mammalian Viruses?"), che intravede una possibile strategia innovativa  dietro ad una ricerca appena conclusasi su tutti i virus presenti in una specie di pipistrello, l'Indian flying fox.
La ricerca è stata svolta da Peter Daszak di EcoHealth Alliance e Simon Anthony della Columbia University, e ha identificato circa 55 virus (di cui 50 nuovi!) di 9 diverse famiglie su 2000 campioni di materiale biologico di questa specie.
La speranza è di poter contrastare meglio, con una conoscenza maggiore rispetto all'ignoranza attuale, i virus che possono arrivare da altre specie di mammiferi; non si vorrebbe essere indifesi come si è stati in occasioni di recenti incontri ravvicinati con virus che non si conoscevano, come la SARS e la recentissima MERS.
La nuova strategia crea comunque qualche perplessità, viste le dimensioni del problema: ci sono circa 5500 specie di mammiferi!
Un altro bravo scrittore scientifico, David Quanmen ha dimostrato di condividere l'interesse di Carl Zimmer, avendo già scritto il libro Spillover. D.Quanmen aveva già scritto anche un altro libro scientifico di successo su Darwin ("The Reluctant Mr. Darwin")

·        Nuove (e vecchissime) dichiarazioni a supporto dell’evoluzione
[da NCSE] Glenn Branch racconta (“The Unheard Voice for Evolution”) degli ultimi risultati della sua caccia a documenti a sostegno dell’attuale teoria dell’evoluzione (e quindi del fatto stesso dell’evoluzione biologica, che non sarebbe comprensibile se si tornasse alla teoria di Lamarck – smentita - o alle verità bibliche - per definizione indimostrabili -, le uniche alternative oggi accettabili in occidente).
Questi documenti, in gran parte recenti, vengono pubblicati nel volume Voices for Evolution; viene continuamente aggiornato e quello attuale è del 2008, disponibile anche in PDF. Contiene dichiarazioni in favore dell’evoluzione come fatto o dichiarazioni in favore dei meccanismi che la spiegano. Molte delle dichiarazioni delle organizzazioni religiose (ci sono anche un paio di dichiarazioni di GP2: 1981 e 1996) sono in genere più chiare nella parte che riguarda l’evoluzione come fatto. Manca la dichiarazione del 2004 firmata dal card.Ratzinger, che sostiene l’origine comune degli esseri viventi, negando la “baraminologia” di Scherer (1993) che piace tanto ai [neo]creazionisti dell’ID USA.
Glenn Branch riferisce della recente scoperta anche di alcuni vecchi documenti, ormai di interesse soprattutto storico, ma interessanti, come uno della National Academy of Sciences del 1923 (il processo Scopes è del 1925).
Fra i commenti al post si trova il link ad una pagina web del dipartimento di biologia della Baylor University (“a private Christian university and a nationally ranked research institution”); vista la premessa sul ruolo della ricerca, il loro “Statement about evolution” è prevedibile: "Evolution, a foundational principle of modern biology, is supported by overwhelming scientific evidence and is accepted by the vast majority of scientists. Because it is fundamental to the understanding of modern biology, the faculty in the Biology Department at Baylor University, Waco, TX, teach evolution throughout the biology curriculum. We are in accordance with the American Association for Advancement of Science's statement on evolution. We are a science department, so we do not teach alternative hypotheses or philosophically deduced theories that cannot be tested rigorously".

 

5/9/13-CA

·        Una nuova recensione all’ultimo tentativo dei [neo]creazionisti di negare l’evoluzione.
Il biochimico Larry Moran risponde senza perdere troppo tempo dal suo blog Sandwalk (“Darwin's Doubt: A Synopsis”) ad un sollecito del Discovery Institute a commentare/criticare l’ultimo libro del loro “esperto” Stephen Meyer, “Darwin’s doubt” (un libro che negli USA ha avuto un buon successo, e in cui si fa capire che hanno qualche dubbio sull’evoluzione stessa, più che sulla imprecisa spiegazione di Darwin, ormai ripetutamente aggiornata; nel sito canadese di Amazon è comunque inserito nella sezione di scienza e religione o di religione e spiritualità) [Forse nel sito di Evoluzione Scientifica non sono aggiornati e rischiano una certa incoerenza se lo difendono con tanto calore].
Dopo aver spiegato che un biochimico non è la persona più competente su quel che è avvenuto nel Cambiano, e aver consigliato di leggere commenti più qualificati, come le due di Nick Matzke citate in post in Panda's ThumbSlaying Meyer’s Hopeless Monster” (Meyer’s Hopeless Monster, Part II" e "Luskin’s Hopeless Monster 1") e “Darwin’s Doubt – A Review” che si prospetta come la recensione più dettagliata, fa capire che certo l’origine della biodiversità iniziale degli animali è un momento importante, ma è solo un momento.
Molto piccolo rispetto all’enorme processo evolutivo che fluisce attorno, come si vede dall’immagine in cui un circoletto localizza solo gli animali e solo quelli del Cambiano di cui si è occupato il libro. L.Moran invita a riflettere sull’insufficienza dei dubbi che eventualmente si possono avere su un momento molto limitato del processo evolutivo.  

 

4/9/13-UK

·        Evoluzione convergente delle proteine in mammiferi con strutture per l'ecolocazione
Anche Nature si occupa oggi della macroevoluzione, con un contributo che viene anche da un ben noto ambiente di ricerca che sappiamo ospita e forma molti evoluzionisti, in via Olgettina a Milano (“Genome-wide signatures of convergent evolution in echolocating mammals”). L’articolo evidenzia una convergenza nella sequenza di particolari proteine in mammiferi con strutture che permettono l’ecolocazione, anche se di taxa diversi. 

 

4/9/13-USA

·        Esiste una cura per la sindrome di Down murina?
Oggi è stato pubblicato su Science Translational Medicine un articolo (“Hedgehog Agonist Therapy Corrects Structural and Cognitive Deficits in a Down Syndrome Mouse Model”)  su una scoperta, ovviamente ancora da confermare (non basta certo pubblicare su una rivista peer-review) ma soprattutto da trasferire poi dalla sperimentazione animale all’uomo (sperando che anche in questo caso non ci siano incompatibilità) di una possibile terapia alla sindrome di Down murina (sì, è presente anche nei topi, pur coinvolgendo un altro cromosoma). Roger H. Reeves ha già vinto un Lejeune award per le sue ricerche sulla trisomia 21.

·        La peer-review sopravviverà ai tribunali USA?
Un post (“Science on Trial?”) rischia di sollevare qualche dubbio sulla possibilità che alcuni aspetti del lavoro dei ricercatori possa trovare soluzioni diverse nei tribunali.
Si racconta del primo risultato (una condanna) di un tentativo di impedire per via giudiziaria la pubblicazione dei risultati di un’analisi di laboratorio che indica la presenza di attività estrogenica in un prodotto, il tritan, commercializzato dalla Eastman Chemical come plastica priva di BPA (bisfenolo A) e quindi utilizzabile anche per la produzione di biberon per neonati.
Il Canada ha bandito il BPA fin dal 2008, mentre in Europa le plastiche prive di BPA sono obbligatorie secondo scadenze nazionali che sono state decise nel 2010.
I risultati erano stati ottenuti da due ditte create da un chimico universitario di Austin con un test di laboratorio considerato come standard fin dagli anni ’80, che verifica gli effetti citotossici del BPA sulla linea cellulare MCF-7.
La Eastman Chemical ha vinto il primo processo, mettendo in dubbio i risultati delle analisi – che mostrano attività estrogenica - fatte senza permesso su un loro prodotto utilizzato anche per biberon per neonati; ciò apre prospettive preoccupanti se non inquietanti, anche per il futuro dell’uso dei test in vitro: dovremo tornare ai test su animali da laboratorio?
Di questa storia non ancora conclusa (si spera) si era scritto su Inside Higher edu (“Impure Plastic?”) l’8/7/13 e su The Washington Spectator l’1/6/13 (“Silencing Science: What You May Never Know about Plastic Baby Bottles“) e l’1/9/13 (“Science on trial?”).
In attesa dell’appello ci si aspetta una maggior prudenza nella realizzazione di verifiche indipendenti della qualità dei prodotti … e comunque viene il dubbio che i titoli usati non siano affatto troppo allarmisti.
Viene comunque il dubbio che si voglia sostituire così il metodo scientifico: “There is a judge: an appointed or elected lawyer who interprets the law. And there is a jury: randomly selected citizens who interpret the facts”. C’è di che preoccuparsi “Courts are not well-suited to deal with scientific questions!”

 

4/9/13-UK

·        Il Carnevale dell’evoluzione USA di settembre
Il blog EvoAnth di Adam Benton, studente dell’ottima scuola di Evolutionary Anthropology di Liverpool, ospita l’edizione di settembre del Carnevale dell’Evoluzione, un’iniziativa che propone una serie di post, pubblicati in diversi blog (che così possono essere esplorati e valutati), dedicati ad argomenti diversi ma di interesse evolutivo. Visto il centenario, un paio di questi post (“Darwin did not cheat Wallace out of his rightful place in history” e “Darwin and Wallace at Burlington House“riguardano i rapporti fra le scoperte e le ipotesi di Darwin e Wallace. Non manca la presenza di Carl Zimmer, con un paio di post, fra cui l’intrigante “What Good Is Half A Sucker?”, né mancano post (“The recreation of creationism; a sporting event” di Anne Buchanan)  che aiutano a interrogarsi sul mistero della costante presenza negli USA dei creazionisti nonostante non contribuiscano, forse intenzionalmente, a ridurre le aree dell’ignoranza e del mistero.

·        L’avviso pubblicitario più masochista mai diffuso? Sul creazionismo!
In quest’ultimo post dell’antropologa A.Buchanan si viene a conoscere che nel blog di un insegnante di scienze USA (“The Skeptical Teacher”) c’è un post del 17/8 con una notizia, assolutamente prevedibile ma comunque attesa da tempo: uno dei massimi esponenti dei creazionisti biblici USA, Ken Ham di Answer in Genesis, ha ammesso che non serve la ragione per essere creazionisti biblici convinti e negare l’evoluzione (e dopo aver ascoltato e visto le tre serate informative preparate da S.Bertolini ognuno lo può confermare anche senza aspettare che venga anche nel suo paese).
C’è un’unica prova, unica ma sufficiente: We have solid proof in our hands that evolution is a lie: the Bible. You see, we can’t depend solely on our reasoning ability to convince skeptics. We present the evidence and do the best we can to convince people the truth of God by always pointing them to the Bible”. Chi magari si incuriosiva del fatto che i creazionisti continuassero a citare gli atei più che gli evoluzionisti, ora finalmente ne capisce il motivo: non interessa affatto che si chiariscano gli aspetti scientifici del problema.
Qui un video presenta e commenta quello che viene definito “l’avviso pubblicitario più masochista mai diffuso”. Hilarious Creationist Radio Ad Explains Why Evolution Is False“.
In alcuni
siti web c’è ilarità e soddisfazione per la conferma di quel che si sapeva (“Creationism Advocate Admits That Science Proves Evolution, But Says We Should Believe The Bible Anyway (VIDEO)”); in altri invece sconcerto per la conferma di quel che si negava: nel sito LutheranScience non l’hanno presa bene: “Ham’s post is being used to imply that evolution is reasonable and therefore creationism must be unreasonable… Perhaps in making his comments Mr.Ham might have in mind the fact that many people do not listen to reason. Some people can actually close their minds to reasonable arguments”. [Questo concetto delle closed minds dovrebbero però spiegarlo meglio …].

Immagino che il gruppetto di creazionisti biblici selezionati presenti in Evoluzione Scientifica non abbia preso bene questa notizia, anche se avranno finalmente capito anche loro il motivo razionale per cui sono stati perfino inseriti nel comitato scientifico di un gruppo che si occupa di evoluzione biologica, un argomento che non conoscono: per le loro ottima conoscenza dei primi versetti della Genesi!
In un caso la competenza è certificata anche da una laurea in studi biblici e da approfondimenti specifici (con pubblicazioni) su Noè e la sua arca.
Che questa clamorosa ammissione di Ken Ham possa cambiare qualcosa nel 45% di creazionisti biblici USA non sembra probabile; anche all’ICR (Institute of Creation Research) proprio oggi sospettano che il progettista non abbia lasciato proprio nulla al caso: (“Did God Make Human Memory Malleable?”).

 

3/9/13-USA

·        Un’indagine sui fattori che influenzano la macroevoluzione
Un post su Gaianews (“Continua la ricerca delle basi genetiche della speciazione”) attira l’attenzione su un articolo di D.L. Rabosky e D.R. Matute comparso oggi su PNAS (“Macroevolutionary speciation rates are decoupled from the evolution of intrinsic reproductive isolation in Drosophila and birds”). L’articolo ha attirato anche l’attenzione dei [neo]creazionisti del Discovery Institute, che in un post si augurano che l’isolamento geografico scoperto anche da Wallace non abbia conseguenze (“New species do not result from keeping animals apart”).
Curioso l’intervento di un lettore che si definisce evoluzionista teista e che sostiene che “Anyone who accepts natural selection is a Darwinist. Nature does not select”. Ovviamente suscita una discussione, e gli chiedono incuriositi quale miglior nome propone per meccanismi come quelli ben dimostrati dai batteri che sopravvivono in culture con antibiotici.

·        Dibattito sull’educazione scientifica sul NYT
Sempre oggi sul NYT c’è una discussione, stimolata dalla redazione scientifica con una domanda a 19 persone coinvolte su un tema cruciale: “Ideas for Improving Science Education”.

·        Eugene Scott va in pensone dopo 27 anni alla direzione del NCSE
Il New York Times pubblica oggi un articolo (“Standard-Bearer in Evolution Fight”) sull’antropologa Eugene Scott; oggi 67enne, a fine anno andrà in pensione dopo esser stata per 27 anni direttrice del NCSE (National Center for Science Education).
Il suo interesse per i creazionisti e per i danni che facevano alla cultura scientifica di un paese impegnatissimo nella conquista del mondo e della natura, iniziò nel 1974, quando partecipò ad un dibattito fra un collega, James Gavan, e il simpatico creazionista biblico Douane Gish, una figura ormai storica, scomparsa proprio qualche mese fa.
Da allora iniziò il suo impegno, che poi continuò anche nel NCSE,“creato” nel 1983 per ridurre gli effetti devastanti del creazionismo sulla formazione scientifica nella scuole statunitensi. L’NCSE intervenne anche nei tribunali e nei parlamenti dei vari stati in cui i creazionisti cercavano, , grazie al contributo di politici più interessati alla religione che alla scienza, di ottenere le condizioni migliori per ridurre l’insegnamento di argomenti (che i creazionisti USA ritengono da tempo “pericolosi”, come l’evoluzione, il tempo profondo e il cambiamento climatico,).
Sicuramente i maggiori successi sono stati ottenuti dal NCSE nei tribunali, anche grazie alla collaborazione che otteneva anche da famosi scienziati amici come F.Collins, F.Ayala e K.Miller,  provenienti anche dal mondo cattolico e pèrotestante USA.
Particolarmente pesante per i creazionisti (oltre al conto da un milione di dollari) è stata soprattutto la condanna da parte del giudice conservatore J.Jones al processo di Harrisburg/Dover. Lo stesso giudice si era accorto subito dell’assurdità di voler contestare la scienza senza svolgere ricerche che dimostrassero sperimentalmente la possibilità e la validità di ipotesi alternative migliori; anche il giudice si stupì infatti della “breathtaking inanity” (abissale inconsistenza?) degli argomenti creazionisti, di cui qui ci sono alcuni esempi tratti dagli atti del processo, molto istruttivi.
Ovviamente l’articolo contiene una parte deprimente, che inizia quando Eugene Scott ricorda che molti le chiedono perché ci sia ancora il problema del creazionismo, nonostante l’impegno del NCSE. Sono certo situazioni diverse, peggiori di quella italiana o europea, dato che negli USA i creazionisti “biblici” (o “della terra giovane”) sono circa il 45%; una situazione drammatica (sembra che solo la Turchia sia in una situazione peggiore) probabilmente influenzata anche dal fatto che la Scott stima che gli insegnanti di scienze creazionisti siano il 20/25%.
Secondo la Scott bisogna essere almeno soddisfatti che oggi negli USA i libri di testo parlano dell’evoluzione e che i creazionisti sono sulla difensiva nonostante le buone disponibilità finanziarie.

 

3/9/13-IT

·        Lella Costa a Seriate interpreta Preghiera Darwiniana
Questa sera a Seriate, in provincia di Bergamo, inizierà l'8ª edizione di «Fiato ai libri», Festival di letture dedicata alla lettura di libri. Qui nel programma si scopre che questa sera si inizierà molto bene, con Lella Costa, che al Cineteatro “Gavazzeni” (Via G. Marconi, 41, Seriate) reciterà il monologo PREGHIERA DARWINIANA, scritto da Michele Luzzatto (Raffaello Cortina Editore): “Questo toccante monologo si immagina un dialogo tra Charles Darwin e Dio. Infatti chi si sceglierebbe come interlocutore un Signore davvero sottile, se non una creatura libera e coraggiosa come Darwin? Il naturalista inglese è messo in parallelo con due personaggi biblici come Giacobbe e Giobbe in uno spettacolo incalzante ed ironico che arriva a dirci che chi si scaglia contro Darwin finisce col trovarsi distante da Dio

 

1/9/13-ITA

·        Documento di Sibiu (2007), questioni bioetiche negoziabili e ruolo della donna
Come si sa, ci sono migliaia di religioni nel mondo.
E lavorano; aggiornando e modificando le loro opinioni, le loro verità e le loro etiche. C’è un’evoluzione del pensiero e anche le verità si possono discutere; il mondo ora è più piccolo e oggi le religioni – anche quelle cristiane - inevitabilmente competono e dialogano fra di loro, modificando anche quelle che qualcuno pensava ingenuamente che fossero verità immutabili, non discutibili. 
E’ possibile che, anche grazie a queste interazioni, si attenui anche la diffidenza e addirittura l’ostilità verso alcune scoperte scientifiche, migliorando anche la vita a chi deve magari spiegare ai genitori quale sarebbe l’enorme vantaggio per il figlio se iniziasse a studiare per l’interrogazione in scienze.
Questo sarebbe più facile se si riuscisse ad evidenziare che dietro l’ostilità verso la scienza si nasconde a volte anche una paura, una diffidenza e magari anche un’ostilità verso l’autonomia e la valorizzazione delle donne, a cui un tempo molte religioni attribuivano un ruolo subordinato se non addirittura penalizzato.
Ci sono occasioni in cui alcuni meccanismi e alcune interazioni si manifestano in modo più evidente.
Mi riferisco ad alcune reazioni alla nomina a senatore a vita della ricercatrice Elena Cattaneo; relativamente giovane ma con un’ottima esperienza internazionale associata ad un costante interesse verso lo sviluppo o almeno la sopravvivenza anche in Italia della ricerca in uno dei settori di punta a livello internazionale.
E’ infatti tornata a far ricerca in Italia e ha ripetutamente dimostrato di impegnarsi per realizzare le condizioni politiche e culturali necessarie per renderla possibile anche in Italia, come è giusto che sia per un’impresa senza confini politici, religiosi e culturali come è appunto lo sviluppo della conoscenza scientifica.
E’ rilevante che non accetti che si possa svolgere  ricerca scientifica solo in paesi in cui oltre alle condizioni economiche favorevoli alla ricerca siano presenti le condizioni culturali che promuovano la scienza e l’innovazione e manchino impropri condizionamenti religiosi.
L’articolo su comparso il 30/8/13 su Libero ne è un buon esempio; oltre alle altre osservazioni poco pertinenti e pretestuose (soprattutto in un momento in cui ci si fida perfino di un presidente del consiglio è più giovane di lei), c’è un riferimento alla profonda preoccupazione della Cattaneo, una ricercatrice in piena attività e che ha scelto e dimostrato di impegnarsi anche al di fuori dei laboratori per potenziare la ricerca in Italia, con un riferimento all’etica (“è stata protagonista di numerose polemiche sulla bioetica, quasi sempre contro i cattolici”).
L’accenno polemico alla bioetica e alle opinioni dei cattolici rende necessario ricordare come sia ben possibile – ed è avvenuto - che alcune questioni di base della bioetica si possano discutere e che le opinioni dei cattolici si possano anche modificare. 
Si può ricordare la storia di come nel documento conclusivo del 3’meeting di tutte le religioni cristiane europee tenutosi a Sibiu nel 2007 (EEA3) il card.Kasper, che guidava la delegazione cattolica, abbia accettato di eliminare dal documento finale - che era stato votato e approvato - la frase (riportata nella nota 1) in cui si indicava con precisione quale fosse il momento da considerare come inizio e fine di ogni vita umana.
In realtà quella frase (letta, ma non scritta nel documento in votazione) era stata incomprensibilmente aggiunta all’ultimo momento, durante un’assemblea finale forse un po’ tumultuosa.
Il documento finale è poi comparso ufficialmente solo qualche mese dopo, ma la frase dal concepimento alla morte naturale” non era presente e non è poi più ricomparsa, dimostrando di essere un principio negoziabile.
Qui altri commenti (ADISTA, Il Regno, La Fedeltà, SIR, R.Vaticana1, R.Vaticana2, Zenit)
Quanto avvenuto a Sibiu (un convegno ecumenico iniziato già male per alcune delegittimazioni indirizzate qualche settimana prima a protestanti e ortodossi – “c’è un'unica vera chiesa cristiana”) dimostra che anche la questione dell’inizio della vita si possa discutere e quindi risolvere in modo diverso.
Se può avvenire in un contesto religioso “vivace” ma senza dimostrazioni, potrebbe avvenire anche quando si discute del modo migliore di far ricerca biomedica sulle cellule staminali.

Il ragionamento si conclude con una dimostrazione che il ruolo non subordinato della donna possa produrre dei vantaggi in molte religioni e culture: è la foto della cerimonia finale del meeting ecumenico di Sibiu, dove si vedono i quattro organizzatori impegnati, con la pala in mano, a piantare un albero.
Non c’è molto da stupirsi se ci sono stati dissensi fra cattolici e ortodossi da una parte e protestanti dall’altra sulla questione dell’inizio della vita, che coinvolge, a volte in modo drammatico, le donne …; è molto probabile che il vescovo luterano di Hannover Margot Käßmann conoscesse e capisse meglio la situazione.

·        Documento di Sibiu e appello contro il riscaldamento globale
C’è comunque da ricordare come il documento finale dell’EEA3 di Sibiu si è caratterizzato però soprattutto per la preoccupazione per l’ambiente e per la minaccia che deriva dal riscaldamento globale.
Ne sono derivate numerose raccomandazioni e un invito a mobilitarsi, fatto proprio anche dall’European Christian Environmental Network, a “equip Christians for practical and political action ensuring that the earth’s capacity rather than economic development takes priority” e a “encourage their members and the wider community to practice excellence in eco-management and substantially reduce their carbon footprint”. “Global climate change is one of the greatest threats for the present and for future generations. Without a change of mind and heart, technological solutions or political negotiations to protect the climate will not achieve their goals”.
L’urgenza sembrava richiedesse un intervento “ambientale” immediato, tanto è vero che poco dopo il patriarca ortodosso e il presidente europeo Barroso, che era ospite di questo meeting etico europeo, hanno preso l’aereo e si sono precipitati in Groenlandia a fermare il riscaldamento globale (così almeno titola l’ABC: “Prayer to end climate change”).
L’occasione era un simposio interconfessionale su “Arctic Mirror of Life”, e nel sottotitolo si allargava la collaborazione anche alla scienza: “RELIGION, SCIENCE AND THE ENVIRONMENT”.
Sulla nave polare Fram davanti all’Illulissat Icefjord (“the largest glacier in Greenland that is bearing the brunt of global warming”) c’erano già ad attenderli autorevoli rappresentanti dell’ebraismo e dell’islamismo, e il cardinale McCarrick, giunto da Washington in rappresentanza del papa. Tutti comunque sono stati raggiunti anche da un messaggio in video del papa.
Per chi dubitasse, su YouTube c’è un video della BBC dalla nave Fram. 

 

 

AGOSTO 2013

31/8/13-IT

·        Grande festa. Wallace Day al congresso della SIBE a Trento
Si è (giustamente) concluso con un
Wallace Day pubblico il congresso della Società Italiana di Biologia Evoluzionista. Il 7 novembre prossimo ricorrerà infatti il centenario dalla morte di questo naturalista che ha avuto intuizioni simili a quelle di Darwin.
Il convegno si è tenuto nella nuovissima e prestigiosa sede del
MUSE, il museo di scienze naturali di Trento, progettato da Renzo Piano.
Cos'è successo?
"Dalle 16 alle 19 al MUSE è oggi previsto un pomeriggio interamente dedicato all’evoluzione. Distribuiti tra i vari piani del nuovo museo delle scienze, 18 evoluzionisti intratterranno il pubblico presente nel museo con lezioni-flash, attività interattive, spettacoli divertenti e giochi evoluzionistici per bambini. Perché l’evoluzione può essere davvero alla portata di tutti".

 

31/8/13-USA

·        Creazionisti e citazioni selettive sulla biogeografia
Oggi nel blog Panda’s Thumb si fa pubblicità (“
Casey’s still beavering away”) al blog di un docente di scienze delle superiori del Kansas, Jeremy Mohn, che si dedica a svelare le truffe dei creazionisti.
J.Mohn oggi in un post (“
The Dispersal of Doubt: Biogeography, Convenient Omission, and Selective Quotation”) svela i trucchi usati da un “esperto” dell’ID, Casey Luskin, in un suo post critico verso l’ipotesi della colonizzazione del sudamerica da parte di primati africani che si sarebbero spostati grazie a zattere naturali dopo la separazione delle zolle continentali dovuta alla deriva dei continenti. 

·        Carl Zimmer sulla recente scoperta del microbioma fetale
Come si sa, ci sono migliaia di ricercatori nel mondo.
E lavorano, ricercando e ampliando continuamente i confini della conoscenza umana.
Se si controlla
Google Scholar, conviene sempre inserire numerose parole chiave per non avere come risposta qualche milione di voci bibliografiche da consultare. C’è chi si arrabbia quando si accorge che la sua “enciclopedicità” è minacciata da troppi ricercatori troppo curiosi e che continuano a pubblicare novità sperimentali e verifiche sperimentali.
Mi è piaciuto notare su un blog lo stupore di un dilettante nello scoprire che una ricerca fatta usando alcune parole chiave che gli erano state consigliate indicava che c’erano 6 milioni di pubblicazioni al riguardo. Non aveva comunque esplicitato o magari elencato quali fossero le riflessioni successive allo stupore.
Potrebbero essere tante e diverse, a cominciare dal dubbio che con tutti questi ricercatori è prevedibile che ci possano essere [molto] spesso scoperte scientifiche. Ma anche che queste possano essere fatte e capite solo da qualcuno che conosce e segue un ambito ristretto della ricerca, per cui non è ormai più il momento di Artistotele o di altri che vorrebbero leggere, capire e magari spiegare tutto.
Cambiare idea sulla base delle nuove scoperte è comunque inevitabile e coinvolge chiunque per qualche motivo segua qualsiasi disciplina scientifica. Certo avviene anche ai giornalisti…
Carl Zimmer sul New York Times del 29/8 (“
Human Microbiome May Be Seeded Before Birth”) informa di aver dato due anni fa, in un’intervista alla radio, un’informazione errata su una questione non da poco, quella della sterilità degli organi interni e in particolare dell’intestino di un feto.
Fino a qualche anno fa si riteneva che i feti fossero sterili e che le migliaia di miliardi di batteri con cui conviviamo cominciassero ad occuparci dal momento della nascita, al momento del passaggio del pupo dal canale del parto.
Ora nessuno crede più seriamente a questo che fino a pochi anni fa nessuno metteva in dubbio.
Immagino che questa ed altre notizie non facciano molto piacere a quei poveretti che dovrebbero trasmettere ai giovani un sapere scientifico. Non c’è dubbio che, anche se svolgessero seriamente il loro lavoro, le probabilità di trasmettere una formazione aggiornata sia davvero limitata; e questo anche se la scuola durasse qualche decennio di più.
La specializzazione è inevitabile, e la formazione deve concentrarsi su una conoscenza minima di base, ma soprattutto cercare di fornire gli strumenti che permettono la comprensione dei risultati della ricerca e ma anche la capacità di riconoscere le incoerenze, in modo da facilitare l’aggiornamento continuo delle conoscenza del mondo in cui per qualche decennio siamo immersi, e la capacità di immaginare come si possa lasciare qualcosa anche alle nuove generazioni.

 

30/8/13-UK

·        Come si sa, è l’anno del centenario della morte di Alfred Wallace, che scoprì insieme a Charles Darwin che la selezione naturale è un meccanismo complesso che permette di spiegare l'evoluzione biologica; anche se non è da sola - e l'"inventore" della biogeografia aveva ovviamente ben chiaro il ruolo dei fattori non biologici.
Taylor & Francis Online, una casa editrice di riviste zoologiche, ha deciso di fare un regalo a chi vuole approfondire personalmente  il pensiero di Wallace: "offering free access to a number of Wallace's papers, which were published in Journal of Natural History in the mid-19th Century. The artices include his eminent paper on "Sarawak Law" (1855), in which he wrote about evolution for the first time. Articles on Bird Studies (1851-57), The Study of Orang-utans (1856), and others from Natural History of the Arun Islands to Monkeys of the Amazon. View the collection of articles for free: http://explore.tandfonline.com/content/est/wallace-100.

 

30/8/13-IT

·        E' stata davvero coraggiosa e originale la decisione del presidente Napolitano di nominare oggi senatori a vita non pensionandi dalla politica, ma 4 italiani ben conosciuti nel mondo che hanno ben rappresentato il nostro paese con il loro contributo alla scienza e alla cultura.
Fra di loro la meno nota al pubblico italiano (quindi ci si deve davvero preoccupare di come e perché altre persone invece riescono perfino a diventare famose....) è una laureata in farmacia, Elena Cattaneo, Accademica dei Lincei e ben conosciuta solo nell'ambito della ricerca biomedica (Berlusconi ne aveva comunque sentito parlare dopo che aveva fatto approvare, quand'era presidente del consiglio, una legge che  toglieva esplicitamente
le sue ricerche sulle cellule staminali da quelle finanziabili). C'è poi Carlo Rubbia un fisico ben noto, premio Nobel e Accademico della Scienza Pontificio oltre che Accademico dei Lincei; e poi l'architetto Renzo Piano e il direttore d'orchestra Claudio Abbado.
E' stato un tentativo, oggi davvero necessario per la sopravvivenza del buon nome dell’Italia, di far notare all'estero che abbiamo e sappiamo riconoscere e rispettare anche italiani che sanno maneggiare bene la scienza e la cultura, e soprattutto italiani che si impegnano per migliorare l’Italia e il mondo, per il bene di tutti.
La prima reazione sembra sia di Elena Cattaneo, che evidentemente si rende conto di ritrovarsi nel ruolo che fu fino a poco tempo fa di Rita Levi Montalcini ("E' un grande onore per la scienza e l'università italiana, e per tutti coloro che si sono impegnati per la ricerca dentro e fuori i laboratori").

 

29/8/13-CA

·        Interessante il post ("Richard Lenski's Classic Papers: Luria and Delbrück, 1943") che compare oggi nel blog del biochimico Larry Moran; fa notare che Richard Lenski, dell'Università del Michigan, ha iniziato a raccontare nel suo blog Telliamed Revisited il contenuto degli articoli più rilevanti nella costruzione dell'attuale conoscenza delle scienze biologiche.
Come nessuno può mettere in dubbio, la biologia è scienza sperimentale e quindi procede grazie a nuove conoscenze ottenute ricercando e sperimentando, sia in laboratorio che in natura.
Così avviene da sempre, ma purtroppo l'eccezionale accumularsi di conoscenze tende a far dimenticare anche agli attuali biologi i primi e fondamentali lavori pionieristici che hanno preceduto e seguito la scoperta della struttura del DNA nel 1953.
Il primo articolo commentato da Lenski è del 1943 e coinvolge anche un "genio italico" che ha trovato fortuna in un paese che allora poteva permettersi di investire nella ricerca: Luria, S. E., and Delbrück, M.  1943.  Mutations of bacteria from virus sensitivity to virus resistance.  Genetics 28, 491–511.
Come gli evoluzionisti sanno, l'articolo spazzò via l'eredità lamarckiana dalla microbiologia, aprendo la strada ad un'accelerazione incredibile della ricerca in biologia molecolare: dimostrarono che le mutazioni che rendevano i batteri resistenti ai virus non erano stimolate dai virus ma comparivano prima del contatto con i virus.

·        Sempre oggi L.Moran nel suo blog riferisce ("Core Misconcept: Epigenetics") della conclusione di un grave scivolone compiuto su e da PNAS in febbraio, quando una giornalista scientifica pubblicò un articolo ("Epigenetics") contenenti gravi imprecisioni, che hanno poi costretto a pubblicare una precisazione di Mark Ptashne in un successivo numero di PNAS ("Epigenetics: Core Misconcept"): "over the past 50 years a compelling answer has emerged from studies in a wide array of organisms. Curiously, the article ignores this body of knowledge, and substitutes for it misguided musings presented as facts")..
Il post si conclude con un commento quasi nostalgico di L.Moran, che in realtà è seriamente preoccupato delle carenze (forse obbligate dall’esplosione delle conoscenze biologiche...) nella formazione dei giovani biologi: "There was a time when every molecular biology student knew how gene expression was controlled.
They knew about the pioneering work in bacteria and 'phage and the exquisite details that were worked out in the '60s, '70s, and '80s. That information has been lost in recent generations".
Questi giovani vengono quindi invitati a leggere il libro di M.Ptashne "
Genetic Switch: Phage Lambda Revisited".

·        Sempre oggi e sempre L.Moran racconta ("What Happens When a Creationist Argument Is Refuted?") come si è conclusa la storia di un post ("A Simple Proposed Model For Function of the Human Vitamin C GULO Pseudogene") su Evolution News & Views scritto dal [neo]creazionista Jonathan McLatchie del Discovery Institute. Avendo lui voluto dimostrare che il "DNA non codificante" non esiste (nemmeno se è evidente la frammentazione dell'informazione genetica contenuta in quello che nell’uomo è uno pseudogene, un residuo di un gene che invece in altre specie è presente).
La conclusione è che nel post [neo]creazionista con grande onestà è stata aggiunta la frase "Please see the article available
at this link for an important correction and revision to the argument entertained here". Si scopre quindi che è vero che lo pseudogene non codifica e quindi non si può dire che "some data suggest that vitamin C may in fact be produced endogenously in utero".  L’evoluzione con specie precedenti quindi c’è stata; purtroppo in questo caso si è perso un gene con ruolo che avrebbe potuto permettere di risparmiare qualcosa in farmacia o dal fruttivendolo. Anche i [neo]creazionisti si adeguano e concordano.

 

28/8/13-USA

·        Un sito web USA (http://climatenamechange.org/) raccoglie, con l’appoggio della compagnia pubblicitaria Barton F. Graf 9000 (ma perché linkano video di simpatiche scimmiette nella loro homepage?) le firme per una petizione rivolta alla WMO (World Metereological Organization) e promossa da 350 ACTION.
Si propone di smettere di dare nomi magari femminili ai tornado e alle tempeste tropicali che colpiscono gli USA con sempre maggiore frequenza.
Secondo i proponenti sarebbe molto meglio associare a questi eventi disastrosi i nomi di politici USA che si comportano come “
deniers & obstructionists” rispetto alle azioni necessarie per gestire meglio i cambiamenti climatici. Twitter.
Mancano ancora solo circa 8000 delle 50000 firme che il gruppo che gestisce il sito
350.org si era proposto come obiettivo per fine novembre.
Fra i
gruppi amici e partner di 350.org ci sono anche gruppi internazionali come Greenpeace, Rainforest Action Network, Friends of the Earth, il Sierra Club e perfino il World Council of Churches e Interfaith Power & Light.

 

27/8/13-UK

·        Un articolo su Nature ("African genes tracked back") invita a leggere i risultati di una ricerca ("Ancient west Eurasian ancestry in southern and eastern Africa") che evidenzierebbe il ritorno in Africa meridionale (1000 anni fa dopo essere arrivate prima, circa 3000 anni fa, in Africa orientale) di popolazioni di Homo sapiens originarie dell'Africa).
Un post di John Hawks "
The genetic complexity of recent migration into southern Africa" può essere di aiuto per capire l'articolo.

 

27/8/13-USA

·        Sul blog Panda’s Thumb un famoso biologo evoluzionista ormai 70enne, Joe Felsenstein (allievo di Richard Lewontin), a quei tempi liberale e impegnato nell’eliminare il razzismo e la segregazione razziale  dagli USA, ci fa partecipi dei suoi ricordi di una giornata memorabile di 50 anni fa (“The March Remembered”): il discorso di Martin Luther King “I have a dream” alla “March on Washington for jobs & Freedom”.
Questo commento di un insegnante è il migliore: “You were part of a social revolution that changed our country for the better. My classroom this morning was filled with black, white, Hispanic, Asian, and mixed race students. All sitting and laughing together. Hopefully all learning about science together”.
In un altro commento si sottolinea come l’evoluzione culturale ci sia stata, ma quella biologica non sia di aiuto nemmeno oggi in quel caldo parco di Washington, che richiede sempre un presidio di pronto soccorso: “Evidently we can make progress eliminating racism, but learning to stay properly hydrated is beyond us as a species”.
Anche
Google si è ricordato della giornata e aiuta a prendere coscienza di come gli Stati Uniti siano cambiati in 50 anni, avendo ridotto anche se non eliminato uno dei maggiori vincoli culturali, il razzismo, che ne frenava lo sviluppo economico e culturale.
Fra qualche anno capiremo invece come la
Cina sia cambiata in 30 anni, dopo una rivoluzione culturale che ha tolto ben più vincoli e freni che la legavano al passato, impedendo quella sconcertante accelerazione dello sviluppo che la caratterizza da un paio di decenni (e che negli USA evoca presagi di tempesta e sfide planetarie).

 

27/8/13-ID

·        Sarebbe assurdo e preoccupante che qualcuno guardandolo evocasse un termine davvero improprio come “anello mancante”, ma è comunque curioso e interessante un nuovo video, realizzato presso Ternate, in Indonesia, che mostra l’andatura quadrupede osservata in una specie di squalo recentemente identificata.
Da un vicino ufficio postale un po’ di tempo fa Alfred Wallace ebbe l’idea, di cui non si pentì, di mandare nel panico Charles Darwin informandolo di alcune importanti riflessioni sollecitate dall’osservazione attenta della biodiversità presente in quegli arcipelaghi al confine fra Asia e Australia.
Il video si può vedere
qui su Vimeo (sito con molti altri video naturalistici, ovviamente), meglio se con l’aiuto che fornisce l’evoluzionista J.Coyne nel suo blog WhyEvolutionIsTrue (“Bamboo shark walks the walk”) a riflettere sulle connessioni fra le modalità di spostamento sul terreno di squali, coccodrilli e quadrupedi terresti.
Se poi qualcuno non si accontentasse e volesse farsi un’idea diretta di come sia possibile che ci siano località in cui la biodiversità già 150 anni fa “costringeva” i naturalisti curiosi ad avere idee geniali,
qui trova l’indirizzo. Le fotografie ovviamente non sono mai sufficienti, né a descrivere il carattere di una persona che non si conosce, né a identificare le interazioni fra i milioni di organismi che vivono in una foresta o in una baia tropicale … ma possono aiutare a capire meglio il mondo, se si è trattenuti da impegni o vincoli in aree in cui già dai tempi dei Neandertaliani non ci si preoccupa troppo della biodiversità.
L’interesse la biodiversità tropicale dovrebbe essere maggiore per chi avesse qualche strano motivo per dubitare che Wallace – anche lui?- abbia sbagliato.
E’ devvero sconcertante, e immagino che C.Darwin sarebbe davvero invidioso, e poco soddisfatto di fare il parafulmine per tutti e due … ma si può verificare che nel web si trova una sola volta la frase "
alfred russel wallace was wrong" … (e il disinteresse coinvolge anche l’Italia); questo per dimostrare come i critici di Darwin dimentichino il rilevante ruolo del coscopritore dell’evoluzione per selezione naturale.
E' quindi assolutamente evidente che quello che i cosiddetti antidarwinisti non sopportano non sono le ipotesi di Darwin e Wallace che permisero di eliminare definitivamente alcune ipotesi indimostrate da Lamarck.
Cercano di lasciare senza ipotesi esplicative proprio l'evoluzione biologica, per cui rimarrebbero in piedi, è evidente, solo le precedenti inaccettabili ricostruzioni mitologiche. Ecco quindi che si capisce come la discussione sull'evoluzione (scientifica, come no...) richieda la consulenza  di esperti ... biblisti.  

 

26/8/13-USA

·        Interessante un articolo pubblicato sull’ultimo numero di PNAS. Il primo, realizzato da un gruppo di ricerca coordinato da italiani (Pavia e Perugia), riguarda una nuova interpretazione, utilizzando sequenze complete di DNA mitocondriale di popolazioni nordamericane, delle diverse fasi migratorie che hanno caratterizzato il recente popolamento del continente americano da parte dell’Homo sapiens: “Reconciling migration models to the Americas with the variation of North American native mitogenomes”.  E’ stato l’ultimo continente scoperto, ed è stato via via popolato completamente a partire dallo stretto di Bering, raggiunto per la prima volta da popolazioni asiatiche solo meno di 20000 anni fa, alla fine dell’ultima glaciazione. L’articolo fa sospettare che anche l’ipotesi delle tre migrazioni (che corrisponderebbero alle popolazioni Amerindiane, Na-Dene, e Eskimo–Aleutine) risulterebbe insufficiente a spiegare tutta la variabilità identificata soprattutto nel Nordamerica.

·        Nel blog SLA si racconta che in Texas sta ricominciando la “Textbook Battle”. Una legge del 2011 ha cambiato le modalità di selezione dei testi, che non saranno più scelti definitivamente dalla comissione nazionale, ma comunque si sa che le scelte dello stato che ordina il maggior numero di libri di testo condizionano poi le scelte anche per gli altri stati. E queste scelte di solito valgono poi per una decina di anni, per cui i [neo]creazionisti si impegnano parecchio, come si vede da una discussione sul film “The revisionaries”; è un po’ noioso ma fa capire a che punto di masochismo culturale è arrivato il creazionismo biblico USA; racconta la storia della precedente commissione, diretta dal dentista Don McLeroy. Qui il giudizio, negativo, del Discovery Institute.

 

25/8/13-USA

·        L’NCSE (National Center for Science Education) ha attivato qualche giorno fa un blog dedicato alla promozione della scienza, il "Science League of America" blog.
Il sito del blog è
qui, e riprende il nome di un’iniziativa “proto-NCSE” attivata negli anni ’20 negli USA da Maynard Shipley, autore di “The War on Modern Science: A Short History of the Fundamentalist Attacks on Evolution and Modernism” (1927) e “The Origin of Life and Darwin was Right” (1935).

·        A proposito di blog che si occupano di evoluzione, a qualcuno potrebbe interessare il blog “Confessions Of A (former) Young Earth Creationist”; l’autore ha fatto recentemente la conoscenza con J.Coyne, curioso di capire da Matthew, che ha vissuto queste incompatibilità, perché e quanto i fatti e le spiegazioni naturalistiche infastidiscano profondamente i creazionisti biblici, tuttora costretti a credere a eventi geologici e biologici non molto più assurdi della terra piatta. In un momento in cui anche in Italia si creano interazioni irrazionali fra creazionisti addirittura eterogenei, questo blog può aiutare a capire come la situazione non sia disperata e la ragione possa un giorno riuscire a manifestarsi, separando almeno i diversi kind di creazionisti.
Il fatto di trovare in ES addirittura un biblista esperto di Noè, arca e diluvio corrisponde a questa osservazione di Matthew a Jerry Coyne: “More than once on your blog you have stated that the Christian story needs the first chapters of Genesis.
This was my conclusion too. I tried hard to reconcile the rest of the Bible with the fact that the garden of Eden is a myth, along with the flood, the Tower of Babel and the exodus from Egypt. I could not do it. It was really that simple—you take those away and the whole shebang collapses”.

 

24/8/13-USA

·        E' davvero coinvolgente un sito web interattivo ("The Serengeti Lion") creato dal National Geographic.
Pur rimanendo sprofondati magari in una comoda poltrona, ci si trova a vivere per una mezz'oretta in un angolo della savana africana, a pochi centimetri di distanza da un gruppo di leoni intenti a sopravvivere.
E tutto ciò senza il rischio di prendersi un qualche parassita tropicale o di contribuire alla sopravvivenza di queste belve carnivore (senza la possibilità di vedersi riconoscere nè un coefficiente di invalidità né un'indennità di accompagnamento).
Che il sito meriti un click - e magari anche un'altro click per informarsi in un'agenzia di viaggi - lo suggerisce J.Coyne nel suo blog ("
Serengeti lions: the best animal video-and-photo site of the year") con un titolo accattivante.

 

23/8/13-USA

·        Sono sempre molto stimolanti i post nel blog di Carl Zimmer (The Loom), che sa come destare e mantenere l'attenzione del lettore con i suoi post su temi appassionanti e stimolanti soprattutto per la curiosità dei giovani.
Un'ottima scelta ed è molto utile anche per gli insegnanti, che possono trarne spunto per far capire la creatività spontanea del processo vitale in cui siamo inseriti anche noi.
Il post di oggi ("And the Genomes Keep Shrinking…") tocca il dato biologico intrigante delle dimensioni del genoma (non dimentichiamo il test della cipolla proposto da Ryan Gregory) che rimane ancora in parte da chiarire in tutti i suoi aspetti, come le dimensioni minime del genoma di una specie.
Come sappiamo c'è la certezza che ci siano dei paradossi ancora da chiarire sulle dimensioni del genoma, a cominciare dall'esistenza certa di una grande quantità di DNA che non è destinata a produrre né proteine (nel caso dell'uomo è
circa il 2% il DNA che contiene sequenze utili per costruire le circa 20000 proteine che ci servono) né RNA.
Oggi Carl Zimmer informa sui record, che si abbassano continuamente, delle dimensioni minime del genoma. Dopo un recente record (La
Tremblaya con 139000 coppie di basi e pure la collaborazione di un endosimbionte, la Moranella endobia), oggi si trova un'altra specie con una quantità ancora minore di DNA (le 112000 paia di basi per 119 geni della Nasuia deltocephalinicola). Che bestie sono? Sono batteri parassiti, endosimbionti di cocciniglie, insetti che vivono sulle piante. Il lungo post cerca di far capire il motivo per cui questi parassiti si accontentano di pochi geni. Siete curiosi? Approfondite, tenendo presente che l'Escherichia coli, un batterio che entra e esce tutti i giorni dal nostro intestino, dove è di casa, ha 4100 geni nel suo DNA. I ricercatori riescono a fare esperimenti invasivi sul DNA dei poveri E.coli, e hanno scoperto che solo 302 di questi geni sono assolutamente indispensabili.
Suggerisco anche di andare a vedere l'idea realizzata da un museo per far capire come non sia facile per nessuno manifestare le sue idee sulla biologia; soprattutto se non l'ha studiata ma anche se non ha provato ad utilizzare quel che ha studiato per fare ricerca.
Chiunque, ma soprattutto un biblista, imparerebbe qualcosa di utile  sulla biologia ammirando il libro esposto nella mostra realizzata dai ricercatori di Leicester e presentata - video compreso - in questo articolo della BBC: "
Leicester scientists print human genome in 130 books".
La visione dei 130 volumi stampati mostrati a Leicester  non ha sicuramente un effetto “rilassante” (ci vorrebbero 95 anni per leggere i 3 e rotti miliardi di basi di ogni genoma umano, ad una base al secondo) su chi volesse esprimersi ad esempio sull'esistenza e il ruolo del “non coding DNA” o sull'esistenza e il ruolo delle circa 100 nuove
mutazioni che si aggiungono (rispetto al genoma dei propri genitori, 70 mutazioni rispetto al DNA paterno e circa 30 mutazioni rispetto a quello materno) in ogni essere umano che nasce. Alcuni [neo]creazionisti scettici non lo sanno, e spero non si facciano problemi quando sapranno la verità; non è affatto vero che “La norma è la fedele riproduzione del codice genetico della generazione parentale”.
I
creazionisti biblici USA dell’ICR, più numerosi e attenti ma soprattutto ben finanziati (con 13 milioni di $ è più facile fare tutto meglio, anche il [neo]creazionista…), un anno fa si sono almeno accorti di questa review (“Genetics: The rate of human mutation”) fatta su Nature da A.Kondrashov; si sono quindi arrampicati subito sui vetri e hanno spiegato perché questo nuovo dato non poteva che confermare (scientificamente?) la vecchia idea che Adamo ed Eva fossero vissuti 6000 anni fa.
Anche negli USA i soldi sono molto utili; servono a far credere che, anche se esistono mutazioni dove non ci piacerebbe, il risultato comunque non cambia; non si capisce perché per altri [neo]creazionisti anche 4.5 miliardi di anni non bastino. Gia il prof.De Mattei sapeva che poche migliaia di anni
fossero sufficienti per la vita;  non si fidava infatti a lasciare troppo tempo alla natura. Non voleva che imparasse ad evolvere.

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22/8/13_USA

·        Un post su un blog di Scientific American ("Does My BMI Make Me Look Fat?") invita chi tiene spesso sotto controllo la propria circonferenza addominale a gettare un occhio sull'ultimo numero di Nature ("The Health Risk of Obesity—Better Metrics Imperative").
Nell'articolo si manifesta il dubbio che si affronti con approcci  inefficaci o imprecisi uno dei peggiori rischi sanitari che oggi minacci l'umanità - ma soprattutto il mondo occidentale, che rischia di essere "frenato" nella competizione globale. E questo non solo perché non coltiva più i migliori cervelli del mondo o perché tende a fornire troppe piacevoli distrazioni ai propri giovani invece di stimolarli ad una vita faticosa.
L'articolo propone il sospetto che il Body Mass Index (BMI=
Indice di Massa Corporea), un facile strumento di stima dell'obesità che deriva dall'eccesso di tessuto adiposo, non sia più sufficiente in una fase in cui l'obesità, già anche quella giovanile, tende da tempo ad aumentare in alcune aree geografiche, a partire dagli USA. Secondo l'articolo il BMI tenderebbe ad essere non adeguato a indicare il rischio di un maggiore o minore rischio di conseguenze patologiche o mortali in i soggetti con indice compresi fra 25 e 30, i valori che delimitano l'area di sovrappeso.
Negli ultimi decenni soprattutto negli USA c'è stato un notevole aumento del valore medio del BMI, con tantissimi soggetti in sovrappeso, oltre che con una percentuale di obesi molto più alta che negli altri paesi "occidentali". Sarebbe importante verificare se queste recenti preoccupazioni sul significato del BMI magari siano specifiche solo della situazione USA.  
Gli autori dell'articolo propongono di sostituire questo indicatore con uno migliore, o di integrarlo almeno con la circonferenza della vita, ritenendo che un semplice rapporto fra il peso e la statura abbia una relazione non lineare con la mortalità. Propongono di usare magari indicatori più complessi, capaci di considerare anche fattori che tendono a essere efficaci nel ridurre la mortalità, come l'attività fisica, che è utile se presente.

 

22/8/13-UK

·        Interesserà certamente qualsiasi evoluzionista, anche scientifico, che si occupi dei voglia far sapere quel che gli passa per la testa sui risvolti oncologici delle mutazioni genetiche e in particolare sui danni che farebbe chi studia e cerca le mutazioni invece di fare prevenzione. ... un articolo comparso oggi su Nature ("Signatures of mutational processes in human cancer").
Vi si dimostra il contrario, cioè il ruolo fondamentale delle mutazioni nello sviluppo (e magari anche nel controllo) dei processi tumorali: "All cancers are caused by somatic mutations; however, understanding of the biological processes generating these mutations is limited.
The catalogue of somatic mutations from a cancer genome bears the signatures of the mutational processes that have been operative. Here we analysed 4,938,362 mutations from 7,042 cancers and extracted more than 20 distinct mutational signatures".

 

21/8/13-USA

·        Sembra di intravedere la possibilità di difendersi dal virus Ebola, che attacca anche l’uomo e che ha una mortalità molto elevata; per fortuna sembra presente solo in Africa e si sa che è presente anche in primati come i Gorilla, molti gruppi dei quali sono stati sterminati qualche anno fa nella Repubblica Centrafricana. In una rivista sanitaria USA, Shots, si legge la buona notizia (“Ebola Treatment Works In Monkeys, Even After Symptoms Appear”) che un cocktail di anticorpi ha bloccato il virus in un gruppo di macache a cui il virus era stato iniettato sperimentalmente. Purtroppo la bottiglia non è nemmeno mezza piena, in quanto il 60% delle macache non è comunque sopravvissuta al virus. Certo il risultato è positivo rispetto ai valori di mortalità vicini al 100%.

·        Un fisico USA, Adam Frank, guarda con notevole perplessità (in un editoriale sul New York Times: "Welcome to the Age of Denial") le scarse variazioni mostrate - nei 30 anni della sua carriera universitaria - da un paio di indicatori, forse un po' viziati dalla ben nota interferenza con le diverse religioni protestanti nel suo paese.
Una è la percentuale di creazionisti "biblici" (che credono cioè che la vita sulla terra sia iniziata meno di 10000 anni fa e l'uomo non derivi da forme di vita precedenti), valutata sulla base della domanda (certo poco chiara, ma almeno da anni è sempre la stessa) del sondaggio Gallup: sostanzialmente stabile passando da 44% a 46%.
L'altra è la percentuale di chi pensa che il "cambiamento climatico" sia un problema di cui preoccuparsi (erano il 63% nel 1989 e sono ora il 58%). A.Frank oggi si rende conto che, nonostante la scienza abbia mantenuto - almeno per lui - le promesse che faceva negli anni '80, che lui ha accompagnato i suoi studenti in una società che è ambivalente, se non scettica, di fronte alla possibilità che la scienza sia capace di aiutare a costruire un mondo migliore, un mondo in cui ci sia la possibilità per tutti di realizzare i propri sogni.
Certo non si aspettava potesse diventare accettabile che i ricercatori, come avviene negli USA, siano minacciati e umiliati, o dove sia possibile che
i politici impediscano - per legge - ai tecnici di utilizzare per le previsioni dati ambientali sgraditi.
Secondo Michael Mann, un climatologo che ha vissuto sulla sua pelle anche reazioni irrazionali verso chi prevede situazioni  ambientali nuove e dalle conseguenze imprevedibili, siamo di fronte ad una
scientizzazione della politica.
L'articolo suscita problemi vari e complessi, tanto è vero che i commenti si avvicinano al migliaio già in un paio di giorni.
C'è anche chi, come l'evoluzionista J.Coyne, che dubita dei reali motivi dell'editoriale, e si preoccupa delle conseguenze che potrà avere l'allarme di Adam Frank: "
A heartening pro-science article? Not really".     
Ci sono prevedibili problemi dall'interazione fra fatti e storie che coinvolgono persone diversamente competenti che si occupano con di fenomeni (come il clima e l'evoluzione) che si estendono ben al di là del normale periodo a cui ognuno di noi si riferisce e di cui si preoccupa, nel passato e nel futuro: la durata della propria relativamente brevissima esistenza.
Non ci si deve quindi meravigliare se è problematico il dialogo fra gli esperti del passato (evoluzionisti), gli esperti del futuro (climatologi) e i normali cittadini, ma in particolare i politici, che normalmente hanno interessi e preoccupazioni (e magari purtroppo anche speranza di arricchimento) che difficilmente (a parte alcuni recordman) si estendono oltre i 5 anni di durata media di una legislatura.
L'aspetto più curioso è che oggi è estremamente facile trovare qualcuno che crede in verità religiose indimostrabili che si estendono ben oltre la durata della propria vita e si prede in diritto di  criticare e contestare chi, su basi scientifiche, si occupa di studiare  fatti del passato e di progettare scenari per il futuro. 
Non c'è competizione possibile fra proposte alternative che si basano su metodi a diverso tasso di razionalità, ma sembra che proprio non si accetti che altri si pongano comunque in concorrenza, occupandosi di situazioni che, come avviene normalmente in campo religioso, "
non potranno essere confermate o smentite nel corso della loro vita".
Il fatto che negli integralisti religiosi si incontri talvolta chi si illude di poter insegnare agli esperti quel che han letto su un passato che non hanno vissuto e un futuro che non vivranno li porta a cercare e provocare evoluzionisti, paleontologi e climatologi che mai immaginerebbero di trovare biblisti interessati a discutere (ma de che?) con loro; ci sono anche armchair (o website) scientists che vorrebbero farsi notare nel mondo cattolico illudendosi di contestare - e di ricevere magari delle risposte a dubbi non verificati sperimentalmente - da evoluzionisti premi Nobel che sono presenti oggi nell'organo di consulenza di cui da secoli dispone il Vaticano per le questioni scientifiche,
l'Accademia Pontificia delle Scienze. Diciamo che oggi non è il momento migliore, con Werner Arber, Nobel e evoluzionista da poco nominato alla presidenza della PAS.      

 

20/8/13-USA

·        Alcuni siti web (come questo di Health Central) ci ricordano che oggi si festeggia l'anniversario della pubblicazione nel 1858 di un articolo di A.Wallace sul Journal of the Proceedings of the Linnean Society of London. Esponeva le sue idee sulla scoperta di un meccanismo evolutivo che si rivelò più dimostrabile, verificabile e utile di quello proposto da Lamarck giusto 50 anni prima.
Se Lamarck fece capire al mondo che l'evoluzione biologica era già allora un fatto ormai non più contestabile (e chi critica l'attuale teoria dell'evoluzione dimentica sempre che non può non precisare se si voglia rivalutare le idee di Lamarck o quale precedente creazionismo), Wallace dimostrò - e dimostra tuttora - che se Charles Darwin non avesse proposto una soluzione per la quale negli anni precedenti aveva già trovato decine di conferme, anche lui era comunque già pronto a proporre lo stesso meccanismo evolutivo; per cercare conferme anche fuori dall'Indonesia ci avrebbe pensato in futuro, ma sapeva che era importantissimo pubblicare subito un'idea così rivoluzionaria.
Non avendo alcuna preoccupazione di confessare peccati o omicidi, né di perdere l'affetto della moglie, A.Wallace voleva assolutamente pubblicare l'articolo appena possibile.
[Un recentissimo libro di van Wyhe ("
Dispelling the Darkness: Voyage in the Malay Archipelago and the Discovery of Evolution by Wallace and Darwin") chiarisce, grazie anche a nuovi documenti, che possiamo sempre attribuire a Darwin i maggiori meriti per la scoperta. Peccato che questo gli attiri tuttora ostilità e critiche da chi si dimentica poi di spiegare quale ruolo si voglia attribuire non solo a  Lamarck, ma soprattutto a A.Wallace, che almeno oggi è ugualmente responsabile/ colpevole di quanto scritto nei due articoli pubblicati il 20/8/1858.

 

20/8/13-UK

·        La selezione naurale e i rapporti fra Darwin e Wallace
Nel blog di Jerry Coyne si inserisce un post (“
Guest post: Darwin and Wallace at Burlington House”) di Greg Mayer che, in occasione dell’anniversario della pubblicazione (il 20/8/1858) dell’articolo congiunto di Darwin e Wallace sulle clamorose novità comunicate (da altri, essendo ambedue assenti) nella riunione del 1’ luglio alla Linnean Society.
Come si sa, nessuno si accorse di queste clamorose novità fino alla pubblicazione del più approfondito lavoro di Darwin nel 1859, tanto è vero che nohn si trovò nulla degno di menzione quando si fece una  sintesi delle notizie presentate nel 1858 alla Linnean Society…

·        Un articolo di Nature ("Half of 2011 papers now free to read") dimostra come si possa sperare di contrastare le gravi carenze che mostra quotidianamente la stampa quotidiana quando cerca di trasmettere l'informazione scientifica che circola nelle riviste scientifiche serie e nei congressi.
Sembra infatti che l'accesso libero agli articoli scientifici delle riviste serie e certificate sia molto maggiore di quanto previsto sulla base degli impegni presi dalle case editrici specializzate.
L'articolo dimostra come oggi si riesca a leggere, anche grazie all'efficienza di Google e alla difficoltà di impedire il salvataggio di copie degli articoli in spazi web aperti a tutti, la percentuale di accessibilità degli articoli del 2011 non è l'atteso 30% ma ben il 50%. A questo punto il fattore limitante rimane la conoscenza della lingua inglese ma soprattutto una formazione scientifica di base che permetta di capire correttamente ciò che si legge. Siamo nelle mani degli insegnanti di scienze, di chi ne cura la formazione e di chi controlla che i programmi previsti siano rispettati da insegnanti ben formati e motivati a svolgere uno dei lavori più difficili e faticosi se non fatti con passione ed entusiasmo: la cura della delle menti infantili.

 

20/8/13-WORLD

·        Non è facile capire realmente quanto ogni persona, famiglia, città, nazione consumi delle risorse del pianeta.
Per anni si è cercato di studiare e proporre un indicatore su base geografica che permettesse di rendersi immediatamente conto del peso relativo personale e collettivo nel consumo globale delle risorse; anche perché è evidente come queste siano limitate, essendo solo quelle disponibili sul pianeta, l'unico che abbiamo.
Da qualche anno, cambiando parametri e soprattutto integrando la geografia con la cronologia, si è riusciti a proporre, e
Andrew Simms della New Economics Foundation (NEF) ne fu l'ideatore, un indicatore che è riuscito a farsi capire meglio da tutti e che si presta a campagne informative e ad iniziative di autovalutazione gestite non solo da associazioni ambientaliste e che riescono a coinvolgere e mobilitare le famiglie e le comunità (e in Italia perfino le parrocchie).
L'indicatore a livello planetario è l'Earth overshoot day, ossia il giorno dell'anno i cui si consumano completamente le risorse di cui  la nostra specie dispone per sopravvivere tutto l'anno. Avendo una stretta affinità con i conti che ognuno, e sempre con maggiore preoccupazione, già fa per sopravvivere con lo stipendio mensile, l'indicatore ha avuto un successo maggiore di altri, permettendo di capire se qualcuno consuma anche le risorse (alimentari, energetiche, ecc.) altrui.
La cura a livello mondiale di questo indicatore se l'è presa il
Global footprint network, che oggi annuncia che siamo già arrivati all'Earth overshoot day per il 2013 (è il 20/8).
Ovviamente la notizia arriva insieme al dato che inserisce questa giornata in un trend, per cui il GFN ci fa sapere se la situazione sta migliorando o peggiorando rispetto agli anni precedenti - nel 1961 il mondo consumava solo 2/3 delle risorse disponibili, per cui qualcosa di grave è avvenuto solo successivamente. E' possibile anche un
confronto fra l'EOD dei diversi paesi, con le loro diverse responsabilità nella distruzione delle risorse, preesistenti e quindi collettive e a disposizione, salvo furti o colonizzazioni, per ogni bambino che viene al mondo).
Come sintetizza anche un articolo del Fatto Quotidiano ("
Earth overshoot day, oggi il mondo ha consumato tutte le risorse del 2013") non ci sono buone notizie per chi deve nascere in questi giorni, per cui sarebbe giustificabile anche il tentativo di dilazionare l'evento, anche se sarebbe meno giustificata la preoccupazione (almeno a livello personale) per chi nasce in un paese occidentale: "noi italiani consumiamo risorse ecologiche pari a 4 volte le capacità del territorio su cui viviamo; la Svizzera 4 volte e mezzo; il Qatar 6 volte; il Giappone 7. Oltre l’80% della popolazione mondiale vive in nazioni che utilizzano più di quanto i loro ecosistemi possano produrre in modo rinnovabile".
Il GFN ci aiuta a monitorare la situazione con i
National Footprint Accounts (NFAs), l' Ecological Footprint Atlas 2010 o The 2010 Data Tables. A livello italiano il problema è seguito dalla Rete Civica.
Per calcolare la propria impronta ecologica personale, si può consultare il sito http://www.footprintnetwork.org/calculator. Qui invece c'è un PDF che aiuta a quantificare il ruolo rilevante dei mezzi di trasporto sull'impronta ecologica e quindi anche sull'impronta "economica" individuale e collettivo.

 

18/8/13-USA

·        E' stato completato il fascicolo di agosto della rivista Evolution: Education and Outreach, e gli articoli sono tutti scaricabili gratuitamente dalla pagina web della rivista.
Oltre all'articolo di A.Minelli sulla persistenza di termini desueti e superati sull'evoluzione, come la scala della natura che si agganciava alla "grande catena dell'essere", anche in articoli su riviste scientifiche ("
The great chain of being is still here") ci sono altri articoli, uno sui problemi di lessico che tardano e ridursi anche fra i docenti ("It’s just a theory”: trainee science teachers’ misunderstandings of key scientific terminology").

 

17/8/13-USA

·        E' un articolo davvero stimolante e intrigante, soprattutto per chi non crede che ci sia evoluzione quando entrano in gioco meccanismi evolutivi che portino alla perdita di qualcosa che prima c'era...
Per gli evoluzionisti invece non è una novità: anche quando c'è la perdita di qualche struttura (oltre che un cambiamento di frequenza negli alleli di un gene) si può e si deve parlare di evoluzione.
E hanno avuto ragione.

Chi lo sapeva che nell'uomo mancasse un osso che c'è i tutti i primati?
Ovviamente non sappiamo bene in quale fase dell'evoluzione umana c'è stata la perdita di un osso che troviamo anche nelle scimmie antropomorfe.
No, non è l'osso che è servito per
creare Eva, anche se a qualcuno è venuto il dubbio; è un osso, molto piccolo soprattutto nelle specie a noi più vicine (scimpanzé), che è di aiuto quando, come nelle specie poligame come molti dei primati, c'è poco tempo da dedicare all'attività riproduttiva prima che arrivi il maschio dominante.
Chi ammette che c'è stata evoluzione anche nel passaggio verso l'uomo, successivamente all'antenato comune con lo scimpanzé, può convincersi che c'è evoluzione anche se in questo passaggio si perde addirittura un osso; leggendo un post di Carl Zimmer - ancora lui - sul suo blog The Loom:"
A Most Interesting Bone".
Per far cambiare idea sull'evoluzione "con perdita di qualcosa", che caratterizza i [neo]creazionisti USA, può analizzare questa tabella sui
bacula nei primati, recuperata nel Primate Portal 

 

16/8/13-USA

·        Un articolo pubblicato su PNAS riguarda un novità sulla fase evolutiva che vede in Europa la progressiva sostituzione dei Neandertaliani da parte dell’Homo sapiens di origine africana, che, giunto dall’oriente (Romania, Bulgaria probabilmente) circa 40000 anni fa, in 10/15000 anni confina progressivamente gli ultimi neandertaliani, che poi si estingueranno, all’estremità della penisola iberica.
L’articolo (“
Neandertals made the first specialized bone tools in Europe”) assocerebbe ai neandertaliani alcune tipologie di oggetti in osso che si riteneva potessero essere stati introdotti e quindi prodotti solo dal successivo sapiens.

·        In un post dal titolo "Experimental Evolution And The False Solace of “They’re Still Bacteria" Carl Zimmer nel suo blog The Loom cerca di far capire che le ricerche effettuate negli ultimi decenni permettono di studiare anche i meccanismi evolutivi che si svolgono sotto i nostri occhi in tempi ragionevoli (le ricerche di evoluzione sperimentale), come hanno ad esempio dimostrato nei noti esempi sull'evoluzione dei batteri (Richard Lenski, Paul Turner e Werner Arber) o dei fringuelli di Darwin (Peter e RoseMary Grant).
Nel testo dell'articolo Zimmer cita alcune comuni reazioni da twitter (“What NEW traits were created?
Getting an extra finger, etc..are mutations of existing genes”, “So the bacteria......remained a bacteria”, “That's not biological evolution, but rather pattern formation: Dogs' offsprings' color change, right?)”. Sono reazioni che compaiono quando i ricercatori  parlano di evoluzione, quando dimostrano l’evoluzione; vengono sollevati negli USA da [neo]creazionisti che evidentemente oggi non vogliono ammettere più nemmeno la microevoluzione, magari usando strumentalmente i basic types di S.Scherer, smentiti dalle prove biochimiche dell’antenato comune, dimostrate successivamente al 1993.
Da qui la necessità di dimostrare di aderire alla nuova tendenza dei [neo]creazionisti USA di negarla, cercando di far credere che non c'è evoluzione senza nuove caratteristiche fenotipiche o perfino quando ci sarebbero delezioni o perdita di caratteri. L'obiettivo recente è quello di negare che si abbiano prove della  microevoluzione, sostenendo che oggettivamente, nonostante il nome, "questa non sia evoluzione", pur sapendo che non è una dimostrazione di serietà negare l’evidenza con questi capricci o perfino modificando il dizionario.

 

15/8/13-UK

·        E uscito il fascicolo settimanale di Nature; non mancano articoli che riguardano ricerche che si inseriscono nelle problematiche di cui si occupa la biologia evolutiva.
Particolarmente interessante l'articolo "Earliest Evolution of Multituberculate Mammals Revealed by a New Jurassic Fossil" di Science citato qui: "Fossil reveals features of mammal line that outlived dinosaurs".
Il rilancio imponente della ricerca scientifica in Cina ha permesso il ritrovamento del reperto fossile di mammifero datato circa 160 milioni di anni fa, di cui vengono descritte le caratteristiche, a cominciare dalle dimensioni e dalla forma, molto simili a quelle di un attuale roditore.
Non si ricorda solo che i mammiferi, con le loro caratteristiche fenotipiche e riproduttive, convissero con i dinosauri per un periodo ben più lungo di quello in cui hanno dominato tutti gli ambienti del mondo, dopo averli sostituiti circa 65 milioni di anni fa, ma si riesce anche a fornire una descrizione più accurata di queste specie così arcaiche.
Riguarda sempre i mammiferi e l'evoluzione anche l'articolo in cui si descrive non la prima ma l'ultima specie scoperta: "
Cute mammal is first carnivore discovered in Western Hemisphere for 35 years" commenta l'articolo di ZooKeys ("Taxonomic revision of the olingos (Bassaricyon), with description of a new species, the Olinguito") che riporta l'eccezionale scoperta nelle foreste dell'Equador di una nuova specie di carnivoro nel continente americano, un evento che non avveniva da ben 35 anni. Si tratta di una specie di procionide, chiamato olinguito (Bassaricyon neblina); la descrizione fatta del nuovo procione è quella di un incrocio fra un gatto e un orsacchiotto (teddy bear); possiamo immaginare lo sconcerto di chi immaginava possibile attendersi un crocoduck ma non si azzardava a ipotizzare l'incrocio di specie animali con giocattoli.
Più seriamente, il ritrovamento di molti esemplari di olinguito fra i reperti museali avrà un altro effetto interessante: stimolerà lo studio approfondito (ed economico!) dei tesori conservati nei musei, e la verifica del loro genoma con quello delle specie in natura.
Questa è stata la procedura che ha permesso questa scoperta. Dobbiamo però sperare che i tesori sconosciuti conservati nelle foreste tropicali abbiano la pazienza di aspettare che si torni a finanziare la curiosità di un numero sufficiente di giovani naturalisti. [La situazione economica preoccupante di molti musei USA un tempo motori della ricerca naturalistica fa cercare possibili soluzioni economiche... Qui un recente video sulla
situazione economica dell'impressionante Chicago Field Museum]

 

11/8/13-VA

·        Se qualcuno si fosse perso, nel post in data 10/8/13, l'opinione degli scienziati gesuiti su chi non riesce a capire che oggi la scienza è unica e non ha bisogno di controlli inefficaci svolti da incompetenti non qualificati, il link da consultare per capire cosa pensino dell'utilità di "cani da guardia" è la pagina delle Faq dell'Osservatorio Astronomico Vaticano.
Sì, ci sono scienziati vaticani che svolgono ricerche costosissime e sono perfettamente inseriti nelle procedure che controllano la ricerca scientifica internazionale, dato che contribuiscono alle spese per gli osservatori che anche loro usano sulle Ande e sulle Montagne Rocciose,.
In Vaticano in questi mesi si stanno verificando i bilanci.
Vedremo quale sarà la sorte di questo costoso centro di ricerca scientifica, diretto da un gesuita argentino
Josè G.Funes, nominato nel 2006, e la cui attività di ricerca è controllata da scienziati esterni, anche di altre opinioni politiche e religiose-

·        Visto che la trappola per troll ha avuto successo, ho tolto, linkandolo qui per curiosi e storici della pseudoscienza, la parte meno interessante del post del 10/8, quella dedicata solo alla nascita di un gruppo internazionale e interconfessionale di creazionisti e neocreazionisti; si presentano come diversamente evoluzionisti ma soprattutto diversamente scientifici; da dieci anni verificano le ricerche degli evoluzionisti. e inevitabilmente le confutano. A proprie spese, senza finanziamenti e alcuni anche nel  tempo libero (o sarebbe meglio dire "perso").  
Il fatto che il post sia stato commentato
su un sito web creazionista e antievoluzionista da un biblista che partecipa e questo nuovo gruppo che si occuperebbe di "Evoluzione Scientifica" (ES) è sufficiente a chiedersi perchè mai si intenda modificare non solo l'ortofonia, ma anche il significato stesso di fondamentali definizioni scientifiche. 
Non sembrano interessare i fatti scientifici, visto che non vedono nemmeno il dinosauro nella stanza:
convivono infatti creazionisti che non si stupiscono della cronologia biblica di meno di 10000 anni e neocreazionisti che invece sanno che ci si deve adeguare alla cronologia scientifica di 4.5 miliardi di anni ... difficile credere che sia la scienza ad orientare, come dicono, la loro curiosità; la presenza di creazionisti biblici è comunque utile a suggerire la fonte dell'ispirazione).
In effetti
premettono che non sono interessati a verificare i fatti (come la cronologia e la filogenesi, che comunque alcuni - esperti di religione e politica - preferiscono nelle versioni più adeguate alla storia e alle dimensioni dell'arca di Noè); e lo hanno già ripetuto ben due volte in pochi giorni, e pure per bocca di due del "comitato scientifico" che vede e controlla, F.Fratus (il 29/7) e S.Bertolini, che l’1/8 ha scritto un intero post per smentire l’evoluzione ed evocato sia la baraminologia che i creazionisti islamici, stranamente finora assenti nel comitato scientifico di ES).
Ma dobbiano ricordarci che a loro di solito non è richiesto molto impegno: basta "verificare le interpretazioni degli scienziati evoluzionisti e confutarne i risultati"; un gioco da ragazzi, come è evidente dal post dell'1 agosto. Il lavoro è comunque solo all'inizio, e si lavorerà anche domenica: qui c'è un elenco delle pricipali riviste – solo qualche decina - con articoli peer-review, elencati in
Evolutionary Biology. 
Lascio quindi senza inutili distrazioni la parte del post del 10/8 che dimostra come e perché da secoli la chiesa cattolica cerchi il modo migliore per dimostrare che l'origine e lo sviluppo della scienza è merito suo e che quindi "the Church and her Pastors are not opposed to true and solid science", per cui "counteract claims of obscurantism on part of Church".
Senza molto successo per ora; non è sempre molto convincente ma c’è anche un grande impegno dei gruppi [neo]creazionisti nel diffondere l'oscurantismo.

 

10/8/13-VA

·        Un articolo su Repubblica ("La Specola vaticana è come l'Enterprise ci accomuna il cammino della ricerca") ricorda come almeno per un settore della ricerca scientifica il Vaticano e la chiesa cattolica dimostrino da qualche secolo un certo interesse, tanto da accettare senza problemi anche l'enorme impegno finanziario (milioni di euro/dollari) richiesto da qualsiasi ricerca scientifica seria e qualificata, svolta confrontandosi e collaborando con i migliori ricercatori a livello mondiale, con cui si condividono - se si vuol sopravvivere - attrezzature all'avanguardia.
[Sulla confusione e il timore di affrontare altri settori della scienza, è istruttiva invece la lettera di GP2 a
P.George Coyne del 1988, apparentemente non pervenuta ancora all'obiettivo].
L'interesse della chiesa cattolica a fornire un proprio contributo partecipando direttamente all'attività di ricerca scientifica sembra iniziare nel 1578 (con la costruzione della
Torre Gregoriana, affidata ad astronomi e matematici gesuiti); venne poi riconfermato alla fine dell'800, quando Leone XIII nel 1891 decise di costruire per la specola vaticana un Osservatorio astronomico sul colle Vaticano.
Il progresso scientifico richiede di adeguare costantemente gli strumenti di ricerca per mantenere competizione e collaborazioni; dopo un ampliamento del 1910, nel 1935 Pio XI decise di finanziare lo spostamento dell'osservatorio astronomico a Castelgandolfo, per poter mantenere elevata la qualità delle pubblicazioni degli astronomi pontifici.
Negli ultimi decenni il Vaticano, sempre per questo motivo, ha dovuto investire milioni di euro per contribuire al finanziamento di osservatori internazionali nel nord (Mt.Graham) e nel sud America (sulle Ande in Cile/Argentina), e per mantenere un gruppo internazionale di astronomi qualificati (soprattutto gesuiti) che li gestisse.
La
specola vaticana, diretta dal 2006 dal gesuita argentino Josè G.Funes, è stata governata per ben 25 anni dal gesuita P.George Coyne, un grande ammiratore delle geniali e innovative idee di Darwin e quindi anche amico di molti biologi evoluzionisti (si legga la sua intervista a T.Pievani su Micromega 3/2012: "Evoluzione e Contingenza").
Anche P.Coyne, proprio come le migliaia di pastori evangelici del
Clergy Letter Project (progetto apprezzato anche in Italia, coordinato da Michael Zimmermann), non aveva problemi il 12 febbraio a festeggiare il  compleanno di Darwin o a condannare come “episodio tragico” ("Intelligent Design belittles God, Vatican director says", 2006) l’intervento del 2005 del card.Schonborn sul New York Times in favore dell’Intelligent Design, criticato sull'Osservatore Romano anche dall'evoluzionista cattolico F.Facchini, oltre che dal card.Ravasi e dagli organizzatori del convegno vaticano del 2009 (v.conferenza stampa del 16/9/08).

·        Recentemente (il 14 luglio) il papa ha visitato, l'osservatorio vaticano a Castelgandolfo, incontrando convivialmente a pranzo gli astronomi gesuiti che lo gestiscono. Lo riferisce un articolo della Radio Vaticana ("To the edge of the universe: the Vatican Observatory welcomes Pope Francis") e un'altro di Repubblica, riferendo l'interesse del papa per questa struttura ben finanziata e ben inserita in un settore della ricerca scientifica attuale.

·        L'Accademia Pontificia delle Scienze (PAS), è invece l'organo di consulenza che da secoli i papi utilizzano per gestire al meglio i loro rapporti con la scienza e la ricerca scientifica.
Recentemente la PAS ha organizzato convegni scientifici su temi attuali rilevanti anche per il futuro del pianeta, come quelli sull'evoluzione biologica ed umana (
2008, 2009 e 2013) o sulle cause del riscaldamento globale (2010, 2011). Le relazioni, riunite poi in volumi spesso consultabili gratuitamente erano tenute sia da componenti della PAS (che vengono nominati tutti personalmente dai papi) che da altri esperti qualificati per il singolo tema e certificati spesso anche dall'ottenimento di premi Nobel per il loro rilevante contributo alla ricerca e all'evoluzione culturale umana.
E' davvero interessante conoscere e verificare i criteri che da decenni guidano la ricerca nell'unica struttura vaticana che svolge ricerca scientifica: l'Osservatorio Vaticano.
Si può cominciare leggendo un articolo dell'astronomo gesuita
Guy J. Consolmagno che descrive il suo lavoro ("Essendo un'istituzione vaticana noi non dobbiamo competere con altri osservatori concorrenti per ottenere fondi da istituzioni governative", " possiamo lavorare su ciò che troviamo più interessante e non su progetti che ci vengono imposti da eventuali finanziatori. Inoltre possiamo dedicarci a ricerche che possono andare avanti per cinque, dieci o persino quindici anni prima di ottenere risultati") e lo confronta con quello dei colleghi "laici": "La scienza è esattamente la stessa. Ubbidiamo alle stesse leggi scientifiche e pubblichiamo sulle stesse riviste. La differenza è nella motivazione. Noi non lavoriamo per produrre denaro od ottenere prestigio personale. Lavoriamo semplicemente per amore della scienza. E certamente è quello che vorrebbero fare anche tanti altri studiosi, ma è meraviglioso che qui in Vaticano noi possiamo realizzare questo desiderio senza dover affrontare tanti altri problemi".
E' molto utile fare anche una
visita alla pagina web ("
Vatican Observatory FAQs") che riporta le risposte alle domande e alle critiche che arrivano all'unica struttura vaticana che si occupa da tempo della ricerca scientifica di base in un campo che riguarda l'evoluzione dell'universo, di cui conoscono una durata di 4.5 milioni di anni.
Visto che alcuni cattolici si assumono il ruolo di controllori della scienza, la risposta più interessante è quella che viene data alla domanda "
Is one of the roles that the Vatican Observatory plays in astronomy that of verifying what other astronomers are telling the public in order to make sure what they are reporting to the public is actually true?".
La risposta degli astronomi gesuiti sui cani da guardia della scienza è chiarissima: " The watchdog for astronomers is the astronomical community itself, and so by being part of that community the Vatican Observatory astronomers join in that watchdog role. For example, we join in refereeing papers by other astronomers before they are published in the main journals, just as our papers are so refereed; and we write book reviews and critiques along with the rest".
Gli astronomi gesuiti vaticani negano assolutamente alcuna competenza a svolgere il ruolo di controllore - addirittura evocano i cani da guardia - a chi già non svolga attività di ricerca qualificata in un campo disciplinare specifico.
E' quindi evidente come la risposta non si differenzi affatto dai suggerimenti che altri esperti dell'evoluzione biologica avevano già fornito (magari con maggiore garbo di quello usato verso gli aspiranti "watchdog" bacchettati nel sito del Vatican Observatory) ad aspiranti  improvvisati controllori.
Nelle
Faq dell'Osservatorio Vaticano non mancano altre risposte che possono davvero far riflettere chi pensasse sia utile o necessario continuare a mettere in dubbio per motivazioni religiose - senza dimostrare spiegazioni alternative migliori - conoscenze scientifiche ormai consolidate, verificate, migliorate e da tempo acquisite.
Nel sito si ricorda anche che nell'800 si è dovuto creare l'osservatorio vaticano "for an apologetic purpose, in the sense of defending the Catholic Church's positive regard for science", per dimostrare che "the Church and her Pastors are not opposed to true and solid science", e per "counteract claims of obscurantism on part of Church".
Sembra quindi improbabile una prossima visita papale al gruppo di "Evoluzione Scientifica"; se non eventualmente per verificare che questa iniziativa interconfessionale eccessivamente ricca di creazionisti "biblici" non attiri "claims of obscurantism on part of Church". Sconcerta soprattutto che ci siano già stati, in pochi giorni, ben due interventi appassionati in favore della
baraminologia (il termine è di origine ebraica e l'ipotesi fa riferimento diretto agli animali dell'arca di Noè) inventata nel 1993 dal neocreazionista Siegfried Scherer.
Come sappiamo, il Vaticano da decenni ha inserito nella PAS
accademici con idee religiose diverse (o anche assenti ma senza ostilità alla religione) ma professionalmente qualificati a gestire le sue relazioni anche con le scienze biologiche ed evoluzionistiche.
Occorrerebbe evitare che, affidando a ingegneri, sociologi, teologi o fisici creazionisti notoriamente ostili alla PAS la consulenza su questi temi, si suscitasssero inopportuni "claims of obscurantism on part of Church".

·        Queste due strutture centrali vaticane, che da decenni gestiscono, con disponibilità finanziare adeguate e rilevanti i complessi rapporti con la scienza in generale (la PAS) e con la ricerca astronomica per gli aspetti sperimentali (l'Osservatorio Vaticano), dovrebbero essere i primi interlocutori e collaboratori per chi intende organizzare iniziative per spiegare come si debba fare ricerca e dove dovrebbe essere indirizzata.
Gli astronomi pontifici gesuiti sembra abbiano già avuto qualche esperienza negativa a questo proposito, visto che fanno subito sapere con un avviso
sulla porta del sito web che nella ricerca scientifica non c'è bisogno di cani da guardia magari incompetenti ma servono colleghi che capiscono cosa si sta facendo.
Proprio come dicono anche i loro colleghi ricercatori che si occupano di altre discipline che al Vaticano interessano meno o non potrebbero finanziare.
A questo proposito èimportante notare che da un anno il presidente dell'Accademia delle Scienze Pontificie che ha sostituito il fisico evoluzionista e quasi Nobel,
Nicola Cabibbo, è il biologo evoluzionista e premio Nobel  (nel 1984) Werner Arber.
La strada più facile per risolvere l'angoscia dei [neo]creazionisti cattolici per l'esistenza della PAS può evidentemente passare solo per queste strutture, senza coinvolgere inutilmente le altre migliaia di biologi che lavorano sull'evoluzione, magari senza nemmeno porsi i problemi che evidentemente assillano ogni [neo]creazionista.
Il
Centro Kolbe lo aveva capito, ma dal 2009 i loro amici romani non li hanno più chiamati per per fare almeno un quarto Kolbe Seminar.
Forse l'attuale scelta di inserire in ES un esperto creazionista biblico del Centro Kolbe indica che ci sia finalmente un interesse a rivolgersi alla PAS, anche se non è di molto aiuto che Maciej Giertych, un PhD in fisiologia vegetale, ci dica che il suo collega G.Berthault del Centro Kolbe l'ha convinto che gli esseri umani (comparsi circa 2 milioni di anni fa) convivessero addirittura con i dinosauri, scomparsi 65 ben milioni di anni fa. D'altronde è l'unico che finora, e pur non essendo nemmeno un geologo, sia riuscito a pubblicare la notizia di questa impossibile convivenza anche come lettera su
Nature ...,  suscitando vivaci proteste (1, 2, 3)

 

9/8/13-UK

·        Un articolo dello storico della scienza John van Wyhe sul Guardian di oggi ("Darwin did not cheat Wallace out of his rightful place in history") sintetizza alcuni dei risultati della sua ricerca sul contributo di Darwin e di Wallace alla scoperta dell'idea della teoria dell'evoluzione per selezione naturale.
Uscito in occasione dell'anno del centenario della morte di Alfred Wallace, il nuovo libro di van Wyhe ("
Dispelling the Darkness: Voyage in the Malay Archipelago and the Discovery of Evolution by Wallace and Darwin") chiarisce perchè Darwin può legittimamente attribuirsi i maggiori meriti per la scoperta.

 

8/8/13-UK

·        [da Pikaia] su YouTube sono ora disponibili 4 documentari della BBC in cui David Attenborough nel 1989 guidava gli spettatori  alla scoperta dei mondi del passato ("Lost Worlds, Vanished Lives"). E non solo mostrando dinosauri...:

 

7/8/13-USA

·        Dopo anni in cui si è evitato di affrontare seriamente un problema di rispetto e protezione di materiale e informazione biologica ottenuti e utilizzati per anni o decenni senza che venisse il sospetto che fosse necessario chiedere il permesso al proprieario, si è infine arrivati, dopo 62 anni, ad un accordo con gli eredi di Henriette Lacks.
A questo risultato si è giunti grazie al lavoro di una giornalista, Rebecca Skloot, che su questa storia iniziata nel 1951 ha scritto nel 2010 un libro di successo ("
The Immortal Life of Henrietta Lacks"); è la storia di una cultura cellulare immortale ottenuta dalle cellule tumorali di questa donna morta nel 1951 e poi dimenticata nonostante le sue cellule - dotate di èproprietà uniche - non abbiano mai smesso di riprodursi in moltissimi laboratori di ricerca in tutto il mondo..
Se ne parla oggi in un articolo su Nature ("
Deal done over HeLa cell line"), dove si evidenzia come si sia arrivatiad un accordo fra i laboratori di ricerca (rappresentati dal direttore dell'NIH, Francis Collins) e gli eredi di Henriette Lacks solo dopo un ulteriore e molto serio atto di arroganza: la pubblicazione, l'11 marzo, della sequenza completa del genoma delle cellule Hela,oggi colivate in migliaia di laboratori di biologia e medicina molecolare, senza richiedere l'autorizzazione agli eredi di Henriette Lacks. Con l'incontro, avvenuto oggi, di F.Collins con un pronipote, si è scritto finalmente l'ultimo capitolo del libro Rebecca Skloot, che comprende anche l'istituzione di una Fondazione.
Qui un articolo di F.Turone su "
La vera storia delle cellule immortali".

 

7/8/13-KE

·        [da Pikaia] Nuove analisi svelano dettagli sulla vita di alcune specie di ominini vissuti nel bacino del Lago Turkana. Viene illustrata e inquadrata la fase dell'evoluzione umana che copre il periodo dai 2,4 agli 1,4 milioni di anni fa, analizzato un articolo pubblicato dal Journal of Human Evolution.

 

5/8/13-WORLD

·        Il bollettino dell'ENS (Environmental News Service) riferisce oggi ("Global Scientists Shocked by True Scale of Ocean Warming") i risultati di una ricerca triennale sugli effetti dei cambiamenti climatici sull'ambiente marino ("Global imprint of climate change on marine life”), pubblicati su “Nature Climate Change